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XV NUMERO 1 MARZO2013 2013 ANNOANNO XV NUMERO II GIUGNO

L O S DI SUÁ REZ L’ECO SARRIÀ I C R E D E V I R AR ! A L O U SC LA SCUOLA HA PIÙ DI 130 ANNI. SCOPRI LA SUA STORIA IN UNA PUNTATA FOTOGRAFICA. PER VEDERLE TUTTE, CATTURA IL CODICE QR

GLI ESPLORATORI DI SARRIÀ

IN COLONIA

UN ANNO PIENO DI ATTIVITÀ FESTE DI FINE ANNO

SETTIMANA DELLA SCIENZ A

A SCIENZ DELLA A N A SETTIM SANT JORDI 2013


LA COPERTINA Salve a tutti... pronti per le vacanze estive? direi di sì!! Anche se il tempo fa ancora qualche capriccio oramai ci siamo...le vacanze sono alle porte e ce le siamo proprio meritate. Le aule giá sono state spogliate dei cartelloni e dei disegni che le hanno abbellite per tutto l anno scoalstico e ci hanno fatto compagnia; tra un po rimarranno nel silenzio più totale e non si sentirà volare nemmeno una mosca. Avete già messo in ordine sugli scaffali i libri che vi serviranno anche il prossimo anno? Se non lo avete ancora fatto cosa aspettate, perchè a settembre si riparte per una nuova avventura con nuovi e vecchi libri. I quaderni poi, quelli secondo me, vanno conservati e dimenticati da qualche parte. Diventeranno dei veri e propri documenti e quando tra qualche anno li ritroverete, magari quando sarete adulti, non potrete fare a meno di sorridere e ricordarvi dei vostri giorni della Scuola Primaria, di quando le difficoltà vi sembravano insormontabili ed i compiti difficili...e come già detto non potrete fare a meno di sorridere. Ovviamente bisogna lasciare qualcosa in giro che non smetteremo di usare nemmeno durante l estate. I colori, per esempio, il libri da leggere durante gli afosi pomeriggi estivi mentre gli adulti fanno la pennichella. Sarebbe interessante portarsi dietro un libro per ogni lingua , visto che voi avete la fortuna di conoscerne più di una. E per ultimo consiglio di farsi un diario di bordo dove appuntare ogni cosa...dai disegni alle monellerie, dai pensieri alle barzellette. Il diario, o un diario segreto, è una delle cose più belle che un bambino possa fare durante le vacanze e a dire la verità conosco qualche adulto che non ha smesso di scrivere diari.

Bene adesso veniamo alla copertina anche questa volta ricca e divertente. Un saluto alle classi quinte che, anche se non si allontaneranno di molto, dal prossimo anno passano alla media. Li ringraziamo anche per la bellissima foto del golfo di Napoli visto da est che hanno scattato durante il viaggio alla città partenopea. La copertina ci ricorda inoltre alcune tra le tante attività fatte durante quest anno scolastico. Sant Jordi e la settimana della scienza ci hanno visti protagonisti di tanti eventi ed esperimenti. E la torta? Quella è del musical delle classi quarte che hanno salutato parenti ed amici con uno spettacolo semiserio nella penultima settimana di scuola. E gli altri? A festeggiare l ultimo giorno di scuola ... le sorprese non finiscono mai!! E adesso è il momento degli arrivederci e dei saluti. Un abbraccio alla maestra Amalia che torna ad insegnare ai bambini italiani. È stato bello averala con noi in questi anni! E poi un caro saluto due persone che non sono insegnanti, ma che da sempre sono state delle presenze indispensabili nella nostra scuola. Sergio Rossi che ci ha ammaliato con i suoi viaggi all antartide e Isabella Rossi che ha fatto diventare molti di voi bravissimi attori. Arrivederci a settembre e felici vacanze a tutti!

Peppe Allocca


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PATATAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!


SALUTI DA PONTÒS Classi seconde


PICCOLI

SCIENZIATI

(Classi Prime)

IL GIORNO 8 MAGGIO PER LA SETTIMANA DELLA SCIENZA, SONO VENUTI A SCUOLA DUE FISICI TONI ACIN E ALESSIO CELI, E CI HANNO FATTO GIOCARE CON LA LUCE. ABBIAMO IMPARATO CHE COSA SONO I FOTONI.

HANNO PORTATO A SCUOLA TANTI STRUMENTI.

A B B I A M O I M PA R ATO COSA SONO LE ILLUSIONI OTTICHE.


SANT

JORDI

IL 22 MARZO IN TUTTO IL PIANETA ABBIAMO FESTEGGIATO IL “WORLD WATER DAY” . LA NOSTRA SCUOLA HA DEDICATO ALL’ACQUA E AL MEDITERRANEO LA SETTIMANA DI SANT JORDI E IL TRADIZIONALE CONCORSO. ECCO I TESTI PREMIATI. VEDIAMO SE SCOPRITE I VINCITORI SENZA LEGGERE PRIMA IN FONDO ALLA PAGINA. BUONA LETTURA!!!!

THE CYCLE OF WATER (Antonio cold water. Cold water is heavy so then Olsaretti – 2ª B) the cloud is heavy and it starts to rain! The water flows to the bottom into When water is hot it becomes steam rivers and ponds. and goes into the sky. The rivers and ponds bring the water to The wind moves the steam that has the sea and then it starts over again. become a cloud. At one point, the cloud starts to be full of water! Because the hot water became

IL CICLO DEL AGUA (Davinia Zavaglia – 2ª A) Había muchas gotas de agua que vivían felices nadando en el gran mar. Un día, el sol calentaba el mar. Entonces, las gotas salieron por el aire y se convirtieron en vapor. El vapor subió al cielo y cuando encontró el aire frío se transformó en gotas, que formaron las nubes. Las gotas pequeñas siguieron hacia arriba pero en lo alto hace mucho frío. Esas gotas se juntaron, cerca cerca, y formaron una gota grande y pesada. Esas gotas se citaron y cayeron en la tierra. Se habían convertido en lluvia. Se encontraron con aire muy frío, se congelaron y formaron el granizo y la nieve. Las gotas llegaron a los lagos, a los ríos y otra vez al mar.

IL VIAGGIO DELL’ACQUA (Giulia Gilardo – 2ª B) Il sole riscalda l’acqua del mare e dei fiumi, trasformandola in vapore. Il vapore comincia a salire finche arriva su in cielo e forma le nuvole. Le nuvole tutte insieme si stringono fra loro e formano i banchi di nubi. Quando le nubi si trovano in zone fredde il vapore si trasforma in acqua e cade sulla terra sotto forma di pioggia. Quando l’aria è molto fredda le gocce d’acqua si trasformano in neve. Tutta l’acqua che scende sulla terra dopo aver dissetato tutte le piante e tutti gli animali ritorna nei fiumi e poi arriva nel mare.


