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Periodico a cura dell‟Associazione Culturale „Schiamazzi‟. Anno 7, n. 5– Settembre-Ottobre 2010

ARIA DI CRISI/ Nelle altre regioni italiane un‟estate densa di agitazioni dei produttori caseari

Arriverà anche qui la mobilitazione degli allevatori?

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el Centronord e nelle Isole da questa estate è mobilitazione per maggiori garanzie agli allevatori. Le proteste che hanno visto impegnarsi le associazioni di categoria tra cui la Coldiretti hanno cercato di porre l‟accento su questioni legate alla concorrenza sleale da parte di produttori stranieri nonché la salvaguardia dei Allevatori prodotti caseari italiani. Infatti la COLDIRETTI denuncia che sono “false” due fette di pecorino su tre vendute negli Stati Uniti dove le imitazioni prevalgono a scapito del prodotto originale proveniente dall‟Italia. Negli Stati Uniti i prodotti di imitazione stanno prendendo progressivamente il posto di quelli originali in arrivo dall‟Italia con un crollo del 32 per cento delle esportazioni di pecorino in valore nel primo semestre del 2010, secondo una analisi della Coldiretti su dati Istat. Ad avvantaggiarsene sono i “falsi” realizzati negli Stati del Wisconsin,California e New York e venduti ad esempio con il nome di “romano” cheese ma anche quelli importati dall‟estero soprattutto dall‟Europa che utilizzano nomi di fantasia come quelli della società Lactitalia, che esporta in Usa ed in

Coldiretti - la principale ragione della crisi della pastorizia in Italia con una insostenibile riduzione dei prezzi riconosciuti agli allevatori ai quali un litro di latte viene pagato in Sardegna solo 60 centesimi in protesta al Brennero (foto: Coldiretti Padova) per litro di latte, in calo Europa e produce in Romania for- del 25 per cento rispetto a due anni maggi di pecora venduti con marchi fa”. Nonostante tra i prodotti tipici che richiamano al Made in Italy co- del nostro Gargano ci siano proprio i me Toscanella, Dolce Vita e Pecori- frutti degli allevamenti nostrani, al no. Tra di esse c‟è una società di momento da noi le mobilitazioni proprietà della Simest controllata appaiono ancora lontane e c‟è un dal Ministero dello Sviluppo Econo- certo lassismo da parte degli operamico e dei Fratelli Pinna attraverso tori nostrani. La mobilitazione” la Roinvest con sede a Sassari con spiegano dalla Coldiretti “è l‟ultimo amministratori tra gli altri Andrea tentativo di salvare la pastorizia in Pinna che è vicepresidente del Con- Italia dove sono calati del 30 per sorzio di Tutela del Pecorino Roma- cento gli allevamenti di pecore neno e Pierluigi Pinna che è consiglie- gli ultimi dieci anni per effetto di re dell‟organismo di controllo dei una crisi che rischia di decimare formaggi pecorino Roma, Sardo e irrimediabilmente i circa 70mila Fiore Sardo Dop che dovrebbero allevamenti rimasti che svolgono un promuovere il vero pecorino e com- ruolo insostituibile per l‟ambiente, battere la concorrenza sleale e le l‟economia, il turismo e la stabilità contraffazioni. La presenza di pro- sociale del territorio.” dotti di imitazione del pecorino sui mercati internazionali è - spiega la


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idee Editoriale: La vacanza che qui manca

attualità 2

Di Matteo Palumbo

―Cultura garganica‖: spiegateci di cosa si tratta

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cultura

Cocktail—fatti e personaggi del mese

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Un incontro sulla mobilità garganica

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Di Iolanda Carbonelli L’arte di saper sparlare

di Davis Maggiano Caro Schiamazzi… i lettori ci scrivono

MENU’ www.cagnanovarano.org GMG: un migliaio di giovani a Cagnano da tutta la diocesi

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Di C. De Biase e A. C. Caccavelli

Intervista a Nando Timoteo: dal Gargano alla tv Di E. Sanzone

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Broken Cords: dal Living Festival alla Liguria

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Di G. Miucci—E. S. L’arte di Domenico Columpsi di M.Sollecito– Sanzone

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Editoriale /La vacanza che qui manca Di MATTEO PALUMBO

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ccoci pronti ad archiviare questa calda- ma non troppoestate 2010. Bagarre politiche in Parlamento, un po‟ di maretta a livello politico locale hanno leggermente riscaldato la nostra estate. E mentre lungo tutto il Gargano si registravano nuove presenze con qualche calo dovuto alla crisi economica, qui il turismo non ci passa neanche di striscio. Mi sono sempre domandato cosa mancasse a Torre Mileto, Capoiale e Foce Varano rispetto a Rodi, Peschici e Vieste: le spiagge dorate non mancano (a eccezione di alcuni tratti ad es. La Lambada che ormai non ha più spiaggia), le bellezze paesaggistiche neanche, la possibilità di ospitare

gente nemmeno. Un turismo che stenta a decollare nonostante le strutture non mancano. I nodi vengono subito al pettine: non bastano i posti letto per fare turismo. E non basta nemmeno la caparbietà di chi vuole fare e di chi si improvvisa operatore turistico. Qui manca tutto. A Torre Mileto i sannicandresi se la cantano e se la suonano loro immersi nell‟oasi abusiva di Schiapparo- che tra l‟altro per la maggior parte è nel Comune di Lesina. A Foce Varano si „scavicchia‟ , si migliora ma non si decolla dal momento che seppur la località sia migliorata notevolmente nel giro di vent‟anni, quest‟anno per comprare un giornale era meglio farsi passare la voglia di leggere. A Capoiale non

ne parliamo proprio: mancano i servizi essenziali. Partendo dal presupposto che ormai noi cagnanesi abbiamo colonizzato Foce Varano, a Capoiale e sull‟istmo manca un buon supermercato, gli svaghi sono minori uguali allo zero tanto che alcuni giovani non motorizzati vanno, nella maggior parte dei casi clandestinamente, a ballare nei vari camping. Ma di cosa ci meravigliamo, se nelle discussioni da bar qualcuno ha asserito che „ i turisti non ci servono‟ ignorando del tutto che i turisti sono potenziali consumatori dei prodotti del nostro mare e del nostro lago . Peccato, perché ci sono comuni del Gargano che vivono della rendita di tre mesi all‟anno.


