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– Ste, guarda che non c'è bisogno dell'editoriale. Abbiamo già i tre pezzi con le offese per tutti che introducono il numero – Non mi interessa. Fa l'editoriale o lascio i pezzi impaginati a cazzo. Trova un testo sul web e fa copia e incolla – Mi piace quando fai il Belpietro Eccoci qui riuniti per celebrare un'ultima volta il rito dello ScaricaBile, l'unica dottrina di fede che non vi costringe a credere a delle minchiate o a versare i soldi del vostro 8x1000. Come tutte le cose belle, anche noi ci avviamo alla conclusione. E' stato un vero spasso fare questa aspirante rivista. Abbiamo conosciuto tanta bella gente (malata) e siamo anche riusciti a rimanere invisibili ai radar degli “addetti ai lavori” (dovremmo vendere il brevetto all'aeronautica militare). La verità è che ScaricaBile è come la sorella mignotta che tutti fanno finta di non conoscere. Una che speriamo ve l'abbia fatta spassare in questi due anni. Dato che non mi viene in mente altro per riempire queste righe scritte sotto tortura, passo ai saluti e ai ringraziamenti. Un grazie di cuore a tutti i collaboratori, che ormai non possiamo più chiamare collaboratori ma amici.

Senza il loro contributo il pdf avrebbe avuto dieci pagine. Nove solo con le cagate di Ste, perché G. è quello che manda i pezzi in ritardo, MelissaP2 non è convinto del suo pezzo e Prefe sta ancora autografando tette dopo un concerto. Un grazie anche ai lettori. Non vi siete fatti vedere o sentire molto. Sappiamo che ci siete solo dal numero di iscritti della mailing list e dal numero dei download. Del video della Betty. Anche una mail con “Fate cagare! con stima, Uccio” sarebbe andata bene. Ma ok, l'internet è bello anche perché ti risparmia tutti i noiosi convenevoli dei contatti umani. I ringraziamenti sono finiti. Veniamo ai fanculo. Facciamo che per esclusione dei già nominati ci vanno tutti gli altri. Dato che molti ancora non l'hanno capito, lo ribadiamo: il pdf si chiude qui. Certo potrebbero esserci degli speciali, edizioni deluxe e telefonate anonime che parlano di bombe nascoste, ma come rivista su pdf ecco che finisce qua al numero 33 (esatto: numero non casuale. 33 come il numero di maglia di Legrottaglie). Noi invece pensiamo di non morire. Almeno non nel prossimo futuro, quindi ci si vede... Ps. non scappate dalla newsletter, continuate a visitare il blog, linkarci, diffonderci, maledirci. Giovanni, Stefano, Davide, Federico


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ari lettori di Scaricabile, vaffanculo.

Ve lo meritate. Ed è inutile che facciate gli scaltri in questo momento, convincendovi che sto scherzando. Vi odio. Non me ne frega un cazzo di dire "E' stato bello, speriamo di avervi divertiti", e altre leccaculate del genere. Nemmeno mi aveste mai pagato una zoccola. Scaricabile muore! Con chi me la devo prendere, eh!? L'editoria? Il mercato? L'11 Settembre? Gino e Michele? Serena Dandini? Il web? Questi li odiavo già prima dell'inizio dell'avventura Scaricabile, contavo sul loro aiuto per sfangare come sull'aiuto del Papa per allungarmi il pene. Quando il Bile è partito sembrava un ritrovo di frustrati che avrebbero diviso a mezzi il divano di uno psichiatra, pur di farsi ascoltare da qualcuno. Pian piano che procedeva però, la situazione cambiava: allo psichiatra servivano più divani, un assistente sociale e del Tavor. Proprio per questo abbiamo continuato. Abbiamo aperto le chiappe della libertà d'espressione al dildo artistico di qualsiasi tossico la cui unica capacità richiesta fosse saper mandare una mail; abbiamo pubblicato qualsiasi contenuto, scarso o raffinato, cazzate o stronzate, democraticamente, senza filtro, mischiando contributi di vario tipo e fregandocene della linea, dell'ordine, dell'impaginazione(dopo "Il Fatto Quotidiano" non esiste più un concetto come l'impaginazione), senza una volontà direttiva

