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VIVERE

APPUNTI DI VIAGGIO GRUPPO DI AZIONE LOCALE DELLA SILA

I COMUNI DEL GAL

Via Guido Rossa, 24 – 87050 Spezzano Piccolo (CS) Tel. / Fax 0984.431064 www.galsila.com info@galsila.com

◗ ACRI Municipio Via Roma, 16 - 87041 Tel. 0984.914204 www.comune.acri.cs.it Pro Loco Acri Via Baffi snc 87041 Acri (CS) Tel. 0984.954106 Museo del Beato Angelo Piazza Beato Angelo d’Acri, 5 87041 Acri (CS) Tel. 0984.953368 info@beatoangelo.it www.beatoangelo.it MACA – Museo di Arte Contemporanea di Acri Palazzo Sanseverino Falcone Piazza Falcone, 1 87041 Acri (CS) Tel. 0984.953309 Cell. 339.6935464 www.museovigliaturo.it maca@museovigliaturo.it Orari di apertura invernali. 09:00 - 13:00 / 16:00 20:00 da martedì a sabato 10:00 - 13:00 / 16:15 20:15 domenica Orari di apertura estivi. 9:00 - 13:00 / 15:00 19:00 tutti i giorni ◗ CASOLE BRUZIO Municipio Via Antonio Proviero, 9 87050 Tel. 0984.432000 Fax 0984.432033 www.comunecasolebruzio.it Pro Loco Casole Bruzio Via P. Magliari, 2 87050 Casole Bruzio (CS) Tel. 0984.432679 ◗ CELICO Municipio Piazza Gustavo Valente, 5 87053 Tel. 0984.435004 / 431820 / 435242 Fax 0984.434414 www.comunedicelico.it ◗ LAPPANO Municipio Via Roma, 25 - 87050 Tel. 0984.651003 Fax 0984.651218 www.comune.lappano.cs.it Pro Loco Lappano Piazza S. Gemma, 1 87050 Lappano (CS) ◗ PEDACE Municipio Piazza Municipio, 1 - 87050 Tel. 0984.436065

COME ARRIVARE In auto. I comuni della Sila Grande sono raggiungibili da ovest tramite la A3 SalernoReggio Calabria, uscita Cosenza, e proseguendo sulla SS107 e la SP256 in direzione Lorica, oppure sulla SP217 in direzione Aprigliano e Pietrafitta e la SS178 fino a Lorica. Da est: casello di Crotone, segue SS107 fino a San Giovanni in Fiore. Da nord: casello di Sibari, segue SS534 e SS106 fino a Mirto. Seguono SS531, SS177 ed SP255 in direzione La Fossiata/Bocchigliero. In alternativa, da Rossano SS660 fino ad Acri. In aereo. Aeroporti di Lamezia-Sant’Eufemia e di Crotone-Sant’Anna. In treno. Stazioni FF.SS. di Cosenza da ovest, Crotone Sant’Anna da sudest, Rossano da nord.

NUMERI UTILI PARCO NAZIONALE DELLA SILA Via Nazionale snc 87055 Lorica Comune di San Giovanni in Fiore (CS) Tel. 0984.537109 (Sede) Fax 0984.537888 (Sede) Tel. 0984.579757 (Centro Visite Cupone) Tel. 0984.76760 (Amministrazione Corpo Forestale di Cosenza) www.parcosila.it parcosila@pec.it info@parcosila.it Centro Visite di Cupone Loc. Cupone - 87052 Spezzano della Sila (CS) Comunità Montana Silana Via G.Rossa, 24 - 87050 Spezzano Piccolo Tel. 0984.431807 www.comunitamontanasilana.it

Fax 0984.436034 www.comunepedace.it ◗ PIETRAFITTA Municipio Via Bonaventura Zumbini, 154 87050 Tel. 0984.424021 Fax 0984.424900 www.comune.pietrafitta.cs.it Pro Loco Pietrafitta www.prolocopietrafitta.it ◗ ROVITO Municipio Via Giacomo Leopardi 1 87050 Tel. / Fax 0984.433003 www.comune.rovito.cs.it Pro Loco Rovito Piazza del Popolo 87051 Rovito (CS) ◗ SAN GIOVANNI IN FIORE Municipio Piazza Municipio - 87055 Tel. 0984.977111 Fax 0984.991317 www.comune.sangiovanniinfiore.cs.it Pro Loco San Giovanni in Fiore Via Kennedy, 10 87055 San Giovanni in Fiore (CS) Tel. 0984.971079 www.prolocosangiovanniinfiore.it Pro Loco Lorica Via Nazionale 87050 Lorica (San Giovanni in Fiore) Tel. 0984.537069 info@prolocolorica.it Centro Internazionale di Studi Gioachimiti Abbazia Florense 87055 San Giovanni in Fiore (CS) Tel. 0984.991825 Fax 0984.975888 www.centrostudigioachimiti.it info@centrostudigioachimiti.it ◗ SAN PIETRO IN GUARANO Municipio Largo Municipio 1 - 87047 Tel. 0984.472511

Fax 0984.472147 www.comune.sanpietroinguarano.cs.it Pro Loco San Pietro in Guarano Via Mazzini, 1 87047 San Pietro in Guarano (CS) Tel. 0984.47100 ◗ SERRA PEDACE Municipio Via Roma - 87050 Tel. / Fax 0984.436093 www.serrapedace.info Pro Loco Serra Pedace & Silvana Mansio Via Papa Giovanni XXIII 87050 Serra Pedace (CS) Tel. 0984.436502 / 436093 ◗ SPEZZANO DELLA SILA Municipio Via Fausto Gullo, 1 - 87058 Tel. 0984.435021 spezzanodellasila.asmenet.it Delegazione Municipale Camigliatello Tel. 0984.578031 spezzanodellasila.asmenet.it urpspezzanosila@libero.it Pro Loco Camigliatello Silano Tel. 0984.578159 www.camigliatellosilano.eu Impianti sciistici di Tasso Monte Curcio Camigliatello Silano Tel. 0984.579400 Stazione sciistica La Pagliara Tel. 0984.578401 Nave della Sila Parco Old Calabria 87052 Camigliatello Silano (CS) Tel. 0984.578200 Fax 0984.578200 www.oldcalabria.org info@oldcalabria.org Fondazione Napoli Novantanove (per prenotare la visita) Tel. 081.667599 ◗ SPEZZANO PICCOLO Municipio Via Annunciata 1 - 87050 Tel. 0984.435035 Fax 0984.435040 www.comune.spezzanopiccolo.cs.it Pro Loco Spezzano Piccolo Via Petroncello, 6 -87050 Spezzano Piccolo (CS) Tel. 0984.435040 ◗ TRENTA Municipio Corso Umberto 59 87050 Tel. 0984.432003 Fax 0984.438049 www.comune.trenta.cs.it

LA SILA GRANDE L

a Sila Grande costituisce il cuore del Parco Nazionale della Sila, la parte centrale e più estesa dell’altopiano con le sue fitte foreste di conifere e i laghi cristallini. Una terra che sin dall’antichità ha ispirato poeti e scrittori e che incantò i grandi viaggiatori stranieri che la percorsero già dalla fine del 1800. La bellezza del paesaggio e l'ambiente naturale incontaminato, la biodiversità, i boschi secolari, così come la qualità e l'unicità dei prodotti e piatti tipici, rappresentano eccezionali risorse che meritano di essere valorizzate e rese accessibili agli appassionati di turismo rurale e di outdoor. Il turismo nelle zone rurali, con particolare riguardo a quello imperniato sulla valorizzazione dei percorsi enogastronomici ed agrituristici, può essere oggi considerato una delle più importanti forme di "turismo emergente", di grande potenzialità per il territorio Silano, e fattore-chiave per lo sviluppo, in quanto capace di integrarsi in modo efficace con un’offerta turistica già consolidata nei tradizionali segmenti del turismo sportivo e montano. In tale contesto, il Gruppo di azione locale della Sila sta realizzando un progetto strategico che ha come obiettivo quello di promuovere e qualificare un’offerta turistica diversificata e integrata, in grado di soddisfare i bisogni di un consumatore/viaggiatore alla continua ricerca di autenticità, di informazioni e garanzie su prodotti, servizi e qualità della ricettività. Il marchio Silautentica - Ospitali per natura rappresenta l’icona di un prodotto turistico territoriale competitivo ed attrattivo, che gli operatori della Sila Grande andranno a realizzare in un’ottica di sistema turistico integrato e sostenibile. La realizzazione di questa innovativa guida turistica è parte di questa strategia ed attraverso i quattro percorsi tematici proposti esalta le eccellenze ambientali e storico-culturali del territorio in sinergia con le attività delle imprese turistiche, agroalimentari e artigianali che sinora hanno aderito al progetto. Ne emerge un quadro di insieme di assoluta ricchezza capace di proiettare la Sila Grande tra le destinazioni più ambite e qualificate nel mercato turistico nazionale ed internazionale. Un’esperienza da vivere in ogni periodo dell’anno attraverso un’interazione autentica con l’identità del territorio e la proverbiale ospitalità delle popolazioni Silane. Avv. Francesco De Vuono Direttore Gal della Sila


SOMMARIO 6

Sila Grande a 360 gradi

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ACQUA

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TERRA

10 12 17 23

In viaggio sulla via dell’acqua 1 tappa - Dal Lago Arvo al Monte Botte Donato 2a tappa - Dal Lago Arvo al Lago Ariamacina 3a tappa - Dal Lago Ariamacina al Lago Cecita

58 60 69 77

In viaggio per scoprire la terra 1a tappa - Da San Giovanni in Fiore a Camigliatello Silano 2a tappa - Da Camigliatello Silano a Acri 3a tappa - Da Camigliatello Silano ai Paesi della Presila

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LEGNO

80

SPIRITO

30 32 38 46 50

In viaggio sulle tracce del legno

a

1 tappa 2a tappa 3a tappa 4a tappa a

-

Il Centro Visite Cupone sul Lago Cecita Dal Lago Cecita a Camigliatello Silano Da Torre Camigliati ai Giganti della Sila Da Camigliatello Silano a Lorica

82 84 89 94 108

In viaggio seguendo lo spirito 1a tappa 2a tappa 3a tappa 4a tappa

- San Giovanni in Fiore - Da San Giovanni in Fiore a Pietrafitta - Da Pietrafitta a Celico - Da Celico a Acri

122 La Sila si veste di bianco L’area interessata dalla GUIDA coinvolge i seguenti comuni:

Acri, Casole Bruzio, Celico, Lappano, Pedace, Pietrafitta, Rovito, San Giovanni in Fiore, San Pietro in Guarano, Serra Pedace, Spezzano della Sila, Spezzano Piccolo, Trenta.

128 Sila Grande in festa VIVERE LA SILA GRANDE itinerari e percorsi tra natura, storia, enogastronomia e cultura Direttore Responsabile: Italo Clementi Curatore: Serafino Ripamonti Caporedattore: Enrico Bottino Art Director: Stefano Roffo, Francesca Massa Testi di: Francesco Bevilacqua, Elisa Canepa, Italo Clementi, Sara Dalessio Clementi, Milena Lombardo, Alfonso Lucifredi, Giorgio Meroni, Elisa Patrone, Carlo Rocca, Marco Tagliabue, Michele Vaccari. Referenze fotografiche: Gabriele Palmato, Francesco Bevilacqua, Enrico Bottino, Massimo Piacentino, Sergio Scrivano, Cartine: Daniela Blandino. Clementi Editore S.r.l.: Corso Torino, 24/3 - 16129 Genova - u 010.5701042 - Fax 010.5304378 www.trekking.it e-mail: info@gruppoclementi.it Associato Unione Stampa Periodica Italiana


Gli itinerari outdoor 1 Collegamento Lago Arvo – Lago Ampollino Mountain bike pag 16 2 Sentiero della Fiumarella Trekking e ciaspole pag 55 3 Anello dei Colli Perilli Trekking pag 93 4 Anello del Lago Arvo Cicloturismo pag 54 5 Sentiero dell’Abate Trekking pag 106 6 Sentiero dell’Altare Trekking pag 27 7 Serra Carlomagno Mountain bike pag 67 8 Sentiero dell’Ariamacina Trekking e ciaspole pag 22 9 Sentiero nella Riserva del Fallistro Trekking pag 48 10 Area dei Giganti della Sila Mountain bike pag 49 11 Strada delle Vette Mountain bike, ciaspole, sci di fondo pag 107 12 Sentiero della Presila Trekking e ciaspole pag 79 13 Sentiero della Foresta del Tasso Trekking e ciaspole pag 121 14 Anello del Lago Cecita Mountain bike pag 76 15 Sentiero del Cupone Trekking e ciaspole pag 37 16 Sentiero del Fiume Cecita Trekking pag 68 17 Tour Cupone – Fossiata Mountain bike pag 45


La prima impressione che si ha quando si raggiunge la Sila Grande è – a ragione – quella di trovarsi nel cuore di un ambiente naturale che non si riscontra in nessun’altra zona della nostra penisola. Un territorio che permette di godere di un clima rilassante e di muoversi per ore restando sempre a contatto con la natura. Fondamentale in questo angolo di Calabria è l’armonia tra uomo e paesaggio, in un’area che non è solo wilderness ma anche un raro e magistrale esempio di corretta gestione di un ecosistema, dove la natura selvaggia si integra con una armonica presenza umana.

Sila Grande a 360 gradi Acqua Legno Terra Spirito

B

oschi, fiumi e montagne rendono la Sila un’ideale palestra naturale per le attività all’aria aperta, dal trekking alle passeggiate a cavallo, dallo sci alpino alle ciaspole. Ma anche l’enogastronomia rappresenta un fiore all’occhiello nell’offerta turistica di questo territorio, grazie a sapori custoditi e tramandati da generazioni. In netto contrasto con una globalizzazione delle abitudini alimentari, che comporta l’abbandono dei metodi naturali per cibi pronti e ricette poco salutari, la vocazione rurale della Sila Grande si fa oggi portatrice di valori da non dimenticare. I prodotti tipici sono destinati ad un mercato ampio ed eterogeneo, e chiunque può ritrovare nell’alimentazione tradizionale le radici del proprio territorio o scoprire

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la ricchezza di un luogo che non conosce: in quest’ottica la Sila Grande con i suoi sapori genuini ed i suoi prodotti autentici, come la patata o il caciocavallo, parte con una marcia in più. Insieme all’enogastronomia in Sila Grande emergono usanze e costumi che devono essere valorizzati, a partire dall’eredità spirituale dell’abate Gioacchino da Fiore e dall’artigianato di qualità. Quattro itinerari tematici Nell’ottica di sviluppo del turismo rurale, inteso come ri-scoperta dell'ambiente naturale storicamente insediato, il territorio silano si presta ad essere vissuto attraverso quattro percorsi legati ad altrettanti temi.

Lago Arvo

Gli itinerari sono incentrati su quelli che sono gli elementi più caratteristici del territorio: Acqua, Legno, Terra e Spirito. Quattro elementi naturali, quattro peculiarità, quattro presenze costanti che rendono unica e inconfondibile la Sila Grande. L’idea è quella di condurre il viaggiatore lungo percorsi fuori dalla logica dei tradizionali itinerari turistici, sulla scia di un filo rosso che connette i vari punti di interesse coinvolgendo il territorio nella sua interezza. Lo schema mette insieme in modo naturale le diverse ricchezze custodite nella Sila Grande, e gli itinerari si trasformano da semplici tracce in una cartina a vere e proprie guide turistiche, per essere percorsi o solo letti, per offrire degli spunti o divenire un prezioso bacino di informazioni.


I laghi della Sila, insieme alle zone umide e ai numerosi fiumi che attraversano l’altopiano, sono la traccia ideale per la scoperta del territorio. Diverse appaiono le attività legate all’acqua: ammirare i paesaggi nordici dalle sponde dei bacini lacustri o dalle alture, camminare nelle valli ascoltando la voce dei ruscelli, negli stessi luoghi che furono teatro delle azioni epiche dei briganti, esplorare i laghi a bordo di una canoa o semplicemente concedersi una sosta all’ombra dei pini larici che scendono fino a lambire le rive degli specchi d’acqua.


In viaggio sulla via dell’acqua 1a Tappa

L’ITINERARIO Località di partenza Lorica Località di arrivo Cupone Località intermedie Silvana Mansio Lago Ariamacina Cupone Chilometraggio totale 25 km

3a Tappa

Le Aziende dell’itinerario 1 Le Delizie di Marianna (Produzione Agroalimentare) – Pag. 13 2 Albergo Ristorante Al Cavaliere (Hotel, Ristorante) – Pag. 14 3 Rifugio Lo Scoiattolo (Rifugio, Ristorante) – Pag. 51 4 Il Brillo Parlante (Griglieria, Pub, Birreria) – Pag. 90 5 Hotel Park 108 (Hotel, Ristorante) – Pag. 15 6 Bar Ristorante La Locomotiva (Ristorante, Paninoteca) – Pag. 20 7 Fattoria Sila (Produzione Agroalimentare) – Pag. 63 8 Il Villaggetto di Biagio Pingitore (Agriturismo, Ristorante, Produzione Agroalimentare) – Pag. 25 9 La Corte dei Pini (Ristorante, Produzione Agroalimentare, Agriturismo e Fattoria Didattica) – Pag. 26 10 Agriturismo Lago Ariamacina (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 21 11 Rifugio dei Peccatori di Gola (Ristorante) – Pag. 35 12 San Lorenzo si alberga - La Tavernetta di Pietro Lecce (Hotel, Ristorante, Enoteca) – Pag. 36 13 Ristorante La Pignanella (Ristorante) – Pag. 23 14 Circolo Ippico Sila (Centro Ippico) – Pag. 43 15 Azienda Agricola Gangale (Produzione Agroalimentare) – Pag. 44 16 Azienda Agricola Sirianni Nicola (Produzione Agroalimentare) – Pag. 32 17 Agriturismo Zagaria - Azienda Agricola Francesco Sirianni (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 33 18 Agriturismo Simao (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 34 19 La Silana da Camillo (Ristorante) – Pag. 24

ACQUA

Oltre 200.000 metri cubi di acque purissime. Il tumulto delle sorgive della Sila che corrono verso valle è un canto perfetto che accompagna il visitatore nelle sue escursioni. I tre principali invasi artificiali dell’altopiano (Cecita, Arvo e Ampollino) ricevono le acque filtrate dalle rocce granitiche, che rilasciano elementi minerali tali da rendere di altissima qualità l’acqua che scorre in questo territorio. I più importanti fiumi calabresi - Neto, Savuto, Trionto, Crati e Tacina - trovano la propria genesi in questi luoghi, dove tutto segue ancora il ritmo e le regole delle stagioni dettati dalla natura. Ma l’elemento di maggior interesse della Sila Grande restano i laghi: nati per lo sfruttamento idroelettrico dei corsi d’acqua dell’area, con il tempo sono diventati un’importante attrattiva naturalistica, in perfetta armonia con l’ambiente circostante.

2a Tappa

Come arrivare A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Cosenza, proseguire sulla SS107 e la SP256 in direzione Lorica, oppure la SP217 in direzione Aprigliano e Pietrafitta e la SS178 fino a Lorica. Da Crotone seguire la SS107 fino a San Giovanni in Fiore e proseguire sulla SS108bis fino a Lorica. Dalla Sila Greca seguire la SS106, a Mirto SS531 fino a Cropalati, poi SS177.

Gli itinerari outdoor 1

Collegamento Lago Arvo – Lago Ampollino Mountain bike 2 • Sentiero della Fiumarella Trekking 3 • Anello dei Colli Perilli Trekking 4 • Anello del Lago Arvo Cicloturismo

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Sentiero dell’Abate Trekking 6 • Sentiero dell’Altare Trekking 8 • Sentiero dell’Ariamacina Trekking 14 • Anello del Lago Cecita Mountain bike

• Sentiero del Cupone Trekking 16 • Sentiero del Fiume Cecita Trekking 17 • Tour Cupone – Fossiata Mountain bike 15

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1a

IN VIAGGIO SULLA VIA DELL’ACQUA

tappa

Dal Lago Arvo al Monte Botte Donato L’acqua è una delle glorie della Sila: ovunque sgorga in freschi ruscelletti fra i ciottoli e scorre giù per le pendici per unirsi ai grandi torrenti che vanno verso le terre costiere, malsane e desolate della Magna Grecia… I nomi stessi di questi fiumi - Neto, Arvo, Lese, Ampollino - profumano di vita pastorale. Norman Douglas, 1915 Località di partenza Lago Arvo – Lorica | Località di arrivo Monte Botte Donato Chilometraggio 2,50 km Si parte da Lorica sul lago Arvo, frazione di Pedace e San Giovanni in Fiore . Lorica è un importante villaggio sorto intorno al lago Arvo, incastonato fra le due montagne più elevate dell’Altopiano: il monte Botte Donato e il Montenero. La località nasce come centro agricolo e si sviluppa

Lago Arvo

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come perla del turismo locale a partire dagli anni ‘60. Nell’abitato la sede amministrativa del Parco Nazionale della Sila è un importante punto di riferimento per trovare materiale informativo sul territorio. Il lago su cui si affaccia Lorica è il punto di partenza ideale per scoprire le radici più antiche della Sila. Lorica si trova a 1.315 metri di altitudi-

ne in una posizione interna e defilata rispetto alle grandi vie di comunicazione stradale, e questo in realtà l'ha preservata dal turismo di massa e dall'assalto edilizio, conservandone l'ambiente ancora oggi integro, capace di paesaggi incantevoli. La nascita del lago Arvo così come oggi lo vediamo risale agli anni compresi fra il 1927 e il 1931, quando venne eretta la diga, costituita da un terrapieno con un nucleo centrale in argilla. L’opera rappresentò il primo esempio in Italia, ed uno dei primissimi in Europa, di invaso realizzato con questa tecnica. La diga oggi è un camminamento con una lunghezza di circa 280 metri, che si può percorrere godendo di suggestivi panorami sul bacino lacustre e sull’abitato di Lorica che vi si affaccia. Il modo migliore per andare alla scoperta di questo angolo di territorio silano è sicuramente quello di concedersi qualche ora dedicata alle attività all’aria aperta. La canoa, il windsurf o anche un semplice pedalò sono le tipologie d’imbarcazione che possono essere noleggiate in zona, con le quali è possibile “avventurarsi” in affascinanti esplorazioni del lago. A breve è previsto il completamento del Centro Olimpico di Canottaggio e dal 5 agosto 2012, inoltre, ha preso il via un vero e proprio servizio di navigabilità sull’Arvo, organizzato dalla Provincia di Cosenza, un’opportunità del tutto inedita e straordinaria per conoscere ed ammirare ancora meglio il contesto naturalistico e paesaggistico di questa area della Sila. Il battello in questione è un’imbarcazione da diciotto posti di nuovissima concezione tecnologica, con motore alimentato elettricamente, e segue un percorso itinerante sulla superficie dello specchio lacustre della durata media di 33 minuti. Facilmente accessibile l’area d’imbarco, posizionata sul lungolago di Lorica.Chi invece preferisce rimanere sulla terraferma può tranquillamente noleggiare una bicicletta e

Le delizie di Marianna Contrada Baracchella - Lorica (Pedace) Tel. e fax 0984.537196 Cell. 349.5336638 (Marianna Costanzo) vicalo.frama@alice.it deliziedimarianna.myblog.it ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare, Fattoria didattica. Produzione di frutti di bosco, ortaggi, frutta, marmellate, conserve, miele, dolci, funghi, rosa canina. Animali da cortile. Fattoria didattica, visite guidate agli orti, degustazione produzione aziendale, vendita diretta. Bungalow con 4 posti, possibilità di prima colazione. Fa parte della Associazione Fattore Creativo ONLUS. A disposizione per mostrare le tecniche di produzione. Un amore che nasce da bambina, quello di Marianna per i sapori del bosco. Piccoli, di nicchia, quasi mai in primo piano nella storia della cucina, i frutti di bosco riserbano dolcissime sorprese per chiunque sappia apprezzarli. Un tempo erano un cibo facilmente reperibile e consumato dalla gente di montagna e collina, ma disdegnati dai più ricchi. L’azienda agricola, con il supporto della fattoria didattica e la vendita diretta delle “delizie”, desidera trasmettere la passione verso questi tesori boschivi dai mille usi: come ci insegna Marianna, sono ottimi dessert sotto forma di macedonie o crostate, diventano molto dissetanti come sciroppi o succhi di frutta, ma soprattutto ideali per gustosissime marmellate. Tipo di produzione: agricoltura, allevamento. Prodotti: ortaggi, frutti di bosco (ribes, lamponi, mirtilli siberiani), cuccumilus, amarene, sambuco, rosa canina; conigli, pollame. Vendita diretta al pubblico Fattoria didattica: sì Accesso per diversamente abili Si parla: inglese, francese Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperto

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ACQUA 1a

TAPPA IN VIAGGIO SULLA VIA DELL’ACQUA

Albergo Ristorante Al Cavaliere Via Nazionale – 87055 Lorica (Pedace) Tel. 0984.577222 Cell. 329.4326657 (Aquino Giorgio) Fax 0984.537921 info@albergoalcavaliere.it www.albergoalcavaliere.it ➜ Tipologia attività: Hotel, Ristorante Cucina casareccia con forno a legna. Creata nel 1964 dal leggendario signor Rocchino che, con la moglie, ha iniziato l’attività a conduzione familiare, questa struttura divenne presto un punto di riferimento nella località Cavaliere e venne presa in gestione poi dai figli, pronti a mantenere lo stesso spirito di genuinità e autenticità iimpostato dai genitori. Negli anni questo albergo si è creato una clientela fedele ed affezionata, grazie a tutti i comfort della categoria e di qualche marcia in più: dalla cucina rigorosamente calabrese che caratterizza il ristorante alla possibilità per tutti i visitatori di praticare splendide escursioni accompagnati da guide preparate e desiderose di far conoscere le molteplici bellezze del territorio silano. Categoria: ★★ Accesso per diversamente abili: solo il primo piano Servizi: terrazzo, sala TV, connessione internet, noleggio bici, deposito bagagli e/o attrezzature sportive. Possibilità di accogliere animali domestici. Si parla: inglese Carte di credito: sì Numero camere: 20 (4 singole), tutte con bagno. Posti letto: 45 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, servizio pulizie, zona soggiorno, TV. Giorno di chiusura: sempre aperto Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 180 Ristorazione all’aperto: 30 posti Specialità a tavola: primi piatti a base di funghi, secondi di selvaggina e trote, vini, liquori e dolci calabresi. Cucina tradizionale e casalinga. Degustazione di prodotti tipici, menu per sportivi e menu per celiaci.

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compiere, in circa 2 ore, il periplo completo delle sponde del bacino lungo un itinerario cicloturistico adatto a tutti e che, lungo strade asfaltate ma poco battute dal traffico automobilistico, svela paesaggi di rara bellezza e scorci di natura incontaminata. Gli amanti della storia e delle tradizioni non possono perdersi la visita alla frazione Cavaliere, situata a brevissima distanza dal centro di Lorica. La si raggiunge percorrendo la strada che conduce alla stazione di partenza dell’impianto di risalita del monte Botte Donato. Proprio ai bordi della via, si ammira un esempio delle costruzioni più caratteristiche e interessanti del territorio silano: le turri. Queste case-fortezza sono testimonianza di antiche vicende e del ripresentarsi, anche nella bucolica quiete dell’altopiano silano, di una guerra la cui origine si perde nella notte dei tempi: la contrapposizione tra umili e prepotenti, tra gente onesta e approfittatori. A partire dal Settecento, fino a metà dell’Ottocento, la Sila è stata infatti terra di briganti: si trattava sovente di ex ergastolani, ma anche di ex ufficiali dell’esercito. Il re borbone Federico II li assoldò nella speranza che potessero rivelarsi utili per sconfiggere l’esercito italiano, e già anni prima, nel 1799, il governatore borbonico se ne era servito per combattere i patrioti giacobini della Repubblica Partenopea. Per un lungo periodo i briganti furono visti quali coraggiosi difensori della popolazione, ma con il passare del tempo questa popolarità andò scemando, l’immagine dei protettori

Hotel Park 108 Via Nazionale 86 – 87055 Lorica Tel. 0984.537077 – Fax 0984.537885 info@hotelpark108.it www.hotelpark108.it

Lago Arvo

dei più deboli lasciò il posto a quella degli astuti ladruncoli. È in questo momento storico che si inserisce la vicenda delle turri, costruite dai silani come rifugio per i pastori. La posizione sopraelevata permetteva una completa visuale sulla vallata sottostante e le spesse pareti in pietra le rendevano inaccessibili. L’unico ingresso alla struttura era posto a più di 5 metri dal suolo e per raggiungerlo occorreva percorrere una ripida scala in pietra e un ponte levatoio. Una volta raggiunta la frazione Cavaliere, nulla vieta di concedersi una gita in alta quota salendo con impianto a fune sino alla panoramica vetta del monte Botte Donato, vero e proprio balcone naturale sull’intera Lorica, sul suo lago e su buona parte dell’altopiano silano.

➜ Tipologia attività: Hotel Ristorazione e ricettività alberghiera L’Hotel Park 108 si trova a Lorica, una delle più belle località montane della Calabria, denominata “la perla della Sila”, nel cuore del Parco Nazionale, adagiata sulle splendide rive del lago Arvo, a ridosso di una lussureggiante sempreverde foresta di pino laricio ed offre la possibilità di soggiorni incantevoli e diversi tra paesaggi idilliaci in una natura incontaminata e selvaggia. Ci sono diverse opportunità di divertimento, a seconda della stagione, quali la caccia, la pesca, lo sci alpino e di fondo, l’equitazione, il tennis, il calcetto, il canottaggio, il windsurf, escursioni sul lago con battello, pista bob, parco avventura e percorsi di trekking e mountain bike. Un soggiorno di sicuro e completo relax, grazie anche all’attrezzato centro benessere dell’hotel, dotato di sauna, bagno turco, docce aromatiche, zona relax, solarium e palestra. Il ristorante “Virgilio”, panoramico, propone una cucina particolarmente curata, tendente a valorizzare le tradizionali specialità calabresi. Categoria: ★★★★ Accesso per diversamente abili Servizi: sala lettura, sala convegni, sala TV, lavanderia e stireria, connessione internet, Wi-Fi, terrazzo e giardino; possibilità di praticare escursioni guidate, escursioni a cavallo, calcio, mountain bike, tennis, ping-pong, bocce. Attività per bambini e anziani. Si parla: inglese, francese Carte di credito: sì Numero camere: 24 (12 doppie; 5 triple; 7 quadruple); tutte con bagno. Posti letto: 67 Camere con: riscaldamento, servizio pulizie, cambio biancheria, telefono, TV. Periodo di chiusura: sempre aperto Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 200 Caratteristiche della cucina: tradizionale Specialità a tavola: antipasti di salumi e sottoli caserecci, delizie ai funghi porcini, trota in crosta di patate.

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itinerario outdoor

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Collegamento Lago Arvo – Lago Ampollino

Dal Lago Arvo al Lago Ariamacina

Mountain bike

Località di partenza e arrivo Aprigliano, fraz. di Pino Collito Lungo il percorso Pino Collito, Aprigliano, Tassitano, Cappello di Paglia, Abete dell’Aglio, Caporosa Difficoltà Medio Dislivello + 731 metri – 731 metri Tempo di percorrenza 4 ore Fondo stradale 53% sterrato 47% asfalto 5,7 km sterrato – 10,9 km asfalto – 8,5 km sterrato – 1,5 km asfalto Quota massima raggiunta 1560 metri slm, Aprigliano, lungo il S.I. nr 17 Lunghezza del percorso 26,6 chilometri Segnaletica Segnavia Sentiero Italia nr 17 Come arrivare Da Lorica prendere la SS108bis in direzione Aprigliano, girare a sinistra all’altezza della frazione Quaresima lasciando la statale e procedere sulla strada per Pino Collito per 5,5 chilometri. Prendere la strada sterrata prima del ponticello sulla sinistra e parcheggiare nello spiazzo immediatamente seguente.

R

appresenta uno degli itinerari su due ruote più appaganti della Sila Grande: un suggestivo alternarsi di prati verdi, lussureggianti foreste e laghi dove si riflette il cielo. Descrizione: dalla frazione Pino Collito di Aprigliano, piccolo borgo rurale immerso nel verde, il sentiero risale gradualmente verso il Passaturo del Melillo, una sella che costituisce l’unico collegamento tra la valle dell’Arvo e quella dell’Ampollino. La prima parte del percorso segue la strada principale in un avvicendarsi di pinete e radure soleggiate, per poi pedalare piacevolmente nella frescura di una splendida e fitta faggeta. Superata una recinzione e usciti dal bosco la vista si apre sulle vette circostanti, dove si distingue il monte Botte Donato.

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IN VIAGGIO SULLA VIA DELL’ACQUA

tappa

Località di partenza Lago Arvo – Lorica | Località di arrivo Lago Ariamacina Chilometraggio 30 km Da Lorica sul lago Ariamacina lungo la SP211

Una serie di bivi e tornanti (tenere il percorso principale in discesa), seguiti da una larga zona disboscata, conducono alla strada asfaltata che porta da Tassitano a Caporosa, attraversando le caratteristiche frazioni di Aprigliano, uno dei comuni più estesi della Sila. Il paesaggio che accompagna il ciclista all’interno della facile pedalata in saliscendi del tratto centrale dell’itinerario è quello tipico rurale della Sila: si è avvolti dalla realtà agraria racchiusa tra le cime ricoperte di foreste. Si incontra il villaggio Caporosa dopo aver superato Tassitano, Cappello di Paglia, Abete dell’Aglio e il bivio per l’inizio del Sentiero Italia nr 17 che dovremo imboccare di ritorno dall’Ampollino. Ora si intravede in tutta la sua bellezza il bacino artificiale che bagna tre diverse province: Cosenza, Crotone e Catanzaro. Ricorrenti punti panoramici tolgono il fiato proseguendo nell’avvicinamento al lago: prossimi alle rive dell’Ampollino una stradina chiusa da un cancello apribile scende direttamente verso le sponde (è sconsigliato avvicinarsi troppo perché il terreno circostante è paludoso). Per il rientro al punto di partenza si imbocca il Sentiero Italia nr 17 (o Sentiero della Fiumarella), incontrato in precedenza. La via sterrata presenta immediatamente uno spiazzo in cui è possibile parcheggiare, prima di iniziare la lunga e faticosa ascesa. Si guadano i ruscelli, si pedala tra ontani e pioppi, si costeggia un antico ricovero per pastori (Turri) dopo aver superato un paio di cancelli apribili, accompagnati sulla sinistra da un fiumiciattolo. Al bivio seguente si lascia la strada principale per guadagnare quota a destra, nel bosco, dove l’ascesa si fa impegnativa: il gorgoglio dell’acqua, unito allo stormire delle foglie, lasciano il posto al silenzio della pineta. Una serie di bivi sempre ben segnalati porta al punto più alto del percorso, per poi intraprendere la divertente discesa tra bivi e tornanti ottimamente segnalati, fino alla strada asfaltata che a sinistra chiude l’itinerario ad anello.

Una volta terminata l’esplorazione turistica del territorio di Lorica, l’itinerario dell’Acqua imbocca la strada provinciale 211, che serpeggia dolcemente tra boschi di pini larici imponenti e prati che degradano verso il lago Arvo: dopo alcune curve è d’obbligo una sosta per ammirare lo specchio d’acqua che spunta, quasi all’improvviso, tra le fronde degli alberi. Sulla sponda opposta, la valle Fiumarella costituisce un autentico paradiso soprattutto per gli amanti dell’outdoor. Nel passaggio di collegamento superficiale tra l’Arvo e l’Ampollino si incontra infatti il sugge-

stivo Sentiero della Fiumarella, facente parte del Sentiero Italia, che promette splendide escursioni panoramiche a piedi o in mountain bike. Proseguendo l’itinerario in auto, la strada sembra condurci idealmente in un tipico paesaggio da grandi laghi. Lasciate le sponde dell’Arvo, la SP211 prosegue in direzione nord e, dopo un lungo rettilineo, giunge nei pressi delle segnalazioni per la Pietra dell’Altare, “Stonehenge della Sila”. Anche qui vale la pena fermare l’automobile ed incamminarsi per una tranquilla escursione nella pineta. Usciti dal bosco in un assolato pianoro, è possibile imbattersi in grosse pietre, molte disposte in fila per circa 200 metri, altre sparse nella bassa vegetazio-

Lago Arvo


ACQUA 2a

TAPPA IN VIAGGIO SULLA VIA DELL’ACQUA

Tenuta di Torre Garga Orti dei Monti Soc. Coop.

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➜ Tipologia attività: Agriturismo, Fattoria didattica, Produzione Agroalimentare. Coltivazione della patata della Sila IGP; visita agli orti aziendali, degustazione prodotti, area pic-nic, ristorazione tipica, alloggi. Mtb, tiro con l’arco, trekking, pesca sportiva. Associazione Fattore Creativo ONLUS. Meta ideale per chiunque voglia immergersi nella verde campagna della Sila, la struttura si trova in prossimità del fiume Garga e offre servizi e alloggi adatti a tutti, soprattutto agli appassionati della natura e dell’outdoor. La Tenuta si distingue anche per la produzione e vendita di ortaggi, orzo, grano e frutta: la coltivazione segue i più rigorosi metodi naturali utilizzando acqua pura di sorgente. La produzione più rilevante è legata alle patate che hanno permesso di far conoscere il marchio ORTI dei MONTI. Da non perdere l’occasione per degustare i tanti piatti tipici della tradizione silana. Categoria: Agriturismo e Azienda Agricola Accesso per diversamente abili: in preparazione per il solo punto ristoro Servizi: ristorazione, pernottamento, escursioni, visite aziendali guidate, vendita prodotti. Si parla: inglese, spagnolo, tedesco. Carte di credito: sì Numero camere: 7 (2 doppie; 2 triple; 3 quadruple); tutte con bagno. Posti letto: 21 Giorno di chiusura: lunedì Periodo di chiusura: sempre aperto Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 60 Ristorazione all’aperto: 60 coperti e area picnic. Caratteristiche della cucina: cucina tipica con solo prodotti aziendali o locali tra cui spiccano ortaggi, formaggi, carni di montagna, insaccati e vini locali. Tipo di produzione: patate, ortaggi, animali di corte. Prodotti: insaccati, sottoli, patate, ortaggi. Biologico certificato: a lotta integrata Vendita diretta al pubblico

ne, tutte o quasi della stessa dimensione, ben levigate e di forma arrotondata. Stando alle leggende locali, la denominazione “Pietra dell’Altare” deriva da una messa celebrata sul sito da una spedizione di cavalieri, di ritorno dalle Crociate, che improvvisarono un altare su una grossa pietra. Altre storie affondano ancor di più nell’antichità e sostengono che il celebre rito fosse avvenuto alla presenza di Carlo Magno in persona. Certo, non esistono fonti storiche che attestino la presenza del re carolingio sull’altopiano silano, ma l’idea che un così illustre “turista” possa aver fatto tappa fra le foreste dell’antica selva bruzia è sicuramente suggestiva. Inoltre, forse per caso, forse no, la Pietra dell’Altare si trova nell’area che sulle carte geografiche porta proprio il nome di Serra di Carlomagno, denominazione che compare addirittura in un manoscritto attestante l’avvenuta donazione ad un monastero, compiuta dalla madre di Federico II nel 1198. Naturalmente è grande l’alone di mistero e magnetismo che queste curiose pietre non mancano di esercitare: non sono pochi i passanti che, al cospetto dei massi, riferiscono di aver percepito sensazioni strane, particolari vibrazioni… Forse all’origine di tante leggende c’è solo la fantasia umana, quello che resta difficile da spiegare è il per-

Hotel Biafora Bivio Garga, 9 - 87055 San Giovanni in Fiore Tel. 0984.970078 - Fax 0984.970953 info@hotelbiafora.it www.hotelbiafora.it ➜ Tipologia attività: Hotel, Ristorante. Cucina tradizionale di prodotti locali, ricettività alberghiera. Disponibilità di bici, convenzioni con impianti sportivi della zona. La collocazione di questa elegante struttura ricettiva all’interno del sempreverde polmone del Parco Nazionale della Sila, a pochi chilometri dalle principali località turistiche del territorio, dona ai visitatori l’occasione di avere tutti i vantaggi offerti dalla flora e fauna locali, a partire dall’immersione in un’atmosfera di assoluto relax a pieno contatto con la natura. I punti di forza dell’attività sono più di uno: la cucina, rinomata nell’intera zona per l’antica sapienza della genuinità silana, che la inserisce fra le più affermate nel settore, poi il verde campo da golf affiancato alla struttura e l’ampia offerta rivolta al benessere autentico, che spazia dalle numerose escursioni possibili nei dintorni alle sale dedicate al fitness e alla cura del corpo. A fare da cornice a tutto questo, delicatezza e attenzione da parte dei componenti del personale, che sorprendono e sanno rendere davvero indimenticabile il soggiorno. Categoria: ★★★ Accesso per diversamente abili Servizi: sala lettura, sala convegni, lavanderia e stireria, noleggio bici, deposito bagagli e/o attrezzature sportive, connessione internet gratuita, terrazzo, giardino, parco giochi, punto ristoro, parcheggio, convenzioni con altre strutture, escursioni guidate, corsi di degustazione e cucina locale. Si parla: inglese, francese Carte di credito: sì Numero camere: 25 (2 singole) Posti letto: 60 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, servizio pulizie, telefono, TV, linea wireless. Giorno di chiusura: lunedì (ristorante) Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 250 Ristorazione all’aperto: 40 posti Specialità a tavola: salumi, formaggi locali, zuppe, pasta fresca, pesci di fiume, dolci al cucchiaio. Cucina tradizionale rivisitata, degustazione prodotti tipici. Menu per sportivi e menu per celiaci e allergici.

In prossimità dell’itinerario, a soli 8,5 km da Rovale e 8 km da S. Nicola

In prossimità dell’itinerario, a soli 8,5 km da Rovale e 8 km da S. Nicola

Contrada Garga - 87055 San Giovanni in Fiore Tel. 0984.992879 - Fax 0984.653116 Cell. 366.3269303 (Luisa Intrieri) Cell. 328.9084558 (Andrea Ambrosio) ortideimonti@alice.it - ortideimonti@pec.it www.tenutaditorregarga.it

ché dell’allineamento perfetto di un buon numero di massi, che non sembra essere affatto una disposizione casuale. Dopo l’immersione nel silenzio particolare della Pietra dell’Altare, il viaggio lungo la provinciale 211 riprende sino al bivio che, sulla sinistra, conduce a Silvana Mansio. Questo bizzarro villaggio residenziale merita una visita, non fosse altro che per toccare con mano l’impresa compiuta dall’ingegnere varesotto Alessandro Vanotti, che negli anni ‘30 del Novecento ne progettò la costruzione: innamoratosi del panorama e dell’inusuale atmosfera silana, l’uomo pensò che non ci sarebbero state abitazioni migliori per il luogo delle casette tipiche dei paesaggi nordamericani. Villette rosse, azzurre e rosa, con tanto di porticato in stile coloniale, si alternano a baite in pietra con pozzo e prato perfettamente tagliato all’inglese. A completare l’opera, è presente in loco persino uno “Sheriff’s Office” che tanto riporta alle atmosfere da Far West che pervadono parchi come lo Yellowstone. Ritornando sulla strada principale, si prosegue in direzione di San Nicola. Le curve lasciano il posto ad una pianura apparentemente senza confini, ma dopo un breve tratto ai prati si sostituiscono lievi protuberanze cespugliose che sembrano colline in miniatura. Tra gli arbusti che crescono spontanei non è raro avvistare alcuni dei protagonisti della fauna locale: martore, scoiattoli neri, gatti selvatici, ghiri e faine. Al termine della provinciale, la strada si apre in tre direzioni: prendendo a destra, verso San Giovanni in Fiore, si raggiunge la stazione di San Nicola, testimo-

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TAPPA IN VIAGGIO SULLA VIA DELL’ACQUA

Bar Ristorante La Locomotiva di Angela Caligiuri Contrada San Nicola Silano (ex stazione FC) Serra Pedace Tel. e fax 0984.579803 Cell. 338.4109325 (Angela Caligiuri) lalocomotiva.sila@libero.it www.ristoranteinsilalalocomotiva.com ➜ Tipologia attività: Ristorante, bar, paninoteca, punto ristoro Un locale particolarissimo, che ispira simpatia già dal nome, e che strappa irresistibilmente un sorriso appena appare all’orizzonte. Sì, perché l’edificio è nientemeno che l’interno di quattro veri rimorchi delle vecchie Ferrovie della Calabria, presso la stazione di San Nicola-Silvana Mansio, la più alta d'Europa a scartamento ridotto (m 1406). Le solide fondamenta del successo ottenuto in questi anni da La Locomotiva rispondono al nome di qualità e originalità, che si riscontrano nelle deliziose bruschette e nei panini sfiziosi della paninoteca così come nei piatti del ristorante, che di anno in anno propongono intriganti combinazioni tra tipicità silane e vini selezionatissimi. L’arredamento semplice e insieme elegante è solo l’ultimo di numerosi sigilli di qualità. Servizi: telefono, fax, accesso ad un sentiero CAI in prossimità. Si parla: francese Carte di credito: sì Giorno di chiusura: mercoledì Numero coperti: 55 (carrozze ristorante); 32 (paninoteca) Ristorazione all’aperto: 60 posti Specialità a tavola: salumi e formaggi locali, verdure sottolio, pasta fresca, zuppa di fagioli con cotica di maiale, salsiccia e crostini, dolci della casa, vini e amari regionali. Cucina casalinga con prodotti locali, pasta fresca fatta in casa.

