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Periodico di informazione scolastica e di promozione culturale e didattica a cura delle scuole di Crosara, Valle San Floriano, Vallonara, San Luca, Santa Caterina

O V E SCUOLE in RILI Anno 2, Numero 5 Febbraio 2009

ISTITUTO COMPRENSIVO “P.M. POZZA” LUSIANA — DIREZIONE DIDATTICA “A. CUMAN PERTILE” MAROSTICA

GUARDARE LONTANO, CAMMINARE INSIEME di Rosanna Bertoncello La ricchezza di quanto ricevono i ragazzi viene dalla diversità delle persone con cui essi si relazionano, dalla creatività di ciascuno, che non è improvvisazione, ma è capacità di costruire, con le proprie specifiche competenze, un percorso che si intrecci con gli altri. Anche senza che qualcuno elevi argini entro cui tutti andare, o mura entro cui tutti vivere. I diversi obiettivi, le diverse competenze e la stretta collaborazione servono a gettare sempre più avanti la linea dei traguardi da raggiungere. E in questo correre insieme i ragazzi stessi scrutano nuovi orizzonti e il gusto di conoscerli. Nei loro insegnanti i ragazzi incontrano la molteplicità dell’umanità che vive ed opera insieme a loro e intorno a loro. La diversità delle persone che incrociamo nella nostra vita è ricchezza, allarga i nostri orizzonti, ci consente di confrontarci, di metterci in discussione, di ripartire ogni volta… di crescere, insomma. Non dobbiamo temere, io credo, la mancanza di rigido coordinamento, di inqua-

prosegue a pag. 15

IN QUESTO NUMERO:

VERSI DI CARNEVALE

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CERVELLI IN MOTO

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GUARDARE LONTANO, CAMMINARE INSIEME

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IL RUMORE DEI DRAPPI COLORATI

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SULLE ALI DELLA POESIA

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ASTRONAVI DI GOMMA PIUMA

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IL NOCCIOLO E LA POLVERINA

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PULCINI CRESCONO

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TESTE DI LEGNO E MANI DI CRETA

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OCCHIO ALLA MOSSA

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SGUARDI SOLITARI VERSO IL CIELO

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LO “PUNARO” CHE SI CONVENGA

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UN QUOTIDIANO FRESCO, FRESCO: “DIGIORNATA”

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UNA BIBLIOTECA COSTRUITA DALLA GENTE!

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“DIDATTICA A2 ZAMPE”

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NON PERDERE LA BUSSOLA

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UN’ATTENTA OSSERVAZIONE

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VEDIAMO SE MI RICONOSCI

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LA PENTOLA DEL NONNO

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SCUOLE in RILIE VO

Anno 2, Numero 5 - Febbraio 2009

Scuola dell’Infanzia “Maurizio Guderzo” - Crosara

ASTRONAVI DI GOMMA PIUMA Creatività e fantasia con morbidi materassi colorati Alla caricaaaaa!!!! Una volta alla settimana tutti noi, gattini, coccinelle e tigri, abbiamo un appuntamento speciale: andiamo nel nostro salone dove succedono delle cose proprio strane… voi non ci crederete ma lì dentro ne facciamo di tutti i colori: possiamo lanciare i cubi morbidi, urlare, fare disordine… robe da pazzi! Dentro al nostro salone magico ci sono delle cose che ci piacciono proprio tanto: i drappi (per fare il mantello del cavallo, il velo della sposa, ecc.); i cubi colorati; lo specchio gigante (dove ci osserviamo, ci parliamo, controlliamo i nostri muscoli potenti, ecc.). La maestra non ci dice mai cosa dobbiamo fare, siamo proprio liberi, lei ci aiuta a co-

struire i nostri giochi e a volte vi partecipa. Noi sappiamo ormai bene quali cose si fanno in quella stanza, e anche quale viene prima e quale dopo… non ci credete?!? Allora state bene attenti che ve le raccontiamo tutte! IL CERCHIO DEGLI INDIANI Appena entriamo ci sediamo tutti in cerchio con le gambe incrociate, ci salutiamo uno alla volta con una simpatica canzoncina e ci comunichiamo alcune cose importanti e poi… viaaa!! LANCIAMO E CI LANCIAMO Evviva! Corriamo tutti addosso ai cubi morbidi, li facciamo crollare, li lanciamo, li usiamo anche per dondolarci… Ci prendiamo anche i

O SCUOLE in RI LIE V Per la pubblicità su questo giornale: tel. 338 8234783 oppure: medie.crosara@libero.it Comitato di Redazione

Direttore responsabile: Silvano Mocellin Redattori: Rosanna Bertoncello, Fabio Cusinato, Luca Pirazzo, Maria Angela Rela, Marivana Guderzo, Antonella Alberti, Roberta Spagnolo, Mara Tasca, Michela Pigato.

