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ANDERLINI NEWS

ANDERLINI VOLLEY CAMP 2016: APERTE LE ISCRIZIONI

CEA VERSO L’EUROPA

febbraio-marzo 2016_BIMESTRALE

ANNO 19_N° 93

KINDER + SPORT SPRING CUP E TROFEO P. BUSSINELLO: VOLLEY SPETTACOLO


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SOMMARIO

NEWS

15ª EDIZIONE TROFEO INTERNAZIONALE PAOLO BUSSINELLO

PROROGATO DI SEI MESI L'OBBLIGO DI DOTAZIONE DI DEFIBRILLATORE PER GLI ENTI SPORTIVI DILETTANTISTICI

LA CARTA ETICA ANDERLINI VOLA IN EUROPA CON ETHICS4SPORTS SPECIALE ANDERLINI CAMP

NUOVA VESTE ON LINE GUARDANDO AL FUTURO

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di Federica Stradi

di Movida S.A.S.

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KINDER+SPORT SPRING CUP: UNA GRANDE ENERGIA

L’ALTRO MODO DI “FARE” SOCIETÀ SPORTIVA. QUANDO LO SPORT CREA TURISMO E LA ROTTURA DEI PARADIGMI. di Rodolfo “Giobbe” Giovenzana

DUE TERZI SCHIAVO di Andrea Strozzi LLHT.org

OBIETTIVI TECNICI

di Davide Soattini

LA PALLAVOLO A FINE ANNO È: KINDER+SPORT WINTER CUP

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EDITORIALE

NEWS

Nuova veste on line guardando al futuro Care lettrici e cari lettori siamo on line, ovvero da questo numero non siamo più, come dire, cartacei, ma ci potete trovare sui vostri computer, tablet e telefonini. L’ultimo numero della rivista ha raccontato, su carta, i trent’anni della nostra storia e io stesso sono rimasto stupito per tutto quello che abbiamo fatto e di cui io non ho alcun merito ma ho comunque l’onore e il privilegio di far parte di questa straordinaria squadra: 96 tecnici, 43 dirigenti e attualmente, 153 ragazzi e ragazze del progetto Pallandia, 314 ragazzi e ragazze del minivolley, 229 ragazzi della sezione agonistica e 487 ragazze, 17 squadre agonistische maschili e 35 squadre femminili. E migliaia sono stati in questi trent’anni i nostri allievi e molti di loro, i nostri primi ragazzini, hanno iscritto alla scuola di pallavolo Franco Anderlini i loro figli. Un passato che ci inorgoglisce, un presente che ci vede sempre più impegnati e un futuro che comincia da oggi con questa nuova veste della rivista. E guardando al futuro permettemi un salto all’indietro a quei favolosi Anni Settanta di cui vi avevo parlato nel mio ultimo editoriale. L’occasione l’hanno fornita Tonino e Anna Panini, figli di Giuseppe Panini e Marco figlio di Umberto Panini, il mitico «Bietta». Nel gennaio scorso nella tenuta agricola biologica «Hombre», in via Corletto alle porte di Modena, hanno organizzato una cena in onore di Bernard

Raizman il grande campione brasiliano che ha militato nella Panini proprio alla fine degli Anni Settanta. È arrivato con la moglie e i figli, in forma smagliante, simpatico come sempre e mi ha ancora ringraziato per una cravatta che gli regalai allora. Oggi Bernard è uno dei responsabili del comitato olimpico per i prossimi giochi che si terrrano questa estate nel suo Paese, il Brasile, a Rio de Janeiro. A tavola con lui, e il fortunato sottoscritto, i suoi vecchi compagni di squadra della Panini: Rodolfo Giovenzana il fondatore della nostra scuola, Giorgio Goldoni, Pupo Dall’Olio e Paolo Montorsi. Risate, ricordi, fra tortellini alla panna, porchetta e lambrusco e la promessa di non

DIRETTORE RESPONSABILE: Daniele Soragni ASSISTENTE RESPONSABILE: Lori Pagliari REDAZIONE: Federica Stradi, Marcello Galli, Marco Neviani. DIRETTORE EDITORIALE: Rodolfo Giovenzana COLLABORATORI: Andrea Strozzi, Dott. Claudia Fiorini, Movida Studio.

di Daniele Soragni

perdersi di vista. E sarà certamentre così perchè in questi anni ho avuto modo di vedere come tutti questi ex ragazzi della pallavolo siano rimasti in contatto fra loro, e non solo fra modenesi ma anche con avversari-amici di tutta Italia. Per loro la pallavolo è stata una scuola di vita e di valori, come l’amicizia, da mantenere sempre in vita. Nel salutarvi e nell’augurarvi buona lettura e buona visione del nostro sito voglio complimentarmi con il Modena Volley di Catia Pedrini per la vittoria in Coppa Italia. Grazie ragazzi e buone schiacciate a tutti.

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febbraio-marzo 2016_BIMESTRALE

ANNO 19_N° 93

FOTOGRAFIA: www.fotomodena.it PROGETTAZIONE CREATIVA E IMPAGINAZIONE: STS ITALIANA SEDE SOCIALE e REDAZIONE: Pala Anderlini - Via Mario Vellani Marchi, 106 - Modena - 41124 - Tel. 059/4821526 ANDERLINI VOLLEY CAMP 2016: APERTE LE ISCRIZIONI

CEA VERSO L’EUROPA

KINDER + SPORT SPRING CUP E TROFEO P. BUSSINELLO: VOLLEY SPETTACOLO

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La pallavolo a fine anno è: Kinder+Sport Winter Cup a cura dell’ufficio stampa della S.diP. Anderlini

La Kinder+Sport Winter Cup 2015 si è chiusa ancora una volta in un Pala Panini gremito come nelle partite di cartello della massima serie, oltre 4000 persone per assistere alle Finali. Questa settima edizione ha riscosso

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un nuovo successo segnando nuovi numeri record. Sei categorie in gara dall’Under 14 femminile all’Under 19 maschile, 183 squadre, 2500 atleti, oltre 500 persone degli staff, 10 Comuni coinvol-

ti, 61 campi di gioco utilizzati, quasi 15000 pasti consumati e oltre 6000 pernotti. Dal punto di vista agonistico la prima finale ha visto il successo dell’Unendo Yamamay Busto Arsizio nella


