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IL DIRETTORE “(Ancora)Grazie a tutti!” di Luigi Liguori

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SOCIAL WEB #1 “Sport & Siti Web in Italia. La Top5 dei Siti web più seguiti di basket! di Luigi Liguori

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SOCIAL WEB #2 “Risonanze Mediatiche: chi sale e chi scende sui Social Network di Luigi Liguori

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L’INTERVISTA #1 “Parola al … Gando” di Luigi Liguori

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L’INTERVISTA #2 “Andrea Trinchieri: orgoglio italiano in Germania” di Luigi Liguori

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NBA #1 “NBA 2015-2016: caccia aperta a Golden State” di Mauro Mazza

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NBA #2 “Sogni e vittorie oltre il Golden State: L’Epic Win dei Golden State Warriors” di Luca Mazzella

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NBA #3 “Cleveland Cavaliers: perché non ci sono solo LeBron James e Kevin Love” di Luca Mazzella

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EXPO #1 “Alonso Mourning: il ‘gigante buono’ che non ha mai mollato” di Luigi Liguori

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EXPO #2 “Ian Mahinmi: ‘galletto’ di Indianapolis” di Luigi Liguori

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ROOKIES “Rookies: Saranno Famosi?” di Jacopo Lania

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EUROLEGA #1 “Olimpia Milano: voglia di tornare ad essere Grande” di Fabrizio Fasanella

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EUROLEGA #2 “Dinamo Sassari: voglia di stupire anche in Eurolega” di Fabrizio Fasanella

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EUROCUP #1 “Dalle stalle alle Stelle: la prima volta di Trento” di Marco Lorandi

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EUROCUP #2 “L’Europa ‘vicina’ di Brindisi e Reggio Emilia” di Alessandra Conti

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EUROCUP #3 “Venezia alla conquista dell’Europa: un nuovo esordio” di Marco Lorandi

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EUROBASKET #1 “Generazione Azzurra al bivio” di Fabrizio Fasanella

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EUROBASKET #1 “Spagna: Generaciòn de Or” di Fabrizio Fasanella

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SERIE A “Chi farà saltare il Banco … di Sardegna?” di Luigi Liguori

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AUXILIUM TORINO “Torino: Bentornata in Serie A1” di Giampaolo Toselli

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FOCUS #1 “Viaggio nella storia del Basket sotto la Mole” di Stefano Chiossi

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PALLACANESTRO CANTU’ “Cantù: ‘La leva cestistica … del ‘90” di Marco Lorandi

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FOCUS #2 “Cantù riparte dal basso. E può soltanto crescere” di Fabrizio Provera

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DINAMO SASSARI “L’anno delle conferme della Dinamo Sassari” di Luigi Liguori

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FOCUS #3 “ ‘Meo’ profeta in patria” di Marco Lorandi

Scouting Center.Net International News and Scouting ●CEO & Direttore● LUIGI LIGUORI (luigiliguori@scoutingcenter.net) ●VICE RESPONSABILI DI REDAZIONE● ALESSANDRA CONTI (alessandraconti@scoutingcenter.net) FABRIZIO FASANELLA (fabriziofasanella@scoutingcenter.net) ●HANNO CONTRIBUITO● Alessandra Conti, Fabrizio Fasanella, Marco Lorandi, Luca Mazzella, Giampaolo Toselli, Stefano Fanti, Clemente Menditto, Mauro Mazza, Jacopo Lania, Fabrizio Provera. ●FOTO● FRANCESCO IASENZA (Copertina) M.F. PHOTOGRAPHY Parte delle immagini utilizzate sono state tratte da Internet, qualora la loro pubblicazione e il loro utilizzo violasse eventuali diritti d'autore saranno rimosse previa comunicazione.

●SI RINGRAZIA● SUPERBASKET JanJ COMPANY SPORTITALIA TRACKABILE SLYVI PALLACANESTRO CANTU’ AQUILA BASKET TRENTO PISTOIA BASKET 2000 ORLANDINA BASKET La riproduzione, la pubblicazione e distribuzione, totale o parziale, di tutto il materiale originale contenuto in questa guida (tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i testi, le immagini, le elaborazioni grafiche) sono espressamente vietate senza la citazione della fonte www.scoutingcenter.net.

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4 VL PESARO “Pesaro scommette (ancora): gioventù ed atletismo le chiavi salvezza” di Mauro Mazza

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L’INTERVISTA #3 “Michele Serpilli, beata gioventù a caccia di grandi occasioni” di Luigi Liguori

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AQUILA BASKET TRENTO “Trento, giovane Aquila pronta ad invadere anche l’Europa” di Luca Mazzella

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L’INTERVISTA #4 “Benvenuti al Nord: la Trento di ‘Peppe Poeta” di Luca Mazzella

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OLIMPIA MILANO “La Milano “operaia” di coach Jasmin Repesa” di Fabrizio Fasanella

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FOCUS #4 “Il vincente e severo Jasmin Repesa” di Fabrizio Fasanella

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NEW BASKET BRINDISI “Obiettivo stupire: l’Enel Brindisi è pronta alla nuova stagione” di Jacopo Lania

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PISTOIA BASKET 2000 “Pistoia a Stelle e Strisce” di Stefano Fanti

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FOCUS #5 “Il Diablo veste P…istoia” di Clemente Menditto

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VIRTUS BOLOGNA “ ‘Vu’ Nere a caccia di Conferme per tornare ad essere grandi” di Alessandra Conti

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FOCUS #6 “Due squadre, una città: Basket City sta per tornare!” di Stefano Fanti

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PALLACANESTRO REGGIANA“Continuità all’insegna dell’Azzurro nella terra del Lambrusco” di Stefano Chiossi

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FOCUS #7 “Il ‘Marchesino’ che porta in dote, alla Reggio operaia e cooperattivista, un soffio di … Incosciente leggerezza” di Fabrizio Provera

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ORLANDINA BASKET “Capo d’Orlando, vuoi diventare Grande?” di Giampaolo Toselli

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L’INTERVISTA #5 “Quant’è bella Capo d’Orlando” di Luigi Liguori

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PALLACANESTRO VARESE “Varese cambia (quasi) tutto per provare a tornare grande di Alessandra Conti

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FOCUS #8 “70 candeline per la Pallacanestro Varese” di Alessandra

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Conti JUVE CASERTA“Caserta: dall’inferno al paradiso. Tutto in quaranta giorni” di Clemente Menditto FOCUS #9 “A volte ritornano” di Clemente Menditto SCANDONE AVELLINO“Sacripanti-Alberani:nuovo ciclo per la Scandone” di Stefano Chiossi FOCUS #10 “Caro Pino ti scrivo…” di Fabrizio Provera REYER VENEZIA“Ora possiamo dirlo: Reyer is back!” di Marco Lorandi FOCUS #11 “One man show: Luigi Brugnaro” di Alessandra Conti VANOLI CREMONA“Cremona: anima Azzurra e talento ‘made in USA’ per provare a stupire ancora” di Mauro Mazza FOCUS #12 “V per Vitali … e Vanoli”di Mauro Mazza

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ipetersi a distanza di un anno in un progetto editoriale di oltre 100 pagine è sempre una cosa molto difficile. E’ per questo che con grande soddisfazione faccio “gli onori di casa” dandovi il benvenuto alla seconda edizione della Guida al Campionato targata Scouting Center.Net. Quest’anno per rendere ancora più ricco ed entusiasmante il prodotto abbiamo aumentato le pagine e gli articoli includendo all’interno tanti extra che di sicuro vi potranno piacere. LA MIA REDAZIONE. Ogni grande successo non è mai merito di una singola persona, ma di un collettivo. E’ per questo che, con gli occhi assonnati e la fatica di oramai due mesi di lavoro sulle spalle, mi preme ringraziare tutti i membri della Redazione che hanno lavorato giorno e notte per offrirvi un prodotto di qualità ed informazione di primo livello. Seppur virtualmente, un applauso bisogna farlo. Bravi. LE SOCIETA’. Un grazie speciale va alle società che hanno deciso di salire anche quest’anno a bordo del progetto. Il mio ringraziamento va agli Addetti Stampa e Marketing che durante questi mesi hanno collaborato con noi. Senza di loro molti dei contenuti presenti all’interno non sarebbero stati possibili. PARTNER ED AMICI. Anche quest’anno Scouting Center.Net è riuscito a contare sulla collaborazione di partner ed amici per questa seconda edizione della Guida al Campionato. Mi preme ringraziare la rivista Superbasket, la “Tv dello Sport” SportItalia e l’App TrackAbile di Paolo Giuliani per la condivisione del progetto

attraverso i propri social, sintomo ancora dell’apprezzamento del nostro instancabile lavoro. All’interno delle pagine delle squadre troverete tre “extra” curati dal mio compagno di avventure milanesi Fabrizio Provera. A lui va un ringraziamento per il cuore che ha messo in questi pezzi. Oltre Fabrizio, un nome che mi preme ringraziare, è quello di Alessandro Usai. Con lui ho avuto modo di passare una settimana indimenticabile sotto il punto di vista professionale ed umano ad Expo Milano 201. SLYVI. Quest’anno sarà un anno importante per noi e vogliamo iniziarlo con il sito web giusto. E’ per questo che entro novembre dovremmo essere pronti a lanciare un nuovo sito web realizzato dalla web agency Slyvi, già realizzatrice dei siti web di Dolomiti Energia Trento e Giorgio Tesi Group Pistoia. ONLINE GIFT. All’interno di alcune pagine, troverete dei QR-Code che nascondono dietro dei video realizzati da noi o presi del web che premiano chi deciderà di sprecare 10 secondi del proprio tempo per scannerizzarli. PRINT ON DEMAND. Anche quest’anno sarà possibile stampare on

demand la guida grazie al servizio di Print On Demand offerto da Peecho. Così facendo, potrete avere a casa nel giro di qualche settimana, a mezzo corriere, la vostra copia potendo personalizzare il tipo di carta ed il tipo di stampa. Controllate subito i prezzi offerti! ANCORA UN NUOVO ANNO. Iniziare un nuovo anno, dopo un’estate così intensa è sempre difficile, ma questo non ci spaventa. La Serie A è alle porte e con essa l’inizio di una grande stagione che siamo, come sempre, pronti a vivere insieme a voi lettori. Le sorprese come avete intuito non mancheranno e già dalla prossima settimana potrete scoprire! Detto questo: Buon Basket a tutti! Luigi Liguori

Direttore ScoutingCenter.Net

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Il mondo del web è incredibilmente vario. Le scelte che spingono un visitatore a navigare su di un sito X o su di un sito Y spesso non sono controllabili e comprensibili. Di fatto, però, ci sono degli strumenti che sono a disposizione di tutti per poter valutare un sito web su base italiana e su base mondiale: l’Alexa Rank è tra questi. In Italia, per la pallacanestro il leader indiscusso è il sito web Sportando.com di Emiliano Carchia, oramai sempre più fornito di news; dietro di lui c’è “l’anziano” BasketNet.it che si conferma secondo player indiscusso della mercato grazie anche ad una nuova interfaccia grafica ed alla direzione di

Nome Sito Web Sportando Basketnet Scouting Center.Net Pianeta Basket.com Basketinside

Raffaele Baldini. Con grande soddisfazione, al terzo posto, invece, ci siamo noi di Scouting Center.Net, un gruppo giovane che in tre anni è riuscito a macinare posizioni in classifica e grandi apprezzamenti tra pubblico. Lo scopo di Scouting Center.Net è quello di seguire sempre di più la sua vision, ovvero l’essere “more than a website” : questa guida ed ed altre iniziative lo dimostrano. A seguire, poco distante, c’è Pianeta Basket.com, anch’esso storico sito web della palla a spicchi. Al quinto posto, invece, c’è Basketinside.com, sito web che in questi ultimi anni ha saputo essere anche un utile archivio fotografico.

Classifica Italiana

A scanso di equivoci e malcontenti da parte degli altri siti web amici comunichiamo che i dati per questa classifica sono aggiornati alle 13:20 del 29 settembre 2015 e che per non scontentare nessuno abbiamo voluto inserire solo la Top5. Se qualcuno volesse scriverci per scostamenti rilevanti la mail della redazione è sempre attiva e felice di ricevere dati: redazione@scoutingcenter.net

Classifica Mondiale 1007 1623 3212 3243 6701

30552 75649 145924 170664 218601

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9

9


10

1

143.572

Olimpia Milano

+21.810

2

92.356

Dinamo Sassari

+37.564

3

42.903

Virtus Bologna

+2.411

4

30.232

Pall.Varese

+3.710

5

27.319

Aquila Basket TN

+15.715

6

23.473

Pall.Cantù

+11.579

7

16.894

Reyer Venezia

+5.450

8

15.696

Pall.Reggiana

+8.219

9

15.503

New Basket BR

+4.515

10

12.075

Orlandina Basket

+2.573

11

10.277

Juve Caserta

+3.050

12

7.601

VL Pesaro

+2.495

13

7.227

Vanoli Cremona

+1.386

14

6.185

Pistoia Basket 2000

+1.948

15

4.094

Scandone Avellino

+1.643

3.277

Cus Torino

ND

16 ND

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11 Rispetto ad un anno fa, è evidente che più o meno nulla è cambiato nella parte alta della classifica per una sola ragione che si riassume nella frase: “distanze troppe lunghe da coprire”. E’ invece interessante come su Facebook squadre come Trento e Cantù abbiamo sfondato il muro dei 10.000 like in più. Per l’Aquila una forte spinta

sono stati i Playoff 2015 ed alcuni video; per Cantù, di sicuro l’arrivo di Metta World Peace. Anche Reggio Emilia grazie alla stagione esaltante in Campionato ed all’esordio in Eurocup è riuscita a migliorare i numeri dei propri social network. Logico aspettarsi delle cifre diverse per Twitter vista la diffusione

inferiore a Facebook in termini di utenti ed alcune limitazioni che fino a febbraio del 2015 lo hanno reso poco adatto ad una comunicazione visiva rispetto alla concorrenza. Intuire il successo della Dinamo Sassari in termini di aumenti, invece, è molto più semplice… *Data consultazione dati 10/08/2015

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30.800

Olimpia Milano

+5.700

2

12.900

Dinamo Sassari

+5.232

3

9.082

Pall.Cantù

+2.035

4

8.834

Pall.Varese

+2.012

5

6.853

Virtus Bologna

+1.203

6

5.777

Reyer Venezia

+1.836

7

5.583

New Basket BR

+1.401

8

4.143

Pall.Reggiana

+2.276

9

3.535

Vanoli Cremona

+1.033

10

3.406

Pistoia Basket

+939

11

3.358

Orlandina Basket CDO

+1.078

12

3.340

Aquila Basket TN

+1.445

13

3.044

Scandone Avellino

+671

14

2.237

Juve Caserta

+628

15

1.466

VL Pesaro

+473

266

Cus Torino

ND

16 ND

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Nel mondo dello Sport, la televisione assume un ruolo importante. Ancora più importante è chi c’è dietro una telecronaca di pallacanestro. Il basket in chiaro, sarà cosa rara in Italia per il prossimo anno, ma la voglia di parlare dello sport più bello del mondo non passa mai. E’ il caso di Matteo Gandini, amico e giornalista della “Tv dello Sport” SportItalia. D: Come hai vissuto quest’estate? R: “Ho visto gli Europei, li ho seguii con grande attenzione. Credo che la Nazionale abbia ottenuto un discreto risultato con la qualificazione al Preolimpico. Credo che con il potenziale che avevamo potevamo fare di più. Quelli che dicono che questa era una Nazionale fortissima con tantissimo talento in parte sbagliano, perché dobbiamo riconoscere che il talento di questa Nazionale è molto diviso in questi ruoli e non in altri. Abbiamo delle carenze nel reparto playmaker che non è all’altezza di altre squadre; abbiamo una caren-

za nel reparto dei centri. Certo, Bargnani è un grande giocatore che ha fatto un grande Europeo, però manca un centro da postbasso che sa stare vicino al canestro. La Lituania nel quarto di finale si è dimostrata più squadra, ha giocato meglio nei momenti importanti e nel supplementare è stata più cinica. D: Sul seguito dell’Europeo, cosa ne pensi? R: “Mi spiace che il fatto che sia

brava dovesse vincere tutto. Quest’anno che sulla carta è meno favorita vincerà Milano visto che, secondo me, ha fatto una squadra più concreta, più badando al sodo, con meno potenzialità alte, ma con più certezze e giocatori che non dovrebbero fallire. Credo sia ancora più difficile dell’anno scorso che Milano arrivi tanto avanti in Eurolega, ma in campionato con la squadra che ha fatto credo possa vincere. E’ logico però, che tutti i discorsi che si fanno in precampionato lasciano il tempo che trovano visto che certi giocatori non li si conosce.

andato su una TV privata e non in chiaro abbia privato tanti appassionati di vedere l’Italia, perché poteva essere una bella occasione. Se fosse andata per assurdo su D: E le altre? Rai3, chissà che ascolti avrebbe R: “Mi piace molto come si è mosfatto.” sa Sassari sul mercato, Venezia ha D: Parliamo di campionato, chi fatto molto bene riconfermando vedi favorito? tanti dell’anno scorso e tutta R: “Paradossalmente quest’anno l’ossatura della squadra, bene anMilano è meno favorita dell’anno che Reggio. Credo che queste siascorso, perché l’anno scorso sem- no le prime quattro che avranno una spinta in più delle altre.” D: Pensi che Sassari possa ripetersi? R: “Sicuramente Sassari ha le po-

tenzialità per vincere. E’ una squadra che ha le capacità per proseguire nella direzione che già Sassari aveva intrapreso l’anno scorso, ovvero non la squadra che deve fare a tutti i costi il ‘corri e tira’, ma giocare in altro modo. Per questo motivo credo che possa fare un passo in più in Eurolega, nel senso di vivere meglio l’esperienza europea, ed in campionato può sicuramente arrivare ovunque. Io non mi stupirei se nessuna delle prime quattro non vincesse lo scudetto. Tutte hanno le carte in regola per vincerlo. 12


13 Sarà una questione di episodi. “ D: Pensi invece che la rivelazione Trento possa rifare lo stesso campionato? R: “Credo che sia una squadra che

rischia di fare una stagione peggiore dell’anno scorso, non per altro, ma perché ripetere la stagione dell’anno scorso è veramente difficile. Adesso non è più la sorpresa è al secondo anno di Serie A, tutti sanno che tipo di squadra è. Ha perso Mitchell ed Owens come capita a tutti i giocatori che esplodono nel nostro campionato e che per motivi di budget non si riesce a trattenere. Credo che sia destinata ad un minimo di ridimensionamento. Credo che sia un ottimo risultato arrivare ai playoff e Trento, dovesse riuscirci, il suo campionato lo ha vinto.” bisogno di attrarre nuovi appassioD: Sei d’accordo con la scelta nati. Il basket ha bisogno di essere della Lega A Basket di dividere visto, di essere seguito e deve i diritti TV tra criptato (Sky) e essere in grado di catturare anche chiaro (Rai)? l’appassionato occasionale che per R: “Io credo che la Lega abbia caso facendo zapping vede una fatto la scelta migliore possibile se partita di basket e la segue fino si voleva accontentare quella fetta, alla fine.” anche abbastanza larga, di opinio- D: SportItalia-Basket: cosa ne pubblica, che è ‘pro-Sky’. Io avremo questa stagione? personalmente sono dell’opinione R: “Confermeremo Domenica Bache il basket abbia bisogno del sket che avrà però una durata legchiaro, perché è uno sport che ha germente inferiore; siamo in trat-

tativa con l’ACB, ma le parti sono un pochino lontane; per quanto riguarda l’Eurocup stiamo parlando con quattro società ma dobbiamo tenere presente delle esigenze dell’emittente.”

D: Tu sei un appassionato di sport americani. Cosa manca allo sport italiano per vivere le stesse emozioni che si vivono in America? R: “Allo stadio manca tutto quello

che sta intorno alla partita come cheerleader, kiss cam, giochi e tanto altro. Qualcosina si fa, ma è ancora troppo poco, perché in Italia non si lavora in questa direzione e si lavora poco per far diventare l’esperienza stadio un’esperienza per famiglie. Purtroppo ci sono ancora troppe società che sono schiave degli ultras e questo modo di vivere lo sport è lontano da quello americano. Io sono un amante del modello americano di concepire lo sport, quando vado al palazzetto in cui ci sono certe rivalità e sento insulti e cose poco corrette, mi rendo conto che finché la cultura sportiva non cambia è difficile creare intrattenimento.”

D: In televisione cosa è che manca?→

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14 R: “Mancano intanto le strutture l’Italia è una Nazione fondata sul R: “Papà, marito, però alla fine

intese come palazzetti, perché in televisione un palazzetto di un certo tipo fa una certa impressione … dopo c’è la qualità della produzioni. Negli Stati Uniti una partita di football viene ripresa da più di venticinque telecamere perché c’è una spesa dietro e gli ascolti ed i ritorni economici sono di un certo tipo. Football e Baseball sono tra il primo ed il secondo/terzo sport americano quindi giustificano queste spese che poi portano anche i diritti tv ad essere venduti a prezzi molto alti. In Italia i diritti vengono venduti a prezzi molto più bassi, le emittenti investono meno e quindi si crea un circolo vizioso.”

gioco del calcio, guardatevi almeno tre/quattro partite di basket perché così potete apprezzare questo sport.”

D: Una persona che vorresti o avresti voluto conoscere nel mondo della pallacanestro … Jordan a parte? R: “David Stern.” D: Perché? R: “Per il modo in cui ha cambiato

non è molto diverso nel senso che passo buona parte del tempo a guardare partite, a prepararmi a guardare gli highlights, video.” D: Un augurio ai lettori… R: “Buon basket a tutti. Cercate di

godervi la pallacanestro, al di là che la vostra squadra vinca o perda … cosi se vince siete felici il doppio”

l’NBA da una lega di cui poche persone si importavano ad una delle prime nel mondo.”

D: Una persona che ti ha dato tanto nella tua carriera? R: “Senza falsa modestia, nessuno

mi ha dato qualcosa particolarmente. Dico che però Flavio Tranquillo è il miglior telecronista a livello mondiale, cento gradini sopra gli altri per una questione di che di calcio per lavoro, non lo preparazione e metodologia.” apprezzo molto come sport, per- D: La frase che non manca mai ché lo ritengo uno sport molto più in una telecronaca? noioso e meno ragionato rispetto R: “Non ne ho nessuna in particoal basket, legato alla casualità, al lare. Le vedo come una forzatura, singolo episodio. Però, capisco che capisco chi le ha. Non ho mai penci siano dei motivi legati alla cultu- sato di dover trovare per forza la ra. Noi italiani siamo sempre stati mia frase. La telecronaca è una calcio fili è giusto che ognuno se- cosa spontanea, non devi forzarti gua lo sport che più piace. Non a dire quella cosa X perché così ti credo ad una superiorità oggettiva distingue.” del basket, per me lo è, ma di si- D: Chi è Matteo Gandini fuori curo è un’opinione soggettiva. Di- dal mondo della televisione? co che a quelli che ritengono che D: Cosa vorresti dire a quelli che dicono che l’Italia è una Repubblica fondata sul calcio? R: “Personalmente mi occupo an-

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Un

sabato di sole a Milano. Una pizzeria. Un gruppo di giornalisti/compagni di avventure in chiave Olimpia Milano. Cosa hanno in comune? Un uomo solo, anzi due: Andrea Trinchieri e Virginio Bernardi, suo procuratore. L’OCCASIONE – L’occasione è di quelle che non ti capita due volte, ovvero una conferenza stampa con degustazione di pizze casertane, per parlare del successo dell’ex allenatore di Cantù, Unics Kazan e Nazionale Greca. Trinchieri, o Andrea come spesso preferisce, non è una persona qualunque. E’ un lottatore, uno abituato a conquistarsi le cose nella vita. La frase di Marco Giannetti “Ci saranno sem-

pre persone migliori di noi, non è importante raggiungerle ma semplicemente seguirle” si addice alla perfezione ad Andrea Trinchieri. Lui, come solo Ettore Messina, Matteo Boniciolli e Sergio Scariolo prima, è riuscito ad esportare quel “sentimento italico senza nome” tanto caro a Goffredo Parise, in una terra come la Germania dove noi italiani di certo non siamo ben visti. Lo stesso Bernardi celebra così la giornata ed il coach: “Ringrazio tutti

lo ha passato a Caserta e credo che almeno una pizza casertana a questo punto gli sia dovuta” – ha iniziato Bernardi – “Andrea dopo Messina, Boniciolli e Scariolo è l'unico italiano andato all'estero che ha vinto qualcosa. Io sento dire da qualche mio collega che la scuola italiana degli allenatori non è di livello. Io dissento. Ci sono allenatori di grandi livello tecnico ed umano, quello che manca è una organizzazione di squadra. A Bamberg ed a Monaco in occasione dei playoff ho visto cose differenti dai piccoli palazzetti di Sassari ed a Reggio Emilia. I tedeschi hanno pun-

tato su questo da 17 anni. Hanno fatto una grande lega, dei grandi palazzi dello sport ed ora sono uno dei movimenti più interessanti in Europa. Andrea ha avuto la fortuna di vincere al suo primo anno.”

