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AGENDA IMPRESE 12 proposte su fisco, credito e investimenti 1. Dimezzamento dell’Irap sulle imprese, partendo dal monte salari 2. Rafforzamento del credito di imposta per ricerca e innovazioni di prodotto e di processo; misure per un suo efficace utilizzo. 3.Salari e produttività. 4. Riproposizione della Legge Sabatini su base nazionale. 5. Ridefinizione dei settori energivori che beneficiano di prezzi agevolati dell’energia 6.Misure per lo sviluppo delle Reti di impresa. 7. Estensione deduzioni IRPEF per ristrutturazioni, inclusione di arredi e mobili; estensione deduzioni per riqualificazioni energetiche. 8. 30 miliardi alle imprese creditrici verso la pubblica amministrazione. 9.Credito e finanza: sviluppo del credito e della finanza di medio-lungo termine attraverso la costituzione di private equity funds e credit funds. 10. Infrastrutture. 11. Un contesto più competitivo e trasparente: liberalizzazioni, semplificazione e trasparenza della pubblica amministrazione. 12. Export e internazionalizzazione. Per riportare l’Italia su un sentiero di crescita è necessario dare un forte impulso al sistema produttivo e alla competitività dell’industria manifatturiera italiana. Scelta Civica propone un incisivo piano per le imprese che si articola in dodici punti. Il piano è coerente con quanto già previsto nel programma macroeconomico di Con Monti per L’Italia presentato nei giorni scorsi, ma declina nello specifico alcune delle misure previste in quel piano a livello aggregato e generale. Come spiegato nel programma macroeconomico, le risorse verrebbero dalla riduzione della spesa pubblica corrente primaria di quattro punti rispetto al prodotto interno lordo nel corso della legislatura; per quel che riguarda il punto 8, le risorse verranno dal piano di dismissioni dei beni dello Stato.


1) Dimezzamento dell’ Irap sulle imprese, partendo dal monte salari. Proponiamo una progressiva ma drastica riduzione dell’Irap nell’arco della legislatura. La decurtazione ridurrà il gettito Irap di circa 11,2 miliardi durante l’arco della legislatura; si tratterà quindi in pratica di un dimezzamento del peso Irap sul settore privato. Partiremo dall’eliminazione del monte salari dalla base imponibile Irap, rimuovendo un ostacolo importante alle assunzioni e alla crescita delle imprese. Priorità sarà data alle piccole e medie imprese e alle imprese che assumono giovani sotto i 30 anni. 2) Rafforzamento del credito di imposta per ricerca e innovazioni di prodotto e di processo; misure per un suo efficace utilizzo. Rafforzeremo e renderemo strutturale il credito d’imposta per ricerca e innovazioni di prodotto e di processo, con l’obiettivo di stanziare 470 milioni già nel 2013 e ulteriori 800 milioni nel 2014. Il credito di imposta verrà poi rinnovato negli anni successivi della legislatura. Prevediamo inoltre misure per rendere il credito di imposta più efficace: i) l’inclusione di alcune voci di spesa strettamente connesse alle attività di ricerca (come i costi per i brevetti e, nel settore tessile, abbigliamento e calzaturiero, le spese per la realizzazione di prototipi e campionari); ii) un accantonamento in percentuale dello stanziamento annuo previsto per il credito di imposta a favore delle piccole e medie imprese innovative che maggiormente investono in R&S. Tali imprese verranno definite come quelle che impieghino almeno il 30% del personale in attività di ricerca e innovazione e investano almeno il 30% del proprio giro di affari (riferito al fatturato e/o costi operativi) in tale attività; l’allocazione dello stanziamento favorirà inoltre settori più innovativi, definiti secondo la classificazione ATECO; iii) al fine di evitare sprechi nell’utilizzo del credito di imposta, prevediamo la possibilità di controlli ex post a campione come strumento di verifica e monitoraggio. 3) Salari e produttività. Intendiamo rinnovare anche oltre il 2014 le misure per favorire il decentramento della contrattazione del lavoro, rendendo stabile la dotazione finanziaria per la defiscalizzazione decisa per il 2013. Il sistema degli incentivi dovrà essere specificatamente indirizzato a intese dirette a migliorare in modo verificabile la produttività e a ridurre il costo unitario del lavoro 4) Intendiamo riproporre la Legge Sabatini su base nazionale per rilanciare gli investimenti in macchinari. Fornendo un contributo in conto interessi per l’acquisto di macchinari produttivi, la legge Sabatini offre un supporto significativo alle imprese. Il pivot finanziario della nuova Sabatini potrebbe essere la Cassa Depositi e Prestiti.