ma solo con un unico obiettivo: sparare merda ai vostri vicini per piacere a voi. Abbiamo messo del porno, abbiamo messo altro porno, talvolta abbiamo dovuto aggiungere battute politiche ma sempre cercando di infilarci il porno per difendere la nostra dignità. Quattro risate e porno. Che cazzo volete di più? Eppure Scaricabile chiude. Allora ditelo che volete le battute di Crozza! Allora ditelo che vi piace la Gelmini che parla una finta asma in calabrese, ditelo!, che per ridere volete l'approvazione di Furio Colombo! E non me ne frega un cazzo se voi non siete così, che voi lo sapete che la satira in Italia è morta e che state dalla nostra parte. Con le attestazioni di stima ci raccolgo le cacche del coniglio, ok?! Dove sono le urla? Dove sono gli scioperi? Le manifestazioni in piazza? I paginoni su Repubblica? I post-it contro la chiusura del Bile? Non siete capaci nemmeno di fare numero per infiammare un caso mediatico che non serve a un cazzo. State lì, e ridete. Noi moriamo e voi aspettate che facciamo gli speciali, le trilogie e i cofanetti, eh?! Avete mai pensato al lavoro che abbiamo fatto gratis per voi, e che senza quel lavoro ora vi piacerebbe Max Paiella? Avete mai dedicato un pensiero ai quattro ideatori di questo progetto, che si sono sbattuti avanti e indietro tutto il santo giorno/ come le palle di un attore porno?(cit.) Avete mai pensato a sborsare un paio d'euro


per un numero del Bile? Certo che no! Merde! Quante volte avete pensato di comprarvi l'Iphone e quante volte di comprarvi il Bile?!? E non provate a fare gli indignati con me! Piuttosto abbiate il coraggio di dire che non ve ne frega un cazzo se il Bile muore, che pure voi c'avete i vostri problemi, che vi volete divertire e basta, che tutti vogliamo fare gli artisti ma tutti facciamo i camerieri, lavoriamo al callcenter, consegnamo le pizze e i più sfigati le tovaglie. Alla larga, il Bile non c'ha mercato perché Berlusconi c'ha le televisioni. Non è una battuta, è la verità. Il punto è: vi ci siete rassegnati? Ma poi, c'è qualcuno che legge Scaricabile, a parte quelli che ci scrivono? Si chiedeva un certo satirico alla fine di una certa trasmissione televisiva: c'è qualcuno là fuori? Io non spero di sì. Io non spero niente. Io penso solo che mi sono divertito, ma mi sono anche fatto il mazzo gratis, e la cosa che conta di più è che mi sono fatto il mazzo gratis. Ma mi sono anche divertito. E anche adesso, a sfogarmi a cazzo, mi sono divertito. Ciao, è stato bello, arrivederci, e vaffanculo.

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n po’ di Freud e un po’ di Bonan, cerco di spiegare cos’è la frustrazione del recensore. Com’è noto, il termine è stato introdotto da Sigmund Freud, il grande appassionati di orifizi e sigari che simboleggiano il pene, e sta a significare la situazione, oggettiva o soggettiva, che non consente di conseguire un soddisfacimento o raggiungere uno scopo. L’asino di Buridano, che morì per non aver saputo scegliere tra faticare tutta la vita e una vacanza in barca con Briatore, era un inappagato cronico, il prototipo della frustrazione.Per farla breve, mi hanno chiesto di recensire una rivista in pdf chiamata Scaricabile, curata da un branco di giovani d'oggi che si reputano divertenti. Illusi. L'unica risata che mi hanno strappato con questa loro rivista è stata sapere che il pdf si fermerà con il numero 33. Questa banda di depravati, pornografici e misogini dovrebbe imparare da chi al giorno d'oggi sa fare della vera satira: Checco Zalone.Dire che Zalone è "politicamente scorretto" è quasi una banalità, che non gli rende giustizia. È qualcosa di più: un’adorabile cattiveria gli permette di rivoltare come un guanto la naturale falsità dello showbiz. Altro che Flaviano Armentaro e le sue porcate (perché, permettetemi di dirlo, i suoi disegni sono solo porcate oscene e di pessimo gusto). Zalone invece è un pessimista divertente: quando mostra il premier nell’atto di sodomizzare gli italiani, colpisce non la sua audacia (molti credono che il giornalismo e la satira si fondino essenzialmente sul coraggio), ma l’intelligenza. Quelli di ScaricaBile invece pensano che per far ridere si possano anche evitare i giochi di parole. Illusi. Come insegna Lino Giustazzi, il ma...estro della satira italiana, "Una bella battuta contiene un'idea da bar, un luogo comune. E l'idea deve avere un'ovvietà di fondo, altrimenti la battuta è fasulla". Imparate, bestie!