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“Cultura garganica”: spiegateci di cosa si tratta Di DAVIS MAGGIANO*

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l Gargano è una terra di cultura, arte e storia, terra ricca di tanti beni storici e artistici che spesso non sono protetti e curati. Peschici, perla del Gargano nonché meta rilevante del turismo balneare, possiede enormi risorse naturali, culturali e archeologiche che potrebbero essere utilizzate come attrazione della vacanza non solo intesa come svago ma come cultura del nostro territorio. Tante iniziative culturali nell‟arco degli ultimi anni sono andate a consumarsi come una candela accesa da tempo, per la mancanza di responsabilità da parte degli enti territoriali che fra i loro compiti hanno la salvaguardia e l‟incentivazione di queste iniziative riguardanti la nostra cultura. Sono stanco e irritato nel sentire la frase “Cultura Garganica” solo durante la campagna elettorale ricca abbondantemente di promesse e buoni propositi. Poi, quando la campagna arriva a concludersi, la Cultura - dispiace dirlo - va nuovamente a celarsi nel tetro buio di disinteresse dove per anni è stata lasciata. Lontano dalle nostre anime. La domanda è: cosa è la “cultura garganica”? Come si intende proteggerla e soprattutto quando e come? Ora basta! Esigo una risposta da parte degli Enti su questa importante e problematica domanda. Come possono le vostre coscienze operare giornalmente dimenticando le nostre origini, la cura e salvaguardia dei nostri beni territoriali. Parlando di turismo, poi, che per la nostre incompetenze tende sempre più a con-

sumarsi e consumare la dignità e il nome del nostro territorio! Intanto continuiamo a far morire anche quel poco di cultura che ci è rimasta per identificare la nostra storia e provenienza. Ma soprattutto continuiamo a combattere coloro che alla cultura e al suo risorgimento dedicano tempo, passione e amore. Continuiamo ad abbattere il restante muro di storia e cristianità dell‟Abazia di S. Maria di Calena, una delle più importanti e antiche Abazie d‟Italia. Continuiamo a contribuire alle rovine del tempo delle nostre necropoli e aree archeologiche. Continuiamo a dimenticare le Mostre storiche e artistiche, continuiamo a lasciare in difficoltà i Musei, contin u ia m o a r e n de r e p o ss ib il e l‟inquinamento dei nostri beni naturalistici (il mare, i nostri poco eleganti boschi, le nostre spiagge…). E poi ci permettiamo di affermare che il nostro territorio non cresce a livello culturale come dovrebbe. Giorni fa ho scritto un breve pensiero per rispondere all‟invito dell‟Associazionismo Attivo del Gargano riguardante la festa di S. Maria di Calena: “Grazie per l'invito ricevuto. E‟ sempre di conforto sapere che l'associazionismo continua a lavorare e lottare per il nostro splendido Gargano. Purtroppo non sarà per me possibile unirmi a voi durante la manifestazione e la venerazione di S. Maria di Calena, data la lontananza, ma sarò comunque vicino a voi tutti con lo spirito. Spero che questo 8 settembre 2010, festa di S. Maria di Calena, illumini la coscienza e la

ragione dei proprietari affinché questa lunga faida anti-culturale per la ristrutturazione finisca definitivamente e si inizi un percorso di lavoro cooperativo per la salvaguardia di questa antichissima Abazia. Un grande saluto a voi tutti. Io, per cause di forza maggiore, non sono più sul Gargano, ma è come se continuassi a esserci, quindi continuate a tenermi informato, perché voglio continuare col mio piccolo contributo a cooperare con l' Associazionismo Attivo del Gargano”. La stessa speranza la ribalto, generalizzando, su politici ed enti territoriali: mettiamo la parola fine a questa lunga “faida anti-culturale” e iniziamo tutti, in sinergia, un percorso di cooperazione per rendere “vive” e “attive” salvaguardia e protezione della Cultura dei magici territori del nostro territorio. Dobbiamo lavorare insieme e solo uniti conseguiremo frutti abbondanti, dolci e succosi, che potremo regalare non solo a noi ma alle generazioni future. E sia ben chiaro: questa lettera non vuole attaccare o offendere l‟operato di politici ed enti garganici, ma solamente riaccendere la fiamma della candela che finora si è consumata e spenta, cercando di illuminare l‟animo umano e ottenere maggiore sensibilità e cooperazione, ma soprattutto aiuto, affinché il nostro territorio si vesta di quell‟eleganza e importanza che abbiamo diritto ad avere. Grazie. * Direttore Museo dei Nonni di Peschici


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CARO SCHIAMAZZI | I lettori ci scrivono www.cagnanovarano.org GMG: un migliaio di giovani a Cagnano da tutta la diocesi

LA LETTERA: “I lavori nel centro storico sono fermi da mesi” Gentilissima Redazione, vi scrivo per porre all‟attenzione della comunità una situazione portata ormai all‟esasperazione. Dallo scorso dicembre, come molti credo sapranno, sono iniziati i lavori di sostituzione della fogna bianca e la conseguente ristrutturazione della pavimentazione del Centro Storico della nostra bella Cagnano. Su questi lavori ci sono molti punti oscuri notati da me e da alcuni abitanti della zona: non riusciamo a spiegarci come mai l‟andamento dei lavori fin dall‟inizio sia stato caratterizzato da strani orari di lavori effettivo; gli scavi sono stati effettuati secondo un criterio al quanto‟ scriteriato‟ (e scusatemi il gioco di parole) in quanto si iniziava da una parte, si abbandonava e si andava da tutt‟altra parte, ricominciando il gioco. Inoltre, dopo la pausa estiva, mentre tutti sono tornati regolarmente al proprio lavoro, gli operai di un appalto di cui non si hanno, tra l‟altro, informazioni – poiché manca la tabella a inizio cantiere con tutte le info sulla ditta appaltatrice- non sono mai tornati al loro dovere. Conclusione: dopo le ultime piogge

che hanno dato via all‟autunno, Corso Umberto I pare una calle di Venezia, dove prima di uscire bisogna pregare di non mettere il piede sul mattone sbagliato, o di non inciampare in qualche fossa. La domanda sorge spontanea: quando avrà fine questo incubo? Michele/via mail