KINDER+SPORT WINTER CUP 2015

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categoria Under 14 femminile in un derby tutto lombardo contro la Foppapedretti. Bel bronzo per le ragazze della Liu Jo Modena che superano 2-0 Team 80 Gabicce. Bis per l’Unendo Yamamay nella categoria Under 16 piegando con decisione le friulane dell’ Horizon Codroipavine, che avevano strappato l’accesso alla finale alle ragazze di Federico Di Toma, le quali hanno saputo poi riscattarsi conquistando la medaglia di bronzo. Nella categoria senior Under 18 Femminile le ragazze modenesi dell’Anderlini Unicom Starker guidate da Roberta Maioli e Davide Zaccherini riescono con una bella rimonta a vincere al tie-break e a salire sul gradino più alto del podio che parla modenese anche al terzo posto con le ragazze della Liu Jo che superano nella finalina la Foppapedretti. In campo maschile Under 15, Casina dei Bimbi, la squadre nata dalla collaborazione tra Scuola di Pallavolo Anderlini ed Universal Carpi e quest’anno con il supporto anche di Dhl Modena Volley conquista uno strameritato primo posto davanti a One Team Nembro Azzano. La squadra ligure dello Spinnaker Albisola scrive anche quest’anno il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione nella categoria Under 17 superando lo Yaka Volley e i ragazzi del Castellana Volley al terzo posto. Dhl Modena Volley fa la voce grossa in Under 19 imponendosi sul Calzedonia Verona e lasciando spazio alla cerimonia delle premiazioni che si è chiusa con un apprezzamento della Presidentessa di Dhl Modena Volley, Catia Pedrini, presente alle finali, emozionata ed estasiata nel vedere un Pala Panini pieno di giovani, futuro della pallavolo italiana.

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KINDER+SPORT WINTER CUP 2015

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Kinder+Sport Spring Cup: Una grande energia di Lori Pagliari

Voglia di giocare, di imparare, di crescere, voglia di diventare grandi pallavolisti ecco di cosa era fatta l'energia che si respirava nei giorni prima di Pasqua nelle tante palestre di Modena e provincia durante gli incontri della Kinder + Sport Spring Cup. Le 20 squadre under 13 femminili e le 9 della categoria under 14 maschile hanno dato il via alle gare giovedì 24 marzo, mentre venerdì 25, la grande novità di quest'anno,18 squadre under 12 maschili e femminili sono scese in campo decise a far vedere che anche loro stanno imparando a schiacciare e murare come i grandi. La cornice: cori stravaganti a sottolineare un muro o un ace, braccia al cielo per esaltare

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un punto e qualche lacrima per una sconfitta, ma tutto sdrammatizzato dagli applausi dei tanti genitori al seguito sempre pronti ad incitare e incoraggiare i giovani in campo. Nel torneo under 13 femminile le squadre divise in cinque gironi hanno disputato le qualificazioni con la formula all'italiana e sono arrivate alle semifinali Cus Siena e Volley Bergamo Foppapedretti da una parte, Anderlini Unicom Starker blu e Volley Azzano dall'altra. Le modenesi e le bergamasche hanno imposto il proprio gioco per conquistarsi la finalissima al PalaPaganelli da cui è scaturita una bellissima partita, con numerosi scambi lunghi e altalenanti, in cui le

orobiche sono riuscite ad imporsi solo al termine di un lunghissimo ed emozionante terzo set. Onore alle ragazze di Davide Soattini, un veterano del podio della Kinder +Sport Spring Cup, alle quali va un argento che vale davvero quanto un oro, bronzo al Cus Siena. Per la categoria solo maschile Under 14 le squadre hanno giocato due fasi a gironi da cui è scaturita una classifica che ha decretato come semifinaliste Casina dei Bimbi contro Trentino Volley e i torinesi di Arte e Mestieri Volley contro Calzedonia Verona. Anche per loro due secchi 2 a 0 hanno dato accesso alla finale tra Trentino Volley e Arti e Mestieri Volley vinto da quest'ultimi al termine di un


KINDER+SPORT SPRING CUP 2016

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secondo set di altissimo livello tecnico terminato solo ai vantaggi 25 a 23; terzo posto ai ragazzi di Calzedonia Verona sui padroni di casa Casina dei Bimbi. Per la categoria Under 12, le 18 squadre, alcune maschili, alcune femminili e qualcuna mista sono scese in campo venerdì mattina divise in sei gironi ed al termine di una giornata di pallavolo giocata nelle palestre del comprensorio di Sassuolo è arrivata la finalissima svoltasi sabato mattina sempre al Pala Paganelli che ha proclamato vincitore la squadra maschile del Colombo Genova sulla squadra del tutto femminile del San Cesario. Esperimento riuscito per questa news 2016 che ha visto sfidarsi maschi contro femmine ed anche squadre miste dimostrando che la pallavolo a questa età non fa differenze. Insomma una tre giorni di bella pallavolo giovanile ma soprattutto di tanta voglia di divertirsi e stare insieme, dimostrata anche nel tanto atteso Party del venerdì sera, dove i canti e balli hanno proclamato tutti vincitori.

