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Periodico di informazione scolastica e di promozione culturale e didattica a cura delle scuole di Crosara, Valle San Floriano, Vallonara, San Luca, Santa Caterina

O V E SCUOLE in RILI

ISTITUTO COMPRENSIVO “P.M. POZZA” LUSIANA — DIREZIONE DIDATTICA “A. CUMAN PERTILE” MAROSTICA Reg. Trib. di Bassano del Grappa n. 8/07 del 03.12.2007

Mentre mi accingo a scrivere queste scarne note, è acceso il dibattito culturale e politico sulla sorte delle tante scuole italiane che non raggiungono la fatidica quota di almeno cinquecento alunni. Ed anche si affaccia ad un orizzonte non troppo lontano la ventilata ipotesi di una chiusura dei centri di erogazione del servizio ove non siano presenti almeno cinquanta alunni. Non tocca certo a me giudicare quanto ci sia di giusto ed opportuno in decisioni di tale portata che trovano certo giustificazione nella necessità di riorganizzare un servizio, quello scolastico, che in più parti del paese non sempre raggiunge punte di eccellenza, in merito ad efficienza ed efficacia. E parimenti non tocca a questo avvocato, modesto

Anno 2, Numero 4 Novembre 2008

UNA STORIA … DIMENTICATA? di Ugo Milardi

IN QUESTO NUMERO: UNA STORIA DIMENTICATA

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UN LABORATORIO IN CANTINA

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LA STAMPA, BELLEZZA. LA STAMPA!

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ANNATA STRAORDINARIA PER IL DOC DI S. LUCA

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INTERPRETANDO L’AUTUNNO

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IL FORMAGGIO CON LE PERE

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COLORI E SAPORI DELL’AUTUNNO

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AUTUNNO E POESIA

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ASCOLTANDO L’AUTUNNO

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AUTUNNO E POESIA (seconda parte)

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DIARIO DI MALGA

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LA FUGA DI PISSIO

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SOGNARE E VOLARE CON LA POESIA

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BRAVO BLEARD

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UN CIELO DI SPERANZA NEL CUORE

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OLTRE LA RIVIERA

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ESSERE GENITORI: LA SFIDA PIU’ GRANDE

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SINDROME CINESE

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VENDERE SOGNI

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ASSISTEREI BAMBINI? AIUTARE I GENITORI

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ed indegno di siffatta causa, assumere difese marcati sul territorio nazionale; funzione che del sistema scolastico italiano, delle sue le scuole hanno finora svolto con grande articolazioni attuali e di quelle che sono in dignità e senza certo demeritare rispetto ad procinto di essere approvate. altre realtà forse più note. Alcune riflessioni in fondo sono però lecite e Faccio invece riferimento ad un compito forse necessarie. meno riconosciuto e forse più nobile, compito Sembra ci sia una sorta di generale dimenti- non espressamente assegnato ma pure ascanza sulla funzione svolta, nel passato e nel solto con grande cura, ovvero quello di salvapresente, dalle scuole collocate in zone disa- guardia del territorio, di trasmissione di giate come le montagne o le isole. prosegue a pag. 15 E non mi riferisco certo alla funzione di istruzione demandata alle scuole, che pur presenta luci ed ombre nelle varie discipline prese in Da quest’anno Scuole in Rilievo viene distribuito ad ogni considerazione dalle statistialunno di due Istituti che comprendono 18 plessi sede per che nazionali e dai rapporti un totale di oltre 1600 alunni. La tiratura passa da 1500 a internazionali, e che denota 2000 copie per numero. tratti di disomogeneità anche

AUMENTO DELLA TIRATURA


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Anno 2, Numero 4 - Novembre 2008

Scuola dell’Infanzia “Maurizio Guderzo” - Crosara

UN LABORATORIO… IN “CANTINA” Rivivere a scuola le esperienze di un tempo La stagione autunnale con le sue trasformazioni mette desiderio ed entusiasmo di uscire e scoprire le meraviglie della natura; dà inoltre la possibilità a noi bambini di vivere esperienze ormai perdute e dimenticate nell’era di internet. Prendiamo una stradina che ci porta su per le colline, dove lo zio di Aurora sta vendemmiando l’uva “viola”. Incuriositi lo guardiamo, assaggiamo l’uva: “Questa è dolce”, “la mia è aspra”; e discutendo, anche noi desideriamo sperimentare come l’uva in vino si può trasformare. La maestra Laura ci racconta che una volta,

molti anni fa, i nostri nonni pigiavano l’uva con i piedi, “con i piedi?”, qualcuno commenta storcendo un po’ il naso. Sì proprio con i piedi; una volta non c’erano macchine e tecnologia, e l’unico strumento era la forza e l’abilità delle persone, ovviamente a piedi ben lavati. Finalmente il giorno della vendemmia è arrivato: con gioia ed entusiasmo andiamo a vendemmiare, e tanti grappoli impariamo a staccare e nei cesti versare. La fatica è nulla paragonata all’entusiasmo di un contatto così ravvicinato con la natura e con la vita contadina.

O SCUOLE in RI LIE V Per la pubblicità su questo giornale: tel. 338 8234783 oppure: medie.crosara@libero.it Comitato di Redazione

Direttore responsabile: Silvano Mocellin Redattori: Rosanna Bertoncello, Fabio Cusinato, Luca Pirazzo, Maria Angela Rela, Marivana Guderzo, Antonella Alberti, Roberta Spagnolo, Mara Tasca, Michela Pigato.

