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I castelli “Lo possiamo tenere per tutta la vita? Va beh, lo teniamo per l’inverno!”

SCUOLA


"I pensieri si coagulano nel cuore se non vengono espressi. Un'idea è come un uccello raro che non possiamo vedere. Ciò che vediamo è il ramo tremolante dal quale ha appena spiccato il volo." Lawrence George Durrel

Mentre giocavano con i pezzi di legno, ad Asia e a Francesca viene l’idea di fare un castello con tanto di principi, principesse, draghi e cavalli alati … anche Asia, Giorgia e Alice sono state contagiate dal loro entusiasmo, così hanno pensato di unirsi al gruppo per la realizzazione del castello ! Laura, terminata l’opera d’arte:: “ ma il nostro castello è gigantesco, sono stanca come un pappagallo!” Quando si sta bene, il tempo passa volando e così è venuta l’ora del pranzo ed i bimbi sanno che bisogna riordinare tutto il legno. Il castello era per terra ed era così bello che … Francesca: tata ma lo possiamo tenere ancora per un po’ ? Laura: così rimane per tutta la vita ! Asia: no, non per tutta la vita ! Laura: beh, va beh, anche solo per questo inverno !

Decidiamo di tenerlo, mettendolo su un foglio di compensato, incollandolo. Mentre lo riposizionano, a Laura cadono alcuni pezzi di legno, diventa tutta rossa e dice tra sé ad alta voce: ah Laura Laura che pasticci che combini ! Alice: anche io sono una pasticciona. Asia: Laura,Laura, Laura Ferrarini ( in tono un po’ scherzoso e un pò serio) Laura: adesso non ridete perché non c’è da ridere, ho combinato un bel pasticcio !! Francesca: non ti preoccupare non è niente !


ENTRIAMO NEL CASTELLO … … e troviamo … Una barca “Treno a Rotaie”

“Piscina con Trampolino Dove il re si Sta tuffando”

“È il posto dove si trasformano i cavalli … Entrano e gira, gira, gira, gli vengono le ali, volano e 0961-921080. diventano brillanti con i brillantini che cadono”

“la scala del castello”

“Mulino dove fanno la farina magica”

“la t.v. con sopra il telecom ando”

“carrozza con cavallo”


“Chiesa con vaso di fiori dove gli abitanti vengono a pregare”

“Appartamento degli unicorni, dentro c’è la cucina, il letto della principessa con il camino !”

“Lavatrice, asciugatrice con ammorbidente (tappo ) Sopra si mettono i panni sporchi che, con la catapulta, scivolano dentro alla lavatrice”

“merletto per stendere i panni”

“albero di legno”

“Casa delle galline e delle pecore”

“Casa delle guardie E sopra la bandiera”

“Bandiera del drago, qui è intrappolato il drago perché aveva catturato la principessa ma poi è arrivato il drago buono che con i suoi denti affilati, ha strappato la catena e ha salvato la principessa”


“Passaggio dei cavalli e dove ci sta la legna con il boscaiolo che la taglia” “uccellino”

“Tappo dove esce fuori l’acqua per il cavallo”

“Un castello”

“Se schiacci l’asta vengono fuori i delfini volanti che vanno fino nell’ oceano”

“Fiume con il ponte, casa dei delfini” (scatola) “Barca per la principessa” (molletta)


“Qui ci sono i vestiti della principessa e del principe come un armadio e di fianco c’è un posto dove entrano e in un lampo sono gia vestiti !”

“Qui c’è la legna del boscaiolo, c’è una roba che fa venire la segatura, c’è la casa del principe e li c’è un pulsante che il principe preme, fa “paff” e si aziona l’antifurto per l’emergenza, ad esempio quando il drago entra, il principe preme il pulsante, fa “paff” ed escono le guardie che cercano di proteggere la principessa che il drago vuole rapire.”

“Torretta dove nascono le medicine e uno quando è ammalato le prende.. sono medicine da cavallo” C’ è anche un asta dove si appendono i pappagalli e fanno il gioco del su e giù”

“Strada di tappi con semafori Grattacielo”

“questa è la casa del drago, ci sono le guardie che controllano E quando il drago sta per venire, il drago buono è pronto all’attacco e c’è una polverina dell’ipnosi che quando gli arriva in bocca lui scappa”


Costruire un progetto insieme ai bambini, ci pone davanti a curiosità, problematiche, interrogativi, in grado di modificare e trasformare le teorie iniziali.