Hanno collaborato

Bambini, ragazzi, genitori e insegnanti di tutte le classi

Grafica

Fabio Cusinato, Marco Crestani

Stampa

S.M.G. srl - 36030 Costabissara (VI) Via A. Volta, 38

In copertina

“Senza titolo” - Matteo Morello 3^E, Novembre 2008

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materassini sui quali ci lanciamo con gusto dall’alto della spalliera, che emozione! E che bello guardarci allo specchio mentre compiamo le nostre prodezze! FACCIAMO FINTA CHE… Usando cubi, drappi e materassi, costruiamo case, torri, ospedali, astronavi… e poi noi facciamo i personaggi che vivono lì dentro, non è la maestra che ci dice cosa fare: siamo noi che decidiamo cosa costruire e come giocare . DISEGNO O COSTRUZIONI? Dopo aver tanto giocato facciamo dei disegni con i colori a cera. Ognuno di noi disegna ciò che vuole e ne escono dei capolavori pieni di colori e fantasia, altrimenti facciamo delle costruzioni con i legnetti . SALUTO FINALE Per terminare, ognuno di noi presenta il suo lavoro ai compagni e alla maestra. Ci piace molto far vedere il disegno o la costruzione che abbiamo fatto anche perché tutti ci stanno ad ascoltare, è un po’ come un saluto finale prima di uscire da quel salone magico. Chissà quante avventure ci aspettano ancora, quanti giochi, quante scoperte sul nostro corpo e su come si esprime… ma la cosa più importante è stare bene e divertirsi!!!


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Anno 2, Numero 5 - Febbraio 2009

Scuola Primaria “Olga Gugelmo” - San Luca

zioni alle quali dobbiamo infiniti ringraziamenti per gli aiuti con i quali hanno sostenuto e continuano a sostenere il nostro lavoro! Questa esperienza che durerà tutto l'anno e culminerà con un percorso espositivo, ci sta insegnando davvero tanto. Valorizza un modo diverso di fare scuola, quello laboratoriale, che stimola i ragazzi ad essere più consapevoli e responsabili. Anche lo spazio scuola infatti, in queste attività, deve essere organizzato direttamente da loro, pulizie comprese! Alla fine di ogni seduta laboratoriale nessuno si risparmia una spolveratina o una passata con il bidone aspiratutto… speriamo che non finiscano per aspirare anche qualche maestra! Il progetto "Mai con le mani in mano" riscuote in tutti gli alunni un grande apprezzamento. Mentre progettiamo, seghiamo, levighiamo, plasmiamo con la creta, avvertiamo che la scuola sa trovare strade per rinnovarsi e che riesce ad essere un momento di crescita fondamentale! A scuola stiamo bene e impariamo a rispettare e ad apprezzare le nostre diversità! Più di cento piccole laboriose mani esprimono instancabili il loro entusiasmo e apprendono, giorno dopo giorno, le affascinanti tecniche

TESTE DI LEGNO E MANI DI CRETA San Luca riscopre la manualità Quest'anno i bambini della scuola primaria “Olga Gugelmo” di San Luca non avranno tempo per starsene con le mani in mano. Questo è poco ma sicuro! Nella nostra scuola hanno preso il via due percorsi laboratoriali: uno sul legno e uno sulla creta. Le insegnanti hanno progettato dei laboratori multidisciplinari in cui tutti possano esprimere la propria creatività. Ma vediamo come tutto è cominciato. Lo scorso giugno le insegnanti hanno appeso un cartello alla porta della scuola con scritto: "Attenzione genitori, cercasi tavolo da falegname, attrezzi per la lavorazione del legno e della creta..." . Già a settembre le famiglie hanno risposto generosamente al nostro appello, inviandoci materiale in abbondanza: martelli, chiodi, viti, lime, colla, legno e un meraviglioso bancone da falegname per allestire un laboratorio in piena regola! La generosità è contagiosa a San Luca e nel marosticense! Sono infatti molte le ditte e le associa-

che sono alla base del nostro artigianato. Lavorare insieme, sporcandoci, esprimendoci, ma anche confrontandoci e scendendo a compromessi, ci guida alla scoperta di noi stessi e delle nostre capacità creative. Persino molte insegnanti del plesso hanno deciso di ispessire il loro bagaglio conoscitivo e creativo frequentando un corso di aggiornamento sulla costruzione di giochi in legno, offerto dall'Associazione Artigiani di Vicenza, e proposto dall'artigiano falegname di San Luca Andrea Dal Zotto. Osservando queste immagini, scorci rapiti in momenti di particolare concentrazione, è' facile capire con quanto impegno e tenacia lavorino gli alunni della nostra scuola...

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Scuola Media “Sant’Antonio” - Crosara

LO “PUNARO” CHE SI CONVENGA Intervista impossibile ad un architetto del ‘500 di Fabio Cusinato

Maestro, come si può costruire un buon ricovero per le galline? Per lo governo avicolo si deve avertire che necessaria si ha la costrutione di locale adatto. Lo punaro che si convenga ha da essere sì bello et piacevole, ma anco in buona espositione di sole et buono aere. Saranno poi lodevoli le aperture per lo pasaggio de’ pennuti in dentro et fora l’avicola magione. Et anco necessaria si ha l’apertura majore per l’espositione dello collo et dello capo de’ galini et galine. Lo punaro ha da ergersi su assi 3 per parete che avrà da essere et ampia et commoda. Lo sito de’ punari ergersi di major lode entro recinto ampio et luminoso. Laddove pennuti di nostrani natali pòte ruspare buona terra et grassi vermi come loro natura conviene. I pilastri longhi et robusti ricavansi da pianta di robinia del Cansilio o di acacia gomarolensis. La catività de’ pollami est lodevole se assicurata da graticola tesa in su la parte esteriore de pilastri. In ciò che da

pilastro a pilastro la estensione di ezza siasi del mezzo di un terzo della lunghezza. Il tetto capriato habbeasi di reticolo sotile et alquanto trattenevole per l’impeto svolazzante de’ animali bipedi di scarso acume.

“I pilastri longhi et robusti ricavansi da pianta di robinia del Cansilio o di acacia gomarolensis”.