Hanno collaborato

Bambini, ragazzi, genitori e insegnanti di tutte le classi

Grafica

Fabio Cusinato, Marco Crestani

Stampa

S.M.G. srl - 36030 Costabissara (VI) Via A. Volta, 38

In copertina

“Giovane Cicerone che legge” - Affresco di Vincenzo Foppa 1464

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A scuola ci siamo chiesti: “maestra, ma adesso come si fa? La macchina per macinare l’uva, chi ce l’ha?” Tra noi bambini delle tigri nasce uno scambio di sguardi: “non importa, noi vogliamo macinarla con i piedi l’uva!”. In un contenitore, per l’occasione tramutato in tino, dopo esserci ben lavati i piedi, entriamo a turno per schiacciare l’uva e produrre il vino. A tavola presto assaggiamo i prodotti del nostro duro lavoro, un succo d’uva dolcissimo; con le nostre mani, anzi, con i nostri piedi siamo riusciti a produrre un delizioso mosto. Abbiamo scoperto che il mosto lo possiamo bere pure noi bambini, mentre il vino è solo per gli adulti. “Oh, com’è bella l’uva nera e gialla! Oh, com’è bello andare a vendemmiar con il cestello sotto il braccio, tanti grappoli staccar… dirindindin dirindindin, filar per filar l’uva è già matura, al sol della collina, al sol della collina”.


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Anno 2, Numero 4 - Novembre 2008

Scuola Media “Sant’Antonio” - Crosara

Furtivo, con la bicicletta abbandonata dietro un angolo della strada, Matteo si avvicina al negozio che vende anche giornali. Non era mai successo, ma adesso è lì. I suoi compagni lo scrutano da lontano: “Ora è davanti alla porta”. “Ma cosa fa? Non entra?”. La trepidazione è tanta e palpabile. La consegna altrettanto chiara: acquistare un quotidiano e cercare una notizia interessante. Matteo esce con il quotidiano arrotolato sotto il braccio. Attraversa la strada e fa un cenno ai compagni che lo seguono con lo sguardo. “L’ha preso. E’ fatta!”. Il manipolo inforca le biciclette che sferragliano immediatamente alla volta della casa di Nicholas su ai Pianari. Il lavoro è intenso e forse proficuo. L’indomani c’è una riunione di redazione a scuola e il gruppo di Matteo deve consegnare un articolo bello e pronto. Finiscono nel tardo pomeriggio dopo aver letto anche la pagina dei necrologi che, qualcuno fa notare, annoia “da morire”. Il mattino seguente la professoressa Bertoncello, ideatrice e curatrice del progetto, apre la riunione facendo il punto per la composizione di “7Giorni Notizie”, il settimanale appena nato. I vari gruppi di lavoro presentano gli articoli.. Una gragnuola di brutali errori grammaticali filtra attraverso gli occhiali dell’insegnante. “Tutto da rifare!”, sbotta. “Di questo passo rischiamo di uscire in ritardo! O di non uscire affatto!”. Qualcuno comprende la gravità del momento. Piomba

LA STAMPA, BELLEZZA. LA STAMPA! Un nuovo settimanale a Crosara di Fabio Cusinato

un silenzio da “conta dei morti dopo la battaglia”. Matteo, che ha anche il compito della composizione grafica del foglio che esce ogni mercoledì, si mette subito al lavoro con i soli articoli già pronti e corretti. Gli altri compagni devono sistemare i loro scritti e passare tutto al computer. “Per le notizie in breve cercate qualcosa di accattivante!”, incoraggia l’insegnante. “Allora, il fondo sulle elezioni USA?”. Voci e commenti si diffondono e si confondono per la classe. Altri giornali, agenzie, ultimissime su internet. “Le immagini sulla crisi economica: servono immagi-

I NOSTRI APPUNTAMENTI ⇒ Venerdì 30 gennaio 2009 Teatro Comunale di Thiene: Spettacolo “Pinocchio” con la Compagnia di Danza Fabula Saltica di Rovigo. ⇒ Sabato 31 gennaio 2009 ore 11-13: Open day alla Scuola Media di Crosara. ⇒ Domenica 8 febbraio ore 12.30: “Pranzando e Cantando” con il gruppo folkloristico di Canti Popolari “EL CANFIN” presso Istituto Sant’Antonio. Prenotazione obbligatoria. ⇒ Sabato 16 febbraio 2009 pomeriggio: Uscita al Carnevale di Venezia con alunni e genitori. ⇒ Sabato 21 febbraio ore 19.30: Cena di beneficenza “Maschere in Tavola”, presso Istituto Sant’Antonio/Scuola Media di Crosara. Prenotazioni al n. 0424-702216. ⇒ Incontro in data da definire alla Scuola Media di Crosara con i genitori dei ragazzi delle classi quinte della Scuola Primaria per l’iscrizione per l’a.s. 2009-2010, entro la metà di febbraio 2009.

ni!”. Il lavoro procede serrato. Entro le 11 tutto deve essere pronto per il tabloid grafico. Con sforzo “magno” il giorno successivo “7Giorni Notizie” viene distribuito in tutte le classi. Un foglio di sole due pagine che contiene in maniera sintetica, ma abbastanza esauriente, le maggiori notizie della settimana. I lettori fuori della scuola, genitori, parenti e amici ora lo aspettano con impazienza, perché è facile da leggere, rapido e piacevole. Arrivati al dodicesimo numero i ragazzi di terza hanno cominciato a scrivere un po’ meglio. Senz’altro leggono di più e non si vergognano di acquistare un quotidiano in edicola. Ed ora, in classe, non passa notizia che non sia commentata e approfondita con pertinenza e competenza. Ma in fondo, prendendo in prestito una battuta di un vecchio film: “Questa è la stampa, bellezza. La stampa!”. F.C.