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aro Telapinder-Q, il mio nome è Gerda, ti ricorderai di me per quella volta che ti ho detto che non è con le parole che uscirai da kuesta merda. Con questa citazione minacciosa impreziosita da una kappa di luttaziana fattura ti voglio dire che addossare le responsabilità dell’evidente fallimento del progetto ScaricaBile (nato per merito dei 4 personaggi meno presenti al suo interno e miseramente naufragato per colpa anche e soprattutto tua) è una soluzione allettante e piuttosto astuta, ma assolutamente non sufficiente ad impedirci di ricordare a te e al resto di quella ciurma di miserabili comunemente definita come “collaboratori” che sì, il pubblico ha le sue colpe, ma non è certo sottolineandolo che voi subalterni schiverete il petardo di merda che vi stiamo per lanciare contro. Cordialmente…

…Cari collaboratori, tutti e cento, care collaboratrici, tutte e due, la fine è giunta: la nostra croce è stata piantata e ci stiamo issando pronti a sventolare come un Gesù tutto pieno di umorismo per il tempo che ci rimane da trascorrere con voialtri stronzi, ossia il tempo necessario alla lettura di questa presumibilmente immensa ultima edizione di ScaricaBile. Dico presumibilmente perché sinora, e manca terribilmente poco alla data ultima di consegna, ci è arrivato solo qualche articolo che sfigurerebbe anche stampato sulla carta da culo del reparto di malattie gastrointestinali dell’ospedale di Chicago. Ma confido nella vostra decenza e conservo forte la speranza che ci abbiate fatto uno scherzo inviando pagine a caso dei diari delle vostre sorelline ritardate. (Qualora qualcuno fosse dotato realmente di una sorellina ritardata è pregato di non farle leggere questa introduzione) Sappilo, collaboratore di ScaricaBile, se stai pensando tra te e te “non sta mica parlando del mio pezzo, era divertente, l’hanno persino pubblicato”, probabilmente vi sbagliate entrambi.

Sono anni che assecondiamo i vostri infecondi tentativi di ritagliarvi un angolo di luce nel panorama della satira italiana, mentre personaggi che hanno scoperto Paint e Berlusconi da un anno riscuotono i plausi della critica, pubblicano su quotidiani a tiratura nazionale e probabilmente utilizzano finalmente le vostre donne. Abbiamo passato i migliori mesi della nostra vita nella correzione dei vostri file txt senza alcuna formattazione, abbiamo spostato manciate e manciate di segni di interpunzione vomitati a caso nei punti più improbabili, abbiamo disinnescato errori grammaticali in vignette con sette parole di numero senza nemmeno tirare in ballo le vostre mamme, che pure hanno avuto un ruolo attivo nella genesi delle vostre teste di cazzo; vi abbiamo rincorsi in ogni angolo del web perché inviaste i vostri “inediti” che poi trovavamo sistematicamente già pubblicati in questo o quell’altro blog da


