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Maggio 2013

“QUI GALILEO SEDEVA A SPIAR L’ASTRO “

(U.FOSCOLO, Carme delle Grazie, v 103 )

Happy B-day Evergreen a novant’anni

Marche: Un viaggio alla scoperta del rame


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MAGGIO 2013 IN QUESTO NUMERO:

Liceo Scientifico “Galileo Galilei”:

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Ente di ricerca, formazione e diffusione scientifica a livello regionale Un importante punto di riferimento per la cultura scientifica nelle nostre terre Nell’ individuare importanti centri di ricerca scientifica all’ interno del territorio marchigiano, non si può trascurare il Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Macerata. Il nostro istituto emerge, infatti, come rilevante ente di ricerca, formazione e diffusione scientifica a livello regionale. Nel 1996 è stato riconosciuto come C.E.A. (Centro di Educazione Ambientale) dalla giunta regionale marchigiana che ha preso atto di una notevole realtà presente nel territorio deliberando, inoltre, l’erogazione di un contributo di natura economica finalizzato a sostenere la ricerca scientifica locale. Nel corso degli anni la nostra scuola ha contribuito a promuovere l’assunzione di un nuovo stile di vita basato su una “sensibilità ambientale” e rivolto alla tutela delle risorse naturali: i docenti responsabili-referenti del dipartimento di scienze, in collaborazione con le loro classi, hanno realizzato lavori rivolti alla formazione di una “coscienza ecologica dei cittadini”. A tal riguardo, si ricordano i percorsi di educazione ambientale denominati “Ricorriamo alle fonti rinnovabili e produciamo energia e benessere” (A.S. 2006/2007) e “L’ acqua, fonte preziosa e serbatoio di risorse”(A.S. 2007/2008). È, dunque, innegabile l’importanza del liceo “Galileo Galilei” nel campo della cultura scientifica marchigiana.

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I nostri laboratori

Fisica

L’asso nella manica del nostro vecchio novantenne

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Legati da una legge ma divisi dal tempo

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Non ho un “grave” posso avere una piuma

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I nostri laboratori

Biologia

Un tuffo nel passato: confronto fra i manuali di biologia

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Macerata: piccola città, grande risorsa

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Vita e storia del microscopio ottico

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I nostri laboratori

Chimica Biologia

Marche : un viaggio alla scoperta del rame

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Laboratorio di galvanostegia

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INTERVISTA ALLE NOSTRE “CELEBRITA’ ”

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Ingresso principale Liceo Scientifico Statale G.Galilei

Happy B-day!!!

Evergreen a novant’anni

N

ove settembre 2013 : tanti auguri “Galilei”! Sempre in forma anche a novant’ anni. In occasione del novantesimo anniversario della fondazione del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Macerata, sarebbe interessante ricercare le radici della nostra tradizione scolastica, oramai quasi centenaria… 1923: nasce il primo liceo marchigiano delle scienze. “I Licei Scientifici, hanno per fine di sviluppare ed approfondire l’istruzione dei giovani, con particolare riguardo alla cultura scientifica; ma la cultura è anche classica e, per questo motivo, la scuola è stata chiamata Liceo. Il nome di Galileo, umanista e scienziato, il prosatore del

Seicento, lo scrutatore dei cieli, il fondatore del metodo sperimentale e l’instancabile indagatore della Natura, è proprio il nome più glorioso, che si possa scegliere nella storia delle scienze e delle lettere per intitolare il Liceo Scientifico”. Sono queste le parole che il preside B. Rainaldi pronunciò nell’adunanza del collegio professori del 1923, trascritte nell’annuario dello stesso anno. Dallo stesso documento emerge anche l’indecisione per altri nomi illustri della scienza del nostro territorio, tra cui Matteo Ricci e De Vico, come è chiaramente esposto che “la Regione vede nella propria terra l’immagine della patria.”