Gli “Incontri di Febbraio” “Reportage da Sri-Lanka e India”, con Elia Girardi ⇒ “Reportage da Bulgaria e Turchia”, con Francesco Ganassin ⇒ “La casa pericolosa”, arch. Manuela Arsiè relatore ⇒

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Scuola Primaria “Olga Gugelmo” - San Luca

La tradizione viti-vinicola delle colline del marosticense, si sa, è ben radicata e diffusa e ad essa non hanno voluto sottrarsi gli alunni della classe seconda della scuola primaria di San Luca. Ed è proprio sulle tracce di questa tradizione che i nostri bambini hanno sperimentato “l’arte della vinificazione”. Già a fine settembre la classe seconda si è recata presso la famiglia Maroso di San Luca per conoscere le caratteristiche delle viti, le modalità di coltivazione e osservare da vicino l’uva in fase di maturazione. Dopo le precise spiegazioni di Giuseppe e Lorena, i bambini hanno potuto cimentarsi “sul campo” nelle operazioni di vendemmia, pigiatura e assaggio del succo d’uva. Terminati i lavori gli alunni hanno potuto visitare la cantina della famiglia Maroso nella quale sono custodite antiche attrezzature della vecchia tradizione vinicola tutt’oggi utilizzate per produrre il vino. Molti hanno scoperto per la prima volta cos’è un tino oppure a cosa serve e come funziona un torchio a vite. Sulla scia dell’entusiasmo e dell’interesse scaturiti da questa uscita, l’esperienza della vinificazione è stata riproposta anche a scuola. Procurata la materia prima (13 cassettine di prelibata uva Cabernet Sauvignon) e reperite le attrezzature necessarie, i bambini hanno iniziato la loro avventura di vignaioli. Hanno dapprima selezionato l’uva, togliendo gli acini marci o non maturi; successivamente hanno macinato i grappoli con la pigiatrice (“gramola”). Infine il recipiente con l’uva pigiata è stato posto in uno stanzino trasformato provvisoriamente in cantina per la fase di fermentazione. D’ob-

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ANNATA STRAORDINARIA PER IL DOC DI S. LUCA Sotto “torchio” i piccoli vignaioli collinari bligo è stato l’assaggio del succo d’uva appena pigiato unanimemente apprezzato come dolce e gradevole. Nei giorni successivi gli alunni hanno svolto delle osservazioni sistematiche del miscuglio ottenuto e hanno potuto rilevarne i cambiamenti provocati dal processo di fermentazione. Terminata questa fase, si è passati alla torchiatura delle vinacce, operazione che ha richiesto notevole forza muscolare da parte dei nostri bambini che, affascinati dall’effetto della spremitura, agivano sempre più vigorosamente sulla leva del torchio. Il mosto ottenuto è stato filtrato e versato in una damigiana che poi è stata portata in un ambiente idoneo per completare il processo di maturazione. Tuttora i nostri piccoli enologi stanno seguendo la trasfor-

mazione del mosto in vino. Ai primi di novembre hanno effettuato il primo travaso ripulendo il vino dalla feccia; da quanto emerso in questa occasione la qualità del prodotto ottenuto fa presagire un’ottima annata. L’esperienza della vinificazione ha coinvolto non solo le discipline scientifiche, ma anche l’ambito di italiano e quello espressivo; gli alunni hanno potuto così approfondire la stessa tematica in discipline diverse. Nell’attesa di stappare le prime bottiglie del D.O.C. di San Luca, il consiglio che possiamo dare è quello di gustare questo vino in buona compagnia in modo che l’allegria degli amici attenui eventuali difetti organolettici inevitabili per vignaioli di prima esperienza!


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Scuola Primaria “Virginio Andriolo” - Valle San Floriano

INTERPRETANDO L’AUTUNNO Progetto “Stagioni”, autunno in classe 5^

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Scuola Primaria “Dante Alighieri” - Santa Caterina

dalle insegnanti e dal gruppo alpini del paese. Mentre gli alunni di 5^ hanno svolto l’attività al Monte Corno con un gruppo di speleologi, risanando alcune cavità. L’esperienza ha notevolmente entusiasmato gli alunni. Altre due attività sono state svolte in questo primo periodo. La visita il 24 settembre ad una malga del Monte Corno. Gli alunni hanno potuto partecipare direttamente alla preparazione del formaggio e naturalmente al suo assaggio. Infine c’è stata una passeggiata nella zona di Santa Caterina per visitare un piccolo frutteto di mele. Il sig. Carlo Frello ha spiegato ai bambini le qualità alimentari delle mele. La classe quinta ha inoltre partecipato al concorso “Pomo e pero”.

IL FORMAGGIO CON LE PERE Frutta e Latte a S. Caterina L’anno scolastico, a Santa Caterina, è iniziato all’insegna dell’educazione all’ambiente. Diverse dono state le iniziative proposte agli alunni. E’ stata riproposta, per il secondo anno, la giornata “Puliamo il mondo” di Legambiente. Gli alunni di 1^-2^-3^-4^hanno svolto la pulizia dei sentieri, accompagnati

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PROSSIME ATTIVITA’ Il piccolo plesso ha programmato per il corrente anno scolastico altre attività legate alla conoscenza dell’ambiente. E’ stata organizzata un’attività di orienteering naturalistico che prevede due momenti: lezioni in classe su come orientarsi osservando la natura e una gara il 20 novembre al Monte Corgnon. Il progetto sarà realizzato con la collaborazione del sig. Tundo. La scuola ha anche accolto la proposta gratuita dell’Associazione Micologica Bresadola sul mondo dei funghi. Tale attività sarà rivolta in particolare agli alunni di 3^-4^5^ con una lezione in classe e una uscita sul territorio. Il progetto lettura “Un libro fa volare”, portato avanti nella scuola da più di cinque anni, prevede quest’anno l’adesione alle proposte della Biblioteca Comunale di Lusiana di laboratori di lettura animate e la visita alla Biblioteca stessa e al Museo.


