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Volume 3

Numero 9

Quaderni di Divulgazione Scientifica e Culturale

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IL DIABETE

L’EPIDEMIA DEL SECOLO RIMEDI NATURALI EFFICACI

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Mos Maiorum


Quaderni mensili di divulgazione Scientifica e Culturale Collaboratori: Ivo Bianchi, Valentina Bianchi, Sara Piovesan, Beatrice Garagnani, Giada Caudullo, Giorgio Pomi, Ignazio Sapuppo, Erika Silvestri Progetto grafico, impaginazione e stampa: Grafical srl (Marano di Valp.lla - VR)

2 10 22 25 29 35 38 40 Minerali del mese... 42 IVanadio Minerali del mese... 44 ICromo 46 49 50 52 56

DIABETE: UNA STRISCIANTE EPIDEMIA UNA FINESTRA SULL’OMOTOSSICOLOGIA Il glyoxal omeopatico... La salute sottocontrollo... HEART CONTROL (rubrica) MICOTERAPIA: proposta terapeutica alla sindrome metabolica Suggerimenti integrativi per la Sindrome Metabolica Gli zuccheri giusti anche a tavola (ricette)

Il Consiglio del Medico... Una Pianta al mese...

Dietoterapia per la sindrome metabolica e diabete (articolo) Un Libro al mese…

Un Consiglio Naturopatico al mese… Storia&Natura....

Sommario prossimo numero...

Vol. III N. 9


Volume 3 - N. 9

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

DIABETE:

a cura del Prof. Ivo Bianchi

UNA STRISCIANTE EPIDEMIA

C

irca il 12% degli italiani tra i 40 ed i 90 anni, sono affetti, spesso senza saperlo, da diabete. Il nome deriva dal greco e si riferisce alla frequente, tipica necessità di urinare. Questo si verifica tuttavia nella fase conclamata di una malattia caratteristicamente subdola, che crea danni a vari livelli, prima di manifestarsi con sintomi chiari. Secondo le previsioni degli studiosi, la patologia, nel nostro paese, è destinata a raddoppiare entro il 2025, con un devastante impatto sociale ed economico. Tutto questo è dovuto essenzialmente alla scarsa attività fisica ed alle abitudini alimentari errate. Si passa attraverso una serie di stadi ingravescenti. Con una dieta ricca di zuccheri o amidi non integrali, ad

ogni pasto si determina un brusco rialzo della glicemia. Tutto questo zucchero non viene utilizzato dai muscoli, soprattutto nelle persone sedentarie. Poiché il glucosio libero, determinerebbe pericolose ossidazioni di proteine e strutture organiche, il nostro organismo opportunamente reagisce con un servomeccanismo, che è quello della secrezione di insulina da parte del pancreas. L’ormone trasforma lo zucchero in grasso e lo deposita come riserva energetica. In una prima fase quindi il soggetto ingrassa. Poiché però il nostro corpo è programmato per non aumentare di peso oltre un certo livello, incrementandosi la massa grassa, diminuisce la sensibilità all’ormone. Questa diminuita reattivi-

tà protegge dall’obesità abnorme, ma determina un aumento dei livelli di zucchero nel sangue. Se il tasso di glucosio rimane elevato per un periodo prolungato di tempo, la continua stimolazione di una insulina, pur poco efficace, causa l’esaurimento di quella parte del pancreas deputata a produrla. Nel corpo non più capace di secernere insulina, gli zuccheri aumentano sempre più, ma non viene depositato grasso. Si passa alla fase magra, terminale, in cui, gli elevati livelli di glucosio, non più controllati, danneggiano cuore, reni, retina ed arterie.

te alimentare, può essere curata con la sola dieta. Sempre più frequentemente tuttavia, a questa ed all’incremento dell’esercizio fisico, si preferisce la comoda compressa, i cosiddetti antidiabetici orali. Essi funzionano comunque, solo nel 40% dei casi e, nel 30% di coloro che rispondono, dopo 3 mesi circa si verifica assuefazione. Alcune ricerche svolte nel lungo periodo, hanno inoltre dimostrato, che nei soggetti che assumono questi farmaci, rispetto a quelli che controllano il diabete con la sola dieta, il rischio di attacco cardiaco ed ictus, aumenta di due volte e mezzo.

Insulino resistenza, parte integrante della sindrome metabolica e premessa del Diabete II

Cosa consiglia quindi la Medicina Naturale per il soggetto diabetico, oltre a raccomandare una dieta seria, fatta di legumi, cereali integrali, vegetali ricchi di fibre e pochi zuccheri raffinati e grassi?

Esiste una stretta correlazione tra diabete II ed obesità

La somministrazione di Insulina come farmaco, in questi stadi più avanzati di malattia, è indispensabile e salva la vita a questi pazienti. Fortunatamente però, nella stragrande maggioranza dei casi (75%), questa patologia, di origine primariamen-

• Gymnema sylvestre (500 mg/die) Pianta da sempre usata dalla medicina tradizionale indiana, sta interessando da tempo i ricercatori. Alla dose giornaliera di 400mg si è rivelata utile sia 3


Volume 3 - N. 9

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

DIABETE:

a cura del Prof. Ivo Bianchi

UNA STRISCIANTE EPIDEMIA

C

irca il 12% degli italiani tra i 40 ed i 90 anni, sono affetti, spesso senza saperlo, da diabete. Il nome deriva dal greco e si riferisce alla frequente, tipica necessità di urinare. Questo si verifica tuttavia nella fase conclamata di una malattia caratteristicamente subdola, che crea danni a vari livelli, prima di manifestarsi con sintomi chiari. Secondo le previsioni degli studiosi, la patologia, nel nostro paese, è destinata a raddoppiare entro il 2025, con un devastante impatto sociale ed economico. Tutto questo è dovuto essenzialmente alla scarsa attività fisica ed alle abitudini alimentari errate. Si passa attraverso una serie di stadi ingravescenti. Con una dieta ricca di zuccheri o amidi non integrali, ad

ogni pasto si determina un brusco rialzo della glicemia. Tutto questo zucchero non viene utilizzato dai muscoli, soprattutto nelle persone sedentarie. Poiché il glucosio libero, determinerebbe pericolose ossidazioni di proteine e strutture organiche, il nostro organismo opportunamente reagisce con un servomeccanismo, che è quello della secrezione di insulina da parte del pancreas. L’ormone trasforma lo zucchero in grasso e lo deposita come riserva energetica. In una prima fase quindi il soggetto ingrassa. Poiché però il nostro corpo è programmato per non aumentare di peso oltre un certo livello, incrementandosi la massa grassa, diminuisce la sensibilità all’ormone. Questa diminuita reattivi-

tà protegge dall’obesità abnorme, ma determina un aumento dei livelli di zucchero nel sangue. Se il tasso di glucosio rimane elevato per un periodo prolungato di tempo, la continua stimolazione di una insulina, pur poco efficace, causa l’esaurimento di quella parte del pancreas deputata a produrla. Nel corpo non più capace di secernere insulina, gli zuccheri aumentano sempre più, ma non viene depositato grasso. Si passa alla fase magra, terminale, in cui, gli elevati livelli di glucosio, non più controllati, danneggiano cuore, reni, retina ed arterie.

te alimentare, può essere curata con la sola dieta. Sempre più frequentemente tuttavia, a questa ed all’incremento dell’esercizio fisico, si preferisce la comoda compressa, i cosiddetti antidiabetici orali. Essi funzionano comunque, solo nel 40% dei casi e, nel 30% di coloro che rispondono, dopo 3 mesi circa si verifica assuefazione. Alcune ricerche svolte nel lungo periodo, hanno inoltre dimostrato, che nei soggetti che assumono questi farmaci, rispetto a quelli che controllano il diabete con la sola dieta, il rischio di attacco cardiaco ed ictus, aumenta di due volte e mezzo.

Insulino resistenza, parte integrante della sindrome metabolica e premessa del Diabete II

Cosa consiglia quindi la Medicina Naturale per il soggetto diabetico, oltre a raccomandare una dieta seria, fatta di legumi, cereali integrali, vegetali ricchi di fibre e pochi zuccheri raffinati e grassi?

Esiste una stretta correlazione tra diabete II ed obesità

La somministrazione di Insulina come farmaco, in questi stadi più avanzati di malattia, è indispensabile e salva la vita a questi pazienti. Fortunatamente però, nella stragrande maggioranza dei casi (75%), questa patologia, di origine primariamen-

• Gymnema sylvestre (500 mg/die) Pianta da sempre usata dalla medicina tradizionale indiana, sta interessando da tempo i ricercatori. Alla dose giornaliera di 400mg si è rivelata utile sia 3


Volume 3 - N. 9

nei casi gravi di diabete che in quelli più lievi. Nei primi ha permesso una sensibile riduzione delle necessità di insulina, nei secondi, in alcuni casi, addirittura la sospensione degli antidiabetici orali. La pianta, non ha effetti collaterali, esercita il suo effetto solo se i livelli glicemici sono elevati. Oggi sappiamo che agisce a livello intestinale, riducendo del 50% l’assorbimento degli zuccheri. Ha un positivo influsso anche sulle papille gustative, alterando la percezione del dolce, ma non quella dell’amaro e del salato. L’effetto globale è di rendere meno appetibili i dolci, di diminuirne l’assorbimento e quindi di normalizzare gli zuccheri nel sangue, con una cascata di effetti positivi, in primis sul peso, ma poi anche su tutti quei parametri e sintomi correlati al diabete.

• Glutatione (50-200 mg/die) Nei soggetti diabetici si è osservata una riduzione dei livelli di glutatione e dell’attività degli enzimi glutatione dipendenti nel cristallino, nella cornea e a livello retinico. Ciò è correlato alle diminuite difese antiossidanti nel sog4

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

getto diabetico che favoriscono l’insorgenza di complicanza a livello oculare.

mitocondriale, ripristina l’attività della catena respiratoria e aumenta la sintesi di ATP a spese della produzione di anione superossido.

Il glutatione è un potente detossificante cellulare che agisce in particolare sui metalli pesanti

• Cisteina, Glicina, Lisina, Fenilalanina, Leucina, Isoleucina e Valina Cisteina e Taurina presentano dei benefici nella riduzione dello stress ossidativo e della glicosilazione intracellulare. La Glicina e la Lisina intervengono nella prevenzione della glicazione. L’integrazione nutrizionale con Taurina, Fenilalanina e Aminoacidi ramificati migliora la sensibilità all’insulina e lo smaltimento di glucosio post-prandiale. • Taurina (500-1000 mg/die) L’integrazione con Taurina contrasta l’apoptosi delle cellule gliali retiniche correlata al diabete e annulla l’effetto negativo legato alla riduzione dei trasportatori per la Taurina che sta alla base della neuropatia diabetica. Ripristinare i livelli di Taurina nel soggetto diabetico aumenta i livelli di tRNA

La Taurina è un potente anti ossidante e migliora il diabete 1 indotto con farmaci nei ratti da laboratorio, contrastando gli effetti dei radicali liberi sul pancreas. La Taurina stimola inoltre l’escrezione di colesterolo stimolando la sua eliminazione con gli acidi biliari.

• Cromo picolinato (200-400 mcg/die) Il Cromo è un minerale essenziale che sembra avere un ruolo utile nella regolazione dell’azione dell’insulina: studi in vivo evidenziano come l’utilizzo di Cromo migliori i parametri correlati al metabolismo glucidico, la tolleranza al glucosio e la sensibilità insulinica e i parametri correlati al metabolismo lipidico. In particolare il supporto al metabolismo glucidico sembra essere imputabile al miglioramento dell’attività insulinica, incrementando l’attività del pathway ormonale di fosforilazione intracellulare e l’uptake di glucosio. Uno studio in vitro si è concentrato sulla capacità del Cromo picolinato di indurre una perdita di colesterolo membranale: tale riduzione permetterebbe di mantenere una maggior stabilità dei trasportatori per il glucosio GLUT4,

Indicazioni e controindicazioni di metalli ad effetto anti diabetico

5


Volume 3 - N. 9

nei casi gravi di diabete che in quelli più lievi. Nei primi ha permesso una sensibile riduzione delle necessità di insulina, nei secondi, in alcuni casi, addirittura la sospensione degli antidiabetici orali. La pianta, non ha effetti collaterali, esercita il suo effetto solo se i livelli glicemici sono elevati. Oggi sappiamo che agisce a livello intestinale, riducendo del 50% l’assorbimento degli zuccheri. Ha un positivo influsso anche sulle papille gustative, alterando la percezione del dolce, ma non quella dell’amaro e del salato. L’effetto globale è di rendere meno appetibili i dolci, di diminuirne l’assorbimento e quindi di normalizzare gli zuccheri nel sangue, con una cascata di effetti positivi, in primis sul peso, ma poi anche su tutti quei parametri e sintomi correlati al diabete.

• Glutatione (50-200 mg/die) Nei soggetti diabetici si è osservata una riduzione dei livelli di glutatione e dell’attività degli enzimi glutatione dipendenti nel cristallino, nella cornea e a livello retinico. Ciò è correlato alle diminuite difese antiossidanti nel sog4

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

getto diabetico che favoriscono l’insorgenza di complicanza a livello oculare.

mitocondriale, ripristina l’attività della catena respiratoria e aumenta la sintesi di ATP a spese della produzione di anione superossido.

Il glutatione è un potente detossificante cellulare che agisce in particolare sui metalli pesanti

• Cisteina, Glicina, Lisina, Fenilalanina, Leucina, Isoleucina e Valina Cisteina e Taurina presentano dei benefici nella riduzione dello stress ossidativo e della glicosilazione intracellulare. La Glicina e la Lisina intervengono nella prevenzione della glicazione. L’integrazione nutrizionale con Taurina, Fenilalanina e Aminoacidi ramificati migliora la sensibilità all’insulina e lo smaltimento di glucosio post-prandiale. • Taurina (500-1000 mg/die) L’integrazione con Taurina contrasta l’apoptosi delle cellule gliali retiniche correlata al diabete e annulla l’effetto negativo legato alla riduzione dei trasportatori per la Taurina che sta alla base della neuropatia diabetica. Ripristinare i livelli di Taurina nel soggetto diabetico aumenta i livelli di tRNA

La Taurina è un potente anti ossidante e migliora il diabete 1 indotto con farmaci nei ratti da laboratorio, contrastando gli effetti dei radicali liberi sul pancreas. La Taurina stimola inoltre l’escrezione di colesterolo stimolando la sua eliminazione con gli acidi biliari.

• Cromo picolinato (200-400 mcg/die) Il Cromo è un minerale essenziale che sembra avere un ruolo utile nella regolazione dell’azione dell’insulina: studi in vivo evidenziano come l’utilizzo di Cromo migliori i parametri correlati al metabolismo glucidico, la tolleranza al glucosio e la sensibilità insulinica e i parametri correlati al metabolismo lipidico. In particolare il supporto al metabolismo glucidico sembra essere imputabile al miglioramento dell’attività insulinica, incrementando l’attività del pathway ormonale di fosforilazione intracellulare e l’uptake di glucosio. Uno studio in vitro si è concentrato sulla capacità del Cromo picolinato di indurre una perdita di colesterolo membranale: tale riduzione permetterebbe di mantenere una maggior stabilità dei trasportatori per il glucosio GLUT4,

Indicazioni e controindicazioni di metalli ad effetto anti diabetico

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influenzando positivamente e direttamente il trasporto glucidico. Ulteriori studi dimostrano inoltre che le persone con diabete di tipo II presentano livelli di Cromo nel sangue più bassi rispetto ai soggetti non diabetici, poiché sembra essere compromessa l’abilità a trattenere il cromo. Numerosi studi hanno dimostrato che nel complesso l’integrazione di Cromo quindi sostiene l’azione metabolica dell’insulina, anche se il fenotipo e le caratteristiche individuali dei soggetti sembrano influire sull’esito dell’azione del minerale. Tra le varie forme d’integrazione a base di Cromo, il Cromo picolinato si è rivelato la forma più biodisponibile e con il maggior numero di risultati positivi. Una review ha riassunto i risultati ottenuti nei vari studi clinici effettuati con integrazione di Cromo picolinato: su 15 studi analizzati (11 dei quali randomizzati e contro placebo) che hanno coinvolto 1690 soggetti, tutti hanno riportato un effetto positivo per almeno uno dei vari parametri analizzati e connessi al metabolismo glucidico o lipidico, in particolare una riduzione dei livelli di gluco-

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

sio ematico, insulina, colesterolo e trigliceridi con conseguente riduzione della necessità di farmaci ipoglicemizzanti orali. Poiché l’insulino-resistenza aumenta infine significativamente il rischio di problematiche cardiovascolari, sembra che il Cromo picolinato aiuti a contrastare anche tali complicanze del diabete. • Acido alfa-lipoico (60-600 mg/die) L’acido alfa-lipoico possiede anche la proprietà di ridurre la resistenza all’insulina, tipico fenomeno che concorre all’insorgenza di alcune patologie, quali il diabete e la sindrome metabolica. L’acido alfa-lipoico svolge infatti un’attività insulino-mimetico, poiché aumenta la captazione del glucosio attraverso il reclutamento dei GT4 (trasportatori del glucosio) a livello delle membrane plasmatiche in diversi tipi cellulari e la chinasi AMP-dipendente (AMPK) coinvolta direttamente nel metabolismo energetico cellulare, modulando il segnale insulinico. Studi clinici con somministrazione parenterale o integrazione orale confer-

L’acido alfa Lipoico è un potente rigeneratore dei meccanismi anti ossidanti mitocondriali

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mano tali attività di supporto al metabolismo glucidico nel contesto di problematiche di tipo diabetico, con miglioramento finale della sensibilità all’insulina. Inoltre in caso di diabete ci sono numerose evidenze che dimostrano un aumento dello stress ossidativo nell’organismo poiché aumenta il numero delle possibili fonti di radicali liberi, tra cui le reazioni di glicazione delle proteine e avviene un cambiamento nello stato redox cellulare. L’acido alfa lipoico, consentendo una migliore efficienza dell’utilizzazione del glucosio attraverso i normali processi metabolici e contribuendo alla normalizzazione del livello di glucosio nel sangue, riduce la probabilità che si formino alcuni pericolosi composti di carattere radicalico, i cosiddetti AGEs. Tali prodotti si possono infatti generare a partire dalle proteine cellulari in seguito all’accumulo di elevati livelli di glucosio nel sangue. È ormai noto come le reazioni di glicosilazione e la formazione degli AGEs contribuiscano all’invecchiamento e alla degenerazione cellulare. In studi sperimentali e clinici anche l’acido alfa-lipoico riduce in modo marcato i disturbi tipici connessi al diabete, inclusi la formazione di cataratte, il danno vascolare, la polineuropatia, la nefropatia e la retinopatia.

• Magnesio bisglicinato (300-500 mg/die) Il Magnesio è un minerale molto importante nel corpo umano, poiché cofattore di più di 300 sistemi enzimatici. Gli studi epidemiologici evidenziano bassi livelli di Magnesio in ge-

nerale nella popolazione, ma l’ipomagnesemia si è osservata con maggior frequenza (13,5-47,7%) nei soggetti sofferenti di diabete di tipo II e sembra essere di origine multifattoriale. Uno stato di carenza si traduce in un aumento dell’insulino-resistenza, così come in un’aumentata contrazione della muscolatura liscia e in un’accentuata aggregazione piastrinica. Deficit di Magnesio sono stati messi in relazione anche con dislipidemie e disturbi cardiovascolari cronici (l’ipertensione in particolare), oltre che con il diabete di tipo II e problematiche connesse (es. retinopatia, trombosi, obesità ecc.) e, in termini più generali, con la sindrome metabolica. In uno studio condotto su 154 pazienti con diabete di tipo I sono stati riscontrati bassi livelli di Magnesio eritrocitario nei soggetti con polinevrite. Dai dati ottenuti quindi si evince che l’integrazione con questo minerale potrebbe sostenere la conduzione nervosa in tali soggetti. In uno studio più generale si è osservato come il livello di ipomagnesemia era superiore nei soggetti diabetici con complicanze rispetto ai soli soggetti diabetici, ipotizzando così un ruolo diretto del livello sierico di Magnesio nella morbilità della problematica diabetica: nei soggetti diabetici sembra infatti essere compromessa direttamente la capacità di controllare la concentrazione di Magnesio, che in tal modo potrebbe determinare le complicanze micro e macrovascolari alla base delle problematiche retinopatiche e neuropatiche. Il Magnesio ha un ruolo nel regola7


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influenzando positivamente e direttamente il trasporto glucidico. Ulteriori studi dimostrano inoltre che le persone con diabete di tipo II presentano livelli di Cromo nel sangue più bassi rispetto ai soggetti non diabetici, poiché sembra essere compromessa l’abilità a trattenere il cromo. Numerosi studi hanno dimostrato che nel complesso l’integrazione di Cromo quindi sostiene l’azione metabolica dell’insulina, anche se il fenotipo e le caratteristiche individuali dei soggetti sembrano influire sull’esito dell’azione del minerale. Tra le varie forme d’integrazione a base di Cromo, il Cromo picolinato si è rivelato la forma più biodisponibile e con il maggior numero di risultati positivi. Una review ha riassunto i risultati ottenuti nei vari studi clinici effettuati con integrazione di Cromo picolinato: su 15 studi analizzati (11 dei quali randomizzati e contro placebo) che hanno coinvolto 1690 soggetti, tutti hanno riportato un effetto positivo per almeno uno dei vari parametri analizzati e connessi al metabolismo glucidico o lipidico, in particolare una riduzione dei livelli di gluco-

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sio ematico, insulina, colesterolo e trigliceridi con conseguente riduzione della necessità di farmaci ipoglicemizzanti orali. Poiché l’insulino-resistenza aumenta infine significativamente il rischio di problematiche cardiovascolari, sembra che il Cromo picolinato aiuti a contrastare anche tali complicanze del diabete. • Acido alfa-lipoico (60-600 mg/die) L’acido alfa-lipoico possiede anche la proprietà di ridurre la resistenza all’insulina, tipico fenomeno che concorre all’insorgenza di alcune patologie, quali il diabete e la sindrome metabolica. L’acido alfa-lipoico svolge infatti un’attività insulino-mimetico, poiché aumenta la captazione del glucosio attraverso il reclutamento dei GT4 (trasportatori del glucosio) a livello delle membrane plasmatiche in diversi tipi cellulari e la chinasi AMP-dipendente (AMPK) coinvolta direttamente nel metabolismo energetico cellulare, modulando il segnale insulinico. Studi clinici con somministrazione parenterale o integrazione orale confer-

L’acido alfa Lipoico è un potente rigeneratore dei meccanismi anti ossidanti mitocondriali

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mano tali attività di supporto al metabolismo glucidico nel contesto di problematiche di tipo diabetico, con miglioramento finale della sensibilità all’insulina. Inoltre in caso di diabete ci sono numerose evidenze che dimostrano un aumento dello stress ossidativo nell’organismo poiché aumenta il numero delle possibili fonti di radicali liberi, tra cui le reazioni di glicazione delle proteine e avviene un cambiamento nello stato redox cellulare. L’acido alfa lipoico, consentendo una migliore efficienza dell’utilizzazione del glucosio attraverso i normali processi metabolici e contribuendo alla normalizzazione del livello di glucosio nel sangue, riduce la probabilità che si formino alcuni pericolosi composti di carattere radicalico, i cosiddetti AGEs. Tali prodotti si possono infatti generare a partire dalle proteine cellulari in seguito all’accumulo di elevati livelli di glucosio nel sangue. È ormai noto come le reazioni di glicosilazione e la formazione degli AGEs contribuiscano all’invecchiamento e alla degenerazione cellulare. In studi sperimentali e clinici anche l’acido alfa-lipoico riduce in modo marcato i disturbi tipici connessi al diabete, inclusi la formazione di cataratte, il danno vascolare, la polineuropatia, la nefropatia e la retinopatia.

• Magnesio bisglicinato (300-500 mg/die) Il Magnesio è un minerale molto importante nel corpo umano, poiché cofattore di più di 300 sistemi enzimatici. Gli studi epidemiologici evidenziano bassi livelli di Magnesio in ge-

nerale nella popolazione, ma l’ipomagnesemia si è osservata con maggior frequenza (13,5-47,7%) nei soggetti sofferenti di diabete di tipo II e sembra essere di origine multifattoriale. Uno stato di carenza si traduce in un aumento dell’insulino-resistenza, così come in un’aumentata contrazione della muscolatura liscia e in un’accentuata aggregazione piastrinica. Deficit di Magnesio sono stati messi in relazione anche con dislipidemie e disturbi cardiovascolari cronici (l’ipertensione in particolare), oltre che con il diabete di tipo II e problematiche connesse (es. retinopatia, trombosi, obesità ecc.) e, in termini più generali, con la sindrome metabolica. In uno studio condotto su 154 pazienti con diabete di tipo I sono stati riscontrati bassi livelli di Magnesio eritrocitario nei soggetti con polinevrite. Dai dati ottenuti quindi si evince che l’integrazione con questo minerale potrebbe sostenere la conduzione nervosa in tali soggetti. In uno studio più generale si è osservato come il livello di ipomagnesemia era superiore nei soggetti diabetici con complicanze rispetto ai soli soggetti diabetici, ipotizzando così un ruolo diretto del livello sierico di Magnesio nella morbilità della problematica diabetica: nei soggetti diabetici sembra infatti essere compromessa direttamente la capacità di controllare la concentrazione di Magnesio, che in tal modo potrebbe determinare le complicanze micro e macrovascolari alla base delle problematiche retinopatiche e neuropatiche. Il Magnesio ha un ruolo nel regola7


Volume 3 - N. 9

re l’azione insulinica, l’uptake insulino-mediato del glucosio e il tono vascolare: ridotti livelli di Magnesio si traducono infatti in attività difettive delle tirosin-chinasi, in un aumento della concentrazione di calcio intracellualre, nell’indebolimento post-recettoriale dell’attività insulinica e nell’instaurarsi dell’insulino-resistenza. Una recente teoria spiegherebbe le problematiche diabetiche e ipertensive come derivate da un unico difetto struttura-

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

le delle membrane cellulari in grado di trasportare una minor quantità di Magnesio all’interno delle cellule: in tal modo la minor concentrazione di Magnesio intracellulare determinerebbe una minor concentrazione di ATP, la molecola energetica d’elezione che necessita di Magnesio per la sua stabilità. Poiché, come già detto, più di 300 enzimi necessitano del Magnesio come cofattore anche la loro attività sarebbe compromessa in tale situazione.

Patologia Cardiovascolare

Diabete II Patologie che si giovano della supplementazione di Magnesio

Aterosclerosi Ipertensione

Emicrania Osteoporosi Cancro del Colon

Importanza chiave del magnesio nella prevenzione e cura di molte patologie

• Zinco picolinato (25 mg/die) Il diabete altera l’omeostasi dello zinco in diversi modi, ma l’iperglicemia in particolare sembra essere responsabile di un’aumentata perdita di questo minerale a livello renale e di una conseguente diminuzione dello zin-

co totale nell’organismo. Poiché lo zinco gioca un ruolo nella sintesi, immagazzinamento e secrezione dell’insulina così come nel mantenere l’integrità conformazionale dell’insulina nella forma esamerica, una diminuzione dello zinco dunque potrebbe intaccare la capacità delle cellule beta-pancreatiche di produrre e secernere l’insulina soprattutto nel diabete di tipo II. Molte delle complicanze del diabete, come la diffusa retinopatia, sembrano essere collegate ad un aumento intracellulare dei livelli di radicali liberi e in tale contesto un’assunzione di zinco potrebbe rivelarsi utile in qualità di supporto antiossidante, in particolare poiché cofattore di alcuni enzimi antiossidanti zinco-dipendenti, come la metallotioneina, che si sono dimostrati essere di supporto nelle complicanze diabetiche. Cannella Curcuma

La cellula sana ha elevati livelli citoplasmatici di magnesio, coinvolto nel trasporto di ATP e contenuti livelli di calcio che ha un ruolo di messaggero intracellulare

8

Lo stress infiammatorio cronico, esacerbato da una carenza da marginale a moderata di Magnesio, può contribuire significativamente all’insorgenza di patologie croniche come il diabete, l’aterosclerosi, l’ipertensione, l’osteoporosi. L’integrazione con Magnesio è di supporto al sistema cardiovascolare infatti migliora il metabolismo miocardico, inibisce l’accumulo di calcio e la mor-

te cellulare miocardica; se migliora il tono vascolare, la resistenza periferica vascolare, il post-carico e la gittata cardiaca, si riducono le aritmie cardiache e migliora il metabolismo lipidico. Il Magnesio inoltre riduce la vulnerabilità alle specie radicaliche dell’ossigeno, migliora la funzione endoteliale umana e inibisce la funzione piastrinica, inclusa l’aggregazione e l’adesione piastrinica.

Fitoterapici

Momordica Aglio

Integratori utili nel Diabete

Fieno Greco Magnesio Minerali

Zinco Cromo

Alcuni integratori chiave per la prevenzione e cura del diabete

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Volume 3 - N. 9

re l’azione insulinica, l’uptake insulino-mediato del glucosio e il tono vascolare: ridotti livelli di Magnesio si traducono infatti in attività difettive delle tirosin-chinasi, in un aumento della concentrazione di calcio intracellualre, nell’indebolimento post-recettoriale dell’attività insulinica e nell’instaurarsi dell’insulino-resistenza. Una recente teoria spiegherebbe le problematiche diabetiche e ipertensive come derivate da un unico difetto struttura-

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le delle membrane cellulari in grado di trasportare una minor quantità di Magnesio all’interno delle cellule: in tal modo la minor concentrazione di Magnesio intracellulare determinerebbe una minor concentrazione di ATP, la molecola energetica d’elezione che necessita di Magnesio per la sua stabilità. Poiché, come già detto, più di 300 enzimi necessitano del Magnesio come cofattore anche la loro attività sarebbe compromessa in tale situazione.

Patologia Cardiovascolare

Diabete II Patologie che si giovano della supplementazione di Magnesio

Aterosclerosi Ipertensione

Emicrania Osteoporosi Cancro del Colon

Importanza chiave del magnesio nella prevenzione e cura di molte patologie

• Zinco picolinato (25 mg/die) Il diabete altera l’omeostasi dello zinco in diversi modi, ma l’iperglicemia in particolare sembra essere responsabile di un’aumentata perdita di questo minerale a livello renale e di una conseguente diminuzione dello zin-

co totale nell’organismo. Poiché lo zinco gioca un ruolo nella sintesi, immagazzinamento e secrezione dell’insulina così come nel mantenere l’integrità conformazionale dell’insulina nella forma esamerica, una diminuzione dello zinco dunque potrebbe intaccare la capacità delle cellule beta-pancreatiche di produrre e secernere l’insulina soprattutto nel diabete di tipo II. Molte delle complicanze del diabete, come la diffusa retinopatia, sembrano essere collegate ad un aumento intracellulare dei livelli di radicali liberi e in tale contesto un’assunzione di zinco potrebbe rivelarsi utile in qualità di supporto antiossidante, in particolare poiché cofattore di alcuni enzimi antiossidanti zinco-dipendenti, come la metallotioneina, che si sono dimostrati essere di supporto nelle complicanze diabetiche. Cannella Curcuma

La cellula sana ha elevati livelli citoplasmatici di magnesio, coinvolto nel trasporto di ATP e contenuti livelli di calcio che ha un ruolo di messaggero intracellulare

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Lo stress infiammatorio cronico, esacerbato da una carenza da marginale a moderata di Magnesio, può contribuire significativamente all’insorgenza di patologie croniche come il diabete, l’aterosclerosi, l’ipertensione, l’osteoporosi. L’integrazione con Magnesio è di supporto al sistema cardiovascolare infatti migliora il metabolismo miocardico, inibisce l’accumulo di calcio e la mor-

te cellulare miocardica; se migliora il tono vascolare, la resistenza periferica vascolare, il post-carico e la gittata cardiaca, si riducono le aritmie cardiache e migliora il metabolismo lipidico. Il Magnesio inoltre riduce la vulnerabilità alle specie radicaliche dell’ossigeno, migliora la funzione endoteliale umana e inibisce la funzione piastrinica, inclusa l’aggregazione e l’adesione piastrinica.

