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GRANO E ORZO A SCUOLA LA PREPARAZIONE DEL TERRENO LA SEMINA CRESCITA, CONCIMAZIONE E DISERBO

LA RACCOLTA

LA NOSTRA FARINA I PRODOTTI LE NOSTRE REALIZZAZIONI ESPERIENZE DI LABORATORIO IL CICLO DEL GRANO LAVORO CONTADINO E ATTREZZI DI LAVORAZIONE ANTICHI STRUMENTI

A cura della Scuola Secondaria di I째 ISTITUTO COMPRENSIVO CASTROCIELO


Con la partecipazione speciale delle classi 3e sez. A e B e la collaborazione delle classi 1e e 2e sez. A e B a.s. 2007/2008 DOCENTE REFERENTE: MARIA FERONE DOCENTI COLLABORATORI: CAROLINA MAGNAPERA, ANNA CAPRIO, ROSANGELA GILIBERTI


LA PREPARAZIONE DEL TERRENO Nel mese di novembre 2008 tutti gli alunni dell’istituto si sono recati insieme con gli insegnanti nel giardino della scuola per preparare il terreno per la semina del grano. Tutti muniti di vanghe, pale, zappe, ma soprattutto di buona volontà e di tanto entusiasmo hanno cominciato a delimitare, con pietre e ciottoli, un’area di circa 50 mq da destinare alla coltivazione. Per preparare il terreno sono state eseguite operazioni preliminari di spietramento, estirpatura, aratura a media-bassa profondità e vangatura con rottura di zolle. Alla fine del lavoro, anche se stanchi, coperti di fango e con le vesciche alle mani, tutti sono stati felici di aver lavorato la terra imparando quanto è faticoso e duro fare il lavoro del contadino e che non è così facile ottenere una spiga di grano!


LA SEMINA Finalmente è arrivato il giorno della semina! Il terreno è stato suddiviso in 2 zone, una per l’orzo e l’altra per il grano, è stato poi amminutato ed assolcato. Nel fondo di alcuni solchi sono state effettuate delle buchette per la semina a “postarelle”, in altri è stato seminato a spaglio. I semi sono stati ricoperti con il terreno utilizzando rastrelli e zappette. Semi di orzo

Semi di grano


CRESCITA CONCIMAZIONE E DISERBO Finalmente è arrivato il giorno in cui abbiamo visto spuntare le prime plantule! Che soddisfazione, eravamo stati bravi a seminare! Ora dobbiamo stare attenti ai cambiamenti climatici, soprattutto al gelo! Il grano ha un bel colore verde e sembra erba, sta crescendo forte e rigoglioso. Per aiutarlo a crescere abbiamo concimato il terreno con un composto di azoto, fosforo e potassio (N-P-K a titolo 12-12-12). Con una zappettina abbiamo eliminato tutta la malerba per dare spazio alle radici e crescere meglio. Speriamo che la terra continui a nutrirlo e che la prossima volta sia ancora piĂš alto. Ăˆ bello prenderci cura delle nostre piantine come dei veri coltivatori..


LE NOSTRE REALIZZAZIONI Un albero tutto da mangiare! indovinate un po’, l’addobbo del nostro albero di natale è stato realizzato con pasta di vario formato e spighe di grano.


ESPERIENZE DI LABORATORIO Con l’insegnante di scienze e di tecnologia abbiamo raccolto una piantina di grano dal campo e l’abbiamo esaminata macroscopicamente nelle sue diverse parti: radice, fusto e foglie. Abbiamo fatto delle sezioni sottili, sia longitudinali che trasversali, di peli radicali ed epidermide fogliare che abbiamo successivamente osservato a fresco e con coloranti al microscopio ottico. Siamo riusciti a vedere la composizione interna della pianta LE CELLULE! Ma non solo‌! Abbiamo individuato la parete cellulare, il nucleo, il citoplasma, i cloroplasti, e persino gli stomi della foglia.