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Intervista

(impossibile)

a Galilei

C

ome ci si sente a vedere il suo nome in così tante piazze, vie…? “Ammettendo che la cosa mi dona un bel po’ di gratitudine, è pur vero che a causa di ciò, mio malgrado, soffro di un continuo e violento singhiozzo.” Noi la conosciamo in veste di austero intellettuale, ma quale“strategia” è solito utilizzare per corteggiare una donna? “Semplicemente le dedico una stella, le assicuro che è un metodo infallibile!” Avrà notato signor Galilei che ad oggi molte cose sono cambiate. Come si sarebbe adattato in questo mondo così alternativo al suo? Ad esempio, per quale squadra di calcio avrebbe fatto il tifo? “Ahimè ancora non ho ben capito la modalità di svolgimento del suddetto gioco o sport che sia, inoltre conto, nutro una maggior affezione per l’Internazionale poiché i colori che la rappresentano mi ricordano il cielo di notte.” Galileo Galilei, l’uomo che rivoluzionò il mondo scientifico, nacque a Pisa nel 1564, dove, grazie alle sue abilità, divenne docente universitario di fisica e matematica, nonché uno dei più importanti esponenti per quanto riguarda la materia astronomica. Proprio in quest’ultimo settore, Galilei, favorendo la nascita della scienza moderna, entrò in contrasto con quelle che erano state le teorie aristoteliche e quindi, inevitabilmente, con la teologia del tempo, fondata su queste ultime. Dopo aver composto numerose opere, morì completamente cieco nell’inverno del 1642. 4

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I nostri laboratori

Fisica

L’asso nella manica del nostro vecchio novantenne

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el corso di quasi un secolo la suppellettile scientifica e didattica si è accresciuta notevolmente. All’inizio la modesta apparecchiatura e il materiale tecnico vennero ceduti alla nostra scuola dalla Normale femminile che precedentemente occupava i medesimi locali per l’apprendimento; come vediamo illustrato nell’annuario, numerosi furono in seguito gli acquisti per il gabinetto di fisica, come gli apparecchi di proiezione, funzionali per una moltitudine di esperienze di ottica, o gli anelli di Newton, calorimetri, barometro e lastre vitree con magneti. Approvvigionato nei primi anni anche il gabinetto di chimica, vennero procurate carte reattive, bilancia di precisione, apparecchio di Krebs, campana di vetro. Negli anni l’attrezzatura complessiva dei laboratori è stata ampliata e accresciuta fino a poter vantare, tra i molti strumenti, la presenza di diversi macchinari quali la centrifuga, che permette di far stratificare in poco tempo miscugli eterogenei, con prestazioni che arrivano a 5500 giri/min; ma anche il piaccametro, che con il suo elettrodo permette di ottenere misurazioni particolarmente precise.

Aula delle lezioni di fisica - R. Liceo Scientifico.

Aula delle lezioni di Scienze Naturali, Chimica e Geografia - R. Liceo Scientifico.

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I nostri laboratori

Fisica

Legati da una legge ma divisi dal tempo. Raccontiamo la nostra esperienza

L’

analisi conseguita da Galileo Galilei riguardante la caduta dei gravi mostra che, trascurando le forze di attrito, tutti i corpi cadono con la stessa accelerazione indipendentemente dalla loro massa. Quest’accelerazione presente su tutti i punti della superficie terrestre è chiamata appunto accelerazione gravitazionale e misura 9,80665 m/s². Se chiedessimo ai nostri nonni per mezzo di quale esperimento hanno studiato l’argomento in questione subito ci parlerebbero del marcatempo. Questo strumento veniva infatti precedentemente utilizzato per studiare la caduta dei gravi. Purtroppo il marcatempo è un apparecchio che non permette una precisa misurazione del tempo poiché agiscono delle forze di attrito tra la striscetta di carta e lo strumento (oltre a quello con l’aria) che alterano il risultato finale causando il fallimento dell’esperimento.Infatti, più recentemente, si sono cercati nuovi metodi per una misura più accurata, così si è passati al cronometro elettronico il quale supera nettamente il suo predecessore