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nianza dell’antica ferrovia che univa Cosenza a Catanzaro. I vagoni della linea sono ancora presenti in loco e attualmente ospitano un affascinante punto di ristoro, il ristorante La Locomotiva. Tornando all’incrocio con la provinciale 211, l’itinerario prosegue sulla ex statale 107. Da alcuni anni, questa strada ha perso la sua funzione di principale arteria della viabilità (sostituita in questo dalla superstrada a cui corre parallela in diversi tratti) ed è ormai a completa disposizione di chiunque voglia addentrarsi con tutta calma nell’atmosfera silana. Qualche casupola spunta tra i prati, mentre dopo alcuni splendidi saliscendi i pini diradano fino a lasciare spazio ad un panorama più antropizzato. Poco oltre la frazione Righio, si incontra sulla destra il bivio che, superato il ponticello e il binario morto dell’antica ferrovia della Sila, immette sulla provinciale 207. Si prosegue dunque nella prateria tra dolci declivi appena accennati. Quasi senza rendersene conto, si sale di qualche metro d’altitudine, raggiungendo la frazione Casolesi. Qui, proprio nel mezzo di una curva caratterizzata dalla presenza di un vecchio silos che ricorda un tipico mulino andaluso (e che oggi ospita le camere dell’agriturismo Ariamacina), si lascia la provinciale per immettersi nella stradina che si stacca sulla destra. Questa via può sembrare un improbabile cambio di rotta ma la Sila è proprio così: dove c’è l’inaspettato, l’impensabile, ecco lo scorcio magico. Dopo pochi metri, a dimostrazione di ciò, si rimane sbalorditi dalla vista emozionante del lago Ariamacina. I pini larici ordinati sullo sfondo, i prati e le vallette che si susseguono morbide: un paesaggio da cartolina che strappa un pezzetto di cuore. Il piccolo invaso artificiale venne costruito per scopi idroelettrici intorno agli anni ‘50; adagiato ad un’altitudine di 1321 metri (è geograficamente il più alto di tutti i laghi della

Agriturismo Lago Ariamacina Contrada Casolesi – 87052 Spezzano Piccolo Cell. 368.695006 (Teresa Cava) vigre0@virgilio.it www.ariamacina.it

Sila), viene alimentato dal fiume Neto che scorre dalle pendici del monte Botte Donato attraverso la valle dell’Inferno e continua il suo corso fino a raggiungere l’Arvo e ad unirsi agli altri affluenti diretti al Mar Jonio. Come tutti i bacini opera dell’uomo che si trovano in Sila, anche questo lago si è adattato all’ambiente circostante, tanto da sembrare un invaso naturale. Posto alle falde occidentali del monte Volpintesta, è un luogo incantato, circondato da fitte foreste di faggio, abete e pino laricio e da ampie praterie d’alta quota. Diverse sono le specie migratorie che ogni anno sostano o nidificano tra le bellezze naturali della zona; lo svasso maggiore, noto per la curiosa danza di corteggiamento a pelo dell’acqua, possiede proprio qui uno dei rari siti di nidificazione presenti in Italia. Gli amanti dell’escursionismo potranno godere di queste suggestioni grazie ad un sentiero che, partendo dalla stazione di San Nicola, giunge proprio fino alle sponde del lago, ripercorrendo una piccola parte dell’antica via della transumanza che permetteva agli armenti dei pascoli montani di trasferirsi, alla fine dell’estate, alla “marina”, ossia nelle zone di pianura del crotonese.

➜ Tipologia attività: Agriturismo e Produzione Agroalimentare Patate, ortaggi, ortofrutticoli. Fiore all’occhiello un vecchio silos ristrutturato e adibito ad appartamenti. Un’atmosfera intima e familiare e un’attenzione per i dettagli particolarmente curata rendono il soggiorno presso l’agriturismo Ariamacina un vero e proprio tuffo nel passato, una riscoperta di atmosfere, sensazioni e gusti ormai perduti. Se lo si desidera si può assaggiare la deliziosa cucina, rigorosamente casalinga, di “Mamma Rosina”. Sapori di una volta come i profumati “pennoni con polpettine” o le genuine braciole di maiale, la sardella o rosamarina nota come “il caviale dei poveri”, le novelle verdure dell’orto, la frutta di stagione e i dolci silani fatti in casa. La posizione geografica nei pressi del lago da cui l’azienda prende nome, in un luogo pieno di fascino e suggestione, dove la natura è ancora incontaminata, è l’ideale per il riposo, ma anche per lunghe passeggiate ed escursioni a piedi e in mountain bike, supportate dal servizio di guide specializzate. Servizio di ristorazione e pernottamento Servizi: terrazzo, giardino, terreno agricolo, bici a disposizione. Escursioni con guida esterna, in mountain bike; attività per bambini, ragazzi e anziani; partecipazione attività aziendali; accoglienza animali domestici di piccola taglia. Area LIPU nelle vicinanze. Carte di credito: no Numero miniappartamenti: 4 (2 monolocali grandi, 2 bilocali) Posti letto: 10 (12 con aggiunta lettini) Miniappartamenti con: cambio biancheria (ogni 3 gg). Apertura: da luglio a settembre Ristorante aperto anche a chi non soggiorna (prenotazione 24 ore prima) Degustazione e vendita prodotti tipici e di produzione propria (solo per ospiti). Numero coperti: 10 Specialità a tavola: antipasti fatti in casa, pasta fresca e sughi fatti in casa, melanzane ripiene, dolci della casa e vini locali. Cucina tradizionale e casalinga.

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itinerario outdoor

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Sentiero dell’Ariamacina

Dal Lago Ariamacina al Lago Cecita

Trekking

Località di partenza e arrivo Serra Pedace, fraz. San Nicola Silano, parcheggio del bar/paninoteca La Locomotiva Lungo il percorso San Nicola Silano, territorio di Serra Pedace Difficoltà T (itinerario escursionistico privo di difficoltà) Dislivello + 53 metri – 128 metri Tempo di percorrenza 0,45 ore, solo andata Fondo stradale 19% asfalto 81% sterrato 560 m asfalto – 2,44 km sterrato Quota massima raggiunta 1416 metri slm, all’entrata della pineta dopo il cavalcavia Lunghezza del percorso 3 chilometri Segnaletica Segnavia nr 412 Come arrivare Da Camigliatello prendere la SS107 e uscire per Lorica e imboccare la EX-107 fino al parcheggio poco più avanti della stazione e del bar.

P

osto alle falde occidentali del monte Volpintesta, il lago Ariamacina è un luogo incantato, circondato dalle fitte foreste di faggio, abete e pino laricio e dalle ampie praterie d’alta quota. Sulle sponde della zona lacustre si entra in contatto con le bellezze naturalistiche e paesaggistiche, dove spiccano gli uccelli migratori e le mandrie che attraversano l’area nel periodo di transumanza. Sulle sponde del lago si può ammirare uno dei panorami “da cartolina” più belli di tutto il territorio della Sila. Descrizione: si parte dal parcheggio de “La Locomotiva”, a fianco della stazione di S. Nicola, per poi proseguire sulla ex-107 affiancati dalla nuova statale da una parte e dai binari ferroviari dall’altra, come una staffetta tra vecchio e nuovo che avanza all’interno del panorama degli spostamenti silani. Si incontra subito il cavalcavia per superare la nuova SS107 e si gira a sinistra imboccando la strada che si infila nella pineta; si perde quota avvolti dai pini silani per sbucare nel contesto collinare che anticipa la magnifica vista del lago Ariamacina, modesto bacino artificiale realizzato per scopi idroelettrici negli anni 1953 – 1955. Il sentiero procede nel contesto collinare fino a superare una caratteristica roccia che fa angolo con la svolta che dà all’escursionista il panorama che aspettava dall’inizio del sentiero; qui si è coinvolti in una passeggiata panoramica sulle sponde del lago, circondati dall’acqua da una parte e dai pini dall’altra. Si giunge fino ad un cancello alla fine del lungolago, punto terminale del sentiero. Si rientra percorrendo il sentiero dell’andata.

IN VIAGGIO SULLA VIA DELL’ACQUA

tappa

Le immense foreste che la ricoprono quasi per intero, e che costituiscono dall’antichità uno degli ornamenti più belli dell’Italia meridionale, ombreggiano le sorgenti di numerosi fiumi che discendono verso il Mar Jonio, conservando acque di una certa abbondanza fin nelle siccità dell’estate… Francois Lernormant 1881 - 1883 Località di partenza Lago Ariamacina | Località di arrivo Lago Cecita - Cupone Chilometraggio 30 km Dal lago Ariamacina al lago Cecita Una volta terminata la visita al lago dell’Ariamacina si può ripercorrere la strada dell’andata, fin quasi a ricongiungersi con la ex SS107. Poco prima di arrivare alla statale, una stradina asfaltata si stacca sulla destra. Alla prima curva, la ginestra italica invade il panorama, il silenzio diventa una delle com-

Ristorante La Pignanella Contrada Molarotta – 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. e fax 0984.578443 Cell. 328.4407456 (Pantusa Giovanni) info@lapignanella.it www.lapignanella.it ➜ Tipologia attività: Ristorante Cucina tipica locale, prodotti a km 0 e vini esclusivamente calabresi, cucina senza glutine autorizzata dalla AIC. Ubicata nel cuore pulsante della Sila più accogliente, la tradizione ventennale e l’attenzione nella scelta delle materie prime fanno della Pignanella un must per i visitatori di Camigliatello, desiderosi di venire a contatto con la migliore gastronomia silana e calabrese. La cucina del ristorante è seguita con attenzione e professionalità da un personale competente, e la qualità nella scelta dei prodotti tipici rende i pranzi e le cene un’esperienza difficile da dimenticare. Una particolare attenzione è dedicata ai celiaci, grazie ad

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ponenti di questo paesaggio agreste e montano dove può capitare di bloccarsi in coda… con mucche e pecore, che specie in periodo di transumanza, trovano qui l’habitat ideale per il pascolo. Si prosegue lungo l’esiguo nastro d’asfalto avendo come guida le indicazioni turistiche per gli agriturismi Il Villaggetto e La Corte dei Pini, situati in cima alla collinetta di Colle Lungo. Lasciando alla destra le strutture ricettive, si procede in discesa tra i fagun menu interamente privo di glutine, e alla sostenibilità: tante materie prime utilizzate sono a km 0. Accesso per diversamente abili Servizi: telefono, fax, connessione internet Si parla: inglese Carte di credito: sì Giorno di chiusura: giovedì, tranne il periodo estivo sempre aperto Servizi: degustazione prodotti tipici della zona. Numero coperti: 120 Ristorazione all’aperto: solo su prenotazione Specialità a tavola: salumi e formaggi tipici, pasta fresca fatta in casa, selvaggina e suino nero, dolci ai frutti di bosco, vini regionali. Cucina tradizionale; prodotti km 0. Menu per sportivi. Menu senza glutine autorizzati AIC.

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ACQUA 3a

TAPPA IN VIAGGIO SULLA VIA DELL’ACQUA

La Silana da Camillo

Il Villaggetto di Biagio Pingitore

La Silana ad Acri - C.da Varrise, 81 Tel. 0984.578189 Cell. 333.4874793 (Algieri Camillo) La Silana ad Acri – Via Amendola 1 – 87041 Tel. 0984.953459 Cell. 333.4874793

Contrada Colle Lungo – Spezzano della Sila Tel. 0984.019432 Cell. 388.1686214 (Biagio Pingitore) info@ilvillaggetto.com www.ilvillaggetto.com ➜ Tipologia attività: Agriturismo, Ristorante e Produzione Agroalimentare Patate, ortaggi, grano, suini nero. Visita alle stalle e agli orti aziendali, pernottamento, ristorazione tipica, trekking. Associazione Fattore Creativo ONLUS Un borgo rurale situato a pochi chilometri da Camigliatello Silano, quasi interamente ricoperto da boschi, fa da culla a questo luogo di pace, tranquillità e bellezza. Il Villaggetto è punto di partenza ideale per le escursioni nel Parco Nazionale e sui laghi Cecita e Arvo. Numerose le specialità gastronomiche servite nell’accogliente sala ristorante incastonata nell’ambiente in cui sorgeva la vecchia casa colonica, così come vasta è l’offerta di attività sportive e ricreative, ma è l’insieme di pochi semplici ingredienti a rendere davvero speciale questo agriturismo: l’accoglienza, l’aria fresca e pulita che accarezza la pelle al primo risveglio, il profumo particolare e persistente che pervade ogni angolo, la calma trasmessa dal respiro della terra e dai colori caldi della foresta. Servizio di ristorazione e pernottamento Accesso per diversamente abili: nel ristorante (no in camera) Servizi: giardino, terreno agricolo, parco giochi, sala lettura, sala TV, connessione internet, deposito bagagli e/o attrezzature sportive. Possibilità accoglienza animali domestici. Tiro con l’arco, escursioni a cavallo, in mtb, escursioni guidate, osservazione animali. Partecipazione alle attività aziendali, corsi di cucina locale. Carte di credito: sì Numero camere: 7 doppie (con possibilità aggiunta letto), tutte con bagno Posti letto: 16 Camere con: riscaldamento, TV, servizio pulizie, cambio biancheria. Giorno di chiusura: martedì Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Degustazione prodotti tipici e di produzione propria. Menu per sportivi e menu per celiaci. Numero coperti: 60 Specialità a tavola: verdure grigliate o ripiene, lasagne ai funghi porcini, maiale nero al forno, crostata, vini locali. Cucina casalinga.

➜ Tipologia attività: Ristorante Cucina tipica silana e prodotti a chilometro zero A pochi chilometri dal centro di Acri, città ricca di storia e cultura, La Silana da Camillo si integra perfettamente con lo spirito del centro abitato, offrendo una riscoperta del passato in chiave gastronomica, grazie ad un menu variegato e ricco di fantasia e creatività che, oltre a offrire “i grandi classici” della cucina silana, li presenta anche in veste nuova, con rivisitazioni e invenzioni originali e gustose, adatte anche ai palati dei più tradizionalisti. Oltre all’attività di ristorante viene offerto un servizio di catering a domicilio per feste ed eventi, raffinato e di altissima qualità, che permette di assaporare “a casa” le prelibatezze acresi e silane tipiche. Servizi: degustazione e vendita di prodotti tipici. Carte di credito: sì Giorno di chiusura: mercoledì (in estate sempre aperto) Numero coperti: 250 Specialità a tavola: pasta al ragù di capriolo, agnolotti con porcini e tartufo nero, pasta fresca con straccetti di cinghiale, tagliata di podolica, panna cotta, dolce di castagne, mousse di torrone, frutti di bosco, lista vini nazionale. Menu per sportivi e menu per celiaci, vegetariani e vegani. Il giusto connubio tra una cucina tradizionale e ricercata.

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Lago Cecita

Centro Cupone

gi e le conifere. Tra le foglie, s’intravede già lo spettacolo della natura: distesa in fondo allo sguardo, ecco spuntare la piana che conduce in località Cupone. L’azzurro del cielo potrebbe essere l’azzurro dell’acqua. Per chiunque si fosse ormai abituato alla presenza costante del pino laricio e avesse deciso di eleggerlo a compagno ideale per l’esperienza in corso, il paesaggio non è disponibile a dare sicurezze, né ad annoiare: la foresta cede il passo alla campagna. Una campagna che solo le pellicole d’oltreoceano, fino ad ora, hanno saputo raccontare con l’epica giusta: si potrebbe pensare di essere stati catapultati in Kansas o in Michigan. Dopo alcune curve che digradano alla piana e alcuni bivi presso i quali si tiene sempre la strada principale più ampia e asfaltata, ci si trova immersi in una distesa color crema di campi coltivati. Mandrie numerose ruminano placide ai bordi della strada, qualche fattoria in lontananza tiene aggrappati alla civiltà. Arrivati ad un bivio ai piedi di una collinetta si prende sulla destra, verso ovest, per poi seguire la strada sulla sinistra che porta all’incrocio con la statale 177, che si imbocca sulla destra

in direzione della frazione Cupone. Sul fondovalle il lago Cecita rimette in pace con il mondo e la solitudine finora provata si scopre essere una prova cui la Natura sottopone i suoi ospiti per prepararli al meglio per l’incontro con una delle sue manifestazioni più sensazionali: l’appagamento visivo cresce con l’avvicinarsi alla meta. Bastano ancora pochi chilometri per godere completamente dell’incanto del lago: l’ambiente richiama alla mente l’armonia delle isolette scozzesi, con i pini larici che crescono fino alle sponde, e qualche casetta di villeggiatura che definisce il paesaggio abbellendo, con la sua architettura armonica, i prati che circondano il bacino. Il lago Cecita è il più vasto e capiente dell’area silana e rappresenta l’ultima tappa del percorso dell’Acqua. Recenti studi archeologici e geologici dimostra-

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ACQUA 3a

TAPPA IN VIAGGIO SULLA VIA DELL’ACQUA

La Corte dei Pini

Ristorazione Carte di credito: si Giorno di chiusura: sempre aperto Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Degustazione prodotti tipici aziendali. Menu per sportivi e menu per celiaci. Cucina casalinga. Numero coperti: 50 Specialità a tavola: salumi e formaggi tipici, pasta fresca e ragù fatti in casa, secondi di carne, dolci della casa e vini locali. Agriturismo con pernottamento in progetto Servizi: connessione internet, giardino, piazzole per campeggio. Attività per bambini, ragazzi e anziani; partecipazione attività aziendali e corsi cucina locale. Numero camere: 6 (5 doppie; 1 matrimoniale con lettino), tutte con bagno. Posti letto: 13 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, servizio pulizie, TV.

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Trekking

Sentiero dell’Altare

Contrada Collelungo 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. e fax 0984.1906192 www.agriturismolacortedeipini.com ➜ Tipologia attività: Ristorante e Produzione Agroalimentare. Agriturismo e Fattoria Didattica in previsione. Allevamento di suini e bovini e trasformazione. Produzione e vendita diretta di patate, ortaggi e foraggi. Agriturismo e ristorazione. Recarsi in vacanza in Sila può riservare grandi sorprese. Come per esempio ritrovarsi, quasi per caso, trasportati nell’atmosfera suggestiva ed ebbra di storia di una tipica casa colonica inserita nel verde di un ambiente rurale di notevole pregio naturalistico. Conoscere usi e costumi ormai dimenticati, scoprire un angolo di Calabria dalle tradizioni millenarie e veramente affascinanti. E assaggiare ricette dai sapori di una volta, piatti preparati con passione e senza alcuna fretta, rispettando i giusti tempi di cottura: dalla pasta fatta in casa con ragù di vitello all’agnello al forno con patate; l’unica regola è assaporare lentamente ogni porzione, chiudere gli occhi e lasciarsi guidare dalla voglia di entrare a contatto con la semplicità di ingredienti veramente naturali. Un incontro a tu per tu con il passato più dolce e con la bontà: questa la garanzia dell’agriturismo La Corte dei Pini.

itinerario outdoor

no che l’invaso artificiale nasce su un preesistente lago naturale; sulle sue sponde diversi sono i reperti archeologici rinvenuti che testimoniano la presenza di agricoltori e cacciatori nell’età preistorica. La diga del Cecita conta circa 55 metri di altezza ed è stata ultimata nel 1951. L’opera colossale costruita dalla S.M.E. (Società Meridionale Elettrica) alimenta due grosse centrali, una delle quali si colloca nel comune di Acri (l’altra è a Bisignano). La nota purezza delle acque e dell’ambiente circostante è dimostrata dalla presenza della lontra: benché a forte rischio di estinzione, dato che in Italia sono ormai rari i luoghi di diffusione di questo mammifero, le sponde del lago Cecita vantano un habitat ideale per l’acquatico predatore. Avvicinandosi alla conclusione dell’itinerario, la strada comincia a costeggiare il lago. Il pino laricio è di nuovo signore del luogo ed un cartello che ricorda che “il lupo è cattivo solo nelle favole” preannuncia l’arrivo al Centro di Osservazione Naturalistica del Cupone. Ad est del lago si estende la splendida foresta della Fossiata con i suoi infiniti corsi d’acqua. L’ampio e ben organizzato parcheggio sulla sinistra permette di fare una breve passeggiata tra i mastodontici pini fino a raggiungere l’entrata del Centro.

Località di partenza e arrivo Pedace, SP211, poco oltre il bivio per il rifugio Carlomagno provenendo da Camigliatello Lungo il percorso Territorio di San Giovanni in Fiore Difficoltà T (itinerario escursionistico - turistico) Dislivello + 175 metri – 175 metri Tempo di percorrenza 1 ora Fondo stradale 100% sterrato 5,42 km sterrato Quota massima raggiunta 1712 metri slm, Pedace, lungo il sentiero 416, in prossimità di un grande spiazzo Lunghezza del percorso 5,42 chilometri Segnaletica Segnavia nr 416, 416a Come arrivare Da Camigliatello prendere la SS107, uscire per Lorica e imboccare la SP211. Si prosegue sulla provinciale oltrepassando Silvana Mansio e il bivio per il rifugio Carlomagno (a sinistra) fino ad imboccare un’evidente sterrata in salita sulla destra, dove si può parcheggiare.

S

i narra che presso la “Pietra dell’Altare” sia stata celebrata una messa dai crociati di ritorno dalla Terra Santa, addirittura al cospetto di Carlo Magno, ma non esistono fonti storiche che attestino la presenza del re carolingio sull’altopiano silano. Sicuramente lungo questa passeggiata semplice e adatta a tutti si incontrano grosse pietre di forma rotonda e ben levigate, alcune disposte in fila per circa 200 metri, altre in ordine sparso tra la bassa vegetazione, nell’area che sulle carte geografiche porta il nome di Serra di Carlomagno (denominazione che compare addirittura in un manoscritto del 1198). Descrizione: dal parcheggio sterrato si prosegue lungo la pista ben segnalata e utilizzata per il trasporto del legname. Si entra in un bosco, si supera uno spiazzo, attraverso diramazioni sempre ben segnalate. Al bivio tra i sentieri nr 416 e nr 416b si può procedere in entrambe le direzioni: imboccato il 416 a sinistra si incontrano alcuni massi attorno al sentiero, che successivamente si divide portando l’escursionista a lasciare la strada principale tenendo la destra e seguendo i segnavia. Altri bivi ben segnalati portano l’escursionista ad ammirare la Pietra dell’Altare, che al secondo bivio successivo deve nuovamente abbandonare la strada principale tenendo la destra. La bella escursione prosegue in uno spazio aperto su prato in cui è possibile ammirare il contesto silano circostante, che, attraversato, porta ad un segnavia su roccia ed a un cancello spinato da superare senza problemi. Dopo aver attraversato nuovamente un ampio prato si giunge ad un pino laricio che sorregge tutte le indicazioni utili per l’escursionista: si svolta a destra per il sentiero nr 416a e si seguono i segnavia lungo il percorso. Qui si rientra sotto il bosco, per godere di un po’ di ombra dopo aver percorso un tratto soleggiato. La parte finale della passeggiata è un continuo alternarsi tra spiazzi e zone d’ombra, dove sono protagonisti i pini larici (Pinus laricio calabrica), la specie arborea che più di ogni altra caratterizza le foreste silane. Si superano alcune recinzioni aperte e un fiumiciattolo, oltre che un vecchio casolare, per giungere nuovamente all’incrocio con il sentiero nr 416 che riporterà al parcheggio ritornando sui propri passi. In sintesi una bella passeggiata per tutta la famiglia, ottimamente segnalata, che alterna spazi aperti al sole a zone ombrose sotto i pini.

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Abeti bianchi e pini larici imponenti, suggestive faggete, boschi “solenni e silenziosi ”: legno dell’ambiente naturale e legno per le attività dell’uomo. La Sila è la grande foresta della Calabria, gli alberi monumentali che la ricoprono costituivano un tempo la preziosa materia prima utilizzata per costruire le navi che solcavano il vicino mare. Un patto non scritto tra mondo della flora e mondo dell’uomo rimane la legge fondamentale per chiunque decida di addentrarsi nella selva e andare incontro a un angolo della propria anima finora inesplorato. L’itinerario del Legno ha inizio dal Centro del Cupone: un’imperdibile mostra racconta la storia degli alberi, delle foreste e dell’utilizzo da parte dell’uomo di questo prezioso elemento in Sila. Una ricchezza di natura che, ricoprendo l’80% della superficie, è tutelata dal Parco Nazionale della Sila.


In viaggio sulle tracce del legno 1a Tappa

L’ITINERARIO

LEGNO

Dai Romani fino ai Borboni, la Sila Grande è stata la falegnameria a cielo aperto della nostra penisola, il luogo in cui rigogliosa prosperava la vegetazione arborea, una risorsa giustamente invidiata dalle corti e dagli eserciti di tutta Europa, che guardavano all’eventuale discesa in Italia ben consapevoli di questo patrimonio prezioso. Era d’obbligo, quindi, dedicare un percorso al signore indiscusso di questi luoghi, un sovrano capace, con la sua imponenza, di essere nel contempo maestoso e protettivo: l’albero. Qui, come nel rinomato Sequoia National Park della California, famoso per le sue piante secolari, il legno, in particolare il pino laricio diventa attrattore di un turismo nuovo, che vive l’albero come mondo parallelo, da esplorare e conoscere, come luogo della memoria e museo vivente in cui sentire, trasportati da una fantastica macchina del tempo, le atmosfere, i suoni, i profumi degli eroi e dei guerrieri che da questi boschi partirono per fare la storia.

Località di partenza Cupone Località di arrivo Lorica Località intermedie Torre Camigliati, Parco Old Calabria Riserva dei Giganti del Fallistro Riserva del Tasso Località Fago del Soldato Chilometraggio totale 55 km

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Come arrivare A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Cosenza, proseguire sulla SS107 e la SS177 in direzione Cupone. Da Crotone seguire la SS107 fino a San Giovanni in Fiore e proseguire sulla SS117. Dalla Sila Greca seguire la SS106, a Mirto SS531 fino a Cropalati, poi SS177 in direzione Longobucco e Centro Cupone.

2a Tappa

3a Tappa

4a Tappa

Le Aziende dell’itinerario 1 La Silana da Camillo (Ristorante) – Pag. 24 2 Agriturismo Simao (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 34 3 Agriturismo Zagaria – Azienda Agricola Francesco Sirianni (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 33 4 Azienda Agricola Sirianni Nicola (Produzione Agroalimentare) – Pag. 32 5 Azienda Agricola Gangale (Produzione agroalimentare) – Pag. 44 6 San Lorenzo si alberga - La Tavernetta di Pietro Lecce (Hotel, Ristorante, Enoteca) – Pag. 36 7 Rifugio dei Peccatori di Gola (Ristorante) – Pag. 35 8 Ristorante La Pignanella (Ristorante) – Pag. 23 9 Circolo Ippico Sila (Centro Ippico) – Pag. 43 10 Azienda Camigliati Srl (Torre Camigliati) (Affittacamere, B&B) – Pag. 61 11 Hotel La Fenice (Hotel Ristorante) – Pag 38 12 Villa Guido (B&B) – Pag. 52 13 Barrese Srl (Produzione Agroalimentare, Commerciante) – Pag. 72 14 Hotel Cristallo (Hotel) – Pag. 41 15 Hotel Cozza (Hotel, Ristorante) – Pag. 39 16 Hotel Aquila e Edelweiss (Hotel, Ristorante) – Pag. 40 17 Hotel Tasso (Hotel, Ristorante) – Pag. 42 18 Altipiani Eventi e Turismo (Servizi, Commerciante) – Pag. 125 19 Sila Funghi (Commerciante) – Pag. 53 20 Centro Carni Srl (Commerciante) – Pag. 66 21 La Corte dei Pini (Ristorante, Produzione Agroalimentare, Agriturismo) – Pag. 26 22 Il Villaggetto di Biagio Pingitore (Agriturismo, Ristorante, Produzione Agroalimentare) – Pag. 25 23 La Cascina del Fiume (Produzione Agroalimentare, Agriturismo, Ristorante, Allevamento) – Pag. 47 24 Rifugio Casello Margherita - Società Cooperativa Il Sentiero Pag. 95 Rifugio 25 Il Brillo Parlante (Griglieria, Pub, Birreria) – Pag. 90 26 Hotel Park 108 (Hotel, Ristorante) – Pag. 15 27 Rifugio Lo Scoiattolo (Rifugio, Ristorante) – Pag. 51 28 Albergo Ristorante Al Cavaliere (Hotel, Ristorante) – Pag. 14 29 Le Delizie di Marianna (Produzione Agroalimentare) – Pag. 13

Giganti della Sila

Gli itinerari outdoor 1 • Collegamento Lago Arvo e Lago Ampollino Mountain bike 2 • Sentiero della Fiumarella Trekking 3 • Anello dei Colli Perilli Trekking 4 • Anello del Lago Arvo Cicloturismo

5 • Sentiero dell’Abate Trekking 9 • Sentiero della Riserva del Fallistro Trekking 10 • Area dei Giganti della Sila Mountain bike 11 • Strada delle Vette Mountain bike 13 • Sentiero della Foresta del Tasso Trekking

14 • Anello del Lago Cecita Mountain bike

15 • Sentiero del Cupone Trekking

16 • Sentiero del Fiume Cecita Trekking

17 • Tour Cupone – Fossiata Mountain bike

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IN VIAGGIO SULLE TRACCE DEL LEGNO

tappa

Il Centro Visite Cupone sul Lago Cecita Regna il pino silano, albero libero… Esso forma cattedrali arboree dai tronchi regolari e fitti, che si prolungano talvolta per qualche chilometro, avviluppando anche le cime, e riempiendo perciò la Sila di luoghi segreti. Si direbbe che il Mezzogiorno, costretto nelle forme di un paesaggio nordico, si manifesti sotto il travestimento, con un soprappiù di linfa. La Sila è una fantasia del Nord eseguita con il rigoglio meridionale. Guido Piovene, 1957 Località di partenza Centro Visite Cupone | Località di arrivo Centro Visite Cupone Chilometraggio 3 km (parte dei sentieri del Centro Visite) Si parte dal Centro Cupone sul lago Cecita, comune di Spezzano della Sila Il modo migliore per vivere la Storia è passare dall’entrata principale. Si consiglia, quindi, di iniziare la propria esplorazione del manto forestale silano dalla località Cupone. Qui, l’Ente Parco ha lavorato di

Az. Agr. Sirianni Nicola Contrada Zagaria – Spezzano della Sila Tel. e fax 0984.579740 Cell. 328.9224640 (Nicola Sirianni) nnicolasirianni@live.it ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare (caseificio) Produzione di formaggi, salumi, carne e verdura. Lavorazione e degustazione dei prodotti caseari e vendita diretta. Visite guidate alle stalle, fattoria e laboratori didattici, caccia fotografica a daini e caprioli. Associazione Fattore Creativo ONLUS Partendo dai mestieri del casaro e del contadino, patrimonio di famiglia e bagaglio culturale tanto prezioso quanto affascinante, il signor Sirianni ha scelto per la propria azienda agricola una delle zone più belle del Parco Nazionale, tra le montagne e le sponde del lago Cecita. È qui che i bovini trovano l’habitat ideale: la peculiarità di avere pascoli biologici quasi tutto l’anno favorisce una produzione di latte di altissima qualità.

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impegno per offrire un’immagine idilliaca della Sila, dando a questo angolo di Calabria una nuova occasione di turismo alternativo. Per il visitatore giunto d’improvviso dalla costa, con il lago Cecita sullo sfondo, il paesaggio montano che abbraccia idealmente le case sparse, come disegnate da mano esperta e amante del paesaggio L’agriturismo tenta di trasmettere alle nuove generazioni la tradizione contadina e a preservare dalla corsa del tempo questo scrigno di sapienza e conoscenza. Tipo di produzione: alimentare, casearia Prodotti: bovini; latticini (in particolare caciocavallo e mozzarella) Vendita diretta al pubblico Fattoria didattica: si, Fattorie Aperte; Fattore Creativo A disposizione per aprire l’azienda al pubblico per mostrare le tecniche di produzione Accesso per diversamente abili Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperto

alpino, l’impressione d’insieme è sconvolgente: il Mediterraneo e i suoi elementi peculiari sembrano distanti migliaia di chilometri. Il Centro del Cupone accoglie il turista con il suo prato tagliato alla perfezione ed una struttura architettonicamente all’avanguardia, integrata perfettamente nel paesaggio di cui fa parte. L’impatto risulta sorprendente, conferendo all’insieme un aspetto estremamente british e regalando una sensazione di benessere e di equilibrio interiore che ben predispone alla visita. Nei locali del Parco, il Museo dell’Albero, attraverso immagini, suoni, narrazioni e oggetti dell’uomo, racconta il delicato rapporto tra sfruttamento delle risorse naturali e lavoro umano. Imponenti sezioni degli alberi sussurrano la propria storia e le caratteristiche botaniche. Sempre nel Museo Naturalistico è allestito anche uno spazio dedicato al lupo, abitante silenzioso delle immense foreste silane. Il temuto carnivoro, da sempre considerato un nemico per gli attacchi al bestiame, oggi è controllato attraverso un programma di introduzione di caprioli e cervi per ristabilire gli equilibri della catena alimentare e far sì che questo splendido animale non rappresenti più una minaccia per l’uomo. Un tempo, inoltre, il Cupone era proprio il centro dove il legno silano veniva lavorato per i clienti che ne facevano richiesta da tutto il mondo. L’antica segheria, specializzata nell’estrazione della colofonia e dell’essenza di trementina utile alla produzione di

Agriturismo Zagaria Az. Agr. Sirianni Francesco Contrada Zagaria – Spezzano della Sila Tel. e fax 0984.579742 Cell. 349.8700586 (Francesco Sirianni) agriturismozagaria@hotmail.it ➜ Tipologia attività: Agriturismo e Produzione Agroalimentare. Fattoria Didattica in previsione dal 2013 Produzione di formaggi, salumi, carne e verdura, visite guidate alle stalle, lavorazione e degustazione dei prodotti caseari, ristorazione tipica e vendita diretta. Associazione Fattorie Creativo ONLUS L’azienda agricola si rivolge a chi sa apprezzare i paesaggi rurali e il valore delle antiche tradizioni contadine. L’idea è offrire ospitalità in strutture rurali che appartengono all’azienda, recuperate e adattate allo scopo. L’agriturismo Zagaria offre prodotti tipici che rispecchiano le tradizioni gastronomiche locali, con la possibilità di partecipare alle attività aziendali, dalla raccolta di ortaggi e frutta alla vendemmia, contribuire ad accudire il bestiame, perfino con la mungitura. I laghi e i pini secolari del Parco Nazionale e i boschi che circondano l’azienda assicurano una vacanza all’insegna del benessere e del relax. Pernottamento e ristorazione. Accesso per diversamente abili: solo il ristorante Servizi: sala TV, lavanderia e stireria, deposito bagagli e/o attrezzature, noleggio bici, chiavetta internet. Escursioni in mountain bike. Accoglienza animali domestici di piccola taglia. Si parla: inglese Carte di credito: sì Numero camere: 2 (1 doppia; 1 quadrupla), tutte con bagno. Posti letto: 6 Camere con: riscaldamento, servizio pulizie, cambio biancheria, TV, recintino per animali. Numero miniappartamenti: 1 Posti letto: 5 (2 letti matrimoniali, 1 lettino) Periodo di chiusura: sempre aperto Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 60 (fino a 180 per grandi eventi) Specialità a tavola: salumi e formaggi (ricotta fresca e affumicata), verdure sottolio, tagliatelle ai funghi, carne alla brace, torte di ricotta, vini regionali. Degustazione e vendita prodotti tipici di produzione propria. Cucina casalinga. Menu per sportivi.

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LEGNO 1a

TAPPA IN VIAGGIO SULLE TRACCE DEL LEGNO

Agriturismo Simao Contrada Zagaria – Spezzano della Sila Tel. e fax 0984.579752 Cell. 320.0682338 www.agrisimao.it ➜ Tipologia attività: Agriturismo e Produzione Agroalimentare Allevamento bovini da carne. Parco animali (cervi, daini, mufloni, lama, cigni, ecc), passeggiate a cavallo, ristorazione tipica, area pic-nic. Associazione Fattore Creativo ONLUS Il primo agriturismo ad aprire i cancelli sulle ridenti colline della zona dell’altopiano silano si estende per 69 ettari all’interno del Parco Nazionale della Sila. Una posizione privilegiata che permette agli ospiti di praticare ogni genere di escursione, dall’equitazione al trekking, ed entrare a stretto contatto con i numerosi animali che vivono questa oasi in completa libertà. L’azienda moderna ma sempre attenta alle tradizioni, con strutture degli anni ’80 del secolo scorso, è della famiglia Costabile che ha deciso di intraprendere l’attività agricola che ancora oggi esercita con la stessa costante voglia di fare. Ed è proprio questo forte desiderio di condividere i numerosi frutti che la terra se curata con amore e attenzione è sempre pronta ad offrire, ad aver spinto i proprietari a dedicarsi all’ospitalità gestendo in modo impeccabile l’agriturismo e far sentire i proprio ospiti come a casa propria, servendo cene tipiche calabresi a base di verdura, frutta, uova e carni rigorosamente di produzione aziendale. Servizio di ristorazione e pernottamento Servizi: giardino, terreno agricolo, area picnic. Osservazione animali, attività per bambini, ragazzi e anziani. Possibilità di ospitare animali domestici. Area comune per gli ospiti. Possibilità organizzazione eventi. Carte di credito: sì Numero camere: 10 (doppie); 1 con bagno; 9 con bagno in comune Posti letto: 20 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, servizio pulizie. Giorno di chiusura: martedì Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 60 Specialità a tavola: verdure sottolio, salumi, ragù fatto in casa, grigliate di carne, dolci e liquori della casa. Cucina rustica.

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pece greca, ha conservato il suo valore intrinseco e rappresenta, un esempio di archeologia industriale, guardiano della memoria silana. Oggi il Centro Visite Cupone è come un generale orgoglioso che, al termine di una vita spesa sul campo, si fa narratore delle proprie imprese per chiunque sia disponibile a farsi affascinare, a lasciarsi conquistare rievocando epiche battaglie, faticosi mestieri e infinite fughe, in particolare quelle compiute dal primo dei personaggi che, fino all’inizio del secolo scorso, veniva irrimediabilmente associato all’idea di Sila come foresta: il brigante. Persino Alexandre Dumas, in visita di piacere come molti suoi coetanei protagonisti dei Grand Tour che resero rinomata l’Italia di fine Settecento per l’Europa che contava, rimase talmente stupito da questo connubio, che, per il suo racconto, che vedeva protagonista un Robin Hood molto vicino a quello della leggenda, prese ispirazione proprio da queste foreste e dai suoi difensori più illustri e maggiormente maledetti dalle polizie di mezza Italia e non solo. Sull’area esterna del Centro, brevi percorsi all’aperto completano la visita alla conoscenza naturalistica della Sila. Un Orto Botanico e un Parco Geologico espongono la flora essenziale autoctona del territorio e i massi erratici di granito che rivelano come l’altopiano della Sila sia un’“appendice” dell’arco alpino. I punti tappa del percorso, attrezzati con recinti faunistici, offrono l’emozionante

Rifugio dei Peccatori di Gola Contrada Campo San Lorenzo – Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. e fax 0984.578377 Cell. 346.7307208 (Luigi Primo Granata) deborahgranata@libero.it

Museo Naturalistico (Centro Cupone)

possibilità di avvistare il lupo, il muflone, il cervo, il daino, il capriolo o il gufo reale. Lungo il sentiero, infine, una zona umida rappresenta l’habitat prevalente dei laghi, mentre la vegetazione arborea descrive all’escursionista l’altopiano a seconda dell’esposizione solare: a sud il pino laricio, a nord il faggio e l’abete bianco. Partendo dal Centro, un breve circuito didattico di circa 3 chilometri (Sentiero Didattico-Naturalistico nr 1) si inoltra nel vicino bosco diretto alla scoperta della fauna silana e di una vecchia carbonaia. La regola è incamminarsi lasciandosi trasportare dall’immaginazione: l’atmosfera invita a farlo. Chiudere gli occhi e respirare l’aria, con tranquillità: è la stessa aria di allora. L’aria del legno e degli alberi, il sole che filtra tra i rami o la pioggia che ne permea i frutti spinosi, il fumo della carbonaia a colorare il cielo in lontananza. Ora, se si è concentrati, si può porgere l’orecchio a ciò che fino a pochi minuti prima non sarebbe stato lecito neanche pensare di sentire: un rumore di zoccoli... Sono cavalli in avvicinamento, cavalli che scalpitano. Ecco, d’improvviso, che qualcosa disturba i suoni della natura: sono voci e parole di due lingue ai più forse sconosciute, un francese d’antan (“di una volta”), ormai fuori moda, e un dialetto locale,

➜ Tipologia attività: Ristorante Piatti legati alla tradizione della cucina calabrese, a 3 chilometri da Camigliatello e a 2,5 chilometri dal Lago Cecita. Situato in località Campo San Lorenzo a Camigliatello Silano, immerso nella pace dei verdi boschi silani, il Rifugio dei Peccatori di Gola offre ai suoi visitatori un’incredibile varietà di piatti legati alla tradizione della cucina calabrese, dove un posto di rilievo lo ricoprono i funghi porcini, principi indiscussi delle foreste della Sila, insieme ai primi, alla carne alla brace, alle verdure, agli insaccati, tutti prodotti locali, genuini e di alta qualità. Il Rifugio dispone inoltre di una zona campeggio attrezzata, per accogliere anche i visitatori dotati di tenda o camper, che vogliono associare alle bellezze naturalistiche delle escursioni anche le bontà rustiche e veraci della cucina silana. Si parla: inglese, francese, tedesco, rumeno Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperto Servizi: degustazione e vendita di prodotti tipici e di produzione propria. Numero coperti: 150 Ristorazione all’aperto: 50 posti Specialità a tavola: primi a base di funghi, secondi di selvaggina e carne podolica, dolci fatti in casa, vini della zona. Cucina casalinga. Menu per sportivi e menu per celiaci.

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LEGNO 1a

TAPPA IN VIAGGIO SULLE TRACCE DEL LEGNO

San Lorenzo si alberga La Tavernetta di Pietro Lecce

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Contrada Campo San Lorenzo 14 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. 0984.579026 Fax 0984.570761 latavernetta.sila@gmail.com sanlorenzo.sila@gmail.com www.sanlorenzosialberga.it www.latavernetta.info ➜ Tipologia attività: Hotel, Ristorante ed enoteca Ristorazione rinomata a livello nazionale ed internazionale, cucina di territorio: funghi, verdure, carni di vitello podolico, di suino nero e di capretto, castagne, noci, mele, pere, prugne ed erbe spontanee. Il “San Lorenzo si alberga” è una struttura gestita con professionalità e passione. Le camere sono studiate per regalare all’ospite il massimo benessere, sono comode, silenziose, caratterizzate da un accattivante design minimale dai colori allegri. Il ristorante “La tavernetta”, locale accogliente, arredato con la semplicità propria dell’assoluto buon gusto, fa da contesto a una cucina che, pur rifacendosi alla tradizione, viene magistralmente curata, reinterpretata e portata con sapienza all’oggi. Categoria: ★★★★ Accesso per diversamente abili Servizi: TV, sala convegni, lavanderia e stireria su richiesta, deposito bagagli e/o attrezzature sportive, telefono, fax, connessione internet, terrazzo sulla sala colazioni, giardino, parcheggio aperto, accoglienza animali domestici. Escursioni a piedi e in mountain bike, escursioni guidate, pesca sportiva, escursioni a cavallo presso centro ippico; Corsi di cucina di territorio con lo chef Pietro Lecce. Esperto di vini e di funghi. Si parla: inglese, francese Carte di credito: sì Numero camere: 20 (1 sing; 12 matrim; 4 triple; 1 quadrupla; 2 suite), tutte con bagno. Posti letto: 48 Camere con: riscaldamento, servizio pulizie, cambio biancheria, TV, zona soggiorno, telefono, frigobar Giorno di chiusura: Il ristorante chiude di Lunedì, l’albergo rimane sempre aperto Periodo di chiusura: Il ristorante 10 gg a Marzo e 10 gg in Novembre Ristorante: La Tavernetta ristorante a la carte convenzionato con il San Lorenzo si alberga Numero coperti: 80 Specialità a tavola: I piatti creati dallo Chef Pietro Lecce che reinterpreta la tradizione con le materie del territorio: Malfatti di grano saraceno con porcini e semini d’anice silano, filetto di suino nero steccato con la radice di liquirizia, gelato di fichi secchi con miele di fichi.

duro, di difficile comprensione, una lingua fatta di consonanti concitate e vissute, lettere che raccontano di una forza e di una fierezza ormai scomparse. È la lingua della Sila, e la voce che la urla, sporcandola di imprecazioni, viene da una barba fitta tipica di inizio Ottocento, una maschera folta che è la fotografia di una terra intera. Un insieme scuro e impenetrabile che riempie il viso e rivela storie di lunghi inverni e di una sopravvivenza ai limiti del possibile, nascondendo il resto del viso e soprattutto gli occhi, pieni di rabbia e voglia di rivalsa. Il fuggitivo si blocca, fermato dai soldati stranieri che, dopo mesi, hanno avuto ragione di questo eroe, per loro un semplice delinquente. Lo costringono a scendere da cavallo. Lui lo sa: questo è il suo capolinea. Quello che si para davanti al turista, infatti, è uno dei briganti più noti della storia silana: Pietro Monaco. Una volta tornati al tempo in cui viviamo, con un po’ di fortuna (o meglio, sfortuna) lo si potrebbe incontrare: la sua testa, racconta la leggenda, venne decapitata e lasciata nel cavo di un castagno, da qualche parte fra i boschi dell’altopiano... Per chi ha paura, è consigliabile restare guardinghi: come nella tradizione di Sleepy Hollow, si racconta che a tutt’oggi il brigante cerchi ancora la sua testa e non avrà pace finché non l’avrà trovata. Riaperti gli occhi e ritornati ai giorni nostri, dopo aver controllato che il proprio capo sia ben saldo sul collo, si può procedere lungo il sentiero facendo attenzione ai punti tappa del percorso, attrezzati con appositi recinti faunistici.

itinerario outdoor

Trekking

Sentiero del Cupone Località di partenza e arrivo Spezzano della Sila, fraz. Cupone, Centro Visite Località toccate Cupone Difficoltà T (itinerario escursionistico - turistico) Dislivello + 184 metri – 184 metri Tempo di percorrenza 1 ora Fondo stradale 12,5% lastricato 87,5% sterrato 230 m lastricato – 3,5 km sterrato – 230 m lastricato Quota massima raggiunta 1301 metri slm, Spezzano della Sila, in prossimità del bivio tra nr 1 e nr 2 Lunghezza del percorso 4 chilometri Segnaletica Sentiero nr 1, 2, 7 Come arrivare Da Camigliatello Silano prendere la SS177 in direzione Cupone, parcheggiare nell’area riservata ai visitatori del Centro.

nr 1 e 2, lungo la strada che sale nel bosco. È un percorso guidato grazie alla presenza di esaustivi cartelli didattici che riportano tutte le informazioni relative alle specie arboree e botaniche che si incontrano lungo il sentiero. La prima parte del percorso illustra le emergenze vegetali, così il visitatore percepisce chiaramente l’alto livello di biodiversità del Parco: ginestre, rose, specie di pini e abeti e altre varietà arboree e arbustive. Abbandonato il sentiero nr 2, i pannelli didattici sono legati soprattutto agli animali del bosco. Lungo la seconda parte del tracciato si sbuca in uno spiazzo dove è presente una carbonaia: i carbonai originari per lo più di Serra Pedace, risalivano in quota a fine estate, accompagnati da tutta la famiglia, per ottenere carbone vegetale dal legno di faggio, quercia e cerro. Un cartello informativo racconta la storia di queste persone e come veniva strutturata la carbonaia. Presa la strada in discesa che segue il piazzale si incontrano nuovamente pannelli didattici fino a incontrare il sentiero nr 7, da imboccare tenendo la destra per sbucare in prossimità dei recinti faunistici per ammirare dentro ad apposite cabine di osservazione cervi, caprioli e lupi. Superato questo punto, dopo una sosta obbligatoria per poter visionare con calma tutte le specie presenti, si prosegue sul sentiero ben indirizzati dai segnavia e dai cartelli fino all’uscita, che riporterà al punto di partenza.

