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– ANNO XXII n° 1 15 geNNAIO 2013 –

AUT.DR/CBPA/CeNTRO1 – VALIDA DAL 27/04/07

calcioscommesse Intervista al commissario tecnico della Nazionale italiana sul caso Farina

Prandelli: ecco il calcio pulito «Educazione, prevenzione e controlli: le chiavi per restituire dignità a questo sport»

si può ancora avere fiducia nel calcio: la storia di simone Farina lo dimostra. Dalla denuncia del tentativo di combine all’avventura in inghilterra come “community coach”. un esempio positivo raccontato attraverso le parole di Prandelli e di chi lo ha conosciuto a gubbio.

la storia

la suora che parla d’amore Piuttosto che informarsi sul web, i ragazzi affollano i suoi incontri 

servizi a Pag. 7

Femminicidio

Quel record di cui vergognarsi Anche il 2013 si apre all’insegna della violenza contro le donne. «Ho sbagliato tutto e loro non dovevano più soffrire». L’assurda confessione: per risparmiarle dalla sofferenza le ha uccise a colpi di martello. Moglie e figlia disabile. È accaduto il 16 gennaio scorso, a Cavour, in Piemonte. Ma non si tratta più di casi isolati, ormai è un’emergenza. Violenza e femminicidio sono all’ordine del giorno. L’Italia è il paese in Europa con il più alto numero di femminicidi e violenze consumate tra le mura domestiche. Nel 2012, secondo un rapporto redatto da Istat e Telefono Rosa, sono state oltre 100 le vittime: una donna uccisa ogni due giorni. Si è passato da un omicidio ogni tre giorni, dati per il 2011, a quelli attuali, che suscitano preoccupazione crescente. Gli autori di questi delitti, inoltre, sono quasi sempre mariti, ex fidanzati, amici o persone che appartengono alla famiglia. Lo scorso marzo era stata Rashida Manjoo, la relatrice speciale delle Nazioni Unite, ad utilizzare questo termine per parlare della violenza contro le donne in Italia. Crimini inammissibili e ingiustificabili, che sono stati definiti nel rapporto Onu di giugno «di Stato». Un fenomeno, quello del femminicidio, che va analizzato attentamente, per comprenderne le radici. Le istituzioni pubbliche dovrebbero tentare di attuare politiche per prevenirlo. «Un crimine di Stato tollerato per incapacità di proteggere e tutelare la vita delle donne, che vivono diverse forme di discriminazione e violenza durante la loro vita. In Italia, sono stati fatti sforzi da parte del Governo» è l’analisi dell’inviata Onu. Ma non bastano. soPhie tavernese

CRONACA Umbria:  ogni giorno tre patenti  ritirate  per alcool. E i controlli sono in aumento servizi a Pag. 3

Due

ragazzi si abbracciano in riva al lago.

sono

i giovani i Destinatari Del messaggio Di suor roberta

Roberta Vinerba, suora francescana, parla dei suoi incontri  incentrati  sul  tema  dell’amore  e  della  sessualità. Questi  appuntamenti,  dal  nome  “Se  questo  è  amore”, sono  indirizzati  ai  giovani  di  diverse  fasce  d’età,  dalle scuole medie alle superiori.  L’obiettivo  di  suor  Roberta  è  quello  d’insegnare  l’amore ai ragazzi partendo dalla conoscenza del proprio corpo. Da qui si sviluppa poi un percorso che passa attraverso canzoni, video, immagini, poesie.  L’eco riscosso negli anni precedenti ha varcato i confini dell’Umbria  portandola  a  tenere  incontri  anche  in  altre regioni d’Italia.  servizio a Pag. 5

REPORTAGE

Una notte con la volante della polizia per indagare su crimine, droga e  prostituzione  servizio a Pag. 2

INTERVISTE Dal 1851, a Ponte Valleceppi  il fornaio Faffa  continua la tradizione di famiglia servizio a Pag.4

un mare di parole

in balia di spread e spending review È stato l’anno dello spread. Anzi no, è stato l’anno di Batman. Ah no, ecco! È stato l’anno dei Maya! Quali sono le parole che hanno segnato il 2012? È un esercizio che si ripete, puntuale, ogni anno. Scampato il pericolo fiscal cliff, schiacciati dai vincoli del fiscal compact, che fine ha fatto la spending review? L’aveva proposta il governo tecnico di Mario Monti, l’economista in loden prestato alla politica. La sua Agenda ha previsto molto rigore, poca equità e poca crescita. La ministra del welfare Elsa Fornero è inciampata nel pasticcio-esodati; ha definito i giovani troppo choosy, troppo schizzinosi sulla scelta del lavoro. Ma forse alla fine la ricorderemo per le lacrime versate sulla riforma delle pensioni. Nell’anno delle primarie sembra dunque che le uniche parole a non esser state rottamate siano i tanti anglicismi che contagiano l’italiano. Sia chiaro: nessuna nostalgia del fascismo, quando si traducevano i nomi propri di persone o di città, trasformando ad esempio Courmayeur in Cortemaggiore. Ma la nostra lingua subisce più di altre l’influenza dell’inglese: molti linguisti si sono interrogati sul fenomeno, senza cedere però ad allarmismi. Tullio De Mauro, ad esempio, non teme la contaminazione ma l’analfabetismo di ritorno. E se su Twitter si usa un linguaggio semplificato, anche l’anti-politica, cavalcata da Beppe Grillo, se ne nutre. Un anno di naufragi. Non solo la deriva economica della Grecia, ma anche il disastro della Costa Concordia, la nave da crociera arenatasi al largo dell’isola del Giglio: tragico emblema di un’Italia corrotta e abbandonata dai suoi capitani. Vi ricordate Fiorito? Er Batman di Anagni che utilizzava fondi pubblici per pagare ville, macchine e cene a base di ostriche? E le feste travestiti da maiali? Una deriva di senso civico diffusa in tutta la società. Anche così si spiegano ì 100 e più casi di femminicidio nel 2012, il trionfo di un egoismo sfrenato che trasforma l’amore in possessione e le donne in oggetti. Si è parlato molto di Pussy Riot, tre irriverenti cantanti punk che hanno trasposto in musica la protesta anti-Putin; di Unione Europea, insignita del Premio Nobel per la pace in uno dei momenti più difficili della sua storia. Ma c’è anche una percentuale che non sarà dimenticata, specie da Mitt Romney: il 47%, ovvero gli americani che il candidato repubblicano ha definito “parassiti” in una cena elettorale. Non sapeva di essere ripreso e, soprattutto, che questa gaffe gli sarebbe costata la Casa Bianca. A Washington il Presidente è ancora Barack Obama e si guadagna la copertina di Time come “persona dell’anno”. Un privilegio che sarebbe potuto toccare ad un’italiana: la fisica Fabiola Giannotti, capo del gruppo di scienziati del CERN di Ginevra che ha confermato l’esistenza della particella di Dio, il bosone di Higgs. Se le parole sono importanti, allora possono servire anche per raccontare un anno. Dato che la fine del mondo non è ancora arrivata, l’appuntamento è per fine 2013. laura aguzzi

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antonio bonanata


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il viaggio: una notte con la polizia per le strade di Perugia per scoprire come è cambiata la prostituzione negli ultimi anni

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“Droga e armi, qui finiscono i soldi del nuovo mercato del sesso”

