Atlanteleccedifficile

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FALLA FACILE! ATLANTE DELLA LECCE DIFFICILE

e alcune idee di miglioramento

SCIE URBANE

light + bike x city


Indice pag 03

Introduzione

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La città sotto osservazione, la città vissuta. Lecce sotto lo sguardo psicogeografico.

pag 17

Esplolare la città per disegnarne un Atlante. pag 18 Le chiavi di lettura. I sottotemi specifici. I criteri. pag 21 Il brano di città che abbiamo scelto di esaminare. pag 22 NODO A - Bastioni nord/ex Carlo pranzo pag 26 PERCORSO A|B - Viale Calasso pag 30 NODO B - P.ta Napoli/Obelisco/Ateneo pag 32 NODO C - P.ta Rudiae pag 34 PERCORSO C|D - Viale Gallipoli pag 36 NODO D - V.le Quarta/Stazione pag 38 PERCORSO D|E - V.le Gallipoli, Bernardini, Abruzzi, V.le Lo Re pag 40 NODO E - P.ta S.Biagio/P.zza Italia pag 42 PERCORSO E|F- V.le Lo Re, via Marconi pag 46 NODO F - Castello/Mercato del Fiori pag 48 PERCORSO F|G- V.le XXV Luglio pag 52 NODO G - Officine Cantelmo/Villa comunale pag 56 PERCORSO G|A- V.le De Pietro

pag 62

Atlante della Lecce Difficile pag 69 Le idee per farla facile!

pag 81 pag 82 pag 83

Chi ha partecipato e perchè Chi è Scie Urbane | Chi è Città Fertile Partners

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Introduzione “L’osservatore stesso deve sviluppare un ruolo attivo nella percezione del mondo e partecipare attivamente all’elaborazione della sua immagine.

Un’analisi ovviamente limitata, ma che vuole proporsi come método per parlare di e per disegnare il tessuto urbano.

Deve poter cambiare questa immagine, perché si adatti a bisogni cangianti.

Tra i 5 fattori che Kevin Linch individua per leggere la città (nodi, percorsi, landmark, etc…), ne abbiamo scelti due: nodi e percorsi.

Un ambiente ordinato precisamente e in dettaglio potrebbe impedire nuove forme di comportamento. Anche se ciò potrebbe non sembrare un fattore importante nell’attuale caos urbano, indica comunque che ciò che cerchiamo non è un ordine definitivo, ma aperto e capace di continui sviluppi successivi” Kevin Linch, L’immagine della città. Partendo dall’osservatore-utenteartefice della città (il cittadino), intendiamo la città non come un complesso precostituito, ma come un vissuto, l’insieme delle esperienze di chi la vive. La città esperienziale. Da questa premessa, questo Atlante è una prima approssimazione a un’analisi della città di Lecce attraverso lo sguardo e la pratica quotidiana di chi la vive.

Nell’area urbana di Lecce abbiamo individuato una zona: l’anello intorno al centro storico. Tra tutte le chiavi di lettura possibili, abbiamo puntato soprattutto su due temi: socialità (accessibilità) e sicurezza. Da qui vogliamo partire per iniziare a pensare una Lecce migliore, iniziando nell’area delimitata e operando nei due temi scelti, con l’idea che siano solo dei primi passi per intraprendere un ripensamento della città su tutta l’area e toccando tutti i problema, e coinvolgendo sempre più persone. Quando parliamo di socialità e accessibilità, intendiamo una città per le persone, da vivere con i tempi (lenti, relativamente) dei pedoni o dei ciclista e non da attraversare senza percepirla, chiusi in una cabina mobile. Una città che inviti all’incontro, in cui

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i cittadini si sentano in casa propia e si identifichino. La sicurezza è poter attraversare un strada senza pericoli, poter passeggiare per le viuzze, aspettarsi rispetto verso le architetture.

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Pensiamo che socialità e sicurezza siano due ambiti distinti ma vincolati: la sicurezza non si ottiene con camere di sorveglianza o con illuminazione da stadio, ma eliminando i fattori che impediscono la socialità e accessibilità. Perché una città vissuta è una città sicura in cui la comunità opera un controllo informale, le tensioni sociali sono alleggerite, i cittadini si sentono orgogliosi e responsabili del proprio ambiente urbano. Gli strumenti che proporremo per rendere Lecce più sociale e sicura saranno due, competenza di Scie Urbane: la promozione della mobilità lenta e una illuminazione urbana ergonomica. Seguendo la scia di maestri dell’illuminazione urbana orientata alla percezione dello spazio (Edison Price, Kaoru Mende, Roger Narboni), sogniamo una città in cui la luce è integrata al costruito, e non una serie di apparecchi illuminanti.

L’apparecchio è uno strumento, non ciò di cui abbiamo bisogno per avere ambienti luminosi. Pensare che migliorare l’ambiente luminoso urbano significhi aumentare il numero di apparecchi luminosi è come pensare che per apprezzare un dipinto abbiamo bisogno del cavalletto e dei pennelli con cui è stato creato.

definire nuovi criteri, perché altrimenti ciò che si prospetta è solo un cambio teconologico e non qualitativo. Un nuovo approccio vuol dire anche ecologia: il risparmio energético si ottiene ridefinendo il bisogno energetico (quando e quanto), non con una sotituzione tecnológica.

Punteremo invece a concentrarci sulla visione e la percezione che le persone hanno dello spazio, per identificare i veri bisogni che la luce può risolvere: dalla messa in valore di un elemento storico-architettonico, alla creazione di sensazioni e ambienti accoglienti, alla visibilità delle scenografie urbane che definiscono le nostre strade, piuttosto che puntare alla visibilità dell’asfalto a uso delle auto. Possono sembrare posizioni puramente astratte, in realtà impongono un cambio radicale nell’impostazione dell’illuminazione pubblica e di quei fattori che l’epoca industriale ha considerato importante: alti livelli di luce uniforme, illuminazione diretta dall’alto verso il basso, luce bianca, luce statica, luce visibile. In un momento in cui si sta riprogettando l’illuminazione urbana con l’avvento del Led, è importante www. scieurbane.org - ecco@scieurbane.org - 0039 349 8642201


La città sotto osservazione, la città vissuta. Lecce sotto lo sguardo psicogeografico. Psicomappe realizzate dagli studenti del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità del Comitato Lecce Capitale della Cultura 2019. www. scieurbane.org - ecco@scieurbane.org - 0039 349 8642201

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1 Autore, testo

La città sotto osservazione. La città vissuta Le psicomappe di Lecce

→ L’immagine a fianco e di: M. Sindaco e C. Zocco “TRA PERCORSI E PAROLE”

Studentesse del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019.

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L’intento del nostro progetto era quello di dare la possibilità allo spettatore di diventare parte integrante del nostro percorso, della Lecce che noi viviamo. Ci siamo servite di chiavi di lettura accessibili a chiunque, come simboli graficie, e usando parole in diverse lingue. Partendo da un’aerofotogrammetria di Lecce, abbiamo voluto inserire un insieme di parole che riportassero alla mente l’idea di Lecce e che facessero da sfondo al nostro tragitto abituale evidenziato graficamente. Infine, al centro, vi è un perfetto cerchio rappresentante il fulcro della città.

Introduzione alla psicogeografia. Abbiamo chiesto ai ragazzi del Liceo Artistico Ciardo-Pellegrino: COM’È LA TUA LECCE? RACCONTALA COME UNA PSICOGEOGRAFIA. Ecco in queste pagine le psicomappe elaborate dagli studenti, coordinati di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019. Ecco a voi la mostra: La città di Lecce, sotto

lo sguardo psicogeografico.

