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INDRIT ALIU OLTRE IL DOLORE

Ti siedi,ordini la tua pizza kebap con tutto doppio. Vai al frigo e ti apri una Moretti. Merhaba shkiptar urla un curdo. Merhaba din efendi, rispondi Quindici ore di turno, quindici ore in mezzo all'odore di terra e concime, poi via nella tua periferia, via dall'odore di tutto, pronto per la tua pausa prima del sonno. - Fratello mi siedo? Alzi lo sguardo. - Siediti fratello! - Potevo essere io! - Potevo essere là! - Poteva succedere a me! - ti indica la TV in alto all'angolo sulla sinistra. Un inutile ministro versa lacrime scadenti a retti unificate. - Te lo chiedi mai come sarebbe diverso il mondo se non ci fossero loro? Ti guarda fisso mentre azzanni una fetta di pizza kebap, la doppia cipolla e il doppio piccante ti fanno lacrimare gli occhi e ti scoli mezza moretti. - Loro chi? - Loro! - indica la TV - I politici? - No, i ricchi! - Senti Mohamed..., - Come fai a sapere che mi chiamo Mohamed? - Ti guarda stupito come se vedesse in te un veggente dai miracolosi poteri sovrumani, cosa fai? Gli dici che si vede e si sente che è magrebino e quindi hai sparato il nome più utilizzato al mondo arabo sperando di azzeccare quella possibilità su tre che si chiamasse Mohamed, oppure continui a fare l'indovino e gli manifesti di sapere anche che è di Guribga visto il giallo dei suoi denti? - Ho sentito Hassan che ti salutava - gli indichi il kebabaro. Mastichi con voracità un altro pezzo di pizza e ti scoli quasi tutta la birra. Mohamed si perde tra le notizie con la testa girata verso il televisore sull'angolo in alto della sala. Speri che non si giri, speri che non ricontinui il suo discorso. Tu sai il perché, tu c'eri quell'anno, tu eri su quella barca, tu sai cosa è successo ma non hai voglia di ricordare, tutto ciò che vuoi e che Mohamed non si giri e la TV la smetta di dare immagini di cadaveri accatastati sulla banchina. Mangi talmente veloce che quasi ti strozzi. Mohamed si gira: - Piano fratello, tanto il tempo non scappa. Che ne sai lui dei tuoi tempi, che ne sa lui delle tue vite passate, Mohamed non ti


capisce, non sa che vorresti che il tempo scappasse per sempre, non sa che vuoi dimenticare quel giorno di marzo di tanti anni fa. Alhamdulillah(1) fratello, a me non è sucesso ma capisco il dolore delle persone che stano li.- lo guardi mentre piano mastichi l'ultimo triangolo di pizza. - No, tu non capisci un cazzo! Mohamed sgrana gli occhi di traverso pronto alla rissa se serve. Ti addaggi con la schiena sulla sedia: - Proprio cosi mohamed, tu non capisci un cazzo. Mohamed si rilassa, pensa che tu sia all'ennesima birra e che quindi non sono parole tue ma parole della pancia. - Va bene fratello, io non capisco. - dice con un tono accondiscendente abbozando un sorriso stirato. Tu sai, tu c'eri, tu l'hai visutto ma come fai a spiegarlo, come fai a spiegare l'horrore tra un boccone di pizza e un sorso di birra. Ti ricordi le urla strazianti che avrebberò fatto intenerire statue di pietra, ti ricordi bambini non più bambini, madri non più madri, hai le lacrime agli occhi, non è il piccante della pizza. Ti alzi, dai una pacca alla spallla di mohamed in segno di saluto e pace, mentre sei alla cassa alzi la testa verso il televisore e vedi le stesse scene, lo stesso sdegno, le stesse parole di cordoglio, le stesse promesse di tanti ani fa. Prendi il resto, esci, cerchi di lasciare dietro il ricordo, pensi alla vita, al lavoro, agli affetti, pensi, pensi, pensi, eppure non lasci dietro niente, tutto è ancora dentro di te.

28 marzo 1997 canale di otranto superstiti 34 morti tra i 113 e i 120 3 ottobre 2013 canale di sicilia supersiti 107 morti tra i 366 e i 400

Indrit Aliu  

Primo premio ex aequo Scrivere altrove 2013 Categoria: Terra promessa Sezione: Prosa