fruttamento della prostituzione non più mezzo per formare gruppi ibridi. Se la prosti- stituzione è tornato ad essere solo un problema poliziotti non rimane che applicare il codice delcome fine ultimo, ma come mezzo con il tuzione è l’attività che li accomuna, i profitti gua- di decoro urbano». la strada: «Magari li multiamo perché non hanquale le organizzazioni criminali si assicu- dagnati vengono investiti diversamente. I romeCercando nei loro sguardi bassi, ci accorgia- no la cintura, perché si fermano ad un incrocio rano profitti da investire in settori più remune- ni si distinguono per reati contro il patrimonio. mo che il problema sembra essere un altro: que- e intralciano il traffico. Così almeno li mandiarativi come quello della droga e delle armi. Co- Furti in primis, dove le stesse donne ricoprono ste donne sono merce per arricchire le organiz- mo via».. sì si è evoluto il mercato del sesso. ruoli di primo piano. Le bande di albanesi inve- zazioni che le controllano. Molte di loro finiscoAllontanati i clienti, continuiamo il nostro giUn cambiamento che non è sfuggito alle for- ce hanno in pugno il traffico della cocaina, sia no nel giro ingannate dagli stessi fidanzati, loro ro. La meta è via Settevalli. Di giorno una delle ze dell’ordine che spiegano: «L’attività investiga- all’ingrosso sia al dettaglio». connazionali. strade più trafficate, di notte destinazione di cotiva si è allargata: per noi scovare un gruppo deLe donne che incontriamo nella zona di SanDice il giornalista Alvaro Fiorucci: «Una vol- loro che accompagnano la prestazione sessuale dito allo sfruttamento t’Andrea delle Fratte so- ta arrivate in Italia si affidano al consumo di drodella prostituzione è solo no diverse dalle nigeria- a uomini che da fidanzati si ghe. Settevalli è il il primo gradino di una ne. Probabilmente alba- trasformano in sfruttatori. regno dei transespiramide. Una piramide nesi, sembrano spaven- Uscire dal racket della prostisuali. Principalal cui vertice ci sono ortate: appena si accorgo- tuzione diventa quasi imposmente brasiliani. ganizzazioni internaziono di noi, scappano. sibile. Vengono minacciate Stefania, operatrinali ormai ben strutturace del gruppo di te ed interconnesse tra unità di strada Caloro». biria dice: «I trans I nuovi volti della prosono particolarstituzione li abbiamo vimente aggressivi. sti da vicino. Un viaggio Superato un certo per le strade di Perugia a orario non si riefianco di una volante delsce a comunicare. la polizia per capire le raL’uso di alcol e colucciole Dell’est euroPa dici del cambiamento. caina li rende imun Poliziotto Ferma un cliente Sono le 22 di un freddo lunedì di gennaio. Il prevedibili». Nato parcheggio davanti la questura è vuoto. Ci sianel 1998 e gestito mo solo noi. Pochi minuti e la volante inizia il da Arcisolidarietà, il progetto Cabiria è finanziagiro di controllo. Noi li seguiamo. to dal ministero delle Pari opportunità e dalla La prima tappa è il percorso verde, vicino alRegione. Un gruppo di sei donne che fa assilo stadio. È lì che stanno le nigeriane. Si confonstenza alle prostitute: distribuiscono preservadono nel buio tra gli alberi. Quando ci avviciniativi e offrono bevande calde. Di notte il giro como l’espressione del loro viso cambia. La paumincia da via della Pallotta, di giorno si spostara le rende aggressive. Pochi attimi e da terra no al Pantano. Cabiria è l’intermediario tra le raccolgono dei sassi. Sono abituate a difendersi. lucciole e i servizi sanitari. Stefania racconta: «Il Dall’Africa all’Europa: un viaggio a cui molte nostro obiettivo è indirizzare queste donne vernon sono sopravvissute. Chi ce l’ha fatta, alla viso l’autonomia. ta si è attaccata con i All’inizio le acdenti. compagniamo nelAlvaro Fiorucci, cale Asl e nei consulporedattore del Tgr tori. Sono infatti Umbria: «Nella prostinumerose le intertuzione nigeriana, sono ruzioni di gravispesso le stesse donne a danza volontaria. raggiungere posizioni di Molte nigeriane comando. Quelle che usano un farmaco riescono ad affrancarsi che danneggia gratalvolta tengono in mavemente il fegato no i fili dell’organizzaper abortire, si zione». tratta di situazione Ma come funziona la sempre al limite. criminalità nigeriana? Per noi è imporNegli ultimi anni, gli in basso la zona Dello staDio, mèta Delle nigeriane tante fare informaun agente chieDe invano i Documenti introiti che derivano dal anche le lozione sulla prevenDurante un controllo mercato del sesso hanno sempre meno peso. È Spesso, come ci ha poi ro famiglie zione di gravidanze lo spaccio di droga, soprattutto eroina, a riem- raccontato la giornalinei paesi d’origine». ma soprattutto di malattie veneree. Abbiamo anpire le casse. Un traffico all’ingrosso destinato sta del “Messaggero” Sono tante quelle che si che un numero a cui loro possono chiamare per a piccoli spacciatori – soprattutto magrebini – Vanna Ugolini «sono suicidano per la vergogna. avere assistenza. Molte ci chiedono aiuto per che popolano le vie del centro. vittime di compravenAltre – raccontano le for- cercare un altro lavoro». Il nostro viaggio continua. Prendiamo la Tra- dita. Molte di loro soze dell’ordine – vengono Ma un altro lavoro non è facile da trovare simeno Ovest in direzione Corciano. All’altezza no vere e proprie assoggettate dalle organiz- senza documenti. Arrotondare si può. Come? di Madonna Alta le lucciole sono quasi tutte del- schiave. L’Umbria non zazioni. Basta un piccolo «Affiancando la vendita di droga alla prestal’Est Europa. La volante si ferma un paio di vol- è esente da questo tipo regalo perché la figura del zione sessuale. I primi a capirlo sono stati i trans, te per fare dei controlli. Quando i poliziotti chie- di lesione dei diritti cicarnefice diventi ambigua. seguiti dalle nigeriane» conferma la polizia. dono i documenti alle ragazze, la risposta è sem- vili. C’è stato un perioPer queste donne denunOrmai si è fatta mezzanotte. Salutiamo i novolante al lavoro Per le straDe Del caPoluogo pre la stessa: non ce li abbiamo, siamo romene. do – che va dalla seciare diventa difficile, anzi, stri compagni di viaggio. La volante si allontana. Sanno che è la miglior risposta per evitare pro- conda metà degli anni ’90 ai primi anni duemi- talvolta è più facile diventare complici. Tornando verso casa rallentiamo davanti a una blemi. L’entrata della Romania nell’Unione eu- la – in cui i cittadini di Perugia si sono fatti caPoco dopo la volante si ferma in via Sandro fermata dell’autobus. ropea ha determinato importanti cambiamenti. rico di questo problema. Il Comune si è anche Penna. Ci sono dei clienti che affiancano due Una prostituta con lo sguardo basso è in atDicono le forze di polizia: «Per le organizzazio- costituito parte civile in alcuni processi. Non è lucciole dell’Est. La polizia si avvicina, ma può tesa del prossimo cliente. Vedendoci arrivare ci ni romene è vantaggioso essere cittadini comu- stata solo un scelta di immagine. Ha garantito a fare ben poco. La prostituzione non è un reato. guarda negli occhi. Le facciamo un cenno di sanitari. Le frontiere per loro sono ormai aperte. queste donne dei diritti come l’assistenza in tri- Fino allo scorso 31 ottobre era in vigore un’or- luto. Ci sorride. Quello ancora non gliel’ha Un tempo i loro principali rivali erano gli alba- bunale e l’inserimento in programmi di prote- dinanza del Comune. La multa – fino a 450 eu- strappato nessuno. nesi, adesso operano insieme. I matrimoni tra zione. Adesso? L’attenzione dell’opinione pub- ro – colpiva chiunque si fermasse a parlare con nicole Di giulio michela mancini persone appartenenti alle due comunità sono il blica e delle istituzioni è calata. Quello della pro- una prostituta. Ma la norma ora è decaduta e ai


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I maggiori controlli fuori dai locali notturni durante il week end: il popolo della notte è quello più colpito dalle sanzioni

sempre più ubriachi alla guida Sono 2300 le patenti ritirate in due anni. Il 20% dei multati sono stranieri che avevano bevuto troppo prima di mettersi al volante

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na media di tre patenti al giorno. Non gianti campagne di sensibilizzazione non semsono quelle che vengono rilasciate dal- brano purtroppo ottenere l’effetto desiderato. la motorizzazione civile ma quelle che le Nel 2011 le patenti ritirate per guida in stato forze dell’ordine ritirano a chi guida dopo aver d’ebrezza sono state 1131, i cittadini finiti in tribunale 157 e quelli che se la sono cavata con una alzato il gomito. Nel 2012 le patenti che dalle tasche degli auto- sanzione amministrativa 974. Luciano Bondi è il responsabile mobilisti sono finidei servizi delle te negli archivi di Asl umbre di alpolizia e carabiniecologia e riesce ri in Umbria hanno anche a lui diffiraggiunto quota cile spiegare il 1103. Quasi un mifenomeno: «La gliaio di persone, legge prevede 973 per l’esattezza, che per riavere guidavano con un la patente ci detasso di alcol nel ve essere una sangue di poco sucommissione periore ai limiti apposita per vaconsentiti per legge lutare la perso(tra 0,5 e 0,8) e per na che è stata loro ci sarà solo una soggetta al conmulta che parte da agenti Della Polizia Di straDa Durante un controllo Fuori Di un locale trollo. Nella euro 527 ma che maggior parte dei casi basta un colloquio e una può arrivare a euro 2.108. Situazione ben diversa per chi al momento del- certificazione ma quando ci si trova difronte ad l’alcoltest aveva alzato il gomito per davvero. In un bevitore abituale le cose cambiano e servo130 dovranno vedersela con la giustizia e rischia- no percorsi di assistenza. Tanto per dare una no l’arresto da sei mesi ad un anno con multe per idea, in questa commissione finiscono 2000 famigliaia di euro. Numeri praticamente identici a scicoli all’anno». È sempre più difficile però tracquelli del 2001, a dimostrazione che le tambureg- ciare il profilo del bevitore: «Non viene solo l’

