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notizie

Autorizzazione Tribunale di Livorno n° 1109 del 07/05/2009

Foto Andrea Masini

Anno XI - Dicembre 2019

In collaborazione con

Un bronzo europeo verso le olimpiadi di Tokyo 2020

Gabriele Detti Sara Madera, il sogno azzurro continua

Paolo Montagnani, un vincente in Polonia

Mori, gran debutto internazionale

PROVINCIA DI LIVORNO


Un bronzo europeo verso le olimpiadi di Tokyo 2020

Mori, gran debutto internazionale

PROVINCIA DI LIVORNO

In copertina: auguri speciali da Gabriele Detti, campione di nuoto e recente medaglia di bronzo sui 400 stile agli Europei in vasca corta

In collaborazione con

notizie Direttore responsabile Andrea Puccini Redazione Scotto Pubblicità Via Bengasi, 109 Tel. 0586 403003 Cell. 336 710317 Printed by Pixartprinting www.pixartprinting.it

Grafica e impaginazione Scotto Pubblicità by Isabella Scotto

L’avventura polacca di coach Montagnani

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Detti, Ciampi e Fangio protagonisti agli Europei in vasca corta

Grande successo il Trofeo Labrone al palaBastia

N U OTO

Paolo Montagnani, un vincente in Polonia

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Sara Madera, il sogno azzurro continua

BAS KE T

Gabriele Detti

Giornata olimpica 2019, il racconto

Aria di Gran Europa per Mori

Livornello, ora il progetto è realtà

BAS KE T

Madera, il sogno azzurro è appena cominciato

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DIVERSAMENTE SPORTIVI

Tante eccellenze livornesi nello sport disabile

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Anno XI - Dicembre 2019

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Foto Andrea Masini Autorizzazione Tribunale di Livorno n° 1109 del 07/05/2009

In questo numero

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In collaborazione con

Gestione spazi pubblicitari Scotto Pubblicità - Livorno Via Bengasi, 109 Tel. 0586 403003 Cell. 336 710317 Autorizzazione Tribunale di Livorno n° 11 del 7 maggio 2009

Il team di reda augura a tutti i zione lettori Buon Natal ee Felice anno nu ovo

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L’ALMANACCO DELLO SPORT + LABROSPORT

Nasce il nuovo polo multimediale d’informazione per lo sport agonistico / amatoriale di Livorno e provincia

La collaborazione

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umero di medaglie olimpiche, mondiali e nazionali vinte alla mano, Livorno e tutta la sua area provinciale sono consacrati in maniera indiscutibile come terra di campioni assoluti. Un concetto che si fortifica se si considerano, cifre alla mano, i praticanti in rapporto ai residenti: un popolo di appassionati, di qualsiasi disciplina. Un vero talento, tanto poliedrico quanto insito nel Dna labronico. Un’eredità genetica da numeri uno, ribadita dal fatto che anche nell’anno passato gli atleti della città dei Quattro Mori sono spesso protagonisti a livello italiano e internazionale nelle rispettive discipline di riferimento. Di conseguenza, non manca certo il materiale da narrare attraverso le pagine de L’Almanacco dello Sport: una pubblicazione annuale corposa, che ormai si è consolidata nell’immaginario comune come strumento imprescindibile al fine di collezionare e custodire la memoria di tante imprese. Anche grazie al suo corollario periodico, la rivista trimestrale denominata ‘L’Almanacco News’ e oggi resalizzata in collaborazione con la redazione di Labrosport. E che da oggi, in virtù della nuova collaborazione instaurata dai promotori delle due realtà, saranno raccontate sotto la forma multimediale offerta dai siti web www.almanaccosportlivorno.it e www.labrosport.it, con annessi social ufficiali di quest’ultimo (pagina Facebook e profilo Instragram) oltre che dai canali Telegram e Youtube correlati e un’apposita newsletter dedicata. L’impegno nel seguire e celebrare i campioni di casa nostra continuerà così a culminare materialmente in occasione della tradizionale presentazione ufficiale della voluminosa pubblicazione annuale, che affonda le proprie radici ormai quasi 30 primavere fa, sin da quella prima uscita de L’Almanacco datata 1990 (anche se ai tempi riferita solo al mondo degli Amatori calcistici). Labrosport invece, venuto ufficialmente alla luce solo di recente il 28 gennaio 2019 dopo una presentazione ufficiale svoltasi presso la sede del CONI provinciale e tenuta a battesimo dal Delegato locale Giovanni Giannone, supporterà tale sforzo. Raccontando lo sport in una duplice modalità: sul web, giorno per giorno, si potrà leggere la cronaca dettagliata dei vari eventi mentre sulla rivista trimestrale invece, raccolti su pagine dalla grafica moderna e accattivante, si troveranno i pensieri, i commenti e i retroscena, raccontati direttamente dai principali

Il Sindaco di Livorno Luca Salvetti posa con L’Almanacco dello Sport nel corso di un incontro con l’editore Roberto Scotto e il Direttore Responsabile Andrea Puccini

protagonisti intervistati. La valorizzazione dello sport labronico come strumento, per la promozione anche a fini turistici (ricordiamo l’impegno più volte pubblicamente manifestato dallo staff de L’Almanacco per l’allestimento di un vero Museo dello Sport cittadino, dove custodire il memorabilia dei trionfi di casa nostra): questa la missione intrapresa da tempi non sospetti e il merito di cui possiamo vantarci senza falsa modestia. Lungo la scia che abbiamo lasciato, anno dopo anno, si è accodata per fortuna una comunità sempre più allargata, accomunata dalla passione per lo sport, sia esso anche solo praticato a livello amatoriale, è quella che ci segue con fedeltà edizione dopo edizione. L’uscita dell’Almanacco viene attesa con trepidazione per arricchire la collezione con i volumi relativi alle annate precedenti, accolta con apprezzamento dalla città e dal suo territorio circostante. La lettura del magazine trimestrale è poi divenuta ormai un rituale altrettanto puntualmente rispettato da mol-

ti, visto che la pubblicazione (alla pari dell’annuario) viene distribuita gratuitamente in primis presso gli esercizi commerciali e i locali maggiormente frequentati della città. Infine, dopo appena 11 mesi di attività online, la platea che fruisce dei contenuti anch’essi veicolati in maniera completamente gratuita dalla piattaforma Labrosport si è allargata progressivamente Un sistema d’informazione sportiva a 360 gradi, in grado di svilupparsi sia con il tradizionale supporto cartaceo, sia attraverso le nuove frontiere offerte dai progressi della tecnoclogia e del web. Un metodo messo a punto da professionisti del settore, che possono vantare anni di esperienza, attività e contatti maturati nel mondo sportivo locale e nazionale. Una squadra vincente della quale, da oggi, possono entrare a far parte inserzionisti dinamici e intraprendenti, pronti a sfruttare la chance di godere, dietro un minimo investimento, dei benefici portati dalla massima visibilità offerta dai canali / vetrina sopra menzionati.

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Diversamente sportivi

Associazione “Diversa Mente Agili”: Il logo della Toscana Disabili Sport

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egli ultimi mesi una nuova realtà, dedicata ai ragazzi diversamente abili, si è affacciata al contesto sportivo livornese: si tratta dell’Associazione Dilettantistica Diversa Mente Agili che ha aderito all’ente nazionale di promozione sportiva non agonistica per disabili e non, in collaborazione al Coni. Il tutto grazie allo svolgimento di attività sportive rivolte a soggetti in qualsiasi condizione fisica attraverso la “MusicArTerapia nella globalità dei linguaggi”, disciplina formativa della comunicazione, espressione e significazione, un metodo della Dott. sa Stefania Guerra Lis. riconosciuto dal “MIUR” Ministero dell’istruzione dell’Università e delle ricerca Roma “Tor Vergata”. L’oggetto specifico della disciplina è precisamente la comunicazione e l’espressione tra gli essere umani verbali o non verbali senza previe esclusioni in particolare i linguaggi del corpo; la Sinestesia come potenziale umano primario articola e fonda dunque la globalità di tutti i linguaggi e della trasposizione dell’uno nell’altro. Di qui la concezione di una globalità delle arti e di una conseguente arte terapia dove musica, poesia, danza, pittura, scultura sono sentite e pensate in stretta interrelazione. Un viaggio sensoriale di esplorazione dell’arte di vi-

Nuoto e arti motorie, tra attività consolidate e nuove realtà emergenti vere attraverso il corpo, il fitness ed il gioco, con l’obbiettivo della conquista di sé, nella libertà di espressione senza paura di sbagliare; con il tatto affiorano memorie profonde, con il ritmo si comunica in modo sincronico con il mondo esterno, con il tono muscolare si indica lo stato emotivo, in una continua e spontanea associazione di immagini dei vari sensi. Lo svolgimento delle varie e numerose discipline summenzionate con l’ausilio di strumenti adatti a soggetti con varie disabilità: disturbo pervasivi dello sviluppo, sordi, paraplegici, tetraplegici, down, autistici, sclerosi multipla, alzheimer, iperattivi, dislessici, risveglio dal coma, disturbo oppositivo provocatorio, grave ritardi mentali. “La Pedana Sensoriale”, ad esempio, nasce per le persone sorde, e da subito gli specialisti si sono accorti che può essere utilizzata per terapie su persone con vari tipi di disabilità, attività motorie, fitness, musicoterapie, psicomotricità, ascolto corporeo, logopedia e rilassamento, anche su chi non ha alcuna disabilità. L’attività, ovviamente, è aperta a bambini, adolescenti e adulti e si trova fisicamente in via della Bassata 6 a Livorno.