L'ACQUA (Margherita Ferruzzi - 4ªB) L'acqua è un elemento indispensabile per la nostra vita. E` incolore, inodore, insapore e trasparente. Senza l'acqua la Terra sarebbe un arido deserto senza qualsiasi forma di vita. Questo preziosissimo liquido non è infinito. Noi, esseri viventi, abbiamo tanta acqua, ma poco pulita. In Europa abbiamo l'impressione che l'acqua ci sia sempre: basta aprire l'acqua del rubinetto e la vediamo scorrere limpida e pulita , ma in altri Paesi non è così. In Africa per esempio, per andare a recuperare solo pochi litri di acqua sporca e piena di germi si fanno chilometri di strada a piedi ogni giorno.. L'acqua è una risorsa naturale che ci viene donata dal ciclo dell'acqua. Le precipitazioni cadono e una parte va nei fiumi, nei laghi o nei mari. Un'altra parte, invece, va nel terreno e forma le falde acquifere. Nel sottosuolo l'acqua scorre e arriva al mare. Il sole, che scalda l'acqua, la fa evaporare di modo che si formino le nubi. Le nubi, come tutti sanno, producono precipitazioni e da questo punto il ciclo ricomincia daccapo. Noi sprechiamo l'acqua e la inquiniamo. Ecco come possiamo salvare l'acqua. Quando ci laviamo le mani, mentre le insaponiamo, l'acqua si deve tenere spenta. E meglio fare la doccia, anzichè il bagno: la doccia consuma il 75 per cento in meno, mentre per riempire la vasca da bagno servono dai 100 ai 150 litri d'acqua. Per il lavandino, invece si può mettere un frangigetto, una piccola rete che serve per diminuire il getto. L'acqua è inquinata da diverse fonti. L'inquinamento domestico. I detersivi che usiamo in casa, finiscono nelle fognature e vanno a finire nelle grandi risorse d'acqua. L'inquinamento agricolo.

I fertilizzanti chimici, i pesticidi e altre sostanze usate in agricoltura, inquinano piccoli corsi d'acqua, che poi come le fognature, vanno a finire nelle grandi risorse d'acqua. Inquinamento industriale. Le indusrie scaricano i lori scarichi nel fiume e nei laghisenza prima averli puliti. Esiste anche un inquinamento da idrocarburi: il petrolio fuoriesce dalle petroliere naufragate e inquina l'acqua. Ogni 100 litri d'acqua 97 sono salati e inutili , 2 sono inquinati e solo uno si può utilizzare per usi domestici.

INVERNIZZI ANNA L'uomo deve imparare a proteggere l'acqua, a non inquinarla , perchè potrebbe finire da un momento all'altro. E senza acqua addio alla vita sulla terra.

EL MISTERI DE L’AIGUA DESAPAREGUDA (Clara Fundaró - 3ªA) Era un bon matí, i en una casa al costat del mar, hi vivia la petita Rosa, una nena de sis anys. - Desperta’t Rosa. Li deia la mare. - -Tinc son mare. Deia la petita. - Neteja’t la cara Rosa. - Vale...es queixava. Però quan va obrir l’aixeta no va sortir res. Estranyada pensava: ....Què raro... si estem al costat del mar. Bé. Anirem a la platja. Però havia un mar que no acabava mai... però no d’aigua! Sino de sorra. Caminant caminant va anar en busca de l’aigua desapareguda. Va arribar a un llac. Però un asteroide va xuclar tota l’aigua menys una gota que s’agafava a una arrel. La gota es va presentar: - Em dic Gotoneta. La gota li va dir que si podia lligar l’asteroide amb una corda. Quan estaven a dins van veure un marcià amb una capa vermella. El dos van començar a lluitar amb la goteta que es marejava. De sobte la Rosa es va amargar darrere una porta on hi havia TOTA l’aigua del món Furiosa va empènyer el malvat que es va posar a plorar: - Em rendeixo, puc explicar-ho tot. Volia portar tota l’aigua a Mart, el meu planeta, perquè està sense aigua i no podem viure, per això estava agafant tota l’aigua. Farem un pacte: tu te’n duràs la meitat i jo l’altra. I això van fer però la Rosa es va adormir de tanta feina i el marcià la va acompanyar al llit. Quan es va despertar pensava que havia somiat pero no. Va llegir la nota del marcià Marc i Gotoneta estava molt contenta perquè havia fet dos preciosos amics.


ESTALVIEM AIGUA (Emma Contreras - 4ª A) L’aigua és un element indispensable per a la nostra vida,, és més, nosaltres som 50% d’aigua. Sembla que d’aigua en tenim molta però només utilitzem l’ 1%, perquè nosaltres en necessitem l’aigua dolça i el 80% és salada i l’altre 29% està contaminada. L’aigua es pot dir H2O. Us explicaré com abans transportaven l’aigua fins a les cases. Feien així: el carbó, que és un mineral que es troba a les mines, el transportaven amb un carretó, que es troba a les mines, fins a una màquina que es diu caldera. La caldera feia vapor i el vapor servia per a CHIARA BUCCI que la turbina funcionés i així la turbina produïa electricitat i l’electricitat feia funcionar les bombes d’aigua que empenyien l’aigua que, evidentment, passava per les canonades sota terra. Ara que heu vist com abans transportaven l’aigua, us donaré uns consells que podrien servir-vos molt per no malbaratar l’aigua, perquè heu de pensar que a països d’Àfrica els nens i les nenes han de caminar kilòmetres per arribar fins a pous on fins i tot l’aigua que ban a buscar està contaminada. També abans, a l’època dels ibers i dels egipcis ...construïen les cases prop dels rius perquè era tot més fàcil i com que no tenien aixeta només tenien que caminar una mica... 1. No deixar l’aixeta oberta. 2. Que les canonades no perdin aigua. 3. Instal.lar electrodomèstics de baix consum. 4. No gastar molta aigua fent el bany. 5. Reduir el número de piscines. 6. Per regar els jardins de la ciutat, utilitzar aigua reciclada. 7. No rentar-se molt les mans durant molta estona. 8. No rentar la roba si només te l’has posada una vegada. 9. Es prefereix la dutxa més que el bany. IRENE DE DAVIDE


AHORREMOS EL AGUA - Bé, bé, digues-l’hi que ja (Sara Bandettini di Poggio poden entrar- va bramar - 4ª A) Zeus. Després d’uns minuts va El agua está compuesta por arribar tota la gentada. dos moléculas de hidrógeno - Benvolguts déus, avui y una de oxígeno. Si no farem una festa, perquè és hubiera agua en la tierra no el sisè any que sóc el vostre Rei. Ara, passarà el meu fill i habría formas de vida. Hay que beber mucha agua els meus tretze vassalls a y sobre todo en verano portar-vos el sopar. p o r q u e s i n o n o s Zeus es va aixecar i li va xiuxiuejar al seu fill: deshidratamos. Hay un problema con el - Ves a les 30 fonts d’aigua a g u a y e s q u e e s t á que tenim i pinta de diferents contaminada de petróleo y colors l’aigua de cada font, substancias químicas. Para ràpid! salvar el planeta se puede: - Pare, no tenim 30 fonts en cerrar el grifo después de tenim vint-i-una. haberlo utilizado, en vez de - Què? Com és possible!- va b a ñ a r s e e n l a b a ñ e r a cridar Zeus. ducharse (así ahorramos - Sí, els humans ens les van más agua), beber todo el demanar i… agua que tenemos en el - Tros d’ase! Per què?- va vaso, poner pocas lavadoras cridar Zeus. y usar poco detergente y no Es va aixecar i va dir: poner el lavaplatos medio - Els ximples dels humans, v a c í o . E l p a í s m á s ens han tret l’aigua! On està c o n t a m i n a d o e s C h i n a Trictus, el déu de l’aigua? porque no tiene cuidado de - Estic aquí- va dir una la naturaliza ni de lo que les veueta que provenia dels rodea. Tenéis que pensar fons. q u e t o d a e l a g u a q u e - Amb els teus poders, per utilizamos por la mañana la càstig treu tota l’aigua als utiliza un niño africano en un humans, ara!- va dir enfadat en Zeus. En un tres i no res día. P a r a s a l v a r e l p l a n e t a l’aigua va desaparèixer la de tenemos que contaminar Terra. A la Terra: menos! - Gerard, Martina, aneu a la C O M E S VA S A LVA R font a agafar l’aigua. L’ A I G U A A L P L A N E TA Els dos nens van arribar a la TERRA! (Ribes de Fraser font. - Martina, la font està buida, Flavia Pradell - 5ª B) què fem?- va cridar horroritzat el Gerard. En l’època dels Grecs: - Zeus, ja han arribat tots els Els dos germans van córrer convidats- va cridar en Tom, cap a casa. En pocs minuts en Gerard i la Martina van el vassall.