“ubriacone” stereotipato. Il consumo è alto so- e proprio. Il pubblico ministero Francesco Fioprattutto tra i giovani, spesso giovanissimi e nel- relli spiega come funziona: «La competenza di la fascia di età tra i 30 e i 40 anni. Abbiamo a che questi provvedimenti spetta ai giudici monocrafare sia con il muratore che con l’avvocato che tici e, solo per dare qualche dato, ogni giorno socon lo studente con tutti trenta all’università. lo nelle sezioni distaccate dei tribunali di Todi e Manca in primis la consapevolezza di capire che Folgino ci sono quattro o cinque udienze riservate al reato 186 se si beve non si del codice della deve guidare.In strada, quello che nessun caso». punisce la guida in Capitolo a parte sostato di ebrezza alno gli stranieri e un colica. Per di più ruolo lo ha anche la c’è una tendenza crisi economica: «I alla recidiva e ogni nostri dati parlano due tre anni molti chiaro – conclude finiscono di nuovo Bondi – se in Umdavanti al giudice. bria c’è uno stranieL’accertamento del ro ogni dieci abireato è difficile: «È tanti, da noi su 100 solo grazie al lavopatenti ritirate 20 ro dei carabinieri, al sono di immigrati. controllo su strada Il motivo? Forse semPre Di Più le Patenti ritirate Da Parte Delle Forze Dell’orDine e allo scontrino che provengono da paesi in cui c’è una diversa cultura automobilistica. Una esce dalla apposita macchinetta che possiamo altro fattore è la disoccupazione che purtroppo poi garantire giustizia». Sempre che non venga incide sia per gli italiani che per gli stranieri. Non mangiato come ha fatto senza pensarci su due avere lavoro non aiuta a risollevarsi da situazioni volte un giovane straniero fermato a Bastia lo scorso 6 gennaio per sfuggire ai poliziotti dopo critiche». Per chi viene fermato e “sballa” l’acoltest con va- aver soffiato nell’etilometro. nicola mechelli lori che superano lo 0.8 parte un processo vero

ecco quanto si può bere rispettando i limiti di legge

beffe (false) all’etilometro

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330cc

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Su internet spopolano le contromisure ma occhio alle “bufale”

na delle preoccupazioni più frequenti di chi si mette alla guida di un’auto, dopo avere  bevuto  è  quello  di  essere  multati  e puniti  con  la  sospensione  della  patente. Ecco allora che in rete e sui siti specializzati impazzano i rimedi “fai da te”.  Le  mentine  eluderebbero  l’apparecchio, stessa storia per il dentifricio che dovrebbe mascherare l’ aver bevuto troppo. Di cose

ventisei nuovi autovelox a Perugia Automobilisti sull’orlo di una crisi di nervi e il Ministero boccia gli “speed check” uasi 17.000 le multe fatte per eccesso di velocità in Umbria, secondo i dati forniti dalla polizia stradale nel solo 2012. Se da questo punto di vista si registra un incremento rispetto all’anno precedente, sono invece, fortunatamente, diminuiti del 12% gli incidenti stradali. «Questo anche grazie alle politiche di sicurezza portate avanti a livello comunale», afferma l’assessore alla mobilità del Comune di Perugia, Roberto Ciccone, «il futuro va in questa direzione e i rilevatori sono efficaci perché tengono sotto controllo la velocità in punti nevralgici come il centro cittadino o in prossimità delle scuole». già, perché invece dei dossi, a Perugia e nelle frazioni limitrofe, sono spuntati come funghi gli “speed-check”, i controllori di velocità dei veicoli. «In realtà sono dei semplici dissuasori», spiegano dalla Questura di Perugia, «scatole che possono contenere, o meno, un rilevatore ma che in ogni caso hanno un alto potere deterrente». Funzionano così: all’interno di un qualsiasi speedcheck può essere installato l’autovelox, mentre gli altri sono quasi sempre vuoti. Per fare la multa, è necessaria la presenza di un vigile, ma comunque, l’automobilista rallenta sempre anche solo per non rischiare di andare incontro a spiacevoli sorprese. Possono essere attivi anche di notte e si vedono da lontano grazie alla inconfondibile luce azzurra. Solo a Perugia in poco tempo ne

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tutino o sul sito internet della polizia di stato». Ma il proliferare degli apparecchi, oltre ad un aumento delle contravvenzioni, ha portato in dote anche critiche, come quella del presidente dell’Adoc, associazione che difende l’orientamento dei consumatori, Angelo garofalo: «Si continua a tartassare i cittadini senza garantire servizi migliori. Perché il Comune non pensa prima di tutto a sistemare le strade comunali che sono pericolose e piene di buche?». Un motivo in realtà sembra esserci: «La triste verità è che qui si vuole solo fare cassa e si trova sempre un modo nuovo per riuscirci». una Provocazione contro gli autovelox a Perugia Intanto c’è chi non confondere con i quattro autovelox della su- la prende con ironia e dà all’autovelox sembianperstrada, sempre attivi», spiega l’ispettore della ze umane: la simpatica “scultura” con tanto di polizia stradale giancarlo gimozzi, «mentre per minacciosa macchina fotografica, è apparsa in quanto riguarda le postazioni mobili, vengono città nei primi giorni di novembre. gioco o proorganizzate giornalmente ed è disponibile una testa? mappa aggiornata nel telegiornale regionale matFeDerico Frigeri sono stati installati ventisei. Ma proprio nel mese scorso, una nota del ministero dei Trasporti ha stabilito che «non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal codice della strada e dunque per essi non risulta concessa alcuna approvazione». Questo aprirebbe la strada a decine di ricorsi. «Ma gli speed-check urbani, non sono da

bizzare  ce  ne  sono  eccome:  fantasioso  il rimedio  casalingo  per  cui  ingerendo  un cucchiaio di olio di oliva, questo, una volta nello stomaco, impedirebe all’alcol di salire. Ma c’è di più: uova, pile, succo di limone e dentifricio ma l’unico modo per non correre  realmente  rischi  rimane,  ovviamente,  il non bere. n.m.

Dimmi

Quanto corri e ti Dirò Quanto Paghi

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anto gli speedcheck cittadini, che gli autovelox della superstrada o le postazioni mobili della polizia stradale, hanno un margine di tolleranza del 5%. Una volta superato lo scarto scattano le sanzioni. La legge (articolo 142 del codice della strada) distingue quattro fasce e prevede pene più severe per neopatentati e conducenti professionali:

1 Limite superato di non oltre 10 Km/h: multa da 39 a 155 euro

2 Limite superato di oltre 10 km/h: multa da 155 a 624 euro e decurtazione di 3 punti dalla patente.

3 Limite superato di oltre 40 km: multa da 500 a 2000 euro, decurtazione di 6 punti dalla patente e sospensione del documento da uno a tre mesi.

4 Limite superato di oltre 60 km/h: multa da 779 a 3119 euro, decurtazione di 10 punti dalla patente e sospensione del documento da sei a dodici mesi. F.F.


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STORIE E INTERVISTE

Il forno, nato a Ponte Valleceppi oltre 160 anni fa, ha partecipato a numerose attività, come quella di “Pane libera tutti” 

un pane più antico dell’italia

La storia del fornaio Luigi Faffa che porta avanti l’attività fondata dal suo trisavolo nel 1851: «La cosa più bella è lavorare con mia moglie»

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ntrando dal Fornaio Faffa di Ponte Val- per le scuole volto a promuovere la conoscenza tano conquiste, sarà la vita che lo dirà». uniti, come ho visto del resto per mio padre e leceppi ci si trova davanti ad un negozio della cultura e della storia del pane. «Siamo stati Quando gli si chiede di che cosa è più orgo- mia madre». totalmente fatto di legno. «Mio padre di- tra i promotori di queste manifestazioni che si so- glioso, Faffa non ha dubbi. «Sono contento di Dopo Luigi la gestione del locale passerà alla ceva che il legno e il pane no tenute anche grazie al aver saputo trafiglia Valentina di erano due cose calde, che nostro presidente della Ca- mandare un me32 anni che, dopo vanno d’accordo» spiega mera di commercio, gior- stiere di famiglia, essersi laureata con Luigi Faffa, 62 anni, il gio Mencaroni. gli abbia- di aver conservato il massimo dei voti proprietario di questo mo presentato questo pro- una certa identità in Conservazione forno fondato dal suo trigetto che noi avevamo già artigiana e allo dei beni culturali savolo ed omonimo nel sperimentato qui nelle no- stesso tempo di all’Università di Pe1851. La storia di questa stre scuole elementari di aver guardato alrugia, ha deciso di famiglia è intrecciata con Ponte Valleceppi per vari l’innovazione in continuare l’attività il mestiere che svolge da anni – racconta Faffa – è maniera buona». di famiglia. Questa più di 150 anni. stato entusiasta di raccoLavorare con la scelta ha sorpreso «Noi siamo nati qui gliere questa nostra idea e propria famiglia lo stesso Luigi. «A dentro – spiega Faffa – poi l’ha fatta diffondere ed rappresenta inolnoi l’ha detto una abbiamo fatto le cose che è stato un successo strepi- tre uno stimolo sera a cena, a me e fanno tutti i ragazzi: siatoso. Hanno partecipato costante. «Sembra a mia moglie, eraluigi, Del Forno FaFFa Di Ponte vallecePPi l’entrata Del Forno FaFFa mo andati a scuola, abbia500 ragazzini a cui abbia- che andiamo convamo tutti e quatmo giocato, ci siamo divertiti, però il nostro pun- mo fatto vedere dalla raccolta del grano al pane trotendenza ma la cosa più bella è lavorare insie- tro insieme all’altra figlia. Ci siamo un po’ comto di riferimento, quando io e mio fratello erava- finito». me alla propria moglie e quindi creare una atmo- mossi e ancora mi commuovo, come è normale mo bambini, era il forno». Luigi ha iniziato a faLa vita del fornaio non è tutta rosa e fiori. «È sfera familiare di litigio e di perdono e di com- perché noi non abbiamo mai costretto i nostri fire questo lavoro nel 1975, a 23 anni, riprenden- una vita improntata al sacrificio, alle rinunce, poi plicità continua, dalla notte al giorno, dalla mat- gli a venire a lavorare con noi». È la stessa Valendo l’attività che il padre Enzo, morto due anni dopo se questi sacrifici, queste rinunce diven- tina alla sera. Questo ci ha reso particolarmente tina a raccontare il perché di questa decisione. prima, aveva deciso di dare in affitto, non poten«Ad un certo momento è scattata una molla che do più seguirla a causa delle sue cattive condiziomi ha fatto dire che forse per me il bene cultuni di salute. Secondo il signor Faffa è proprio rale più grande è la mia famiglia e allora ho dea uerra Del ale questo attaccamento alla tradizione e ai suoi vaciso di aiutarli». Ma cosa si aspetta il forno FafUna delle caratteristiche del pane umbro è quella di essere sciapo, vale a dire senza lori che ha contribuito alla longevità del forno. fa per il futuro? «Noi siamo vissuti qui dentro, anche a contatto sale. Il motivo viene fatto risalire al 1540, quando il papa Paolo III impose ai perugini di «Ho visto che mia figlia si è impegnata in pricon l’operaio che lavorava con mio padre, per cui comprare il sale dalle saline pontificie ad un prezzo maggiorato. I cittadini decisero quin- ma persona a portare avanti questa attività: noi di  di  limitarne  al  massimo  il  consumo,  arrivando  a  non  utilizzarlo  neanche  per  fare  il ci siamo tramandati queste esperienze». crediamo, se buon sangue non mente, che lei si pane. Le tensioni sfociarono in quella Guerra del Sale che sancì la fine dell’autonomia di Negli anni il forno Faffa è riuscito non solo a impegnerà con tutte le sue capacità, le energie e Perugia e la sua sottomissione allo Stato della Chiesa.  conquistare premi e riconoscimenti, come quella sua intelligenza per poter proseguire questa atNegli ultimi anni alcuni studiosi hanno messo in dubbio questa spiegazione, notando lo del “Torcolo di San Costanzo”, ottenuto nel come  il  pane  senza  sale  si  possa  trovare  anche  in  Toscana  e  in  altre  zone  del  centro tività che oggi dà da mangiare a cinque famiglie 2000, ma ha anche partecipato a numerosi pro- Italia. Nonostante questo, la Guerra del Sale è uno degli avvenimenti più celebri della e non credo che sia poco per una piccola realtà getti ed attività. Tra queste quella che ha avuto più storia umbra, tanto da ispirare anche alcune rievocazioni storiche.  come la nostra. Anche di questo ne siamo ben successo è stata “Pane libera tutti”, un progetto felici». giulia sabella g. s.

