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n°30 - GIUGNO 2011

direttore: Davide Lessi

www.sconfinare.net redazione@sconfinare.net

È un giornale creato dagli studenti di Scienze Int. e Diplomatiche di Gorizia che attraverso il giornalismo vogliono confrontarsi con la realtà di confine (e non solo).

BUON COMPLEANNO SCONFINARE Maggio 2006 - Maggio 2011: CHE LUSTRO!

ALL’INTERNO: INTERNAZIONALE: ● Il narcotraffico in Messico ● Gheddafi vs. CPI

SPECIALE VIAGGI: ● Marchesano in Ucraina ● Erasmus a Rovaniemi

NAZIONALE: ● Il caso Parmalat ● Thyssen e morti bianche

SCRIPTA MANENT: ● Soffocare di C. Palahniuk ● Scrivere in Italia

GLOCALE: ● Caro Papa, quanto ci costi?

STILE LIBERO: ● Del Migrare

SconfinareSturm di Francesco Plazzotta

Questa è la foto vincitrice del concorso “Sconfinare nel Mondo” votata dai lettori sulla nostra pagina Facebook. (a pagina 8 e 9 le altre)


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Sconfinare - Internazionale

Giugno 2011

MESSICO: la realtà in rete Nel Paese più pericoloso per il giornalismo, l’informazione viaggia in Internet di Stefania Iacuzzi

Il buono, il brutto e il cattivo made in Libya La Corte Penale Internazionale vs il clan Gheddafi: giustizia sarà fatta? di Giovanni Collot


2011 Giugno

Sconfinare - Internazionale

POLONIA: tra Lech e Karol, la questione laicità E a distanza di un anno, l’incidente di Smolensk fa ancora discutere di Giacomo Manca

Suggestione o rivoluzione scientifica? Le predizioni sismiche di Raffaele Bendandi e il dibattito riguardo al terremoto previsto di Giulia Bertossi

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Sconfinare - Nazionale

Giugno 2011

NON PIANGER SUL LATTE VERSATO… Il tira-e-molla delle azioni sul caso Parmalat di Emma Schiavon

Diciotto anni : patente, auto e posto in Parlamento Proposta per l’abbassamento dell’età dell’elettorato passivo di Alessia Anniballo


2011 Giugno

Sconfinare - Nazionale

Thyssen, verdetto esemplare Quando le morti bianche diventano omicidio volontario di Emiliano Quercioli

I pavoni di cartone della Casta I nostri rappresentanti preferiscono la recita al confronto. Breve cronaca di una triste veritĂ  di Edoardo Casotti

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Sconfinare - Università

2011 Giugno

I RAPPRESENTANTI RISPONDONO.

Summa della replica all’articolo “Consiglio degli Studenti e Rappresentanti Fantasma”, apparso su Sconfinare di Aprile 2011.

L’articolo completo su www.sconfinare.net/ ?p=4303

CONSIGLIO DEGLI STUDENTI – A GORIZIA L’ 1% DEI FONDI EROGATI Di 35mila € assegnati, arrivano a Gorizia solo 325€

di Nicolas Lozito

FINANZIAMENTI DA CONS. STUDENTI

TOTALE € € 32.862,31 ATTIVITA'CULTURALI TOTALE € ATTIVITA' POLITICHE

€ 2.825,00

TOTALE €

€ 35.687,31

GORIZIA: € ATTIVITA' POLITICHE GORIZIA: € ATTIVITA' CULTURALI

€ 325,00 € 0,00

ASSOCIAZIONI ATT. CULTURALI ASAT € 412,09 FUORIONDA € 3.346,55 GET IN TOUCH € 1.023,60 MAYA € 3.346,55 MIND IN ACTION € 330,00 OPEN SOURCE € 1.521,00 OPEN YOUR MIND € 1.740,34 RUN € 2.859,70 SISM € 2.585,30 STRADE D'EUROPA € 550,60 TIME TO CHANGE € 865,79 LISTE ATT. CULTURALI AutonomaMente € 2.100,00 InFormazione Lista di Sinistra € 2.050,00 Oltre - Student Office € 1.646,07 Studenti in Movimento LISTE ATT. POLITICHE AutonomaMente € 700,00 InFormazione € 325,00 Lista di Sinistra € 750,00 Oltre - Student Office € 725,00 Studenti in Movimento € 325,00 GRUPPI ATT. CULTURALI ELSA € 2.737,68 HOBBIT € 2.763,42 MEMORIAL JH € 1.246,22 PES € 524,16 STUDENTI DI SCIENZE € 1.213,24 Fonte: www.units.it/cds/associazioni/; TOT FONDI IN. CULT. € 32.862,31 www.units.it/cds/gruppi/; www.units.it/listeattivita/. TOT FONDI IN. POL € 2.825,00 Elaborazione dati: Nicolas Lozito TOTALE € 35.687,31