Terminato il castello, cominciano a giocare, Asia chiede alle sue amiche come potevano fare, visto che i Re, le Regine e le Principesse erano incollate, e cosi irrompe con un’idea !

“Perché non costruiamo delle bamboline di legno?!” Laura: si dai !! Francesca: potremmo fare gli Wemmicks !

Gli Wemmiks sono i protagonisti di un racconto che in quei giorni abbiamo letto insieme, narra di un villaggio i cui abitanti erano di legno. Il libro si intitola“TU SEI SPECIALE” di Max Lucado (vedi bricino allegato). Non solo comincia la nuova avventura della costruzione dei personaggi Wemmics, ma insieme, decidono di trasformare il castello, nel villaggio Wemmics !


Di fronte a questo bellissimo castello succede qualcosa di inaspettato: I maschi della sezione, indispettiti ed anche un po’ invidiosi del castello fatto dalle bambine, decidono di volerne costruire uno più bello ancora, facendo emergere così una competizione molto produttiva ! Mattia: Facciamo il castello dei Gormiti noi maschi così diventa ancora più bello del loro! Lorenzo:Ma tata, è vero che il nostro verrà più bello? Marco: Si noi ci facciamo anche i missili ! Otman: … E macchine e camion.. brum, brum! Hassan: Io macchina blu, con ruote. Mentre si mettevano d’accordo per la realizzazione del nuovo castello, irrompe Marwane e abbracciando Giacomo dice: Noi bello castello … noi amici !

Il castello è stato un mezzo per promuovere abilità relazionali utili per una convivenza sociale caratterizzata dal rispetto delle diversità che sono presenti in modo così massiccio nella sezione. «Certamente nella natura esiste l’aggressività, ma esiste anche la sana competizione ed esiste pure un forte istinto verso il comportamento sociale e cooperativo. Queste forze non agiscono in modo indipendente, ma insieme, come un tutto. Vi sono pure forti evidenze a indicare che nello sviluppo sociale e biologico di tutte le creature viventi, di questi istinti, l’istinto alla cooperazione è il più dominante e biologicamente il più importante... È’ probabile che l’uomo debba più all’operare di questo principio che a qualsiasi altro nella sua evoluzione biologica e sociale». (A. Montagu, 1966) Per la realizzazione del castello dei maschi ci sono stati vari problemi, ho trovato molta difficoltà data dall’ incapacità a trovare un equilibrio tra la le loro idee e quelle dei compagni. Ho pensato così di dividere il gruppo in tre sottogruppi e ho notato che i bambini, in piccolo gruppo sono facilitati a lavorare insieme. Un successo dato da tutti i membri che hanno così imparato a condividere le risorse, fornendo un supporto reciproco ed infine … festeggiando il risultato finale. Questa è l’utilità di un apprendimento cooperativo, dove il bagaglio culturale dell’individuo , viene utilizzato e fruito dal gruppo creando un “prodotto” in cui tutte le parti in causa sono state valorizzate, contribuendo alla nascita di qualcosa di ricco, che va OLTRE al proprio bagaglio individuale ma che allo stesso tempo, ne è compreso !


Ognuno pensa, valuta, osserva.. La fase di lavoro individuale permette ai bambini di essere coinvolti, motivati e valorizzati come identità competenti, portando il proprio personale contributo alla realizzazione del progetto e la successiva condivisione con gli altri.

“camion”

a

“cariola”


“scala” Per le macchine

“vulcano ” che “rutta”, con la lava

“vulcano”

“treno”


“panchina”

“treno”

“legno per tenere fermo il letto”

“ponte levatoio”

“Rampa di lancio”

“ponte dell’acqua”

“lancia fiamme”

“pista per atterraggio elicotteri”

“Pista per lo scate - board”

“prigione dei Gormiti”

“letto dei Gormiti”

“antifurto funzionante”


“cartellone Con scritto La scala Dei Gormiti”

“missile”

“ponte levatoio”

“pista per macchine con macchina”

“cartello Per far paura A chi Vede” “miccia per Accendere Il vulcano”

“ventolino per fare aria” “cariola”


“Tata ma in questa scuola ci si stanca, non è mica come le altre scuole che si fanno giochi da bimbi piccoli … Qui si lavora sodo !!” Emanuele

Costruire ipotesi e ragionamenti costa fatica: quando una teoria crolla perché falsa, fa nascere una nuova idea, un nuovo sapere. L’errore è un valore a patto che l’adulto non “corregga” ma faccia evolvere la teoria iniziale e la sostenga.