Campionati italiani di nuoto paralimpico:

Eleonora, Elisabetta, Sofia e Tommaso, i grandi protagonisti in vasca a Portici 6

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Successo oltre ogni più rosea aspettativa per la TDS (Toscana Disabili Sport) di Livorno che, pur avendo avviato l’attività agonistica da appena un anno, è riuscita a qualificare tutti i suoi giovani atleti ai Campionati Italiani Assoluti 2019 di nuoto Paralimpico in vasca corta svolti a Portici (provincia di Napoli) il mese scorso (30 novembre e 1° dicembre). L’evento, che ha visto la partecipazione di quasi tutta la nazionale reduce dai successi di Londra e di 39 squadre agonistiche provenienti da tutta Italia, è stata dunque l’occasione ad hoc, per la TDS guidata per l’occasio-

ne da Eleonora Bologna, di mettersi in mostra nonostante una rappresentanza numericamente modesta e con scarsa esperienza a livello assoluto (3 atleti con età media inferiore a 14 anni), ma che alla resa dei conti a riuscita a conquistare l’11 posto nel medagliere, ampiamente il primo fra le 4 squadre toscane partecipanti. Tre titoli nazionali (50 e 100 Rana classe SB6 con Tommaso Bertini, 100 Dorso classe S7 con Sofia Gagliardo Gurrieri), due medaglie d’argen-

to (100 Dorso nella supercompetitiva classe S9 con Elisabetta Burattini, 50 Stile Libero classe S7 con la Gagliardo Gurrieri) ed un bronzo (100 Stile Libero classe S7, ancora con un’immensa Sofia Gagliardo) il bottino della formazione labronico, accompagnato pure da ottime performance cronometriche vedi il record italiano assoluto di Bertini nei 100 Rana) e ben tre record italiani di categoria della giovanissima (12 anni) e tarantolata Sofia. “Siamo in presenza del futuro del nuoto paralimpico toscano e livornese” - ha affermato un orgoglioso e quasi commosso presidente della TDS Maurizio Melis – “merito di questi meravigliosi atleti e dei loro istruttori, con un ringraziamento, oltre alla presente Eleonora Bologna, anche a Mario Borsellini, rimasto a casa per impegni di lavoro. Ma ciò che più mi emoziona è pensare ai risultati ottenuti in così poco tempo e con tempi di allenamento risicati all’osso, immaginando quindi cosa potranno diventare questi ragazzi attraverso allenamenti più intensi e con il crescere dell’età”.


L’Aringhieri nominata ad ‘Atleta dell’anno’ con le azzurre di sitting volley, come H’Moudi fa incetta di medaglie iridate nel canottaggio

La pagina della Gazzetta dello Sport che ha raccontato la mostra fotografica di Toscani, con la livornese tra i modelli d’eccezione

Aringhieri

La livornese , 32enne nazionale di sitting volley femminile che ha conquistato il secondo posto agli ultimi Europei e la qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 è stata scelta tra i 12 soggetti azzurri che hanno posato per il famoso fotografo Oliviero Toscani nel quadro del progetto ‘Naked: la disabilità senza aggettivi ‘ riservato alla valorizzazione e la promozione dello sport paralimpico. “È stata una nuova sfida, stavolta con il mio corpo: per anni ho tenuto nascosta la malattia, poi ho trovato la forza di parlarne e ora mi sento più libera, anche più bella.

Basta filtri, il messaggio che voglio e che vogliamo lanciare è quello di affrontare le insicurezze” ha raccontato Giulia in un’intervista apparsa su Il Tirreno riguardo al suo rapporto con la sclerosi multipla, malattia degenerativa contro cui lotta ormai dal 2008. Gli scatti esposti a Padova nell’ambito della seconda edizione del Festival della cultura paralimpica sono trittici alti circa 3 metri, formati da un primo piano, una foto in tenuta agonistica e un terzo scatto nudo. “Beh, un po’ di imbarazzo c’è stato. Però Toscani è stato estremamente sensibile, è un maestro della fotografia e l’ha dimostrato. Ha deciso di metterci a nudo per mettere a nudo la disabilità, per rompere gli schemi sia a livello estetico che sportivo: non esiste soltanto il corpo perfetto dell’atleta che vince a qualsiasi livello, ci siamo anche noi con le nostre disabilità e con le nostre imprese che sono comunque straordinarie - ha spiegato Giulia, pluricampionessa d’Italia con il Dream Volley Group e finita anche sulla pagina dedicata alla mostra dall’edizione di martedì 5/11 de La Gazzetta dello Sport - La mia è una malattia invisibile: tutti gli altri hanno subìto delle amputazioni o sono su una sedia a rotelle, io invece ho un altro tipo di disabilità”. E per completare un 2019 davvero da incorniciare, c’è da ricordare la candidatura (sempre da parte della redazione della ‘rosea’) della livornese, assieme alla nazionale azzurra, al titolo di ‘Atleta dell’anno’ nella categoria paralimpica.

sua terra d’orgine significa proprio ‘contento’), la festa per il tesserato VVF Tomei-SportLandia è scattata subito in quel di Brisbane. Quattro medaglie di bronzo (terzo gradino del podio nel singolo 1000 metri, nel doppio 500 m. con Serena Giorgetti di Gavirate, nel Quattro 500 m. e, anche nei 500 m. indoor al remergometro) e due d’argento (la prima è arrivata in ac-

Diversamente sportivi

Giulia e ‘Said’, un 2019 davvero da ricordare

Ahmed ‘Said’ è salito ben sei volte sul podio in Australia: metà del medagliere italiano è tutto merito suo qua nel Quattro con sui 1000 m. mentre la seconda indoor al remergometro, nella staffetta a quattro, sui 2000 m.). Praticamente, la metà dell’intero medagliere azzurro in questa edizione. Soddisfazione per il suo allenatore Mauro Martelli (campione mondiale indiscusso della specialità ‘a secco’) ma anche per il DT Stefano Lari, l’altro allenatore Gino Montanelli e per Vittorio Pasqui che segue l›atleta sia allo Scolmatore, sia in cantina. (Foto Federvolley e Fisdir)

Giulia Aringhieri ha chiuso alla grande un 2019 da sogno: 2° posto europeo, pass per i Giochi 2020 e modella per Oliviero Toscani

Said

Giulia Aringhieri in maglia azzurra dopo lo storico secondo posto all’Europeo

Sei medaglie infilate al collo ai campionati mondiali australiani di canottaggio per disabili intellettivi. Questo il bottino record racimolato da Ahmed H’Moudi, di origine saharawi ma adottato dalla famiglia Demi-Salvestrini ormai trentadue anni orsono e livornese doc a tutti gli effetti. Meglio conosciuto con il soprannome di Said (che nella lingua della

Ahmed H’Moudi con una medaglia al collo e la soddisfazione per aver compiuto un’impresa

L’Almanacco

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Una piramide alta quanto un canestro

Basket

U

na piramide preziosa. Patrimonio di quel tesoro cestistico, placcato labronico, che da numerose generazioni sforna giocatori e allenatori di alto livello: dalla Serie B alla Serie A, sono infatti 7 i tecnici di stirpe livornese impegnati nei campionati 2019/2020. All’apice figura naturalmente Walter De Raffaele, head coach della Reyer Venezia e campione d’Italia in carica. Uno dei tantissimi figli, sportivamente parlando, della Pallacanestro Don Bosco, capace di riportare lo scudetto in Leguna, nel 2016/2017, a distanza 74 primavere e l’anno successivo la Fiba Eurocup, oltre come detto al secondo tricolore nel giro di due stagioni firmato lo scorso giugno. Al piano di sotto, in Serie A2, Sandro Dell’Agnello e Alessandro Ramagli sono alla guida rispettivamente della Unieuro Forlì e della Old Wild West Udine, entrambe in zona playoff e con ambizioni di lottare fino a giugno per la promozione nella massima serie. Due grandi allenatori che, la Serie A, per motivi, storie e carriere diverse, la conoscono già assai bene, in particolare Ale (così lo chiamano gli amici di sempre…) Ramagli, reduce dall’esperienza sulla panchina di Pistoia venuta all’indomani della promozione in Lega A in sella alla Virtus Bologna conquistata nel 2017/2018, impresa titanica a fronte di un regolamento che prevedeva una sola promozione con 32 formazioni ai nastri di partenza. Il menù si amplia ulteriormente in Serie B, dove sono ben tre i tecnici con il salmastro labronico che scorre dentro le vene: Roberto Russo al Basket Cecina, Daniele Quilici a San Giorgio su Legnano e Federico Campanella alla Bakery Piacenza,

Una panoramica dei ben sei allenatori livornesi oggi in attività nei massimi campionati cestistici nazionali

Walter De Raffaele (a sinistra) e Alessandro Ramagli (a destra), in mezzo Giancarlo Antognoni

Walter De Raffaele festeggia il secondo scudetto nel giro di tre stagioni alla guida della Umana Reyer Venezia

quest’ultima autentica rivelazione del girone C. Russo, per anni sulla cresta dell’onda, da poco meno di un anno è alla guida di Cecina e soprattutto di un progetto basato sulla crescita dei giovani, mentre Quilici, archiviate le avventure al Don Bosco e ad Ortona, ha trovato nella provincia di Milano il luogo perfetto per poter esprime-

za dubbio quello di Luca Bechi, lo scorso anno al timone di Cento in A2, mentre della scuderia livornese fanno comunque parte anche Luca Banchi (Lokomotiv Kuban) e Marco Sodini (Capo d’Orlando), toscani, il primo grossetano, il secondo viareggino, ma allevati dall’infallibile scuola tecnica della Pallacanestro Don Bosco.

Sono ben 7, dalla Serie A alla Serie B, gli allenatori di basket livornesi impegnati nella stagione 2019/2020

Andrea Diana, ex allenatore del Basket Leonessa Brescia e ora coach di Verona

Federico Campanello, head coach della Bakery Piacenza rivelazione in Serie B

re la propria idea di pallacanestro. Ma non è finita qui, perché c’è pure chi si è da poco accasato alla Scaligera Verona in A2 ma fino a pochi mese fa ha fatto le fortune della Leonessa Brescia, aggiudicandosi nel 2018 addirittura il premio Reverberi, ovvero l’Oscar del basket: stiamo parlando, ovviamente, di coach Andrea Diana, dal 2000 al 2008 in forza al Don Bosco e dal 2011 a Brescia, in qualità di vice di Sandro Dell’Agnello. Con il passare dei mesi lo spessore umano e tecnico di Andrea fa letteralmente breccia sulla proprietà della Leonessa, così nel 2014/2015 viene promosso allenatore capo e trascina Brescia in semifinale playoff (A2), in attesa di sfondare la porta per la Serie A nel 2016 battendo in finale la Fortitudo Bologna e nel 2017/2018 raggiunge la semifinale scudetto. Altro nome di spicco è sen-

Sandro Dell’Agnello, un passo glorioso a Caserta e Livorno, oggi è in sella alla Unieuro Forlì

