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Il World Tunnel Congress 2019 Il potenziale delle infrastrutture sotterranee per il trasporto merci

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al 3 al 9 maggio 2019, si sono tenuti a Napoli il Congresso mondiale dei tunnel (World Tunnel Congress 2019) e la 45° assemblea generale dell’ITA, the International Tunnelling and Underground Space Association. Nella tre giorni di eventi sono stati rilasciati importanti annunci da parte dell’ITA e organizzate numerose sessioni tecniche che hanno evidenziato la grande possibilità di utilizzo dello spazio sotterraneo per il trasporto di persone e merci, attraverso opere quali i tunnel galleggianti e le infrastrutture multimodali. Durante la cerimonia di apertura, l’amministratore delegato di Salini Impregilio, Pietro Salini, ha dichiarato che “interrogarsi sulle nuove infrastrutture significa mettere in discussione la città del futuro, oggigiorno al centro di tutte le principali questioni globali, in particolare per quanto riguarda i cambiamenti climatici. Questo è il motivo per cui dobbiamo continuare a investire nelle infrastrutture sotterranee”. Un esempio di questa tipologia di opere è il tunnel galleggiante, anche conosciuto come il ponte di Archimede (nella foto in alto). Dato che la società moderna ha sviluppato una maggiore consapevolezza dell’impatto ambientale causato dalle infrastrutture di trasporto, i tunnel sottomarini possono essere una soluzione che consenta collegamenti veloci e rispettosi dell’ambiente in superficie. A tal proposito, per velocizzare gli spostamenti interni, la Norvegia ha previsto la costruzione di una nuova

autostrada per collegare il nord e il sud del Paese, passando lungo la costa da Trondheim con Kristiansand, attraversando otto fiordi, tra cui tre dei più grandi della Penisola. Attualmente ci vogliono circa 21 ore di viaggio e sette traghetti per percorrere circa 1.000 chilometri di strada. E proprio da questo nasce l’idea di realizzare di realizzare dei “ponti tubolari sommersi galleggianti” che consentano la circolazione del traffico stradale senza interrompere il traffico navale di superficie e rovinare lo splendido paesaggio dei fiordi nordici. Il tunnel, infatti, si troverà a circa 30 metri sotto il livello del mare e non poggerà sul fondale, ma sarà sorretto da “isole galleggianti”. Nel progetto è prevista la costruzione di due ponti con doppia carreggiata, uno per senso di marcia, e di un percorso ciclo pedonale. Per la realizzazione dell’opera ci vorranno

diversi anni, soprattutto perché bisogna permettere agli operai di lavorare in sicurezza e nel rispetto dell’ambiente. Di certo, per il momento, c’è la presenza dell’ingegnere Arianna Minoretti, l’unica italiana del gruppo di lavoro designato al progetto. Non da meno il progetto svizzero, voluto per diminuire il traffico merci su gomma e ridurre gli impatti sull’ambiente. Si chiama Cargo Sotterraneo: la Svizzera vuole realizzare una rete di collegamenti nel sottosuolo, esclusivamente dedicata al trasporto delle merci, che viaggeranno su delle specie di carrelli automatici a ciclo continuo, 24 ore su 24, a circa 50 metri di profondità. L’obiettivo dell’ambizioso progetto, che è già riuscito a raccogliere i 100 milioni di franchi necessari per costruire il primo collegamento, è di ridurre il traffico merci del 30% in città e del 40% fuori. Crediti foto: Norwegian Public Roads Administration

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• POLIZZE RC PROFESSIONALE nei nuovi termini stabiliti dalla legge • POLIZZE FIDEIUSSORIE per attestazioni della capacità finanziaria

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