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FINALI BUSSINELLO

NEWS

15ª edizione Trofeo Internazionale Paolo Bussinello

di Lori Pagliari

Poland National Team - Campione del Trofeo Bussinello U17M Il Trofeo Internazionale Paolo Bussinello, riservato alla categoria under 16 femminile e under 17 maschile, giunge alla sua 15ª edizione con la garanzia di offrire un livello tecnico altissimo, grazie alla partecipazione di società tra le più blasonate del panorama nazionale ed internazionale. Ben nove le squadre oltre confine, quattro femminili e cinque maschili, in rappresentanza di 5 nazioni: Germania, Polonia,

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Spagna, Francia e Slovenia. Le tappe invernali hanno conferito il pass per questa finale a Volley Treviso e Diatec Trentino, Unendo Yamamay Busto Arsizio, Spinnaker Albissola, alle Rappresentative Nazionali e Regionali sia femminili che maschili, la DHL Modena, Foppapedretti Bergamo, Itasteel Fiume Veneto, le Ali Padova e Synergie Venezia, Anderlini Unicom Starker e S. di P. Anderlini. Come ogni anno tutti hanno avuto la possibilità

di seguire i risultati in tempo reale sul sito e sulla pagina Facebook e, già sperimentata durante la Winter Cup, attraverso la App ufficiale S. di P. Anderlini. Non solo risultati, foto, interviste, video e dirette streaming su Anderlini Channel hanno permesso veramente a tutti di vivere l'entusiasmo e l'agonismo di uno dei tornei internazionali nell'Olimpo delle manifestazioni giovanili. Se sul campo le sfide sono state agguerrite, tutti


FINALI BUSSINELLO

Unendo Yamamay Busto Arsizio - Campione del Trofeo Bussinello U16M

I Premi Individuali del Trofeo Bussinello Una splendida panoramica del Pala Paganelli

hanno deposto le armi per cantare e ballare al tanto atteso Party del venerdì sera, presso la Polisportiva Modena Est, insieme ai partecipanti della Kinder + Sport Spring Cup, tranne i più piccoli dell'under 12 che hanno avuto un loro Party riservato presso la Polisportiva Formiginese. Al sabato si gioca quindi tutti a letto presto e pronti per la giornata di semifinali e finali previste per il sabato mattina al PalaPaganelli di Sassuolo. Gli incontri di qualificazione hanno dimostrato che conquistare la finale non sarebbe stato facile, tutti hanno messo il massimo impegno e solo al termine di combattutissimi incontri sì è arrivati a decretare i finalisti. La Polonia la fa da padrona avendo le squadre finaliste sia in campo femminile contro Unendo Yamamay Busto Arsizio, sia in campo maschile contro la selezione Emilia-Romagna. La sfida Italia Polonia finisce pari con le farfalle di Busto Arsizio vittoriose a difendere l'Italia e i ragazzi della Nazionale Polacca che si impongono 2–0 grazie ad uno strapotere fisico determinante. Bronzo alla Foppapedretti per le femmine e Volley Treviso tra i maschi. Al termine delle esaltanti finali si sono svolte le premiazioni di entrambi i tornei alla presenza delle autorità comunali locali, della Fipav e della Bper. I tanto attesi premi speciali individuali sono andati a: Miglior Palleggiatore per i maschi Lukasz Rajchelt (Club Poland) e per le femmine, sempre dalla Polonia, Gabriela Makarowsna. Migliori Attaccanti Sofia Rampazzo (Le Ali Padova) e Joshua Pascon (Volley Treviso). Migliori Giocatori della Manifestazione: Virginia Peruzzo (UYBA) e Mateusz Janikowski (Club Poland). Se qualcuno si fosse perso qualche momento niente paura, sul sito www.scuoladipallavolo.it, sulla App ufficiale S.di P. Anderlini e su Anderlini Channel potrete rivivere minuto dopo minuto in attesa delle edizioni 2017.

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ANDERLINI

Enrico Carretti Dal baule dei miei ricordi Non posso non iniziare ricordando i primi passi che ho mosso dentro la S.diP.: avrò avuto otto o nove anni e mi sembra ieri che salivo per le prime volte le scale della palestra delle scuole Pisano, dove la Barbara (Bidinelli n.d.r.) ci aspettava per la lezione con la rete tirata per il lato lungo della palestra. È davvero bello ripensare a quei primi giorni, dove la rete sembrava altissima, i palloni di cuoio qualcosa “da grandi” e i ragazzi dell’ora dopo sembravano “grandissimi”. Sono stati i primi passi di un cammino durato oltre dieci anni. Poi ricordo con moltissimo piacere i Camp estivi. La prima volta che mi sono unito al gruppo durante l’estate si andava ancora nella amena località di Castel D’Aiano, Serramazzoni era ancora di là da venire. Andrea (Nannini n.d.r.) non ci faceva certo annoiare (...) e i momenti di riposo erano denominati “riposo attivo”, giusto per far capire che si lavorava molto e si stava poco tempo sul lettino in piscina. L’altra bellissima immagine che ho della mia esperienza in S.diP. è sicuramente il passaggio al Palanderlini. Ricordo ancora che per arrivare al nuovo

palazzetto si doveva passare attraverso il Cattaneo o per una selva di erbacce, visto che il parcheggio e l’area urbanizzata che c’è oggi non erano ancora stati costruiti. Dopo tanti anni passati tra le Pisano, il Cus, le Ferraris e tante altre piccole palestrine, l’idea di avere un palazzetto “nostro” era qualcosa di emozionante. Infine vorrei chiudere ricordando la mia ultima stagione con la maglia della S.diP.: era l’anno 2003-2004, venivamo dalla bellissima esperienza della B1 giocata l’anno precedente e la stagione si presentava con non poche difficoltà. Ci eravamo spostati nella palestra dell’ex Wiligelmo, per fare posto al Palanderlini ai “cugini”

di Enrico Carretti

dell’Eurotecnica, il budget a nostra disposizione non era molto elevato e per le trasferte usavamo due pulmini un po’ scassati, guidati dal nostro caro Prof. Astolfi e da Paolo Giovenzana. Partimmo con numerose sconfitte, ma poi nel corso della stagione ci rimettemmo in carreggiata, per arrivare a conquistare la salvezza all’ultima giornata in terra toscana. Nonostante le mille difficoltà di quell’annata, non dimenticherò mai il clima di coesione dello spogliatoio, la voglia di provarci sempre, anche in quelle partite in cui sembrava impossibile portare a casa il risultato, le trasferte con i pullmini scassati (e le partite dell’Inter ascoltate per radio) e le grandi amicizie consolidate in quei momenti. Chiudo questa carrellata di ricordi augurandomi che i bellissimi momenti che ho passato alla S.diP. siano stati e continuino ad essere un’esperienza comune di tutti i ragazzi che, in questi anni, si sono avvicinati a questa realtà e che ciò possa continuare per molti anni a venire.