2011 Giugno

Sconfinare - Università

STUDIARE ALL’OMBRA DEL CREMLINO

Il racconto di uno sconfinato alla Scuola di Diplomazia più famosa di Russia

SPECIALE ALUMNI DAY 2011

L’ALUMNA RACCONTA: INTERVISTA A BARBARA VERARDO

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Sconfinare - Speciale #30

2011 Giugno

SCONFINARE...

Ecco le foto più belle del concorso «Sconfinare nel Mondo» Per celebrare i 5 anni e 30 numeri del nostro giornale le pubblichiamo assieme ad alcuni pensieri raccolti tra gli sconfinati di ieri e di oggi.

Sconfinare è stato un epoca, un intero mondo indescrivibile che porto in tasca e tiro fuori quando ho bisogno di ricordarmi che per staccare i piedi da terra uno deve illudersi di poter raggiungere la luna. Emmanuel Dalle Mulle ...è stato infrangere barriere con il pensiero e rincorrere l’orizzonte con la propria penna. Allan-Francesco Cudicio una fusione unica di goliardia e grandi ideali Federico Faleschini ..Sconfinare è un barattolo di idee dai tanti sapori, tesoro di mercanti amici a cui un barattolo va decisamente stretto Edoardo Buonerba

..Ha rappresentato un ottimo modo di provarci con ragazze bellissime, fallendo poi sempre disastrosamente. Rodolfo Toè

Sperimentazione e contaminazione, carta e internet. Un tutt’uno tra fare e disfare alla ricerca di qualcosa di nuovo. Sconfinare melting pot. Nicolas Lozito


2011 Giugno

Sconfinare - Speciale #30

...NEL MONDO!

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..la mia connessione personale tra la lingua italiana e la cultura locale Margherita Gianessi

Amici unici, notti insonni (a impaginare), sere indimenticabili (a bere e discutere di tutto, devozione compresa). E poi la possibilità di scrivere per il piacere di farlo. Senza capi e, spesso, senza capo né coda... Davide Lessi

..I finestrini della Fiesta, Ian che suona la chitarra (oddio!), la barba di Mister Pane e Sale, l’osmiza, Volcic, Gabassi (oddio!), la torretta, il candidato che ha studiato, le sue bat-scarpe, xyz, la Lupo. Stari. Andrea Luchetta

Vogliamo fare i banali e vogliamo chiamarla famiglia? Ma noo, Sconfinare è diverso! Si spettegola e si litiga, ci si dà del fannullone o del bacchettone. Si beve e si mangia. E si scrive. Ah, e si pensa! Come ho pensato tra gli sconfinati, non ho pensato mai. Francesco Scatigna

E’ come quella prima spinta che ti danno quando impari ad andare in bicicletta. All’inizio pensi di non esserne capace, e poi ti accorgi che pedali. La cosa in più è che qui non corri da solo. Elena Bellitto

Sarà che avevamo vent’anni, eravamo incoscienti e un pure un po’ annoiati. Sarà che era primavera, e volevamo una scusa per fare anche noi gli intellettuali. per organizzare feste e -perché no- giocarci pure la reputazione. Sarà che quella torretta al sesto piano aveva un non so che di epico. Però Sconfinare io me lo ricordo faceva dei giochetti da impazzire. e non c’è niente da capire. Agnese Ortolani

..Scrivere per il piacere di scrivere, inventandosi qualcosa da scrivere aspettando la prossima cena in Frasca. Giulia Cragnolini

Passare le notti in bianco ad impaginare e la mattina svegliarsi con l’odore di inchiostro del numero appena stampato! Giovanni Collot


Sconfinare - Viaggi

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2011 Giugno

Viaggio in Ucraina Kiev, periferia e centro di tutte le Russie di Francesco Marchesano