CASSONETTI, SERI PROBLEMI PER L’IGIENE PUBBLICA. Carissimi ragazzi, Vi segnalo attraverso queste fotografie il disagio che stiamo vivendo nei pressi del panificio la Fonte del Pane. Da qualche mese, infatti, dopo la rimozione del cassonetto presente in via Brindisi la situazione è precipitata. I cassonetti di Via Torino e via Petrarca sono colmi fino allo straripamento e i numerosi animali randagi ci saltano dentro (dal momento che per sono semiaperti per la grande quantità di immondizia) e

VIA TITO FIORE

buttano fuori e strappano le buste dei rifiuti. Allego foto a questo sfogo nella speranza che vengano presi provvedimenti al più presto per scongiurare una emergenza igienico -sanitaria. Lettera firmata


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COCKTAIL | Fatti e personaggi

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SPORT | Grande successo per il saggio della Palestra Fitness & Dance nel giugno scorso alla Grotta di S. Michele

Ma com‟è bello mantenersi in forma! Di GRAZIA VENTRELLA La gente del nostro paese ama ancora tenersi in forma e popola le palestre cagnanesi scegliendo tra una vasta quantità, e qualità, di corsi e attività in grado di soffi sfare le esigenze dei piccoli e degli adulti. La palestra Fitness & Dance (Body Planet) quest‟anno ha puntato sull‟innovazione e, armata di buona organizzazione, ha realizzato un saggio di fine anno il 18 giugno cercando di valorizzare non solo il lavoro dei partecipanti ma anche la grotta di San Michele, di solito affollata di gente esclusivamente per la celebrazione delle feste patronali. Ebbene, il risultato è stato soddisfacente! La platea adiacente al piazzale della grotta era gremita di gente si è gustata lo spettacolo, quest‟anno molto più scenografico e coinvolgente grazie alla presentazione dal vivo da parte di Lino Marotta e di una diversa impostazione di luci e musica coordinata con l‟utilizzo di un maxi schermo. Inoltre va ricordato il gemellaggio/

collaborazione con la palestra di Rodi „Adlim Sport‟ e la palestra di San Nicandro Sarva Dharma che hanno presentano i loro corsi in alternanza con le attività Body Planet di karate, yoga, danza, palestra. Tuttavia il successo di attenzioni della palestra va di pari passo con la preparazione dei suoi iscritti. In particolar modo il corso di karate sta sfornando nuove cinture nere che avanzano di livello. Infatti, il 18 e 19 giugno, a Monte Sant‟angelo, con l‟avvento dell‟esame annuo di Karate, il club Karate “Hiroshi Shirai” ha organizzato il 3° stage tecnico interdisciplinare di cintura nera, patrocinato dal comune, nel palazzetto dello sport del paese. Lo stage prevedeva una serie di corsi di Karate, Kioscingai, Jujitsu e difesa

personale (Kick boxing, Kapap, Krav Maga) presentati dai maestri Antonio La Salandra, dallo svizzero Sensei Sandro Polimeno, Matteo Galasso (maestro del corso di Karate Boby Planet), Luigi Dirodi, Nicola Gambuto, Matteo Galasso, Livio Proia, Ruggiero Lanotte, Flavio Miodini. Al temine dello stage si è svolto, il 20 giugno, l‟esame tecnico delle varie cinture di Karate indetto dal CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), superato dalle nuove cinture nere 1° dan Michele Stefania, Marco Rotondo, Tonino Polignone (prossimo a 2° dan) e, con un avanzamento di livello di 2° dan Luca Rotondo e Scirocco Giuseppe. Insomma, l‟eclatante dimostrazione che per fare sport non

Grazie a tutti! L‟Associazione Schiamazzi ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della IV Edizione del Cagnano Living Festival– il festival della Creatività Giovanile che si è tenuto dal 27 luglio al 3 agosto scorso. I nostri ringraziamenti vanno a tutti gli artisti che hanno espresso la loro creatività, dai musicisti a Valerio Agricola, Grazia Ventrella e Anna Marcantonio che hanno curato la mostra „Le Forme della Creatività Giovanile‟, dagli autori Giovanna Peluso e Massimiliano Arena fino alla Garganstreet e i Merry Go Round. Ringraziamo inoltre la Pro Loco di Ischitella, le Amministrazioni Comunali di Cagnano e Ischitella, la Regione Puglia, l‟Unione Europea e l‟Apt con il commissario Nicola Vascello e la Consulta Provinciale degli Studenti”. L‟appuntamento è al Living Festival 2011! Tutte le foto dell‟evento sono disponibili sul sito www.cagnanolivingfestival.com e su Facebook alla pagina ufficiale della manifestazione.


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COCKTAIL e personaggi www.cagnanovarano.org GMG: |unFatti migliaio di giovani a Cagnano da tutta la diocesi

Il punto della situazione in un tavolo tecnico a Vico lo scorso 10 settembre. Ecco com‟è andata Di IOLANDA CARBONELLI Lo scorso 10 settembre presso l‟Auditorium comunale di Vico del Gargano si è svolto il convegno “Nuova Mobilità per lo Sviluppo del Gargano” organizzato dal Consigliere alle Politiche Giovanili del paese ospitante, Nicolino Sciscio e a cui hanno partecipato importanti referenti nell‟ambito dei trasporti. Si è subito partiti parlando della ferrovia ed è intervenuto Daniele Giannetta, Direttore Esercizio Autolinee Ferrovie del Gargano: “ Il nostro obiettivo è adeguare il servizio alle esigenze” ha spiegato Giannetta “un esempio è il treno tram che ha visto 16 mila presenze, uno stimolo per aumentare le possibilità. Allo studio c‟è una pianificazione regionale che prevede servizi per un progetto per vasta area come ad esempio poter coprire Cagnano-San Severo in meno di un‟ora in treno con punte di 120-140 km orari e il prolungamento della ferrovia fino a Vieste-Mandrione.” Per Pasquale Pazienza, assessore provinciale alle Politiche Produttive “ In un‟area particolare come il Gargano per avere uno sviluppo turistico non dobbiamo dimenticare che non c‟è turismo senza mobilità territoriale. Il 75% degli italiani

usa il mezzo proprio (auto) per andare in vacanza, il 62 % degli stranieri anche. L‟80 % dei turisti si ferma a Nord mentre solo il restante 20 % scende a Sud. L‟assenza di strade, segnaletica, aeroporti, ferrovie ci penalizza . L‟Organizzazione Mondiale del Turismo (W.T.O.) stima che fino al 2020 ci sarà una crescita del 4 % del settore turistico” . Parlando delle opere incompiute Pazienza asserisce: “il mancato rispetto dei tempi di consegna delle infrastrutture è segnale di fatiscenza territoriale.” Dopo la presentazione da parte dell‟Avvocato Roberto Pacillo (Amministratore Unico di Alidaunia) del servizio elibus che collegherà non solo Foggia con le Isole Tremiti ma con l‟aggiunta di una tappa a Vieste, la parola è passata al commissario dell‟APT di