A D N E L A C CASA


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EDUCATIONAL 1

NEWS

L’altro modo di “fare” Società Sportiva. Quando lo sport crea turismo e la rottura dei paradigmi.

di Rodolfo “Giobbe” Giovenzana

L’Educational organizzato dalla Scuola di Pallavolo Anderlini, vuole riunire persone che amano il mondo dello sport indipendentemente dal ruolo e dal livello, trascorrere tre giorni all’insegna dello star bene insieme con ampi spazi dedicati alla conoscenza del territorio delle Valli del Cimone con la visita guidata al Castello di Sestola, conoscere l’enogastronomia locale e i sapori tipici del territorio unitamente a momenti di confronto con il mondo “Scuola di Pallavolo Anderlini”, in uno scambio di idee tra persone che condividono gli stessi valori ed obiettivi. La Scuola di Pallavolo Anderlini ospiterà gratuitamente tecnici e dirigenti di Associazioni Sportive, Comitati FIPAV ed Enti di Promozione Sportiva nella convinzione che “PIÙ CONDIVIDIAMO PIÙ ABBIAMO”. Tre giorni, da venerdì 6 a domenica 8 maggio 2016 con workshop dedicati a: • La rottura dei paradigmi • Il modello “Scuola di Pallavolo Anderlini” • Il Social-marketing • Motivazione , reclutamento e comunicazione • Progetto Anderlini Volley Community e l’Anderlini Network by Kinder+Sport

EDUCATIONAL 2016 Anno VIII

6-7-8 maggio 2016 Fanano e Sestola (MO) Invito di PARTECIPAZIONE GRATUITA per due persone

L’altro modo di “fare” Società Sportiva La rottura dei Paradigmi Programma Venerdi 6 maggio 2016 Scopo dell’Educational è quello di riunire persone che amano la pallavolo indipendentemente dal ruolo e dal livello, di trascorrere tre giorni all’insegna dello star bene insieme con ampi spazi dedicati alla conoscenza del territorio delle Valli del Cimone con la visita guidata al Castello di Sestola, all’enogastronomia locale e i sapori tipici del territorio unitamente a momenti di confronto con il mondo “Scuola di Pallavolo Anderlini”, in uno scambio di idee tra Società, Organizzazioni ed Enti che condividono gli stessi valori ed obiettivi. . Il Presidente della Scuola di Pallavolo Anderlini

Marco Neviani

il Sindaco di Fanano

Stefano Muzzarelli

I partecipanti saranno accompagnati in un tour che illustrerà loro alcune eccellenze storiche, culturali e paesaggistiche nonché l’enogastronomia del territorio, in linea con il progetto “Anderlini Network by Kinder+Sport”’ del quale la Scuola di Pallavolo Anderlini ne è promotrice. All’Educational prenderanno parte circa 70 Dirigenti Sportivi provenienti da tutte le parti d’Italia e dall’Europa.

il Sindaco di Sestola

Marco Bonucchi

il Consorzio

Valli del Cimone Hanno il piacere di invitarla all’Educational 2016 che si terrà nei giorni 6-7-8 maggio 2016 A Sestola e Fanano di Modena

Ore 18,00 Arrivo dei partecipanti a Fanano (MO), accoglienza, sistemazione presso HOTEL FIRENZE Via Roma, 29 Fanano (MO), Tel. 0536 68822 Sito web: www.gabriella.it Ore 19,00 Briefing di presentazione Ore 20,00 Cena tipica delle Valli del Cimone, Via Pian del Falco, 15, 41029 Canevare Di Fanano MO Ore 21,30 Visione del video: “Alla Scoperta del Futuro. La questione dei paradigmi” Sabato 7 maggio 2016 Ore 9,00 Visita guidata al Castello di Sestola Ore 11,00 Rifugio Lago della Ninfa - A passeggio tra il faggio e l’abete. Ore 12.30 Pranzo tipico c/o Agriturismo del Cimone - La PALAZZA, Via Calvanella, 710 - 41020 Canevare di Fanano MO Tel. 0536 69311 Cell. 335 626.69.72 Sito web: www.agriturismodelcimone.it Ore 14.30 Workshop: La filosofia, il social marketing, la gestione e il modello Scuola di Pallavolo Anderlini. Ore 20.00 Cena c/o Agriturismo del Cimone - La PALAZZA Menù a base di prodotti biologici abbinati a vini locali. Ore 21,30 Testimonianze e Question Time di confronto. Domenica 8 maggio 2016 Ore 9.00 Workshop: Il Progetto “Anderlini Volley Community” Ore 10,30 Opinioni a confronto. Ore 12,00 Conclusioni e chiusura lavori. Ore 13.00 Pranzo con gnocco e tigelle presso: Ristorante “Pane Vino e Maialino”, Piazzale Cà Dante, 96 Fanano Tel. 0536 67601 Ore 14,00 Saluti e partenza dei partecipanti. Scuola di Pallavolo Anderlini C/O Pala Anderlini Via Mario Vellani Marchi, 106 - 41124 Modena Per informazioni: Giobbe 3388952927 — Ilenia 3389648113 Educational@scuoladipallavolo.it - www.scuoladipallavolo.it

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La Carta Etica Anderlini vola in Europa con Ethics4Sports

La Carta Etica Anderlini vola in Europa e diventa uno dei punti di riferimento internazionali per la costruzione di un codice etico condiviso per l’autoregolamentazione del mondo sportivo. Il progetto, che ha come obiettivo la diffusione di una Carta Etica che delinei i principi e i valori da osservare in abito sportivo da parte di famiglie, atleti e staff, è stato ideato da Sant Cugat Creix, società polisportiva di Sant Cugat che raccoglie pallavolo, rugby, hockey e calcio,