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elle vicinanze di Camigliatello, in prossimità del lago Cecita, il Centro Visite del Parco Nazionale della Sila offre svariate opportunità di contatto con la natura. Il nome della località, Cupone, deriva probabilmente da un antico albero “cupo”, per la base scura e concava perché scavata dai pastori che incidevano la corteccia al fine di ricavare resina per le fiaccole. Un albero trattato in questo modo veniva detto “slupato”. L’itinerario descritto è semplice, attrezzato, ideale per le famiglie con bambini che desiderano avere una visione d’insieme della flora, della fauna e degli aspetti storico-culturali del Parco Nazionale. Descrizione: prima ancora di iniziare la passeggiata è importante prendere visione delle emergenze culturali e naturalistiche dell’altopiano della Sila visitando il Museo Naturalistico, il Parco Geologico, l’antica segheria e l’Orto Botanico accessibile anche ai non vedenti e diversamente abili. All’ingresso del Centro Visite si viene indirizzati all’inizio dei sentieri tematici

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IN VIAGGIO SULLE TRACCE DEL LEGNO

tappa

Dal Lago Cecita a Camigliatello Silano …ha un clima mite nell’estate, e aria pura, e un paesaggio riposante, e soprattutto una pace che invano si cercherebbe nei luoghi più noti di villeggiatura. I suoi boschi sono solenni e silenziosi, vi si sente soltanto il canto degli uccelli e il rumore del vento che passa tra gli aghi dei pini. Giuseppe Berto, 1948 Località di partenza Centro Visite Cupone | Località di arrivo Camigliatello Silano Chilometraggio 10 km Da Cupone, proseguendo per la SS117 in direzione Camigliatello Silano, si raggiunge Casino Torre Camigliati Dal Centro del Cupone, attraversando i campi lavorati dalla mano sapiente dell’uomo che da queste terre è riuscita a trarre tesori unici come la patata della Sila IGP, si prosegue lungo la SS177. Il suggerimento è andare piano e gustarsi ogni

Hotel La Fenice Via Forgitelle 80 – 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. 0984.570578 - Fax 0984.570810 Cell. 349.0875560 info@hotel-lafenice.it www.hotel-lafenice.it ➜ Tipologia attività: Hotel, Ristorante Ristorazione con prodotti principalmente locali. Immerso nell'atmosfera accogliente di una pineta, l’hotel accoglie il visitatore in una posizione incantevole a quota 1250, in una struttura che fonde tradizione e modernità: sorge nell'edificio recentemente ristrutturato di Villa Bernaudo, costruita nel 1926, di cui è stata lasciata inalterata la struttura originaria. Fiore all’occhiello è una cucina legata alla tradizione gastronomica silana. Un luogo affascinante e riservato, che permette di godere delle bellezze della Sila e che sa concedere spazio al silenzio e all'anima. Categoria: ★★★★ Accesso per diversamente abili Servizi: sala lettura, TV, sala convegni, lavande-

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centimetro di questo territorio, immergersi nella quiete dei boschi silani. Immaginarsela quando era totale, quando il paesaggio ricordava le atmosfere de Il segreto del bosco vecchio di Dino Buzzati: il canto degli uccelli cadenzato dai colpi di scure che abbattevano i pini e dal fragore degli stessi quando si schiantavano al suolo. A governare le asce, uomini che parevano dello stesso legno che abbattevano, i ria e stireria, wi-fi gratuito, giardino, piazzole per campeggio, parco giochi, tennis, calcetto, bocce, pattinaggio. Accoglienza animali domestici. Si parla: inglese, francese Carte di credito: sì Numero camere: 38 (18 doppie, 2 singole, 14 triple, 4 quadruple) tutte con bagno Numero miniappartamenti: 6 Posti letto: 120 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, telefono, servizio pulizie, TV, frigobar, cassaforte. Giorno di chiusura: sempre aperto Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 250 Specialità a tavola: antipasti con funghi, formaggi e salumi locali, selvaggina. Menu per sportivi.

“mannesi” (dalla scure che adoperavano, simile alla mannaia) addetti alla squadratura dei pini, all’abbattimento dei pini larici e alla lavorazione dei tronchi di castagno silani d’altri tempi che erano parte del paesaggio ed elementi essenziali alla salvaguardia dell’ecosistema. Il loro corredo, al momento di recarsi al lavoro, consisteva in una grande sega a doppia impugnatura, in una scure, in una lima per affilare i denti della sega, in una cote per affilare la scure e in un certo quantitativo di petrolio per lubrificare la sega, l’unico olio in grado di scivolare sulla resistente pece greca, ricercata fin dall’antichità proprio per questa sua caratteristica viscosità. I mannesi erano il simbolo di un mondo perduto, fatto di fatica vera e di collaborazione di gruppo per il bene collettivo: ognuno guardava le spalle all’altro, e la Sila con i suoi alberi assicurava il benessere economico dei boscaioli. Il segno del loro lavoro oggi pare distante secoli, ma la grandezza di alcuni alberi e la bellezza della foresta raccontano di un equilibrio tra uomo e natura difficile da trovare altrove, dove la deforestazione è diventata selvaggia e non è quasi mai, come qui, figlia della sottomissione alle leggi sacre dell’ambiente, in Sila sempre al primo posto. Poco prima di raggiungere il cento abitato di Camigliatello Silano, sempre seguendo la SS177, una promenade naturale guida alla scoperta di una delle perle culturali della Calabria, che si raggiunge deviando poco prima di Forgitelle, oltrepassando un

Hotel Cozza Via Roma 77 – 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. 0984.578034 direzione@hotelcozza.eu www.hotelcozza.eu ➜ Tipologia attività: Hotel, Ristorante L’hotel dispone di 40 camere dotate di ogni comfort. Il ristorante offre specialità silane e calabresi in genere oltre a piatti internazionali rivisitati dallo chef. Camigliatello Silano significa natura, sport e gastronomia. Escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo, campi da sci che si avvalgono di modernissimi impianti di risalita, campi gioco, laghi, boschi, fiumi e fauna silana. Tutto questo sembra un sogno, ma diventa realtà se si sceglie come dimora del proprio soggiorno l’Hotel della famiglia Cozza, che dal 1957 rappresenta il paradiso per chi ama l’alta quota e tutto ciò che solo la montagna è in grado di trasmettere. Le numerose sale interne adibite al relax e alla voglia di stare insieme si incastrano perfettamente con la disponibilità e la calda accoglienza che guidano ogni componente del personale nella ricerca di esaudire ogni richiesta del cliente, dalla prelibatezza dei piatti del ristorante, alle tante attività dedicate anche ai più piccini, in particolare nel periodo invernale. Categoria: ★★★ Servizi: sala lettura, sala TV, deposito bagagli e/o attrezzature sportive, connessione internet, terrazzo, parcheggio, convenzione per noleggio bici. Possibilità di ospitare animali domestici. Si parla: inglese, francese Carte di credito: sì Numero camere: 38, tutte con bagno. Posti letto: 80 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria e servizio pulizie, telefono, TV. Giorno di chiusura: sempre aperto Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 100 Specialità a tavola: latticini tipici, tagliatelle ai funghi porcini, secondi di carne, contorni a base di patate e funghi, vini locali. Cucina tradizionale e degustazione prodotti tipici. Menu per sportivi e menu per celiaci.

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Hotel Aquila e Edelweiss

Hotel Cristallo

Via Stazione 13 -15 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. e fax 0984.578044 Cell. 389.1575616 (D’Amico Rodolfo) info@hotelaquilaedelweiss.com www.hotelaquilaedelweiss.com

Via Roma – Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. 0984.578013 - Fax 0984.578763 info@hotelcristallosila.it www.hotelcristallosila.it

➜ Tipologia attività: Hotel, Ristorante Ristorazione con utilizzo di prodotti principalmente locali. Posizione centrale nella Sila con facile possibilità di fare escursioni. Fiore all’occhiello di questo incantevole albergo situato al centro del territorio di Camigliatello Silano, nel cuore della Sila Grande, è sicuramente la cucina, particolarmente curata e caratterizzata da sapori tradizionalmente calabresi rivisitati, e da prodotti locali che permettono di entrare a diretto contatto con il territorio silano. Un ristorante che non a caso appartiene alla famiglia D’Amico dal 1948 e che si affianca alla struttura alberghiera dal 1960, in un connubio che da anni racchiude la sintesi della passione e dell’amore dei proprietari verso il proprio lavoro e la propria terra, sentimenti che si collocano alla base di un’autentica e disarmante ospitalità verso tutti i clienti. Categoria: ★★★★ Servizi: sala lettura, sala polifunzionale da 50 posti, sala TV, lavanderia e stireria, deposito bagagli e/o attrezzature sportive, wi-fi nella sala comune, giardino, corsi di degustazione. Si parla: inglese, francese Carte di credito: sì Numero camere: 40 doppie, tutte con bagno Posti letto: 80 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, telefono, servizio pulizie, TV, balcone. Giorno di chiusura: martedì (ristorante, eccetto periodi di forte affluenza) Periodo di chiusura: dal 20/03 al 20/04 (esclusione Pasqua) e dal 15/11 al 20/12 Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 90 Specialità a tavola: cartoccio di pecorino e primo sale, mezzelune al brasato e funghi, trippa alla cosentina, contorni di verdura, pastiera, crostate, vini calabresi. Cucina ricercata. Menu per sportivi e menu per celiaci.

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Nave della Sila

ponticello. Siamo a Torre Camigliati, a 1250 metri di altitudine, un monumento di interesse nazionale del XVIII secolo che rappresenta un tipico esempio delle residenze baronali calabresi in Sila. Al suo interno, opera dell’architetto Barracco, da un’idea del giornalista Gian Antonio Stella già autore del bestseller La Casta, insiste la cosiddetta Nave della Sila, un museomonumento narrante dedicato alla storia dell’emigrazione calabra e facente parte del più ampio progetto denominato Parco Old Calabria. Un viaggio letterario che segue la scia della storia, della società e degli artisti che con la presenza, nei secoli, resero rinomata la regione a livello internazionale. La Nave della Sila è realmente ciò che sembra: un’opera d’arte che riproduce in tutto e per tutto le imbarcazioni che a inizio Novecento traghettarono a migliaia gli emigranti calabresi nelle Americhe in cerca di fortuna, un tentativo di narrazione per il mantenimento della memoria storica e civile legata all’esodo migratorio che ha

SilAvventura presso il Lago Arvo

investito l’Italia di inizio Ventesimo secolo, nazionalizzando un processo sociale sentito sempre, dal Piemonte alla Sicilia, come un fenomeno familiare o locale. Questo luogo nasce invece per essere la casa del ricordo di ognuno di noi, lo schermo sui nostri antenati, le loro angosce, le speranze, le nostalgie, i drammi pubblici e privati dei nostri avi che, per sfuggire alla fame e alla miseria, espatriarono verso un mondo sconosciuto. Le loro avventure divennero nel tempo il simbolo di un’intraprendenza italiana, una capacità di rimettere in discussione la propria vita e di costruire “ponti” dal proprio Paese a nuove, importanti realtà sociali ed economiche. Attraverso gigantografie, canti popolari tradizionali e una voce che guida il visitatore, si ripercorre con emozione la storia degli uomini della Sila e, inevitabilmente, di tutta l’Italia. Legno come ornamento e legno per viaggiare, dunque. I locali dell’ex vaccheria si sono trasformati in ponte di piroscafo, con tanto di cabine per i viaggiatori. Le diverse sezioni del museo illustrano

➜ Tipologia attività: Hotel La cucina del ristorante è particolarmente gradevole, accanto alle pietanze di uso internazionale offre le migliori specialità calabresi. Ospitalità con la O maiuscola: questo l’impegno preso dall’Hotel Cristallo, situato nel pieno centro di Camigliatello Silano, con una ricettività che conta 42 camere con bagno e 5 incantevoli appartamenti pensati apposta per i nuclei familiari. Motivo di orgoglio dell’intera struttura è la saporita cucina del ristorante, che accosta magistralmente sapori internazionali ai gusti decisi delle specialità calabresi. Dalla celebre pitta con sarde salate, ai deliziosi formaggi locali che spaziano dalla ricotta al caciocavallo, per non parlare dei “cuozzi nivuri”, i funghi porcini conosciuti in tutto il mondo, sempre ampia è l’offerta di prelibatezze cucinate dallo chef, sempre estremamente disponibile verso tutti i clienti. Esperienza e professionalità costituiscono le mani gentili che aprono le porte ai turisti in visita e che li accompagnano fino alla speranza dell’arrivederci dell’ultimo giorno di vacanza, per un soggiorno che sorprende e non delude. Categoria: ★★★ Servizi: sala lettura, sala TV, sala convegni, deposito bagagli/attrezzatura, connessione internet, terrazzo, salottino di piano, discoteca. Carte di credito: sì Numero camere: 42, tutte con bagno. Posti letto: 94 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria (camera 3 gg, bagno quotidianamente), servizio pulizie, zona soggiorno, TV, cassaforte (in alcune). Numero miniappartamenti: 5 (4/5 posti) Posti letto: 20/25 Periodo di chiusura: sempre aperto Ristorante aperto solo a chi soggiorna Numero coperti: 120 Specialità a tavola: salumi e formaggi, secondi di carne, funghi porcini, dolci fatti in casa, vini calabresi. Cucina tradizionale calabrese. Degustazione prodotti tipici della zona. Menu per sportivi e menu per celiaci.

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Hotel Tasso Via Tasso – 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. 0984.578113 info@hoteltasso.it - www.hoteltasso.it ➜ Tipologia attività: Hotel, Ristorante Cucina tradizionale di prodotti locali, ricettività alberghiera. Immerso nella Riserva Naturale Tasso di Camigliatello Silano, l’hotel si trova vicino ad una pineta secolare nel centro del paese. Le camere sono arredate in stile classico ed il balcone si affaccia, nella maggior parte dei casi, sulla sagoma maestosa e rassicurante del monte Curcio. A 1300 metri sul livello del mare, siamo distanti appena 700 metri dalle piste sciistiche di Camigliatello, mentre lo splendido lago Cecita è raggiungibile in auto in 10 minuti. I momenti di relax nella terrazza panoramica si alternano alle mille opportunità di tenersi in forma; tennis, escursioni, equitazione, ma anche arte e cultura circondano questo angolo di montagna silana. Categoria: ★★★ Servizio di ristorazione e pernottamento Accesso per diversamente abili Servizi: sala TV, sala convegni, connessione internet. Si parla: inglese, spagnolo. Carte di credito: sì. Numero camere: 78 (8 singole; 40 doppie; 20 triple; 10 quadruple), tutte con bagno. Posti letto: 188 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, servizio pulizie, TV e wi-fi. Periodo di chiusura: maggio - giugno - novembre. Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 180 Specialità a tavola: antipasti tipici silani, tagliatelle ai funghi, caciocavallo alla piastra. Cucina tradizionale.

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Circolo Ippico Sila

con tecniche interattive argomenti come la migrazione, il rapporto con i cari lasciati nel borgo d’origine, il nuovo mondo. È forte il contrasto tra la struttura dell’esposizione e la struttura che la ospita: la casa nobiliare, con la simbolica Nave della Sila al suo interno, è capace in un attimo di spiegare al visitatore le contraddizioni e le peculiarità della storia italiana e dei suoi protagonisti, dai feudatari ai proletari. Incredibilmente, le due costruzioni si rivelano armoniche a livello visivo, e l’occasione della visita alla Nave della Sila diventa un’opportunità per scoprire Torre Camigliati e la storia dei “casini” silani. Il “casino” in questo caso è un maestoso edificio a tre piani, che, dopo un periodo di abbandono successivo alla riforma agraria, è stato recentemente restaurato. I “casini” silani furono le residenze estive delle potenti e nobili famiglie calabresi del

Contrada Molarotta 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. e fax 0984.431947 Cell. 335.1776811 (Franco Via) circoloippicosila@libero.it

Regno di Napoli. A tutt’oggi, rappresentano il più tangibile ricordo della potenza delle dinastie aristocratiche che un tempo venivano a rinfrancarsi dalla frenesia cittadina in questa oasi di silenzio, che appariva ai loro occhi come una terra esotica, la più particolare e inconsueta tra tutte quelle del Sud Italia. Specie a Normanni e Borboni, la Sila doveva ricordare la terra d’origine, i selvaggi boschi della primordiale foresta che caratterizzava gran parte del Nord Europa fino alla metà dell’Ottocento. Dimore di Re, principi e soldati che, spesso in lotta con i contadini che da sempre con fatica assicuravano loro ricchezza e agiatezza, dimostrarono la propria forza e supremazia attraverso la costruzione di queste residenze estive: Torre Camigliati fu uno dei primi esempi italiani in cui la foresta dovette venire a patti con l’esigenza edilizia di una classe sociale che vedeva nella “collezione” di fabbricati, ville

➜ Tipologia attività: Centro Ippico Associazione, Circolo Ippico, Maneggio, Scuola di Equitazione. È senza alcun dubbio una delle scelte migliori per attraversare le bellezze dell’altopiano silano, per stupirsi delle sue meraviglie, rimanere affascinati dai suoi colori percorrendo sentieri che si ramificano per tutto il territorio, costeggiando siti di interesse naturalistico, storico e culturale. Tutto in sella all’animale più bello che c’è! Ne sono convinti i ragazzi del Circolo Ippico Sila, che, nei pressi del Centro Cupone del Parco Nazionale della Sila, offre tutto l’anno possibilità di escursioni di monta all’inglese, corsi per patente equestre, pensioni per cavalli e una stazione di monta. Tipo di servizi: maneggio, escursioni a cavallo, scuola di equitazione. Attività: escursioni guidate, attività per bambini, ragazzi e anziani. Dodici cavalli a doma inglese. Accesso anche per diversamente abili Si parla: inglese, polacco Carte di credito: no Periodo di chiusura: in inverno e primavera apre solo su prenotazione.

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TAPPA IN VIAGGIO SULLE TRACCE DEL LEGNO

Azienda Agricola Gangale

Tipo di produzione: agricoltura Prodotti: patate, frutti di bosco (stagione raccolto 2013) Vendita diretta al pubblico Carte di credito: no Periodo di chiusura: dicembre/gennaio

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Mountain bike

Tour Cupone - Fossiata

Contrada Campo San Lorenzo Via Roma 200/A 87058 Spezzano della Sila Tel. 0984.431601 Cell. 338.8107441 (Giovanni Cinnante) gilda.pedace@live.it ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare. Agriturismo dal 2013 Coltivazione di patate e frutti di bosco con metodo biologico nel terreno di proprietà, presso Campo San Lorenzo, a due passi dal lago Cecita. Da secoli le attività agro-silvo-pastorali, insieme alle attività legate alla filiera del bosco, occupano un posto di primo piano nell’economia dell’altopiano silano. Il terreno si presta in particolare alla coltivazione della patata. Non a caso proprio la patata, insieme ai funghi, è l’elemento che più contraddistingue in Italia e nel mondo la gastronomia della Sila. L’ampio uso che si fa dei frutti di bosco, ribes, lamponi, uva spina e fragoline, soprattutto nelle conserve, ha portato l’azienda Gangale a prediligere proprio queste due coltivazioni, e visti i risultati, è stata la scelta giusta.

itinerario outdoor

e fattorie fortificate l’esplicitazione di uno status. Fu quindi la Sila la patria del “turismo vip” italiano, che negli anni a venire caratterizzò esperienze come quella delle isole siciliane o della Costa Smeralda, luoghi da sempre isolati, perle nascoste che nel tempo divennero paradisi privati per le famiglie più agiate che cercavano la pace e un clima riposante. Nel caso specifico, a fungere da irresistibile richiamo turistico furono l’aria salubre della montagna e la bontà dei prodotti autoctoni, che qui in Sila trovava massima espressione specie in ambito culinario, quando la materia prima, lavorata con la sapienza di abili contadini, si trasformava in prelibatezza gastronomica ineguagliabile per il gusto quanto per la vista. Torre Camigliati è circondato da un parco naturale di 60 ettari e custodisce alcuni esemplari di alberi secolari. Tra prati e ruscelli curati, nel giardino della casa si trova una sequoia della California, alta 25 metri, di 9 metri di circonferenza, messa a dimora nel 1940 dalla signora Gabriella Barracco Nicolis di Robilant: legno del Nuovo Mondo che ricorda gli antichi splendori del podere. Il casino si colloca alle spalle di Camigliatello Silano, località di punta della ricettività turistica silana, specie invernale, apprezzato dagli escursionisti e dagli sportivi, ma, soprattutto, luogo di partenza ideale per scoprire il cuore della Sila: le sue faggete, le sue pinete, e, soprattutto, i suoi Giganti.

Località di partenza e arrivo Spezzano della Sila, fraz. Cupone, parcheggio del Centro Visite Lungo il percorso Cupone, Longobucco, Cava di Melis, Fossiata, Spezzano della Sila Difficoltà Difficile Dislivello + 863 metri – 859 metri Tempo di percorrenza 4 ore Fondo stradale 25% asfalto 74% sterrato 1% lastricato 4,88 km asfalto – 5,8 km sterrato – 1,07 km asfalto – 12,1 km sterrato – 250 m lastricato Quota massima raggiunta 1439 metri slm, Spezzano della Sila, nel tratto di sentiero nr 6 dopo aver abbandonato il nr 2 Lunghezza del percorso 24,1 chilometri il giro principale 20,5 chilometri con deviazione per nr 1 20,7 chilometri con deviazione per nr 2 Segnaletica Sentieri Parco Nazionale nr 8, nr 3, nr 6, nr 2, nr 7, nr 1 Come arrivare Prendere da Camigliatello Silano la SS177 in direzione Lago Cecita, entrare nel parcheggio riservato ai visitatori del Centro Visite Cupone.

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I Centro Visite Cupone offre svariate opportunità di contatto con la natura: sentieri didattici, visite guidate, recinti faunistici, i locali dell’antica segheria, l’Orto Botanico accessibile anche ai non vedenti e persone con disabilità motoria, il Parco Geologico, un Museo Naturalistico dotato di laboratori didattici, sala multimediale e sala convegni. Dal cuore operativo del Parco Nazionale della Sila, dove particolare attenzione è dedicata al legno, patrimonio vivo del territorio, inizia un itinerario ciclabile interessante sia per le famiglie sia per i bikers più esperti. Descrizione: dal parcheggio del Centro Visite Cupone si imbocca la SS177 e si svolta a sinistra per la salita regolare che conduce al ponte sul lago Cecita, dove ammirare il bacino artificiale in tutta la sua interezza. Rimanendo sulla strada principale in direzione Cava di Melis, appena entrati nella frazione si giunge al bivio dove imboccare il Sentiero del Brigante (nr 8), che sale in forte pendenza verso il comando di stazione forestale (qui è presente l’unica fontanella di tutto il tragitto). Dopo la caserma, la salita ben segnalata riprende tra i pini per circa 2 chilometri, per poi perdere quota tra le ginestre e fiancheggiare la recinzione dei lupi; dopo una serie di bivi ben segnalati si sbuca sulla SS282. Si prende a sinistra la salita in direzione Fossiata, sempre sull’asfalto, fino all’ingresso dell’Arboreto “Sbanditi”, che dopo il ponte sul fiume Cecita accompagna il bikers all’inizio dei sentieri nr 2 e nr 3: si svolta a destra verso quest’ultimo che prosegue in piano (prestare attenzione agli smottamenti e aperture nel terreno). Lungo la pista si incontrano alberi coricati a terra che rendono il percorso piacevolmente avventuroso e conferendo un senso di inesplorato. In sella alla mountain bike si segue il tratto di sentiero nr 3 per tre chilometri fino a raggiungere il bivio in cui si imbocca il sentiero nr 6: dopo aver superato una serie di alberi caduti si sbuca su un pianoro dove è presente un capanno di legno. Si svolta a sinistra per guadagnare rapidamente quota e giungere al bivio con il nr 2 (Sentiero del Corvo) che porta al Cozzo del Principe (a sinistra): noi proseguiamo a destra per affrontare un lungo saliscendi. Superato un rio, a un nuovo incrocio si può rientrare al Centro Visite Cupone seguendo il sentiero nr 2 (consigliabile per le famiglie); oppure in sella alla mountain bike continuare sul nr 6 fino a raggiungere il punto più alto del tragitto. Dopo l’impegnativa salita si affronta la ripida discesa: gli ultimi 23 chilometri, tra alberi caduti e bivi ben segnalati, scendono al ponte che precede i magnifici recinti faunistici del Cupone. Dopo averli superati si seguono le chiare indicazioni che portano all’uscita del Centro Visite. Le due deviazioni scelte imboccano il sentiero nr 1 e il sentiero nr 2: entrambi facili e didattici, il primo illustra meglio la parte arborea del Parco, il secondo approfondisce quella legata alla presenza degli animali selvatici. Sia il sentiero nr 1 che il sentiero nr 2 hanno il comune il passaggio con il nr 6 dai recinti faunistici.

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tappa

Az. Agricola e Agrituristica La Cascina del Fiume

Da Torre Camigliati ai Giganti della Sila Crescono ivi in gran numero altissimi abeti e pioppi, ampi faggi, frassini ed ogni sorta d’alberi. Sono essi fecondati da acque dalle acque che vi scorrono e fanno s ulle montagne con i rami continua ombra. Gli alberi prossimi al mare ed ai fiumi, tagliati dal ceppo e portati ai vicini porti, forniscono materiali a tutta l’Italia per navi e case: quelli che ne sono lontani, ridotti in pezzi e portati sulle spalle dagli uomini, producono remi, pertiche, domestici utensili e mezzi d’ogni arme; ed infine, la più gran parte che è la più folta viene destinata a dare la resina chiamata Brettia ch’è la cosa più odorosa di quanto io conosca. Dionigi di Alicarnasso (I sec. a.c.) Località di partenza Casino Torre Camigliati | Località di arrivo Riserva Naturale del Fallistro Chilometraggio 8 km Dal Casino Torre Camigliati alla località Croce di Magara e alla Riserva dei Giganti del Fallistro, percorrendo la SS177 fino a Camigliatello e deviando sulla ex SS107 in direzione di San Giovanni in Fiore Dal casino Camigliati l’itinerario riprende la direzione di Camigliatello, sino ad arrivare nel centro del paese. Qui si seguono le indicazioni per San Giovanni

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in Fiore, ma, trascurando volutamente il percorso “direttissimo” della nuova SS107, ci si immette nel tragitto della vecchia statale che in breve conduce a Croce di Magara, storico punto di sosta per chi decidesse di vivere appieno l’esperienza silvestre: sul territorio sono presenti alcune strutture ricettive perfettamente in grado di soddisfare la voglia di riposo assoluto a totale contatto con la natura. Dopo Croce di Magara, si percorre per circa un chilometro la strada secondaria che si trova al bivio sulla destra per poi immettersi in una sterrata che conduce in uno dei luoghi più noti e raccontati dai viaggiatori europei del Grand Tour: è la terra dove, come in un racconto di memoria mitologica, vivono ancora quei Giganti capaci, con la loro mole, di essere per gli abitanti del luogo i guardiani ideali del territorio e i massimi rappresentanti di una cultura ecologica ante litteram che, da sempre, caratterizza e rende speciale la zona. I Giganti in questione sono gli alberi secolari presenti in numero talmente

C.da Neto Ferraro – 87050 Spezzano Piccolo Tel. e fax 0984.579927 Cell. 328.3865915 (Antonio Prospero) antonio.prospero@libero.it lacascinadelfiume@libero.it La via delle Vette

importante da costituire la Riserva centrale della Sila, la Riserva Naturale del Fallistro. Ci si addentra dunque nel giardino esclusivo della Sila. Ci si trova ad un’altitudine di 1420 metri, in un lembo di pineta dove gli alberi raggiungono i 450 anni d’età, dando con la loro presenza una testimonianza unica dell’antica selva silana. I Giganti possono innalzarsi fino a 45 metri di altezza e avere un diametro alla base di circa 2 metri, tanto da essere spesso paragonati per dimensioni alle sequoie nordamericane. I pini presenti nella riserva sono esattamente 56; oltre al pino laricio, sono presenti meli selvatici, faggi, castagni, pioppi tremuli e aceri montani. Questi mostri di bellezza dalla dimensione eccezionale dominano il paesaggio e rendono unica l’esperienza in Sila sia per l’escursionista più esperto che per l’amante dei boschi alle prime armi. L’area protetta dal 1987 è gestita dal Corpo Forestale dello Stato, l’accesso alla riserva è consentito solo a piedi, nei mesi da giugno a ottobre, lungo un percorso attrezzato con passerelle e tracciati recintati.

➜ Tipologia attività: Agriturismo, Produzione Agroalimentare, Allevamento Servizio di pernottamento e ristorazione. Noleggio sci da discesa e da fondo, ciaspole e motoslitte. Escursioni a piedi, in bicicletta, in quad e a cavallo. Vendita diretta di ortaggi, conserve, sottoli. Coltivazione di patate, ortaggi, grano e allevamento di suini, conigli e pollame. Nel cuore del Parco Nazionale, in località Croce di Magara, l’accogliente agriturismo La Cascina del Fiume, circondato da un’incantevole cornice fatta di alberi da frutto, offre un ricco menu di piatti tipici e la scelta tra un gran numero di attività all’aria aperta, anche nella stagione invernale (siamo vicinissimi ai Giganti della Sila). Antonio Prospero è orgoglioso di aver trasformato quasi per gioco, grazie all’aiuto di parenti e amici, un edificio rurale in una struttura bella e accogliente che promette di essere uno dei punti di riferimento dell’ospitalità in Sila. Accesso per diversamente abili. Servizi: giardino, parco giochi, area barbecue. Noleggio attrezzature sportive. Maneggio. Accoglienza animali domestici. Si parla: inglese, francese Carte di credito: sì Numero camere: 6 (1 per disabili); tutte con bagno. Posti letto: 20 Camere con: riscaldamento, TV, cambio biancheria ogni 2 gg. Periodo di chiusura: sempre aperto Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Possibilità di degustare prodotti tipici e di produzione propria Numero coperti: 60 Ristorazione all’aperto: sì Caratteristiche della cucina: tradizionale, alla riscoperta di antiche ricette. Specialità a tavola: zuppa di fagioli, guanciale e patate. A disposizione per aprire l’azienda e mostrare le tecniche di produzione Vendita diretta al pubblico

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itinerario outdoor

itinerario outdoor

Sentiero nella Riserva del Fallistro

Area dei Giganti della Sila

Trekking

Località di partenza e arrivo Spezzano della Sila, fraz. Croce di Magara Lungo il percorso Spezzano della Sila, fraz. Croce di Magara Difficoltà T (itinerario escursionistico - turistico) Dislivello + 65,5 metri – 44,6 metri Tempo di percorrenza 0.30 ore Fondo stradale 15% asfalto 37% sterrato 48% terra 120 m asfalto – 320 m sterrato – 780 m terra – 320 m sterrato – 120 m asfalto Quota massima raggiunta 1450 metri slm, zona di sosta Lunghezza del percorso 1,66 chilometri Segnaletica Percorso obbligato e attrezzato Come arrivare Prendere da Camigliatello Silano la SS107 (E846), uscire a Croce di Magara e seguire le chiare indicazioni per la riserva, oppure all’imbocco della superstrada proseguire per la strada (ex-107) che si inoltra nella zona boschiva fino a che si giunge alle indicazioni per la riserva al primo bivio incontrato, in cui è presente una fontanella.

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l paesaggio forestale dell’altopiano silano è caratterizzato dalla presenza di grandi boschi di pino laricio e la Riserva Naturale del Fallistro custodisce, appunto, una tra le più antiche formazioni arboree della leggendaria Selva Bruzia, già conosciuta ai tempi dei Romani. L’area è facilmente accessibile perché situata nelle vicinanze della superstrada “Paola-Crotone” e fa parte del Parco Nazionale della Sila che dal 2002 ha inglobato la riserva e tutti i territori già ricadenti nello storico Parco Nazionale della Calabria. La zona è in parte compresa nel S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario) “Bosco di Fallistro”, inoltre fa parte della Z.P.S. (Zona di Protezione Speciale) “Sila Grande”. Segnaliamo in particolare alcune piante di “pino laricio Poiret” che per la loro età, imponenza e bellezza sono state tutelate nel 1987 con l’istituzio-

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ne della Riserva Naturale Guidata Biogenetica denominata “Giganti della Sila”. Il pino laricio, sempre contraddistinto da un fusto dritto e slanciato e dalla corteccia a grandi scaglie piatte, raggiunge dimensioni imponenti: fino a 45 metri di altezza e 2 metri di diametro del tronco alla base. Molti pini silani presentano antiche incisioni a spina di pesce sulla corteccia, utilizzate in passato per l’estrazione della resina. L’attuale riserva è gestita dal Corpo Forestale dello Stato in convenzione con il Parco Nazionale della Sila. All’interno della riserva non vi sono fabbricati demaniali ma solo un capanno in legno adibito a biglietteria e locale di ricovero. Descrizione: la visita della riserva si effettua lungo un percorso obbligato che permette di ammirare la maestosità dei 58 alberi di pino laricio, di cui quattro a terra. Il percorso nella riserva, candidata a diventare sito dell’UNESCO, Patrimonio dell’Umanità, procede ben indirizzato da una staccionata e permette di osservare tutti i Giganti nella loro maestosità e imponenza. Sono caratteristici alcuni alberi caduti, ora superati da un ponticello costruito appositamente, mentre quelli intatti, sempre ben segnalati da cartelli e targhette che ne descrivono numero, altezza e diametro, offrono al visitatore la possibilità di ammirare la bellezza della natura manifestata in questi stupendi esemplari di pini larici.

Mountain bike

Località di partenza e arrivo Spezzano della Sila, fraz. Croce di Magara, di fronte alla stradina che conduce alla riserva dei Giganti di Fallistro Lungo il percorso Croce di Magara, Spezzano della Sila, Serra Pedace, Spezzano Piccolo Difficoltà Difficile Dislivello + 715 metri – 715 metri Tempo di percorrenza 4 ore Fondo stradale 29% asfalto 71% sterrato 130 m asfalto – 5,7 km sterrato – 5,3 km asfalto – 9,2 km sterrato - 530 m asfalto Quota massima raggiunta 1876 metri slm, Serra Pedace, circa 1,3 km dopo aver imboccato la strada sterrata per tornare a Croce di Magara Lunghezza del percorso 20,86 chilometri Segnaletica Segnavia MTB3, CAI 422 Come arrivare Prendere da Camigliatello Silano la SS107 (E846), uscire a Croce di Magara e seguire le chiare indicazioni per la riserva, oppure all’imbocco della superstrada proseguire per la strada (ex-107) che si inoltra nella zona boschiva fino a che si giunge alle indicazioni per la riserva al primo bivio incontrato, in cui è presente una fontanella.

U

n percorso all-mountain per chi ama questo tipo di tracciati, divertente perché si affrontano diversi tipi di fondo, pendenze e particolarità. Volendo è possibile evitare il primo tratto di salita, che costituisce la parte più difficile del percorso, utilizzando l’ovovia attrezzata con agganci per le biciclette per raggiungere la cima di monte Curcio. L’itinerario inizia presso la Riserva Naturale del Fallistro, celebre per custodire 58 esemplari monumentali di Pinus nigra laricio, alberi eccezionali di oltre 500 anni di età che evidenziano la strategica perennità del bosco.

Descrizione: dopo aver imboccato il sentiero che porta ai Giganti della Sila, proseguiamo oltre l’ingresso della Riserva per imboccare la strada su fondo sterrato che guadagna quota (prestare attenzione alle numerose pigne presenti sulla pista). La foresta di pino laricio ospita esemplari rari, fuggevoli, in perenne lotta per la sopravvivenza nei freddi mesi invernali, come il capriolo, il gatto selvatico, lo scoiattolo dalla colorazione scura tipica dell’area meridionale e il lupo, che in Sila rappresenta uno dei nuclei più consistenti d’Italia, circa una sessantina di esemplari, seppure non si abbia un’esatta stima numerica. Il percorso prosegue in salita con una serie di bivi all’interno della pineta. In questo tratto non ci sono indicazioni, ma è semplice seguire l’itinerario, proseguendo lungo la traccia principale e ignorando le diramazioni. Al quinto bivio è però necessario svoltare a sinistra, lasciando il tracciato principale. La difficoltà è alta a causa della grande quantità di pigne e rami spezzati a terra che condizionano la salita. Segue un lungo tratto in forte pendenza, su fondo roccioso, dove i bikers meno esperti riterranno più opportuno scendere dalla bici e proseguire a piedi (anche per affrontare con maggiore sicurezza il rio che scende sul tracciato). Dopo un rudere, la pista strappa ulteriormente, sempre su percorso roccioso, prima di un cambio di fondo in sterrato, sempre all’interno della zona boschiva. Una discesa conduce al prato che precede l’incrocio con la magnifica Strada delle Vette: questa è una via asfaltata che conduce al monte Botte Donato, eccezionale punto panoramico sul lago Arvo e Lorica. Imboccata la strada, girando a sinistra parte la lunga e impegnativa salita per le vette, suggestiva ma carente di fonti d’acqua (una sola fontanella fino al bivio che ci ricondurrà sullo sterrato). Il percorso dispone di numerose aree di sosta e di una zona picnic. Si percorre un buon tratto di strada asfaltata, lunga circa 9,5 chilometri, per poi riprendere lo sterrato (bivio ben segnalato) e procedere in discesa fino a un punto panoramico sulla vallata. Il sentiero prende nuovamente a salire, poi una discesa regolare con bivi ben segnalati è seguita da un punto panoramico appena fuori dal bosco; si continua a scendere tra spiazzi e pinete con fondo sconnesso, fino a un tratto di percorso attraversato da un corso d’acqua. L’ultima parte di questo sterrato, magnificamente vario, culmina con il guado del fiume Neto, oltre il quale una breve salita su sassi precede l’incrocio con la strada proveniente da Magara che conduce alla Riserva dei Giganti di Fallistro, punto di partenza dell’itinerario.

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IN VIAGGIO SULLE TRACCE DEL LEGNO

tappa

Rifugio Lo Scoiattolo

Da Camigliatello Silano a Lorica

Contrada Comuniello 87055 Comuniello (Pedace) Cell. 327.6996977 / 329.4326657 (Aquino Giorgio) Fax 0984.537921 www.rifugioscoiattolo.it

Qualunque sia il punto d’ingresso all’altopiano, prima impressione di novità e di un particolare carattere del paesaggio geografico ed estetico insieme è quella che viene dalla vegetazione. Agli ulivi, alle querce, ai castagni, ai faggi cedui del fianco percorso sottentra, dapprima in piante isolate, poi in più o meno grandi masse boschive, il pino, una sottospecie del pino nero comune in Austria che ha nome Pinus laricia e che si imparenta con il pino della Corsica, terra di singolare analogia naturale con la Calabria. Giuseppe Isnardi, 1963 Località di partenza Camigliatello Silano – Riserva Biogenetica del Tasso Località di arrivo Lorica | Chilometraggio 41 km L’itinerario tocca la Riserva Biogenetica del Tasso e la località Fago del Soldato, raggiungendo Lorica attraverso la Strada delle Vette Si ritorna verso Camigliatello Silano percorrendo la strada seguita all’andata. Arrivati in paese, si prosegue sulla provinciale

648 verso la frazione Moccone. La sensazione generale è quella di essere da sempre parte di questi luoghi. In Sila troviamo l’ambiente montano unito all’ospitalità tipica del Sud Italia, un matrimonio inusuale che è una festa per l’esperienza del viaggiatore. Prima di arrivare a Moccone, si transita nei pressi della Riserva Natura-

le Biogenetica del Tasso, l’antico “silos” per il legname da costruzione delle navi, 223 ettari di foresta incontaminata, con il pino laricio a svettare per numero e dimensione degli esemplari. Protetta oggi come allora, la Riserva Naturale del Tasso è la casa del lupo silano, il vero e indiscusso re della Sila. L’area è di interesse zoologico anche per la presenza di un simpatico roditore chiamato driomio, una specie rara della famiglia dei ghiri, che in Sila ha trovato un rifugio sicuro. Anche se non si è amanti del genere, è d’obbligo provare a godere dell’emozione di un tuffo nel birdwatching: sparvieri, assioli, picchi, lucarini e crociere faranno la gioia di grandi e piccini. Una volta raggiunta la frazione Moccone, se si capita nel fine settimana, ci si può

➜ Tipologia attività: Rifugio, Ristorante Baita caratteristica in legno, ristorazione e posti letto Situato a Comuniello, a pochi chilometri da Lorica e in prossimità delle sponde del lago Arvo, il Rifugio Lo Scoiattolo, recentemente restaurato e inserito in un contesto paesaggistico incantevole, offre ai visitatori una lunghissima lista di offerte dedicate sia agli amanti dell’outdoor – con la possibilità di escursioni guidate, a cavallo, mountain bike, pesca sportiva – sia agli amanti della buona cucina, con un servizio di ristorazione strettamente legato ai più tradizionali piatti della cucina silana, raffinato e rustico al tempo stesso. Da non perdere inoltre i corsi di degustazione che vengono spesso organizzati per i visitatori più curiosi di conoscere a fondo le bontà della tradizione culinaria della zona. Di prossima apertura la parte ricettiva con posti letto Accesso per diversamente abili Servizi: terrazzo, parco giochi, area barbecue, terreno a disposizione ospiti, deposito bagagli e/o attrezzature, telefono. Degustazione prodotti della zona. Possibilità escursioni guidate, a cavallo, mountain bike, pesca sportiva, osservazione fauna, gioco delle bocce, calcio, calcetto. Attività per bambini, ragazzi, anziani, persone diversamente abili. Corsi degustazione, cucina locale. Si parla: inglese Carte di credito: no Periodo di chiusura: stagionale Numero coperti: 70 Ristorazione all’aperto: 60 posti Specialità a tavola: piatti locali, specialmente a base di carne e pesce. Cucina tradizionale. Menu per sportivi.

Riserva del Tasso

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TAPPA IN VIAGGIO SULLE TRACCE DEL LEGNO

Villa Guido Via Napoli 19 87052 Spezzano della Sila Tel. 0984.433839 gianni@villaguido.it www.villaguido.it ➜ Tipologia attività: B&B Bed&Breakfast, utilizzo di prodotti locali e assistenza agli ospiti per attività sul territorio. Un Bed&Breakfast di prima categoria, quello della famiglia Guido, che sorge nel cuore del Parco Nazionale della Sila, in una splendida villa recentemente ristrutturata rispettando l’eleganza rustica del tipico stile di montagna, e ricorrendo ad innovativi prodotti e materiali ecocompatibili. La struttura dispone di ampie camere dotate di ogni comfort, mentre un’accogliente sala comune, i profumi e colori del parco attrezzato e l’interessante formula del Country Club, che include un giardino attrezzato, la mountain bike, degustazioni di prodotti tipici ed escursioni alla caccia di funghi e frutti di bosco, sono a completa disposizione degli ospiti dodici mesi all’anno. Servizi: sala lettura, sala TV, deposito bagagli/ attrezzature sportive, terrazzo, giardino, area barbecue, parcheggio. Degustazione prodotti tipici. Noleggio bici e possibilità di escursioni guidate. Accoglienza animali domestici. Si parla: inglese Carte di credito: no Numero camere: 5 (2 doppie; 1 tripla; 2 quadruple), tutte con bagno. Posti letto: 15 Camere con: servizio pulizie, cambio biancheria, riscaldamento, frigobar, asciugacapelli, TV. Giorno di chiusura: dal lunedì al venerdì.