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Basket

“V

ado al massimo, vado a gonfie vele…”, intonava Vasco Rossi nel 1982. E “Sara vai”, è stata la frase che il 14 novembre scorso coach Andrea Capobianco ha rivolto a Sara Madera all’alba del secondo quarto di Italia vs. Repubblica Ceca valida per le qualificazioni agli Europei di basket femminile del 2021. La ciliegina - l’esordio in nazionale maggiore - su un 2019 epico, che l’ala/pivot labronica - pluricampionessa d’Italia a livello di settore giovanile con la Reyer Venezia, ma cresciuta cestisticamente nell’U.S. Livorno prima e Basket Femminile Livorno poi - porterà per sempre con sé e che la proietta verso un 2020 (tra l’altro il numero 20 è quello che indossa fie-

Sara Madera, una storia tanto bella quanto vera Continua la favola sportiva della cestista livornese, che ha debuttato nella nazionale maggiore femminile

Tre medaglie internazionali a livello giovanile e nell’estate 2019 anche il riconoscimento di miglior giocatrice d’Europa Under 20 ra fin da quando era bambina…) ancor più denso di emozioni e soddisfazioni. Una stagione pazzesca. Un’estate caldissima. Durante la quale, Sara, battendo la Russia in finale al termine di 40 minuti di rara bellezza e intensità, ha festeggiato il titolo continentale Under 20, ma soprattutto la palma mi-

Sara Madera durante l’allenamento della nazionale maggiore a Cagliari

glior giocatrice del torneo con 13.3 punti e 8 rimbalzi di media a partita, unica delle azzurre ad andare sempre in doppia cifra. Un riconoscimento, quest’ultimo, assegnato in precedenza soltanto a Cecilia Zandalasini nel 2016. Sara, lo scorso anno, di questi tempi, si sarebbe mai aspettata tutto ciò? “Ovviamente no, anche se un’atleta di qualunque disciplina lavora nel quotidiano per migliorarsi e raggiungere gli obiettivi che si è prefissato”. E allora ci dica in che modo è riuscita a trasformare i sogni in realtà… “Proprio così, dando il 100 per 100 ogni santo giorno”. Sara Madera durante lo shooting fotografico della nazionale Under 20

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Quanti e quali ricordi mantiene dei suoi primi palleggi a Livorno? “Ho iniziato nell’U.S. Livorno, sul parquet del Pala Cosmelli. Con i ma-

Classe 2000, la Madera è stata la seconda giocatrice italiana, dopo Cecilia Zandalasini, a vincere un titolo di MVP

Sara Madera Nato: 28/06/2000 a Livorno Altezza: 185 cm Peso: 106 Kg Ruolo: Ala/centro Nazionali: 1 presenza in Nazionale PALMARÈS Bronzo U16 nel 2015, argento mondiale U17 nel 2016 e oro europeo U20 2019 (titolo MVP). Cresciuta nel settore giovanile di U.S. Livorno, Bieffe Livorno e Reyer Venezia


Basket Sara Madera durante il riscaldamento di Italia vs. Repubblica Ceca

schi sono rimasta fino all’età di 13 anni, poi, naturalmente, sono passata a giocare con le ragazze. E pure il Bieffe Livorno, come l’U.S., mi ha dato tantissimo, in particolare ci tengo a ringraziare Luca Castiglione che, oltre agli aspetti tecnici, mi ha permesso di maturato sotto l’aspetto umano”.

Sara Madera durante l’allenamento della nazionale maggiore a Cagliari

rita nel contesto della prima squadra, in Serie A”. Un’escalation che l’ha portata a vincere caterve di medaglie in nazionale giovanile: un bronzo agli Europei Under 16, un argento ai Mondiali Under 17 ed una meravigliosa medaglia d’oro agli ultimi

Il 14 novembre scorso la livornese, scuola U.S. Livorno e Basket Femminile Livorno, ha esordito in nazionale maggiore durante Italia - Repubblica Ceca Nel 2015 si è trasferita a Venezia, in una delle isole felici del basket femminile italiano: la Reyer. Cosa è cambiato nel suo modo di vivere e di interpretare il basket? “In un primo momento fui ceduta in prestito alla Reyer: giocavo sia con l’Under 20, sia in A2 a Pordenone in doppio tesseramento. L’anno successivo, dopo aver vinto lo scudetto Under 18, ho firmato il nullaosta definitivo e sono stata inse-

Europei Under 20… “Ogni partita e ogni allenamento sono stati fondamentali per la mia crescita, ma ora viene il bello. Il percorso in azzurro, in effetti, è stato un crescendo di risultati e forti emozioni, fino al titolo di Mvp dell’Europeo in Repubblica Ceca. Ripensandoci, forse è proprio la Repubblica Ceca che mi porta bene (ride, ndr)”. Lo scorso novembre, invece, è arrivata la prima convocazione in

nazionale maggiore e, appunto, l’esordio contro la nazionale Ceca… “Ma purtroppo non sono riuscita a segnare; ho avuto un paio di chance per farlo ma la palla è andata a sbattere sul ferro. Forse ho fatto un palleggio di troppo, ed è proprio sulla lettura di alcune situazioni che devo migliorare. Fortunatamente il coach (Andrea Capobianco, ndr), quando sono uscita, mi ha detto che sono stata super”. Attualmente milita a Lucca in A1, in una grande piazza e soprattutto vicino a casa. Come si sta trovando? “Credo si tratti di un’ulteriore tappa fondamentale del mio percorso di crescita. Alla Reyer, quest’anno, non avrei trovato molto spazio, quindi a Lucca verificherò se riesco a giocare in A1 con continuità e per parecchi minuti. I ritmi, rispetto ad una partita giovanile, sono vertiginosi, e anche le responsabilità che posso prendermi sono calate drasticamente. Nei campionati Under una penetrazione o un tiro in più ci stava… in Serie A, invece, no”. Una passione che vada oltre il basket?

“Devo moltissimo all’U.S. Livorno e al Bieffe, in particolare a Luca Castiglione che mi ha permesso di maturare anche dal punto di vista umano”

L’esordio di Sara il 14 novembre in nazionale maggiore a Cagliari

“Beh, i puzzle. Mi rilassano, per staccare un po’ dalle zone agonistiche della giornata”. Un sogno nel cassetto? “Non mi pongo limiti, ma l’obiettivo rimane pur sempre quello di migliorarsi, sognando magari di continuare a seguire le orme di Cecilia (Zandalasini, ndr)”. (Foto ItalBasket)

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Volley

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embra lontanissima la stagione passata a casa nella sua Livorno, al timone della squadra sponsorizzata Fonteviva che, da Massa, si era trasferita all’ombra dei Quattro Mori a causa dei problemi di adeguamento del palasport. Già alla fine della scorsa primavera, una volta portata a termine la trionfale missione sul campo con la vittoria dei playoff di serie A2 e il mantenimento della categoria Elite, Paolo Montagnani si era proiettato nella nuova esperienza professionale in Polonia. Il suo curriculum di spessore internazionale, con successi ottenuti prima in campo da giocatore poi in panchina anche extra confine (perfino in Giappone), aveva convinto la dirigenza dell’ambizioso Olsztyn a dargli una chance nel contesto di un torneo importante come quello della PlusLiga. Una scelta che sta dando ragione sia al coach classe 1968 sia alla stessa società, che punta ad un campionato di vertice dopo la delusione per la precoce eliminazione dai playoff patita la scorsa stagione. Il bilancio delle prima nove partite ufficiali in campionato parla chiaro: sette vittorie con ben 6 trasferte già affrontate, a causa di un calendario organizzato in maniera quanto mai poco ortodossa. “Sta andando bene – racconta l’ex palleggiatore di scuola Tomei - C’è stata lunga preparazione fatta di tante partite, se ne giocano molte di più rispetto all’Italia nella preseason. Poi i risultati sin qui sono buoni, e allora tutto diventa più facile. Unica difficoltà, il calendario molto particolare: un po’ perché è l’anno preolimpico e un po’ perché gli orari qui sono dettati dalla televisio-

Paolo, un livornese con qualcosa in Plus(Liga) Montagnani, alla guida dell’ Olsztyn, ha iniziato bene la sua nuova avventura nel massimo campionato polacco

Montagnani a colloquio con un suo giocatore: il coach, passato anche da un’esperienza in Giappone, è avvezzo all’inglese

una partenza a razzo con tantissimi impegni ravvicinati e agenda anomala, in alcuni casi anche con lunga striscia di trasferte consecutive. Era difficile uscire bene dai blocchi… “In Italia, dover affrontare anche cinque trasferte nei primi sette turni avrebbe fatto scoppiare una rivoluzione. Pensate che la squadra attualmente ultima in classifica ha giocato un solo impegno tra le mura amiche, oppure un’altra che attualmente è davanti a noi, ha giocato già andata e ritorno contro la stessa avversaria… Stranezze dovute anche al si-

Obiettivo playoff per la squadra del tecnico labronico, che ambisce ad andare più lontano possibile ne. C’è un canale che vanta l’esclusiva e trasmette tre gare al giorno, in altrettante fasce orarie differenti. Turni spalmati come nel calcio italiano, a mo’ di spezzatino anche tra i giorni: dal venerdì con l’anticipo fino al lunedì nel posticipo. Ma la TV offre ovviamente risorse economiche e il movimento intero ne beneficia: i palazzetti sono colmi di tifosi in qualsiasi collocazione temporale, malgrado i turni infrasettimanali. Il nostro palasport è capace di ospitare 3500 spettatori ed è stato tutto esaurito per le prime due giornate. C’è un gran tifo, molto corretto”. Il calendario però stato davvero molto compresso a causa degli impegni per le qualificazioni olimpiche, con 12

