Page 1

Il primo world cafè dell’energia spazio alle idee degli studenti


Viviamo in una città: Prato1 Le città, pur occupando solo il 2% della superficie del pianeta, sono abitate dal 50% della popolazione mondiale e sono responsabili di circa l’80% delle emissioni di CO2. In Italia la dinamica demografica è tendenzialmente quella mondiale: il 23,4% della popolazione risiede su una superficie pari al 3,3% del territorio nazionale. …”Una città dovrebbe poter bilanciare in maniera sostenibile i bisogni sociali, economici e ambientali, ponendo al centro delle attività di pianificazione i bisogni dei cittadini e progettando lo sviluppo futuro tenendo ben presente che le risorse naturali non sono inesauribili”. “In Italia i Comuni che hanno installato almeno un impianto per le energie rinnovabili sul loro territorio sono circa 6000 …. Oltre 700 Comuni hanno già adottato linee guida e regolamenti per risparmiare energia, diminuire le emissioni inquinanti, recuperare acqua piovana e riciclare materiali da costruzione. Così è anche per i rifiuti. Ci sono in Italia 1280 Comuni che superano il 45% di raccolta differenziata,

1

2

Prato è la terza città per popolazione del centro Italia, la seconda della Toscana


concorrendo ad una mancata emissione in atmosfera di una quantità di CO2 pari al 6% dell’obiettivo che l’Italia si è assunta nel protocollo di Kyoto. Nonostante tutto questo, la qualità dell’aria nelle nostre città richiede un maggior impegno, compresa l’adozione di misure di mobilità sostenibile.”

“Nell’Unione Europea gli edifici sono responsabili del 40% del consumo globale di energia. L’efficienza energetica è prioritaria, il parco edilizio pubblico e privato nazionale è composto di molti edifici ormai datati o costruiti senza attenzione ai consumi, e la riqualificazione di questi edifici richiede l’attenzione, la partecipazione e la collaborazione di amministrazioni e cittadini.”

3


La necessità di agire Se l’ambiente non costituisce una preoccupazione condivisa a tutti i livelli, le regole europee ci richiedono una serie di obiettivi da raggiungere; gli obiettivi 20-20-20 sono così declinati in ogni stato membro tenendo conto delle sue potenzialità e delle condizioni di partenza. E’ il cosiddetto burden sharing2, per il quale gli obiettivi di riduzione dei consumi energetici e di sviluppo delle rinnovabili assegnati all’italia sono a loro volta suddivisi dalle regioni. La Dichiarazione sull’ambiente umano di Stoccolma contiene una certezza e un’esortazione: “La capacità del genere umano di migliorare l’ambiente aumenta di giorno in giorno. Sarà necessario che tutti, cittadini e collettività, imprese ed istituzioni ad ogni livello, assumano le loro responsabilità e si dividano i rispettivi compiti”.

2

4

Letteralmente: condivisione degli oneri


Azioni concrete delle Amministrazioni: la sfida del Patto dei Sindaci Nel 2009 l’Unione Europea ha approvato il pacchetto energia e clima, impegnandosi nel cosiddetto obiettivo “20-20-20” (il raggiungimento del 20% di energia da fonti rinnovabili, il miglioramento del 20% dell’efficienza e del risparmio energetico, e un abbattimento del 20% delle emissioni di anidride carbonica). Diverse centinaia di Città hanno già sottoscritto il Patto, impegnandosi ad andare oltre l’obiettivo del “20-20-20” . Un passo importante se si pensa che le azioni locali e la razionalizzazione della gestione energetica del patrimonio pubblico possono contribuire a ridurre le emissioni di gas serra per una quota pari al 15-20% dell’obiettivo nazionale.