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fermare a curiosare tra le bancarelle che artigiani e produttori gastronomici locali allestiscono per offrire le loro specialità. Dopo la sosta, si continua a sinistra sulla SP648 e si arriva a Fago del Soldato, battezzato così perché la leggenda vuole che in questo luogo i briganti impiccarono ad un faggio un soldato che probabilmente era sulle loro tracce. Il nome ancora oggi racconta dell’eterna lotta tra il potere costituito e il potere reale che imperava in Sila. Da Fago del Soldato si gira ancora a sinistra. Lungo la strada si incontra la seggiovia della stazione sciistica della Pagliara: per gli appassionati delle discese sulla neve, qui durante l’inverno si possono tracciare le curve anche in piena notte, grazie all’impianto di illuminazione artificiale della pista. Per proseguire in questo viaggio nella libertà assoluta, ci si avventura al valico di Monte Scuro, una delle cime più importanti della Sila e della Calabria: da qui comincia la Strada delle Vette, che nella stagione invernale si trasforma in una bellissima pista per lo sci di fondo. Passando nelle vicinanze di Monte Timpone Bruno (m 1742) e della vetta del Monte Curcio (m 1768), si raggiunge Monte Botte Donato, che offre straordinari panorami sui laghi e sulle immense foreste che lo circondano. I belvedere si alternano, dal valico sul Monte Scuro domina il lago Cecita e sul Monte Botte Donato il lago Arvo. Parallelo alla strada asfaltata corre anche un tragitto escursionistico che raggiunge le cime

dei monti attraversati. Oltrepassato il Monte Botte Donato si discende a Lorica. Fin dal nome, il borgo tradisce la sua natura antichissima. Con questo termine, infatti, si identificava l’armatura usata dai potenti Romani che abitarono queste zone al tempo delle guerre puniche e che proprio dal legno della Sila estraevano la pece per le loro navi da guerra. La fortuna turistica di Lorica oggi è legata soprattutto alla vicinanza al lago Arvo, ma anche qui non mancano gli elementi di interesse riferiti al legno, elemento guida del nostro itinerario: ci sono le meravigliose pinete che scendono fino alle sponde del bacino, mentre nel folto degli alberi si trova il Parco attrezzato SilAvventura, che accompagna grandi e piccini, in completa sicurezza, in un percorso acrobatico ed aereo tra le abetaie della Sila, tra ponti sospesi, scalette ed esperienze equilibristiche. Prima di lasciare l’itinerario del Legno, il consiglio è di imitare proprio gli antichi Romani, che sicuramente una volta raggiunta questa riserva verde oziavano per qualche ora, lasciandosi cullare dalla quiete del lago. L’ideale è una gita in canoa: provare ad accarezzare, mentre lentamente il mondo intorno svanisce, l’imbarcazione su cui ci si trova, seguire le linee della chiglia, e lasciare che le dita scendano fino a bagnarsi, raggiungendo una pace interiore che non ha paragone. Si entrerà così in contatto con “l’oro bruno” della Sila.

Sila Funghi di Campanaro Roberto Via Roma 38 – 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Cell. 328.3682402 (Roberto Campanaro) campanaro.roberto@gmail.com

➜ Tipologia attività: Commerciante (prodotti tipici agroalimentari) Vendita al dettaglio di prodotti tipici agroalimentari, specialità funghi porcini freschi, secchi e sottolio, approvvigionamento prevalentemente da aziende agricole attive sul territorio. Il signor Campanaro esercita l’attività di vendita al dettaglio di prodotti tipici calabresi con la possibilità di far conoscere ed assaggiare le prelibatezze della migliore gastronomia calabrese grazie alla passione per la ricerca dei prodotti naturali. Essendo l’attività svolta nella località turistica Camigliatello Silano, meta di turismo interregionale, ha consentito al titolare di rafforzare la sua posizione nel settore agro-alimentare sottoscrivendo dei protocolli d’intesa con alcune aziende agricole attive sul territorio operanti in regime biologico per meglio soddisfare le esigenze del consumatore finale e con l’intento di creare una vetrina nel cuore del Parco Nazionale sempre aperta sul mondo dei prodotti tipici calabresi. Tipo produzione: agroalimentare, prodotti tipici calabresi. Produzione artigianale: prodotti provenienti da aziende agricole attive sul territorio silano. Specialità: funghi secchi, conserve, sottoli, prodotti tipici regionali. Vendita diretta Accesso per diversamente abili Carte di credito: sì Periodo di chiusura: sempre aperto

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itinerario outdoor

itinerario outdoor

Anello del Lago Arvo

Sentiero della Fiumarella

Cicloturismo

Località di partenza e arrivo Pedace, fraz. Lorica, di fronte alla sede legale e amministrativa del Parco Nazionale Lungo il percorso Cavaliere, Lorichella, Lorica, Rovale, Pino Collito, Quaresima, Ceci, Baracchella, Mellaro Difficoltà Facile Dislivello + 641 metri – 641 metri Tempo di percorrenza 2.30 ore 5 ore con deviazione a monte Botte Donato Fondo stradale 100% asfalto Quota massima raggiunta 1379 metri slm, Pedace, località Baracchella Lunghezza del percorso 27,9 chilometri Segnaletica Assente Come arrivare Da Lorica prendere la SS108bis in direzione S. Giovanni in Fiore: lasciare l’auto nel parcheggio della sede legale e amministrativa del Parco Nazionale della Sila.

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l bacino artificiale dell’Arvo, inserito in modo armonico nell’ambiente montano della Sila, offre una serie di paesaggi incantevoli con foreste, piccoli spiazzi e ampie aree attrezzate lungo le sponde. Il giro cicloturistico è descritto in senso orario per avere il lago e i punti panoramici alla propria destra. Descrizione: l’anello inizia dalla sede legale e amministrativa dell’Ente Parco Nazionale della Sila, di fronte all’inizio del sentiero CAI 440. Prima di salire sul sellino si può scendere lungo la stradina che termina sulla sponda del lago, creato negli anni 1926-32 per scopi idroelettrici a seguito della realizzazione di uno sbarramento in terra compatta e argilla, caso unico in tutta la regione. Nella sede del Parco è possibile vedere splendide foto del territorio di Lorica e del lago Arvo. Un breve tratto in discesa conduce al bivio con la strada che porta a monte Botte Donato, punto finale della Strada delle Vette: questa deviazione è consigliata ai ciclisti esperti perché prevede una lunga ed impegnativa salita (10 chilometri per 500 metri di dislivello), disseminata di sugge-

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Trekking

stivi punti panoramici. La fatica è premiata dall’eccezionale vista sui laghi Arvo e Cecita; nei giorni di massima visibilità, dalla roccia dietro la struttura della cabinovia di Botte Donato si può scorgere l’Etna. Per i ciclisti meno allenati si consiglia di proseguire con l’altrettanto magnifico giro panoramico del lago Arvo, che poco dopo il bivio sopraccitato supera Rovale, regalando un’ampia visuale sull’imponente diga di Nocelle (o del lago Arvo), che al tempo della costruzione rappresentava lo sbarramento in terra compatta e argilla più lungo e grande d’Italia. Il giro prosegue in continuo saliscendi, ricco di punti panoramici, sempre tra pini larici e faggi, superando Pino Collito. Un cambio di scenario, da bosco a paesaggio agricolo, precede uno dei due belvedere dotati di area di sosta, da dove apprezzare il lago e le vette che lo abbracciano. Superata la frazione di Quaresima e il torrente omonimo, si incontra un pannello informativo riguardante Aprigliano e la sua storia. I punti panoramici si susseguono, dopo la frazione di Ceci una serie di bivi porta ai ponti sui torrenti Fiego e Coppo, fino a giungere al Parco SilAvventura: coraggio, dinamicità, emozione e gioco sono i segreti per passare da un albero all’altro attraversando ponti tibetani, corde a mezz’aria e altalene oscillanti. Lungo i percorsi sospesi tra gli alberi i grandi tornano bambini e i bambini fanno cose da grandi. Superato il parco si prosegue entrando nella frazione Cavaliere, la cui strada per raggiungere le piste sciistiche è vicino a una fontanella; si supera il ponticello sul torrente Cavaliere e si prosegue in leggera salita incontrando la partenza di uno dei tanti sentieri che caratterizzano la zona. In questo primo tratto si susseguono punti panoramici notevoli. Dopo aver superato Cavaliere si può optare per una deviazione per il lungolago (consigliata decisamente, altrimenti si procede attraverso il paese sulla SS108bis incrociando la partenza dei sentieri CAI 440b, 440c, 440a), dove panchine e punti panoramici invitano l’escursionista alla sosta per apprezzare la superficie del lago che si estende per 8 chilometri quadrati. Superata una piccola area giochi, con campo di pallavolo, ci si ricongiunge alla SS108bis e si incontra l’inizio di una nuova passeggiata panoramica che precede il cartello di benvenuto a Lorica, che riporta al punto iniziale dell’anello.

Località di partenza San Giovanni in Fiore, poco più avanti la diga di Nocelle Località di arrivo Caporosa, lungolago Lungo il percorso Territorio di S. Giovanni in Fiore, territorio di Aprigliano, Caporosa Difficoltà E (itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche) Dislivello + 441 metri – 459 metri Tempo di percorrenza 4.30 ore Fondo stradale 80 % sterrato 20 % asfalto 10,7 km sterrato – 2,7 km asfalto Quota massima raggiunta 1559 metri slm, Aprigliano, lungo il S.I. 17 Lunghezza del percorso 13,4 chilometri Segnaletica Sentiero Italia 17, 401a Come arrivare Da Lorica prendere la SS108bis in direzione San Giovanni in Fiore, quindi prendere la svolta per Pino Collito, superare la diga di Nocelle e parcheggiare.

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e acque del lago Ampollino e del lago Arvo alimentano due centrali idroelettriche, Orichella e Timpa Grande, poste 800 metri più a valle. Il Sentiero della Fiumarella, che segue il Sentiero Italia, permette agli escursionisti di giungere sulle rive dei due bacini artificiali lungo percorsi panoramici fruibili a piedi o in mountain bike. Descrizione: si parte dal lungolago dell’Arvo, si imbocca la stradina che lambisce una baracca riportante la scritta “La Locanda”, per poi salire lungo un tratto assolato che porta l’escursionista ad incontrare due zone disboscate. Si trascura una serie di incroci privi di indicazioni, tenendo sempre la strada principale, fino a giungere al bivio dove ha inizio il tratto in terra battuta (segnato dal passaggio di camion), che sale verso sinistra. Il percorso coinvolge l’escursionista all’interno del contesto silano, avvolgendolo nella penombra del bosco. Risaliti alcuni tornanti si guadagna il culmine dell’itinerario, sopra quota 1550: dopo una sosta meritata per riprendere fiato inizia la discesa ben segnalata. Il passo procede sicuro, sebbene su terreno non sempre ottimale, lungo la via principale che attraversa il bosco fino a raggiungere una vecchia “turri” silana, nel bel mezzo di un grande spiazzo tra due cancelli che si possono aprire (con l’accortezza di richiuderli per le mucche), sempre accompagnati nel percorso dallo scorrere dell’acqua. Lasciandosi alle spalle l’antico ricovero per i pastori si rientra nel bosco tra filari di ontani e pioppi, si guadano dei ruscelli e al termine della discesa uno spiazzo anticipa la fine del Sentiero Italia nr 17. Giunti sulla strada si prende a sinistra, verso località Caporosa che dista pochi chilometri. Procedendo lungo la carrabile asfaltata si inizia a scorgere l’Ampollino, il primo degli invasi artificiali creati nel Novecento per scopi idroelettrici e che si rivela in tutta la sua bellezza non appena si giunge sul lungolago. Si può raggiungere la riva del lago tramite una viuzza chiusa da un cancello apribile, non conviene però avvicinarsi troppo perché il terreno circostante è paludoso. Da qui è necessario un servizio navetta per tornare al punto di partenza.

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Foreste, acqua, fauna selvatica e habitat incontaminati: il cuore della Sila è il luogo ideale per coltivare, portare al pascolo le mandrie e sperimentare cibi della tradizione. Sulle fertili terre dell’altopiano varie sono le ricchezze che si trovano nelle aziende agrituristiche, nei ristoranti e nelle botteghe che onorano la generosità di questo territorio.


In viaggio per scoprire la terra 1a Tappa

L’ITINERARIO Località di partenza San Giovanni in Fiore Località di arrivo Acri Chilometraggio totale 90 km

TERRA

Un “itinerario diffuso” con direttrice di marcia la SS107 che attraversa l’altopiano e avvicina la Sila alle coste del Cosentino e di Crotone. Seminati per i variegati terreni, gli incontri per sperimentare le declinazioni enogastronomiche non mancano. La Sila Grande è rinomata per i funghi, le castagne e i deliziosi frutti di bosco che ricoprono generosi le sue ampie foreste. La tradizione, testimoniata dalla transumanza stagionale, regala anche squisiti formaggi come il caciocavallo silano DOP. Imperdibili sono anche i salumi da suino nero calabrese, allevato rigorosamente allo stato brado. Nell’area del lago Cecita si coltiva la patata della Sila IGP dall’inconfondibile sapore. L’ospitalità silana consente ai turisti di entrare in contatto con le attività tipiche delle aziende agricole e di allevamento.

Come arrivare A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Cosenza, proseguire sulla SS107 e la SP256 in direzione Lorica, oppure la SP217 in direzione Aprigliano e Pietrafitta e la SS178 fino a Lorica. Da Crotone seguire la SS107 fino a San Giovanni in Fiore. Note Questo è un itinerario diffuso, la direttrice di percorrenza è la Strada Statale 107 che unisce Cosenza a Crotone; il chilometraggio è indicativo e si riferisce alle principali località toccate, a cui va aggiunto il tratto di percorrenza per raggiungere le aziende che sono dislocate intorno alle tappe di riferimento. 58

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Le Aziende dell’itinerario 1 La Fattoria dei Ricordi (Agriturismo, B&B, Camping scout, Produzione Agroalimentare) – Pag. 65 2 Scuola Tappeti Caruso (Artigianato locale, Produzione, Vendita) – Pag. 86 3 Giovambattista Spadafora (Artigianato locale, Produzione, Vendita) – Pag. 85 4 Fratelli Mancina (Produzione, Vendita, Tavola calda, Rosticceria, Commerciante) – Pag. 88 5 Macchia di Tuono Barberio Rosa (Produzione Agroalimentare) – Pag. 64 6 Tenuta di Torre Garga Orti dei Monti (Agriturismo) – Pag. 18 7 Hotel Biafora (Hotel, Ristorante) – Pag. 19 8 Caseificio Vallefiore (Ristorante, Produzione Agroalimentare) – Pag. 87 9 Bar Ristorante La Locomotiva (Ristorante, Paninoteca) – Pag. 20 10 Agriturismo Lago Ariamacina (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 21 11 Fattoria Sila (Produzione Agroalimentare) – Pag. 63 12 La Cascina del Fiume (Produzione Agroalimentare, Agriturismo, Ristorante, Allevamento) – Pag. 47 13 Il Villaggetto di Biagio Pingitore (Agriturismo, Ristorante, Produzione Agroalimentare) – Pag. 25 14 La Corte dei Pini (Ristorante, Produzione Agroalimentare, Agriturismo di prossima apertura) – Pag. 26 15 Centro Carni Srl (Commerciante) - Pag. 66 16 Sila Funghi (Commerciante) – Pag. 53 17 Altipiani Eventi e Turismo (Servizi, Commerciante) – Pag. 125 18 Hotel Tasso (Hotel, Ristorante) – Pag. 42 19 Hotel Aquila Edelweiss (Hotel, Ristorante) – Pag. 40 20 Hotel Cozza (Hotel, Ristorante) – Pag. 39 21 Hotel Cristallo (Hotel) – Pag. 41 22 Azienda Camigliati Srl (Torre Camigliati) (Affittacamere, B&B) – Pag. 61 23 Hotel La Fenice (Hotel, Ristorante) – Pag. 38 24 Villa Guido (B&B) – Pag. 52 25 Zoosilana Paese Soc. Coop. (Caseificio, Produzione Agroalimentare) – Pag. 75 26 Associazione Fattore Creativo (Servizi e Fattorie Aperte) – Pag. 62 27 Barrese Srl (Produzione Agroalimentare, Commerciante) – Pag. 72 28 Azienda Agricola Paese Fiorella (Agriturismo, Ristorante, Produzione Agroalimentare) – Pag. 70 29 Hotel La Fattoria (Hotel, Camping, Ristorante) – Pag. 115 30 Fattoria Biò Grillo (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 73 31 Fattoria del Lago (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 71 32 Azienda Agrituristica 4 stelle Società Agricola Sas (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 74 33 Azienda Agricola Serravalle Annunziata (Produzione Agroalimentare) – Pag. 69 34 Azienda Verde Sila di Pingitore Lorenzino (Produzione Agroalimentare) – Pag. 75 35 Azienda Agricola Eredi Filicetti Francesco Attilio (Produzione Agroalimentare) – Pag. 116 36 Azienda Agricola Branca Antonella (Produzione Agroalimentare, Agriturismo di prossima apertura) – Pag. 114 37 Bio Sila di Salvatore Abbruzzese (Agriturismo, Produzione Agroalimentare, Commerciante, Ristorante) – Pag. 113 38 Azienda Agrituristica Val Calamo (Agriturismo, Campeggio, Ristorante, Produzione Agroalimentare) – Pag. 118 39 Nero di Calabria (Produzione Agroalimentare) – Pag. 109 40 Azienda Agrituristica Santa Maria di Macchia (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 112 41 Ristorante del Cacciatore (Ristorante) – Pag. 119 42 Azienda Agricola Fratelli Coregrande (Produzione Agroalimentare) – Pag. 110 43 Azienda Agricola Adimari (Produzione Agroalimentare, Agriturismo di prossima apertura) – Pag. 111 44 Ristorante la Veranda - Hotel 660 (B&B, Ristorante, Hotel) – Pag. 117

Gli itinerari outdoor 7

Serra Carlomagno Mountain bike 8 • Sentiero dell’Ariamacina Trekking 9 • Sentiero della Riserva del Fallistro Trekking

• Sentiero della Presila Trekking 13 • Sentiero della Foresta del Tasso Trekking 14 • Anello del Lago Cecita Mountain bike 12

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• Sentiero del Fiume Cecita Trekking

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IN VIAGGIO PER SCOPRIRE LA TERRA

tappa

Da San Giovanni in Fiore a Camigliatello Salgono allora da Cosenza, da Pietrafitta, da Spezzano, dai tanti paeselli, ammucchiati nelle falde, ove l’inverno è clemente… Gli altipiani e le vallate si popolano di buoi, di vacche, di pecore, di giovenche… ferve la vita ove pocanzi incombeva la solitudine echeggiano voci, belati e muggiti ove per due terzi dell’anno regnò profondo silenzio; e tutto un popolo di lavoratori si affaccenda su pei monti, giù nelle valli penetra nei boschi, scoperchia neviere, manipola i formaggi nelle rozze cascine, scavi i ponti di terra. Nicola Misasi 1883 Località di partenza San Giovanni in Fiore | Località di arrivo Camigliatello Silano Chilometraggio 38 km Si parte da San Giovanni in Fiore, “Capitale della Sila”. Il percorso Terra è un’esperienza di apnea in un paradiso perduto. Salendo da San Giovanni in Fiore per Via della Repubblica si

Coltivi dell’altopiano Silano

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entra sulla SS107 sulla sinistra in direzione Camigliatello Silano-Cosenza. Prima di lasciare questa cittadina costruita a vortice sulla roccia, è consigliabile portarsi dietro una guida, o, perlomeno, una metafora di essa: la pitta ‘mpigliata. Più di qualsiasi mappa

geografica, infatti, questo dolce nuziale - tipico di San Giovanni fin dall’inizio del Settecento - è una summa dei sapori, degli odori, delle tradizioni e dei valori della Sila e dei suoi abitanti, capace da sola di raccontare secoli di radicamento dei calabresi in Sila: grano duro, zucchero, frutta, noci, uva sultanina, fiori d’arancio. Tutti questi ingredienti sono racchiusi nella pitta, dall’arabo “schiacciata”, una sorta di torta rotonda che viene costruita e chiusa a spirale, come se il pasticcere che la inventò volesse fare una riproduzione gastronomica della topografia del paese che le ha dato i natali, anch’esso “arrotolato” a spirale sui rilievi presilani. Da San Giovanni in Fiore la direzione da seguire è quella di Camigliatello Silano. Basta uscire di pochi chilometri da San Giovanni in Fiore e salire verso l’altopiano perché il paesaggio urbano diventi un lontano ricordo. Le abitazioni si fanno sporadiche e dominatore torna ad essere l’albero, che in Sila, più che faggio o betulla, è soprattutto pino laricio. Ci si inoltra nella pineta silana con lo sguardo dell’esploratore più curioso. Le chiome si protendono in avanti formando tunnel silvestri dall’architettura magica. Si intrecciano e accolgono, abbracciano e saggiano il visitatore, quasi cercando un contatto con lui, che ai loro “occhi” deve parere un estraneo: sembrano osservare con attenzione, devono scoprire se sia un turista responsabile di cui potersi fidare. Lo sfiorano per verificare se sia pronto. Sono loro i protettori dell’ingres-

Azienda Camigliati Srl (Torre Camigliati) Via Camigliati (Parco Old Calabria) Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. 0984.578200 - Fax 0984.570776 Cell. 338.756018 (Roberto Bisignano) info@torrecamigliati.it www.torrecamigliati.it - www.oldcalabria.it ➜ Tipologia attività: Affittacamere, B&B Bed&Breakfast, centro visitatori del Parco Old Calabria per lo sviluppo e la promozione del territorio sulle orme dei viaggiatori del Grand Tour. Tangibili testimonianze delle dinastie aristocratiche di una volta sono le residenze estive delle potenti e nobili famiglie calabresi del Regno di Napoli. Immerse in un contesto paesaggistico di incomparabile bellezza, rappresentano la memoria storica di un’epoca passata. Una storia tormentata e affascinante, quella di questo monumento di interesse nazionale del XVIII secolo, abitato fino all’inizio del secolo scorso dai baroni Barracco e circondato da splendidi alberi secolari, ruscelli e prati multicolori che invitano ad un soggiorno ideale per riposo, turismo, incontri di lavoro. La riforma agraria del 1950 che decretò la fine del latifondo la condannò ad anni di abbandono e decadenza, ma, dopo un attento restauro strutturale e conservativo, sottolineato dall’elegante semplicità degli arredi in armonia con le più moderne tecnologie di comunicazione, dal 2001 Torre Camigliati è tornata a vivere, questa volta come centro culturale ideato per la valorizzazione del territorio. Accesso per diversamente abili Servizi: sala lettura, sala TV, sala convegni, lavanderia e stireria, magazzino, connessione internet. Noleggio bici con convenzione ditta esterna. Organizzazione eventi (convegni e matrimoni) con collaborazione catering esterno. Accoglienza cani di piccola taglia. Si parla: inglese, francese Carte di credito: sì Numero camere: 12 (1 singola; 2 doppie; 6 matrimoniali; 2 quadruple), tutte con bagno. Posti letto: 25 Camere con: riscaldamento, servizio pulizie, cambio biancheria, telefono, TV, zona soggiorno, wi-fi. Numero miniappartamenti: 6 Posti letto: 16 Periodo di chiusura: sempre aperto

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TERRA 1a

TAPPA IN VIAGGIO PER SCOPRIRE LA TERRA

Associazione Fattore Creativo Rapp. Legale Mario Grillo Contrada S. Maria Lagarò (c/o famiglia Grillo) 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Cell. 368.7629105 - Nr. Verde 800.135412 Fax 800.135485 mario.grillo@fattoriabio.it www.fattorecreativo.it ➜ Tipologia attività: Fattorie aperte in Sila; rete di aziende agricole e agrituristiche Produzione di prodotti tipici di qualità (formaggi, salumi, carne, verdure) e valorizzazione attraverso spacci aziendali e agriturismo delle fattorie aderenti, dettaglianti, alberghi e ristoranti. L’associazione Fattore Creativo Onlus propone una rete integrata di aziende agricole e di strutture ricettive che cooperano insieme nel comune obiettivo di offrire ai turisti prodotti tipici di qualità, dal salume al formaggio, e di valorizzare la conoscenza delle tecniche contadine di una volta attraverso i progetti di fattoria didattica a cui aderiscono molte delle strutture. Fattorie Aperte in Sila, dopo ben sei edizioni, si propone come un’iniziativa ormai consolidata, che si rinnova ogni anno nella voglia di mostrare ai visitatori lo svolgersi della vita in fattoria, protagonisti gli animali e i prodotti di montagna. Tipo di servizi: rete di aziende agricole e agrituristiche. Attività: produzione e valorizzazione prodotti tipici. Aderenti: Az. Agrituristica 4 stelle, Az. Agr. Fattoria Biò, Az. Agr. Le Delizie di Marianna, Caseificio Vallefiore, Agriturismo Tenuta di Torre Garga, Fattoria dei Ricordi, Agriturismo Il Villaggetto, Agriturismo Simao, Az. Agr. Sirianni Francesco, Az. Agr. Sirianni Nicola, Az. Agr. Biosila, Antica Residenza GBG, Caseificio Paese (Azienda Zoo Silana), Az. Agr. Barberio Rosa.

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so al Parco Nazionale della Sila. È una sorta di rito di passaggio, di purificazione, partire da San Giovanni, località per antonomasia del misticismo silano, e dirigersi verso il centro del Parco. L’atmosfera generale da Grande Nord è straniante: il pino laricio cresce fitto e ben disposto alla destra e alla sinistra del turista. Procedendo sulla piana bisogna aspettare di giungere in località Montagnagrande per ritrovare uno scorcio di paesaggio tipicamente italiano: tra le curve sagomate sulle naturali tortuosità del territorio, alberi di ciliegio dalle chiome immacolate sul finire della primavera lasciano intravedere spiazzi verdi di prato ad andamento irregolare. Non è strano avvistare esemplari della fauna selvatica o greggi di pecore e mucche: l’animale si sente a casa, qui. Gli “intrusi” sono gli umani, ed è loro compito, infatti, ritrovare l’armonia con la Natura: la Sila è un’ottima palestra per ricostruire questo rapporto dimenticato e primordiale. Proseguendo nel viaggio, i pini restano sullo sfondo a cingere con una disposizione da quadro il paesaggio ben curato della campagna in cui ci si trova immersi. Perché adesso è la campagna, la prateria con i suoi allevamenti, ad essere al centro dell’attenzione. Ci si sta avvicinando all’area del lago artificiale dell’Ariamacina, poco distante dalla zona denominata Piana di Carlomagno. D’estate è facile incontrare le mandrie di mucche podoliche, riconoscibili per le lunghe e caratteristiche corna, che, dalle basse valli, salgono in questi luoghi dove l’erba cre-

sce rigogliosa e il clima non è afoso come sulla costa ionica. La sua pregiata carne ha ottenuto il riconoscimento di presidio Slow Food. Il rito della transumanza si ripete ancora oggi, come da millenni, e il sapore del latte con cui si ricava il caciocavallo silano DOP ne è la controprova: un formaggio a pasta filata celebre ed apprezzato per le sue proprietà organolettiche e il suo sapore deciso e delicato nel contempo. I più antichi documenti che ne attestano la produzione, rimasta legata per secoli al latifondo calabrese e destinata soprattutto all’esportazione, risalgono al Cinquecento. Latte crudo, caglio, calore e pascolo rustico: per ottenere il caciocavallo silano non serve altro. È questo il luogo giusto, quindi, per fermarsi a gustare quella che gli abitanti del posto chiamano “una colazione”: pane rustico, prosciutto di suino calabrese e caciocavallo. Ogni morso racconta la storia di questo mondo rurale, che sembra uno degli ultimi esempi dell’Italia più autentica. Qui il contatto con la terra non è uno slogan per attirare turisti: uno dei fili conduttori dell’esperienza silana è l’acqua pura, che sgorga tra i graniti e che, salto dopo salto, si arricchisce di preziose particelle minerali capaci di donare anche al pane un sapore ed una genuinità che non è artefatta. Autenticità reale, selvaggia, che incombe chilometro dopo chilometro e diventa un assioma a cui il visitatore si abitua con piacere ma anche con una certa difficoltà, avvezzo com’è a un turismo sempre più costruito.

Fattoria Sila Contrada Sculca 87050 Spezzano Piccolo Tel. 0984.570840 Cell. 339.4149029 (Vivacqua Claudio) Fax 0984.579905 info@fattoriasila.it www.fattoriasila.it www.aperigusto.com ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare (trasformazione conserve) Trasformazione di frutta, funghi e ortaggi in conserve, vendita al dettaglio di specialità gastronomiche calabresi. Quello silano è un paesaggio suggestivo e spirituale, ma accanto a panorami che invitano alla meditazione, la Sila regala prodotti di gusto. “Fattoria” e “Sila” sono due termini che storicamente vanno da sempre insieme, a tradire le radici agresti del territorio, legato a doppio filo alla pastorizia e ai prodotti della terra molto prima che al turismo. Fattoria Sila, a Spezzano Piccolo, è specializzata da anni nel trasformare questi frutti della terra in pregiate salse piccanti, paté, ortaggi ripieni, confetture, spezie, risultato di un’antica tradizione alimentare legata al territorio e di una accurata lavorazione nel massimo rispetto dei disciplinari produttivi. L’azienda di Contrada Sculca è presente alle più importanti fiere mondiali del settore food: una scelta importante per confrontarsi con altre realtà, promuovendo e diffondendo costantemente la propria mission aziendale. Il Sistema Qualità e il Sistema di Gestione Ambientale di Fattoria Sila sono garantiti dalle certificazioni UNI EN ISO 9001: 2000. Tipo di produzione: conserve alimentari Produzione artigianale Specialità: conserve, verdure sottolio, sughi pronti. Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione Accesso per diversamente abili Si parla: inglese, francese Carte di credito: no Giorno di chiusura: sabato pomeriggio e domenica

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TAPPA IN VIAGGIO PER SCOPRIRE LA TERRA

Macchia di Tuono Az. Agr. Barberio Rosa Contrada Macchia di Tuono 87055 San Giovanni in Fiore Tel. e fax 0984.992276 Cell. 333.4274026 (Giovanni Tripodi) tripodigiovanni78@yahoo.it www.macchiadituono.com ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare. Agriturismo, Ristorante e Fattoria Didattica in previsione. Ortaggi biologici, frutta, foraggi, patate della Sila, mele, allevamento bovini, macelleria, pollame biologico, vendita diretta. Pesca sportiva, raccolta funghi con guida, fattoria didattica, guide in Braille per non vedenti. Associazione Fattore Creativo ONLUS L’eccellenza della struttura è costituita dalla presenza della razza bovina Blond d’Aquitaine. La qualità della sua carne è molto pregiata e ricercata. Da gennaio 2013, con l’aggiunta della ricettività agrituristica, possibilità di partecipare alle attività aziendali, passeggiare nel bosco, assaggiare le numerose varietà coltivate nel meleto “antico” di famiglia, e dimenticare per un attimo la fretta quotidiana.

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Si parla: inglese, tedesco Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperto Agriturismo per ristorazione e pernottamento in progetto. Accesso per diversamente abili Servizi: aula didattica, sala convegni, lavanderia/stireria, deposito bagagli/attrezzatura, internet, giardino, terrazzo, terreno agricolo. Noleggio bici, escursioni guidate, pesca sportiva, mtb, Attività per bambini, ragazzi, anziani e persone diversamente abili. Possibilità di partecipare alle attività aziendali. Accoglienza animali domestici. Numero appartamenti: 2 (con bagno) Posti letto: 8 (4 per appartamento) Appartamenti con: riscaldamento, TV, servizio pulizie, cambio biancheria, accesso privato orto/frutteto. Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Degustazione e vendita prodotti tipici aziendali. Menu per sportivi e menu per celiaci. Numero coperti: 35 Ristorazione all’aperto: 15 posti Specialità a tavola: cucina tradizionale con presentazione moderna.

All’altezza di San Nicola Silano, l’altopiano si apre in tutta la sua bellezza: pur essendo in totale pianura, l’ambiente è quello montano. D’inverno basta il bianco placido della neve che ricopre pini, terra e faggi a far dimenticare dove ci si trova, mentre in estate sono i valloni scoscesi e poi dolci e poi apparentemente infiniti verso l’orizzonte a regalare attimi di spaesamento. La ginestra quasi inebria con il suo intenso profumo. Sembra arduo pensare che qui abiti l’uomo, ma in località Sculca ci si deve ricredere. Perché ricredersi è d’obbligo in Sila. Il paesaggio impone questa ferrea regola: l’altopiano diventa prato, il prato prateria, la prateria si innalza per farsi collina, la collina, verde e lucente, si fa spoglia e diventa scoscesa roccia, la roccia si trasforma in borgo, paese abbarbicato, che a sua volta lascia il posto a distese floreali, quindi a campi coltivati, ligi alle ferree regole agricole. Tra le conifere, tra i cespugli e le architetture selvatiche più antiche spunta l’ambiente rurale: la fattoria nel senso classico diventa protagonista del panorama, con le aziende del settore primario che si susseguono, l’urbano che si moltiplica. Quando i francesi imposero in tutta Europa, per volontà di Antoine Parmentier, il noto agronomo e nutrizionista francese, la coltivazione della patata, la Calabria, in quanto possedimento d’oltralpe, divenne uno dei luoghi ideali in cui far crescere il tubero. Fatto che comportò disboscamenti e la fine di un mondo: storicamente, infatti, i calabresi si dividevano in “popoli da albero” e “popoli da grano”, a seconda delle coltivazioni cui era-

La Fattoria dei Ricordi Località Marinella dell’Arvo San Giovanni in Fiore Tel. e fax 0984.992724 Cell. 338.5672437 (Biagio Caruso) Cell. 328.4577671 (Mimmo Caruso) info@lafattoriadeiricordi.it www.lafattoriadeiricordi.it

no principalmente dediti, ed è facile intuire che la Sila, con i suoi boschi infiniti, fosse terra d’albero. Ma con la coltivazione della patata le cose cambiarono. Si attesta fin dal 1811, in un atto del Regno di Napoli, dell’esistenza di una coltivazione propria in Sila. Da allora, fino all’IGP (Indicazione Geografica Protetta) di pochi anni fa, la Patata della Sila IGP è cresciuta fino a diventare un simbolo di questa terra, un’icona della fatica e della dedizione al lavoro di un popolo che, grazie alla sola forza di volontà, è riuscito a ottenere un prodotto unico, caratterizzato da un’elevata presenza di amido che rende il suo gusto persistente e particolare. Superata Croce di Magara, e lasciatosi alle spalle la Riserva dei Giganti del Fallistro, inoltrandosi per la statale che prosegue fino a Camigliatello Silano si intuisce sempre più facilmente come in queste zone il legame uomo-Natura sia un matrimonio in cui gli interessi e i bisogni della modernità sanno mettersi da parte e la sostenibilità diventa chiave di lettura per una vita condivisa. I dogmi della Madre Terra sono i comandamenti cui i due mondi, all’apparenza così distanti, si attengono, consapevoli che l’equi-

➜ Tipologia attività: B&B, Agriturismo, Fattoria didattica, Produzione Agroalimentare. Camping. Salumi, formaggi, marmellate, vendita diretta dei prodotti. Ristorazione. Servizi per equiturismo, cicloturismo ed escursionismo. Fattoria didattica e visite guidate per le scolaresche. Circuito Fattorie del Panda (WWF). Associazione Fattore Creativo ONLUS Un nome che parla da sé: la Fattoria dei Ricordi, che offre uno sguardo sul passato, è un esempio d’insediamento rurale tipico dell’architettura silana. Prodotti sani preparati secondo antiche ricette tramandate da generazioni e sostenibilità del territorio sono gli obiettivi della famiglia Caruso, attraverso un costante impegno rivolto alla terra, agli animali e alla genuinità dei prodotti. In una zona ideale per promuovere attività didattiche, l’azienda ha attenzione per i più piccini, accompagnati alla scoperta degli infiniti segreti che si celano dietro il vero lavoro di un fattore. Ristorazione e pernottamento. Servizi: giardino, area barbecue, deposito bagagli e/o attrezzature sportive. Escursioni a piedi, in mtb, a cavallo, speleologiche, tiro con l’arco, pesca al fiume, osservazione fauna e avifauna, percorso della transumanza. Attività per bambini, ragazzi, anziani e persone diversamente abili. Partecipazione attività aziendali, corsi di degustazione, di cucina e artigianato locale, degustazione olio, osservazione stelle. Accoglienza animali domestici. Accesso per diversamente abili: spazi esterni e sala ristorante (no camere) Si parla: inglese, francese Carte di credito: sì Numero camere: 3 (1 doppia; 1 tripla; 1 quadrupla), tutte con bagno. Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, servizio pulizie. Periodo di chiusura: sempre aperto Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Degustazione di prodotti tipici aziendali e vendita diretta. Il menu segue i prodotti di stagione. Menu per sportivi, menu vegetariano e vegano. Numero coperti: 32 Ristorazione all’aperto: 70 posti

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TAPPA IN VIAGGIO PER SCOPRIRE LA TERRA

Centro Carni Srl Via Forgitelle 62 - 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Località Iacoi, San Giovanni in Fiore - zona PIP Tel. 0984.579211 - Fax 0984.578645 Cell. 339.7668444 / 320.1482074 (Antonio Falcone) info@silaesila.it - www.silaesila.it ➜ Tipologia attività: Azienda Agroalimentare, Commerciante Produzione di salumi di Calabria DOP e suino nero. Vendita diretta. Tra i tanti sapori della Sila non si possono assolutamente dimenticare i salumi, che ricoprono un’importanza fondamentale non solo nella cucina locale, ma anche a livello regionale, con il marchio DOP a rimarcare l’importanza degli standard qualitativi necessari a produrre insaccati in Calabria. E a livello di qualità e prestigio pochi produttori possono vantare un curriculum del livello dell’azienda dei fratelli Falcone, che ormai da quattro generazioni produce ‘nduja, spianata, soppressata, prosciutto e tanti altri salumi tipici di altissima qualità. L’azienda della famiglia Falcone sorge nel cuore verde e lussureggiante della Sila, dove il microclima presente in questa zona di montagna, sia per la latitudine che per la vegetazione che la circonda, ne fa un posto particolarmente adatto, anzi unico, per la stagionatura e lo sviluppo dell’aroma e del sapore caratteristico dei salumi e prosciutti dei fratelli Falcone. Naturalmente il rispetto delle norme igieniche è assoluto grazie anche a strutture d’alto livello, e impianti e macchine dalla moderna tecnologia. L’Azienda Centro Carni Sila è socio fondatore del Consorzio di Tutela dei salumi di Calabria DOP e produce nel totale rispetto del disciplinare della denominazione di origine protetta.

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Tipo di produzione: alimentare, salumificio Specialità: salumi di suino Nero di Calabria allevato nel Parco della Sila (linea “Gran riserva 1846”); salumi di Calabria DOP (salsiccia, soppressata, capocollo, pancetta), linea salumi “Sila e Sila”, salumi macelleria tipica Falcone linea “Natura”, fiorentina di Podolico (presidio Slow Food della carne podolica). Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione: sì Accesso per diversamente abili Si parla: inglese e francese Carte di credito: sì Giorno di chiusura: sempre aperto Periodo di chiusura: sempre aperto

librio di questo ecosistema è dato dal lavoro puntuale e costante di entrambi, e che alle esigenze dell’uomo deve corrispondere sempre la volontà della Natura, con le sue leggi, le sue necessità, i suoi ritmi fuori dal tempo e una logica dello spazio e del suo sfruttamento, distante millenni da quella che domina la contemporaneità globale. Ad icona di questo stile di vita, il mercato domenicale del Moccone: proseguendo da Camigliatello Silano, poco prima del bivio che da una parte conduce al Fago del Soldato e a destra porta ad Acri, in un grande piazzale nel bosco i produttori locali allestiscono banchetti dove poter vendere le loro prelibatezze: dalle specialità tipiche conservate sott’olio alle cosce di prosciutto di suino nero calabrese, dalle pitte ‘mpigliate alle forme di caciocavallo. I tavoli traboccano leccornie e colori: la tentazione è troppo forte. Una volta terminata la sosta, se non si è ancora abbastanza sazi, sempre da Camigliatello è possibile intraprendere un altro percorso del gusto che ricalca in parte l’itinerario tematico del Legno, inoltrandosi nel cuore della cultura contadina più autentica di questo territorio. Percorrendo il tracciato della SS177, ad ulteriore dimostrazione del forte legame che lega a questa terra chi di essa da generazioni vive e cresce i propri figli, ecco svelarsi numerose le aziende agricole: il turista goloso, o semplicemente curioso di toccare con mano la fase primaria delle svariate produzioni di qualità che la Sila è in grado di offrire, avrà semplicemente l’imbarazzo della scelta.

itinerario outdoor

Mountain bike

Serra Carlomagno

Località di partenza e arrivo Serra Pedace, fraz. San Nicola Silano, parcheggio del bar/paninoteca La Locomotiva Lungo il percorso San Nicola Silano, Case San Bernardo, territorio di S. Giovanni in Fiore, territorio di Serra Pedace Difficoltà Facile Dislivello + 349 metri – 349 metri Tempo di percorrenza 1.30 ore Fondo stradale 81% asfalto 19% sterrato 8,33 km asfalto – 2,62 km sterrato – 2,76 km asfalto Quota massima raggiunta 1453 metri slm, Serra Pedace, 500 m prima di uscire sulla strada panoramica fuori dal bosco Lunghezza del percorso 13,71 chilometri Segnaletica Assente Come arrivare Da Camigliatello prendere la SS107 e uscire per Lorica e imboccare la EX-107 fino al parcheggio poco più avanti della stazione e del bar.

zona ombrosa tra le villette di Case San Bernardo. Segue un tratto di saliscendi di circa 1-2 chilometri, tralasciando le deviazioni ai bivi incontrati e superando alcuni ponticelli: in particolare, dopo il secondo la vista si apre sulla magnifica Valle di S. Bernardo. Procedendo sulla direttrice principale per alcuni bivi si giunge all’area pic-nic vicino alla Fontanella di Padre Pio, la cui immagine svetta sopra l’acqua che sgorga. Oltrepassati alcuni ponticelli sui torrenti affluenti del fiume Garga che attraversano tutta la zona di Carlomagno, si sale accompagnati da un suggestivo panorama sulla destra, per poi perdere quota fino ad un incrocio: si prosegue dritto per la via sterrata che si inoltra nel pieno della pineta, un ambiente bucolico dove respirare a pieni polmoni lungo piacevoli saliscendi. Dopo un guado si esce dal bosco, si incontra un secondo bivio, si supera uno spiazzo aperto e beneficiando nuovamente della penombra del bosco si lascia la strada principale per prendere a sinistra un sentiero in salita che tra bivi e saliscendi conduce il ciclista fuori dalla pineta fino ad una pista sterrata sopraelevata, in cui la sosta è d’obbligo per l’ampio panorama che si apre a sinistra sulla meravigliosa vallata creata dal prosciugamento del lago Votturino e sui monti che ospitano il rifugio Carlomagno. Ripresa la pedalata si rincontra l’asfalto, girando per il piccolo tornante sulla destra, proseguendo ancora in saliscendi, superando alcuni ponti fino a riattraversare di nuovo i binari e ritornare al punto di partenza.

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l nome Serra Carlomagno, riportato addirittura in uno scritto del 1198, secondo alcuni studiosi potrebbe essere associato ad una visita dello stesso Imperatore nelle terre silane. Non esistono testimonianze storiche a sostegno di questa ipotesi, ma di sicuro questa teoria aggiunge un ulteriore motivo di interesse all’area. Descrizione: si parte dal parcheggio del ristorante “La Locomotiva”, presso la stazione di S. Nicola, per poi proseguire sulla ex-107, affiancati dalla nuova statale da una parte e dai binari ferroviari dall’altra. Si prosegue per la strada asfaltata principale incrociando prima un rudere e poi una nuova abitazione con cappelletta. Il percorso soleggiato prosegue incrociando più volte la SS107, con cavalcavia e sottoponti, fino al bivio in prossimità dell’hotel Villa Teresa, dove bisogna attraversare i binari e procedere lungo la stradina che attraversa una breve

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itinerario outdoor

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Sentiero del Fiume Cecita

Da Camigliatello Silano a Acri

Trekking

Località di partenza Longobucco, fraz. Fossiata Località di arrivo Spezzano della Sila, loc. Cupone, Centro Visite Lungo il percorso Nocella, territorio di San Giovanni in Fiore Difficoltà T (itinerario escursionistico - turistico) Dislivello + 343 metri – 484 metri Tempo di percorrenza 2 ore Fondo stradale 97% lastricato 3% sterrato 8,77 km sterrato – 250 m lastricato Quota massima raggiunta 1342 metri slm, Spezzano della Sila, sul sentiero nr 6 in prossimità dell’incrocio con il nr 2 Lunghezza del percorso 9,02 chilometri Segnaletica Sentieri Parco Nazionale nr 3, nr 6, nr 2, nr 7 Come arrivare Da Camigliatello Silano prendere la SS177 in direzione Cupone, quindi svoltare dopo il ponte sul lago Cecita per Fossiata, parcheggiare nella zona picnic adiacente all’inizio del sentiero nr 3.

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bicato nella zona Cupone-Fossiata, questo itinerario ci permette di entrare in contatto con l’ambiente dei piccoli torrenti di acqua cristallina che solcano le foreste e disegnano il paesaggio silano. Argomento di dibattito presso gli zoologi è l’eventuale presenza della lontra, importante indicatore di qualità ambientale; infatti l’affascinante mustelide è estremamente schivo, evita le zone antropizzate e vive solo in acque del tutto prive di inquinamento e perfettamente ossigenate. Descrizione: si parte da località Fossiata, all’ingresso dell’arboreto “Sbanditi” seguito immediatamente dal ponte sul fiume Cecita che porta all’inizio dei sentieri nr 2 e nr 3. Si svolta a destra verso il nr 3 che prosegue pianeggiante all’interno della fitta foresta. Il percorso è semplice e accessibile a tutti, anche se occorre fare attenzione alle zone di frana che a volte si incontrano accanto alla

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traccia, a causa della presenza del fiume. Immersi nella penombra del bosco si percorre il sentiero accompagnati sulla destra dal mormorio del Cecita che muove verso il lago. Un lungo tratto porta a un bivio che accompagna il bikers sul sentiero nr 6 che marca ancora di più quel senso di inesplorato già percepito pedalando lungo il sentiero nr 3: siamo infatti completamente immersi nella imponente foresta della Fossiata, una delle più antiche e selvagge del territorio silano. Dopo aver superato una serie di alberi caduti a terra, si sbuca su uno spiazzo dove è presente una capanna in legno; dopo aver svoltato a sinistra il percorso si inerpica verso il bivio con il sentiero nr 2 (Sentiero del Corvo) che porta al Cozzo del Principe (a sinistra), mentre la nostra direttrice prosegue a destra imboccando il tratto in comune dei sentieri nr 6 e nr 2. Un lungo saliscendi porta a un fiumicello e a un nuovo bivio: ora si segue solo il segnavia nr 2 che ritorna a Cupone, per poi sbucare al bivio dove si incontra il sentiero nr 1. Qui si possono prendere entrambe le direzioni, perché i sentieri conducono comunque al Centro Visite Cupone, punto finale dell’itinerario. Si sceglie di prendere la strada sulla sinistra, in cui si iniziano ad incontrare pannelli sulle specie animali che popolano il Parco, quali donnole, lupi, tassi, lepri, caprioli; in questo tratto si sbuca anche su uno spiazzo in cui è presente un’antica carbonaia con tanto di cartello informativo. Presa la strada in discesa che segue il piazzale, in cui bisogna fare attenzione alle radici che attraversano il percorso, si incontrano nuovamente pannelli didattici fino al sentiero nr 7, da imboccare tenendo la destra per sbucare in prossimità dei recinti faunistici, dove cervi, caprioli e lupi sono in stato di semilibertà e osservabili all’interno di apposite cabine, per incontrare da vicino alcune tra le tante affascinanti specie che popolano le foreste silane. Superato questo punto, dopo una sosta obbligatoria per visionare con calma tutte le specie presenti, si prosegue sul sentiero, ben indirizzati dai segnavia e dai cartelli fino all’uscita che riporterà al punto di partenza.