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stema di accordi diretti tra le società e non programmate dalla Federazione, a seconda della disponibilità degli impianti. Anomalie che paiono incredibili, se si pensa che è il campionato più seguito d’Europa: forse qualcosina da rivedere ci sarebbe…” Altri due ostacoli da superare sono inevitabilmente quello linguistico per comunicare con squadra e ambiente e magari qualche differenza nella maniera d’intendere la pallavolo rispetto all’Italia. “Dal punto di vista tecnico, la conduzione arbitrale è molto più aperta e permissiva, soprattutto nella tecnica. Questo a volte va scapito della qualità: per lo spettatore il gioco è più fluido e godibile ma per l’addetto ai lavori, più purista,


morire sul nascere anche quest’ulteriore opportunità. La realizzazione sarebbe un valore aggiunto per la città e non solo per il volley, che aveva comunque visto nei mesi scorsi un incremento degli iscritti tra i bambini, sul traino dell’entusiasmo portato dalla presenza della prima squadra in A2. La positività che si respirava l’anno scorso al palaBastia anno scorso era contagiosa. Qui in Polonia, ad esempio, in ogni impianto c’è sempre servizio di intrattenimento per i bambini per agevolare l’afflusso delle famiglie alle partite. Sono piccole cose da prendere ad esempio per crescere…” Ultima considerazione: come si spiega l’esplosione di talenti labronici tutta al femminile come le nazionali Pietrini, Fahr e l’emergente Graziani a dispetto dell’evidente disparità di prospetti latitanti invece in campo maschile? “Il 70% del movimento dei tesserati a Livorno è declinato al femminile: le probabilità di pescare un talento in questo serbatoio più ampio sono naturalmente maggiori. Il caso della Pietrini poi è particolare: Madre Natura ha messo parecchio del suo, senza togliere che sono state bravi pure società e addetti ai lavori che hanno creduto in questa esplosione. Però anche al maschile, malgrado i numeri più ridotti, la qualità dei prospetti emergenti non manca: Lorenzo Caproni, nato nel Tomei e già a Santa Croce per allenarsi con il gruppo di serie A. Oppure i fratelli Riposati, di scuola Torretta, passati dal Tomei e ora nell’ ottica della massima serie. Certo, la frammentazione tra i club della stessa disciplina, oltre alla concorrenza tra sport ‘affini’ come può essere ad esempio quella con il basket, non fanno bene in una piazza limitata come quella labronica”. (Foto pagine FB Fonteviva e Indykpol ASZ Olsztyn)

Volley

noi. Andiamo avanti però giorno per giorno, anche a livello personale: il mio contratto scade alla fine della stagione, il mercato dei giocatori è molto precoce e a gennaio il grosso delle cessioni – acquisti per l’anno dopo viene già deciso – svela Montagnani – Il lavoro sta andando bene, non solo sotto il piano dei risultati ma anche durante la settimana: ho rischiato introducendo qualche novità nei sisteIl coach cresciuto nel Tomei punta a far bene nei playoff mi di allenamento e quedella Plus Liga ste scommesse, calcolate, certe decisioni a volte sono davvero dure stanno pagando. C’è interesse e partecida mandar giù – puntualizza l’allena- pazione anche da parte del gruppo, la sotore dei biancoverdi – Poi la pronuncia cietà mi ha dato carta bianca e i giocadel polacco è veramente difficile, più osti- tori hanno accettato il dialogo, sforzanca persino del giapponese. Qui comunico dosi di capire anche qualche esercizio più soltanto in inglese. A ora, il mio vocabo- particolare…” lario polacco arriva al massimo a 30 terTante piccole soddisfazioni che mamini. Però loro conoscono bene l’italia- gari hanno contribuito a lenire il finano, soprattutto le parolacce, visto che in le amaro dell’avventura livornese, con tanti connazionali mi hanno preceduto il Fonteviva che, vista la latitanza di in questo torneo. Quest’anno ci sono an- sponsor economici a supporto, è stato che Anastasi, che viaggia in testa, e San- costretto a cedere il titolo sportivo di tilli, purtroppo però già esonerato”. serie A2 ai cugini pisani del Vbc Calci. Quali sono allora gli obiettivi stagionali? Montagnani ha iniziato con “Alla fine del girone andata, le prime 7 successi in 9 giornate la sua sei si qualificano per la Coppa di Polonia nuova missione in Polonia che scatta con il primo turno a gennaio, appena dopo i tornei di qualificazione olimpica – spiega Montagnani - Faremo “Lo scorso anno è stato straordinario, di tutto per esserci. In campionato inve- con un finale sportivo bellissimo – anace si punta all’ingresso playoff, poi ce la lizza il tecnico, senza rancore - Ho fatgiocheremo: tra l’altro, formula permet- to di tutto: all’inizio, per convincere della te di giocarsi un primo turno accettabi- bontà del progetto legato al trasferimenle, perché non si incrociano ottava con- to a Livorno. Poi ho provato a consertro prima e via dicendo, come avviene da vare lì la pallavolo di vertice, a difendere in tutti i modi la mia città, sul campo e fuori, anche quando sarebbe stata facilmente attaccabile anche agli occhi della proprietà massese. Purtroppo, senza fare polemiche politiche, l’Amministrazione uscente ha perso la serie A e quella entrante, pur avendo avuto la possibilità nei primi giorni del mandato di far qualcosa, alla fine non è riuscita a far verificare tutte le condizioni indispensabili e necessarie al proseguimento dell’avventura”. Non tutto pare perduto però per il futuro della pallavolo all’ombra dei Quattro Mori… “Voglio ribadire che è lo scorso agosto è partito un progetto importante, abbiamo presentato una manifestazione d’interesse per la costruzione di un villaggio sportivo. A novembre però, non si è mosMontagnani ha vinto anche una Coppa so ancora niente: gli imprenditori intedelle Coppe come giocatore e una ressati non possono seguire i tempi eleCoppa Kurowashiki alla guida del fantiaci della burocrazia. Non facciamo Suntory Sunbirds

Paolo Montagnani Nata: 28/06/1968 a Livorno Club precedenti: Da giocatore: Tomei Livorno, Calenzano, Agrigento, Milano, Torino Parma, Cagliari, La Spezia, Cosenza, Pineto. Da allenatore: Tomei, Latina, Pineto, Taranto, Padova, Suntory Sunbirds, Città di castello, Molfetta, Tuscania, Massa, AZS Olsztyn. PALMARÈS 1992-93 - Coppa delle Coppe: 1 2013 - Torneo Kurowashiki: 1 L’Almanacco

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Giornata Olimpica 2019, una sfilata di campioni Premiati atleti e società di varie discipline. Ospite d’onore, il comico imitatore cecinese Ubaldo Pantani

CONI point

È

tornato l’appuntamento rituale, immancabile, con la celebrazione delle eccellenze sportive di città e provincia. Nel suggestivo scenario della Sala Marconi dell’Hotel Palazzo di Livorno, il Coni provinciale ha offerto nuovamente una ribalta meritata e importante ai campioni labronici attraverso la Giornata Olimpica 2019. La cerimonia, che ha visto l’intervento delle massime autorità cittadine, è stata l’occasione per consegnare riconoscimenti sportivi a numerosi dirigenti, atleti, tecnici e società sportive di Livorno e provincia. Tutti insieme per festeggiare un 2019 ricco come al solito di vittorie e risultati significativi.

Il salone dell’ Hotel Palazzo gremito di sportivi e addetti ai lavori in platea

Quintavalle premia Marco Volpi, pescatore pluricampione del mondo, con la Medaglia d’oro al Valore Atletico

“Per il mondo dello sport livornese si tratta del momento più importante della stagione - ha tenuto a precisare il delegato provinciale Giovanni Giannone - l’occasione per fare conoscere a tutti cosa la provincia di Livorno riesce ad esprimere a tutti i livelli: dagli atleti ai tecnici ai dirigenti, ai concittadini illustri che portano in giro per il mondo il nome della nostra bellissima provincia, veri ambasciatori dello sport come Ubaldo Pantani. Lo sport che non è solo risultati di grande rilievo ma anche integrazione, socializzazione, crescita dei valori per i tanti giovani che praticano lo sport”. Il comico imitatore è stato difatti insignito con un pre-

Riconoscimento speciale al giovane Maurizio Ermacora, protagonista ai Mondiali di jolette, da parte di Giannone e Pantani

mio speciale, dopo una meravigliosa parodia di Massimiliano Allegri. Al suo fianco, anche l’olimpionica del judo e altra cecinese doc Giulia Quintavalle. Ecco nel dettaglio le principali onorificenze assegnate: Stella d’Argento al Merito Sportivo: Bonciani Marco, Nicoletti Edoardo, Basket Cecina. Stella di Bronzo al Merito Sportivo: Andromedi Marco, Brilli Giuliano, Cerrai Claudio, Pagano Annette, Parietti Elio, Sciacca Giuseppe, Accademia della Scherma, Volley Cecina, Circolo Damistico Livornese. Medaglia d’Oro al Valore Atletico: Volpi Marco (pesca e attività sub.). Medaglia d’Argento al Valore Atletico:

Palma di Bronzo al Merito Tecnico: Bedini Roberto (atletica leggera), Maltinti Enrico (vela), Mammarella Sergio (pesistica), Orlandini Giancarlo (pallavolo), Poggetti Luca (pallavolo). Palma d’Argento al Merito Tecnico: Dami Roberto (karate). Premi speciali per i risultati ottenuti durante la stagione 2019: alle A.S.D.: Pro Livorno Sorgenti, Unione Canottieri Livorno, U.S. Castiglioncello Calcio, Tennis San Vincenzo, Acli Basket Femminile; ai Giornalisti Ubaldo Pantani e Sandro Lulli; agli atleti Maurizio Giusti, Maurizio Ermacora, Salvatore Esposito, Irene Cipriani, Noemi Esposito, Simone Petricci, Sara Madera, Alessandro Torzoni, Diletta Vallery, Gabriele Detti, Francesco Meucci, Lorenzo Martelli, Diego Cavataio, Melissa Falaschi, Fran-

Tanti i riconoscimenti per atleti di Livorno e provincia che anche nel 2019 hanno rinnovato la tradizione vincente del nostro territorio Arnone Lorenzo (pesca e attività sub.), Canovaro Alessandro (canottaggio sedile fisso), Farh Sarah Luisa (pallavolo), Mungai Francesco (pesca sportiva), Pietrini Elena (pallavolo). Medaglie di Bronzo al Valore Atletico: Aprile Giulia (atletica leggera), Bussotti J. Joao (atletica leggera), Conti Francesco (pesca sportiva), Di Paola Teodoro (pesca sportiva), Falciani Alessandro (pesca sportiva), Fangio Francesca (nuoto), Iannattoni Simone (lotta), Marrocco Salvatore (paracadutismo sportivo), Panariello Federico (pesca sportiva), Stoyanov Niagol Ivanov (tennis tavolo), Turrini Federico (nuoto), Vitali Michele (pesca sportiva).

cesco L. Benucci, Aldo Montano, Matteo Bernini, Nicola Volpi, Lorenzo Rosso, Filippo Scotto, Said Ahmed Hmoudi; al tecnico Massimo Giuliani; al dirigente Giovanni Ferretti. Atleti Trofeo Coni 2019: Truono Sara, Bellatalla Matilde, Poltri Michele, Gabiccini Silvia, Susini Chiara, Mori Lorenzo, Andreini Giovanni, Cavallini Marta, Mannucci Davide, Milani Margherita, Brunelli Felicetti Federico, Bacci Vittoria, Del Gratta Sara, Ambrosini Cristian, Arzelà Fabio, Gronchi Alice, Cantini Elisa, Cerri Anna, Bernardeschi Giulia. Accompagnatori Trofeo Coni 2019: Fancelli Ivo, Paolo Pavoletti, Bellucci Roberto, Pellegrini Ilenia, Cerri Gaia.