PAROLA AL COACH –Lo stesso Bernardi ha definito il coach del Bamberg un “mai banale” nelle sue interviste e così è stato. Persona attenta, capace di capire cosa ha appeal verso il pubblico ha subito parlato in maniera schietta della Finale Playoff appena conclusasi: “Inizio con una cosa da a-

marcord. Sono contento di questa location perché ha un taglio diverso e perché qui c'è anche Tony Cappellari, che 20 anni fa mi ha dato questa opportunità. Io credo che la scuola italiana sia di primissimo livello. L'Italia nella pallacanestro ha tantissimo da dare. Faccio i complimenti a Sassari perché hanno meritato qualcosa di più ieri. La gara di ieri esula da tutti i canoni, non era una partita di pallacanestro. Complimenti a Meo Sacchetti che

per essere qui. Puntualizzo che questo è un angolo di Caserta non di Campania. Caserta è capitale morale d'Italia come diceva . Sono felicissimo di festeggiare Andrea, forse perché il momento peggiore della sua carriera

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Coppa Italia Legadue

1

Supercoppa Italiana

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Coppa di Russia

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quest'anno ha mangiato su tutti i “Ettore (Messina ndr) mi disse una tavoli. I complimenti vanno a tutte volta 'l'Italia per la passionalità e due le squadre”. Un uomo sim- con cui si vivono le cose ti inquina. bolo dell’italiano emigrante, che ha Quando vinci ti trasportano per le però trovato fortuna, non poteva vie del centro storico; quando non dare una sua fotografia della perdi la prima volta ti guardano pallacanestro in Italia: “ Per avere storto, quando perdi la seconda una fotografia della pallacanestro rubi lo stipendio, la terza volta non italiana dico solo che Kaukenas c'è.. Io non sono scappato da quenegli anni in cui io giocavo la Fina- ste cose, sono andato via per trole Scudetto contro Siena, entrava vare delle nuove motivazioni. sparava dai tre punti e poi torna a Quando perdi nessuno è contento. a sedere; oggi per fa 25 punti a 38 Però io credo che il ruolo/lavoro anni, certo, è qualcosa di eccezio- del,allenatore è bellissimo. Le buonale lo capisco. – ha affermato ne società sono quelle che abbracTrinchieri – Questo però ci deve ciano l'allenatore, che l’avvolgono far capire che il livello é cambiato. in un bozzolo che non é solo difenLa tradizione, la scuola che abbia- sivo.” mo qui è differente. La pallacane- IL MONDO TEDESCO – Molto stro in Germania è stata inventata spesso le rivoluzioni sportive utili da Pesic, però se devo valutare la al cambiamento devono partire dai tradizione siamo avanti in Italia, giovani e dallo Stato, e la Germama siamo indietro su altre cose. nia non è da meno. “In Germania Qui c'è poca meritocrazia, ci sono noi come Bamberg abbiamo avuto le persone valide. È stata una e- un budget squadra di circa 2.5/2.6 sperienza incredibile al Bamberg”. milioni di Euro su un budget comLA PALLACANESTRO ITALIA- plessivo di 13 milioni. Abbiamo NA – Il mondo del Basket è stra- una struttura per il settore giovano. Ti prende su un cucchiaio nile che è eccezionale. Ma è lo d’argento, di porta alla bocca, ti Stato che ci mette dei vincoli. Per mastica e se non va bene ti sputa esempio la legge tedesca ti obblisenza ritegno. C’è anche questo ga ad avere uno psicologo per tema nelle parole di Andrea: affiancare i ragazzi minorenni che

ANDREA TRINCHIERI (SINISTRA) & LUIGI LIGUORI (DESTRA)

Campionato Tedesco

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sono presenti. Se il giocatore non va bene a scuola non si allena. Io ho avuto l’esperienza con un mio giocatore che non andava bene in matematica, non l’ho avuto per due mesi. Poi c’è il discorso scuole, noi abbiamo 12 persone che girano nelle scuole ed il Comune ci obbliga a promuovere il basket all’interno delle stesse scuole come Brose Baskets”.

LA PROPRIA PATRIA – Russia, Grecia e Germania non sono posti vicini: questo è sicuro. Ma il coach è legato all’Italia e lo dimostra nelle sue ultime battute. “Io sono

sempre riconoscente alla pallacanestro italiana, a delle persone che mi hanno dato delle opportunità. In questo momento l'individualismo italiano sta bruciando anche i germogli che ci sono. Il problema è che non riusciamo a sviluppare, avrò tanti passaporti, ma cestisticamente sono italiano.” Ebbene si,

italiano ma emigrante da un Paese che sta vivendo una desertificazione delle idee. Il futuro per Andrea parla ancora tedesco, ma mai dire mai l’Italia è sexy, ha sempre un suo richiamo, è un po’ come una bella donna, sa sempre come accoglierti. IL FUTURO – Caro Andrea, il futuro è in Germania, vai, gioca le tue carte come hai fatto fino ad ora e rendici orgogliosi. Promettici che però, prima o poi, qua torni, perché come scrive anche Severgnini “anche nomadi e naufraghi hanno una patria”, perché questa patria ha bisogno di idee nuove e solo da una classe di allenatori giovani con esperienze all’estero e quel famoso “sentimento italico senza nome” di cui parlavamo prima, può trovarle. 17


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WESTERN CONFERENCE - Gli indiscussi re del mercato sono stati i San Antonio Spurs, il GM R.C. Buford è riuscito nell'impresa di convincere Tim Duncan e Manu Ginobili a continuare la loro epica carriera, assicurarsi nel contempo LaMarcus Aldridge, il free-agent più ambito del mercato, e come se non bastasse riconfermare pedine fondamentali come Danny Green e Kahwi Leonard. Un roster di questo tipo e l'esperta guida di coach Popovich, i favoriti ad Ovest sono gli Speroni. Ma come dimenticare i campioni in carica? La riconferma in blocco del roster (David Lee escluso) che ha portato al terzo anello della franchigia è già di per se un successo, il talento degli Splash Brothers non è minimamente in discussione, resterà da capire se coach Kerr riuscirà a riprodurre il livello motivazionale e l'affiatamento visti la scorsa stagione, se sarà così l'ORACLE Arena resterà un fortino difficilmente espugnabile. Dietro alle "teste di serie" regna la più totale incertezza, i Clippers dopo un'estate vissuta pericolosamente, con il concreto rischio di perdere De Andre Jordan, sono chiamati al salto di qualità tanto atteso e le acquisizioni di Paul Pierce, Josh Smith e Lance Stephenson fanno pensare che si sia giunti al "ora o mai più". I Thunder sperano di aver pagato dazio alla sfortuna e con la coppia WestbrookDurant, guidata dal neo coach Billy Donovan, si giocano probabilmente l'ultima possibilità di questo ciclo, un ulteriore fallimento come verrebbe assorbito da KD? Anche i Rockets, sotto la guida di James Harden, nutrono legittime speranze di successo ma il solo volto nuovo di un certo peso è Ty

Lawson, difficile pensare ad un exploit da titolo; stesso discorso per i Grizzlies, garanzia di successo con la coppia GasolRandolph ma la sensazione è che non possa bastare per alzare il Larry O'Brien Trophy . Dietro, la solita furiosa battaglia per conquistarsi un posto al sole della postseason con particolare attenzione verso i Kings di DeMarcus Cousins e Rajon Rondo e soprattutto i Pelicans di quel Anthony Davis che promette di essere il dominatore dell'NBA del prossimo decennio. E poi come dimenticarsi di Kobe Bryant, forse al suo ultimo anno in NBA? EASTERN CONFERENCE - Difficile pensare che a giocare le Finals non saranno i Cavs, le condizioni fisiche di Irving lasciano qualche perplessità ma coach Blatt avrà alle spalle un preziosissimo anno di esperienza e se il trio James-IrvingLove troverà un minimo di continuità sul parquet l'enorme potenziale in loro possesso non potrà che fare la differenza. Alle spalle dei Cavs è un impresa trovare un'altra formazione potenzialmente da titolo, gli Hawks non hanno fatto un salto di qualità nella offseason tale da permettergli un ulteriore exploit ed i Bulls vivono continuamente sull'in-

certezza delle condizioni fisiche di Derrick Rose. In questo scenario potrebbero emergere i Wizards del talentuosissimo duo WallBeal ed i Miami Heat che con un Chris Bosh finalmente al 100% fisicamente ed un Goran Dragic inserito appieno nella nuova realtà della Florida potrebbero fare non poca strada. Interessante da seguire sarà la crescita dei Celtics, dopo l'inattesa partecipazione ai playoffs della scorsa stagione e qualche acquisto mirato, la formazione guidata da coach Stevens è attesa ad ulteriori passi in avanti. ITALIANS - Marco Belinelli ai Kings è chiamato ad una nuova stimolante avventura piena di incognite ma sicuramente priva di particolari pressioni, per Danilo Gallinari ed Andrea Bargnani invece la prossima sarà una stagione chiave, il primo ha recentemente rinnovato il contratto con i Nuggets diventando sia economicamente che tecnicamente il punto di riferimento della squadra, il secondo invece ha scelto Brooklyn per provare a rilanciare la sua carriera, due sfide completamente diverse ma ugualmente complicate ed affascinanti che ci diranno molto sul ruolo che i nostri rappresentanti avranno nell'NBA del futuro.

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una parola: trionfo. Un 84 -20 complessivo di record di stagione regolare e playoff che vale il terzo miglior record nella storia del basket americano, dietro a due storiche edizioni dei Bulls. Golden State lo scorso anno ha fatto saltare il banco, dando l'impressione di essere la squadra più forte, dal roster più profondo, meglio allenata è più "carica" di questa Lega. L'Arena di San Francisco ha rappresentato un fortino quasi inespugnabile durante la Regular Season, ma anche nei Playoff le soddisfazioni più grandi di Curry e soci sono state costruite sul parquet di casa. Tutto merito, per alcuni, del timoniere: Steve Kerr, gregario vincente dei Bulls di Jordan con alle spalle una breve carriera da general manager in quel di Phoenix, perfettamente calatosi nel ruolo di Head Coach e guida, anche psicologica, di un gruppo di

“ragazzi terribili” che grazie a lui hanno compiuto il vero salto di qualità. Basti pensare alle raggiunte maturità di Stephen Curry e Klay Thompson, che a suon di record hanno esaltato gli addetti alle statistiche di tutta la Lega, o alla leadership di Draymond Green, le cui sirene da altre franchigie ovviamente attratte dalla superba stagione del numero 20, sono state respinte vista la grande voglia di restare in quello che, per molti, prima di essere una squadra di giocatori è un grande gruppo di amici, che Kerr ha allenato con piacere e col sorriso portati puntualmente in campo, dove poche volte, salvo rarissime eccezioni, sono parsi "in bambola" al cospetto degli avversari, avendo sempre le partite sotto controllo. L'estate, salvo la vicenda Green, è stata incentrata sul miglioramento del roster attuale tramite lo scambio di quello che, contratto alla mano,

era il giocatore più pesante sul cap dei californiani, David Lee. Poco congeniale al basket di Kerr, poco adatto al ruolo di leader della second unit, e sicuramente troppo costoso per quanto poi mostrato in campo a livello statistico. Il 27 Luglio l'ufficialità dello scambio, che ha spedito l'ex Knicks a Boston in cambio di Chris Babb, restato poi alla corte di Kerr, e Gerald Wallace, tagliato senza troppi problemi vista l'involuzione del giocatore, da troppi anni in evidente crisi di gioco. Qualche settimana prima però, proprio in vista dello scambio di Lee che pareva inevitabile anche per ragioni di equilibrio salariale (dopo il costoso rinnovo di Green), i Warriors avevano aggiunto, nel silenzio generale, quello che potrebbe rivelarsi il colpo dell'estate per i campioni NBA: Jason Thompson, classe '86, reduce da 7 stagioni ai Kings e giunto a Golden State via

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Sixers, (già, sempre loro). 12.5 punti e 8.5 rimbalzi a partita i suoi massimi in carriera, datati ormai 2010, e calati visto l'arrivo di DeMarcus Cousins che ha ovviamente ridotto e di molto il suo minutaggio. Tatticamente molto intelligente, non classico interno alla Bogut ma nemmeno giocatore perimetrale come Green, Thompson rappresenta il perfetto complemento in campo, adatto all'avvicendamento con Bogut, australiano ormai con un chilometraggio residuo piuttosto basso visti i trascorsi in sala operatoria, ma anche abile nell'occupare quel posto in lunetta che, con 4 tiratori disposti sul perimetro, rende la zona il vero punto nevralgico del basket di Kerr in assenza del pick&roll o delle doppie uscite per premiare i tiratori. Il gruppo poi, eccezion fatta per Lee, è praticamente lo stesso che a Maggio si è laureato campione NBA. Detto degli Splash Brothers, ci sono infatti Harrison Barnes, Andre Iguodala, MVP delle recenti Finals dopo la straordinaria prestazione difensiva su Lebron James, il più volte citato Green, il padrone del pitturato Bogut, Leandro Barbosa, Shaun Livingston, Brandon Rush, e un'aggiunta last minute che, se calata nel basket di Kerr e se a posto fisicamente, potrebbe rivelarsi un jolly insperato. Poco prima del training camp infatti, Ben Gordon è stato aggregato ai campioni NBA, portando in dote la

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punti segnati

sua dozzina di stagioni nella Lega e l'etichetta di giocatore mai esploso dopo le prime, entusiasmanti, stagioni in quel di Chicago. Gordon aggiungerebbe sicuramente pericolosità sul perimetro, in un progetto di squadra sempre più proiettato alla small ball e al basket offensivo ma che si fa valere, grazie anche alla versatilità degli interpreti, come una delle migliori difese in NBA. Non resta che attendere l'inizio dell'NBA, che vede anche per i bookmak e r s C a v s , Warriors e Spurs uno step davanti rispetto alle altre squadre. La curiosità per gli uomini di Kerr è tuttavia la maggiore: pagheranno lo scotto di partire da subito come favoriti o miglioreranno ulteriormente dominando per l'ennesima volta la stagione in lungo e in largo? La risposta, nonostante il talento medio della squadra sia immenso, è sempre nei polpastrelli del figlio di Dell Curry: è il numero

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assist

30 a decidere le sorti di questo team, e non crediamo che l'intenzione sia quella di abdicare. Vista l'età media, la situazione salariale, l'Arena e l'entusiasmo, ci sono tutte le basi per una dinastia. Popovich, Durant, Lebron e Clippers permettendo...

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on deve essere facile portare con se delle scomode etichette (che, a dirla tutta, non sono però mai state negate del tutto al punto di farne un tatuaggio); non deve essere facile mollare un progetto vincente e che tante soddisfazioni ti ha dato per ripartire, per gratitudine e per dimostrare di essere capace di fare qualcosa di mai fatto prima, nella prima squadra che ti ha scelto e che, a livello di sport professionistico, non vede un trofeo da quasi mezzo secolo; non deve essere facile assorbire, in rigoroso silenzio, i quintali di critiche che, nonostante il team condotto in Finale praticamente da solo e senza le altre due star attorno alle quali era stata progettata la squadra, piovono in modo incessante sul tuo conto. Insomma, non è facile essere Lebron James. Una Finale da assoluta star, numeri che in questa Lega solo pochissimi sono riusciti a fare, giocate da capogiro e una capacità, nonostante tutt o , di

pson e James Jones come titolari. Eppure, in questo crudele sport, non c'è spazio per celebrare chi perde, ma c'è piuttosto una spietatezza di chi rimarca un record nelle Finals che per ora dice 2-4 e l'ennesimo tentativo andato a vuoto per portare l'Ohio alla parata vincente. Messi da parte, almeno per ora, i possibili dissidi con coach Blatt (vittima troppo appetibile per i media visto lo status di rookie nella scorsa stagione e visto che, a parità di esperienza in panchina, il rivale Steve Kerr ha invece festeggiato il titolo), per Lebron è ora di svoltare, ancora una volta. Kevin Love sembra sulla via del recupero totale, Kyrie Irving dovrebbe presentarsi ai nastri di partenza di fine Ottobre, Tristan Thompson continua a non trovare un accordo su

misura per le sue richieste ma ad oggi è parte del roster, e la dirigenza ha fatto felice la propria star portando in Ohio Mo' Williams, che proprio con Lebron aveva disputato ai Cavs la sua miglior stagione in carriera, e Richard Jefferson, che seppur nella fase finale della sua carriera può offrire minuti di qualità in campo e di contestuale riposo per il 23. Insomma, un roster più profondo, sempre figlio delle indicazioni di James, e che dà sempre più l'impressione di avere la zavorra sulle spalle di dover vincere ad ogni costo. Con qualche esterno in più probabilmente Lebron si troverà anche meno gravato di compiti di playmaking, ma alla fine con una star del genere a disposizione non è semplice creare un sistema di gioco che lo tenga fuori da determinati compiti e contestualmente al centro dell'attacco a difesa schierata. Una volta recuperato poi Love, siamo certi che si riproporrà l'annosa questione della convivenza tra i due, della cattiva attitudine difensiva dell'ex T'Wolves e delle cattive spaziature offensive che spesso finiscono col trovare entrambi i giocatori nella medesima posizione.

tenere a galla una squadra che ha giocato gli episodi della serie che portava al titolo con DellaVedova, Thom22


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48% 35% 1743 511 da 2

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punti segnati

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L'abilitĂ di Blatt deve essere pro- tori sotto pressione, e non abbiaprio quella di costruire un sistema mo dubbi che a Cleveland ci siano in grado di reggersi anche oltre le entrambi gli ingredienti. sue star, dato che il talento medio della squadra (Shumpert, Jr.Smith, Williams, Jefferson, Varejao, Mozgov, Thompson) dovrĂ  nel corso della stagione sopperire a eventuali stop fisici o a quelle fasi in cui, inevitabilmente, si dovranno tirare i remi in barca e ricaricare le pile in vista dei Playoffs. Insomma, una squadra Lebroncentrica, con Love e Irving nei ruoli che furono di Bosh e Wade, ma soprattutto un modo per sfruttare le bocche da fuoco che la dirigenza ha messo nelle mani dell'alle-

natore. Il compito è arduo, ma non esistono allenatori scontenti al pensiero di dover gestire tutto questo talento. Esistono, piuttosto, allenatori e gioca-

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occasione della visita della First Lady Michelle Obama al padiglione USA, anche il grande Basket NBA sbarca ad Expo 2015. E’ una delle stelle più grandi del panorama americano come Alonzo Mourning a parlare ai nostri microfoni. D: Dove ci troviamo adesso? R: “Ci troviamo al padiglione degli

vantaggi se utilizzato nel modo corretto. Questa è un’opportunità per noi per sviluppare una coscienza comune e rendere la vita migliore a tutti.”

ma ancora l’educazione che ti può guidare verso la strada del successo: la Fondazione offre tutto questo.”

tion, perché credo che spesso i giovani hanno le abilità ma non le risorse. Io voglio mettere a disposizione le risorse necessarie per permettere ai giovani di costruirsi il loro percorso e provare a fargli vivere il sogno americano. Bisogna dare la possibilità alle persone di far vivere il sogno americano, come il vivere in una bella casa ed avere un buon lavoro. L a base di tutto questo sono le relazioni che tu h a i nella tua vita, m a pri-

giocato meglio, ha vinto solo la squadra che ha giocato meglio. Sfortunatamente nel suo cammino Cleveland ha avuto qualche infortunio che non gli ha permesso di schierare tutti i giocatori che aveva, e gli ha lasciato due giocatori importanti fuori dal campo. Golden State è stata una squadra più profonda, ha giocato con più forza in mezzo al campo e credo che abbiamo giocato un pochino meglio di Cleveland.”

D: L’ultima domanda è sulle NBA Finals. Ha vinto Golden State e questo lo potevamo immaginare visto la Regular Season, in cosa però pensi che vorrebbero vedere i giovani fare di Golden State abbia fatto memeglio. Io ho creato la mia Fonda- glio di Cleveland? Stati Uniti d’America. Sono emo- zione, la Mourning Family Founda- R: “Ha vinto la squadra che ha

zionato nell’essere qui. E’ la mia prima volta a Milano ed è la mia prima volta come parte integrante della delegazione degli Stati Uniti d’America con la First Lady Michelle Obama con l’intento di condividere idee ed esplorare le altre idee degli altri Paesi sul come nutrire il pianta da 8 miliardi di persone.” D: Qual è stata la tua prima impressione quando sei arrivato ad Expo 2015? R: “Io ho pensato “wooh”. Qui è

come essere alle Olimpiadi ma con il tema del nutrire il pianeta. E’ un qualcosa di cui abbiamo bisogno. E’ un processo educativo per tutti noi. Dobbiamo continuare a fare progressi in molti campi tra cui lo stare in forma, prendersi cura del nostro corpo e curare delle malattie. Expo aiuta le persone a capire che il cibo

D: Sappiamo che se il Presidente della tua Fondazione, cosa ci dici a riguardo? R: “Tutte le persone in generale

p u ò essere una droga se utilizzato in maniera incorretta, ma sappiamo che possiamo avere dei 24


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Nella

cornice della Kinder+ Sport Arena di Expo 2015 è Ian Mahinmi a parlare del sito espositivo e del futuro dei suoi Indiana Pacers, attesi ad un riscatto per la prossima stagione con un Paul George in più. In occasione di un evento organizzato dalla Federazione Italiana Pallacanestro, abbiamo raggiunto l’atleta che non ha esitato a rispondere ai nostri microfoni. D: Dove ci troviamo adesso? R: “Siamo ad Expo, nella Kinder+

Sport Arena, dove vari ragazzi si testano in varie discipline, specialmente il basket. Io ed il mio compagno di squadra Florent Pietrus stiamo giocando con loro. Ci stiamo divertendo, provando a promuovere la salute tramite lo sport ed il divertimento” D: Ti pongo la stessa domanda che ho fatto ad Alonzo Mourning qualche set-

timana fa, qual è stata la tua prima impressione quando sei arrivato ad Expo? Lui disse subito “wow” … R: “Esattamente. Non avevo idea

di quanto fosse enorme, non avevo idea di quante persone ci potessero essere ogni giorno. Anche io ho detto ‘wow’. Sono grato per essere parte di una cosa del genere”. D: Un’altra domanda è sulle NBA Finals. Secondo te qual è stata la ragione della vittoria di Golden State e qual è stata la ragione della sconfitta dei Cleveland Cavaliers? R: “Non ci sono

molte ragioni. Se guardi nel complesso tutta la stagione, Golden

State è stata la squadra migliore di questa stagione. Hanno vinto un qualcosa come 65 partite o anche qualcuna in più. Hanno giocato un’ottima pallacanestro, hanno avuto un sacco di giocatori in grado di correre, prendere dei tiri importanti, difendere quando serviva. Loro sono stati il team migliore dall’inizio alla fine. Loro alla fine non sono scoppiati. Congratulazioni per la vittoria.” D: Proviamo a fare un riassunto della tua stagione con gli Indiana Pacers, a “fare le carte” del futuro di questa squadra con finalmente un Paul George al 100% dentro. R: “Per noi questa stagione è stata

un po’ frustrante, un po’ dura. Abbiamo dovuto fare i conti con tantissimi infortuni, un sacco di assenze quindi. La squadra ha reagito bene. Credo che nel complesso abbiamo però fatto una buona stagione. Adesso, come hai detto bene, avremo Paul George indietro, stiamo guardando già alla prossima stagione che di sicuro sarà esaltante. Vogliamo tornare ad essere dove eravamo due anni fa. Tutti faremo un grande lavoro quest’estate per giocare meglio, stare in forma e provare ad essere competitivi l’anno prossimo”.