Il cronometro elettronico è un innovati-

Marcatempo Il marcatempo, grazie ad un fogliettino di carta carbone e ad una punta che batte 50 volte al secondo, riesce a segnare diversi punti sulla striscetta di carta per mezzo dei quali, una volta calcolata la distanza uno dall’altro, è possibile calcolare il rapporto tra spazio e tempo risalendo alla velocità e di conseguenza all’accelerazione.

vo strumento il quale, grazie alle fotocellule, è in grado di garantire una grande precisione nel misurare il tempo di partenza e arrivo del grave. Le due fotocellule possono essere spostate a diverse distanze l’una dall’altra lungo un’asta in modo da poter fare diverse prove.

Cronometro elettronico

Non c’è paragone fra il metodo di ieri e quello di oggi. Nell’utilizzo del cronometro elettronico, infatti, il piccolo errore che si commette nella misurazione del tempo non è molto incidente sul risultato finale. Tuttavia la fisica non si arrende, ma è in continua evoluzione e i costanti progressi la portano a un livello sempre più alto. Perciò, cosa avrà in serbo per noi in futuro?

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I nostri laboratori

Fisica

NON HO UN “GRAVE”.. POSSO USARE UNA PIUMA?

c

iò che ce lo impedisce è l’aria. La stessa

caduta, così si attrezzò e sperimentò la sua ip-

domanda se l’era posta Galilei, il quale

otesi su un piano inclinato fornito di una guida

aveva capito, contrastando la teoria di Aristotele,

molto levigata e di sfere bronzee altrettanto

che una piuma e una pietra lasciati cadere da

lisce. Solo dopo due anni e vari esperimenti, nel

un’altezza avrebbero toccato terra nello stesso

1604 Galileo scoprì che la distanza percorsa da

momento se l’attrito dell’aria non avesse influito;

un corpo in caduta libera dipende dal quadrato

per sperimentarlo lo studioso avrebbe dovuto

del tempo durante il quale viene accelerato e

riprodurre il vuoto. Ciò non era stato possibile

non dalla massa dello stesso: fu così che l’ipotesi

con i metodi a lui contemporanei e decise quindi

diventò finalmente legge.

che l’unica soluzione era diminuire il più possibile le forze d’attrito influenzanti e rallentare il moto

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I nostri laboratori

Biologia

Dopo aver provato a capire il misterioso mondo della cellula, siamo andati nel laboratorio della nostra scuola per osservare e confrontare al microscopio la struttura di cellule vegetali e animali contenute all’interno di una foglia, di una cipolla e del nostro corpo umano. 8

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I nostri laboratori

Biologia

Un tuffo nel passato. Confronto fra i manuali di biologia (la cellula e la sua presentazione ieri ed oggi)

Manuale del 2011

Manuale del 1970

Manuale del 2011

In entrambe le edizioni la cellula, nel suo aspetto generale, viene presentata a colori. La differenza sta nel fatto che nell' edizione meno recente è un’unica immagine mentre nel volume del 2011 viene fatta una netta distinzione tra la cellula vegetale e quella animale con aggiunta di spiegazioni introduttive a fianco di ogni parte costituente della cellula.

Le pagine esplicative dell’edizione meno recente sono spoglie con rare immagini in bianco e Le pagine esplicative dell’edizione meno recente sonodispoglie conerare immagini in affiancabianco e nero. Nel nuovo volume,invece, le pagine sono ricche immagini disegni a colori, nero. Nel nuovo volume,invece, le per pagine sono ricche di comprensione immagini e disegni a colori,affiancati ti da spiegazioni e didascalie utili la più immediata dell’argomento. da spiegazioni e didascalie utili per la più immediata comprensione dell’argomento.