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insieme all’Ajuntament de Sant Cugat. Si allineano ai capofila del progetto tre club sportivi già impegnati nella diffusione di Carte Etiche: Scuola di Pallavolo Anderlini, ERG Iserlohn di hockey e AFC Bardwell di calcio. Al progetto si aggiungono anche due prestigiose università, la Université Rennes e la University di Leicester, in qualità di esperti scientifici. È andato in scena a fine gennaio il primo meeting internazionale di Ethi-

di Federica Stradi

cs4Sports, il progetto pilota finanziato dall’Unione Europea che si inserisce nel programma Erasmus+Sport. Marco Neviani, Presidente della Scuola di Pallavolo e legale rappresentate del progetto, e Claudia Fiorini, esperta di Carta Etica, hanno partecipato al Kick-Off Meeting di Sant Cugat, Barcellona, insieme agli altri partners. Il progetto ha tagliato ufficialmente il nastro di partenza lunedì mattina, con un’attività ludico-didattica all’interno


PROGETTO EUROPEO CEA

dello storico chiostro del monastero benedettino di Sant Cugat de Valles, in cui i partecipanti hanno potuto rompere il ghiaccio e conoscersi, cercando di superare le prime barriere linguistiche. Il meeting è poi entrato nel vivo, con una breve presentazione da parte di tutti i partners e la scelta del logo ufficiale del progetto. Sono seguite le spiegazioni delle linee guida di E4S con i primi accenni alla progettualità da seguire nel biennio 2016-2017 presso l’High Performance Center, il nuovo centro sportivo di Sant Cugat. Focus principale di Ethics4Sports è la creazione di una Carta Etica Sportiva Europea, basata su dati scientifici e ricerche approfondite sugli attori principali del mondo dello sport, attraverso focus group, form online e persino un’applicazione finalizzata alla raccolta dati e alla divulgazione in tempo reale dei risultati della ricerca. Attende quindi un duro lavoro a tutti i partners di Ethics4Sports, in particolare alla Scuola di Pallavolo Anderlini, che ospiterà il prossimo meeting internazionale in programma a giugno 2016.

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Due terzi schiavo

di Andrea Strozzi – LLHT.org

Questo non vi piacerà. Per la verità, piace poco persino a me. Perché è… vero. Sono veri i numeri. Vere le emozioni. Vero il rimpianto. Vera la consapevolezza. Vero il successo. Vera la sensazione di libertà. Come molti di voi ormai sanno, nel 2014 ho mollato un posto di lavoro prestigioso e dignitosamente retribuito, dopo quasi quindici anni trascorsi nel settore finanziario. A fare cose “serie”, diciamo. Delicate. Strategiche. Responsabilizzanti. Aggettivo ingannevole, quest’ultimo. Perché inevitabilmente… relativo. Relativo al contesto in cui mi trovavo. Io ero responsabile  in  quel contesto. Ma ero dannatamente irresponsabile in molti altri. Salto i passaggi intermedi (tutti raccontati nel mio libro), per dire che si arriva così al punto in cui, se alla mattina vuoi continuare a guardarti allo specchio senza abbassare lo sguardo, il salto devi farlo per forza. E infatti lo feci. Con la fine del 2015, si sta chiudendo il primo anno interamente da outsider. Un anno in cui ho potuto gustarmi una nuova concezione della vita. Una dimensione in cui sono finalmente io a farmi le regole che possono servirmi. La prima e più importante di queste regole si chiama tempo. Non sono più gli altri a scandirlo adesso, ma soltanto io. Questa cosa è impagabile. E per molti aspetti indescrivibile. Credo che abbia intimamente a che fare con il concetto di libertà. In questi giorni ho rimesso in fila le cose. Le ho ripensate. Rimuginate. Le ho valutate e rivalutate. Con occhi diversi. Con chiavi di lettura che fino ad ora avevo solo sfiorato. Adesso le ho quantificate. E ho  paura, adesso. Paura a specchiarmi in ciò che sto per scrivere. Così come dovreste averla voi, paura. Per quello che è stato. E per quello che sarà. O che non sarà. La questione è semplice: per chi, o per che cosa, si lavora.

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Ho elencato tutte e sole le spese che nel 2013, l’ultimo anno intero in cui ho avuto un lavoro salariato, ho sostenuto per… lavorare! Che cioè erano strettamente dipendenti da quel lavoro. Perché funzionali ad esso. Spese piccole e grandi che ero costretto a sostenere per il solo fatto di trovarmi inserito in quel meccanismo. La famosa ruota del criceto, certo. Ho quindi convertito l’ammontare di quelle spese in ore e giorni di lavoro, banalmente dividendole per il mio guadagno netto orario. In pratica, ho applicato alla lettera la filosofia di José Pepe Mujica, in base a cui quando compro qualcosa, non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che mi è servito per guadagnarli. Vediamo quanto mi sono costate quelle spese necessarie a poter lavorare, allora: • Bar. Al bar ci andavo tre volte al giorno (prima di entrare in ufficio, a metà mattinata insieme ai colleghi, e in tarda mattinata per un caffè volante), a cui va aggiunta una ricarica settimanale media di 5 euro sulla  chiavetta per le macchinette. Nota (per prevenire obiezioni): la spesa del bar non è da considerarsi facoltativa, perché in certi ambienti il bancone del bar è un luogo di lavoro esattamente uguale – se non addirittura più mirato – alla propria scrivania, perché è dove si stringono relazioni con persone di altri uffici e si scambiano informazioni spesso basilari per la propria attività. Totale: 15,2 giorni di lavoro. Dovevo cioè lavorare più di quindici giorni all’anno, solo per potermi finanziare le colazioni al bar… • Pranzi fuori. Spesa giornaliera