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La città sotto osservazione. La città vissuta Le psicomappe di Lecce

→ L’immagine a fianco e di: Raffaele Sergi “CITTÀ SIMBOLO”

Studente del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019. Partendo dall’aerofotogrammetria di Lecce ho osservato che senza associare una figura significativa e riconoscibile, quest’ultima poteva essere accostata visivamente a qualsiasi città. Grazie alla figura di Sant’Oronzo, simblo e patrono, viene riconosciuta la città di Lecce.

La città e i sensi: Siete mai andati a spasso tutta notte, a visitare tutti i posti importanti della vostra infanzia? Avete mai contato gli alberi della via della stazione? Avete mai sentito note nell’aria quando passate per via delle Bombarde? Avete mai visto una fontana? Quante le cabine telefoniche? Tre cose belle in città. Tre interventi straordinari”. Lecce se la appendi diventa una mappa

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La città sotto osservazione. La città vissuta Le psicomappe di Lecce

→ L’immagine a fianco e di: Matteo Costantini

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Studente del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019.

Mappe, atlanti, topografie e dispositivi cartografici sono entrati a pieno titolo nell’immaginario visivo contemporaneo.

Nella mappa della MIA Lecce vi sono due componenti preponderanti: il primo è costituito dalla “CITTÀ INDISPENSABILE”, quella che segna quotidianamente la mia vita. Essa è la porzione di Lecce “racchiusa” dalla circonvallazione; tutto ciò che si trova al di là di tale limite diventa UN’INUTILE APPENDICE.

Utilizzati non solo da geografi, urbanisti, topografi e architetti, ma anche da artisti, designer, agenzie non governative, giornalisti.

Per quanto riguarda la mia esperienza, essa potrebbe tranquillamente essere la periferia di uno qualunque dei nostri comuni. È per questo motivo che nella cartografia di fondo la periferia è stata sostituita interamente. Il secondo fattore è quello de “LA CITTÀ VISSUTA”. Essa si compone di semplici linee che disegnano percorsi soggettivi orientati in base alla percezione della città dal mio PUNTO DI VISTA: quello di liceale proveniente da un comune della provincia. Quest’analisi fa emergere come nella città di Lecce sia nettamente preponderante il CENTRO STORICO rispetto alla PERIFERIA. Vi è un GAP abissale che sarebbe opportuno colmare tramite azioni di RECUPERO e ricostruzione di un TESSUTO URBANO che al tempo stesso è anche TESSUTO SOCIALE e COLLETTIVO.

Nel corso dell’ultimo decennio sono apparse mappe di ogni genere. Scienziati e ricercatori hanno realizzato quelle del genoma umano, dei cromosomi, della struttura delle cellule, mentre i geologi hanno sviluppato quelle del campo magnetico terrestre. Grazie a telescopi e a sistemi di rilevazioni satellitari sono stati mappati e monitorati movimenti di merci e di individui, flussi migratori e frammenti di vita di comuni cittadini.

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La città sotto osservazione. La città vissuta Le psicomappe di Lecce

→ L’immagine a fianco e di: Elena Zilli “LECCE SI DISEGNA” Studente del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019. Lecce è storia, cultura, arte. Allo stesso tempo è divertimento, confusione e groviglio di vicoli e stradine. L’emblema di Lecce è Piazza Sant’Oronzo: abbiamo utilizzato la mappa della città per rappresentare il simbolo tramite le sue strade. La città si disegna. si fa vedere e si descrive da sola.

É stata quindi ridefinita la nozione di cartografia, che è diventata multidimensionale, persino plastica: si fa largo uso di termini, elementi a volte persino metodologie derivate dall’ambito cartografico per applicarli a ambiti eterogenei come arte, filosofia, economia, architettura. Insieme a Rino Carluccio, urbanista di Città Fertile, abbiamio presentato la cartografia: arte della rappresentazione sul piano della superficie terrestre. Le caratteristiche, la scala, i temi, i requisiti.

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La città sotto osservazione. La città vissuta Le psicomappe di Lecce

→ L’immagine a fianco e di: Giulia Nardelli “TASTY CITY”

Studente del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019.

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Rappresentare Lecce come un grande menù delinea le mie abitudini e descrive i miei punti di ritrovo.

La psicogeografia è lo studio degli effetti che l’ambiente ha sulla psiche dei suoi abitanti. É una disciplina non-scientifica che trova il suo equivalente accademico nella geografia cognitiva. La psicogeografia si avvale di metodi non-ortodossi di ricerca quali vagare senza meta nè pensieri all’interno della città per tentare di farsi guidare dagli ‘umori’ della stessa, o creare mappe mentali, cartografie personali in cui la rappresentazione del mondo è legata più alla percezione che il soggetto ha di esso piuttosto che ad una mappatura oggettiva dell’ambiente.

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La città sotto osservazione. La città vissuta Le psicomappe di Lecce

→ L’immagine a fianco e di: Gabriele de Luca “UNA CITTÀ PUZZLE”

Studentesse del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019. Partendo dall’immagine di Lecce, ho evidenziato le zone per me fondamentali. Tutte subordinate all’elemento principale, la scuola, in quanto rappresentano le fermate del bus o i luoghi di ritrovo durante le uscite didattiche. Infine ho notato che sono presenti tanti edifici sparsi e confusi, situati intorno ai cinque centri principali: la scuola, Piazza Sant’Oronzo, il cimitero, la questura e lo stadio, unica zona di svago. Rappresentandoli ho eliminato gli elementi limitrofi, che perdono importanza, ottenendo la mia Lecce, costituita dalle sensazioni, accompagnate da una frase di Italo Calvino che rappresenta il mio percorso mentale.

Mind theMap The Underground London Transport have produced and inspired maps which are navigational, decorative forms of 11 publicity and works of art. Nel 2012 il London Transport Museum ha organizzato una mostra dal titolo Mind the Map, dove sono state esposte mappe del trasporto pubblico tipiche, ma anche artistiche, esplicitando l’influenza delle mappe del Tube nelle discipline cartografiche, così come sull’arte, sulla cultura e sull’immaginario comune. Mind the Map è un’indagine su vari campi del sapere nei quali la mappa è intesa come panorama, archivio, diagramma cognitivo e strumento di sperimentazione artistica. www.ltmuseumshop.co.uk

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La città sotto osservazione. La città vissuta Le psicomappe di Lecce

→ L’immagine a fianco e di: Silvia Greco “LECCE CULTURALE”

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Studente del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019.

Bibliografia visuale:

La mappa della mia Lecce rappresenta i “contenitori culturali” presenti nella città, ovvero i luoghi che frequento abitualmente: librerie, musei, gallerie, ecc.

Abstract Artist Jazzberry Blue Creates Colorful, Modern Maps Of Major Cities

Sono partita dalla topografia della città, giocando con i colori complementari blu e arancio, rappresentando in blu gli edifici cittadini e in arancio i contenitori culturali.

Jazzberry Blue, artista

www.jazzberryblue.com

Koolhaas/OMA, Tschumi Competition patterning for Downsview Park, Toronto

Worldmapper www.worldmapper.org

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La città sotto osservazione. La città vissuta Le psicomappe di Lecce

→ L’immagine a fianco e di: Emanuele Perrone “MATERIALE-C’È”

Studente del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019.

Bibliografia visuale:

Conoscere una città vuol dire viversela: vivere le persone, i luoghi, i segreti, le situazioni.

Nel 1971 commissionò ad alcune 13 ricamatrici afghane una mappa del mondo in cui ogni nazione avesse i colori e i modelli della propria bandiera. La commissione divenne non solo un meraviglioso manufatto ma una serie prodotta in un periodo di vent’anni tra Kabul e Peshawar.