quattro soldi; grazie alla vostra scarsa attenzione al rispetto delle scadenze abbiamo ritenuto di offendere nostro signore Gesù Cristo più e più volte in privato senza mai fare riferimento alla sua cagnezza in pubblico… e il risultato qual è? Che andiamo a fondo tutti assieme come l’Italia ai mondiali, con la differenza che undici ciccioni a caso dello ScaricaBile con quei rugbysti falliti che rispondevano al nome di Nuova Zelanda avrebbero vinto a mani basse. E con la Slovacchia avremmo lasciato giocare le riserve risparmiandoci per gli ottavi. Ora invece è finita, non avete più uno scopo che non comprenda l’uso di una mano, Youporn e un po’ di carta igienica. Ora che non saremo più qui a raccogliere il vostro veleno inscatolato in insulse vignette comunistoidi potete tranquillamente sollevare il mondo dalla vostra presenza e sparire come vere rockstar, prima che l’oblio vi colga e finiate a fare canzoni per le pubblicità di cellulari. (Non ti allarmare Vasco, non ce l’ho con te, per te il suicidio è definitivamente insufficiente). Avete idea di quanto potranno valere le vostre vignette quando sarete morti? Esattamente un cazzo di niente! Ma almeno non sarete lì a rodervi il fegato per questo. Un suicidio di massa sarebbe una soluzione con un certo appeal, e noi 4 fondatori potremmo incaricarci personalmente della supervisione al corretto svolgimento della vostra fine, per poi spiegare ai vostri cadaveri che, “ops, hanno deciso di pubblicarci, pagando profumatamente tutti quanti… ma suvvia, cosa sono quegli elettroencefalogrammi piatti? E’ un ottima notizia!” Quell’aria da spocchiosi frocetti sinistrorsi animati da un furore ideologico pari solo alla vostra capacità di inserire battute scontate sul cervello di un leghista all’interno di un pezzo comico rimarrà unicamente nelle foto delle vostre lapidi e nessuno si accorgerà della vostra dipartita, perché nessuna pagina mancante dello ScaricaBile ricorderà al mondo che un giorno avevate un’utilità. Rendetevene conto, vi stiamo offrendo la salvezza: sopravvivere alla scomparsa de la rivista per eccellenza sarebbe come svegliarsi un giorno e scoprire che non esiste più la figa (o il corrispettivo maschile, per le due autrici nonché uniche lettrici), con la differenza che soddisfarsi da soli con la satira è un’impresa durissima. Non aspettate quel momento. Estinguetevi. Penserete che siamo un po’ eccessivi, ma non

siete altro che inutili residuati dell’illuminismo della satira italiana, e questo momento storico finisce oggi, per cui fareste bene a seguire l’esempio di Melissa P2, che si è impiccata con un Joe Cole di parole. (Melissa P2, brutta bestia… ne abbiamo sempre parlato al femminile, ma pare sia un maschio dall’aspetto straordinariamente inquietante). Ora starete dicendo: sta solo cercando di mostrarci l’affetto che nutrono nei nostri confronti… lo so. Ma non è esattamente quello che pensa una donna innamorata mentre le nocche del marito alcolizzato si infrangono sui suoi zigomi? E non pensate “sì ok, sta copiando lo sketch di Bill Hicks che incita i pubblicitari al suicidio kambiando le parole giuste al posto giusto per aumentare l’entropia comica”, perché noi non copiamo, e se Il Fatto Quotidiano ci intervistasse potremmo dimostrarvelo o almeno potremmo credere di averlo fatto quando avremo solo peggiorato la nostra situazione coprendoci di ridicolo. Ma noi, a differenza del Dott. Fabbri, sappiamo quando è finita. Per cui addio, merde.


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caricaBile chiude. Era ora, mi verrebbe da dire. Perché, in fin dei conti, che cosa era ScaricaBile? Null'altro che un soffocante contenitore che impedisce a grandi autori di esprimersi liberamente solo per assecondare il gusto dei 4 falliti che ne decidono le sorti. “No, questo testo è troppo intelligente, non va bene”, “Dove sono le battute sull’altezza di Brunetta nel tuo pezzo? Aggiungile!” … La linea editoriale di Prefe e MelissaP2 è sempre la solita: picchiare su Gasparri e sulla sua stupidità (che è come fare a pugni con Stephen Hawkings), infilare qua e la battute sui preti pedofili che erano vecchie ai tempi di Carlo Magno, e selezionare le migliori brutte copie di Daniele Luttazzi, il che fa dei pezzi del Bile brutte copie di copie. (Come Lady Gaga rispetto a Madonna, per intenderci) E vogliamo parlare della procedura lavorativa? E’ presto detto: mandare tutto a Ste, che lo impagina a cazzo di cane. Avete notato che ogni volta che cambia una colonna compaiono maiuscole che non c'entrano una sega? Avete fatto caso a quanto è in grado di travisare il senso di un testo stuprandone la formattazione? E quando taglia per sbaglio la parte finale di un articolo e poi si rifiuta di correggere perché “e me so rotto li cojoni ormai ho già caricato su issu”? Il loro grande lavoro redazionale consiste perlopiù nel trovare modi sgarbati di rivolgersi al pubblico e a noi aiutanti, bullarsi di quella che definiscono la loro creazione e che invece funziona solo perché ne stanno in disparte, e ricordarsi di assecondare gli autori che cambiano nome tre o quattro volte nel corso della vita della rivista. Persino uno dei fondatori, da Mr.G a G… Che cazzo di cambiamento è? Come se io mi reinventassi abbandonando il nome Volpe per volpe . Ma parliamo ancora di Ste: mentre gli altri si leggono i pezzi sostenendo di aver bisogno di tempo per migliorarli, lui li ha già impaginati, e