eccedente il valore del buono pasto, moltiplicata per 220 giorni lavorativi. Totale: 11,3 giorni di lavoro. • Cene fuori. Questa voce – è vero – non dipende tecnicamente dal fatto di lavorare: mia moglie ed io avremmo in effetti potuto cenare ogni sera a casa, preparandoci noi qualche manicaretto. Ma… alle dieci di sera? In quanto, rientrando dal lavoro molto tardi, non avevamo né il tempo, né la testa, né la voglia di metterci ai fornelli. I ritmi a cui eravamo sottoposti ci “costringevano” quindi ad andare fuori a cena in media un paio di volte alla settimana. Totale: 22,9 giorni di lavoro. • Acqua minerale. Questa voce la metto perché all’epoca, sempre per ragioni di tempo, prendevamo l’acqua al supermercato e non – come avviene oggi – gratuitamente all’acquedotto. Totale: 2,6 giorni di lavoro. • Vacanze. Tema delicato, questo. In quanto, come per le cene fuori, nessuno ci obbligava tecnicamente a fare vacanze dispendiose. Ma, ancora una volta, quando si vive in un certo contesto le vacanze diventano purtroppo un modo per dimostrare di farne legittimamente parte. Una specie di certificato di appartenenza. Ricordo che una volta facemmo un bellissimo giro a piedi di alcuni  giorni su un antico tracciato del nostro Appennino, spendendo una cifra irrisoria: il risultato fu che, al lunedì mattina, provai una certa vergogna a comunicare agli altri tale scelta. Ai fini di questo calcolo, considero quindi una vacanza “corposa” all’anno e tre weekend in giro per l’Italia, per un totale di 40,3 giorni di lavoro. • Abbigliamento. Una delle regole non scritte era un abbigliamento for-


RUBRICA LLHT

HIGHLIGHTS

Chi è Andrea Strozzi

D male piuttosto decoroso. Considero quindi, in media ogni anno, 3 camicie, 2 completi giacca+pantalone, 3 cravatte, 2 paia di scarpe, 1 giaccone o soprabito. Tutto di qualità media o medio-bassa e preso rigorosamente in saldo. Totale: 13,2 giorni di lavoro. Subtotale fino a questo punto: 105,4 giorni di lavoro. Poi c’è tutta un’altra serie di altre voci che, sebbene assorbissero importi inferiori, concorrevano sensibilmente a gonfiare la cifra complessiva. Mi riferisco per esempio a: previdenza integrativa (quota della mia retribuzione girata al fondo pensione), carburante per tragitto casa-lavoro (fortunatamente nel mio caso abbastanza modesto), lenti a contatto (possedevo un paio d’occhiali con una montatura del 1992 e, per le ragioni sopra esposte, oltre al dress-code  esistevano anche delle convenzioni estetiche), alcuni farmaci o parafarmaci  (per piccoli malanni che, guarda caso, da quando non vado in ufficio non mi colpiscono più), quotidiani e riviste (necessarie per aderire – almeno formalmente – a un circuito informativo mainstream, necessario per non sembrare dei disadattati), più altre voci di spesa inferiori. Bene: includendo anche queste voci, il totale di giorni lavorati soltanto per “finanziare” la mia appartenenza a quel meccanismo sale a 148,7 giorni. Detta in altre parole, dei 220 giorni lavorativi annuali, circa 150 mi servivano soltanto per restare inserito in quel modello. Senza che mi venisse in tasca niente di più. Niente di cui avessi effettivamente… BISOGNO.

E qui entriamo nella parte più drammatica. Che provo a illustrare aiutandomi con un grafico.

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opo una carriera di quindici anni nella governance di alcuni gruppi bancari nazionali, in cui si è occupato di sviluppo del Personale, performance-management, pianificazione strategica e M&A, oggi Andrea Strozzi ha scelto di dare priorità ai Valori in cui crede: oltre a gestire il suo blog e a a scrivere su “Il Fatto Quotidiano”, Andrea Strozzi collabora attualmente con PAEA – Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente e con il PER – Parco dell’Energia Rinnovabile, una struttura ricettiva unica in Italia (situata sulle colline umbre), esclusivamente alimentata da fonti energetiche rinnovabili ed espressamente concepita per l’ospitalità e la didattica ricreativa sui temi dell’ecosostenibilità e del risparmio energetico.

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GIORNI Visivamente fa paura. Dei 220 giorni che la vita mi mette ogni anno comunque a disposizione e che io avevo scelto di dedicare al lavoro salariato, oltre due terzi (67,6%) erano funzionali a mantenere in moto quella ruota! Niente che servisse a me, alle persone che amo, ai miei bisogni, alle mie passioni, alla percezione di un Senso, di un Significato… Per due terzi del mio tempo, vivevo per lavorare. E  ve l’ho appena dimostrato. Fermatevi, adesso. Fermiamoci un attimo. Ok, ora è perfettamente naturale: in alcuni lettori potrebbe scattare qualche legittima barriera di autodifesa, potrebbe persino sembrare giusto aggrapparsi alle possibili incongruenze

dei miei calcoli. Vi risparmio la fatica: ci sono sicuramente delle incongruenze! Come altrettanto sicuramente le mie misurazioni sono state in qualche caso approssimative. Se non altro, in quanto frutto di una valutazione  soggettiva. Certamente, la mia condotta non è stata irreprensibile. Certamente, ho ceduto su molti fronti. Avrei potuto evitare qualche cappuccino, qualche cena fuori e persino quel weekend a Volterra. Però adesso domandiamoci: di quanto si sarebbe abbassato

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RUBRICA LLHT

l’istogramma rosso, senza quelle incongruenze? Davvero credete che si sarebbe abbassato a sufficienza per… non farci vergognare dei gerani che comunque tutti noi, nel corso degli anni, appendiamo  alle sbarre della nostra cella?  Se anche quell’istogramma rosso scendesse dal 67% al 50%, potremmo forse ritenerci soddisfatti? E ora sferriamo il colpo finale. Estendiamo cioè il ragionamento, passando dal particolare all’universale. Dalla vicenda personale mia e di molti di noi ad una sua dimensione sistemica. Guardate, sempre in quel semplicissimo grafico, a cosa corrispondono veramente le due aree: quella rossa (che – ripeto – serve solo per tenere in piedi il meccanismo) e quel surplus verde (che corrisponde al tempo di lavoro con cui ci guadagniamo i soldi da destinare ad altro):