Questa è l’idea embrionale che ha influenzato il risultato della mappa della MIA Lecce. Schematizzare le esperienze, i ricordi, le persone in un insieme di vie, di linee e colori è una forzatura da me non presa in considerazione. Nella mia mappa non esistono schemi, ma esperienze, emozioni. La città è divisa in zone che non delimitano razionalmente i confini reali dei vari quartieri e borghi, ma riassumono pezzi di vita. Penso che non riuscirò mai, forse, a conoscere tutta Lecce, tutti i suoi segreti; perciò alcune zone sono poco colorate, alcune decisamente lacerate. La mia mappa è dinamica: nel tempo dev’essere modificata, per agiungere altre esperienze e altri ricordi, si arricchirà di dettagli utili per trasmettere ad altri le mie emozioni.

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Alighiero Boetti, artista

Ognuna di esse tracciava i cambiamenti politici mondiali: il crollo dell’Urss, l’unificazione della Germania, le guerre del Medio Oriente.


La città sotto osservazione. La città vissuta Le psicomappe di Lecce

→ L’immagine a fianco e di: Benedetta Lezzi “SPIRALE MAGNETICA”

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Studente del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019.

Bibliografia visuale:

Ho voluto raffigurare Lecce come una spirale. I cerchi più esterni rappresentano le periferie e nman mano, percorrendo tale percorso, si arriva al centro, metaforicamente espresso come un nucleo magnetico che attira verso di sè le meraviglie di questa città barocca.

Vahram Muratyan is a graphic artist living between Paris and New York, author of the blog-then-book Paris versus New York — and the series La ville est belle, a weekly column in M, the magazine from Le Monde.

Vahram Muratyan, visual designer

www.vahrammuratyan.com

Mattiew Cusick, artista New York-based artist Matthew Cusick creates elaborate collages depicting humans, animals, water and landforms crafted entirely from recycled maps. http://mattcusick.com www. scieurbane.org - ecco@scieurbane.org - 0039 349 8642201


La città sotto osservazione. La città vissuta Le psicomappe di Lecce

→ L’immagine a fianco e di: Fabrizia Muci “LA NEBBIA DI LECCE”

Studente del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019.

Bibliografia visuale:

La mia Lecce è una città vaga, indefinita e dai controni sfocati, distinta solo nelle zone che maggiormente frequento e che quindi ho memorizzato meccanicamente e in modo visivo. Le strade della mia Lecce non hanno nome, non vi è nessuna identificazione dei luoghi, e non sono presenti punti di riferimento riconoscibili, a parte le forme approssimate degli edifici che affiancano le vie, e che costituiscono, insieme alle strade, all’arredo urbano e al verde i miei strumenti per orientarmi nelle città.

Neurath sostiene, nel suo scetticismo cognitivo, l’importanza di visualizzare i fatti urbani e territoriali attraverso ideogrammi chiari (standardizzazione grafica), riducendo i segni all’essenziale necessario.

Ciò che rimane al di fuori dei miei confini è coperto da una “nebbia”, che lascia intravvedere il resto di Lecce, ma che ci rende effettivamente visibile solo attraverso l’esperienza del toccare, e quindi “vivere” la città.

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Otto Neurat, visual designer

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La città sotto osservazione. La città vissuta Le psicomappe di Lecce

→ L’immagine a fianco e di: Francesca Boccardo “WIRE”

Studente del I.I.S.S. “Ciardo-Pellegrino”, coordinato di Scie Urbane, Città Fertile e le Zone della Curiosità di Lecce2019.

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Nella mappa della mia Lecce rappresento una città in cerca del proprio equilibrio.

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Esplorare la città per disegnarne un Atlante Schede di esplorazione. Realizzate dai partecipanti al workshop Falla Facile durante la Caccia al tesoro delle Criticità, coordinati da Scie Urbane e Città Fertile. www. scieurbane.org - ecco@scieurbane.org - 0039 349 8642201

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Le chiavi di lettura. I sottotemi specifici. I criteri a cura di Città Fertile

Workshop 1 - Falla Facile

Leggere la citt à è semprefebbraio un operazione difficile, in quanto la città è oggi una 21-22-23 2014 realtà complessa. Bisogna provare dunque a ridurre la complessità per indirizzare Knos, Lecce Abbiamo provato a fare questo lo sguardo aManifatture quanto ci interessa maggiormente. per costruire un analisi attorno alle questioni sollevate da scie urbane. Abbiamo indicato uno sguardo possibile, consci della riduzione in atto, lo sguardo che ritenevamo più funzionale per a)la lettura dell’ambito urbano in questione: la cintura stradale prossima al centro storico della città di lecce; b) le tematiche del workshop fallafacile: accessibilità e percezione della sicurezza.

Kevin Lynch: come disegnare una mappa come leggere una città Procedendo per passaggi successivi e preliminari al lavoro di analisi:

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Siamo partiti da una definizione di città, antica quanto semplice:

suo territorio.

La città come spazio politico: intendendo la città come l’insieme di La citt à è un insediamento I percorsi sono le vie abituali od relativamente vasto, e duraturo occasionali, linee di denso riferimento in baseattori ed istituzioni che interagiscono nella gestione, incluso la comunità in di persone socialmente eterogene. a cui localizzare gli altri elementi senso lato. (Wirth)

i nodi sonocercato gli incroci ove più avvengono Abbiamo introdotto un carattere forte, Abbiamo definizioni che ci sta molto a cuore, declinandolo cogliessero il senso gli strutuurate scambi o che le rotture di carico spaziale e sociale della città

in tre linee guida.

I margini sonospazio fratture lineari La città come bene comune: La città come fisico: come nel complesso cittadino: spiagge, metropoli, urbe, cittadina, o borgoferrovie, barriere bloccano spostamenti - VIVIBILE (spazioche urbanizzato) chegli è organizzato istituzionalmente come unità locale

di governo a caratt ere municipale o I quartieri tipici sono i grandi settori metropolitano, includendo tanto lo della città spazio strettamente urbano come il suo intorno rurale o semirurale incluso il

I riferimenti sono i punti di alta rilevanza per l’orientamento www. scieurbane.org dell’osservatore

- ACCESSIBILE - SICURA

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Ci siamo chiesti come disegnare una mappa? Come leggere una città?

Abbiamo suggerito alcuni spunti per osservare e restituire un nodo e un percorso.

• Esistono barriere architettoniche,interrompono percorsi di connessione pedonale?

Alcune domande per osservare un nodo (Dimensione MORFOLOGICAPERCETTIVA):

• I veicoli prevaricano l’uso dello spazio da parte dei pedoni o ne ostacolano l’agevole accesso allo spazio?

• Lo spazio dà una prima impressione positiva?

Alcune domande per osservare un Percorso (Dimensione STRUTTURALE):

• I nodi sono gli incroci ove avvengono gli scambi o le rotture di carico I margini sono fratture lineari nel complesso cittadino: spiagge, ferrovie, barriere che bloccano gli spostamenti

• Ci sono abbastanza posti dove sedere? Le sedute sono localizzate convenientemente? Le persone hanno possibilità di scegliere dove sedersi, anche tra ombra e sole?

• Si può vedere IL NODO da lontano? Il suo spazio interno è visibile dall’esterno?

• I quartieri tipici sono i grandi settori della città.

• Gli spazi sono puliti e liberi da rifiuti?

Abbiamo scomodato un urbanista celebre e il suo celebre modus operandi: Kevin Linch, L’immagine della città • I percorsi sono le vie abituali od occasionali, linee di riferimento in base a cui localizzare gli altri elementi.