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L’interno de’ punari est bisognevole di buon letto paglierino per depositione delle ova e per la cova. La costrutione di buona fabrica per galini et galine porterà salute al bestiame piumato et anco salutare benessere a li afari del padrone di ezzi.


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Scuola Media “Sant’Antonio” - Crosara

“La catività de’ pollami est lodevole se assicurata da graticola tesa in su la parte esteriore de’ pilastri”.

“L’interno de’ punari est bisognevole di buon letto paglierino per depositione delle ova e per la cova.”

E’ iniziata la costruzione del secondo recinto che ad aprile conterrà i nuovi animali previsti per il progetto “Didattica A2 Zampe”. Come noto la nostra scuola è già provvista di un sito per la cura e il mantenimento di germani reali e piccioni. La nuova costruzione da Iniziano i lavori per il nuovo sito di pennuti parte dei ragazzi di di Fabio Cusinato terza sarà destinata ad un primo gruppo di dieci galline, un gallo e un paio di piccole oche. I una seconda fase, lavoro delicato, gli alunni di ragazzi si sono già messi all’opera per disbo- terza hanno piantato nel terreno dieci grossi scare dai rovi e pareggiare il terreno desti- pali d’acacia, un legno robusto e resistente nato al nuovo insediamento avicolo. Al lavoro alle intemperie, che serviranno da ancoraghanno cominciato a collaborare con efficace gio per la rete. E’ sempre bene ricordare, partecipazione anche i “piccoli” della IF. In tuttavia, che a tutti i lavori presso gli animali

e presso l’orto della scuola partecipano solo i ragazzi che riescono a registrare dei miglioramenti nel comportamento e nel profitto. Questo tipo di attività a forte carattere motivante, in questi mesi, ha permesso il raggiungimento di risultati spesso incoraggianti. Bene, ma ora avremo le galline? E le uova? Promettiamo di informarvi nel prossimo numero.

“DIDATTICA A2 ZAMPE”

SCAL-FRUT di Scalabrin Michele

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VERSI DI CARNEVALE A cura della class V^ della Scuola Primaria FILASTROCCA di Giada Bertollo

“VEDIAMO SE MI RICONOSCI” Grande festa per il carnevale a San Luca Scuola Primaria di San Luca

IL RUMORE DEI DRAPPI COLORATI Le esperienze nel laboratorio di educazione motoria di Paolo Visentin classe I^F - Scuola Media “Sant’Antonio” Crosara In questo anno di scuola, si è pensato molto alle mie difficoltà, alle mie esigenze e a come trovare un rimedio. Così i miei prof mi hanno impegnato in un laboratorio di attività motoria, per impegnare il corpo, per imparare regole di comportamento, per trovare il giusto modo di gestire i miei movimenti poco controllati. Le molte attività sono state per me impegnative, mi si chiedeva di acquisire controllo, di lavorare con oggetti e di seguire regole importanti per stare con gli altri compagni. Io dovevo controllare il corpo, rallentare i miei gesti, sentire il ritmo della musica: è

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stato tanto impegnativo per me. Le attività si facevano con oggetti diversi, colorati, potevamo rotolare e strisciare sul pavimento per meglio sentire il corpo. Quello che più mi è piaciuto è stato l’uso di grandi stoffe, “drappi” diceva la prof: il movimento era lento e non recava fastidio ai miei occhi, il loro rumore leggero portava rilassamento nella mia testa e io sono riuscito a lavorare con impegno anche durante la presentazione di questi lavori. Ho faticato un po’ all’inizio, ma dopo un po’ ho trovato vero piacere in questa attività. Io sono felice di partecipare e ringrazio gli insegnanti per questa possibilità.

A carnevale mi piacerebbe vestirmi e divertirmi forse da Arlecchino e ogni tanto darei un bacino, da Pulcinella e mangiarmi una frittella, da Colombina e fare la carina, da Pantalone senza buttarmi in un burrone, da Balanzone e fare un cartellone, da Gianduia e cantare l’Alleluia, da Brighella e ballare la tarantella. Non so da cosa mi vestirò, ma quel giorno ve lo dirò.

FILASTROCCA DI CARNEVALE di Yuri Azzolin Devo ancora pensare come a Carnevale mi devo mascherare. Mi piacerebbe vestirmi come Pantalone ma dovrei farmi un grande pancione. Mi piacerebbe vestirmi da Pulcinella e salterei come una raganella. Mi piacerebbe vestirmi da Colombina e per un giorno sarei una donnina. Mi piacerebbe vestirmi da Arlecchino e sarei colorato come un fiorellino. Mi piacerebbe vestirmi da Balanzone e canterei una melodica canzone. Mi piacerebbe vestirmi da Gianduia e allora canterei “Alleluia”. Mi piacerebbe vestirmi da Brighella e racconterei una divertente storiella. Come mi vesto mai lo dirò ma qualcuno spaventerò.