“marchingegno per accendere il vulcano e dargli il via”

“trappola per Gormiti Quando i cattivi arrivano …. zum si forano”

“lancia macchine”

“treno a rotelle”

“motoscafo”

“croce per i morti, Sotto c’è un uomo e un topo morti, è una croce per loro”

“accendino per vulcano”


Questo è il CASTELLO DI GORMITI ideato e realizzato dai maschi della sezione. Ciò che mi ha colpito di questa esperienza vissuta con loro non è stato appena il vedere quanto i castelli fossero belli e curati ma i loro sguardi illuminati , i loro volti impegnati .. la passione che li ha mossi !

La costruzione del castello è stata anche per me una possibilità di mettere in pratica, facendone esperienza, di cosa sia l’educazione centrata sul bambino, un'educazione che promuove ambienti di apprendimento efficaci in cui ognuno di loro diventa artefice del proprio sviluppo conoscitivo, in cui l’ acquisizione di  abilità e competenze, accanto all’apprendimento di conoscenze, diventi un’occasione di formazione integrale della persona.   All’ inizio mi sono trovata in difficoltà, erano tutti insieme, ognuno di loro aveva idee, invenzioni, a cui non voleva rinunciare e così non riuscivano a dare spazio all’altro, al pensiero diverso che manifestava. Ho dovuto adottare una modalità a piccolo gruppo cercando, di rispettare e far rispettare, tutti i loro diversi punti di vista. Ho avuto bisogno di molto più tempo perché dovevo dare spazio all’idea nata, alla motivazione che il singolo portava davanti agli altri per “convincerli” a collaborare alla realizzazione del progetto comune. Le poche regole che avevo messo erano: 1. Il compensato su cui si ergeva il castello, lo avevo diviso in 3 parti che erano i gruppi dei bambini, ogni gruppo doveva costruire all’interno del proprio spazio senza invadere quello attiguo. 2. Ognuno di loro per mettere la propria costruzione nel pezzo stabilito, doveva avere il consenso degli altri componenti del gruppo, per questo era “costretto” a spiegare, motivare, le scelte fatte.


. La nostra favola “guidata” “Io ho sognato un castello incantato !” Alice


IL CASTELLO DEI SOGNI Durante il momento del dormitorio, , un pomeriggio in cui i bambini non riuscivano a prendere sonno … mi viene un’idea … -“perché non facciamo un sogno guidato?” ( ho detto loro ) “guidato? cosa vuol dire guidato?” -“ voi fate in fretta ad addormentarvi e mentre aspettate che il sonno arrivi, vi immaginate di essere nel vostro castello di legno, aprite la porta e … … poi lasciate che il sogno faccia il resto !”

Al risveglio tutti avevano qualcosa da raccontare … Ne è nata una storia fatta interamente da loro: io al computer mi facevo dettare i “sogni” fatti che, ognuno collegava con il sogno precedente, dando vita ad una storia fantastica che è diventata la loro prima favola fatta, ideata, raccontata e illustrata interamente da loro. Abbiamo poi approfittato della festa del papà per regalargliela.. Ci piaceva l’idea che ogni bambino l’avrebbe letta insieme al suo papà la sera, sul divano ! ( Vedi favola allegata)

“I bambini giungono alla scuola d’infanzia avendo acquisito le principali strutture linguistiche (…) La lingua diventa via via uno strumento con il quale giocare ed esprimersi in modi personali, creativi e sempre più articolati; sul quale riflettere per comprendere il funzionamento; attraverso il quale raccontare e dialogare, pensare logicamente, approfondire le conoscenze, chiedere spiegazioni e spiegare il proprio punto di vista, progettare, lasciare tracce.” (Indicazioni Ministeriali 2007)