• I riferimenti sono i punti di alta rilevanza per l’orientamento dell’osservatore. Delle chiavi di lettura di Lynch ne abbaimo fatte nostre due, utili per restituire il brano di città in esame: La nostra idea di PERCORSO: elementi lineari che uniscono parti, luoghi, elementi diversi. La nostra idea di NODO: luogo di incontro di più percorsi, che costituisce un elemento riconoscibile nella città, come punto di aggregazione di forze, energie, persone www. scieurbane.org - ecco@scieurbane.org - 0039 349 8642201

• L’area appare sicura? É presente del personale adibito alla sicurezza? Se si, di che cosa si occupa? Quando è in servizio? • Le persone si fanno fotografie? • Esistono elementi dello spazio (alberi, elementi di arredo, pavimentazioni, sculture o altro) che risultano per qualche motivo estranei al contesto? • Lo spazio implementa le esistenti connessioni pedonali del quartiere aumentandone la camminabilità?

• Esiste una buona connessione tra lo spazio e gli edifici adiacenti, o è circondato da barriere? I residenti e gli occupati degli edifici circostanti utilizzano lo spazio? • Le persone possono camminare agevolmente fino allo spazio? Per esempio devono destreggiarsi tra automobili in movimento per arrivare allo spazio? • I marciapiedi guidano da ed alle aree adiacenti? • Le strade ed i percorsi attraverso lo spazio portano le persone veramente dove vogliono andare?

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Workshop 1 - diverse Falla Facile elementarmente, alla disponibilità di • Le persone possono usare opzioni di 21-22-23 trasporto – autobus, febbraio 2014 spazio per compiere spostamenti lineari e rotatori. metropolitana, automobile, bicicletta, Knos, Lecce etc. – per Manifatture raggiungere lo spazio? b) SICUREZZA E PERCEZIONE DELLA SICUREZZA • Le fermate del trasporto pubblico sono opportunamente collocate vicino Uno spazio si puo’ definire sicuro se è al nodo? Esistono parcheggi nelle condiviso da tutti, abitabile e abitato, vicinanze? vivo e quindi sicuro perché presidiato dalle attività quotidiane di chi vi trascorre la propria vita e di chi ne fruisce da “esterno” 4.

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In ultimo abbiamo fatto il punto sulle due linee guida di scie urbane, la “blu” e la “gialla”; l’accessibilità e la sicurezza, immaginadole come le due chiavi di lettura della città come bene comune:

Concludendo, LA CITTA’ è stata (per noi, in quel giorno) RIDUCIBILE AD UN INSIEME DI NODI E PERCORSI dei quali ne abbiamo selezionati 7 (nodi), e 7 (percorsi) per studiarli insieme, osservandoli e raccontandoli, attraverso due chiavi di lettura: accessibilità e percezione della sicurezza.

LA CITTA’ è (per noi oggi) RIDUCIBILE AD UN INSIEME DI NODI E PERCORSI

a) ACCESSIBILITA’ E MOBILITA’ LENTA

L’accessibilità è un parametro di qualità di uno spazio sia esso chiuso o aperto, pubblico o privato.

Uno spazio è accessibile quando chiunque può viverlo pienamente. Cioè può abitarlo e goderlo in ogni suo aspetto spaziale e funzionale, compresi i servizi e le attività che in esso vi si svolgono.

La misurazione dell’accessibilità é riferibile, www. scieurbane.org - ecco@scieurbane.org - 0039 349 8642201


Il brano di città che abbiamo scelto di esaminare Il brano di città in esame è l’area fuori dalle mura del centro storico. Questo percorso è la Linea Blu di Ciclopica, un sistema di tragitti migliori da percorrere in bicicletta Lecce, finanziato dal bando regionale Pugliapedali. Ciclopioca è una mappa che disegna sulla città una rete di strade sicure, di percorsi condivisi con gli utenti ed i cittadini sensibili; una metropolitana senza ferro, in cui le fermate sono luoghi di attenzione, sedi ideali per soffermarsi ad assaporare, ascoltare, o giocare la città. Abbiamo scelto Ciclopica perchè rappresenta la mappa della nostra città ideale, una nuova città che va incontro alle esigenze di mobilità sostenibile, e che ha al suo centro la bicicletta. La Linea Blu, cioè il percorso che abbraccia: V.le Calasso, v.le Università, v.le Gallipoli, via Bernardini, via Duca degli Abruzzi, v.le Lo Re, v.le XXV Luglio, v.le De Pietro è di fatto una circonvallazione ad alta densità di traffico veicolare, che racchiude un nucleo (centro storico) che è una z.t.l e “zona 30”. Il centro storico è di fatto un enclave (a www. scieurbane.org - ecco@scieurbane.org - 0039 349 8642201

traffico lento, vissuta prevalentemente da pedone e ciclista) rispetto alla città al di fuori (ad alta densità di traffico, adatta alle auto). Le strade che circondano il centro storico sono dunque percorsi che dovrebbero rappresentare il margine tra la città dei pedoni/ciclisti e la città delle auto. Ci piace immaginare questo margine come raccordo per il passaggio graduale ad una percezione diversa della città. O almeno un’attraversamento della città vivibile fuori dalle mura.

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Abbiamo scovato i punti deboli dei nodi e dei percorsi di questo margine insieme ai partecipanti al workshop Falla Facile, che stoicamente hanno affrontato (sotto la pioggia!) un’esplorazione inclusiva durante la “Caccia al tesoro delle Criticità). É possibile seguire il podcast grazie alla diretta radio di “Zero web radio”.

< Ascolta il podcast!


NODO A: Bastioni nord/ex Carlo Pranzo

Criticità: PER SOLE AUTO // Discontinuità percorsi ciclabili. // Illuminazione non funzionale.

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“È un piacere passeggiare qui!”

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Tutta l’area risulta scarsamente illuminata.

Il percorso pedonale che costeggia i bastioni è inaccessibile. Strada sconnessa: la strada secondaria al lato dei bastioni son è sfruttata per la pista ciclabile.

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NODO A: Bastioni nord/ex Carlo Pranzo

CriticitĂ : DOVE SIAMO? // Assenza di attrezzature. // Illuminazione non funzionale.

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Non ci sono panchine o arredo urbano: non si favorisce il passaggio né l’aggregazione. Qua i bastioni sono illuminti dando priorità al muro e non al percorso. Alle spalle dei bastioni c’è una strada che potrebbe condurre al centro ma è chiusa da un muro: non si valorizza l’accesso al centro storico. 25

Dov’è il Castello? Qua scarsa luminosità sui Bastioni.

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PERCORSO A > B: Viale Calasso

CriticitĂ : OSTACOLANDIA // Mancanza di pianificazione.

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In via Calasso manca la pista ciclabile. I lati della strada con la pioggia si allagano. Sul marciapiede non c’è spazio sufficiente per i pedoni ed i ciclisti.

VOLA VOLA VOLA Per attraversare la strada scendi dalla bici.

In particolare nei pressi della rotatoria il marciapiede si restringe ulteriormente, non permettendo il passaggio. Mancano scivoli per l’attraversamento.

SE C’è PIOGGIA NON PRENDERE L’OMBRELLO. Guarda il video:

TACCO 12 Per passeggiare o pedalare conviene farsi una assicurazione sulla vita. 27

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PERCORSO A > B: Viale Calasso

Criticità: PASSAGGI PEDONALI PERICOLOSI // Velocità eccessiva. // Illuminazione non funzionale e non riconoscibilità degli spazi.

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PASSAGGI PEDONALI PERICOLOSI. Proposte: Bassa luminosità, alta velocità, in- Aumentare la visibilità gresso alla città vecchia illuminato Viale Università zona 30 con luce fredda risulta poco valorizzato, Incroci poco illuminati.