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com pagnando l’intero anno scolastico, tutto il plesso di Valle San Floriano si è recato tra uno dei numerosi sentieri del luogo, accompagnato da due intraprendenti Guardie Forestali del corpo di Bassano del Grappa e dal loro fido pastore tedesco Mac. L’esperienza è stata meravi-

IL NOCCIOLO E LA POLVERINA Le Forestali con la scuola di Valle San Floriano di Alessia, Mattia e Aurora classe 2^

Il giorno 9 febbraio, a seguito di una lezione in classe e il progetto “stagioni” che sta acIeri mattina siamo andati in passeggiata con le Guardie Forestali e con il loro cane che si chiamava Mac. Abbiamo imparato tante cose. Siamo saliti dietro la chiesa di Valle e abbiamo visto il nocciolo che faceva un polverina cioè il polline, la robinia, l’abete rosso che aveva gli aghi proprio intorno al ramo, mentre l’abete bianco che aveva gli aghi come una spazzola.” “Abbiamo percorso il sentiero dietro al bosco della chiesa. Al capitano io ho chiesto quanto può vivere un albero. La Guardia mi ha detto che in America le sequoie vivono tremila anni, invece in Trentino il larice vive duemila anni.” “Abbiamo imparato tantissime cose sugli alberi. Abbiamo visto l’abete rosso, l’abete bianco, i cipressi e il pioppo. Due Guardie Forestali simpatiche ci hanno accompagnato con il cane Mac che ci indicava la strada. Abbiamo visto i cavalli. In quel posto abbiamo mangiato i panini, le brioches e i creakers seduti sull’erba. Dopo siamo ritornati a scuola e siamo andati a casa. E’ stata una giornata importante e stupenda.”

gliosa! Quanti nomi può avere una pianta, quanti segreti può nasconder un bosco, quanti perché possono avere le frane e il disboscamento. A volte sembrano necessari dei profondi cambiamenti per spazzare via la minaccia dell’inquinamento, del vandalismo e dell’illegalità quando forse basterebbe fermarsi e insegnare agli uomini del domani cosa significa il rispetto per l’ambiente e per gli animali che lo vivono. Per rendere più concreta l’idea di quanto sia stata proficua e nello stesso tempo piacevole questa esperienza, riportiamo alcuni pensierini composti dai bambini di classe seconda.

tore le annota sul proprio formulario Emozionante esperienza di piccoli scacchisti che, a un occhio inesperto, può appaa cura della classe V^ - Scuola Primaria di Valle San Floriano rire un linguaggio in codice, decifrabile solo da spie professioniste. Tocca al mio rivale ... D5 ... Cosa faccio? Calma, rifletti. Ho trovato! Regina in G7. Vediamo cosa fai adesso. Il tempo Sono le ore dieci. Mancano ancora quindici scorre, qualcuno richiede l’intervento del signor minuti. Frazioni, divisioni, operazioni, ancora uno Stefano per verificare l’eventuale vittoria, ma la sforzo. Finalmente la campanella! Stefano è mossa non è corretta. Devo muovere io ... Posarrivato. sibile? Perché non mi sono accorto prima? Ma “Buongiorno ragazzi!”. Il signor Stefano entra in certo! Un grido si alza nella classe: “Scacco classe quinta; con il suo carico, due enormi matto!” Un giocatore ha vinto la partita. Alla fine borsoni, ricorda un po’ Babbo Natale. Lo seguo- della lezione viene registrato il punteggio di ogni no i ragazzi della classe quarta che aiutano a alunno su un grande cartellone appeso alla disporre i banchi e a sistemare le scacchiere parete, così tutti lo possono vedere. I primi con le relative pedine. classificati parteciperanno a un torneo di scacChissà chi dovrò affrontare. Speriamo non si chi che si terrà a Marostica; si scontreranno tratti di un mio compagno troppo forte. Il signor ragazzi di diverse scuole. Spero di essere scelStefano divide in coppie gli alunni, posiziona il to. Questo gioco mi entusiasma. Persino le cronometro e dà il via dicendo: “Signori, datevi pedine sono belle da vedere. Tutte sono imporla mano e inizi la partita”. Tocca a me muovere tanti, ma io preferisco la torre, va sempre per primo, visto che ho il bianco ... Cavallo in F3 dritta e imponente per la sua strada, fino alla … La classe è immersa in un leggero brusio e fine della scacchiera. Sembra volerci insegnare come un’aquila scruta il terreno in cerca delle di proseguire decisi nel cammino della nostra eventuali prede, così i cervelli sono concentrati vita, senza paura degli ostacoli che potremmo sugli spostamenti possibili delle pedine. C’è un incontrare ... alternarsi di mosse e contromosse; ogni gioca- Gli scacchi, che gran passione!

OCCHIO ALLA MOSSA

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UN QUOTIDIANO FRESCO, FRESCO: DIGIORNATA La scuola media di Crosara: una cittadella del giornalismo di Matteo Morello 3^E introduzione di Rosanna Bertoncello

Quasi trascinati dall’esperienza pilota della rivista “Scuole in Rilievo”, la classe 3^E, dopo il progetto giornalistico del settimanale “7 giorni notizie”, partito dal settembre 2008 e ormai quotato, ha dato il via ad una nuova testata, il quotidiano “dìgiornata”. Giriamo ai lettori di “Scuole in Rilievo” alcuni articoli apparsi in questi giorni. Che cos’è l’amicizia? L’amicizia si può descrivere con tantissime, anzi con infinite parole. L’amicizia, secondo me, è una delle presenze fondamentali nella vita di una persona, perché la peggior cosa che potrebbe accadere è trovarsi senza amici. C’è da dire che l’amicizia, quella con la A maiuscola, non è fatta solo di belle parole, di avvenimenti esclusivamente positivi, ma è fatta anche di confronti, di litigi, che portano a insegnamenti sempre nuovi. E’ fatta di momenti tristi, in cui un vero amico, con il cuore forte, ti capisce, parlandoti, sapendoti ascoltare e dandoti consigli o più semplicemente mettendoti una mano sulla spalla e stando in silenzio con te. L’amicizia è fatta di piccoli gesti che insieme formano una grande ricchezza. Perdere un’amicizia è perdere una parte di te. Viene da fare una considerazione: prima di dire che un’amicizia è veramente seria, bisogna guardare il tuo amico dentro al cuore per capire