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Resisti e sostieni il metabolismo dei carboidrati

LIPOIC CANNELLA Resistere al desiderio di dolci talvolta può essere veramente difficile! Stanchezza, cambiamenti ormonali, emozioni… numerosi possono essere i motivi che inducono a cercare conforto nei carboidrati che se eccessivi possono determinare un aumento di peso. È importante quindi limitare il consumo di zuccheri, favorirne il corretto metabolismo e seguire una dieta equilibrata oltre a svolgere un'adeguata attività fisica.

LIPOIC CANNELLA è un integratore alimentare a base di acido alfa-lipoico e Cannella (Cinnamomum zeylanicum Blume). La cannella sostiene il metabolismo dei carboidrati, favorisce la digestione e l’eliminazione dei gas intestinali oltre a svolgere funzione antiossidante. Contiene acido lipoico. Se si è in trattamento con farmaci ipoglicemizzanti prima dell'eventuale uso del prodotto consultare il medico. Gli integratori non vanno intesi come sostituto di una dieta variata, equilibrata e di un sano stile di vita.

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Volume 3 - N. 9

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

uso industriale, tuttavia l’inquinamento da questa sostanza deriva da molte altre fonti. Le emissioni delle automobili formano uno smog fotochimico che finisce col produrre Glyoxal, che è contenuto anche nel fumo delle sigarette. Anche i fuochi domestici, rilasciano Glyoxal. Possiamo quindi considerare che con una dieta usuale di oggi, fatta di caffè, toast, yogurt, olio, pane, e con una vita “normale” nelle nostre città e nelle nostre case, si arrivi ad assorbire sempre una dose tossica di Glyoxal.

UNA FINESTRA SULL’OMOTOSSICOLOGIA a cura del Prof. Ivo Bianchi

IL GLYOXAL OMEOPATICO, una speranza per arginare le complicanze diabetiche

D

all’aminoacido glicogenico glicina, tramite una aminoacido ossidasi, si forma l’aldeide gliossalica, che chiameremo Glyoxal attenendoci alla terminologia usata in ambito omotossicologico. Fisiologicamente il Glyoxal viene prodotto sia a livello del mitocondrio (catabolismo dell’Idrossiprolina), che dei Perossisomi (organuli cellulari presenti in tutte le cellule coinvolte nel metabolismo degli acidi grassi che contengono enzimi che liberano la cellula dai perossidi tossici) per catabolismo della glicina. Formula del Glyoxal

Il Glyoxal è un noto intermedio chimico, usato nella produzione di farmaci, detersivi, disinfettanti; è un agente legante nella produzione di una gran quantità di diversi polimeri. Viene rilasciato, nel corso di tali procedure, sia nell’aria che nell’acqua ambientale Nei fiumi e nelle falde acquifere europee si riscontra più di 12 µg/ litro di Glyoxal. Questa molecola si trova frequentemente nei cibi fermentati e nel10

Metabolismo della Glicina

Il Glyoxal rilasciato nell’ambiente viene rapidamente convertito con processi abiotici da batteri e funghi e non ha di per sé una spiccata tendenza al bioaccumulo. L’intossicazione da Glyoxal può avvenire tramite inalazione o assorbimento trasdermico con l’uso di disinfettanti, ad esempio in ambiente ospedaliero, o di antiparassitari, ad esempio in ambito agricolo. La popolazione generale è esposta a taSiti di produzione cellulare del Glyoxal

le bevande. È stata riscontrata nella birra, nel vino e nel thè nero in concentrazioni che vanno dai 20 µg/litro (thè nero) ai 1556 µg/litro (sherry). Inoltre è presente in vari altri prodotti fermentati quali la pasta di soia, lo yogurt (0.63-4.2 mg/kg), i prodotti da forno come il pane (0.07-1.6 mg/kg), e diversi cibi vegetali (3-14 mg/ kg), e olii alimentari (più di 6.5 mg/kg).

Reazioni non enzimatiche

Mitocondriale Sintesi Cellulare

Glyoxal

Perossisomale Microsomiale

Polluzione ambientale

Diverse fonti di Glyoxal

Alimenti Acque

le intossicazione attraverso i cibi, l’aria o l’acqua inquinata. Nel mondo si producono quindi grandi quantità di Glyoxal per

Questa aldeide è prodotta anche durante il normale metabolismo cellulare da una moltitudine di reazioni non enzimo-dipendenti, quali: reazioni spontanee degli aminogruppi con gli zuccheri riducenti (reazione di Maillard), auto ossidazione degli zuccheri, ossidazione del DNA, ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, fotodanni da raggi UV, condizioni di stress ossidativo, deplezione di glutatione ridotto (GSH). Inoltre il Glyoxal è un prodotto del metabolismo e dell’ossidazione microsomiale di prodotti quali la glicolaldeide, il glicole etilenico e le N-nitrosamine beta idrossisostituite. La concentrazione nel sangue umano è di 0.1-1 µmol/litro, con livelli superiori in soggetti affetti da diabete mellito o insufficienza renale. Il Glyoxal non è necessariamente tossico ma la quantità lo rende tale. I danni che può indurre aumentano in caso di carenza di vitamina B6.. In eccesso, attacca gli amino gruppi delle proteine, nucleotidi e lipidi ed è considerato un intermedio importante nella formazione dei prodotti finali della glicazione (AGEs). Tali sostanze alterano la funzione proteica e 11


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Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

uso industriale, tuttavia l’inquinamento da questa sostanza deriva da molte altre fonti. Le emissioni delle automobili formano uno smog fotochimico che finisce col produrre Glyoxal, che è contenuto anche nel fumo delle sigarette. Anche i fuochi domestici, rilasciano Glyoxal. Possiamo quindi considerare che con una dieta usuale di oggi, fatta di caffè, toast, yogurt, olio, pane, e con una vita “normale” nelle nostre città e nelle nostre case, si arrivi ad assorbire sempre una dose tossica di Glyoxal.

UNA FINESTRA SULL’OMOTOSSICOLOGIA a cura del Prof. Ivo Bianchi

IL GLYOXAL OMEOPATICO, una speranza per arginare le complicanze diabetiche

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all’aminoacido glicogenico glicina, tramite una aminoacido ossidasi, si forma l’aldeide gliossalica, che chiameremo Glyoxal attenendoci alla terminologia usata in ambito omotossicologico. Fisiologicamente il Glyoxal viene prodotto sia a livello del mitocondrio (catabolismo dell’Idrossiprolina), che dei Perossisomi (organuli cellulari presenti in tutte le cellule coinvolte nel metabolismo degli acidi grassi che contengono enzimi che liberano la cellula dai perossidi tossici) per catabolismo della glicina. Formula del Glyoxal

Il Glyoxal è un noto intermedio chimico, usato nella produzione di farmaci, detersivi, disinfettanti; è un agente legante nella produzione di una gran quantità di diversi polimeri. Viene rilasciato, nel corso di tali procedure, sia nell’aria che nell’acqua ambientale Nei fiumi e nelle falde acquifere europee si riscontra più di 12 µg/ litro di Glyoxal. Questa molecola si trova frequentemente nei cibi fermentati e nel10

Metabolismo della Glicina

Il Glyoxal rilasciato nell’ambiente viene rapidamente convertito con processi abiotici da batteri e funghi e non ha di per sé una spiccata tendenza al bioaccumulo. L’intossicazione da Glyoxal può avvenire tramite inalazione o assorbimento trasdermico con l’uso di disinfettanti, ad esempio in ambiente ospedaliero, o di antiparassitari, ad esempio in ambito agricolo. La popolazione generale è esposta a taSiti di produzione cellulare del Glyoxal

le bevande. È stata riscontrata nella birra, nel vino e nel thè nero in concentrazioni che vanno dai 20 µg/litro (thè nero) ai 1556 µg/litro (sherry). Inoltre è presente in vari altri prodotti fermentati quali la pasta di soia, lo yogurt (0.63-4.2 mg/kg), i prodotti da forno come il pane (0.07-1.6 mg/kg), e diversi cibi vegetali (3-14 mg/ kg), e olii alimentari (più di 6.5 mg/kg).

Reazioni non enzimatiche

Mitocondriale Sintesi Cellulare

Glyoxal

Perossisomale Microsomiale

Polluzione ambientale

Diverse fonti di Glyoxal

Alimenti Acque

le intossicazione attraverso i cibi, l’aria o l’acqua inquinata. Nel mondo si producono quindi grandi quantità di Glyoxal per

Questa aldeide è prodotta anche durante il normale metabolismo cellulare da una moltitudine di reazioni non enzimo-dipendenti, quali: reazioni spontanee degli aminogruppi con gli zuccheri riducenti (reazione di Maillard), auto ossidazione degli zuccheri, ossidazione del DNA, ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, fotodanni da raggi UV, condizioni di stress ossidativo, deplezione di glutatione ridotto (GSH). Inoltre il Glyoxal è un prodotto del metabolismo e dell’ossidazione microsomiale di prodotti quali la glicolaldeide, il glicole etilenico e le N-nitrosamine beta idrossisostituite. La concentrazione nel sangue umano è di 0.1-1 µmol/litro, con livelli superiori in soggetti affetti da diabete mellito o insufficienza renale. Il Glyoxal non è necessariamente tossico ma la quantità lo rende tale. I danni che può indurre aumentano in caso di carenza di vitamina B6.. In eccesso, attacca gli amino gruppi delle proteine, nucleotidi e lipidi ed è considerato un intermedio importante nella formazione dei prodotti finali della glicazione (AGEs). Tali sostanze alterano la funzione proteica e 11


Volume 3 - N. 9

inattivano gli enzimi, conseguentemente sovvertendo tutto il metabolismo cellulare ed inibendo la sintesi proteica e la proliferazione cellulare. I danni legati agli AGEs aumentano con la lunghezza della vita delle proteine e quindi sono particolarmente dannosi per collagene, neuro filamenti e strutture del cristallino. Tuttavia anche proteine a vita più breve, quali emoglobina, lipoproteine e proteine intracellulari, sono danneggiate. Questi prodotti hanno un ruolo nella progressione di molte patologie croniche tra cui diabete, Alzheimer e altre patologie neurodegenerative, patologie infiammatorie croniche, artrite, arteriosclerosi e patologie vascolari in genere, cataratta, cambiamenti in età senile della pelle, fibrosi polmonare, insufficienza renale e complicazioni della dialisi peritoneale.

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

me per altre α ossalaldeidi, sono limitate dall’efficienza del sistema gliossalasico e dalla rapida reazione del Glyoxal con le proteine. Anche in condizioni fisiologiche il Glyoxal reagisce rapidamente con l’Arginina formando 1-(4-amino-4-carbossibutil)-2-imino-5-ossa-imidazolidine, quindi residui argininici a livello proteico o la somministrazione esogena stessa di Arginina, possono agire come detossificanti da questa aldeide. In presenza di ulteriore Glyoxal anche la Fenilalanina o la Lisina, possono essere ossidate e produrre amidi.

sicità di questa aldeide sono in particolare pancreas e rene. A livello pancreatico si notano aree necrotiche soprattutto a carico delle β-cellule delle isole del Langerhans con un danno simile a quello che si può indurre con Alloxana ed un simile quadro diabetico relativo. L’azione nefrotossica è caratterizzata da una degenerazione vacuolare del rene.

2 VIE DI DEPURAZIONE-INATTIVAZIONE CELLULARE DEL GLYOXAL - Sistema Gliossalasico GSH dipendente - Aminoacidi quali Arginina, Fenilalanina e Lisina

Tossicità ampli-icata nel diabetico

Tossicità del Glyoxal

Sostanze AGEs tossici cellulari

Gli effetti deleteri di queste aldeidi a livello cellulare sono contrastati dal sistema enzimatico gliossalasico GSH dipendente, che converte il Glyoxal nel molto meno reattivo glicolato. Pertanto le concentrazioni endogene di Glyoxal nei tessuti e nei fluidi corporei umani, co12

Diretta Lieve Indiretta Notevole

Modalità della tossicità di Glyoxal

Fonti endogene ed esogene di Glyoxal e suo metabolismo depurativo

Tossicità tissutale diretta a livello di rene, fegato , pancreas

Danno metabolico per eccessiva disponibilità di glucosio cellulare

Nei pazienti con insufficienza renale cronica, l’aumento del Glyoxal è probabilmente dovuto alla nota accelerazione dell’auto ossidazione del glucosio. Anche nel diabete mellito si è notata una iperproduzione ed un accumulo locale di Glyoxal. Gli organi bersaglio della tos-

Altri studi tossicologici sull’animale hanno dimostrato analoghi effetti degenerativi a livello epatico. È stato anche notato, sempre nell’animale da esperimento, un ritardo nella crescita e nell’incremento di peso, non dovuto alla diminuita assunzione di cibo ma agli effetti tossici sistemici dell’aldeide. Negli animali intossicati si nota un incremento reattivo del sistema depurativo gliossalasico, ma solo per un periodo limitato di tempo. Queste osservazioni confermerebbero l’utilità della pra-

tica omotossicologica di somministrare a quasi tutti i pazienti, l’aldeide diluita, ad intervalli circa mensili, per attivare i processi detossificanti, visto il continuo stato di re-intossicazione in cui vive l’uomo moderno. Nonostante i danni tessutali indotti da questa intossicazione, in genere i comuni esami di laboratorio non dimostrano variazioni notevoli se non un calo dei livelli protidemici in relazione all’inibizione della sintesi proteica indotta dall’aldeide. Nonostante la ampiamente documentata genotossicità del Glyoxal, non sono state rilevate importanti spinte carcinogenetiche anche in corso di somministrazione prolungata dell’aldeide. Nel 2004 a Ginevra sotto gli auspici del World Health Organization è stato pubblicato uno specifico studio sul Glyoxal da parte dei dottori J. Kielhorn, C. Pohlenz-Michel, S. Schmidt e I. Mangelsdorf del Fraunhofer Institute for Toxicology and Experimental Medicine di Hannover, Germania. Questo studio è stato effettuato per valutare la tossicità del Glyoxal a livello ambientale e sulla salute umana. Nonostante tutti i dati emersi, che abbiamo in parte già citato, non vi sono, al solito, come sempre in questo campo, dati definitivi sulla tossicità umana. Tuttavia studi sull’animale e dati epidemiologici della nostra popolazione, parlano abbastanza chiaro sulla tossicità di tali sostanze chimiche, qualora siano, per ragioni di inquinamento, a livelli eccessivi nel corpo. Viceversa la formazione endogena, ha il più delle volte, effetto reattivo, compensatorio e difensivo sulla cellula, fino a determinarne l’apoptosi per scongiurarne la cancerizzazione. 13


Volume 3 - N. 9

inattivano gli enzimi, conseguentemente sovvertendo tutto il metabolismo cellulare ed inibendo la sintesi proteica e la proliferazione cellulare. I danni legati agli AGEs aumentano con la lunghezza della vita delle proteine e quindi sono particolarmente dannosi per collagene, neuro filamenti e strutture del cristallino. Tuttavia anche proteine a vita più breve, quali emoglobina, lipoproteine e proteine intracellulari, sono danneggiate. Questi prodotti hanno un ruolo nella progressione di molte patologie croniche tra cui diabete, Alzheimer e altre patologie neurodegenerative, patologie infiammatorie croniche, artrite, arteriosclerosi e patologie vascolari in genere, cataratta, cambiamenti in età senile della pelle, fibrosi polmonare, insufficienza renale e complicazioni della dialisi peritoneale.

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me per altre α ossalaldeidi, sono limitate dall’efficienza del sistema gliossalasico e dalla rapida reazione del Glyoxal con le proteine. Anche in condizioni fisiologiche il Glyoxal reagisce rapidamente con l’Arginina formando 1-(4-amino-4-carbossibutil)-2-imino-5-ossa-imidazolidine, quindi residui argininici a livello proteico o la somministrazione esogena stessa di Arginina, possono agire come detossificanti da questa aldeide. In presenza di ulteriore Glyoxal anche la Fenilalanina o la Lisina, possono essere ossidate e produrre amidi.

sicità di questa aldeide sono in particolare pancreas e rene. A livello pancreatico si notano aree necrotiche soprattutto a carico delle β-cellule delle isole del Langerhans con un danno simile a quello che si può indurre con Alloxana ed un simile quadro diabetico relativo. L’azione nefrotossica è caratterizzata da una degenerazione vacuolare del rene.

2 VIE DI DEPURAZIONE-INATTIVAZIONE CELLULARE DEL GLYOXAL - Sistema Gliossalasico GSH dipendente - Aminoacidi quali Arginina, Fenilalanina e Lisina

Tossicità ampli-icata nel diabetico

Tossicità del Glyoxal

Sostanze AGEs tossici cellulari

Gli effetti deleteri di queste aldeidi a livello cellulare sono contrastati dal sistema enzimatico gliossalasico GSH dipendente, che converte il Glyoxal nel molto meno reattivo glicolato. Pertanto le concentrazioni endogene di Glyoxal nei tessuti e nei fluidi corporei umani, co12

Diretta Lieve Indiretta Notevole

Modalità della tossicità di Glyoxal

Fonti endogene ed esogene di Glyoxal e suo metabolismo depurativo

Tossicità tissutale diretta a livello di rene, fegato , pancreas

Danno metabolico per eccessiva disponibilità di glucosio cellulare

Nei pazienti con insufficienza renale cronica, l’aumento del Glyoxal è probabilmente dovuto alla nota accelerazione dell’auto ossidazione del glucosio. Anche nel diabete mellito si è notata una iperproduzione ed un accumulo locale di Glyoxal. Gli organi bersaglio della tos-

Altri studi tossicologici sull’animale hanno dimostrato analoghi effetti degenerativi a livello epatico. È stato anche notato, sempre nell’animale da esperimento, un ritardo nella crescita e nell’incremento di peso, non dovuto alla diminuita assunzione di cibo ma agli effetti tossici sistemici dell’aldeide. Negli animali intossicati si nota un incremento reattivo del sistema depurativo gliossalasico, ma solo per un periodo limitato di tempo. Queste osservazioni confermerebbero l’utilità della pra-

tica omotossicologica di somministrare a quasi tutti i pazienti, l’aldeide diluita, ad intervalli circa mensili, per attivare i processi detossificanti, visto il continuo stato di re-intossicazione in cui vive l’uomo moderno. Nonostante i danni tessutali indotti da questa intossicazione, in genere i comuni esami di laboratorio non dimostrano variazioni notevoli se non un calo dei livelli protidemici in relazione all’inibizione della sintesi proteica indotta dall’aldeide. Nonostante la ampiamente documentata genotossicità del Glyoxal, non sono state rilevate importanti spinte carcinogenetiche anche in corso di somministrazione prolungata dell’aldeide. Nel 2004 a Ginevra sotto gli auspici del World Health Organization è stato pubblicato uno specifico studio sul Glyoxal da parte dei dottori J. Kielhorn, C. Pohlenz-Michel, S. Schmidt e I. Mangelsdorf del Fraunhofer Institute for Toxicology and Experimental Medicine di Hannover, Germania. Questo studio è stato effettuato per valutare la tossicità del Glyoxal a livello ambientale e sulla salute umana. Nonostante tutti i dati emersi, che abbiamo in parte già citato, non vi sono, al solito, come sempre in questo campo, dati definitivi sulla tossicità umana. Tuttavia studi sull’animale e dati epidemiologici della nostra popolazione, parlano abbastanza chiaro sulla tossicità di tali sostanze chimiche, qualora siano, per ragioni di inquinamento, a livelli eccessivi nel corpo. Viceversa la formazione endogena, ha il più delle volte, effetto reattivo, compensatorio e difensivo sulla cellula, fino a determinarne l’apoptosi per scongiurarne la cancerizzazione. 13


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Dosi ponderali

Fumo Inquinamento

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

ALDEIDI E CHETONI Glyoxal

Danno cancerogenetico

Dosi infenitesimali

Diretto

Danno cellulare

Indiretto

Danno metabolico Diabete

Ruolo del Glyoxal nella cancerizzazione diretta e nello stimolo di crescita del cancro

IL PROCESSO DI GLICOSILAZIONE A LIVELLO CELLULARE

In molti batteri, funghi e piante esiste una via semplificata di catabolismo, alternativa al ciclo di Krebs. In questa via si passa direttamente dall’iso Citrato al Malato. La ragione per cui in alcune forme viventi si è sviluppata questa via è da ricercarsi nella necessità di avere energia anche in assenza di Glucosio, utilizzando quindi acidi grassi ed aminoacidi in sua Ciclo del Glyoxal vece. Infatti l’iso Citrato viene trasformaa livello cellulare to direttamente in Malato, tramite il quale si può avviare la gluconeogenesi senza innescare l’evento catabolico della fosforilasi ossidativa. L’aumento patologico del Glyoxal, anche non in forma massiva, va presumibilmente a stimolare anche nell’umano, a forzare, questa via di approvvigionamento energetico, cosa che potrebbe essere utile in alcune alterazioni del metabolismo del glucosio ove cellule e tessuti sono danneggiati da fasi ipoglicemiche, ma potenzialmente molto pericoloso perché può indurre gluconeogenesi vantaggiosa per la cellula neoplastica. Anche nel paziente cronico può essere una via complementare, compensatoria, di produzione di energia, utile in particolare al tessuto nervoso, muscolare e agli organi più direttamente dipendenti dal rifornimento glucidico. Gli studiosi convenzionali si sforzano di trovare farmaci che blocchino tale via metabolica per arrestare funghi e batteri molto aggressivi. L’omotossicologia cerca di riequilibrare questo meccanismo in modo che sia attivato solo quando è necessario. 14

Le Aldeidi, che con i Chetoni sono dette anche composti carbonilici per la presenza di un gruppo carbonile, intervengono in numerose reazioni chimiche, dove R e R’ possono essere alifatici o aromatici. Gli elettroni del doppio legame C=O, unendo due atomi di elettronegatività molto diversa, sono addensati sull’atomo più elettronegativo, l’Ossigeno. In effetti il gruppo carbonilico è fortemente polarizzato: è stato calcolato che la carica positiva sull’ato- Formula chimica di aldeidi e chetoni mo di Carbonio rappresenta circa il 47% di una carica intera. L’Ossigeno può agire come buon accettore per formare legami a Idrogeno. Le Aldeidi, reagendo con le amine formano basi di Schiff. Tali composti organici agiscono a livello tissutale come potenti radicali liberi. La somministrazione di aldeidi in piccola quantità, come suggerito dall’Omotossicologia, è uno stimolo alla dissociazione e quindi all’eliminazione emuntoriale di questi pericolosi tossici tissutali. Le Aldeidi sono quindi forme chimiche molto reattive, la sintesi mediata dai fagociti, di queste sostanze può giocare un ruolo importante nell’eliminazione di batteri e cellule neoplastiche. La glicoaldeide, in culture di cellule di carcinoma mammario, inattiva la glucosio-fosfato deidrogenasi, la gliceraldeide-3-fosfato deidrogenasi, e la Cu, Zn superossido dismutasi, sopprimendo quindi la crescita delle cellule tumorali ed inducendone l’apoptosi.

I risultati sperimentali suggeriscono che la glicolaldeide possa essere un importante mediatore della attività anti neoplastica dei neutrofili. Anche se questa stessa sostanza è da considerarsi un radicale libero dell’Ossigeno e quindi ha una sua intrinseca pericolosità. Ad esempio molte forme neoplastiche, soprattutto a livello polmonare e gastroenterico, che originano da un’infiammazione cronica, sono appunto dovute all’accumulo di questi ROS correlato all’azione dei granulociti neutrofili effettori dell’infiammazione. Secondo gli studi di una scienziata indiana

Attività chimiche dell’acido ascorbico

15


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Dosi ponderali

Fumo Inquinamento

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ALDEIDI E CHETONI Glyoxal

Danno cancerogenetico

Dosi infenitesimali

Diretto

Danno cellulare

Indiretto

Danno metabolico Diabete

Ruolo del Glyoxal nella cancerizzazione diretta e nello stimolo di crescita del cancro

IL PROCESSO DI GLICOSILAZIONE A LIVELLO CELLULARE

In molti batteri, funghi e piante esiste una via semplificata di catabolismo, alternativa al ciclo di Krebs. In questa via si passa direttamente dall’iso Citrato al Malato. La ragione per cui in alcune forme viventi si è sviluppata questa via è da ricercarsi nella necessità di avere energia anche in assenza di Glucosio, utilizzando quindi acidi grassi ed aminoacidi in sua Ciclo del Glyoxal vece. Infatti l’iso Citrato viene trasformaa livello cellulare to direttamente in Malato, tramite il quale si può avviare la gluconeogenesi senza innescare l’evento catabolico della fosforilasi ossidativa. L’aumento patologico del Glyoxal, anche non in forma massiva, va presumibilmente a stimolare anche nell’umano, a forzare, questa via di approvvigionamento energetico, cosa che potrebbe essere utile in alcune alterazioni del metabolismo del glucosio ove cellule e tessuti sono danneggiati da fasi ipoglicemiche, ma potenzialmente molto pericoloso perché può indurre gluconeogenesi vantaggiosa per la cellula neoplastica. Anche nel paziente cronico può essere una via complementare, compensatoria, di produzione di energia, utile in particolare al tessuto nervoso, muscolare e agli organi più direttamente dipendenti dal rifornimento glucidico. Gli studiosi convenzionali si sforzano di trovare farmaci che blocchino tale via metabolica per arrestare funghi e batteri molto aggressivi. L’omotossicologia cerca di riequilibrare questo meccanismo in modo che sia attivato solo quando è necessario. 14

Le Aldeidi, che con i Chetoni sono dette anche composti carbonilici per la presenza di un gruppo carbonile, intervengono in numerose reazioni chimiche, dove R e R’ possono essere alifatici o aromatici. Gli elettroni del doppio legame C=O, unendo due atomi di elettronegatività molto diversa, sono addensati sull’atomo più elettronegativo, l’Ossigeno. In effetti il gruppo carbonilico è fortemente polarizzato: è stato calcolato che la carica positiva sull’ato- Formula chimica di aldeidi e chetoni mo di Carbonio rappresenta circa il 47% di una carica intera. L’Ossigeno può agire come buon accettore per formare legami a Idrogeno. Le Aldeidi, reagendo con le amine formano basi di Schiff. Tali composti organici agiscono a livello tissutale come potenti radicali liberi. La somministrazione di aldeidi in piccola quantità, come suggerito dall’Omotossicologia, è uno stimolo alla dissociazione e quindi all’eliminazione emuntoriale di questi pericolosi tossici tissutali. Le Aldeidi sono quindi forme chimiche molto reattive, la sintesi mediata dai fagociti, di queste sostanze può giocare un ruolo importante nell’eliminazione di batteri e cellule neoplastiche. La glicoaldeide, in culture di cellule di carcinoma mammario, inattiva la glucosio-fosfato deidrogenasi, la gliceraldeide-3-fosfato deidrogenasi, e la Cu, Zn superossido dismutasi, sopprimendo quindi la crescita delle cellule tumorali ed inducendone l’apoptosi.

I risultati sperimentali suggeriscono che la glicolaldeide possa essere un importante mediatore della attività anti neoplastica dei neutrofili. Anche se questa stessa sostanza è da considerarsi un radicale libero dell’Ossigeno e quindi ha una sua intrinseca pericolosità. Ad esempio molte forme neoplastiche, soprattutto a livello polmonare e gastroenterico, che originano da un’infiammazione cronica, sono appunto dovute all’accumulo di questi ROS correlato all’azione dei granulociti neutrofili effettori dell’infiammazione. Secondo gli studi di una scienziata indiana

Attività chimiche dell’acido ascorbico

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dell’università di Calcutta Manju Ray l’uso di piccole quantità di metyl Glyoxal in associazione con acido Ascorbico è capace di bloccare la glicolisi delle cellule neoplastiche senza intaccare quelle sane. Il metyl Glyoxal stimola i meccanismi di espulsione del Glyoxal tossico per la cellula. La sottrazione di Glyoxal blocca una fondamentale via gluconeogenetica che priva la cellula neoplastica dell’approvvigionamento di glucosio, cosi fondamentale per la sua sopravvivenza. Il Maitake, fungo della tradizione medica giapponese, conosciuto scientificamente come Grifola frondosa, ha proprietà antiproliferative estesamente provate da moltissimi lavori scientifici. Ebbene l’azione di questo micoterapico si esplica tramite un’attività citotossica mediata dall’inibizione della gliossalasi I, un enzima disintossicante vitale per la cellula. Il blocco di questo enzima porta infatti all’accumulo di metil Glyoxal che ha un effetto citotossico e di blocco delle mitosi in particolare nelle cellule neoplastiche che usano tipicamente la via anaerobica per produrre energia e che dipendono in gran parte dall’utilizzazione del glucosio.

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

I gliossali sono quindi aldeidi che si formano a livello endogeno e che aumentano in situazioni di iperglicemia o di carenza di Tiamina. Queste sostanze sono dei potenti fattori nello stress ossidativo particolarmente dell’epatocita, che più facilmente è sottoposto al consumo di glutatione per inattivare il perossido di Idrogeno. I gliossali interferiscono inoltre sui processi di protezione antiossidante della cellula. Supplementando Tiamina si protegge l’epatocita dal danno causato da eccessiva produzione di Glyoxal a livello cellulare. Recenti studi hanno dimostrato che i fagociti attivati usano la mieloperossidasi per produrre glicolaldeide, 2-idrossipropanal, e acroleina. Poiché l’α-idrossi e l’α, β aldeide insatura sono sostanze molto reattive, è presumibile che la sintesi di queste sostanze mediate dai fagociti, abbia un ruolo importante nell’uccidere batteri e cellule tumorali.

sto enzima ed i livelli ematici di gliossalasi sono considerati fattori di rischio per lo sviluppo di complicanze diabetiche, poiché indica un sostanziale deficit del meccanismo compensatorio gluconeogenetico. Esiste quindi un rinnovato interesse, da parte dell’industria farmaceutica, per questo sistema enzimatico.La gliossalasi è di vitale importanza per sostenere i primi stadi dello sviluppo embriogenetico, ma anche successivamente per la maturazione e lo sviluppo, fino ai processi di invecchiamento e morte. Questo sistema enzimatico è quindi implicato nel controllo della crescita cellulare, nella detossificazione delle α-ossalaldeidi e nel bypass della sintesi di acido piruvico a livello della glicolisi anaerobica di Emb-

den-Meyerhof. Il tutto consiste in due reazioni enzimatiche consecutive che portano alla produzione finale di acido lattico, utilizzando come cofattore il glutatione ridotto. L’importanza di queste reazioni è associata col metabolismo del substrato fisiologico metil Glyoxal, il ben noto composto reattivo a,β-dicarbonilico che si forma inevitabilmente nel sistema biologico della glicolisi. Se il sistema della gliossalasi è alterato o bloccato, il metil Glyoxal, si accumula a livelli tossici, situazione che si verifica durante le terapie anti neoplastiche ed anti microbiche. In condizioni dose limitantesi, il metil Glyoxal induce modificazioni proteiche inizialmente reversibili e poi irreversibili.

