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LE STAFFETTE

le staffette collana digital native promossa dal Centro Culturale di Milano

Le prime copie stampate di un libro prendono, nel gergo tipografico, il nome di “copie staffetta” perché precedono quelle che saranno poi a disposizione dei lettori in libreria. La collana «Staffette», promossa dal Centro Culturale di Milano, intende “consegnare” ai lettori, come l’atleta in una corsa sportiva passa il “testimone”, persone, artisti, scienziati, filosofi, scrittori che hanno accettato di percorrere la strada della cultura come ricerca del senso ultimo in ogni ambito del sapere. Le «Staffette» saranno anche staffetta dalla tradizione del libro di carta, da possedere e collezionare, al libro digitale da scaricare in un click.


Dante, inquietudine e certezza Saggi contemporanei a cura di Giampaolo Pignatari testi di Giuseppe Pontiggia, Luca Doninelli, Farideh Mahdavi-Damghani, Luca Montecchi, Maria Chiavacci Leonardi, Davide Rondoni, Cesare Segre, Bianca Garavelli, Maria Corti, Ezio Raimondi

SocietĂ

Editrice Fiorentina


© 2014 Società Editrice Fiorentina via Aretina, 298 - 50136 Firenze tel. 055 5532924 info@sefeditrice.it www.sefeditrice.it facebook account www.facebook.com/sefeditrice twitter account @sefeditrice isbn 978-88-6032-288-3 Proprietà letteraria riservata Riproduzione, in qualsiasi forma, intera o parziale, vietata Copertina a cura di Studio Grafico Norfini (Firenze)


Indice

Introduzione

i. contemporanei a dante

«L’ardor ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto» di Giuseppe Pontiggia e Luca Doninelli La traduzione: il privilegio di un’esperienza con Dante di Farideh Mahdavi-Damghani e Luca Montecchi

ii. viaggio ed esilio

Il viaggio. Ricerca della ragione e della teologia di Anna Maria Chiavacci Leonardi Il viaggio nell’antichità e in Dante Tradizione greco-romana e tradizione ebraico-cristiana Virgilio: l’antica sapienza prima di Cristo Beatrice, proclamazione della fede cristiana La visione mistica di Dante Il viaggio come ritorno a casa di Anna Maria Chiavacci Leonardi Il pellegrinaggio «Peregrino». Dalla Vita Nuova alla Commedia Esilio, ritorno a casa, patria lontana La «Candida Rosa»: il mistero di Dio La figura di Beatrice di Davide Rondoni, Cesare Segre e Bianca Garavelli


iii. memoria e contemplazione

«Nostro intelletto si profonda tanto, che dietro la memoria non può ire» di Maria Corti La memoria nello spazio mentale dell’immaginazione artistica La memoria nell’interiorità del poeta La Vita Nuova. La memoria come istanza del divino La Commedia: grandiosa metafora visuale della memoria Il Paradiso: il cedimento della memoria

iv. dante, compagno di viaggio

Verità, bellezza, giustizia, origine del poetare di Ezio Raimondi Stupore e innocenza nell’incontro con il testo poetico La magia della parola nella Divina Commedia La rivelazione dell’invisibile nel visibile La funzione della poesia Temporalità e narrazione Note bibliografiche sugli Autori


Introduzione

Un’appassionata ricerca culturale delle nostre origini si deve aprire a uno slancio dinamico nel presente e nell’immediato futuro. Questo è l’obiettivo sotteso alla rilettura di Dante, in particolar modo della Divina Commedia, che il Centro Culturale di Milano ha inteso attuare alcuni anni orsono, con alcune conferenze che diventano fruibili nella attuale pubblicazione. Sono state chiamate a riflettere e testimoniare voci prestigiose alcune delle quali oggi scomparse, ma che rimangono maestri oltre la stretta contemporaneità. Pur nella pluralità degli approcci, tutti hanno ruotato attorno alcune dinamiche comuni: inquietudini umane e intellettuali che si rimandano e intrecciano nel grande poema e che oggi stimolano con grande vivacità la nostra intelligenza e il nostro sentire. Scritti contemporanei dunque, volti a riprendere il punto infuocato di ogni esistenza autentica, la sete e la fonte, l’inquietudine e la certezza, entrambe il lascito d’esperienza imparagonabilmente unico che Dante ha lasciato al mondo. Leggere il poema di Dante oggi significa addentrarsi nel grande studio basato sulle fonti letterarie che ne stanno alla base, riverberati dalla suggestione di un’unica esperienza d’amore che ha accompagnato lo scrittore per tutta la sua vita. Significa altresì riproporre nella società