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se è veramente una persona che fa per te. La nostra scuola La nostra Scuola Media Sant’Antonio vanta una miriade di progetti e ne inventa sempre di nuovi per coinvolgere dal primo all’ultimo studente che la frequenta. Progetto “Hortus mirabilis” e “Didattica A2 Zampe”; progetto “7 Giorni Notizie”, settimanale di informazione a cura della classe 3^E; progetto “Dìgiornata”, quotidiano edito dalla classe 3^E… E’ una scuola piena di professori che capiscono le situazioni di ogni studente, dando consigli per una buona riuscita nell’ambito scolastico, ma anche nella vita in famiglia e nelle relazioni con i nostri compagni. La scuola, io credo, non va valutata dalla struttura, ma dall’insegnamento che ci viene da ognuno dei nostri professori. La scuola senza anatre orti galline che scuola sarebbe? Ve lo dico! Sarebbe la scuola tradizionale, priva di divertimento e di insegnamenti di vita. Ma questa nostra è una scuola che merita di essere chiamata scuola. Essere determinati Una persona determinata è una persona che nella vita farà moltissima strada, perché essere deter-

minati è sinonimo di sicurezza. Nella vita di ogni giorno le persone si trovano a prendere decisioni che possono cambiare loro radicalmente la vita; ma la determinazione non serve solo per le grandi decisioni, anzi, parte dalle piccole cose. Potrei rimanere qui ad elencare esempi all’infinito, ma non voglio annoiare nessuno. Io trovo che la determinazione sia una cosa molto difficile da acquisire, ma rimane sempre il fatto che con la tenacia tutto si può avere dalla vita, perché il futuro è nelle nostre mani. Chiaramente questo modo di affrontare la vita porta ad essere stimati da tutti, per la forza di reagire ai problemi e alle difficoltà. La determinazione è la cosa che fa camminare a testa alta una persona, senza che abbia paura di essere criticata; è, come dire, uno degli elementi fondamentali nella vita di ogni persona.


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scaldarsi si sono messi a correre e a giocare a calcio, invece noi femmine, tremolando come foglie, ci siamo messe a cantare in cerchio insieme alla maestra Antonella. Siamo stati divisi in tre squadre, in base alla classe di appartenenza (3^, 4^, 5^). La gara consisteva nel dirigersi verso i punti individuati e segnati in una cartina geografica, che è stata consegnata ad ogni alunno all’inizio e arrivati nel punto giusto, bisognava rispondere alle domande di un questionario. Alla prima domanda abbiamo superato la quarta. Alla quarta domanda quelli di terza ci hanno involontariamente aiutato: ci hanno lasciato sopra il tavolo la foglia che dovevamo disegnare. Per arrivare ad ogni punto indicato sulla cartina abbiamo dovuto camminare di buon

passo attraverso il bosco. A metà strada alcune di noi si sono messe a ridere per la stanchezza con i maschi che incitavano a muoversi. Quando siamo arrivati alla tappa dieci abbiamo preso una strada sbagliata perché non avevamo ragionato sulla cartina, ma poi ci siamo accorti e siamo tornati indietro e abbiamo trovato la strada giusta. Per fortuna Romina ed Elisabetta hanno capito tutto e così hanno guidato la classe nella direzione giusta. Di numero in numero, di domanda in domanda e quindi di risposta in risposta, come tanti Pollicini, siamo arrivati in cima al monte. La fatica è stata tanta, ma piano piano siamo riusciti a raggiungere e superare i compagni di quarta. E’ stata un’esperienza interessante, avventurosa e molto divertente. Arrivare al traguardo, dopo tanta fatica, ci ha dato tanta gioia. Abbiamo imparato ad orientarci senza bussola, ma soprattutto abbiamo trascorso una bellissima giornata nel bosco che ci ha dato tanta serenità e gioia. Vi consigliamo di provare questa esperienza perché si imparano molte cose importanti sulla natura.

istruttiva ma soprattutto ci ha fatto capire quanto era difficile la vita dei nostri nonni e bisnonni. Oggi, dopo questa esperienza, sono da a p pr ezz a re ancora di più tutte le comodità che a bbia m o n e lle nostre case e che diamo per scontate. A visita conclusa abbiamo ringraziato la

nostra guida per averci fatto fare un tu ffo nella vita dei nostri bisnonni.

NON PERDERE LA BUSSOLA Orienteering naturalistico a Santa Caterina di Elisabetta Pozza, Francesca Ronzani, Romina Xillo, Gianmarco Dalle Nogare, Mattia Rezk, Angelika Pilati, Luca Rubbo Il giorno venti novembre 2008 abbiamo partecipato alla gara di orienteering sul Monte Corgnon. L’avventura è iniziata esattamente alle otto e quaranta. Io e i miei compagni eravamo molto eccitati, soprattutto Elisabetta, che saltava di gioia. Durante il viaggio ero un po’ preoccupata perché avevo paura di perdermi nel bosco. Quando siamo arrivati, hanno detto che si lavorava in gruppo non da soli così mi sono calmata. Con il pullmino siamo arrivati in Val Fontana. Prima di iniziare, però siamo andati a fare una passeggiata perché dovevamo aspettare che quelli di prima e seconda finissero la gara. Faceva molto freddo, ci sembrava di essere al Polo Nord. I maschi, furbi, per ri-