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COLORI E SAPORI DELL’AUTUNNO A cura della classe 4^ Scuola Primaria “Virginio Andriolo” - Valle San Floriano Siamo in autunno, la stagione che precede l’inverno e segue l’estate. È iniziato il 23 settembre, giorno dell’equinozio, nel quale le ore di luce sono pari alle ore di buio. Alla sera, ora, il buio arriva prima e non si può più stare fuori a giocare nei prati e nei cortili. Comincia a fare più freddo e, in alcune case, già hanno acceso il fuoco.

Alla mattina i prati sono coperti di brina perché, durante la notte, la temperatura si è abbassata. Qualche volta scende la nebbia, che copre il paesaggio come un velo di seta opaco. Alcuni animali vanno in letargo, altri migrano, cioè si spostano in ambienti più caldi; nei giorni scorsi ho visto quello spettacolare

movimento di pecore che si chiama transumanza e, penso, che anche nei giorni che seguiranno lo rivedrò. In questa stagione maturano tantissimi frutti: mele, cachi, pere, melograni, fichi, uva, giuggiole, corbezzoli, castagne, nespole…; alcuni alberi perdono le foglie che, in questo periodo, sono coloratissime! La natura è un tripudio di colori che vanno dal giallo acceso al rosso infuocato, dal marrone bruciato al melanzana… Alla fine di ottobre festeggeremo “Hallowen” una festa celtica nella quale ci travestiremo da streghe, fantasmi ecc. L’autunno è fantastico perché la natura è piena di colori intensi, i tramonti sono spettacolari, c’è abbondanza di frutta dolce e colorata e la sera è molto piacevole ritrovarsi attorno ad un focolare per mangiare le gustose caldarroste!

AUTUNNO E POESIA A cura della Classe 3^ - Scuola Primaria “Virginio Andriolo” - Valle San Floriano Quando le foglie cadono giù e vanno di qua e di là, quando le mele diventano mature, quando le zucche sono arancioni, quando uno scoiattolo fa le provviste, quando il cielo è grigio e nebbioso ecco l’autunno!

Quando la nebbia ricopre il paesaggio, colorato di giallo, rosso e marrone, quando i fiori non ci sono quasi più e improvvisamente piove di più, quando tanti funghi puoi trovare e mangiare, quando comincia a fare freddo e bisogna accendere il fuoco. Quando le rondini se ne vanno per quasi un anno, ecco l’autunno!

Valentina Padureanu

James Battistella

Quando le piante abbandonano le foglie E dormono tutto l’inverno, quando il cielo diventa più scurino, quando non c’è quasi mai il sole limpido, quando cambiano l’ora dell’orologio, quando si odon gli spari dei cacciatori ecco l’autunno!

Rocco Crestati

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Spaziogiallo

ASCOLTANDO L’AUTUNNO Di Luca N. classe 4^ Scuola Primaria “Virginio Andriolo” - Valle San Floriano Ho fatto una meravigliosa passeggiata insieme alla mia classe e alle mie insegnanti. Parto da scuola e, camminando sul marciapiede, salgo la ripida strada che conduce alla chiesa di Valle San Floriano. Mi inoltro per un sentiero sassoso e ripido ed osservo gli alberi che mi circondano in questa stagione autunnale. Osservo dei cipressi alti e vecchi che proteggono il cimitero e scorgo delle spinose robinie con le piccole foglie gialle che si staccano lentamente dai rami; vedo un ciliegio ormai spoglio ed un noce con qualche frutto e poche foglie. Più avanti incontro un ruscelletto con il letto quasi asciutto perché ormai non piove da tanto tempo. Riprendo il cammino, lentamente, ed intanto sento il chiacchierio dei bambini e le spiegazioni delle maestre. Mi fermo un

po’ ed annuso un odore di menta e muschio. Ad un tratto sento un cuculo in lontananza ed un bambino scorge una casa nel bosco: l’abbaiare dei cani mi fa capire che è abitata. Finalmente eccomi in un grande campo nel quale sono giunto dopo aver varcato uno stretto cancello. Più su, verso il bosco, scorgo un fico, mi avvicino e assaporo i suoi gustosi frutti. Mentre cammino, alla mia destra, lungo il sentiero che continuo a percorrere, osservo le coloratissime vigne ormai senza grappoli perché la vendemmia è già stata completata. I colori sono incantevoli, vanno dal giallo all’arancione brillante, dal rosso scuro al viola intenso come una mora. Dall’alto, davanti a me, scorgo un paesaggio incantevole: vedo le colline arrotondate, il maestoso castello di Marostica e la pianura avvolta da una leggera nebbia, come un fumo bianco. Sono molto contento e

felicemente continuo a camminare. Più avanti scorgo una vecchia fattoria dove ci abita una signora anziana che mi mostra dei cani e gli attrezzi usati dai contadini tanto tempo fa, come ad esempio la falce. C’è un letamaio dal quale si vede un panorama stupendo. Accanto c’è una baracca con una catasta di legna. Riprendo il cammino e dopo un po’ la strada sterrata finisce e comincia quella asfaltata. Più avanti trovo un melo magnifico pieno di mele rosse. Ora attraverso un campo pieno d’erba e sparsi qua e là ci sono mucchietti di terra scavati dalle talpe. La passeggiata è terminata: oltre ad essere stata molto bella l’ho trovata anche istruttiva.

AUTUNNO E POESIA A cura della Classe 3^ - Scuola Primaria “Virginio Andriolo” - Valle San Floriano Quando si comincia a indossare il berretto, quando il vento spazza le foglie, quando ci sono tante piogge, quando spuntano bei funghi grossi, quando la terra non fiorisce più, ecco qui l’autunno!