propagar la notícia per tot el món. - Soldats, hem d’anar a conquerir l’aigua, que és nostra, som-hi!- va cridar el cap dels soldats de tot el món. Els soldats italians no ho pensaven així: - No, no podem fer una guerra, hem de trobar la manera d’agafar-los l’aigua-. - No feiem sempre el dimarts una festa?- va dir el soldat francès. - Sí! Ja està, però avui és dimarts-. En cinc hores van arribar a l’Olimp. D’amagat, es van dirigir a les fonts, però… - Què esteu fent aquí?- va preguntar en Timis, el fill de Zeus. - Hola…agafeu-lo!- van bramar els soldats. - No, no, us vull ajudar, però només si em porteu a la Terra, a viure amb vosaltres-. Els soldats s’ho van rumiar i van respondre: - D’acord, ajuda’ns!-. En poc més de dues hores van treure tota l’aigua, se la van endur. Van deixar una carta. - Estimats déus, ens hem emportat la meitat de l’aigua. Sense l’aigua no podríem viure. Gràcies-. En aquell moment em vaig despertar, tot havia estat un somni. Però havia après molt…


CÓMO SE SALVÓ EL AGUA EN EL avevano e facevano anche sessanta PLANETA TIERRA (Juan Antonio de la kilometri per andare e tornare per avere un Rosa – David Polo 5ª A) litro d’acqua, quasi non ne avevano neanche per la doccia. Estamos en el año 3000 d.C., Javi y David Ma c’era anche gente intelligente che era para hacer una fiesta con agua encienden el molto preoccupata, gli ecologisti, Avvisavano, allarmavano, facevano di tutto grifo, de repente deja de salir agua. Pasan por todas las casas del vecindario per far sapere il problema, ma nessuno gli credeva, eccetto tre bambini, io ero uno di para ver si tenían agua y nadie tenía. Los dos se ofrecieron para ir al pasado y quelli, che ricordi! ora ho settanta anni, ma devolver el agua a la Tierra; fueron al museo mi ricordo perfettamente. de ciencias y le pidieron al guarda la Noi tre, preoccupati per il problema, máquina del tiempo y le explicaron la razón facemmo un piano. y el guarda, extrañado, lo entendió y se la Quando finimmo lo consegnammo agli scienziati, ma loro dicevano che non dejó. En el pasado buscaron a Poseidón por funzionava perché era troppo semplice. lagos, ríos, playas y lugares con agua. Lo Scoraggiati passeggiavamo per il parco encontraron en el Amazonas alimentando a qunado un’ombra cominciò a parlarci, era unos cocodrilos, intentaron convencerlo pero Proserpina. Ci disse che stavamo facendo bene ma che dovevamo costruire una como si nada. Javi y David entendieron que el dios quería macchina. Noi, con le sue istruzioni, pelear contra ellos así que empezaron a f a c e m m o u n a m a c c h i n a e n o r m e e pelear, pero Javi y David tenían un as en la bellissima, ma il problema era farla manga que era un bazoca y con él funzionare! amenazaron al rey que les dijo como volver La portammo nelle vasche di raccolta delle a tener agua. Aún en el pasado cogieron acque per filtrare e la mettemmo la’, dopo un prestado un camión que podía llevar 100 paio d’ore cominciò a funzionare, l’acqua che la gente buttava passava per la nostra toneladas de hielo. Volvieron a la máquina del tiempo, antes macchina che la raccoglieva e distribuiva llegó el camino lleno de hielo y luego…nada giustamente. no estaban los dos chicos, ni Javi ni David, E così ora con i miei settanta anni posso estaban atrapados en el tiempo; consiguieron llegar pero con un…un dinosaurio, mejor dicho con una cría de dinosaurio. Criaron a la cría de dinosaurio como si fuera suya. Al crecer fue como una perro solo que más grande. COME FU SALVATA L’ACQUA SUL PIANETA TERRA (Manuela Martínez -5ª B) Molti anni fa, nel 2013 d.C., quando molta gente ancora era un poco tonta, c’era un grande problema, l’acqua. Sulla Terra si sprecava acqua ed era anche male distribuita, i ricchi ne avevano molta e la sprecavano, invece i poveri quasi non ne


IL MISTERO DELL’ACQUA SCOMPARSA (GUILLAUME BONATTI - 3ªB) C’era una volta un bambino che viveva in un posto dove c’era poca acqua. Aspettava da giorni e giorni che piovesse: a lui piaceva molto la pioggia! Un giorno andò al mare e lì vide un vortice molto grande che subito lo risucchiò. “Aiuto! Aiuto!” gridava. Nel vortice vide uno gnomo che gli disse: “Ciao giovanotto! Io vengo dal mondo dell’acqua. Sono io che faccio cadere la pioggia!”. Il bambino incuriosito gli chiese: “Che cosa vuoi da me?” Lo gnomo gli rispose: “ Nella grotta laggiù c’è un drago che ora possiede il mio potere e vuole distruggere il mio mondo!”. Poi pregando il bambino di aiutarlo gli donò una spada. “Prendi questa spada magica e sconfiggi il drago! Solo tu puoi farlo!” Il bambino che aveva molta paura, si fece coraggio: senza l’acqua non poteva vivere! Entrò nella grotta dove vide un enorme drago. Gli puntò la spada addosso e lo colpì. Il drago morì e lo gnomo riprese subito il suo potere. Da allora tutti vissero felici e contenti. El MINSTERIO DEL AGUA DESAPARECIDA ( Massimo Pini classe-3A) Había una vez un marinero que navegaba por los mares y un día vio un barco que se hundía y fue a ver