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tappa

Qui si possono trovare ancora pastori leggendari: giovinetti ricciuti, sdraiati sub tegmine fagi, nel migliore stile di Teocrito e occupati a deliziare le loro greggi a suon di flauto. Di solito salgono ai monti per l’estate dalla pianura jonica (…) Norman Douglas, 1915 Località di partenza Camigliatello Silano | Località di arrivo Acri Chilometraggio 37 km Da Camigliatello ad Acri Dopo la pausa gastronomica, al turista si impone un’ardua scelta: proseguire la visita al cuore agricolo dell’altopiano, percorrendo la provinciale 247 e le stradine di campagna che portano verso Lagarò Lupinacci e da qui ad Acri, oppure imboccare i tortuosi tornanti della vecchia Strada del Cannavino, che porta giù verso i paesini della Presila,

Azienda Agricola Serravalle Annunziata Via Colamauci 1 - 87053 Celico Tel. 0984.901558 - Fax 0984.1711104 Cell. 328.7268984 (Vittorio Pingitore) vittorio@aziendaserravalle.com info@aziendaserravalle.com www.aziendaserravalle.com ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare Produzione ortofrutticola, prodotti caseari e patata, vendita diretta online. La filosofia che muove questa azienda dell'altopiano silano, si intreccia con la cultura contadina del territorio, la cui storia è custodita nel microclima presente e nelle antiche tecniche di coltivazione e lavorazione dei prodotti locali, vero e proprio fulcro di una genuinità ormai rara. Dietro la scelta di ognuno dei nostri prodotti, c'è un percorso culturale: un itinerario del gusto e del sapere fra tante terre racchiuse in una sola regione. Azienda Serravalle, forte del cre-

dove l’ambiente ed il paesaggio sono tanto diversi, ma sempre autentici e rappresentativi di questo angolo di Calabria. Nessuno può aiutare a risolvere il dilemma: lungo l’itinerario della Terra le decisioni vanno prese “di pancia”, ascoltando le intuizioni e gli umori del momento. Se si decidesse di proseguire verso Lagarò, presto ci si troverebbe immersi nella campagna coltivata e punteggiata dalle costruzioni delle aziende agricole scente interesse del mercato nazionale e internazionale, ha puntato negli ultimi anni, sui prodotti tipici del territorio silano: “la patata e i prodotti caseari”, tipicità locali che racchiudono in sé tutte le peculiarità di una terra baciata dal sole, bagnata dal mare cristallino e caratterizzata dal verde delle campagne, vere oasi di pace. Il risultato di questa scelta è una qualità eccelsa di sapori unici, introvabili e inimmaginabili… provare per credere. Tipo di produzione: agricoltura Prodotti: ortofrutta, patate, frutti di bosco, prodotti caseari. Vendita diretta al pubblico Si parla: inglese, francese. Carte di credito: sì Periodo di chiusura: sempre aperto

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TERRA 2a

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Az. Ag. Paese Fiorella

Fattoria del Lago

Contrada Guzzolini – 87058 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. 0984.579217 Cell. 328.7639058 (Paese Fiorella) info@agriturismofiorella.it www.agriturismofiorella.it

di Scrivano Katia Contrada Pizzirillo – Celico Tel. 0984.432044 Cell. 335.1298619 katia.scrivano@tiscali.it

➜ Tipologia attività: Agriturismo, Ristorante e Produzione Agroalimentare. Insaccati, sottoli, sottaceti e ortaggi. Ambiente tranquillo, immerso nel verde, rilassante, in posizione panoramica e circondato da verdi prati dove si può passeggiare a piedi o a cavallo. Un paradiso per gli amanti degli sport invernali, come per chi predilige il trekking o l’escursione a cavallo, ma anche la location ideale per il turismo culturale e naturalistico. Il Parco Nazionale e il lago Cecita sono meta di diversi concerti all’aperto nei periodi estivi, mentre durante il giorno è possibile assistere alla lavorazione dell’autentico caciocavallo silano presso il caseificio Paese, raccogliere funghi nel mese di settembre e gustare i deliziosi piatti di prodotti locali. Servizio di ristorazione e pernottamento Accesso per diversamente abili Servizi: giardino, terreno agricolo, area barbecue, lavanderia e stireria, deposito bagagli e/o attrezzature sportive, telefono, connessione internet. Possibilità di praticare calcio/calcetto, escursioni guidate, escursioni a cavallo, pesca sportiva, osservazione fauna, partecipazione alle attività aziendali, corsi di cucina locale, possibilità di ospitare animali domestici. Si parla: inglese Carte di credito: no Numero miniappartamenti: 2 Posti letto: 11 Miniappartamenti con: riscaldamento, TV, servizio pulizie, cambio biancheria, wi-fi in corso di installazione. Periodo di chiusura: in inverno solo su prenotazione Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Degustazione e vendita di prodotti dell’azienda. Menu per sportivi e menu per celiaci. Numero coperti: 50 Ristorazione all’aperto: sì (20 posti) Specialità a tavola: crêpes ai funghi, arrosto di maiale, dolci tipici e liquori di produzione artigianale. Cucina tradizionale.

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locali. Quelli che circondano sono i campi dove si coltiva la patata della Sila IGP e dove spesso scorrazzano liberi i pasciuti esemplari di uno dei più noti protagonisti (suo malgrado) della gastronomia locale: il suino nero di Calabria. Oggi l’allevamento di questa specie è tornato in auge, ma negli anni ’70 la razza ha addirittura rischiato di scomparire. Se si guarda solo alla quantità, infatti, il nero di Calabria non può competere con i suoi “cugini rosa”: le figliate sono meno numerose, i cuccioli più piccoli alla nascita, i tempi di accrescimento più lunghi e la stazza media raggiunta dagli adulti ben inferiore. Ma, come spesso accade, la quantità corre in direzione opposta alla qualità e, per quanto riguarda quest’ultima il suino nero non ha rivali: le sue carni sono perfette per produrre salumi dal gusto deciso e indimenticabile e la sua resistenza alle malat-

tie e ai climi avversi lo rendono ideale per l’allevamento allo stato brado e semi-brado nei luoghi come la Sila, dove certo non mancano i grandi spazi aperti. Il paesaggio che si attraversa è fatto di caseifici, agriturismi e aziende agricole, che si susseguono e tentano il viaggiatore con cartelli lungo la strada che invitano a fermarsi. Non è sempre stato così. In passato, invece delle vaste aziende agroalimentari ubicate anche molto distanti l’una dall’altra, si sarebbe osservata la presenza omogenea di piccolissime proprietà terriere. Questo era lo scenario intorno alla metà del secolo scorso, quando, in seguito alle lotte dei contadini provocate dalla fame causata dalla fine della guerra, fu promulgata, nel maggio del 1950, la legge della Riforma Agraria. Migliaia di ettari di terreno vennero distribuiti gratuitamente ai braccianti agricoli, che finalmente, dopo

➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare; Agriturismo e Fattoria didattica in previsione Produzione ortofrutticola e patata della Sila IGP. Fattoria didattica con percorsi educativi sui cicli biologici degli animali. Privilegiata dalla posizione, che la rende l’unica azienda situata sulle rive del lago Cecita, il ventaglio di possibilità che si apre al turista alla Fattoria del Lago risulta davvero ampio. Gli appassionati di birdwatching non resteranno delusi poiché sulle sulle rive del lago è possibile osservare diverse specie di uccelli che si recano in questo splendido specchio d’acqua per nidificare. Si parla: inglese Carte di credito: sì Periodo di chiusura: sempre aperto Agriturismo per ristorazione e pernottamento in progetto Accesso per diversamente abili Servizi: sala lettura, sala TV, deposito bagagli/attrezzature, internet, terrazzo, giardino, parco giochi, area barbecue. Noleggio bici, quad, escursioni a cavallo, escursioni guidate, pesca sportiva, mtb, osservazione animali. Attività per bambini, ragazzi e persone diversamente abili; corsi degustazione e cucina locale, partecipazione alle attività aziendali. Accoglienza animali domestici. Numero camere: 3 (in costruzione), tutte con bagno. Posti letto: 15 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, servizio pulizie, TV, telefono. Numero miniappartamenti: 2 Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 60 (120 per grandi eventi) Specialità a tavola: ricercata ma con prodotti tradizionali. Degustazione e vendita prodotti tipici e di produzione propria. Menu per sportivi.

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Barrese Srl

Fattoria Biò Grillo

Via Bachalet, 20 - 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. e fax 0984.578681 Cell. 328.9443119 (Francesco Barrese) barresesrl@virgilio.it - www.barrese1929.it

Contrada S. Maria Fraz. Lagarò 87052 Camigliatello Silano Cell. 335.6726576 (Grillo Saverio) Nr. Verde 800.135412 Fax 800.135485 mario.grillo@fattoriabio.it www.fattoriabio.it

➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare, Commerciante Laboratorio artigianale di conserve di prodotti tipici, prodotti del sottobosco e vendita diretta di salumi. Percorsi didattici. Prima ancora della comparsa delle strutture turistiche, nel 1929, a Camigliatello Silano, località immersa nelle bellezze naturali della Sila, la famiglia Barrese con nonno Alfonso iniziò a commercializzare alcuni prodotti – salumi, formaggi, funghi freschi e secchi, conserve – noti, fin dai primi anni d’attività, per la rigorosa scelta delle materie prime, i sapori autentici e l’alta qualità. A distanza di anni, con papà Giovanni vennero inaugurati i primi esercizi commerciali, avviando anche la produzione degli inimitabili sottoli: funghi, peperoncini, ortaggi, patè. L’impegno dell’azienda non conosce sosta e Barrese continua la propria attività ininterrottamente, fino ad aprire un piccolo laboratorio artigianale, senza mai perdere di vista il forte legame con la tradizione, facendo di passione e professionalità un proprio marchio di fabbrica. Ecco perché è impossibile resistere alle prelibatezze Barrese, che oggi come allora nascono dall’immenso amore per la terra. Tipo di produzione: alimentare, salumeria, conserve. Produzione artigianale Specialità: conserve di funghi e ortaggi. Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione Si parla: inglese Carte di credito: sì Giorno di chiusura: martedì (solo spaccio aziendale) Periodo di chiusura: gennaio e febbraio (solo azienda)

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Caciocavallo silano DOP: presso molte aziende si può assistere alla sua lavorazione.

anni di subordinazione ai ricchi proprietari terrieri, gli unici in grado di possedere e sfruttare i vasti latifondi, ebbero la possibilità di occuparsi di un proprio podere. Se oggi la Sila presenta una produttività agricola di altissima qualità è proprio grazie alla Riforma Agraria, che, se da una parte ha provocato l’esodo di molti (date le ridotte dimensioni dei terreni, che non sempre riuscivano a sostenere un’intera famiglia), dall’altra ha permesso, con le sue “fattorie modello”, l’evoluzione di coltivazioni improntate sempre più alla professionalità e a specificità di alto livello, garantendo la formazione di quella cultura contadina profondamente radicata al territorio che attualmente fa sì che la Sila Grande sia conosciuta in tutto il mondo.

Riprendiamo il nostro viaggio lungo l’itinerario della Terra visitando le aziende agricole e i tesori del sottobosco silano; miele, olio, conserve, patate, salumi, castagne e funghi, che qui in Sila sono una religione: oltre tremila specie, un vero e proprio “pantheon” micologico, dove ogni divinità ha il suo nome e la propria peculiarità: dai porcini neri ai rositi, passando per i vavusi, le mazze di tamburo e i gallinacci. Punto di svolta per il viaggio nella Sila agricola è il Museo delle Tradizioni Rurali dell’Altopiano Silano, allestito in Contrada Colamauci a Lagarò: un’esposizione piccola ma ben organizzata e ricca di testimonianze della cultura contadina locale (la visita al museo si effettua solo su prenotazione,

➜ Tipologia attività: Agriturismo, Fattoria didattica e Produzione Agroalimentare Ortaggi, salumi, carne; formaggi biologici, lavorazione e degustazione prodotti caseari. Vendita diretta. Visita guidata alle stalle e fattoria didattica. Cucina tipica. Associazione Fattore Creativo ONLUS Una fattoria didattica, motivo d’orgoglio della famiglia, che nasce dalla forte convinzione che solo facendo con le proprie mani si possa imparare: e da qui i laboratori, che insegnano ai bambini a diventare grandi, a riconoscere il valore del lavoro e a saper aspettare, andare al passo con il ciclo della natura. Un nome, Fattoria Biò, che esprime perfettamente la sintesi della filosofia di Tommaso Grillo, allevatore per passione e punto di riferimento della pastorizia calabrese, che affermava che “il segreto di tutto è la terra, che chiede solo di essere rispettata”. Servizio di ristorazione Accesso per diversamente abili Servizi: giardini, terreno agricolo, area barbecue, parco giochi. Attività per bambini, ragazzi, anziani e persone diversamente abili. Possibilità di partecipare alle attività aziendali. Corsi di cucina locale, corsi degustazione. Noleggio bici, escursioni guidate, pesca sportiva, mountain bike e osservazione animali. Si parla: inglese, spagnolo Carte di credito: sì Periodo di chiusura: sempre aperto Ristorante Numero coperti: 60 Specialità a tavola: formaggi e salumi tipici, pasta fatta in casa, secondi di carne, dolci della casa, liquori e vini calabresi. Degustazione e vendita di prodotti di produzione propria e tipici. Menu per sportivi e menu per celiaci. Cucina tradizionale e ricercata.

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Caseificio artigianale Paese (Zoo Silana Paese Soc. Coop.)

Azienda Agrituristica 4 Stelle Società Agricola Sas di Greco Antonella - Contrada Lagarò Lupinacci 113 – 87053 Celico Tel. e fax 0984.579841 Cell. 329.1771869 (Antonella Greco) info@agriturismo4stelle.com www.agriturismo4stelle.com ➜ Tipologia attività: Agriturismo e Produzione Agroalimentare Produzione di carne suina, bovina e salumi, ricotta, caciocavallo, ortaggi. Visita guidata alle stalle, ristorazione tipica, vendita diretta. Associazione Fattore Creativo ONLUS Una storia tutta da scoprire, quella dell’azienda della famiglia Greco, nata tra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, sorta inizialmente come attività agricola e zootecnica. Sicuri della qualità e genuinità dei prodotti, dopo i primi anni è stato realizzato un punto ristoro, ricavato dal grembo di una vecchia stalla ed oggi ribattezzato appunto la “stalla del buongustaio”: all’interno si respira un’aria intima, e con un po’ di attenzione si possono osservare ancora oggi piccoli angoli che riportano alla luce l’antica tradizione contadina e le tecniche di allevamento di una volta. Servizio di ristorazione e pernottamento Accesso per diversamente abili Servizi: sala lettura, telefono, fax, giardino, parco giochi, terreno agricolo, piazzole per campeggio. Escursioni guidate, pesca sportiva, osservazione animali; attività per bambini, ragazzi, anziani e persone diversamente abili, partecipazione alle attività aziendali, corsi degustazione e di cucina. Si parla: inglese, francese. Carte di credito: sì Numero camere: 8 (2 triple; 6 quadruple), tutte con bagno Posti letto: 30 Camere con: riscaldamento, TV, servizio pulizie, cambio biancheria. Giorno di chiusura: lunedì Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Degustazione e vendita prodotti tipici aziendali. Menu per sportivi e menu per celiaci. Numero coperti: 60 Specialità a tavola: salumi e formaggi tipici, fusilli con salsiccia, spezzatino di vitello, crostate e cannoli dolci, vini e liquori locali. Cucina casalinga.

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Via dell’Agricoltura 73 87052 Camigliatello Silano (Spezzano della Sila) Tel. 0984.579930 Fax 0984.570796 Cell. 392.5406108 (Antonio Paese) info@caseificiopaese.it www.caseificiopaese.it

tel. 0984. 435385). Da qui si prosegue sulla SP206 in direzione nord-ovest, attraversando le frazioni disseminate lungo la strada per Acri: Piano d’Arnice, Contrada Pastamolla, Contrada Ferrante e altre ancora. Le strade si fanno strette e il viaggio avventuroso. I campi cedono il passo alle asperità della collina brulla, ai contrafforti modellati dal vento e dai secoli che trasformano in cattedrali naturali le rocce che all’improvviso cingono il passaggio, restituendo al turista la caratteristica orografia calabrese in tutta la sua potenza e solidità granitica. La vallata diventa corridoio: la Natura richiama all’ordine e chiede di abbandonare ogni eccesso. È il momento della sobrietà, entrare nello spirito vero di questa terra richiede una strada difficile, che sappia introdurre al luogo magico che ci si appresta ad incontrare con la giusta predisposizione interiore. Sarà l’ultima ascesa propiziatoria nel ventre della Sila prima di giungere ai tre colli dove sorgono le case di Acri.

➜ Tipologia attività: Caseificio e Produzione Agroalimentare. Caseificio artigianale con vendita diretta di caciocavallo silano Dop, ricotta, formaggio di capra. Allevamento di bovini e caprini. Fattoria didattica. Disponibilità per mostrare al pubblico le tecniche di produzione. Associazione Fattore Creativo ONLUS. È uno dei caseifici di eccellenza sull’altopiano silano. L’origine si deve all’omonimo allevamento che da tre generazioni lavora e produce latte di sicura qualità, grazie agli ambienti eco-naturali, idonei per una sana vita di pascolo, in cui sono curati e mantenuti gli animali. I pilastri su cui si fonda l’azienda sono pochi ma di sostanza: il desiderio di mantenere viva la tradizione di famiglia, il forte attaccamento ad un territorio straordinario, il rispetto dell’ambiente e la volontà di continuare ad offrire ai consumatori formaggi genuini. Lo scopo è trasmettere attraverso ogni singola porzione la percezione concreta di aromi e sapori che evochino l’ambiente puro della Sila montana, mentre la fattoria didattica racconta in modo semplice e divertente anche ai bambini la “catena di montaggio” che si nasconde dietro tanta eccellenza. Tipo di produzione: allevamento e produzione casearia. Prodotti: bovini, equini, suini, caprini, pollame e conigli; produzione di formaggi (soprattutto ricotta e caciocavallo). Vendita diretta al pubblico Fattoria didattica: sì Accesso anche per diversamente abili Si parla: inglese, spagnolo Carte di credito: no Giorno di chiusura: lunedì

Azienda Verde Sila di Pingitore Lorenzino Contrada Lagarò – 87052 Celico Via Corso Umberto 38 Casole Bruzio (Spaccio) Tel. e fax 0984.578692 Cell. 331.9347550 (Lorenzino Pingitore) verdesila@libero.it www.verdesila.com (in costruzione) ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare, Fattoria didattica dal 2013 Coltivazione di ortaggi, produzione di formaggi con vendita diretta, laboratorio didattico in fase di realizzazione con lo scopo di far conoscere le tecniche tradizionali di lavorazione e trasformazione dei prodotti caseari dell'azienda (caciocavallo, ricotta...). Nata nel 1927 in un piccolo paese nel cuore della Sila, dall'insediamento del fondatore Pingitore Ferdinando, è straordinario pensare che questa azienda inizialmente era un semplice cascinale circondato da 4 ettari di terreno. La naturale crescita vede maggiormente incrementata la vocazione ortofrutticola, con coltivazione a rotazione annuale in quelli che nel frattempo diventano ben 29 ettari. Oggi l’attività ha mantenuto questa dedizione, ma trovano posto anche l’allevamento e il commercio di carni bovine, suine, ovi-caprine e prodotti caseari. L’intenzione è quella di espandersi ancora e di coinvolgere anche i più giovani, tramite l’allestimento di un laboratorio didattico, nella divulgazione di un tesoro di sapienza che non deve assolutamente andare perduto. Tipo di produzione: allevamento, agricoltura, produzione casearia. Prodotti: bovini, caprini, ortaggi. Vendita diretta al pubblico Fattoria didattica: dal 2013 Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperto

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itinerario outdoor

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Anello del lago Cecita

Da Camigliatello ai Paesi della Presila

Mountain bike

Località di partenza e arrivo Spezzano della Sila, fraz. Camigliatello Silano, Piazza Misasi Lungo il percorso Camigliatello Silano, Moccone, Celico Salerno, Lagarò Lupanacci, Cava di Melis, Cupone, Cuponello, Campo San Lorenzo, Molarotta, Camigliatello Silano Difficoltà Facile tranne alcuni tratti in forte salita Dislivello + 624 metri – 624 metri Tempo di percorrenza 3 ore circa Fondo stradale asfalto 100% Quota massima raggiunta 1328 metri slm, subito dopo il punto di partenza a piazza Misasi Lunghezza del percorso 35,1 chilometri Segnaletica Assente Come arrivare In auto. Si giunge a Camigliatello Silano imboccando la SS107 dalla A3. Si parte dal centro del paese, da piazza Misasi, vicino all’anfiteatro all’aperto. In corriera. Sostitutivo alla linea ferroviaria fuori servizio, si può raggiungere Camigliatello con autolinea da Cosenza.

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erminato nei primi anni ’50 del Novecento grazie allo sbarramento del fiume Mucone, il lago Cecita alimenta due centrali idroelettriche e parte delle sue acque vengono utilizzate per l’irrigazione dei campi, dedicati soprattutto alla coltivazione della celebre patata della Sila IGP. L’itinerario in mountain bike che ne segue le sponde si presta a infinite varianti, nell’ambiente incontaminato del Parco Nazionale. Descrizione: il giro del lago parte dal centro di Camigliatello Silano, precisamente da piazza Misasi (fontanella). Bisogna rimanere sulla strada principale affiancata sulla destra dai binari ferroviari che verranno attraversati più avanti quando si incontrano le prime abitazioni della frazione Moccone (area picnic). Attraversati i binari dopo alcuni edifici si perde quota tra boschi di pini larici tipici della zona (punti panoramici sulla vallata). La strada prosegue incontrando una serie di bivi, dove bisogna

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sempre seguire in direzione Lagarò-Lupinacci, procedendo in saliscendi per alcuni chilometri, ammirando i paesaggi rurali silani e i primi scorci del lago; si incrocia anche il crossodromo Santa Maria. In seguito si giunge ad un bivio in salita: prestare particolare attenzione poiché si incrocia la SS206 dove bisogna girare a destra. Proseguendo si arriva ad un ottimo punto panoramico per ammirare una delle lingue del lago dove pascolano e si rinfrescano le mucche podoliche. Nel tratto successivo si pedala nel bosco dove è possibile dissetarsi grazie alle fontanelle che s’incontrano lungo il percorso. Una lunga discesa piena di tornanti precede una impegnativa salita, inerpicandosi lungo alcuni chilometri che terminano in prossimità dell’ingresso della centrale idroelettrica. La carrozzabile prosegue ancora in saliscendi fino a incontrare la SS177, parte del tracciato dell’itinerario Tour Cupone-Fossiata. Una serie di punti panoramici precedono il bivio in cui bisogna procedere in direzione Camigliatello e il ponte sul lago Cecita, da cui si può ammirare finalmente il bacino in tutta la sua magnifica interezza; superato il ponte si entra nel Parco Nazionale e si incrocia il Centro Visite Cupone. Un lungo viale in leggero saliscendi circondato da pini larici conduce ad uno spazio aperto tra campi coltivati e pascoli, dove sono situati alcuni degli ultimi punti panoramici del percorso. È presente una zona di sosta in cui è possibile parcheggiare, provvista di un utile cartellone informativo. Dal successivo punto panoramico è visibile la zona del lago adibita alla pesca. Il paesaggio rurale circostante continua anche oltre l’ultimo ponte incontrato lungo il percorso, proseguendo fino ad una possibile deviazione del percorso: girando a destra per percorrere il sentiero sterrato si giunge davanti alla Chiesetta di San Lorenzo. Ritornando sulla strada il percorso passa poi di fronte alle due entrate del Centro Sperimentale Dimostrativo di Malarotta, che opera nel settore delle produzioni vegetali, zootecniche e di acquacoltura. L’ultima parte del percorso attraversa ancora zone rurali alternate ad aree boschive, prima di incrociare le prime abitazioni di Camigliatello; senza mai abbandonare la SS177 si giunge nel pieno della frazione, si supera andando dritto la rotonda costruita attorno ad un pino laricio gigante, dove è presente anche una fontanella, imboccando la via principale di Camigliatello in leggera salita che conduce al punto iniziale e finale del percorso. Questo itinerario è praticabile sia in senso antiorario che orario: è preferibile però quest’ultimo in quanto si tiene alla propria destra il lago Cecita e quindi tutti i punti panoramici, evitando quindi di doversi fermare e attraversare la strada per goderne la vista.

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tappa

Protetti dall’eccessivo calore del sole, si possono ammirare i bei prati nelle valli incantevoli bagnati da tanti ruscelli di montagna e si possono vedere le mandrie pascolare sulle alture dei monti. Questo distretto deve la sua fertilità all’umidità del terreno che risplende non solo per la ricchezza dei suoi prati ma anche per i bei campi di grano, per l’altezza, la varietà e l’abbondanza di frutta degli alberi. Johann Heinrich Bartels, 1785 - 1786 Località di partenza Camigliatello | Località di arrivo Spezzano della Sila Chilometraggio 23 km Da Camigliatello ai paesi della Presila Facendo un passo a ritroso nel tempo e nello spazio, ci si ritrova al Moccone, il luogo in cui l’itinerario della Terra si biforca. Invece di scegliere la campagna, il viaggio fra i sapori silani può prendere anche un’altra

Azienda Agricola e Agrituristica Carricato Emilia Contrada Terratelle Contrada Cozzo del Cuoco San Pietro in Guarano (punto ristoro) Cell. 328.1216931 (Francesco Capalbo) sery2006@libero.it ➜ Tipologia attività: Ristorante, Produzione Agroalimentare e vendita diretta. Fattoria Didattica dal 2013 Coltivazione patate e ortaggi, allevamento ovi-caprino, trasformazione e vendita dei prodotti. Ristorazione, cucina tradizionale, prodotti locali, tiro al piattello. L’azienda della signora Emilia si distingue per l’ottima cucina offerta nel ristorante, dove si respira un’atmosfera distesa e familiare. Tutte le pietanze sono di esclusiva produzione dell’azienda, all’interno della quale è possibile acquistare patate e ortaggi. Il locale appare molto curato, con un parcheggio riservato ai clienti, un ampio ingresso con veranda e una sala all’aperto che ospita una postazione dj per l’organizzazione di serate dedicate ai giovani ma non solo.

direzione: si può decidere di oltrepassare il valico di Monte Scuro e scendere dall’altopiano lungo il tracciato tortuoso e panoramico della storica Strada del Cannavino. In breve si perde quota e i paesaggi mutano notevolmente. Lungo questi costoni, esposti come un balcone naturale sulla valRistorazione Servizi: terrazzo, terreno agricolo, punto fuoco per grigliate. Tiro con l’arco e tiro al piattello. Si parla: inglese Carte di credito: no Giorno di chiusura: lunedì Periodo di chiusura: novembre Specialità a tavola: degustazione prodotti di produzione propria (carne di capra); preparazione e confezionamento menu per sportivi. Numero coperti: 70 Ristorazione all’aperto: 30 posti Specialità a tavola: cipolle in agrodolce, fusilli alla boscaiola, carne di capra/capretto, dolci fatti in casa. Cucina casalinga.

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TERRA 3a

TAPPA IN VIAGGIO PER SCOPRIRE LA TERRA

Azienda Agricola Verrina Gianna

Servizio di ristorazione: (da dicembre 2012). Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperto

Trekking

Sentiero della Presila

Azienda Via Acqua Coperta 87050 Spezzano Piccolo Tel. 0984.431711 Cell. 347.5454373 (Verrina Gianna) ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare, Agriturismo con ristorazione da dicembre 2012. Vendita diretta di ortaggi e piccoli frutti (fragole, lamponi, more e ribes) coltivati con metodo biologico. Situata all’interno del comune di Spezzano Piccolo, l’azienda si trova proprio sulla vecchia strada che portava in Sila da Spezzano e che è ancora oggi molto frequentata dai ciclisti. Suddivisa in due settori, una parte della struttura è riservata alla ricezione agrituristica (che sarà ultimata entro dicembre 2012), mentre la seconda ospita il laboratorio di produzione di ortaggi e frutti di bosco che vengono offerti al cliente, con possibilità di vendita diretta. Sul terreno esterno della struttura trovano spazio anche caprini suini e pollame, allevati dalla signora Verrina con le giuste dosi di attenzione e scrupolosità.

itinerario outdoor

le del Crati e su Cosenza, l’aria della Sila si mescola con sentori mediterranei. Non si è tanto distanti dalle foreste di pino laricio, ma il clima e già più mite e consente di cogliere un ultimo gioiello del patrimonio enogastronomico locale: il vino prodotto dal vitigno Magliocco, antichissima varietà calabrese che proprio a Spezzano della Sila vanta uno dei suoi presidi. Pochi ettari coltivati alle porte del paese, dai quali sorge un vino rosso che al palato del viaggiatore stanco e assetato regalerà una grande soddisfazione, rievocando ad ogni sorso profumi, colori e ricordi della terra silana appena attraversata.

Località di partenza e arrivo Spezzano Piccolo, parcheggio di fronte all’Hotel Petit Etoile Lungo il percorso Spezzano Piccolo, Serra Pedace Difficoltà E (itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche) Dislivello + 870 metri – 870 metri Tempo di percorrenza 3 ore Fondo stradale Asfalto: 35 % Sterrato: 65 % 100 m asfalto – 9,6 km sterrato – 5,13 km asfalto Quota massima raggiunta 1065 metri slm, Serra Pedace, al culmine della salita Lunghezza del percorso 14,83 chilometri Segnaletica Assente Come arrivare Da Camigliatello Silano imboccare la SS107 in direzione Cosenza, uscire a Spezzano della Sila/Spezzano Piccolo, prendere la prima via sulla sinistra in salita in direzione Hotel Petit Etoile.

ta: due punti panoramici mostrano Serra Pedace e la statale 107, attraversata in precedenza per giungere all’inizio dell’itinerario. La vista si apre anche su un altro sentiero della zona, diretto alle prese dell’acqua del Cardone, che alimenta la centrale idroelettrica. Una serie di bivi non segnalati caratterizza la via in salita fino a Casa Barca e ad un’area boschiva utilizzata per il taglio della legna. Lasciato il pianoro si imbocca la via in forte discesa sulla destra che, lambendo alberi di faggio e castagni dalla forme particolari, offre vari punti panoramici sulla vallata. Ad un bivio realizzato attorno ad un grande faggio si prende la strada di fronte, che, attraversato il bosco, si ricongiunge a quella precedentemente percorsa, con il vantaggio di affrontare una pendenza più lieve e meno disagevole. La discesa termina presso un ponticello e un’area di ristoro da dove si iniziano a scorgere le prime case di Serra Pedace, posto sulle colline sovrastanti il paese di Pedace, in luogo nascosto e sicuro dalle incursioni saracene. Lungo la strada asfaltata si raggiunge il centro storico, si attraversa l’incantevole piazzetta principale, le caratteristiche stradine e gli stretti passaggi di Serra Pedace, fino a tornare a Spezzano Piccolo, ridente paesino alle porte della Sila dove morì Fausto Gullo, politico italiano protagonista della riforma agraria che in Sila assegnò le terre ai contadini.

L’

itinerario ad anello inizia presso Spezzano Piccolo (m 743), borgo presilano situato su una fascia collinare tra le valli dei torrenti Caricchio e Cardone, nato da un gruppo di cosentini in fuga dalle incursioni saracene del X secolo, come avvenne per molti altri borghi dell’area alle pendici del grande altopiano. Descrizione: dal parcheggio di fronte all’Hotel Petit Etoile, in vicinanza del salumificio San Vincenzo, si imbocca una strada asfaltata che scende sulla destra. La via diventa presto sterrata, inoltrandosi nella penombra della faggeta: a destra la vista si apre sulla vallata. Alberi cavi caratteristici accompagnano i nostri passi fino al fiume Cardone – affluente del Crati – che si attraversa grazie a un ponte. Allontanandoci dal conciliante mormorio dell’acqua e delle cascatelle si giunge ad un’area picnic dove al bivio si prende a destra la via che guadagna quota. La salita in ambiente aperto diventa leggermente più dolce entrando nella bella fagge-

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Santi protettori, uomini illuminati, briganti e contadini in lotta per la terra e la libertà. Crocevia di uomini e idee, la Sila ha dato i natali o ha ospitato personaggi storici che ne hanno disegnato l’identità. Gioacchino da Fiore, San Francesco da Paola, il Beato Angelo da Acri, i fratelli Bandiera, solo per citare i più noti. L’epopea dello spirito silano però non si esaurisce in queste figure: ogni angolo del territorio racconta un’infinità di vicende che prendono spesso forma nel patrimonio storico e artistico oppure nelle botteghe artigiane dove ancora oggi si tramandano tradizioni e conoscenze antiche.


In viaggio seguendo lo spirito 1a Tappa

L’ITINERARIO Località di partenza San Giovanni in Fiore Località di arrivo Acri Chilometraggio totale 134 km

SPIRITO

L’itinerario tematico attraversa le principali località della Sila Grande che con le numerose testimonianze religiose e artistiche svelano l’identità storico-culturale di questa area verde nel cuore della Calabria. Personaggi come Gioacchino da Fiore hanno lasciato le loro tracce e la loro influenza, che ancora oggi è possibile ammirare. Eredità religiose che insieme alla tradizione artigiana e alle ricchezze dei piccoli borghi sono gli elementi culturali di una storia ricca e variegata. Il percorso si snoda sulle orme dell’Abate, prosegue attraverso i conventi fondati da San Francesco da Paola, passando per le numerose testimonianze di devozione popolare, e termina infine ad Acri, paese alle porte settentrionali del Parco. Un viaggio dello “Spirito” che si è espresso in attività umane, in patrimoni artistici e valori storici.

Come arrivare A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Cosenza, proseguire sulla SS107 e la SP256 in direzione Lorica, oppure la SP217 in direzione Aprigliano e Pietrafitta e la SS178 fino a Lorica. Da Crotone seguire la SS107 fino a San Giovanni in Fiore. Dalla Sila Greca seguire la SS106, a Mirto SS531 fino a Cropalati, poi SS177.

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Le Aziende dell’itinerario 1 La Fattoria dei Ricordi (Agriturismo, B&B, Camping scout, Produzione Agroalimentare) – Pag. 65 2 Scuola Tappeti Caruso (Artigianato locale, Produzione, Vendita) – Pag. 86 3 Giovambattista Spadafora (Artigianato locale, Produzione, Vendita) – Pag. 85 4 Fratelli Mancina (Produzione, Vendita, Rosticceria, Commerciante) – Pag. 88 5 Macchia di Tuono Barberio Rosa (Produzione Agroalimentare) – Pag. 64 6 Tenuta di Torre Garga Orti dei Monti (Agriturismo) – Pag. 18 7 Hotel Biafora (Hotel, Ristorante) – Pag. 19 8 Caseificio Vallefiore (Ristorante, Produzione Agroalimentare) – Pag. 87 9 Rifugio Lo Scoiattolo (Rifugio, Ristorante) – Pag. 51 10 Hotel Park 108 (Hotel, Ristorante) – Pag. 15 11 Il Brillo Parlante (Griglieria, Pub, Birreria) – Pag. 90 12 Albergo Ristorante Al Cavaliere (Hotel, Ristorante) – Pag. 14 13 Le Delizie di Marianna (Produzione Agroalimentare) – Pag. 13 14 Azienda Agricola Giuliano Talarico (Produzione Agroalimentare, Vendita diretta) – Pag. 91 15 Emporio Dolce Salato Red.Cam (Produzione Agroalimentare, Commerciante) – Pag. 102 16 Hotel Petite Etoile (Hotel, Ristorante) – Pag. 98 17 Ristorante L'Oste Matto (Ristorante) – Pag. 99 18 Bisciglia Snc (Produzione Artigianale) – Pag. 96 19 B&B Le Stagioni (B&B) – Pag. 101 20 B&B Antica Residenza GBG (Azienda Agricola Paola Granata) (B&B, Antica Residenza) – Pag. 97 21 Fratelli Barbarello (Produzione Agroalimentare, Commerciante) – Pag. 100 22 Azienda Agricola Verrina Gianna (Produzione Agroalimentare, Agriturismo di prossima apertura) – Pag. 78 23 Il Golosone (Produzione, Vendita) – Pag. 103 24 Gli Antichi Ricami (Produzione, Vendita, Artigianato) – Pag. 104 25 Magna Graecia (Produzione Agroalimentare, Vendita) – Pag. 105 26 Azienda Agricola Agrituristica Carricato Emilia (Ristorante, Produzione, Vendita diretta) – Pag. 77 27 Rifugio Casello Margherita - Società Cooperativa Il Sentiero (Rifugio, Servizi) – Pag. 95 28 Barrese Srl (Produzione Agroalimentare, Commerciante) – Pag. 72 29 Zoosilana Paese Soc. Coop. (Caseificio, Produzione Agroalimentare) – Pag. 75 30 Villa Guido (B&B) - Pag. 52 31 Hotel Cristallo (Hotel) – Pag. 41 32 Hotel Cozza (Hotel, Ristorante) – Pag. 39 33 Hotel Aquila e Edelweiss (Hotel, Ristorante) – Pag. 40 34 Associazione Fattore Creativo (Servizi e Fattorie Aperte) – Pag. 62 35 Hotel Tasso (Hotel, Ristorante) – Pag. 42 36 Altipiani Eventi e Turismo (Commerciante e Servizi) – Pag. 125 37 Sila Funghi (Commerciante) – Pag. 53 38 Centro Carni Srl (Commerciante) – Pag. 66 39 Hotel La Fattoria (Hotel) – Pag. 115 40 Azienda Agricola Paese Fiorella (Agriturismo, Ristorante, Produzione Agroalimentare) – Pag. 70 41 Fattoria Biò Grillo (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 73 42 Azienda Agricola Eredi Filicetti Francesco Attilio (Produzione Agroalimentare) – Pag. 116 43 Azienda Agrituristica Val Calamo (Agriturismo, Campeggio, Ristorante, Produzione Agroalimentare) - Pag. 118 44 Nero di Calabria Soc. Coop. (Produzione Agroalimentare) – Pag. 109 45 Azienda Agrituristica Santa Maria di Macchia (Agriturismo, Produzione Agroalimentare) – Pag. 112 46 Ristorante del Cacciatore (Ristorante) – Pag. 119 47 Azienda Agricola Fratelli Coregrande (Produzione Agroalimentare) – Pag. 110 48 Azienda Agricola Adimari (Produzione Agroalimentare, Agriturismo di prossima apertura) – Pag. 111 49 Ristorante La Veranda - Hotel 660 – (B&B, Ristorante, Hotel) – Pag. 117

Gli itinerari outdoor 1 • Collegamento Lago Arvo –

4 • Anello del Lago Arvo

Lago Ampollino Mountain bike 2 • Sentiero della Fiumarella Trekking 3 • Anello dei Colli Perilli Trekking

Cicloturismo 5 • Sentiero dell’Abate Trekking 11 • Strada delle Vette Mountain bike

12 • Sentiero della Presila Trekking

13 • Sentiero della Foresta del Tasso Trekking

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IN VIAGGIO SEGUENDO LO SPIRITO

tappa

Giovambattista Spadafora

San Giovanni in Fiore

Via Roma, 3 - 87055 San Giovanni in Fiore Tel. 0984.993968 - Fax 0984.975067 Cell. 392.1366368 (Monica Spadafora) info@spadaforagioielli.it monica.spadafora@gmail.com www.spadaforagioielli.it

E lucemi da lato il calavrese abate Giovacchino di spirito profetico dotato… Dante Alighieri, Paradiso Canto XII Località di partenza San Giovanni in Fiore | Località di arrivo San Giovanni in Fiore Chilometraggio 0 km Si parte da San Giovanni in Fiore, “Capitale delle Sila”. Spirito, perché per vivere appieno l’esperienza silana ci vuole predisposizione d’animo. Da San Giovanni in Fiore ad Acri, ritornando sui luoghi di meditazione e pellegrinaggio dell’Abate Gioacchino. L’itinerario può iniziare dalla pittoresca piazzetta circolare antistante l’entrata dell’Abbazia Florense, il più importante edificio religioso della provincia di Cosenza e uno dei più rinomati di tutto il Sud Italia, nata sulla falsariga della Jure Vetere fondata alcuni anni prima proprio dal grande Abate Gioacchino da Fiore e dai suoi monaci.

Abbazia Florense

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L’abbazia venne costruita nel 1215 su un costone roccioso affacciato sul fiume Neto; il monastero, ancora in buono stato, è di matrice romanica e visse fino alla fine del Settecento un periodo di grande splendore, rivestendo un ruolo chiave nella diffusione degli ideali gioachimiti e trasformando questo piccolo centro della Sila in un punto di riferimento per il misticismo e il cristianesimo panteista del Medioevo. Proprio sul finire del Settecento, il convento fu protagonista di un episodio tra leggenda e realtà: i monaci ospitarono un giovane confratello di Gaeta, tale Michele Pezza. Fattosi amico un frate del luogo, Gennaro Rivelli, il Pezza elaborò un piano che si rivelò diabolico: impadronirsi del monastero con una sorta di colpo di stato conventuale. Già sulla strada di un accordo con il feudatario locale per la spartizione dei beni ecclesiastici e l’aiuto in armi utile alla sommossa in cambio della promessa di portare a termine al meglio la rivolta, Pezza e Rivelli vennero scoperti. Avvertiti, i due frati decisero di vendicarsi per il complotto non riuscito tagliando le corde delle campane della chiesa, così che nessuno potesse dare l’allarme. Quindi diedero fuoco all’intero edificio e scapparono. Il rogo provocò la morte di 34 persone e fece nascere una leggenda maledetta, secondo la quale Michele Pezza, da quel giorno, divenne noto in tutto il mondo come il Fra’ Diavolo. La sua storia, ancora oggi, caratterizza l’Abbazia Florense, concedendo spazio ad una verità che forse

Arco normanno, San Giovanni in Fiore

storica non lo è del tutto. I locali ombreggiati, i negozietti di prodotti tipici e di artigianato locale, dalla lavorazione dei tappeti a quella del legno, passando per la creazione delle ceramiche e delle tipicità gastronomiche che si affacciano sulla Badia meritano una sosta tutt’altro che breve. In particolar modo sono da segnalare alcune botteghe artigiane che si incontrano prima di entrare nella piazzetta, con le insegne scolpite in legno: la prima è la Scuola Tappeti Caruso, dove è possibile ammirare gli ozaturi a pizzulune e le tipiche coperte trappigne o la n’cullerata. Oltre a lavorare sul tradizionale, l’attività ha la particolarità di utilizzare fibre naturali come la ginestra, la lana, il lino e il cotone e di progettare grandi arazzi a tema spirituale: è il caso del rifacimento in tappeto del Liber Figurarum proprio di Gioacchino da Fiore, la più conosciuta opera di teologia figurativa del Medioevo. Di particolare rilievo il tessuto rea-

➜ Tipologia attività: Produzione e vendita artigianato locale (Oreficeria) Produzione e lavorazione orafa, gioielli che richiamano la terra silana. Difficile stabilire con esattezza quando nasce l’arte orafa di questa famiglia, ma si sa che l’iniziatore, il primo Francesco Spadafora, sia vissuto nella prima metà del XVIII secolo. Filosofia ispiratrice, fin dal principio, il rispetto della tradizione, delle tecniche, degli strumenti, delle forme che hanno subìto le più svariate influenze dai popoli approdati nei secoli nella meravigliosa terra di Calabria. La tradizione è arrivata fino a Giambattista e ai suoi figli, che insieme hanno fatto qualcosa di più rispetto ai predecessori, per far apprezzare il proprio prodotto a livello internazionale: creando modelli attuali, gioielli che hanno raggiungo livelli di considerazione unici al mondo (attirando una clientela di prestigio quali i rappresentanti della Santa Sede), ma che escono sempre fuori da piccolissime incudini, stampi in ossi di seppia, crogiuoli riscaldati a mantice, che nessuno osa sostituire. Tipo di produzione: oreficeria, gioielleria Prodotti: gioielli e argenti da casa Lavorazione a mano Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione Accesso per diversamente abili Si parla: inglese, francese Carte di credito: si Giorno di chiusura: domenica

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TAPPA IN VIAGGIO SEGUENDO LO SPIRITO

Scuola Tappeti Caruso

Caseificio Vallefiore

Via A. Gramsci 195 87055 San Giovanni in Fiore Tel. 0984.992724 Cell. 328.4577671 (Domenico Caruso) info@scuolatappeti.it www.scuolatappeti.it

Contrada Garga SS107 - San Giovanni in Fiore Tel. e fax 0984.970889 Cell. 335.1550815 (Giovanni Biafora) vallefiore@alice.it Sito in costruzione

➜ Tipologia attività: Artigianato locale. Tessitura artistica, arazzi e tappeti. Produzione e vendita. Bottega d’arte specializzata nella tessitura ed annodatura di arazzi, tappeti e tessuti d’arredamento, realizzati con fibre naturali su telai a mano ed artistici. “Ozaturi a pizzulune”; le tipiche coperte “trappigne”; la “n’cùllerata” (sfilato tipico); intramontabili arazzi, servizi da tavola e gli asciugamani che rievocano la Magna Grecia; scialli, stuoie, tende e tessuti d’arredamento. Artisti ed architetti sanno ormai che da Scuola Tappeti potranno vedere i propri disegni fedelmente riprodotti su telaio. Gli arazzi della Scuola Tappeti Caruso sono presenti in musei e collezioni private di tutto il mondo; tra questi, l’arazzo consegnato alla Real Casa Normanna d’Altavilla. Tipo di produzione: tessitura Prodotti: tappeti, arazzi, tessiture artistiche, tessili per interni. Lavorazione a mano Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione Accesso per diversamente abili Si parla: inglese Carte di credito: sì Giorno di chiusura: domenica (ma apre su richiesta per rivenditori ecc.)