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5) Ridefinizione dei settori energivori che beneficiano di prezzi agevolati dell’energia, utilizzando come criterio non più solo il consumo assoluto di energia bensì anche quello dell’intensità d’uso della stessa. Ciò consentirà di far rientrare tra i settori energivori anche il tessile, finora considerato non energivoro e perciò penalizzato nella competizione internazionale da alti costi energetici. 6) Misure per lo sviluppo delle Reti di impresa. Le reti di impresa sono uno strumento essenziale per lo sviluppo e la competitività delle PMI italiane nel mondo. Le reti consentono di mettere in comune know-how e competenze, di scambiare prestazioni, creare filiere produttive, effettuare investimenti strategici in innovazione, superando i limiti derivanti dalla dimensione d’impresa. Proponiamo due misure specifiche per dare impulso alle reti di impresa: i) estensione anche all’IRAP dell’agevolazione fiscale consistente nella sospensione d’imposta degli utili d’esercizio destinati al fondo patrimoniale comune; ii) introduzione di forme di deducibilità dall’Irap degli oneri associati all’utilizzo di forme di finanziamento innovative comuni alle reti come ad esempio i “bond di rete”. 7) Estensione deduzioni IRPEF per le ristrutturazioni, con l’inclusione di arredi e mobili; estensione deduzioni per riqualificazioni energetiche. Al fine anche di favorire una ripresa dell’edilizia, proponiamo di estendere fino a giugno 2015 le deduzioni per ristrutturazioni, includendo anche le spese per arredi e per mobili. Estenderemo inoltre almeno fino a dicembre 2014 le deduzioni per riqualificazioni energetiche. 8) Prevediamo di accelerare lo smaltimento dello stock di debiti della pubblica amministrazione verso imprese fornitrici per un ammontare non inferiore a 30 miliardi nel corso della legislatura. Le risorse verranno dal nostro piano di dismissione progressiva di beni immobili e mobili dello Stato per 130 miliardi. Ciò avverrà principalmente tramite la costituzione di un veicolo ad hoc con il contributo della Cassa Depositi e Prestiti nel quale far confluire i beni in dismissione. Inoltre ci faremo promotori di un'azione a tutela delle imprese creditrici che consisterà nell’accertamento in tempi rapidi dei debiti contratti dalle amministrazioni pubbliche e del valore effettivo dei beni immobili che possono essere dismessi. Ciò implicherà apposite azioni di attento monitoraggio. 9) Credito e finanza. Intendiamo promuovere lo sviluppo del credito e della finanza di medio-lungo termine agevolando la costituzione di private equity funds e credit funds. Ciò consentirà alle PMI di ottenere finanziamenti per investimenti di medio-lungo termine che puntino all’incremento delle dimensioni e della produttività, all’internazionalizzazione e ai processi di innovazione

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Il Decreto Sviluppo del governo Monti ha introdotto strumenti finanziari utili come i “mini corporate bonds”. Tuttavia le dimensioni delle PMI sono spesso troppo limitate per rendere appetibile l’acquisto di questi strumenti da parte dei principali investitori, quali gli investitori istituzionali. La creazione di fondi di private equity e fondi di credito (credit funds) può risolvere questo problema. Prevediamo quindi forti incentivi agli investitori istituzionali italiani perché investano nei fondi di private equity e nei credit funds; prevediamo anche l’ampliamento del mandato del Fondo Italiano di Investimenti e della Cassa Depositi e Prestiti affinché possano agire da pietre angolari per la costituzione di questi nuovi fondi, in virtuose partnership tra pubblico e privato sulla falsariga della “Business Finance Partnership” attuata nel Regno Unito; proponiamo inoltre la semplificazione delle procedure di istituzione dei fondi. Al fine di favorire invece la nascita di start-up, e per il potenziamento delle reti di incubatori, prevediamo incentivi alla creazione di reti di “business angels”. Sempre in tema di start-up, proponiamo di emendare le norme del Decreto Sviluppo in modo da estendere i loro benefici anche a imprese in cui la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto siano in capo a società di capitale di rischio (venture capital). 10)