Stoma

Cellula con nucleo

Vasi conduttori con granuli di clorofilla


IL CICLO DEL GRANO Germinazione: può iniziare già tra 4 e 7°C, ma l'optimum è tra 20 e 25°C. La presenza di ossigeno nel terreno avvia la metabolizzazione delle sostanze di riserva presenti nelle cariossidi. Il ristagno di acqua può determinare la morte per asfissia del seme e delle giovani piantine. Accestimento: dopo l'emissione della terza foglia si sviluppano nuovi culmi alla base della pianta. La capacità di accestire è una caratteristica genetica, influenzata anche dalla disponibilità per la pianta di nutrimenti (azoto e fosforo) e luce, e dalle temperature (favorita dal prolungarsi di quelle basse). Levata e botticella: in inverno, con l'innalzamento delle temperature oltre i 5 - 10°C inizia l'allungamento dei culmi. Tra fine accestimento ed inizio levata si ha la differenziazione della spiga, con successivo ingrossamento della guaina fogliare che la contiene (fase della botticella).


IL CICLO DEL GRANO Spigatura e fioritura: la spiga fuoriesce dalla guaina dell'ultima foglia. La fioritura segue di qualche giorno la spigatura anche se, nelle varietà tardive, avviene anche a spigatura non ancora completata. L'optimum di temperatura per la fioritura è compreso tra 18°C e 24°C, con un minimo di 10°C ed un massimo di 32°C. Le alte e le basse temperature, nonché gli stress idrici influiscono negativamente sulla formazione delle cariossidi. Maturazione: durante la maturazione (40 e 45 giorni), avviene la traslocazione degli assimilati nelle cariossidi, per cui è importante la disponibilità idrica nel terreno. Le fasi di maturazione si distinguono in: - maturazione lattea: schiacciando la cariosside ne fuoriesce un liquido lattiginoso. Dura all'incirca un mese durante il quale la cariosside aumenta di volume. - maturazione cerosa: continua l'accumulo di sostanze di riserva nella cariosside che assume consistenza ed inizia a virare al giallo. Questo stadio di maturazione si riconosce in quanto la cariosside può essere facilmente incisa con la pressione di un'unghia. - maturazione piena: si esaurisce la migrazione delle sostanze di riserva nelle cariossidi che assumono colore giallo. L'umidità scende al 15-18%. - maturazione di morte: l'umidità scende a valori tra il 10 e il 12%.


IL CICLO DELL’ORZO L'orzo (Hordeum vulgare), quarto cereale nel mondo in ordine di importanza, viene variamente utilizzato dall'alimentazione umana a quella zootecnica, alla produzione di malto e, raccolto ancora verde, come foraggio. Il suo ciclo vitale è più breve di quello del grano, perché la velocità di crescita è più rapida e maggiore è la capacità di accestimento; tollera anche alte temperature e resiste meglio degli altri alla siccità. Regge invece il freddo meno bene di frumento e segale. Lo si può distinguere dal grano dalle foglie, che presentano dei piccoli solchi longitudinali sulla lamina superiore; l'attacco delle foglie è poi provvisto di un lungo caratteristico "colletto" che abbraccia il fusto.


TERRENO E SEMINA Il terreno ideale (terre da grano) deve essere profondo, permeabile,mediante argilloso, e di media fertilità, ed’elevata capacità di ritenzione idrica e PH neutro - alcalino .Il grano è tuttavia adattabile a molti tipi di suolo, a eccezione di quelli troppo compatti. Sono anche da evitare gli eccessi di materia organica azotata, condizioni dei terreni che favoriscono il ristagno dell’ acqua in quanto possono causare crescita stentata e ridotto sviluppo degli apparati radicali Preparazione del terreno. Le condizioni per avere una buona germinazione sono:  che il terreno sia umido alla profondità di semina, si da poter cedere ai semi l’ acqua necessaria alla loro inibizione;  che le particelle di terra stabiliscano un buon contatto con i semi, dato che è attraverso le superfici di contatto tra terra umida e semi secchi che avvengono i flussi iodici;  la profondità di semina va proporzionata alle dimensioni dei semi effettuando solchi (semina a spaglio) o buchi (semina a postarelle) di profondità a 30-50mm  l’ emergenza delle plantule può provocare seri ostacoli nella eccessiva profondità di semina e nella formazione di crusca superficiale  semina, si effettua con la fase calante e non otre il primo quarto di luna nuova(dall’ ultima decate di ottobre e fine novembre) prima della semina il seme va sottoposto preliminarmente a vagliatura per eliminare le impurezze mediante mediante crivello e maglie larghe. La semina può essere effettuata a spaglio o a postarelle.