TU SEI SPECIALE “Anche io mi sento come Pulcinello, Mi sento triste come uno squalo “† Rispetto al progetto attuato, che ha come protagonista il legno, c’è un libro che risponde alle finalità che vorrei perseguire. Lo propongo ai bambini durante il momento del dormitorio, con una lavagna Luminosa in legno, fabbricata per l’ occasione … Il racconto parla degli Wemmicks, un piccolo popolo di legno, che ogni giorno fanno la stessa cosa: si attaccano stelle d'oro o pallini grigi l'uno con l'altro. Quelli belli, di legno liscio e ben dipinti, ricevono sempre stelle. E anche quelli di talento. Ma altri, quelli che sanno fare poche cose o che hanno il colore che si stacca, ricevono brutti pallini grigi. Come Pulcinello, che pur tentando in tutti i modi di meritarsi qualche stella, si ritrova pieno di pallini per il suo modo di essere maldestro e un po’ sbadato. Eli, lo scultore ,aiuta Pulcinello a capire quanto sia speciale, qualunque cosa pensino gli altri Wemmicks, per il fatto che è stato voluto a prescindere dal carattere, dal colore del suo legno o dalle doti che ha. L’obiettivo che mi prefiggo di raggiungere con la sezione, è spiegato in modo esaustivo , nelle prime pagine delle “INDICAZIONI PER IL CURRICOLO” per la scuola d’infanzia del 2007. “Ognuno di noi è diverso, a partire dal colore dei capelli, degli occhi e della pelle, ad arrivare al carattere, all’indole, alle doti, ciò che rende ognuno di noi unico e irripetibile è che c’è, è stato voluto, così come è. Per questo è speciale, perché va bene così come è stato fatto. tutte le differenze non sono altro che un valore aggiunto che ci rende così diversi ed unici rispetto agli altri. E’ solo in un ambiente aperto al “diverso” che ogni bambino può essere libero di esprimere fino in fondo se stesso , un sé fatto di doti, di talenti ma anche di paure, difficoltà e di incertezze.” Dalla prima volta in cui l’abbiamo proposta ci siamo accorte di quanto li aveva colpiti, andando a toccare quelle domande di senso che ognuno di noi si fa e alle quali tutti vorrebbero la stessa risposta del libro:

Pulcinello

“Tu vali perché io ti ho voluto, tu vai bene così come sei, Tu sei speciale !”


Ora chiedo loro di raccontare la storia, riproponendo una per volta le immagini …

“Villaggio Wemmicks” Hassan

“Si wemmicks fatti legno !” Otman

“Gli wemmics sono un popolo di legno che vivono in un villaggio e sopra la montagna ci abita Eli.” Marco “Tata, Eli è il falegname !” Paolo


“se facevano cose fatte bene si attaccavano delle stelline, se inciampavano o gli cadeva l’acqua dal bicchiere si attaccavano dei pallini.” Alice

“Pulcinello “ Amani


Io mi sento Pulcinello quando nessuno vuole parlare con me “ Lorenzo

“ Io quando mio fratello gioca con mio fratello e io non posso giocare con loro “ Emanuele

“Io mi sentivo come Pulcinello l’anno scorso che semmai facevo che mi arrabbiavo con la Laura e poi nessuno voleva giocare con me !” Asia


Era triste e si sentiva solo..

“Sai tata, lei è Lucia e gli diciò a Pulcinello vai da Eli tutti i giorni così quei brutti pallini si staccano. Ma lui gli dice: ma come si fa? Dimmi almeno il trucco e lei “diciò”: vedrai, lo scoprirai da solo”. Francesco


“Qui c’è il disegno che Pulcinello guarda fuori dalla finestra.. Ma sta pensando. Anche io quando penso guardo fuori. Lui sta pensando se andare da Eli o no.” Luca C.

“Ci disse il falegname “tu non devi ascoltare loro, sono solo wemmicks come te, devi pensare soltanto a te stesso”” Laura “ Si è vero deve pensare solo a se stesso, non importa di quello che dicono gli altri !!” Yasmine


“Poi dice con Pulcinello: ”Io credo che tu sei speciale”, “Ma cosa vuol dire?”. ” Vuol dire che sei importante e molto bello perché ti ho costruito io “ Lorenzo

“Si è vero sei molto speciale e devi pensare solo a te stesso . Se fai così ti cominciano a cadere i pallini uno per volta!” Francesco

Adulto: qualcuno vi ha mai detto quello che Eli ha detto a Pulcinello? ( si crea un silenzio ricco di attesa …) ( Molti di loro: “no..” ”no..” ”no..” Francesca: si forse una volta la tata Rita, ma forse.. Giorgia: non è vero non te lo ha mai detto !” Francesca: ho detto forse ! Yasmine: a me l’hanno detto una volta ma non ricordo chi. Laura: forse, forse se non ricordo bene, io l’ho detto a mio fratello. Francesco: io però l’ho scritto nella posta ai miei amici. Molto di loro: si è vero anche io … anche io .. scrivevamo … …“TU SEI SPECIALE”


I castelli