Il ciclo del Glyoxal

gFormaldeide e Glyoxal

16

Il sistema enzimatico della gliossalasi è una via metabolica che si trova nel citosol di tutte le cellule. Recenti ricerche hanno visto lo sviluppo di nuovi farmaci anti tumorali ed anti malarici diretti su que17


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dell’università di Calcutta Manju Ray l’uso di piccole quantità di metyl Glyoxal in associazione con acido Ascorbico è capace di bloccare la glicolisi delle cellule neoplastiche senza intaccare quelle sane. Il metyl Glyoxal stimola i meccanismi di espulsione del Glyoxal tossico per la cellula. La sottrazione di Glyoxal blocca una fondamentale via gluconeogenetica che priva la cellula neoplastica dell’approvvigionamento di glucosio, cosi fondamentale per la sua sopravvivenza. Il Maitake, fungo della tradizione medica giapponese, conosciuto scientificamente come Grifola frondosa, ha proprietà antiproliferative estesamente provate da moltissimi lavori scientifici. Ebbene l’azione di questo micoterapico si esplica tramite un’attività citotossica mediata dall’inibizione della gliossalasi I, un enzima disintossicante vitale per la cellula. Il blocco di questo enzima porta infatti all’accumulo di metil Glyoxal che ha un effetto citotossico e di blocco delle mitosi in particolare nelle cellule neoplastiche che usano tipicamente la via anaerobica per produrre energia e che dipendono in gran parte dall’utilizzazione del glucosio.

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I gliossali sono quindi aldeidi che si formano a livello endogeno e che aumentano in situazioni di iperglicemia o di carenza di Tiamina. Queste sostanze sono dei potenti fattori nello stress ossidativo particolarmente dell’epatocita, che più facilmente è sottoposto al consumo di glutatione per inattivare il perossido di Idrogeno. I gliossali interferiscono inoltre sui processi di protezione antiossidante della cellula. Supplementando Tiamina si protegge l’epatocita dal danno causato da eccessiva produzione di Glyoxal a livello cellulare. Recenti studi hanno dimostrato che i fagociti attivati usano la mieloperossidasi per produrre glicolaldeide, 2-idrossipropanal, e acroleina. Poiché l’α-idrossi e l’α, β aldeide insatura sono sostanze molto reattive, è presumibile che la sintesi di queste sostanze mediate dai fagociti, abbia un ruolo importante nell’uccidere batteri e cellule tumorali.

sto enzima ed i livelli ematici di gliossalasi sono considerati fattori di rischio per lo sviluppo di complicanze diabetiche, poiché indica un sostanziale deficit del meccanismo compensatorio gluconeogenetico. Esiste quindi un rinnovato interesse, da parte dell’industria farmaceutica, per questo sistema enzimatico.La gliossalasi è di vitale importanza per sostenere i primi stadi dello sviluppo embriogenetico, ma anche successivamente per la maturazione e lo sviluppo, fino ai processi di invecchiamento e morte. Questo sistema enzimatico è quindi implicato nel controllo della crescita cellulare, nella detossificazione delle α-ossalaldeidi e nel bypass della sintesi di acido piruvico a livello della glicolisi anaerobica di Emb-

den-Meyerhof. Il tutto consiste in due reazioni enzimatiche consecutive che portano alla produzione finale di acido lattico, utilizzando come cofattore il glutatione ridotto. L’importanza di queste reazioni è associata col metabolismo del substrato fisiologico metil Glyoxal, il ben noto composto reattivo a,β-dicarbonilico che si forma inevitabilmente nel sistema biologico della glicolisi. Se il sistema della gliossalasi è alterato o bloccato, il metil Glyoxal, si accumula a livelli tossici, situazione che si verifica durante le terapie anti neoplastiche ed anti microbiche. In condizioni dose limitantesi, il metil Glyoxal induce modificazioni proteiche inizialmente reversibili e poi irreversibili.

Il ciclo del Glyoxal

gFormaldeide e Glyoxal

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Il sistema enzimatico della gliossalasi è una via metabolica che si trova nel citosol di tutte le cellule. Recenti ricerche hanno visto lo sviluppo di nuovi farmaci anti tumorali ed anti malarici diretti su que17


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ALBERT SZENT GYORGYI Il dottor Albert Szent-Gyorgyi, che nel 1937 vinse il premio Nobel per la scoperta della vitamina C, ha anche effettuato nella metà del ‘900, appassionanti studi nel campo oncologico. In particolare, nei suoi studi, egli identifica i meccanismi che mettono a riposo la cellula o che ne stimolano la riproduzione anche incontrollata. Egli chiama Retine, le sostanze che, chimicamente altro non sono che Glyoxal e metil Glyoxal, mettono a riposo la cellula. Egli isola anche il metil Gloxal dalle urine e ne sperimenta le proprietà antineoplastiche. Parla poi di Promine, riferendosi a sostanze, ovvero la gliossalasi, che stimolano la proliferazione tumultuosa della cellula. Egli scriveva sulla rivista Science: “Retine e Promine, sono due sostanze fisiologiche, prodotte dalla natura. Esse probabilmente hanno la capacità di influenzare la divisione cellulare. Possiamo essere in presenza di sostanze che possiedono la capacità di fermare la crescita tumorale ed anche di indurre la regressione alla normalità delle cellule neoplastiche, senza effetti tossici”. Nelle sue ricerche, il dottor Gyorgyi dimostra che il gruppo carbonilico del Glyoxal e del metil Glyoxal arrestano la divisione cellulare ed inducono uno stato di quiescenza nella cellula. In assenza di gruppi carbonilici a livello tissutale, viene stimolata una Albert Szent Gyorgyi proliferazione cellulare anarchica ed incontrollata il cui risultato finale può essere l’insorgenza di una neoplasia. Nel 1972, nel Prevention Magazine, Gyorgyi afferma che “Glyoxal e metil Glyoxal sono sostanze prodotte dalla cellula, non tossiche e con specifica attività antineoplastica”. Ulteriori ricerche attribuirono a queste sostanze anche attività antivirale. Successive ricerche da parte del dottor Egyud (National Academy of Science, 1965), un collega di Gyorgi, hanno dimostrato che Glyoxal e metil Glyoxal, esistono normalmente a livello cellulare, di qui l’indicazione al loro uso in quantità infinitesimali omeopatiche, per stimolarne l’attività secondo la Legge di Arndt e Schultz. Nel 1968, il dottor Szent-Gyorgyi precisa ulteriormente l’azione cancerostatica del metil Glyoxal dimostrando sperimentalmente che le cellule neoplastiche in cultura sono più sensibili a questa sostanza rispetto a quelle norma-

18

li. Successivi esperimenti dimostrarono che topolini cui era inoculato intraperitonealmente il sarcoma 180, venivano curati da iniezioni intraperitoneali di metil Glyoxal. In realtà il metil Glioxal è semplicemente una α-keto-aldehyde (aldeide pyruvica) e tutte le cellule possiedono un potente sistema enzimatico per convertirla nei corrispondenti ossiacidi non reattivi quali l’acido lattico. Parliamo del già citato sistema enzimatico gliossalasico. In realtà si tratta di una struttura biochimica molto più complessa, di cui fanno parte due enzimi (gliossalase I e II) e un coenzima, l’S-glutatione, deputati a trasformare i derivati del Glyoxal nei corrispondenti idrossiacidi ed il metil Glyoxal in acido lattico. Secondo Szent-Gyorgyi la differenza tra una cellula sana ed una neoplastica è che quest’ultima ha perso la capacità di legare il suddetto complesso enzimatico, il quale quindi inattiva il metil Glyoxal ed oltre a determinare la caratteristica acidosi tissutale conseguenza della cancerizzazione cellulare, determina una crescita incontrollata, non necessaria ovvero neoplastica della cellula. Szent-Gyorgyi fa riferimento anche alle ricerche di Otto Warburg ed alla sua teoria sull’anaerobiosi, secondo la quale, la vera causa del cancro sta nella possibilità della cellula animale di vivere senza ossigeno utilizzando la Glicolisi anaerobica. In un’intervista rilasciata al Prevention Magazine nel 1973, il dottor Szent-Gyorgyi si diceva molto vicino alla comprensione dei meccanismi cellulari della cencerizzazione e del modo di controllarli, ma denunciava il minimo supporto economico fornito alle sue ricerche. Il dottor Szent-Gyorgyi inoltre sottolinea l’importanza del gruppo carbonilico, C = O. Anche il dottor Koch aveva enfatizzato l’importanza dei gruppi carbonilici per il controllo della proliferazione neoplastica.

RETINE PROMINE

Glyoxal e metil Glyoxal

Blocco della Proliferazione Cellulare

Complesso Enzimatico Glyoxalase

metil Glyoxal ad Acido Lattico

Degradazione di

Stimolo della Glicolisi Anaerobica

Proliferazione Cellulare Incontrollata O. Warburg . W. Koch e Sant Gyogyi sono sulla stessa linea di pensiero, Reckeweg, anche conscio del destino scientifico e legale di tali grandi scienziati, non fa proclami, ma inserisce in terapia farmaci che sposano tali teorie, quali i Chinoni e le Aldeidi.

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Volume 3 - N. 9

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

ALBERT SZENT GYORGYI Il dottor Albert Szent-Gyorgyi, che nel 1937 vinse il premio Nobel per la scoperta della vitamina C, ha anche effettuato nella metà del ‘900, appassionanti studi nel campo oncologico. In particolare, nei suoi studi, egli identifica i meccanismi che mettono a riposo la cellula o che ne stimolano la riproduzione anche incontrollata. Egli chiama Retine, le sostanze che, chimicamente altro non sono che Glyoxal e metil Glyoxal, mettono a riposo la cellula. Egli isola anche il metil Gloxal dalle urine e ne sperimenta le proprietà antineoplastiche. Parla poi di Promine, riferendosi a sostanze, ovvero la gliossalasi, che stimolano la proliferazione tumultuosa della cellula. Egli scriveva sulla rivista Science: “Retine e Promine, sono due sostanze fisiologiche, prodotte dalla natura. Esse probabilmente hanno la capacità di influenzare la divisione cellulare. Possiamo essere in presenza di sostanze che possiedono la capacità di fermare la crescita tumorale ed anche di indurre la regressione alla normalità delle cellule neoplastiche, senza effetti tossici”. Nelle sue ricerche, il dottor Gyorgyi dimostra che il gruppo carbonilico del Glyoxal e del metil Glyoxal arrestano la divisione cellulare ed inducono uno stato di quiescenza nella cellula. In assenza di gruppi carbonilici a livello tissutale, viene stimolata una Albert Szent Gyorgyi proliferazione cellulare anarchica ed incontrollata il cui risultato finale può essere l’insorgenza di una neoplasia. Nel 1972, nel Prevention Magazine, Gyorgyi afferma che “Glyoxal e metil Glyoxal sono sostanze prodotte dalla cellula, non tossiche e con specifica attività antineoplastica”. Ulteriori ricerche attribuirono a queste sostanze anche attività antivirale. Successive ricerche da parte del dottor Egyud (National Academy of Science, 1965), un collega di Gyorgi, hanno dimostrato che Glyoxal e metil Glyoxal, esistono normalmente a livello cellulare, di qui l’indicazione al loro uso in quantità infinitesimali omeopatiche, per stimolarne l’attività secondo la Legge di Arndt e Schultz. Nel 1968, il dottor Szent-Gyorgyi precisa ulteriormente l’azione cancerostatica del metil Glyoxal dimostrando sperimentalmente che le cellule neoplastiche in cultura sono più sensibili a questa sostanza rispetto a quelle norma-

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li. Successivi esperimenti dimostrarono che topolini cui era inoculato intraperitonealmente il sarcoma 180, venivano curati da iniezioni intraperitoneali di metil Glyoxal. In realtà il metil Glioxal è semplicemente una α-keto-aldehyde (aldeide pyruvica) e tutte le cellule possiedono un potente sistema enzimatico per convertirla nei corrispondenti ossiacidi non reattivi quali l’acido lattico. Parliamo del già citato sistema enzimatico gliossalasico. In realtà si tratta di una struttura biochimica molto più complessa, di cui fanno parte due enzimi (gliossalase I e II) e un coenzima, l’S-glutatione, deputati a trasformare i derivati del Glyoxal nei corrispondenti idrossiacidi ed il metil Glyoxal in acido lattico. Secondo Szent-Gyorgyi la differenza tra una cellula sana ed una neoplastica è che quest’ultima ha perso la capacità di legare il suddetto complesso enzimatico, il quale quindi inattiva il metil Glyoxal ed oltre a determinare la caratteristica acidosi tissutale conseguenza della cancerizzazione cellulare, determina una crescita incontrollata, non necessaria ovvero neoplastica della cellula. Szent-Gyorgyi fa riferimento anche alle ricerche di Otto Warburg ed alla sua teoria sull’anaerobiosi, secondo la quale, la vera causa del cancro sta nella possibilità della cellula animale di vivere senza ossigeno utilizzando la Glicolisi anaerobica. In un’intervista rilasciata al Prevention Magazine nel 1973, il dottor Szent-Gyorgyi si diceva molto vicino alla comprensione dei meccanismi cellulari della cencerizzazione e del modo di controllarli, ma denunciava il minimo supporto economico fornito alle sue ricerche. Il dottor Szent-Gyorgyi inoltre sottolinea l’importanza del gruppo carbonilico, C = O. Anche il dottor Koch aveva enfatizzato l’importanza dei gruppi carbonilici per il controllo della proliferazione neoplastica.

RETINE PROMINE

Glyoxal e metil Glyoxal

Blocco della Proliferazione Cellulare

Complesso Enzimatico Glyoxalase

metil Glyoxal ad Acido Lattico

Degradazione di

Stimolo della Glicolisi Anaerobica

Proliferazione Cellulare Incontrollata O. Warburg . W. Koch e Sant Gyogyi sono sulla stessa linea di pensiero, Reckeweg, anche conscio del destino scientifico e legale di tali grandi scienziati, non fa proclami, ma inserisce in terapia farmaci che sposano tali teorie, quali i Chinoni e le Aldeidi.

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LLEGE O CO

NM

I TA

E

Glyoxal compositum è un importante farmaco omotossicologico di depurazione e di stimolo enzimatico. È particolarmente indicato quando la patologia degenerativa in atto sia in qualche modo attribuibile ad intossicazione farmacologica, alimentare o chimica. Indicazione clinica specifica di questo farmaco è la presenza di diabete senile latente o manifesto. Inoltre, questo farmaco è indicato quando il paziente lamenti dolore o fitte in regione epatica. Il farmaco deve essere somministrato generalmente intramuscolo, sottocute localmente in prossimità dell’organo in degenerazione solo nei casi più gravi. Uso generalmente prescrivere 1 fiala intramuscolo 1 volta a settimana che distanzio in genere a 2 settimane dopo circa 1 mese di cura, quindi proseguo con somministrazioni mensili o bimensili in relazione al quadro clinico.

C

DECRETO M.I.U.R. MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA AUTORIZZATIVO ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ FORMATIVA

IN

Cosa possiamo concludere dopo tutta questa disamina e quali possono essere le ricadute pratiche dal punto di vista terapeutico? Il primo concetto chiaro è che la Natura ha organizzato un sistema di regolazione assai complesso per gestire la proliferazione cellulare. Il terapeuta deve intervenire con estrema attenzione. La cellula deve riprodursi, l’unico baluardo nei confronti della degenerazione senile dei tessuti è la loro continua proliferazione. La causa prima dell’invecchiamento a livel-

lo midollare, nervoso, ecc. è la mancanza di un continuo ed efficiente rifornimento di cellule staminali. Nello stesso tempo, se tale riproduzione non viene controllata, se si inducesse una sdifferenziazione delle cellule verso le fase embrionali, il rischio di cancro sarebbe altissimo. Ecco quindi spiegato perché Reckeweg, dopo aver studiato le teorie di Szent-Gyorgyi, non propone un farmaco con Glyoxal o Methylglyoxal concentrati o scarsamente diluiti, questo infatti potrebbe essere un freno troppo brutale, utile per il paziente neoplastico, ma pericoloso, ad esempio per un soggetto in via di invecchiamento, i cui tessuti tendono già ad uno scarso ricambio e ad una rallentata proliferazione. Non si vuole peraltro nemmeno bloccare, ragionando omeopaticamente, un meccanismo, con diluizioni molto alte di queste sostanze, si usano quindi delle opportune diluizioni intermedie di bilanciamento (D10).

IC MEDI C

Volume 3 - N. 9

CNM ITALIA

TUROP NA A TH

F

LIA

Percorsi Formativi

di qualificazione e specializzazione nelle

DISCIPLINE BIONATURALI E DEL BENESSERE ®

NUTRITIONAL AND NUTRACEUTICAL CONSULTANT 9 week end di lezioni frontali + moduli online

la Scienza della Nutrizione Accademia di Nutrizione avanzata con moduli di approfondimento su Nutrizione, Nutraceutica e sana alimentazione con la docenza di affermati Medici, Biologi nutrizionisti e abilissimi Chef. Giornate di approfondimento della tematica scientifica nutrizionale e della correlazione con l’integrazione alimentare considerando le specifiche esigenze dell’organismo nelle varie fasi della vita. Protocolli di integrazione per i generi, le fasce di età e specifiche condizioni. Presentazione degli ingredienti, dei menù, della loro preparazione con Showcooking e degustazione dei piatti. www.foodandsupplementcookingacademy.com

NATUROPATH 18 week end di lezioni frontali + moduli online Percorso formativo secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Indirizzo Nutrizionale.

La Naturopatia studia i disequilibri dell’uomo e consente di ottenere una visione di insieme, mente-psiche-soma, favorendo il riequilibrio frequentemente alterato per cause diverse, quali l’inquinamento, lo stress e alterate abitudini di vita che i ritmi incalzanti della società spesso impongono. Protocolli di applicazione secondo criteri energetici e l’utilizzo di integratori alimentari con metodologie salutistiche. Al termine del primo anno è possibile accedere all’esame per il conseguimento del diploma “Nutritional and Nutraceutical Consultant”.

FLOWER ESSENCES CONSULTANT 7 week end di lezioni frontali + moduli online

La Floriterapia agisce sulle frequenze energetiche del nostro organismo e aiuta a ripristinare l’equilibrio psicosomatico, supportando le potenzialità vitali e l’energia creativa delle persone attraverso approcci olistici. I rimedi floreali rappresentano efficaci sistemi di aiuto per chi presenta squilibri e disarmonie emozionali. Corso con specializzazione in Floriterapia Australiana: gli Australian Bush Flowers provenienti dal continente più antico del mondo ed energicamente molto attivi, rappresentano rimedi floreali adeguati e specifici per le problematiche del terzo millennio.

NUTRITIONAL SPORT CONSULTANT 7 week end di lezioni frontali + moduli online

Innovativo percorso per la formazione di figure professionali con competenze relative alla Nutrizione e all’integrazione nell’ambito sportivo. Il corso analizza protocolli pratici per le varie tipologie di attività sportiva nella fisiologia del soggetto in salute. CNM Italia, College of Naturopathic Medicine, sede italiana di CNM UK con sede centrale a Londra, e F.I.F., Federazione Italiana Fitness, promuovono questo innovativo corso. www.nutritionalsportconsultant.it

I weekend possono essere frequentati singolarmente. Crediti ECM se richiesti. Visita il sito www.cnmitalia.com o contatta la segreteria di CNM ITALIA

CNM ITALIA

Via Prima Strada, 23/3 - 35129 Padova Tel. 049.9080654 Fax 049.8898924 info@cnmitalia.com


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C

A

La Salute sotto controllo HEART CONTROL a cura del Prof. Ivo Bianchi

S

i tratta di un innovativo composto che vuole esaltare le molteplici e provate proprietà del Biancospino in ambito cardiologocico, grazie alla sinergia con una pianta assai meno nota in questo senso, l’Hibiscus. Questi due fitoterapici possono essere attivati dall’azione di rimedi omeopatici ancillari. Heart Control è un rimedio dolce, sottile ma profondo, adatto alla prevenzione delle problematiche cardiache acute e croniche. È utile una somministrazione prolungata, affinchè gli effetti a livello tissutale si consolidino e possano poi perdurare a lungo onde permettere dei cicli di terapia, intervallati da periodi di riposo che dovranno essere graduati sulla situazione ed in base alla risposta del singolo individuo. Approfondiamo la conoscenza della composizione per chiarirne le modalità d’azione. CONTENUTO IN FITOTERAPICI SPECIFICI BIANCOSPINO CRATAEGUS OXYACANTHA (Hawthorn) Sin dal 1800, questo arbusto spinoso delle nostre latitudini, è usato per vari problemi cardiologici. In realtà la radice greca del nome scientifico del biancospino (crataegus da krátos, forza) spiega già l’attività di base della pianta che è quella di dare forza al cuore. I suoi estratti sono annoverati nella farmacopea ufficiale di

EFFETTO INOTROPO POSITIVO

Digitale

Azione Rapida

Cellule cardiache

Biancospino

Azione Lenta

Mitocondri cardiaci

Sommario delle azioni di Crataegus dedotte dalla letteratura: 1. miglioramento della circolazione coronarica e quindi della perfusione miocardica. 2. miglioramento della contrattilità miocardica mediato da una azione di protezione sui mitocondri cardiaci preservati dai danni della perossidazione lipidica. 3. azione antiaritmica con significativa riduzione delle ectopie ventricolari e degli episodi tachicardici. 4. aumento della tolleranza miocardica alla carenza di ossigeno.

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molti paesi del mondo e sono indicati per una vasta gamma di problemi cardiocircolatori: angina pectoris, ipertensione, aritmia iniziale, insufficienza cardiaca e problemi metabolici (diabete, ipercolesterolemia) che influenzino negativamente la funzione cardiaca stessa. Da una attenta revisione della letteratura scientifica recente emerge inconfutabilmente l’effetto positivo dei vari estratti della pianta che, come spesso succede per i prodotti naturali, se pur si manifesta anche strumentalmente dopo 7-8 settimane di terapia, persiste poi per molte settimane anche dopo la sospensione del trattamento.

5. effetto inotropico positivo con chiaro miglioramento della contrattilità del ventricolo sinistro del cuore. 6. azione anti inflammatoria per downregulazione di citochine infiammatorie quali TNF- α, IL-1β e IL-6. 7. azione anti aggregante piastrinica con riduzione dei livelli di tromboxano serico. 8. azione di riduzione sui lipidi serici e del rapporto tra LDH e HDL. Il biancospino stimola inoltre l’escrezione biliare di colesterolo e deprime la sua sintesi epatica.

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

9. stimolo dell’attività degli enzimi antiossidanti quali superossido dismutasi, catalasi, glutatione perossidasi. 10. antagonizzaione dell’ipertrofia ventriculare sinistra correlata all’ipertensione. 11. azione vasodilatatrice sia a livello coronarico che periferico mediata da una inibizione dell’angiotensin-converting enzyme (ACE). 12. protezione contro le disfunzioni della barriera endoteliale, agendo sulla permeabilità endoteliale.

ca e vasodilatatrice. Migliorano sintomi quali l’astenia, la dispnea da sforzo, gli edemi perimalleolari, la nicturia e la tolleranza allo sforzo. 17. riduzione del 39.7% della morte cardiaca improvvisa dei cardiopatici con aumento dello sforzo massimo tollerato al cicloergometro. KARKADÈ HIBISCUS SABDARIFFA Il karkadè è una pianta originaria dell’Africa tropicale ben nota in Italia come bevanda sin dagli anni ‘30 del secolo scorso perchè importata dalle sue colonie ai tempi delle sanzioni che colpirono anche thè e caffè. La tintura madre preparata dai fiori di Ibisco ha una azione anti ipertensiva, epatoprotettrice ed attivante in generale sulle funzioni digestive. In particolare il ricco contenuto in fenoli determina una diminuzione dose-dipendente della pressione sia sistolica che diastolica comparabile a quella di alcuni farmaci convenzionali. Vari studi hanno poi evidenziato una azione diuretica che potenzia l’effetto ipotensivo.

13. diminuzione della frequenza cardiaca per azione sul nodo sinusale e per diretta stimolazione dei recettori muscarinici M2 e possibile blocco dei β-recettori. 14. riduzione significativa del deterioramento della funzione contrattile e dell’ampiezza della zona infartuata in esperimenti nel ratto. Previene la riduzione degli enzimi anti ossidanti determinata da alcuni beta bloccanti. Insuf/icienza cardiaca lieve Angina Pectoris CRATAEGUS ANTI OSSIDANTE

Cuore senile Cuore polmonare

Insuf/icienza cardiaca post infettiva

15. azione ipotensiva per stimolo del rilascio di ossido nitrico. 16. valido supporto alle terapie cardiologiche convenzionali per l’azione inotropica positiva, antiaritmi-

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La Salute sotto controllo HEART CONTROL a cura del Prof. Ivo Bianchi

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i tratta di un innovativo composto che vuole esaltare le molteplici e provate proprietà del Biancospino in ambito cardiologocico, grazie alla sinergia con una pianta assai meno nota in questo senso, l’Hibiscus. Questi due fitoterapici possono essere attivati dall’azione di rimedi omeopatici ancillari. Heart Control è un rimedio dolce, sottile ma profondo, adatto alla prevenzione delle problematiche cardiache acute e croniche. È utile una somministrazione prolungata, affinchè gli effetti a livello tissutale si consolidino e possano poi perdurare a lungo onde permettere dei cicli di terapia, intervallati da periodi di riposo che dovranno essere graduati sulla situazione ed in base alla risposta del singolo individuo. Approfondiamo la conoscenza della composizione per chiarirne le modalità d’azione. CONTENUTO IN FITOTERAPICI SPECIFICI BIANCOSPINO CRATAEGUS OXYACANTHA (Hawthorn) Sin dal 1800, questo arbusto spinoso delle nostre latitudini, è usato per vari problemi cardiologici. In realtà la radice greca del nome scientifico del biancospino (crataegus da krátos, forza) spiega già l’attività di base della pianta che è quella di dare forza al cuore. I suoi estratti sono annoverati nella farmacopea ufficiale di

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molti paesi del mondo e sono indicati per una vasta gamma di problemi cardiocircolatori: angina pectoris, ipertensione, aritmia iniziale, insufficienza cardiaca e problemi metabolici (diabete, ipercolesterolemia) che influenzino negativamente la funzione cardiaca stessa. Da una attenta revisione della letteratura scientifica recente emerge inconfutabilmente l’effetto positivo dei vari estratti della pianta che, come spesso succede per i prodotti naturali, se pur si manifesta anche strumentalmente dopo 7-8 settimane di terapia, persiste poi per molte settimane anche dopo la sospensione del trattamento.

5. effetto inotropico positivo con chiaro miglioramento della contrattilità del ventricolo sinistro del cuore. 6. azione anti inflammatoria per downregulazione di citochine infiammatorie quali TNF- α, IL-1β e IL-6. 7. azione anti aggregante piastrinica con riduzione dei livelli di tromboxano serico. 8. azione di riduzione sui lipidi serici e del rapporto tra LDH e HDL. Il biancospino stimola inoltre l’escrezione biliare di colesterolo e deprime la sua sintesi epatica.

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

9. stimolo dell’attività degli enzimi antiossidanti quali superossido dismutasi, catalasi, glutatione perossidasi. 10. antagonizzaione dell’ipertrofia ventriculare sinistra correlata all’ipertensione. 11. azione vasodilatatrice sia a livello coronarico che periferico mediata da una inibizione dell’angiotensin-converting enzyme (ACE). 12. protezione contro le disfunzioni della barriera endoteliale, agendo sulla permeabilità endoteliale.

ca e vasodilatatrice. Migliorano sintomi quali l’astenia, la dispnea da sforzo, gli edemi perimalleolari, la nicturia e la tolleranza allo sforzo. 17. riduzione del 39.7% della morte cardiaca improvvisa dei cardiopatici con aumento dello sforzo massimo tollerato al cicloergometro. KARKADÈ HIBISCUS SABDARIFFA Il karkadè è una pianta originaria dell’Africa tropicale ben nota in Italia come bevanda sin dagli anni ‘30 del secolo scorso perchè importata dalle sue colonie ai tempi delle sanzioni che colpirono anche thè e caffè. La tintura madre preparata dai fiori di Ibisco ha una azione anti ipertensiva, epatoprotettrice ed attivante in generale sulle funzioni digestive. In particolare il ricco contenuto in fenoli determina una diminuzione dose-dipendente della pressione sia sistolica che diastolica comparabile a quella di alcuni farmaci convenzionali. Vari studi hanno poi evidenziato una azione diuretica che potenzia l’effetto ipotensivo.

13. diminuzione della frequenza cardiaca per azione sul nodo sinusale e per diretta stimolazione dei recettori muscarinici M2 e possibile blocco dei β-recettori. 14. riduzione significativa del deterioramento della funzione contrattile e dell’ampiezza della zona infartuata in esperimenti nel ratto. Previene la riduzione degli enzimi anti ossidanti determinata da alcuni beta bloccanti. Insuf/icienza cardiaca lieve Angina Pectoris CRATAEGUS ANTI OSSIDANTE

Cuore senile Cuore polmonare

Insuf/icienza cardiaca post infettiva

15. azione ipotensiva per stimolo del rilascio di ossido nitrico. 16. valido supporto alle terapie cardiologiche convenzionali per l’azione inotropica positiva, antiaritmi-

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Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

La Salute sotto controllo

a cura di Valentina Bianchi

ANCILLARI OMEOPATICI KALIUM CARBONICUM È un sale specifico di supporto cardiologico. Nella tradizione omeopatica tedesca è da sempre usato per l’insufficienza cardiaca dell’anziano con il peculiare sintomo della difficoltà respiratoria notturna che si manifesta in particolare dalle 2 alle 4 della notte. CACTUS È il più classico ed efficace rimedio omeopatico per l’angina pectoris con sintomi importanti che vanno dalla sensazione di soffocamento al sudore freddo, alle palpitazioni con vertigini ed angoscia. Il sintomo chiave è la costrizione toracica e la sensazione di una morsa che stringe il braccio sinistro. Quando questo rimedio è indicato, spesso concomita un’endocardite con insufficienza mitralica, tachicardia ed ipotensione.

MICOTERAPIA: proposta terapeutica alla sindrome metabolica

ARNICA È il rimedio omeopatico specifico per l’angina pectoris con dolori cardiaci puntiformi irradiati alla spalla sinistra. La diluizione omeopatica di questa pianta, assunta per periodi prolungati, si è rivelata utile per l’ipertrofia ventricolare sinistra su base ipertensiva e per la conseguente insufficienza cardiaca con dispnea. COR SUIS Organoterapico specifico che indirizza l’azione delle piante, prevalentemente cardiotrope, che compongono il preparato.

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a tradizione medica occidentale ha lasciato sempre poco spazio allo studio dei funghi per la loro velenosità, il loro misterioso ed improvviso apparire e sparire nei boschi ed invero sono esseri particolari, tanto da essere stato loro assegnato un regno vivente a parte. I funghi si pongono biologicamente tra le piante e gli animali, avvicinandosi anche da un punto di vista evolutivo più a questi ultimi, infatti: mancano di clorofilla, sono eterotrofi e quindi incapaci di sintetizzare autonomamente il proprio nutrimento che si procurano invece per assorbimento; la parete cellulare è composta, non di cellulosa, ma di chitina, sostanza presente anche nell’esoscheletro di crostacei, insetti, ragni; contengono glicogeno, non amido, molecola di riserva degli animali.

CLAMIDIA Nosode di stimolo immunologico specifico che tiene conto delle recenti evidenze del legame tra infezione da clamidia e danno coronarico

SPIGELIA La diluizione omeopatica di questa pianta è rimedio omeopatico specifico per la pericardite con dolori a stilettata, palpitazioni e dispena. Questi dolori cardiologici che hanno caratteristica di nevralgia si estendono dal precordio ad entrambi gli arti e spesso si verificano in un cuore con problematiche reumatiche.