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Ciclismo

Bevilacqua, il grande salto da PRO Mattia, classe ’98, è pronto al debutto tra i ‘big’ con il Team Neri – Selle Italia - KTM

Mattia morde la medaglia di n° 1 d’Italia Juniores

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uello appena terminato è stato per Mattia Bevilacqua, speranza labronica della bicicletta, l’anno della svolta agonistica. Già campione nazionale a livello juniores nel 2016, la carriera del corridore svezzato e cresciuto in sella prima nel Gruppo Sportivo Montenero e poi nel GS Coltano, pareva aver subito una brusca frenata a causa di ripetuti infortuni che ne avevano condizionato la crescita nella seconda metà del 2018. Il 2019 invece, è stato l’anno del riscatto: podio al 58° Gran Premio Montanino, nella provincia fiorentina, altri 5 piazzamenti nei primi

10 delle classifiche generali nelle varie gare nazionali Elite Under 23 affrontate, un buon bilancio della prima corsa a tappe, in un contesto internazionale, affrontata da tre anni a questa parte: il CCC Tour in Polonia chiuso con un quarto posto di tappa. Poi l’esperienza ‘in rosa’ al Giro d’Italia di categoria con la maglia del Team Franco Ballerini Under 23 (un nono e un decimo posto nelle prime tre tappe), un altro quarto posto al Gp Città di Empoli e la ciliegina sula torta con la chiamata per lo stage alla Neri, con tanto di trasferta asiatica e antipasto di debutto nel professionismo lungo le strade cinesi del Tour of Taihu (chiuso al quinto posto nella classifica dei giovani).

“Quello tra i Pro sarà un grande salto in avanti: bisognerà sapersi far voler bene dalla squadra e rendersi utili” si augura Mattia “Nel complesso è stata una buona annata, rispetto ad altri anni passati con infortuni che mi hanno costretto a fermarmi – racconta soddisfatto Bevilacqua - Questa volta invece ho avuto continuità e, tranne le classiche del mese di aprile dalle quali mi aspettavo qualcosa di più, in generale mi sono difeso abbastanza bene. Dal Giro in poi, dopo essere stato a Livigno in preparazione, ho chiuso bene la stagione. E lo stage con la Neri ha messo la ciliegina sulla torta, consentendomi di fare il salto tra i professionisti”.

Un sogno che si realizza e che, in fin dei conti, Mattia non aveva mai del tutto riposto nel cassetto. Neanche durante i momenti più bui. “A metà stagione non ero sicuro di potercela fare – - Avevo fatto qualche piazzamento ma non ero riuscito a vincere. Poi le voci della possibilità di uno stage sono trapelate e un pensierino al professionismo sono tornato a farlo: alla fine, questa promozione sono co-

Mattia Bevilacqua Nato: 29/11/1990 a Livorno PALMARÈS 2016 - 2 nella Trofeo Città di Loano, (Loano, Allievi), Loano (Liguria), Italia °

2016 - 1° nella Campionato Nazionale, Strada, Allievi, Italia, Solbiate Arno (Lombardia), Italia 2017 - 10° nella GP Industrie del Marmo, (Carrara), Carrara (Toscana), Italia 2017 - 5° nella GP Ezio del Rosso, (Montecatini Terme), Italia 2018 - 8° nella Trofeo Piva Banca Popolare de Vincenza, (Vincenza, U23), Italia 2018 - 9° nella Trofeo Edil C, (Collecchio (a)), Italia 2018 - 5° nella GP Industria e Commercio - Tr. Città di San Vendemiano, (San Vendemiano, U23), Italia 2018 - 7° nella Gran Premio della Liberazione, (Roma, U23), Italia 2019 - 4° nella GP Industria del Cuoio e delle Pelli, (Santa Croce sull’ Arno), Italia 2019 - 4° nella 4a tappa Tour of Taihu Lake, Suzhou (Jiangsu), Cina 2019 - 9° nella 5a tappa Tour of Taihu Lake, Jurong (Jiangsu), Cina

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Ciclismo

sigli: loro sono stati pro qualche anno fa. Sarà un grande salto in avanti, bisognerà sapersi far voler bene dalla squadra e rendersi utili, serve tempo per crescere nei risultati. L’obiettivo alla portata è quindi rivelarsi un riferimento per la squadra e magari poi togliermi qualche soddisfazione personale in gare di seconda fascia, come già avvenuto in Cina”.

“A metà stagione non ero sicuro di potercela fare. Avevo fatto qualche piazzamento ma non ero riuscito a vincere (…) alla fine, questa promozione me la sono comunque guadagnata con i risultati ottenuti in strada”

La grafica che ha annunciato il debutto tra i professionisti al Tour of Taihu Lake

munque guadagnata con i risultati ottenuti in strada”. Una crescita atletica che è andata di pari passo a una maturazione mentale. “Sono sicuramente cresciuto sotto il profilo psicologico – è la spiegazione del 21enne - In qualche modo, le batoste mi hanno fatto crescere. Ho capito che se le cose non girano bene un mese, come ad esempio è stato a luglio, non è detto che sia tutta fatica vana. Anzi: restando tranquillo, conscio che mi stavo allenando comunque bene, i frutti sono maturati poi tra settembre e ottobre.”

Adesso, neanche il tempo di rifiatare un mese, che la preparazione per l’importante giro di boa è già scattata. “Da metà gennaio si riprende a gareggiare: l’esordio ufficiale dovrebbe arrivare in Venezuela o Argentina – è l’agenda di Bevilacqua - Il mio ex Direttore Sportivo, Andrea Bardelli, così come Luca Scinto che mi dirigerà l’anno prossimo, mi hanno già dato indicazioni importanti per affrontare questa nuova realtà. In più, Passuello e Cipolletta, due ex professionisti che vengono da queste zone, sono altri riferimenti ai quali ho già chiesto con-

“Le batoste mi hanno fatto crescere. Ho capito che se le cose non girano bene un mese, non è detto che sia tutta fatica vana. Se ti alleni bene, prima o poi i risultati arrivano”

Bevilacqua con la nuova casacca del Team Neri Selle Italia – KTM durante il Tour in Cina

Insomma, come si suole dire in maniera quanto mai azzeccata in questo caso, testa bassa e pedalare. “Ringraziamenti doverosi per tutti gli addetti ai lavori con i quali ho avuto a che fare sino ad oggi, sin da bambino con il GS Montenegro, GS Coltano e Team Franco Ballerini – ci tiene a ribadire con umiltà il neo pro – Grazie a chi ha creduto in me, compresi i ragazzi con i quali condivido le uscite di allenamento in bici qui a casa, che mi incitano sempre anche quando le cose vanno male” . Perché la tradizione del territorio è di lunga data, si sono susseguiti fior fiore di predecessori illustri: dal mito di Olimpo Bizzi, arrivando sino ai giorni nostri con i vari Passuello, Cipolletta, Favilli, Mucelli, Ulissi e soprattutto il campione del mondo ed olimpico Paolo Bettini. Ma il testimone della storia della Livorno ciclistica Mattia l’ha già raccolto. (Foto: Team Franco Ballerini Albion U23 e Team Neri – Selle Italia – KTM)

Bevilacqua in maglia Team Ballerini, dov’era tornato quest’anno per riprendersi da un’annata travagliata a causa degli infortuni

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Nuoto

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ove c’è Gabriele Detti, c’è medaglia: dopo bronzo iridato a Gwangju (Corea del Sud) la scorsa estate, il bimbo di Ardenza è andato a prendersi anche il terzo posto europeo, sempre nei 400 Stile Libero, fra le corsie del Tollcross Aquatics Swimming Center. La rinuncia di un anno fa a causa dell’infortunio alla spalla, proprio nella terra di Brave Heart, all’Europeo di vasca lunga, proprio non gli era andata giù. Così Gabriele ha messo in acqua cuore, impeto e sete di riscatto, raccogliendo un’ottima medaglia di bronzo nei suoi 400 Stile Libero chiusi a 3’38’’09 nella giornata d’apertura della XX edizione dei campionati Europei di nuoto in vasca da 25 metri.

Euro Livorno in vasca a Glasgow Detti (bronzo sui 400 stile), Ciampi e Fangio protagonisti ai Campionati continentali in vasca corta

Per il bimbo di Ardenza si tratta della quinta medaglia europea in vasca corta Un podio, di prestigio, che ha lasciato comunque un pizzico di amaro in bocca al livornese, a fronte di una gara che lo ha visto saldamente in seconda posizione per 375 metri, alle spalle di un clamoroso Danas Rapsys (oro in 3’33”20, record dei campionati), salvo poi subire il ritorno del britannico Thomas Dean dalla corsia 1. Il 24enne - allenato al Centro Federale di Ostia dallo zio e tecnico federale Stefano Morini, doppio bronzo olimpico a Rio 2016, nonché campione del mondo negli 800 Stile Libero a Budapest 2017 - ha nuotato un decimo meglio del mattino, aggiudicandosi la sua quinta medaglia europea in vasca corta (due argenti e tre bronzi), dove però non è mai salito sul podio più alto: “Salvo solo la medaglia - ha commenta-

Gabriele Detti e Matteo Ciampi al termine della batteria dei 400 Stile Libero

to a caldo e un po’ a sorpresa Detti - non è andata come volevo. Probabilmente ho sbagliato un po’ la tattica di gara, basandomi solo su Rapsys. Però va bene così, la medaglia c’è, si prende e si porta a casa”.