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celti sempre più spesso per necessità, dovendo convivere con budget ridotti all’osso (chiedere informazioni alla Vuelle Pesaro ed al proprio direttore sportivo Stefano Cioppi sul tema), firmati a volte per una scommessa che valeva la pena provare, pescati in quel vastissimo serbatoio di carneadi quasi semisconosciuti al di qua dell’oceano che è l’NCAA, su consiglio di uno scout, di un agente, di un amico del padrino dell’agente. Stiamo parlando dei rookies, ovvero (è sempre bene ricordarlo per i lettori meno navigati) quella classe di giocatori uscita fresca fresca come un quarto di pollo dal college, la quale magari è stata dotata da Madre

Natura di copiosissimo talento nello sport di cui dibattiamo ma che non ha la minima parvenza di cosa voglia dire essere un atleta professionista. Quest’anno, in Serie A Beko, saranno solo cinque i rookies che vedremo all’opera, numero piuttosto in ribasso dopo i ben 13 debuttanti dello scorso campionato. E’ un dato singolare, poi, che a puntare su di loro siano solo due formazioni del nostro campionato: la Vuelle Pesaro (un habituè negli ultimi anni) e la Giorgio Tesi Group Pistoia. Analizzando i due innesti appartenenti alla categoria di cui sopra scelti dalla formazione toscana, ecco Wayne Blackshear (AP, 198cm, 1992), classica ala piccol a

dotata di un tiro mortifero, giocatore molto intelligente e bravissimo a colpire da fuori sfruttando gli scarichi dal traffico, ma che sa anche costruire dal palleggio, potendo contare su una buonissima tecnica individuale. Laureatosi campione NCAA nel 2013 con Louisville, ha chiuso la propria esperienza con i Cardinals facendo registrare cifre di tutto rispetto nel suo ultimo anno da senior (11.2 punti e 4.3 rimbalzi di media ad allacciata). Proverà a condurre la truppa di coach Enzino Esposito alla salvezza assieme a Marcus Thornton (AG, 203cm, 1992), che all’occorrenza potrebbe anche garantire qualche spezzone di match nello spot di ala-piccola. Le migliori qualità della 23enne ala di Atlanta, che ha chiuso l’esperienza universitaria tra le fila dei Georgia Bulldogs a 12.3 punti e 7.1 rimbalzi di media ad incontro sono certamente la grande energia, sia in attacco che in difesa, assieme ad un buon tiro dalla media e ad una buonissima fisicità in aggiunta anche a movenze rapide che spesso mettono in difficoltà avversari magari più

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27 statici.Pesaro, dal canto suo, si è accontentata di firmare solo 3 rookies, corroborando con un minimo di esperienza europea gli altri tasselli del suo giovanissimo mosaico. A fare a sportellate sotto le plance, ecco Maurice Walker (C, 210cm, 1991), un orco canadese da Scarborough (Ontario), che ha chiuso la sua esperienza da senior con la casacca dei Minnesota Goophers facendo registrare 11.8 punti e 6.7 rimbalzi a partita. Stazza mastodontica, un caterpillar del post basso, dove ama ricevere il pallone e spazzare via nell’uno contro uno fino al ferro i suoi avversari. La sensazione è che potrebbe essere un fattore per Pesaro, tuttavia deve imparare piuttosto in fretta che in Europa infrazioni come i passi in partenza ed i tre secondi offensivi spesso si fischiano, evitando di farsi cogliere in flagranza parecchie volte. Ma, questo è palese, il materiale umano c’è tutto, eccome se c’è. Nello spot di ala piccola, invece, ecco Shaquielle McKissic (AP, 196cm, 1991), fromboliere che ama tanto imperversare nelle aree avversarie sfruttando una buona fisicità mescolata ad un ottimo atletismo. Completano il suo bagaglio tecnico anche un ottimo tiro dal palleggio, assieme ad una discreta pericolosità nel tiro dall’arco dei 3 punti. Nell’ultima stagione ad Arizona State, il 25enne atleta di Seattle

ha imbucato 12 punti a gara, fatturando anche 5 rimbalzi in aggiunta a 2 assist). Completa il terzetto Trevor Lacey (G, 190cm, 1991), razzente guardia da NC State (oltre 15 punti di media con la casacca dei Wolfpack nel suo ultimo anno a Raleigh), un attaccante nato, forse un filo troppo innamorato della palla, ma che dispone di mezzi balistici notevolissimi. Compatto fisicamente, ottimo arresto e tiro, ama giocare

tantissimo il pick’n roll per scagliare i suoi dardi verso il cesto di pesche avversario. Una buona fetta della salvezza dei ragazzi di coach Paolini passa dalle sue mani, siamo pronti a scommetterlo.

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Meno talentuosa e appariscente ma più solida, equilibrata ed operaia. La nuova Olimpia (Alessandro Gentile e Bruno Cerella i soli superstiti) di coach Jasmin Repesa è stata costruita con il chiaro obiettivo di riportare il tricolore a Milano, ma anche per riaffermarsi a livello continentale. In Eurolega sarà decisivo l’impatto dei nuovi lunghi, Stanko Barac dovrà dimostrare di reggere il confronto coi giganti delle “Big”, Gani Lawal dovrà far valere le sue doti atletiche e le talentuose ali grandi (Jamel McLean e Milan Macvan, l’ex NBA Robbie Hummel giocherà molto da 3) avranno il compito farsi sentire anche sotto i tabelloni. In quanto a doti, esperienza e solidità, il roster milanese ha tutte le carte in regola per disputare una buona stagione europea e provare a dimenticare il tracollo delle passate Top 16, anche perché nel suo Gruppo B ha le potenzialità per ambire al terzo posto dietro all’Olympiacos e all’Efes, le “inarrivabili” del girone. I vice campioni d’Europa dell’Olympiacos Pireo dell’immortale Vassilis Spanoulis appaiono, almeno sulla carta, rinforzati rispetto alla passata stagione. Patrick Young e la scelta al Draft NBA degli Spurs Nikola Milutinov completano, nonostante gli addii di Dunston e Petway, un reparto

lunghi da leccarsi i baffi insieme a Othello Hunter; inoltre l’esperta guardia ex NBA D.J. Strawberry porterà più talento in fase offensiva e Daniel Hackett dovrà rivelarsi un degno sostituto di Sloukas in cabina di regia. Confortati dalla decisione della stella Dario Saric di rimanere un altro anno in Europa, i turchi dell’Anadolu Efes Istanbul, con un mercato estivo esaltante, non faranno rimpiangere ai tifosi le partenze; sotto le plance sono arrivati il campione d’Europa 2 0 1 4 con il Maccabi Alex Tyus, il due volte d i -

fensore dell’anno in Eurolega Bryant Dunston e l’ala

grande ex NBA Derrick Brown, mentre tra gli esterni daranno sostanza il tiratore Jon Diebler e il playmaker uruguaiano Jayson Granger. La dirigenza del Laboral Kutxa Vitoria ha invece voluto dare fiducia al nucleo dello scorso anno, rinforzandosi in area grazie al colosso greco ex Real Madrid Ioannis Bourousis. La firma di Alberto Corbacho sarà importante in termini di leadership ed esperienza. Coach Jasmin Repesa affronterà subito la sua ex squadra, visto che nel girone dell’EA7 è capitato proprio il Cedevita Zagabria dell’assistant coach Gianmarco Pozzecco. I croati non hanno rinnovato alcuni giocatori chiave della passata stagione, ma comunque hanno aggiunto il talento, l’atletismo e l’esperienza di James White e la solidità sotto i tabelloni del lungo ex Fenerbahce Luka Zoric. I campioni di Francia del Limoges CSP, sulla carta i più deboli del girone, arrivano invece alle porte della nuova stagione profondamente rinnovati. Tra i nuovi acquisti emergono l’esterno tedesco Heiko Schaffartzik (che ha sostituito l’infortunato Randy Culpepper), il solido centro Ali Traore e il realizzatore Mark Payne.

LE AVVERSARIE DI MILANO

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Il

2014-2015 è servito a svezzare la Dinamo dal punto di vista del livello fisico, tecnico e atletico della massima competizione continentale. La truppa di coach Sacchetti farà tesoro del crudele record di 1-9 della passata Regular Season per non commettere più certi errori e per provare a stupire anche in Europa. Il vero colpo estivo del Banco di Sardegna è stato il rinnovo dell’esterno David Logan, il leader che completerà un quintetto base decisamente intrigante. MarQuez Haynes partirà in cabina di regia, da ala piccola verrà schierato Christian Eyenga e sotto canestro coach Sacchetti potrà contare su Brent Petway e il campione NBA 2013 Jarvis Varnado. Lo “starting five” è di altissimo livello e il sogno è il raggiungimento delle Top 16, ma la sfortuna vuole che i biancoblu siano capitati in un Gruppo D a dir poco competitivo. Il favorito è il CSKA Mosca di Milos Teodosic, che ha mantenuto la spina dorsale della scorsa stagione nonostante l’ennesimo fallimento alle Final Four; i russi hanno perso Markoishvili, Kaun, Weems e Kirilenko (si è ritirato), ma hanno rinnovato Jackson, Khryapa e Hynes per poi

firmare la guardia Cory Higgins e il talentuoso lungo inglese proveniente dalla NBA Joel Freeland, che in Europa ha le carte in regola per essere protagonista. Il Maccabi Tel Aviv ha piazzato due colpi di mercato per quanto riguarda gli esterni con gli arrivi dell’asso Taylor Rochestie (18.9 punti di media in Eurolega al Nizhny) e del due volte campione NBA coi Lakers Jordan Farmar; ma il punto debole dei Campioni d’Europa 2014 rispetto all’anno scorso potrebbe essere il reparto lunghi dopo le partenze di Schortsanitis e Tyus, anche se il 4/5 argentino Vitor Faverani, ex NBA a Boston, può aiutare a compensare gli addii. Sfumati Todorovic e Mavroke-

falidis, l’Unicaja Malaga esce delusa dal mercato estivo ma comunque solida in vista della prossima stagione regolare. La talentuosa guardia serba ex Warriors Nemanja Nedovic ha firmato per il team allenato da coach Plaza dopo un’annata al Valencia e la dirigenza ha voluto fortemente Richard Hendrix come rinforzo nel pitturato.Fresco di titolo tedesco, il Bamberg di coach Andrea Trinchieri ha messo a punto un organico di buon livello anche per l’Europa. La società, dopo due importanti rinnovi, ha voluto firmare il rookie Malik Muller e il tedesco Lucca Staiger. Inoltre l’approdo dell’azzurro ex Olimpia Milano Nicolò Melli darà una preziosa consistenza al Brose Baskets, mentre Yassin Idbihi e, soprattutto, Nikos Zisis porteranno esperienza e qualità. Il girone si completa con un Darussafaka Dogus Istanbul dalle grandi ambizioni. Sotto canestro i turchi, infatti, hanno aggiunto atleti del calibro di Marcus Slaughter, Ogus Savas, Luke Harangody e Semih Erden, mentre tra gli esterni il realizzatore ex ALBA Berlino Reggie Redding, il georgiano Manuchar Markoishvili e il talentuoso Emir Preldzic, che ha lasciato il Fenerbahce dopo otto anni.

LE AVVERSARIE DI SASSARI

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he la Dolomiti Energia Trento fosse un raro esempio di investimento virtuoso da parte di una dirigenza italiana lo si sapeva già da tempo, ma credo che in pochi avrebbero scommesso che la avremmo vista in così breve tempo calcare i parquet internazionali. Eppure, in questo 2015 in cui ne vedremo delle belle, l’Aquila Basket, che soltanto due stagioni orsono otteneva una storica promozione nella massima serie italiana, il 14 ottobre esordirà per la primissima volta nella sua storia in una competizione europea: l’Eurocup. Un’emozione unica per tutti gli appassionati della palla a spicchi: una “provincialissima” formazione nostrana è pronta a dare battaglia – e siamo sicuri che lo farà con il coltello tra i denti – ad alcune tra le più blasonate formazioni del panorama cestistico europeo. Già, perché Trento, suo malgrado, è stata penalizzata dalle urne del sorteggio di Barcellona ed è stata inserita in un Gruppo A estremamente impegnativo insieme a Olimpija Ljubljana, JSF Nanterre, Telekom Bonn, Dominion Bilbao Basket e Cez Nymburg.

La squadra da battere – Le squadre con il palmarès più “cicciotto” che presenziano nel Gruppo A sono due. L’Union Ljubljana non ha bisogno di presentazioni: è una squadra arci-nota nel basket europeo e la più titolata dei Balcani con, all’attivo, una Coppa d’Europa, 19 Coppe di Slovenia e 15 titoli nazionali. È vero, da qualche anno la formazione slovena non è più la stessa corazzata vista nel passato ma, con alle spalle una storia così, resta comunque una piazza importante e che, fatto su cui non si può soprassedere, attira ingenti moli di pubblico in un’arena da 12.500 posti (non proprio spiccioli). Il Cez Nymburk è l’altra pluripremiata del girone anche se, nonostante il completo dominio in territorio nazionale (12 scudetti consecutivi dal 2003 ad oggi conditi da 10 coppe nazionali), la squadra ceca non è mai riuscita ad imporsi in palcoscenici più importanti. Attenzione però anche a Nanterre, squadra con una storia societaria simile a quella di Trento ma che, proprio nella passata stagione, si è aggiudicata il primo titolo europeo: l’Eurochallenge.

E non si possono comunque tralascaire le menzioni di Bonn e Bilbao: la prima è “la squadra da battere” per eccellenza; la seconda una formazione esperta che gioca (e bene) in un campionato complicatissimo come la Liga ACB spagnola e che, in Eurocup, ha già raggiunto una finale nel 2013. Cosa può attendersi Trento – L’Aquila Basket, consapevole delle insidie che una competizione europea può costringere ad affrontare, ha imbastito, ai nostri occhi, una buona squadra, forse anche più bilanciata di quella dello scorso anno ma con meno muscoli. E, purtroppo, i muscoli, così come i centimetri, sono proprio i fattori che negli ultimi anni hanno fatto “grandi” le squadre nelle competizioni europee. Nonostante ciò, i numeri e il talento non sembrano mancare e, a patto che coach Buscaglia e i suoi ragazzi non sbaglino le scelte, sembrano esserci tutte le carte in regola per il passaggio del turno. Certo, prima sarà necessario togliersi qualche bella soddisfazione battendo le più esperte contendenti.

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Il

sorteggio dei gironi di Eurocup prevede per la prima fase una divisione "territoriale" per facilitare le trasferte, mettendo tre gironi a disposizione delle formazioni dell'Ovest e tre per l'Est; aggiungendo a tutto ciò il fatto che, le formazioni italiane qualificate a questa splendida competizione fossero quattro, ecco spiegato perchè fosse ovvio che due dovessero condividere lo stesso gruppo: e le due "fortunate" sono Reggio Emilia e Brindisi. La Pallacanestro Reggiana, ormai esperta in questa competizione, avrà modo di rifarsi dall'eliminazione prematura della scorsa edizione, nata sotto una cattiva stella per via degli innumerevoli infortuni che avevano colpito Lavrinovic e compagni, costringendoli a fare i conti dal primo all'ultimo turno con grandi e pesanti assenze; il roster della squadra di Menetti è cambiato molto, ma ha mantenuto intatti sia il livello tecnico, sia la fame di vittorie, tanto da inserirli senza problemi nelle candidate per il passaggio almeno al secondo turno. Meno preventivabile è la situazione di Brindisi che, dopo aver partecipato ed essersi messa in luce

in altre competizioni, ha quest'anno la possibilità di dimostrare il suo reale valore in un evento di grande importanza qual è l'Eurocup: conoscendo i trascorsi di questa formazione, siamo sicuri che, inserire Bucchi e i suoi ragazzi tra le favorite del gruppo B non sia un azzardo, anzi, crediamo sia un dovere, vista la serietà e l'impegno messi da parte di tutta la società pugliese. A contendere i pass a disposizione per continuare l'avventura europea però, ci sarà una lista di nomi che fanno davvero paura e che rendono il gruppo B, uno dei più tosti; senza togliere niente alle nostre italiane, la vera "regina" di questo sestetto, è l'Herbalife Gran Canaria: gli spagnoli, reduci dalla sconfitta in finale contro il Khimki, partiranno ancora più determinati, pronti a dare tutto per poter rigiocare quel doppio scontro che a maggio scriverà un nuovo nome nell'albo d'oro. Assieme agli spagnoli, Reggio e Brindisi dovranno fare i conti con l'Alba Berlino, altro grande nome, in arrivo dopo un'ottima stagione in Eurolega, in cui, hanno fatto sudare anche gli inavvicinabili campioni del Barça: per i tedeschi, abituati al palcoscenico euro-

peo, il passaggio del turno è l'obiettivo minimo, e non saranno disposti a fare sconti, soprattutto nel loro splendido "tempio". Assieme alla formazione di Sasa Obradovic ci saranno altri tedeschi, i gialloneri dell'MHP RIESEN Ludwigsburg: un'interessante società tornata a competere per i piani alti della Bundesliga dopo qualche anno di difficoltà, che avremo modo di scoprire partita dopo partita, convinti già da ora di non poterla sottovalutare e soprattutto, sicuri che ci sorprenderà. A chiudere il sestetto, ecco un altro nome da temere, il club che ha messo in luce Collet, permettendogli la scalata fino alla panchina della nazionale francese: Le Mans Sarthe Basket. I francesi, reduci come Brindisi dall'Eurochallenge, e quindi con un buon bagaglio europeo alle spalle, avranno modo di mettersi in mostra anche in questa competizione, provando a bissare i successi conquistati nella stagione appena conclusa.

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dista nza di 33 a nni dall’ultima apparizione europea in Coppa Korac (1982), la Reyer Venezia torna a calcare i parquet più suggestivi della pallacanestro suggestivi in veste di Cenerentola. Certo Venezia non ha un palmarès europeo invidiabile (solo una finale europea nel 1981) ma, forse per la prima volta da trent’anni a questa parte, la Reyer si presenta ad una competizione continentale con delle concrete possibilità di coprire un ruolo da protagonista. La squadra veneta, agli ordini di “Charlie” Recalcati, è stata inserita, in seguito ai sorteggi del 9 luglio scorso, all’interno di un girone difficile, il Gruppo C, in cui si troverà ad affrontare squadre di primissimo livello: CAI Laboral Saragoza, Valencia Basket, Sluc Nancy, Spirou Charleroi e Ratiopharm Ulm. La squadra da battere – All’interno di un Gruppo C ben infarcito di ottime compagini non è facile additare una squadra come la più forte ma, utilizzando come metro il recente passato europeo e nazionale di ogni franchigia, non possiamo certo dimenticare che il

palmarès più “cicciotto” appartiene al Valencia Basket Club. I valenciani, oltre a vantare numerose apparizioni nelle competizioni europee, arrivano da una stagione 2014/2015 giocata ad altissimo livello, tanto da poter vantare il fatto di essere l’unica formazione ad aver strappato almeno una vittoria al galattico Real Madrid durante gli ultimi play-off ACB. Inoltre, nonostante l’eliminazione patita direttamente ai gironi nella scorsa Eurolega, la squadra della comunità indipendente di Valencia ha giocato una Eurocup da protagonista ed è stata fermata solo ai quarti di finale, laddove è stata sconfitta (di misura) solo dai campioni della competizione del Khimki Mosca. Si noti inoltre che le due formazioni del girone, Valencia e Saragoza, sono pressoché le uniche a poter vantare un vantaggio non da poco: l’affluenza di pubblico che, all’interno di palazzetti in grado di contenere 10.000 persone, può certamente costituire un bel plus che le due squadre potranno sfruttare a proprio favore. La sorpresa – La sorpresa del Girone C dell’Eurocup 2015/2016 potrebbe essere – perché no? –

proprio la “nostra” Reyer. I Leoni del Veneto si presentano ai blocchi di partenza della seconda competizione europea proprio in uno dei migliori momenti della propria storia cestistica e, a dimostrazione di ciò, si può additare la splendida stagione passata, conclusasi alle semifinali play-off contro Reggio Emilia, che ha definitivamente consacrato gli orogranata come una delle più temibili formazioni nostrane. È innegabile: noi crediamo che, anche in un Gruppo C tanto complicato quanto affascinante, Venezia, affidandosi anche all’esperienza del proprio allenatore, potrà giocare un ruolo da protagonista. Le squadre spagnole sono forse più forti ma Ratiopharm Ulm, Spirou Charleroi e Nancy Basket, pur non essendo da sottovalutare, corrispondono al profilo di formazione che Venezia, squadra di grande talento, può permettersi di affrontare a viso aperto. Insomma, Venezia, pur non essendo la più attrezzata compagine del girone, non dovrebbe incontrare eccessive difficoltà a qualificarsi alla fase successiva delle Last 32.

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ItalBasket, considerata da molti la Nazionale più competitiva di sempre, lascia l’Europeo con un pass per il Torneo di Qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016 e tanta delusione per non aver centrato l’obiettivo di salire sul podio. L’avventura degli Azzurri è stata caratterizzata da un mare di entusiasmo che gara dopo gara è piacevolmente aumentato. Sconfitta di misura giocando male contro la Turchia, vittoria poco convincente giocando ancora peggio contro l’Islanda e poi, fortunatamente, il cambio di atteggiamento che serviva nelle due esaltanti prestazioni contro Spagna (oro) e Germania. Agli ottavi la vittoria contro Israele è straripante e ai quarti di finale, però, il sogno termina bruscamente contro una Lituania (argento) quasi perfetta e un overtime affrontato senza energia e lucidità. La buona prova contro la Repubblica Ceca valida per il pre-olimpico mitiga l’amarezza ma quello che rimane

di questo Eurobasket è la convinzione di aver sprecato un’occasione; “non abbiamo più 18-20 anni, gli anni passano”, dice con saggezza il leader Danilo Gallinari. L’ItalBasket ha ottenuto il minimo sindacabile ed un appagamento da tale risultato sarebbe scorretto e superficiale, proprio perché le potenzialità erano altre e l’infortunio di capitan Datome e i vari acciacchi non rappresentano una scusa sufficiente. La Nazionale ha utilizzato poco e male la transizione e il gioco rapido alla portata del roster a disposizione, i palloni sono stati eccessivamente concentrati sui tre NBA e su Gentile, gli “altri” hanno spesso dimostrato un po’ di timidezza di troppo e c’è stato un abuso del pick and roll che ha reso il sistema offensivo azzurro scarsamente fluido. A conti fatti il talento ha comunque prodotto il miglior attacco dell’Europeo e dunque il dito andrebbe puntato contro la dife-

sa discontinua, a volte permissiva e alla fine la 22esima della competizione. L’ammirevole buona volontà di Cusin, inoltre, non è bastata sotto canestro per competere contro i grandi centri d’Europa e questo è stato un fattore determinante. L’ItalBasket deve essere consapevole che l’eventuale ed eroica qualificazione alle Olimpiadi potrebbe essere un punto di partenza, ma anche che il potenziale di questa Nazionale è sfruttabile ancora per pochi anni: non c’è più tempo per sciupare opportunità. Vanno fatte delle valutazioni ed eventuali cambiamenti, bisogna capire se Pianigiani è l’allenatore giusto per proseguire ed è fondamentale partire dallo splendido attaccamento alla maglia che questi ragazzi hanno ammirevolmente dimostrato.

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È

ormai abituale vedere la Spagna sul podio delle manifestazioni più importanti dell’ultima decade, partendo dall’eroico oro ai Mondiali del 2006, passando per i due argenti alle Olimpiadi (2008 e 2012) e arrivando all’inaspettato trionfo di quest’anno agli Europei, il terzo delle ultime cinque edizioni della rinomata competizione che la FIBA organizza ogni due estati nel Vecchio Continente (nel 2007 argento e nel 2013 bronzo). Si può, quindi, tranquillamente definire quella che appartiene alla cosiddetta “Generación de Oro” la seconda miglior Nazionale degli ultimi dieci anni dietro agli Stati Uniti d’America, spesso inarrivabili a causa dello schieramento delle luccicanti stelle NBA. Tale continuità di risultato non è affatto casuale, ma è frutto anche di uno straordinario lavoro che la FEB, Federación Española de Baloncesto, ha svolto e sta ancora svolgendo con rigorosa professionalità nelle giovanili. I nuovi talenti in Spagna vengono coccolati, caricati presto di responsabilità e fatti crescere come forse in nessun altro Paese europeo accade; capita sempre

più spesso di vedere ragazzi con l’acne e i “baffetti” adolescenziali nelle rotazioni di un roster della Liga ACB e questo è solo uno dei tanti segnali legati all’importanza che la Federazione attribuisce alle promesse future. Le Nazionali vincenti vanno coltivate con pazienza e il primo po-

Eurobasket 2015 non è un punto di arrivo nonostante il cambio generazionale che la Spagna di oggi dovrà inevitabilmente subire. L’ultima vittoria è stata l’ennesima consacrazione dello straordinario gruppo che veste il giallo-rosso, arrivato a Berlino nel girone più insidioso senza atleti del calibro di Marc Gasol, Ricky Rubio, Serge Ibaka, Jose Calderon e sua maestà Juan Carlos Navarro. Con tutti i pronostici contro e dopo una prima fase titubante, coach Scariolo ha gestito magnificamensto te l’organico a disposizione, uno a d stoico Pau Gasol, 35 anni, ha giocato una pallacanestro quasi irreale per vincere a mani basse l’MVP (25.6 punti, 8.8 rimbalzi e 2.9 assist) ed ecco le piacevoli sorprese: 73-71 ai quarti contro una Grecia sulla carta devastante e 80-75 contro i favoriti (e padroni di casa) della Francia di Parker, Diaw e Batum in semifinale dopo un supplementare. In finale la volenterosa Lituania non ha potuto nulla contro una Spagna ormai in stato di grazia e dopo 40 minuti al settimo cielo con al collo la medaglia numero 12 della sua storia agli Europei. L’ennesimo capolavoro è servito e il tempo che passa non fa paura, visto che tanti giovani scalpitano per contribuire ad allungare questa straordinaria decade di celebrazioni. 35


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L’

estate possiamo dirlo oramai con certezza, è finita. Il grande basket, dopo un Eurobasket ospitato in più di un Paese, per fortuna riparte. FERITE APERTE. La grande delusa della passata stagione è senza dubbio l’Olimpia Milano che al termine di una stagione “buia”, ha visto interrompere la sua corsa al secondo scudetto dell’era Armani per mano della Dinamo Banco di Sardegna Sassari. Ferite aperte, dunque, quelle ancora presenti sulla pelle della squadra meneghina che, mai come quest’anno, ha rivoluzionato tutto e tutti: allenatore compreso. La sfida infinita tra Sassari e Milano si riproporrà ancora una volta con esiti sempre incerti anche quest’anno e con una Milano determinata a riprendersi ciò che l’anno scorso gli è stato negato per un banale “taglia fuori”. SALTO EUROPEO. Per Reggio Emilia, Venezia, Trento e Brindisi questa non sarà una stagione qualunque. L’Eurocup che da qui a pochi mesi si appresta ad iniziare è l’ennesima dimostrazione di come una gestione attenta possa dare risultati. Reggio non è nuova a questo genere di competizioni visto che l’anno scorso ha già partecipato a questa manifestazione. Venezia, Trento e Brindisi sono debuttanti in una Coppa che può riservare grandi sorprese. L’augurio per tutte è uno solo:

Reggiana (Eurocup) e sia Brindisi (Eurochallenge) hanno avuto molti problemi di infortuni che hanno notevolmente minato il cammino Europeo di due matricole terribili che, di fatto, hanno tutte le carte in regola per sedersi al tavolo delle grandi. FIBA EUROPE CUP. Nel panorama europeo, non mancano le presenze di Cantù e Varese che infatti parteciperanno alla terza competizione europea: la FIBA Europe Cup. Esordio sia per Fabio Corbani (Cantù) e sia per Paolo Moretti (Varese) in quella che si prospetta essere una Coppa lunga e molto dispendiosa in termini di energie viste le lunghe trasferte che in passato l’Eurochallange ha saputo riservare. Di fatto però parlano i numeri: 8 squadre in Europa, per un’Italia ferita...non male. OCCHIO ALLE SPALLE. La passata stagione ha regalato un inaspettato

“triplete” al Banco di Sardegna Sassari che mai come quest’anno dovrà riconfermarsi ai livelli dello scorso anno. Sulla gara singola, la formazione di Meo Sacchetti, si è sempre dimostrata eccellente buttando giù il “gigante Milano” e l’orgoglio si Reggio. Ora però si resetta tutto e la bacheca dei trofei ritorno ad essere vuota con squadre che vedono di gran gusto l’idea di far “saltare il Banco”. L’ASSENZA. La pallacanestro è uno sport che merita serietà da parte di chi lo gioca e chi gestisce un club. L’assenza di Roma, la Capitale, dal massimo campionato è un sacrificio sintomo di serietà. Patron Toti aveva già da tempo lamentato una situazione economica non facile ed il passo indietro con la domanda di auto retrocessione è la scelta più sana e seria che si poteva prendere. Ne piangerà il movimento? Sicuro, ma tra lo sparire ed il sopravvivere, tutti sceglierebbero la seconda opzione. LE ALTRE. Corsa aperta ad un posto tra le prime otto squadre sia per la Coppa Italia e sia per i Playoff. Tante le formazioni che possono ambire ad un posto del genere. Avellino, Pistoia e la neopromossa Torino hanno le carte in regola per fare bene. Ma occhi a Capo d’Orlando con la matrice slava a dare manforte all’Upea.

salute fisica. L’anno scorso sia la 36


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Era

dal lontano 1993 che Torino non aveva una squadra nel massimo campionato italiano ma ora, grazie al progetto della PMS Torino, la città della Mole è tornata competitiva anche nella palla a spicchi. Una campagna acquisti all’insegna dei rinnovi che hanno visto le conferme dei pilastri italiani della promozione dello scorso giugno ovvero Jacopo Giachetti, Stefano Mancinelli, Guido Rosselli e Tommaso Fantoni senza dimenticare l’americano Ian Miller. Comunque sia l’obbiettivo della Manital, come dichiarato da coach Luca Bechi, sarà la salvezza ma non esclude un traguardo più ambizioso ovvero il raggiungimento della post-season grazie all’esperienze del nucleo degli italiani, che hanno giocato complessivamente quasi settecentocinquanta partite nella massima serie. La squadra del presidente Forni però ha deciso di fare alcuni colpi importanti, in particolare gli ingaggi dell’ex play di /Veroli e Varese Dawan Robinson (P, 188 cm, 1982) e del centro ex Avellino e Roma Ebi Ndubi (C, 206 cm,

dall’università di Duke con la quale ha vinto un titolo NCAA nel 2010. Per l’ala Fairfax, Virginia, sarà una stagione molto importante ovvero la prima in Europa dopo aver calcato pochissimo i parquet NBA con la maglia dei Miami Heat nel corso della scorsa stagione. Questa squadra tenderà a giocare in maniera molto muscolare, avendo nel roster giocatori come Fantoni, Rosselli e Mancinelli, e cercherà di sfruttare l’esperienza a disposizio1984), giocatori in grado di incide- ne e soprattutto l’entusiasmo di r e m a c a p a c i d i a v e r e una piazza che si riaffaccia al baun’esperienza tale da non rimane- sket che conta dopo molto, troppo re impreparati nelle tempo. prime partite di questo duro e lungo campionato. Inoltre il GM Pasquali ha piazzato la scommessa Andre Wade Dawkins (A, 193 cm, 1991) , un giocatore da cui ci si aspettava molto, in particolare

CHI SI RIVEDE! SOCIETA’: Auxilum Cus Torino SPONSOR: Manital ANNO DI FONDAZIONE: 1974 CAMPO DI GIOCO: PalaRuffini PRESIDENTE: Antonio Forni GENERAL MANAGER: Renato Pasquali DIRETTORE SPORTIVO: Renato Niccolai RESP. MARKETING E COMUNICAZIONE: Silvia Carrera UFFICIO STAMPA: Roberto Bertellino SITO WEB: www.virtusroma.it

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41 Posizione Stagione 14-15

ND

Twitter Followers

266

Coach

Sponsor

LUCA BECHI

JACOPO GIACHETTI

STEFANO MANCINELLI

GUIDO ROSSELLI

TOMMASO FANTONI

27/12/1983

17/03/1983

25/05/1983

11/03/1985

190 CM | ITALIA

203 CM | ITALIA

198 CM | ITALIA

204 CM | ITALIA

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

DAWAN ROBINSON

BRUNO MASCOLO

IAN MILLER

NDUDI EBI

10/02/1982

04/08/1996

28/09/1991

18/06/1984

188 CM | USA

190 CM | ITALIA

190 CM | USA

206 CM | NIGERIA

2014-2015: Brose Bamberg

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

2014-2015: Virtus Bologna

DEWAYNE WHITE

ANDRE DAWKINS

31/08/1986

19/09/1991

206 CM | USA

193 CM | USA

2014-2015: Laboral Kutxa

2014-2015: Sioux Falls Skyforce 41


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T

orino ed Auxilium. Basterebbe questo per descrivere il Basket nella città della Mole, un connubio presente fin dagli inizi, da quel 1974 in cui la società torinese si fuse con la Pallacanestro Asti partendo dalla vecchia A2, per costituire quella Auxilium Torino che nemmeno 10 anni dopo sarebbe arrivata ai vertici del campionato italiano. Dopo aver perso di un soffio la Coppa Korac del 1976, la società torinese si assestò definitivamente nella massima serie nella stagione 1978-79, ponendo le basi per il fantastico ciclo guidato da Giuseppe “Dido” Guerrieri. Scomparso nemmeno due anni fa all'età di 81 anni, il “professore” -come era noto al grande pubblico- legò indissolubilmente il suo nome a quello del basket torinese: dopo alcuni anni passati da vice di Rubini alla Simmenthal Milano diventò capo allenatore della Auxilium nel 1983, raggiungendo per 3 stagioni consecutive le Semifinali Scudetto. Quella squadra perse la semifinale del 1984 contro la Granarolo Bologna, e le successive due proprio contro la Simmenthal Milano di coach Dan Peterson: Davide Pessina, Romeo Sacchetti Pino Brumatti e soprattutto Carlo Della Valle erano solo alcuni dei giocatori presenti in una Torino sconfitta unicamente da autentiche corazzate. Delle 311 vittorie ottenute in carriera da Guerrieri, 126 arrivarono alla guida di Torino in tre diverse espe-

rienze (1983-87, 1989-91, 199295) portandola al punto più alto della propria storia. A seguito dell'addio del “professore” la lenta ma inesorabile discesa di Torino si è conclusa nel 2007, quando la Reale Gin-

nastica ha rilevato una squadra ormai sprofondata in C1 facendo così scomparire di fatto il grande Basket nel capoluogo piemontese. Nonostante ciò la grande passione dei tifosi e soprattutto una nuova fusione ha permesso la nascita di una nuova squadra, la PMS Basketball, ripartendo con rinnovati intenti dalla serie B ed ottenendo subito la promozione diretta grazie ad un incredibile rullino di 27 vittorie su 30 partite disputate. Il resto è storia recente ormai: Stefano Pillastrini ha riportato la PMS alle porte della A, sconfitta ai playoff da quella Trento confermatasi nella passata stagione nella massima serie, grazie a giocatori del calibro di Amoroso e Mancinelli, completando successivamente sotto la guida di Luca Bechi il ritorno in serie A dopo ben 22 anni. Il rientro dello storico binomio Auxilium-Basket torinese non ha fatto altro che completare questo ciclo, riaccendendo nuovamente i riflettori su questa storica società.

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urante l’arco di tutta la passata stagione a Cantù non sono certo mancati i colpi di scena: la qualificazione all’ultimo respiro ai playoff, i quarti al “pepe” con la Reyer Venezia e, last but not least, l’ingaggio di un campione NBA, Metta Worldpeace, che ha avuto il sapore delle più classiche “trovate” marketing ma che si è rivelato, constatato il grande contributo e la grande voglia che l’Amico dei Panda ha mostrato e trasmesso sul parquet del Pianella, anche una grande mossa sul piano tecnico del G.M. Della Fiori. Eppure, a voler essere sinceri, è complicato giudicare come positiva una stagione che si era aperta con obiettivi certamente più importanti del settimo posto in stagione regolare (che per di più era quattordicesimo al termine del girone di andata) e dell’uscita al primo turno di playoff scudetto. Il fallimento europeo, invece, era auspicabile: il Kazan di Langford era davvero troppo superiore. Per la stagione entrante, però, Della Fiori e Cremascoli hanno scelto di rivoluzionare una squadra che necessitava di un piccolo svecchiamento e hanno affidato le sorti NUOVO CICLO A CANTU’ SOCIETA’: Pallacanestro Cantù SPONSOR: Acqua Vitasnella ANNO DI FONDAZIONE: 1936 CAMPO DI GIOCO: Mapooro Arena PRESIDENTE: Anna Cremascoli A.D.: Luca Orthmann DIRETTORE SPORTIVO: Daniele Della Fiori UFFICIO STAMPA: Luca Rossini RESP. SETTORE GIOVANILE: Antonio Munafò SITO WEB: www.pallacanestrocantu.com

della franchigia canturina ad un manipolo di ragazzi, molti dei quali esordiranno per la prima volta nella massima serie di casa nostra. Ma, come diceva Machiavelli, «la Fortuna è amica dei giovani» e, a Cantù, devono avere percepito tra le file del folto gruppo della “Generazione ’90” che indosserà la maglia dell’Acqua Vitasnella un talento e una voglia di mettersi in mostra sufficienti per infastidire anche le più attrezzate sfidanti della categoria. Salutato il capitano di mille battaglie Stefano Gentile (sbarcato a Reggio Emilia), è lecito pensare che lo scettro del leader dello spogliatoio passerà nelle mani di Awudu Abass, uno dei protagonisti dello scorso anno. Accanto ad Abass, la dirigenza ha deciso di puntare su altri canturini doc: dal vivaio della franchigia comasca, infatti, sono stati promossi in prima squadra anche le promesse Luca Cesana (G, 194 cm, 1997), Nwohuocha Curtis (C, 202 cm,

1997) e Ruben Zugno (PM, 186 cm, 1996). Il reparto dei piccoli, contrariamente, si profila però piuttosto affollato: ai già citati Zugno e Cesana sono da affiancare anche Brady Heslip (G, 188 cm, 1990), alla prima esperienza italiana, Marco Laganà, confermato dalla scorsa stagione, e Langston Hall (PM, 191 cm, 1991). Il roster biancoblu è poi corredato dai 213 cm di Jakub Wojciechowski (C, 213 cm, 1990), visto in A2 con le maglie di Veroli e di Mantova, e dai muscoli di Jared Berggren (C, 208, 1990), arrivato dal Belgio. Chiudono i ranghi Tessitori (A, 208 cm, 1994), prospetto reduce dall’esperienza casertana, e LaQuinton Ross (A, 203 cm, 1991), la vera e propria stella della squadra e, considerati i 17 punti di media realizzati l’anno scorso a Pesaro, anche il più efficace terminale offensivo. A Cantù la rivoluzione è arrivata anche in panchina: Sacripanti è migrato verso il sole della Campania (Avellino) così è stato sostituito da Fabio Corbani, un tecnico capace e che sa far crescere le giovani promesse. Insomma, quello di Cantù è un progetto nuovo, intrigante e che deve essere seguito con grande attenzione: chissà che da questa formazione non escano dei nuovi nomi anche per la futura nazionale italiana.

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47 Posizione Stagione 14-15

Twitter Followers

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9.082

Sponsor

Coach

FABIO CORBANI

JARED BERGGREN

ABASS AWUDU

BRADY HESLIP

MARCO LAGANA

02/04/1990

27/01/1993

19/06/1990

05/01/1993

208 CM | USA

200 CM | ITALIA

188 CM | CANADA

197 CM | ITALIA

2014-2015: Oostende Basket

2014-2015: Confermato

2014-2015: KK Igokea

2014-2015: Confermato

LAQUINTON ROSS

RUBEN ZUGNO

CURTIS NWOHUOCHA

JAKUB WOJCIECHOWSKI

18/11/1991

20/03/1996

16/01/1997

09/01/1990

203 CM | USA

186 CM | ITALIA

202 CM | ITALIA

213 CM | POL/ITA

2014-2015: V.L. Pesaro

2014-2015: CONFERMATO (giovanili)

2014-2015: Confermato

2014-2015: Pallacan. Mantovana

LUCA CESANA

LANGSTON HALL

AMEDEO TESSITORI

17/07/1997

01/11/1991

07/10/1994

194 CM | ITALIA

191 CM | USA

208 CM | ITALIA

2014-2015:

2014-2015: Giorgio Tesi Pistoia

2014-2015: Juve Caserta

CONFERMATO (giovanili)

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Ah

di oggi, da finale scudetto, che voglia di risentirle, Supercoppa-Eurolega, con quella quelle parole così estro- di Fabio Corbani, chiamata a ragse, magiche, uniche, irripetibili.. giungere- si spera prima possibile«Mi abbevero a uno dei miei pen- la salvezza? C’azzecca, c’azzecca, satori di riferimento, Win- direbbe un noto ex pubblico ministon Churchill: “il coraggio è la stero di origine molisana. Perché virtù più importante”. Dobbia- Fabio Corbani ha le stimmate, camo avere una coraggiosa umiltà». ratteriali e forse pure un po’ diaChe nostalgia, per quelle definizio- lettiche, dell’allenatore di vaglia. Di ni inimitabili.. “Vlado (Micov) è razza. Mena fendenti mica male geniale. Non salta, non corre, non con le parole, è diretto, chiaro, suda, gioca sdraiato sul divano ma volitivo. Esordisce nella massima arriva prima degli altri”. Per quelle serie a 49 anni, eppure ha fatto conferenze stampa così diverse.. apprendistato col grande Califfato “Perché sapete, è diverso portare cestistico europeo: Repesa, Blatt.. a tavola una bellissima bistecca Dal coach dei Cavs sta cercando di con le guarnizioni e cambiarle- mi mutuare una difesa a zona match riferisco a Becirovic e Gordon- up. Ai giocatori, potenziali all star piuttosto che cambiare la bistecca e 18enni, dice la stessa cosa: ‘Chi

con un hamburger.. ‘Travis Diener? Ogni volta che fa un battito di ciglia, ci sono sempre almeno due spettatori in tribuna che saltano, perché abboccano alle sue finte… Forse, molti tra voi giornalisti dimenticano che l’azionista principale della Pallacanestr Cantù è produttore di apparecchi elettromedicali per cardiopatici. Bene, abbiamo vinto all’ultimo secondo e sul filo di lana, dopo una partita rocambolesca, per incrementare il fatturato societario”.

Parole e musica di Andrea Trinchieri, il Poeta Guerriero, che tanto manca (e ci manca): a Cantù e al basket italiano. Ma perché cominciare da un’assenza? Cosa c’entra la Cantucky ben più opulenta

rende, soffre, suda e s’adegua gioca. Gli altri, in panca’. Parte bene, Fabio Corbani da Milano, rifugiatosi da tempo nel silenzio evocativo dei boschi di Valtellina. E con lui è partito col pathos guerriero Daniele Della Fiori, figlio di cotanto padre, che sa di essere all’approccio con la più difficile e vitale della sua sfida da direttore sportivo canturino. “Ragazzi, ma

l’avete vista l’A2 di quest’anno? Li avete letti, i nomi? In una situazione sempre più difficile, teniamoci stretta la massima serie. Facciamo crescere questo ragazzi. Sosteniamoli, incitiamoli. Perché facendo i bizzosi, arricciando il naso, poi andremo a sbattere. E ci pentiremo amaramente, poi. Meglio saperlo prima. Tutti. La stagione sarà difficile, molto. Ci serve l’energia di un popolo, non la disaffezione supponente”. Chiaro.

A Cantucky non è mai stata solo questione di sport, o di trofei. E’ una questione di sangue mista passione, mista leggenda, mista storia. E’ una questione di stendardi appesi nel silenzi oscuro del Pianella. Se non l’avete capito, ci sono decine di altre squadre per cui tifare. Avanti, c’è posto. Altrimenti si resta qui a soffrire, in balaustra.

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C

hiunque volesse una conferma della bontà del progetto Sassari, lo scorso anno ne ha avute ben tre: Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto. Nell’Isola qualcosa si sta muovendo ed il risultato non è niente male. Dopo un’annata così entusiasmante sotto tutti i punti di vista il problema principale è riconfermarsi e riconfermare. Il duo Sardara-Sacchetti non si è buttato giù ed è riuscito a trattenere in casa Dinamo David Logan, Giacomo De Vecchi, Formenti e Brian Sacchetti, quest’ultimo capace di rompere i ritmi e spesso anche le partite. Il “triplete, FC Inter incluso, fa gola a tutti, e le firme sui contratti arrivano più facilmente. Dall’Olympiacos fondamentale l’arrivo di Brenton Petway (C, 205 cm, 1985) capace di dare sostanza sotto le plance; dai Piratas Quebradillas, ma già visto in Italia con la maglia di Pistoia, è arrivata la firma dell’ “uragano” Jarvis Varnado (C, 208cm, 1988) vero e proprio sostituto di Shane Lawal in termini di potenza e rimbalzi. In terra israeliana, invece, la

Dinamo ha pescato dal Maccabi Tel Aviv due gemme in attesa di lavorazione. Si tratta di Marquez Haynes (G, 188cm, 1986) visto già con la maglia di Milano e Siena, e di Joe Alexander (A, 203 cm, 1986), capace di allargare il campo nelle situazioni più difficili. Caratteristica di questi anni del Banco è anche il sapere guardare al mercato interno senza avere paura di prendersi qualche scommessa. Da Varese arriva Christian Eyenga (A, 201cm, 1989) che dovrà trovare spazio e punti in Eurolega; da Roma sono stati pescati Lorenzo D’Ercole (P, 193cm, 1988) e Rok Stipcevic (P/G, 186cm, 1986), quest’ultimo chiamato ad apportare esperienza nei momenti diffi-

cili ma anche importanti che la squadra di sicuro vivrà da ottobre fino a fine stagione. Ultimo ma non per ordine di importanza, Dennis Marconato (C, 211 cm, 1975), giocatore navigato ed utile guida per i compagni. Dietro però alla grande macchina della Dinamo Sassari, c’è sempre un condottiero, un abile guerriero: Meo Sacchetti. Sacchetti. Non è di quelli che urla e scalpita in panchina. Lui è li ed osserva, all’occorrenza corregge. Trinchieri ha affermato che “Sacchetti ha inventato la depenalizzazione dell’errore”, cosa che rende la vita in campo più facile a tutti. Non sappiamo cosa ci sarà nel futuro della Dinamo, chiamata a riconfermarsi ad alti livelli ed a togliersi qualche soddisfazione in più; di sicuro la qualità c’è ed anche un buon artigiano in panchina … l’opera può anche iniziare.

L’ANNO DEL TRIPLETE SOCIETA’: Dinamo Sassari SPONSOR: Banco di Sardegna ANNO DI FONDAZIONE: 1960 CAMPO DI GIOCO: Pala Serradimigni PRESIDENTE: Stefano Sardara GM: Federico Pasquini TEAM MANAGER: Luigi Peruzzu UFFICIO STAMPA: Luigi PeruzzuAngela Recino RESP. SETTORE GIOVANILE: Massimo Bisin SITO WEB: www.dinamobasket.com

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51 Posizione Stagione 14-15

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Coach

Sponsor

MEO 12.900 SACCHETTI

DAVID LOGAN

MARQUEZ HAYNES

BRENTON PETWAY

GIACOMO DEVECCHI

26/12/1982

19/12/1986

12/05/1985

02/04/1985

185 CM | POLONIA

186 CM | GEORGIA

205 CM | USA

196 CM | ITALIA

2014-2015: Confermato

2014-2015: Maccabi Tel Aviv

2014-2015: Olympiacos

2014-2015: CONFERMATO

MATTEO FORMENTI

LORENZO D’ERCOLE

ROK STIPCEVIC

BRIAN SACCHETTI

15/04/1982

11/02/1988

20/05/1986

04/05/1986

194 CM | ITALIA

193 CM | ITALIA

186 CM | Slovenia

200 CM | ITALIA

2014-2015: Confermato

2014-2015: Virtus Roma

2014-2015: Virtus Roma

2014-2015: CONFERMATO

CHRISTIAN EYENGA

JARVIS VARNADO

JOE ALEXANDER

DENIS MARCONATO

22/06/1989

01/03/1988

26/12/1986

29/07/1975

201 CM | CONGO

206 CM | USA

203 CM | USA

211 CM | ITALIA

2014-2015: Pallacanestro Varese

2014-2015: Piratas Quebradillas

2014-2015: Maccabi Tel Aviv

2014-2015: C.C. Montichiari 51


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Q

uando la pallacanestro è nel destino di una persona, niente può cambiare l’ordine delle cose: c’è sempre qualcuno che non crede nel potenziale di un giovane, almeno fino al momento in cui quest’ultimo non si prende la propria rivincita nei confronti del mondo. Ne sa qualcosa Romeo Sacchetti, uno che di basket se ne intende. “Meo” Sacchetti nasce ad Altamura, in provincia di Bari, il 20 agosto del 1953 nella baracca numero 8 di un campo profughi dove i genitori, arrivati dalla Romania ma dalle origini bellunesi, si erano rifugiati. Alla morte del padre (Romeo aveva 15 mesi), la famiglia Sacchetti si trasferisce a Novara, città in cui uno dei tre fratelli maggiori di Meo aveva trovato lavoro. La cittadina piemontese è fondamentale nella formazione sportiva del nostro: a 15 anni, infatti, Meo Sacchetti ha il suo primo contatto con il mondo della palla a spicchi nella famosa palestra della “Wild” Novara, dove viene allenato da Bob Rattazzi. Nonostante lo scetticismo generale (nessuno credeva che Meo potesse giungere al professionismo), da quel momento in poi, la vita cestistica di Sacchetti è segnata da una esaltante escalation: l’approdo al professionismo tra le file della Saclà Asti, l’esordio in Serie A2 e la promozione ottenuta con il Gira Bologna ma, soprattutto, i tredici anni di Serie A1 vissuti con le casacche di Auxilium Torino e Pallacanestro Varese. Una carriera da giocatore costella-

ta di successi ottenuti non solo indossando le canotte delle sue squadre bensì anche con la maglia azzurra dell’Italbasket: l’oro e il bronzo europei ottenuti rispettivamente nel 1983 e nel 1985 ma, ancor più, la cavalcata olimpica che condusse Meo e compagni ad ottenere la medaglia d’argento a Mosca ’80 sono da considerare l’apice della vita cestistica di Sacchetti. Il ritiro dalla pallacanestro giocata nel 1991 in seguito ad un terribile infortunio non coincide con l’addio al basket di Romeo. Da quell’anno, Sacchetti si è dedicato con ardore e umiltà ad affrontare tutta la gavetta riservata agli aspiranti allenatori. Dopo aver frequentato tutti i corsi necessari per divenire Head Coach e dopo aver ricoperto il ruolo di assistente di Dino Guerrieri presso gli Juniores di Torino, Meo Sacchetti ha allenato con grande successo proprio la “sua” Asti, conducendola fino alla promozione in Serie B nel 2001, e Castelletto Ticino, con cui

massima serie arriva nel 2007 dall’ Orlandina, società che conduce fino ai playoff ma che è destinato abbandonare a causa dell’estromissione dal campionato della squadra. Dopo un anno di transizione in A2 con Udine, nel 2009 Sacchetti approda alla Dinamo Sassari, società che condurrà, come la storia recente ci ricorda, a raggiungere traguardi storici: prima la promozione in A1, quindi la conquista dei playoff e la qualificazione all’Eurocup per giungere, nel 2014, alla conquista della Coppa Italia. L’ultimo splendido capitolo della carriera di Sacchetti lo conoscono tutti e corrisponde, ovviamente, con lo storico successo in campionato, Coppa Italia e Supercoppa. Non c’è niente da dire: da Novara a Sassari, Meo Sacchetti di strada ne ha fatta.

ha vinto per due anni consecutivi la Serie B1 (il primo titolo viene ceduto a Caserta). La prima chiamata dalla 52


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Dopo

una stagione vissuta pericolosamente e conclusa con una salvezza ottenuta sul campo all'ultima giornata riparte l'avventura della VL Pesaro con un aria di completo rinnovamento nel reparto giocatori. Il coach è il riconfermato Riccardo Paolini promosso in prima squadra dal settore giovanile lo scorso Gennaio e molto adatto a plasmare un roster che senza mezzi termini si può definire intrigante, tante scommesse giovani con poca esperienza ma dal potenziale tutto da scoprire. La cabina di regia sarà affidata allo statunitense Semaj Christon (P, 190cm, 1991) ragazzo dotato di grandi qualità atletiche e con spiccate doti di penetratore con ambizioni da NBA. Al suo fianco il reparto esterni sarà impreziosito dal connazionale Trevor Lacey (G, 191cm, 1991), altro rookie dal grande passato a livello liceale in cerca di visibilità dopo un'avventura a livello collegiale non troppo fortunata, il suo impatto sulla VL rischia di essere l'ago della bilancia della stagione di Pesaro, le capacità realizzative e le doti offensive non sono in discussione, determi-

nante sarà il suo ambientamento in un campionato ed un mondo diverso come quello italiano. Il quintetto tutto nordamericano avrà come ali Shaquielle McKissic (A, 195cm, 1990), anch'esso alla prima esperienza tra i pro dove dovrà far vedere le proprie doti difensive e la potenza fisica messa in mostra ad Arizona State, e D.J. Shelton (A/C, 208cm, 1991) giocatore visto lo scorso anno nel campionato belga e dotato sia di indiscusse doti fisiche che di buona mano dal perimetro (34% nel tiro pesante la scorsa stagione). I tabelloni verranno presidiati dal canadese Maurice Walker (C, 208cm, 1991), ennesima scommessa senza esperienza tra i pro ma dotato d i stazz a e

giunto in Italia con la benedizione di Richard Pitino, fratello del più noto Rick, suo coach a Minnesota University. La panchina avrà invece un'anima tutta italiana a partire da Nicolò Basile chiamato ad una crescita dopo l'esperienza fatta la scorsa stagione, stesso discorso per Marco Ceron (G, 195cm, 1992) approdato a Pesaro in cerca di spazio dopo l'annata vissuta a Venezia e per Giulio Gazzotti (A, 202cm, 1991) arrivato nelle Marche dalla Vanoli Cremona. Completano il roster i giovanissimi Francesco Candussi (A/C, 211cm, 1994) reduce dalla brillante esperienza con la maglia di Trieste e Brandon Solazzi (A/G, 190cm, 1997) talentuoso ragazzo chiamato a fare esperienza contro avversari di livello superiore.