LA PENTOLA DEL NONNO Visita al museo di Lusiana A cura della classe V^ di Santa Caterina Il primo dicembre 2008, noi alunni della scuola elementare di Santa Caterina, abbiamo visitato il “Museo delle arti e tradizioni popolari” ospitato nello stabile del Palazzon di Lusiana. Appena arrivati siamo stati accolti dalla nostra guida che ci ha illustrato le varie stanze del museo, descrivendoci gli oggetti e il loro uso e raccontandoci del modo di vita dei nostri bisnonni. Loro si costruivano con la paglia i cappelli, le borse, le cornici. Questa visita è stata interessante ed

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CERVELLI IN MOTO Un modo alternativo di fare scuola a S. Caterina di Luca Rubbo, Romina Xillo, Gianmarco Dalle Nogare, Mattia Rezk

La mia classe e la classe quarta hanno partecipato ad un laboratorio di lettura dal titolo “Ciao! Tu trovami, scoprimi, sappimi”. L’animatore ci ha letto un libro che racconta la storia di due ragazzi i quali, si scrivevano migliaia di bigliettini e messaggi anonimi, finché un giorno il protagonista riuscì a scoprire chi li scriveva. Finito di leggere il libro abbiamo fatto un gioco: dovevamo scrivere un messaggio ad un nostro compagno senza dire chi eravamo, ma solo scrivendo degli indizi. Più o meno, ma con difficoltà, abbiamo scoperto chi ci scriveva e questo è stato davvero divertente. Non credevo che scrivere lettere ed esprimere quello che pensi fosse così difficile. E’ stato un laboratorio divertente, originale e coinvolgente che ci ha fatto “Mettere in moto il cervello”. E’ stato per me e per i miei compagni un modo alternativo e bello di fare scuola.

SULLE ALI DELLA POESIA di Vanessa Toniazzo disegno di Joel Pozza Classe 2^E - Scuola Media “Sant’Antonio” - Crosara L'UXELIN Mi gavevo un uxelin che el gaveva nome Pin, l'era tanto birichin; Lo go portà fare na voeada mentre mi faxevo na caminada, e lu se a spasava; Dopo, l’è ‘ndà bevare el se gà catà davanti un gevare; lo gà spaurà e lo gà mandà da dove che l'era rivà. LA GUERA Un omo me contava che quando so papà in te la guera ‘ndava so mama ghe diseva che un viaietto faseva e quando chel tornava un regaeo ghe portava; Na volta l’è tornà e de regaeo ghe ga portà

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na bomba gnancora s-ciopà n'altra volta l'è ‘ndà ma quea volta no l'è pì tornà e così so mama ghe ga contà a verità.

LA MIA AMICA La mia amica è una danzatrice meravigliosa e armoniosa, Si fa trasportare tranquillamente dal vento, mentre lei agita dolcemente le sue braccia e le sue gambe; golosamente dopo la faticosa lezione di danza si gusta un gelato alle fragole, poi, si pulisce con delicatezza, le rosse labbra carnose; sale sulla graziosa bicicletta, color rosa ciclamino, e si dirige verso la dolce via profumata, ove i fiori sbocciano serenamente; rrivata nella sontuosa villa si reca con passi eleganti verso la lussuosa camera, e allegramente si sdraia nel suo lindo letto ed inizia a canticchiare.


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PULCINI CRESCONO “Riqualificare la didattica con progetti motivanti di Rosanna Bertoncello Orto… anatre, colombacci, galline, oche, gallo… Ovvero i progetti “hortus mirabilis” e “didattica a due zampe”, nati per far vivere ad un’intera classe un’esperienza scolastica decisamente non allineata. Anno scolastico 2007-2008. C’è bisogno di motivare allo studio una squadra di ragazzi che ha dentro agli occhi pendii verdi su cui correre con bici e moto, boschi sempre ricchi di magiche attrazioni, giornate di sole o di vento che strappano tutte le catene. C’è anche urgenza di ripulire le loro menti da spesse incrostazioni televisive e fintoinformatico-tecnologiche. E c’è profonda necessità che vedano uscire dalle loro mani, dal loro lavoro progettato e compiuto “con testa”, opere concrete; che

imparino a far nascere e crescere le piante dell’orto, gli anatroccoli, i pulcini. Così sapranno di essere “capaci”, di essere ragazzi in gamba nella scuola e nella vita. E cresceranno. E nato così l’hortus mirabilis, terreno strappato ai rovi, delimitato da un muretto a secco, che ha visto crescere, già la scorsa primavera-estate, patate, pomodori, peperoni, radicchio… e che ha ora accolto nuove colture. Lavoro elettrizzante, coinvolgente, al cui fascino non è facile sottrarsi. E per non rimanere in classe mentre gli altri vangano, strappano erbacce, piantano patate, si è disposti a “vestire” atteggiamenti e comportamenti corretti e a studiare fin le regole di grammatica.

E dopo l’hortus mirabilis gli stessi ragazzi hanno conosciuto la “didattica a due zampe”. Un primo recinto-pollaio è stato realizzato per ospitare dapprima Pissio e Tullia, coppia di germani reali consegnata alla scuola con cerimonia ufficiale, dalle guardie ecologico-ambientali della provincia. Poi l’inverno scorso sono arrivate altre 4 femmine nell’harem di Pissio e tra pochi giorni nasceranno gli anatroccoli. Sarà festa grande per questi allevatori-ragazzi, costruita con passione ed entusiasmo, ma costata studio e applicazione in storia, geografia, matematica, lingue straniere… e impegno nel mantenere un comportamento corretto nella vita scolastica. L’ultimazione del secondo pollaio, per il quale si sta preparando il terreno, è prevista entro Pasqua 2009. Ospiterà una decina di galline e probabilmente anche un gallo. La speciale squadra di ragazzi, che ora sono la 3^E, sta concludendo questo suo percorso scolastico, ma qui, tra orti e pollai, lascia, oltre a tracce difficilmente cancellabili, anche un pezzetto del suo cuore.