Insuf1icienza cardica CUORE e OMEOPATIA

Senile

Kalium carbonicum

Ipertensiva

Arnica

Insuf1icienza coronarica

Catus

Pericardite

Spigelia

Spigelia

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I funghi sono oggi di grande interesse terapeutico, sono forse conosciuti più per la loro azione nell’ambito delle malattie degenerative, ma la micoterapia può essere intrapresa primariamente per affrontare patologie oggi di carattere epidemico, con grande rischio di mortalità, come il diabete, l’ipertensione, l’aterosclerosi, situazioni cliniche che rientrano nella cosiddetta sindrome metabolica, il cui step iniziale è rappresentato dall’obesità e pensiamo a quanto è comune incontrare bambini già obesi nella nostra società. I funghi medicinali rispondono a molti fattori che caratterizzano la sindrome metabolica e le sue conseguenze più gravi: il diabete e le cardiopatie. 1. Insulino resistenza: l’aumento anomalodell’insulina stimola la crescita del tessuto adiposo e quindi causa obesità. Si determina anche un aumentato trasporto di acidi grassi al fegato con conseguente steatosi. I funghi sono alimenti ipocalorici, contengono proteine, scarsi carboidrati 2-3% e una percentuale inferiore all’unità di grassi. Alta è la percentuale, dal 3 al 35%, di fibre insolubili presenti. In 25


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La Salute sotto controllo

a cura di Valentina Bianchi

ANCILLARI OMEOPATICI KALIUM CARBONICUM È un sale specifico di supporto cardiologico. Nella tradizione omeopatica tedesca è da sempre usato per l’insufficienza cardiaca dell’anziano con il peculiare sintomo della difficoltà respiratoria notturna che si manifesta in particolare dalle 2 alle 4 della notte. CACTUS È il più classico ed efficace rimedio omeopatico per l’angina pectoris con sintomi importanti che vanno dalla sensazione di soffocamento al sudore freddo, alle palpitazioni con vertigini ed angoscia. Il sintomo chiave è la costrizione toracica e la sensazione di una morsa che stringe il braccio sinistro. Quando questo rimedio è indicato, spesso concomita un’endocardite con insufficienza mitralica, tachicardia ed ipotensione.

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ARNICA È il rimedio omeopatico specifico per l’angina pectoris con dolori cardiaci puntiformi irradiati alla spalla sinistra. La diluizione omeopatica di questa pianta, assunta per periodi prolungati, si è rivelata utile per l’ipertrofia ventricolare sinistra su base ipertensiva e per la conseguente insufficienza cardiaca con dispnea. COR SUIS Organoterapico specifico che indirizza l’azione delle piante, prevalentemente cardiotrope, che compongono il preparato.

L

a tradizione medica occidentale ha lasciato sempre poco spazio allo studio dei funghi per la loro velenosità, il loro misterioso ed improvviso apparire e sparire nei boschi ed invero sono esseri particolari, tanto da essere stato loro assegnato un regno vivente a parte. I funghi si pongono biologicamente tra le piante e gli animali, avvicinandosi anche da un punto di vista evolutivo più a questi ultimi, infatti: mancano di clorofilla, sono eterotrofi e quindi incapaci di sintetizzare autonomamente il proprio nutrimento che si procurano invece per assorbimento; la parete cellulare è composta, non di cellulosa, ma di chitina, sostanza presente anche nell’esoscheletro di crostacei, insetti, ragni; contengono glicogeno, non amido, molecola di riserva degli animali.

CLAMIDIA Nosode di stimolo immunologico specifico che tiene conto delle recenti evidenze del legame tra infezione da clamidia e danno coronarico

SPIGELIA La diluizione omeopatica di questa pianta è rimedio omeopatico specifico per la pericardite con dolori a stilettata, palpitazioni e dispena. Questi dolori cardiologici che hanno caratteristica di nevralgia si estendono dal precordio ad entrambi gli arti e spesso si verificano in un cuore con problematiche reumatiche.

Insuf1icienza cardica CUORE e OMEOPATIA

Senile

Kalium carbonicum

Ipertensiva

Arnica

Insuf1icienza coronarica

Catus

Pericardite

Spigelia

Spigelia

24

I funghi sono oggi di grande interesse terapeutico, sono forse conosciuti più per la loro azione nell’ambito delle malattie degenerative, ma la micoterapia può essere intrapresa primariamente per affrontare patologie oggi di carattere epidemico, con grande rischio di mortalità, come il diabete, l’ipertensione, l’aterosclerosi, situazioni cliniche che rientrano nella cosiddetta sindrome metabolica, il cui step iniziale è rappresentato dall’obesità e pensiamo a quanto è comune incontrare bambini già obesi nella nostra società. I funghi medicinali rispondono a molti fattori che caratterizzano la sindrome metabolica e le sue conseguenze più gravi: il diabete e le cardiopatie. 1. Insulino resistenza: l’aumento anomalodell’insulina stimola la crescita del tessuto adiposo e quindi causa obesità. Si determina anche un aumentato trasporto di acidi grassi al fegato con conseguente steatosi. I funghi sono alimenti ipocalorici, contengono proteine, scarsi carboidrati 2-3% e una percentuale inferiore all’unità di grassi. Alta è la percentuale, dal 3 al 35%, di fibre insolubili presenti. In 25


Volume 3 - N. 9

particolare la chitina, che compone la parete dei funghi, riduce l’assorbimento enterico di zuccheri e grassi. Questa sostanza è chiamata “magnete del grasso”, favorisce la perdita di peso; si stima che sia in grado di assorbire una quantità di grassi superiore a 4-6 volte il suo peso; legandosi ai grassi li rende parzialmente indigeribili e quindi eliminabili con le feci.

2. Infiammazione: il tessuto adiposo, che è in eccesso nei soggetti che manifestano la sindrome metabolica, è un organo escretore attivo che rilascia numerosi fattori nel sangue che sono implicati nelle disfunzioni endoteliali e nelle modificazioni flogistiche a livello vasale. L’aumentata secrezione di IL6 e TNF alfa prodotti da adipociti e macrofagi provoca inoltre una ulteriore resistenza all’insulina e lipolisi dei depositi di trigliceridi negli adipociti con rilascio di acidi grassi. I funghi contengono come metaboliti primari delle macromolecole a lunga 26

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

catena a forma spiraliforme: i β-glucani, polisaccaridi complessi caratterizzati da una struttura ripetitiva di molecole di D-glucosio. Gli effetti immunomodulanti e di stimolazione sul sistema immunitario dei funghi dipendono da queste molecole e dalla loro variabilità strutturale. La polarità d’azione immunitaria dei funghi è prevalentemente TH1, viene quindi stimolato un comparto immunologico che contrasta l’azione di citochine proinfiammatorie tra cui l’IL6 e L’IL8 secrete a livello del tessuto adiposo più viscerale. 3. Stress ossidativo: i radicali liberi sono molecole instabili che si formano nell’organismo in risposta allo stress, dieta sbilanciata, infezioni, malattie e molti altri fattori. La presenza di troppi radicali liberi scatena reazioni di ossidazione che danneggiano i tessuti sani, specie nelle loro parti lipidiche e causa invecchiamento precoce e malattie degenerative. Gli squilibri glicemici possono attivare o essere attivati dallo stress ossidativo creando un circolo vizioso. In caso di resistenza

insulinica, i livelli elevati di glucosio sono in grado di alterare le proteine (glicazione) legandosi ad esse chimicamente. Si producono così delle sostanze altamente tossiche chiamate AGE (Advanced Glycosylation Endproducts) che generano radicali liberi 50 volte più delle proteine non glicate. I radicali liberi in eccesso deformano la normale struttura delle molecole lipidiche, producendo una forma di colesterolo più reattivo e distruttivo in grado di velocizzare la crescita di placche nelle arterie. I funghi contengono enzimi e sostanze (ad esempio i terpeni nel Reishi) ad ampia azione antiossidante. In particolare l’Ergotioneina è una importante molecola, aminoacido solforato derivato dell’istidina, ad effetto anti ossidante presente a livelli millimolari in cellule particolarmente esposte allo stress ossidativo, quali gli eritrociti. In presenza di vitamina C la forma ossidata della molecola viene rapidamente ridotta e si crea un ciclo di anti ossidazione molto utile per l’organismo con una sinergia redox simile a quella esistente tra vit. E e vit. C. Alcuni funghi medicinali contengono 40 volte questa sostanza rispetto al germe di grano, un tempo ritenuto la miglior fonte. In alcuni funghi poi la sinergia dei componenti attiva l’espressione genetica dell’enzima Catalasi, antiossidante di prima linea. Anche i polisaccaridi stimolano l’attività della superossidodesmutasi e glutatione perossidasi, sostanze ad azione epatoprotettrice.

4. Blocco a livello mitocondriale: il ciclo di Krebs è un ciclo metabolico di importanza fondamentale in tutte le cellule che utilizzano ossigeno nel processo della respirazione cellulare. Rappresenta l’anello di congiunzione delle vie metaboliche responsabili della degradazione dei carboidrati, dei grassi e delle proteine in anidride carbonica e acqua con la formazione di energia chimica. Il ciclo di Krebs partecipa anche a processi anabolici, fornisce infatti molti precursori per la produzione di alcuni amminoacidi e di altre molecole fondamentali per la cellula. Il diabete e l’ipercolesterolemia possono avere una base causale mitocondriale. Ad esempio: la mancata trasformazione dell’ac. malico in ac. ossalacetico, per difetto della malato deidrogenasi, comporta un accumolo di ac. malico che viene convertito attraverso la gluconeogenesi in glucosio; o anche ci può essere un’insufficiente quota di ossalacetato che blocca il ciclo di Krebs determinando la sintesi di un eccesso di colesterolo oltreché il blocco della respirazione della cellula.


Volume 3 - N. 9

particolare la chitina, che compone la parete dei funghi, riduce l’assorbimento enterico di zuccheri e grassi. Questa sostanza è chiamata “magnete del grasso”, favorisce la perdita di peso; si stima che sia in grado di assorbire una quantità di grassi superiore a 4-6 volte il suo peso; legandosi ai grassi li rende parzialmente indigeribili e quindi eliminabili con le feci.

2. Infiammazione: il tessuto adiposo, che è in eccesso nei soggetti che manifestano la sindrome metabolica, è un organo escretore attivo che rilascia numerosi fattori nel sangue che sono implicati nelle disfunzioni endoteliali e nelle modificazioni flogistiche a livello vasale. L’aumentata secrezione di IL6 e TNF alfa prodotti da adipociti e macrofagi provoca inoltre una ulteriore resistenza all’insulina e lipolisi dei depositi di trigliceridi negli adipociti con rilascio di acidi grassi. I funghi contengono come metaboliti primari delle macromolecole a lunga 26

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

catena a forma spiraliforme: i β-glucani, polisaccaridi complessi caratterizzati da una struttura ripetitiva di molecole di D-glucosio. Gli effetti immunomodulanti e di stimolazione sul sistema immunitario dei funghi dipendono da queste molecole e dalla loro variabilità strutturale. La polarità d’azione immunitaria dei funghi è prevalentemente TH1, viene quindi stimolato un comparto immunologico che contrasta l’azione di citochine proinfiammatorie tra cui l’IL6 e L’IL8 secrete a livello del tessuto adiposo più viscerale. 3. Stress ossidativo: i radicali liberi sono molecole instabili che si formano nell’organismo in risposta allo stress, dieta sbilanciata, infezioni, malattie e molti altri fattori. La presenza di troppi radicali liberi scatena reazioni di ossidazione che danneggiano i tessuti sani, specie nelle loro parti lipidiche e causa invecchiamento precoce e malattie degenerative. Gli squilibri glicemici possono attivare o essere attivati dallo stress ossidativo creando un circolo vizioso. In caso di resistenza

insulinica, i livelli elevati di glucosio sono in grado di alterare le proteine (glicazione) legandosi ad esse chimicamente. Si producono così delle sostanze altamente tossiche chiamate AGE (Advanced Glycosylation Endproducts) che generano radicali liberi 50 volte più delle proteine non glicate. I radicali liberi in eccesso deformano la normale struttura delle molecole lipidiche, producendo una forma di colesterolo più reattivo e distruttivo in grado di velocizzare la crescita di placche nelle arterie. I funghi contengono enzimi e sostanze (ad esempio i terpeni nel Reishi) ad ampia azione antiossidante. In particolare l’Ergotioneina è una importante molecola, aminoacido solforato derivato dell’istidina, ad effetto anti ossidante presente a livelli millimolari in cellule particolarmente esposte allo stress ossidativo, quali gli eritrociti. In presenza di vitamina C la forma ossidata della molecola viene rapidamente ridotta e si crea un ciclo di anti ossidazione molto utile per l’organismo con una sinergia redox simile a quella esistente tra vit. E e vit. C. Alcuni funghi medicinali contengono 40 volte questa sostanza rispetto al germe di grano, un tempo ritenuto la miglior fonte. In alcuni funghi poi la sinergia dei componenti attiva l’espressione genetica dell’enzima Catalasi, antiossidante di prima linea. Anche i polisaccaridi stimolano l’attività della superossidodesmutasi e glutatione perossidasi, sostanze ad azione epatoprotettrice.

4. Blocco a livello mitocondriale: il ciclo di Krebs è un ciclo metabolico di importanza fondamentale in tutte le cellule che utilizzano ossigeno nel processo della respirazione cellulare. Rappresenta l’anello di congiunzione delle vie metaboliche responsabili della degradazione dei carboidrati, dei grassi e delle proteine in anidride carbonica e acqua con la formazione di energia chimica. Il ciclo di Krebs partecipa anche a processi anabolici, fornisce infatti molti precursori per la produzione di alcuni amminoacidi e di altre molecole fondamentali per la cellula. Il diabete e l’ipercolesterolemia possono avere una base causale mitocondriale. Ad esempio: la mancata trasformazione dell’ac. malico in ac. ossalacetico, per difetto della malato deidrogenasi, comporta un accumolo di ac. malico che viene convertito attraverso la gluconeogenesi in glucosio; o anche ci può essere un’insufficiente quota di ossalacetato che blocca il ciclo di Krebs determinando la sintesi di un eccesso di colesterolo oltreché il blocco della respirazione della cellula.


Volume 3 - N. 9

I fungi, in particolare il Reishi, stimolano il metabolismo energetico cellulare, creando una grande disponibilità di acetil-CoA che attiva il ciclo di Krebs. I funghi contengono anche vitamine e minerali che sono cofattori essenziali a livello mitocondriale.

Coprinus comatus Il Coprino è un fungo che contiene Vanadio. L’utilizzo del fungo permette una sensibilizzazione delle cellule all’azione dell’insulina e una protezione e rivitalizzazione delle cellule pancreatiche residue. La polvere di Coprinus, 90 minuti dopo l’assunzione, riduce la glicemia di circa il 41% e dopo 3 ore si ha una riduzione del 30% circa; dopo 6 ore la glicemia risulta ancora ridotta del 20%.

Maitake Il Maitake svolge un’azione antidiabetica che non è legata all’inibizione dell’assorbimento enterico del glucosio, ma all’attivazione del metabolismo del glucosio stesso, dopo il suo assorbimento. L’effetto del fungo si esplica attraverso un’azione di sovraregolazione dei recettori dell’insulina con riduzione dell’insulino-resistenza ed aumento della sensibilità periferica all’insulina stessa. Il Maitake riduce il colesterolo totale perché inibisce l’accumulo di grassi a livello epatico. Il suo effetto persiste a lungo e porta ad una stabilizzazione dei livelli di HDL, che normalmente decrescono con la dieta ricca di grassi. Il Maitake è anche antipertensivo ed è considerato il fungo terapeutico più indicato nella prevenzione di patologie cardiovascolari associate a sindrome metabolica. 28

a cura del Dottor Giulio Cassano farmacista

Lentinus edodes

L’estratto di micelio di Lentinus edodes possiede un effetto ipolipemizzante marcato, soprattutto nel soggetto giovane, che dimostra una buona reattività. Dopo 5 ore dall’assunzione di Shiitake in corrispondenza dei pasti principali, i livelli del colesterolo calano del 30-40%. Aggiungendo il fungo alla dieta quotidiana, l’assorbimento del colesterolo si riduce del 20% con contemporaneo aumento delle HDL. Le molecole, isolate dallo Shiitake, riducono la concentrazione di colesterolo nel sangue senza inibirne la sintesi, ma accelerandone la metabolizzazione.

Ganoderma lucidum Il Reishi è particolarmente utile nella prevenzione e cura delle patologie cardiovascolari. Esso contrasta l’aggregazione piastrinica migliorando quindi la fluidità del sangue e riduce la pressione arteriosa. I triterpeni (acido ganoderico B, D, F, H, K, S, Y e il Ganoderolo B) contenuti nel fungo sono in grado di inibire l’ACE, enzima che presiede alla sintesi dell’angiotensina, l’importante vasocostrittore che innalza la pressione. Il Reishi ha anche proprietà ipocolesterolemiche. Questa azione si attua mediante due diversi meccanismi: inibizione della sintesi di colesterolo endogeno attraverso il blocco dell’enzima HMG-CoA reduttasi e riduzione dell’assorbimento enterico di colesterolo.

Suggerimenti integrativi per la Sindrome Metabolica IPERGLICEMIA NOME

MODO D’USO

DITTA

2 tavolette al giorno, preferibilmente ai pasti

Solgar

FIENO GRECO Trigonella foenum-graecum L. Supporta il metabolismo favorendo il corretto utilizzo di zuccheri e grassi. Favorisce inoltre la funzionalità digestiva.

1 capsula al giorno al pasto

Solgar

LIPOIC CANNELLA Cannella corteccia, Acido alfa-lipoico. Indicato per il controllo della glicemia, aumenta la sensibilità all’insulina, contribuisce alla riduzione di trigliceridi e colesterolo totale, possiede inoltre azione antiossidante.

3 tavolette al giorno, preferibilmente ai pasti

Solgar

FITO-GLUCOSE FACTOR Inulina in polvere, Magnesio ossido, Momordica, Acido alfa-lipoico, Fieno greco, Tè verde, Niacina, Zinco, Vitamina B6, Cromo picolinato. Contribuisce al mantenimento dei livelli normali di glucosio nel sangue, stimola il metabolismo energetico.

NATURE-CANNELLA PLUS 1 capsula al giorno, Cannella corteccia,Cromo. preferibilmente al pasto Regolarizza i livelli di glucosio nel sangue. Sostiene il fisiologico funzionamento metabolico, facilita la digestione e il transito intestinale. BEAN FORTE Faseomin Max (proteina concentrata del fagiolo), Vitamina B6, B1, Cromo, Cassia, Finocchio. Riduce l’assorbimento dei carboidrati, favorisce il metabolismo di trigliceridi e colesterolo. Utile per l’equilibrio del peso corporeo.

Natures’ Bounty

1 compressa ai pasti due volte al giorno

Named

1 capsula mattino e sera

Farmacia Legnani

DIABE-STOP Cannella, Momordica, Gymnema, Acido alfa lipoico, Banaba. Ipoglicemizzante, agisce inoltre sul controllo della fame nervosa.

2 capsule 15 minuti dopo ognuno dei tre pasti.

Alesia

MOMORDICA Momordica, Cannella corteccia, Vitamina B1, Cromo, Selenio, Zinco. Favorisce il metabolismo dei carboidrati riducendo i livelli di glucosio nel sangue.

2 compresse due volte al giorno lontano dai pasti

Salus

GYMNEMA SYLVESTRA TM Riduce il desiderio di carboidrati, ipoglicemizzante.

40 gtt due-tre volte al giorno e/o al bisogno

Oti

JUNIPERUS COMMUNIS MG Ipoglicemizzante.

60 gtt due-tre volte al giorno.

Oti

60 gtt due-tre volte al giorno.

Oti

BERBERINA Berberis Aristata corteccia. Ipocolesterolemizzante, ipoglicemizzante, anti-obesità.

MORUS NIGRA MG Coadiuvante nel trattamento del Diabete di tipo II, previene le complicanze cardiovascolari nel soggetto diabetico.

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Volume 3 - N. 9

I fungi, in particolare il Reishi, stimolano il metabolismo energetico cellulare, creando una grande disponibilità di acetil-CoA che attiva il ciclo di Krebs. I funghi contengono anche vitamine e minerali che sono cofattori essenziali a livello mitocondriale.

Coprinus comatus Il Coprino è un fungo che contiene Vanadio. L’utilizzo del fungo permette una sensibilizzazione delle cellule all’azione dell’insulina e una protezione e rivitalizzazione delle cellule pancreatiche residue. La polvere di Coprinus, 90 minuti dopo l’assunzione, riduce la glicemia di circa il 41% e dopo 3 ore si ha una riduzione del 30% circa; dopo 6 ore la glicemia risulta ancora ridotta del 20%.

Maitake Il Maitake svolge un’azione antidiabetica che non è legata all’inibizione dell’assorbimento enterico del glucosio, ma all’attivazione del metabolismo del glucosio stesso, dopo il suo assorbimento. L’effetto del fungo si esplica attraverso un’azione di sovraregolazione dei recettori dell’insulina con riduzione dell’insulino-resistenza ed aumento della sensibilità periferica all’insulina stessa. Il Maitake riduce il colesterolo totale perché inibisce l’accumulo di grassi a livello epatico. Il suo effetto persiste a lungo e porta ad una stabilizzazione dei livelli di HDL, che normalmente decrescono con la dieta ricca di grassi. Il Maitake è anche antipertensivo ed è considerato il fungo terapeutico più indicato nella prevenzione di patologie cardiovascolari associate a sindrome metabolica. 28

a cura del Dottor Giulio Cassano farmacista

Lentinus edodes

L’estratto di micelio di Lentinus edodes possiede un effetto ipolipemizzante marcato, soprattutto nel soggetto giovane, che dimostra una buona reattività. Dopo 5 ore dall’assunzione di Shiitake in corrispondenza dei pasti principali, i livelli del colesterolo calano del 30-40%. Aggiungendo il fungo alla dieta quotidiana, l’assorbimento del colesterolo si riduce del 20% con contemporaneo aumento delle HDL. Le molecole, isolate dallo Shiitake, riducono la concentrazione di colesterolo nel sangue senza inibirne la sintesi, ma accelerandone la metabolizzazione.

Ganoderma lucidum Il Reishi è particolarmente utile nella prevenzione e cura delle patologie cardiovascolari. Esso contrasta l’aggregazione piastrinica migliorando quindi la fluidità del sangue e riduce la pressione arteriosa. I triterpeni (acido ganoderico B, D, F, H, K, S, Y e il Ganoderolo B) contenuti nel fungo sono in grado di inibire l’ACE, enzima che presiede alla sintesi dell’angiotensina, l’importante vasocostrittore che innalza la pressione. Il Reishi ha anche proprietà ipocolesterolemiche. Questa azione si attua mediante due diversi meccanismi: inibizione della sintesi di colesterolo endogeno attraverso il blocco dell’enzima HMG-CoA reduttasi e riduzione dell’assorbimento enterico di colesterolo.

Suggerimenti integrativi per la Sindrome Metabolica IPERGLICEMIA NOME

MODO D’USO

DITTA

2 tavolette al giorno, preferibilmente ai pasti

Solgar

FIENO GRECO Trigonella foenum-graecum L. Supporta il metabolismo favorendo il corretto utilizzo di zuccheri e grassi. Favorisce inoltre la funzionalità digestiva.

1 capsula al giorno al pasto

Solgar

LIPOIC CANNELLA Cannella corteccia, Acido alfa-lipoico. Indicato per il controllo della glicemia, aumenta la sensibilità all’insulina, contribuisce alla riduzione di trigliceridi e colesterolo totale, possiede inoltre azione antiossidante.

3 tavolette al giorno, preferibilmente ai pasti

Solgar

FITO-GLUCOSE FACTOR Inulina in polvere, Magnesio ossido, Momordica, Acido alfa-lipoico, Fieno greco, Tè verde, Niacina, Zinco, Vitamina B6, Cromo picolinato. Contribuisce al mantenimento dei livelli normali di glucosio nel sangue, stimola il metabolismo energetico.

NATURE-CANNELLA PLUS 1 capsula al giorno, Cannella corteccia,Cromo. preferibilmente al pasto Regolarizza i livelli di glucosio nel sangue. Sostiene il fisiologico funzionamento metabolico, facilita la digestione e il transito intestinale. BEAN FORTE Faseomin Max (proteina concentrata del fagiolo), Vitamina B6, B1, Cromo, Cassia, Finocchio. Riduce l’assorbimento dei carboidrati, favorisce il metabolismo di trigliceridi e colesterolo. Utile per l’equilibrio del peso corporeo.

Natures’ Bounty

1 compressa ai pasti due volte al giorno

Named

1 capsula mattino e sera

Farmacia Legnani

DIABE-STOP Cannella, Momordica, Gymnema, Acido alfa lipoico, Banaba. Ipoglicemizzante, agisce inoltre sul controllo della fame nervosa.

2 capsule 15 minuti dopo ognuno dei tre pasti.

Alesia

MOMORDICA Momordica, Cannella corteccia, Vitamina B1, Cromo, Selenio, Zinco. Favorisce il metabolismo dei carboidrati riducendo i livelli di glucosio nel sangue.

2 compresse due volte al giorno lontano dai pasti

Salus

GYMNEMA SYLVESTRA TM Riduce il desiderio di carboidrati, ipoglicemizzante.

40 gtt due-tre volte al giorno e/o al bisogno

Oti

JUNIPERUS COMMUNIS MG Ipoglicemizzante.

60 gtt due-tre volte al giorno.

Oti

60 gtt due-tre volte al giorno.

Oti

BERBERINA Berberis Aristata corteccia. Ipocolesterolemizzante, ipoglicemizzante, anti-obesità.

MORUS NIGRA MG Coadiuvante nel trattamento del Diabete di tipo II, previene le complicanze cardiovascolari nel soggetto diabetico.

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Volume 3 - N. 9

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

1 capsula durante ognuno dei tre pasti

INTEGRAZIONE DI SUPPORTO AI SINTOMI CORRELATI Alesia

DIA-MECH Agrimonia, Alchemilla, Bardana, Carciofo, Erica, Eucalipto, Fagiolo, Luppolo, Mirtillo, Mirto, Noce, Ortica, Salvia, Tarassaco. Riduce l’assorbimento dei carboidrati, Sostiene la fisiologica funzione metabolica.

20 ml tre volte al giorno

GYMNEMIC ACID Gymnema sylvestre. Riduce la concentrazione del glucosio ematico, contrasta l’obesità e aiuta ad attenuare gli attacchi di fame nervosa.

1 capsula due volte al giorno prima dei pasti

Benefica

ISOGLUCIL Eugenia jambolana, Gymnema sylvestre. Sostiene il metabolismo dei carboidrati e contribuisce al mantenimento dei livelli di glucosio nel sangue.

1 capsula prima di colazione pranzo e cena

Oti

COPRINO Coprinus comatus. Fungo con effetto antidiabetico, sensibilizza le cellule all’azione dell’insulina e rivitalizza le cellule pancreatiche residue.

10 gocce tre volte al giorno

Balestra&Mech

Alkaest

10 gocce tre volte al giorno

MOMORDICA COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Momordica balsamina, Jodum, Podophyllum, Mercurius solubilis, Ceanothus americanus, Carbo vegetabilis, Lycopodium, Lachesis, Mandragora, Argentum nitricum, Veratrum.) Rimedio indicato nelle pancreatiti e nei disturbi della funzionalità pancreatica.

1-3 fiale la settimana

GLYOXAL COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Methylglyoxal, Glyoxal.) Rimedio indicato in caso di blocco enzimatico e/o disfunzione ghiandolare. Utile nelle forme di diabete da intossicazione associate a danno tissutale.

1-3 fiale la settimana

COENZYM COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Coenzyme A, Acidum ascorbicum, Thiamini hydrochloridum,Riboflavinum, Pyridoxini hydrochloridum, Nicotinamidum, Acidum cis aconitum...) Rimedio indicato in caso di sistemi enzimatici bloccati nelle patologie croniche e nelle disfunzioni enzimatiche. UBICHINON COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Ubichinon, Acidum ascorbicum, Thiamini hydrochloridum,Riboflavinum, Pyridoxini hydrochloridum, Nicotinamidum, Myrtillus, Colchicum...) Stimola le difese contro le tossine e promuove l’azione del sistema enzimatico con disfunzioni.

30

1-3 fiale la settimana

1-3 fiale la settimana

BASICA VITAL Citrati di Ca, Mg, Na, K, Fe, Cu, gluconato di Zn, Cr cloruro, Mo, Se. Regola l’equilibrio acido-base nei pazienti diabetici in cui i livelli di glucosio variano continuamente il Ph dell’organismo.

Heel

Heel

Heel

Heel

Heel

15 gtt mattino e sera

Heel

1 misurino prima di coricarsi

Basica

1-2 compresse al giorno 30 minuti prima dei pasti principali.

Farmaderbe

20ml diluiti in 250ml di acqua da bere durante la mattinata.

Farmaderbe

OBESITÀ GARCINIA URTO Garcinia cambogia frutto. Utile per l’equilibrio del peso corporeo, stimola il metabolismo dei grassi, aiuta a diminuire l’appetito e aumentare il senso di sazietà. GARCINIA BODY SLIM Inulina, Garcinia frutto, Tè verde foglie, Coleus radice, Gymnema foglie. Azione termogenica, stimolante metabolico e saziante.

RIMEDI OMOTOSSICOLOGICI LEPTANDRA COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Leptandra, Quassia amara, Podophyllum, Arsenicum album, Carbo vegetabilis, Niccolum metallicum, Phosphorus.) Rimedio impiegato nelle malattie croniche del pancreas come il diabete e per i problemi digestivi ed esso correlati.

SYZYGIUM COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Secale cornutum, Syzygium jambolanum, Lycopodium, Natrium sulfuricum…) e organoterapici (Hepar suis, Pankreas suis) Rimedio utile nella prevenzione delle problematiche associate alla patologia diabetica (ulcere, neuropatie, piede diabetico, cataratta, ateriosclerosi...).

SLIM KOMBU Kombu, Ananas, Damiana, Fucus, Tarassaco, Eleuterocco, Muira Puama, Rosmarino, Equiseto, Uva ursina, Guar, Betulla, Ononide, Crescione, Ginepro, Frassino, Cerfoglio, Ortica. Azione drenante e stimolo metabolico

5 misurini diluiti in 1,5l di acqua da bere Balestra&Mech durante la giornata

COCONOIL Olio di cocco vergine. Stimola la termogenesi e riduce l’appetito con effetto saziante.

1 cucchiaino prima dei tre pasti

bamber&watson associates

FITO TE VERDE Camellia sinensis. Stimola il metabolismo favorisce il drenaggio dei liquidi, azione antiossidante.

1-2 capsule ai pasti principali

Solgar

PESO BALANCE Green4Fit (Greenselct fitosoma: Camellia sinensis), Caffè verde, Capsimax (Capsico), Pepe nero. Stimola il metabolismo, effetto termogenico, coadiuvante diete dimagranti.

1 capsula due volte al giorno dopo i pasti.

Specchiasol

PHISIO BALANCE Potassio citrato, Magnesio citrato, succhi concentrati di Arancia, Mela e Limone. Contrasta l’acidosi associata a dimagrimento.

1 bustina la sera prima di coricarsi

Specchiasol

CAFFÈ VERDE Caffè verde semi. Antiossidante ad azione metabolica, riduce l’assorbimento degli zuccheri e stimola il metabolismo dei grassi.

1-3 capsule al giorno 30 minuti prima dei pasti

Farmaderbe

DIMA HEPA Colina, Inositolo, L-Metionina. Contribuisce al fisiologico metabolismo lipidico e al corretto funzionamento epatico.

3 tavolette al giorno ai pasti

Solgar

DIMA NORWEGIAN ALGHE MARINE Ascophyllum Nodosum De Jolis Naturalmente ricca di iodio contribuisce al mantenimento del peso corporeo.