quando li riceve corretti risponde cose tipo “e vaffanculo io non lo cambio, nun me rompete l cazzo so’ du giorni che sto a spaccarme il culo”. Molto professionale, no? E poi si lamentano della mancanza di tempo “uh wee, voi al venerdì sera scopate noi correggiamo i vostri congiuntivi sbagliati”, quando le scadenze le danno loro, nessuno di noi scopa e loro sono regolarmente gli ultimi a inviare materiale. Sino alla domenica mattina, se l’uscita è fissata al lunedì, non esiste alcun pezzo di Prefe (che poi risolve con un volgare copia incolla di un testo di Feltri intervallato da qualche insipida battuta altezzosa), di G. (ovvero “l’idea che Bonolis ha di uno scrittore satirico”) o di Melissa P2 (per la serie “come deludere le aspettative di chi da un nick ben congeniato si aspetta articoli almeno all’altezza”). E poi si domandano perché chiudono, quando dovrebbero chiedersi per che ragione abbiamo permesso loro di sopravvivere sinora. Anche perché, dai, tutti quei cazzo di pezzi scritti a cosa servono, quando si sa che la gente guarda solo le vignette? A riprova di questo, ora scriverò una serie di cose che non c'entrano un cazzo, che nessuno leggerà mai: il passato remoto di cuocere è cossi, cuocesti, cosse, cuocemmo, cuoceste, cossero; gli A-Ha sono impegnati nel loro Farewell Tour; sono le quattro e quarantuno dell'otto luglio; Francesco De Gregori è dal 1992 che fa cagare.


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opo Saramago, Lelio Luttazzi. Entrambi morti in concomitanza con l'uscita di ScaricaBILE. E' una fortuna che ci si fermi al numero 33. Anche perché dopo un maestro della letteratura e uno della musica, Monicelli cominciava a cagarsi addosso. A proposito, sapete come faccio a sopportare la chiusura di ScaricaBILE? Penso a Prefe immerso in una vasca da bagno con Ste e G. che gli pisciano addosso, MelissaP2 che gli caca in bocca e Betty Greco in completo sadomaso che li frusta tutti. Ma ora parliamo di porcate. Qualche anno fa le leggi ad personam si contavano sulla punta del pisello. Ero quasi contento perché grazie al governo Berlusconi avevo imparato un nuovo termine. Ora è diverso, ogni giorno c'è qualcuno che ha bisogno di una legge su misura ma soprattutto c'è sempre chi è pronto a metterci la firma. I maestri del Foro-anale devono aver peccato di presunzione passando ai ministeri ad personam, fallendo miseramente, un po' come quelli che provano per la prima volta l'asfissia autoerotica e restano appesi con un cappio al collo. E' di pochi giorni fa l'ultima trovata; se passasse la norma, inclusa nel disegno di legge sulla sicurezza stradale, gli ultraottantenni potranno guidare. Se ne deduce che Berlusconi vivrà ancora a lungo ma non potrà permettersi l'autista. E Berlusconi senza soldi è come Rocco Siffredi col cazzo di Sandro Bondi. Questi sono anche giorni di bavaglio e di tagli. I tagli alla cultura, alla scuola, alla scienza, sono bavagli. I due elementi sono decisamente affini e continuando in questa direzione mio figlio vorrà sapere perché non ho studiato per diventare Enrico Papi. E poco importa se la Gelmini annuncia un finanziamento di 18 milioni di euro per una missione italiana in