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SGUARDI SOLITARI VERSO IL CIELO Percorso verso l’acquisizione di un metodo di studio di Sergio Carlesso e Luca Pirazzo Capita spesso di sentir dire che un ragazzo a scuola non riesce a raggiungere risultati soddisfacenti “perché non ha metodo nello studio” o vanifica volenterosi sforzi di apprendimento perché disperde le proprie potenzialità. Per avere costanza nell’apprendimento è

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importante individuare uno scopo e dei piccoli risultati che giustifichino l’impegno. In altri termini è necessario “imparare a imparare” e capire perché si impara. La classe 2^ E della scuola media di Crosara sta realizzando un progetto, iniziato lo scorso anno scolastico e tuttora in corso di svol-

gimento, denominato “Il Diario del mio Apprendimento”, mediante il quale i ragazzi, coordinati dall’insegnante, rappresentano sotto forma di diario il proprio percorso di crescita e autoconsapevolezza. Le attività svolte in classe vengono poi “informatizzate”in una presentazione in “power point” che diventa così “patrimonio storico” del proprio percorso esperienziale. Gli alunni, attraverso un itinerario che permette di orientare l’apprendimento, imparano a maturare il proprio atteggiamento di fronte agli impegni di studio, a capire con chiarezza le richieste e le consegne da parte degli insegnanti, ad affinare le capacità di comprensione, a migliorare la propria memorizzazione e a gestire meglio il proprio tempo di studio. I ragazzi diventano in tal modo protagonisti attivi e costruttivi delle proprie esperienze, attraverso l’atteggiamento interrogativo di chi impara “dubitando”. Dopo aver discusso i vari spunti di riflessione in classe, gli alunni, a turno, riportano in diapositive informatiche quanto emerso durante le lezioni, arricchendo i testi con immagini emblematiche da loro scelte e “raccontando” il testo con l’ausilio di un microfono. Le attività proposte rappresentano così una palestra per esercitare le capacità dello studente di porsi delle domande e, conseguentemente, di darsi delle risposte, senza le quali gli interrogativi resterebbero soltanto sguardi solitari rivolti verso il cielo.


SCUOLE in RILIE VO

Anno 2, Numero 5 - Febbraio 2009

Dal territorio

UNA BIBLIOTECA COSTRUITA DALLA GENTE! “Terre Erte”: uno spazio culturale realizzato senza soldi pubblici di Silvano Mocellin L’inaugurazione della nuova biblioteca realizzata nella scuola media ha costituito l’occasione per una grande festa, vista la forte partecipazione. L’iniziativa è stata salutata dalle autorità municipali e scolastiche intervenute come particolarmente meritoria per

sostenere, anche in zone decentrate, le ragioni della cultura. D’altra parte il plesso dell’Istituto Comprensivo di Lusiana è da qualche anno un formidabile motore di iniziative culturali che interessano tutto il territorio. Nel 2007 era stato avviato con successo un progetto legato alla pubblicazione di un giornale che inizialmente doveva mettere in rete solo alcune delle sedi scolastiche collinari, il trimestrale “Scuole in Rilievo”. Oggi il giornale su cui scrivo viene stampato in 2 mila copie e distribuito in 18 plessi di due istituti per un totale di 1600 alunni. La scuola media statale di Crosara è attiva anche nel promuovere progetti che favoriscano la continuità scolastica e nell’adeguare la sua sede aggiungendo

sempre nuovi laboratori per i ragazzi utenti e non. La nuova biblioteca, cui è stato dato il nome “Terre Erte”, appartiene proprio a questo tipo di progettualità. Con una novità, cioè il coinvolgimento dell’intero territorio. I fondi per l’acquisto delle librerie e dell’arredo, come quelli per gli interventi di muratura, carpenteria e impiantistica, sono stati reperiti con attività di beneficenza che hanno visto protagonisti ragazzi, genitori e insegnanti. Nessun contributo è stato richiesto agli enti pubblici. Il coinvolgimento dei ragazzi nella realizzazione dello spazio biblioteca, come anche quello precedente di un orto e di una voliera per il ricovero di anitre e altri volatili, risponde anche all’obiettivo di aumentare in loro il senso di responsabilità verso le strutture della scuola. Il dirigente del comprensivo di Lusiana, Ugo Milardi, nel discorso inaugurale ha sottolineato quanto sia positivo e promettente che tutto un territorio esprima la sua vicinanza alla scuola e abbia collaborato fattivamente alla realizzazione di un presidio culturale locale.