que pasaba. Descubrió un remolino y el remolino comenzó a arrastrarlo. El marinero gritó: - Piter, salvate, tirate por la borda y nada hasta la orilla de Tailandia! Y Piter hizo lo que le dijo su abuelo pero Piter se preocupó por su abuelo y gritó: - y tú abuelo, que harás? - No te preocupes Piter yo me cuidaré - dijo el abuelo. Piter llegó a Tailandia y un par de buceadores lo encontraron y se lo llevaron a la enfermería. Al cabo de muchos años, Piter se hizo buceador para encontrar a su abuelo y un día de trabajo todos su compañeros no estaban y tuvo que ir él solo. Se tiró hasta el fondo del mar y vio un pez muy bonito y lo siguió hasta una puerta. El pez se fue y él impresionado por la puerta intentó abrirla pero vio una llave. La cogió, giró la llave y la puerta se abrió y vio el barco de su abuelo y a su abuelo. Su abuelo susurraba: - vete, vete, te matará! Y Piter susurró: -¿Quién me matará? - El pirata - dijo su abuelo. Y el abuelo de Piter dijo : - apreta ese botón. Y de repente salió el pirata Jac. El pirata Jac dijo: - si apretad el botón te mataré. El abuelo de Piter le dijo que no lo apretara y Jac apretó el botón y toda el aqua desapareció. la gente se moria de sed: Jac salió a la superficie. Piter le preguntó a su abuelo y el abuelo le dijo: apreta otro botón! Piter lo apretó otra vez y toda el aqua volvió. La gente comenzó a beber agua y agua y el capitán Jac fue detenido. Piter siguió haciendo su trabajo y su abuelo siguió pescando.

I vincitori del premio Sant Jordi 2013


Viaje a la Antártida: un científico en el continente olvidado di Sergio Rossi ¿Por qué vamos a la Antártida? Ése era el tema de una novela (El cementerio de icebergs) que unos años después conversación en el camarote de Wolf Arntz, jefe de campaña del publicaría junto con mi amigo Toni Polo. Al volver de la campaña, Polarstern en la travesía del año 2000. Éramos unos diez me di cuenta de que quería explicar más cosas sobre los polos. La científicos, reunidos tras una intensa jornada de trabajo en el novela se quedaba muy corta, había muchos aspectos interesantes mejor buque rompehielos dedicado a la investigación del planeta, para tratar… Estamos hablando de un continente entero, de una y venía a cuento porque esa bestia puede tragar en dos meses gran extensión de mar, roca y hielo, mucho más heterogéneo de lo hasta 1.400.000 euros en gasoil para penetrar allí donde nadie que parece. Por eso, hacia el año 2006 empecé a hacer el esquema llega: los remotos confines de Atka Bay, la zona Larsen o Austasen, de este libro. Por aquel entonces no había campañas a la vista, el cementerio de icebergs. pero yo había madurado y sabía lo que quería explicar. —Al principio las campañas estaban pensadas para hacer un No soy un experto en la Antártida (haber hecho tres estudio riguroso de los recursos naturales (pesca, minería, etcétera) campañas no te da ese grado, hay gente que se ha dedicado que ofrecía el continente blanco —comentó Arntz—, pero pronto durante más de treinta años a estudiar temas polares de forma los científicos nos dimos cuenta que allí había algo más, la exclusiva), pero necesitaba replicar sobre todo a los escépticos que oportunidad de estudiar un lugar prístino, no perturbado por la ven el continente blanco como un lugar remoto al que se mano del hombre y fascinante. desplazan cuatro privilegiados a explorar los confines remotos del Mientras contemplábamos el paisaje, todos reflexionamos planeta. «La ciencia es patrimonio de todo el mundo», me dijo en sobre este punto. una ocasión Gili, «tú te debes a quien te paga.» Siempre he —Desde luego, hay varios «niveles de interés» al venir aquí considerado importante este factor, sin embargo no todos los —dijo su mano derecha, el segundo de a bordo en lo que ciencia científicos lo tienen muy claro. Pienso que la carrera científica es tocaba, Tom Brey. una más de las opciones que te ofrece la sociedad y que debe Ambos trabajaban en el Alfred Wegener Institut, un centro integrarse en ella al máximo. No somos Dirac, ni Marie Curie, la alemán de investigación polar inyectado trayectoria de Darwin no podrá volver a de copioso capital monetario y humano emularse porque el científico solitario, para la ciencia polar. ensimismado, genial pero aislado de la —El primer nivel es político — sociedad ya no puede existir. Por eso continuó Brey—. Es importante estar estamos obligados a explicar qué hacemos, aquí; por eso Alemania (que no ha porque se valorará poco tu trabajo si no lo declarado abiertamente tener intereses transmites, si no lo exteriorizas y lo pones a territoriales como Gran Bretaña o un nivel de comprensión suficiente para Argentina) posee un instituto de una gerente de supermercado, un taxista investigación, un buque rompehielos que inquieto o un abogado entusiasta de la no tiene rival y una base como la de naturaleza. Neumayer, prodigio de la ingeniería. ! Hay algo más. En estos Pero luego existen otros niveles de momentos urge explicar conceptos de interés, como el hecho de que éste es un forma clara y concisa, amena y rigurosa. lugar único en el que se puede estudiar la evolución de las Necesitamos transmitir a la gente las encrucijadas que afrontamos, especies, las interacciones entre océano y atmósfera, el cambio lo que pasará y lo que está pasando. Si es en un lugar tan remoto climático o la química atmosférica del ozono como en ningún otro como la Antártida, hemos de hacer un esfuerzo aún mayor para lugar. que ese mensaje llegue a cuantas más personas mejor. Y no La conversación se animaba, y yo iba tomando conciencia de encontré mejor manera de hacerlo que recopilando la mayor que aquello superaba con creces el «capricho» de unos cuantos cantidad posible de información para transmitirla de forma científicos por desplazarse a las antípodas y pasar unos días viendo amena y personalizada, sobre temas que domino y no domino, pingüinos. con historias, reflexiones e imágenes… en mi campaña de 2011, —La Antártida es un libro abierto que no ha recibido todavía empecé en firme a escribir los capítulos en el mismísimo el impacto humano —recalcó mi entonces jefe Josep María Gili, Polarstern, en su fantástica y acogedora biblioteca. En los del Instituto de Ciencias del Mar del CSIC—. La historia del momentos en los que el buque simplemente navegaba, planeta está escrita en sus aguas y hemos de aprender a leerla. aprovechaba para leer artículos científicos, prensa y libros que me Cuando a mediados de 1999 me dijeron que me iba a iban a dar las bases para describir diferentes facetas del continente embarcar por primera vez en el Polarstern no se me pasó ninguna blanco. Aprendí cosas sobre la supervivencia en un clima extremo, de estas ideas por la cabeza. Simplemente me iba a una aventura la formación del agujero en la capa de ozono, el deterioro que pocos privilegiados tenían el honor de poder cumplir, y lo iba ecológico que generan las bases permanentes allí instaladas o la a hacer en el mejor buque oceanográfico polar del mundo. posibilidad (y los peligros) de explotar las inmensas riquezas que se ! Sin embargo, después de tres campañas (en el esconden en la Antártida. Y me quedé fascinado por algunos de 2000, en el 2003-2004 y en el 2011), sentí la necesidad de explicar los episodios que marcaron la exploración de estas tierras, como la muchas cosas a la gente que no ha estado ni estará allí. Empecé a dramática carrera entre Amundsen y Scott por la conquista del apuntar notas, a grabar algunas conversaciones, a pensar no sólo polo sur, o la odisea del capitán Shackleton para salvar a su en lo que yo hacía, sino en el trabajo de otros grupos de tripulación de una muerte segura. Explicar la Antártida es una investigación que también estaban por el barco. Hablaba mucho obligación, porque las futuras generaciones verán cambios que con la gente, hacía preguntas, intentaba comprender. En la también estarán relacionados con la gestión del continente segunda campaña (2003-2004), me atreví a escribir el guión de olvidado. Da “Un viaje a la Antártida. Un científico en el continente olvidado”. Editorial Tusquets-Metatemas, 272 páginas. Sergio Rossi