Il LAVORO CONTADINO DI UNA VOLTA E GLI ATTREZZI DI LAVORAZIONE La lavorazione della terra comprende varie tecniche:  il dissodamento o sterratura, ossia l’eliminazione di pietre, radici o altro, effettuata con zappa, bidente o piccone;  la creazione di fossi e canali per il drenaggio delle acque mediante zappe, zapponi e zappe da acqua;  il rivolgimento delle zolle (aratura) che, dipendendo dal tipo di terreno (ubicazione, inclinazione, qualità), può essere condotto con la zappa, la vanga, l’aratro;  la frantumazione delle zolle o erpicatura, effettuata solitamente con l’erpice e il bidente;  la semina, nella quale entrano in funzione di nuovo l’aratro o vari tipi di zappa e di erpici;  la sarchiatura, eliminazione di erbacce con sarchi o zappette leggere.

La fase della raccolta utilizza una serie di strumenti:  vari tipi di falce usate per tagliare grano ed erba;  la falce fienaia con lama arcuata molto lunga, munita di  una o due impugnature;  la falce a manico lungo per tagliare l’erba lungo i pendii scoscesi e ripidi dei canali e dei fossati Mazza o zappa

Aratro (grave difetto: l’orecchio più orizzontale che verticale, non poteva rovesciare prontamente la Vanga a forma conica

terra).


Il LAVORO CONTADINO DI UNA VOLTA E GLI ATTREZZI DI LAVORAZIONE Alcune foto evidenziano gli attrezzi utilizzati per i lavori eseguiti sull’aia: 

la sgranatura del granturco, la trebbiatura e la pulitura del grano. Una volta mietuto, il grano veniva lasciato asciugare alcuni giorni; veniva poi legato in covoni e trasportato nell’aia. Si stendevano i covoni sciolti e si procedeva all’operazione di trebbiatura delle spighe, allo scopo di dividere la paglia dai chicchi di grano.

La battitura poteva essere effettuata a mano, battendo sul grano, con uno slancio circolare, il correggiato, formato da due bastoni, legati all’estremità superiore, oppure con l’impiego di animali (buoi, asini, muli) che, girando sui covoni, calpestavano le spighe con gli zoccoli. In altri casi gli animali trainavano una grande pietra piatta, spesso scanalata, o una tavola, appesantita con pietre e persone o munita di denti di ferro, e veniva trascinata sul grano. Durante la trebbiatura, le spighe di grano steso venivano rivoltate parecchie volte e la paglia era eliminata con le forche di legno o riammucchiata al centro dell’aia con i rastrelli.

La spulatura serviva ad eliminare i chicchi di grano dalle particelle di paglia rimaste, tra cui la pula, l’involucro del chicco. La spulatura si effettuava per ventilazione o per crivellatura. Nel primo caso il mucchio di grano da pulire veniva lanciato in aria con pale o forche: nella caduta la paglia, più leggera, volava via, mentre il chicco cadeva in terra. Per piccole quantità di grano, si usavano ventilabri di legno o di vimini, crivelli e setacci muniti di maglie più o meno larghe.


ANTICHI STRUMENTI DI LAVORAZIONE

Antico aratro in legno, strumento antichissimo al quale venivano aggiogati due buoi, ma anche cavalli, muli e asini.

Vanga, piccone, forcone Pale e setaccio

Falce Un aratro bivomero con davanti due aste per legare i buoi

Attrezzo per smuovere il grano

Grano e Orzo a scuola  

Progetto "Grano e Orzo" a scuola a cura delle classi I e II della Scuola Media Statale "Giovanni da Castrocielo" di Castrocielo (FR)

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