Manuale del 1970

Manuale del 2011

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I nostri laboratori

I L N O S T R O T E R R I T O R I O

Biologia

Piccola città grande risorsa

P

arlando di cellule, di malattie e di ricerca sarebbe inopportuno non nominare il reparto oncologico dell’ospedale civile di Macerata, uno dei più rinomati e all’avanguardia forse di tutta la regione Marche. Il dott. Benedetti, oncologo dell’ospedale di Macerata che cordialmente ha risposto ad alcune nostre domande che meglio faranno comprendere le ragioni di una tale eccellenza territoriale: Il reparto di oncologia dell’ospedale di Macerata è uno dei più rinomati di tutte le Marche, di che cosa vi state occupando ora per quanto riguarda la ricerca? “Ci occupiamo di “ricerca traslazionale” cioè: a) sperimentazionedi nuovi farmaci biologici che in recenti esperienze di laboratorio hannodimostrato risultati significativi in particolari tipi di tumori, b) ricercare in collaborazione con i laboratori dei parametri biologi(proteine o geni alterati) che ci permettano di prevedere la efficaciadelle terapie o l’andamento della malattia.” Avete qualche aspirazione o qualche progetto di ricerca per il futuro,magari già in corso? “Stiamo impiegando alcuni farmaci come anticorpi monoclonali o inibitori delle proteine messaggero intracellulari per bloccare la crescita tumorale e fare regredire carcinomi della mammella allo stadio avanzato e con metastasi. Collaboriamo ad un progetto di ricerca di base che prevede lo studio e la caratterizzazione delle cellule staminali del tumore mammario “ Che cosa nel passato ha portato questo reparto ad essere così importante? “Innanzitutto il fatto che il personale (medici, infermieri, collaboratori) mette al centro del proprio lavoro l’attenzione per il paziente come persona (senza tecnicismi e pietismi per intendersi), poi aver collaborato ad importanti progetti di ricerca clinica in modo da collocarsi (pur essendo Macerata una piccola cittadina) tra le più importanti oncologie Italiane, infine la capacità di interagire con il volontariato, le associazioni e la cittadinanza (alcuni progetti della oncologia esistono solo grazie alle donazioni di associazioni o privati)”

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Che cosa ne pensa del fatto che nelle Marche, pur essendo una regioneche dal punto di vista ambientale è poco inquinata, presenta sempre più patologie tumorali nell’età più svariate ? “Non credo che la regione marche sia dappertutto poco inquinata, esistono alcune aree di questa regione dove fabbriche o i piccoli laboratori sorgono autonomamente lungo le strade o tra i campi o più spesso vicino alle abitazioni, insomma al di fuori delle Zone industriali, questo rende difficile ad esempio un corretto smaltimento dei rifiuti. La regione ha una elevata incidenza di tumori della pelle (melanoma) probabilmente per una eccessiva o non corretta esposizione ai raggi UV anche in età infantile. Infine la incidenza di alcuni tumori è in incremento in tutto l’occidente e l’età di insorgenza di alcuni tumori si sta abbassando ma le cause di questo cambiamento possiamo per ora solo ipotizzarle. La ricerca sta comunque avanzando sul piano internazionale è infatti stata di recente scoperta, secondo informazioni tratte dal sito dell’ANSA, la presenza di un gene , detto dell’immortalità, che permette la sopravvivenza delle celle tumorali; gli studiosi pensano che riuscendo a gestire questo gene la medicina moderna compierebbe un balzo in avanti inimmaginabile. Perciò ci auguriamo che negli anni a venire si prospetti un futuro ricco di soddisfazioni e altrettanto proficuo per tutta la comunità medico-scientifica.”