SIGNOR ROSSI HAPPINES SHOW

CLASSI QUARTE

LE CLASSI QUARTE IL SEI GIUGNO HANNO PRESENTATO UN MUSICAL SEMISERIO ISPIRATO AL MITICO SIGNOR ROSSI DI BRUNO BOZZETTO. In realtà i protagonisti sono stati gli alunni stessi delle classi quarte che stanchi di un maestro severo e intransigente, approfittano dell’ultima prova dello spettacolo di fine anno per farlo ragionare. Allo spettacolo hanno collaborato anche i genitori per la parte grafica e l’organizzazione del buffet finale. È stato un successo? Provate a chiedere in giro!!


COLORIAMO ADESSO PUOI COLORARE LA LOCANDINA DELLO SHOW. USA I TUOI COLORI PREFERITI PER LA SCRITTA, MENTRE PER LA GIACCA E LA PAGLIETTA DEL SIGNOR ROSSI USA IL ROSSO, IL ROSA PER LE MANI E LA FACCIA. NON DIMENTICARE DI COLORARE LO SFONDO CHE PUOI TRASFORMARE CON I PASTELLI IN UNA PIOGGIA DI GRANDI FIORI, COME QUELLI CHE APPAIONO NELLA SCENOGRAFIA DELLA FOTO.


MI PRESENTO

INDOVINATE INDOVINATE? SIAMO PROPRIO NOI, I BAMBINI DELLE CLASSI TERZE Leggo rifletto e provo a riconoscermi - Ho la bocca grande ma a volte sembra che abbia la bocca piccola perché mangio molto piano. Le mie scarpe preferite sono le ballerine con un laccio. - Ho i capelli color oro, hanno la forma di spaghetti, sono lisci, ho la fronte libera e sempre li porto raccolti da una coda di cavallo lunga lunga. Sono piuttosto seria, ma quando sorrido la mia bocca sembra un cuore aperto. - Sono bassa e magra come le gambe di una giraffa. Sono a volte ficcanaso con mio fratello e mi comporto molto bene con le mie amiche. Detesto gli spinaci e mi piacciono le patatine fritte. - Ho la pelle chiara e le guance rosse come un pomodoro, tutte spruzzate di lentiggini. Le mie ciglia proteggono un paio di occhi rotondi come biglie color nocciola. - Sono magro e alto, ho gli occhi verdi con delle pagliuzze dorate. Ho i capelli castani con qualche riccioluto birichino. Devo riconoscere che sono chiacchierone e mi piace fare scherzi. - Sono magrolina e porto l'apparecchio e ho il naso a punta. Io sono a volte triste e a volte contenta. - Sono bassa e magra e ho i capelli biondi, gli occhi azzurri e la bocca sorridente con i denti regolari. Mi arrabbio facilmente e sono "tignosa". - Non sono né magra né grassa. Sono spesso gelosa però la verità è che sono abbastanza bella. Mi piace molto mangiare, soprattutto la pasta ma detesto la verdura. - Ho i capelli neri e lunghi. Ho le orecchie normali come una scimmietta piccolina. la bocca è sorridente e al posto dei denti ho delle finestrelle. - Sono contenta perché ho due amici, sto bene con loro; uno si chiama Guillame e l'altro Francisco. - I miei capelli sono corti con un ciuffo che spunta sopra la fronte. Sono timido ma sono anche ficcanaso perché vorrei sapere i fatti egli altri. - Sono allegro, vivace, giocoso perché mi piace giocare e perché sono contento di stare nel mondo e nella mia famiglia. Sto bene con i compagni e sono cerato e desiderato. - La verità é che sono né magro come uno stecchino, né grasso come un elefante, sono alto e ho i capelli castani e lunghi come una penna CLICKER zero sette. - Gli occhi li ho azzurri, ho orecchie graziose e una bocca sorridente ho i denti regolari tranne uno che non ne vuole sapere di uscire. - Ho il viso tondo con delle guanciotte, il naso a patata, gli occhi marroni, scuri ed espressivi, la bocca grande e due denti sporgenti che assomigliano a denti di un coniglio, le labbra come dice una mia amica le ho come Biancaneve.


- Mi arrabbio molto quando qualcuno si impiccia nei fatti miei e soprattutto quando qualcuno non mi lascia giocare. - Ho i capelli castani, la pelle chiara e delle lentiggini sul naso e sulle guance. Ho le orecchie grandi e rosa e la bocca rossa e carnosa e i denti grandi e a coniglietto. - Sono alto e magro come una sardina, ho gli occhi marroni e i capelli biondi. Non mangio tutto. - Ho sempre le guance rosse anche sott'acqua. Le mie labbra sono sottili come la carta e i miei occhi sono grandi come quello di Polifemo. - Ho i capelli castani, con delle sfumature giallicce e corti fino al mento, ho le orecchie un po' a sventola. Quasi sempre sono vivace ma quando mi sgridano sono triste. - Sono alta e magra. Ho gli occhi grandi e marroni e ho i capelli color oro e mossi come le onde del mare. Quando mi arrabbio mi trasformo in un drago. - Sono di statura media e ho dei begli occhi azzurri come il mare. Nelle mie guance ho uno spruzzo di lentiggini tutte disordinate. - Mi piace l'abbigliamento da grandi. Io sono allegra. Faccio Karatè. - Ho i capelli biondi lunghi e lisci come l'olio. Ho delle orecchie molto graziose come un fiorellino. Ho la bocca sorridente come il sole che brilla nel cielo azzurro. - Sono bassa e magra, ho i capelli corti e scuri. Ho orecchie piccole e bocca sorridente, i denti sono storti. Io preferisco i jeans. - Ho il viso spruzzato di lentiggini, gli occhi color verde e i capelli biondi. Sono vivace perché corro molto e gioco. Sono felice quando gioco con i cagnolini. - Sono curiosina perché quando chiamano mia madre al telefono io ascolto la conversazione. Difendo chi é innocente, faccio subito amicizia e mi offendo facilmente, peró mi passa subito. - Ho gli occhi marron come il tronco di un albero e annoiati, i capelli lunghi un po' gialli e marroncini con un ciuffo che non vuole sapere di stare al suo posto. - Spesso indosso camicette e jeans, le mie scarpe sono quasi sempre blu. Sono simpatico e mi piace fare amicizia. Mi piace sapere tutto. - Ho la bocca grande e la inguai lunga come quella di un serpente. Ho i capelli ricci come le onde del mare. Sono simpatica allegra e abbastanza generosa. - Sono di statura media e un po' cicciottella. Ho gli occhi verdi come un bosco in autunno e alla mattina sono stanchi. Ho la bocca chiusa come la finestra della mia camera. - Non sono né alta né bassa. Mi piace indossare vestiti, sono molto giocherellona e mi piace scherzare. - Sono alto e robusto e ho gli occhi e i capelli neri. Sono vivace perché corro molto e giocherellone perché gioco molto. - Quando sono arrabbiato sono arrabbiato, quando sono contento sono contento. Però se qualcuno mi provoca mi viene voglia di prenderlo a pugni, ma non lo faccio.


