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Si può vivere senza mai vedere New York, senza un’Halloween dilungata fino ai morti, senza i morti che hanno occupato il paradiso [in modo abusivo] senza mai passare per l’inferno senza un paradiso che ha la morale delle favole dove la storiella sulla bontà ci fa soltanto più arrendevoli, dove la falsità ha il sapore di un gelato alla vaniglia e il sorriso tirato di un cartone animato si può vivere senza la gommosità delle domeniche, senza l'inglese di martedì, senza lo sgambettare di sabato, in un generale fuggi-fuggi rimanere a casa e snobbare i gerani parigini dei vicini ma quando il ruvido istinto di stare a galla ti spinge a rivisitare le lettere cancellate della tua prima carta d’identità, capirai che si può esistere senza la geografia del viso, senza la matematica dei denti, senza la chimica della pelle, senza gli ultimi giorni di giugno quando gli uomini amati se ne vanno e, anche, senza i primi giorni dell’anno quando gli uomini ancora amati [per un po’] tornano si può vivere sopravvivendo, così-così, ma voglio/vorrei giustizia un domani. *** Forse le parole sono macigni per me, pietre, sassi, massi da mettere nelle tasche per contrappesare il corpo quando la Bora tenta di mantecarmi, ammorbidirmi, abolirmi, disconoscermi, prima che mi metto a camminare sul rasoio e quando sgomitando fra le nuvole uscirà il sole abbagliando le croci, i santi, i beati per caso, i sacrosanti peccatori, cercherò la parola giusta nelle tasche dove


troverò soltanto la polvere così non saprò mai più la misura della parola non detta. *** Ti svegli al mattino e ti tuffi, provi ad insegnare agli altri che la vita va inghiottita, cammini lungo le ferrovie, i fili sospesi, i canti strazianti di Mia Martini, le dediche sparse in ogni versione, lungo le piogge fuori stagione, albe senza albe, caffè senza gusto, spalle girate di un attore alle prime armi, atto unico di un melodramma, sillaba fuori posto, il passo sui tacchi alti fuori tempo, lungo un corpo senza padrone, lungo la domenica senza campane poi, la sera rincasi inzuppata dell’acqua passata, spogli la mente in calore, togli dalla faccia il sorriso stampato, chiudi il rubinetto delle parole, sfrigoli le lenzuola per ricordare la lunga stagione del (tuo) non amore.


Natalia Bondarenko  

Primo premio ex aequo Scrivere altrove 2013 Categoria: Terra promessa Sezione: Poesia

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