I nostri laboratori

Biologia

Vita e storia del microscopio ottico Dopo l’invenzione della lente di ingrandimento, l’uomo sentì la necessità di osservare immagini ingrandite di oggetti molto piccoli osservandone i particolari. Per questo nel 1590 i due olandesi Zaccharias Jansen e suo figlio Hans idearono il primo microscopio costituito soltanto da un tubo e da una piastra per l’oggetto e una lente o obbiettivo in grado di dare un ingrandimento permettendo così, grazie alla luce o del sole o di una candela riflessa in uno specchietto, di vedere l’oggetto con tutti i suoi particolari. (fig.1). In seguito nel 1674 Anton Leewenhoek costruisce un microscopio con un’unica lente che offriva un ingrandimento maggiore rispetto quelle dell’epoca. Durante il XVIII secolo le innovazioni tecniche come l’aggiunta di un numero maggiore di lenti e l’invenzione di un apposito piano su cui appoggiare l’oggetto portarono i biologi ad osservare nei minimi dettagli i campioni. Inoltre Joseph Jackson Lister dimostrò che il montare diverse lenti più deboli in una determinata distanza tra loro consentiva una maggiore risoluzione. Infatti le sue scoperte permisero di aggiungere al microscopio il cambio dell’oculare ed il revolver (disco avente più tipi di lenti con differente ingrandimento). (fig.2) Verso la fine dell’Ottocento con l’invenzione della luce fredda si sostituì lo specchietto, che rifletteva la luce solare, con una lampadina permettendo così la visione anche al buio.(fig.3) Con il susseguirsi degli anni vennero apportate ulteriori modifiche come l’aggiunta di uno o due oculari, formando il binoculare (fig.4) che consentea tutti e due gli occhi di osservare il vetrino e il trinoculare per visualizzare le immagini con il proiettore (fig.5). 001 - Maggio 2013

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I nostri laboratori

Chimica Biologia

I L N O S T R O T E R R I T O R I O

Marche : Un viaggio alla scoperta del rame

I

l rame è da sempre un materiale cuoce per renderla duttile,si riscalda nuovamente e si riprende a battere. di notevole importanza per le sue innumerevoli qualità: oltre ad Stagnatura: stagnare una pentola è essere presente nel suolo,nell’ac- un’ arte! Bisogna lavorare a mano un qua,nelle piante e persino nel corpo oggetto p ortato a lla t emperatura di umano si rivela infatti estremamente 280° - 300° C (la temperatura di fusiadatto per la costruzione di utensili,in one dello stagno puro). quanto riciclabile al 100% ed in vrtù del- Solo le pentole battute a m ano possono la sua resistenza alla corrosione e della sopportare questa temperatura sensua malleabilità. Le proprietà di questo za deformarsi, per questo motivo le metallo sono conosciute da tempo dagli pentole lavorate industrialmente artigiani del territorio marchigiano che sono in genere stagnate con “pasta su di lui hanno basato un settore impor-di stagno”, che fonde a temperature tante della loro produzione. In partico-molto più basse, o mediante lar modo la zona di Force ,dove già dal galvanostegia. XVI sec. venne praticata la lavorazione Finiture:si applicano i manici, si del rame grezzo ,è nota come il luogo pulisce l’interno della pentola, lo si dei ‘’calderai’’,ovvero dei realizzatori di sgrassa per prepararlo alla stagnacaldai(grandi recipienti per la produzi- tura. Poi si passa alla pulizia esterna one delle attività locali); ancora oggi nel- con lucidatura a spazzola o a mano, la piccola cittadina vengono prodotte a per valorizzare il colore naturale del mano anfore,pentole e caldaie. rame. Ma come vengono prodotte le pentole Quali sono i vantaggi di queste penin rame artigianalmente? Quali sono le tole rispetto a quelle comuni? differenze rispetto al metodo industri- ●L’ eccezionale conduttività del ale? rame (392 W/mK ,la più alta tra i maEcco la procedura lasciataci dalla tra- teriali utilizzabili per questo scopo) dizione: che consente di: Battitura: si martella a mano una lastra a)operare un significativo risparmio di rame puro al 100%, si riscalda e si energetico,

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b)regolare efficacemente la temperatura nelle varie fasi di cottura, c)avere una distribuzione uniforme del calore sulle superfici della pentola, d)raggiungere le temperature desiderate in minor tempo. ●L’ottima resistenza ad urti,abrasioni e shock termici; ●Sicurezza dal punto di vista igienico; ●Notevole durata (basta curarsi della ristagnatura in caso di deterioramento) Lo studio sulla sicurezza operato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità pone, per lo stagno, un limite giornaliero di ingestione pari a 120 mg.e riscontrando un valore medio di ingestione giornaliera pari a 4 mg. questo risulta perfettamente idoneo al contatto con gli alimenti. Lo stesso vale per il rame che, se dovesse andare a contatto con i cibi,non è in grado di produrre rilevanti cessioni agli stessi.