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lizzato nel 1999 da Domenico Caruso, portando a termine un’impresa che non ha eguali in tutta Italia: si tratta di un ordito di fibre metalliche nobili (oro o argento), lavorate utilizzando un telaio particolare, frutto dell’ingegno del maestro e del padre Salvatore. Il telaio da loro creato permette di superare la difficoltà principale derivante dalla mancata elasticità delle fibre metalliche. L’innovativo tessuto fatto a San Giovanni in Fiore è stato poi utilizzato per forgiare borse tempestate di pietre preziose esportate fino in Medio Oriente, culla della tessitura mondiale. Dall’artista dell’annodamento Salvatore Caruso al maestro Domenico Madia: dalla natura all’arte, come recita il motto della sua azienda specializzata in lavorazione artigianale della pietra e del granito silano. Un patrimonio culturale enorme concentrato nel lavoro di poche, tenaci persone, il sapere antico che si tramanda e diventa tesoro condiviso: da semplice scalpellino a imprenditore dell’arredo urbano, edilizio, funerario. E materiali a chilometri zero, visto che il granito silano è la pietra regina della Sila. Gli abitanti dell’altopiano da sempre si interessano a questa attività, proprio a causa dell’abbondanza di materia prima presente sul territorio, i massi erratici disseminati nella zona da tempo immemore. Caratterizzata da una grana ruvida, con puntini neri e bianchi, la composizione principale del granito è costituita da mica e quarzo, elementi che

ne fanno un materiale resistentissimo alla compressione e alle intemperie. Proprio a San Giovanni in Fiore, storicamente, operò una vera e propria scuola di scalpellini; punta e mazzuolo alla mano, gli artisti aspettavano l’estate per ritrovarsi nella valle del Garga per lavorare la roccia: minuti di fronte all’imponenza dei mastodontici massi di granito, era come se affrontassero i giganti in pietra con la consapevolezza che dentro a quei titani già ci fossero artistici capitelli, superbi portali, mole per macinare il grano, e bastasse solo il loro duro lavoro per liberare i soggetti. Quando sopraggiungeva l’inverno, si ritornava a lavorare nella piazzetta antistante l’Abbazia. Le opere più belle ed interessanti sono i portali che si trovano a San Giovanni in Fiore: quello del monastero, con incorniciatura ad arco di trionfo di inizio Rinascimento, il portale della Chiesa di S. Maria delle Grazie, con due coppie di leoni che reggono il suo peso, e infine quello di Palazzo Lopez, dove furono messi in prigionia i fratelli Bandiera. San Giovanni in Fiore vanta una tradizione pressoché unica nell’artigianato dell’oro, nell’intera Europa, vivendo una realtà senza soluzioni di continuità tra passato e presente. La bottega orafa della famiglia Spadafora, fin dal Settecento tramanda di padre in figlio la tradizione del gioiello. Ancora oggi gli Spadafora lavorano su stampi ricavati da ossi di seppia, modellando i preziosi col mantice alla luce

➜ Tipologia attività: Ristorante e Produzione Agroalimentare Visita del caseificio, lavorazione, degustazione e vendita diretta dei prodotti caseari, ortaggi, carne e griglieria. Associazione Fattore Creativo ONLUS Il segreto è il profondo legame con un territorio la cui storia è legata alla vita e alle opere dell’abate Gioacchino da Fiore. A suggellare la forte identità storico-culturale del caseificio è l’ubicazione a soli 3 chilometri da Iure Vetere, dove l’Abate fece sorgere il primo cenobio. La tradizione gioachimita si riflette in ogni elemento del marchio: dalla scelta del nome, all’immagine riprodotta, il fiore che riprende un particolare del Liber Figurarum di Gioacchino. Le condizioni singolari del territorio, in una sorprendente armonia tra maestosità della montagna e clima mite del Mediterraneo, rendono il latte di qualità superiore e unica la produzione, come si riscontra al ristorante, dove oltre a deliziosi formaggi è possibile degustare ottime grigliate di carne e specialità silane. Accesso per diversamente abili Si parla: inglese, francese, tedesco, spagnolo Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperti tranne Capodanno Numero coperti: 200 Ristorazione all’aperto: 50 posti Specialità a tavola: formaggi (caciocavallo), lasagne ai funghi, carne alla griglia, contorni di verdura, crostate. Vini calabresi. Cucina ricercata ma con prodotti tipici. Menu per sportivi e menu per celiaci.

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Fratelli Mancina

tappa

Abbazia Florense

Via Panoramica, 83 87055 San Giovanni in Fiore Tel. 0984.992318 Cell. 331.4037167 (Pietro Mancina) Fax 0984.975215 info@fratellimancina.it www.fratellimancina.it ➜ Tipologia attività: Produzione e vendita, Tavola calda e rosticceria, Commerciante. Biscottificio e panificio con utilizzo del forno a legna, dolci tipici. Tavola calda, rosticceria e pasticceria. Sebbene ubicato nel pieno centro di San Giovanni in Fiore, il panificio dei Fratelli Mancina riesce a offrire uno spazio fresco e accogliente, grazie a un giardino con posti a sedere, dove degustare un pezzo di pizza o un dolce tipico in tutta tranquillità. L’attività, iniziata dai genitori del sig. Pietro Mancina, è ormai attiva da oltre cinquant’anni, ed è da sempre legata alla realizzazione di prodotti da forno e dolci che segue gli antichi gesti di una volta. Un progetto a lungo termine prevede anche dei corsi specialistici per i giovani, al fine di non perdere le tradizionali produzioni sia del pane che dei dolci, veri tesori della cultura silana da preservare e tramandare ai posteri. Punto vendita anche a Camigliatello Silano con commercio di prodotti tipici e piatti tradizionali silani. Tipo di produzione: panificio, biscottificio, gastronomia. Produzione artigianale Specialità: pane casereccio, dolci tipici (“turdillo”), Pitta ‘mpigliata. Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione Accesso per diversamente abili Si parla: inglese, francese, tedesco Carte di credito: no Giorno di chiusura: domenica Periodo di chiusura: settimane centrali di luglio

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Da San Giovanni in Fiore a Pietrafitta O no, no non fate del Gran Bosco d’Italia una locanda o un ospedale: resti, anzi torni ripopolato di pini e di abeti, qual fu nei secoli la Sila aspra e gagliarda, albergo un tempo di numi, e siano i numi dell’oggi il lavoro fecondo, il sentimento forte e sano della natura donde scaturiscono le vere grandi virtù umane. Nicola Misasi 1883 Località di partenza San Giovanni in Fiore | Località di arrivo Pietrafitta Chilometraggio 55 km Da San Giovanni in Fiore al Lago Arvo lungo la ex SS107 e la SS108bis.

delle lampade ad olio. In particolar modo, il capofamiglia odierno Giovambattista Spadafora ha trasformato la sua storia in un marchio riconosciuto e apprezzato a livello mondiale e il suo laboratorio è diventato, a partire dagli anni ‘50 del Novecento, un punto di riferimento per personalità di tutto il mondo. Sophia Loren, Giulio Andreotti, Roberto Benigni, Giancarlo Giannini, i reali del Belgio, fino alla Santa Romana Chiesa che, oltre ad avergli ordinato gioielli per papa Wojtyla e l’attuale pontefice Benedetto XVI, ha permesso all’artista di conseguire un risultato quasi unico nel suo genere: con oltre 150 corone per statue di Vergini realizzate in tutta la sua carriera, Giovambattista ha raggiunto un primato inimitabile che gli è valso il titolo di “Orafo delle Madonne”. Dopo la visita alle aziende di riferimento, è inevitabile perdersi per le vie che salgono da questo grazioso centro della campagna silana. Dall’anfiteatro urbano partono infatti alcuni vicoli che si dirigono verso la montagna su cui San Giovanni in Fiore è aggrappata quasi con devozione religiosa.

Il contatto con il trascendente caratterizza il percorso che da San Giovanni in Fiore si dipana in direzione del Lago Arvo: la vecchia SS107 sale dolce e tortuosa come la vocazione di un uomo di Chiesa: è questa, non a caso, la strada antica che l’Abate Gioacchino percorse per testimoniare la propria devozione e portare conforto ai fedeli della Sila. Gioacchino è assurto a figura internazionale integerrima del cristianesimo medioevale, a seguito in particolare della posizione che

Dante gli riservò nel girone dei Beati del Paradiso nella Divina Commedia. Teologo, scrittore, ma soprattutto testimone della parola di Dio, un monaco errante che - come racconta una delle tante leggende sorte attorno alla sua figura - tornò da una peregrinazione in Terra Santa con il Sacro Graal, che da quel giorno illuminò il suo percorso, guidandolo nella creazione della congregazione florense di cui fu ispiratore e guida religiosa indiscussa. Una confraternita che portò avanti le sue originali interpretazioni delle Sacre Scritture e permise alle sue idee innovative, specie in materia di rapporto tra Antico e Nuovo Testamento, di rappresentare Lago Arvo

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Il Brillo Parlante Via Lungo Lago - Lorica Tel. 0984.537282 Cell 339.8626913 (Alfredo Martire) brilloparlantelorica@libero.it www.ilbrilloparlantelorica.it

➜ Tipologia attività: Griglieria, Pub, Birreria Chi è già stato al Brillo Parlante e desidera pubblicizzarlo agli amici, si trova sempre un po’ in difficoltà. Nel voler parlare di questo ristorante ci si rende conto, infatti, di non sapere con esattezza quale sia l’elemento, all’interno come all’esterno del locale, che sia stato maggiormente apprezzato. La posizione splendida in cui si colloca la struttura, letteralmente sulla riva del lago Arvo, lascia molti incantati; altri si innamorano immediatamente del solare e gentilissimo personale, dove i camerieri come i cuochi sembrano sempre felicissimi di rispondere ad ogni richiesta dell’ospite; altri ancora torneranno sicuramente perché conquistati dai piatti strepitosi, dagli antipasti alla carne alla griglia, dai secondi di verdura alle sfogliatine dolci. Non resta che provare per credere! Accesso per diversamente abili Servizi: telefono, connessione internet. Si parla: inglese, francese, spagnolo Carte di credito: sì Giorno di chiusura: sempre aperto Numero coperti: 120 Ristorazione all’aperto: 50 posti Specialità a tavola: salumi, formaggi, carne alla griglia, verdure grigliate, sfogliatine dolci, amari regionali. Cucina casalinga, prodotti locali. Degustazione di prodotti tipici (carne podolica, patate della Sila, formaggi). Menu per sportivi e menu per celiaci.

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per la Cristianità la via per una nuova era cosiddetta “dello Spirito Santo”, un’epoca segnata dall’avvento di un papato illuminato, vicino alle idee moderne dei gioachimiti, capace di spazzare con una ventata di verità la corruzione e l’edonismo che fino a quel momento avevano caratterizzato la Chiesa. L’abate Gioacchino fece delle sue peregrinazioni, dei suoi viaggi, delle sue missioni in Sila un esempio tale che, se da una parte molti lo temerono e lo ostacolarono, la Santa Sede lo volle abate a tutti i costi, anche contro il suo stesso volere. Era forse in questi boschi, più che nei conventi e nelle abbazie, che Gioacchino trovava il contatto con il Divino, essendo la foresta e la natura al suo stato brado la manifestazione più evidente dell’esistenza dell’Onnipotente. La Sila era l’Eden e Gioacchino il suo vate. Ancora oggi, egli rappresenta il mito più forte e persistente tra i credenti della Sila, per un “panteismo cristiano” così vicino alla visione francescana da essere un patrimonio universale anche per il turista solo di passaggio, che

Azienda Agricola Talarico Giuliano Loc. San Mauro – 87050 Pietrafitta Cell. 338.2928223 (Giuliano Talarico) giulianotalarico@libero.it

Convento di S. Antonio, Pietrafitta

ancora ai giorni nostri può trovarsi a contatto con luoghi e sentieri inalterati nei secoli, con un Parco Naturale che offre la possibilità di vivere appieno l’esperienza mistica del Beato Gioacchino e dei suoi seguaci. Un esempio di questa potenza si ritrova nel panorama circostante la ex SS107, che si consiglia di intraprendere per visitare alcuni luoghi focali per la spiritualità silana. Lungo la strada il paesaggio agreste lascia immediatamente il posto ai due re assoluti di questo tratto di Sila: la montagna, impo-

➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare, Allevamento, Agriturismo in previsione. Vendita diretta dei prodotti. Produzione ortaggi, olive, uva; allevamento di bovini; vendita diretta dei prodotti. Tra le aziende agricole che segnano il paesaggio a cavallo tra i borghi arroccati della Presila e l’altipiano della Sila alcune realtà rappresentano appieno la continua evoluzione di questo piccolo mondo: un esempio luminoso è dato dall’azienda di Giuliano Talarico, che, tra cibi naturali e genuini nati dalle produzioni agroalimentari e dell’allevamento e venduti direttamente al pubblico, ha trovato il tempo per programmare la conversione ad agriturismo, pianificata per fine 2013, per permettere ai visitatori di godere appieno di questo territorio suggestivo e incontaminato. Tipo di produzione: agricoltura, allevamento. Prodotti: ortaggi, olive, uva; bovini. Vendita diretta al pubblico A disposizione per aprire l’azienda al pubblico e mostrare le tecniche di produzione: solo a fine lavori agriturismo (fine 2013) Si parla: inglese, spagnolo, rumeno. Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperto

Mucche podoliche al pascolo

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nente e granitica, con i suoi orridi e i fianchi spezzati, feriti e cicatrizzati dal tempo e dalle intemperie, e la vegetazione. Una vegetazione che prevede, a sua volta, due sovrani indiscussi: il pino laricio e la ginestra. Nelle curve che separano da Rovale è facile attraversare corridoi d’ombra creati dalle fronde selvagge dei pini e, dopo alcuni chilometri di tenebra, rimanere accecati dalle cascate di ginestra italica che sul finire della primavera esplodono in tutta la loro intensità cromatica omaggiando il turista con attimi di pura euforia. Dai terrapieni cascano come rampicanti, nelle praterie all’apparenza infinite che ogni tanto si aprono a bordo strada, si moltiplicano in cespugli gonfi e vivi, infondendo nel visitatore un sentimento di armonia e di equilibrio naturale difficile da provare altrove: sono le fioriture di questa pianta profumata e portatrice di gioia, rigogliosa e simbolo di rinascita per la Sila dopo i lunghi e scuri inverni ghiacciati. Inebriati dal panorama, è quasi automatico rimanere sorpresi dalla visione in lontananza del Lago Arvo che spunta tra i tronchi secolari degli alberi silani. La flora ritorna montana e il paesaggio è quello tipico della foresta. Placido, il lago Arvo sembra attenderci. Doverosa è la visita al ridente villaggio turistico di Lorica, sorto proprio sulle sponde del lago. Anche in questo luogo di serenità e spensieratezza è possibile ritrovare il filo discreto di quella spiritualità francescana che aleggia su tutto il nostro percorso. Proprio alle spalle dell’abitato di Lorica partono infatti diversi sentieri che si inoltrano nel silenzio dei boschi. Tutti sono consigliabili agli amanti delle escursioni, ma uno di questi si addice particolarmente al nostro itinerario dello Spirito: è il Sentiero dell’Abate, che ripercorre probabilmente lo stesso percorso su cui tante volte si incamminò Gioacchino nei suoi viaggi verso i paesi della Presila.

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Una volta terminata la visita a Lorica, si consiglia di non proseguire sulla sponda nord del lago, ma di tornare verso Rovale e da lì prendere la strada secondaria che costeggia tutto il versante sud dell’Arvo, offrendo splendide vedute del grande bacino idrico ed angoli suggestivi che invitano alla sosta e a godersi attimi preziosi di relax all’ombra dei pini e degli abeti. Superata la frazione di Pino Collito, un grande tornante ci conduce a Quaresima, località di confine della Sila: da qui, infatti, si può discendere sulla SP178 verso Aprigliano. Proseguendo sulla stessa strada, discendendo tra panorami mozzafiato e vedute della valle cosentina in lontananza, si intravedono i centri storici dei comuni che hanno la loro competenza territoriale su tutta la Sila. Il primo che si incontra è Pietrafitta, balconi scenografici sulla vallata sottostante permettono di avere in un attimo un breve accenno della realtà dei paesi della Presila: dominanti sulle creste dei colli su cui sono stati edificati, i centri storici dei borghi presilani si stagliano nell’infinito del cielo ergendosi a guardiani del territorio, sentinelle silenziose che con la loro presenza sembrano segnare l’entrata di un regno epico, l’ultimo baluardo di una realtà quasi mitologica: la Sila.

itinerario outdoor

Trekking

Anello dei Colli Perilli Località di partenza e arrivo San Giovanni in Fiore, loc. Nocelle Lungo il percorso Croce dei Laghi, Colli Perilli Difficoltà Trekking: E (itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche) Mountain bike: Difficile Dislivello + 579 metri - 579 metri Tempo di percorrenza Trekking: 4.30 ore Mountain bike: 3 ore Fondo stradale 3% asfalto – 97% sterrato 400 m asfalto – 10,5 km sterrato Quota massima raggiunta 1749 metri slm, Croce dei Laghi Lunghezza del percorso 10,9 chilometri Segnaletica nr 438, nr 420 Come arrivare Da Lorica SS108bis in direzione San Giovanni in Fiore, girare a destra alla svolta per Pino Collito, fino a località Nocelle.

S

i parte dalla località di Nocelle (m 1321), imboccando la via in salita dove ci accoglie il cartello indicante l’inizio del sentiero 420; dopo la breve salita si giunge al punto di incontro tra i due sentieri che formano l’anello dell’itinerario, il

438 e il 420, in prossimità di una grande cascina. Qui si può decidere in che senso percorrere l’anello, in base ai gusti: la parte a sinistra del 420 è prevalentemente all’interno del bosco e si inerpica tra stretti tornanti, mentre a destra il 438 si alterna tra tratti al sole e ombra ma ha una salita più regolare. Si gira a destra per il 438 e si inizia la salita lunga circa 5 chilometri che porta fino alla Croce dei Laghi (m 1749); lungo tutta la salita si tiene sempre la strada principale, e il terreno è dapprima sterrato, ma nel seguito a tratti muta in sabbioso, roccioso e dissestato, a cui l’escursionista deve quindi fare attenzione nel cammino. Sempre ben indirizzato dai segnavia si sale in maniera regolare, e si iniziano già a poter ammirare scorci sulla sinistra delle vette e i loro versanti, preludio a quello che si potrà ammirare più avanti. Giunti alla sommità della salita, nel punto di congiunzione dei due sentieri, si sale ulteriormente per un breve tratto fino alla Croce dei Laghi, visibile sulla destra. Qui si è ripagati di tutto lo sforzo appena fatto: dal punto in cui è situata la croce si dominano le intere vallate di lago Arvo e Ampollino e si scorgono monte Botte Donato e monte Coppo, e Montenero dall’altra parte. Siamo molto in alto, su una delle principali vette della vasta dorsale del Montenero e dell’intero altopiano della Sila. Dopo aver fatto una sosta obbligatoria, sia per ammirare a fondo il panorama, sia per rifiatare giustamente, ci si inoltra ritornando sui propri passi e poi si gira a destra nella discesa del 420 che riporterà al punto di partenza; qui una serie di stretti tornanti in cui si tiene sempre la strada principale su terreno a tratti dissestato, a cui prestare attenzione, portano l’escursionista, sempre attraverso il bosco, a poter ammirare anche ultimi scorci tra i rari spazi tra gli alberi. Superato un ponticello si giunge dopo altri due tornanti fuori dalla zona boschiva; presa la strada a destra si tiene poi la sinistra più avanti, dopo circa 100 metri, al bivio davanti a un rudere, imboccando la strada che riporta all’abitazione vista ad inizio itinerario; quindi prende la stradina in discesa per ritornare al punto di partenza. L’itinerario è fruibile anche in mountain bike, ma solo per esperti poiché è impegnativo nel tratto che prende quota, soprattutto a causa della conformazione del terreno che richiede una buona capacità tecnica e atletica.

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IN VIAGGIO SEGUENDO LO SPIRITO

tappa

Da Pietrafitta a Celico L’impressione che rimane, profonda e originale, è una sensazione di eterno silenzio, di isolamento assoluto… si è in presenza della natura come essa è uscita dalle mani del Creatore e come essa resterà senza modifiche, senza sozzure. (…). Hanno senza dubbio l’animo contemplativo i baroni calabresi, o per lo meno essi amano venire a riposarsi dall’agiato rione delle città in quelle solitudini infinite, perché i più ricchi tra essi hanno scelto questa zona della Sila Grande, che è vicina al corso del Neto, la più silenziosa, la più selvaggia del paese per fissarvi i loro luoghi di villeggiatura. Louis e Charles de Fonchier, 1911 Località di partenza Pietrafitta | Località di arrivo Celico | Chilometraggio 15 km In viaggio attraverso i paesi della Presila. A Pietrafitta, l’abate Gioacchino trovò la morte; a Celico incontrò la vita. È qui, infatti, che nacque da una famiglia agiata, e da questo luogo iniziò il suo percorso di sacrificio e totale devozione al messaggio cristiano. Celico, però, è l’ultimo dei borghi da visitare: iniziando da Pietrafitta, rimanendo in linea con il messaggio di predicazione francescano che poi fu gioachimita, è consigliabile la visita del convento di Sant’Antonio, fondato nel 1612 da Padre Pietro da Cassano. Tra i primi religiosi che l’onorarono della loro presenza si erge, figura celestiale, Sant’Umile da Bisignano. Dopo la soppressione del 1866, il convento fu riscattato dal demanio nel 1890 e divenne casa di probandato prima e di noviziato poi. Nel 1902 vi fu aperto il Collegio Serafico e divenne così una casa di formazione per gli aspiranti all’Ordine dei Frati Minori. Lasciata Pietrafitta, s’incontra Pedace. Il paese ha dato i natali a Michele de Marco, in arte “Ciardullo”, poeta e drammaturgo dialettale. Un tempo veniva chiamata la “Toledo della Calabria”, per il grande numero di attività di fabbri e arrotini di lame e coltelli. Una bre-

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Pedace

ve visita permette di conoscere la chiesa Parrocchiale dei SS. App. Pietro e Paolo che costituisce un notevole organismo architettonico del sedicesimo secolo, importante per i suoi riferimenti stilistici. All’esterno la facciata principale, di notevole interesse, è scandita da lesene verticali in muratura su cui si imposta un timpano triangolare decorato da una serie di cornici in pietra scolpita: interessante è il rosone centrale con colonnine a raggiera e due piccoli rosoni in pietra ubicati sopra le entrate secondarie. Pregevoli i portali di ingresso della navatella di sinistra, sul prospetto laterale, con decorazione litica della rinascenza, opera di intagliatori

roglianesi. All’interno l’impianto si presenta costituito da tre navate, divise da una serie di pilastri a pianta quadrangolare in pietra tufacea a vista in stile romanico, su cui si impostano archi a tutto sesto, anch’essi in pietra finemente lavorata a mano. Di altrettanto interesse è la cinquecentesca chiesa di Santa Maria di Monte Oliveto, costruita dai frati del luogo; nella facciata principale si apre il portone ad arco in pietra sormontato da una monofora, mentre l’interno, ad un’unica navata, custodisce il polittico su tela firmato Hippolitus Burghesius e datato 1612. Infine merita una visita il convento di San Francesco di Paola costruito nel 1617 sui resti del cenobio della confraternita di Santa Maria della Pietra. Ristrutturato di recente, presenta nella facciata principale con pietra a vista il portale d’ingresso ad arco. All’interno sulla parte destra si nota subito una stanza con caminetto e cinque celle con monofore quadrate dotate di supporto in tufo, risalente all’originaria edificazione. Si arriva quindi a Serra Pedace, con la sua Loggia appena ristrutturata, la chiesa dell’Immacolata, i Palazzi Gentilizi e il Museo Ambientale. Per godere totalmente della bellezza di questo antico villaggio di origine preromana si consiglia di salire fino al campo sportivo e seguire la strada che procede in costa. Svoltando sulla prima a destra si discende per Via Giovanni XXIII e, dopo una cappella votiva, ci si può fermare a gustare una delle acque più buone della terra silana, che sgorga libera da tre fontane affacciate su

Rifugio Casello Margherita Società Cooperativa Il Sentiero di Eduardo e Simonetta Santoro SP256 km 10 - 87053 Celico (CS) Cell. 349.1078789 (Eduardo Santoro) Cell. 340.3411987 (Simonetta De Rose Santoro) info@casellomargherita.it www.casellomargherita.it ➜ Tipologia attività: Rifugio Montano, Servizio di Guida Turistica ed Escursionistica. Primo rifugio montano in Sila, vicino alla pista di fondo di Montescuro e punto di partenza per escursioni sulle montagne vicine. È una ex casa cantoniera dei primi del Novecento ristrutturata secondo i principi della bioedilizia, immerso in un ambiente incantevole, tra boschi di pini larici, faggi, castagni e abeti bianchi. Offre la possibilità di fare piacevoli passeggiate con le racchette da neve e di praticare lo sci di fondo sulla vicina e panoramica Strada delle Vette. Il rifugio è gestito e abitato tutto l’anno da Eduardo e Simonetta. Il primo da 14 anni fa la guida escursionistica in Sila (guida AIGAE e guida ufficiale del parco). Simonetta è canadese, insegna inglese presso l’Università della Calabria e ogni mattina scende “a valle” dai suoi studenti, anche con mezzo metro di neve. Il rifugio offre ospitalità familiare e una cucina a base di piatti semplici, tradizionali e non, con prodotti locali e biologici. Accesso per diversamente abili stanza e bagno dedicati Servizi: sala da pranzo con caminetto, zona soggiorno, lavanderia e stireria ospiti. Escursioni guidate a piedi, in mountain bike, con ciaspole e sci di fondo, osservazione animali. Corsi di cucina locale e di lingua inglese. Possibilità di accoglienza animali domestici. Si parla: inglese Carte di credito: no Numero camere: 4 (1 doppia; 1 tripla; 2 quadruple). Posti letto: 13 Camere con: bagno, riscaldamento, cambio biancheria. Periodo di chiusura: sempre aperto su prenotazione. Ristorante aperto solo a chi soggiorna Numero coperti: 13 Caratteristiche della cucina: tradizionale, con prodotti genuini e dove possibile a km 0.

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Bisciglia Snc Via Case Sparse 33 - 87050 Casole Bruzio Tel. e fax 0984.432355 Cell. 328.4030341 (Andrea Bisciglia) info@bisciglia.it www.bisciglia.it ➜ Tipologia attività: Produzione Artigianale Lavorazione artigianale, produzione e vendita di ferro battuto e acciaio inox. Il viso si bagna di sudore, inevitabilmente, davanti alla forgia, mentre la massa ferrosa incandescente viene plasmata. La passione per produrre artigianato di qualità, una cura e una dedizione uniche e un’esperienza di quasi quarant’anni nel settore del ferro battuto che nessuna università potrebbe insegnare, vincono giorno dopo giorno l’immensa fatica comportata dal duro lavoro. L’eccellente risultato è una bottega a carattere familiare che, partendo dalla formidabile tenacia di Valentino Bisciglia, divenuto bravissimo dopo un periodo di importante apprendistato presso famosi artigiani italiani e francesi, fonde l’arte della progettazione con la consolidata conoscenza del metallo. Proprio questo è il valore di questi pezzi unici curati nei minimi particolari, dal “ribattino” alla rifinitura della verniciatura, la quale si conclude con la realizzazione di patinatura in quattro eleganti opzioni disponibili. Tipo di produzione: ferro e acciaio inox Prodotti: mobili, scale, cancelli, parapetti e ringhiere, letti, gazebo, verande, lampade e lampadari, tavoli di ogni genere e forma. Lavorazione a mano (anche macchinari) Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione Accesso per diversamente abili Si parla: francese Carte di credito: no Giorno di chiusura: domenica Periodo di chiusura: dall’01/08 al 15/08

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Convento di San Francesco di Paola, Spezzano Sila

un piccolo piazzale decorato con mattoni bianchi e neri di origine recente. Rimanendo in costa, e svoltando per Casole Bruzio, si ammira l’intera Cosenza da questo paese, che è un balcone naturale e che offre scorci impareggiabili tra le case. Da qui è possibile fare una deviazione per visitare anche il caratteristico paesino di Trenta con le sue numerose chiese che ne fanno un gioiello del patrimonio storico artistico della provincia di Cosenza. A Casole Bruzio,la cui Patrona è Santa Marina, si può far visita alla chiesa madre intitolata a Santa Maria Vergine eretta nel Seicento, e a un edificio che onora la memoria di un evento storico di portata nazionale: la chiesa dell’Annunziata. Situata nel centro del paese, in piazza Arcivescovo Basile, tra gli antichi palazzi nobiliari, presenta una facciata con campanile a vela ed un imponente portale in pietra tufacea con inciso il probabile anno di costruzione dell’edificio, 1575. Una data simbolica, che con dovuta attenzione ci racconta molto della devozione degli abitanti di Casole Bruzio alla Madonna: il 7 ottobre 1571 la flotta cristiana sconfigge a Lepanto, nel golfo di Patrasso, la flotta dei Turchi Saraceni, evitando il pericolo della conquista musulmana su tutta l’Europa. Papa San Pio V attribuisce la vittoria all’intercessione della Vergine Maria e decreta il 7 ottobre la festa della Regina delle Vittorie, ordinando che le campane suonino al mattino,

a mezzogiorno e a sera per richiamare il popolo alla preghiera e invocare l’aiuto della Vergine in ricordo dell’avvenimento. In questi anni sorgono diverse chiese e congreghe intitolate alla Vergine Santissima, ed è interessante scoprire che anche a Celico, a pochi chilometri da Casole, nel 1571 sorga un’altra chiesa dedicata all’Annunziata, come ringraziamento per la vittoria riportata a Lepanto. Certamente anche i fedeli di Casole iniziarono la costruzione dell’edificio religioso subito dopo questi avvenimenti, istituendo una congrega che s’interessasse delle opere di carità e di soccorso per le persone più bisognose, oltre che per diffondere il culto della Vergine Maria. La chiesa dell’Annunziata è costituita da un’unica navata, l’altare maggiore è di una raffinatezza particolare perché custodisce una pala in legno scolpito di scuola roglianese. All’origine certamente racchiudeva una tela, come si può ancora notare dalla cornice rimasta; in seguito al posto della tela fu fatta costruire una nicchia, che attualmente ospita la statua della Madonna e dell’Arcangelo Gabriele. Nella navata è situato l’altare della Vergine Addolorata, in stucco decorato in oro zecchino di finissima fattura. Proseguendo lungo l’itinerario dello Spirito, si passa per Spezzano Piccolo, luogo dove visse e morì Fausto Gullo, più volte deputato e Ministro della Repubblica, denominato il Ministro dei contadini per i suoi decreti sulla terra che portano il suo nome: “I Decreti Gullo”, i quali ruppero il latifondo e diedero l'avvio alla riforma agraria. Nel borgo medie-

B&B Antica Residenza G.B.G. della famiglia Granata Via B. Croce 21 Spezzano della Sila Tel. e fax 0984.464000 Cell 339.2034648 (Paola Granata) aziendaagricolapgranata@gmail.com ➜ Tipologia attività: Azienda Agricola, B&B e Antica Residenza. Quasi interamente sviluppata sull’altopiano silano, l’attività gestita da Paola Granata promette un soggiorno indimenticabile. Il territorio in cui si colloca la struttura è caratterizzato da fiumi, fiumare e torrenti ed è coperto da immense foreste di conifere e di faggi, cui si alternano colline e pianori ricchi di prati e pascoli. La felice esposizione offre al visitatore un’immagine superba del lago Cecita, circondato dalle creste delle montagne. Una volta arrivati all’azienda, si entra in un mondo fiabesco dove i vari personaggi che in qualche modo hanno intriso questi luoghi della loro presenza, come lupi, briganti, carbonai, pastori, riportano la memoria all’età dell’adolescenza. L’accoglienza squisita e le produzioni dell’azienda agricola, dove un valore particolare assumono la coltivazione di patata silana e il ripristino di vitigni da vino, completano alla perfezione un’offerta ricettiva di grande interesse. L’Azienda agricola Tipologia attività: Azienda agricola, Produzione Agroalimentare e Fattoria Didattica (in progetto) Coltivazione della patata, frumento, cereali, foraggi, olio, vigne, alberi pregiati (ciliegio, quercia). Associazione Fattore Creativo ONLUS. Biologico certificato: sì (patate) Carte di credito: no Periodo di chiusura: dicembre - maggio B&B Antica Residenza Servizi: studio e biblioteca, giardino. Ditta esterna per servizio lavanderia e stireria. Accoglienza animali domestici. Carte di credito: no Numero camere: 2 (doppie), bagno in comune. Posti letto: 4 Camere con: riscaldamento, zona soggiorno, TV, cambio biancheria, servizio pulizie. Periodo di chiusura: da ottobre a maggio (aperta in altri periodi su prenotazione)

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Hotel Petite Etoile Contrada Acquacoperta, 11 87058 Spezzano Piccolo Tel. 0984.435182 - Fax 0984.435912 hotelpetiteetoile@email.it www.hotelpetiteetoile.it

➜ Tipologia attività: Hotel, Ristorante. “I cibi della salute sono i cibi della tradizione”: questa splendida verità era il motto del mitico papà Umberto, buongustaio dei vecchi tempi che, insieme al cucchiaio di mamma Gemma, ha reso il ristorante la vera forza del Petite Etoile. I gusti forti della tradizione si esprimono nei numerosi piatti fatti in casa, dai fusilli alla pecorara, “il piatto del buon ricordo”, alla selvaggina e ai buonissimi dolci. Gestione a carattere familiare e numerosi servizi offerti dall’ampio spazio in cui si colloca la struttura, dal verde del parco e del giardino alle sale giochi per bambini, dal relax della sala riunioni alla varietà dell’offerta outdoor. Categoria: ★★★ Accesso per diversamente abili Servizi: sala lettura, sala TV, sala convegni, lavanderia e stireria ospiti, deposito bagagli e/o attrezzature sportive, telefono, fax, connessione internet, giardino, terrazzo, parcheggio per ospiti. Possibilità di ospitare animali domestici. Si parla: inglese Carte di credito: sì Numero camere: 15 doppie, tutte con bagno Posti letto: 24 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, telefono, servizio pulizie, TV su richiesta. Giorno di chiusura: lunedì Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Numero coperti: 160 Specialità a tavola: fusilli alla pecorara, carne, dolci e vini tipici. Cucina tradizionale. Degustazione prodotti tipici, menu per sportivi e menu per celiaci.

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vale di Macchia è ubicata la sua casa dove è presente una biblioteca in cui sono custoditi numerosi volumi dell'Ottocento. Dopo Spezzano Piccolo s’incontra il borgo principale della fascia presilana, Spezzano Sila, con le sue viuzze scoscese e caratteristiche, la piazzetta centrale e la terrazza che la delimita offrendo uno scorcio panoramico insuperabile. Qui è possibile ristorarsi bevendo la fresca acqua che sgorga da secoli dai "canali". Prima di proseguire nella visita dei restanti comuni della Presila, è consigliabile una sosta allo splendido convento di San Francesco da Paola del XV secolo; nascosto tra le fronde dei faggi, si raggiunge tramite una ripida salita che ricostruisce alla perfezione l’antico sentiero medievale. Il convento di Spezzano è cronologicamente la terza delle chiese costruite dal Santo, dopo quelle presso la sua città natale Paola e Paterno, città del fidato collaboratore Fra Paolo, ma è il primo al mondo nell’ordine francescano della Charitas. Quella di S. Francesco è la festa di Spezzano per antonomasia e da anni immemori i festeggiamenti sono sempre straordinari. Si dà inizio alla festa al nono giorno antecedente alla terza domenica di settembre, con il chiassoso rullio dei tamburi che suonatori esperti fanno risuonare per le vie del paese, preceduti e seguiti da frotte di ragazzini, affascinati dal loro ritmo. Al rullio dei tamburi si uniscono i rintocchi del campanone del convento e quello dei potenti botti prodotti dai “colpi scuri”. L’eccezionalità dell’avvenimento era ed è tuttora rappresentata dal fatto che per mettere in funzione l’oramai pluricentenario campanone occorra la forza di circa una decina di persone. La sera dello stesso giorno avviene “l’apertura”: con il medesimo rituale i fedeli accorrono a salutare il santo nella sua chiesa addobbata sfarzosamente. Il giorno successivo,

Ristorante Oste Matto Via del Mulino - 87050 Casole Bruzio Tel. 0984.1901696 - Fax 0984.424324 Cell. 329.4326657 (Aquino Giorgio)

Chiesa di Santa Barbara, Rovito

sabato, inizia il novenario con un ciclo di predicazioni tenute da grandi predicatori della regione. I festeggiamenti civili durano quattro giorni, da venerdi a lunedì con i giochi popolari.. Scendendo verso Cosenza, è consigliabile optare per una sosta a Rovito e Lappano. Il primo paese è rimasto tra le pagine della storia che segnano l’Unità d’Italia, a causa dell’oramai famoso “Vallone di Rovito”, dove trovarono la morte nel 1844 i fratelli Bandiera, i noti patrioti italiani di ideali mazziniani. Attualmente, è un solare borgo ordinato e caratterizzato da terrazze e giardini fioriti. La natura stupisce ancora: il clima si fa mediterraneo e il paesaggio nordico della Sila sembra un lontano ricordo. Gli ulivi e i fichi sono i protagonisti assoluti della macchia, rincorrendosi tra le curve e le case. Questo lembo di Presila sembra strappato dalla campagna senese, per cura dei dettagli, delle strade e delle abitazioni. Si coglie una volontà di aprirsi e di farsi guardare difficile da ritrovare nell’architettura silana, così votata alla funzionalità obbligatoria richiesta dalle rigide temperature dell’altopiano e, per ciò che concerne fattori e aziende agroalimentari, un’essenzialità rurale che ancora resiste alla modernità e alla nuova vocazione turistica che negli ultimi anni stanno avendo questi luoghi. Da qualsiasi angolo la panoramica sulla valle sottostante leva il fiato. Summa di tale esperienza è la visita alla chiesa di Santa Barbara, che come un faro

➜ Tipologia attività: Ristorante Cucina casareccia calabrese e silana. Per gli amanti della cucina tradizionale e casareccia inserita in un contesto familiare e alla mano, il Ristorante Oste Matto, con il suo menu che unisce ricette tipiche calabresi e silane con un ambiente accogliente spesso arricchito da eventi e musica dal vivo, è l’ideale. Serate a tema e piatti del giorno rendono la visita all’Oste Matto un’esperienza sempre nuova ed inedita, grazie anche alla simpatia e ospitalità dei gestori, che fanno sempre sentire il visitatore a casa. È pertanto d’obbligo ritornare, la serata sarà sempre diversa! Accesso per diversamente abili Carte di credito: no Giorno di chiusura: sempre aperto Numero coperti: 90 Ristorazione all’aperto: 30 posti Specialità a tavola: carne, pesce e selvaggina, dolci e vini calabresi. Cucina tradizionale.

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Fratelli Barbarello Corso Umberto 67/69 87058 Spezzano della Sila Tel. 0984.431901 Cell. 340.6613404 (Rocco Barbarello) roccobarbarello@alice.it ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare, Commerciante. Panificio e biscottificio con produzione di pane, frese, taralli, biscotti secchi e prodotti da forno e da pasticceria, con i metodi di lavorazione tradizionali e vendita diretta.