Ai piedi del podio l’altro porta colori labronico, Matteo Ciampi: il ragazzo originario di Latina (classe 1996) - da 4 stagioni in forza al Nuoto Livorno sotto la sapiente guida di Stefano Franceschi, altro tecnico federale dello staff azzurro -

“Questa vasca mi aveva regalato, un anno fa, una stupenda medaglia di bronzo con la staffetta 4X200 Stile Libero” ha ricordato emozionato Ciampi

Gabriele Detti sul terzo gradino del podio, con in mano la medaglia di bronzo

Matteo Ciampi, sul blocco di partenza delle batterie dei 400 Stile Libero 18

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Due record personali per Ciampi, che si è fermato però ai piedi del podio

Gabriele Detti all’uscita dalla subacquea

Nuoto

Poca fortuna, per Ciampi e Detti, nelle restanti gare disputate a Glasgow: il primo ha chiuso il suo positivo Europeo, da de-

buttante nelle gare individuali, al 15° posto nei 200 Stile Libero (1’44”18), mentre il secondo non ha superato le batterie dei 1500, distanza che è tornato a nuotare a distanza di due anni e completata a 14’41’’67. Il secondo legno di stampo labronico, dopo quello di Ciampi, porta la prestigiosa firma di Francesca, ma per tutti Chicca, Fangio: la 23enne ranista, un passato in cuffia Nuoto Livorno ma oggi tesserata per InSport Rane Rosse, si è dovuta infatti fermare ai piedi del podio per un soffio. Quarta, preceduta proprio dalla compagna azzurra Martina Carraro,

ha confermato di attraversare un ottimo momento, confermandosi solido e in forma come non mai, tanto da polverizzare per ben due volte il precedente primato personale (3’39”64), in batteria 3’38”79 e in finale 3’38’’96 al cospetto dei gran-

Non è stato sufficiente alla Fangio ritoccare ulteriormente il suo personale che in precedenza a Genova le era valso il nuovo record italiano sulla distanza dissimi del vecchio continente, fra i quali adesso c’è pure lui. “È stato bello ed emozionante - ha dichiarato Ciampi - questa vasca mi aveva regalato, un anno fa, una stupenda medaglia di bronzo con la staffetta 4X200 Stile Libero, mentre oggi (ieri, ndr) è arrivato un legno che, comunque, mi servirà per maturare ulteriormente”.

La Fangio durante la finale europea dei 200 Rana bravissima nel centrare una medaglia di bronzo di valore alle spalle della trionfatrice russa Mariia Temnikova (2’18″35 il suo crono) e dell’argento britannico di Molly Renshaw (2’19″66). Non è stato sufficiente alla Fangio (peraltro molto aggressiva sin dall’uscita dal blocco e ancora al terzo posto all’ultima virata…) ritoccare ulteriormente il suo personale che in precedenza a Genova, in occasione del Nico Sapio, le era valso il nuovo record italiano sulla distanza. La livornese ha toccato la piastra in 2’19″99 ma la connazionale Carraro ha fatto ancora meglio, prendendosi in volata pure il nuovo primato nazionale (2’19″68, con un personale migliorato di oltre un secondo visto che la miglior performance della ligure era quella fatta registrate a Londra il 23 novembre scorso con 2’20″96). Ciampi in azione per un brillante quarto posto sui 400 Stile Immagini Deepbluemedia / Insidefoto

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Federico è nipote d’arte di Fabrizio Mori, l’ex campione Mondiale di atletica sui 400 ostacoli a Siviglia ’99 e fratello di Rachele, azzurrina e primatista nazionale nel lancio del martello

Federico Mori, l’anno delle prime volte

Rugby

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ederico Mori ha decisamente un feeling particolare e positivo con le ‘prime volte’ sportive. E di debutti il talento livornese che da quest’anno gioca nel massimo campionato nazionale (il cosiddetto Top 12) nelle fila del blasonato Calvisano, quest’anno ne ha collezionati parecchi.

È stato un 2019 ricco di debutti per il livornese: dai Mondiali U20 alle emozioni in TOP12 e PRO14

Dopo l’avventura vissuta in azzurro quest’estate ai Mondiali Under 20 in Argentina, chiusa con un onorevole nono posto generale e la gioia di aver segnato nel match finale vinto contro la Georgia, Mori ha messo nuovamente la palla ovale a terra anche in occasione dell’esordio internazionale a livello di club nel corso della breve parentesi pre stagionale vissuta a Parma con le Zebre: una meta che resterà nell’album dei ricordi del talentuoso nipote d’arte di Fabrizio Mori, l’ex campione MondiaIl trequarti centro in possesso del pallone nel match di Pro14 a LLanelli, in Galles (foto Alessio Ghiorzi)

le di atletica sui 400 ostacoli a Siviglia ’99, visto che è stata siglata in un contesto prestigioso come il mitico Murrayfield Stadium di Edinburgo durante l’impegno di Pro14 contro i locali scozzesi. Con i gialloneri lombardi ‘Chico’ è stato poi impegnato nuovamente in ambito conti-

re che rappresenta un’altra, ennesima tappa di una carriera al top. “L’assaggio internazionale con le Zebre è stata un’esperienza aggiuntiva che mi ha fatto crescere, però l’obiettivo vera era riuscire subito a far bene con Calvisano - spiega Mori - Sono contento di aver iniziato bene la Top12 e aver esordito in Challenge Cup, cosa che arricchisce sia a

“A livello di squadra, il target è centrare in playoff e poi provare a vincere l’ottavo scudetto. Per me invece, sogno l’esordio in nazionale maggiore” confessa il livornese nentale sul terreno dei transalpini pirenaici del Pau per la seconda giornata della Challenge Cup, peraltro dopo essere già andato nuovamente a segno anche nel massimo campionato nazionale contro il Rugby San Donà (ironia del destino, una gara diretta proprio da un fischietto labronico come Riccardo Angelucci). Per il classe 2000, sul campo dello Stade du Hameau, una gara da titolaIn maglia Zebre, con le quali ha giocato la prestagione mentre la nazionale maggiore era impegnata nei Mondiali giapponesi (foto Zebre Parma)

Federico Mori Nata: 13/10/2000 a Cecina Altezza: 188 cm Peso: 106 Kg Ruolo: Primo centro (interno) Nazionali: Itala Seven, Italia U 16, Italia U 18, Italia U 20 Club precedenti: Accademia Nazionale “Ivan Francescato”, Granducato Rugby, Livorno Rugby, Rugby Calvisano L’Almanacco

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Rugby

forza a livello continentale al momento”. Impegni da far tremare le gambe a chiunque e che invece Mori, ad appena 19 anni pare vivere con la maturità di un veterano. Merito anche delle recenti esperienze vissute dal ragazzo, uscito dal vivaio Etruschi per approdare all’Accademia FIR ‘Ivan Francescato’, che gli ha permesso di assaggiare la serie A e

Una nuova realtà ben differente da quella livornese. All’ombra dei Quattro Mori comunque la storia del rugby vanta interpreti illustri e una tradizione che pare trovare nuovo vigore proprio in questi ultimi tempi, grazie al ritrovato derby di serie B, peraltro andato già scena all’andata tra Rugby Livorno e Lions Amaranto (il resoconto della stracittadina si può leggere nella pagina seguente). “Il fatto di avere due squadre ‘cugine’ che partecipano allo stesso campionato fa bene a tutto il movimento, giovanili comprese - è il parere del trequarti centro -

“La difficoltà maggiore nello sbarco in TOP12 sono stati l’impatto con il ritmo ben più elevato e i contatti fisici molto più probanti rispetto alla serie A” farsi le ossa per il successivo grande salto. “In Accademia, il metodo di lavoro era già molto vicino a quello che in settimana si affronta in una squadra professionistica di alto livello - racconta Mori - D’altro canto, il progetto federale è proprio quello di introdurre e preparare i futuri giocatori della massima serie nazionale ad essere pronti al confronto con le realtà che disputano le coppe celtiche. Non ho trovato quindi tanta differenza nell’organizzazione del metodo di allenamento, quanto poi ovviamente nella velocità, nel ritmo e negli impatti fisici degli avversari in campo al fine settimana: sotto questo profilo, il gap netto tra serie A e Top12 l’ho testato sin dal fischio d’inizio della prima partita”. Eppure anche la ‘prima’ in campionato è andata a dir poco bene, con tanto di soddisfazione personale…

Mori impegnato in campo da titolare contro San Donà (foto Stefano del Frate)

livello personale sia la squadra: confrontarsi con avversari tra i più forti d’Europa difatti non può che far crescere indistintamente tutti quelli che hanno la fortuna di andare in campo”. Rispetto agli altri debutti importanti vissuti in questo intensissimo 2019, solo con il Pau, nonostante la pesante sconfitta, è mancata la ciliegina sulla torta a livello personale… “Siamo andati vicini a segnare già volte, peccato non aver finalizzato di più e meglio - è il piccolo rammarico del numero 12 - È stata comunque un’emozione unica, debuttare in uno dei tornei più importanti del mondo. Ho provato un grande piacere, malgrado alla fine si arrivata una sconfitta contro un’avversaria che rappresenta la terza

Questo significa un incremento di pubblico sugli spalti, maggiori motivazioni con lo spirito di sana rivalità che è quel qualcosa che rappresenta un valore aggiunto per crescere”. E qual’è l’obiettivo sportivo che stimola Mori per il prossimo futuro? “A livello di squadra, il target è centrare i playoff e poi provare a vincere l’ottavo scudetto - non si nasconde il livornese Io vorrei proseguire la crescita individuale, giocarmi le chances per la conferma in nazionale under 20 visto che alle porte ci sono Sei Nazioni e Mondiali da affrontare. Mettermi in luce e dire la mia per una futura convocazione per la selezione maggiore”. È da un po’ di tempo che non ci sono livornesi convocati con l’Italia A e l’intenzione di ‘Chico’ è quella di seguire il solco dei tanti illustri predecessori.

Mori è andato in meta ai Mondiali U20 contro la Georgia, poi in PRO 14 a Edinburgo e nella TOP 12 con la nuova casacca del Calvisano

Con la sorella Rachele, durante un impegno con la selezione azzurra: una famiglia davvero con lo sport nel Dna 22

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“Da giocatore, penso sempre a far bene in allenamento e guadagnarmi fiducia di allenatore e compagni. Pensare solo a far bene la domenica, impegnandomi al 100%. Tutto viene di conseguenza - è il mantra del labronico, fratello di quella Rachele anche lei sportiva emergente nell’atletica (lanciatrice già titolata a livello italiano nel martello e convocata più volte con la rappresentativa italiana giovanile). Calvisano poi è una realtà piccola ma dove, storicamente, si vive il rugby a 360 gradi: qui tutto gira intorno alla società giallonera. Per noi giocatori è un grande stimolo avere tutto questo seguito: sia sugli spalti ma anche semplicemente per strada, con la gente che ti ferma per chiederti una foto o un autografo”.