Foggia, Nicola Vascello. “Con 96 mila posti letto, 7mila addetti nella ricettività e nella ristorazione e 600 mila presenze (di cui 212mila tedeschi) rispetto alle 400 mila del Salento, il Gargano si conferma capofila nel turismo pugliese. Nonostante questa ricchezze molte attività turistiche si trovano in seria difficoltà e se non ci diamo da fare per migliorare i collegamenti molte di esse si troveranno sull‟orlo del baratro. All‟Assessore Regionale Guglielmo Minervini Vascello ha invitato a fare con i mezzi pubblici la tratta Bari-Peschici, soprattutto dopo la soppressione di alcune fermate a San Severo da parte dei treni nazionali di lunga tratta. Il Prof. Ing. Stefano Ciurnelli (Docente Università Iuav di Venezia – Facoltà di Panificazione del Territorio) ha invece illustrato come in Spagna il treno-tram sia già una realtà ben consolidata. L‟ultimo interevento è stato quello di Minervini che ha invitato a non fare paragoni e scontri di numeri tra Gargano e Salento “perché la crescita deve essere comune” ma sul piano pratico e sul tema dei trasporti è stato inconcludente.


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COCKTAIL | Fatti e personaggi

Nuove ipotesi sulla morte dei capodogli

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In breve

Avvelenati da una sostanza tossica; uccisi da un virus sconosciuto o, molto probabilmente, vittime di un modello comportamentale e sociale di gruppo che gli studiosi non conoscono. Sono queste le ipotesi su cui si concentrano le analisi dei ricercatori per scoprire le cause che hanno spinto i 7 capodogli allo spiaggiamento. la più credibile resta quella del comportamento sociale interno al gruppo. Lo stesso modello che avrebbero adottato gli oltre 100 cetacei spiaggiati , lo scorso 23 gennaio, in Australia. Sul caso restano tanti misteri ma , dalle prime analisi, arrivano anche dati certi. E‟ stata esclusa l'ipotesi di una malattia contagiosa, come anche quella di un soffocamento causato dall'aver ingerito buste di plastica. Uno proveniva dal mar Ligure l‟altro dal mar Egeo. Questo lascia supporre che fosse un gruppo formatosi da poco e che , da poco, aveva iniziato a migrare. (ondaradio.info)

Torna lo spettro dell‟eolico sulla nostra costa “Di recente la società Ecopowernet S.r.l., con sede legale in Varese, ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l‟assegnazione in concessione per la durata di 50 anni di uno specchio acqueo, per complessivi kmq 14, allo scopo di realizzare un parco eolico per la produzione di energia alternativa di tipo off-shore nel nord del Gargano.” Lo riporta Stato quotidiano, con un articolo firmato da Agostino Del Vecchio “La progettualità prevede l‟installazione di 58 aerogenertori, disposti ad una distanza dalla costa compresa tra le 2,5 e 4 miglia nautiche e ricadenti nelle acque antistanti i Comuni di Lesina,

Sannicandro Garganico e Cagnano Varano in provincia di Foggia. Già lo scorso 2 febbraio il Comitato per la tutela del mare del Gargano aveva espresso la sua netta contrarietà alla realizzazione del parco eolico offshore allora presentato dalla stessa società, valutato, invece, in senso positivo dal Comune di Ischitella, che sarebbe sorto al largo di Foce Varano e a una distanza compresa tra 6 e 12 km dalla costa. “Riteniamo che i numerosi progetti off-shore già presentati -sosteneva il Comitato in una nota- non solo siano dannosi e inconciliabili con l‟ambiente, il paesaggio, il turismo, la pesca, le attività umane

dello svago e del tempo libero, ma non assicurano alle comunità il ritorno economico e sociale, in termini di servizi e lavoro, che una tale scelta dovrebbe garantire con chiarezza e trasparenza”. La richiesta del nuovo parco eolico da parte della società Ecopowernet S.r.l. si trova tutt‟ora depositata alla Capitaneria di Porto del Compartimento Marittimo di Manfredonia, in attesa di valutazione da parte del Ministero, a disposizione del pubblico per la consultazione” P e r a p p r o f o n d i r e > www.statoquotidiano.it


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ATTUALITA’ L‟arte deldipettegolezzo www.cagnanovarano.org GMG: un| migliaio giovani a Cagnano da tutta la diocesi

Quando l‟arte più diffusa a Cagnano trova origine e funzioni sociologiche Di ANTONIO C. CACCAVELLI CATERINA DI BIASE

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na volta il pettegolezzo era una strategia difensiva oggi si è trasformato in una modalità di scambio di informazioni. Oggi si parla tanto del “pettegolezzo”,a volte con giudizio a volte con pregiudizio, a volte se ne parla per parlare,senza sapere bene il perché, il che vuol dire che spettegoliamo sul pettegolezzo.!! Oggi il pettegolezzo veste panni diversi,mentire è diventato impossibile,ed essere trasparenti è diventato un obbligo. Se un‟azienda, o una persona,non ha costruito un rapporto di fiducia con la propria utenza basterà un piccolo gruppo di persone a rovinare la sua reputazione. Nell‟ultimo numero di Darwin c‟è un interessantissimo articolo di Rosaria Conte proprio sull‟evoluzione del pettegolezzo dove ci si chiede a cosa serve il pettegolezzo e perché l‟evoluzione umana se ne sia servita. Inoltre altri tre studiosi non hanno scoperto l‟algoritmo del gossip quanto la pos-