Il panificio si trova in Corso Umberto a Spezzano della Sila, nel cuore del centro storico del paese. All’esterno una caratteristica insegna di legno indica l’ingresso dell’attività, dove si possono gustare non solo una svariata quantità di pani, focacce e pizze, ma anche un’infinità di dolci caratteristici. I gesti della tradizione silana rivivono anche nelle scelte della preparazione dei prodotti: le macchine vengono usate esclusivamente per la cottura dei pani e biscotti, che sono prodotti a mano, seguendo gli antichi metodi di lavorazione, per far sì che ogni morso a un tarallo, a una fresa o a un biscotto tipico faccia rivivere le stesse sensazioni che provavano i nostri nonni. Tipo di produzione: panificio, biscottificio Produzione artigianale Specialità: biscotti alle mandorle, fiocchetti alle pepite di cioccolato, ciambelle, salati rustici, pizzette. Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione Accesso per diversamente abili Carte di credito: no Giorno di chiusura: domenica

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San Francesco di Paola

domina dall’alto l’abitato e sembra quasi protendersi idealmente verso il Tirreno, a ricordare il ruolo che la fede riveste per le popolazioni della Sila. Scendendo lungo le strade di Rovito, seguendo le indicazioni sulla destra per San Pietro in Guarano si raggiunge Lappano. Il paesaggio è più spoglio, adesso sembra di trovarsi nella campagna di qualche isola sperduta nel Mediterraneo, le curve si dipanano dolci e accompagnano su una strada pianeggiante alla prossima meta: il borgo è un agglomerato che sorge intorno all’antico centro storico oggi in parte abbandonato ma comunque ancora affascinante, con una bella chiesa del XV secolo intitolata al patrono San Giovanni Battista. L’ottimale esposizione fa sì che Lappano sia sempre ben illuminato dai raggi del sole, mentre il panorama è semplicemente entusiasmante: affacciarsi da un balcone di Lappano significa ammirare tutto l’altopiano silano da un lato e poi man mano scorrere quasi tutta la provincia di Cosenza, con una vista completa della zona urbana del capoluogo di provincia fino ad arrivare al monte Cucuzzo e all’altopiano del Pollino. Da Lappano si può proseguire fino a San Pietro in Guarano, paesino sopraelevato a mo’ di terrazzo su Cosenza, degno di nota per almeno tre peculiarità. La prima è la chiesa di Santa Maria di Gerusalemme, uno degli edifici religiosi più importanti del

paese. In stile neoclassico e dalle linee sobrie ma eleganti, sembra dominare dalla sua posizione tutto il borgo antico: impressione, questa, sottolineata dallo sviluppo verticale della costruzione, cui si accede attraverso tre larghe scalinate. La facciata è suddivisa in due livelli, caratterizzati da lesene classicheggianti e quattro nicchie vuote. Alla sinistra dell’osservatore si erge maestosa la torre campanaria con orologio, anche se lo sguardo sarà probabilmente attratto dall’imponente portale ad arco a tutto sesto che incornicia un massiccio portone d’ingresso di forma quadrangolare sormontato da un dipinto del 2001 raffigurante la Madonna di Gerusalemme con il Bambino. All’interno della chiesa l’attenzione potrà essere attratta da vari elementi, tutti molto interessanti: se si leva lo sguardo verso l’alto si potrà ammirare il bel soffitto a cassettoni, opera di maestranze paesane, così come le lastre di vetro decorate con dipinti di pregevole fattura e le colonne dai capitelli corinzi. In fondo alla chiesa fa bella mostra di sé l’altare maggiore in marmo bianco, con ornamenti tipicamente barocchi; è stato portato qui nel 1900 dal Duomo di Cosenza, insieme alla balaustra, all’organo e al cancello in bronzo. Diversi anche i dipinti conservati, in gran parte copie di celebri opere eseguite dal sacerdote Pietro Napoli, molto ben realizzati. Tra le statue ricordiamo quella lignea raffigurante Gesù Bambino, facente parte di un’opera più grande che comprendeva anche Maria, andata però distrutta nel corso del terribile incendio che colpì San Pietro in Guarano nel 1806: il fatto che il Bambinello sia rimasto praticamente intatto ha fatto pensare ad un intervento miracoloso e la statua è pertanto oggetto di particolare venerazione. Il secondo motivo per fermarsi a San Pietro in Guarano è la visita alla chiesa di Santa Maria della Consolazione, l’edificio religioso più antico del paese. Le sue origini risal-

B&B Le Stagioni Via A. Guarasci, 70 A 87058 Spezzano della Sila Tel. 0984.434568 (gestore Arch.Teresa Guido) Cell. 334.8663182 Fax 0984.433858 info@lestagioni.net www.lestagioni.net ➜ Tipologia attività: B&B Bed&Breakfast, noleggio gratuito di bici. Il B&B si contraddistingue per la posizione strategica, perché in poco tempo si può raggiungere sia la montagna che le spiagge del Tirreno e dello Jonio. Particolare cura è stata riservata all’arredamento ed al comfort delle stanze, inoltre ogni camera ripropone le tonalità delle stagioni. L’inverno è una camera con due letti alla francese, le cui tinteggiature vanno dal bianco all’azzurro della neve di sera; la primavera è la camera matrimoniale, dalle nuance pastello verde mela, lilla e pervinca; l’autunno dispone di un letto matrimoniale e di uno singolo, dalle sfumature verde bosco e arancio ocra; l’estate è la stanza destinata all’angolo della colazione, con i toni caldi del rosso, arancio e giallo. Accesso per diversamente abili Servizi: deposito bagagli e/o attrezzature sportive, noleggio bici, fax, terrazzo. Si parla: inglese Carte di credito: no Numero camere: 3 (1 doppia, 1 matrimoniale con aggiunta lettino, 1 tripla); 2 con bagno, 1 con bagno non in camera ma riservato. Posti letto: 8 Camere con: riscaldamento, servizio pulizia, cambio biancheria, TV, zona soggiorno, asciugacapelli, frigo bar. Periodo di chiusura: da gennaio a marzo

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TAPPA IN VIAGGIO SEGUENDO LO SPIRITO

Emporio Dolce Salato Azienda Red Cam S.n.c. Via Roma 184 - 87050 Spezzano Piccolo Tel. 0984.434638 Cell. 320.2164671 (Giuliana Reda) red.cam@hotmail.it ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare e Commerciante. Pasticceria e biscottificio con produzione artigianale e vendita di dolci, salati, pasta fresca e pizze rustiche. Tra i viottoli e gli antichi scorci tipici della Presila di Spezzano Piccolo, quel senso di tradizione, di piccoli segreti tramandati di generazione in generazione e di ambiente familiare ed accogliente sono il punto di forza dell’Emporio Dolce Salato, dedicato a tutti gli amanti dei gusti tipici, dei dolci e delle produzioni da forno tradizionali. Da non perdere le tante varietà di pasta fresca, le scalille e i turdilli (dolci tipici natalizi), e la tradizionalissima coccìa, piatto tipico locale con grano bollito, carne di maiale e di capra successivamente infornata. Tipo di produzione: pasticceria, biscottificio. Produzione artigianale Specialità: numerose varietà di dolci e salati artigianali, pizze rustiche, la tradizionale pizza con sardella e la coccìa. Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione Accesso per diversamente abili Giorno di chiusura: lunedì

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gono al XIV secolo, allorché i monaci agostiniani si insediarono nella zona ed edificarono questo santuario dedicandolo alla loro protettrice, la Beata Vergine della Consolazione. La costruzione è piuttosto semplice, con una classica pianta a croce latina, una torre campanaria a base quadrata ed una suddivisione dello spazio in tre navate. All’interno, diverse opere di grande valore spirituale ed artistico: nella navata di sinistra si può ammirare il crocifisso originario, posto qui dagli agostiniani nel Trecento, in quella centrale un bell’altare marmoreo con decorazioni barocche di recente restauro, mentre in quella di destra si trovano dipinti raffiguranti soggetti sacri. Guardando con maggior attenzione queste tele, è possibile notare dei fori dovuti ai proiettili che le truppe napoleoniche spararono anche in questa chiesa nel 1806, data in cui venne decisa la repressione nel sangue di una rivolta antifrancese: questi danneggiamenti non sono stati riparati, ma lasciati quali segni dell’eroica difesa da parte dei sampietresi della propria eredità culturale e religiosa. Ultima tappa della visita a San Pietro in Guarano è trovare qualche locale disposto a mostrare al turista U’ Diroccu, la maschera tradizionale sampietrese, costruita in cartapesta con lo scheletro in canne. Può raggiungere i 3 metri di altezza ed è cavo all’interno per far posto alla persona che deve animare le esibizioni. La sua origine non è certa ma sembra che il nome derivi da “Don Rocco” (Dominus Roccus), un prepotente e ricco proprietario terriero locale, poco amato dalla gente e vissuto a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. La popolazione, non potendo agire direttamente perché soggiogata dal bisogno, come valvola di sfogo costruì un fantoccio a caricatura del signorotto contro il quale inveire in forma satirica. La manifestazione culminava con l’incendio del pupazzo nella piazza del paese, unico modo possibile e indiretto per manifestare

contro i soprusi che venivano perpetrati anche attraverso lo ius primae noctis (letteralmente “diritto della prima notte”: indicava il diritto del signore feudale, al matrimonio di un proprio servo della gleba, di trascorrere la prima notte di nozze con la sposa). L’abbinamento con la festa di San Rocco potrebbe essere soltanto casuale e la semplice ripetizione, nel corso degli anni, averne consolidato la tradizione. Ma non deve sfuggire che il pupazzo, nella credenza popolare, ha spesso rappresentato la personificazione del male nel senso più generico e San Rocco è considerato guaritore e protettore degli appestati. La spagnola, durante il periodo della Prima Guerra Mondiale, fece moltissime vittime in Europa, e anche a San Pietro perirono nove persone. La distruzione finale del fantoccio, bruciato in piazza, può rappresentare la volontà di debellare il male stesso e la purificazione contro ogni possibile contaminazione. Con il passare del tempo, l’esibizione della maschera ha assunto un carattere essenzialmente festoso, con uno sfondo di gradevole e sottile satira, indirizzata a personaggi locali, a volte facilmente individuabili, o ad avvenimenti e personalità generiche. In molte manifestazioni del passato hanno sfilato più maschere contemporaneamente, che rappresentavano personaggi fantastici della tradizione sampietrese, come ‘A Pantasima o E Guvitèddre, ma in alcune occasioni non sono mancate le allusioni a personaggi fiabeschi (Pinocchio e la Fatina) e ad eventi di rilievo nazionale (Tangentopoli, compromessi politici). Oggi, l’esibizione dell’U Dirròccu rappresenta un grande raduno popolare, ed ogni anno la sera del 16 agosto, giorno di S. Rocco, la sfilata è accompagnata da una folla immensa di partecipanti come non avviene in nessun’altra occasione. La maschera viene portata in giro per le vie del paese con fiaccole, fontanelle e girandole luminose,

Il Golosone Corso Europa 89 - 87058 Spezzano della Sila Tel. 0984.435694 Cell. 339.1226897 (Architetto Rizzo) architettorizzo@libero.it ➜ Tipologia attività: Produzione e vendita Biscottificio e panificio: produzione artigianale di dolci e salati della tradizione spezzanese e presilana. A brevissima distanza dal Convento di San Francesco da Paola, l’attività della famiglia Rizzo rappresenta un’autentica istituzione a Spezzano, nota a tutti per la bontà dei dolci prodotti, al punto da aver ricevuto anche premi e riconoscimenti. Ci sono il titolare Luciano e suo figlio Roberto, e con un po’ di fortuna si può anche incontrare la signora Gioconda, intenta, nel laboratorio artigianale, a dar vita a piccoli gioielli di arte enogastronomica silana come i “Ginetti”. È presente anche una veranda laterale presso cui piccoli gruppi possono sostare per godersi un rinfresco a base di dolci tipici, e un bancone del bar, dove prendere anche un caffè. Tipo di produzione: panificio, biscottificio. Produzione artigianale Specialità: dolci tradizionali e rustici salati (Ginetti, Pitta ‘mpigliata, Castagnaccio, Pitta con sarde) Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione (su prenotazione) Accesso per diversamente abili Si parla: inglese, francese, spagnolo Carte di credito: no Giorno di chiusura: mercoledì (in inverno)

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TAPPA IN VIAGGIO SEGUENDO LO SPIRITO

Gli antichi ricami di Frontera Maria Corso Umberto, 80 - Spezzano della Sila Tel. e fax 0984.434088 gliantichiricami@libero.it Cell. 348.4888680 (Maria Frontera)

➜ Tipologia attività: Produzione e vendita, Artigianato Locale (Ricamificio) Lavorazione artigianale, produzione e vendita di biancheria per la casa e per strutture alberghiere con possibilità di personalizzazione con ricami a mano e a macchina, anche su indumenti da lavoro Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, il lavoro diventa arte nel momento in cui l’apprendista comincia a “creare”: sotto l’ago, guidato da mani raffinate e delicatissime, ogni disegno, punto croce, linea sembra prendere lentamente vita da sé sul prezioso tessuto. Altissima concentrazione, tanta pazienza, lunghe ore di applicazione che sembrano non finire mai: queste le basi per offrire capolavori artigianali di qualità. Una passione che oggi si potrebbe tristemente dichiarare scomparsa, se non fosse per chi, come Maria Frontera e le sue collaboratrici, sente ancora forte il desiderio di tramandare una sapienza antichissima, dai contorni quasi magici. Tipo di produzione: ricami Prodotti: ricami su biancheria; personalizzazione indumenti da lavoro. Lavorazione a mano e a macchina Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione Accesso per diversamente abili Si parla: inglese Carte di credito: no Giorno di chiusura: sabato Periodo di chiusura: agosto

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fra balli, musiche e grida festose. Per concludere al meglio il tour dei paesi della Presila è preferibile intraprendere la spettacolare Strada del Cannavino, un’arteria ricca di storia e importanza: fino al 1829, infatti, quando venne costruita la SS107, essa costituiva la principale rete di collegamento tra Cosenza e la fascia presilana. Salendo sulla costa est del Cannavino, si scorge una serie pressoché infinita di agglomerati rurali che raccontano meglio di mille parole il rapporto ancora molto forte che i silani hanno con il mondo contadino primigenio. Ammaliati dal paesaggio, si può deviare per Celico, paese natale dell’Abate Gioacchino, la cui abitazione si pensa corrisponda all’attuale chiesa dell’Assunta. Edificata certamente molto prima del 1421 sul perimetro della casa natale dell’Abate, al cui nome battesimale di Giovanni venne dapprima intitolata, ebbe vita e prosperità come terza chiesa di Celico, e forse non soltanto per la sua importanza, ma proprio in conseguenza della sua origine che la lega al nome del più grande celichese, alla cui protezione si attribuisce il miracolo di essere uscita indenne dal terremoto del 1638 quando tutt’attorno era solo rovina. Costituitasi la congrega intitolata all’Assunta, la chiesa ne divenne cappella, e come tale ebbe vita e nome, e subì adattamenti. Il semplice coro ligneo posto ai lati dell’ingresso, che richiama lo stipo della sagrestia della chiesa di S. Antonio, entrambi opera di artigiani

locali, doveva essere certamente riservato ai confratelli. Sul soffitto è dipinta la Gloria della Madonna, per devozione di Nicola Lauro nel 1845, ed un’Assunzione a devozione di Michele Ripoli. Alle pareti sono presenti alcune tele provenienti dall’allora diroccante convento di S. Domenico, raffiguranti S. Pietro, S. Antonio, S. Domenico con S. Giacinto e la Pentecoste. Ai lati del ricco altare maggiore sono anche i busti dei Santi realizzati in stucco, anch’essi provenienti dal convento di S. Domenico. Una bella acquasantiera in marmo bianco è ora conservata nel corridoio della sagrestia posta nel lato interno, verso la campagna, che secondo la tradizione è la camera in cui Gioacchino aprì gli occhi alla luce e dove sono custoditi un notevole crocefisso ligneo ed una bella sedia ad intagli. Ed è qui che fino al giorno della loro dispersione erano custodite le reliquie del grande Abate, che il Padre Minimo fra’ Giacomo da Celico aveva ottenuto dai Padri del Monastero di San Giovanni in Fiore, i quali gliene avevano fatto consegna perché venissero custodite nella chiesa dell’Assunta, dove sono state poi meta di pellegrinaggi e di visite da parte di persone anche di lontana provenienza. E non è azzardato pensare che molti, se non addirittura tutti quei visitatori, non mancassero di spingersi fino alla vicina Fontana Fetida, un tempo compresa negli orti di proprietà della famiglia, per andare a sedere su quella stessa pietra dove è tradizione che Gioacchino sostasse in meditazione all’ombra nascosta dell’anfratto e degli alberi e al mormorio dello scorrere lento della poca acqua. Usciti dalla chiesa, per avere una visione d’insieme è meglio ritornare sulla superstrada e da qui ammirare la spettacolare disposizione urbanistica di Celico. Il borgo si sviluppa in armonia con la cresta del monte, a rappresentare il rispetto dei silani per l’orografia naturale del territorio, l’intenzione di convivere con essa evitando il più possibile di stravolgerla.

Magna Graecia Via Guarasci – 87058 Spezzano della Sila Store: Corso Europa 167 – 87058 Spezzano della Sila Locale storico di famiglia Aperitivi - Degustazioni - Presentazioni nuove collezioni e vendita vini Piazza Vittorio Veneto 87058 Spezzano della Sila Visite vigna: Località U’Gavuru Tel. e fax 0984.434446 Cell. 347.1927214 (Vincenzo Granata) vincenzo.granata@libero.it www.magnagraeciavini.it (in costruzione)

➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare (vini), con vendita diretta. Produzione vitivinicola, visite guidate nei locali dell’azienda, cantina di trasformazione, cantina di affinamento e percorsi in vigna (località U’ Gavuru). Il nome di un marchio o di un prodotto contiene in sé la storia della terra dove nasce. Nella Magna Graecia vennero sviluppate tecniche di viticultura divenute parte integrante delle culture di tutta Europa. Da questo passaggio storico scaturisce l’entusiasmo della famiglia Granata, da ben quattro generazioni impegnata nella produzione del “nettare d’uva”, che prende il nome della zona più bassa del territorio. Con alle spalle una lunghissima tradizione fatta di dedizione e di sacrifici, ma anche di gratificazione, ancora oggi si cura minuziosamente l’intera filiera, rafforzando l’indissolubile legame con il territorio calabrese. Tipo di produzione: vinicola Prodotti: vini Vendita diretta al pubblico Accesso per diversamente abili (nello spaccio) Si parla: inglese Carte di credito: sì Giorno di chiusura: lunedì mattina

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itinerario outdoor

itinerario outdoor

Sentiero dell’Abate

Strada delle Vette

Trekking

Località di partenza e arrivo Pedace, fraz. Cavaliere, dalla fontanella affianco all’albergo Il Ruscello Lungo il percorso Cavaliere, territorio di Pedace Difficoltà T (itinerario escursionistico - turistico) Dislivello + 489 metri – 489 metri Tempo di percorrenza 4 ore Fondo stradale 26% asfalto 74% sterrato 500 m asfalto – 9,52 km sterrato – 2,75 km asfalto Quota massima raggiunta 1572 metri, Pedace, lungo il sentiero nr 423b poco dopo esser rientrati nel bosco Lunghezza del percorso 12,77 chilometri Segnaletica Segnavia nr 440d, nr 440c, nr 437, nr 423b Come arrivare Da Lorica prendere la SS108bis in direzione Catanzaro, fermarsi entrati nella frazione Cavaliere al parcheggio dell’albergo Il Ruscello sulla destra.

L

ungo un cammino amato da Gioacchino da Fiore, che da San Giovanni in Fiore conduceva ai paesi della Presila, è possibile ripercorrere le tracce della grande figura religiosa lungo un percorso carico di misticismo, immersi nel silenzio delle foreste. L’itinerario è una passeggiata facile adatta a tutta la famiglia, che si inoltra nel pieno della pineta della zona di Lorica e dove si possono vedere magnifici esemplari giganti di pini larici, alcuni dei quali paragonabili a quelli della riserva dei Giganti della Sila (località Fallistro). Descrizione: il percorso parte su asfalto in salita, dopo aver fatto rifornimento d’acqua alla fontanella presente nelle immediate vicinanze dell’imbocco del sentiero 440d; superate le ultime casupole e con il fiume che sulla destra accompagna il cammino si cambia il fondo in sterrato per inoltrarci all’interno del bosco. Superato un cancello spinato

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Mountain bike

ci si immerge nella fantastica pineta, dove ci sono da superare facilmente una serie di torrentelli e una successione di bivi ottimamente segnalati, in cui bisogna tenere la strada principale, che fanno terminare il sentiero 440d nel 440c. Sbucati su un prato si gira per la strada in salita a sinistra, imboccando il sentiero 437 e al bivio seguente si tiene la sinistra lasciando la strada principale. Dopo aver guadato facilmente due torrentelli, azione che si ripeterà spesso durante questo itinerario, si iniziano ad incrociare i primi Giganti della zona: a causa dell’opera di disboscamento e delle forti nevicate invernali, è probabile incontrare lungo il tracciato alberi caduti a terra. Dopo aver superato alcuni bivi tenendo la strada principale, si sbuca fuori dal bosco per godere della vista mozzafiato sul lago Arvo. La passeggiata prosegue guadando altri rii, sempre senza difficoltà, fino ad entrare nella parte difficile del percorso, poiché a causa della massiccia caduta degli alberi trovare la giusta rotta di viaggio può risultare complicato. La strada procede su un sentiero ben tracciato in direzione della cabinovia, il cui spiazzo tra i pini si va a incrociare più avanti. Rientrati nel bosco si procede seguendo i segnavia fino ad attraversare anche lo spiazzo dei cavi elettrici e, successivamente, dopo aver superato un’ulteriore pineta, si raggiunge l’incrocio con il sentiero 423b. Attraversato un prato con felci e asfodeli, con vista sull’altopiano, una serie di segnavia su roccia e alberi ci indirizzano di nuovo dentro al bosco. Dopo alcuni bivi nei quali bisogna tenere la strada principale si arriva ad uno spiazzo da cui si può ammirare una curva della pista di bob vicina; successivamente si attraversa il ponticello sul fiume che ci fa sbucare sulla strada che porta al punto di partenza dell’impianto di risalita che porta gli sciatori fino alla cima di monte Botte Donato. Un ultimo tratto in discesa su asfalto ci riporta al punto di partenza, facendo tappa obbligata alla magnifica Torre Cavaliere, una struttura fortificata seicentesca che ci riporta con le sensazioni alle antiche tradizioni silane.

Località di partenza e arrivo Valico di Montescuro (m 1618) Località di arrivo Cabinovia di monte Botte Donato (m 1869) Lungo il percorso Valico di Montescuro (Spezzano della Sila), Monte Curcio (Spezzano della Sila), Spezzano Piccolo, Monte Coppo (Pedace), Monte Botte Donato (Serra Pedace) Difficoltà Media Dislivello + 613 metri – 317 metri Tempo di percorrenza 2 ore Fondo stradale 100% asfalto Quota massima raggiunta Monte Botte Donato, 1878 metri slm Lunghezza del percorso 14,9 chilometri Segnaletica Assente Come arrivare Da Camigliatello si prende la SS107 in direzione Cosenza uscendo a Fago del Soldato; da qui si prende la strada statale 648 in direzione Spezzano della Sila. Si parcheggia a Valico di Monte Scuro.

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l valico di monte Scuro coincide con la partenza della Via delle Vette, celebre strada panoramica che conduce a Lorica toccando le più importanti cime dell’altopiano, compresi il monte Scuro, il monte Curcio e il monte Botte Donato. Questo itinerario mostra agli escursionisti una lunga serie di paesaggi indimenticabili, associati ad un percorso ciclistico di rara bellezza. I panorami si alternano: dal valico di monte Scuro si domina il lago Cecita, dal monte Botte Donato (m 1928), la vetta più alta della Sila, la vista si apre su Lorica, rinomata località turistica affacciata sul bacino artificiale dell’Arvo. Descrizione: al Valico di Montescuro (m 1630), dominato da una Croce con Cristo, si trova un cippo dedicato allo scrittore cosentino Nicola Misasi che più volte ha celebrato la Sila nelle sue opere. La pedalata inizia dalla sella, a sinistra per non finire nella zona militare aeronautica, lungo la strada che all’ombra della faggeta segue il crinale. La salita è abbastanza regolare e prima di raggiungere la stazione di arrivo della cabinovia di monte Curcio si incontrano diverse aree di sosta e una fontana per rinfrescarsi e approvvigionarsi d’acqua. Il percorso diventa più ripido e faticoso dopo l’incrocio con il sentiero MTB3 proveniente da Croce di Magara, duro fino al nuovo bivio con lo stesso sentiero che riconduce a Magara (si incontra una sola fontanella). Da qui, a 1750 m, la salita diventa di nuovo regolare e con minore pendenza, ma sempre dura, superando monte Coppo fino al punto più alto del percorso, il piazzale della cabinovia di monte Botte Donato. Risalendo nella zona retrostante la struttura, il panorama si allarga a 360 gradi: nelle giornate terse lo sguardo a sud si spinge fino al mar Tirreno e l’Etna. Sotto di noi i boschi che abbracciano il lago Arvo e verso nord il lago Cecita e gli impianti di risalita di Botte Donato. I ciclisti meno allenati possono evitare la prima parte del percorso, impegnativa per via del dislivello da coprire, usufruendo dell’impianto di risalita grazie alle cabinovie attrezzate con gli agganci per le biciclette. La Via delle Vette è apprezzata anche dagli escursionisti che amano la stagione fredda perché d’inverno viene battuta la pista per lo sci di fondo.

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IN VIAGGIO SEGUENDO LO SPIRITO

tappa

Da Celico a Acri Di colpo, come per un fantastico cambiamento di scena, tutta una immensa novità di terre e di vegetazione si spiega dinanzi agli occhi estasiati del viaggiatore: è, finalmente, la Sila! (…) Ma qualcosa soprattutto colpisce l’animo e lo tiene come preso e incantato: è il silenzio, al quale di immensa solitudine dà come la consistenza di una viva e solenne presenza. Pare di sentirsi lontani e isolati, chiusi, pur nella vastità dell’orizzonte, entro lo spazio di mondo in cui tutto è nuovo e diverso da ciò di cui prima era fatta la nostra vita. Giuseppe Isnardi, 1927 Località di partenza Celico | Località di arrivo Acri | Chilometraggio 63 km Dalla Presila ad Acri lungo la SP256. Per proseguire questo “cammino spirituale” in maniera completa, la scelta più logica e panoramica è risalire in Sila, sulla strada che conduce alla vetta di Monte Scuro, lungo la ex strada statale 648, attuale SP256. L’inizio dell’arteria si colloca nei pressi di Spezzano della Sila, vicino allo svincolo della SS107 e si dirige ad Acri, vera capitale spirituale della Sila. Lo sguardo si perde sui paesini della Presila sottostanti. Curva dopo curva, la Sila irrompe con la sua potenza silvestre: è il pino laricio a tornare protagonista. Le fiumarelle naturali lungo la strada ci restituiscono un rapporto ancora puro con la terra. Si può credere davvero di ritrovarsi sulla versione asfaltata di uno dei tanti sentieri che percorse l’abate Gioacchino nell’alto Medioevo nel tentativo di evangelizzazione di queste terre allora ancora più selvagge. La parola di Dio, probabilmente, fu in quegli anni parola di civiltà. È salendo verso la cima che l’aria diventa sempre più salubre e il contatto con il Celeste sempre più reale: da quassù si domina il confine, tra moderno e antico, tra anima e corpo. Il luogo si presta a picnic e passeggiate nell’incon-

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taminato. Proseguendo, superata la vetta del Monte Scuro, si scende per la strada principale tra boschi sempre più fitti e silenziosi verso il Fago del Soldato. L’acqua sgorga rigogliosa e limpida tra le frasche ricordandoci quale importanza rivesta l’istituzione del Parco Nazionale della Sila per la salute e la salva-

guardia di questo prezioso ecosistema. Giunti in località Moccone, è importante far visita al luogo ove sorse la Colonia Silana di Federici, centro propulsore di umanità, medicina e assistenza realizzato dopo il tragico sisma del 1908 e la successiva malaria. Nato per volere di un gruppo di note personalità mosse dalle parole di Antonio Fogazzaro, e animato da medici locali quali Domenico Migliori cui è intitolata una targa all’ingresso della Colonia, essa fu sostenuta da forze nazionali e da eccellenti personaggi tra cui, soprattutto, donne. Il cuore pulsante dell’iniziativa fu Giuseppina le Maire, di origine piemontese; nel 1910 la Colonia funzionava già concretamente e fu ritenuta la prima opera sociale in Calabria Proseguendo si consiglia la provinciale 247 per raggiungere Acri. La strada, da enorme e diritta fino all’orizzonte, d’improvviso si restringe e aumenta la pendenza. Il paesaggio dei prati e delle mandrie viene sostituito dalla faggeta, che circonda i visitatori per-

Nero di Calabria Acri Soc. Coop. Via Marullo 121 - Acri Tel. e fax 0984.953124 Cell. 368.7305991 (Gencarelli Antonio) flavioalfo@tiscali.it www.nerodicalabriacri.it ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare Allevamento suino e produzione di salumi tipici biologici ottenuti dal Nero di Calabria e vendita diretta. Razza prelibata e autoctona calabrese, riscattata da un destino incerto grazie all’attento lavoro di recupero di alcuni allevatori esperti di Acri: ecco come il celebre nero di Calabria, un suino dal manto scuro e dalle carni particolarmente adatte a produrre insaccati di alto livello, è giunto fino a noi.L’azienda Nero di Calabria segue con attenzione e cura le varie fasi della produzione e lavorazione dei salumi di questo animale, tra le massime prelibatezze gastronomiche della regione. L’allevamento all’aperto prevede un sistema in cui i suini sono alloggiati prevalentemente all’interno di strutture fisse in muratura, ma allevati a cielo aperto su superfici agrarie e forestali delimitate da idonei sistemi di recinzione. La società cooperativa di Acri, con la sua produzione di insaccati di suino nero è testimonial dell’unicità che sa offrire la Calabria sia dal punto di vista rurale che artigianale. Tipo di produzione: salumificio Specialità: salumi di suino nero, “vuorjia”. Vendita diretta A disposizione per mostrare la produzione Accesso per diversamente abili Si parla: inglese, francese, spagnolo Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperto

Chiesa dell’Annunziata, Acri

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TAPPA IN VIAGGIO SEGUENDO LO SPIRITO

Azienda Agricola Fratelli Coregrande S.n.c.

Azienda Agricola Adimari

Contrada San Benedetto 40 87041 Acri Tel. e fax 0984.950720 Cell. 349.8376920 (Coregrande Michele) info@pollocoregrande.it www.pollocoregrande.it

Contrada Vagno 97 87041 Acri Cell. 368.3424425 info@aziendaagricolaadimari.it www.aziendaagricolaadimari.it

➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare Allevamento avicolo, coltivazione di ortaggi e frutta, produzione di olio e vino. Prodotti eco-sostenibili senza utilizzo di agenti chimici o fertilizzanti. L’attività avicola iniziata negli anni ’60 ad opera di Eugenio e Antonia Coregrande, è portata avanti con la stessa attenzione e passione dai figli Michele, Renato e Piero. Dalla selezione delle materie prime all’allevamento, dalla trasformazione alla distribuzione, tutta la filiera produttiva dell’azienda garantisce un prodotto finale naturale, sano, genuino e di alta qualità. Coregrande rappresenta una delle realtà avicole rurali più importanti del Sud Italia, affonda le sue radici nella tradizione e al tempo stesso sposa metodi innovativi che contribuiscono alla buona qualità del risultato finale. In un sistema agricolo moderno, in un contesto economico che si sta sempre più “industrializzando”, l’obiettivo è quello di effettuare una produzione agricola eco-sostenibile, cercando di salvaguardare l’inestimabile patrimonio ambientale. Tipo di produzione: allevamento. Settore avicolo e produzione di carne, pollame, equini, conigli e suini. Disponibili ad aprire l’azienda al pubblico per mostrare le tecniche di produzione. Accesso per diversamente abili Periodo di chiusura: sempre aperto

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mettendo di intravedere le aziende agricole che ancora abitano questi luoghi, prima del tratto mozzafiato per cui vale la pena intraprendere questo percorso, nonostante la sua rudezza: dopo un continuo saliscendi tra borghi di case che si affastellano per poi scomparire per alcuni chilometri, ecco, dall’altro versante, a picco sul fondovalle come la stessa

strada, l’agglomerato glorioso di Acri, che sovrasta il contrafforte di roccia e lo domina. La visione d’insieme è da ripresa cinematografica: la cittadina, che si sviluppa a 700 metri d’altitudine su tre colli ben distinti, da cui il suo stemma araldico “Acrae, Tri Vertex, Montis Fertilis”, si staglia sulla valle con la forza dei 20.000 ettari di cui è costituita. Il borgo antico è Padìa, con la torre civica detta Rocca dei Bruzi; le altre due sommità sono rappresentate dal quartiere greco di Picitti e da Odivella. Scendendo dalla SP247, ogni angolo della cittadina è gioia per gli occhi e la mente: il primo monumento che si incontra è la chiesa del Beato Angelo, la posa della prima

➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare; Agriturismo e Fattoria Didattica in previsione. Produzione e vendita diretta di frutta, verdura e vino sfuso e imbottigliato; allevamento di diverse specie animali. “L’acqua divide gli uomini, il vino li unisce”. La celebre frase del poeta giornalista Libero Bovio viene fatta propria dall’azienda Adimari. Un’attività che fin dalla sua nascita ha posto in primo piano la coltivazione espressamente biologica dei suoi 2 ettari di vigna, così come degli uliveti, sicura che sia questa l’unica garanzia per la riuscita di un prodotto sano e genuino. Appartenente al Consorzio dei Vini della Calabria Citra, la struttura si colloca inoltre in una posizione altamente panoramica e suggestiva, con la vista che spazia dalla valle del Crati alle montagne del Pollino. Al suo interno trovano spazio anche allevamenti di piccoli animali quali pecore e capre, che non appena l’agriturismo previsto sarà pronto ad accogliere gli ospiti, diventeranno una piacevole compagnia per tutti, dai grandi ai piccini. Si parla: inglese, spagnolo Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperto Agriturismo in progetto Solo pernottamento (ristorante convenzionato) Servizi: terrazzo, giardino, area barbecue, terreno agricolo. Escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike, per osservazione animali. Attività per bambini, ragazzi, anziani e persone diversamente abili. Corsi di degustazione e partecipazione attività aziendali. Accoglienza animali domestici Numero miniappartamenti: 2 (1 bilocale, 1 trilocale) con bagno Posti letto: 8 Miniappartamenti con: soggiorno, TV, riscaldamento, servizio pulizie

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Bio Sila

Azienda Agrituristica Santa Maria di Macchia

di Salvatore Abbruzzese Contrada Filiciuzzi - 87041 Acri Tel. e Fax 0984.952541 Cell. 340.2840314 (Vincenzo Abbruzzese) info.biosila@gmail.com www.biosila.it

Località Macchia di Baffi, 66 – 87041 Acri Tel. 0984.946165 - Fax 0984.946165 gennaro.baffi@tiscali.it www.santamariadimacchia.it ➜ Tipologia attività: Agriturismo e Produzione Agroalimentare Vino, olio, frutta, verdura, allevamento, produzione casearia, liquori, marmellate. Trekking a piedi, escursioni a cavallo e torrentismo, campo polifunzionale Dalla lezione di equitazione alla gara di endurance, dal torrentismo al tiro con l’arco, dal turismo culturale presso pittoreschi borghi albanesi alle infinite attività offerte ai più piccoli, l’agriturismo, parte integrante dell’azienda agricola, grazie alla passione intramontabile del titolare verso il proprio lavoro si colloca ai primi posti di un’offerta ricettiva che non delude neanche le aspettative dei turisti più attivi ed esigenti.

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Servizio ristorazione e pernottamento Accesso per diversamente abili Servizi: sala lettura, sala TV, sala convegni, lavanderia e stireria, deposito bagagli e/o attrezzature sportive, internet, terrazzo, giardino, piscina, area barbecue, parco giochi, terreno agricolo, piazzola per campeggio. Escursioni a piedi, a cavallo, scuola di equitazione, pesca sportiva, calcio, bocce. Attività per bambini, ragazzi, anziani e persone diversamente abili. Partecipazione alle attività aziendali, corsi di degustazione e di cucina locale, lavorazione del latte e possibilità di stage. Possibilità accoglienza animali domestici. Si parla: inglese, francese Carte di credito: solo bancomat Numero camere: 19 (1 con bagno interno) Posti letto: 25 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, servizio pulizie, zona soggiorno, TV. Numero miniappartamenti: 3 Posti letto: 25 Periodo di chiusura: dal 07/01 al 31/03 Ristorante aperto anche a chi non soggiorna Degustazione prodotti tipici e vendita diretta dei prodotti riservata ai clienti. Menu per sportivi e celiaci. Numero coperti: 60 (180 per grandi eventi) Ristorazione all’aperto: 60 posti Specialità a tavola: tagliatelle ai funghi porcini, maiale, agnello al forno, crostate con marmellate fatte in casa, liquori tipici.

Chiesa del Beato Angelo, Acri

pietra avvenne l’11 maggio 1893 su progetto dell’architetto Guido Quercioli da Roma, con solenne celebrazione eucaristica, e l’inaugurazione avvenne il 17 luglio del 1898. La basilica con tutta la sua imponenza racconta la devozione degli abitanti di Acri per il francescano Lucantonio Falcone, noto a cavallo tra Seicento e Settecento per i suoi miracoli che gli valsero l’elevazione da parte di papa Leone XII nel 1825 al titolo di Beato. Il portale in bronzo pesa 54 quintali. La facciata è realizzata in porfido rosa e presenta svariate decorazioni: nelle quattro nicchie disposte uniformemente su due livelli ed ornate da cornici e lesene sono collocate le statue in marmo di San Francesco d’Assisi, Sant’Antonio da Padova, del Beato Angelo e della Madonna Addolorata. Sopra il portale si può notare un

balcone in pietra rosa caratterizzato da una vetrata su cui è dipinta la Madonna assisa sul trono. Entrando si contano dodici cappelle gentilizie, disposte su due file, in quella centrale è disposta l’urna interamente di bronzo e vetro a tenuta stagna, dove è riposto il corpo ricomposto del Beato. Di particolare pregio, il meraviglioso mosaico creato nell’urna del Beato da Padre Ugolino da Belluno. Procedendo verso il centro si comincia a godere della vista della cupola, alta ben 32 metri con due torri campanarie della stessa altezza, con campane bronzee a movimento elettrico, entrambe rivestite di rame; l’interno della basilica è interamente affrescato con scene che raffigurano i

➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare, Commerciante. Fattoria Didattica, Ristorante e Agriturismo in previsione. Produzione di formaggi, carne, patate, ortaggi con vendita diretta, laghetto per pesca sportiva, area semiattrezzata. Disponibilità per mostrare al pubblico le tecniche di produzione. Associazione Fattore Creativo ONLUS. La famiglia Abbruzzese può vantare un’esperienza nel campo delle produzioni zootecniche lunga ben quattro generazioni, con un nome che sa di bontà: Bio come Biologico. La domanda sempre più attenta e sensibile dei consumatori rappresenta un volano per la diffusione di un modello, che poteva dirsi elitario in passato, ma che oggi è adottato da numerosi produttori come strategia per competere in un mercato sempre più globalizzato, oltre che per rispettare l’ambiente, la salute di lavoratori e compratori ed il benessere degli animali. È anche per questo che l’azienda promuove ogni mese attività didattiche da svolgere in collaborazione con le scuole, perché non si è mai troppo piccoli per capire valori quali il rispetto del corso della natura ed il pregio della semplicità. Tipo di produzione: allevamento, caseificio, macelleria. Prodotti: bovini, ovini, caprini, suino nero di Calabria. Biologico certificato: sì (produzione lattiero-casearia e di macelleria) Vendita diretta al pubblico Fattoria didattica: sì Accesso per diversamente abili Si parla: inglese Carte di credito: sì Periodo di chiusura: sempre aperto

Convento Padri Cappuccini, Acri

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Azienda Agricola Branca Antonella

Torre Rocca dei Bruzzi

Contrada Velaci - 87041 Acri Tel. 0984.953956 lantonella.branca2009@libero.it Cell. 388.3631645 (Antonella Branca) ➜ Tipologia attività: Produzione Agroalimentare; Agriturismo in previsione. Produzione di ortaggi, patate, grano tenero biologico, ciliegeto da legno e allevamento suino nero. Da sempre, la tradizione agricola della Sila Grande ha seguito i ritmi lenti, evitando la meccanizzazione eccessiva e la filosofia del tutto e subito, preferendole un autentico connubio con la Natura, in cui le risorse vengono utilizzate, non sfruttate. In quest’ottica l’azienda di Antonella Branca e le sue produzioni silane tipiche (patate, ortaggi, grano tenero, legno di ciliegio) rispecchiano perfettamente lo spirito con cui nei secoli l’altopiano si è popolato di tante realtà oneste, sincere, legate alla terra e ai suoi doni, qui particolarmente pregiati come il Suino Nero, o rari perché generati da un ambiente unico, come la patata della Sila. Tipo di produzione: agricoltura; allevamento Prodotti: grano, patate, suino nero Biologico certificato: sì (patate, grano) A disposizione per aprire l’azienda al pubblico mostrare le tecniche di produzione Accesso per diversamente abili Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperto

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miracoli del Beato Angelo d’Acri. La città di Acri, che gli diede i natali, e la chiesa che si erge maestosa nel paese hanno inteso rendere omaggio alla figura del Beato Angelo e soprattutto veicolare quanto più possibile la sua grande opera di predicazione e di spirito cristiano, istituendo un piccolo ma suggestivo Museo nei locali dell’ex chiesetta a lui nominata, annessa a quella attuale. In esso sono esposte reliquie del Beato che si aggiungono alle spoglie e al saio originale conservati nella chiesa, oltre a oggetti della sua vita quotidiana e dei frati dell’Ordine dei Cappuccini, ma anche dipinti, statue e testi antichi. A pochi passi dalla struttura si trova la cella del Beato Angelo, quella cella di isolamento del convento nella quale egli soleva ritirarsi. Il Museo del Beato Angelo è di grande importanza sia da un punto di vista storico e religioso (vi accorrono infatti numerosi pellegrini), sia prettamente artistico e museale. Scendendo appena un tornante si incontrano le indicazioni per la seconda meraviglia della cittadina delle acque e dei colli: il Castello di Acri. Già primitivo fortilizio in epoca bruzia prima e romana in seguito, descritto in origine come “Castel Vetere” (ossia molto antico), era sorto a controllo della valle dei fiumi Mucone e Calamo. La forma del castello in origine era

trapezoidale con tre torri poste nella parte più alta, e la quarta inserita nel livello più basso delle mura difensive a controllo del ponte levatoio o della porta a caditoia. Le mura di cinta del castello hanno un diametro di circa 2 metri nella parte più alta del perimetro, mentre le mura del livello inferiore avevano un diametro di circa 4 metri. Visibile fino ai primi del Novecento, la cisterna per l’approvvigionamento dell’acqua in caso di assedio era posta a nord della torre esistente: era alta circa due piani (6 metri di altezza) e larga venti. Nel 1999 furono rinvenute all’interno delle mura del castello parecchie monete di origine greca, tra cui alcune di Sibari, altre di Thurii, ed una sola di Crotone, ora in possesso della Soprintendenza Archeologica della Sibaritide. Nel Medioevo le mura difensive cingevano il quartiere Padìa formando una cittadella che comprendeva anche la chiesa di Santa Maria Maggiore, altro importante monumento religioso di Acri. Elencata nella platea duecentesca del vescovo Ruffino da Bisignano del 1269, vi si ammira sia lo stile romanico che barocco; la volta, un tempo dipinta, per via di un incendio del 1780 è andata perduta. All’interno della chiesa sono state rinvenute nel 2004 e nel 2007 tracce di un tempio paleocri-

Museo del Beato Angelo

Hotel La Fattoria Contrada Labonia - 87053 Celico Tel. 0984.578364 - Fax 0984.579205 info@hotelfattoria.it - www.hotelfattoria.it

➜ Tipologia attività: Hotel, Ristorante, Camping. Ristorazione, albergo, campeggio, strutture sportive (campo da calcio, calcetto, tennis, bocce, minigolf, tavolo da biliardo e pista da bowling). La Fattoria, completamente immersa nel verde e a soli 3 chilometri da Camigliatello Silano, si rivolge in particolar modo al turismo di tipo familiare; un’attenzione assoluta e sincera viene riservata ai bambini, che possono usufruire di ampi spazi all’aperto. A grandi e piccini sono dedicati molteplici servizi ricreativi, dal minigolf al tennis, insieme alla possibilità di toccare con mano la bellezza antica dei luoghi della Sila, dove specchi d’acqua circondati da abeti, pini e faggi che a volte quasi si tuffano nell’acqua creano suggestivi contrasti. A questo si aggiunge una cucina tipica e genuina che trova il suo cavallo di battaglia nelle specialità di funghi porcini, preparate in particolare durante la Sagra del Fungo (ottobre). Categoria: ★★★ Accesso per diversamente abili Servizi: sala lettura, sala TV, sala convegni, noleggio bici, connessione internet, terrazzo, parco giochi, giardino, area barbecue e piazzole per il campeggio, possibilità di praticare vari sport, degustazioni. Si parla: inglese, francese, tedesco Carte di credito: sì Numero camere: 51 (7 suites), tutte con bagno Posti letto: 104 Camere con: riscaldamento, cambio biancheria, servizio pulizie, telefono, TV, zona soggiorno, asciugacapelli.

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Azienda Agricola Eredi Filicetti Francesco Attilio

Ristorante La Veranda Hotel 660

Chiostro Convento dei Cappuccini, Acri

di Tenuta Snc Via Cocozzello 83-87 - 87041 Acri Tel. e fax 0984.949201 Cell. 380.3685861 (Tenuta Antonio) giuseppe.tenuta@tiscali.it laveranda1985@libero.it www.ristorantelaveranda1985.com

Località Iona - SP 247 - km 33 (Ex SS279) 87053 Celico Tel. e fax 0984.579035 Cell 347.4981021 (dott.ssa Maria Filicetti) agricolafilicetti@virgilio.it www.agricolafilicetti.it ➜ Tipologia attività: Agricola e zootecnica. Allevamento di bovini da carne e da latte, coltivazione “Patata della Sila IGP”, produzione latte “Alta Qualità” per “Caciocavallo Silano DOP”, degustazione prodotti tipici. Passeggiate ed escursioni per le strade poderali ed i sentieri nel bosco. In allestimento Agriturismo con Fattoria Didattica e Punto Ristoro. L’azienda si caratterizza per una consolidata esperienza e tradizione che si tramanda da più generazioni, in quanto la famiglia Filicetti è da sempre dedita all’agricoltura in questa zona suggestiva dell’Altopiano Silano. Siamo nella parte alta del torrente Lagarò-Rosario, ai limiti dell’antica foresta “Serra della Guardia”: è qui che Francesco Attilio Filicetti, a partire dalla prima metà del secolo scorso, ha realizzato una delle aziende agricole più esemplari del comprensorio. Oggi, i familiari del fondatore continuano l’attività con competenza e dedizione, mantenendo integre le caratteristiche e le tradizioni tipicamente montane delle produzioni praticate, valorizzando un’area rurale che regala uno scenario quasi bucolico. L’azienda si estende su circa 170 ettari di proprietà, sui quali l’attività agricola esercitata garantisce le esigenze di qualità e genuinità, strettamente collegate all’uso delle risorse naturali. L’azienda è inserita nei sistemi di controllo per la produzione della “Patata della Sila IGP” e del “Caciocavallo Silano DOP”. Tipo di produzione: agricoltura e allevamento. Prodotti: foraggi, orticole; bovini da latte e da carne, Patata della Sila IGP, latte “Alta Qualità”. Vendita diretta al pubblico Accesso per diversamente abili Si parla: inglese Carte di credito: no Periodo di chiusura: sempre aperto

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stiano. Scendendo ancora si incontrano finalmente l’agglomerato urbano principale e gli altri monumenti religiosi della città: la chiesa dell’Annunziata, in cui sono di particolare rilievo il campanile su tre piani in pietra bianca, gli affreschi di Raffaele d’Alvisio e l’antichissimo affresco di stile bizantino-gotico recentemente scoperto nella chiesa antica, ora trasformata in sacrestia; la chiesa e convento dei Padri Cappuccini del 1590 che conserva vicino all’altare la statua della Madonna dei Bisogni, consegnata al popolo di Acri dal Beato Angelo; la chiesa di Santa Caterina, dove si ritrovano una tela di Cristoforo Santanna, una tela del trionfo della Croce di artista ignoto del XII secolo, un olio su tela del XVI secolo ed una tela di Santa Caterina del XVII secolo; la chiesa di San Nicola da Belvedere, nell’antico quartiere Casalicchio, di cui si racconta per la prima volta nel 1070, in occasione del

Palazzo Padula, Acri

regalo che la Regina Giovanna d’Angiò fece a Simone Cofone conte di Acri e di Padìa; e infine la chiesa della Madonna del Rinfresco. A quest’ultima è legata la leggenda secondo la quale venne edificata dal parroco De Piris nel 1521 in seguito all’apparizione della Madonna ad un’anziana signora del luogo che, andando a lavare il bucato al fiume e stanca per il lavoro, si fermò per dissetarsi e invocò la Vergine, che comparve all’improvviso chiedendole di far costruire un pozzo forni-

➜ Tipologia attività: Ristorante, B&B, Hotel Cucina tradizionale di ricette calabresi e nazionali. Ospitalità in B&B e Hotel. Il ristorante La Veranda, in perfetta sintonia con l’ambiente, offre ogni giorno, grazie alla competenza del suo staff, una personale interpretazione della tradizione, non solo calabrese ma anche tipicamente acrese. Nei piatti si trova l’essenza del territorio, lo spirito della gente di un tempo, suggestioni figlie del vissuto dei proprietari. Il leit motiv è “riscoprire, riportare alla luce i sapori perduti della tradizione e rinnovarli”, in un contesto moderno e innovativo, lo stesso in cui si inserisce il nuovissimo Hotel 660, un contesto che si mantiene comunque rispettoso della storia dell’uomo, in Sila da sempre in armonia col territorio. Accesso per diversamente abili Si parla: inglese Carte di credito: sì Ristorante Servizi: degustazione prodotti tipici e di produzione propria. Giorno di chiusura: mercoledì Numero coperti: 100 Ristorazione all’aperto: 40 posti Specialità a tavola: frittelle tipiche, verdure sottolio, ragù di capra, trippa, dolci e crostate della casa, vini e liquori tipici. Cucina tipica. Menu per sportivi. Hotel Categoria: ★★★ Servizi: sala lettura, sala convegni, sala TV, connessione internet, deposito bagagli/attrezzature. Terrazzo, piazzale, terreno a disposizione ospiti. Numero camere: 18 (9 singole, 9 doppie) Posti letto: da 36 a 40 Camere con: riscaldamento, aria condizionata, cambio biancheria, servizio pulizie, TV, telefono. Giorno di chiusura: mercoledì

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Azienda Agrituristica Val Calamo

Ristorante del Cacciatore

Museo Civico d’Arte Contemporanea Silvio Vigliaturo

Contrada Gammarossa 40 - 87041 Acri Tel. 0984.947227 Cell. 339.7828882 (Michele Angelo Cozzolino) info@ristorantepizzeriadelcacciatore.com www.ristorantepizzeriadelcacciatore.com

Via San Zaccheria - 87041 Acri Tel. e fax 0984.941287 Cell. 329.7235573 (Michele Curto) info@valcalamo.it - www.valcalamo.it ➜ Tipologia attività: Agriturismo, Campeggio, Ristorante, Produzione Agroalimentare e Fattoria didattica. Ortaggi, frutta, verdura e vino. Ricettività agrituristica, punto ristoro, piatti tipici con prodotti di quasi esclusiva provenienza aziendale e metodi naturali. Attività di educazione ambientale ed equitazione. Su una splendida collina che sovrasta l’intera valle del fiume da cui l’agriturismo Val Calamo prende nome, è possibile toccare con mano la vita di fattoria, assaporare la vera frutta di stagione, le uova o gli ortaggi appena raccolti, apprendere metodi di coltivazione quasi dimenticati, inventarsi contadini e partecipare alla produzione dei latticini, del miele e dei vini. Anche il bosco e il sottobosco riservano deliziose sorprese, come erbe spontanee o piccoli frutti selvatici. Occasione da non perdere per ritrovare gli antichi piaceri di una volta, accompagnati da un’offerta ricreativa e outdoor che trova il punto di forza nel Club Trekking Val Calamo. Servizio ristorazione e pernottamento Accesso anche per diversamente abili Servizi: sala lettura e TV, lavanderia e stireria, deposito bagagli, connessione internet, terrazzo, giardino, area barbecue. Noleggio bici, escursioni a cavallo, escursioni guidate, bocce, pesca sportiva, mtb, osservazione animali. Attività per bambini, ragazzi, anziani e per persone diversamente abili. Partecipazione attività aziendali, corsi degustazione, corsi cucina locale. Accoglienza animali domestici. Carte di credito: no Numero camere: 3 Camere con: riscaldamento, servizio pulizie, cambio biancheria, zona soggiorno. Numero miniappartamenti: 1 monolocale Posti letto totali: 15 Periodo di chiusura: settembre/ marzo Ristorante aperto anche a chi non soggiorna (solo su prenotazione) Degustazione e vendita prodotti tipici aziendali. Menu per sportivi. Numero coperti: 50 Specialità a tavola: frittelle ai fiori d’acacia, pasta fatta in casa, arrosti, crostate, liquori della casa.