Mori in nazionale under 20, che lo aspetta per affrontare Sei Nazioni e Mondiali anche nel 2020 (foto Federugby)


Il derBy storico va al Livorno Rugby

Rugby

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na splendida festa dello sport, per uno ‘storico’ derby emozionante e di spessore, che ha confermato le qualità delle due squadre cittadine, destinate a recitare un ruolo di tutto rispetto nel torneo. Il Livorno Rugby si è imposto sui Lions Amaranto Livorno 21-11 (2 mete a 1). I biancoverdi – in lotta per salire di categoria – hanno, nel complesso, legittimato l’affermazione, ma un margine meno vistoso avrebbe rispecchiato con più fedeltà l’andamento della sfida, a lungo viaggiata sui binari dell’equi-

La prima stracittadina in serie B se la aggiudicano i biancoverdi ma onore ai Lions. Una festa per la palla ovale labronica, davanti a un pubblico mai così presente

Numerosissimi i tifosi amaranto che hanno sfidato il maltempo e cercato di spingere i propri beniamini. Il derby ha pienamente mantenuto le promesse. Partita vera, mai cattiva, ma di grande intensità agonistica. Livorno Rugby nettamente superiore nelle mischie ordinate, Lions nettamente più Malgrado il maltempo, al ‘Montano’ si è visto il pubblico organizzati neldelle grandi occasioni le lotte in touches. librio. Solo nel finale, i biancoverdi di I biancoverdi sfruttano un miglior approccio (ed il lavoro della prima linea) casa hanno scavato il definitivo solco. I ‘Leoni’ avrebbero meritato il punti- per guadagnare una punizione che l’acino relativo al bonus-difesa, che scat- pertura Canepa indirizza tra i pali: 3-0 ta come noto in caso di sconfitta con un al 5’. Veemente la reazione degli amamargine inferiore alle otto lunghezze. ranto, che rubano quantitativi induI Lions, così come accaduto sette gior- striali di rimesse laterali e trovano, con ni prima nella sfida interna con il Mo- il piazzato dell’apertura Rolla (uno dei dena, hanno saputo creare non pochi tanti ex), i punti del momentaneo paimbarazzi ad un avversario più quota- reggio: 3-3. Ben presto il Livorno Rugto e ambizioso. Insomma, la neo-pro- by rimette – in modo definitivo – il naso mossa squadra amaranto può guardare avanti. È il 20’ quando l’iniziativa in agilità al futuro con fiducia ed ottimismo. Nel prossimo turno, il 17 novembre, i Lions del mediano di apertura Gesi viene fiospiteranno il CUS Siena. Sarà la pri- nalizzata in meta dal tallonatore Bufama di una mini-serie di gare da giocar- lini: 8-3. I Lions, ancora con un penalsi al cospetto di avversari non di prima ty di Rolla, tornano in scia: al 24’ il tabellone indica il punteggio di 8-6. In mifascia.

schia chiusa, i ‘padroni di casa’ biancoverdi costringono gli avversari a ripetute irregolarità, con la prima linea ‘ospite’ incapace di adattarsi al metro arbitrale. Canepa sigla un altro piazzato (11-6 al 30’). Su segnalazione del suo assistente Crimi, il direttore di gara Vidackovic rovescia una punizione inizialmente assegnata in attacco agli amaranto ed estrae il cartellino giallo sotto il naso del flanker Cortesi (altro ex). In momentanea superiorità numerica, i biancoverdi allungano (con un difficile piazzato di Canepa) e chiudono il primo tempo sul 14-6. Nella ripresa, sotto una pioggia a tratti torrenziale, la musica non cambia: mischie ordinate tutte biancoverdi, touche (quasi) tutte amaranto. Al 18’, su segnalazione dell’assistente Antonazzo, espulsione temporanea per il terza ala e capitano dei biancoverdi Merani. Con l’uomo in più nel pacchetto, partendo da una situazione di rimessa laterale, gli amaranto vanno in meta con il giovanissimo pilone Andrea Bertini II (omonimo del seconda linea dei biancoverdi, altro ex). La successiva (non facile) trasformazione di Rolla si spegne sul palo: 14-11. Livorno, che intanto torna in quindici, soffre, ma riesce a siglare la meta della matematica certezza del successo. A bersaglio, il terza centro Piras, dopo un disimpegno sbagliato dai Leoni nella propria area dei ventidue. Canepa trasforma per il definitivo 21-11.

La stracittadina è stata una grande festa per lo sport e per il movimento della palla ovale locale

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Trofeo Labrone 2019, successo e spettacolo

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ttimo successo in termini di partecipazione sui tappeti e sugli spalti del palabastia per l’edizione 2019 del Trofeo Labrone di lotta olimpica, una manifestazione riservata alle categorie giovanili under 13, under 15 e under 17 ma di ampio respiro internazionale. All’evento, magistralmente organizzato dai padroni di casa del Gruppo Lottatori Livornesi con il supporto economico della Cooperativa Uniporto e il patrocinio del Comune di Livorno, sono infatti intervenuti atleti in erba rappresentanti di molti club Italiani, moldavi, ucraini, lituani, spagnoli, francesi, ungheresi e inglesi. Tra questi, iscritti anche prospetti che vantano già nella bacheca personale medaglie europee e mondiali, capaci quindi di dare spettacolo e issarsi sui gradini del podio delle rispettive categorie. Sugli scudi il transalpino Rahkim Madamadov, 16enne già classificatosi terzo ai campionati iridati e a quelli continentali tra i Cadetti: dopo aver vinto la semifinale 9 a 9 per giudizio arbitrale , si è ripetuto anche in finale trionfando per superiorità. “Un onore averlo avuto a Livorno - è il pensiero di Igor Nencioni, tecnico della formazione labronica, deus ex machina dell’organizzazione nonché collabora-

Soddisfazione per Igor Nencioni, allenatore del Gruppo Lottatori Livornesi e organizzatore dell’evento internazionale ospitato al palaBastia tore dello staff tecnico azzurro, di recente promosso per la consulenza anche della nazionale femminile - La felicità supera la stanchezza quando i club stranieri ti fanno i complimenti per il livello della gara e per l’organizzazione impeccabile. Ringraziamenti doverosi a tutti i club intervenuti, allo sponsor Uniporto e al suo Presidente Jari de Filicaia e a Simone Sardi, al sindaco Luca Salvetti per la disponibilità, Giovanni Russo, Massimo Stopponi, il Comitato Regionale della FIJLKAM e ultimo, non certo per importanza, Massy Speedy Pizza ”. Peccato solo che gli atleti di punta del GLL non abbiano potuto affrontare al cento per cento l’impegno davanti al pubbli-

qualche settimana fa nel contesto dell’altro torneo internazionale ‘Volcanos’ a Clermont-Ferrand, in Francia: oltralpe, il

Unico rammarico, le condizioni fisiche precarie per Caso e Lubrano che non hanno potuto essere al 100% GLL colse un bronzo con Lubrano, un argento con Mainardi e un bellissimo oro con Caso. (foto: profilo facebook Gruppo Lottatori Livornesi)

La prima edizione del Trofeo Labrone si era tenuta nel 2018 all’Arena Astra: quest’anno, il salto di qualità al palaBastia

Nencioni in versione allenatore, impegnato a dare consigli a uno dei suoi ragazzi del GLL

co amico, a causa di infortuni e malanni fisici: Danny Lubrano risentiva dei postumi di una frattura al gomito non completamente saldata, idem per il compagno Raùl Caso (comunque capace di arrivare al bronzo) penalizzato da un ascesso dentale occorsogli proprio alla vigilia dell’evento. Molto meglio invece è andata per Matteo Mini, vittorioso malgrado l’alto livello dei contendenti. Molto bene anche Vassilj Guccini, piegato solo in finale per una medaglia d’argento importante. Terzo posto anche per Lorenzo Marchesini, non ancora ufficialmente tesserato per il GLL ma in procinto di passare tra le fila del team di via Cimarosa e terzo gradino del podio pure per Maicol Baggiani. Risultati che peraltro arrivano dopo l’altra significativa esperienza vissuta

Uno dei match vinti da Guccini, piegato solo in finale

Il gradito intervento del Primo Cittadino Salvetti anche in occasione della gara della domenica

Grande spettacolo per gli amanti della lotta, visto l’alto livello internazionale dei partecipanti

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entre la prima squadra è immersa nella lotta per tirarsi fuori, nel più breve tempo possibile, dalla zona retrocessione, il Livorno Calcio guarda al futuro con entusiasmo e qualità: nel mese di novembre, infatti, sul palcoscenico del teatro comunale di Fauglia, è stato ufficialmente presentato il progetto del nuovo centro sportivo amaranto dotato di 10 campi da calcio (6 campi da undici in erba naturale, 2 da undici in sintetico e due da nove sempre in erba), foresteria per la prima squadra, spogliatoi, palestre, lavanderie, sale conferenze e media, tribune, magazzini, piscine, campi da tennis, bar e ristorante. Un gioiello che troverà la sua ubicazione a Fauglia, in località “Poggio alla Farnia”. Ad illustrare la pianta il sindaco di Fauglia Alberto Lenzi, il direttore generale amaranto Dott. Massimo Milli, il Dott. Giorgio Sacchi del Gruppo Spinelli, il Geom. Dario De

‘Livornello’, il progetto è ufficiale Il nuovo centro sportivo amaranto sarà realtà, anche se i lavori non inizieranno prima del 2022

La squadra Primavera del Livorno Calcio 2019/2020

I primi spogliatoi saranno pronti non prima del 2022, mentre i lavori termineranno nel 2028. Costo totale dell’investimento 10 milioni di euro. Rosa e l’Architetto Andrea Tognoni: “Per cominciare i lavori, tuttavia, dovremo attendere l’ok alla variante urbanistica e purtroppo la burocratica non è mai breve”. Non a caso si stima che i primi campi (almeno 2) e i primi spogliatoi saranno pronti non prima del 2022, mentre i lavori termineranno nel

2028. Costo totale dell’investimento 10 milioni di euro. “Come spesso accade nello sport e nel calcio in particolare ha commentato Milli al sito del Livorno Calcio - le dinamiche

Un particolare dell’interno del nuovo store amaranto in piazza del Municipio

Intanto, in piazza del Municipio è stato inaugurato il primo store ufficiale del Livorno: al suo interno tutte le maglie da gara, tute, gadgets e tutto ciò che riguarda il club

Il presidente del Livorno, Aldo Spinelli 26

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aziendali sono figlie di risultati che possono essere positivi o negativi. Così, da qualche anno si era diffusa la voce che la nostra proprietà potesse fare un passo indietro, ma così non è stato. Anzi, si è verificato il contrario. Oggi la società A.S. Livorno Calcio, in linea con la propria filosofia di crescita e programmazione,


Da sinistra a destra, Silvano Siri, Massimo Milli e Aldo Spinelli

ha deciso di fare un ulteriore passo in avanti, dopo la nascita di uno store ufficiale in pieno centro città a Livorno, qui, nelle belle aree di via Poggio alla Farnia nel comune di Fauglia, prossimamente, sorgerà il centro di allenamento della prima squadra, del settore giovanile e la nuova sede. L’acquisizione è stata resa possibile dalla volontà, dalla lungimiranza e dall’impegno da parte della famiglia Spinelli. Colgo l’occasione, per ringraziare da parte della famiglia Spinelli, innanzitutto il Comune di Fauglia nella persona dell’attuale sin-

Milli: “La società A.S. Livorno Calcio, in linea con la propria filosofia di crescita e programmazione, ha deciso di fare un ulteriore passo in avanti”.