NONOSTRANTE TUTTO, PRESENTI ! SOCIETA’: Victoria Libertas Pesaro SPONSOR: Consultinvest ANNO DI FONDAZIONE: 1947 CAMPO DI GIOCO: Adriatic Arena PRESIDENTE: Ario Costa GM: Ario Costa DIRETTORE SPORTIVO: Stefano Cioppi TEAM MANAGER: Michele Resta UFFICIO STAMPA: Elio Giuliani UFFICIO MARKETING: Enrico FranciFederico Bedetti SITO WEB: www.victorialibertas.it 54


55 Posizione Stagione 14-15

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Sponsor

Coach

RICCARDO 1.466 PAOLINI

15 D.J. SHELTON

NICOLO’ BASILE

GIULIO GAZZOTTI

TREVOR LACEY

04/04/1991

04/01/1995

23/09/1991

13/10/1991

208 CM | USA

189 CM | ITALIA

202 CM | ITALIA

190 CM | USA

2014-2015: Alba Berlino

2014-2015: Confermato

2014-2015: Vanoli Cremona

2014-2015: North Carolina State

FRANCESCO CANDUSSI

MAURICE WALKER

MARCO CERON

MICHELE SERPILLI

23/06/1994

21/11/1991

16/06/1992

12/03/1999

211 CM | ITALIA

210 CM | CANADA

195 CM | ITALIA

198 CM | ITALIA

2014-2015: Pallacan. Trieste

2014-2015: Minnesota University

2014-2015: Reyer Venezia

CONFERMATO (giovanili)

2014-2015:

SHAQUIELLE McKISSIC

SEMAY CHRISTON

BRANDON SOLAZZI

17/08/1990

01/11/1991

01/05/1997

196 CM | USA

190 CM | USA

190 cm | ITALIA

2014-2015:

2014-2015: Oklahoma City Blue

2014-2015: Confermato (giovanili)

Arizona State University

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Ci

sono città magiche capaci di ispirare grandi storie, ma ci sono anche grandi città di basket capaci di essere il giusto terreno per la crescita di giovani giocatori. Pesaro è tra quelle. Grandi spiagge per persone piccole ,ma molto in gamba. E’ il caso di Michele Serpilli, giocatore della VL Pesaro, anconetano classe 1999 che da oramai due anni vive stabilmente nella città che ha un patrimonio di basket non indifferente nel nostro panorama italiano: “Ho iniziato a giocare ad Anco-

na, poi per una serie di motivazioni mi sono trasferito a Pesaro, città ricca di storia di pallacanestro”.

Nazionali Giovanili rivestendo All’inizio ero imbarazzato un po’, l’anno scorso anche il ruolo di ca- ma non ho avuto particolari diffipitano della Nazionale Under 15. coltà ad ambientarmi con i compa-

“Indossare la maglia della Nazionale è sempre un sogno. Ho iniziato con una serie di raduni ed il Trofeo dell’Amicizia. – racconta

gni di squadra che subito mi hanno accettato. Sta di fatto che ero incredulo, Milano è senza dubbio una grande squadra, una delle più con gli occhi un po’ lucidi – belle che ci sono in Italia, ovviaQuest’anno anno ho preso parte mente dopo Pesaro, eh”. Maggio è ad un torneo in Turchia ed uno in un mese importante per questo Spagna con coach Bocchino.” Il piccolo (d’età s’intende) talento. talento è però un qualcosa che viene notato anche dai grandi club italiani impegnati su più fronti. A dicembre arriva una chiamata importante da parte dell’EA7 Milano per far parte della squadra che da lì a pochi giorni avrebbe preso parte all’Adidas Next Generation Tournament: “L’Olimpia

La storia di Michele è fatta anche di sacrifici e viaggi in treno sulla direttrice adriatica che collega An- voleva dei ragazzi cona appunto con Pesaro. “Per i per rinforzare la

primi due anni ho viaggiato in treno da Ancona a Pesaro –afferma Michele – Ammetto che non era facile visto che erano circa 30 minuti quando non c’erano intoppi, 50 quando invece ce n’erano … e poi c’era il ritorno e la scuola”. Ora

squadra in vista del Toreno, Pesaro ha colto subito l’occasione. Con loro dovevo fare due/tre allenamenti, poi non è stato

il giovane talento della VL è in foresteria nella città di Pesaro avendo notevoli benefit in termini di spostamenti ed anche di posizioni per coniugare al massimo sport, scuola e vita privata: “Siamo in due, io e possibi-

Riccardo Rosa in Foresteria. Siamo davanti al mare, vicino a Viale dei Partigiani ed ad una quindicina di minuti dal Palazzetto di Baia Flaminia. Per il momento siamo due, ma c’è voglia di essere di più”. Molto giovane d’età, ma non

le. Sono andato direttamente a Roma. All’inizio non mi rendevo conto, poi pensi ‘cavolo è proprio l’Olimpia Milano’. –

d’esperienze, nella sua carriera è racconta quasi increda oramai due anni nel giro della dulo Michele –

Neanche una settimana fa nella città di Torino si sono concluse le Finali Nazionali DNG Under 19 che per un giocatore del 1999 generalmente off-limits, non per lui però: “Individualmente posso dire

di aver affrontato bene queste Finali Nazionali visto che mi sono confrontato con dei ragazzi di almeno tre anni più grandi. Come squadra due/tre infortuni ci hanno condizionato, ma quello fatto (uscita per la VL contro la Stella Azzurra Roma, poi Campione d’Italia)

per noi resta un qualcosa di grande. – afferma mostrandoci la maglia con cui ha giocato i quarti –

Oggettivamente siamo stati un po’ sfortunati a pescare ai quarti la Stella , ma vista anche la poca esperienza che avevamo in termini di Finali Nazionali , ripeto, è un grande risultato”. Quando

però si pensa

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57 “Individualmente posso dire di aver affrontato bene queste Finali Nazionali visto che mi sono confrontato con dei ragazzi di almeno tre anni più grandi. Come squadra due/tre infortuni ci hanno condizionato, ma quello fatto (uscita per la VL contro la Stella Azzurra Roma, poi Campione d’Italia) per noi resta un qualcosa di grande. – afferma mostrandoci la maglia con cui ha giocato i quarti – Oggettivamente siamo stati un po’ sfortunati a pescare ai quarti la Stella , ma vista anche la poca esperienza che avevamo in termini di Finali Nazionali , ripeto, è un grande risultato”. La Serie A però manca come esperienza al giovane Michele che l’anno scorso non ha potuto giocare per problemi di formazione; questo però non gli ha impedito di fare degli allenamenti (molti) con la Consultinvest Pesaro: “Sono stato accolto benissimo

il 13 gennaio 2015 ndr); poi è arrivato Paolini, allenatore di esperienza. Quando ho saputo della notizia sono rimasto molto contento –sorride parlando – Non mi aspettavo un trattamento di favore in allenamento da lui solo perché sono stato con lui con l’Under19, però ho apprezzato che mi ha trattato come un senior”. Il basket è però anche una “questione di famiglia” visto che Achille Polonara è lo zio di Michele: “Si, Achille è il fratello di mia madre. Lui per me è come un fratello visto che ci sono pochi anni di differenza. Parliamo spesso di basket, mi consiglio con lui su come migliorarmi. Qualche volta fantastichiamo su un mio esordio in Serie A contro di lui, ed ogni volta mi risponde ‘ok, ma vo-

glio marcarti io’… speriamo che questo giorno non sia troppo lontano”. Il personaggio oramai l’avete inquadrato. Testa sulle spalle, umiltà, voglia di spaccare il mondo ma anche un po’ di sana ingenuità mista ironia quando alla domanda ‘Come vai a scuola?’ ha risposto “Con l’autobus”. Per lui, amante della musica rap ed hiphop, con Wiz Khalifa come prima scelta sul suo i-Pod, diviso tra sport, sorella con cui ha un ottimo rapporto, genitori ed amici, adesso c’è un futuro ancora tutto da scrivere..

nel gruppo. Tutti i giocatori nei tanti allenamenti che ho fatto mi hanno spronato a fare bene senza impormi limiti. La logica era ‘se sei libero tira, no problem man’ e questo, specialmente per un ragazzo giovane come me non è da poco”. In una stagione particolare come quella della VL, terminata con la salvezza all’ultima giornata contro la Pasta Reggia Caserta, il passaggio da Dell’Agnello a Paolini non ha lasciato indifferente Michele che ha avuto proprio Paolini per buona parte della stagione c ome A ll en a t ore dell’Under 19. “Ho

avuto coach Dell’Agnello per poco, circa due mesi, visto che sono arrivato ad allenarmi con la Prima Squadra verso Natale (Dell’Agnello è stato esonerato 57


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L

viene da un anno travagliato a causa di un problema al ginocchio che ne ha limitato l’utilizzo in quel di Manresa. Le bocche da fuoco da azionare? Sicuramente Trent Lockett (G, 196 cm, 1990) nell’ultima stagione al Basketball Löwen Braunschweig, finito sui taccuini degli scout NBA e non solo già qualche anno fa, dopo la perfect season giocata con la Hopkins High School di Minnetonka, 31 vittorie e 0 sconfitte. In seguito, Arizona State e Marquette prima di finire in D-League.Ma non sarà l’unica addizione di peso per la Dolomiti Energia, perché altra aggiunta importante è quella di Julian Wright (AG, 203 cm, 1987), lungo con alle spalle una discreta esperienza in NBA in quel di New Orleans e in Canada, coi Toronto Raptors, nelle stagioni 2007-2011. Wright viene dall’Università di Kansas, e proprio durante il suo periodo universitario è stato inserito nei migliori 10 prospetti del 2005 ma non ha saputo rispettare le grosse aspettative riposte su di lui. Altro americano è Dominque Sutton (AP, 196 cm, 1986), un passato tra Kansas e North Carolina: giramondo anche lui, ha giocato nell’ultima stagione con i Santa Cruz Warriors, franchigia di AQUILA IN VOLO SULL’EUROPA sviluppo della NBA con cui ha SOCIETA’: Aquila Basket Trento vinto la D-League in primavera. SPONSOR: Dolomiti Energia Ennesimo esordiente nel nostro ANNO DI FONDAZIONE: 1995 campionato sarà Johan Lofberg CAMPO DI GIOCO: Pala Trento (G, 200 cm, 1985), lo scorso anPRESIDENTE: Luigi Longhi no in forza all’Eco Orebro nella DIRETTORE GENERALE: Salvatore prima divisione svedese, in cui ha Trainotti viaggiato a 11.2 di media con il TEAM MANAGER: Michael Robinson 47% da 2 e il 39% da tre. CestiUFFICIO STAMPA: Rudy Gaddo RESP. sticamente formatosi tra Italia e SETTORE GIOVANILE: Alessio MarSvezia, con esperienze anche nelchini le giovanili Mens Sana, e protagoSITO WEB: www.aquilabasket.it nista anche con la nazionale giova-

o scorso anno la data segnata con la classica “X”sul calendario era il 12 Ottobre 2014, ricorrenza storica visto l’esordio assoluto in serie A di basket della Dolomiti Energia Trento. Quest’anno la data evidenziata è il 14 Ottobre, giorno di esordio in quel di Lubiana, per la prima volta europea di una società giovane ma già ambiziosa. L’Eurocup, d’altronde, servirà anche a testare l’esperienza maturata nella scorsa stagione e il livello di un roster che anche quest'anno lotterà per assestarsi immediatamente dietro le favorite al titolo.. In casa Dolomiti Energia conferme per capitan Andres Toto Forray (PM, 187cm, 1986), Jamarr Sanders (G/AP, 193cm, 1988), Diego Flaccadori (G, 192 cm, 1996), capitano della Nazionale under 18 e blindato con un quinquennale lo scorso anno, Davide Pascolo (AG, 202 cm, 1990) e Filippo Baldi Rossi (AG/C, 207 cm, 1991) a sgomitare sotto le plance. Il primo volto nuovo è “Peppe” Poeta (PM, 191 cm, 1985), già noto al campionato italiano viste le sue esperienze a Veroli, Teramo e Bologna. Il nativo di Battipaglia

nile del suo Paese, la guardia ha concluso gli Europei di categoria con 15.4 punti di media, premiati con l’inserimento nel miglior quintetto del torneo. Nello spot di centro ritroviamo poi Luca Lechtaler (C, 206 cm, 1986), 5 volte campione d’Italia con la Mens Sana e reduce dalla positiva esperienza con la Sidigas Avellino. Per Luca si tratta di un ritorno, visto che già nelle stagioni 2013-14 il lungo di Mezzocorona aveva giocato per l’Aquila Basket Trento. Il giusto mix di italiani e stranieri e giovani e giocatori di esperienza mette particolare curiosità su una squadra che avrà il compito di confermare l’ottima stagione disputata e onorare al meglio la competizione europea. Con coach Buscaglia è legittimo sognare, con Trainotti dietro la scrivania è quasi doveroso, e misurarsi con successo con realtà di portata economica abissalmente diversa è il vero, grande successo di una lungimirante e ambiziosa società.

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59 Posizione Stagione 14-15

6

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Coach

Sponsor

MAURIZIO 3.340 BUSCAGLIA

GIUSEPPE POETA

JAMARR SANDERS

DAVIDE PASCOLO

FILIPPO BALDI-ROSSI

12/09/1985

02/08/1988

14/12/1990

26/10/1991

190 CM | ITALIA

193 CM | USA

203 CM | ITALIA

207 CM | ITALIA

2014-2015: Basquet Manresa

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

ANDRES FORRAY

JOHANN LOFBERG

DIEGO FLACCADORI

EDOARDO BERTOCCHI

20/03/1986

08/07/1995

05/04/1996

17/05/1996

187 CM | ARGENTINA

199 CM | SVEZIA

193 CM | ITALIA

212 CM | ITALIA

2014-2015: Confermato

2014-2015: Eco Orebro

2014-2015: Confermato

2014-2015: Scaligera Verona

DOMINIQUE SUTTON

TRENT LOCKETT

LUCA LECHTHALER

JULIAN WRIGHT

20/10/1986

10/12/1990

23/01/1986

20/05/1987

196 CM | USA

196 CM | USA

206 CM | ITALIA

203 CM | USA

2014-2015: Santa Cruz Warriors

2014-2015: Lowen Braunschweig

2014-2015: Scandone Avellino

Cangrejeros de Santurce

2014-2015: 59


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D

a Battipaglia a Trento, passando per Bologna e la Spagna, potrebbe essere senza dubbio una bella trama per un film come “Benvenuti al Nord”. Film a parte, è la vita di Giuseppe Poeta, emigrante campano, che ora gioca in maglia Dolomiti Energia Trento. In esclusiva ci racconta la sua esperienza in Nazionale e le sue sensazioni sul campionato. D:Ciao Peppe! Hai iniziato la tua nuova avventura con Trento: ti senti carico? Come ti trovi coi tuoi nuovi compagni? Obiettivi personali e di squadra? Alla presentazione hai dichiarato che Trento è una piccola Vitoria… R: “Trento è una squadra super

che ha confermato più giocatori dello scorso anno e con un sistema di gioco già rodato, mentre le altre mi hanno dato ancora l'impressione di essere ancora "work in progress". La Supercoppa resta una competizione importante ma non importantissima perché si svolge in un momento in cui le squadre non sono ancora prontissime. Resta un trofeo ma prenderei con le pinze quanto successo li…”

R: “San Antonio proverà a giocarsi

l'ultimo colpo, ma la concorrenza di Golden State e Cleveland non va sottovalutata: credo che alla fine tra queste 3 uscirà la vincitrice finale!”

D: Come è andato il vostro p r e c a m p i o n a t o ? R: “Molto bene! Abbiamo finito

in crescendo come volevamo, con le 5 vittorie (2 al torneo di Trento, 2 al torneo di Livorno e una a Vitoria) quindi pensiamo di esseorganizzata, un gruppo super, ci re pronti e non vediamo sono tutti i presupposti per fare l'ora che si inizi sul seun'ottima stagione! Si, l'ho para- r i o ! ” gonata a Vitoria perché anche la D: Passiamo ad Eucittà spagnola pur essendo piccola, robasket. Delusione come Trento, vive esclusivamente per non essere finito di pallacanestro e riesce con orga- nei 12 ma in compennizzazione a fare grandi così ogni so sei stato sicuramenanno” te felice per i tanti attestati di D: Come vedi il campionato italiano quest'anno? La tua griglia? Milano e tutte le altre? E Trento dove la collochi? R: “Sicuramente Milano parte da-

vanti, ma anche Venezia e Sassari hanno fatto ottime squadre. Subito dopo queste 3 vedo Reggio Emilia e dopo metto anche noi. Il nostro obiettivo è fare i playoff provando a confermare quanto di buono fatto lo scorso anno.”

stima e amicizia che i tuoi compagni hanno espresso anche sui social: eri davvero l'anima di questo gruppo! R: “Più che l'anima ero "parte" di

questo gruppo perché siamo cresciuti assieme, 8 anni sia con i ragazzi '85-86 come me che con la nuova generazione. Tante esperienze condivise, tanto affetto da parte di tutti i ragazzi, molti dei quali sono miei gradi amici. Ho D: Impressioni post Supercop- pagato molto l'essere stato fermo pa, quale squadra ti ha sorpre- a lungo per l'infortunio e essere so in positivo e quale in nega- arrivato senza ritmo al raduno.” tivo? D:Così, su due piedi: un proR: “Diciamo che ho di certo avuto nostico per la prossima stagiol'impressione di squadre ancora in ne NBA. Chi vedi con l'anello a fase di rodaggio: ha vinto quella giugno 2016?

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L’

Olimpia Mila no, do po un’annata fallimentare, si presenta alle porte della stagione 2015-2016 ferita e completamente rinnovata con una filosofia diversa rispetto agli anni passati: basta stelle e scommesse, la nuova EA7 è una squadra costruita con minuziosa razionalità e composta, in prevalenza, da giocatori non troppo talentuosi ma estremamente professionali. Sotto tutto questo c’è il severo ed esperto Jasmin Repesa, subentrato a Luca Banchi e tornato ad allenare in Italia dopo quattro anni. Da questa drastica ma inevitabile ricostruzione si sono salvati il fedele Capitano fuoriclasse Alessandro Gentile (G/AP, 201 cm, 1992) e l’idolo del Forum Bruno Cerella (G/AP, 194 cm, 1986). Il reparto lunghi milanese sarà l’ago della bilancia, specialmente in Europa. È tornato l’atletico Gani Lawal dopo un’esperienza difficile al Panathinaikos (C, 206 cm, 1988) e l’altro pivot risponde al nome dell’azzurro Daniele Magro (C, 208 cm, 1987); risulteranno decisivi i rendimenti dell’MVP della scorsa Bundesliga Jamel McLean (AG/C, 203 cm, 1988) e dell’intrigante serbo

Milan Macvan (AG/C, 206 cm, 1989), due giocatori talentuosi ed apparentemente fatti s u misura per questa Olimpia. In cabina di regia Milano potrà contare sulla concretezza del tanto desiderato Andrea Cinciarini (PM, 193 cm, 1986), s ull’ e s pe rie n za dell’ex Olympiacos Oliver Lafayette (PM, 188 cm, 1984) e sulla freschezza del giovanissimo Andrea Amato (PM, 190 cm, 1994), richiamato in prima squadra dopo essersi fatto le ossa in prestito a Casale; come guardia sono arrivati l’abile croato, pupillo di Repesa, Krunoslav Simon (G/AP, 197 cm, 1985) e Charles Jenkins (G, 191 cm, 1989), reduce da due stagioni con la Stella Rossa dopo due anni in NBA. Per chiudere in bellezza il mercato, Flavio Portaluppi (tornato GM con Proli di nuov o Pre-

VIETATO GIOCARE COL FUOCO SOCIETA’: Olimpia Milano SPONSOR: EA7 Milano ANNO DI FONDAZIONE: 1936 CAMPO DI GIOCO: Forum di Assago PRESIDENTE: Livio Proli GM: Flavio Portaluppi UFFICIO STAMPA e DIRETTORE MARKETING: Claudio Limardi RESP. SETTORE GIOVANILE: Stefano Bizzozzero TICKETING MANAGER: Paolo Monsidente) e guzzi SITO WEB: www.olimpiamilano.com gli addetti

lavori hanno firmato il 26enne perimetrale Robbie Hummel (AP/ AG, 203 cm, 1989), tiratore micidiale, ex Minnesota Timberwolves in NBA e stella mancata a causa di un brutto infortunio al ginocchio destro prima del Draft. Equilibrio, solidità e voglia di sudare in palestra per aprire un ciclo e tornare sul tetto d’Italia dopo le brucianti delusioni dell’anno passato: questi sono gli elementi e gli obiettivi chiave della nuova Milano “vera” e “operaia” di coach Jasmin Repesa.

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63 Posizione Stagione 14-15

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Coach

Sponsor

JASMIN REPESA

JAMEL MCLEAN

OLIVER LAFAYETTE

ALESSANDRO GENTILE

ANDREA AMATO

18/04/1988

06/05/1984

12/11/1992

12/03/1994

203 CM | USA

188 CM | USA/CRO

200 CM | ITALIA

190 CM | ITALIA

2014-2015: Alba Berlino

2014-2015: Olympiacos

2014-2015: Confermato

2014-2015: Junior Casale M.to

GANI LAWAL

KRUNOSLAV SIMON

BRUNO CERELLA

MILAN MACVAN

07/11/1988

24/6/1985

30/07/1986

16/11/1989

206 CM | NIGERIA

197 CM | CROAZIA

194 CM | ITALIA

206 CM | SERBIA

2014-2015: Panathinaikos

2014-2015: Lokomotiv Kuban

2014-2015: Confermato

2014-2015: Partizan Belgrado

DANIELE MAGRO

ANDREA CINCIARINI

CHARLES JENKINS

ROBBIE HUMMEL

14/04/1987

21/06/1986

28/02/1989

08/03/1989

208 CM | ITALIA

193 CM | ITALIA

191 cm | USA

203 CM | USA

2015-2015: Giorgio Tesi Pistoia

2014-2015: Pallacan. Reggiana

2014-2015: Stella Rossa

2014-2015: Minnesota T’Wolves 63


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E

sperto, vincente, cultore del duro lavoro in palestra e che conosce bene il basket italiano. Jasmin Repesa sembra l’uomo giusto da mettere al timone della rinnovatissima Olimpia 2015-2016, che ha un roster evidentemente costruito attorno alle sue richieste. E di un allenatore che ha vinto sei titoli croati, due turchi, uno italiano e che ha raggiunto una finale di Eurolega tendi giustamente a fidarti quasi ad occhi chiusi. Repesa ha la cittadinanza croata ma è nato in Bosnia l’1 giugno del 1961, è un ex giocatore e nel 1994, al Dona Zagabria, ha ricevuto il primo incarico da capo allenatore mostrando subito le sue qualità di formatore, visto che ha scoperto e coltivato giovani che ha poi portato con sé al Cibona dal 1995. Qui vince i primi titoli e nel 1997 si trasferisce all’estero dai turchi del Tofas Bursa fino al 2000, conquistando due Scudetti e due Coppe nazionali. Dop o

due annate in Polonia e un breve ritorno a Zagabria, Repesa firma per la Fortitudo in Italia, dove raggiungerà il punto più alto della carriera; fa infatti innamorare una città intera dei suoi metodi e delle sue squadre, guidando Bologna a quattro finali Scudetto consecutive e una di Eurolega nel 2004, un titolo nel 2005 (vinto proprio contro Milano al celebre istant-replay di gara-4) e facendo sbocciare acerbi ma immensi talenti del calibro di Marco Belinelli, Stefano Mancinelli ed Eraz e m L o r bek. N e l

cambia aria e va alla Virtus Roma, facendo affermare la Lottomatica anche nella massima competizione continentale e perdendo per due anni, in Italia, sempre contro Siena (nel 2007 in semifinale e nel 2008 in finale). Repesa tornerà nel nostro campionato nel 2010 a Treviso per un anno e mezzo, dove stringe un bel rapporto con l’attuale capitano milanese Alessandro Gentile. Nel 2011-2012 ha vinto un altro titolo croato con il Cibona Zagabria per poi assaggiare la Liga ACB a Malaga e tornare nuovamente a Zagabria, trionfando sia nel 2014 sia nel 2015 col Cedevita. Dal 2006 al 2009 e dal 2012 al 2015 è stato il c.t. della Croazia. “Severo ma giusto”, così la giovane stella Alessandro Gentile ha definito il suo prossimo coach che lo ha allenato e migliorato a Treviso nel 2010-11. La volontà di coach Repesa è quella di far scendere sul parquet un organico che 2006 sa sfruttare con intelligenza l’atletismo a disposizione e la sua giovane età, puntando molto sulla difesa; con lui, inoltre, il classe 1994 Andrea Amato avrà l’occasione di crescere a vista d’occhio. “Voglio una squadra di uomini veri”, ha detto il croato che ha immediatamente improntato la sua filosofia e la sua concezione di pallacanestro basata sul sacrificio e sul duro lavoro con poche distrazioni, senz’altro delle buone basi per ripartire col piede giusto dopo le delusioni dello scorso anno.