La scarsa illuminazione valorizza poco l’obelisco.

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La luce fredda valorizza poco la piazza di Porta Napoli.

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NODO B: P.ta Napoli, Obelisco, Ateneo

Criticità: ABBANDONATO // Assenza di attrezzature. // Non riconoscibilità degli spazi.

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Guarda il video

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Carlo Pranzo: potrebbe essere una É il principale ingresso nord di piazza invece è un grande parLecce, ma per il pedone risulta cheggio squallido e abbandonato. uno spazio scomodo e degradato.

Proposte: dedicare un’area alla socialità; limitare il parcheggio per valorizzare la bellezza dei bastioni di fronte all’università e per i bambini

Rotonda del bar Commercio: è un super-incrocio dispersivo e poco pedonale/ciclabile.

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NODO C: P.ta Rudiae

Criticità: PERICOLOSA CONFUSIONE // Velocità eccessiva. // Assenza di attrezzature. // Mancanza di pianificazione.

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A partire dall’incrocio tra viale Università e viale Gallipoli la gestione del traffico è enormemente caotica. I fattori del caos:

1. Mancanza di organizzazione dei flussi pedoanli e veicolari (assenza di semaforo e/o rotatoria); 2. intasamento dovuto a parcheggi selvaggi; 3. elevata velocità dei veicoli.

Siamo stati testimoni dell’investimento di un pedone sulle strisce pedonali. Una ragazzina è stata investita da un’auto sulle strisce pedonali davanti al mercato coperto.

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Lo spazio in oggetto non è vissuto come una piazza. L’illuminazione non valorizza l’architettura. Non ci sono panchine o altri elementi di arredo urbano.

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PERCORSO C > D: Viale Gallipoli

Criticità: PISTA CICLABILE A GRADINI // Non riconoscibilità dei percorsi ciclabili. // Mancanza di pianificazione.

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A partire dall’angolo tra viale Gallipoli e viale Università, lungo il marciapiede che costeggia le ville di viale Gallipoli c’è un percorso ciclabile sicuro che potrebbe es-

sere definita una pista ciclabile di fatto. É continuamente interrotta dagli accessi alle ville che abbassano il livello del marciapiede creando continui gradini sali/scendi,

che obbligano il ciclista a scendIl viale è al buio: gli alberi impeere continuamente dalla sella. discono l’illuminazione Inoltre il marciapiede si allaga di grandi pozzanghere e si riempie di rami che ostacolano l’accesso.

Pista ciclabile potenziale

Un’auto occupa l’accesso a una villa e lungo la ‘pista’ un ramo intralcia la strada.

Gli accessi privati rendono inaccessibile il marciapiede a ciclisti e disabili

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Il viale è al buio 35


NODO D: V.le Gallipoli, v.le Quarta, Stazione

CriticitĂ : ATTRAVERSAMENTO PER TOPI // Mancanza di pianificazione.

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Ci sono due modi per attraverIl primo attraversamento pedonsare viale Gallipoli per andare alla ale, a destra, è dotato di scivoli Stazione, proprio nell’incrocio con ma non sono in linea. viale Quarta.

Il secondo attraversamento, a L’abbiamo rinominato “attraversinistra, è un complesso sistema samento per topi”. di pali e scivoli che sembrano progettati per ostacolare il passaggio di pedoni, ciclisti e disabili.

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PERCORSO D > E: V.le Gallipoli via Bernardini via Duca d. Abruzzi, V.le Lo Re

Criticità: NON VEDENTI vs BICI // Mancanza di pianificazione. // Non riconoscibilità spazi.

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Percorso che costeggia una serie di ville e giardini storici non valorizzato (illuminazione non corretta).

Incrocio pericoloso tra pista ciclabile e pista per nonvedenti.

Proposta: Segnala al ciclista: suona il campanello!

Si perdono le tracce della pista ciclabile.

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NODO E: P.ta S.Biagio, P.zza Italia

CriticitĂ : VARIE // Mancanza di segnaletica. // ContinuitĂ pista ciclabile.

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Mancanza di segnaletica, discontinuità pista ciclabile, rastrelliere inefficienti. In prossimità di Piazza Italia, sulla segnaletica, c’è parecchia confusione.

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PIAZZA NON VISSUTA Piazza Italia sembra un “anfratto”, buio e in disuso. Mancanza di attrezzature.

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PERCORSO E > F V.le Lo Re via Marconi

CriticitĂ : LA PISTA IMMAGINARIA // Mancanza di pianificazione.

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Commistione tra pista ciclabile e percorso per non vedenti. Inoltre la prosecuzione della pista nei pressi di Piazza dei Caduti non è segnalata. A un certo punto la pista “compare” a Porta San Biagio verso il cinema Massimo, ovviamente con scivoli in discesa ma non in salita e con intersecazioni con la pista per non vedenti. Percorso ciclabile mal segnalato.

La pista ciclabile è interrotta con un gradino.

Un ragazzo che passa di là per caso ci segnala come ovviare al problema dell’interruzione: consiglia di usare una scivola privata situata poco distante. L’alternativa per il ciclista sarebbe quella di immettersi nel traffico veicolare controsenso, cosa peraltro molto pericolosa.

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PERCORSO E > F V.le Lo Re via Marconi

Criticità: A PICCOLE DOSI // Mancanza di continuità. // Mancanza di infrastrutture.

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Ci troviamo su una strada di collegamento molto centrale. L’accesso e la viabilità legati alle biciclette sono considerati ai minimi termini.

CICLISTI INTERROTTI Porta San Biagio, Viale Lo Re, monumento ai caduti: due ciclisti sono alle prese con una pista interrotta.

Si pensa di poter far andare il Di fianco abbiamo una carreggiata sempre maggior numero di bici che a due corsie di cui una preferenzici si augura di vedere su un marcia- ale per i mezzi pubblici. piede di 1,5m insieme ai pedoni!

Vogliamo considerare più spazio per chi sceglie di andare in bici.

OVALE INACCESSIBILE Il monumento ai caduti non è accessibile ai diversamente abili perché non fornito di rampa. Guarda il video in cui la signora Anna espone le problematiche legate al fatto che sullo stesso marciapiede si trova la pista ciclabile e il flusso dei pedoni:

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NODO F Castello, Mercato dei Fiori

CriticitĂ : VARIE // Mancanza di pianificazione

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Arontiamo le problematiche con la vigilessa urbana. < Guarda il video

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VICOLO CIECO Da via XXV Luglio al Castello la pista ciclabile è segnalata da cartelli che portano una volta a destra ed un’altra a sinistra della carreggiata. Sullo scivolo di via Trinchese c’è un palo e un pannello per le affissioni. A partire dal teatro Politeama in poi la pista non è segnalata e si blocca ai bagni pubblici: pista “appiccicata” dopo.

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BUIO Scarsa illuminazione.

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PERCORSO F > G V.le XXV Luglio

CriticitĂ : ZONA 30, MA LA SEGNALAZIONE DOVE STA? // Mancanza di segnaletica. // Mancanza di pianificazione.

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(NO) ZONA 30 Ci troviamo all’imbocco di Viale XXV Luglio, venendo da Viale De Pietro. Pieno centro e inizio di una zona 30 non segnalata adeguatamente per gli automobilisti. Nelle vicinanze c’è la villa comunale, luogo di aggregazione e convivialità sociale. Il cartello segnala l’inizio di una zona 30, quindi di accesso ad un movimento lento ma non segnala in nessun modo l’aumento dell’attenzione nei confronti dei ciclisti.