sibilità di determinare la velocità e la modalità di propagazione del pettegolezzo in una rete. Agli studi di aggiunge Primo Levi secondo cui il pettegolezzo è “una forza della natura umana. Chi ha obbedito alla natura trasmettendo un pettegolezzo, prova il sollievo esplosivo che accompagna il soddisfacimento di un bisogno primario”. Il pettegolezzo è uno specifico tipo di azione: un atto comunicativo, cioè un atto sociale che ha lo scopo di influenzare l‟altro fornendogli credenze . Possiamo ipotizzare inoltre che il pettegolezzo sia un atto comunicativo linguistico, in quanto la chiacchiera viene prodotta mediante parole, discorsi o frasi. In certi casi si fa pettegolezzo senza necessariamente compiere un atto comunicativo verbale ma anche con gesti simbolici. Per di più il pettegolezzo è un atto comunicativo informativo,ossia un atto in cui lo scopo del parlare è fornire una credenza all‟ascoltatore. Il pettegolezzo si riferisce a una terza persona, la vittima, diversa dal parlare e

dell‟ascoltatore, che è assente, è se per caso è presente, non deve sentire. Infatti una valutazione negativa espressa in presenza del valutato o rivolta a lui sarebbe un‟accusa, una critica o un insulto. Si tratta in genere di informazioni sensibili, delicate, cioè credenze sulla sua famiglia, la sua salute, la sua vita affettiva. Ma specialmente sono informazioni che ciascuno di noi vorrebbe tenere per se e non condividere con terzi,A meno che non siamo proprio noi stessi a decidere con chi parlarne.


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L‟arte di saper sparlare Inoltre,non c‟è un solo segreto nel pettegolezzo. Innanzitutto,la credenza comunicata dovrebbe esser tenuta segreta, e quindi è in segreto che la si comunica. Tipico l‟incipit “Sai tenere un segreto?!?.. Mi raccomando non raccontarlo a nessuno!...”. Ma anche il modo in cui si meta-comunica non verbalmente che si sta spettegolando su qualcuno:l‟informazione pettegola viene mormorata, sussurrata, proprio perché segreta. C‟è poi un terzo segreto nell‟atto del pettegolezzo: spesso la fonte da cui esso proviene è anonima. Lo dimostrano espressioni come “Ho saputo che..” ; “Mi hanno detto che..” ;”Si dice che ..”. Queste frasi introducono soprattutto i pettegolezzi “ scottanti” su tradimenti o relazioni clandestine. Il pettegolezzo ha l‟effetto, e in certi casi lo scopo, di diffondere una reputazione negativa della vittima. Spettegolare suscita emozioni nel destinatario. Ad esempio suscita curiosità perché mette a nudo segreti, affetti,mancanze inconfessabili, questioni personali piccanti,divertenti, anche spiacevoli del soggetto,che costituiscono delle

deviazioni rispetto alla norma; per questo appaga, e al tempo stesso potenzia,il nostro insaziabile bisogno di curiosare, di spiare attraverso il buco della serratura la vita personale degli altri. Il pettegolo facendosi vedere come persona informata che possiede un‟informazione preziosa di cui nessuno e a conoscenza provoca in lui, come una sorta di autoammirazione. Il pettegolo e il destinatario godono insieme, e provoca il loro un senso di complicità, di vicinanza e di divertimento. Spesso c‟è un‟emozione all‟origine del pettegolo:l’invidia. L‟invidioso prova per l‟invidiato un sentimento di malanimo generato dall‟esito di un confronto di potere in cui constata di aver meno potere di lui rispetto a uno scopo. Nasce tra chi si conosce, ma soprattutto tra chi ha scopi e possibilità simili. E il pettegolezzo è una delle azioni aggressive attuate dall‟invidioso. Gli scopi dello spettegolare sono: minare la reputazione di qualcuno, divertirsi a lle s pa lle dell‟altro,sentirsi superiori e spettegolare per mostrarsi persona informata. Invece le funzioni che ha il

pettegolezzo sono: le funzioni sociali: cioè esercitata sui membri della società; funzione fatica: quando si spettegola sol per stare insieme e per il piacere di parlare; funzione cognitiva: l‟individuo ha bisogno da mantenere un livello di stimolo cognitivo al di sotto di questa soglia si annoia. Oltre la modalità verbale si può spettegolare in modo gestuale, corporeo, altri indicatori verbali come: “ prometti che non lo dirai a nessuno?” “parla a voce bassa!”,” mi raccomando non dirlo a nessuno!..”Molti considerano il pettegolezzo una confidenza che rileva segreti nascosti. Per concludere ci potremmo chiedere se il pettegolezzo sia un arte praticata solo dalle donne, ma una ricerca empirica ha dimostrato che gli uomini, pur avendo meno rapporti interpersonali delle donne, in proporzione sono più portati al pettegolezzo. Secondo questa ricerca le chiacchiere hanno importanza psicologica ma si può trarre anche la conclusione: che solo le donne siano pettegole è una chiacchiera infondata!


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CULTURA il caffè con... www.cagnanovarano.org GMG:|un migliaio di giovani a Cagnano da tutta la diocesi

Il comico di origine cagnanese Di EMANUELE SANZONE

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silarante, effervescente, coinvolgente… come definire il comico di origine garganica Nando Timoteo? Per farsi un‟idea del personaggio di cui sto parlando basta andare su Youtube e cercare i suoi divertentissimi video tratti da spettacoli e trasmissioni di successo. Nando Timoteo, al secolo Fernando Zimotti, è nato a Cagnano Varano trentotto anni fa. “Sono nato a Cagnano ma non ho mai vissuto in paese” spiega Nando “ A 8 mesi ero già a Milano, e venivo a Cagnano solo d‟estate. Di ogni vacanza ricordo la classica domanda a cchià si figghj? Odiavo la trafila di amici, parenti, amici degli amici, amici dei parenti, parenti dei parenti e soprattutto i baci di quelli più vecchi anche perché si sa che al Sud a cinquant‟anni la gente era già incartapecorita. Certo, erano tutte persone semplici ma ogni volta che le dovevi salutare ti ricordavano l‟albero genealogico.” Ma dove nasce la sua vocazione per il mondo comico? “Com‟è partita? Ho semplicemente coltivato la mia pirlettitudine! Io già a casa mia intrattenevo suonando la batteria (ho seguito dei corsi conservatori ali) e suono (parola grossa!)