I nostri laboratori

Chimica Biologia

Laboratorio di galvanostegia SETTORE CONCETTUALE

Conoscenze relative all’argomento:

SETTORE METODOLOGICO

Come possiamo ottenere la stagnatura del rame?

1) La galvanostegia è un processo che consente di rivestire un oggetto metallico con uno strato sottile di un altro metallo, fatto depositare elettroliticamente, allo scopo di proteggere l’oggetto dalla corrosione, oppure per renderlo pregiato. 2) Richiede l’utilizzo di una cella elettrolitica, sistema in cui si ha la trasformazione dell’energia elettrica fornita in energia chimica (reazione di ossido-riduzione). 3) Nella cella elettrolitica, l’oggetto da ricoprire viene posto come catodo (elettrodo collegato al polo negativo di un generatore di corrente) mentre il metallo da usare come rivestimento è posto come anodo (elettrodo collegato al polo positivo di un generatore di corrente); entrambi gli elettrodi vanno immersi in una soluzione che contenga ioni del metallo da usare come rivestimento.

Conclusioni:

Progetto operativo Materiale occorrente • • • • • • •

Becher (usato come cella elettrolitica) Barretta di rame Barretta di stagno Cloruro di stagno SnCl2 (elettrolita allo stato liquido) Generatore di corrente

Procedimento:

Preparazione della cella elettrolitica: • In un becher contenente una soluzione di cloruro di stagno, s’introducono una lamina di rame e un’altra di stagno; • La lamina di rame viene collegata, attraverso un cavo, al polo negativo di un generatore di corrente continua; • La lamina di stagno viene collegata al polo positivo. • Viene fatta passare la corrente elettrica

Al passaggio della corrente elettrica, gli atomi di stagno (anodo) si ossidano (perdono elettroni), diventando ioni i quali vanno in soluzione, rifornendo così la cella di nuovi ioni stagno. Gli ioni stagno migrano verso il catodo e qui si riducono (prendono elettroni), diventando stagno metallico, che si deposita sulla superficie del catodo (rame); il rame così si ricopre di uno strato omogeneo di stagno, che aderisce tenacemente all’oggetto sottostante.

Ossidazione all’anodo (+) :

Sn(solido)

>

Sn++ (aq) + 2e-

Riduzione al catodo (-) :

Sn++ (aq) + 2e- >

Sn(solido)

Dati e osservazioni Al passaggio della corrente elettrica, immediatamente si nota che la barretta di rame si ricopre di uno strato di stagno molto visibile.

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I nostri laboratori

Chimica Biologia

Stagno e rame prima della stagnatura.

Stagno e rame nel beker contenente cloruro di stagno.

Il rame si ricopre progressivamente di stagno.

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Rame ricoperto di stagno.


Le nostre “celebrità“ Intervista ai nostri ex alunni

INTERVISTA AL PROF. A. ANGELETTI Angelo Angeletti è vicepreside e docente di matematica e fisica del liceo scientifico Galileo Galilei di Macerata. È proprio a lui che sono state rivolte alcune domande per capire, comprendere, quelle che sono le differenze e le evoluzioni del liceo dagli anni ‘70 ad oggi. Innanzitutto le ragioni della scelta che risulta essere dipesa non tanto da un’autonoma riflessione, quanto piuttosto dai consigli degli insegnanti delle scuole medie e da una sua personale predisposizione per le materie scientifiche. A questo punto sorge spontaneo chiedere come ci senta a stare dall’altra parte della cattedra anche

“Non c’erano le olimpiadi di questo o di quello […], la scuola

nella stessa aula che lo ha visto studente.