5


Cosa può succedere anche nella nostra Provincia? Nel 2010 è stata emanata la nuova Direttiva Europea sull’Energy Performance of Buildings (Direttiva 2010/31/UE): vengono definite una serie di misure attraverso le quali entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano ad energia quasi zero e a partire dal 31 dicembre 2018 gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi siano ad energia quasi zero (dovranno produrre tanta energia quanta ne consumano secondo l’obiettivo “net zero Energy buildings”). Il settore pubblico è tenuto a dare il buon esempio in materia di efficienza energetica soprattutto in virtù del fatto che gli edifici pubblici rappresentano il 12% del parco edilizio europeo. La stima è che si possa arrivare ad un taglio di 200 mld di euro al 2020 sulla bolletta energetica dell’Europa. La misura dell’efficienza energetica Il contenimento energetico di un edificio è il risultato di tecnologie costruttive ed impiantistiche che limitano la dispersione e il consumo di energia. L’etichettatura energetica degli edifici è simile a quella degli elettrodomestici e degli apparati elettronici. Ci sono un colore e una lettera che spiegano a chi acquista l’edificio quanto questo sia efficiente, cioè quanta energia si consumi per riscaldarlo, raffreddarlo, illuminarlo ecc.. La classe A e il verde scuro sono la categoria con minor consumo energetico. Ma l’efficienza energetica ha molteplici facce: la mobilità casa-scuola e più in generale gli spostamenti quotidiani; la gestione ottimale degli spazi e delle funzioni; l’uso delle fonti energetiche rinnovabili in alternativa a quelle fossili, i comportamenti volti all’eliminazione di sprechi.

6


Azioni concrete dei cittadini Negli ultimi anni la consapevolezza dei cittadini rispetto alle tematiche ambientali è andata progressivamente rafforzandosi: non più solo una “passiva” presa di coscienza su tematiche quali l’inquinamento, il degrado del territorio e la scarsità di risorse, bensì anche azioni “positive e propositive” finalizzate ad attivare concreti percorsi di cambiamento verso la sostenibilità (GAS - Gruppi d’Acquisto Solidale, movimenti per una “decrescita serena”, azioni di car-pooling auto gestito, ecc..), e allo stesso tempo a sensibilizzare le amministrazioni pubbliche locali. È importante che i cittadini siano informati correttamente e dispongano degli strumenti necessari per comprendere il contesto in cui sono inseriti ed attivarsi per migliorarlo.

7


By Danilo Rizzuti

Parole d’ordine: partecipazione e sensibilizzazione! I cittadini non stanno a guardare A Vitoria-Gasteiz, città basca di 239 mila abitanti che nel 2012 ha conquistato il titolo di Città Verde Europea, i cittadini sono davvero i protagonisti dei cambiamenti e delle politiche verdi realizzate in città da amministratori lungimiranti e sensibili». Ne sono un esempio il quotidiano impegno nella raccolta differenziata, nella diminuzione del consumo di acqua domestica e la partecipazione attiva a incontri, corsi, programmi, seminari ecc sull’ambiente che si realizzano in città». “Quando c’è stato il cambiamento delle linee degli autobus, previsto nel piano di mobilità, più di un centinaio di volontari scesero in piazza per informare le persone dei cambiamenti e aiutarle a districarsi con le nuove tratte».

8


Esempi di buone pratiche volte ad incentivare il trasporto pubblico Comune di Brescia, My Bus - Il progetto ”Assaggia l’autobus” ha l’obiettivo di far provare gratuitamente per un mese il mezzo pubblico, per lo spostamento casa-lavoro, a chi non è solito utilizzarlo. L’impegno da parte del dipendente, che usufruisce dell’iniziativa, è quello di compilare un “diario di viaggio” giornaliero con osservazioni, impressioni e commenti che ritiene opportuno segnalare all’azienda che gestisce il TPL per migliorare il servizio. A tutti i dipendenti che hanno aderito all’iniziativa, al termine del mese di prova, è stata inviata una lettera di ringraziamento con una proposta commerciale unica e personale: 3 mesi di abbonamento al prezzo di 2, con uno sconto del 33%. Provincia di Asti, Progetto “Pendolare in Prova”. Il progetto prevede la proposta ai dipendenti automobilisti di provare per un mese a spostarsi con il mezzo pubblico. Il dipendente volontario riceve un abbonamento gratuito mensile e un piccolo benefit quotidiano.