K

iev, 22-26 aprile 2011

«Brindiamo all’amicizia fra l’Italia e…» comincia il capofamiglia, «… e la Russia!» continuo io, con un’ingenua quanto inopportuna gentilezza. «E l’Ucraina!», mi corregge Pjotr. Il mio sorriso ebete si trasforma in imbarazzo e il silenzio scende fra i commensali che posano le forchette sulla tavola imbandita, finchè lo stesso Pjotr afferma solenne: «Amicizia anche con la Russia, perché no. Siamo stati insieme per molto tempo e non siamo stati male!» Questa gaffe racconta meglio di un libro di sociologia il panorama composito e la mentalità variegata dell’Ucraina di oggi, divisa fra nazionalismo, europeismo, nostalgie sovietiche e filorusse. L’atmosfera si distende, e il tè pasquale a cui siamo stati invitati può avere inizio: patate arrosto, pesce fritto o al sugo, cetrioli in salamoia, salame ucraino e formaggio, il tutto innaffiato da un ottimo vino liquoroso e coronato dalla paskha, il dolce pasquale. Un’abbuffata di ospitalità ucraina. Arrivato a Kiev, non riuscivo a sentirmi fuori dalla Russia. A confondermi le idee riguardo al Paese in cui mi trovassi è stata sicuramente la metropolitana. Treni riverniciati coi colori della bandiera nazionale blu e gialla a parte, quella di Kiev è identica a quella di Mosca. Scale mobili, stazioni, vagoni, suoni e persino profumi. Anche gli annunci sono identici, solo tradotti in ucraino – che a me suona come un dialetto del russo. In effetti, tutto quel che a Kiev c’è di sovietico, dall’architettura della piazza centrale a quella delle periferie, ai treni che la collegano al resto dell’ex-URSS, tutto viene da Mosca. Per il resto, per quanto cioè abbia un profumo più antico del 1917, qui si ha davvero l’impressione di essere al cuore di

una civiltà, e non al suo confine, come vorrebbe l’etimologia della parola Ucraina – coniata, non per caso, a Mosca! – che significa “terra di frontiera”.È nella Rus’ di Kiev che più di mille anni fa sono nati i primi germogli della cultura russa, migrata nei secoli verso est prima di approdare a Mosca. Il fascino primordiale di questa civiltà si respira a pieni polmoni sotto le cupole luccicanti della Pecherskaja Lavra e fra i bui cunicoli sotterranei del monastero, dove si conservano miracolosamente i corpi di un centinaio di monaci, illuminati dalle candele traballanti dei pellegrini che si piegano a baciarne le tombe. Al nostro arrivo, Kiev si prepara alla Pasqua. Attorno ad ogni chiesa, un cordone ordinato di cestini si riunisce e disperde per tutto il giorno fino a notte fonda in attesa della benedizione del pope. Ogni famiglia porta la sua paskha e altri cibi pasquali perché siano innaffiati da uno spruzzo abbondante di acqua benedetta e riveriti con ampi segni di croce. La messa pasquale notturna ci inebria d’incenso e con le melodie celestiali dei canti ortodossi. L’atmosfera si rompe solo per un secondo, quando dietro al metropolita entra raggiante l’ex primo ministro Julija Timoshenko: anche lei, insieme al celebrante, annuncia “Khristòs Voskrèse” (Gesù è risorto), in attesa dell’accorata risposta “Voìstinu Voskrèse!” dei fedeli. La maggioranza degli ucraini non approva o respinge le politiche di questa leader, ma si schiera a seconda del gradimento o meno per la sua proverbiale treccia bionda. I canti tornano a risuonare, l’omelia antiprogressista del metropolita rimbomba vigorosa anche nella piazza antistante la chiesa mentre ci allontaniamo verso casa. La celebrazione continuerà fino alle quattro del mattino. Fine della prima puntata. Il viaggio continua su sconfinare.net alla scoperta dell’energica pigrizia di Odessa e dei suoi abitanti impazziti (2) e di Khmelnitski e Khamnets Podolski, primi avamposti dell’Ucraina occidentale e specchi delle contraddizioni e delle mille storie del Paese (3).