che sbanca in tv e in radio

anche un po‟ il piano e la chitarra. La svolta è avvenuta lavorando per un villaggio turistico. Nel 1996 quindi il debutto a „La Corte dei Miracoli‟, nel 2000 ho iniziato a lavorare per la televisione a Colorado Café Live tra il 2004 e il 2006 e a Zelig nel 2008”. E‟ stato uno dei protagonisti, nonché autore, della sit-com “Tisana Bum Bum” andato in onda su Rai 2. Nel 2003 partecipa al Festival Nazionale del Cabaret a Torino , arriva 3° classificato e vince il Premio del Pubblico. “Nel 2009 e nel 2010 sono stato protagonista di Central Station, uno show comico prodotto e trasmesso dal canale satellitare Comedy Central.” Insomma, un crescente successo in più campi. Nando spiega la sua poetica artistica : “La comicità è una complessa forma che varia dalla satira alla politica sociale, è un modo di vivere! Per il primo spettacolo mi sono ispirato alla vita di un bambin o cre-

sciuto da padre cagnanese e madre apricenese, cresciuto al Nord con il dialetto del Sud. Proprio sui paradossi baso i miei sketch: non condivido chi si arroga certe crociate. Certo, l‟impegno civile ci deve essere e non solo da parte dei comici, ma io preferisco la denuncia all‟inculcare le mie idee allo spettatore. Ad esempio quando scoppiò il caso Marrazzo io mi limitai a commentare „Ma a uno che si chiama Marrazzo, cosa gli può piacere!?‟”. Ma cosa vede nel futuro prossimo il comico cagnanese? “Il mio prossimo obiettivo? Estinguere il mut u o (afferma ridendo)! Scherzi a parte ieri ho iniziato a scrivere un libro da c u i


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Il caffè con… Nando Timoteo trarrò anche uno spettacolo, intitolato One Man S h o c (naturalmente da i n t e n d e r e “sciocco”) e ora sono impegnato su Radio Italia con Savi e Montieri nella trasmissione „Buone Nuove‟ dalle 7 alle 9, in cui interpreto un giovane appassionato di Facebook prendendo in giro i gruppi, le pagine, i link. Di One Man posso solo anticiparti che sarà uno show che avrà luogo in teatro e locali grandi. Quest‟estate sono stato impegnato dal 15 luglio al 15 agosto e al Festival di Puglia e di Basilicata. Ho un progetto in tv di cui non parlo per scaramanzia ma il teatro, la scrittura e la regia restano le mie più grandi passioni. Non amo il cinema, ho girato „Eccezzziunale Veramente Capitolo 2 „e „2061‟ con Diego Abatantuono solo perché lui me lo ha chiesto.” E a quanto pare Nando ha successo proprio perché piace: “Conserva in te quell'Amore, quella grazia, quella bellezza, quel sorriso che sanno rendere unico ogni tuo gesto.Conservalo per tutti gli anni a venire... tu che hai il sorriso della vita. Auguri Nando” gli ha scritto un‟ammiratrice su Facebook. Nando ha ricevuto anche numerosi riconoscimenti: Nel

Ancora Nando Timoteo e, a sinistra, con Rossella Brescia a „Colorado Cafè‟

2004 al Festival Cabaret Emergen- mano al “Premio TROISI” IX Edite XI Edizione presso il Teatro zione è stato ritenuto il più bravo Storchi di M o d e n a sia dalla giuria popolare che dalla e si è aggiudicato anche il primo giu ria tecn ica, presiedu ta premio e il premio della critica, dall‟attore comico Carlo Bucirosconferito dal mensile Carnet, e so. quindi il diritto di rappresentare il festival modenese alle rassegne di Nando Timoteo si è conquistato il Grottamare ed Alba Adriatica. A prestigioso Premio Troisi sul palCagliari al “Premio Crepapelle” VII coscenico dell‟Arena Raffaele ViEdizione è prevalso sia per simpa- viani di Villa Bruno, nella serata tia che per bravura. La giuria l‟ha condotta da Federica Panicucci. giudicato “il migliore” delle due serate, mentre il pubblico cagliaritano l‟ha voluto premiare per le risate con il premio speciale “Su scracalliu”. Grazie alla vittoria ottiene il diritto a partecipare PER APPROFONDIRE: al “Bravo Grazie” presso il casinò de la Vallée di Saint www.nandotimoteo.it Vincent. A San Giorgio a Cre- www.myspace.com/nandotimoteo


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Il gruppo che ha vinto il Cagnano Living Festival si racconta prima di partire alla conquista della Liguria Di GIUSEPPE MIUCCI— EMANUELE SANZONE

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gruppo di ragazzi s‟incontra e, appassionati di musica, iniziano a seguire un sogno. Nel 2006 registrano il loro primo demo: Fairy‟s sound. Il gruppo suona tre brani indierock in inglese. Il demo verrà pubblicizzato tramite dirette radiofoniche, articoli su quotidiani locali e un‟intensa attività live. Nel febbraio del 2007 registrano il loro primo pezzo in italiano: Le maschere che porto. Nel mese di aprile sullo stesso brano viene prodotto un videoclip musicale con la regia di Alessandro Caldarola e Chiara Magrone disponibile su Youtube. Nell‟ottobre del 2009 lavorano a un progetto teatrale ambizioso: cercare di esprimere il loro modo di vedere le relazioni personali, il modo di approcciarsi al mondo tramite i principali mezzi artistici : la musica, la danza, il cinema, la poesia. E poi la fatidica sera del 3 agosto, quando a Cagnano in una Piazza Giannone gremita di gente si esibiscono- dopo essersi esibiti a Ischitella- conquistando il pubblico, la giuria tecnica e alla fine della serata vengono proclamati vincitori. Sono i Broken Cords, un gruppo proveniente da Terlizzi che con "L‟incontro" ha vinto il Cagnano Living Festival 2010. Eppure non è il primo concorso che vincono. Nel 2009 hanno vinto il “Krimisas‟s got talent” – Cirò Marina e a Terlizzi il concorso “Teatro e Musica – Teatro minimo” . State componendo dei nuovi brani... chi è che li compone di solito? E a cosa v’ispirate? «Tutti insieme come sempre! Non ci ispiriamo a un artista particolare an-