By Digitalart

9


The World Cafè World Cafè è una metodologia di partecipazione nata in maniera casuale nel 1995, nel corso di un incontro di discussione tra gruppi interdisciplinari sui temi del capitale intellettuale. È una tecnica particolarmente indicata per l’emersione di nuove informazioni, nuove domande e questioni attraverso la discussione incrociata tra gruppi di persone con interessi diffusi circa il tema oggetto di discussione. Con il World Cafè si incoraggia la discussione all’interno di un ambiente tranquillo e familiare, proprio come quello di un Cafè, riunendo le persone in tavoli da 4-5 persone, e fornendo loro materiale (post it, fogli, penne, pennarelli colorati) tale da incentivare la produzione e connessione di idee: il ricreare un ambiente accogliente è funzionale infatti a far sì che le persone siano a proprio agio, parlino, ascoltino e si relazionino con maggiore tranquillità e creatività, rendendo visibile l’intelligenza collettiva del gruppo nel perseguimento di obiettivi comuni. La discussione si articola in tre sessioni, di circa 20/30 minuti l’una, ognuna delle quali ispirata da una domanda o tema-guida. Alla fine delle prime due sessioni, il “padrone di casa” (una persona per tavolo individuata all’inizio della giornata) rimane al tavolo, mentre gli altri si spostano nel ruolo di “ambasciatori di significato”. Chi si sposta porta con sé le idee, i temi e le domande nelle nuove conversazioni in cui si unisce. Il padrone di casa dà il benvenuto ai nuovi arrivati e condivide brevemente le idee principali, i temi e le domande della conversazione iniziale; incoraggia gli ospiti a collegare e connettere le idee che vengono dalle precedenti conversazioni ascoltando attentamente e sviluppando sui contributi di ciascuno. Attraverso il “movimento”, viene favorito lo scambio delle idee emerse nelle conversazioni precedenti. Dopo i tre turni di conversazione si inizia una discussione che coinvolge l’intero gruppo in plenaria per condividere gli aspetti emersi. In queste conversazioni, stile assemblea pubblica, si crea uno scambio, un confronto, una conoscenza collettiva e nuove possibilità per l’azione.

10


I temi-guida della discussione I temi o le domande affrontate nel corso delle singole sessioni indirizzano l’attenzione verso le questioni importanti relative ai temi dell’energia e della sostenibilità ambientale negli edifici scolastici: 1) Quali sono i principali problemi presenti, nella tua scuola e nel territorio pratese, nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale? 2) Sulla base dei problemi individuati, quali possibili azioni potrebbero essere attuate per migliorare l’efficienza energetica? 3) Fai la tua proposta! Realizza un programma d’azione per sviluppare le proposte più attuabili, individuando le azioni da percorrere e gli attori da coinvolgere Regole del gioco per i “padroni di casa” a) Accogliete le persone che siedono al vostro tavolo e spiegate brevemente cosa devono fare al momento dell’inizio della discussione b) Stimolate la discussione sulla base della domanda e dell’argomento, fate scrivere e scarabocchiare al tavolo c) Raccogliete e sintetizzate le idee, le critiche, le proposte e le intuizioni che emergono dal tavolo e scrivete in un foglio d) Restate al tavolo quando le altre persone si spostano e accogliete i nuovi arrivati, condividendo con loro le idee e le intuizioni chiave della conversazione precedente, così che gli altri possano riallacciarsi e sviluppare nuove idee e) Esponete agli altri partecipanti della giornata cosa è emerso dal tavolo, quindi leggete al pubblico le risposte ed intuizioni che avete appuntato sui fogli

11


In collaborazione con

Primo world Cafè dell'Energia  

Primo world Cafè dell'Energia - guida

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you