chiudeva all’una e riapriva alle sette del giorno dopo, non

Il ricordo genera in lui sensazioni contrastanti: da

c’erano corsi d’inglese o recuperi, al massimo seminari”. Al

una parte, grande piacere e soddisfazione per i

contrario, oggi, le attività extra curriculari sono numerose e

traguardi raggiunti, dall’altra, nostalgia del peri-

importanti, basti pensare ai corsi pomeridiani di recupero e

odo giovanile. Il laboratorio di fisica, le sperimen-

potenziamento o alle certificazioni in lingua. Per questo il li-

tazioni, i piaceri della scoperta sono solo alcuni

ceo scientifico è considerato un luogo di formazione a 360°.

degli aspetti positivi che l’esperienza liceale ha

All’aspetto si affianca una vasta cultura umanistica e letteraria

lasciato nel suo bagaglio culturale.

che permette agli studenti di affrontare qualsiasi percorso di

Come dice il professore: “tutti gli insegnanti as-

studi universitari. “Ho sempre snobbato le materie umanis-

pirano a ritornare ad insegnare dove si sono for-

tiche, i miei temi non piacevano mai anche se a me sembrava-

mati”. È proprio questo che lo ha reso soddisfatto

no bellissimi”, ammette il professore.

della sua scelta lavorativa, anche se non è riuscito

Ad oggi il prof. Angeletti, oltre ad essere un insegnante nel

a realizzare il suo sogno giovanile. La sua prima

suo vecchio liceo, gestisce anche insieme a dei suoi amici un

aspirazione era infatti diventare scienziato, ma ad

osservatorio astronomico al livello dilettantistico e collabo-

oggi la consapevolezza di formare gli scienziati

ra con l’UNICAM, Università di Camerino, per dei corsi di

di domani fanno di lui un uomo realizzato dal

fisica.

punto di vista lavorativo.

Perciò, osservando il suo percorso lavorativo si può affer-

Spostandoci sulla sua esperienza scolastica pos-

mare che la formazione scientifica ha contribuito alla realiz-

siamo facilmente notare numerosi cambiamenti

zazione di molti dei suoi sogni.

nella struttura e nell’ambiente del liceo.

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Intervista doppia. Intervista doppia (Ex studenti del nostro liceo)

Carla Sagretti, Dirigente USR Marche.

Giuseppe Porzi, Giornalista per il Corriere Adriatico,

Quanto è stata importante la formazione acquisita nella nostra scuola per il suo percorso lavorativo? ‘’Il liceo scientifico che io ho frequentato dal 1967 al 1972 era ben diverso da questo attuale , un quadro orario di 24/25 ore a fronte delle 32/36 delle ultime sperimentazione:poche discipline, molto approfondite. Alla luce di quanto è stato rivisitato nell’ordinamento dei licei nella riforma Gentili, questa impostazione del vecchio liceo era vincente perchè , come tutte le teorie di apprendimento hanno dimostrato, non è importante la quantità delle cose che si studia , ma la profondità delle stesse. Gardener dice la scuola deve insegnare ‘’ il bello , il buono e il giusto’’ , non ha importanza quante e quali discipline perchè quello è veramente importante è il metodo di studio. Quello che mi è rimasto dagli anni del liceo è proprio questo metodo : l’abitudine alla riflessione , all’esercizio , all’applicazione , alla ripetizione dei contenuti, all’assimilazione degli stessi e sopratutto allo spirito critico. Non per ultimo e certo non meno importante anche la bellezza , ma anche sacrificio , di uno studio quotidiano costante e duraturo nel tempo. Anche se i docenti erano molto severi ed esigenti conservo di loro un ricordo indelebile, perchè per la loro professionalità e la loro dedizione alla scuola sono stati per me dei veri maestri non solo delle loro discipline , ma di vita’’. Si ricorda un aneddoto che le è ritornato utile in futuro? ‘’Più che un aneddoto è un ricordo brutto, ma al tempo stesso molto formativo. Io ho sempre avuto una media molto alta e avevamo un’ insegnate di scienze severissima. Un giorno durante una verifica l’insegnante mi ha trovato sotto il banco il libro di scienze, che non stavo usando ma era li per dimenticanza. Me l’ha sequestrato e per punizione mi ha messo 5 in pagella, nonostante la mia media alta. Ho pianto per una settimana e ho cercato di giustificarmi con la docente , ma lei è stata inflessibile. Ho ritenuto questo fatto una grande ingiustizia perchè non stavo copiando, ma poi ho capito che gli errori si pagano e che bisogna sempre essere responsabili nel bene e nel male delle proprie azioni.”