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arsi spazio con garbo tra chi insegue i miti della società dello spettacolo, coltivare la propria passione a costo, talvolta, di recitare la parte dell’antipersonaggio. Non sono facili le sfide che vuole affrontare Valeria Farinacci, 19enne ternana in corsa per la dodicesima edizione di “Amici”, il talent show di Maria De Filippi a metà tra format artistico e reality di consumo.Valeria ha superato i provini e, dopo la puntata del 22 dicembre su Canale 5, le è stata assegnata una “maglia di sfida”: per entrare tra i finalisti, dovrà duellare con uno dei 26 prescelti e ribaltare il verdetto che, per il momento, le ha conferito il ruolo di “lucky loser”. Un limbo che la giovane cantante, iscritta al primo anno di biotecnologie all’Università di Perugia, vive con la leggerezza di spirito di chi possiede valori certamente inattuali per i canoni delle moderne fiere della vanità: “Il canto è sempre stata una mia grande passione, ma non ho mai voluto dedicargli troppo tempo per non trascurare lo studio. Forse è per questo che mi sono guadagnata l’etichetta di “secchiona” (ride). L’esperienza ad “Amici” è arrivata per caso e l’ho provata per togliermi uno sfizio. Diventare una cantante affermata sarebbe ovviamente un sogno, ma nella vita non c’è solo questo. Il prossimo anno riproverò il test di medicina e in futuro, se non sul palco, mi vedo a lavorare in ospedale”. Come ha coltivato in passato la passione per il canto? Da piccola ho preso parte allo “Zecchino d’Oro”, poi alle medie e al liceo ho fatto una scuola di canto, ma sempre con tempi ristretti per potermi concentrare sullo studio. È una questione di priorità, e la mia in questi anni è stata la scuola. Non ho mai fatto concorsi, tut-

valeria Farinacci

nella Puntata Di

“amici”

maria De FiliPPi

Valeria Farinacci, 19enne ternana, è in gara nel talent show “Amici”

cantante per passione, in tv per caso

t’al più mi esibivo nel saggio scolastico di Natale! È cambiato qualcosa in questo senso dopo la partecipazione ad “Amici”? In parte sì, perche questa esperienza mi ha fatto capire che devo lavorare molto per migliorare nel canto, e che devo provare a dedicare più tempo a questa passione anche partecipando a concorsi in giro per l’Italia. In un certo senso, è come se la partecipazione ad “Amici” mi avesse sbloccata, mi avesse dato quel pizzico di “faccia tosta” che forse prima mi mancava. Questo non significa abdicare al mio carattere in parte timido e riservato, che considero una risorsa. Crede che questa timidezza l’ abbia penalizzata nel momento in cui la giuria ha dovuto scegliere i finalisti?

Da una parte sì, nel senso che sono state selezionate persone non solo abili (e forse non sempre così abili) dal punto di vista artistico, ma anche molto sfacciate, determinate a volte fino all’eccesso, ragazzi dalla personalità forte e che forse è più facile “costruire” come personaggi televisivi a tutto tondo. Da un altro punto di vista, però, credo che il mio antidivismo, il mio essere lì un po’ per caso, li abbia incuriositi. A conferma di questo mi hanno fatto saltare diversi provini intermedi, catapultandomi quasi subito nella fase finale. Come descriverebbe gli altri concorrenti? Con alcune persone mi sono trovata bene e sono nati rapporti di amicizia; non posso negare che altri erano talmente convinti di voler sfondare nello show da apparire quasi invasati, gente che provava magari da anni la strada del

successo in televisione senza nel frattempo essersi dedicata ad altro. Il mio approccio è stato molto diverso, tanto che molti miei amici nemmeno sapevano della partecipazione. È poco “commerciale” anche nei gusti musicali? Sicuramente sì. Mi piacciono in realtà moltissimi tipi di musica, dal jazz all’hip hop. Per quanto riguarda però la musica italiana, amo soprattutto quella d’autore. Non credo di avere dei veri e propri modelli tra i cantanti e i gruppi che oggi vanno per la maggiore. Me ne piacciono alcuni, questo sì, ma ad una canzone di Laura Pausini ne preferisco di gran lunga una di De André! Le piace leggere? Amo moltissimo leggere, soprattutto i romanzi. Ho poi delle passioni in particolare, come ad esempio D’Annunzio. Ultimamente sto leggendo “Anna Karenina” e ho promesso a me stessa di finirlo il prima possibile! Seguo molto anche l’attualità attraverso i giornali, non solo quelli italiani. Ho scaricato l’App del New York Times, anche perché mi interessano le lingue straniere. Ho fatto il classico a sperimentazione linguistica e ho preso diverse certificazioni di inglese e francese. Una sete di contenuti, quella di Valeria, che va oltre il canto e che produce un inevitabile e sano minimalismo nella ricerca dell’apparenza. Ai giudici di “Amici” è piaciuta, e la sua posssbilità potrà giocarsela, nel programma e in futuri concorsi. Consapevole che, se dovesse andare male, nella vita c’è anche dell’altro, ed è importante aver avuto l’intelligenza di costruirselo. luca seraFini


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STORIE E INTERVISTE

Una vita fatta di esperienze a volte contrastanti ma sempre dedicata all’attenzione verso il mondo dei giovani

a lezione d’amore con suor roberta “Se questo è amore...” è il nome del ciclo di incontri dedicato ai giovani di diverse età, dando spazio alla corporeità e ai loro sentimenti

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orte, decisa, con tanta voglia di ascoltare A chi sono indirizzati i corsi e come si sono e farsi ascoltare. Questa è, in sintesi, suor evoluti nel tempo? Roberta Vinerba, francescana, catechista Sono cambiati moltissimo. All’inizio erano apere teologa moralista che incontriamo alla Chiesa ti a giovani di tutte le età, dagli studenti del liceo di Prepo Alto, a Perugia. Una donna che prima ai quarantenni. Via via ho cominciato a differendi prendere i voti era fortemente anticlericale, ziare i corsi sia per età che per contenuti. L’anno scorso, agli incontri dedicati ai una femminista militante di estreragazzi delle medie, hanno partecima sinistra. Un cambiamento enorio non pato più di seicento ragazzi. Perciò, me, dunque, quello di diventare impongo quest’anno sono stata costretta ad suora che, però, ha lasciato intatto niente, introdurre il numero chiuso, per un il suo animo da combattente. Tutmassimo di 150 ragazzi; le domanto ciò traspare pienamente dalguido de sono state 280. Poi ci sono gli l’esperienza di “Se questo è amoi giovani incontri con i ragazzi del primo re…”, un ciclo di incontri tenuti da nel triennio delle superiori e, infine, suor Roberta ad adolescenti (e non solo) per sensibilizzarli sul tema ragionamento quello per i giovani dai diciassette anni in su. In quest’ultima fascia – dell’amore nelle sue diverse sfaccettature, dall’affetto al sesso. Suor Roberta ha mes- in cui sono presenti, tra gli altri, molti atei - mi so per iscritto la sua esperienza in un libro giun- occupo anche di coppie in crisi. Crede che l’aver vissuto una vita da ragazza to alla nona edizione e tradotto in spagnolo. “normale” prima di diventare suora abbia Com’è nata l’idea di questi incontri? Nel 2002, quando il parroco mi propose di tro- influito nella sua scelta di tenere incontri vare un modo, alternativo alla solita catechesi, che parlassero di amore e sessualità? per coinvolgere gli adolescenti della parrocchia. Io mi occupavo già da più di dieci anni di adolescenti e giovani, coi quali mi veniva naturale affrontare i temi dell’affettività e della sessualità. A me sembra una necessità primaria trattare questi temi per una persona che si occupa di pastorale giovanile; purtroppo, nella realtà, non è così scontato. Abbiamo iniziato nella parrocchia di San Fausuor roberta Durante uno Degli incontri Di “se Questo è amore...” stino; al primo incontro sono venute cento persone ed è continuata così Sicuramente. Sono cose che passano attraverso per due anni. Visto il successo dell’iniziativa la propria pelle. Monsignor giuseppe Chiaretti mi propose di Almeno all’inizio, ci sarà stata una certa difestenderla a livello diocesano. Da allora i nostri fidenza nei confronti di una suora che vuole parlare di amore. Come è riuscita a supeincontri si svolgono al centro Mater gratiae alla presenza di centinaia di persone. A volte ab- rarla? biamo dovuto montare un maxischermo al- La diffidenza c’è tuttora. Ma la cosa incredibile l’esterno perché la sala più grande non contene- è che ad essere diffidenti non sono i ragazzi. Questi, al di là dell’iniziale e normale stupore nel va tutta la gente.