che perché ogni membro ha gusti differenti. » Esperienze personali, libri, film... «Sì però non ne facciamo un punto di riferimento». L'incontro è una canzone dal tema sensuale - amoroso, L'attore è più esistenziale... scegliete anche altri temi? «I brani parlano di quello che sono anche le relazioni con altre persone eccezion fatta per Cbcr che parla di ragazzine poco di buono (ridendo). » Quindi come si pone l'individuo con gli altri sostanzialmente o viceversa. «O comunque come vive e si rapporta nel mondo... ». Avete mai pensato a temi sociali nelle vostre canzoni? «Beh Folle Volo è di tema sociale, per chi si rispecchia ovviamente! E‟ un testo davvero attuale...» Un verso di questa canzone recita: "Vedo tutti questi ubriachi di abitudine‖. «Il modo che abbiamo di allontanarci da qualcosa che ci segue incessantemente e con la quale non andiamo d'accordo». E le nuove canzoni ripercorrono sempre questi temi? «Le nuove canzoni parlano di viaggi, stagioni magiche, dell'ignoranza, di sguardi e tutto quello che provoca un legame forte tra i pensieri e le sensazioni che sono sicuramente differenti. » Dove si potranno ascoltare le nuove canzoni? «Dal vivo per ora! » Come si chiama il vostro nuovo EP? Quando uscirà?

«Troveremo il nome quando finiremo di arrangiare i brani. Speriamo esca per il prossimo inverno. Per ora continuiamo a lavorare con Folle volo! Conterrà tra i tre e i cinque brani. » Genova, 21 ottobre 2010: i Broken Cords alla conquista della Liguria, giusto? «Il 21 ottobre cercheremo di conquistare la Liguria per poi atterrare in Emilia il 22 alla "presa di Bologna" per Radio Città Fujiko. » Non vi fermate mai! «L'emergere è una lotta nella musica. E‟ brutto da dire ma gli investimenti, i sacrifici e le delusioni nella musica emergente sono gli ingredienti principali per voler e poter avanzare e andare sempre più in alto! » Ma con tutte queste date trovate anche tempo per voi stessi? «Bella domanda! Le date sono anch‟esse tempo per noi stessi. Sono comunque tasselli che compongono una costruzione della nostra vita professionale che è importante tanto quanto quella privata. » Che rapporto avete col vostro pubblico? «E‟ una domanda da rivolgere al contrario...» Ok! Che rapporto il pubblico ha con voi? «E‟ una domanda da fare al pubblico! (ridendo) » Mettiamola così: voi cosa percepite dal pubblico? « (ridendo) Il pubblico apprezza, a quanto sembra, ma c'è bisogno di più esperienza e più concerti, più visibilità e pubblicità per capire realmente se rimane qualcosa. Del pubblico che conosciamo, sappiamo che le nostre canzoni hanno un riscontro nelle loro


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«Sì, ovviamente sono antitetici. E‟ proprio questo il problema...Ma bisogna tenere anche conto del fatto che ragionando su qualcosa cui non avevi mai fatto caso, può scaturire un'emozione, e pian piano inizi a dare peso e importanza anche ai messaggi più sottili e nascosti ed ecco che finalmente la musica diventa cultura. Cultura nel senso "letterale" come ricerca , conoscenza e curiosità! »

piacere di farlo. Col fatto che molti vedono la musica come una passione si è perso un po‟ di vista il sudore che viene gettato per comporre belle canzoni. »

Sopra: i Broken Cords. A lato la premiazione del Living Festival

teste, e alcuni riescono anche a rifletterci. Quelli che non conosciamo…Beh è difficile saperlo ... ovviamente tutti speriamo di poter stimolare una qualsiasi emozione a una qualsiasi persona. » Che poi è l'obiettivo finale di tutti gli artisti, no? «Non sempre lo è stato…. Ad esempio il Bebop era uno stile inconfondibile poiché i musicisti suonavano e componevano per il loro piacere personale ed erano dei rivoluzionari e dei contestatori della musica composta per il piacere del pubblico» Però bisogna riconoscere che l'arte in generale nasce come mezzo di comunicazione, di trasmissione di emozioni… «Certo, ma la comunicazione negli ultimi anni si basa su dei concetti troppo elementari . La gente dovrebbe anche arrivarci pensando e non avendo tutto servito su un piatto d'argento. Scrivere una canzone che teoricamente ha inizio , racconto e lieto fine è troppo facile. Cerchiamo di spronare la gente a ragionare e ad arrivarci da sola alle sensazioni .» Ma emozione e ragione non sono due concetti antitetici?

Avete condiviso il palco con grandi artisti come Vergassola, Britti, Nicolae, Municipale Balcanica (esibitisi al vicino Carpino Folk Festival)... Che emozioni, ricordi, aneddoti avete? «Con la Municipale dopo l'ultimo concerto insieme al non stop terlizzese si è creata la giusta "affinità" ed equilibrio fra amicizia e professionalità con Goran Kuzminac (anche se lui fa parte di generazioni passate , quindi per noi rimane un "padrino"). Gli Almamegretta non abbiamo avuto modo di avvicinarli e/o di avvicinarci! » Sicuramente va fatta una differenza tra gli artisti avidi di successo e soldi e quelli che lo fanno per passione «Attenzione! La musica deve portare comunque a un equilibrio generale. E‟ giusto che un musicista sia premiato e pagato ed è giusto che lo faccia per il

In pratica l'equilibro sta nel giusto compenso accompagnato alla passione. C'è stata almeno una volta in cui vi è venuta voglia di dire 'molliamo tutto'? «No. Difficoltà sì, ma mollare tutto è esagerato siamo ancora all'inizio (sorridono)» Proprio perché siete all'inizio, siete giovani... avete un piano B? Cioè se - facciamo le corna- sul lato musicale vi arrestate, vi state impegnando su altri fronti? «Ovviamente sì...Ci sono alcuni che da grandi faranno i musicisti e poi altri hanno intrapreso strade e carriere diverse , sempre, però, cercando e volendo riuscire nel mondo musicale. » Speriamo di riascoltarvi presto!