Daniele Giannetto

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Quando ci sono i camini accesi ed esce un fumo grigio, quando le foglie riempiono le strade, quando gli uccelli migrano al caldo, quando gli spazzini lavorano nelle strade, per raccogliere le foglie, quando gli animali vanno in letargo a dormire, ecco il bellissimo autunno.

Angelo Brunello


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DIARIO DI MALGA Dal latte al formaggio Scuola Primaria “D. Alighieri” - S. Caterina Mercoledì 24 settembre siamo andati in malga “Masse superiori”. Arrivati col pulmino ci siamo diretti verso la malga (Francesca Ronzani, cl.5^). La guida si chia-

LA FUGA DI PISSIO Evade il pennuto crosarese di Mariadiletta D’Onofrio. Noemi Muttin, Cristina Volpato, classe 1^ F Scuola Media “Sant’Antonio” - Crosara

L’anno scorso i ragazzi di seconda media, durante una gita a Treviso, hanno notato delle anatre in uno stagno e, vedendole svolazzare nell’acqua, hanno avuto l’idea di creare un laboratorio nell’area verde dell’Istituto. La guardia forestale ha donato loro una coppia di germani subito battezzati Pissio e Tullia. Due ragazzi della classe, che abitano vicino alla scuola, si sono presi l’incarico di accudirli anche durante l’estate. Quest’anno, a seguito dell’abbondante nevicata, la rete del

ma Fabio. Ci ha spiegato la differenza tra un pino rosso e uno bianco (Mattia Rezk, cl.5^). Fabio ha spiegato che le mucche vengono per quattro mes i a p as c ola r e al Monte Corno. Una volta, le mucche venivano a piedi e il tragitto era dalla pianura al Monte Corno, invece adesso vengono col camion (Elisabetta Pozza, cl.5^). Andando avanti per la strada ci siamo fer-

mati davanti ad un bellissimo panorama e se guardavi in fondo in fondo, proprio all’orizzonte vedevi una striscia bianca che era il mare di Venezia (Romina Xillo, cl.5^). Poi siamo arrivati in malga. Il proprietario si chiama Gianfranco. Siamo entrati e ci hanno fatto vedere come si fa il formaggio (Erik Pozza, cl.5^). Il casaro ci ha detto a che temperatura veniva portato il latte. Dopo dieci minuti ci ha fatto vedere come si tagliava la cagliata; si taglia con lo spino (Gianmarco Dalle Nogare, cl.5^). Il casaro, che si chiamava Rino, ci ha mostrato l’attrezzo con il quale si fa il burro: c’era una cerniera per farlo uscire dallo stampo, con l’immagine del caseificio (Angelika Pilati, cl.5^). La palla di formaggio viene poi tagliuzzata per poi essere messa negli stampi che poi sarebbero finiti nella pressa (Yuri Azzolin, cl.5^). Dopo siamo entrati in una stanza dove ci hanno offerto il formaggio con il pane (Luca Rubbo, cl.5^). E’ stata un’esperienza bellissima (Giada Bertollo, cl.5^).

SOGNARE E VOLARE CON LA POESIA di Mattia Rezk Classe 5^ - Scuola Primaria “D. Alighieri” - S. Caterina Vorrei… Io vorrei che il mondo fosse un girotondo un arcobaleno con tanti colori che faccia sparire tutti i dolori. Vorrei che tutti bambini avessero una famiglia che pensasse a loro come ad un tesoro. Vorrei che la scuola fosse più rispettata e protetta anche dal ministro Brunetta. Vorrei pace e serenità per tutta l’umanità.

Sogno Sogno di volare sopra una nuvola leggera che mi porti fino al mare dove poter giocare con la sabbia e la fantasia e costruire il castello più bello che ci sia dove vivere con i genitori e amici sereni e felici. Sogno di conoscere Baggio e Del Piero quanto ne sarei fiero! Ma il sogno più bello che ci sia è svegliarmi sempre a casa mia.

rifugio dei due volatili è ceduta. Le due anatre, vista l’occasione, se la sono data a gambe, anzi ad ali. Solo la prontezza degli incaricati della classe 3^E, ha potuto arginare il disastro. Pissio è riuscito a fuggire, ma Tullia è stata ripresa dopo un’estenuante trattativa che ha visto la scuola costretta a promettere

al pennuto doppia razione di mangime e una nuova casetta con reparto notte e materassino di paglia fresca. Di Pissio ancora nessuna traccia. Tornerà? Tullia aspetta fiduciosa anche perché il maschio, al momento dell’abbandono, non sembra avesse espresso l’intenzione di andare … a prendere le sigarette!

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BRAVO BLEARD! “Il mio paese distrutto dalla guerra” Disegno di Bleard Berisha, primo premio assoluto al concorso Lions 2008/09 “Un poster per la pace” . Classe 1^E Scuola Media “Sant’Antonio” - Crosara

UN CIELO DI SPERANZA NEL CUORE Le parole di Bleard al Concorso Lions di Marostica di Maria Angela Rela ”Buongiorno!” Quando il nostro Bleard ha pronunciato, al microfono, il suo saluto gentile, il leggero brusio in sottofondo è finito di colpo. Le autorità, le scolaresche, gli insegnanti, tutti coloro che il 17 gennaio gremivano l’Aula Magna della Scuola Media di Marostica hanno ascoltato il nostro alunno di 1^ E che, con poche semplici parole, ha spiegato il tema del suo disegno, vincitore assoluto del Concorso Lions 2008/09 “Un poster per la pace”. “Ho disegnato il mio paese distrutto dalla guerra. Gli italiani sono venuti in Kosovo e

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hanno costruito i campi da calcio per i ragazzi, per toglierli dalle strade e dai pericoli delle mine, hanno costruito le scuole e gli ospedali”: un vero messaggio di pace e di dialogo tra i popoli, parole di sincera riconoscenza per l’Italia che ha accolto lui e la sua famiglia, una lezione di vita per tutti noi. E’ questo che traspare dal colorato disegno che evoca un paese abbandonato: una linea di case dai tetti irregolari, con finestre sventrate… ma con un cielo che sa di speranza e di nostalgia.