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Anno 2, Numero 5 - Febbraio 2009

Dal territorio

UN’ATTENTA OSSERVAZIONE Alla scoperta degli “abitanti” dei Gorghi Scuri di Maria Luisa Bucco Passeggiando e osservando attentamente la natura circostante, si possono conoscere e studiare molti animali, nostri vicini di casa. La ricerca è facilitata visitando la valle al mattino presto o verso sera quando molti animali escono dalle loro tane o dai loro nidi per dare inizio alla loro caccia per la

sopravvivenza. Nei Gorghi Scuri e nelle colline circostanti vivono le volpi (vulpes vulpes). Il colore spesso rossiccio va dal giallo al marrone. Si cibano di conigli, lepri, ricci e piccoli uccelli. Difficilmente si può intravedere il tasso perché le sue attività sono prevalentemente notturne. Si ciba di radici,

tuberi, vermi, lumache e piccoli serpenti. La sua presenza si può notare dalle tracce vistose sulla neve, dato che non va in letargo, e sul terreno umido. La sua tana è formata da una serie di gallerie scavate nel sottobosco e sono presenti diverse aperture. La volpe stessa le utilizza come rifugio. Le faine e le donnole sono mustelidi che basano la loro alimentazione su piccoli animaletti, anche se sono onnivori e la loro vita attiva è notturna. Passeggiando in silenzio, osservando le fronde degli alberi, si possono notare degli agili scoiattolini sempre intenti a rosicchiare e a nascondere ghiande, noci, funghi e frutta. Solo nella stagione estiva, perché il loro letargo è molto lungo, e di notte, numerosi ghiri frequentano i nostri boschi. Trovano il loro sostentamento proprio nel bosco alimentandosi di castagne, ghiande, nocciole, bacche e frutti di bosco. Non è raro incontrare piccoli branchi di capriolo, composti da femmine e giovani, che si spostano dai boschi verso le radure e zone cespugliose. In tutte le stagioni si possono vedere dei rapaci notturni, come le civette, gli allocchi e i gufi. Per vederli bisogna osservare con molta attenzione perché si mimetizzano perfettamente con i colori degli alberi su cui stanno appollaiati, spesso anche per dormire. Si nutrono di piccoli animali come topi e scoiattoli. Si può notare la loro presenza anche dalle

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Anno 2, Numero 5 - Febbraio 2009

SCUOLE in RILIE VO

Dal territorio

“borre” rigurgitate di peli, piume, ossa e gusci, da essi non digeribili. Negli ultimi anni si vedono spesso librare dei falchetti, forse per la vicinanza con il museo ornitologico del castello superiore, dove vengono anche addestrati. Il loro metodo di caccia è molto semplice: si librano nell’aria e, grazie alla loro eccezionale vista, adocchiano la preda e si abbattono su di essa

in picchiata, afferrandola e trattenendola con le loro zampe potenti dotate di lunghi artigli, ricurvi e taglienti. Guardando il cielo si può osservare una poiana che compie ampi giri con le ali immobili, dato che sfrutta le correnti ascensionali. Sui rami di qualche quercia, in alto, i nidi tondeggianti di ramoscelli intrecciati, che si notano quando gli alberi sono spogli, ci fanno capire che sono presenti alcune gazze. I corvi e le cornacchie si fanno sentire con la loro voce aspra e stridula e vivono in grandi gruppi. Nel fondovalle si sentono spesso cantare piccoli uccelli come il merlo e il gardellino. Il “cucu” del cuculo fa percepire la sua presenza, così come il picchio, che con il suo martellare segnala il suo territorio ad eventuali rivali.

Ultimamente si nota la presenza anche di qualche airone cinerino, che costruisce il suo nido in prossimità dei corsi d’acqua. Nelle giornate calde si sentono fruscii d'erba lungo i muretti a secco e le piccole scarpate: sono dovuti alla fuga dei piccoli sauri (lucertole e ramarri o ligaori), o di qualche serpente (vipera, biacco o carbonasso e colubro o anda). Nel nostro Altopiano in questi mesi è stata segnalata la presenza di un orso bruno che sale e scende attraverso le valli e potrebbe visitare anche le nostre zone. Gli auguriamo di tenersi lontano dagli occhi indiscreti dell’uomo per godersi una lunga vita.

Già la quotidianità mette, purtroppo, a noi e a loro, vincoli e limiti da rispettare, concreti, reali, fatti di doveri, impegni, tempi stretti, mura alte. Ma l’anima nostra deve poter respirare, senza costrizioni di programmi da svolgere “caschi il mondo”. E il nostro respiro ampio, profondo e libero diventerà, solo così, il respiro infinito dei nostri ragazzi. Imparano da come noi siamo, non tanto da quante cose diciamo loro. Apprendono il nostro buon senso, il rispetto per le persone, la precisione di uno, la fermezza di un altro, la leggerezza nel passare attraverso i giorni, la spensieratezza, il modo scanzonato di uscire da un problema, la sincerità, la fragilità dell’-

essere uomini e donne, la passione per il nostro lavoro, la voglia di ricominciare sempre daccapo, i limiti umani, il coraggio. Fermezza che non è rigidità, che non è cocciutaggine; fragilità che non è incertezza, indecisione, incompetenza. Guide che in ogni momento controllano il sentiero su cui camminare, senza tuttavia perdere l’occasione di guardare lontano, di indicare orizzonti ambiziosi. Squadra di educatori che si parlano, discutono, concordano e discordano, ma non perdono di vista la meta e l’importanza di raggiungerla insieme. R. B.

dalla prima pagina dramento entro schemi tradizionali. Gli insegnanti sono professionisti del rapporto con i ragazzi; non sfuggono loro di mano le situazioni. Non è il caso di temere la diversità, la molteplicità di approccio… serve a noi per adeguare il tiro, per riallinearci, per riprendere entusiasmo e formulare idee e progetti coraggiosi. Gli argini non devono essere dei limiti… ci sono, sappiamo che esistono, ne conosciamo la consistenza e l’utilità, in quanto professionisti dell’insegnamento, ma ci possiamo giocare all’interno, in tutta sicurezza, e tuffarci le nostre idee, lasciando che i ragazzi respirino aria di libertà e di infinito.

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Scuole in Rilievo n° 5