Infrastrutture. Negli ultimi 10 anni le risorse stanziate per gli investimenti pubblici si sono dimezzate, calando dai circa 60 miliardi di euro nel 2003 ai 30 miliardi stimati per il 2012. Il crollo degli investimenti pubblici ha comportato un costo pesante per le imprese italiane in termini di carenza e di scarsa qualità di infrastrutture sul territorio, vitali per la loro attività produttiva. Intendiamo invertire questa tendenza, attuando un incremento progressivo ma costante delle risorse stanziate per investimenti pubblici. Esso comporterebbe nell’arco della legislatura un aumento di investimenti pubblici di circa 14,5 miliardi di euro, ripartiti tra amministrazioni centrali e amministrazioni locali.

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Un contesto più competitivo e trasparente: liberalizzazioni, semplificazione, trasparenza della PA. i) Intendiamo proseguire il programma di apertura dei mercati dei prodotti e dei servizi mediante il ricorso periodico alla legge annuale sulla concorrenza, che consente di individuare le misure specifiche attraverso le quali aumentare l’efficienza dei nostri mercati. A questo fine è indispensabile far partire l’Autorità dei Trasporti e, più in generale, prevedere una legge quadro per rafforzare le Autorità indipendenti.

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ii) Occorre ridurre i tempi della giustizia civile, completando le azioni intraprese per rendere più efficace la macchina giudiziaria, anche attraverso la riorganizzazione territoriale dei tribunali e l’informatizzazione, e accelerando lo smaltimento dell’arretrato con una task force che coinvolga i Tribunali di appello e la Cassazione. Occorre inoltre rivedere la normativa sulla mediazione obbligatoria ed esaminare la possibilità di semplificazione dei procedimenti civili e delle impugnazioni. iii) Proseguiremo l’azione tesa alla semplificazione amministrativa, puntando alla riduzione delle autorizzazioni e degli adempimenti burocratici, mediante semplificazione organizzativa e gestione telematica dei servizi e delle attività. iv) L’attività produttiva delle imprese italiane e gli investimenti privati esteri sono non di rado ostacolati da una pubblica amministrazione poco trasparente e da fenomeni di corruzione. Nostri obiettivi primari sono quindi la trasparenza nella Pubblica Amministrazione e la tolleranza zero verso la corruzione. Prevediamo di rendere più stringente la disciplina contro la corruzione e di rafforzare l’operatività delle banche dati, dei codici di condotta e delle regole sulla trasparenza dello status finanziario dei funzionari della pubblica amministrazione esposti a conflitti d’interesse. 12) Export e internazionalizzazione. L’export e l’internazionalizzazione sono passaggi fondamentali per la crescita delle imprese. Rafforzeremo le attività di supporto finanziario alle imprese italiane esportatrici attraverso la creazione di una Export Bank che, rafforzando quanto previsto con il polo CDP-SACE-SIMEST, potrà fornire risorse e servizi finanziari nonché assicurazione commerciale a imprese italiane che esportino o effettuino operazioni di investimento all’estero. Inoltre, lavoreremo intensamente per accelerare le istruttorie per la concessione di risorse e servizi di assistenza alle imprese esportatrici. Ci proponiamo inoltre di rafforzare e razionalizzare la rete di agenzie dell’ICE nel mondo (incrementando il numero delle agenzie nei cosiddetti mercati di frontiera e chiudendone altre in Paesi esteri dove le PMI esportatrici non richiedono servizi e supporto). Interverremo inoltre per superare la frammentazione degli interventi statali per le attività promozionali all’estero, con una maggiore regia a livello centrale, rafforzando anche il ruolo della Cabina di regia per l’internazionalizzazione.

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