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Sassari, che in Sardegna ha fatto vedere solo a sprazzi il notevole bagaglio tecnico di cui dispone. Per il ruolo di pivot titolare, Brindisi si è accaparrata le prestazioni di Djordje Gagic (C, 210 cm, 1990), 24enne serbo ex Stella Rossa e Gaziantep. Si tratta del classico centro di scuola slava: ottima tecnica individuale, buonissimi movimenti in post basso, concretezza e pochi fronzoli a rimbalzo e sotto le plance, abbinate ad una stazza considerevole. Dalla panca, proprio per far rifiatare Gagic, ecco il montenegrino Nemanja Milosevic (AG-C, 204 cm, 1987). Ala forte dal grande temperamento, è stato il primo colpo di mercato del ds Alessandro Giuliani e, assieme al confermato Andrea Zerini, alla quinta stagione di fila anche lui in terra adriatica, avrà il compito di coprire le spalle ai due lunghi titolari di Brindisi. La seconda conferma del roster biancoazzurro è quella di David Reginald Cournooh che si dividerà tra regia e difesa. Dal pino uscirà anche Alexander Harris (G, 196 cm, 1986), che ha chiuso la passata stagione in Grecia al Trikala, guadaVOGLIA DI MIGLIORARSI gnandosi la SOCIETA’: New Basket Brindisi palma di seSPONSOR: Enel condo miglior ANNO DI FONDAZIONE: 1992 marcatore del CAMPO DI GIOCO: Pala Pentassuglia massimo camPRESIDENTE: Fernando Marino pionato ellenico GM: Alessandro Giuliani (16.2 punti di DIRETTORE SPORTIVO: Tullio Marino media ad inconRESP. MARKETING E COMUNICAZIO- tro). Completano NE Enrica Ignazzi il roster, asRESP. SETTORE GIOVANILE: Giusep- sieme al pe Grasso gioSITO WEB: www.newbasketbrindisi.it

opo aver confermato meritatamente coach Bucchi (quinta stagione di fila in Puglia), il GM adriatico Alessandro Giuliani ha deciso di affidare le chiavi della squadra a Scott Michael Reynolds (P, 188 cm, 1987), che a stare ad ascoltare i bene informati ha premuto personalmente per il ritorno in Puglia, dove aveva giocato nell’annata di grazia 20122013, facendo vedere pregevolissime cose per almeno metà campionato. Al suo fianco, Giuliani è andato sul sicuro, firmando Adrian Banks (G, 191cm, 1986), una conoscenza certificata della Serie A, dopo le annate a Varese ed Avellino. Completa il reparto esterni del quintetto titolare Durand Scott (AP, 196 cm, 1990), ala piccola da New York ma di passaporto giamaicano, che arriva da un’ottima stagione in Winner League disputata con la casacca dell’Hapoel Tel Aviv, chiusa a 15.2 punti e 4. 5 rimbalzi ad allacciata. In Puglia, ritroverà il suo vecchio compagno di college ad University of Miami, quel Kenneth Kadji (AG, 211cm, 1988) laureatosi campione d’Italia con la Dinamo

vane De Gennaro (G, 190 cm, 1997), un gradito ritorno come quello di Marco Cardillo (AP, 196 cm, 1985) e Domenico Marzaioli (G, 185 cm, 1991), di nuovo al piano di sopra dopo l’annata vissuta a Biella in Gold.

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67 Posizione Stagione 14-15

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Coach

Sponsor

PIERO BUCCHI

ADRIAN BANKS

SCOTTIE REYNOLDS

DURAND SCOTT

DAVID REGINALD COURNOOH

09/02/1986

10/10/1987

22/02/1990

28/07/1990

191 CM | USA

188 CM | USA

196 CM | JAMAICA

187 CM | ITALIA

2014-2015: Scandone Avellino

2014-2015: Besiktas Basketbol

2014-2015: Hapoel Tel Aviv

2014-2015: Confermato

ALEXANDER HARRIS

MARCO CARDILLO

NEMANJA MILOSEVIC

DJORDJE GAGIC

30/01/1986

03/02/1985

04/07/1987

28/12/1990

196 CM | USA

196 CM | ITALIA

204 CM | MONTENEGRO

210 CM | SERBIA

2014-2015: Aries Trikala

2014-2015: Pallacanestro Chieti

2014-2015: Targu Jiu Energia

2014-2015: Gaziantep BSB

MATTEO DE GENNARO

ANDREA ZERINI

DOMENICO MARZAIOLI

KENNETH KADJI

14/02/1997

25/10/1988

07/12/1991

19/05/1988

190 CM | ITALIA

205 CM | ITALIA

185 cm | ITALIA

211 CM | CAMERUN

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

2014-2015: Angelico Biella

2014-2015: Dinamo Sassari 67


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tesse ambizioni, stesso entusiasmo, ma allenatore diverso. Dopo sei anni coach Paolo Moretti, che ha riportato Pistoia in Serie A, ha salutato la società toscana per lasciare il posto al casertano Vincenzo Esposito. L’obiettivo è quello di restare sui livelli dello scorso anno, cercando quindi la terza salvezza consecutiva, senza però abbandonare il desiderio di migliorare il bilancio tra vittorie e sconfitte per poter riabbracciare i playoff, sfiorati per due punti soltanto lo scorso anno, e potenzialmente raggiungibili nel caso in cui tutti i pezzi del puzzle dovessero sistemarsi nella maniera corretta. Squadra fortemente rinnovata come da tradizione, con le sole conferme di capitan Filloy che ha rinnovato per altri due anni, e dei giovani Martino Mastellari e Luca Severini ). Filloy ed il nuovo arrivato ma espertissimo Michele Antonutti (AP/AG, 202 cm, 1986) dovranno dimostrare di essere i leader dentro e fuori dal parquet, per contribuire ad amalgamare il talento che porteranno i nuovi.L’esperienza data da questi due giocatori si mescola con la freschezza e la voglia di mettersi VOGLIA DI RICOMINCIARE SOCIETA’: Pistoia Basket 2000 SPONSOR: Giorgio Tesi Group ANNO DI FONDAZIONE: 2000 CAMPO DI GIOCO: PalaFermi PRESIDENTE: Roberto Maltinti GM: Massimo Bulgarelli DIRETTORE SPORTIVO: Giulio Iozzellli UFF. STAMPA: Francesco Petrucci RESP. SETTORE GIOVANILE: Piernicola Salerni-Stefano Della Rosa SITO WEB: www.pistoiabasket2000.com

in mostra dei numerosi americani approdati a Pistoia e del giovane talento tutto italiano Eric Lombardi (A, 201 cm, 1993) approdato in Serie A dopo essersi messo in gran mostra con la maglia di Brescia e Biella. Il primo americano firmato quest’anno dai biancorossi è stato Marcus Thornton (AG, 203 cm, 1992) proveniente dall’ università della Georgia. Mole massiccia,ha finito la stagione con 12.3 ppg e 7.3 rbg e 1.1 bpg. L’altra ala prelevata dal mondo NCAA è quella di Wayne Blackshear (AP, 196 cm, 1992). Giocatore dalle buone attitudini offensive, ottimo realizzatore dall'arco dei 6.75, ma capace anche di attaccare il ferro, negli anni trascorsi ai Lousiville Cardinals (con cui vinse il titolo NCAA nel 2013) ha messo in mostra pure discrete qualità difensive e di rimbalzista. Sotto le plance, Pistoia, ha agito in grande, prelevando Alex Kirk (C, 211 cm, 1991) dai Canton Charge. Uscito dalla University of New Mexico nel 2014, Kirk non è stato scelto al Draft ma è riuscito ugualmente ad as-

saggiare l'NBA, avendo giocato 5 gare di stagione regolare con i Cleveland Cavaliers. Altro acquisto di “rilievo” può essere quello di Preston Knowles (G, 185 CM, 1989), proveniente dal massimo campionato Israeliano con cui ha chiuso la sua esperienza con una media di 10.7 punti, 3.2 rimbalzi e 3.7 assist a partita, in 28 minuti di media sul parquet. Veloce e buon realizzatore dall’arco, è una guardi pura, che ama giocare con la squadra, ma che non disdegna l’azione personale.Per quanto riguarda il ruolo di play, Coach Esposito richiesto a gran voce un suo ex giocatore di Caserta: Ronald Moore (PG, 183 CM, 1988). Moore ha esperienza professionistica in Slovacchia, Polonia, Ungheria, Ucraina e per l’appunto nella Serie A italiana, dove ha totalizzato 7.0 punti, 5.2 assist e 4.5 rimbalzi a partita. Ha sempre fatto del passaggio la sua dote principale tanto da concludere il suo ultimo anno di college con la migliore media di assist a partita della Division I NCAA 2009/10 (7.7 in 36 minuti).Quella di Pistoia è una squadra di tutto rispetto, un mix di fantasia ed esperienza che può creare grandi problemi alle difese avversarie. Sta ora a Coach Esposito il compito di riuscire ad amalgamare tutti i talenti a sua disposizione, dando magari ai tifosi biancorossi la soddisfazione di aggiungere i Playoff. “Pistoia è questa uì...e ora siamo in tanti.. e su questo ritmo uì.. vedi Pistoia e canti.” 70


71 Posizione Stagione 14-15

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Coach

Sponsor

VINCENZO ESPOSITO

ARIEL FILLOY

ERIC LOMBARDI

LUCA SEVERINI

MARCUS THORNTON

11/03/1987

01/02/1993

20/06/1996

06/08/1992

190 CM | ITALIA

200 CM | ITALIA

204 CM | ITALIA

203 CM | USA

2014-2015: Confermato

2014-2015: Angelico Biella

2014-2015: Confermato

2014-2015: Georgia Bulldogs

MICHELE ANTONUTTI

PRESTON KNOWLES

RONALD MOORE

WAINE BLACKSHEAR

19/02/1986

19/03/1989

14/07/1988

11/02/1992

202 CM | ITALIA

185 CM | USA

183 CM | USA

198 CM | USA

2014-2015: Juve Caserta

2014-2015: Ironi Nes Ziona

2014-2015: Juve Caserta

2014-2015: Louisville

ALEX KIRK

14/11/1991 213 CM | USA 2014-2015: Canton Charge 71


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istoia per ricominciare, per rilanciarsi, per affermarsi. Per la prima volta nella sua carriere gli sarà affidata una squadra della massima serie dall’inizio. Questa sarà la stagione della verità per Esposito che, dopo il miracolo sfiorato dello scorso anno, ha la concreta possibilità di dimostrare le sue capacità di allenatore. Eccentrico, estroso e talentuoso da giocatore, il Diablo ha gettato le fondamenta della sua brillante carriera proprio nella sua città natale. E meno male che nessuno diventa profeta in patria. Enzino ha infatti debuttato giovanissimo nella Juvecaserta. Era il 1984 e lui era un quindicenne che per la prima volta si affacciava sul grande palcoscenico della serie A inaugurando una carriera costellata di successi. Pochi anni più tardi nel 1988 arriva il primo grande trofeo, la Coppa Italia vinta con Caserta targata Snaidero battendo in finale la Virtus Bologna. Ma la consacrazione per il Diablo e per tutta Caserta arriva l’anno seguente quando in finale di Coppa delle Coppe contro il Real Madrid di Petrovic la Snaidero, guidata dal duo casertano Esposito -Gentile e dal brasiliano Oscar, viene letteralmente derubata da un fischio discutibile della terna arbitrale. La favola casertana di Esposito e compagni arriva alla sua pagina più bella nel 1991 quando arriva anche lo storico scudetto per gli scugnizzi del Sud che battono in finale le scarpette rosse della Philips Milano. Sarà, però una finale sfortunata per Enzino che subirà un grave infortunio al ginocchio che lo costringerà a lasciare anzitempo gara 5 e lo obbligherà a saltare l’europeo con la nazionale italiana. La sua av-

ventura a Caserta terminerà alla fine della stagione ‘92/’93 anche a causa dei problemi finanziari dei campani. Esposito, allora si accaserà alla Fortitudo Bologna dove si fa notare dai giganti della NBA. Ed infatti nella stagione 1995/1996 firma con i Toronto Raptors diventando il prima italiano a sbarcare nella NBA. La sua avventura canadese dura però solamente un anno salvo ritornare l’anno seguente alla Scavolini Pesaro. Da qui in poi sarà tutto un girovagare in giro per l’Italia. Seguiranno le esperienze a Pistoia, Scafati, Imola, Roma, Casale Monferrato, Capo D’Orlando, nelle serie minori con Ozzano e la Gragnano Basket e nel 2007 a 40 anni decide di ritirarsi dall’attività agonistica per vestire la giacca e cravatta e intraprendere la carriera da allenatore. Comincia nel 2009 nelle serie minori ma la prima vera oppor-

tunità arriva nel 2013 quando viene ingaggiato da Imola, militante in serie A2, come capo allenatore. La stagione è difficile ed Esposito, alla veneranda età di 44 anni, decide di ritornare a calcare il parquet nelle vesti di giocatore. L’impatto è discreto nonostante l’età, d’altronde il talento non sfiorisce con il passar del tempo. E andiamo allo scorso anno quando nell’estate del 2014, il Diablo ritorna nella città dove tutto è iniziato, dove la sua carriera è iniziata. Diviene infatti vice allenatore di Caserta. Sarà però una stagione tribolata. Caserta esonera sia Molin che Markovski subentrato proprio a Molin, Caserta inizia con 0 vittorie e 14 sconfitte e il 22 dicembre decide di affidare la guida tecnica della squadra proprio ad Esposito che, nonostante un finale di stagione esaltante, non riuscirà ad evitare la retrocessione.

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mento dell'attacco bolognese, e il giovane Tommaso Oxilia, che dopo il debutto, nello scorso campionato, ha convinto la società a confermarlo in prima squadra. Passando al ruolo di "ala", non si può non pensare subito a Simone Fontecchio, cresciuto in casa Virtus e diventato uno dei più interessanti prospetti italiani; assieme a lui giocheranno: Rod Odom (G/ A, 208 cm, 1981), newyorkese, visto e apprezzato lo scorso anno nel campionato greco; Pendarvis Williams (AP, 188 cm, 1991), originario di Philadelphia, conosciuto in particolare come buon difensore e approdato in Italia lo scorso anno tra le fila di quell'Agrigento che ha stupito tutti ai playoff di Legadue; Valerio Mazzola, pupillo di coach Valli, che lo aveva cresciuto e "modellato" a Ferrara, prima di ritrovarlo a Montegranaro e portarlo infine a Bologna lo scorso anno; a completare il reparto sarà il giovanissimo PLAYOFF: OBIETTIVO DA BISSARE RoberSOCIETA’: Virtus Bologna to VerSPONSOR: Granarolo cellino ANNO DI FONDAZIONE: 1929 (A, 202 CAMPO DI GIOCO: Unipol Arena cm, 1997) PRESIDENTE: Renato Villalta talenCONS .DELEGATO: ? to del Team Manager: Gianluca Berti RESP. COMUNICAZIONE: Marco Ta- 1997, che con rozzi suoi RESP. SETTORE GIOVANILE: Federico i 202cm e le Vecchi sue ottime doti al SITO WEB: www.virtus.it tiro s'è messo in

ortellini, mortadella, tagliatelle e tanto, ma proprio tanto basket, servito prima, durante e dopo i pasti: a permettere tutto ciò e a portare Bologna molto spesso sul tetto d'Italia e d'Europa è stata la grande Virtus, che ha fatto vivere momenti indimenticabili a tutti gli appassionati di basket, portando sotto le sue torri, campioni i cui nomi ancora adesso mettono i brividi. Negli ultimi anni, nonostante la corona sia passata di mano in mano, senza fermarsi mai in Piazza Maggiore, la Virtus è sempre riuscita a regalare ai suoi tifosi annate farcite di emozioni e soddisfazioni. Anche per la stagione che sta per iniziare, la società ha lavorato bene, mettendo a disposizione di coach Valli un roster completo, ricco di italiani e con americani interessanti. In cabina di regia troveremo in primis Abdul Gaddy, che ha già mostrato tutto il suo talento ai virtussini la scorsa stagione; dalla panchina uscirà Michele Vitali (G, 198 cm, 1991), di ritorno, dopo la parentesi casertana, in cui è cresciuto, conquistando spazio e fiducia. Come "guardie" ci saranno il capitano Allan Ray, vero punto di riferi-

luce nelle giovanili, convincendo lo staff tecnico ad inserirlo nel roster. Sotto canestro tre saranno i nomi che vedremo in campo: il texano, ex NBA Dexter Pittman (C, 211 cm, 1988), in arrivo dopo un anno nel tosto campionato turco; il trevigiano Gino Cuccarolo, che con i suoi 221cm e i suoi trascorsi è una garanzia e non ha bisogno di presentazioni; ed infine il giovane Simone Fabiani, altro giovane in cerca di esperienza e pronto al duro lavoro in palestra.

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75 Posizione Stagione 14-15

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Coach

GIORGIO VALLI

DEXTER PITTMAN

MICHELE VITALI

ROBERTO VERCELLINO

GINO CUCCAROLO

02/03/1988

31/10/1991

16/04/1997

26/11/1987

211 CM | USA

196 CM | ITALIA

202 CM | ITALIA

221 CM | ITALIA

2014-2015: Atleticos de S. German

2014-2015: Juve Caserta

2014-2015: Confermato (giovanili)

2014-2015: Confermato

ABDUL GADDY

PENDARVIS WILLIAMS

SIMONE FONTECCHIO

VALERIO MAZZOLA

26/01/1992

13/11/1991

09/12/1995

07/03/1988

191 CM | USA

188 CM | USA

203 CM | ITALIA

205 CM | ITALIA

2014-2015: Confermato

2014-2015: Fortitudo Agrigento

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

TOMMASO OXILIA

ROD ODOM

ALLAN RAY

22/04/1998

23/09/1991

17/06/1984

198 CM | ITALIA

206 CM | USA

190 cm | USA

2014-2015: Confermato (giovanili)

2014-2015: KAO Dramas B.C.

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ologna “La Dotta”, Bologna “La Grassa”, la città delle Due Torri e del basket, divisa da solo due cose: la Via Emilia ed il derby tra Virtus e Fortitudo. Le V Nere contro la F. I bianconeri contro i bianco-blu. Patrimonio della pallacanestro Bolognese ed Italiana, è la partita che più delle altre fa fremere, gioire, piangere e discutere. Se si volesse fare un paragone potremmo dire che questo match ha la stessa importanza e lo stesso significato che ha Il Palio per Siena. Simbolo dell’eccellenza italiana nel basket, che coinvolgeva tutta la città. L’evento più atteso, vissuto 365 giorni l’anno, il momento alla quale tutti vogliono prendere parte, sapendo che mai ne rimarranno delusi. Il DERBY per eccellenza. Vincere un derby non è questione di vita o di morte: è molto di più… e Bologna lo sa molto bene, basti ripensare alla maxi rissa nei quarti di finale di Eurolega del 1998. Virtus-Fortitudo è una partita così sentita che ha addirittura visto la partecipazione di 4000 persone per il derby U19 delle due società, vinto in quell’occasione dai giovani virtussini. Teatro di tante gioie, delusioni e battaglie è stato il PalaDozza, inaugurato negli anni ’50. In questo impianto sono passati tantissimi giocatori che mettevano anima e cuore per le maglie di questa città. Giocatori come Brunamonti, Myers, Belinelli, Ginobili, Danilovic, Villalta, Schull e Driscoll, Fucka, Coldebella, Rigadeau, Rivers, Wilkins, Basile, Pittis e tanti altri, tutti capeggiati da veri e propri condottieri come Messina, Peterson, Repesa, Markovski, Recalcati, Dalmonte, Gamba, Tanjevic e Scariolo. Giusto per citarne

alcuni. L’eredità culturale di Bologna, nel basket, è difficile da sostituire: 17 scudetti, 9 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane, 2 Euroleghe, 1 Coppa delle Coppe ed una EuroChallenge. La Virtus deve molti dei suoi trofei ad Ettore Messina, il più grande allenatore di basket italiano, che oltre al cuore, a Bologna ha lasciato ben 10 trofei: 3 scudetti, 4 Coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe e 2 Euroleghe. Allenatore di fama internazionale, approdò per la prima volta a Bologna nel 1982 come responsabile del settore giovanile, prima del suo passaggio in prima squadra nel 1989, dando inizio ad una gloriosa carriera. Lo scudetto del ’98 in particolare, verrà ricordato per lo straordinario lavoro fatto da Pedrag Danilovic quando, con un gioco da 4 punti sconfisse la Fortitudo, guadagnandosi anche il titolo di MVP di quella finale, Il 2 Marzo 2014 la Virtus ritirò la sua maglia No.5. Sull’altra sponda invece, l’idolo assoluto è sicuramente Carlton Myers. Con la Fortitudo egli vinse uno scudetto, una Coppa Italia ed una Supercoppa italiana. Giocatore dotato di un fisico e di una tecnica sopraffina, Myers fu sempre rispettato anche dai tifosi rivali, tanto da guadagnarsi una standing-ovation durante un derby dove segnò 33 punti e commise cinque falli. Bologna però non viveva solo di Virtus e Fortitudo. Si ricordino anche i derby contro il Gira (dal 1948/49 al 1978/79), la Motomorini (dal 1955/56 al 1958/59), il Guf Galvani (nel 1934) ed il Guf Bologna (nel 1935), l’Oare (nel 1951/52) ed il S.Agostino (dal 1959/60 al 1965/66). Derby che hanno regalato alla città il nome di “Basket

City”. Negli ultimi anni però, in seguito ai numerosi problemi della Fortitudo (primo su tutti la retrocessione ai campionati dilettanti regionali), il Derby si è disperso, quasi dimenticato, se non fosse per la sua ricca storia che lo tiene a galla. Ma ora, con il ritorno dell’Aquila in A2, la Fossa dei Leoni è pronta a ruggire come i vecchi tempi, perché il Derby sta pianificando il suo rientro, cosi come Basket City. Ogni amante di questo sport sotto sotto non vede l’ora che questo grande spettacolo riprenda vita. WE LOVE THIS GAME. WE LOVE BASKET CITY!

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infortuni la scorsa stagione. Com- fermarsi tra le prime quattro forze

incere è difficile, con- pletamente rifatto, invece, lo del campionato. fermarsi è difficilissi- “spot” di playmaker con gli acqui- C o s a m a n c a

alla

oramai

mo.” Quante volte abbiamo sentito sti di Stefano Gentile (P, 191 quarantunenne Pallacanestro Regquesta frase? Eppure rimane sempre di grande attualità, anche per una Pallacanestro Reggiana arrivata ad un soffio da un impensabile scudetto, evento più unico che raro per una piazza da sempre nel Basket che conta, ma poco incline ad exploit di questo genere. Ad una Reggio Emilia, povera di fortuna negli ultimi playoff ma non di sogni, la parola continuità è d’obbligo per la prossima stagione. Infatti, non a caso, il team della neo-presidentessa Lidia Ferrarini ha riconfermato coach Max Menetti ed il D.S. Alessandro Frosini. In chiave giocatori è molto importante la riconferma della coppia lituana Kaukenas-Lavrinovic con l'auspicio di una stagione meno problematica dal punto di vista fisico per Darjus. Riconfermati anche il giovane Pechacek, in cerca di maggiore spazio, insieme ai nazionali Achille Polonara e Amedeo Della Valle. Rampa di lancio definitiva per il giovane Ojars Silins, bloccato da innumerevoli

cm, 1989) ed il ritorno nella massima serie di Andrea De Nicolao (P, 185 cm, 1991) dopo il burrascoso addio a Varese; chiude la numerosa comitiva azzurra Aradori, (G, 194 cm, 1988) in cerca di riscatto dopo una buia parentesi a Venezia. Roster definitivamente completato con l'acquisto di Uladmizir Veremeenko (C, 208 cm, 1984), lungo mobile e con una discreta mano, assolutamente inserito nel sistema tattico di coach Menetti. Niente colpo modello Drake Diener quest'anno per i biancorossi ma tanti ottimi acquisti, conservando sempre una chiara e precisa identità tecnica e di squadra, con l'obiettivo dichiarato di ricon-

giana? Un campo da gioco degno del nome di una società del genere. Dopo una Finale Scudetto come quella dell’anno scorso tutti attendevo quantomeno dei segnali forti, ed invece in questa torrida estate all’ombra dell’Eurobasket nulla si è mosso. Per un'eventuale ristrutturazione del fatiscente PalaBigi se ne riparlerà (forse) nel 2017, il patron Landi sostiene ormai definitivamente l'opzione Palatenda, ma ad oggi risultano essere solo ipotesi senza date certe. L'Eurocup verrà disputata a Reggio, magra consolazione in una situazione dove gli sconfitti rimangono i tifosi, insieme ad una società vogliosa di crescere ma impossibilitata da mille problemi burocratici.