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OLTRE LA RIVIERA Motivazione alla scrittura di Rosanna Bertoncello Ragazzi che trascorrono tanto tempo davanti alla TV, alla play station, ai giochi elettronici. Ragazzi che leggono poco, chiusi nei loro mondi virtuali, poco curiosi di conoscere, di approfondire. Ragazzi per i quali la lingua italiana nei suoi aspetti lessicali, sintattici e, più generalmente, espressivi e comunicativi, risulta essere quasi una lingua straniera. Sono i nostri ragazzi. I ragazzi che frequentano le scuole di collina, di montagna, di città. Che deve fare allora un’insegnante di lettere, ancora innamorata del suo lavoro, ma che ha percorso tutte le strade e usato tutte le metodologie tradizionali, per provare a raggiungere, dal lato suo, qualche obiettivo apprezzabile e, dal lato degli alunni, qualche risultato concreto e che, soprattutto faccia apparire gratificante anche un lavoro sistematico e faticoso? Non le rimane che sperimentare tecniche e strumenti nuovi e porsi traguardi coraggiosi, spingendo i ragazzi al di là degli ostacoli immediati e contingenti da superare, guidandoli a guardare più lontano, oltre la riviera o la croce di Sant’Andrea, dove si potrà riprendere un’andatura più sicura e più regolare. Realizzare un giornale. Questa è l’idea un po’ folle nata sul finire dell’estate e subito fissata, a grandi linee, sulle pagine dell’agenda, 30-31 agosto a.s. 2008-2009 ancora da iniziare. Ma non il già noto giornalino della scuola. Un giornale con le caratteristiche…di un giornale vero, al quale ho affidato le mie concrete speranze di far acquisire ai ragazzi apprezzabili conoscenze lessicali, morfologiche e sintattiche, abilità nel costruire una sintesi, raccordando in maniera ordinata e fluida le varie parti del testo, e abilità nell’esprimersi correttamente sul piano grammaticale. Non ultimo obiettivo era avvicinare gli alunni alla lettura di un quotidiano e aprire le pareti delle loro giornate su quanto accade nel mondo. Ed è nato così “7 GIORNI NOTIZIE” settimanale

di informazione a cura della Classe III^ E Scuola Media di Crosara. E’ interessante chiedere ai ragazzi stessi di raccontare le fasi dell’esperimento. Come avviene la realizzazione del giornale? Innanzi tutto dobbiamo rispettare dei tempi precisi. La nostra classe è suddivisa in cinque mini-redazioni, ciascuna di tre elementi. Tutti noi individualmente, siamo tenuti a raccogliere almeno due notizie al giorno, prese da giornali, telegiornali, televideo, internet. Nel corso della settimana le varie redazioni concordano poi le tematiche di attualità da seguire, non proprio semplici, per la verità. Ci siamo abituati ad informarci e a scrivere di Barak Obama, neo-presidente degli Stati Uniti, di crisi finanziaria e industriale, di questione arabo-israeliana, dei problemi di Alitalia e via discorrendo. Ma come lavorate poi ? Ogni lunedì mattina le redazioni si riuniscono e impostano il lavoro. E’ molto interessante sintetizzare articoli di giornale, mettere insieme le diverse informazioni, tagliare i dati meno importanti, decidere il titolo. Poi, mentre la Prof. corregge i nostri articoli man mano che arrivano sulla cattedra, noi passiamo alle notizie in breve. Questo è un momento più lieve e possiamo sbizzarrirci a parlare della clonazione di un toro, di ghiacci che si sciolgono, della morte della gatta di Bush… Ma il lavoro non finisce qui! A casa poi trattiamo a computer i testi e il martedì mattina affidiamo le nostre preziose chiavette a Matteo, il nostro compagno che imposterà le pagine del giornale con uno speciale programma. Nuova correzione bozza da parte della Prof. e il mecoledì mattina, con qualsiasi tempo il giornale …esce. Come avete valutato, inizialmente, questa attività ? Era molto difficile prendere appunti dal Telegiornale, sintetizzare gli articoli dei quotidia-

ni, esprimere le nostre idee. Ci sembrava un lavoro senza soddisfazione. Era molto faticoso e io non aprivo la mia mente. Dopo la Waterloo del primo articolo, mi sono demoralizzato e l’ho ritenuto un lavoro noioso. E’ ancora questa, ora, la vostra opinione, a distanza di tre mesi ? Copie del giornale vengono consegnate anche ai ragazzi delle altre classi. Lo leggono anche genitori, nonni, fratelli, che ormai ne aspettano l’uscita, il mercoledì. E’ una grossa soddisfazione. Abbiamo capito che la cultura non è un peso, ma un modo di distinguersi, per crescere. Raccogliere le notizie è ogni giorno più interessante. E’ un lavoro che mi incuriosisce. Siamo soddisfatti anche della cooperazione che c’è tra noi. E’ il momento della verifica: “Parla di uno dei problemi di attualità su cui in questo periodo hai raccolto informazioni, attraverso giornali, telegiornali, ecc.” Per la prima volta correggere i loro elaborati giornalistici è stato un lavoro divertente. Lessico curato, contenuto interessante, ben strutturato e raccordato nelle varie parti. Opportune considerazioni personali.