1 tavoletta al giorno al pasto

Solgar

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Suggerimenti integrativi

Suggerimenti integrativi

COPRINUS PLUS Coprinus comatus sporophorum, SOD, Calcio Ascorbato. Ipoglicemizzante, Sensibilizza le cellule pancreatiche all’azione dell’insulina.


Volume 3 - N. 9

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

1 capsula durante ognuno dei tre pasti

INTEGRAZIONE DI SUPPORTO AI SINTOMI CORRELATI Alesia

DIA-MECH Agrimonia, Alchemilla, Bardana, Carciofo, Erica, Eucalipto, Fagiolo, Luppolo, Mirtillo, Mirto, Noce, Ortica, Salvia, Tarassaco. Riduce l’assorbimento dei carboidrati, Sostiene la fisiologica funzione metabolica.

20 ml tre volte al giorno

GYMNEMIC ACID Gymnema sylvestre. Riduce la concentrazione del glucosio ematico, contrasta l’obesità e aiuta ad attenuare gli attacchi di fame nervosa.

1 capsula due volte al giorno prima dei pasti

Benefica

ISOGLUCIL Eugenia jambolana, Gymnema sylvestre. Sostiene il metabolismo dei carboidrati e contribuisce al mantenimento dei livelli di glucosio nel sangue.

1 capsula prima di colazione pranzo e cena

Oti

COPRINO Coprinus comatus. Fungo con effetto antidiabetico, sensibilizza le cellule all’azione dell’insulina e rivitalizza le cellule pancreatiche residue.

10 gocce tre volte al giorno

Balestra&Mech

Alkaest

10 gocce tre volte al giorno

MOMORDICA COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Momordica balsamina, Jodum, Podophyllum, Mercurius solubilis, Ceanothus americanus, Carbo vegetabilis, Lycopodium, Lachesis, Mandragora, Argentum nitricum, Veratrum.) Rimedio indicato nelle pancreatiti e nei disturbi della funzionalità pancreatica.

1-3 fiale la settimana

GLYOXAL COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Methylglyoxal, Glyoxal.) Rimedio indicato in caso di blocco enzimatico e/o disfunzione ghiandolare. Utile nelle forme di diabete da intossicazione associate a danno tissutale.

1-3 fiale la settimana

COENZYM COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Coenzyme A, Acidum ascorbicum, Thiamini hydrochloridum,Riboflavinum, Pyridoxini hydrochloridum, Nicotinamidum, Acidum cis aconitum...) Rimedio indicato in caso di sistemi enzimatici bloccati nelle patologie croniche e nelle disfunzioni enzimatiche. UBICHINON COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Ubichinon, Acidum ascorbicum, Thiamini hydrochloridum,Riboflavinum, Pyridoxini hydrochloridum, Nicotinamidum, Myrtillus, Colchicum...) Stimola le difese contro le tossine e promuove l’azione del sistema enzimatico con disfunzioni.

30

1-3 fiale la settimana

1-3 fiale la settimana

BASICA VITAL Citrati di Ca, Mg, Na, K, Fe, Cu, gluconato di Zn, Cr cloruro, Mo, Se. Regola l’equilibrio acido-base nei pazienti diabetici in cui i livelli di glucosio variano continuamente il Ph dell’organismo.

Heel

Heel

Heel

Heel

Heel

15 gtt mattino e sera

Heel

1 misurino prima di coricarsi

Basica

1-2 compresse al giorno 30 minuti prima dei pasti principali.

Farmaderbe

20ml diluiti in 250ml di acqua da bere durante la mattinata.

Farmaderbe

OBESITÀ GARCINIA URTO Garcinia cambogia frutto. Utile per l’equilibrio del peso corporeo, stimola il metabolismo dei grassi, aiuta a diminuire l’appetito e aumentare il senso di sazietà. GARCINIA BODY SLIM Inulina, Garcinia frutto, Tè verde foglie, Coleus radice, Gymnema foglie. Azione termogenica, stimolante metabolico e saziante.

RIMEDI OMOTOSSICOLOGICI LEPTANDRA COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Leptandra, Quassia amara, Podophyllum, Arsenicum album, Carbo vegetabilis, Niccolum metallicum, Phosphorus.) Rimedio impiegato nelle malattie croniche del pancreas come il diabete e per i problemi digestivi ed esso correlati.

SYZYGIUM COMPOSITUM Associazione di rimedi omeopatici (Secale cornutum, Syzygium jambolanum, Lycopodium, Natrium sulfuricum…) e organoterapici (Hepar suis, Pankreas suis) Rimedio utile nella prevenzione delle problematiche associate alla patologia diabetica (ulcere, neuropatie, piede diabetico, cataratta, ateriosclerosi...).

SLIM KOMBU Kombu, Ananas, Damiana, Fucus, Tarassaco, Eleuterocco, Muira Puama, Rosmarino, Equiseto, Uva ursina, Guar, Betulla, Ononide, Crescione, Ginepro, Frassino, Cerfoglio, Ortica. Azione drenante e stimolo metabolico

5 misurini diluiti in 1,5l di acqua da bere Balestra&Mech durante la giornata

COCONOIL Olio di cocco vergine. Stimola la termogenesi e riduce l’appetito con effetto saziante.

1 cucchiaino prima dei tre pasti

bamber&watson associates

FITO TE VERDE Camellia sinensis. Stimola il metabolismo favorisce il drenaggio dei liquidi, azione antiossidante.

1-2 capsule ai pasti principali

Solgar

PESO BALANCE Green4Fit (Greenselct fitosoma: Camellia sinensis), Caffè verde, Capsimax (Capsico), Pepe nero. Stimola il metabolismo, effetto termogenico, coadiuvante diete dimagranti.

1 capsula due volte al giorno dopo i pasti.

Specchiasol

PHISIO BALANCE Potassio citrato, Magnesio citrato, succhi concentrati di Arancia, Mela e Limone. Contrasta l’acidosi associata a dimagrimento.

1 bustina la sera prima di coricarsi

Specchiasol

CAFFÈ VERDE Caffè verde semi. Antiossidante ad azione metabolica, riduce l’assorbimento degli zuccheri e stimola il metabolismo dei grassi.

1-3 capsule al giorno 30 minuti prima dei pasti

Farmaderbe

DIMA HEPA Colina, Inositolo, L-Metionina. Contribuisce al fisiologico metabolismo lipidico e al corretto funzionamento epatico.

3 tavolette al giorno ai pasti

Solgar

DIMA NORWEGIAN ALGHE MARINE Ascophyllum Nodosum De Jolis Naturalmente ricca di iodio contribuisce al mantenimento del peso corporeo.

1 tavoletta al giorno al pasto

Solgar

31

Suggerimenti integrativi

Suggerimenti integrativi

COPRINUS PLUS Coprinus comatus sporophorum, SOD, Calcio Ascorbato. Ipoglicemizzante, Sensibilizza le cellule pancreatiche all’azione dell’insulina.


Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

DIMA SOLGAR COMPLEX Caffè verde, Tè verde, Peperoncino, L-Metionina, Inositolo, Colina, Bioperine, Cromo. Utile per il mantenimento dei livelli di glucosio nel sangue, favorisce l’equilibrio del peso corporeo e il drenaggio dei liquidi.

2 capsule al giorno a stomaco pieno

PICOCROMO SUPERCONCENTRATED Cromo picolinato. Favorisce il fisiologico metabolismo dei nutrienti e contribuisce a mantenere normali i livelli di glucosio nel sangue.

1 capsula al giorno al pasto.

TONALIN OIL Acido linoleico coniugato (CLA) Favorisce il corretto rapporto massa magra/massa grassa.

1 capsula due volte al giorno al pasto 1 capsula a colazione

GUGGULU Commiphora mukul Hook e.s. Indicato in caso di obesità e dislipidemia, bilancia la produzione di colesterolo e l’utilizzazione degli acidi grassi. DEKOSILHUE Cannella, Ortosiphon, Tè verde, Mate, Gimnema, Fagiolo, Ananas, Migliarino, Equiseto, Romice, Asparago, Finocchio, Betulla. Favorisce il metabolismo di grassi e carboidrati, il drenaggio dei liquidi corporei, utile nel controllo del senso di fame e nell’equilibrio del peso corporeo. ADIPAT Tirosina, Patata, Rodiola, Griffonia, Berberi indiano, Alga Klamath, Garcinia, Patata americana, Vitamina B6, Cromo picolinato. Favorisce l’equilibrio del peso corporeo, il controllo glicemico e del senso di fame. LIBRAMED FITOMAGRA Complesso brevettato di macromolecole polisaccaridiche (Policaptil Gel Retard®); Aromi di Arancio, Mela e Limone. Indicato per il trattamento dell’obesità, limita l’assorbimento dei nutrienti, regolarizza il transito intestinale, riduce il senso di fame e la sonnolenza postprandiale. ADIPROX Mela succo concentrato; Sambuco (Sambucus nigra) frutti succo concentrato; Limone succo concentrato; Coestratto liofilizzato (AdiProFen®) di Thè verde (Camelia sinensis) foglie e Uva (Vitis vinifera) semi; Tarassaco (Taraxacum officinale) radice estratto liofilizzato; Lemon Lime aroma naturale. Indicato per stimolare il metabolismo e la termogenesi.

5 misurini in 1,5l di acqua

2 compresse al giorno prima dei pasti principali

3 compresse prima dei pasti principali

1 misurino al giorno lontano dai pasti

Solgar

DISLIPIDEMIE AURICULARIA PLUS Auricularia, calcio ascorbato, melone, SOD e gliadina. I polisaccaridi contenuti nel fungo hanno un’azione ipolipemizzante e ipoglicemizzante comportando un abbassamento dei valori di colesterolo totale, LDL e trigliceridi e un’innalzamento dei valori di HDL

1 capsula ai tre pasti

Alesia

Solgar

SHITAKE PLUS Lentinus edodes, Calcio ascorbato, SOD. Fungo con marcato effetto ipolipemizzante, è in grado di aumentare il colesterolo HDL.

1 capsula ai tre pasti

Alesia

Benefica

REDUCOL Riso fermentato con Monascus Purpureus, Fitosteroli soia, Olio secco, Canna da zucchero. Ipocolesterolemizzante

2 compresse la sera prima di coricarsi

Alesia

1 capsula mattino e sera

Legnani

ACER CAMPESTRIS Acer Campestris L gemme M.G Alcool, glicerina, acqua Riduce il colesterolo totale. Esso manifesta inoltre una blanda azione anticoagulante.

80 gtt due volte al giorno

OTI

COLEST 500 Barberina, Riso rosso fermentato, policosanoli, Astaxantina, CoQ10, Acido Folico, Vit. B12. Favorisce il controllo del colesterolo e dei trigliceridi plasmatici

3 capsule al giorno

Oti

ADVANCED OMEGA D3 DHA 270mg, EPA 303mg, DPA 61,5mg, Omega-9 567 mg, Omega-7 288mg, altri ag. 115,5 mg, Omega-6 72 mg, Omega-5 2,85 mg, astaxantina 30 mcg, vit.D 300U.I. Controllo colesterolo, funzione cerebrale, capacità visiva, mantenimento ossa, denti, sostegno muscolare e immunitario.

3 perle al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti

Solgar

2 perle per 2 volte FITO-COLESTRINOL al giorno, con acqua, Miscela di fitosteroli vegetali. Riduzione colesterolo totale e LDL (associabile a statine in casi severi). preferibilmente ai pasti.

Solgar

GAR AGLIO Allium sativum L. estratto oleoso. Regolazione metabolismo colesterolo e TG, antiossidante, ipotensivo, disbiosi intestinale (antibatterico, antivirale e antifungino).

1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti.

Solgar

Solgar

Balestra&Mech

Balestra&Mech

Aboca

Aboca

BERBERINA Berberis Aristata corteccia. Ipocolesterolemizzante, ipoglicemizzante, anti-obesità.

DIGEST CONTROL Cardomariano, Carciofo, Tarassaco, Rosmarino, Frassino, Cicoria. Stimola la funzione digestiva e il transito intestinale. Favorisce il drenaggio dei liquidi corporei e le funzioni depurative dell’organismo.

50 gocce in poca acqua per tre volte al giorno

Alesia

1 o 2 perle al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti.

Solgar

MAITAKE PLUS Grifola frondosa, Calcio ascorbato, SOD. Fungo indicato nell’obesità legata alla sindrome metabolica. Ha effetto ipoglicemizzante, ipocolesterolemizzante e antipertensivo.

LINOIL Omega-3 650mg, omega-6 187mg, omega-9 162mg, ac.palmitico 62mg, ac.stearico 37mg, ac.grassi 152mg (1 perl.) Regolazione metabolismo del colesterolo, riduzione livelli pressori.

1 capsula due volte al giorno

Alesia

1 o 2 capsule vegetali al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti.

Solgar

FISIOSOL 5 OLIGOELEMENTI Zinco-Nichel-Cobalto Combinazione di oligoelementi preziosa per contrastare sovrappeso, obesità e le alterazioni del metabolismo glucidico (iperglicemia, prediabete, diabete).

LIPO COLINA Colina. Ipocolesterolemizzante, aumenta il metabolismo dei lipidi a livello epatico, contrasta l’accumulo di omocisteina. Sostiene memoria e funzioni cognitive.

1 fiala al giorno

OMEGA MIX Omega-3 , DHA , EPA , Omega-6 , GLA , Omega-9. Regolazione TG e colesterolo, antinfiammatorio, idratazione e compattezza cutanea.

3 perle al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti

Solgar

PESCE LIGHT DHA , EPA , vit.E. Riduzione TG, antiaritmico, bilancio omega-6 antinfiammatorio.

1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente al pasto

Solgar

MENOKAL PRO-DIET Bifidobacterium breve, Lactobacillus Gasseri, Lactobacillus Plantarum. Ristabilisce l’equilibrio della flora intestinale nel soggetto con obesità e sovrappeso.

32

1 capsula al giorno lontano dai pasti

Specchiasol

VitalFactors

Suggerimenti integrativi

Suggerimenti integrativi

Volume 3 - N. 9

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Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

DIMA SOLGAR COMPLEX Caffè verde, Tè verde, Peperoncino, L-Metionina, Inositolo, Colina, Bioperine, Cromo. Utile per il mantenimento dei livelli di glucosio nel sangue, favorisce l’equilibrio del peso corporeo e il drenaggio dei liquidi.

2 capsule al giorno a stomaco pieno

PICOCROMO SUPERCONCENTRATED Cromo picolinato. Favorisce il fisiologico metabolismo dei nutrienti e contribuisce a mantenere normali i livelli di glucosio nel sangue.

1 capsula al giorno al pasto.

TONALIN OIL Acido linoleico coniugato (CLA) Favorisce il corretto rapporto massa magra/massa grassa.

1 capsula due volte al giorno al pasto 1 capsula a colazione

GUGGULU Commiphora mukul Hook e.s. Indicato in caso di obesità e dislipidemia, bilancia la produzione di colesterolo e l’utilizzazione degli acidi grassi. DEKOSILHUE Cannella, Ortosiphon, Tè verde, Mate, Gimnema, Fagiolo, Ananas, Migliarino, Equiseto, Romice, Asparago, Finocchio, Betulla. Favorisce il metabolismo di grassi e carboidrati, il drenaggio dei liquidi corporei, utile nel controllo del senso di fame e nell’equilibrio del peso corporeo. ADIPAT Tirosina, Patata, Rodiola, Griffonia, Berberi indiano, Alga Klamath, Garcinia, Patata americana, Vitamina B6, Cromo picolinato. Favorisce l’equilibrio del peso corporeo, il controllo glicemico e del senso di fame. LIBRAMED FITOMAGRA Complesso brevettato di macromolecole polisaccaridiche (Policaptil Gel Retard®); Aromi di Arancio, Mela e Limone. Indicato per il trattamento dell’obesità, limita l’assorbimento dei nutrienti, regolarizza il transito intestinale, riduce il senso di fame e la sonnolenza postprandiale. ADIPROX Mela succo concentrato; Sambuco (Sambucus nigra) frutti succo concentrato; Limone succo concentrato; Coestratto liofilizzato (AdiProFen®) di Thè verde (Camelia sinensis) foglie e Uva (Vitis vinifera) semi; Tarassaco (Taraxacum officinale) radice estratto liofilizzato; Lemon Lime aroma naturale. Indicato per stimolare il metabolismo e la termogenesi.

5 misurini in 1,5l di acqua

2 compresse al giorno prima dei pasti principali

3 compresse prima dei pasti principali

1 misurino al giorno lontano dai pasti

Solgar

DISLIPIDEMIE AURICULARIA PLUS Auricularia, calcio ascorbato, melone, SOD e gliadina. I polisaccaridi contenuti nel fungo hanno un’azione ipolipemizzante e ipoglicemizzante comportando un abbassamento dei valori di colesterolo totale, LDL e trigliceridi e un’innalzamento dei valori di HDL

1 capsula ai tre pasti

Alesia

Solgar

SHITAKE PLUS Lentinus edodes, Calcio ascorbato, SOD. Fungo con marcato effetto ipolipemizzante, è in grado di aumentare il colesterolo HDL.

1 capsula ai tre pasti

Alesia

Benefica

REDUCOL Riso fermentato con Monascus Purpureus, Fitosteroli soia, Olio secco, Canna da zucchero. Ipocolesterolemizzante

2 compresse la sera prima di coricarsi

Alesia

1 capsula mattino e sera

Legnani

ACER CAMPESTRIS Acer Campestris L gemme M.G Alcool, glicerina, acqua Riduce il colesterolo totale. Esso manifesta inoltre una blanda azione anticoagulante.

80 gtt due volte al giorno

OTI

COLEST 500 Barberina, Riso rosso fermentato, policosanoli, Astaxantina, CoQ10, Acido Folico, Vit. B12. Favorisce il controllo del colesterolo e dei trigliceridi plasmatici

3 capsule al giorno

Oti

ADVANCED OMEGA D3 DHA 270mg, EPA 303mg, DPA 61,5mg, Omega-9 567 mg, Omega-7 288mg, altri ag. 115,5 mg, Omega-6 72 mg, Omega-5 2,85 mg, astaxantina 30 mcg, vit.D 300U.I. Controllo colesterolo, funzione cerebrale, capacità visiva, mantenimento ossa, denti, sostegno muscolare e immunitario.

3 perle al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti

Solgar

2 perle per 2 volte FITO-COLESTRINOL al giorno, con acqua, Miscela di fitosteroli vegetali. Riduzione colesterolo totale e LDL (associabile a statine in casi severi). preferibilmente ai pasti.

Solgar

GAR AGLIO Allium sativum L. estratto oleoso. Regolazione metabolismo colesterolo e TG, antiossidante, ipotensivo, disbiosi intestinale (antibatterico, antivirale e antifungino).

1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti.

Solgar

Solgar

Balestra&Mech

Balestra&Mech

Aboca

Aboca

BERBERINA Berberis Aristata corteccia. Ipocolesterolemizzante, ipoglicemizzante, anti-obesità.

DIGEST CONTROL Cardomariano, Carciofo, Tarassaco, Rosmarino, Frassino, Cicoria. Stimola la funzione digestiva e il transito intestinale. Favorisce il drenaggio dei liquidi corporei e le funzioni depurative dell’organismo.

50 gocce in poca acqua per tre volte al giorno

Alesia

1 o 2 perle al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti.

Solgar

MAITAKE PLUS Grifola frondosa, Calcio ascorbato, SOD. Fungo indicato nell’obesità legata alla sindrome metabolica. Ha effetto ipoglicemizzante, ipocolesterolemizzante e antipertensivo.

LINOIL Omega-3 650mg, omega-6 187mg, omega-9 162mg, ac.palmitico 62mg, ac.stearico 37mg, ac.grassi 152mg (1 perl.) Regolazione metabolismo del colesterolo, riduzione livelli pressori.

1 capsula due volte al giorno

Alesia

1 o 2 capsule vegetali al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti.

Solgar

FISIOSOL 5 OLIGOELEMENTI Zinco-Nichel-Cobalto Combinazione di oligoelementi preziosa per contrastare sovrappeso, obesità e le alterazioni del metabolismo glucidico (iperglicemia, prediabete, diabete).

LIPO COLINA Colina. Ipocolesterolemizzante, aumenta il metabolismo dei lipidi a livello epatico, contrasta l’accumulo di omocisteina. Sostiene memoria e funzioni cognitive.

1 fiala al giorno

OMEGA MIX Omega-3 , DHA , EPA , Omega-6 , GLA , Omega-9. Regolazione TG e colesterolo, antinfiammatorio, idratazione e compattezza cutanea.

3 perle al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti

Solgar

PESCE LIGHT DHA , EPA , vit.E. Riduzione TG, antiaritmico, bilancio omega-6 antinfiammatorio.

1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente al pasto

Solgar

MENOKAL PRO-DIET Bifidobacterium breve, Lactobacillus Gasseri, Lactobacillus Plantarum. Ristabilisce l’equilibrio della flora intestinale nel soggetto con obesità e sovrappeso.

32

1 capsula al giorno lontano dai pasti

Specchiasol

VitalFactors

Suggerimenti integrativi

Suggerimenti integrativi

Volume 3 - N. 9

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Suggerimenti integrativi

Volume 3 - N. 9

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

PESCE LIGHT SUPER CONCENTRATED DHA, EPA , omega-3 Riduzione TG, antiaritmico, bilancio omega-6 antinfiamatorio.

1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente al pasto

Solgar

NATURAL MIX OMEGA Vit. E , Omega-3, DHA, EPA, Omega-6 , GLA, Omega-9. Controllo colesterolo, mantiene trofismo pelle, supporto funzionalità articolare e cardiaca, sindrome pre-mestruale.

3 perle al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti

Nature’S Bounty

NATURE PESCE 1 perla al giorno, DHA , EPA ,omega-3 con acqua, Controllo colesterolo, supporto funzionalità cardiaca, trofismo cerebrale preferibilmente al pasto e supporto capacità visiva.

Nature’S Bounty

TRIENOLIO Olio di noce, Zucca e Boragine. Ipercoolesterolemia, ripristino HDL, ipertrigliceridemia. Enuresi, vermifugo

1 o più cucchiaini consumati tal quali o con pane

Vegetal Progress

AMINO ARGININA L-Arginina. Integrità strutture vascolari e cuore, controllo ipertensione, angina pectoris

1 capsula vegetale al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti.

Solgar

AMINO TAURINA Taurina. Regolazione battito cardiaco e pressione sanguigna.

1 capsula vegetale al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti.

Solgar

LIPOIC CO-QUTEN Acido alfa-lipoico, Coenzima Q10. Regolarizzazione pressione sanguigna, contrazione muscolo cardiaco, ripristino antiossidanti in forma attiva (vit.C,E, glutatione). Da associare a terapie con statine e beta-bloccanti.

1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente al pasto

Solgar

Q10 REDOX Coenzima Q10 (forma ridotta), Olio di oliva. Deficit di conversione del coQ10, sostegno cardiovascolare (pressione sanguigna, problematiche cardiache), antiossidante sulle membrane lipidiche e sui grassi nel sangue. Da associare a terapie con statine e beta-bloccanti.

1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente al pasto

Solgar

1 capsula due volte al giorno

Alesia

50 gocce dopo colazione e cena

Alesia

60 gtt durante il pasto principale

Oti

80 gtt sl giorno

Oti

1 al giorno

Viropa

ANTIPERTENSIVI

REISHI PLUS Ganoderma lucidum, Calcio ascorbato, SOD. Fungo ad effetto antipertensivo di tipo ACE-inibitore.Agisce anche come ipocolesterolemizzante e antiaggregante. PRESS CONTROL Cipolla, Olivo, Vischio, Melissa, Meliloto, Passiflora. Favorisce il controllo della pressione arteriosa. LEONORUS CARDIACA TM Tachicardia, tono del cuore, ipertensione. OLEA EUROPEA MG Ipocolesterolemizzante, ipotensivo, ipoglicemizzante, anti-ateromatoso. INFUSO BIANCOSPINO Ipotensivo fisiologico.

34

Gli zuccheri giusti anche a tavola

a cura della Dr.ssa Giada Caudullo e del Dr. Giorgio Pomi

S

empre più persone possono incorrere in alterazioni del metabolismo energetico come il diabete (problematica caratterizzata dalla presenza di livelli elevati di glucosio nel sangue). Le cause possono essere differenti e interagire tra loro, come la predisposizione genetica e l’azione di fattori ambientali. Tra i motivi esterni che possono favorire la comparsa di alterazioni metaboliche ricordiamo il sovrappeso e l’obesità (soprattutto di tipo addominale) e un’alimentazione sbilanciata, ricca di grassi saturi e zuccheri semplici. L’iperglicemia, tipica del diabete, può non manifestarsi subito oppure esprimersi in modo evidente (con sete persistente o aumento del senso di fame associato a calo ponderale). Solo il medico, attraverso opportuni esami diagnostici, può valutare l’entità del problema. Controllare i livelli di zuccheri nel sangue è però un impegno che parte anche dallo stile alimentare. La sindrome metabolica in primis e il diabete che ne consegue, sono alterazioni organiche che possono trovare nella nutrizione e nell’integrazione un sostegno fondamentale. La pianificazione di una dieta corretta può essere difficile se non si è certi della combinazione migliore dei cibi, delle porzioni e dell’effetto dei diversi alimenti sui livelli di glicemia (il glucosio circolante a livello ematico). Tuttavia, è possibile migliorare il metabolismo degli zuccheri scegliendo cibi più sani secondo un diario nutrizionale. Il piano alimentare poi è utile per sapere quando mangiare, cosa mangiare e quanto. Variare l’alimentazione nel corso della settimana grazie a piccoli pasti o a spuntini può essere d’aiuto nel favorire una dieta sana e consapevole. Gli alimenti e il modo in cui vengono preparati

influenzano i livelli di glicemia e di lipidi (colesterolo, trigliceridi) presenti nel sangue. Ciò non significa privarsi dei cibi preferiti, ma seguire delle linee guida nutrizionali che in modo equilibrato apportino carboidrati, grassi e proteine, ovvero i tre macronutrienti responsabili principali della produzione di calorie. La Cannella, in particolare del genere Cinnamomum zeylanicum Blume, ad esempio, è di supporto nel controllare i livelli di glucosio nel sangue ed insieme all’acido alfa lipoico è d’aiuto per il metabolismo dei carboidrati. Di seguito perciò una breve ricetta che può essere utilizzata come spuntino per controllare il metabolismo degli zuccheri.

1

Biscotti “gluten free” con crema di mele renette alla cannella Ingredienti (per 24 biscotti - 6 persone): Per i biscotti senza glutine: 300g di farina di riso 2 uova di gallina 40g di olio extravergine di oliva (o semi di girasole estratto a freddo) 100g di zucchero di canna integrale Per la crema di mele: 2 mele renette 1 cucchiaio di amido di mais

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Suggerimenti integrativi

Volume 3 - N. 9

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

PESCE LIGHT SUPER CONCENTRATED DHA, EPA , omega-3 Riduzione TG, antiaritmico, bilancio omega-6 antinfiamatorio.

1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente al pasto

Solgar

NATURAL MIX OMEGA Vit. E , Omega-3, DHA, EPA, Omega-6 , GLA, Omega-9. Controllo colesterolo, mantiene trofismo pelle, supporto funzionalità articolare e cardiaca, sindrome pre-mestruale.

3 perle al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti

Nature’S Bounty

NATURE PESCE 1 perla al giorno, DHA , EPA ,omega-3 con acqua, Controllo colesterolo, supporto funzionalità cardiaca, trofismo cerebrale preferibilmente al pasto e supporto capacità visiva.

Nature’S Bounty

TRIENOLIO Olio di noce, Zucca e Boragine. Ipercoolesterolemia, ripristino HDL, ipertrigliceridemia. Enuresi, vermifugo

1 o più cucchiaini consumati tal quali o con pane

Vegetal Progress

AMINO ARGININA L-Arginina. Integrità strutture vascolari e cuore, controllo ipertensione, angina pectoris

1 capsula vegetale al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti.

Solgar

AMINO TAURINA Taurina. Regolazione battito cardiaco e pressione sanguigna.

1 capsula vegetale al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti.

Solgar

LIPOIC CO-QUTEN Acido alfa-lipoico, Coenzima Q10. Regolarizzazione pressione sanguigna, contrazione muscolo cardiaco, ripristino antiossidanti in forma attiva (vit.C,E, glutatione). Da associare a terapie con statine e beta-bloccanti.

1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente al pasto

Solgar

Q10 REDOX Coenzima Q10 (forma ridotta), Olio di oliva. Deficit di conversione del coQ10, sostegno cardiovascolare (pressione sanguigna, problematiche cardiache), antiossidante sulle membrane lipidiche e sui grassi nel sangue. Da associare a terapie con statine e beta-bloccanti.

1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente al pasto

Solgar

1 capsula due volte al giorno

Alesia

50 gocce dopo colazione e cena

Alesia

60 gtt durante il pasto principale

Oti

80 gtt sl giorno

Oti

1 al giorno

Viropa

ANTIPERTENSIVI

REISHI PLUS Ganoderma lucidum, Calcio ascorbato, SOD. Fungo ad effetto antipertensivo di tipo ACE-inibitore.Agisce anche come ipocolesterolemizzante e antiaggregante. PRESS CONTROL Cipolla, Olivo, Vischio, Melissa, Meliloto, Passiflora. Favorisce il controllo della pressione arteriosa. LEONORUS CARDIACA TM Tachicardia, tono del cuore, ipertensione. OLEA EUROPEA MG Ipocolesterolemizzante, ipotensivo, ipoglicemizzante, anti-ateromatoso. INFUSO BIANCOSPINO Ipotensivo fisiologico.

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Gli zuccheri giusti anche a tavola

a cura della Dr.ssa Giada Caudullo e del Dr. Giorgio Pomi

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empre più persone possono incorrere in alterazioni del metabolismo energetico come il diabete (problematica caratterizzata dalla presenza di livelli elevati di glucosio nel sangue). Le cause possono essere differenti e interagire tra loro, come la predisposizione genetica e l’azione di fattori ambientali. Tra i motivi esterni che possono favorire la comparsa di alterazioni metaboliche ricordiamo il sovrappeso e l’obesità (soprattutto di tipo addominale) e un’alimentazione sbilanciata, ricca di grassi saturi e zuccheri semplici. L’iperglicemia, tipica del diabete, può non manifestarsi subito oppure esprimersi in modo evidente (con sete persistente o aumento del senso di fame associato a calo ponderale). Solo il medico, attraverso opportuni esami diagnostici, può valutare l’entità del problema. Controllare i livelli di zuccheri nel sangue è però un impegno che parte anche dallo stile alimentare. La sindrome metabolica in primis e il diabete che ne consegue, sono alterazioni organiche che possono trovare nella nutrizione e nell’integrazione un sostegno fondamentale. La pianificazione di una dieta corretta può essere difficile se non si è certi della combinazione migliore dei cibi, delle porzioni e dell’effetto dei diversi alimenti sui livelli di glicemia (il glucosio circolante a livello ematico). Tuttavia, è possibile migliorare il metabolismo degli zuccheri scegliendo cibi più sani secondo un diario nutrizionale. Il piano alimentare poi è utile per sapere quando mangiare, cosa mangiare e quanto. Variare l’alimentazione nel corso della settimana grazie a piccoli pasti o a spuntini può essere d’aiuto nel favorire una dieta sana e consapevole. Gli alimenti e il modo in cui vengono preparati

influenzano i livelli di glicemia e di lipidi (colesterolo, trigliceridi) presenti nel sangue. Ciò non significa privarsi dei cibi preferiti, ma seguire delle linee guida nutrizionali che in modo equilibrato apportino carboidrati, grassi e proteine, ovvero i tre macronutrienti responsabili principali della produzione di calorie. La Cannella, in particolare del genere Cinnamomum zeylanicum Blume, ad esempio, è di supporto nel controllare i livelli di glucosio nel sangue ed insieme all’acido alfa lipoico è d’aiuto per il metabolismo dei carboidrati. Di seguito perciò una breve ricetta che può essere utilizzata come spuntino per controllare il metabolismo degli zuccheri.