A destra il responsabile del settore giovanile Nelso Ricci, a sinistra il direttore generale Massimo Milli

Lenzi: “Questo progetto può rappresentare un’opportunità per la comunità faugliese sia in termini di afflusso turistico, sia dal punto di vista occupazionale per i nostri concittadini”.

Alcuni giocatori del Livorno durante l’inaugurazione

il personale degli uffici del Livorno Calcio, che quotidianamente svolgono tutte quelle attività preparatorie, e il Dott. Nacarlo che cura l’ufficio stampa della società ed i social, avvalendosi di validi collaboratori”. Dulcis in fundo le parole, di stima e grande soddisfazione, del sindaco Lenzi: “Questo progetto può rappresentare un’opportunità per la comunità faugliese - ha dichiarato - sia in termini di afflusso turistico, sia dal punto di vista occupazionale per i nostri concittadini. Vi saranno ricadute tangibili grazie anche all’accordo “compensati-

Calcio

daco Alberto Lenzi ma anche del precedente sindaco Carlo Carli, il ds Signorelli che sono stati i precursori della trattativa seguita con l’ausilio dell’Avv. Di Rocca con il sottoscritto, che ne hanno curato la partecipazione alle gare e relativa acquisizione, l’ingegner Giorgio Sacchi, il geometra Dario De Rosa il dott. Guidi, per il lavoro svolto fino ad oggi e che continueranno a fare ancora, tutto

vo” con il quale la società si è impegnata ad accollarsi interventi significativi sul patrimonio pubblico e/o di uso pubblico del territorio comunale”.

La pianta del nuovo centro sportivo di Fauglia

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Un poker di notizie, per restare aggiornati a tutto campo su quello che c’è di fondamentale da sapere sullo sport livornese Diana riparte da Verona

Tomei, campione d’Italia Master

Andrea Diana, dopo aver fatto le fortuna della Leonessa Brescia in Serie A, è tornato da poche settimane a respirare aria di grande basket alla guida della Tezenis Scaligera Verona (A2), principale candidata alla promozione nella massima serie, nonostante un periodo tutt’altro che sfarzoso che ha portato all’esonero di Luca Dalmonte. “Questa è la situazione che stavo cercando: un club ambizioso, serio e che permetta di esprimere al meglio il proprio lavoro – ha commentato il coach labronico in sede di presentazione - Questo è un club di categoria superiore, con un’organizzazione di alto livello. Il primo impatto è stato molto buono; chiaramente, se io sono qua, qualche problemino c’è stato. Prima di tutto mi sono messo in testa di valutare tutti i giocatori dal punto di vista fisico, poi piano piano andremo verso quel tipo di pallacanestro che a me piace”.

ll 24 novembre 2019, a San Giorgio di Nogaro (Udine), si sono svolti i Campionati Italiani di Gran Fondo e Regata Nazionale di Gran Fondo: tra i 639 iscritti delle 71 società presenti, non poteva mancare il G.S. VVF Tomei che si è presentato con equipaggi Under23, Senior e Master, coordinati in questa trasferta da Gino Montanelli e Massimo Marconcini. Il 4 di coppia Master Over 54 maschile composto da Valter Bollati, Augusto Carparelli (Monopoli 2005), Vittorio Pasqui, Leandro Mariotti, stavolta ha lasciato a casa Claudio Cecconi che aveva già partecipato alle precedenti gare. Per loro uno splendido oro con buon margine su Gavirate e Adria, rispettivamente in seconda e terza posizione. L’equipaggio labronico, con questa vittoria, ha conquistato il titolo tricolore Master di categoria con una giornata di anticipo sulle cinque previste in calendario.

Veterani, la festa si rinnova

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La tradizionale Giornata del Veterano dello sport livornese, svoltasi domenica 1 dicembre come sempre nei locali della Cassa Edile di via Piemonte, ha consumato la sua edizione numero 46. E’ stato Nicola Nisato, campione del mondo nuoto master nonché primatista mondiale, a battere la concorrenza stavolta, infilandosi al collo la medaglia del miglior ‘Atleta dell’Anno’ nominato dalla giuria della sezione labronica dell’ UNVS. Nisato infatti, da Master40 che in vasca difende i colori della della DLF Nuoto Livorno, ai mondiali estivi di Gwangju in Cina ha sfoderato una straordinaria prestazione da titolo mondiale: un crono da 8’35″85 sugli 800 metri stile libero, con tanto di Record del Mondo e Record dei Campionati (migliorato di un secondo netto il suo personale da master che aveva firmato sempre in un contesto iridato, ai mondiali di Budapest nel 2017, ndr) che cancella il vecchio limite di 8’36”41 del 2016 a sua volta griffato livornese da un veterano come Pampana.

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Labroflash: 4 notizie, in breve

“Capolavori” Allegri

Massimiliano Allegri, ex tecnico della Juventus, ha visitato nella tarda mattinata di martedì 3 dicembre, insieme all’amico di sempre Amerigo Lessi, la mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse”, al Museo della Città ai Bottini dell’Olio. Ad attenderlo il primo cittadino Luca Salvetti, oltre ad una folta schiera di giornalisti: “Amedeo Modigliani è stato una grande artista, un genio della sua epoca – ha commentato Max – per Livorno questo è un bel momento”. Allegri, livornese doc, ha giocato come calciatore in serie A. Nel 2002 conclude la sua carriera agonistica ed inizia quella di allenatore. Ha guidato Milan e Juventus, è stato eletto Panchina d’Oro di Prima Divisione e quattro volte miglior allenatore AIC. È l’unico tecnico nella storia del calcio italiano ad aver vinto cinque scudetti e quattro Coppe Italia consecutivamente.

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Campioni formato Under

Livorno’s got Talent Nuovo appuntamento con la vetrina per le tante giovani promesse multidisciplinari ‘made in Livorno’ (foto: Empoli Fc, Florentia San Gimignano, Livorno Scacchi e FIBS)

Calcio: Alessio Rossi

Calcio: Aurora Viterbo

Tocchi di talento labronico nelle selezioni nazionali giovanili U17 e U16, equamente distribuiti in campo maschile e femminile. Parliamo in primis di Alessio Rossi, centrocampista prelevato dal vivaio dell’Empoli già da sette stagioni ma originario del quartiere La Scopaia e cresciuto nell’ Academy amaranto, già un decina presenze in nazionale di categoria, è stato protagonista con due reti (segnate contro Lussemburgo e Irlanda) dei tre successi raccolti nel corso della prima fase di qualificazione agli Europei di categoria in agenda nel 2020 in Estonia. Poi, a fine anno, la nuova chiamata per due amichevoli sostenute in Francia, nella tana dei pari età transalpini presso il centro tecnico di Clairefontaine.

Aurora Viterbo. Sulle orme del quasi coetaneo, anche la portiere classe 2004 che sino alla stagione scorsa era un punto di forza delle Giovanissime Regionali del Livorno allenate da Pino Palma e da quest’anno in forza alla formazione under 17 del Florentia San Gimignano (prima in classifica nel campionato di categoria con 4 vittorie e 1 pareggio) , club la cui prima squadra milita in serie A. È stata convocata in azzurro per uno stage della Nazionale Under 16 che si è svolto presso il Centro Coni di Tirrenia. Un segnale importante per la crescita del movimento femminile anche a queste latitudini, inserita in un gruppo tutto nuovo di 23 azzurrine selezionate dal tecnico Jacopo Leandri per il raduno di 4 giorni che si è chiuso 28 novembre scorso.

Scacchi: i magnifici 5 Il capitano Raul Barbetti, Aurora Trambusti, Elia Rossi, l’under 12 Tommaso Spiller e la mascotte Ettore Sassi (under 8). Sono questi i magnifici 5 che si sono guadagnati sulle 64 caselle la possibilità di difendere i colori della Livorno Scacchi ai campionati nazionali che si sono tenuti a novembre ad Arco di Trento. Prima partecipazione assoluta alle finali tricolori, si sono fatti valere contro corazzate dello Stivale come Palermo, Ostia, Torino e Montebelluna. Quindicesimo posto, davanti ai pari grado di Cecina, partendo con una delle squadre più giovani d’Italia. Grande soddisfazione per il Maestro Andrea Raiano e all’istruttore Maurizio Soventi, accompagnatori della spedizione livornese.

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Baseball: Tommasi Frassi, Alessandro Repetti e Dario Saragaglia Tre nuovi talenti prodotti dalla storica scuola del ‘batti e corri’ all’ombra dei Quattro Mori: un trio ammesso nela lista dei 13 nominativi complessivi che frequentano dallo scorso ottobre il secondo anni dell’Accademia Toscana di Baseball. Nel mirino della Federazione quindi un trittico di promesse del Livorno Baseball che ha partecipato al primo raduno sotto la supervisione del Direttore Tecnico Marco Mazzieri. Appuntamento sul diamante ogni settimana, per crescere a maturare fino alla ripresa dei prossimi campionati di categoria, con ultimo allenamento in agenda il prossimo 15 marzo.


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