Odessa, 27-28 aprile Il viaggio di nove ore col notturno per Odessa imprime l’accelerazione definitiva al ritmo delle stagioni, rimasto bloccato per mesi al rigido inverno e alla strana primavera grigia, fredda e piovosa di Mosca. Già a Kiev avevo trovato parchi più verdi, puntellati delle gemme dei castani appena sbocciate. Ad Odessa la primavera è molto più avanzata e profuma di mare, di estate. Esaltato dall’energia del sole che mi brucia la fronte, mi tuffo nel Mar Nero gelido e piatto di fine aprile. Il vero fascino di questa città risiede nella gente che la popola: ospitale come gli slavi, disordinata come i turchi e umorista come gli ebrei. (2-continua) Khmelnitski e Kamnets Podolski, 29 aprile In marshrutka – tipico pulmino privato scassato e veloce, che sopperisce all’inefficenza dei mezzi pubblici – un uomo robusto, sulla quarantina, col volto stanco e inespressivo di chi si ammazza di lavoro, approfitta di un attimo di silenzio per chiedermi: “Sei italiano?”. Trasformato da metamorfosi prodigiosa, i suoi occhi si illuminano in uno sguardo penetrante e carico di eccitazione. Per quattro anni ha lavorato in una fabbrica di lavatrici nel napolentano e capisco che dell’Italia ha un ricordo splendido. La cosa quasi mi commuove. Da’ molta piu’ soddisfazione sentirsi dire che l’Italia e’ bella da un operaio che si e’ rotto la schiena in fabbrica piuttosto che da chi ha visitato Roma, Firenze e Milano da turista spendaccione. (3-continua)

ERASMUS A 66°33’33’’ Rovaniemi e la consapevole semplicità della vita di Riccardo Zennaro

“A

ppena la neve si scioglie, la vita si affretta a ribadire i suoi diritti e la terra esulta nel trionfo del sole estivo che non tramonta mai. Poi (…) il breve e spettacolare autunno trasforma la Lapponia in un capriccio di tinte dorate prima di soccombere alla rigida gloria dell’inverno”. (cit. Lonely Planet, “Finlandia”). Come combinare le premesse da Lonely Planet con ciò che poi il grande Nord finlandese è in realtà? Ebbene, l’opportunità Erasmus è una grande chiave per cogliere ogni sfumatura, per “annullare il tempo”, per marciare forte nella Vita, per assorbire la forza, le forme, i colori delle stagioni, per tuffarsi con serenità nel mondo finlandese che lascia sempre totale libertà creativa di interpretazione e di azione. L’estremità – materialmente geografica – quasi vuole avvertire l’uomo di prepararsi al nuovo, ad una estraneità naturale che corpo e spirito vivranno quotidianamente: terre lontane quelle del Grande Nord, i deserti di ghiaccio e neve che si perdono alla vista dell’orizzonte così come forte è il potere delle lunghe notti artiche dove l’uomo si scopre e si riscopre animale capace di adattamento, ma in fin dei conti, sempre un po’ “impoten-

te” e subordinato di fronte alle regole imposte dalla Natura. Nel grande Nord si impara a vibrare col la Natura e a lasciarsi trasportare consapevoli di ciò che attende: le temperature crollano improvvisamente, il corpo si adatta giorno dopo giorno al vuoto di Luce, con qualche difficoltà ma con successo. E proprio nelle lunghe notti artiche è l’Aurora Boreale a voler quasi consolare colui che si ferma e si interroga su cosa, in effetti, sia la natura dalla quale ci nutriamo e della quale siamo i protagonisti: le “Northern Lights” sono un’iniezione di magia che cogli d’improvviso e richiama tempi lontani, arcaiche credenze e i sogni di uomini antichi. Come la luce si era affievolita e spenta, così da un giorno all’altro fa nuovamente ca-

polino, piano piano, poi sempre più presente accompagna le giornate alla Lapin Yliopisto (University of Lapland), nelle vie del centro della capitale lappone, nelle lunghe camminate sulla collina di Ounasvaara o solcando a passo svelto il fiume Kemijoki, ancora silenzioso e ricoperto di spesse lastre e blocchi di ghiaccio. Lo spirito e la Natura trovano nella primavera il momento di complementarietà perfetto: il Sole tanto atteso da nuovamente vita al terreno e riscalda gli animi che vogliono festeggiare il nuovo corso, la nuova stagione e la Vita che andrà a trionfare nelle giornate senza fine di mezza estate. In tutto questo trionfo di natura, la vita quotidiana scorre assieme ad un popolo interessante, modesto e semplicemente unico: i finlandesi. Essi sono un sui generis nell’universo scandinavo: dietro tratti apparentemente nordici, i finlandesi rilevano in realtà antiche radici asiatiche. La sincerità, la pacatezza, la semplicità, la riservatezza: solo alcune delle qualità generali di queste genti. Essi riescono ad essere nient’altro che la loro terra tradotta in natura umana: reali