1

Biscotti “gluten free” con crema di mele renette alla cannella Ingredienti (per 24 biscotti - 6 persone): Per i biscotti senza glutine: 300g di farina di riso 2 uova di gallina 40g di olio extravergine di oliva (o semi di girasole estratto a freddo) 100g di zucchero di canna integrale Per la crema di mele: 2 mele renette 1 cucchiaio di amido di mais

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Volume 3 - N. 9

2 capsule di Solgar Lipoic Cannella® 40g di mandorle di Toritto “Presidio SlowFood” Procedimento: Lavorare le uova con lo zucchero di canna integrale fino ad ottenere un composto spumoso, unire l’olio a filo quindi la farina ottenendo un impasto omogeneo; stenderlo e tagliarlo con uno

stampino quindi cuocere i biscotti al forno a 180° per 10’. Servirli con una crema di mele ottenuta lasciando cuocere in un pentolino senza grassi i cubetti dei frutti sbucciati fino a che la pectina non avrà reso il composto caramellato; frullare il tutto a crema, unire l’amido di mais e riportare sul fuoco basso per alcuni minuti. Servire la crema tiepida inserendo solo alla fine le lamelle di mandorle e la polvere di cannella. Cereali, frutta e verdure sono fonti di carboidrati, ma anche di fibre, che possono migliorare la risposta insulinica, vitamine e minerali importanti. Per aumentare l’apporto di fibre è importante scegliere pane di grano integrale, crusca e riso integrale. Anche i fagioli cotti sono una fonte eccellente di fibre. Modificare le proprie abitudini in modo da includere frutta fresca e verdure è il primo passo: preferire la frutta intera con buccia e semi commestibili rispetto ai succhi di frutta è importante. Aggiungere poi verdure fresche alla dieta e scegliere verdure a foglia verde scuro e giallo scuro è un altro elemento da non sottovalutare.

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Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

partendo da acqua fredda a fuoco lento per il tempo indicato sulla confezione (20 minuti circa). Posizionare il cestello per la cottura a vapore sopra la quinoa in ebollizione, adagiarvi le verdure (ad esclusione dei pomodorini) e lo sgombro. Lasciare raffreddare il tutto e assemblare la quinoa cotta con le verdure all’interno di una terrina. Rompere i filetti di sgombro e unire anch’essi alla quinoa. Mescolate bene il tutto aggiustando di sale e pepe. Servire a temperatura ambiente.

Di seguito una insalata di quinoa, arricchita dall’apporto proteico dello sgombro e dallo zenzero, pianta dalla naturali proprietà digestive.

2

Insalata di quinoa con sgombro allo zenzero e verdure al vapore

I dolci che troviamo in commercio sono solitamente cibi ricchi di zucchero e fonti di grassi e calorie, poveri anche di vitamine e minerali, e dal valore nutrizionale molto scarso. Controllare l’etichetta e calcolare l’apporto dei carboidrati dei dolci, anche “dietetici”, nella dieta è una scelta importante. È possibile che la quantità di carboidrati di un dessert “dietetico” sia lo stesso di un dessert normale. Prepararsi dei dolci in casa con della Cannella è un passo importante soprattutto se la glicemia è un elemento di disturbo nella nostra quotidianità. L’integrazione comunque rimane uno strumento a cui non rinunciare. In particolare il cromo, se picolinato, può essere introdotto come supplemento nutrizionale per controllare i livelli di zucchero ematici.

Ingredienti (per 4 persone): 250g di quinoa 300g di filetti di sgombro freschi 2 gambe di sedano 2 zucchine 2 carote 1 porro 15 pomodorini datterini 2 capsule di Solgar Fitozenzero Olio extravergine di oliva, sale e pepe q.b. Procedimento: Lavare e tagliare tutte le verdure a dadini. Lavare bene i filetti di sgombro eliminandone le lische e cospargerli di Fitozenzero. Sciacquare bene la quinoa sotto acqua corrente e metterla a cuocere in 500g di acqua (2 parti di acqua e una di quinoa)

Di seguito una ricetta che così preparata, può comunque essere digerita in modo equilibrato e sano dal corpo.

3

Risotto “Barzetti” al lemongrass e rosmarino Ingredienti (per 4 persone):  320g di riso “Vialone Nano” 1 bicchiere di vino bianco aromatico 1 Lemon grass 1 ramo di rosmarino 1 pezzetto di patata 1 limone non trattato

Olio extra vergine d’oliva Sale di Cervia q.b. Per il Brodo di coniglio: 1lt di acqua 2 carote 1 zucchina 2 coste di sedano 1 mela 2 cosce di coniglio 2 foglie di alloro Procedimento: Preparare il brodo unendo le verdure lavate e mondate in acqua fredda e lasciandole sobollire per circa un’ora. Nel frattempo tritare finemente il lemon grass quindi scaldarlo in una casseruola, unire l’olio e tostare il riso fino a che non risulti color “madre perla”; coprirlo con il brodo, profumare con l’alloro, una parte del rosmarino, la patata grattugiata grossolanamente, una grattugiata di scorza di limone, regolare di sapidità e portate a cottura. A fine cottura unire il rosmarino tritato, una spruzzata di succo di limone, tre cucchiai di olio extravergine d’oliva e mantecare. Servire all’onda.

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Volume 3 - N. 9

2 capsule di Solgar Lipoic Cannella® 40g di mandorle di Toritto “Presidio SlowFood” Procedimento: Lavorare le uova con lo zucchero di canna integrale fino ad ottenere un composto spumoso, unire l’olio a filo quindi la farina ottenendo un impasto omogeneo; stenderlo e tagliarlo con uno

stampino quindi cuocere i biscotti al forno a 180° per 10’. Servirli con una crema di mele ottenuta lasciando cuocere in un pentolino senza grassi i cubetti dei frutti sbucciati fino a che la pectina non avrà reso il composto caramellato; frullare il tutto a crema, unire l’amido di mais e riportare sul fuoco basso per alcuni minuti. Servire la crema tiepida inserendo solo alla fine le lamelle di mandorle e la polvere di cannella. Cereali, frutta e verdure sono fonti di carboidrati, ma anche di fibre, che possono migliorare la risposta insulinica, vitamine e minerali importanti. Per aumentare l’apporto di fibre è importante scegliere pane di grano integrale, crusca e riso integrale. Anche i fagioli cotti sono una fonte eccellente di fibre. Modificare le proprie abitudini in modo da includere frutta fresca e verdure è il primo passo: preferire la frutta intera con buccia e semi commestibili rispetto ai succhi di frutta è importante. Aggiungere poi verdure fresche alla dieta e scegliere verdure a foglia verde scuro e giallo scuro è un altro elemento da non sottovalutare.

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Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

partendo da acqua fredda a fuoco lento per il tempo indicato sulla confezione (20 minuti circa). Posizionare il cestello per la cottura a vapore sopra la quinoa in ebollizione, adagiarvi le verdure (ad esclusione dei pomodorini) e lo sgombro. Lasciare raffreddare il tutto e assemblare la quinoa cotta con le verdure all’interno di una terrina. Rompere i filetti di sgombro e unire anch’essi alla quinoa. Mescolate bene il tutto aggiustando di sale e pepe. Servire a temperatura ambiente.

Di seguito una insalata di quinoa, arricchita dall’apporto proteico dello sgombro e dallo zenzero, pianta dalla naturali proprietà digestive.

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Insalata di quinoa con sgombro allo zenzero e verdure al vapore

I dolci che troviamo in commercio sono solitamente cibi ricchi di zucchero e fonti di grassi e calorie, poveri anche di vitamine e minerali, e dal valore nutrizionale molto scarso. Controllare l’etichetta e calcolare l’apporto dei carboidrati dei dolci, anche “dietetici”, nella dieta è una scelta importante. È possibile che la quantità di carboidrati di un dessert “dietetico” sia lo stesso di un dessert normale. Prepararsi dei dolci in casa con della Cannella è un passo importante soprattutto se la glicemia è un elemento di disturbo nella nostra quotidianità. L’integrazione comunque rimane uno strumento a cui non rinunciare. In particolare il cromo, se picolinato, può essere introdotto come supplemento nutrizionale per controllare i livelli di zucchero ematici.

Ingredienti (per 4 persone): 250g di quinoa 300g di filetti di sgombro freschi 2 gambe di sedano 2 zucchine 2 carote 1 porro 15 pomodorini datterini 2 capsule di Solgar Fitozenzero Olio extravergine di oliva, sale e pepe q.b. Procedimento: Lavare e tagliare tutte le verdure a dadini. Lavare bene i filetti di sgombro eliminandone le lische e cospargerli di Fitozenzero. Sciacquare bene la quinoa sotto acqua corrente e metterla a cuocere in 500g di acqua (2 parti di acqua e una di quinoa)

Di seguito una ricetta che così preparata, può comunque essere digerita in modo equilibrato e sano dal corpo.

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Risotto “Barzetti” al lemongrass e rosmarino Ingredienti (per 4 persone):  320g di riso “Vialone Nano” 1 bicchiere di vino bianco aromatico 1 Lemon grass 1 ramo di rosmarino 1 pezzetto di patata 1 limone non trattato

Olio extra vergine d’oliva Sale di Cervia q.b. Per il Brodo di coniglio: 1lt di acqua 2 carote 1 zucchina 2 coste di sedano 1 mela 2 cosce di coniglio 2 foglie di alloro Procedimento: Preparare il brodo unendo le verdure lavate e mondate in acqua fredda e lasciandole sobollire per circa un’ora. Nel frattempo tritare finemente il lemon grass quindi scaldarlo in una casseruola, unire l’olio e tostare il riso fino a che non risulti color “madre perla”; coprirlo con il brodo, profumare con l’alloro, una parte del rosmarino, la patata grattugiata grossolanamente, una grattugiata di scorza di limone, regolare di sapidità e portate a cottura. A fine cottura unire il rosmarino tritato, una spruzzata di succo di limone, tre cucchiai di olio extravergine d’oliva e mantecare. Servire all’onda.

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...Il consiglio del Medico... ….100 anni fa!!

La Domenica del Corriere - 10-18 settembre 1916 - editoriale a cura del Dott. Parva

Il Bianco degli Occhi

N

el comune linguaggio una frase che ricorre molto sovente è quella di guardare qualcuno “nel bianco degli occhi”. Essa accenna forse alla rivelazione dello stato intimo di una persona che si può desumere dall’aspetto delle sue congiuntive, perché in fondo poi il bianco degli occhi è dato dalla superficie congiuntivale. Sulle congiuntive si proietta in realtà lo stato circolatorio intimo e noi vediamo che esse sono iniettate nei loro finissimi vasetti, quando il soggetto ingrassa e la sua circolazione si fa stentata, in omologia alla pinguedine che si impossessa del corpo. Un occhio esercitato scopre subito la imperfetta circolazione e sopra tutto l’ostacolo circolatorio e l’aumento di pressione che il sangue deve subire a seconda che trova la congiuntiva sgombra nel suo circolo od inceppata; il fatto poi assume anche più intima gravità quando in pari tempo l’occhio sia proiettato in avanti con quell’aspetto bovino che è caratteristico dei soggetti pletorici.

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È esso uno dei segni più eloquenti di quello stato di saturità cui il corpo va incontro nell’ingrassamento, per il quale si riconosce che le forze di compenso e di equilibrio sono tutte impegnate e hanno dato quanto potevano per superare lo stato irregolare. Allora il bianco degli occhi dovrebbe insegnare quello che forse non hanno ancora insegnato, o per meglio dire non sono ancora riusciti a far apprendere il brucior di stomaco, l’ansima nel far le scale, le lievi bronchiti ricorrenti e ostinate

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

e tanti altri piccoli segni che sono abitualmente trascurati. Questa gente guardandosi nel bianco degli occhi, dovrebbe capire che i vasi del suo cervello stanno sotto l’abnorme pressione stessa sotto cui stanno i vasi della congiuntiva, la quale invano ripete il monito che bisogna aspettarsi o presto o tardi lo scoppio d quei vasetti cerebrali, con tutte le gravi conseguenze dell’emorragia di cervello! Spesso infatti questa evenienza della piccola rottura dei vasetti sanguigni si verifica sulla congiuntiva analogamente a ciò che avviene nel cervello; ma nel primo caso ha un significato nullo, come nel secondo caso lo ha più o meno profondo, ma pur sempre grave in conformità colla varia nobiltà delle funzioni cui le varie sedi sono deputate nell’economia dell’organismo.

Anche lo stato della circolazione biliare è bene prospettato dal non mai abbastanza lodato bianco degli occhi. Ci sono delle persone che hanno avuto una volta un attacco di coliche epatiche e ne sono guarite; ma un occhio vigile ed esperto scopre subito che la guarigione è ben più apparente che reale, perché il bianco degli occhi è ancora un bianco sporco, che ha dell’opacità inusitata e non rivela più quel fondo di purezza che dovrebbe possedere di norma, quella lucentezza e quel riflesso chiaro e puro, che solo l’occhio infantile mostra ancora e la cui perdita prova nell’adulto lo strapazzo abituale e in particolar modo lo strapazzo alimentare, perché del disordine nutritivo poche parti del corpo si fanno specchio fedele quanto la congiuntiva. Questo opacamento e questa infiltrazione del bianco degli occhi sono in particolar modo eloquenti per attestare le tendenze al consumo di alcoolici del soggetto, e nella

fisionomia classica, nel tipico mascherone del bevitore, quella dell’occhio è una nota diremo quasi specifica. Se non proprio nel bianco degli occhi, molto vicino ad esso si riscontra ancora un altro fenomeno importante a rilevare, e che al pari degli altri testè accennati avrebbe un significato ammonitore altissimo, se si sapesse bene interpretarlo; ed è l’arco senile. L’arco senile si trova alla periferia dell’iride e sul colore di esso si stacca per un’intonazione giallastra; esso costituisce una sottile linea che circonda l’orlo irideo e la sua stessa denominazione sta a provare che è un rivelatore delle alterazioni che la vecchiaia- e presumibilmente la sua autorizzata rappresentante, l’arteriosclerosi – inducono nei nostri tessuti. Questo arco si trova infatti abitualmente nei vecchi, ma talvolta persone appena mature lo presentano, e allora senza spaventarsene, senza preoccuparsi gran che, queste persone dovrebbero riflettere che il segno sta solo ad indicare in essi una precoce involuzione dei tessuti e forse – ammettendo che l’arteriosclerosi indichi effettivamente l’intristimento senile – una precoce tendenza a questa infermità che è tanto comune tanto inevitabile anzi o presto o tardi, che come un amico di tutta confidenza, può prendersi la libertà di capitare anche con qualche anticipo sull’ora convenuta. Non sarà difficile mettevi riparo; l’arco senile non se ne andrà per questo, ma molti altri sintomi che sogliono seguirlo saranno tenuti lontano e sopra tutto il decadimento delle funzioni non potrà intervenire con quella simultaneità e rapidità che suole tenere quando ai primi segni mandati innanzi non si pone alcuna attenzione e si aspetta impreparati il resto. Insomma il bianco degli occhi potrebbe essere un buon confidente dell’uomo che varca la maturità, purché l’abitudine di bene osservarci non fosse per noi perduta, sostituita com’è da una trascuratezza clinica o da una preoccupazione irragionevole ed insulsamente apprensionista.

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Il Bianco degli Occhi

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el comune linguaggio una frase che ricorre molto sovente è quella di guardare qualcuno “nel bianco degli occhi”. Essa accenna forse alla rivelazione dello stato intimo di una persona che si può desumere dall’aspetto delle sue congiuntive, perché in fondo poi il bianco degli occhi è dato dalla superficie congiuntivale. Sulle congiuntive si proietta in realtà lo stato circolatorio intimo e noi vediamo che esse sono iniettate nei loro finissimi vasetti, quando il soggetto ingrassa e la sua circolazione si fa stentata, in omologia alla pinguedine che si impossessa del corpo. Un occhio esercitato scopre subito la imperfetta circolazione e sopra tutto l’ostacolo circolatorio e l’aumento di pressione che il sangue deve subire a seconda che trova la congiuntiva sgombra nel suo circolo od inceppata; il fatto poi assume anche più intima gravità quando in pari tempo l’occhio sia proiettato in avanti con quell’aspetto bovino che è caratteristico dei soggetti pletorici.

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È esso uno dei segni più eloquenti di quello stato di saturità cui il corpo va incontro nell’ingrassamento, per il quale si riconosce che le forze di compenso e di equilibrio sono tutte impegnate e hanno dato quanto potevano per superare lo stato irregolare. Allora il bianco degli occhi dovrebbe insegnare quello che forse non hanno ancora insegnato, o per meglio dire non sono ancora riusciti a far apprendere il brucior di stomaco, l’ansima nel far le scale, le lievi bronchiti ricorrenti e ostinate

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

e tanti altri piccoli segni che sono abitualmente trascurati. Questa gente guardandosi nel bianco degli occhi, dovrebbe capire che i vasi del suo cervello stanno sotto l’abnorme pressione stessa sotto cui stanno i vasi della congiuntiva, la quale invano ripete il monito che bisogna aspettarsi o presto o tardi lo scoppio d quei vasetti cerebrali, con tutte le gravi conseguenze dell’emorragia di cervello! Spesso infatti questa evenienza della piccola rottura dei vasetti sanguigni si verifica sulla congiuntiva analogamente a ciò che avviene nel cervello; ma nel primo caso ha un significato nullo, come nel secondo caso lo ha più o meno profondo, ma pur sempre grave in conformità colla varia nobiltà delle funzioni cui le varie sedi sono deputate nell’economia dell’organismo.

Anche lo stato della circolazione biliare è bene prospettato dal non mai abbastanza lodato bianco degli occhi. Ci sono delle persone che hanno avuto una volta un attacco di coliche epatiche e ne sono guarite; ma un occhio vigile ed esperto scopre subito che la guarigione è ben più apparente che reale, perché il bianco degli occhi è ancora un bianco sporco, che ha dell’opacità inusitata e non rivela più quel fondo di purezza che dovrebbe possedere di norma, quella lucentezza e quel riflesso chiaro e puro, che solo l’occhio infantile mostra ancora e la cui perdita prova nell’adulto lo strapazzo abituale e in particolar modo lo strapazzo alimentare, perché del disordine nutritivo poche parti del corpo si fanno specchio fedele quanto la congiuntiva. Questo opacamento e questa infiltrazione del bianco degli occhi sono in particolar modo eloquenti per attestare le tendenze al consumo di alcoolici del soggetto, e nella

fisionomia classica, nel tipico mascherone del bevitore, quella dell’occhio è una nota diremo quasi specifica. Se non proprio nel bianco degli occhi, molto vicino ad esso si riscontra ancora un altro fenomeno importante a rilevare, e che al pari degli altri testè accennati avrebbe un significato ammonitore altissimo, se si sapesse bene interpretarlo; ed è l’arco senile. L’arco senile si trova alla periferia dell’iride e sul colore di esso si stacca per un’intonazione giallastra; esso costituisce una sottile linea che circonda l’orlo irideo e la sua stessa denominazione sta a provare che è un rivelatore delle alterazioni che la vecchiaia- e presumibilmente la sua autorizzata rappresentante, l’arteriosclerosi – inducono nei nostri tessuti. Questo arco si trova infatti abitualmente nei vecchi, ma talvolta persone appena mature lo presentano, e allora senza spaventarsene, senza preoccuparsi gran che, queste persone dovrebbero riflettere che il segno sta solo ad indicare in essi una precoce involuzione dei tessuti e forse – ammettendo che l’arteriosclerosi indichi effettivamente l’intristimento senile – una precoce tendenza a questa infermità che è tanto comune tanto inevitabile anzi o presto o tardi, che come un amico di tutta confidenza, può prendersi la libertà di capitare anche con qualche anticipo sull’ora convenuta. Non sarà difficile mettevi riparo; l’arco senile non se ne andrà per questo, ma molti altri sintomi che sogliono seguirlo saranno tenuti lontano e sopra tutto il decadimento delle funzioni non potrà intervenire con quella simultaneità e rapidità che suole tenere quando ai primi segni mandati innanzi non si pone alcuna attenzione e si aspetta impreparati il resto. Insomma il bianco degli occhi potrebbe essere un buon confidente dell’uomo che varca la maturità, purché l’abitudine di bene osservarci non fosse per noi perduta, sostituita com’è da una trascuratezza clinica o da una preoccupazione irragionevole ed insulsamente apprensionista.

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In farmacia, parafarmacia ed erboristeria - info@solgar.it In farmacia,www.solgar.it parafarmacia ed erboristeria Numero Verde* S.T.S. Solgar

www.solgar.it - info@solgar.it L’integratore per le tue esigenze? Chiama il numero verde di Solgar.

Biologi e Farmacisti del Servizio Tecnico Scientifico di Solgar risponderanno 800.129.444 L’integratore le tue esigenze? Chiama il numero verde di Solgar. alle richiesteper tecnico-scientifiche. Biologi e dal Farmacisti Servizio Tecnico In farmacia, parafarmacia ed erboristeria Attivo lunedì aldelvenerdì ore 9/13 - Scientifico 14/18. di Solgar risponderanno 800.129.444 www.solgar.it alle richieste tecnico-scientifiche. - info@solgar.it Numero Verde* S.T.S. Solgar

* Numero verde gratuito sia da rete fissa che da telefoni cellulari * Numero verde gratuito sia da rete fissa che da telefoni cellulari

Attivo dal lunedì al venerdì ore 9/13 - 14/18.

Resisti e sostieni il metabolismo dei carboidrati

LIPOIC CANNELLA Resistere al desiderio di dolci talvolta può essere veramente difficile! Stanchezza, cambiamenti ormonali, emozioni… numerosi possono essere i motivi che inducono a cercare conforto nei carboidrati che se eccessivi possono determinare un aumento di peso. È importante quindi limitare il consumo di zuccheri, favorirne il corretto metabolismo e seguire una dieta equilibrata oltre a svolgere un'adeguata attività fisica.

LIPOIC CANNELLA è un integratore alimentare a base di acido alfa-lipoico e Cannella (Cinnamomum zeylanicum Blume). La cannella sostiene il metabolismo dei carboidrati, favorisce la digestione e l’eliminazione dei gas intestinali oltre a svolgere funzione antiossidante. Contiene acido lipoico. Se si è in trattamento con farmaci ipoglicemizzanti prima dell'eventuale uso del prodotto consultare il medico. Gli integratori non vanno intesi come sostituto di una dieta variata, equilibrata e di un sano stile di vita.

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...una Pianta al mese... a cura di Valentina e Ivo Bianchi

MOMORDICA Regno:

Vegetale

Divisione:

Magnoliophyta

Classe:

Magnoliopsida

Ordine:

Violales

Famiglia:

Cucurbitaceae

Genere:

Momordica

Specie:

Momordica charantia

L

a Momordica è una vite rampicante nativa delle regioni del Centro e Sud America, ma cresce anche in Cina e in diverse regioni del continente asiatico. Detta balsam pear è diffusamente coltivata in ambiente tropicale per i suoi frutti e le sue foglie che sono commestibili. I frutti maturi sono tra i più amari esistenti, per questo viene raccolta prima che giunga a piena maturazione. Viene chiamata in molti modi differenti in base alle diverse località in cui la si può trovare. In italiano è nota anche come melone amaro. Il frutto, le foglie e i semi della Momordica sono molto nutrienti e contengono Fosforo, Ferro, Calcio, Vitamina A e B1- B2, Beta carotene e Potassio. La medicina popolare di molti paesi, in particolare la pianta è molto usata nella medicina Ayurvedica, attribuisce al frutto di Momordica charantia L. numerose proprietà. Sono stati condotti moltissimi studi che hanno confermato la validità di questa pianta in particolare come supporto all’omeostasi glucidica, in caso di insulino-resistenza e nelle complicazioni che ne derivano (neuropatia, cataratta, diabete, dislipidemia). I principali responsabili dell’attività ipoglicemizzante della Momordica sembrano essere i glicosidi steroidici come la charantina, peptidi ad azione insulino-mimetica (in particolare il peptide P è strutturalmente e farmacologicamente simile all’insuli-

40

na), cucurbutanoidi, momordicina e gli acidi oleanoici. Il principale effetto studiato è la riduzione dei livelli di glucosio ematico. In uno studio, 15g di estratto acquoso di Momordica hanno indotto una riduzione del 54% della glicemia postprandiale e del 17% dell’emoglobina glicata (Ahmed et al. 1999). Numerosi modelli animali di diabete hanno dimostrato che gli estratti di Momordica aumentano la sensibilità all’insulina e la tolleranza al glucosio, diminuiscono la gluconeogenesi, inibendo l’attività di due enzimi (glucosio-6-fosfatasi e fruttosio-1,6-fosfatasi) e favoriscono l’ossidazione del glucosio, attivando l’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi. Infine la Momordica si è dimostrata incrementare l’uptake cellulare di glucosio mediante stimolo sulla traslocazione del trasportatore per il glucosio, promuovere il rilascio d’insulina e potenziarne gli effetti, con un’azione diretta a livello delle cellule beta-pancreatiche (da cui l’insulina viene prodotta), sia aumentandone il numero sia ripristinandone l’alterata architettura istologica, con effetto rigenerante. Ulteriori studi in vivo dimostrano inoltre che gli estratti di Momordica, in particolare la frazione contenente le saponine, migliorano il profilo lipidico, con un’azione derivata probabilmente dall’inibizione della lipasi pancreatica e la conseguente riduzione dell’assorbimento lipidico. Nel complesso nei vari studi si evidenzia una riduzione dei trigliceridi e colesterolo LDL e un incremen-

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

to del colesterolo HDL. Per tali molteplici azioni gli estratti di Momordica vengono suggeriti nel contesto di problematiche connesse ad un errato metabolismo glucidico e anche in presenza di alterazioni metaboliche associate, come la dislipidemia. Ma la Momordica ha rilevato avere anche proprietà antibatteriche, antivirali, antielmintiche, abortive e antineoplastiche. Si è visto infatti come la pianta sia in grado di promuovere l’apoptosi e di inibire la proliferazione di cellule neoplastiche, in particolare nel cancro al seno. Per questo il succo di Momordica è consigliabile come prevenzione delle patologie degenerative. D’altra parte la Momordica viene anche assunta come cibo per ridurre la quantità di tossine a livello organico e del torrente circolatorio. Grazie al grande contenuto in betacaroteni, questa pianta porta miglioramenti nei problemi della vista. EFFETTI Antibatterici Antivirali Antineoplastici

Antiparassitari Regolatori metabolici INDICAZIONI TERAPEUTICHE Iperglicemia 3 3 Diabete II Dilipidemie 2 Sindrome metabolica 2 Cancro al seno 2 Prevenzione antineoplastica 1 Tossici 1 Infezioni 2 Infezioni respiratorie 2 Malaria 1 Parassiti 2 HIV 1 Asma 1 Problemi della vista 1 Controindicazioni La Momordica può dare problemi legati alla digestione, dolori addominali, gonfiori, diarrea, ma solo in caso di sovradosaggio. È sconsigliata in gravidanza e allattamento e in pediatria. Si raccomanda attenzione nei soggetti che fanno uso di sostanze ipoglicemizzanti.

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MOMORDICA Regno:

Vegetale

Divisione:

Magnoliophyta

Classe:

Magnoliopsida

Ordine:

Violales

Famiglia:

Cucurbitaceae

Genere:

Momordica

Specie:

Momordica charantia

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a Momordica è una vite rampicante nativa delle regioni del Centro e Sud America, ma cresce anche in Cina e in diverse regioni del continente asiatico. Detta balsam pear è diffusamente coltivata in ambiente tropicale per i suoi frutti e le sue foglie che sono commestibili. I frutti maturi sono tra i più amari esistenti, per questo viene raccolta prima che giunga a piena maturazione. Viene chiamata in molti modi differenti in base alle diverse località in cui la si può trovare. In italiano è nota anche come melone amaro. Il frutto, le foglie e i semi della Momordica sono molto nutrienti e contengono Fosforo, Ferro, Calcio, Vitamina A e B1- B2, Beta carotene e Potassio. La medicina popolare di molti paesi, in particolare la pianta è molto usata nella medicina Ayurvedica, attribuisce al frutto di Momordica charantia L. numerose proprietà. Sono stati condotti moltissimi studi che hanno confermato la validità di questa pianta in particolare come supporto all’omeostasi glucidica, in caso di insulino-resistenza e nelle complicazioni che ne derivano (neuropatia, cataratta, diabete, dislipidemia). I principali responsabili dell’attività ipoglicemizzante della Momordica sembrano essere i glicosidi steroidici come la charantina, peptidi ad azione insulino-mimetica (in particolare il peptide P è strutturalmente e farmacologicamente simile all’insuli-

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na), cucurbutanoidi, momordicina e gli acidi oleanoici. Il principale effetto studiato è la riduzione dei livelli di glucosio ematico. In uno studio, 15g di estratto acquoso di Momordica hanno indotto una riduzione del 54% della glicemia postprandiale e del 17% dell’emoglobina glicata (Ahmed et al. 1999). Numerosi modelli animali di diabete hanno dimostrato che gli estratti di Momordica aumentano la sensibilità all’insulina e la tolleranza al glucosio, diminuiscono la gluconeogenesi, inibendo l’attività di due enzimi (glucosio-6-fosfatasi e fruttosio-1,6-fosfatasi) e favoriscono l’ossidazione del glucosio, attivando l’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi. Infine la Momordica si è dimostrata incrementare l’uptake cellulare di glucosio mediante stimolo sulla traslocazione del trasportatore per il glucosio, promuovere il rilascio d’insulina e potenziarne gli effetti, con un’azione diretta a livello delle cellule beta-pancreatiche (da cui l’insulina viene prodotta), sia aumentandone il numero sia ripristinandone l’alterata architettura istologica, con effetto rigenerante. Ulteriori studi in vivo dimostrano inoltre che gli estratti di Momordica, in particolare la frazione contenente le saponine, migliorano il profilo lipidico, con un’azione derivata probabilmente dall’inibizione della lipasi pancreatica e la conseguente riduzione dell’assorbimento lipidico. Nel complesso nei vari studi si evidenzia una riduzione dei trigliceridi e colesterolo LDL e un incremen-

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

to del colesterolo HDL. Per tali molteplici azioni gli estratti di Momordica vengono suggeriti nel contesto di problematiche connesse ad un errato metabolismo glucidico e anche in presenza di alterazioni metaboliche associate, come la dislipidemia. Ma la Momordica ha rilevato avere anche proprietà antibatteriche, antivirali, antielmintiche, abortive e antineoplastiche. Si è visto infatti come la pianta sia in grado di promuovere l’apoptosi e di inibire la proliferazione di cellule neoplastiche, in particolare nel cancro al seno. Per questo il succo di Momordica è consigliabile come prevenzione delle patologie degenerative. D’altra parte la Momordica viene anche assunta come cibo per ridurre la quantità di tossine a livello organico e del torrente circolatorio. Grazie al grande contenuto in betacaroteni, questa pianta porta miglioramenti nei problemi della vista. EFFETTI Antibatterici Antivirali Antineoplastici

Antiparassitari Regolatori metabolici INDICAZIONI TERAPEUTICHE Iperglicemia 3 3 Diabete II Dilipidemie 2 Sindrome metabolica 2 Cancro al seno 2 Prevenzione antineoplastica 1 Tossici 1 Infezioni 2 Infezioni respiratorie 2 Malaria 1 Parassiti 2 HIV 1 Asma 1 Problemi della vista 1 Controindicazioni La Momordica può dare problemi legati alla digestione, dolori addominali, gonfiori, diarrea, ma solo in caso di sovradosaggio. È sconsigliata in gravidanza e allattamento e in pediatria. Si raccomanda attenzione nei soggetti che fanno uso di sostanze ipoglicemizzanti.