vedere una suora che parla di sesso, cambiano to antropologico. I ragazzi vivono le loro prime subito idea nei miei confronti; lo percepisco so- esperienze sessuali in età sempre più precoce. Questo, sommato alla loro quaprattutto quando incontro i rasi completa disinformazione, gazzi nelle scuole. Penso che può essere pericoloso. questo accada perché io non Lei ha ricevuto attacchi da pretendo, a priori, di avere raparte di alcune associazioni gione. Io cerco con loro il conomosessuali. fronto, il dialogo. La vera diffiSono stata attaccata perché io, denza l’ho riscontrata, invece, durante i miei incontri, non tocin alcuni ambienti ecclesiali, tutco l’omosessualità. Lo faccio tora ancorati ai vecchi slogan perché è una sfera estremamendel “devi – non devi” senza te complessa e complicata che spiegarne il perché. preferisco non trattare esplicitaChe ruolo hanno i genitori mente. che partecipano agli inconMa non pensa che sarebbe tri? una grande occasione poter I genitori devono imparare il parlare a tutti questi ragazzi linguaggio dei loro figli, per suor roberta vinerba dell’importanza di allontanaquesto voglio che li accompagnino. Per la maggior parte di loro questi incon- re i pregiudizi nei confronti dell’omosessuatri rappresentano la prima occasione per rompe- lità? Si pensi, ad esempio, al quindicenne rore il tabu della sessualità, argomento solitamen- mano – deriso dai suoi compagni di classe – suicidatosi pochi mesi fa. te evitato in famiglia. I giovani navigano sempre più su Internet. Questo è un discorso che va oltre la persona Usano i social network per comunicare tra- omosessuale. Riguarda la dignità della persona mite immagini, canzoni, video. Come si ap- chiunque essa sia e qualunque scelta faccia. La dignità è un elemento centrale nei miei discorsi. proccia a questi nuovi tipi di linguaggio? Innanzitutto, io non dimentico mai di essere una Tuttavia non mi sottraggo alle eventuali domandonna; ho vissuto, da giovane, l’amore e conti- de sul tema. nuo a viverlo adesso sotto forme diverse. Inol- Che tipo di coppia si propone nel corso dei tre, ho ascoltato e continuo ad ascoltare moltis- suoi incontri? simo tutti quelli che mi stanno intorno, adattan- Io non introduco dottrine differenti da quelle domi ai loro differenti linguaggi. Io comunico in canoniche della chiesa cattolica. Io credo piemodo molto semplice. Mi limito a dire ciò che namente nei valori della chiesa così come cremi interessa utilizzando vignette, canzoni, video, do, però, che la chiesa debba imparare ad espricosì come frasi di poeti, letterati, filosofi. Sto in merli. mezzo a questi ragazzi, ne capto le preferenze e Hanno ancora senso oggi i tradizionali valoi gusti. In questo modo riesco a catturare la lo- ri cristiani come la castità prematrimoniale? ro attenzione facendoli, allo stesso tempo, diver- La finalità dei corsi è quella di scoprire quali siano i bisogni reali di ognuno, andando oltre le fratire. Ormai sono passati tanti anni da quando gli si fatte o gli atteggiamenti che imitano quelli deincontri di “Se questo è amore” sono inizia- gli altri. Il mio scopo è quello di far porre ad ti. Da allora i ragazzi sono diventati progres- ognuno dei ragazzi una domanda: cosa vuoi vesivamente più informati e spigliati riguardo ramente? In che modo vuoi vivere la tua sessualità? Io non impongo niente. Il mio unico comal sesso? Contrariamente a quello che si può pensare, i ra- pito è quello di guidarli nel ragionamento forgazzi – soprattutto quelli delle medie – sono po- nendo loro gli strumenti. La risposta se la daranco informati e quel poco che sanno spesso è sba- no loro. antonella sPinelli gliato. In pochi anni c’è stato uno stravolgimen-

L’esperienza di Antonio e Filomena, un tipo di matrimonio che ormai appartiene al passato 

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noi, insieme da 62 anni

n Italia ci si sposa sempre meno. È questa la fotografia della nostra società fornita dall’Istat. Nel 2011 sono stati celebrati quasi tredicimila matrimoni in meno rispetto all’anno precedente. Una tendenza iniziata negli anni Settanta che tende ad aumentare col passare del tempo. Un numero in costante aumento di giovani coppie vive insieme e forma una famiglia senza sentire la necessità di unirsi formalmente col matrimonio. E sempre l’Istat definisce la vita media dei matrimoni italiani che, più sensibili a separazioni e divorzi, durano circa 15 anni. Decisamente in controtendenza rispetto a questi dati, l’esperienza di Filomena Benincasa e Antonio Fera, una coppia di anziani che vive in un paese alle pendici della Sila, in Calabria. Antonio e Filomena si sono sposati il 17 giugno del 1951, 62 anni fa; lui aveva 23 anni, lei 20. dalla loro unione sono nati sette figli e tutti insieme vivevano in una casa fatta di una sola stanza, con due soli letti. Il loro matrimonio, soprattutto all’inizio, non è stato semplice. Filomena, come la

maggior parte delle donne all’epoca, non aveva un lavoro retribuito e pure il lavoro per il marito mancava. Da qui nel 1957 la scelta di partire, di emigrare in Svizzera. Il programma prevedeva di lasciare la moglie e i figli a casa e mandare loro i soldi per andare avanti e ingrandire la casa. Antonio in Svizzera fa il contadino; negli anni seguenti si sposterà in germania per fare l’operaio e in Corsica per lavorare come boscaiolo. In tutti questi anni torna a casa solo 15 giorni ad agosto e un mese per trascorrere il Natale in famiglia. «Tornava, mi metteva incinta e ripartiva» dice Filomena, lasciando trasparire, dietro il sorriso, un leggero risentimento nei confronti del marito, assente da casa per metà della loro vita. «Una volta, tornato Antonio per le vacanze, la mia figlia primogenita Rosa è scappata di casa, non riuscivamo a trovarla. Si era nascosta perché era spaventata da quell’uomo che non conosceva. voleva che cacciassi di casa quell’estraneo». In un’epoca in cui il telefono si usava ancora molto poco, Antonio scriveva periodica-

Filomena

e

antonio

oggi

mente delle lettere a Filomena. In realtà, a scriverle era un suo collega, lui non sapeva scrivere. Filomena si faceva leggere le lettere e, a volte «rispondevo con qualche parola in dialetto». la vita matrimoniale, dunque, non è stata semplice: «A volte mi inviava, con le lettere, foto di belle ragazze, dicendomi che erano le sue fidanzate. Inoltre in paese dicevano che, nel frattempo, aveva storie con altre donne. Io non ci ho mai voluto credere. E poi ero io sua moglie, lui aveva tutto da perdere». Oggi Antonio è in pensione e i due vivono ancora in quella casa, da soli, si

Filomena

e

antonio

nel giorno Del loro matrimonio

fanno compagnia condividendo i ricordi e gli acciacchi. «Non è stato facile crescere 7 figli senza l’aiuto di mio marito. A parte fare le commissioni e i lavori all’epoca normali fuori di casa non volevo uscire da sola, per evitare che nascessero strane voci in Paese. È stato difficile ma ci siaa. s. mo sempre voluti bene».