HAI BLOCCATO L’ACCESSO All’altezza della villa e della Prefettura in Viale XXV Luglio, la pista ciclabile si interrompe. Durante il percorso ciclabile abbiamo re-incontrato un segnale di pista ciclabile quasi invisibile: la confusione regna sovrana. Dulcis in fundo: un’auto parcheggiata sullo scivolo.

MAI VISTO TANTA ACQUA La pista per non vedenti finisce in un’aiuola, quella ciclabile in una pozzanghera...

Alessandra incontra disagi durante il suo percorso in bici e ce li racconta. Guarda il video:

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PERCORSO F > G V.le XXV Luglio

CriticitĂ : VICOLO CIECO // Mancanza di pianificazione.

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UNA FERITA. Il legame Santa Croce – Villa – Via Imperatore Adriano non si percepisce.

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Il percorso ciclabile termina su un’edicola.

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NODO G Officine Cantelmo, Villa comunale

CriticitĂ : VARIE // Mancanza di riconoscibilitĂ . // Mancanza di pianificazione.

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INTERMITTENZA Piste ciclabili interrotte, piene di buche, in alcuni tratti corrono insieme alle piste per disabili.

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BUIO Scarsa illuminazione. Non vengono illuminati gli edifici importanti. Illuminazione stradale soltanto, ma comunque scarsa. La zona è vissuta come percorso da attraversare, piuttosto che con ambienti di ritrovo.

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CARREGGIATE Il marciapiede è stretto, soprattutto in prossimità della fermata degli autobus, mentre ci sono corsie preferenziali scarsamente utilizzare.

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NODO G Officine Cantelmo, Villa comunale

Criticità: E LA SOCIALITÀ? // Mancanza di infrastrutture.

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UNA PIAZZA DESERTA

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Mancanza di socialità. Spazio verde limitato. Poche rastrelliere e mancanza di piste ciclabili. Mancanza di passaggi pedonali. Non ci sono panchine nè un parco giochi. La piazzetta è vuota e non utilizzata. Niente perché venga usata come piazza.

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UN LAMPIONE DA STADIO. Gli elementi luminosi illuminano le chiome degli alberi dall’alto e non sono funzionali. Gli edifici non sono illuminati, si predilige la strada illuminata dall’alto. Mancata messa in valore degli elementi architettonici. Non c’è visibilità alla svolta dalla villa: curva poco sicura. www. scieurbane.org - ecco@scieurbane.org - 0039 349 8642201


PERCORSO G > A V.le De Pietro

CriticitĂ : VOLA VOLA VOLA // Mancanza di infrastrutture.

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VOLA VOLA VOLA

FILA INDIANA

Assenza di scivoli lungo il marciapiede. Assenza di pista ciclabile. In particolare, si segnala il punto 45.1 che non consente di proseguire dritto verso la circonvallazione, obbligando a seguire la curva a destra per poi attraversare.

DiďŹƒcoltĂ anche per i pedoni: marciapiede troppo stretto.

Guarda il video dimostrativo di come poter camminare insieme:

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PERCORSO G > A V.le De Pietro

CriticitĂ : VARIE // Mancanza di infrastrutture. // Mancanza di riconoscibilitĂ .

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CULTURA

SPAZIO

INFRASTRUTTURE E SOCIALITÀ

Sorpassi azzardati da destra e velocità elevata delle auto (siamo anche in prossimità di una scuola).

Istituto d’arte e altri edifici storici non valorizzati e male illuminati.

Mancanza di scivoli per disabili. Mancanza di attraversamenti ciclabili.

La strada che costeggia la piazza è “ciclabile”, ma il passaggio viene violato. Dedicato ai mezzi di poilizia penitenziaria. 59

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PERCORSO G > A V.le De Pietro

CriticitĂ : VARIE // Mancanza di infrastrutture. // Mancanza di riconoscibilitĂ .

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ILLUMINAZIONE PASSIVA

NON ATTRAVERSAMENTO

Mancanza di illuminazione passiva nella corsia degli autobus per delimitare le corsie.

Mancanza di attraversamento ciclabile.

Stefano, che lavora in un bar della piazza, ci racconta le varie problematiche presenti:

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L’Atlante della Lecce difficile 62

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Plenaria di analisi delle criticità a cura di Città Fertile. Durante il corso del laboratorio fallafacile, Città Fertile ha avuto la possibilità di sperimentare un approccio inedito alla facilitazione di problemi urbani complessi e alla costruzione di visioni condivise, integrando diversi metodi strutturati. La base di riferimento metodologica è stata quella del metaplan, metodo di facilitazione con tecniche di visualizzazione a muro, utile per la costruzione di un unica visione condivisa partendo dalle visioni individuali dei partecipanti. L’approccio innovativo consiste nell’aver innestato il metodo del metaplan su una ricognizione spaziale delle criticità, fatta dell’esperienza diretta dei partecipanti tramite il format del gioco della caccia al tesoro . Gli output della ricognizione, avvenuta per gruppi di partecipanti, hanno preso di fatto il posto delle opinioni/indicazioni di partenza, che solitamente si riferiscono ad una esperienza pregressa dello spazio. Tale innesto, ricognizione puntuale immediata più fase di clusterizzazione per temi, rende il lavoro da un lato più circoscritto, dall’altro più immediato nella condivisione delle esperienze, in quanto i partecipanti hanno già un bagaglio di riferimenti comuni. www. scieurbane.org - ecco@scieurbane.org - 0039 349 8642201

Il social mapping giocoso dell’anello prossimo al centro storico di Lecce, costruito come base di discussione del metaplan, ha la doppia funzione di piattaforma concettuale per le astrazioni simboliche delle criticità tipo da un lato, e di riferimento geografico esatto di fatti urbani concreti dall’altro. Ha una sua piena dignità anche solo come mappa delle criticità direttamente connesse e disegnate con le due chiavi di lettura: accessibilità e sicurezza. Assume un interessante valore sperimentale quando si pone, come detto, quale base di discussione immediata di temi urbani che sono poi le criticità riviste in chiave progettuale e propositiva. Il metaplan potenzia la sua efficacia tramite la forte connessione geografica, in termini di strumenti la mappa delle criticità si fonde con lo spazio proprio del metaplan della discussione per temi e cluster. Ne sembra conseguire un inedito geo-metaplan in cui i collegamenti concettuali e il peso delle indicazioni continuano ad avere un ruolo anche nella fase successiva di rielaborazione dei temi urbani. La mappa delle criticità riempita di senso diventa già la base informativa per l’Atlante della Lecce difficile. É questo difatti il momento in cui i temi urbani diventano concept di idee

possibili, di trasformazioni dal basso, tracce di percorsi autoportanti in cui l’apporto dei partecipanti si ribalta e passa dalla ricognizione critica della funzionalità spaziale, alla proposizione innovativa connessa con il portato intellettuale e esperienziale di ognuno. É questo il momento in cui il workshop diventa un laboratorio di dettaglio sulle diverse criticità con un approccio problem solving tipico dei collettivi di designers. Il riferimento al metodo di progettazione partecipata cambia, sullo sfondo abbiamo il micro-planning, versione ridotta del più famoso il planning for real. I gruppi di lavoro autoformatosi attorno alle criticità, partendo 63 da esse innestano minute soluzioni di prodotto e di processo attraverso piccole pratiche individuali. Un insieme di idee-progetto direttamente connesse alla mappa delle criticità e alla clusterizzazione funzionale per temi urbani, sono gli output immediati della due giorni di laboratorio e la base informativa per la costruzione di questo atlante.

Rino Carluccio e Livianna Curri, Città Fertile


Atlante della Lecce Difficile: // Geo referenziazione delle criticità. In giallo la Sicurezza, in blu L’Accessibilità

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Atlante della Lecce Difficile: // Cluster delle criticitĂ

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Atlante della Lecce Difficile: // CriticitĂ : Tavoli di lavoro

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Atlante della Lecce Difficile: // CriticitĂ : Tavoli di lavoro

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Le soluzioni per farla facile!