- Ho i capelli neri, lunghi lisci e la frangetta. I miei occhi sono marroni come il fango. Sono tranquilla con le mie amiche però con mio fratello sono scalmanata. - Mi piacciono la matematica, il balletto e soprattutto i cani. Quasi tutte le bambine mi stanno accanto per fare amicizia. - Ho 9 anni però non sembra perché sono più bassa di tutti, ma quando sarò grande diventerò alta come un albero. - Quando mi arrabbio nessuno mi ferma. Mi piace giocare con i videogiochi e guardare la Tele. - Sono di statura media e un po' grassottella. Ho i capelli neri e gli occhi neri: mamma mia quanto nero! Non mi piace parlare tanto. Sono curiosano. Sempre voglio imbrogliare la mamma ma non funziona. - Ho i capelli con il ciuffo e le orecchie in po' a sventola. Sto bene con i compagni. Mi piace Massimo Boldi. - Sono allegro e mi piace giocare, soprattutto a calcio con la mia squadra. - I miei capelli sono biondi come l'oro e ho gli occhi azzurri come il cielo. Impazzisco per il tennis ma mi piace pure il calcio. - Mi arrabbio facilmente soprattutto quando mia sorella mi dice quello che devo fare. ADESSO TOCCA A TE!

AUTORITRATTO!


El libro como forma de expresión por Pia Wortham

Al hacer un libro te enfrentas a infinitas posibilidades de forma y contenido. El autor debe mirar al infinito y tomar una serie de decisiones; ya sea para un libro único hecho a mano o para una edición de libro hecho con la ayuda del ordenador. En el mundo real este proceso requiere mucha inversión y mucha gente, pero cada persona tiene la capacidad de tomar estas decisiones, h a c e r u n l i b ro. E l l i b ro c o m o herramienta pedagógica tiene mucho que ofrecer. La forma del libro en si mismo organiza un tema, sea de una m a n e r a c ro n o l ó g i c a , c o m o u n a narrativa, o como una colección o una serie de objetos, ideas, o imágenes. Cada pagina requiere su posición dentro del libro entero y su composición individual. La composición incluye texto, ilustración, imágenes, títulos, u otros gráficos. Un bloque de texto ocupa un espacio y puede acompañar a una imagen. Escribir implica priorizar la acción y condensar la información. La ilustración nos da una conciencia del espacio en la pagina y en la representación del espacio en perspectiva. A medida que va creciendo el alumno adquiere mas capacidad como autor y mas capacidad de concentración. Un libro puede ser mas o menos espontaneo, o puede pasar a ser un proyecto desarrollado en varias etapas hasta aproximar la combinación perfecta de forma y contenido. Unas

formas diferentes pueden ser un libro pop-up, un libro con solapas que revelan sorpresas, un libro acordeón que nos permite el recorrido habitual o una vista global del tema. El proyecto "Libri Creativi" de la escuela primaria empezó gracias a la maestra de Catalán, Maria Palma que tuvo confianza en el libro como herramienta pedagógica. El libro que hacen sus alumnos de Catalán ha p a s a d o d e s e r u n e j e rc i c i o d e manualidades a un proyecto multidisciplinario que fomenta la escritura en todos los idiomas. Además de ser un tesoro para sus autores que disfrutan como todos de la satisfacción de la auto-edición. ( No si si esto es lo tenias en mente.) Maria Palma: Pia Wortham estudio ingeniera Civil y el el ultimo año de su Masters de Arquitectura en Columbia University conoce el arquitecto Catalán, Enric Miralles, Trabajo en su despacho en preparación de la olimpíadas del 92. Con su marido Joan Callis hacen un proyecto de vivienda en Houston Texas. Vuelve a Barcelona y abren el estudi Callis & Wortham Participa en festivales de libros de artista y libros ilustrados desde el 2009.

El libro existe desde hace siglos; los libros son tesoros de la humanidad cuidados en las bibliotecas; son la unidad de conocimiento que construye la cultura humana. Los libros forman parte de nuestra vidas desde la infancia, pero enfrentarse a un libro como su autor, diseñador y editor es diferente. Esto es lo que han hecho los alumnos de Catalán de Maria Palma. La forma física de libro en si mismo ordena la información presentada ; sea una colección, una serie de elementos, o una secuencia narrativa. Un libro se org aniza por paginas capítulos, introducción, conclusión etc. Se giran la paginas incluso en algunos libros electrónicos. Cada pagina se compone con imagen y texto como pagina sola y como parte del libro entero. Al hacer un libro nuestro cerebro hace un ejercicio de abstracción de la realidad, uno de priorizar infor mación y uno de composición del espacio de una hoja en blanco. El proyecto "Libri Creativi", ya en su segundo año, aprovecha el libro como herramienta pedagógica. Involucra el alumno en todos los aspectos de la creación de un objeto único y personal con la satisfacción que supone su producción. Pero mas importante que el libro de Catalán de 2a o 3a lo que los alumnos se llevan con sigo son las ganas de hacer mas libros.


IL CERVELLO CLASSI QUINTE

Giovedì 16 maggio, quando siamo entrati in classe, c’erano molti oggetti strani sulla cattedra della maestra e i nostri banchi erano riuniti in gruppi. Questa volta, per la settimana della scienza, la maestra Amalia ci aveva organizzato un lavoretto con una biologa. Era sul cervello, oh, oh, oh! Va beh, basta esclamazioni, voglio dirvi quello che abbiamo imparato e cosa abbiamo fatto. La biologa (cioè una signora che studia la vita degli esseri viventi) è la mamma di due bambini di prima elementare e si chiama Alessandra. Ci ha insegnato più cose sul cervello degli esseri umani. Ci ha detto che gli animali hanno il cervello più piccolo perché sono meno intelligenti, e che noi possiamo imparare tutte le cose che vogliamo, come il francese o il greco. Inoltre, ci ha anche insegnato che tutti gli animali hanno un cervello, persino i vermi; hanno una pallina (il talamo) e dopo un filo lungo tutto il corpo (quello è il cervello). Poi ci ha distribuito delle fotocopie e ci ha spiegato che avremmo fatto dei mini quiz e ha assegnato dei nomi di colori ai nostri gruppi. Ci ha fatto prendere le fotocopie una a una per spiegarci le varie funzioni del cervello .Ad ogni fotocopia, seguivano i mini quiz. Ma la cosa più sorprendente è che aveva una vaschetta trasparente con dentro

… UN CERVELLO VERO!!!!!!!