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SPORT

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Per il presidente Francesco Emanuele la vera sfida non è abbattere le barriere architettoniche ma quelle create dai rapporti sociali

i pionieri dell’integrazione

Il Comitato paralimpico umbro è un esempio a livello nazionale di come disabilità e sport possano convivere con successo

«D

iamo per superati i Pionieri e sfide. Quali soproblemi legati alle no i prossimi obiettivi? barriere architetto“Uniti nello sport per vinceniche, il vero ostacolo da abbattere nella vita”. Questo è il nore è la disabilità culturale». Franceme del nostro ultimo progetto sco Emanuele, presidente del Coin cantiere. Abbiamo coinvolmitato paralimpico di Perugia, è il to alcune città e le abbiamo stiportavoce di questa sfida: a nessumolate a promuovere attività no va preclusa l’attività sportiva sportive in “maniera integranonostante disabilità fisiche o reta”. Normodotati e disabili si lazionali. fondono in un progetto di lunDi che cosa si occupa il cogo periodo che interessi i picmitato da un punto di vista coli comuni, dove l’attività papratico? ralimpica è inesistente ed i diDa 32 anni accompagniamo i disabili restano chiusi in casa. sabili in allenamenti e competizioSiamo sempre coinvolti in ni: dal basket in carrozzina al tiro progetti pilota proposti dalla con l’arco. Fabrizio Cocchi, camsede centrale: da sette anni pione ipovendente alle paralimpial’Umbria è considerata una di di Pechino, è solo uno dei tanti delle dieci regioni più virtuoesempi di come l’Umbria sia il fiose d’Italia. Ad esempio, è tutre all’occhiello nel panorama nata umbra la sperimentazione zionale. La classificazione delle didel “sitting volley”. La pallavosabilità in quattro gruppi (amputalo da seduti, già alla paralimti, non udenti, disabilità intellettipiadi di Londra,è stata appena basket con la seDia a rotelle: una Delle numerose iniziative Del comitato ParalimPico umbro va, non vedenti) consente a tutti importata anche Italia, partenun accesso con pari dignità alle atdo proprio dall’Umbria. Tutti tività sportive. Questa filosofia deve essere ap- no un’integrazione reale: quest’anno abbiamo quanti possono giocare insieme senza perdere lo plicata all’intera quotidianità della vita di un di- premiato una scuola nel Ternano ed una a Città spirito di squadra. Questa disciplina sarà presto sabile: uno dei nostri cavalli di battaglia è proprio di Castello per i loro progetti. riconosciuta ufficialmente anche a livello nazioQuali sono i vostri rapporti con le istituzio- nale. Il quadrangolare di sitting volley, che stial’educazione dei ni? più giovani. mo organizzando a Perugia, sarà il primo passo Il sorriso A livello nazionale, lo Stato riconosce il comi- in questa direzione. A proposito di un disabile?  dei più giovani, tato paralimpico come un’organizzazione con Frustrazioni e soddisfazioni della sua proquanto siete pari dignità del Coni senza alcuno tipo di discri- fessione? La più grande presenti nelle minazione. A livello locale riscontriamo la stesMi rendo conto di lavorare bene quando ricesa tendenza. Il Comune di Perugia ha un asses- vo il sorriso di un ragazzo disabile, questa crescuole? soddisfazione I ragazzi delle sore allo sport sempre disponibile ad aprire le do sia la mia più grande soddisfazione a livello scuole per noi sono una linfa vitale. Dopo aver porte al mondo della disabilità, con il quale spes- professionale e personale. Non riesco invece, a visto giocare i nostri ragazzi, tornano a casa sem- so lavoriamo “in tandem”. La giornata naziona- rassegnarmi alla quotidiana mancanza di sensibipre entusiasti. Sono loro i nostri più efficaci mes- le dello sport paralimpico, che si è svolta due me- lità con cui ci scontriamo ogni giorno. L’indifsaggeri. Per quanto ci riguarda, la formazione si fa ad Assisi, non avrebbe riscosso tanti succes- ferente è il principale nemico del processo di innelle scuole è il nostro primo obiettivo. I concor- si ed entusiasmi senza il sostegno della realtà isti- tegrazione. alessia marzi si organizzati dal comitato nazionale favorisco- tuzionale regionale.

Perugia e terni unite dalla palla ovale La storia dell’Umbria Ragazze Rugby, la franchigia di Serie A che raccoglie giocatrici di tutta la regione

«N

on è solo un passatempo, c’è anche tanto agonismo»: a parlare in coro sono le ragazze dell’Umbria Rugby, la franchigia che partecipa al campionato femminile di Serie A. Un’avventura nuova, nata dalla fusione delle esperienze di Perugia, risalente al 1989, e di Terni, più recente ed improntata su un progetto scolastico. Un’unica maglia, nera come quella degli “All Blacks”, la più forte squadra del mondo, ma calzettoni di colore diverso: uno rossoverde, uno biancorosso, per non scontentare nessuno dei due campanili. E anche il campo di casa è alternato: si gioca sia a Terni che a Perugia, dipende dalla vicinanza della squadra da ospitare. Ma come nasce la passione del rugby in una ragazza? Risponde Mirjam, capitano della squadra: «Da sempre ho il pallino del rugby: in famiglia siamo tutti appassionati e quando ho avuto l’occasione di avvicinarmi al rugby giocato l’ho colta al volo». E poi c’è Eleonora, che è anche responsabile della squadra: «La scintilla è scattata nel 2003, anno in cui ho partecipato, per puro caso, ad un torneo universitario: da allora, eccomi qui». Ragazze di tutte le età: più giovani a Terni, dove l’impronta scolastica data al progetto permet-

te di avere un maggior seguito; meno giovani (ma non troppo) quelle di Perugia, dove molte sono studentesse (o ex) universitarie, anche fuorisede. Quest’anno il tecnico è giorgio gabrielli. È al secondo anno di esperienza, ma è la prima volta che allena una squadra femminile: «Il

Foto

Di gruPPo Per l’umbria ragazze rugby

lavoro ed il metodo sono totalmente diversi, non tanto dal punto di vista umano, quanto da quello psicologico: le ragazze hanno più paura di sbagliare e seguono meno il loro istinto. Proprio per questo – continua l’allenatore – insieme alla presidentessa Marta Corazzi, che è una psicologa dello sport, stiamo pensando di iniziare un progetto per sbloccare le ragaz-

ze sull’aspetto mentale e sull’approccio alle partite». A permettere al rugby femminile di radicarsi sul territorio perugino è stata Maria Cristina Tonna, oggi manager della nazionale italiana femminile: fu lei nel 1989 a creare la prima squadra, coinvolgendo soprattutto studentesse universitarie. La macchina a Perugia, quindi, è in movimento da più di 20 anni: alcune defezioni, però, costrinsero la società a rivedere i propri piani. Prima la partecipazione alla sperimentale Coppa Italia di rugby VII, poi la scelta di accorparsi a Terni per partecipare al massimo campionato. Ma per il futuro c’è tanto da lavorare: «È un’esperienza che vorremmo ripetere – spiega Eleonora – ma, purtroppo, ci sono difficoltà economiche: siamo alla ricerca di sponsor che ci finanzino ma al momento siamo in fase di stallo». Un’esperienza diversa, nuova e che unisce due realtà troppo spesso divise dallo sport e non solo: Perugia e Terni hanno trovato, finalmente, un punto di contatto. A dare il buon esempio è, come spesso accade, il mondo del rugby: sport duro ma leale. Uno sport adatto a tutti, anche alle signorine: l’Umbria Ragazze è lì a dimostrarlo. eDoarDo cozza

le nuove frontiere della sport-terapia

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eclinare lo sport secondo tanti significati differenti: socializzazione, integrazione, reinserimento. Reinserimento come quello su cui lavorano i pazienti dell’Unità spinale unipolare dell’Ospedale Santa Maria della Misercordia, diretta dalla dottoressa Renée Maschke. Essere ricoverati qui significa dover lottare contro lesioni del midollo più o meno gravi. Scherma, basket, tennis tavolo e tiro con l’arco per ricominciare dopo gli incidenti tennis alla giornata Dello sPort ParalimPico aD assisi 2012 più gravi, come quelli del sabato sera. «Abbiamo subito trovato interessante portare lo sport in Unità Spinale durante la riabilitazione, soprattutto per quanto riguarda i pazienti più giovani - spiega la coordinatrice dell’area riabilitativa, la dottoressa Lucia Bambagioni per questo è importante che l’incontro con lo sport avvenga il prima possibile». La collaborazione tra l’Azienda ospedaliera di Perugia e il Comitato Paralimpico regionale va avanti da oltre quattro anni. I materiali, come le sedie a rotelle da basket con ruote inclinate antiribaltamento o le tute per la scherma, vengono forniti proprio dal Comitato paralimpico. La procedura è «sperimentare e familiarizzare con le proprie abilità per poi accedere alle strutture esterne». L’attività sportiva dell’Unità Spinale è aperta anche ad esterni, spesso ex pazienti che tornano per confrontarsi con chi è ancora in fase di riabilitazione. E lo sport è sinonimo di socializzazione e integrazione anche per i ragazzi del gruppo sportivo Marathon di San Sisto. Qui si impara a dialogare con tipi di disabilità differenti, costruendo percorsi individuali ma uniti da un interesse comune, come quello per il calcetto o per l’atletica. Anche questo gruppo sportivo collabora da anni col Comitato paralimpico, cercando di creare momenti di incontro fra realtà locali e nazionali. Ma c’è ancora tanto da migliorare: «la cosa migliore, anche a livello di integrazione - spiega Valeria Pispola, assistente sociale del Centro Bucaneve - sarebbe coinvolgere durante l’anno anche le associazioni non paralimpiche». Qui lo sport riesce a confrontarsi con disabilità medio-gravi, come il ritardo mentale o un disturbo del comportamento con cui i ragazzi convivono sin dalla nascita. Si tratta di un’attività sportiva di base e di esercizi ben calibrati tiro con l’arco in carrozzina e mai troppo difficili. «Il segreto – spiega uno degli istruttori – è non creare mai un disagio che possa distruggere l’autostima delle persone con cui lavoriamo». Avviamento (o riavvicinamento) allo sport che si trasforma ina una vera e propria sportterapia, capace di coniugare disabilità e movimento ma che spesso incontra e si scontra con poca visibilità. cecilia anDrea bacci


il ct

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SPORT

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il coraggio di Farina è da apprezzare e fa bene al calcio

marco briganti DiFensore gubbio

il

comPagno

era il trascinatore dello spogliatoio: sento molto la sua mancanza

Dirigente

steFano giammarioli Ds gubbio

simone è un uomo onesto: i risultati arrivano con gente come lui

«io, Prandelli, e il calcio leale» L Simone Farina e la denuncia del calcioscommesse. Intervista al CT dell’Italia: «Farina e gli azzurri portavoci del bello dello sport»