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odierna le dinamiche che ha vissuto nel suo tempo, anche noi emuli nell’interloquire e porre analoghe domande di significato e di comportamento. I testi in questo libro, pur mantenendo una loro singola specificità, sono qui declinati a costituire un percorso unitario e scandito in quattro momenti. Nella prima parte si presenta quale protagonista il lettore, che affronta la poesia di Dante non da filologo bensì da uomo della nostra società, con il suo bagaglio di esperienza di vita. Come rendere attuale un testo così complesso e affascinante come è la Divina Commedia? Il suggerimento, autorevole, viene indicato da due scrittori, il compianto Giuseppe Pontiggia – la sua relazione viene citata nel volume dei «Meridiani» a lui dedicato1 – e Luca Doninelli. Essi aprono uno sfaccettato dibattito con Dante prendendo quale spunto la nota avventura di Ulisse. Il tema centrale è la sete conoscenza che appartiene a ogni singolo uomo, che si sfrangia poi in altri interessanti aspetti. L’indagine ha la peculiarità di addentrarsi nel medesimo laboratorio creativo di Dante, da scrittore a scrittore, mettendo a fuoco gli interrogativi che la società e la vita propongono e le relative risposte, tematiche, non stilistiche, nel Trecento oppure oggi. Vi si affianca un intervento similare, almeno nella risonanza personale che scaturisce dal testo: quella dell’iraniana Farideh Mahdavi-Damghani, vincitrice del Premio Mondello, che ha tradotto in persiano la Divina Commedia e la Vita Nuova. Ha già all’attivo diverse decine di traduzioni di opere italiane. Ne ricordiamo i nomi in uno spettro storico di particolare ampiezza: Francesco Petrarca, 1 Giuseppe Pontiggia, Opere, Milano, Mondadori, 2004, nella sezione Bibliografia, in Racconti, articoli e saggi in quotidiani, riviste, volumi


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Giacomo Leopardi e nel Novecento, Giuseppe Ungaretti, Vincenzo Cardarelli, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Natalia Ginzburg. Ci presenta un Dante inedito nel quale è possibile individuare ugualmente delle intense coincidenze e rispondenze religiose seppure da una cultura molto differente. Il secondo momento conduce il lettore all’interno di un rigoroso impianto critico, condotto da Anna Maria Chiavacci Leonardi e lo induce a confrontarsi con quanto scrive Dante sul cammino della conoscenza. Per l’uomo la vera conoscenza, ma questa volta trascendente oltre che umana, consiste nell’incontro con Dio e il raggiungimento di tale conquista comporta la sua felicità. Due sono i testi, tra loro complementari. Il primo, sulla scorta della riflessione sul significato del viaggio all’interno delle tre cantiche, mette a fuoco la necessità di una guida che si faccia garante del successo: Virgilio è la figura di tutta la conoscenza antica pagana e della ragione naturale dell’uomo; Beatrice è il simbolo della teologia. La conclusione, nell’ultimo momento del Paradiso, è quella del dialogo intimo tra Dante e Dio, solus ad Solum cioè senza nessun intermediario. Il secondo reinterpreta “il viaggio” come “pellegrinaggio”, quello che nella società storica del Trecento cerca un improbabile ritorno nella sua città di Firenze a causa dell’esilio e quello del cristiano, di ogni cristiano senza patria, che tende alla sua vera terra cioè il cielo. Un approfondimento della figura di Beatrice, la donna dell’amore giovanile di Dante e la guida della terza Cantica, viene suggerito in occasione della prima traduzione italiana del libro di Étienne Gilson, Dante e


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Beatrice, a cura Bianca Garavelli2, e degli interventi che ne esplorano alcuni significati: la stessa Garavelli insieme al poeta Davide Rondoni e al grande studioso Cesare Segre. La terza sezione è costituita dalla prolusione, che risale al gennaio del 1993, della compianta Maria Corti. Molto rilevante, perché l’oggetto della riflessione presenta alcuni temi che, anticipati al Centro Culturale di Milano, verranno poi pubblicati, senza sostanziali modifiche, nel volume postumo pubblicato nel 20033. Delinea il letterato Dante che interroga le sue fonti testuali e le affianca a quell’univoca esperienza intellettuale e spirituale che sta alla base della creazione del suo poema. Il ponte tra il passato esistenziale e intellettuale, e il presente della scrittura, è rappresentato dalla memoria che denuncia inevitabilmente tutta la sua inefficienza di fronte alla trascendenza e alla possibilità di verbalizzare il divino in un linguaggio umano. Lo può solo scalfire, attestandosi sulle soglie dell’ineffabile. Tra reminiscenza, contemplazione e soprattutto memoria, la Corti traccia un intenso e affascinante atlante storico e culturale, scandito e convalidato da una rigorosa documentazione testuale che compone un’inquietante epica della memoria. Dopo il dire di Maria Corti che capovolge le modalità dell’approccio iniziale, scrittore versus le fonti e Dante versus le sue fonti, segue Ezio Raimondi con il suo incedere conclusivo, che riprende molti degli aspetti già affrontati e li rivede alla luce di quello che è lo strumento fondamentale di ogni scrittura, cioè la parola. Il testo, qualsiasi testo, è costituito da parole e queste rappresentano evidentemente il luogo su cui si erge l’architettura poetica. Milano, Ed. Medusa, 2004. Maria Corti, Scritti su Cavalcanti e Dante. La felicità mentale. Percorsi dell’invenzione e altri saggi, Torino, Einaudi, 2003. 2 3