Era il cervello di un vitello e ha cominciato a mostrarlo a ognuno di noi. Il cervello è la parte più complicata del nostro corpo; pesa circa 1,5 Kg e noi usiamo solo il 20 %, il restante 80 % non sappiamo ancora a cosa serve, forse alla comunicazione telepatica? Abbiamo visto che è diviso in due emisferi separati da un solco; l’emisfero sinistro si occupa delle attività logiche, il destro delle attività creative. Poi è composto dalla materia Bianca e dalla Materia Grigia. La materia grigia ha molte circonvoluzioni (deve entrare nella scatola cranica), più circonvoluzioni ci sono, più si è intelligenti. Nel cervello di vitello abbiamo visto anche il cervelletto, che serve a controllare il nostro equilibrio, e i ventricoli. La corteccia è suddivisa i quattro lobi: lobo frontale, lobo temporale, lobo parietale e lobo occipitale. Il cervello si trova nella scatola cranica e tra il cervello e le ossa, ci sono da 60 a 200 ml di fluido cerebro spinale che viene cambiato tre volte al giorno attraverso il plasma e che serve ad attutire i colpi che può ricevere il cervello ed evitare eventuali danni. Abbiamo visto anche le meningi. Ma adesso arriva la parte più emozionante! Per prima cosa, Alessandra ci ha dato dei vasetti nei quali ha messo dei pezzetti di cervello con un po’ d’acqua e ci ha invitati a toccarlo; faceva un po’ schifo, anche perché puzzava un pochino, ma ci siamo fatti forza e l’abbiamo toccato e manipolato. Ognuno di noi aveva un micro cervello. A questo punto, il mio gruppo ha fatto un’osservazione che è tanto piaciuta alla maestra Amalia : abbiamo trasformato la zona di paura in zona magica di apprendimento, così abbiamo ampliato la nostra zona di confort. Abbiamo toccato anche un pezzo di vertebra di vitello con dentro il midollo spinale.


Nel cervello si trovano circa 100 miliardi di neuroni. I neuroni sono composti da un corpo cellulare e da ramificazioni di diversa lunghezza che servono a trasmettere le informazioni da neurone a neurone formando la sinapsi. Se non stiamo attenti in classe durante le spiegazioni, non si forma la sinapsi, così ci tocca studiare di più a casa. Inoltre, ogni area del cervello ha una funzione; udito, vista, tatto, comprensione del linguaggio, imparare e ragionare etc. La più interessante è l’area di Broca dove si formano dei nuclei per ogni lingua imparata prima degli otto anni. Ciò vuol dire che noi, nell’area di Broca, abbiamo almeno quattro nuclei; uno per l’italiano, uno per lo spagnolo, uno per l’inglese e uno per il catalano. Alla fine, abbiamo scoperto anche che ci sono degli alimenti di cui il nostro cervello è goloso: pesce e legumi. È stata davvero un’esperienza bella ed emozionante e speriamo che anche voi abbiate la stessa opportunità, anche perché ci siamo divertiti tanto, tanto, tanto.

Claudia, David P., Giorgio, Lorenzo, Luca,Lucia P., Martina,Mauro, Morgana, Paola


SANT JOR DI 2 3 APR I L E 2 0 1 3

I BAMBINI DELLE PRIME CONTRIBUISCONO ALLA LETTURA


GIORNATA EUROPEA 2013 Il nove maggio siamo andati a ricordare la giornata europea. Quando siamo arrivati alla scuola inglese ci siamo uniti alle altre scuole. C'era anche la scuola francese e visto che conosco questa lingua, il maestro Federico mi ha accompagnato da loro e mi ha presentato la maestra ma io mi sono sentito timido. Dopo un po' tutti si sono sistemati nei loro gruppi e abbiamo cominciato a cantare , ogni gruppo nella propria lingua. Infine hanno messo la la musica dell'inno europeo e tutti insieme abbiamo fatto una piramide con gli scatoloni che avevamo portato. Ci sono state fatte delle foto vicino alla piramide. Mi sono divertito un mondo! Il nove maggio scorso siamo andati alla scuola inglese per festeggiare la giornata europea. Eravamo sei scuole. Noi avevamo addobbato sei cubi come tutte le altre scuole. A noi erano toccati il cubo italiano, quello portoghese, quello tedesco, il lituano, il finlandese e quello svedese. Noi siamo stati i primi ad arrivare. In seguito sono arrivati i bambini accompagnati dai loro insegnanti delle altre scuole e abbiamo costruito una piramide con tutti i cubi mentre suonava l'inno europeo. Dopo ogni scuola ha cantato una canzone nella propria lingua e tutti insieme abbiamo giocato. Abbiamo anche fatto una bella merenda tutti insieme. Io ho conosciuto delle bambine della scuola inglese e abbiamo fatto una foto tutte insieme. Mi sono divertita un mondo! Classi terze


DIARIO DI BORDO...TUTTI A NAPOLI! Caro diario…. Oggi ti scrivo del viaggio di fine anno che noi bambini delle quinte elementari abbiamo fatto a Napoli! Lunedì 27 maggio 2013 Mi sono svegliato presto per finire di fare la valigia che era piccolina e sembrava che stesse per scoppiare. Mio papà mi ha portato in auto fino al terminal 1 dell'aeroporto di Barcellona. Lì mi aspettavano i miei compagni. Era tutto l'anno che aspettavo quel momento ed ero emozionatissimo. Una volta arrivati tutti ci hanno divisi in tre gruppi: il gruppo dei Lupi con la maestra Maria Rosa, il gruppo degli "Independents" con il maestro Carles ed infine il gruppo de Leones, con la maestra Velia ( il mio ). Questi gruppi sarebbero rimasti uguali per tutta la gita. Dopo aver fato il check-in siamo saliti sull'aereo e poi decollati. Il viaggio è stato abbastanza corto ma con parecchie turbolenze, per colpa delle quali due bambini si sono sentiti male. L'atterraggio è stato tutto sommato dolce e tranquillo. Abbiamo aspettato sull'aereo fino a che tutta la gente fosse scesa, poi siamo scesi anche noi. Abbiamo preso il bagaglio che stava in stiva e siamo usciti dall'aeroporto. Là fuori ci aspettavano i tre monitori che ci avrebbero accompagnatori per tutto il viaggio: Emanuele, Luana e la coordinatrice Claudia. Insieme a loro ci aspettava l'autobus in cui siamo saliti per andare alla pizzeria Trianon dove ci siamo pappati tutte le pizze ordinate, erano squisite. Con la pancia piena siamo andati a visitare la "Napoli sotterranea" e ci siamo pentiti di aver mangiato tanta pizza, visto che appena riuscivamo a passare da quei corridoi strettissimi. la guida ci ha spiegato che eravamo a quaranta metri sotto il suolo. La sera abbiamo giocato nel giardino del Vesuvian Institut. Martedì 28 maggio 2013 Ci siamo svegliati alle sei del mattino e abbiamo fatto colazione. L'autobus ci ha portato al porto di Napoli e da lì con il traghetto abbiamo raggiunto Procida. Era bellissima, sembrava un quadro, Napoli si vedeva piccola sul mare blu. A Procida abbiamo partecipato a dei giochi sportivi a staffetta e noi della scuola italiana abbiamo vinto il primo e il secondo premio. In seguito abbiamo ritirato i premi nel Comune di Procida, dei libri e delle magliette.La sera abbiamo festeggiato il compleanno di Anna e più tardi abbiamo visto un video sulle ville romane di Stabia e poi abbiamo giocato alle carte matte.