a denuncia di Simone Farina di un tentativo di combine è arrivata in un momento difficile per il calcio italiano: lei come reagì alla notizia? Con grande apprezzamento per il coraggio dimostrato. Purtroppo la storia di Simone non ha avuto un prosieguo positivo qui in Italia, ha incontrato delle difficoltà e alla fine è stato costretto ad andare in Inghilterra. Un personaggio così può solo fare del bene al calcio. Qualche tempo fa lo ha premiato convocandolo in Nazionale per farlo allenare insieme agli azzurri a Coverciano: un piccolo gesto per far sì che gli esempi positivi non siano dimenticati. Lo invitammo a trascorrere una giornata con noi a Coverciano in occasione di un raduno della Nazionale per testimoniargli la nostra condivisione e il nostro affetto. Giornate in Nazionale, premi ricevuti da Blatter: quanto ha inciso l’esposizione mediatica nella scelta di trasferirsi in Inghilterra? Ripeto, da ciò che sappiamo, più che i media e la ribalta internazionale sono stati certi atteggiamenti di chiusura che lo hanno indotto a fare determinate scelte. Se fosse stato sensibile all’esposizione mediatica, avrebbe sfruttato determinate opportunità a proprio favore. I fatti ci insegnano altro. Se Farina e Pisacane - il calciatore della Ternana che denunciò un altro tentativo di

Il caso scommesse è l’ennesimo smacco per il calcio italiano: come si fa a ritrovare credibilità agli occhi degli appassionati? Rifiutando le scorciatoie, a tutti i livelli. Privilegiando l’aspetto del gioco e la dimensione della competizione in un contesto di regole che rendano il calcio impermeabile a certi fenomeni che purtroppo stanno cesare PranDelli, ct Della nazionale italiana assumendo una dimensione planetaria. Non è un caso che le combine - rappresentano il bello del calcio, istituzioni calcistiche abbiano istituito delle apsono tante le mele marce che hanno contri- posite task forces che cooperano costantemenbuito ad infangarne l’immagine. Chi ha te con gli apparati investigativi. gli scandali sbagliato e sta pagando può essere recupe- emergono anche perché qui da noi esistono derato? terminati dispositivi di controllo, ma le cronaLo spirito con il quale si commina una san- che ci parlano spesso di contesti dove i meczione va proprio nel senso della redenzione, lo canismi di prevenzione e controllo sono più sport sotto questo profilo offre delle notevoli fragili. e continue opportunità di riscatto per chi ha Quale può essere il compito della Naziocommesso errori. Sta poi alla natura e alla sen- nale per un calcio più pulito? sibilità di ciascuno farsi un esame di coscienTestimoniare la bellezza del calcio attraverso za e agire di conseguenza, l’importante è che ci un modo caratteristico e virtuoso, sia sul camsia sempre la consapevolezza che ad un atto po che nell’impegno sociale, portando la nosbagliato corrisponde una inevitabile conse- stra solidarietà dove ce n’è bisogno, trasferenguenza. Sotto questo profilo le istituzioni spor- do ai giovani l’importanza di praticare sport nel tive devono garantire il rispetto delle regole at- segno di una passione e un’identità forte e potraverso meccanismi di educazione, prevenzio- sitiva come quella della maglia azzurra. ne e amministrazione della giustizia. eDoarDo cozza

«a gubbio siamo orgogliosi di simone» La testimonianza di chi ha conosciuto Farina: compagni e società continuano a portare avanti il suo esempio

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ono passati poco più di sei mesi da quando tolto serenità. Ma l’impegno e la professionaliSimone Farina se n’è andato da gubbio. tà sono rimasti gli stessi di sempre, nonostante Qualche tempo prima aveva rifiutato 200mila la pressione psicologica e mediatica a cui è staeuro per falsare una partita: la sua denuncia lo to sottoposto». Una pressione difficile da gestiha reso il simbolo re: «È stato catapultato sotto i rifletdel calcio pulito. tori internazionali da una realtà picCiò non è bastato cola e genuina come quella di guba farlo rimanere bio: la scelta di non parlare con la in Italia: appesi stampa è figlia del suo carattere rigli scarpini al servato». chiodo, ha deciso Parole riprese anche dal direttodi trasferirsi in re sportivo della società, Stefano Inghilterra per giam-marioli: «La società ha cercainsegnare ai rato di proteggerlo dall’eccessiva ingazzi dell’Aston vadenza dei giornalisti: per la sereVilla il valore delnità sua e della famiglia». Il dirigenla Premiazione con il PresiDente Della FiFa l’onestà. te eugubino ha avuto un ruolo cruNulla a gubbio sembra essere cambiato, ma ciale nella storia: «Sono stato il primo a cui Sila mancanza di Simone inizia a farsi sentire nel- mone ha confidato tutto. lo spogliatoio: «Era uno dei senatori dello spo- Quel giorno avevo notato il gliatoio – afferma l’ex compagno di squadra suo atteggiamento spaventato Marco Briganti – ed era uno di quelli con cui e sono andato a parlare con avevo legato di più, visto che abbiamo giocato lui. gli ho consigliato di prenper 5 anni. Proprio per questo sento particolar- dersi qualche giorno per rifletmente il vuoto che ha lasciato». Farina aveva un tere: la troppa tensione poteruolo da leader: «Era uno dei trascinatori della va di impedirgli di prendere la squadra: anche quando i risultati non arrivava- decisione giusta. Ma lui sapeno non perdeva mai il sorriso». Con un’umiltà va quello che doveva fare». Le che non è venuta a mancare neanche nel mo- porte del gubbio rimangono mento più difficile della sua carriera. Per que- sempre aperte: «Con Simone sto merita ammirazione e rispetto: «La vicenda avevamo un accordo verbale: del calcioscommesse ha turbato Simone e gli ha avrebbe voluto chiudere la

carriera qui e poi allenare il settore giovanile, il suo grande sogno da più di due anni. Ora lo farà in Inghilterra, dove hanno apprezzato la sua onestà, per la quale è stato premiato da Prandelli e Blatter». Un esempio per tutti, giovani e meno giovani: «Non ho mai giocato con Farina – afferma Alessandro Radi, al gubbio da quest’anno – ma il suo esempio è ancora vivido, soprattutto per i giovani che si sono affacciati in prima squadra. I suoi sono valori che vanno al di là del calcio perché gettano per una società sana». E chissà quanti avrebbero avuto il coraggio di seguirli: «Sono cose – continua Radi – che non capisci se non vivi. Sinceramente non posso dire come mi sarei comportato». alessia marzi eDoarDo cozza

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il caso/ Dalla denuncia all’aston villa

R

estio a farsi intervistare ma  presente nei  cuori  dei suoi ex compagni.  È  questo Simone Farina, 30 anni, ex giocatore del Gub bio,  ora  community  coach delle  giovanili dell’Aston Villa, Farina con la maglia Del gubbio. in basso, l’arrivo all’aston villa Birmingham. L’eroe discreto del calcio pulito.  Il coraggio di denunciare ha trasformato Farina nel simbolo del fair play italiano, così prezioso da dover essere esportato. O così scomodo da dover essere estromesso. Da giocatore del Gubbio a eroe il passo è breve. Siamo nel dicembre 2011, Simone Farina gioca nel Gubbio già da cinque anni quando, dopo la sua denuncia, riscoppia lo scandalo del calcioscommesse. Farina ha detto no ai 200 mila euro offerti da Alessandro  Zamperini,  ex  compagno  di  squadra nelle giovanili della Roma. 200 mila euro: più del doppio di quanto avrebbe mai potuto guadagnare in un anno, per truccare la partita di Coppa Italia tra il Cesena e la sua squadra. Così Farina si trova improvvisamente solo ma forte della solidarietà di Cesare Prandelli, che decide di convocarlo per allenarsi con la nazionale. Il suo è un segnale  forte: qui  non  si  assolve  il  calcio corrotto. Sostegno che diventa internazionale con  la  nomina ad ambasciatore  Fifa,  voluta dal  presidente Joseph  Blatter durante la cerimonia di consegna del Pallone d’Oro. Nel calcio italiano per lui non c’è più spazio, ma oltremanica sembrano pensarla diversamente. A poco meno di un anno dall’esplosione dello scandalo del calcioscommesse Simone riceve una telefonata dall’Aston Villa – squadra di Birmingham attualmente in Premier League – che lo vuole per insegnare il gioco leale ai giovani che si avvicinano al calcio. C’è chi dice che c’è qualcosa che non va se un onesto diventa eroe. C’è chi dice che l’onestà  non  paga  e  chi  denuncia,  come Blatter, che «è drammatico che Simone Farina sia considerato un traditore». Ma questa è una storia a lieto fine. cecilia anDrea bacci


La storia

8

a

sinistra una Foto Del terreno Di Famiglia; in Primo Piano le olive raccolte.

le mani nel negozio Di

sPello;

Dietro le botti in

inox

al

centro

Per la conservazione Del ProDotto.