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Criticità: POTERSI MUOVERE IN CITTÀ Attraversamenti, attrezzature, mobilità.

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IDEA!

DOVE Lungo tutti i percorsi ciclabili e in generale tutte le vie di Lecce CHE COSA Segnalare con una attività di guerrilla urbana le criticità: Assenza di continuità percorsi ciclabili Intersezioni pistemarciapiedi-strada Scarsa segnalazione dei percorsi ciclopedonali Scarse attrezzature per la bici. COME Utilizzare gli elementi esistenti (pali) come sede di indicazioni temporanee per una para-segnaletica per ciclista, pedone su carrozzina,

passeggino. Verrà prodotto una serie di adesivi su materiale catarifrangente per segnalare alcuni gap presenti (e segnalati come criticità): Si parte dallo storico cartone animato di Cavandoli, Linea, per segnalare in tono ironico una rete di percorsi sicuri e di collegamento tra i percorsi ciclabili attuali Le icone: 1) segnale rosso, pericolo: attenzione al gradino/ cordolo/palo (immagine: iconica bici con ruota anteriore quadrata; testo: la quadratura della ruota) 2) segnale rosso, pericolo: pista ciclabile interrotta (immagine: bici su linea

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spezzata; testo: interruzione, la pista ricomincerà il prima possibile) 3) segnale blu, indicazione: entrata/svolta non sicura (immagine: svolta a dx/sx; testo: come procedere) 4) segnale blu, indicazione: pista su marciapiede/pista su strada (immagine: ...; testo: come procedere) 5) segnale giallo, attenzione: percorso promiscuo pedone/ ciclista (immagine: ...; testo: ...) 6) segnale blu, indicazione: usa la corsia preferenziale bus (immagine: icona bici + icona bus; testo: attaccati al filobus!) 7) segnale giallo, attenzione: percorso promiscuo

pista-non-vedenti/pistaciclabile (immagine: icona campanello; testo: fatti sentire!) 8) segnale blu, indicazione: suggerimento per evitare i furti presso le rastrelliere (immagine: icona bici con catena tra ruota anteriore 71 e telaio; testo: ... contro il furti) CON CHI Designer a creativi, chiedendo i permessi per un’installazione temporanea. Auto-finanziamento (poche risorse necessarie). Distribuire gli adesivi tra tutte le associazioni di ciclismo urbano e durante le critical mass.


Criticità NON RICONOSCIBILITÀ DEGLI SPAZI Visibilità, agevolazione uso, valorizzazione, identità

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IDEA!

DOVE Viale Gallipoli e adiacenze. Perimetro Giardini Pubblici (in particolare Viale XXV Luglio e via San Francesco d’Assisi). Viale Michele di Pietro. CHE COSA Cambiare il modo in cui si illuminano le strade: per esempio, illuminare gli alberi dei viali dal basso, invece dei marciapiedi dall’alto o le chiome degli alberi da sopra. Per riconoscere la strada come un viale alberato, più piacevole per camminarci, e valorizzare le ville storiche che si incontrano lungo il percorso. Per riconoscere i Giardini come spazio verde nel nucleo urbano, invece di www. scieurbane.org - ecco@scieurbane.org - 0039 349 8642201

dare enfasi alla circolazione stradale attorno. Illuminare gli edifici storici lungo Viale di Pietro, per un miglioramento estetico e valorizzazione dell’architettura, e non solo illuminazione funzionale al traffico automobilistico. COME Utilizzare gli elementi esistenti (pali) rivedendone l’utilizzo (allacciarsi all’alimentazione elettrica esistente senza creare altre infrastrutture). Illuminare i piani verticali e non orizzontali (alberi, edifici storici): i pedoni e i ciclisti si rendono visibili contro i piani verticali illuminati, non illuminando i caschi dall’alto.

CON CHI Designer a creativi, chiedendo i permessi per un’installazione temporanea. Auto-finanziamento (poche risorse necessarie). Invitare le persone a giudicare. 73


Criticità NON RICONOSCIBILITÀ DEGLI SPAZI Visibilità, agevolazione uso, valorizzazione, identità

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IDEA!

DOVE Giardini Pubblici, via Imperatore Adriano, Palazzo dei Celestini. CHE COSA Ricucire visivamente gli spazi isolati. I Giardini non sembrano integrati alla città, ma isolati dalle carreggiate e dai parcheggi per automobilisti.

COME Proiettare sulle entrate/uscite ai Giardini delle immagini che fanno vedere che cosa c’è oltre (o un mapping per far vedere che cosa potrebbe esserci). Schermo che riprende le immagini di una telecamera oltre il taglio stradale di Viale XXV Luglio e via San Francesco d’Assisi (dando una vista, come se non ci fossero il parcheggio e la strada). Concept alternativo: cucitura cromatica (percorso di luce) dal mare a santa croce. Si filtrerebbero dello stesso colore tutte le lampade (lampioni) da Santa croce fino, virtualmente, al mare lungo via Imperatore Adriano.

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CON CHI Conflitto: secondo qualcuno dei presenti, la villa ha un’identità “elitaria” e destinata a uno specifico target, e i cittadini leccesi la vogliono così. Per cui pensano che nei luoghi “vergini” come quello attorno alle mura 75 si possano coinvolgere più persone.


Criticità: MANCANZA DI ATTREZZATURE NON FUNZIONALITÀ DEGLI IMPIANTI Spazi in disuso o sottoutilizzati, progetto non ergonomico o non destinato ai cittadini.

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IDEA!

DOVE Spazio verde in via Calasso attorno alle mura. Porta Rudiae. Piazza in Viale Michele di Pietro. CHE COSA Un evento che faccia vivere lo spazio in modo diverso. COME Creare un parco giochi virtuale. Per esempio, proiettando le giostrine possibili. O creare una “caccia al tesoro al buio”, in cui i bambini cercano con una torcia dei simboli di giochi fatti con materiale rifrangente. Festa di luce / installazione

di light art interattiva. Differenziare nel tempo (con proiezioni o installazioni) quello che potrebbe esserci: salotto, giostre, persone che chiacchierano. Proiettare il prospetto di Piazza Duomo sulle facciate degli edifici attorno alla piazza in Viale di Pietro (per rendere la distinta percezione e uso che si fa di Piazza Duomo rispetto a questo spazio). Cabine telefoniche inutilizzate: dare un altro uso (Ciclofficina). Nella stessa piazza, creare un’atmosfera più calda nascondendo gli edifici anonimi (non illuminarli) e rendendo scenografici i portici e lo spiazzo, con luce d’ambiente.

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Una “salottata”: predisporre prese e divani, e invitare gli abitanti del quartiere a scendere in piazza con le proprie lampade da casa, per vivere la città come se fosse casa propria, e la piazza come il salone. Illuminare meglio i percorsi pedonali e visibilizzarne le buche (intervento simile a quello di Luz Interruptus a Madrid). Una performance di skate luminosi. CON CHI Nella piazza lungo Viale di Pietro, creare un’agenda di eventi con il bar, le attività commerciali adiacenti, le officine Cantalmo vicine.

Sponsor delle attività commerciali, in vista di una rigenerazione dello spazio Coinvolgere le persone che potrebbero vivere gli spazi o già lo vivono: studenti dell’università, istituto De Giorgi, skaters. Mercatino di finanziamento. 77 I cittadini sono i primi da coinvolgere e sensibilizzare, dimostrare che è possibile un altro uso della città. Alunni delle scuole elementari per elaborare proposte.