Quanto è stata importante la formazione acquisita nella nostra scuola per il suo percorso lavorativo? “Innanzi tutto i l L iceo è p er d efinizione la scuola che da una preparazione a trecentosessanta gradi per quanto riguarda la cultura personale, l’interesse verso il sapere, tanto in campo umanistico, quanto in quello scientifico. Posso dire di essere stato fortunato ad aver scelto questa scuola, nonostante io abbia sempre avuto un particolare interesse per le lingue, più che per le materie prettamente scientifiche.. Non mi piaceva molto ad essere sincero il metodo della mia insegnante, forse più l’interesse per filosofi come Kant mi hanno spinto a laurearmi in Letteratura Tedesca in seguito. Al di la di questo comunque, ho riscontrato una forte utilità del metodo di studio appreso, che, anche se le materie spaziavano dal latino alla fisica, era fondamentalmente lo stesso. Questa scuola ha saputo stimolare la mia curiosità verso il sapere, che poi alla fine è solo questo ciò che resta nella persona, non formule o versi di autori antichi. Per quanto riguarda le scelte lavorative posso dire che anche se questo lavoro mi piace molto, avrei voluto fare l’insegnante, ma avendo trovato l’opportunità di lavorare come giornalista, ho afferrato l’occasione e sinceramente non me ne sono pentito.” Si ricorda un aneddoto che le è ritornato utile in futuro? “Beh la prima cosa che mi viene in mente è il rapporto studente insegnante: niente a che vedere con oggi! Nonostante frequentai il liceo dopo il ‘68, con i miei insegnanti non avevo alcun rapporto se non quello prettamente scolastico, ora è molto diverso, non fanno più “paura”. Un aneddoto che difficilmente scorderò è quello che coinvolge un mio ex compagno e il mio professore di matematica, severissimo ed irremovibile. Durante un acceso scambio di opinioni a livello politico (all’epoca ogni diverbio in questo campo era ridotto a i t ermini “ comunista” e “fascista”) il professore non si scompose mai. Ma nel momento in cui il ragazzo, temerario, lo chiamò per nome, cosa inconcepibile all’epoca, l’insegnante rimase immobile. Dopo quasi un minuti di silenzio generale, corresse l’alunno dicendo “Io sono il pro-fessor *****” e la discussione riprese. Fu consid-erato quasi un folle allora, ma suppongo che adesso non ci si stupisca più di queste cose.”

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Crediti

Liceo Scientifico Statale GALILEO GALILEI

Macerata, Via Alessandro Manzoni, 95 www.scientificomc.it.s Dirigente scolastico: Ferdinando Romagnolicientificomc.it

Ringraziamenti Prof. Angelo Angeletti Carla Sagretti (Dirigente USR Marche) Giuseppe Porzi (Giornalista per il Corriere Adriatico)

Capo redattore prof.ssa Annalisa Campanaro (Lettere) Redattori Classi: IV F, II G Collaboratori Professori: Sabina Ascenzi (Fisica) Marisa Cellini (Scienze) Francesco Giacchetta (Filosofia) Maria Lavinia Perrotta (Scienze) Anna Maria Orfini (Storia dell’arte)

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Liceo Scientifico Statale GALILEO GALILEI

Macerata, Via Alessandro Manzoni, 95 www.scientificomc.it

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