PER APPROFONDIRE: myspace.com/brokencords www.cagnanolivingfestival.com


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“Da venti anni la mia vita dedicata all‟arte” Di MARTINA SOLLECITO– E.S .

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Cagnano , troviamo un ottimo artista per passione, Domenico Columpsi. Domenico a quarantacinque anni vanta numerose partecipazioni a premi e concorsi. “Ho iniziato in Svizzera 20 anni fa per diletto, ma la passione l‟ho avuta fin da piccolo. Ho partecipato a numerose mostre, dove sono stato premiato da molti personaggi di rilievo come a Foggia dall‟allora presidente della Provincia Stallone, i critici d‟arte Gerard Argelier e Francesco Chetta. Ha ricevuto molti inviti a Firenze, Riccione, Nizza, Lecce, Otranto, Cannes, Ginevra… ma anche molte recensioni, come quella fatta dalla scrittrice e critica d‟arte Mariarosaria Belgiovine che ha scritto “l’intensità d’espressione per sottolineare la sua bravura nell’identificare il soggetto emotivo con immediate visioni intimiste”. Domenico ha partecipato a numerose iniziative a sfondo pittorico: a Foggia, il 20 luglio 2003 a “ La Vela D‟oro”, a Nizza il 27 settembre 2003 a “ Mostre d‟arte internazionali”; ha partecipato il 16 febbraio 2003 alla VII edizione del Concorso intitolato a San Valentino; a Manfredonia il 21 agosto 2005 ha partecipato al “ Trofeo Diomedes”; a Roma il 30 maggio 2003 dal Senato Acca-

D. Columpsi, L’Apocalisse dei Poveri, olio su tela demico ha avuto l‟attestato “Colosseo D‟oro”; ha vinto il primo premio migliore tecnica a Riccione il 24 maggio 2003 al “Gran Premio Dell‟Adriatico”, a Cesenatico il 20 luglio 2009 ha avuto il “Diploma d‟onore per la costante presenza nel campo artistico” e a Barletta dal 2 al 10 ottobre 2004 ha partecipato al concorso internazionale De Nittis, che in memoria dello storico artista pugliese, raccoglie artisti provenienti da tutta Europa. Lo scorso 16 luglio ha ufficialmente sfatato il mito del nemo propheta in patria facendosi conoscere e apprezzare in una mostra tenuta in occasione della Madonna del Carmi-

ne a Palazzo di Città. Vari i temi trattati: dall‟attualità alla religiosità, dai paesaggi ai ritratti umani. “L’Apocalisse dei poveri “ rappresenta un bambino che urla al cielo implorando misericordia al Creatore. Vestito solo di una canottiera, il suo volto teso ci indica tutta la disperazione di una povera vita umana che ha perso tutto, probabilmente anche la famiglia. Sullo sfondo i resti di un villaggio disastrato. L‟opera è, infatti, è ispirata al terremoto che ha colpito il piccolo stato dell‟America Centrale alle ventuno e cinquantatré del 12 gennaio scorso e di cui non si sa ancora di


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L‟arte di Domenico Columpsi

preciso la stima dei danni né il numero complessivo di vittime. Il rapporto figura-sfondo è dato dal contrasto tra colori caldi e colori freddi che mette così in risalto dapprima il soggetto centrale e poi il villaggio; la tridimensionalità è data dal gioco delle ombre che mette in risalto la plasticità della figura umana e delle abitazioni: il tutto con un punto di vista frontale del pittore rispetto alla scena. Il contrasto tra i colori caldi dello sfondo e i colori freddi delle figure crea un senso di dinamismo dato dall‟associazione dei colori freddi a freddezza e contrazione. Il giallo dello sfondo, inoltre contribuisce alla lettura della scena indicando la direzione della luce, presumibilmente del sole, associata al Divino verso cui si rivolge il bambino. L‟occhio dell‟osservatore è portato a guardare in due direzioni: infatti, lo scheletro compositivo dell‟opera ci porta a osservare il

quadro dal basso verso l‟alto attraverso le braccia del bambino aperte verso l‟altro, mentre le pennellate dello sfondo ci indicano sia la direzione della luce, sia la direzione dell‟urlo disperato del ragazzo. La tecnica utilizzata per quest‟olio su tela è la pittura alla prima, Il termine fu introdotto nel sedicesimo secolo in contrasto con disegno " Alla Prima", che letteralmente significa disegno primario o iniziale. Da un punto di vista stretto metodico, "disegno Alla Prima" si riferisce a un disegno preliminare utilizzato come base della pittura. Tali disegni preliminari sono stati usati già nei tempi antichi. Essi sono stati spesso eseguiti a carboncino, matita o penna e qualche volta copiato dalla carta a un vaso, pannello di legno, tela, o muro su cui si va a dipingere. D'altra parte, "pittura Alla Prima”, si riferisce alla pittura diretta che non si basa su tale disegno preliminare. Secondo il Vasari, il fautore di questa innovazione è stato il pittore rinascimentale Giorgione.

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SCHIAMAZZI magazine|| 15 15 SCHIAMAZZI MAGAZINE anno VII, n. 5 |Settembre-Ottobre 2010 A cura dell’Associazione Schiamazzi, associazione conferita del Premio Giulio Ricci 2009 per l’impegno sul territorio REDAZIONE: Via Orti 5 –71010 CAGNANO V. (FG) c/o Studio Sanzone TEL/SMS: 327.007.2006 FAX:0884.8326 MAIL:schiamazzi@tiscali.it DIR. RESP. Matteo Palumbo IN REDAZIONE Antonio Cristiano Caccavelli, Federica Carbonelli, Iolanda Carbonelli, Michele Cicilano, Caterina Di Biase , Giovanni Di Fiore , Giuseppe Miucci, Emanuele Sanzone , Martina Sollecito, Alessandro Stefania COLLABORATORI ESTERNI Francesco Curatolo, Adriana Russi , Grazia Ventrella , Santino Basanisi ABBONARSI A “SCHIAMAZZI”: Annuale (€ 10) Extraurbano (€ 15) Sconto studenti 50 % (€ 5) ostenitore (€ 25) PUBBLICITA‟ 1 Modulo (35x60mm) : 5€ ad uscita. SCHIAMAZZI aderisce a:

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ComitatoTutela del Mare del Gargano

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Schiamazzi Magazine -numero di ottobre 2010