Circa un terzo del tempo che dedichiamo al lavoro serve effettivamente per consentirci di acquistare il cibo, pagare le utenze domestiche, la cultura e, qualora avanzasse qualcosa, mettere due soldi da parte: in pratica, sono i beni di prima necessità. Ma – ed è qui che vengono i brividi – i due terzi rimanenti servono esclusivamente a mantenere in moto la megamacchina produttiva. Ad alimentare, cioè, il fantomatico PIL! Servono esclusivamente a fornire linfa a quel sistema perverso, autoreferenziato ed autoportante che si chiama libero mercato. I benefici di quei 148,7 giorni di sforzi non erano destinati al mio benessere, ma soltanto a… preservare il sistema. Ed ecco perché tremano i polsi: perché, su un arco temporale di quasi quindici anni della mia vita, ne ho usati  dieci  solo per… nutrire il mio car-

ceriere! Fisso quel grafico. E lo fisso ancora. Quasi inebetito. Fino a pietrificarmi. Non riesco a farmene una ragione. E in quanti ci siamo dentro, penso. Oggi ne sono uscito, è vero (per essere dentro a qualcos’altro). Oggi il mio unico obiettivo è garantirmi l’equivalente monetario di quel surplus verde in alto, quello che cioè serve ad assecondare i bisogni primari miei e della mia famiglia. E’ un obiettivo che sto costruendo pezzo dopo pezzo. Un obiettivo che, soprattutto se alleggerito delle “zavorre rosse” che ci sono sotto, si rivela essere un traguardo assai più raggiungibile. Lo so, è un pessimo post per concludere l’anno. O forse è ottimo, chi lo sa. Perché la consapevolezza è come al solito il primo passo, se davvero lo vogliamo, per passare poi all’azione. 12/19/26 APRILE 2016 ORE 20.30-23:00 c/o “LOFT 350” Openspace-Coworking VIA GIARDINI 350 MODENA

BISOGNI PRIMARI (alimentazione, utenze, cultura, risparmio)

MOLLARE IL LAVORO E RITROVARE SE STESSI

RACCONTATO DA CHI LO HA FATTO DAVVERO

Workshop in tre serate per prendersi per mano e scoprire insieme, guidati da Andrea, con esempi concreti ed esercizi pratici, come predisporci a uscire con successo dalle “zone di comfort”

PRODOTTO INTERNO LORDO

ANDREA STROZZI

Laureato in Statistica Economica, appassionato di Sociologia ed ex-funzionario di banca per 15 anni. Fondatore del think-net LLHT.org, oggi è uno dei più autorevoli testimoni del cambiamento in Italia e promuove la bioeconomia per le persone e le organizzazioni. E’ autore per TerraNuova del libro Vivere Basso, Pensare Alto …o sarà Crisi vera, scrive su Il Fatto Quotidiano.it e per numerose altre testate.

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RUBRICA MOVIDA

NEWS

Prorogato di sei mesi l'obbligo di dotazione di defibrillatore per gli Enti Sportivi Dilettantistici Come molti si attendevano (e da qualche tempo era nell'aria, seppur solamente ufficioso), a poche ore dalla scadenza, prevista per lo scorso 20 gennaio 2016, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha posticipato di sei mesi la scadenza dell'obbligo di dotazione di defibrillatori semiautomatici imposto agli Enti Sportivi Dilettantistici firmando il Decreto di modifica del Decreto 24 aprile 2013 recante la "Disciplina della certificazione dell'attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita" (il cosiddetto Decreto Balduzzi). Dello stesso giorno è stato quindi il comunicato del Presidente del CONI Giovanni Malagò inoltrato a tutte le Federazioni Sportive Nazionali, a tutti gli Enti di Promozione ed a tutte le Discipline Sportive Associate, con il quale ha notificato che "il Ministro della Salute, aderendo alla richiesta del CONI, con decreto pubblicato sulla G.U del 18 gennaio u.s., ha differito di sei mesi il termine di entrata in vigore del decreto 24

aprile 2013 ... che dispone ... l'obbligo per tutte le società e associazioni sportive dilettantistiche di dotarsi di defibrillatori semiautomatici". Sono state dunque ascoltate le richieste del Presidente del CONI (del 2.11.2015) e del Coordinatore degli Assessori allo Sport del Friuli Venezia Giulia (del 5.1.2016), che nei giorni antecedenti alla scadenza avevano a gran voce richiesto un differimento del termine vista l'impossibilità che entro il 20

In un mondo sempre più “social” MOVIDA resta al passo con i tempi, motivo per cui ci potete seguire su tutti i social network ad oggi maggiormente utilizzati. In particolare, accanto al sito web istituzionale www.movidastudio.it ed al blog di approfondimento www.tuttononprofit.com, potete trovaci su Facebook (con l’account Equipe Movida e la pagina Tutto Non Profit), su Twitter (con l’account @EquipeMovida), su Google+ (con la pagina Tutto Non Profit) e su Linkedin (con l’account Equipe Movida).

di Movida S.A.S.

gennaio 2016 venissero completate "su tutto il territori nazionale le attività di formazione degli operatori del settore sportivo dilettantistico circa il corretto utilizzo dei defibrillatori". Per ulteriori richieste specifiche e/o di approfondimento, si precisa che il presente articolo è stato predisposto a cura di: Dott. Stefano Bertoletti Dott. Alberto Gambone

MOVIDA S.A.S. Via San G. Bosco 56/A IVREA (TO) Tel. 0125.633211 www.movidastudio.it info@movidastudio.it

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RUBRICA TECNICA

NEWS

Obiettivi tecnici

di Davide Soattini

BAGHER D’APPOGGIO MODELLO TECNICO 1. Il bagher si inizia a creare mentre mi avvicino al punto di impatto con la palla; 2. La presa deve essere salda e creare un buon piano di rimbalzo (valutare anche le caratteristiche fisiche individuali); 3. Piano di rimbalzo: ampio e angolato verso l’obiettivo; 4. Un piede leggermente avanti all’altro; 5. Gambe piegate; 6. Testa dentro le spalle; 7. Sguardo al bersaglio; 8. Angoli fra braccia-busto, busto-gambe, e gambe devono rimanere invariati; 9. La spinta è prevalentemente a carico degli arti inferiori; 10. Accompagnare la palla dopo l’uscita facendo almeno un passo avanti; 11. Le braccia seguono l’uscita della palla con un piccolo movimento verso l’obiettivo; 12. Nel bagher d’appoggio laterale occorre orientare correttamente il piano di rimbalzo con la spalla esterna più alta che scivola avanti nel momento dell’impatto con la palla.