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE? SOCIETA’: Pallacanestro Reggiana SPONSOR: Grissin Bon ANNO DI FONDAZIONE: 1974 CAMPO DI GIOCO: PalaBigi PRESIDENTE: Lidia Ferrarini A.D.: Alessandro Dalla Salda DIRETTORE SPORTIVO: Alessandro Frosini UFF. STAMPA: Gaia Spallanzani RESP. SETTORE GIOVANILE: Andrea Menozzi SITO WEB: www.pallacanestroreggiana.it

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Coach

Sponsor

MAX MENETTI

ARADORI PIETRO

ACHILLE POLONARA

DARIUS LAVRINOVIC

AMEDEO DELLA VALLE

09/12/1988

23/11/1991

01/11/1979

11/04/1993

194 CM | ITALIA

203 CM | ITALIA

212 CM | LITUANIA

194 CM | ITALIA

2014-2015: Reyer Venezia

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

ADAM PECHACEK

RIMANTAS KAUKENAS

OJARS SILINS

STEFANO GENTILE

19/02/1995

11/04/1977

20/07/1993

20/09/1989

207 CM | REP. CECA

192 CM | LITUANIA

200 CM | LETTONIA

191 CM | ITALIA

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

2014-2015: Pallacanestro Cantu’

ANDREA DE NICOLAO

VLADIMIR VEREMEENKO

21/08/1991

21/07/1984

185 CM | ITALIA

208 CM | BIELORUSSIA

2014-2015: Scaligera Verona

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“Io

sono impastato di Langa; le vigne, le colture, i gerbidi, i rittami, i noccioleti, la terra aspra e faticata, le case aggrumate sulla collina, il cimitero frammezzo alle vigne, colmo di ricordi e talvolta anche di sole; sono la mia vita, e non c’è altra terra al mondo che mi parli contemporaneamente e delle ricordanze e del desiderio di lasciare un segno, anche tenue, accanto a quelli di coloro che mi hanno preceduto; né vi è altra terra che mi conforti, negli aspri momenti che la vita elargisce quotidianamente”.

Cosa ci fa un Marchesino, figlio del Marchese di Dido Guerrieri e compagno di Meo Sacchetti nella leggendaria Berloni del 1983, nel mezzo della Reggio Emilia operaia e cooperativista, tutta Lambrusco e tigelle? Semplice: porta leggerezza. Fresco. Porta le ricordanze e il crepuscolo delle Langhe, di Alba, dov’è nato e cresciuto, da figlio privilegiato che avrebbe potuto scegliere qualsiasi strasa, anche molto remote rispetto allo sport agonistico. Porta lo spirito e la mentalità del padre, Carlo Della Valle, che sorride mentre fissa i vigneti baciati dal sole. Durezza mentale e al contempo massima libertà, impegno ma anche cazzeggio mentale, la concretezza del presente e la lucidità d’immagine futuri differenti. E poi c’è una strada, “questa strada zitta che vola via/ come una farfalla, una nostalgia/ nostalgia al gusto di Curaçao”. O d’un Barbaresco di Angelo Gaja. Da sorseggiare piano. Langa dura. E pura. E allora si riparte da qui, dalla più bianca delle contendenti

al titolo, la Reggio plasmata dalla volontà come rappresentazione di Max Menetti, la Reggio a trazione russo- lettone-lituana. Si riparte dalla spensieratezza di chi sa, e molto bene, che se sai solo di basket non sai niente di basket. Ma insomma, ci vuole poi molto, direbbero accigliati e burberi i commedianti del bancone langarolo, con in mano un calice di Nebbiolo, quando il crepuscolo avvolge i dolci declivi di Langa? Non l’avete ancora capito perché Amedeo Della Valle diventerà un grande campione di pallacanestro, un giorno più o meno lontano? Perché è figlio di Carlo Della Valle, Cristina Ferrero e della.. leggerezza. Questa leggerezza:“… è la mia peculiare malinconia composta da elementi diversi, quintessenza di varie sostanze, e più precisamente di tante differenti esperienze di viaggi. Non è una melanconia compatta e opaca, dunque, ma un velo di particelle minutissime d’umori e sensazioni, un pulviscolo d’atomi come tutto ciò che costituisce l’ultima sostanza della molteplicità delle cose” (Italo Calvino)

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giugno 2014. Partiamo da qui con la nostra preview di Capo d’Orlando perché fu il giorno della monster performance di Brandon Triche, della storica promozione nella massima serie, della grande delusione dell’Orlandina. Delusione, rammarico e tristezza furono le sensazioni in quel post gara del PalaFantozzi ma, come al solito, con le difficoltà di Montegranaro e con lo scandalo della Montepaschi il club siciliano fu ripescato ufficialmente il 1° agosto dello stesso anno, in quella che fu una gioia immensa al cospetto degli eventi poco felici accaduti dal 2008, ovvero la estromissione dal campionato di Serie A 2008-09. Nel frattempo, in quella lunga estate siciliana, coach Pozzecco firmò per Varese ed in sordina arrivò Giulio Griccioli che guidò i bianco celesti ad un buona stagione culminata con la salvezza. Quest’anno però il GM Venza insieme al DS Sindoni sono stati in grado di allestire una squadra esperta ed atipica visto la presenza di soli due italiani nel roster, e l’ingaggio di giocatori di esperienza e livello continentale con l’obbiettivo di salvarsi il prima pos<NUOVA STAGIONE, NUOVE EMOZIONI SOCIETA’: Orlandina Basket SPONSOR: Betaland ANNO DI FONDAZIONE: 1978 CAMPO DI GIOCO: Pala Fantozzi PRESIDENTE: Ezio Sindoni DIRETTORE GENERALE: Francesco Venza DIRETTORE SPORTIVO: Giuseppe Sindoni DIRETTORE MARKETING E COMUNICAZIONE: Rinoi Germanà UFF. STAMPA: Sebastiano Ilardi SITO WEB: www.orlandinabasket.it

VOJISLAV STOJANOVIC

14/04/1997 196 CM | ITALIA 2014-2015: FMP BELGRADO sibile e cercare di centrare un traguardo: quello dei playoff. Le conferme sono state solamente due ovvero quelle dei reduci dalla A2, il neo capitano Sandro Nicevic e dell’evergreen Gianluca Basile, e la società ha richiamato dal prestito il talentuoso play Tommaso Laquintana (P, 188 cm, 1995) che nello scorso campionato di A2 Gold con la maglia di Biella, ha fatto vedere giocate intriganti. Per qua nt o ri-

guarda i nuovi spiccano le figure del play ex Barcellona, Siena e Bologna, Vlado Ilievski (P, 188 cm, 1980) , e dell’ala ex Maccabi e Galatasaray Samas Jasaitis (A, 202 cm, 1982) , uno che ha giocato due olimpiadi a cui è stato aggiunto Zoltan Perl (G, 195 cm, 1995), guardia ungherese classe 95’. Nel pacchetto lunghi si è al mercato USA che ha offerto le possibilità di ingaggiare due giocatori molto atletici di sicuro affidamento come Laurence Bowers (A/C, 203 cm, 1990) e Alex Oriakhi (C, 206 cm, 1980) a cui è stato affiancato Nika Metreveli (A/ C, 211 cm, 1991), atleta georgiano che ha già calcato i parquet italiani. Il mercato però non è ancora chiuso per i siciliani poiché non è stata raggiunta l’ufficialità dell’accordo per Vojislav Stojanovic (AP/ 196 cm, 1997), guardia classe 97’ che nelle intenzioni di Griccioli sarà il titolare. Sicuramente questa è una squadra camaleontica visto la presenza di atleti che possono ricoprire due o più ruoli, su un giusto bilanciamento gioventù-esperienza e sulla capacità tattica di coach Griccioli di preparare, e se necessario cambiare in corsa, le partite a seconda dell’avversario.

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83 Posizione Stagione 14-15

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Coach

Sponsor

GIULIO 3.358 GRICCIOLI

MARIO IHRING

GIANLUCA BASILE

VLADO ILIEVSKI

TOMMASO LAQUINTANA

13/06/1998

24/01/1975

19/01/1980

07/07/1995

192 CM | SLOVACCHIA

192 CM | ITALIA

188 CM | MACEDONIA

188 CM | ITALIA

2014-2015: Povazska Bystrica

2014-2015: Confermato

2014-2015: Cibona Zagabria

2014-2015: Angelico Biella

ZOLTAN PERL

SANDRO NICEVIC

LEVAN BABILODZE

SIMAS JASAITIS

28/07/1995

16/06/1976

24/07/1998

26/03/1982

195 CM | UNGHERIA

210 CM | ITALIA

198 CM | GEORGIA

202 CM | LITUANIA

2014-2015: Falco KC

2014-2015: Confermato

2014-2015: Tigullio Sport Team

2014-2015: Lietuvos Rytas

NIKA METREVELI

LAURENCE BOWERS

MLADEN VUJICEVIC

ALEX ORIAKHI

14/01/1991

19/04/1990

03/11/1996

21/06/1990

211 CM | ITALIA

203 CM | USA

203 CM | CROAZIA

206 CM | USA

2014-2015:

2014-2015: Hapoel Holon

2014-2015: GKK Sibenik

2014-2015: Pieno Zvaigzdes

Azzurro Napoli basket

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La pallacanestro è uno sport che ti assorbe totalmente e molto spesso d i v e n t a le t te r a l m e n te u n a “questione di famiglia”. In Sicilia, dove le stagioni sono miti, c’è un piccolo paesino in provincia di Messina, Capo d’Orlando con una squadra che, dimensioni della città a parte, vuole diventare grande. A raccontarci il momento di questa squadra e del campionato ci pensa “Peppe Sindoni”, Direttore Sportivo e figlio di Enzo Sindoni patron dell’Orlandina. D: Neanche il tempo di godersi l’estate e già è tempo di riprendere. Come valuti l’estate dell’Orlandina? R: “Estate lunga e piena di lavoro:

a maggio abbiamo visto tanti giovani europei, prendendo di fatto la direzione che ci ha poi portato a costruire la squadra di quest’anno con delle idee nuove. Giugno è stato un mese di decompressione e aggiornamento professionale per tutti i componenti dello staff, serviva ricaricarsi dopo una stagione positiva ma logorante. Da luglio in poi siamo ripartiti con grande entusiasmo provando a costruire una squadra competitiva senza barattare i nostri principi. Credo che il risultato sia buono, poi il resto lo dirà il campo…”

R: “Credo che il numero di buoni l’Orlandina. passatori presenti in squadra sia R: “Ricordo con particolare entu-

sopra la media della Serie A, non potendo contare su grandi giocatori di uno contro uno credo che questo possa aiutarci parecchio.”

siasmo due gare giocate in trasferta: gara 4 dei quarti di Finale di A2 a Barcellona, vinta dopo una rimonta incredibile, e la prima vittoD: Come definiresti il tuo rap- ria in Serie A a Cremona, partita porto con il basket? che ha chiuso un cerchio lungo sei R: “E’ una relazione complicata… anni.” amo il gioco ma spesso odio come viene gestito.” D: Il momento più bello di questi tuoi anni con

D: La squadra rivelazione di quest’anno. R: “Cremona” D: Secondo te chi può ambire allo scudetto? R: “In questo momento Sassari e

Reggio Emilia partono in vantaggio rispetto a Milano che per scelta ha deciso di intraprendere una strada più lunga ma affascinante. Alla fine la pallacanestro di Repesa verrà fuori e vincerà Milano.” D: In Europa chi pensi andrà più avanti tra le varie italiane. R: “Anche qua dico Milano.” D: Dicci una cosa che non ti abbiamo chiesto. R: “Non mi avete chiesto che cam-

pionato farà la nuova Orlandina… e non ve lo dirò! (ride)”

[Si ringrazia Sebastiano Ilardi per la collaborazione]

D: Che tipo di squadra avete allestito quest’anno? R: “Una squadra con forte men-

talità europea che si passerà la palla. I nostri successi passeranno dalla qualità del lavoro settimanale e dal miglioramento dei tanti giovani presenti nel roster. Siamo orgogliosi di poter proporre qualcosa di diverso. “ D: Un punto di forza e perché della nuova Orlandina.

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ffidatasi alle mani esperte di Bruno Arrigoni, la Pallacanestro Varese prova a ripartire da zero, cambiando totalmente il suo roster. L'arrivo di Moretti, ad occupare quella storica e gloriosa panchina, ha facilitato il compito del nuovo GM che, dopo un attento studio, ha iniziato a modellare la nuova Varese in base a precise richieste, ma soprattutto con un obiettivo da non dimenticare mai: accontentare l'esigente ed esperto pubblico varesino, pronto a dare tutto per la sua maglia. Così, ecco i nuovi volti di un'Openjobmetis pronta a stupire: in regia i ritmi e gli schemi verranno impostati dal giovane talento di Philadelphia Maalik Wayns (P, 188 cm, 1991) , già visto in campo europeo con la maglia dello Zalgiris, che sarà affiancato dall'ultimo acquisto di quest'estate proveniente sempre dal Baltico, Ovidijus Varanauskas (G, 187 cm, 1991) nome molto conosciuto soprattutto nella disciplina del 3vs3 di cui è campione lituano. In aiuto dalla panchina uscirà anche l'azzurro ex Avellino Daniele Cavaliero (G, 188 cm, 1984), che si candida come "sesto uomo dell'anno", G.M. NUOVO A PIAZZA MONTEGRAPPA SOCIETA’: Pallacanestro Varese SPONSOR: OpenJobMetis ANNO DI FONDAZIONE: 1945 CAMPO DI GIOCO: PalaWhirlpool PRESIDENTE: Stefano Coppa G.M.: Bruno Arrigoni DIRETTORE SPORTIVO: Simone Gioffrè UFFICIO STAMPA: Davide Minazzi RESP. SETTORE GIOVANILE: Bruno Bianchi SITO WEB:

utile sia come play che come guardia: in questo caso, pronto sul cubo dei cambi per dare fiato a Ramon Galloway (G, 191 cm, 1991), visto ed applaudito lo scorso anno il Legadue con la maglia di Tortona. Il reparto ali è quello più ricco e completo, con tiratori in grado di trasformarsi anche in guardie e lunghi capaci di coprire anche il ruolo di pivot: Mychel Thompson (A, 191 cm, 1991) fresco campione in D-League ed il canadese Jevohn Shepherd (AP, 198 cm, 1988), già visto sia ad Omegna che a Barcellona Pozzo di Gotto, vestiranno, assieme al piemontese ex Junior Casale, Giancarlo Ferrero (AP, 194 cm, 1988), l'importante ruolo di ala piccola; mentre il nazionale senegalese Mouhammad Faye (C, 208 cm, 1985), già visto in Francia e soprattutto per tre stagioni in Grecia, supportato da due interessanti italiani, il friulano Lorenzo Mo-

metri utili soprattutto in difesa, ed ottimo atletismo unito a buone mani per un attacco preciso. Il posto del centro titolare sarà infine assegnato senza dubbi al prorompente Brandon Davies (C, 208 cm, 1991), ex NBA, in maglia Sixers, approdato in Europa lo scorso anno tra le fila dei francesi dello Chalon, con i quali ha dimostrato di sapersi adattare alla perfezione alla pallacanestro europea.

linaro (C, 204 cm, 1992) , ed il reggiano ex Cremona Luca Campani (AG, 208 cm, 1990) saranno in grado di cimentarsi sia come ali grandi che come pivot, coprendo alla perfezione i due ruoli con abbondanti centi88


89 Posizione Stagione 14-15

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Coach PAOLO MORETTI

Sponsor

DANIELE CAVALIERO

MOUHAMMAD FAYE

BRANDON DAVIES

GIANCARLO FERRERO

10/01/1984

14/09/1985

25/07/1991

29/08/1988

188 CM | ITALIA

208 CM | SENEGAL

208 CM | USA

194 CM | ITALIA

2014-2015: Scandone Avellino

2014-2015: A.G.O Rethymno Aegean

2014-2015: Elan Chalon

2014-2015: Pallacanestro Trapani

RAMON GALLOWAY

MYCHEL THOMPSON

LUCA CAMPANI

LORENZO MOLINARO

10/02/1991

01/06/1988

18/02/1990

16/09/1992

191 CM | USA

201 CM | BAHAMAS

208 CM | ITALIA

204 CM | ITALIA

2014-2015: Derthona Basket

2014-2015: Santa Cruz

2014-2015: Vanoli Cremona

2014-2015: Basket Agropoli

JEVOHN SHEPHERD

MAALIK WAYNS

OVIDIJUS VARANAUSKAS

08/04/1986

02/05/1991

23/02/1991

198 CM | JAMAICA

188 cm | USA

187 cm | LITUANIA

2014-2015:

2014-2015: Delawere 87ers

2014-2015: Juventus Utenos

Basket Barcellona P.d.G

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rovare a ridurre in un'unica pagina settant'anni di storia di una squadra di basket è un'impresa ardua, ma tutto ciò diventa addirittura impossibile quando questa si chiama Pallacanestro Varese; sì avete capito bene, stiamo festeggiando l'anniversario della storica società varesina, e una pagina non sarebbe sufficiente nemmeno per elencare tutti i nomi che in questi decenni hanno vestito una maglia conosciuta in tutto il mondo. Pensando alla storia di Varese, il primo nome che salta in mente non potrebbe non essere quello di Giovanni Borghi, il "cumenda" della corazzata IGNIS, che regalò onore e gloria ad una città innamorata della palla a spicchi: con lui la bacheca varesina ha accumulato trofei che molti non osano nemmeno sognare, dagli scudetti alle coppe intercontinentali, ottenuti grazie a nomi del calibro di Meneghin, Ossola, Zanatta, Raga, Morse, ma so-

prattutto con un vero maestro come Aza Nikolic in panchina. Se solo potesse parlare quella panchina! Da Enrico Garbosi, partito come giocatore/allenatore, a Nikolic, per poi passare a Messina, Gamba fino a Charlie Recalcati: sarebbe bello scrivere un capitolo dedicato a questi "signori", perchè oltre agli schemi e ai fondamentali, sono stati dei veri insegnanti di "vita". Tornando ai proprietari, come potremmo non citare Toto Bulgheroni? Se chiedete ai varesini cosa possa aver inventato Toto di più dolce dei Lindor, la risposta è: lo scudetto della stella! Dopo anni (21 per la precisione!) di digiuno, ecco che, l'11 maggio del 1999 dal tetto del PalaIgnis sono piovute migliaia di stelline dorate, regalate ai varesini da un altro Meneghin, il figlio, assieme a Pozzecco, De Pol, Vescovi, Galanda, Zanus Fortes e con soli due stranieri, Mrsic e Santiago: il quadro ora era completo, la Città Giardino aveva il suo cielo stellato.

Dal 2000, prima con i Castiglioni, poi, ultimamente con un pool di sponsor, riuniti nel consorzio Varese nel cuore, i tifosi biancorossi hanno vissuto una lunga serie di alti e bassi (dalla retrocessione in Legadue, al ritorno in A1, fino alla semifinale scudetto con gli "indimenticabili"); ma, si sa, in ogni favola, ci sono sempre pagine brutte, prima di arrivare al lieto fine; e così è stato e sarà anche per Varese, che dopo aver scritto sette capitoli, si accinge ora ad iniziarne uno nuovo, con una stagione ricca di speranze e con la voglia di poter trovare prima o poi, la stessa penna con cui Borghi e i suoi avevano composto quelle pagine gloriose. Sarà molto difficile, ma bisogna sempre guardare avanti e continuare a crederci, perchè, prima o poi, cercando in un cassetto, o in fondo ad uno scatolone di foto ingiallite, quella biro potrebbe saltar fuori...

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per la prossima stagione è stato il ritorno all’ombra della Reggia di Andrea Ghiacci che fu tra gli artefici della promozione del 2008. Nell’allestire la squadra i dirigenti casertani si sono affidati alla formula 5+5. Oltre a Ghiacci completeranno il pacchetto italiano : Valerio Amoroso, Daniele Cinciarini, Marco Giuri e Tommaso Ingrosso. Pacchetto stranieri inaugurato dall’innesto della guardia statunitense Muhammad El-Amin proveniente dai greci dell’Apollon Patras. Il giocatore classe ’87 ha chiuso l’ultima stagione con 14.3 punti di media. Sotto le plance – zona del campo dove forse si poteva agire con più oculatezza – Caserta si è affidata ai muscoli e ai centimetri di Dario Hunt. Il centro statunitense, proveniente da Capo D’Orlando, ha chiuso l’ultima stagione con 10 punti di media tirando giù 8 rimbalzi a partita. Caserta si è mossa rapida e sotto traccia bruciando la concorrenza di parecchie squadra che CASERTA: PER NON COMMETTERE GLI a v e v a n o STESSI ERRORI adocchiato il SOCIETA’: Juve Caserta centro staSPONSOR: Pasta Reggia tunitense. ANNO DI FONDAZIONE: 1951 Pu rt ro pp o CAMPO DI GIOCO: Pala Maggiò però i bianPRESIDENTE: Carlo Barbagallo coneri non GENERAL MANAGER: Antonello Ne- hanno un vola cambio di TEAM MANAGER: Antimo Lubrano ruolo che UFF. STAMPA: Carlo Giannoni possa far RESP. SETTORE GIOVANILE: Domeni- r i f i a t a r e co Posillipo Hunt. BaSITO WEB: www.juvecaserta.it ckcourt

retrocessione, ripescaggio, acquisti e furti reiterati al pala Maggiò, forse la Juvecaserta ha vissuto l’estate più frenetica di questi ultimi anni. Dopo la cocente delusione della retrocessione dello scorso maggio avvenuta per mano della Vuelle Pesaro, Caserta ha solamente sfiorato il baratro dell’A2 per poi ritornare dopo soli 40 giorni nel basket che conta subentrando a Roma che ha deciso di autoescludersi dalla serie A. E per affrontare questo nuovo giro di A, la Pasta Reggia ha deciso di affidarsi a un suo vecchio condottiero. Infatti, partito Esposito che si è accasato a Pistoia, La Juve ha virato su un altro condottiero dello storico scudetto del 1991. Sarà Sandro Dell’Agnello a guidare i bianconeri nella prossima stagione e guiderà un roster completamente rinnovato rispetto a quello della passata stagione. La società – arricchita con l’arrivo del nuovo Direttore Operativo, Antonello Nevola – ha deciso di archiviare solennemente la scorsa stagione affidandosi ad un roster rinnovato in tutti i suoi elementi. Rinnovare si ma con uno sguardo al passato. Ed infatti primo tassello

completato dall’acquisto del playmaker ex Louisville, Peyton Robert Siva jr. Nato nell’ottobre del 1990, Peyton Siva ha conquistato nel 2013 il titolo NCAA con Louisville guidati da Rick Pitino. L’ex Cardinals già l’anno scorso era stato vicino alla firma con Caserta salvo un ripensamento dell’ultimo minuto. Non è riuscito a mantenere le aspettative che lo hanno accompagnato alla fine del suo percorso universitario. La nuova ala piccola del quintetto di Dell’Agnello sarà Micah Philip Downs. Dunque un altro ex NBA alla corte dell’ex coach di Pesaro. L’ala statunitense classe ’86 ha chiuso la scorsa stagione in Russia facendo registrare in 29 partite 12.6 punti a partita. Il ruolo di ala grande sarà invece ricoperto da una vecchia conoscenza del basket italiano: Bobby Jones strappato proprio all’Acea Roma. A lui sarà affidato il compito di guidare la Pasta Reggia Caserta alla salvezza. Se è vero che sbagliando si impara, Caserta non vorrà ripetere i clamorosi errori dello scorso anno e puntando su un roster del tutto rinnovato proverà a stupire.