15 gENNAIO 2013

simona Felicioni con una bottiglia Del suo olio tra a Destra un momento Durante la raccolta Delle olive

La storia di Simona Felicioni: diplomata in moda, ora piccola imprenditrice che gestisce l’azienda di famiglia

l’olio del nonno in botti inox Un successo per il binomio tradizione-innovazione. L’olio di Simona ha ricevuto due premi “Tre foglie” del Gambero Rosso

L

a Boutique dell’olio è un piccolo bazar nel centro storico di Spello, un angolino accogliente arredato utilizzando legno e acciaio. Anche nel suo negozio Simona Felicioni ha voluto combinare la tradizione con l’innovazione. «Rispecchia la filosofia all’origine del nostro prodotto. Abbiamo mantenuto la ricetta del nonno che produceva olio biologico per consumo famigliare, improntando questo stile alla tecnologia». Una giovane di 27 anni, timida in apparenza, ma molto decisa che si è messa in gioco, reinventando se stessa e sfruttando l’occasione offertale dagli appezzamenti agricoli del nonno. Diplomata in moda e abbigliamento, dopo alcuni anni di lavoro come commessa, ha deciso, nel 2009, di diventare una piccola imprenditrice ed aprire

Prezioso fin dall’antichità L’olivo  è  tipico  dell’ambiente  mediterraneo. Nodoso ed argentato è anche al centro  di  un  antico  mito  greco.  Si  narra  che quando Cecrope fondò Atene, molti dei se ne contesero la sovranità. Zeus, per risolvere  la  disputa,  propose  una  competizione:  il  protettore  sarebbe  stato  colui  che avrebbe offerto il dono più utile per l’umanità. Vinse Atena, che offrì l’ulivo.  Era  già  presente  nel  Neolitico,  antiche tavole  rinvenute  ad  Ebla,  nel  nord  della Siria, ne attestano l’utilizzo da parte degli abitanti  di  questa  prima  civiltà.  In  epoca romana si colloca la fase aurea della sua espansione. I romani erano infatti grandi consumatori e produttori di olio; l’olivicoltura era una delle branche più sviluppate dell’agricoltura.  Nel  Medioevo  costituiva un alimento di scorta: viene sempre nominato nelle liste dei conventi e dei castelli. La sua diffusione era piuttosto ristretta ed in  quanto  pregiato  se  ne  faceva  un  uso parsimonioso. La distruzione delle campagne di questo periodo portò ad un impoverimento  degli  uliveti;  solo  grazie  agli ordini  monastici,  nel  XII  secolo,  venne dato nuovo impulso alla sua produzione. s.t.

un’azienda di produzione d’olio a gestione fami- Coltiviamo tre tipi di olive: moraiolo, leccino e gliare. Dallo scorso dicembre 2012 è consigliere frantoio. Il negozio si chiama “boutique” proregionale per la giovane Impresa dell’Associa- prio perché si può scegliere tra sei oli diversi in zione Coldiretti. base al tipo di oliva utilizzato per produrlo. Le Perché ha deciso improvvisamente di cam- bottiglie sono vendute con “cappotti”, che probiare lavoro ed aprire questa piccola azien- teggono il contenuto dalla luce del sole: l’olio da? perde qualità con ossigeno, come dicevo, ma anAvevo la possibilità di avviare un’attività indipen- che con la luce. I sacchettini in tessuto hanno un dente. Sarebbe stato assurdo non approfittarne, colore diverso in base agli ingredienti della ricetsoprattutto in un momento di crisi del lavoro co- ta del nonno: il bianco per il leccino, il rosso per me quello degli il frantoio, il giallo per il ultimi anni. Certamoraiolo e il blu per il mente ho magbrio, una selezione che giori responsabilicombina le tre qualità tà, mi occupo di precedenti. tutto io, anche se L’olio dell’azienda Fela mia famiglia è licioni ha ricevuto un sempre presente riconoscimento dal per dare una maGambero Rosso... no. Il nonno aveEsatto, i nostri due Dop va degli appezzabiologici, nel 2012, hanmenti a Spello, no vinto il premio 3 foSanta Caterina e glie del gambero RosMonte Subasio. so: sono il brio dop e il Ho rilevato i termoraiolo biologico dop. reni e iniziato a Chi sono i vostri clienprodurre come ti? La crisi ha inciso simona Felicioni e la sua Famiglia nel negozio la boutiQue Dell’olio, nel centro storico Di sPello. Da sinistra: simona, faceva lui, da un sulle vendite? il Fratello Danilo, mamma giamPiera e PaPà ezio paio di ettari ci Vendiamo a turisti e siamo allargati fino ai 9 attuali. Abbiamo poi clienti fissi, facciamo anche spedizioni. Non arpensato ad un punto vendita diretto qui nel cen- riviamo mai a fine anno con una giacenza, il protro storico. dotto finisce sempre prima. La crisi si è sentita, In cosa consiste questo binomio tradizione- magari si è ridotta la quantità di olio acquistata tecnologia? singolarmente, ma comunque riusciamo a venL’olio che produciamo viene conservato in bot- dere tutto.Non possiamo lamentarci, anzi siamo ti Inox: dentro viene pressurizzato l’azoto che molto fortunati. Il nostro olio è molto apprezmantiene la qualità del prodotto, la colorazione zato. e l’acidità. Ci serviamo della tecnica della spilla- È contenta della sua scelta? tura giornaliera. Quando si spilla, l’ossigeno en- Certamente ho più responsabilità e sono molto tra e riduce le qualità dell’olio, lo invecchia. Fa- impegnata, non esistono orari. Le difficoltà socendo uscire quotidianamente piccole dosi ab- no tante, ma anche le soddisfazioni personali. biamo invece olio sempre fresco e in condizioni ottimali. Inoltre non abbiamo bottiglie in giacenSi sente parlare di una nuova generazione za. Tutto quello che produciamo viene conser- “choosy”, senza idee e che non ha il coraggio di vato nelle nove botti da 125 litri l’una che vede prendere decisioni radicali o difficili e che vive alle spalle dei genitori. Nel caso di Simona qui in negozio. Avete varie tipologie di olio, a partire da qua- Felicioni sicuramente non è così. soPhie tavernese li qualità di olive lo producete?

Quattro Colonne

Anno XXII numero 1 – 15 gennaio 2013

Periodico del Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Agg.to di Giornalismo Radiotelevisivo

Direttore responsabile: Antonio Socci

Presidente: Innocenzo Cruciani Coordinatori didattici: Nunzio Bassi Dario Biocca

Redazione degli allievi della Scuola a cura di Sandro Petrollini

SGRT Notizie

Registrazione al Tribunale di Perugia N. 7/93 del marzo 1993

In redazione Laura Aguzzi – Cecilia Andrea Bacci – Carlotta Balena – Antonio Maria Bonanata – Alessandra Borella – Edoardo Cozza – Nicole Di giulio – giuseppe Di Matteo – Federico Frigeri – Lorenzo Maria grighi – Manlio grossi – Michela Mancini – Alessia Marzi – Nicola Mechelli – Alessandro Orfei – Antonello Paciolla – Meloni Lucina Paternesi – Michele Raviart – Valentina Rossini – giulia Sabella – Luca Serafini – Antonella Spinelli – Sophie Tavernese – Caterina Villa

indietro tutta si torna alla terra L’avevano  cantata  Celentano  e  Pasolini: la nostalgia della vita agreste, del lavoro dei campi. Ora, in tempi di crisi economica, il ritorno all’agricoltura attira anche i giovani.  Secondo  una  recente  indagine  condotta da SWG per la Coldiretti, nell’ultimo trimestre del 2012 le imprese agricole condotte da ragazzi sotto i 30 anni sono cresciute  del  4,2%,  superando  quota  62000. Sempre  più  neodiplomati  e  neolaureati abbandonano aule e quaderni per darsi ai più  svariati  mestieri  agricoli:  allevare  le api,  riprendere  le  aziende  di  famiglia  ma anche, ad esempio, coltivare falchi vicino agli  aeroporti  per  facilitare  il  decollo aereo. Innovazione e intraprendenza sono le parole chiave di questi nuovi contadini, di cui il 36,5% è in possesso di un diploma  di  specializzazione  o  della  laurea  e  il 56%  ha  terminato  le  scuole  superiori. Anche gli istituti agrari, conferma il MIUR, sono  in  crescita:  nel  2012  le  iscrizioni sono aumentate dell’11,1%, mentre i licei perdono  quota.  Il  settore  agricolo  d’altronde  è  l’unico  a  crescere:  nel  2012  ha fatto  registrare  un  incremento  del  PIL dell’1,1%,  in  netta  controtendenza  con l’industria  (-5,8%),  l’edilizia  (-6,5%)  e  i servizi (-1,1%).  Ma  la  scelta  di  tornare  alla  terra  non  è dettata  solo  dalla  crisi:  un  cambiamento più profondo di mentalità sembra in atto. Sempre  secondo  Coldiretti  infatti,  il  50% dei giovani preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in banca o in una multinazionale. Una tendenza che va oltre i confini nazionali, ed è presente ad esempio anche negli Stati Uniti. E  per  chi  proprio  non  riesce  a  staccarsi dalla  città  ecco  allora  l’agrivillaggio,  un progetto a metà tra il quartiere eco-sostenibile  e  l’agriturismo:  presentato  al Festival della Scienza di Genova, potrebbe sorgere a breve alle porte di Parma. laura aguzzi

Segreteria: Villa Bonucci 06077 Ponte Felcino (Pg) Tel. 075/5911211 Fax. 075/5911232 e-mail: sgrtv@sgrtv.it http://www.sgrtv.it Spedizione in a.p. art.2 comma 20/c legge 662/96 Filiale di Perugia Stampa: graphic Masters - Perugia

Quattro Colonne - Gennaio 2013  

Primo numero del periodico della Scuola di giornalismo di Perugia realizzato dai praticanti dell'XI biennio

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