OBIETTIVI TECNICI IN UNDER 11 Insegnare la tecnica corretta del bagher d’appoggio, facendo in particolare attenzione a: PRIMA (POSIZIONE D’ATTESA) • braccia libere e spalle sciolte. DURANTE (ESECUZIONE DELL’APPOGGIO) • richiedere la chiamata della palla; • anticipare il punto di caduta della palla per non subire la stessa; • presa salda delle mani; • portare la palla con alcuni passi nella direzione dell’appoggio, dando come riferimento il punto rete centrale

di zona 3. DOPO (SGUARDO ALL’OBIETTIVO) Lavorare sul piano di rimbalzo, soprattutto sulla sensibilità del tocco e delle spalle.

OBIETTIVI TECNICI IN UNDER 12 Consolidare la tecnica corretta insegnata in Under 11. Continuare il lavoro di sensibilizzazione delle spalle e delle braccia, diversificando gli angoli tra direzione di arrivo della palla e riferimento dell’alzata.

OBIETTIVI TECNICI IN UNDER 13 Fondamentale da utilizzare soprattutto su free ball avversaria con l’obiettivo di mandare la palla verso il centro della rete. Iniziare a cercare una traiettoria più tesa (per dare l’idea di aggredire la palla e non subirla con il peso dietro). Nel caso si utilizzasse già l’entrata del palleggiatore, mantenere una traiettoria leggermente più morbida per facilitare la penetrazione.

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BAGHER DI RICEZIONE MODELLO TECNICO 1. Posizione di attesa: 2. Posizione comoda (gambe divaricate o un piede avanti all’altro). 3. Spalle rilassate 4. Busto flesso leggermente in avanti 5. Fronte al battitore. 6. Sguardo sulla palla 7. Con la valutazione della traiettoria inizia lo spostamento e la preparazione del piano di rimbalzo. 8. Posizione sul colpo: 9. Piano di rimbalzo orientato verso l’obiettivo 10. Spalle più avanti delle ginocchia 11. Gambe piegate e cariche 12. Caviglie attive 13. Sguardo sul punto d’impatto

OBIETTIVI TECNICI IN UNDER 11 È un fondamentale che non viene insegnato in questa categoria.

OBIETTIVI TECNICI IN UNDER 12 Inserire la differenza tra le due tipologie di bagher quello di appoggio e quello di ricezione. PRIMA (POSIZIONE D’ATTESA)

• comoda con le spalle sciolte. DURANTE (ESECUZIONE DELL’APPOGGIO) • richiedere la chiamata della palla; • anticipare il pu nto di caduta della palla per non subire la stessa; • orientare la spalla esterna verso l’obiettivo; • gambe cariche per aver una posizione forte che permetta di direzionare la palla e orientate verso la zona di provenienza della palla. DOPO (SGUARDO ALL’OBIETTIVO)

OBIETTIVI TECNICI IN UNDER 13 Consolidare la tecnica insegnata in Under 12, lavorando sulla valutazione della traiettoria con spostamenti da tutte e quattro le direzioni. Inserire il bagher laterale. Definire di uno schema di ricezione a tre sui palloni lunghi con le altre due con competenza dei palloni corti e fare chiarezza sulle zone di conflitto.


RUBRICA TECNICA

BAGHER DI DIFESA MODELLO TECNICO POSIZIONE DI ATTESA Un piede avanti all’altro, entrambe gli arti inferiori carichi con peso sugli avampiedi, busto leggermente flesso avanti, braccia sciolte. Quando l’attaccante effettua il colpo sulla palla l’atleta in difesa effettua un movimento di “entrata”. Frontalità del corpo rispetto all’ attaccante ENTRATA IN DIFESA Da piedi divaricati sul piano sagittale si passa a piedi divaricati sul piano frontale (alle stessa altezza), durante questo movimento il baricentro non deve subire variazioni di altezza. Il busto rimane inclinato avanti con spalle che cadono perpendicolarmente appena avanti alle ginocchia. Le braccia assumono una posizione a “vassoio”: braccia flesse, con avambraccio parallelo al terreno, e gomiti leggermente staccati dal corpo, palmo delle mani rivolto verso l’alto.

OBIETTIVI TECNICI IN UNDER 11 È un fondamentale che non viene insegnato in questa categoria. OBIETTIVI TECNICI IN UNDER 12 Nella fase iniziale dell’anno non ci sono tante squadre che attaccano quindi sarà difficile far capir loro l’utilità di questo fondamentale, credo che lo smash bal in questo possa aiutare. PRIMA (POSIZIONE D’ATTESA) • comoda con le spalle sciolte. DURANTE (ESECUZIONE DELLA DIFESA) • insegnare l’entrata con arresto ad

un tempo e dare come indicazione di mantenere le braccia rilassate (dall’u13 con attacchi più ficcanti inserire la posizione a vassoio) DOPO (COPERTURA DEL CONTRATTACCO) Insegnare anche: • i vari spostamenti prima dell’entrata in difesa; • lavorare sul timing corretto dell’entrata; • cercare di allenarle anche sulla lettura, ad andarsi a cercare la palla, abilità che viene pochissimo allenata e le bimbe sono ferme in campo; • inserire i concetti di preacrobatica con rullate e rotolamenti sia a destra che a sinistra.

OBIETTIVI TECNICI IN UNDER 13 Consolidare la tecnica insegnata in Under U12. Inoltre inserire i vari tipi di difesa: in figura, lontana ed in caduta laterale/avanti. Introdurre il concetto di attaccare la palla, la volontà di difendere è prioritaria rispetto alla tecnica. Inserire il concetto di assistenza in difesa per portare la squadra a contrattaccare e non solo a recuperare la palla in difesa. Lavoro sulla preacrobatica, insegnare sia la rullata (utile per rialzarsi dopo il recupero di una palla lontana), che il rotolamento sul fianco (necessario dopo una difesa in caduta vicina).

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S.di P. Anderlini News n.93  

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