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Tra Sacra Scrittura, classicità, Medioevo, Raimondi, nella sua indagine di natura linguistica, stilistica, semantica, ripercorre liberamente il poema. La parola conduce alla riflessione sulla sapienza e sulla bellezza, umana e divina. La narrazione, il coinvolgimento, la temporalità nella storia e nella scrittura dantesca oltre che biblica, interrogano il nostro destino. La poesia è rivelazione ma anche responsabilità nei confronti dell’umanità. Raimondi conduce il lettore a scoprire e a innamorarsi di questa forza dirompente che promana dalla parola di Dante, che crea stupore e magia, e opportunamente lo propone come nostro compagno di viaggio. La freschezza dell’esposizione orale non sempre si accompagna al codice del linguaggio scritto. Di conseguenza si sono rese necessarie alcune correzioni redazionali nel pieno rispetto della fonte e, per maggiore fruibilità, sono completate le citazioni testuali e quelle bibliografiche. Giampaolo Pignatari


Note biografiche degli Autori

Anna Maria Chiavacci Anna Maria Chiavacci Leonardi è docente emerito di filologia dantesca all’Università di Siena e membro onorario della Dante Society of America. È autrice di numerosi, importanti studi danteschi, in particolare il commento completo della Divina Commedia nei «Meridiani» della Mondadori, edito successivamente presso Zanichelli. Maria Corti Maria Corti (Milano 1915-2001) è stata un’intellettuale impegnata su differenti fronti: filologa, scrittrice, critico militante, fondatrice di riviste innovative. Allieva di Benvenuto Terracini, membro dell’Accademia della Crusca ha insegnato Storia della Lingua Italiana all’Università di Pavia, dove ha fondato nel 1969 e diretto il “Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei”. Di Dante e dell’ambiente stilnovistico ha iniziato a interessarsi sin dal 1949. Luca Doninelli Luca Doninelli è critico teatrale, giornalista di importanti testate, narratore, docente di Etnografia narrativa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Tra i suoi romanzi più importanti citiamo La revoca (Premio


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Campiello), La Mano (divenuto spettacolo teatrale) e i racconti Le decorose memorie (Supervincitore del Premio Grinzane Cavour). Collabora presso il Centro Culturale di Milano alla Scuola di Scrittura “Flannery O’ Connor”. Bianca Garavelli Bianca Garavelli esordisce con una raccolta di poesie e successivamente si è dedicata alla narrativa, critica letteraria, collaborazione a diverse importanti riviste e testate giornalistiche. Ha studiato Dante presso l’Università di Pavia sotto la guida di Maria Corti e collabora come cultrice della materia al Dipartimento di Italianistica e Comparatistica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Tra le sue numerose pubblicazioni di racconti e studi ricordiamo il commento alle singole cantiche della Divina Commedia edito da Bompiani e le terzine perdute di Dante. Farideh Mahdavi-Damghani Farideh Mahdavi-Damghani da tempo si è interessata alla letteratura italiana, oltre che europea, proponendo in lingua persiana la traduzione di numerosi scrittori, classici e contemporanei. Tra questi ricordiamo Petrarca, Leopardi, Montale, Ungaretti, Quasimodo, Cardarelli, Sciascia, N. Ginzburg. Ha tradotto in lingua persiana la Divina Commedia e la Vita Nuova. Giuseppe Pontiggia Giuseppe Pontiggia (Como 1934-Milano 2003) è stato bibliofilo, critico letterario, scrittore, tra i fondatori della rivista «Verri». Numerosi suoi romanzi sono stati premiati: La grande sera (Super Flaiano, 1994); Vite di uomini non illustri (Premio Chiara alla carriera, 1997);


note biografiche degli autori  17 

Nati due volte, da cui è stato tratto il film Le chiavi di casa (Premio Campiello, 2001). Lo ricordiamo anche per la sua importante collaborazione alla Scuola di Scrittura “Flannery O’ Connor”, presso il Centro Culturale di Milano. Ezio Raimondi Ezio Raimondi, tra i più sottili interpreti della nuova filologia, è erede di illustri modelli tedeschi attraverso il magistero di M. Barbi e G. Contini. Ordinario di letteratura italiana presso l’Università di Padova e di Bologna, socio nazionale dei Lincei, interprete delle più avanzate istanze della critica post-crociana ha contribuito con importanti interventi sia al dibattito teorico che critico relativo ad aspetti, problemi, autori della letteratura italiana. Di Dante si è interessato in particolare tra il 196368 con interventi pubblicati poi nel 1970 con il titolo Metafora e storia. Studi su Dante e Petrarca. Davide Rondoni Davide Rondoni è autore di numerose pubblicazione come poeta, romanziere, saggista, traduttore. Ricordiamo Apocalisse amore; Nell’arte vivendo. Interventi, poesie, saggi su artisti e opere; Gesù un racconto sempre nuovo. Ha fondato e diretto il Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna  e svolge attività di consulenza editoriale per alcune case editrici, tra cui Marietti, Guaraldi e Laterza. Per BUR è curatore della collana «I libri della speranza».

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Dante, inquietudine e certezza  

Una prestigiosa e appassionata lettura della «Divina Commedia» che riscopre la ricchezza intellettuale e umana di Dante e il suo lascito d’e...

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