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ESSERE GENITORI: LA SFIDA PIÙ GRANDE Coltivare nei figli la passione e il coinvolgimento nel mondo A cura del “Laboratorio Genitori” - Scuola Primaria di San Luca La capacità del genitore di dire no diventa particolarmente importante dopo i due anni. Un bambino che domina un adulto, si trova in una posizione molto inquietante. Se all’età di due o tre anni vi sentite più potenti di chi si occupa di voi, come potrà mai questa persona proteggervi in un momento di necessità? Genitori che non sanno tener testa ai figli, che non pongono limiti a ciò che possono fare, rischiano molto. Essi credono che non ponendo limiti, assecondando il loro bambino, questi li amerà di più (sentiamo spesso dire “lo accontento su tutto; malgrado ciò, lui è sempre così scontroso e irascibile”). In realtà il bambino percepisce questa fragilità del genitore e, oltre a manifestare comportamenti prepotenti, arroganti, nutre per il genitore ostilità, perché lo reputa incapa-

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ce di proteggerlo, di guidarlo. Insomma un bambino che non ha limiti si sente come una barca in mezzo al mare senza timoniere. A chi dà la colpa del suo naufragio? A colui che avrebbe dovuto guidarlo in acque tranquille e proteggerlo dalla furia del mare. Dal punto di vista del bambino, i limiti possono rappresentare delle restrizioni e mandarlo su tutte le furie, ma sono anche dei cancelli, che proteggono e fanno sentire al sicuro. Esistono molte buone ragioni per fissare dei limiti, oltre a quelle ovvie della salvaguardia dell’incolumità fisica, che comportano il divieto di giocare con le prese dell’elettricità, il fuoco, i coltelli. Fissare dei limiti è utile perché aiuta il bambino a sentirsi al sicuro. Immaginiamo una bella bimbetta che, dopo

una mattinata trascorsa con gli amici, vorrebbe continuare a giocare anche durante il pranzo. La madre le dice che adesso è il momento di mangiare. La bimba, particolarmente caparbia, si mette a strillare e pesta i piedi, rifiutandosi di mangiare. Supponiamo che la mamma assecondi il desiderio della figlioletta di giocare, portandosi in giro il cibo. Quali effetti otterrà? Dopo un iniziale entusiasmo, la bambina percepirà la fragilità di questa madre che non sa tenerle testa. Ma, peggio ancora, nella bambina potrebbe insinuarsi l’idea, la convinzione, che la mamma non vuole essere seccata (non ha voglia di occuparsi di lei) e perciò cercherà altri modi per attirare la sua attenzione. Oltre a correre in giro per la cucina con il piatto, inizierà a spostarsi in salotto (magari si siederà sul divano nuovo di zecca), le cadrà, più o meno accidentalmente , il cibo dal piatto… la concessione elargita dalla madre è vissuta dalla bambina con intolleranza. Raramente le concessioni fatte per il quieto vivere si rivelano efficaci. Contrariamente, se la mamma riesce a dimostrarsi ferma, aiuterà la bambina a superare il suo malumore. Potrebbe dire: “Lo so che sei arrabbiata e vorresti fare qualcos’altro, ma adesso è ora di pranzo e ed è meglio che tu mangi tranquilla. Non mi importa che tu sia furibonda, e non ho intenzione di cedere…”.


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SINDROME CINESE Un mondo lontano sempre più vicino di Rosanna Bertoncello

In questi giorni di crisi economica sono comparsi sui quotidiani titoli di questo tipo: “La riscossa dei calzolai e dei sarti”. Calzolai?... Sarti?..... É il caso di rileggere le cronache dei tempi passati! Anno 1885. “A Crosara, come a Conco, si fabbricano zoccoli, sgalmare, forme da scarpe e da cappelli, soprattutto durante l’inver-

no. Si usa legno di faggio, di acero, di noce. Non c’è tuttavia nessun progresso in questa manifattura, dalla quale si richiede solamente solidità. E neppure sono suscettibili di perfezionamento gli attrezzi del mestiere, poiché bastano un’ascia e alcuni coltelli di semplice costruzione” (O. Brentari). E non parliamo di moda! È risaputo che i cap-

pelli di paglia realizzati a mano dalle donne di Crosara erano accessori di lusso che venivano esportati in mezzo mondo: Austria, Francia, Germania, Inghilterra, Grecia, America… Ma nel 1866 si parla di una crisi del settore e tra le varie cause, una meritata di essere riportata: “(…) La città di Ludon, a 60 Km da Londra, è diventata il centro dell’industria della paglia, che importata, per la maggior parte dalla Cina, ne fa trecce e cappelli a macchina, che manda a bassi prezzi per tutto il mondo ..” (O. Brentari). 1866 e già la concorrenza cinese era un problema! “Ma le donne del territorio delle colline praticavano anche la tessitura a mano, “attività” diffusa in ogni terra, in ogni casolare del Vicentino. Le donne fabbricavano nei lunghi inverni le stoffe occorrenti per la famiglia. Tessevano specialmente tele di canapa e di lino. I telai, di forma antica, a pedali, non subirono mai alcuna innovazione. La materia prima veniva prodotta in loco acquistata nei mercati principali”. E gli uomini? Non rimanevano inattivi. A Crosara era diffusa la lavorazione delle otri di pelle di capra. “Sono utilissimi per il trasporto del vino nelle regioni alpestri e costano dalle 4 alle 5 lire l’una. Ordinariamente servono per il consumo locale, ma di recente (1880) si ebbero rilevanti commissioni da Genova” (O. Brentari). È proprio tanto lontano questo mondo? Qualche Sibilla dei giorni nostri annuncia che forse questo mondo potrebbe riapparirci dietro l’angolo.