Criticità: ECCESSIVA VELOCITÀ AUTOMOBILISTI Impossibilità di vivere lo spazio con un altro tempo.

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IDEA!

DOVE Viale Università e via Calasso. CHE COSA Strategie per rallentare gli automobilisti perché tutta la zona sia vissuta più lentamente, come zona per stare e socializzare. COME Un’azione di guerrilla urbanism per dissuadere gli automobilisti. Si fotografano le macchine che corrono troppo veloci simulando un autovelox. CON CHI Coinvolgendo amici e creativi. Creando un video e immagini virali da diffondere sui social network.

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Chi ha partecipato e perchè (grazie a): Andrea Alba, operatore turistico e fondatore della Ciclofficina Popolare Ruotando :“Mi sembra un workshop molto interessante, è un’analisi che mi interessa per gli spunti e riflessioni che si potranno produrre”. Cosimo Chiffi, mobility manager: “Per condividere e approfondire l’esplorazione dei quartieri, degli spazi pubblici e dell’assetto viario della città. Per riflettere su alcune modalità e soluzioni per bilanciare l’uso dello spazio stradale tra le diverse modalità di trasporto: pedonale e ciclabile in primis.” Francesco Marella, architetto, lighting designer, Excape, MoMAng: “Ho da poco concluso un master a Roma sul tema, e da diversi anni mi occupo di social design e progetti urbani. Mi interesserebbe molto partecipare al workshop per poter scambiare idee sul tema in ambito territoriale. E vado anche in bici da quando ho 10 anni... Mi sembra un ottimo inizio.” Melania Puscio, Archeologa, Architetto del paesaggio: “Sono una giovane laureata in Archeologia, specializzata in Architettura, Città e Paesaggio. Questo workshop è una vera occassione per analizzare e discutere

insieme tutti gli elementi positivi e negativi che caratterizzano la nostra bella città che indubbiamento può offrire molto di più con un adeguato piano urbanistico e di valorizzazione. Spero vivamente di poter esserne parte. Il desiderio è rendere Lecce ancora più fruibile e maggiormente attenta alle numerose esigenze che caratterizzano la società di oggi”. Vincenzo De Fabrizio, architetto: “sono un architetto, attento alle problematiche urbane specie quelle connesse all’uso delle due ruote. La bici è una parte importante della mia vita. Vorrei condividere questa mia passione con i miei concittadini invogliandoli all’uso quotidiano in allegria e sicurezza”. Alessandra Tommasi, ciclista, Zero web radio: “Per capire come vivere meglio sta città a due ruote!” Cristiano Levantaci, ass. Contropedale: “Perchè Scie Urbane mi piace!” Stefania De Michele: “Perchè sono a un tiro di schioppo dalle Officine e mi incuriosisce sapere, vedere, toccare ciò che fermenta lì; perchè Lecce mi ha accolta vent’anni fa e le devo un favore; perchè mi sono scocciata di stare a

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guardare e ora voglio partecipare; perchè voglio lasciare ai miei figli una bella città” Luca Brindisino, Lecce Transition: “Perché insieme a tante associazioni del territorio stiamo cercando di sviluppare su Lecce un percorso di Transizione. Trovo questa iniziativa bellissima e spero si possa portare un contributo concreto al settore Mobilità, che in una città di 100mila abitanti potrebbe e dovrebbe essere più funzionale e sostenibile. Chiara Greco, Lecce Transition: “Innanzitutto perché sono una cittadina leccese ed il mio principale mezzo di trasporto é la bicicletta. Inoltre, essendo nata in una realtà in cui tutto mi é stato presentato come difficile sono interessata a partecipare a processi collettivi volti a ricercare soluzioni ed a sviluppare buone pratiche”. Giulio Elia, ass. Contropedale e e fondatore della Ciclofficina Popolare Ruotando:“Presenti al Workshop, per un futuro ciclabile migliore!!!” Gianluca Rollo, comitato Lecce 2019: “L’approccio bottom-up è il miglior modo di ripensare gli spazi urbani che presentano delle criticità”.

Doriana Agrosì: “Per curiosità e per il legame forte che ho con la città”. Luciana Stomeo: “Perchè vorrei contribuire al cambiamento che Lecce merita di intraprendere. Sono convinta che tale cambiamento debba partire dalle persone che vivono la città, perchè essere cittadini passivi ci isola e non ci permette di comprendere che chiunque è parte integrante di questo luogo e quindi di una grandissima rete di intervento”. Enrico Tortelli: “Da cittadino, praticante esploratore urbano, sono incuriosito e affascinato dal progetto. Ma pronto 81 a lasciar spazio a tecnici ed artisti se il loro contributo può essere più significativo”. Werner Romano, ingegnere. Mauro Baldassarre, ingegnere. Tania Lo Galbo, Ciclofficina Ruotando Marco Godone, Lecce Transition Maria Chiara Maggio, Lecce Transition Lorena Vasquez, operatrice turistica


Chi è Scie Urbane SCIE URBANE

CITTÀ FERTILE

Scie Urbane è un collettivo di designer dedicato a sperimentare e promuovere soluzioni per rendere più ergonomica e sociale la città, attraverso workshop, azioni sul campo, sviluppo di progetti di spazio e prodotto, mobilitazione.

CITTA’ FERTILE è un gruppo tecnico interdisciplinare che promuove i processi partecipativi per la progettazione urbana e architettonica, la pianificazione urbana, la programmazione strategica, la gestione dei conflitti ambientali, le forme di ricerca socio-territoriale.

Usa la luce come strumento leggero di trasformazione, e punta sulla mobilità dolce come stile per migliorare la vita urbana. Nasce come progetto vincitore del bando Principi Attivi 2012 della Regione Puglia e si costituisce come organizzazione culturale. I suoi fondatori e attuali componenti sono: Donata Bologna, communication designer, e Paolo Portaluri, lighting designer.

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Chi è Città Fertile

CITTA’ FERTILE costruisce architetture partecipate di processo, fondate su metodi comunitari, integrati, variati ed adattati per cittadini, gruppi organizzati, pubbliche amministrazioni. CITTA’ FERTILE è un’associazione culturale di cittadini attivi che sostengono le forme di democrazia partecipata e la trasparenza delle politiche pubbliche nelle trasformazioni urbane. Nel workshop Falla Facile hanno partecipato come facilitatori e co-ideatori, per Città Fertile: Livianna Curri, architetto, e Rino Carluccio, urbanista.

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Partner SPONSOR: REGIONE PUGLIA Progetto finanziato attraverso i fondi del bando “Principi Attivi 2012”.

Regione Puglia

Assessorato Politiche Giovanili e Cittadinanza Sociale

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale

PARTNER ISTITUZIONALI - COMUNE DI LECCE - LECCE2019 CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA - ITALIAN LIGHTING DESIGNERS - APDI (Asociación Profesional de Diseñadores de Iluminación)

PARTNER TECNICO-PROGETTUALI - CITTÀ FERTILE - CICLOFFICINA POPOLARE RUOTANDO - MANIFATTURE KNOS - LUPERCALES - IN-CUL.TU.RE. MEDIA PARTNER(S) - LIGHTECTURE - LUXEMOZIONE - PASSOLUCE + I LOVE LIGHTING DESIGN - FUTURI POSSIBILI www. scieurbane.org - ecco@scieurbane.org - 0039 349 8642201

Comune di Lecce

Assessore all’Innovazione tecnologica, Politiche Comunitarie, Politiche Giovanili, Politiche per il lavoro e Formazione professionale

Regione Puglia

Assessorato Politiche Giovanili e Cittadinanza Sociale

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale

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SCIE URBANE

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