Mercoledì 29 maggio 2013 Ci siamo svegliati alle sette, abbiamo fatto colazione e siamo arrivati al Vesuvio alle nove. È stata una bellissima esperienza. All'inizio sembrava che stessimo salendo su una montagna normale ma mano a mano che salivamo si sentiva il freddo che ti congelava la faccia e ancora più su sembrava che stessimo in cielo. la guida ci ha informato che il cratere ha trecento metri di diametro e cinquecento metri di profondità. Non abbiamo potuto vedere il paesaggio a causa della troppa nebbia. Dopo aver comprato dei ricordini ed esserci riposati su una panchina siamo scesi e abbiamo mangiato. Siamo partiti alla volta di Ercolano dove siamo arrivati verso le tre e mezza. Qui Luciano ci ha fatto da guida e ci ha spiegato che fu Carlo III di Borbone a scoprire Ercolano sepolta. Siamo arrivati al hotel verso le diciannove, abbiamo cenato e dopo esserci fatti la doccia siamo andati a vedere la Napoli by night. Giovedì 30 maggio 2013 Non ci siamo svegliati molto presto, una liberazione! Dopo aver fatto colazione siamo partiti direttamente per Napoli, dove ci aspettava il nonno di Claudia che ci ha fatto da guida. L'incontro è avvenuto in Piazza del Gesù, un luogo pieno di bus turistici e con una grande statua al centro; la piazza si trova accanto al Decumano Maggiore una lunga strada pedonale. Con il nonno di Claudia abbiamo visitato molte chiese, ma quando si entrava i maschi dovevano togliersi il cappello. In una di queste abbiamo visto il Cristo Velato e tante altre statue. Una di queste era impressionante, am mi ha affascinato, era uno scheletro con tutte le vene che sembravano vere. Poi siamo andati al Parco Reale dove abbiamo giocato e fatto gli auguri alla figlia di Velia. Ripreso il pulmino siamo andati in un posto da dove si potevano ammirare delle vedute splendide: il golfo di Napoli, il Vesuvio e Posillipo. Infine siamo stati pure al Parco Virgiliano e poi abbiamo fatto ritorno in Hotel dove abbiamo visto un video della moda romana.


Venerdì 31 maggio 2013 Oggi abbiamo raggiunto Caserta, però qui abbiamo trovato la pioggia .Arrivati alla Reggia di Caserta ci hanno dato dei telecomandi per ascoltare la guida. Mi sono sorpresa nel sentire che il Re Borbone avesse tanti nomi: il Re delle due Sicilie, il Re Borbone Quarto, il Re Nasone ( per il suo naso) etc… Bè dicevo molto bella, meno qualcosa di sgradevole. gli ambulanti che vendevano, che pesanti! Fra le milleduecento stanze di cui è composta la Reggia abbiamo potuto visitarne solo quaranta. È difficile immaginarsi la vita di un Re in quell'infinito palazzo. Dopo siamo andati a San Leucio dove una guida ci ha spiegato come funzionava la produzione della seta. Questo stesso giorno abbiamo avuto una sorpresa: dopo la cena al lume di candela le maestre e i monitori avevano ingaggiato un vero dee-jej e abbiamo ballato. Siamo andato i a dormire sfiniti a mezzanotte, ma devo dire che è stata proprio una bella serata. Sabato 1 giugno 2013 In mattinata siamo andati a visitare una grande villa a Stabia. Poi il ritorno a Barcellona. Eravamo tutti molto tristi e appena siamo atterrati a nessuno di noi sono venuti quei sentimenti di libertà che abbiamo provato alla partenza, ma solo una strizza al cuore tipica dei momenti tristi. Ma poi tutti abbiamo pensato: "Napoli, torneremo torneremo!!


Associazione Amici Dello Sport C/ Setantí, 10 08034 Barcellona tel 0034 93 2801541/2030006 fax 0034 93 2052452

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A tutte le Persone, Istituzioni e Ditte che hanno collaborato alla: “XIª Giornata Sportiva per Tutti” Loro Sedi

Cari Amici. Lo scorso 26 maggio, presso le instsallazioni sportive del ”Sagrat Cor”, ha avuto luogo così come previsto la XIª edizione della “Giornata Sportiva per Tutti”. La giornata, che riprende una tradizione decennale, ha ottenuto un notevole successo sia per la partecipazione sia per le diverse e variegate attività ludico-sportive e gastronomiche che si sono svolte. Come sapete, la nostra associazione si regge grazie al lavoro volontario di molti soci e genitori e più in generale di appartenenti alla comunità italiana di Barcellona. Infatti solo per la realizzazione della giornata sono stati coinvolti nell’organizzazione e nella gestione delle attività 36 persone. Si può cosí affermare che, come negli anni precedenti, la festa ha ottenuto un notevole successo in termini di partecipazione e di attività che si sono svolte. Ciò è indubbiamente merito sia del lavoro svolto dai molti volontari impegnati nelle diverse attività, sia dal sostegno da Voi offerto in modo veramente ammirevole e generoso. Il numero di convenuti di questa edizione, è stato superiore a quello previsto, il che dimostra quanto queste iniziative siano necessarie e quanto rispondano ad un sentito bisogno della nostra comunità. Con il vostro sostegno, speriamo di poter continuare anche nel prossimo futuro a proporre e realizzare iniziative finalizzate alla socialitá, al mantenimento della nostra cultura e allo sviluppo del confronto dello scambio e dell’amicizia con le altre realtà culturali attive nella città di Barcellona. Le nostre feste “parlano italiano”, raccontano agli altri quello che noi siamo, la nostra gioia di vivere, il nostro “modo” di stare insieme: mangiare e bere bene! Giocare insieme. Nel ringraziarvi, ancora una volta cogliamo l’occasione per salutarvi. Barcellona, 04 giugno 2013

Il Presidente Associazione A.S. Lino Zago


EL DÍA DEL DEPORTE El domingo he ido a la fiesta del deporte. Ha sido muy divertido , porque había juegos muy chulos; estaban los hinchables y uno juegos más divertidos. Un juego era con el fusil, hemos tirado unas balas pequeñas en una hoja donde estaba la diana; otro era que tenias que saltar de pelota en pelota y fue muy divertido; con Helena hemos ido a unas cosas como las que sirven para que corran los hamnsters y Helena se ha puesta a gritar como loca. Después hemos ido a comer salchicha, carne de oveja, carne de cerdo, palitos que no me gustaban, la polenta (echa con harina de maiz), garbanzos con cebolla y el postre que no me gustaba.Ha habido un sorteo donde Anna G. ha ganado unos guantes rosa para la moto, y María ha ganado 5 kg de nutella y 2 botellas de vino. Esperemos que no haya bebido porque si no se emborracha….. Había un mago que hacía magias que eran muy divertidas. Los padres han participado en un partido de fútbol y yo los animaba.Cuando la fiesta se ha acabado algunas personas han ajumado a Lino (la persona que había organizado la fiesta) y me gustaba ver como trabajaban. Nos han regalado muchas cosa! Al final hemos vuelto a casa. Fue muy muy divertido! Silvia

FOTOGRAFIE DELLE DIVERSE ATTIVITÀ REALIZZATE NELLA GIORNATA DELLO SPORT



L'Eco di Sarrià