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...I Minerali del mese...

Volume 3 - N. 9

a cura di Ivo Bianchi

VANADIO

I

l Vanadio è un elemento ancora poco conosciuto, di cui poco si dibatte. In effetti, secondo recenti ricerche, il pool di Vanadio nel corpo umano va dai 17 ai 43 milligrammi ed il 90% del Vanadio assorbito dieteticamente viene escreto con le urine. Studi con isotopi radioattivi hanno dimostrato che l’elemento si accumula particolarmente a livello di denti ed ossa, soprattutto a livello della zona di mineralizzazione È noto essere essenziale per alcuni organismi marini quali le ascidie ed i tunicati, dove è presente nelle proteine del sangue in concentrazione anche un milione di volte superiore a quella dell’acqua marina circostante. RiCaratteristiche cerche eseguite su animali hanno chimiche mostrato che una carenza di Vanadel Vanadio dio può portare ad una minore capacità riproduttiva e una maggiore mortalità infantile nella prole, in specifici ceppi genetici.

Recentemente gli studi sulla fisiologia del Vanadio nell’uomo hanno dimostrato che una sua carenza espone ad una maggior incidenza di malattie croniche quali cardiopatie e cancro; del resto facendo un ragionamento filogenetico si può presumere un suo ruolo chiave, pur celato, a livello cellulare. Sembra ormai appurato che questo elemento traccia è coivolto nel metabolismo sia dei lipidi che dei glucidi. In realtà esso non influisce sui livelli ematici di colesterolo, bensì sui suoi depositi tissutali tramite: • stimolo del catabolismo lipidico • inibizione della squalene sintetasi, enzima microsomiale coinvolto nella sintesi di colesterolo • stimolazione della acetoacetil CoA deacilasi, enzima che, a livello dei mitocondri epatici, converte il grasso in coenzima A Molto intertessanti sono anche le ricerche sul ruolo del minerale nel metabolismo glucidico, è stato infatti dimostrato che: • mima gli effetti dell’insulina, può essere quindi

42

utile nel diabete I • riduce l’insulino resistenza, fattore chiave del diabete II • controlla l’ossidazione del glucosio • attiva l’adenilciclasi di membrana • la sua già citata azione anticolesterolemica giova nell’ambito della sindrome metabolica, di cui il diabete senile spesso è parte integrante Il Vanadio inoltre inibisce l’ATPasi e stabilizza lo ione ferroso aumentando il binding dell’ossigeno all’emoglobina. Anche se gli effetti farmacologici del Vanadio sembrano ormai provati, tuttavia gli ostacoli al suo impiego terapeutico sono rappresentati dallo scarso assorbimento intestinale, particolarmente difficile nei fumatori. Le dosi necessarie ad ottenere effetti anti diabetici sono inoltre molto elevate. A questo proposito si deve tener conto che secondo recenti ricerche i pazienti affetti da sindrome maniaco-depressiva, potrebbero avere elevati livelli di Vanadio. Non sembra casuale il fatto che la loro situazione clinica migliori con la somministrazione di acido ascorbico ed EDTA, entrambe sostanze che chelano il Vanadio. Sembra poi che un eccesso di Vanadio rispetto al Cromo, possa predisporre all’insorgenza di cataratta senile, anche se essa si debba attribuire più alla carenza di Cromo, associata eventualmente a quella di Selenio, piuttosto che all’eccesso di Vanadio. Per queste ragioni i dosaggi di Vanadio dovrebbero non mai superare i 100mg e l’elemento, come farmaco, dovrebbe essere somministrato solo ai pazienti diabetici. Non dovrebbe poi mai essere associato con i farmaci antidepressivi della categoria delle monoaminoossidasi inibitori (MAO). Dato il suo effetto insulin like, qualcuno potrebbe pensare di usare questo elemento come anabolizzante, per incrementare la massa muscolare. Questo approccio terapeutico è sbagliato perché i suoi effetti insulinici si esplicano solo quando vi sia carenza dell’ormone ed il suo impiego ad alte dosi, per questo scopo, potreb-

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

be essere potenzialmente pericoloso. Inoltre l’uso non monitorato del Vanadio ha effetti perturbanti sul metabolismo del Ferro e può indurre anemia sideropenica. In ogni caso non si può non tener conto che: nelle regioni ove il suolo è ricco di Vanadio, quali alcune aree del Messico e del Sud Africa, l’incidenza della malattie cardiocircolatorie è assai ridotta. Inoltre non è facile elencare i cibi che contengono questo raro elemento, anche perché la sua concentrazione in essi, dipende comunque dalla sua presenza nel terreno di crescita. Lo studio della più recente letteratura scientifica fa rilevare che la carenza di Vanadio può determinare: • aumento dei livelli di colesterolo, soprattutto LDL e trigliceridi • ritardi nella corretta formazione di tessuto osseo e dentario con crescita ossea anomala • deficit delle performances sessuali • aumento della glicemia • ridotto assorbimento di ferro ed anemia • maggior incidenza di malattie renali.

EFFETTI Anti Colesterolemici Anti Diabetici Anti Neoplastici Cardioprotettori INDICAZIONI TERAPEUTICHE 1 Anemia sideropenica Arteriosclerosi 2 1 Carie dentarie Deficit sessuale 1 2 Diabete I Diabete II 2 Famigliarità Diabetica 1 Famigliarità Neoplastica 1

Coprinus comatus: fungo medicinale che deve gran parte delle sue proprietà terapeutiche al ricco contenuto in Vanadio

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l Vanadio è un elemento ancora poco conosciuto, di cui poco si dibatte. In effetti, secondo recenti ricerche, il pool di Vanadio nel corpo umano va dai 17 ai 43 milligrammi ed il 90% del Vanadio assorbito dieteticamente viene escreto con le urine. Studi con isotopi radioattivi hanno dimostrato che l’elemento si accumula particolarmente a livello di denti ed ossa, soprattutto a livello della zona di mineralizzazione È noto essere essenziale per alcuni organismi marini quali le ascidie ed i tunicati, dove è presente nelle proteine del sangue in concentrazione anche un milione di volte superiore a quella dell’acqua marina circostante. RiCaratteristiche cerche eseguite su animali hanno chimiche mostrato che una carenza di Vanadel Vanadio dio può portare ad una minore capacità riproduttiva e una maggiore mortalità infantile nella prole, in specifici ceppi genetici.

Recentemente gli studi sulla fisiologia del Vanadio nell’uomo hanno dimostrato che una sua carenza espone ad una maggior incidenza di malattie croniche quali cardiopatie e cancro; del resto facendo un ragionamento filogenetico si può presumere un suo ruolo chiave, pur celato, a livello cellulare. Sembra ormai appurato che questo elemento traccia è coivolto nel metabolismo sia dei lipidi che dei glucidi. In realtà esso non influisce sui livelli ematici di colesterolo, bensì sui suoi depositi tissutali tramite: • stimolo del catabolismo lipidico • inibizione della squalene sintetasi, enzima microsomiale coinvolto nella sintesi di colesterolo • stimolazione della acetoacetil CoA deacilasi, enzima che, a livello dei mitocondri epatici, converte il grasso in coenzima A Molto intertessanti sono anche le ricerche sul ruolo del minerale nel metabolismo glucidico, è stato infatti dimostrato che: • mima gli effetti dell’insulina, può essere quindi

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utile nel diabete I • riduce l’insulino resistenza, fattore chiave del diabete II • controlla l’ossidazione del glucosio • attiva l’adenilciclasi di membrana • la sua già citata azione anticolesterolemica giova nell’ambito della sindrome metabolica, di cui il diabete senile spesso è parte integrante Il Vanadio inoltre inibisce l’ATPasi e stabilizza lo ione ferroso aumentando il binding dell’ossigeno all’emoglobina. Anche se gli effetti farmacologici del Vanadio sembrano ormai provati, tuttavia gli ostacoli al suo impiego terapeutico sono rappresentati dallo scarso assorbimento intestinale, particolarmente difficile nei fumatori. Le dosi necessarie ad ottenere effetti anti diabetici sono inoltre molto elevate. A questo proposito si deve tener conto che secondo recenti ricerche i pazienti affetti da sindrome maniaco-depressiva, potrebbero avere elevati livelli di Vanadio. Non sembra casuale il fatto che la loro situazione clinica migliori con la somministrazione di acido ascorbico ed EDTA, entrambe sostanze che chelano il Vanadio. Sembra poi che un eccesso di Vanadio rispetto al Cromo, possa predisporre all’insorgenza di cataratta senile, anche se essa si debba attribuire più alla carenza di Cromo, associata eventualmente a quella di Selenio, piuttosto che all’eccesso di Vanadio. Per queste ragioni i dosaggi di Vanadio dovrebbero non mai superare i 100mg e l’elemento, come farmaco, dovrebbe essere somministrato solo ai pazienti diabetici. Non dovrebbe poi mai essere associato con i farmaci antidepressivi della categoria delle monoaminoossidasi inibitori (MAO). Dato il suo effetto insulin like, qualcuno potrebbe pensare di usare questo elemento come anabolizzante, per incrementare la massa muscolare. Questo approccio terapeutico è sbagliato perché i suoi effetti insulinici si esplicano solo quando vi sia carenza dell’ormone ed il suo impiego ad alte dosi, per questo scopo, potreb-

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

be essere potenzialmente pericoloso. Inoltre l’uso non monitorato del Vanadio ha effetti perturbanti sul metabolismo del Ferro e può indurre anemia sideropenica. In ogni caso non si può non tener conto che: nelle regioni ove il suolo è ricco di Vanadio, quali alcune aree del Messico e del Sud Africa, l’incidenza della malattie cardiocircolatorie è assai ridotta. Inoltre non è facile elencare i cibi che contengono questo raro elemento, anche perché la sua concentrazione in essi, dipende comunque dalla sua presenza nel terreno di crescita. Lo studio della più recente letteratura scientifica fa rilevare che la carenza di Vanadio può determinare: • aumento dei livelli di colesterolo, soprattutto LDL e trigliceridi • ritardi nella corretta formazione di tessuto osseo e dentario con crescita ossea anomala • deficit delle performances sessuali • aumento della glicemia • ridotto assorbimento di ferro ed anemia • maggior incidenza di malattie renali.

EFFETTI Anti Colesterolemici Anti Diabetici Anti Neoplastici Cardioprotettori INDICAZIONI TERAPEUTICHE 1 Anemia sideropenica Arteriosclerosi 2 1 Carie dentarie Deficit sessuale 1 2 Diabete I Diabete II 2 Famigliarità Diabetica 1 Famigliarità Neoplastica 1

Coprinus comatus: fungo medicinale che deve gran parte delle sue proprietà terapeutiche al ricco contenuto in Vanadio

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È importante rilevare che il Cromo non giova solo al problema diabetico, ma influisce positivamente su tutto il complesso di problematiche correlate alla sindrome metabolica, dall’ipertensione all’ovaio policistico, dalle placche arteriose

CROMO

I

l Cromo non solo è un elemento essenziale per la vita, ma riveste un particolare interesse medico perché la dieta occidentale corrente ne è spesso deficitaria; inoltre esistono alcuni alimenti che ne stimolano l’escrezione urinaria. È importante rilevare che gli alimenti raffinati, di uso oggi comune, oltre ad essere poveri di Cromo, determinano anomali picchi glicemici che stimolano la secrezione di un’insulina che necessiterebbe di buoni livelli di CroCaratteristiche mo per non creare danno tissutale. Il Cromo è parte integrante di una mochimiche del Cromo lecola fondamentale nella fisiologia umana: il Glucose Tolerance Factor (GTF). Come si può facilmente dedurre dal nome, la carenza di questa sostanza, sempre dipendente da un deficit di Cromo, porta inizialmente ad una cattiva tolleranza glucidica ed a una tendenza all’ingrassamento e successivamente al diabete senile. Il GTF migliora la tolleranza glucidica legandosi sia alla molecola di insulina che ai recettori cellulari dell’insulina. In tal modo si aumenta di molto l’effetto dell’ormone. Il GFT viene accumulato nei tessuti e secreto quando il metabolismo lo richieda. Nel diabete senile è tipicamente presente un basso livello di questo fattore.

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

Struttura chimica del Cromo picolinato, migliore forma chimica per integrare questo elemento

Nella stragrande maggioranza delle persone oggi sarebbe utile una integrazione di Cromo, non solo per il suo benefico effetto sulla sindrome metabolica, sul diabete e sui suoi effetti a livello vascolare, ma anche per il fatto che molteplici e comuni situazioni della vita di ogni giorno, quali lo stress, ne aumentano le perdite. L’invecchiamento si accompagna ad un progressivo impoverimento dei depositi organici di Cromo, un gran numero di studi associa i livelli di Cromo non solo al diabete ma anche alla longevità. La gravidanza e l’allattamento necessitano sempre di una integrazione di Cromo, elemento essenziale per lo sviluppo del feto. Esiste una forma di depressione, oggi molto comune, che colpisce i soggetti obesi, la Depressione Atipica, nella quale l’adeguata supplementazione di Cromo, per almeno 6 settimane, porta alla risoluzione del quadro clinico ed evita il ricorso a quei farmaci antidepressivi, oggi così abusati, causa di ulteriore aumento ponderale.

Cibi ricchi in Cromo

all’acne. L’Adiponectina, ormone fondamentale per la riduzione a tutti i livelli degli effetti della Sindrome Metabolica, è stimolata da supplementazioni di Cromo.

Adiponectina: sensore di scorte e attivatore della lipolisi

Alcuni studi riferiscono che assunzione di elevate quantità di Cromo possono avere un effetto pro ossidante, va quindi associato o intervallato con cicli di anti ossidanti. Importante anche tener conto, nei diabetici in terapia, degli effetti ipoglicemizzanti del Cromo e del fatto che dosaggi troppo elevati possono risultare dannosi per fegato e reni, oltre che poter causare, pur in rari casi, aritmia cardiaca. Le supplementazioni di Cromo sono risultate infine utili nella sindrome di Turner e nel potenziamento delle prestazioni atletiche. EFFETTI Anti Aging Anti Aterosclerotici Anti Depressivi Anti Diabetici Anti Dislipidemici

INDICAZIONI TERAPEUTICHE 2 Acne vulgaris Depressione atipica 3 2 Diabete II Ipercolesterolemia 3 Ipertensione arteriosa 2 Ipertrigliceridemia 2 Obesità 2 Ovaio Policistico 3 Placche aterosclerotiche 2 Resistenza Insulinica 3 Scarse Prestazioni Sportive 2 Sindrome di Turner 1 Sindrome Metabolica 3 Vasculopatia periferica 2 Ipoglicemia%

Metabolismo%Glucosio%

Miglioramento% Sensibilità%Insulinica% Iperglicemia%

Salute%Cardiovascolare%

Riduzione%di%Colesterolo% %e% %Trigliceridi%

Obesità%

S=molo%della%%velocità%di% perdita%di%peso%

Prestazioni%Spor=ve% %

S=molo%dell’assunzione% di%Aminoacidi%nel% muscolo%

Pelle%:%controllo%dell’acne%

In%relazione%al%migl.%Del% met.%glucidico%

an=%Aging%

Diminuzione%della% Glicosilazione%

Cromo%

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È importante rilevare che il Cromo non giova solo al problema diabetico, ma influisce positivamente su tutto il complesso di problematiche correlate alla sindrome metabolica, dall’ipertensione all’ovaio policistico, dalle placche arteriose

CROMO

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l Cromo non solo è un elemento essenziale per la vita, ma riveste un particolare interesse medico perché la dieta occidentale corrente ne è spesso deficitaria; inoltre esistono alcuni alimenti che ne stimolano l’escrezione urinaria. È importante rilevare che gli alimenti raffinati, di uso oggi comune, oltre ad essere poveri di Cromo, determinano anomali picchi glicemici che stimolano la secrezione di un’insulina che necessiterebbe di buoni livelli di CroCaratteristiche mo per non creare danno tissutale. Il Cromo è parte integrante di una mochimiche del Cromo lecola fondamentale nella fisiologia umana: il Glucose Tolerance Factor (GTF). Come si può facilmente dedurre dal nome, la carenza di questa sostanza, sempre dipendente da un deficit di Cromo, porta inizialmente ad una cattiva tolleranza glucidica ed a una tendenza all’ingrassamento e successivamente al diabete senile. Il GTF migliora la tolleranza glucidica legandosi sia alla molecola di insulina che ai recettori cellulari dell’insulina. In tal modo si aumenta di molto l’effetto dell’ormone. Il GFT viene accumulato nei tessuti e secreto quando il metabolismo lo richieda. Nel diabete senile è tipicamente presente un basso livello di questo fattore.

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

Struttura chimica del Cromo picolinato, migliore forma chimica per integrare questo elemento

Nella stragrande maggioranza delle persone oggi sarebbe utile una integrazione di Cromo, non solo per il suo benefico effetto sulla sindrome metabolica, sul diabete e sui suoi effetti a livello vascolare, ma anche per il fatto che molteplici e comuni situazioni della vita di ogni giorno, quali lo stress, ne aumentano le perdite. L’invecchiamento si accompagna ad un progressivo impoverimento dei depositi organici di Cromo, un gran numero di studi associa i livelli di Cromo non solo al diabete ma anche alla longevità. La gravidanza e l’allattamento necessitano sempre di una integrazione di Cromo, elemento essenziale per lo sviluppo del feto. Esiste una forma di depressione, oggi molto comune, che colpisce i soggetti obesi, la Depressione Atipica, nella quale l’adeguata supplementazione di Cromo, per almeno 6 settimane, porta alla risoluzione del quadro clinico ed evita il ricorso a quei farmaci antidepressivi, oggi così abusati, causa di ulteriore aumento ponderale.

Cibi ricchi in Cromo

all’acne. L’Adiponectina, ormone fondamentale per la riduzione a tutti i livelli degli effetti della Sindrome Metabolica, è stimolata da supplementazioni di Cromo.

Adiponectina: sensore di scorte e attivatore della lipolisi

Alcuni studi riferiscono che assunzione di elevate quantità di Cromo possono avere un effetto pro ossidante, va quindi associato o intervallato con cicli di anti ossidanti. Importante anche tener conto, nei diabetici in terapia, degli effetti ipoglicemizzanti del Cromo e del fatto che dosaggi troppo elevati possono risultare dannosi per fegato e reni, oltre che poter causare, pur in rari casi, aritmia cardiaca. Le supplementazioni di Cromo sono risultate infine utili nella sindrome di Turner e nel potenziamento delle prestazioni atletiche. EFFETTI Anti Aging Anti Aterosclerotici Anti Depressivi Anti Diabetici Anti Dislipidemici

INDICAZIONI TERAPEUTICHE 2 Acne vulgaris Depressione atipica 3 2 Diabete II Ipercolesterolemia 3 Ipertensione arteriosa 2 Ipertrigliceridemia 2 Obesità 2 Ovaio Policistico 3 Placche aterosclerotiche 2 Resistenza Insulinica 3 Scarse Prestazioni Sportive 2 Sindrome di Turner 1 Sindrome Metabolica 3 Vasculopatia periferica 2 Ipoglicemia%

Metabolismo%Glucosio%

Miglioramento% Sensibilità%Insulinica% Iperglicemia%

Salute%Cardiovascolare%

Riduzione%di%Colesterolo% %e% %Trigliceridi%

Obesità%

S=molo%della%%velocità%di% perdita%di%peso%

Prestazioni%Spor=ve% %

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Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

DIETOTERAPIA PER LA SINDROME METABOLICA E DIABETE a cura di Erika Silvestri (Nutrizionista - spec. in nutrizione clinica)

I

l diabete è una patologia caratterizzata dalla presenza di livelli elevati di glucosio nel sangue (iperglicemia). La sua eziologia è multifattoriale, ovvero è determinata da più cause che interagiscono tra loro, come la predisposizione genetica e l’azione di fattori ambientali. Tra i fattori ambientali che possono favorire l’insorgenza di diabete ricordiamo il sovrappeso e l’obesità (soprattutto di tipo addominale) e un’alimentazione sbilanciata, ricca di grassi saturi e zuccheri semplici. L’iperglicemia può essere asintomatica o manifestarsi con sintomi.

Spesso, il diabete si associa ad altre malattie metaboliche, come l’ipertensione arteriosa e le dislipidemie; in questi casi si parla di sindrome metabolica. La dietoterapia svolge un ruolo fondamentale nel trattamento del diabete e si pone come obiettivi: - raggiungimento e/o mantenimento di un peso corporeo desiderabile, - riduzione del rischio di sviluppare l’aterosclerosi e le complicanze micro vascolari (retinopatia, insufficienza renale). I consigli sono: - ridurre il consumo di zuccheri semplici. - ridurre il consumo di grassi saturi. - incrementare il consumo di fibra. - non saltare mai la colazione. - consumare pasti completi (carboidrati + proteine + verdura +frutta) a pranzo e cena. - evitare periodi di digiuno prolungato. - suddividere equamente, nei 3 pasti principali, la quota totale di carboidrati complessi (pane, pasta, riso, fette biscottate). Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca

46

all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato. L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione.

Alimenti non consentiti: zucchero bianco e zucchero di canna o fruttosio per dolcificare le bevande, marmellata e miele, dolci, bevande zuccherine come cola, acqua tonica, tè freddo, ma anche succhi di frutta, perché contengono naturalmente zucchero anche se riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti”, salse contenenti zucchero tipo ketchup, condimenti grassi come burro, lardo, margarine, insaccati, superalcolici. Alimenti consentiti con moderazione: la frutta poiché contiene naturalmente zucchero (fruttosio). È importante rispettare le quantità indicate nella dieta e limitare al consumo occasionale i frutti più zuccherini (uva, banane, fichi, cachi, mandarini); prodotti da forno dietetici per diabetici,

ricordando che seppur senza zucchero non sono ipocalorici, ma hanno un valore calorico pressoché uguale agli analoghi tradizionali; sale: è buona regola ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura e limitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità (alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia). Le castagne non sono un frutto e le patate e il mais non sono una verdura. Questi alimenti sono importanti fonti di amido quindi sono dei veri e propri sostituti di pane, pasta e riso. Possono essere perciò consumati occasionalmente in sostituzione al primo piatto. I legumi (ceci, fagioli, piselli, fave, ecc.) vanno limitati, in quanto contengono carboidrati e quindi alzano la glicemia; tuttavia sono anche un’importante fonte di proteine vegetali (possono pertanto essere considerati dei veri e propri secondi piatti). Si consiglia di consumarli in associazione ai cereali (1 o 2 volte alla settimana) componendo così dei piatti unici. Gli alimenti consentiti sono: verdura cruda in porzioni abbondanti, pesce non meno di due-tre volte alla settimana, carboidrati complessi (pane, pasta, riso, fette biscottate) e cereali solo integrali. Olio d’oliva, aggiunto a crudo e con moderazione, carne sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e che sia privata del grasso visibile). Pollame senza pelle. Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati; acqua: almeno 1,5 litri al giorno (preferibilmente acqua oligominerale). In caso di sovrappeso o obesità si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” ossia la circonferenza addominale, 47


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DIETOTERAPIA PER LA SINDROME METABOLICA E DIABETE a cura di Erika Silvestri (Nutrizionista - spec. in nutrizione clinica)

I

l diabete è una patologia caratterizzata dalla presenza di livelli elevati di glucosio nel sangue (iperglicemia). La sua eziologia è multifattoriale, ovvero è determinata da più cause che interagiscono tra loro, come la predisposizione genetica e l’azione di fattori ambientali. Tra i fattori ambientali che possono favorire l’insorgenza di diabete ricordiamo il sovrappeso e l’obesità (soprattutto di tipo addominale) e un’alimentazione sbilanciata, ricca di grassi saturi e zuccheri semplici. L’iperglicemia può essere asintomatica o manifestarsi con sintomi.

Spesso, il diabete si associa ad altre malattie metaboliche, come l’ipertensione arteriosa e le dislipidemie; in questi casi si parla di sindrome metabolica. La dietoterapia svolge un ruolo fondamentale nel trattamento del diabete e si pone come obiettivi: - raggiungimento e/o mantenimento di un peso corporeo desiderabile, - riduzione del rischio di sviluppare l’aterosclerosi e le complicanze micro vascolari (retinopatia, insufficienza renale). I consigli sono: - ridurre il consumo di zuccheri semplici. - ridurre il consumo di grassi saturi. - incrementare il consumo di fibra. - non saltare mai la colazione. - consumare pasti completi (carboidrati + proteine + verdura +frutta) a pranzo e cena. - evitare periodi di digiuno prolungato. - suddividere equamente, nei 3 pasti principali, la quota totale di carboidrati complessi (pane, pasta, riso, fette biscottate). Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca

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all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato. L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione.

Alimenti non consentiti: zucchero bianco e zucchero di canna o fruttosio per dolcificare le bevande, marmellata e miele, dolci, bevande zuccherine come cola, acqua tonica, tè freddo, ma anche succhi di frutta, perché contengono naturalmente zucchero anche se riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti”, salse contenenti zucchero tipo ketchup, condimenti grassi come burro, lardo, margarine, insaccati, superalcolici. Alimenti consentiti con moderazione: la frutta poiché contiene naturalmente zucchero (fruttosio). È importante rispettare le quantità indicate nella dieta e limitare al consumo occasionale i frutti più zuccherini (uva, banane, fichi, cachi, mandarini); prodotti da forno dietetici per diabetici,

ricordando che seppur senza zucchero non sono ipocalorici, ma hanno un valore calorico pressoché uguale agli analoghi tradizionali; sale: è buona regola ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura e limitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità (alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia). Le castagne non sono un frutto e le patate e il mais non sono una verdura. Questi alimenti sono importanti fonti di amido quindi sono dei veri e propri sostituti di pane, pasta e riso. Possono essere perciò consumati occasionalmente in sostituzione al primo piatto. I legumi (ceci, fagioli, piselli, fave, ecc.) vanno limitati, in quanto contengono carboidrati e quindi alzano la glicemia; tuttavia sono anche un’importante fonte di proteine vegetali (possono pertanto essere considerati dei veri e propri secondi piatti). Si consiglia di consumarli in associazione ai cereali (1 o 2 volte alla settimana) componendo così dei piatti unici. Gli alimenti consentiti sono: verdura cruda in porzioni abbondanti, pesce non meno di due-tre volte alla settimana, carboidrati complessi (pane, pasta, riso, fette biscottate) e cereali solo integrali. Olio d’oliva, aggiunto a crudo e con moderazione, carne sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e che sia privata del grasso visibile). Pollame senza pelle. Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati; acqua: almeno 1,5 litri al giorno (preferibilmente acqua oligominerale). In caso di sovrappeso o obesità si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” ossia la circonferenza addominale, 47


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...Un Libro al mese... Maciej Bielawski

indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell’uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato”, valori superiori a 102 cm nell’uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un “rischio elevato”. Tornare ad un peso normale permette di ridurre non solo i livelli di glicemia nel sangue, ma anche di ridurre

gli altri fattori di rischio cardiovascolare (come ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia). È importante praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana sia di tipo aerobico, sia di rinforzo muscolare (anaerobica). L’attività fisica costante ha benefici effetti sui soggetti affetti da diabete, oltre che essere fondamentale per eliminare il grasso in eccesso e dimagrire correttamente. Leggete le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarvi del loro contenuto in zuccheri. Prestare attenzione all’utilizzo di prodotti “senza zucchero” in quanto sono spesso ricchi di grassi e di conseguenza ipercalorici. Dieta bilanciata e regolare attività fisica sono due armi vincenti curative e preventive.

Lettera a me di domani “Vecchio mio, sono due i motivi che mi spingono a scriverti sulla vecchiaia. Prima di tutto, mi rendo conto che, se non succederà niente d’imprevisto, cioè se non morirò in un futuro prossimo a causa di un incidente, ucciso da qualcuno o stroncato da una malattia, entrerò interamente nella terra della vecchiaia, e vorrei farlo bene. Il secondo motivo deriva dal fatto che, intorno a me, trovo poche indicazioni per vivere la vecchiaia adeguatamente: le mappe per intraprendere questo viaggio non mi sembra siano ben tracciate. Certo, dovresti essere tu a scrivermi una lettera dal futuro poiché, basata sulle tue esperienze, mi sarebbe di aiuto, ma la natura del tempo non lo permette. Perciò da qui scrivo a te, cioè a me di domani.

didi pesci che possedeva e che erano più belli di lui. Stupendi erano i volti degli anziani dipinti da Rembrandt, che contemplavo in un album, mi innamorai della vecchia immersa nella lettura e adoravo il vecchio con una lunga barba bianca che emergeva dalle penombre del quadro. Al punto che sui cartoncini copiavo con i pastelli questi quadri...”

Sai bene che il tema della vecchiaia mi ha affascinato da sempre. Da ragazzo scrutavo i volti degli anziani tra i miei famigliari, per le strade, nell’arte. Alcuni mi attiravano, altri no. Amavo stare con il mio nonno materno, ma la nonna paterna non mi piaceva. Andando a scuola passavo accanto a una fioraia: piccolina, asciutta, con capelli bianchi e occhiali da vista, molto miope, era bella, più bella dei suoi fiori. Ma un vecchio venditore di pesciolini d’acquario, grosso e unto, aveva qualcosa in sé che mi spingeva a fare la spesa in fretta, anche se avrei voluto rimanere a guardare gli splen-

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...Un Libro al mese... Maciej Bielawski

indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell’uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato”, valori superiori a 102 cm nell’uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un “rischio elevato”. Tornare ad un peso normale permette di ridurre non solo i livelli di glicemia nel sangue, ma anche di ridurre

gli altri fattori di rischio cardiovascolare (come ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia). È importante praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana sia di tipo aerobico, sia di rinforzo muscolare (anaerobica). L’attività fisica costante ha benefici effetti sui soggetti affetti da diabete, oltre che essere fondamentale per eliminare il grasso in eccesso e dimagrire correttamente. Leggete le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarvi del loro contenuto in zuccheri. Prestare attenzione all’utilizzo di prodotti ���senza zucchero” in quanto sono spesso ricchi di grassi e di conseguenza ipercalorici. Dieta bilanciata e regolare attività fisica sono due armi vincenti curative e preventive.

Lettera a me di domani “Vecchio mio, sono due i motivi che mi spingono a scriverti sulla vecchiaia. Prima di tutto, mi rendo conto che, se non succederà niente d’imprevisto, cioè se non morirò in un futuro prossimo a causa di un incidente, ucciso da qualcuno o stroncato da una malattia, entrerò interamente nella terra della vecchiaia, e vorrei farlo bene. Il secondo motivo deriva dal fatto che, intorno a me, trovo poche indicazioni per vivere la vecchiaia adeguatamente: le mappe per intraprendere questo viaggio non mi sembra siano ben tracciate. Certo, dovresti essere tu a scrivermi una lettera dal futuro poiché, basata sulle tue esperienze, mi sarebbe di aiuto, ma la natura del tempo non lo permette. Perciò da qui scrivo a te, cioè a me di domani.

didi pesci che possedeva e che erano più belli di lui. Stupendi erano i volti degli anziani dipinti da Rembrandt, che contemplavo in un album, mi innamorai della vecchia immersa nella lettura e adoravo il vecchio con una lunga barba bianca che emergeva dalle penombre del quadro. Al punto che sui cartoncini copiavo con i pastelli questi quadri...”