e fedeli, concedono il proprio aiuto in modo pacato ma solo se espressamente richiesto, l’ “invasione di campo” non è prassi comune. Senza fronzoli, essi riescono a far trasparire e percepire l’amore innato e sereno: viaggiatori per piacere in terre lontane, ritornano sempre nelle terre di origine poiché “chi nasce in pace, continuerà sempre a voler vivere in tale maniera”. Luoghi comuni o meno, alcune piaghe sociali ci sono e nello specifico sono ritrovabili nel costante uso e abuso di alcool e, legato ad esso, la tendenza ad usare spesso maniere forti nell’ambiente familiare. Rovaniemi, il Grande Nord, la Finlandia, la sua natura e la sua società “modello” rimangono scolpite dolcemente nel profondo di chi vive un percorso del genere: il mondo urbano diventa improvvisamente “lontano���, relativo, complesso e necessario allo stesso momento. Tale realtà fa diventare padroni del proprio tempo: dare e concedersi tempo a sufficienza affinché il Grande Nord faccia il suo corso in tutte le sue unicità, è un imperativo; Questa terra chiede “tanto” ma offre di più, con i suoi estremi mantiene un’energia forte ed intensa: è grazie anche a pezzi di mondo come questi che la Terra respira e l’uomo con lei, scopre e riscopre la sua Natura, prende in mano il suo percorso inneggiando alla consapevole semplicità della Vita.


2011 Giugno

Sconfinare - Scripta Manent

SOFFOCARE

Recensione del romanzo di Chuck Palahniuk

C. Palahniuck - Soffocare Mondadori 2003 9,50â‚Ź 279p.

di Giovanni Collot

SCRITTORI IN ITALIA

La differenza tra scrivere con il cuore e scrivere con il cervello. di Stefania Ellero

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Sconfinare - Glocale/Scripta

Giugno 2011

Caro Papa

I retroscena di una visita memorabile di Barbara Peressoni

Il presente elenco si riferisce alla visita di Benedetto XVI nella città di Palermo nell’ottobre scorso

Il giunco mormorante di Francesco Plazzotta

... la mia Barcarolle


2011 Giugno

Sconfinare - Musica

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HO CHIESTO A RINO GAETANO DI SPOSARMI.

E lui, con gran classe, lo ha supposto.

GORILLAZ: THE FALL Il primo album realizzato con iPad


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Sconfinare - Stile Libero

SCONFINARE NEL TEMPO

MICHAEL JORDAN

“Penso sia Dio travestito da Michael Jordan” , cit. Larry Bird

5 anni dopo

di Stefano Suardi

di Davide Lessi

di Luca Marinaro

2011 Giugno

Non sempre la vita dà idee


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Sconfinare - Stile Libero

2011Giugno

Del Migrare

CUCINA PER UNIVERSITARI APRO IL FRIGO E... sento le campane, mi scappa la pipì!

di Elena Bellitto

di Daniele Cozzi

‘Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare’ (F. De André)

Sconfinare non identifica alcuna posizione politica, in quanto libera espressione dei singoli membri che ne costiuiscono il Comitato di Redazione. Sconfinare è un periodico regolarmente registrato presso il Tribunale di Gorizia in data 20 maggio 2006, n° di registrazione 4/06. Editore e Propietario: Assid “Associazione studenti di scienze internazionali e diplomatiche”. Direttore: Davide Lessi Impaginazione e grafica: Nicolas Lozito, Giovanni Collot

Redazione: Alessia Anniballo, Marco Brandolin, Elena Bellitto, Edoardo Buonerba, Davide Caregari, Valeria Carlot, Dario Cavalieri, Tea Chkaidze, Giovanni Collot, Emmanuel Dalle Mulle, Edoardo Da Ros, Gabriella De Domenico, Attilio Di Battista, Manuela Esposito, Federico Faleschini, Andrea Ferrara, Tanja Lanza, Davide Lessi, Nicolas Lozito, Matteo Lucatello, Andrea Lucchetta, Francesco Marchesano, Luca Alvise Magonara Yamada, Alice Mantoani, Elena Mazza, Marianna Moioli, Leonetta Pajer, Nicola Perencin, Diego Pinna, Francesco Plazzotta, Emiliano Quercioli, Lucio Santin, Francesco Scatigna, Emma Schiavon, Stefano Suardi, Rodolfo Toè, Fabiola Torroni, Margherita Vismara, Gabriele Zagni.


Številka 30- juniji 2011

Glavni Urednik: Davide Lessi

www.sconfinare.net redazione@sconfinare.net

THYSSEN, VZORNA OBSODBA je Emiliano Quercioli

ALI RAD PIŠEŠ ČLANKE? BI ŽELEL SODELOVATI PRI ČASOPISU S.I.D.-A? ČE TVOJ ODGOVOR JE DA, IŠČEMO PRAV TEBE!!!


Sconfinare #30