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93 Posizione Stagione 14-15

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5.777

Coach SANDRO DELL’AGNELLO

Sponsor

DARIO HUNT

MUHAMMAD EL-AMIN

DANIELE CINCIARINI

VALERIO AMOROSO

02/05/1989

25/07/1987

14/06/1983

26/09/1980

206 CM | USA

196 CM | USA

194 CM | ITALIA

204 CM | ITALIA

2014-2015: Orlandina Basket

2014-2015: Apollon Patrasso

2014-2015: Giorgio Tesi Pistoia

2014-2015: Giorgio Tesi Pistoia

Tommaso Ingrosso

ANDREA GHIACCI

MARCO GIURI

MICAH DOWNS

09/06/1992

12/10/1981

08/07/1988

08/09/1986

205 CM | ITALIA

196 CM | ITALIA

194 CM | ITALIA

195 CM | USA

2014-2015: Virtus Cassino

2014-2015: Scafati Basket

2014-2015: Scaligera Verona

2014-2015: Avtodor Saratov

PEYTON SIVA

BOBBY JONES

24/10/1990

09/01/1984

183 CM | USA

201 CM | USA/GUE

2015-2015: Erie Bayhawks

2014-2015: Virtus Roma 93


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“A

volte ritornano” è proprio il caso di dirlo. Si perché, Caserta ha deciso di affidare la propria panchina a Sandro Dell’Agnello, uno degli artefici dello storico scudetto del 1991. Livornese di nascita ma casertano di adozione, Sandrokan ha vissuto gran parte della sua carriera all’ombra della Reggia collezionando una Coppa Italia nel 1988 oltre al già citato scudetto del ’91 vinto sul parquet di Milano. Ben 23 anni sono trascorsi dalla sua ultima apparizione in maglia bianconera, maglia che è diventata una seconda pelle. Dell’Agnello, nonostante le sue innumerevoli esperienze prima da giocatore e poi da allenatore, non ha mai nascosto il suo amore per la città di Caserta e per i suoi tifosi. Come accadde per Esposito e Gentile, anche Dell’Agnello fu costretto a lasciare Caserta per problemi finanziari della Juvecaserta che da lì a poco fallì. Dopo la parabola casertana, Sandrokan decise di accasarsi a Roma dove rimase per due stagioni. Nella capitale disputerà 54 partite. Dopo Roma ecco che arriva

l’allettante proposta della Scavolini Pesaro (squadra che ritroverà più avanti nelle vesti di allenatore). Anche a Pesaro la sua esperienza non dura oltre le due stagioni. Il suo lungo peregrinare non gli restituirà più la magia e l’estasi vissuti all’ombra della Reggia. Comunque la sua carriera non può ancora volgere al termine anche se molti, guardando la sua carta d’identità, gli consiglierebbero il contrario. Allora dopo Pesaro arriva l’offerta di una società, sì con un palmares ancora sgombro di vittorie ma con un progetto molto ambizioso : portare una squadra di provincia sul tetto d’Europa (e non importa con quale mezzo). Siena infatti è una squadra dell’allora serie A2 e Dell’Agnello alla veneranda età di 34 anni si rimette in gioco in una società molto ambiziosa. Dal basket giocato si ritirerà nel 2003, all’età di quarantadue anni dopo aver chiuso l’ultimo biennio della sua carriera a Reggio Emilia. Finita la carriera da giocatore si ributta nella mischia e d ottiene il suo primo incarico di allenatore ne 2006 a Livorno dove rimarrà fino al 2009 conquistando

tra l’altro il premio come miglior allenatore nella stagione 2007/2008. Ma si sa nessuno è profeta in patria e dopo l’abbandono livornese, arriva un’allettante proposta da Brescia. In coppia con Ario Costa (che ritroverà a Pesaro), Sandrokan guiderà i lombardi in favolose ed esaltanti stagioni. E sono proprio gli ottimi risultati ottenuti con Brescia che gli valgono la chiamata della Vuelle Pesaro. Pesaro non è più la società che è stata protagonista del basket italiano negli anni ’80 e ’90. Martoriata da una grave situazione finanziaria la Vuelle consegna a Dell’Agnello un roster poco competitivo con il quale però Dell’Agnello riuscirà a conquistare una salvezza insperata. La parentesi pesarese però si concluderà nel peggiore dei modi con un esonero al termine del girone di andata della scorsa stagione proprio a causa di una sconfitta contro Caserta. Ripartirà proprio da dove a veva subito una ba ttuta d’arresto, da dove era cominciata con l’illusione di andare oltre ad una semplice salvezza.

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P

robabilmente l'obiettivo principale della Scandone per quest'anno. Sole due stagioni fa il progetto irpino sembrava ben avviato, con il ritorno di Frank Vitucci -reduce da una stagione strepitosa sulla panchina di una straordinaria Varese- seguita da ingenti spese sul mercato per costruire un roster di grande potenzialità. Risultati? Un 12esimo posto nella prima stagione ed addirittura la 13esima piazza nell'ultimo campionato, frutto di un girone di ritorno assolutamente disastroso coinciso con l'esonero del coach veneziano: certamente non i risultati auspicati dalla società avellinese. Si riparte da un allenatore esperto come Pino Sacripanti, a sua volta in cerca di riscatto dopo due difficili stagioni a Cantù, e da Nicola Alberani, reduce da tre ottime annate alla Virtus Roma al netto delle note difficoltà finanziarie attraversate dalla società capitolina, per ricreare quell'empatia squadra-tifosi fondamentale in una piazza passionale come Avellino. Totalmente rivoluzionato dopo l'ultima stagione, eccetto la riconferma di Severini: molto interessante l'accoppiata Taurean Green-(P, 183 cm, 1986) Alex Acker

(G, 196 cm, 1983) provenienti da tre ottime stagioni insieme nel campionato francese -con annesso titolo a Limoges- ed accomunati da un passato italiano, A2 a Barcellona per il play e soprattutto Milano, ormai 6 stagioni fa, per la guardia americana. James Nunnally (A, 201 cm, 1990) è indubbiamente il giocatore più intrigante, 17 punti e quasi 8 rimbalzi di media nel campionato israeliano per questo 25enne in ascesa dopo alcune stagioni altalenanti in giro per l'Europa, mentre il quintetto teorico- si completa con due giocatori già visti nel nostro campionato come Leunen (ala, 206 cm, 1985) e Riccardo Cervi (C, 214 cm, 1991) in cerca di conferme dopo un'estate a dir poco tribolata. Ottimo l'innesto di un veterano c o m e Janis

Blums (P, 190 cm, 1982) visto la passata stagione al Panathinaikos e più recentemente agli Europei con la sua Lettonia, così come Benas Veikalas (G, 193cm, 1983) proveniente da 4 positivi anni a Bonn. Giovanni Pini (A, 200cm, 1992) e Ivan Buva (A, 208 cm, 1991) vanno a completare un reparto lunghi indubbiamente di minor spessore rispetto al pacchetto esterni ma comunque di buon livello, con la netta sensazione che molto dipenderà dall'impatto di un Riccardo Cervi chiamato ad un salto di qualità. L'obiettivo playoff è assolutamente realistico, come la speranza di aprire un nuovo ciclo sotto la guida di coach Sacripanti.

BALLA COI LUPI SOCIETA’: S.S. Felice Scandone 1948 SPONSOR: Sidigas ANNO DI FONDAZIONE: 1948 CAMPO DI GIOCO: Pala DelMauro PRESIDENTE: Giuseppe Sampietro A.D.: Gianandrea De Cesare DIRETTORE GENERALE: Nicola Alberani DIRETTORE SPORTIVO: Gaetano De Paola UFF. STAMPA: Maria Picariello SITO WEB: www.scandonebasket.it 96


97 Posizione Stagione 14-15

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3.044

Coach

Sponsor

STEFANO SACRIPANTI

MATTIA NORCINO

BENAS VEIKALAS

ALEX ACKER

TAUREAN GREEN

29/09/1993

24/09/1983

21/01/1983

28/11/1986

185 CM | ITALIA

193 CM | LITUANIA

196 CM | USA

183 CM | GEORGIA

2014-2015: Magic Basket Benevento

2014-2015: Telekom Bonn

2014-2015: ASVEL Lione

2014-2015: ASVEL Lione

RICCARDO CERVI

GIOVANNI SEVERINI

JAMES NUNNALLY

GIOVANNI PINI

19/06/1991

23/04/1993

14/07/1990

25/07/1992

214 CM | ITALIA

197 CM | ITALIA

201 CM | USA

200 CM | ITALIA

2014-2015: Pallacanestro Reggiana

2014-2015: Confermato

2014-2015: Maccabi Ashdod

Pallacanestro Reggiana

IVAN BUVA

JANIS BLUMS

SALVATORE PARLATO

MARTEEN LEUNEN

06/05/1991

20/04/1982

28/08/1986

03/09/1985

208 CM | CROAZIA

190 CM | LETTONIA

196 CM | ITALIA

206 CM | USA

2014-2015: Pallacanestro Cantu’

2014-2015: Panathinaikos

2014-2015: Cesarano Scafati Basket

2014-2015: Ratiopharm Ulm

2014-2015:

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C

aro Pino ti scrivo così mi distraggo un po', e siccome sei molto lontano dal Pianella, dai suoi stendardi e dalla sua gloriosa ruggine, più forte ti scriverò. Da quando sei partito c'è una grossa novità, l'anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va. E’ arrivato un allenatore di vaglia, Fabio Corbani, che ha le stimmate da Uomo autentico, passionale, arso di passione cestistica com’è d’uopo, dalle parti di Cantuky. Certo, adesso si esce poco la sera compreso quando è festa, e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra, e si sta senza parlare per intere settimane, e a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane. Per cacciare in gola quell’urlo così familiare, per chi come te al Pianella c’è praticamente cresciuto, e ne conosce ogni angolo ed ogni sfumature, persino al buio o in silenzio. Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando, sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, speriamo che ogni campione scenda dalla croce del disimpegno (perché giocare a Cantucky è diverso che giocare in qualsiasi altro posto del mondo), e forse anche gli uccelli faranno ritorno. Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno, anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno. I muti a Cantucky riprendono a gridare, come per magia, mentre i sordi li sentono uno ad uno, i cori d’incitazione. E si farà l'amore ognuno come gli va, anche i pretoni potranno sposarsi ma soltanto a una certa età, per far felice Oscar Eleni che a

noi ‘pretoni’ c’ha sempre sbertucciati, e senza grandi disturbi qualcuno sparirà, saranno forse i troppo furbi e i cretini di ogni età. Vedi caro Pino cosa ti scrivo e ti dico, e come sono contento di essere qui in questo momento, vedi, vedi caro amico cosa si deve inventare per poterci ridere sopra, per continuare a sperare, anche mentre sarai in Irpinia, perché il nomadismo è la cifra distintiva di ogni autentico uomo del basket. E se quest'anno poi passasse in un istante, vedi Pino mio come diventa import a nt e che in questo istante ci siam o a n c h e tutti noi. L'anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto prepara ndo è questa l a

novità. E aspetto, sto già aspettano, quando con indossa la nuova casacca tornerai da queste parti. Che conoscono perfettamente anche te. Compresi i tuoi silenzi.

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Che

l’Umana Reyer, in questi ultimi anni, fosse intenzionata a resuscitare i passati albori e tornare a splendere come una delle migliori “franchigie” della pallacanestro nostrana era ormai noto da tempo. Ebbene, constatato il secondo posto nella scorsa stagione regolare e l’approdo alle semifinali scudetto, dove la Reyer si è dovuta arrendere a una Reggio Emilia in versione super, si può finalmente affermare che il progetto a lungo termine della dirigenza orogranata è finalmente giunto al suo compimento: Brugnaro, certamente uno dei patron più pittoreschi del basket di casa nostra, ha messo mano al portafoglio in modo oculato e, grazie all’aiuto di un allenatore che ha scritto, in carriera, pagine e pagine di storia della pallacanestro, Charlie Recalcati, ha saputo costruire un gruppo di giocatori cui è mancato davvero poco per riportare il titolo di campione iridato (che manca dal 1943) nel capoluogo veneto. La stagione 2014/2015 è dunque stata quella della conferma ad alto livello per la Reyer, soprattutto se constatiamo il fatto che la squadra LEONE D’ORO SPLENDENTE SOCIETA’: Reyer Venezia SPONSOR: Umana ANNO DI FONDAZIONE: 1925 CAMPO DI GIOCO: Palasport Taliercio PRESIDENTE: Federico Casarin TEAM MANAGER: Mauro Sartori UFF. STAMPA: Federico Bacciolo RESP. SETTORE GIOVANILE: Francesco Benedetti SITO WEB: www.reyer.it

si era presentata ai blocchi di partenza del campionato dopo un mercato pensato per rivoluzionare completamente il roster a disposizione di Recalcati. Un mercato, però, che ha certamente dato i suoi frutti e che ha impostato le basi anche per la stagione in procinto di iniziare. Infatti, nel roster 2015/2016 della Reyer vi sono parecchi volti noti della passata stagione: primo su tutti quello di Hrovje Péric (A), vero e proprio faro dell’ultima apparizione ai playoff dei veneziani. Accanto all’ala croata, viene riconfermato anche il gruppo degli exMens Sana (ma ormai veneziani a tutti gli effetti): Tomas Ress (A/ C), Jeff Viggiano (A) e Benjamin Ortner (C). Ai blocchi di partenza per la prossima stagione ritroveremo anche un altro grande trascinatore, Phil Goss (G), in grado, lo scorso anno, di tornare ad esprimere il suo miglior gioco e a colpire con efficacia soprattutto da oltre l’arco (39,4% nell’ultima stagione). Salutato Pietro Aradori, la dirigenza oro -granata ha rinnovato la colla bora zione anche con i playmaker Jarrius J ac ks o n, a pprodato nel gennaio scorso dopo una sfortunata parentesi partenopea, e la

giovane promessa Michele Ruzzier, spesso chiamato a dire la sua sul parquet nel suo anno da rookie nella massima serie. Accanto al gruppo già rodato, Venezia non si fa certo mancare degli innesti di primissimo livello: il primo (in realtà già annunciato nello scorso maggio) è quello di Stefano Tonut (G), il figlio d’arte di Alberto che ha infiammato i palazzatti di A2 Gold con la maglia di Trieste e a cui Brugnaro ha affidato il futuro della Reyer offrendogli un contratto di quattro anni; quindi quelli degli americani Mike Green (PM), vecchia conoscenza della pallacanestro italiana che lo ha visto scorrazzare, palla alla mano, sui campi di Cantù, Barcellona e Varese, e Josh Owens (C), centro di 206 cm e classe ’88 che ha viaggiato dal Trentino al Veneto per portare i suoi muscoli al servizio di Recalcati. Il gruppo costituito è, almeno sulla carta, da titolo e, con lo stimolo in più della partecipazione alla prossima EuroCup, si può auspicare una grande stagione per la compagine veneziana. E se Charlie Recalcati ha afferm a t o «Vogliamo riprovarci!» - statene pur certi – la Reyer è pronta a togliersi delle belle soddisfazioni.

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101 Posizione Stagione 14-15

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Coach

Sponsor

CARLO 5.777 RECALCATI

JARRIUS JACKSON

HRVOJE PERIC

PHIL GOSS

MICHELE RUZZIER

18/06/1985

25/10/1985

07/04/1983

09/08/1993

183 CM | USA/ITA

203 CM | CROAZIA

188 CM | USA

185 CM | ITALIA

2014-2015: CONFERMATO

2014-2015: CONFERMATO

2014-2015: confermato

2014-2015: confermato

TOMAS RESS

BENJAMIN ORTNER

JEFF VIGGIANO

STEFANO TONUT

22/08/1980

16/03/1983

24/07/1984

07/11/1993

208 CM | ITALIA

206 CM | AUSTRIA

197 CM | ITALIA

192 CM | ITALIA

2014-2015: confermato

2014-2015: confermato

2014-2015: confermato

2014-2015: Pall. Trieste 2004

JOSH OWENS

MIKE GREEN

12/07/1988

23/06/1985

206 CM | USA

185 CM | USA

2014-2015: Aquila Trento

2014-2015: Paris-Levallois 101


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L

uigi Brugnaro: imprenditore, politico, dirigente d'azienda e sportivo ed ora pure sindaco. Sì, se cercaste su Google il nome del presidente della Reyer Venezia, lo trovereste anche sotto tutte queste altre vesti: tranquilli, non sono suoi omonimi, è lui, che a poco più di cinquant'anni è già riuscito, con impegno e dedizione, a raggiungere tutti questi risultati con grande successo. L'ultimo in ordine cronologico è il ruolo di Sindaco della laguna più bella, romantica e conosciuta al mondo, la sua Venezia, che ha precedentemente conquistato in altri ambiti, prima di decidere, la scorsa primavera, di guidarla dal gradino più alto a livello istituzionale. La sua vittoria alle elezioni del 15 giugno 2015 però, non è nata solo da un'azzeccata campagna elettorale, ma è frutto di anni di duro lavoro nel ramo dirigenziale, ed è merito anche del suo impegno a 360° con quella Reyer, tornata grande grazie alla sua passione. E' questo il Luigi Brugnaro che vi vogliamo presentare: il presidente della rinascita, sia in ambito maschile che femminile, del basket della laguna. Tifoso da una vita, ed innamorato di quella palla a spicchi che a Venezia rimbalzava da oltre un secolo, nel 2006 Luigi ha deciso di unire la formazione maschile e quella femminile sotto il marchio Umana S.p.A. riportandole in poco tempo ai vertici del basket italiano: il passo dalla B1, alla Legadue per gli uomini, arriva in un lam-

po, mentre per il ritorno nella massima serie, bisogna attendere la stagione 2011-2012. Il fascino del campionato di A1 carica la squadra, portandola direttamente ai playoff, e carica il suo presidente che, consapevole di avere ancora qualche gradino da scalare per arrivare alla vetta, dopo una serie di rivoluzioni, decide di puntare su veri e propri campioni: nella stagione 2014-15 la panchina viene affidata ad uno degli allenatori più amati e vittoriosi d'Italia, Charlie Recalcati, mentre le fondamenta della squadra vengono "cementate" con acquisti da capogiro, di campioni del calibro di Ress, Viggiano, Ortner e Goss; Venezia si candida tra le favorite per la vittoria tri-

colore e disputa un campionato all'altezza delle aspettative, conquistando le semifinali play-off. Un altro piano raggiunto, la scalata per il paradiso è sempre più vicina e cresce in modo proporzionale con l'entusiasmo del presidente che, in vista della stagione che sta per iniziare ha incrementato la dose di talento, portando al Pala Taliercio, Mike Green in cabina di regia. Dove arriverà la Reyer quest'anno? Per ora non possiamo saperlo, ma una certezza l'abbiamo, in mano ad un presidente come Luigi Brugnaro i tifosi orogranata possono dormire sonni tranquilli, perchè lo spettacolo è assicurato!

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La

Marco Cusin sotto i tabelloni è stato chiamato Deron Washington (A, 201cm, 1985) già visto nel nostro paese con la maglia di Pistoia nella stagione 2013/2014 ed in cerca di rilancio dopo una stagione nel campionato israeliano. Altro elemento made in USA è James Southerland (A, 203cm, 1990), giocatore di gran fisico dotato di ottime percentuali al tiro che potrebbe rivelarsi la vera sorpresa del roster cremonese, la sua carriera, iniziata con un'ottima esperienza collegiale con la maglia di Syracuse, ha avuto una brusca frenata lo scorso anno a causa del poco spazio avuto con il Limoges ma Cremona può essere la piazza giusta per rilanciarsi e trovare la collocazione più adatta nel THE BEST IS YET TO COME basket europeo. A SOCIETA’: Guerino Vanoli Basket completare il roster SPONSOR: Vanoli dalla panchina il ANNO DI FONDAZIONE: 1996 riconfermato Fabio CAMPO DI GIOCO: PalaRadi Mian giunto alla sePRESIDENTE: Aldo Vanoli conda stagione in maDIRETTORE GENERALE: Marco Boc- glia Vanoli, Raphael coli Gaspardo (C, DIRETTORE SPORTIVO: Andrea Conti 207cm, 1993) proveUFF. STAMPA: Alessandro Botta niente da Treviglio RESP. SETTORE GIOVANILE: France- ed alla sua prima sco Rozzi esperienza in serie SITO WEB: www.vanolibasket.it A, Nicolò Cazzo-

qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia ed il dodicesimo posto in classifica, tutti risultati che la Vanoli Cremona 2015/2016 vuole riconfermare e se possibile migliorare grazie ad un consolidamento sia dal punto di vista societario che di roster. Il più grande successo dell'estate è senza dubbio la riconferma dell'asse Vitali - Cusin, un'anima italiana che nella scorsa stagione ha spesso fatto fare il salto di qualità alla squadra cremonese, in particolare la permanenza in maglia Vanoli del play azzurro, ricercato da molte squadre nel mercato estivo, è sinonimo di fosforo in cabina di regia, una sicurezza che poche squadre di media-bassa classifica possono vantare. Ad accompagnare capitan Vitali nel reparto esterni ci sarà Tyrus McGee (G, 188cm, 1991), prodotto di Iowa State University visto lo scorso anno per uno scorcio di stagione con la maglia dell'Orlandina, un ottimo tiratore con qualche limite fisico. L'ala piccola titolare con ogni probabilità sarà Elston Turner (G/A, 195cm, 1990), figlio di quel Elston Turner senior visto a Pesaro ed oggi assistant coach agli Oklahoma City Thunder. A dar manforte al totem

lato (P, 191cm, 1989) reduce da una buona stagione a Montichiari in DNB e Paul Biligha (A/C, 200cm, 1990) che fa il suo ritorno nella massima serie dopo l'esperienza avuta con Avellino e la buona stagione con la maglia di Ferentino. Riconfermatissimo alla guida tecnica Cesare Pancotto, un coach da oltre mille panchine in carriera, garanzia di carisma ed esperienza per una stagione da vivere con un sogno nel cassetto chiamato playoff.

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105 Posizione Stagione 14-15

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Coach

Sponsor

CESARE 3.535 PANCOTTO

JAMES SOUTHERLAND

LUCA VITALI

FABIO MIAN

DAVID GASPARDO

28/04/1990

09/05/1986

07/02/1992

11/12/1989

203 CM | USA

201 CM | ITALIA

196 CM | ITALIA

207 CM | ITALIA

2014-2015: Limoges CSP

2014-2015: Confermato

2014-2015: Confermato

2014-2015: Blu Basket Treviglio

MARCO CUSIN

NICCOLO’ CAZZOLATO

DERON WASHINGTON

PAUL STEPHAN BILIGHA

28/02/1985

22/01/1989

12/12/1985

31/05/1990

211 CM | ITALIA

191 CM | ITALIA

203 CM | USA

200 CM | ITALIA

2014-2015: Confermato

2014-2015: C. C. Montichiari

2014-2015: Bnei Herzliya

2014-2015: FMC Ferentino

TYRUS MCGEE

ELSTON TURNER

DARIO BOCCASAVIA

LUCA PISACANE

14/03/1991

06/05/1990

24/08/1998

11/08/1997

188 CM | USA

195 CM | USA

196 cm | ITALIA

175 CM | ITALIA

2014-2015: Orlandina Basket

2014-2015: New Basket Brindisi

2014-2015: Confermato (giovanili)

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ltre due metri di fosforo ed intelligenza cestistica, Luca Vitali oggi non solo è uno degli italiani di maggior impatto e talento del nostro campionato ma soprattutto è l'anima della Vanoli Cremona, ambiente ideale per far rendere al meglio il ragazzo natio di San Giorgio di Piano. Dopo le non esaltanti esperienze di Milano e soprattutto Roma, Vitali approda a Cremona nella stagione 2012/2013 ed ha la sua consacrazione, l'essere preso come punto di riferimento della squadra lo responsabilizza e le risposte date sono da giocatore vero. Venezia l'anno successivo punta su di lui ma il ruolo non centrale nel progetto veneziano non fa per Vitali che torna così a vestire la maglia Vanoli per ritrovare il vecchio smalto. I 12,5 punti, ma soprattutto i 5,5 rimbalzi e 5,7 assist per una valutazione media di quasi 20 a partita sono le statistiche con cui Luca chiude la stagione 2014/2015, numeri che non mentono e fanno capire quanto sia completo il suo apporto sul parquet, un giocatore con la visione e la gestione di palla di un playmaker nel fisico di un'ala piccola, un mix esplosivo che se ben inserito in un contesto di squadra funzionale alle sue caratteristiche può essere letale. Lo ha capito la Vanoli e lo ha capito Vitali che durante l'estate ha rifiutato importanti offerte giunte sia dall'Italia (Varese) che dall'estero (Oldenburg), le parole del giocatore bolognese sono chia re "Cremona mi ha ridato il sorriso e

la voglia di divertirmi giocando a pallacanestro, sono rimasto perchè volevo legarmi ad un progetto con i valori propri della famiglia Vanoli,

valori che rispecchiano i miei". squadre che ogni estate rivoluzioMusica per le orecchie dei tifosi cremonesi e musica per gli amanti del basket italiano, si perchè Vitali oggi è un punto di riferimento per il nostro basket ed il suo infortunio in fase di preparazione ad Eurobasket 2015 ha privato coach Pianigiani di un arma importante per gli azzurri, non solo per le indubbie doti sul parquet ma anche per la capacità di farsi voler bene dal gruppo. La lettere con cui Vitali ha salutato i compagni nel momento in cui ha dovuto abbandonare il ritiro azzurro rappresenta in modo inequivocabile lo spessore di un giocatore che, per qualità umane e cestistiche, incarna il prototipo di persona che ogni allenatore vorrebbe avere tra le proprie fila. Talento, voglia di sacrificarsi ed attaccamento alla maglia, doti che nel basket moderno fatto di

nano il proprio roster ormai sono diventate rarità ma che i tifosi di Cremona potranno ancora apprezzare in Vitali, una mosca bianca nel nostro panorama cestistico.

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Guida al Campionato di Serie A Beko 2015/2016 Normal View  

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