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di caffè!” Le mamme dei ragazzi della scuola sono all’opera (e non da stamattina!) con un’energia che Tutti attorno alle bancarelle dell’8 dicembre trascinerà le di Rosanna Bertoncello ore, fino a sera. Ci sono anche le pizzette, che i ragazzi vendono con cura, come avessero già fr e q u e n t a to l’Istituto Alberghiero di Asiago. E poi arrivano le piantine fiorite, talee di gerani, della serra di Althea, Giovanna e Cristiana, che i L’otto dicembre è ormai un appuntamento, a ragazzi hanno materialmente costruito e ben Crosara, il mercatino di solidarietà. Di primo attrezzato contro i tranelli mattino, quando ancora l’aria è gelida e pun- del clima. gente e il sole non sopravanza i tetti delle Ma la star del Natale 2008 è case del borgo, il fermento è grande. Tavoli, il radicchio rosso, provepanche, teli, fornelletti a gas, pentole, moke, nienza Scuola Media di Crocesti degli oggetti natalizi più differenti attra- sara, hortus mirabilis. Sisteversano la strada e si incrociano nel par- mato nel cellophane dentro a cheggio. piccole cassettine di legno è E’ il grande giorno soprattutto di chi si sco- una creatura speciale e non pre commerciante senza scopo di lucro. ci sono sigle DOP, IGP che “Buongiorno! Come va?” “Sono arrivate le tengano il confronto. torte delle mamme?” “Dove mettiamo le La banda arriva senza scalstelle di Natale?” “Adesso metto su una moka pore tra le bancarelle e a

VENDERE SOGNI

lungo suona, nella luce trasparente di questa mattinata frizzante, musica di festa, musica di lode, musica di libertà… La gente si ferma, incuriosita, e compera perché la merce è fine! Le borse di paglia, di antica tradizione, non passano inosservate. I presepi giunti dai Paesi del Terzo Mondo sono simbolo di fede, segno di un aiuto diretto a povera gente lontana, ma soprattutto sono di una bellezza autentica. “Giuliana, potrei avere due bicchieri di vin brulè?” “Aspetti, signora, che le metto in una borsetta la piantina di rosmarino”. Un incredibile tiepido sole premia per ore questi ambulanti improvvisati. Il pomeriggio scorre via veloce, tra vendite, incontri, saluti e qualche ritocco all’esposizione. Al tramonto si comincia a smantellare. Vecchi e nuovi commercianti soddisfatti ripongono tutto con cura. Sembra sorridere anche quello che “aveva messo su un bancheto, par vendare sogni, in un cantonseo del marcà”.

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ASSISTERE I BAMBINI? AIUTARE I GENITORI Nella scuola di San Luca un laboratorio serale rivolto ai genitori per migliorare il rapporto adulto-bambino Nel corso del precedente anno scolastico, su richiesta di un gruppo di genitori , è ini-

Diversamente da quanto accade nelle varie scuole per genitori, il percorso è stato pianificato partendo dai bisogni dei genitori e dall’esigenza di potersi confrontare su temi quali: la stima di sé, le modalità comunicative fra genitori e figli, i conflitti, il senso di responsabilità e l’autonomia. Tutti gli incontri hanno visto i genitori protagonisti: le parti espositive delle insegnanti erano finalizzate a promuovere la discussione e il confronto costruttivo. dalla prima pagina

ziato un percorso affettivo-comunicazionale sull’autostima, coordinato dalle insegnanti Rigodanzo Roberta e Spagnolo Roberta. Gli incontri, a cadenza quindicinale, sono stati attivati a partire dal mese di febbraio fino a giugno 2008, per un totale di 16 ore.

legami, di affetti, di tradizioni, in una parola di “cultura”. Per meglio chiarire, è necessario ricorrere alla delineazione di un quadro diverso: ragazzi che, per studiare, si allontanano da casa, dal territorio, dalle famiglie, e dalle loro radici. Un po’ come accadeva cinquanta anni fa. Oggi ne vediamo gli effetti su un territorio, quello italiano, in gran parte montuoso o collinare: paesi fantasma, terre residuali abbandonate con le conseguenze ecoambientali a tutti note, tradizioni e storia rimaste patrimonio dei pochi vecchi rimasti nei luoghi natii, urbanizzazioni esasperate. E’ la strada giusta ? A me piace invece pensare che almeno gli anni dell’adolescenza e della giovinezza pos-

Durante le serate, si alternavano momenti di riflessione individuale ai lavori di gruppo in apprendimento cooperativo, durante i quali gli stimoli offerti erano semplicemente spunti da cui partire per lavorare su se stessi come persone. Vista la positiva esperienza, il laboratorio genitori verrà attivato anche in questo anno scolastico. A partire dal mese di aprile 2009 saranno programmati 12 incontri della durata di 2 ore ciascuno suddivisi in 2 livelli. Il primo livello, rivolto ai nuovi iscritti, avrà come tema l’autostima e il rapporto genitori e figli. Il secondo livello, rivolto al gruppo di genitori “pionieri” del progetto, verterà su “la comunicazione: dal conflitto alla regola”.

sano trascorrere senza troncare legami, ascoltando la storia dei padri, rinforzando un amore per il proprio territorio che potrà essere speso anche da adulti, frequentando la scuola vicino a casa. Cosa è mai un paese senza una scuola? Dove nessuno, anche il meno fortunato è lasciato indietro e solo, dove è dato a chi ha più bisogno, dove un volto conosciuto ed amico è sempre presente, dove si impara quel che serve e anche quel qualcosa in più che è di quel paese e non di tutti i paesi. Tutto questo ed altro ancora è stata la scuola italiana negli ultimi quaranta anni, in particolare quella presente nei luoghi di “frontiera”; con tante pause ed altrettanti slanci, ma mai “addormentata”. Ma forse è una storia da dimenticare. U.M.

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Scuole In Rilievo n° 4  

Primo numero del secondo anno...

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