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to dell’acqua di una fonte sacra che lei avrebbe provveduto a creare nel luogo in cui si incontrarono, per benedire in tal modo quella terra già bagnata da troppo sangue umano (cento anni prima, infatti, nel 1462, Acri aveva vissuto il peggiore assedio della sua storia ad opera dell’esercito aragonese proprio in quel luogo, lo stesso in cui esisteva la Giudeica, l’antico quartiere ebraico). Sempre secondo la leggenda locale, inizialmente la donna raccontò la storia dell’apparizione al parroco, che dopo qualche titubanza iniziò i lavori, e a poco più di un metro dal luogo prescelto sgor-

➜ Tipologia attività: Ristorante Cucina di qualità e dai sapori antichi, specialità cacciagione. Il Ristorante del Cacciatore offre ai suoi clienti i piatti della tradizione calabrese reinterpretati in gustose varianti che propongono sapori e profumi spesso dimenticati. Un menu curato nei minimi dettegli, vario e fantasioso, conduce i visitatori alla scoperta di antipasti, carni e pesci, secondi e ottimi dolci fatti in casa, in un tripudio di aromi e gusti che sanno di rustico. Una cantina particolarmente fornita, oltre alla competenza del personale, troveranno sempre il vino giusto da accostare a ogni piatto. Accanto al menu tradizionale, il ristorante prepara anche ottime pizze cotte rigorosamente nel forno a legna e condite con ingredienti genuini e verdure di stagione. L’ambiente familiare, le sale climatizzate e l’atmosfera rilassata rendono la cena un momento ideale per famiglie e comitive.

gò presto un’acqua freschissima, limpida e abbondante; il pozzo divenne luogo di culto e di pellegrinaggio, dal momento che l’acqua era naturalmente ritenuta miracolosa, e i primi a bere erano sempre i bambini portati in processione. Successivamente si eresse alla fine del 1540 la chiesetta, ma dell’originario splendore non rimane nulla a causa dell’incendio avvenuto a metà dell’Ottocento. La chiesa fu ricostruita ed ogni anno viene ancora oggi ripetuta una solenne celebrazione, con l’usanza di portare una bottiglia d’acqua ai propri

Accesso per diversamente abili Servizi: telefono, fax. Degustazione piatti tipici e salumi acresi. Carte di credito: sì Periodo di chiusura: mercoledì (pranzo periodo estivo) Numero coperti: 80 Ristorazione all’aperto: 80 posti Specialità a tavola: pane ripieno, primi piatti ai funghi porcini, agnello e carne alla brace, dolcetti di miele e mandorle. Cucina tradizionale, rustica.

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TAPPA IN VIAGGIO SEGUENDO LO SPIRITO

cari o di berne un bicchiere chiedendo soccorso alla Madonna. Non è un caso che l’acqua sia al centro della devozione degli abitanti di Acri. Fin dall’antichità, era nota la presenza di fonti d’acqua sul territorio: Acri era infatti chiamata dai Romani Idrusia, “la città delle acque”. Ancora oggi possiamo vedere alcune splendide fontane nei curati giardini centrali della cittadina. Le più antiche fontane della città sono la Fonte del Rinfresco, ubicata, si dice, fin dall’anno Mille nell’antico borgo della Giudeica, e la Fonte di Pompio, le cui acque lustrali erano sacre a Hermes Psicopompo. Prima di lasciare Acri, è consigliata anche una visita dei suoi palazzi nobiliari: Palazzo San Severino-Falcone, Palazzo Julia, Palazzo De Simone-Julia (un esempio delle cosiddette “case impalazzate”, edifici caratterizzati da una costruzione architettonica unica esternamente ma suddivisa internamente in tre piani sovrapposti), Palazzo Spezzano della famiglia omonima e Palazzo Padula (dal nome del poeta Vincenzo Padula che ne fu proprietario e sul cui portone ancora oggi si può notare il suo stemma raffigurante un calamaio con due penne), Palazzo Astorino Giannone (con la sua biblioteca e i suoi mobili settecenteschi), e Palazzo Civitate, legato al rapimento e all’uccisione, da parte di tre noti capibanda di briganti, dei tre figli maschi della nobile famiglia e della strenua caccia che diede loro la madre Rosanna La Pera, rimasta vedova del marito Giuseppe, morto dal dolore per la perdita della prole. Sotto il muro di gronda sono ancora oggi visibili le tre “caggiarole”, ovvero le gabbie che avrebbero accolto le teste recise dei tre assassini dei Civitate. Ma Acri custodisce gelosamente anche importanti tradizioni artigiane che spesso sono sfociate in una vera e propria forma artistica, specialmente grazie al genio creativo di personaggi come Silvio Vigliaturo, il grande

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itinerario outdoor

Trekking

Sentiero della Foresta del Tasso

Sala del MACA

maestro della vetrofusione. La sua opera è oggi diventata oggetto di una mostra permanente all’interno del MACA, il Museo Civico d’Arte Contemporanea Silvio Vigliaturo di Acri. Questo è il luogo ideale da cui partire per una scoperta della Sila spirituale, attraverso l’anima delle 237 opere donate dall’artista al Museo, che ha aperto la strada a incontri didattici, convegni, esposizioni di artisti internazionali e ha permesso ad artigiani locali come Alessandro Aiello, creatore della Vetreria Artistica Vetrò, di poter avviare e veder crescere la propria attività, portando innovazione e originalità e condividendo con l’agreste e la perfezione della Natura silana un valore che accomuna tutti i luoghi di questo itinerario dello Spirito: la purezza. Nel campo della musica, sono infine da segnalare le chitarre a battente, un particolare tipo di strumento a dieci o dodici corde tipico del Mezzogiorno.

Località di partenza e arrivo Spezzano della Sila, fraz. Moccone, di fronte alla stazione ferroviaria (in disuso) Lungo il percorso Moccone, Sciovia del Tasso, Manca di Zolfo Difficoltà T (itinerario escursionistico - turistico) Dislivello + 216 metri – 216 metri Tempo di percorrenza 2 ore Fondo stradale 74% sterrato 23% asfalto 3% lastricato 1,08 km sterrato – 610 m asfalto – 620 m sterrato – 130 m lastricato – 1,68 km sterrato – 420 m asfalto Quota massima raggiunta 1451 metri slm, vetta di monte Tasso Lunghezza del percorso 4,54 km Segnaletica Segnaletica CAI 421a e Parco Nazionale della Sila nr 14 Come arrivare Da Camigliatello si prende la strada comunale per la frazione Moccone; arrivati alla frazione si può parcheggiare di fronte alla stazione ferroviaria in disuso.

L’

itinerario inizia alla stazione di Moccone delle Ferrovie della Calabria, che vedeva decenni fa sostare le locomotive a vapore, simbolo assoluto della meccanizzazione del mondo e dell’accorciarsi delle distanze tra gli uomini, insieme alle carrozze realizzate nel secondo e terzo decennio del Novecento, dismesse nei primi anni Settanta.

Descrizione: dalla stazione ferroviaria si attraversa la strada e oltrepassata l’area picnic si giunge di fronte al pannello informativo dell’itinerario. Superato il bel ponticello su un rio si sale per il tracciato all’ombra dei pini larici caratteristici della zona. Il percorso, sempre opportunamente indicato da segnavia, prosegue relativamente piano nella fitta pineta fino a incontrare un’area gioco e picnic, oltre ad alcune fontane. Sbucati sulla SS177 si raggiunge il piazzale antistante la cabinovia di monte Curcio e la pista da sci utilizzabile anche nel periodo estivo per la specialità di mountain bike downhill. L’impianto sciistico di Camigliatello Silano, inaugurato nel 2002, è caratterizzato da un sistema di risalita ad alta tecnologia, dotato di un’ovovia con cabine chiuse a gancio automatico, con portata oraria di 1800 persone e una lunghezza di quasi 2 chilometri. Si prosegue in discesa tra i pini e dopo circa 200 metri un cartello sulla sinistra fa abbandonare l’asfalto e riprendere la sterrata; dopo aver superato un bel ponticello sul torrente si raggiunge la Fontana del Pecoraro. Proseguendo si incontrano nuovamente un ponticello e la Fontana del Tasso, il sentiero procede in salita su un caratteristico fondo lastricato. Raggiunto un pianoro sterrato si incontra un bivio con l’incrocio del sentiero nr 421a, dove bisogna tenere la sinistra in direzione Monte Scuro. Dopo una breve discesa inizia la salita per raggiungere la vetta del monte Tasso, segnalata da punto IGM, immerso nel pieno del magnifico contesto silano e posto al culmine del profilo altimetrico del sentiero (la traccia è indicata da cartelli e segnavia, ma può essere evitata tagliando verso destra lungo il sentiero nr 421a, rinunciando però alla vetta del monte Tasso). Una serie di bivi non sempre ben segnalati portano ad uscire dal bosco per incontrare le prime case di Moccone dove è presente una fontana; da qui per strada asfaltata comunale si raggiunge via Torquato Tasso (che da Camigliatello Silano si dirige verso gli impianti di risalita), e svoltando a destra dopo la salita si ritorna alla stazione di Moccone. Da non perdere Torre Federici (visita guidata, prenotare), che si può raggiungere nello spostamento tra Camigliatello Silano e Moccone, particolare per i laghetti generati da risorgive.

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La Sila si veste di bianco La Sila è un paradosso paesaggistico che ci riporta a certe composizioni surreali, che ottengono il loro fascino accostando tra loro oggetti eterogenei e disambientati (…). Sembra a tratti di essere caduti in un angolo della Scandinavia, con i pini silani più alti e più snelli degli abeti nordici. Guido Piovene

N

eve per molti significa sci alpino, emozioni in alta quota presso impianti sportivi sempre più all’avanguardia e naturalmente dotati di ogni comfort; per altri la stagione invernale è sinonimo di passeggiata con le racchette da neve, nel silenzio dei boschi, magari seguendo le tracce lasciate dagli animali selvatici sul manto candido che ricopre il sentiero. Altri preferiscono invece i cosiddetti “sci stretti” per affrontare gli itinerari nel cuore della natura più selvaggia e ancestrale.

Il bosco addormentato Nei boschi in Sila la presenza della neve si avverte in ogni dove. A terra come in alto, tra gli ultimi rami che sfiorano il cielo. Un abbraccio fatto di silenzi ovattati e di scenari insoliti, regalo dell’inverno che ama stupire. La neve si appropria dei paesaggi che incontra, lentamente, nevicata dopo nevicata, copre con il suo manto bianco una natura pronta ad accoglierla, proprio quando, ormai esausta per aver portato a termine un altro lungo ciclo, ha preparato alberi, prati e arbusti ad affrontare la stagione più fredda dell’anno. Grandi fiocchi che scendono in batuffoli bianchi, fitte tempeste o solitarie spruzzate che danzano nell’aria dal monte Botte Donato verso il basso: la neve si adegua alla superficie delle cose, soffermandosi sui profili delle staccionate, ridisegnando i tetti delle aziende agricole, sostando ostinata sul più sottile dei rami, in precario equilibrio

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sulle piccole bacche tonde o, ancora, aggrappata alle fessure verticali tra la corteccia dei grandi tronchi del pino laricio. Il bosco, nelle sue infinite sfaccettature, è forse l’ambiente che meglio di tutti riesce a farsi interprete delle suggestive atmosfere invernali della Sila Grande. E in questa Sila che deriva lo stesso nome dalla “silva” latina che identificava proprio una fitta selva boscosa, in una dimensione in cui tutto appare sospeso, ritratto nell’istante esatto in cui il tempo sembra essersi fermato per conservare, sotto la neve, il sonno della natura fino a primavera, tra altissimi faggi, abeti e pini larici ci muoviamo con le ciaspole contemplando paesaggi da fiaba. Un buon livello di innevamento crea un microclima favorevole alla vita, grazie a temperature accettabili sia per la fauna che per la vegetazione, evitando le “bruciature” da freddo riscontrabili in assenza di neve. Il bosco quindi, con le sue meraviglie e le sue creature, è davvero lontano da sprofondare in un sonno profondo e, anche d’inverno, custodisce per chi sa “ascoltare” e per chi sa “vedere” innumerevoli sorprese, da scoprire lasciandosi catturare dalla magia degli alberi. Sono tante le sensazioni e le emozioni che si possono provare al ritmo lento del camminare, nel grande polmone del Mediterraneo. Nella Sila Grande, nel “Gran bosco d’Italia”, gli amanti dell’outdoor possono ammirare paesaggi innevati mozzafiato, che suscitano profonde emozioni quando regna il silenzio ovattato dalla neve.

Il Grande Nord del profondo Sud “È ‘na Sila!” si dice nel cosentino, intendendo con questo che la Sila è un posto freddissimo. Effettivamente il freddo invernale, pungente e lungo, caratterizza il clima silano: questo perché nella Calabria settentrionale si hanno variazioni idrogeologiche notevoli dovute alla conformazione geografica particolare: un’esile striscia pianeggiante lungo la costa tirrenica, seguita dalla rapida elevazione della Catena Costiera, da un nuovo abbassamento nella Valle del Crati, dall’elevazione della Presila e della Sila stessa, e infine dalla discesa collinare del Crotonese e delle steppe joniche. L’aria fine e profumata è la più pulita d’Europa, almeno stando ai recenti studi di due esperti mondiali di nanopatologie. Secondo le analisi, infatti, l’aria della Sila contiene addirittura meno polveri di quella delle isole Svalbard, vicino al Polo Nord, che sono quasi disabitate e senza strade. La parte più interna ed alta della regione calabrese può davvero apparire, agli occhi di un visitatore che venga qui per la prima volta, come una sorta di “Grande Nord del Sud”. Una tale impressione non è affatto azzardata se si pensa che tra il Settecento e i primi del Novecento, colti viaggiatori stranieri, scesi in questa terra di confine considerata una vera e propria frontiera del Grand Tour, una volta al cospetto delle montagne della Calabria si appuntarono sui loro diari comparazioni geografiche davvero curiose. Questo perché, in anni in cui la cultura europea misconosceva la Calabria, era difficile dar conto di una realtà ambientale tanto inattesa per viaggiatori che avevano visto mezzo continente, se non ricorrendo a paragoni con luoghi più noti all’opinione pubblica. Il risultato di una vacanza in Sila, in qualsiasi periodo dell’anno ma forse specialmente nella stagione fredda, è un’emozione che nessuna macchina fotografica di ultima generazione è in grado di trasmettere adeguatamente, e che a chiunque, nessuno escluso, resta per sempre stampata nella memoria e nel cuore. Muoversi sulla neve con le ciaspole Una tranquilla passeggiata sulla neve consente osservazioni di grande interesse: le racchette da neve consentono di muoversi in paesaggi intatti, di riappropriarsi di ambienti selvaggi e valli incontaminate, di entrare in piena sintonia con la natura. Con le ciaspole ai piedi il trekker può percorrere

lunghe distanze con poco dispendio di energia, calpestando la migliore alleata per la scoperta delle tracce lasciate dagli animali. Per le persone che appartengono al corpo forestale, o sono ricercatori, l’individuazione delle impronte e dei segni lasciati sulle cortecce, peli, carcasse di animali predati e giacigli, sono la chiave di lettura per stabilire quali e quanti esemplari sono presenti sul territorio. Gli escursionisti che amano muoversi nella neve con le ciaspole e con gli sci da fondo trovano in Sila gli ambienti ideali, talvolta già innevati prima ancora delle ben più famose località alpine e appenniniche del Nord, e che regalano silenzi e terse atmosfere invernali alle quali nessuno dovrebbe sottrarsi. Nonostante la quota limitata e la vicinanza al mar Jonio e al Tirreno, l’inverno trasforma questa terra in un invito irresistibile per gli amanti degli sport invernali, un ambiente, anzi, non ancora conosciuto quanto meriterebbe dagli appassionati di queste attività che trovano qui una palestra naturale decisamente sicura e fruibile da adulti e bambini, grazie alla conformazione tipica dell’altopiano, che sviluppandosi a quote superiori ai 500 metri, ma lungo distese pianeggianti, non prevede rispetto, alle vette alpine e alle stesse pendici del Pollino, alcun ripido pendio e di conseguenza nessun pericolo di slavine o valanghe. Da nord a sud, in linea d’aria l’altopiano silano si estende per più di 40 chilometri, almeno 30 da est ad ovest. Le grandi distese arboree che lo ricoprono sono interrotte da catene parallele di monti che arrivano a sfiorare i 2000 metri di quota, e il clima particolarmente rigido e la quota relativamente alta consentono alla neve di sostare addirittura da dicembre ad aprile, un regalo a tutti gli amanti delle innumerevoli attività invernali. Sono numerosi i sentieri che, apprezzati nella bella stagione da escursionisti e amanti della bicicletta, si prestano splendidamente anche ad essere percorsi con le racchette da neve, complici le intense nevicate che solitamente imbiancano la Sila; un esempio su tutti la Via delle Vette. L’arte degli sci stretti Sono tracce sulla neve, bianco su bianco quasi a confondersi. Sono sci delicati e sottili, affascinante interpretazione dell’outdoor invernale. Lungo immensi pianori dove lo sguardo si perde, nasce la

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sintonia tra il fondista e la natura. Tracce candide, lisce e perfette corrono lontano, ma gli sci si muovono grazie ad una combinazione leggera ed elegante di spinte, senza le quali diventa impossibile scivolare sulla superficie compatta. E poi il nastro bianco, preparato con cura dai gatti battipista, si arrampica in salita, chiede al fondista di seguirlo senza aiuti, solo con la forza di braccia e gambe, per conquistare altri paesaggi, altri orizzonti. Il silenzio e il respiro si confondono, gli spazi immacolati si lasciano violare dagli sci sottili e leggerissimi, come se uomo e natura avessero siglato un patto di rispetto reciproco. Un’altra motivazione da non dimenticare è l’accessibilità del fondo, che offre davvero a tutti l’opportunità di provare a scivolare sulla neve in sicurezza, a contatto con l’ambiente naturale in pieno inverno. Anche se è la prima volta e non avete mai messo gli sci prima. Anche se non avete equilibrio, se non siete allenati e se il vostro primo pensiero è una fetta di torta in rifugio. Scegliere quando partire, dove fermarsi e quando tornare sono elementi fondamentali perché non è importante il numero di chilometri percorsi ma il piacere di muoversi sulla neve, senza ritmi o traguardi imposti, solo con il desiderio di scegliere un’attività salutare per conoscere ed esplorare il volto più affascinante di ambiente naturali intatti e dall’incredibile fascino. In Sila Grande le zone sicuramente più ricche di sentieri percorribili con gli sci stretti si sviluppano in particolare su tre aeree: sul fondovalle del Cen-

IDEE

PER CAMMINARE SULLA NEVE

• Il Sentiero della Fiumarella segue il Sentiero Italia e permette agli escursionisti di giungere sulle rive dei bacini artificiali di Arvo e Ampollino lungo percorsi panoramici. Il primissimo tratto, dal lungolago dell’Arvo, è quasi sempre poco innevato, quindi consigliabile farlo con gli scarponi, il restante 80% del percorso è su strada sterrata e assolutamente ideale per le ciaspole. • Vari sentieri che si sviluppano presso il lago Cecita, in particolare quello che dal Centro Visite Cupone raggiunge il villaggio Zarella, molto suggestivo per i paesaggi attraversati e adattissimo anche allo sci escursionismo. • Il Trekking dell’Ariamacina, che è da percorrere esclusivamente da dicembre a febbraio poiché l’esposizione è a sud e si sviluppa intorno al luogo incantato del lago, circondato dalle fitte foreste di faggio e pino laricio e da ampie praterie. • Gli itinerari della Riserva Naturale del Tasso, in particolare il nr. 3, il più affascinante e fruibile da dicembre a marzo inoltrato; presenta un’esposizione a nord e in alcune giornate già alle due del pomeriggio inizia a fare buio, a causa della vicinanza delle montagne.

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tro Fondo Carlo Magno, nei pressi di Lorica, dove alcuni anelli di diversa lunghezza si inoltrano nel silenzio più cristallino permettendo la conoscenza del volto più affascinante di ambienti naturali intatti e dall’incredibile fascino; nel primo tratto della Strada delle Vette, molto frequentata dai trekkers come dai bikers durante la bella stagione, e che collega il Valico di Monte Scuro al panoramicissimo monte Botte Donato; nella zona di Silvana Mansio, dove ogni inverno, in particolare da dicembre a febbraio, vengono regolarmente battute alcune piste per tutti gli appassionati di questo sport faticoso quanto appagante. Impianti per tutti i gusti Il fiore all’occhiello della ricettività turistica per l’inverno dei più sportivi che vanno in vacanza in Sila è probabilmente il Centro Sportivo di Tasso Monte Curcio: a quota superiore ai 1800 metri, l’impianto è dotato di una nuovissima ovovia con 52 cabine chiuse da 8 posti ciascuna a sgancio automatico, per una portata oraria di 1800 persone. Quota di partenza 1368 metri, quota d’arrivo 1765 metri, per un dislivello di 379 metri e una lunghezza di 1809 metri. Gli impianti di risaliti sono ad alta tecnologia e permettono anche a turisti con disabilità motorie di non perdersi la magia irripetibile dell’alta quota calabrese. Sul piazzale è possibile noleggiare sci, abbigliamento sportivo e smorzare i morsi della fame con un delizioso panino nella vicina paninoteca. Ben due rifugi accolgono il turista, uno presso la località di partenza, Tasso, uno all’arrivo Monte Curcio, entrambi predisposti con sala bar e servizi. Le piste del complesso sono due: la pista rossa, lunga 2050 metri, e la pista blu, che arriva a 2220 metri. L’impianto è aperto tutto l’anno dalle ore 9:00 alle ore 16:00. (Tasso - Monte Curcio Camigliatello Silano - Tel. 0984.579400). Meta di moltissimi sciatori è anche il Complesso Sportivo di Cavaliere - Monte Botte Donato, che si colloca a due passi dal lago Arvo, nella splendida Lorica. È dotato di funzionali impianti di risalita, che vengono gestiti dall’ARSSA. Le piste sicuramente più suggestive sono quelle alte della bella e fredda Valle dell’Inferno: Inferno I è lunga 810 metri, Inferno II è

950. La quota di partenza è di 1.665, quella d’arrivo (a Codecola di Coppa) è di 1.877 metri. Il dislivello è quindi 212 metri, la lunghezza è 773 metri. La velocità d’esercizio è di 2,8 m/s. (ARSSA impresa funivia - Tel. 0984.537093 / 537300. Rifugio Botte Donato - Tel 0984.537301). Restando nell’ambito delle piste tracciate per lo sci, gli amanti del fondo possono usufruire di 3 anelli da 3, 5 e 7 chilometri, situati a quota superiore a 1500 metri, dell’impianto Centro Fondo Carlomagno, che si colloca tra le località Silvana Mansio e Lorica. Il complesso sciistico per lo sci da fondo ubicato sull’altopiano della Sila, è quello posto più a sud di tutta Europa. Il complesso sportivo dispone di un moderno rifugio montano gestito da una cooperativa che offre ristoro e nella quale si possono noleggiare gli sci. Il Centro è posto in una posizione dominante e soleggiata, immerso in uno straordinario scenario naturale incontaminato, che non a caso ormai da qualche anno è stato scelto per ospitare i campioni dello sci di fondo “Sci Club Montenero” di San Giovanni In Fiore e quelli dello Sleddog, che proprio su queste piste praticano gli allenamenti e le gare (Centro Fondo Carlo Magno - Tel. 0984. 99319). Sleddog: “Dogs on the snow” In Sila la neve richiama alla mente anche un evento particolare: l’emozione di filare leggeri sulla neve soffice, in un suggestivo scenario, trainati dai meravigliosi cani husky con gli occhi grigio-azzurri, su slitte apparentemente fragili, ma in realtà straordinariamente resistenti. Le condizioni necessarie per praticare lo Sleddog sono l’amore per gli animali e per la natura, oltre naturalmente ad una grande passione per le sfide con sé stessi e con l’ambiente che ci circonda. Questa particolare attività invernale con il tempo si è trasformata in un vero e proprio sport con gare internazionali di differenti lunghezze: l’incantevole scenario dei Parchi Nazionali del Pollino e della Sila, dal 2007 ospitano nel mese di febbraio “Dogs on the snow”, la traversata con i cani da slitta che porta ogni anno sull’altopiano campioni internazionali della disciplina. Da Carlomagno al Cupone, da Croce di Magara a Lorica, la corsa non competitiva tocca alcune delle località più belle della Sila Grande; nelle varie pause tra una tappa e l’altra, grazie alla generosa disponibilità degli atleti e dei loro bellissimi cani, gli spettatori possono vivere l’emozione di essere musher per un giorno. Un’esperienza decisamente diversa dall’idea di fruizione turistica della montagna tradizionale, unica nel suo genere e che permette di coniugare il mondo animale con la passione per la natura e lo sport.

Altipiani Eventi e Turismo Punto vendita “La Bottega della Montagna” Via Roma 101 87052 Camigliatello (Spezzano della Sila) Tel. 0984.578766 Cell. 339.2642365 (Ivan Franco Vigna) info@inaltipiani.it www.inaltipiani.it ➜ Tipologia attività: Servizi, Commerciante Guida Ufficiale del Parco Nazionale della Sila, Guida Ambientale Escursionistica, turismo scolastico, turismo sociale, turismo eco-sostenibile. Servizio navetta, noleggio attrezzature sportive, abbigliamento e attrezzature tecniche da montagna, editoria sulla montagna e carte e guide dei sentieri. Un impegno eccezionale, quello che i ragazzi di Altipiani stanno mettendo ormai da qualche anno nella valorizzazione turistica della Calabria, con riferimento particolare all’area silana, attraverso la promozione di iniziative compatibili con le peculiarità del territorio. Ambiente e tradizione, tempo libero e intrattenimento sono i principali ambiti di intervento, con un’offerta articolata di servizi realizzati con le migliori attrezzature e avvalendosi di personale altamente qualificato per soddisfare ogni particolare esigenza, sia di gruppi organizzati che di singoli visitatori. Tipo di servizi: turistici Attività: escursioni guidate, mountain bike, osservazione animali, sci di fondo escursionistico, escursioni con racchette da neve, orienteering. Ulteriori servizi: accompagnamento non vedenti. Attività per bambini, ragazzi, anziani e persone diversamente abili. Visite al centro storico, partecipazione alle attività aziendali, corsi di degustazione. Si parla: inglese Carte di credito: sì Giorno di chiusura: martedì (da giugno ad ottobre sempre aperto)


Gli itinerari Dislivello + 480 metri circa Tempo di percorrenza 2.30 ore Periodo consigliato da gennaio a marzo

1° itinerario / ciaspole o sci di fondo Dal Villaggio Zarella a Serra Ripollata Località di partenza Villaggio Zarella (m 1334), Spezzano della Sila Località di arrivo Serra Ripollata (m 1668) Difficoltà E Dislivello + 350 metri circa Tempo di percorrenza 3.30 ore Periodo consigliato da gennaio a marzo Da Cosenza si imbocca la SS107 per San Giovanni in Fiore e superato Camigliatello Silano si esce allo svincolo Croce di Magara-Germano. Si prosegue per Germano. Circa 8 chilometri dopo il bivio, passato il Lago di Ariamacina e un agriturismo, si devia a sinistra per Villaggio Zarella. Si lascia l’auto dove c’è il cartello indicante il villaggio o poco più avanti, prima delle case dove la stradina si biforca. Descrizione: ci si incammina sulla stradina a sinistra e, poco dopo, facendo attenzione sulla destra, si devia in questa direzione oltrepassando una sbarra e proseguendo oltre lungo la stradina nel bosco. Al successivo bivio girare a destra, tralasciando la via che continua dritta, salendo in un magnifico bosco di pini larici, tra i più monumentali della Sila. Si passa a monte di Villaggio Zarella. Al bivio andare a sinistra. Si prosegue sempre lungo la larga stradina principale superando varie radure e salendo gradualmente ma costantemente. Superata una sbarra si accede all’area sommitale, a un valico che immette al trivio sotto la larga gobba che sale verso la cima di Serra Ripollata, con ampi e panoramici pianori. Sotto di essa di allarga la magnifica conca di Macchialonga.

2° itinerario / ciaspole o sci da fondo Da Caporosa ai Colli Perilli Località di partenza Caporosa (1290 m), Aprigliano Località di arrivo Colli Perilli (1776 m) Difficoltà E

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Dall’autostrada Salerno-Reggio Calabria si esce allo svincolo di Altilia Grimaldi, in direzione Colosimi e da qui si prosegue per la Sila; al bivio di Bocca di Piazza si gira a sinistra e, superato il villaggio di Poverella, si prende a destra verso Caporosa. Con l’auto si sale alla chiesetta con uno spiazzo e dei fabbricati posta poco più in alto delle case di Caporosa. Descrizione: parcheggiato il mezzo motorizzato si imbocca la stradina alle spalle del caseggiato che sale verso il bosco. Al bivio, posto poco al di sotto di un casotto in muratura (sulla sinistra), si prende a destra e si procede a mezza costa sulla pendice della valle, lungo una larga stradina a fondo naturale immersa nel bosco di pini e faggi. Si guada un ruscello. Subito dopo, al bivio, s’imbocca la deviazione a destra in salita, dove c’è una sbarra. La cantoniera prende quota con alcuni tornanti, nella penombra di un giovane bosco di pini. Ad un successivo bivio si prende a destra e si passa sopra un ruscello che è intubato sotto la stradina. La foresta diviene più matura, con splendidi esemplari di pini e faggi. Si raggiunge così, dopo circa un’ora, il crinale contrassegnato da una recinzione in filo spinato. La stradina piega a sinistra e costeggia la recinzione. A questo punto occorre abbandonare la carrabile e scavalcare la recinzione prendendo il largo crinale che si segue verso destra. Facendo un po’ d’attenzione, si può rinvenire un sentiero nel bosco (vi sono dei segnali in vernice bianca e rossa di tanto in tanto ma riguardano le particelle demaniali). Quando il sentiero si dirama, si gira a destra immettendosi su una serie di radure che si alternano a gruppi d’alberi. Una breve erta, sgombra di vegetazione arborea, porta all’inconfondibile

cima conica dei Colli Perilli, eccezionalmente panoramica, con una base di muratura.

5° itinerario / ciaspole Strada delle Vette Località di partenza Cabinovia di monte Botte Donato (m 1869) Località di arrivo Valico di Monte Scuro (m 1618) Difficoltà E Dislivello – 613 metri + 317 metri Tempo di percorrenza 6 ore Lunghezza del percorso 14,9 chilometri

3° itinerario / ciaspole Da Camigliatello a Croce di Magara Località di partenza Camigliatello Silano (m 1300) Località di arrivo Croce di Magara (m 1375) Difficoltà E Dislivello + – 100 metri Lunghezza del percorso 5 chilometri Tempo di percorrenza 2 ore Periodo consigliato da dicembre a marzo A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Cosenza Nord, segue SS107 per San Giovanni in Fiore, uscita Camigliatello Est. L’itinerario segue la ex SS107 direzione Croce di Magara, che nella stagione invernale non viene pulita. Si superano alcune curve e sulla destra si trova la fontana di Jordanello. Dopo alcuni chilometri, deviando al secondo bivio a destra, si arriva a Croce di Magara. Da qui, proseguendo sul rettilineo, dopo alcune centinaia di metri si raggiunge, sulla destra, la stradella sterrata che porta alla riserva del Fallistro, chiusa d’inverno. La Riserva, che ospita i Giganti della Sila, esemplari secolari di pini laricio e che è gestita dal Corpo Forestale dello Stato, nella stagione invernale non apre al pubblico, ma partendo dalle ultime case dell’abitato, all’escursionista si offre uno splendido scenario di circa 2 chilometri fino all’ingresso della riserva, ideale per le ciaspole, ma anche, dal momento che la pista non viene battuta (per via del delicato equilibrio dell’area protetta, che non permette ai grossi automezzi di avvicinarsi) per lo sci escursionismo.

4° itinerario / ciaspole Da Cagno a Montenero Località di partenza Cagno (m 1366) Località di arrivo Montenero (m 1880) Difficoltà E Dislivello + 514 metri Tempo di percorrenza 4 ore Periodo consigliato da dicembre a marzo A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Altilia-Grimaldi, segue superstrada per Colosimi. Da qui proseguire per il Lago Ampollino, costeggiarlo e girare a sinistra superando la diga. Continuare e al bivio girare a destra per San Giovanni in Fiore, fino al successivo bivio, dove si gira a sinistra fino al borgo di Cagno. Si attraversa una delle zone più solitarie e suggestive della Sila. Dal borgo di Cagno, poco oltre, dopo una curva a sinistra, si imbocca la stradella a sinistra che con una serie di tornanti risale sulle pendici di questo versante del Montenero. Descrizione: dopo un lungo tratto, si sbuca su un ampio pianoro con un fabbricato in muratura sulla sinistra. Da questo punto è preferibile lasciare il sentiero e risalire liberamente la valletta posta dietro alla casa fino alla recinzione. Oltrepassatala, al primo bivio si continua a destra (tralasciando la deviazione a sinistra), mentre al successivo si prende a sinistra. Si risale diagonalmente nel bosco fino a un piccolo culmine oltre il quale si può scendere. In questo punto si lascia la stradella e si risale a destra liberamente. Si passa alternativamente nel bosco e su piccole radure a prateria fino ad una valletta aperta che occorre attraversare interamente sempre nella stessa direzione fino al

bosco. Lo si attraversa per un breve tratto e si sbuca su un pianoro costellato di massi sparsi, ricoperti in parte dalla neve. Lo si attraversa ancora, risalendo lungo il sentiero o tagliando ulteriormente. Si raggiunge così il pianoro-passo posto poco sotto la cima di Montenero, per raggiungere la quale occorrerà deviare liberamente a sinistra per un breve tratto. La cima è invasa da giovani faggi.

Partendo da Rovale e percorrendo la SS108bis verso Lorica, dopo pochi minuti si incontra il bivio per il rifugio del Monte Botte Donato. La cima è raggiungibile in cabinovia dagli impianti di risalita della stazione Cavaliere a Lorica quando la suddetta strada è sbarrata dalla neve. Il punto d’arrivo della ciaspolata, il Valico di Monte Scuro, coincide con la partenza della Via delle Vette, celebre strada panoramica che conduce a Lorica toccando le più importanti cime dell’altopiano, compresi il monte Scuro, il Monte Curcio e il Monte Botte Donato. Questo itinerario mostra agli escursionisti una lunga serie di paesaggi indimenticabili, associati nel periodo estivo ad un percorso ciclistico di rara bellezza. Descrizione: si parte dal punto più alto del percorso, il piazzale della cabinovia di Monte Botte Donato. La zona retrostante la struttura offre un panorama che si allarga a 360 gradi: nelle giornate terse lo sguardo a sud si spinge fino al mar Tirreno e all’Etna. Sotto di noi i boschi che abbracciano il lago Arvo e verso nord il lago Cecita e gli impianti di risalita di M. Curcio. Dal piazzale, superato monte Coppo, si inizia a scendere con regolarità e poca pendenza, ma prestando attenzione, fino a raggiungere quota 1750 presso un primo bivio con il sentiero MTB3 che conduce a Magara (si incontra una fontanella). Il sentiero si fa più ripido e faticoso fino ad un nuovo incrocio con lo stesso sentiero che proviene appunto da Croce di Magara. Si supera un pianoro molto ampio (Macchia Sacra), poi uno più piccolo (Macchione), passando alle spalle della cabinovia di Monte Curcio. Si prosegue su una discesa abbastanza regolare lungo la quale si incontrano una fontana per rinfrescarsi e approvvigionarsi d’acqua e diverse aree di sosta. La ciaspolata prosegue sulla sella, lungo la strada che all’ombra della faggeta segue il crinale, fino a raggiungere il nostro punto d’arrivo (m 1630). Qui, dominato da una Croce con Cristo, si trova un cippo dedicato allo scrittore cosentino Nicola Misasi che più volte ha celebrato la Sila nelle sue opere.

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Sila Grande in festa Da millenni le festività in Calabria rappresentano un’occasione per conoscere l’affascinante storia di questa terra, accompagnati da musica, spettacoli e soprattutto abbondanti assaggi di deliziose tipicità locali. In Sila Grande, dove ancora resiste una cultura enogastronomica profondamente radicata al buono della tradizione, c’è solo l’imbarazzo della scelta. zione che rende unico questo borgo. A Camigliatello Silano l’intero mese di ottobre vede privilegiato il prodotto più conosciuto di questa terra, con la Sagra del Fungo, che si accompagna all’Autunno Silano, una kermesse di volti noti e meno noti davvero irresistibile, per la quale si possono incontrare stand enogastronomici, percorsi del gusto, costumi tipici e naturalmente funghi in tutte le salse che fanno da leitmotiv all’intero evento. A Serra Pedace la fine di ottobre vede un’altra protagonista dei boschi silani splendere in tutta la sua bellezza e bontà sulle tavole della Sagra in suo onore: si parla ovviamente della castagna, che nello stesso periodo colora anche i banchetti della Sagra che si svolge a Flavetto, piccola frazione di Rovito. A mano a mano che ci si avvicina all’inverno e le prime nevicate trasformano la Sila in un paesaggio da Nord America, iniziano a spuntare qua e là gli elementi della gioia del Natale, dal presepio vivente di Cribari, frazione di Trenta, alle processioni lungo le vie dei comuni della Sila Grande, con i loro abitanti che si fanno portatori di valori troppo spesso dimenticati. Cultura d’estate Le festività silane non si limitano ad accontentare il palato. Specialmente in piena estate sono numerosi gli eventi che si rivolgono a grandi e piccini, agli amanti della risata, della musica, ma anche delle tradizioni. Si parte da Rovito, con Rumori di Fondo, l’ormai rinomato festival di fine luglio che guarda alle

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ACRI Sagra della salsiccia e delle polpette sapori febbraio Acrinscena musica e spettacolo luglio-agosto Sagra della castagna e mostra micologica sapori ottobre Info: 0984.914205 CASOLE BRUZIO Festa di Santa Marina religione 17 luglio (Frazione Scalzati) Sagra dello Gnocco sapori ottobre CELICO Festival dell’Effimero musica e cultura seconda metà di agosto Info: 0984.435004 / 0984.431820 Meeting Internazionale di Pattinaggio Artistico

sport e cultura agosto Info: 0984.435004 / 0984.431820 Festa di San Nicola religione 29 settembre Info: 0984.435004 / 0984.431820 LAPPANO Festa di San Giovanni Battista religione 24 giugno Info: 0984.651003 Festa di Santa Maria delle Grazie religione 8 settembre Info: 0984.651003 Sagra del Turdillo sapori 26 dicembre Info: 0984.651003 PEDACE Sagra del Fagiolo sapori inizio settembre Festa della Pecorella religione quarta domenica di settembre Info: 0984.436065

PIETRAFITTA Sagra del fungo porcino sapori settembre Info: 0984.424021 Festa di San Rocco religione prima domenica di settembre Info: 0984.424021 ROVITO Rumori di Fondo festival musicale fine luglio (Frazione Motta) Info: 0984.433003 Sagra degli Arneidos sapori fine agosto (Frazione Flavetto) Info: 0984.433003 Sagra della Castagna sapori ottobre Info: 0984.433003 SAN GIOVANNI IN FIORE Festa di San Giovanni Battista religione 24 giugno Sapori e Saperi sapori e artigianato

tivi ed artisti di fama nazionale ed internazionale. Il 16 del mese, per la Festa di San Rocco, è d’obbligo passare invece da San Pietro in Guarano, dove si verrà catapultati nel magico mondo alla rovescia della sfilata ‘U Diroccu, la maschera tradizionale in cartapesta con lo scheletro in canne. Le sorprese continuano con la Sagra degli Arnedos che anima da quindici anni le caratteristiche viuzze di Motta, frazione di Rovito, con suoni, iniziative culturali e artigianato di qualità. A chiudere in bellezza la stagione calda il Transumanze Sila Festival, che la Provincia di Cosenza organizza dalla seconda metà di agosto ai primi di settembre. Degustazioni, cultura, musica, escursioni e sport animano l’altopiano silano tra Camigliatello e Lorica: un’iniziativa nata per diffondere la conoscenza delle bellezze ambientali a contatto ravvicinato con la natura, per evidenziare le risorse tipiche, le attività produttive e sportive del comprensorio, e che prevede inoltre approfondimenti con sessioni scientifiche.

primi di agosto (Frazione Lorica) Info: 0984.977111 Transumanze Sila Festival sapori, folclore e cultura seconda metà di agosto / inizio settembre Info: 0984.977111 SAN PIETRO IN GUARANO Festa di San Rocco e sfilata “U Diroccu” folclore 16 agosto Info: 0984.472511 Sagra della Castagna sapori ottobre (Fraz. San Benedetto) Info: 0984.472511 Sagra del Vino e dell’Uva sapori settembre Info: 0984.472511 SERRA PEDACE Festa patronale di San Donato religione seconda domenica di agosto Info: 0984.436093

Sagra della Castagna sapori fine ottobre (Fraz. Silvana Mansio) Info: 0984.436093 Festa di Sant’Alessandro religione e folclore 26 agosto Info: 0984.436093 SPEZZANO DELLA SILA Festa della Musica musica primi di settembre Festa di San Francesco di Paola religione terza settimana di settembre Sagra della Cucina Spezzanese sapori fine settembre (Fraz.Camigliatello Silano) Info: 0984.435021 Sagra del Fungo sapori ottobre Info: 0984.578159 Autunno Silano sapori e cultura ottobre Info: 0984.578159

Transumanze Sila Festival sapori, folclore e cultura seconda metà di agosto / inizio settembre Info: 0984.434746 SPEZZANO PICCOLO Sagra della Cucuzza sapori luglio/agosto Info: 0984.435035 0984.434388 Festa della Madonna dell’Assunta religione metà agosto Info: 0984.435035 0984.434388 TRENTA Presepio vivente festività natalizie dicembre (Frazione Cribari) Info: 0984.432003

Appunti di viaggio

Autunno per tutti i “gusti” Ogni comune si distingue per la “propria” sagra, il “proprio” piatto, ma il consiglio, per chi capitasse in Sila in autunno, è cercare di non perdersi un solo evento: ciascuna giornata di festa, infatti, si caratterizza per un amore tanto forte verso ciò che si offre al turista e al compaesano, che l’emozione di assistere merita di essere rivissuta più volte. Il mese di settembre si apre con la Sagra del Vino e dell’Uva a San Benedetto, frazione di San Pietro in Guarano, richiamando ogni anno frotte di buongustai. Imperdibile è la visita al centro storico di Spezzano della Sila nell’ultima settimana del mese, quando un elogio alla Cucina Spezzanese invita a conoscere la produ-

realtà più seducenti del panorama musicale nazionale ed internazionale. A Spezzano Piccolo, tra luglio e agosto la Sagra della Cucuzza (uno zucchino molto lungo tipico del Meridione) presenta un menu interamente a base di zucca, zucchini e fiori di zucca all’insegna della genuinità, ma anche musica etnofolcloristica e la bravura di poeti e comici locali con il contorno di una fiera dell’artigianato e di mostre di antichità. Nello stesso periodo Acri propone Acrinscena, una delle più importanti rassegne estive di spettacoli della provincia di Cosenza, nello scenario suggestivo dell’anfiteatro comunale. Ad agosto San Giovanni in Fiore propone la riscoperta dei gusti e delle saggezze antiche dell’altopiano silano attraverso Sapori e Saperi, in cui si possono degustare le prelibatezze locali e ammirare le maestranze cittadine impegnate nella lavorazione dei loro prodotti. Molto curioso e interessante è il Festival dell’Effimero che nella seconda metà di agosto attira moltissimi turisti a Celico, grazie a un gruppo di giovani determinati e invogliati da un interesse comune: riscoprire il “modus vivendi” ed “operandi” dei propri antenati. Sempre Celico viene scelta come location, ancora ad agosto, per il Meeting Internazionale di Pattinaggio Artistico, altro appuntamento unico nel suo genere che ospita spor-


La Sila Grande  

Silautentica, ospitali per natura

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