Antartide, mi fa solo pensare che non conosce RyanAir. Sul bavaglio in quanto decreto-legge sulle intercettazioni c'è poco da dire, va cestinato immediatamente. Il rischio che Repubblica continui con i "Lo sapete che…" è troppo grande. Certo, la sua entrata in vigore ridurrebbe di molto il numero di pagine dei libri di Travaglio, svolta ecologica non indifferente, ma a questo governo sta a cuore l'ambiente come a me sta a cuore la verginità anale di Gasparri. Nel contesto italico, così ovattato, dove non si riflette sulle parole ma su chi le professa, cosa potrebbe fare il capo dell'opposizione? Servirebbe a qualcosa uno sciopero della fame? O denudarsi in Parlamento indossando solo un bavaglio davanti alla bocca? Scuoterebbe qualche coscienza fare un pompino in diretta tv a Rosy Bindi? L'efficacia di queste iniziative è, ovviamente, tutta da provare. L'inefficacia di non auspicare l'avvento di un Chavèz per il post-Berlusconi, invece, è ormai certa. Bersani, forse, è troppo ingenuo. Ancora non ha imparato a considerare in anticipo le conseguenze delle sue affermazioni. E' talmente ingenuo che crederebbe alla verginità di sua madre.


Nella maggioranza c'è chi sostiene che alla manifestazione degli aquilani vi fossero degli infiltrati. Anche se il senatore Cossiga ha negato: "Sono tutti in servizio nell'Onda". Il Governo ha smentito che vi fosse un ordine di usare la forza contro i manifestanti. Il piano era di concentrarsi su Barbato.

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rotesta degli aquilani: Maroni annuncia un' inchiesta sulla manifestazione. Non sanno ancora quale agente devono promuovere.

L'intervento della polizia è stato necessario per tenere lontani i manifestanti da Palazzo Grazioli. Si stava discutendo dei primi fondi stanziati per l'Aquila. Il Governo finanzierà tutta la visita del Papa. (Il Papa all'Aquila: chi è senza casa è rimasto molto deluso. Si aspettava il cardinale Sepe)

Il Tg1 ha parlato a lungo delle foto di due ragazzi con la faccia insaguinata apparse sui giornali. Per il casting del prossimo Twilight. Eppure gli inquirenti dicono di aver trovato molotov in un bus dei manifestanti. Si tratta di 3 bottiglie identiche a quelle presenti nel frigo delle New Town. Che, una volta lasciate le abitazioni, dovranno essere riconsegnate alla Questura. E' ufficiale: se continueranno le proteste si svolgerà a L'Aquila anche un altro G8. Quello di Genova.


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l caso Brancher è ormai chiuso ma resta un interrogativo pesante. Perché il Presidente Napolitano ha accettato come ministro un uomo sotto processo per poi intervenire contro la sua decisione di chiedere il legittimo impedimento? Il quotidiano La Repubblica ha rivelato che la nuova nomina è stata presentata a Napolitano con una telefonata di Gianni Letta. C'è stato un accordo tra le parti poi non rispettato? Impossibile saperlo, se il destino non avesse voluto che Letta facesse quella telefonata al Quirinale da un apparecchio in casa mia, di cui io registro tutte le chiamate (perché il braccio destro di Berlusconi telefoni abitualmente, in mutande, dalla camera di mia figlia è una cosa che spero non saprete mai). LETTA: Buongiorno Eccellenza, sono il Sottosegretario Gianni Letta. NAPOLITANO: Chi? LETTA: SOTTOSEGRETARIO GIANNI LETTA, quello dello spot sul teatro. NAPOLITANO: Ah sì, la mia grande passione. Le ho mai raccontato che da giovane recitavo a teatro? LETTA: No, oggi ancora no. NAPOLITANO: Ero uno studente come tanti che viveva solo nel suo attico... (Seguono 40 minuti di racconto) NAPOLITANO: ...e tutti gli spettatori in piedi ad applaudire, sia mia madre sia mio padre. LETTA: (In sottofondo musichetta di Super Mario) E' un piacere ascoltarla Eccellenza.