Sai bene che il tema della vecchiaia mi ha affascinato da sempre. Da ragazzo scrutavo i volti degli anziani tra i miei famigliari, per le strade, nell’arte. Alcuni mi attiravano, altri no. Amavo stare con il mio nonno materno, ma la nonna paterna non mi piaceva. Andando a scuola passavo accanto a una fioraia: piccolina, asciutta, con capelli bianchi e occhiali da vista, molto miope, era bella, più bella dei suoi fiori. Ma un vecchio venditore di pesciolini d’acquario, grosso e unto, aveva qualcosa in sé che mi spingeva a fare la spesa in fretta, anche se avrei voluto rimanere a guardare gli splen-

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Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

...un Consiglio Naturopatico al mese...

La finestra metabolica

l mattino le arance sono oro, alla mezza son d’argento e alla sera sono piombo”. Chi non conosce questo detto? Non credo che occorra un proverbio per convincerci che lo stesso cibo ha su di noi effetti molto diversi secondo l’ora in cui lo ingeriamo. Metto subito in chiaro per i lettori più affezionati che non mi dilungherò in una lista dettagliata di alimenti buoni e cattivi, fedele al principio della personalizzazione dell’alimentazione e dell’antipatia per la parola “dieta”. D’altra parte il numero di pubblicazioni sul tema, necessariamente legato ai risultati insoddisfacenti che le stesse producono, dovrebbe essere un argomento convincente per coloro che ancora sperano nella formula magica universale. Anche in questo caso il mio richiamo è all’auto-ascolto finalizzato alla conoscenza di sé, con sentite scuse a Socrate che certamente non pensava al metabolismo mentre filosofeggiava ad Atene. Il metabolismo e le relative patologie, in particolare la sindrome metabolica, sono, in effetti, correlate alle caratteristiche del singolo individuo, ma credo che sia possibile fare alcune considerazioni di portata generale legate soprattutto al tempo. A questo scopo vorrei introdurre il concetto di

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a cura di

Maria Beatrice Garagnani Dott.ssa naturopata

“finestra metabolica”, o più correttamente “finestra anabolica”, un termine con cui probabilmente alcuni sportivi avranno familiarità. Si tratta, o meglio si tratterebbe, di un intervallo successivo all’allenamento in cui il nostro organismo è particolarmente sensibile all’assunzione di alcuni nutrienti (carboidrati e proteine): questo ha portato molti atleti a mangiare con il cronometro, nel senso di prestare grande attenzione al momento dell’assunzione, oltre che alla qualità, dei cibi. Come spesso succede, anche la portata della finestra metabolica è stata ridimensionata negli ultimi anni, così che (anche) in questo caso non è corretto parlare di formula magica che permette di mangiare senza limiti per un breve tempo. Inizialmente si parlava di un periodo di due-tre ore al termine dell’allenamento durante il quale sembrava possibile mangiare anche grande quantità di carboidrati per ripristinare il glicogeno e di proteine con effetti esclusivamente positivi per il nostro organismo; le teorie più recenti sono più moderate, nel senso che il periodo di maggiore sensibilità all’assunzione dei nutrienti sarebbe più esteso (fino a 24-48 ore dopo l’allenamento), con la precisazione che nel periodo immediatamente successivo allo sforzo il nostro organismo non sarebbe particolarmente recettivo alle proteine. Quel che è certo è che il metabolismo, così come molte altre capacità del nostro mente-corpo, richiede attenzione ed esercizio: penso alla memoria, alla capacità di fare calcoli a mente, ai nostri muscoli, tanto per citarne alcuni. Così come per la memoria (si pensi a Funes di Borges, uomo della memoria che nel suo ricordare tutto era incapace di vivere) anche il metabolismo troppo sviluppato costituisce una patologia, di cui l’ipertiroidismo è solo un esempio. Siamo così alla domanda chiave: come si allena il metabolismo per renderlo efficiente al punto giusto?

Anche in questo caso bisogna sottolineare come ogni individuo abbia caratteristiche specifiche, ma una buona regola è quella di tenerlo in esercizio costante. Sul piano dell’attività fisica le solite camminate, raccomandate quasi in ogni mio contributo, rappresentano una soluzione ottima, priva di controindicazioni e dai benefici sicuri. Anche l’attività anaerobica (pesi ed esercizi a corpo libero) sono utili per convertire la massa grassa in massa muscolare e dovrebbero essere presi in considerazione da chi abbia un metabolismo pigro, chiaramente dietro la guida di un esperto.

Sul piano nutrizionale è molto importante fare una buona prima colazione, tendenzialmente il pasto più abbondante della giornata, uno spuntino a metà mattina, un pranzo che sia compatibile con la nostra attività e che non dirotti tutte le nostre energie sulla sua digestione, uno spuntino a metà pomeriggio e una cena leggera. Nota a margine: per i seguaci della più nota dieta basata sul tempo, ossia la dieta delle otto ore, o del “digiuno intermittente”, certamente non adatta a tutti i tipi di costituzione, i consigli restano sostanzialmente applicabili, salvo il fatto che i pasti di cui sopra saranno consumati nelle otto ore fatidiche. La prima colazione, oltre a dotarci del carburante per affrontare la giornata, è importante perché fornisce il primo messaggio al nostro metabolismo: non risparmiarti, oggi dovrai lavorare! Dobbiamo evitare che il nostro corpo si convinca che deve trattenere i nutrienti perché potrebbero non arrivarne per lungo tempo, meccanismo automatico e legato alla sopravvivenza in ambienti ostili e poveri di cibo, certamente diversi dalle

città ricche del mondo occidentale, in cui le minacce per la nostra salute sono certamente di altro tipo. Funzione analoga rivestono gli spuntini, mai a base di zuccheri o cerali raffinati. Il pranzo e la cena dovrebbero essere funzionali alle attività successive, che nel caso della cena è il sonno ristoratore. Questo non dovrebbe essere turbato dall’attività digestiva; a questo scopo consiglio una cena leggera e un periodo di almeno due ore prima di dormire. Esistono cibi particolarmente amici del metabolismo? Certamente. La cannella, disponibile in varie forme, rende le cellule di grasso più sensibili all’insulina, accelerando il metabolismo in maniera rilevante. Per chi non ne sia un amante e non voglia aggiungerne un cucchiaino alla tisana, alla frutta o ai cereali del mattino è disponibile in compresse. Il peperoncino e altre spezie come la taumaturgica curcuma, già oggetto di attenzione in questa rivista, sono un altro supporto in grado di favorire l’attività metabolica, oltre che utili a dare sapore alle pietanze senza appesantirle. Infine, dulcis in fundo ma molto meglio se amaro (!), il caffè. Anche per questo alimento il “dosaggio” deve essere calibrato sulla persona. Il caffè è in grado di stimolare il metabolismo con due precisazioni: la prima è che gli effetti si attenuano nel lungo periodo, visto che il nostro organismo tende ad assuefarsi; la seconda è che lo stimolo per il metabolismo, ironia della sorte, sembra valere solo per gli individui già magri! Il nemico numero uno del metabolismo, ahinoi, è lo zucchero, quindi i dolci e le bevande alcoliche che ne sono ricche. Che abbia ragione George Bernard Shaw quando dice che “le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare?”

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Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

...un Consiglio Naturopatico al mese...

La finestra metabolica

l mattino le arance sono oro, alla mezza son d’argento e alla sera sono piombo”. Chi non conosce questo detto? Non credo che occorra un proverbio per convincerci che lo stesso cibo ha su di noi effetti molto diversi secondo l’ora in cui lo ingeriamo. Metto subito in chiaro per i lettori più affezionati che non mi dilungherò in una lista dettagliata di alimenti buoni e cattivi, fedele al principio della personalizzazione dell’alimentazione e dell’antipatia per la parola “dieta”. D’altra parte il numero di pubblicazioni sul tema, necessariamente legato ai risultati insoddisfacenti che le stesse producono, dovrebbe essere un argomento convincente per coloro che ancora sperano nella formula magica universale. Anche in questo caso il mio richiamo è all’auto-ascolto finalizzato alla conoscenza di sé, con sentite scuse a Socrate che certamente non pensava al metabolismo mentre filosofeggiava ad Atene. Il metabolismo e le relative patologie, in particolare la sindrome metabolica, sono, in effetti, correlate alle caratteristiche del singolo individuo, ma credo che sia possibile fare alcune considerazioni di portata generale legate soprattutto al tempo. A questo scopo vorrei introdurre il concetto di

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a cura di

Maria Beatrice Garagnani Dott.ssa naturopata

“finestra metabolica”, o più correttamente “finestra anabolica”, un termine con cui probabilmente alcuni sportivi avranno familiarità. Si tratta, o meglio si tratterebbe, di un intervallo successivo all’allenamento in cui il nostro organismo è particolarmente sensibile all’assunzione di alcuni nutrienti (carboidrati e proteine): questo ha portato molti atleti a mangiare con il cronometro, nel senso di prestare grande attenzione al momento dell’assunzione, oltre che alla qualità, dei cibi. Come spesso succede, anche la portata della finestra metabolica è stata ridimensionata negli ultimi anni, così che (anche) in questo caso non è corretto parlare di formula magica che permette di mangiare senza limiti per un breve tempo. Inizialmente si parlava di un periodo di due-tre ore al termine dell’allenamento durante il quale sembrava possibile mangiare anche grande quantità di carboidrati per ripristinare il glicogeno e di proteine con effetti esclusivamente positivi per il nostro organismo; le teorie più recenti sono più moderate, nel senso che il periodo di maggiore sensibilità all’assunzione dei nutrienti sarebbe più esteso (fino a 24-48 ore dopo l’allenamento), con la precisazione che nel periodo immediatamente successivo allo sforzo il nostro organismo non sarebbe particolarmente recettivo alle proteine. Quel che è certo è che il metabolismo, così come molte altre capacità del nostro mente-corpo, richiede attenzione ed esercizio: penso alla memoria, alla capacità di fare calcoli a mente, ai nostri muscoli, tanto per citarne alcuni. Così come per la memoria (si pensi a Funes di Borges, uomo della memoria che nel suo ricordare tutto era incapace di vivere) anche il metabolismo troppo sviluppato costituisce una patologia, di cui l’ipertiroidismo è solo un esempio. Siamo così alla domanda chiave: come si allena il metabolismo per renderlo efficiente al punto giusto?

Anche in questo caso bisogna sottolineare come ogni individuo abbia caratteristiche specifiche, ma una buona regola è quella di tenerlo in esercizio costante. Sul piano dell’attività fisica le solite camminate, raccomandate quasi in ogni mio contributo, rappresentano una soluzione ottima, priva di controindicazioni e dai benefici sicuri. Anche l’attività anaerobica (pesi ed esercizi a corpo libero) sono utili per convertire la massa grassa in massa muscolare e dovrebbero essere presi in considerazione da chi abbia un metabolismo pigro, chiaramente dietro la guida di un esperto.

Sul piano nutrizionale è molto importante fare una buona prima colazione, tendenzialmente il pasto più abbondante della giornata, uno spuntino a metà mattina, un pranzo che sia compatibile con la nostra attività e che non dirotti tutte le nostre energie sulla sua digestione, uno spuntino a metà pomeriggio e una cena leggera. Nota a margine: per i seguaci della più nota dieta basata sul tempo, ossia la dieta delle otto ore, o del “digiuno intermittente”, certamente non adatta a tutti i tipi di costituzione, i consigli restano sostanzialmente applicabili, salvo il fatto che i pasti di cui sopra saranno consumati nelle otto ore fatidiche. La prima colazione, oltre a dotarci del carburante per affrontare la giornata, è importante perché fornisce il primo messaggio al nostro metabolismo: non risparmiarti, oggi dovrai lavorare! Dobbiamo evitare che il nostro corpo si convinca che deve trattenere i nutrienti perché potrebbero non arrivarne per lungo tempo, meccanismo automatico e legato alla sopravvivenza in ambienti ostili e poveri di cibo, certamente diversi dalle

città ricche del mondo occidentale, in cui le minacce per la nostra salute sono certamente di altro tipo. Funzione analoga rivestono gli spuntini, mai a base di zuccheri o cerali raffinati. Il pranzo e la cena dovrebbero essere funzionali alle attività successive, che nel caso della cena è il sonno ristoratore. Questo non dovrebbe essere turbato dall’attività digestiva; a questo scopo consiglio una cena leggera e un periodo di almeno due ore prima di dormire. Esistono cibi particolarmente amici del metabolismo? Certamente. La cannella, disponibile in varie forme, rende le cellule di grasso più sensibili all’insulina, accelerando il metabolismo in maniera rilevante. Per chi non ne sia un amante e non voglia aggiungerne un cucchiaino alla tisana, alla frutta o ai cereali del mattino è disponibile in compresse. Il peperoncino e altre spezie come la taumaturgica curcuma, già oggetto di attenzione in questa rivista, sono un altro supporto in grado di favorire l’attività metabolica, oltre che utili a dare sapore alle pietanze senza appesantirle. Infine, dulcis in fundo ma molto meglio se amaro (!), il caffè. Anche per questo alimento il “dosaggio” deve essere calibrato sulla persona. Il caffè è in grado di stimolare il metabolismo con due precisazioni: la prima è che gli effetti si attenuano nel lungo periodo, visto che il nostro organismo tende ad assuefarsi; la seconda è che lo stimolo per il metabolismo, ironia della sorte, sembra valere solo per gli individui già magri! Il nemico numero uno del metabolismo, ahinoi, è lo zucchero, quindi i dolci e le bevande alcoliche che ne sono ricche. Che abbia ragione George Bernard Shaw quando dice che “le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare?”

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...Storia&Natura... I FERMENTATI

L’

alimentazione moderna è ricca di cibi raffinati e a lunga conservazione e povera di principi attivi vitali, come gli enzimi. Queste sostanze sono indispensabili per velocizzare i processi metabolici, una loro carenza contribuisce al sovrappeso e al gonfiore. L’apporto di enzimi permette di agevolare la digestione, di aiutare l’attività pancreatica con grande risparmio di energia digestiva e metabolica. Per digerire bene, riattivare il metabolismo, smaltire i gonfiori in eccesso e rallentare l’invecchiamento è importante fornire all’organismo  un’adeguata quantità di enzimi che si trovano nei cibi crudi e nei FERMENTATI, prodotti di salute utilizzati fin dall’antichità.

CRAUTI

Per fare i crauti utilizzo il cavolo cappuccio. È consigliabile scegliere bene i cavoli, facendo attenzione a scegliere cavoli compatti e non trattati con pesticidi che possono interferire con la fermentazione. In genere i cappucci autunnali o invernali sono 52

a cura di Riccardo Barba riccardobarba@gmail.com

più adatti. Ovviamente le foglie del cappuccio devono avere una buona consistenza, altrimenti la fermentazione potrebbe renderle rapidamente troppo mosce, ma la maggior parte delle varietà di cappuccio hanno caratteristiche soddisfacenti in questo senso. Ultima cosa importante, vanno evitati gli eccessi di concimazione sia organica che minerale; l’eccesso di nitrati nella verdura produce infatti cattivi odori nel prodotto finale.

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

Sono necessari: - un vaso di forma cilindrica, abbastanza grande per contenere tutta la massa da fermentare - un piattino, o disco di altro materiale, che possa entrare nel vaso, lasciando poco spazio tra il suo bordo e la parete del vaso - un peso di circa 5 kg (pietra o altro) - un legno (un mattarello può andar bene) per pestare i cappucci - tagliere e coltello - vasetti di vetro con capsula a vite, se si vogliono conservare più agevolmente i crauti - sale grosso senza additivi, possibilmente marino e assolutamente non iodato - cavolo cappuccio - semi di cumino dei prati (a piacere) - bacche di ginepro (a piacere) Prima di tutto tolgo le foglie esterne rovinate dei cappucci ed eventualmente li sciacquo interi. Taglio a metà le teste di cappuccio e asporto il torsolo che va scartato. Affetto i cappucci in fette piuttosto sottili. Lo spessore dipende essenzialmente dal mio gusto. Spargo un pizzico di sale sul fondo del vaso e vi dispongo uno strato di cavolo tagliato, aggiungo qualche bacca di ginepro, un pizzico di cumino, una presa di sale (gli aromi si possono omettere o sostituire a piacere). A questo punto devo pestare il contenuto del vaso in modo da lacerare leggermente le fibre del cavolo, per favorire la fuoriuscita dell’acqua contenuta nelle foglie. Dispongo un altro strato e ripeto nello stesso modo. Ad ogni strato aggiungo una presa di sale, poco ginepro e cumino e pesto il contenuto. Basta poco sale, altrimen-

ti i crauti verranno molto salati. Una volta terminati i cappucci avrò ottenuto un vaso pieno di cappucci compressi. Completo coprendo con il piattino (o altro adatto allo scopo) e posandovi sopra un peso di almeno 5 kg. Entro 12 ore il cavolo dovrebbe aver rilasciato abbastanza acqua da esserne coperto completamente. Se invece il liquido non arriva a coprire completamente la verdura, preparo una salamoia facendo bollire dell’acqua con del sale (in proporzione di 50 g di sale per 1 l di acqua), aspetto che si freddi e ne aggiungo un po’, fino a coprire le verdure. Copro con un canovaccio per evitare polvere e mosche. Dopo 3-4 settimane circa posso iniziare a consumare i crauti. Ogni volta che ne prendo un po’, devo poi ricoprire con il piattino, il peso e il canovaccio. È opportuno conservare il vaso al fresco, magari in cantina. A volte si forma della muffa superficiale che va asportata, ma che non compromette il consumo dei crauti. Si possono conservare per alcuni mesi o anche per un anno, se in cantina. Una alternativa più pratica, se non si consumano crauti tutti i giorni, prevede di trasferire i crauti ancora in fermentazione in barattoli di vetro “da marmellata”, diciamo dopo uno o due giorni di permanenza nel vaso più grande. In questo caso si deve fare attenzione a comprimere i crauti nel vasetto e ricoprirli con il loro liquido o con salamoia, nel caso in cui il loro liquido non basti. Lasciare circa 1 cm di aria tra il liquido e il coperchio. Per le prime settimane conservare i barattoli con sotto un vassoio o contenitore che possa raccogliere il liquido che a vol53


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...Storia&Natura... I FERMENTATI

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alimentazione moderna è ricca di cibi raffinati e a lunga conservazione e povera di principi attivi vitali, come gli enzimi. Queste sostanze sono indispensabili per velocizzare i processi metabolici, una loro carenza contribuisce al sovrappeso e al gonfiore. L’apporto di enzimi permette di agevolare la digestione, di aiutare l’attività pancreatica con grande risparmio di energia digestiva e metabolica. Per digerire bene, riattivare il metabolismo, smaltire i gonfiori in eccesso e rallentare l’invecchiamento è importante fornire all’organismo  un’adeguata quantità di enzimi che si trovano nei cibi crudi e nei FERMENTATI, prodotti di salute utilizzati fin dall’antichità.

CRAUTI

Per fare i crauti utilizzo il cavolo cappuccio. È consigliabile scegliere bene i cavoli, facendo attenzione a scegliere cavoli compatti e non trattati con pesticidi che possono interferire con la fermentazione. In genere i cappucci autunnali o invernali sono 52

a cura di Riccardo Barba riccardobarba@gmail.com

più adatti. Ovviamente le foglie del cappuccio devono avere una buona consistenza, altrimenti la fermentazione potrebbe renderle rapidamente troppo mosce, ma la maggior parte delle varietà di cappuccio hanno caratteristiche soddisfacenti in questo senso. Ultima cosa importante, vanno evitati gli eccessi di concimazione sia organica che minerale; l’eccesso di nitrati nella verdura produce infatti cattivi odori nel prodotto finale.

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

Sono necessari: - un vaso di forma cilindrica, abbastanza grande per contenere tutta la massa da fermentare - un piattino, o disco di altro materiale, che possa entrare nel vaso, lasciando poco spazio tra il suo bordo e la parete del vaso - un peso di circa 5 kg (pietra o altro) - un legno (un mattarello può andar bene) per pestare i cappucci - tagliere e coltello - vasetti di vetro con capsula a vite, se si vogliono conservare più agevolmente i crauti - sale grosso senza additivi, possibilmente marino e assolutamente non iodato - cavolo cappuccio - semi di cumino dei prati (a piacere) - bacche di ginepro (a piacere) Prima di tutto tolgo le foglie esterne rovinate dei cappucci ed eventualmente li sciacquo interi. Taglio a metà le teste di cappuccio e asporto il torsolo che va scartato. Affetto i cappucci in fette piuttosto sottili. Lo spessore dipende essenzialmente dal mio gusto. Spargo un pizzico di sale sul fondo del vaso e vi dispongo uno strato di cavolo tagliato, aggiungo qualche bacca di ginepro, un pizzico di cumino, una presa di sale (gli aromi si possono omettere o sostituire a piacere). A questo punto devo pestare il contenuto del vaso in modo da lacerare leggermente le fibre del cavolo, per favorire la fuoriuscita dell’acqua contenuta nelle foglie. Dispongo un altro strato e ripeto nello stesso modo. Ad ogni strato aggiungo una presa di sale, poco ginepro e cumino e pesto il contenuto. Basta poco sale, altrimen-

ti i crauti verranno molto salati. Una volta terminati i cappucci avrò ottenuto un vaso pieno di cappucci compressi. Completo coprendo con il piattino (o altro adatto allo scopo) e posandovi sopra un peso di almeno 5 kg. Entro 12 ore il cavolo dovrebbe aver rilasciato abbastanza acqua da esserne coperto completamente. Se invece il liquido non arriva a coprire completamente la verdura, preparo una salamoia facendo bollire dell’acqua con del sale (in proporzione di 50 g di sale per 1 l di acqua), aspetto che si freddi e ne aggiungo un po’, fino a coprire le verdure. Copro con un canovaccio per evitare polvere e mosche. Dopo 3-4 settimane circa posso iniziare a consumare i crauti. Ogni volta che ne prendo un po’, devo poi ricoprire con il piattino, il peso e il canovaccio. È opportuno conservare il vaso al fresco, magari in cantina. A volte si forma della muffa superficiale che va asportata, ma che non compromette il consumo dei crauti. Si possono conservare per alcuni mesi o anche per un anno, se in cantina. Una alternativa più pratica, se non si consumano crauti tutti i giorni, prevede di trasferire i crauti ancora in fermentazione in barattoli di vetro “da marmellata”, diciamo dopo uno o due giorni di permanenza nel vaso più grande. In questo caso si deve fare attenzione a comprimere i crauti nel vasetto e ricoprirli con il loro liquido o con salamoia, nel caso in cui il loro liquido non basti. Lasciare circa 1 cm di aria tra il liquido e il coperchio. Per le prime settimane conservare i barattoli con sotto un vassoio o contenitore che possa raccogliere il liquido che a vol53


Volume 3 - N. 9

te fuoriesce dal tappo. La fermentazione fa sollevare le capsule, ma questo è normale, perché nel barattolo avviene una fermentazione che produce anidride carbonica. Tra le altre cose, questa anidride carbonica evita il contatto della superficie dei crauti con l’aria, per cui si conservano meglio che nel vaso grande. Quando inizio a consumare i miei crauti, posso conservare il barattolo, una volta aperto, in frigorifero per varie settimane. Preferisco consumarli crudi, come contorno o per insaporire insalate, perché conservano appieno il loro straordinario potere probiotico. Anche cotti però sono buoni e digeribili.

GIARDINIERA

Tagliare la verdura a tocchi, invasettare, aggiungere salamoia 1,5/ 2 %; tenere un giorno a temperatura ambiente poi mettere in cantina.

KIMCHI

Il kimchi è uno dei piu antichi cibi fermentati al mondo, sicuramente il più famoso piatto coreano; è buonissimo!

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

Vi do la versione originale, con la salsa di pesce fermentato, che troverete in molti negozi di cibo esotico, ma al posto di questa potete usare il tamari, il risultato è altrettanto buono. Sempre nell’originale la verdura utilizzata è il cavolo cinese, ma è interessante applicare la stessa metodologia ad altre verdure, anche mista. Ingredienti: - verdura tagliata a tocchi da tenere a bagno in salamoia (al 5% di sale) per 4 ore - pera a fette - paprika dolce - salsa di pesce fermentato o tamari - fare una specie di “besciamella” di farina di riso sciogliendo 3 cucchiai di farina in 2 tazze di acqua mentre bolle e mescolare fino alla consistenza di un budino. Fare una salsa con: aglio+zenzero+peperoncino+semi di senape e frullare tutto con un po’ di salamoia, scolare la verdura e mescolare bene con il resto degli ingredienti, invasettare stretto.

UTTA-FEL (un po’ uttapam un pò fa-

lafel)

- ceci (un legume) + orzo (un cereale) ammollati per 1/2 giorni

Frullare lasciando un pochino di liquido, lasciar riposare fino a che comincia a fare bollicine; potrebbe essere necessario tra 12 e 48 ore secondo il clima. Aggiungere verdure tritate, consiglio molte cipolle e un po’ di farina. Fare polpette e cuocere in forno a 180° per circa 20’ oppure per i golosi fritti. In questo caso la fermentazione rende i legumi assai digeribili.

Kefir viene preparato in modo tradizionale utilizzando latte fresco (di pecora, capra o vacca) e i fermenti ogranuli di Kefir formati da un polisaccaride chiamato kefiran che ospita colonie di batteri e lieviti, ma può essere preparato anche con altri liquidi con contenuto di zuccheri come il latte di soia o il latte riso e persino solo con l’acqua zuccherata. Oltre ai fermenti il kefir contiene minerali quali il calcio, il magnesio, il fosforo e lo zinco, ma anche amminoacidi come il triptofano il quale ha effetti terapeutici sul sistema nervoso. Il Kefir è inoltre ricco di Vitamine del gruppo B e Vitamina K che regolano il sistema renale e che fungono da antiossidanti. Essendo povero di lattosio, poi, il Kefir può essere ingerito anche da coloro che ne sono intolleranti. Considerato un elisir di lunga vita è particolarmente indicato per chi ha bisogno di energia o per chi si sta riprendendo da un trattamento di antibiotici, agli anziani, e soprattutto alle donne in gravidanza grazie al suo contenuto di acido folico fondamentale per lo sviluppo del feto.

KEFIR

Il Kefir è una bevanda rinfrescante e salutare, ricca di fermenti lattici e probiotici vivi e benefici, dal gusto fresco, leggermente acido ma dal sapore particolarmente piacevole. Scoperto e subito apprezzato dall’uomo già migliaia di anni fa, originario del Caucaso, e tutt’oggi molto usato in Russia, il 54

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te fuoriesce dal tappo. La fermentazione fa sollevare le capsule, ma questo è normale, perché nel barattolo avviene una fermentazione che produce anidride carbonica. Tra le altre cose, questa anidride carbonica evita il contatto della superficie dei crauti con l’aria, per cui si conservano meglio che nel vaso grande. Quando inizio a consumare i miei crauti, posso conservare il barattolo, una volta aperto, in frigorifero per varie settimane. Preferisco consumarli crudi, come contorno o per insaporire insalate, perché conservano appieno il loro straordinario potere probiotico. Anche cotti però sono buoni e digeribili.

GIARDINIERA

Tagliare la verdura a tocchi, invasettare, aggiungere salamoia 1,5/ 2 %; tenere un giorno a temperatura ambiente poi mettere in cantina.

KIMCHI

Il kimchi è uno dei piu antichi cibi fermentati al mondo, sicuramente il più famoso piatto coreano; è buonissimo!

Il Diabete: l’epidemia del secolo - Rimedi Naturali EFFICACI

Vi do la versione originale, con la salsa di pesce fermentato, che troverete in molti negozi di cibo esotico, ma al posto di questa potete usare il tamari, il risultato è altrettanto buono. Sempre nell’originale la verdura utilizzata è il cavolo cinese, ma è interessante applicare la stessa metodologia ad altre verdure, anche mista. Ingredienti: - verdura tagliata a tocchi da tenere a bagno in salamoia (al 5% di sale) per 4 ore - pera a fette - paprika dolce - salsa di pesce fermentato o tamari - fare una specie di “besciamella” di farina di riso sciogliendo 3 cucchiai di farina in 2 tazze di acqua mentre bolle e mescolare fino alla consistenza di un budino. Fare una salsa con: aglio+zenzero+peperoncino+semi di senape e frullare tutto con un po’ di salamoia, scolare la verdura e mescolare bene con il resto degli ingredienti, invasettare stretto.

UTTA-FEL (un po’ uttapam un pò fa-

lafel)

- ceci (un legume) + orzo (un cereale) ammollati per 1/2 giorni

Frullare lasciando un pochino di liquido, lasciar riposare fino a che comincia a fare bollicine; potrebbe essere necessario tra 12 e 48 ore secondo il clima. Aggiungere verdure tritate, consiglio molte cipolle e un po’ di farina. Fare polpette e cuocere in forno a 180° per circa 20’ oppure per i golosi fritti. In questo caso la fermentazione rende i legumi assai digeribili.

Kefir viene preparato in modo tradizionale utilizzando latte fresco (di pecora, capra o vacca) e i fermenti ogranuli di Kefir formati da un polisaccaride chiamato kefiran che ospita colonie di batteri e lieviti, ma può essere preparato anche con altri liquidi con contenuto di zuccheri come il latte di soia o il latte riso e persino solo con l’acqua zuccherata. Oltre ai fermenti il kefir contiene minerali quali il calcio, il magnesio, il fosforo e lo zinco, ma anche amminoacidi come il triptofano il quale ha effetti terapeutici sul sistema nervoso. Il Kefir è inoltre ricco di Vitamine del gruppo B e Vitamina K che regolano il sistema renale e che fungono da antiossidanti. Essendo povero di lattosio, poi, il Kefir può essere ingerito anche da coloro che ne sono intolleranti. Considerato un elisir di lunga vita è particolarmente indicato per chi ha bisogno di energia o per chi si sta riprendendo da un trattamento di antibiotici, agli anziani, e soprattutto alle donne in gravidanza grazie al suo contenuto di acido folico fondamentale per lo sviluppo del feto.

KEFIR

Il Kefir è una bevanda rinfrescante e salutare, ricca di fermenti lattici e probiotici vivi e benefici, dal gusto fresco, leggermente acido ma dal sapore particolarmente piacevole. Scoperto e subito apprezzato dall’uomo già migliaia di anni fa, originario del Caucaso, e tutt’oggi molto usato in Russia, il 54

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Resisti e sostieni il metabolismo dei carboidrati

LIPOIC CANNELLA Resistere al desiderio di dolci talvolta può essere veramente difficile! Stanchezza, cambiamenti ormonali, emozioni… numerosi possono essere i motivi che inducono a cercare conforto nei carboidrati che se eccessivi possono determinare un aumento di peso. È importante quindi limitare il consumo di zuccheri, favorirne il corretto metabolismo e seguire una dieta equilibrata oltre a svolgere un'adeguata attività fisica.

LIPOIC CANNELLA è un integratore alimentare a base di acido alfa-lipoico e Cannella (Cinnamomum zeylanicum Blume). La cannella sostiene il metabolismo dei carboidrati, favorisce la digestione e l’eliminazione dei gas intestinali oltre a svolgere funzione antiossidante. Contiene acido lipoico. Se si è in trattamento con farmaci ipoglicemizzanti prima dell'eventuale uso del prodotto consultare il medico. Gli integratori non vanno intesi come sostituto di una dieta variata, equilibrata e di un sano stile di vita.

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del prossimo numero

Quaderni di divulgazione Scientifica e Culturale

IL PROSSIMO SARÀ IL NUMERO SPECIALE PER IL SECONDO ANNIVERSARIO DELLA NOSTRA RIVISTA INTERAMENTE DEDICATO A:

LE PIANTE MEDICINALI NELLA PRATICA CLINICA

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Volume 3

Numero 9

Quaderni di Divulgazione Scientifica e Culturale

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IL DIABETE

L’EPIDEMIA DEL SECOLO RIMEDI NATURALI EFFICACI

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Mos Maiorum


Scienza Natura Settembre 2016