NAPOLITANO: Lo so, lo so, giovanotto. Ora devo lasciarla. Venga a trovarmi, sto quì in questa casa con giardino... Non ricordo la via... La trova sull'elenco. LETTA: Veramente, Eccellenza, volevo dirle che per la tenuta del governo sarebbe necessario aggiungere un uomo alla squadra. NAPOLITANO: Ci avevo già pensato. LETTA: Davvero? NAPOLITANO: Purtroppo non è facile, sa come sono restrittive certe norme comunitarie... LETTA: Non credo che l'Unione EuropNAPOLITANO: ... ma ormai è chiaro che solo giocando in dodici possiamo qualificarci agli Europei. LETTA: Ehm... Signor Presidente io intendevo la squadra di governo. NAPOLITANO: Significa che non mi aiuterà con la UEFA? LETTA: Sì, sì, farò il possibile. Intanto vorremmo nominare Aldo Brancher Ministro senza portafoglio. NAPOLITANO: Brancher? Mmm... Vediamo... Fitto, Dell'Utri, Cuffaro, Brancher! Eccolo qua. Eh! Eh! Farete bene a tenere d'occhio i vostri di portafogli! Questo Brancher sta nella lista dei politici sotto processo. Me l'ha data quel signore lì, quello che parla come Biscardi con l'avanti veloce. Per fortuna ce ne siamo accorti in tempo. LETTA: Dev'essere un caso di omonimia, il nostro è pulito, lo giuro sui figli di Berlusconi. NAPOLITANO: E' sicuro? Guardi che non voglio farmi dare del coglione da mezza Italia. LETTA: Stia tranquillo, non potrei mai mentirle: sono un pessimo attore. NAPOLITANO: Questo è vero. Io me ne intendo. Le ho mai raccontato che da giovane recitavo a teatro?


(Vaticano, sala affollata di persone. Il portavoce di mons. Rino Fisichella, capo del Consiglio Pontificio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, arringa l'uditorio. È visibilmente strafatto di colla.) Signori, la Chiesa moderna è roba per rammolliti: da quando gli stati-nazione l'hanno distrutta in virtù del loro essere laici del cazzo, tutto è andato a puttane – Maria Maddalena permettendo. È quindi necessario, per il Cristianesimo e per la felicità di Gesù crocefisso, che il papato riprenda il potere che anticamente Nostro Signore in persona gli aveva affidato. Non ci credete? Su Youtube c'è il filmato della cerimonia: si vedono il sottoscritto, Dio e il suo spin-doctor del tempo, tale Charles Manson. Andate a controllare, prima di giudicare. Ah ah ah, ci siete cascati! Lo sanno tutti che Youtube non esiste! Comunque, il sottoscritto monsignor Fisichella è stato da poco investito del duro compito di riportare il Vaticano ai gloriosi tempi di Bonifacio VIII, anni felici in cui i disobbedienti diventavano magicamente polvere finissima (ridacchia, gli esce sangue dal naso, tenta di spacciare il fenomeno per miracolo. Riprende a parlare.)

Bei tempi, quelli, quando Dio ci sorrideva e i potenti di tutto il mondo non riuscivano a staccarci le loro lingue dai nostri biblici buchi di culo. Be', la festa è finita: gli stati-nazione hanno avuto la loro occasione di fare qualcosa e hanno fatto schifo, con i loro divorzi, i loro aborti e le loro inutili ricerche scientifiche. Dobbiamo al più presto tornare allo Stato della Chiesa. “Il primo passo sarà quello di smantellare quell'istituzione assurda delle Guardia Svizzere. Voglio dire, a chi fanno paura dei vergini vestiti di giallo? Dategli dei fucili, porca la troia! Siamo il fottutissimo STATO DELLA CHIESA, irroriamo d'odio e paura questo pianeta da duemila anni, piacere. Le guardie vaticane devono fare paura, sparare ad altezza uomo e non lesinare col napalm. Basta con questa storia dello staterello di mezza merdina quadrata in mezzo alla NOSTRA dannata città. Lo vedete questo? L'abbiamo costruito noi! Avete una vaga idea di quanti feti abbiamo dovuto murare per costruire tutti quei conventi, quelle chiese? Dico, ma chi vi credete di essere? D'accordo che le bollette dell'acqua ce le pagate voi – e ne approfittiamo tenendo i rubinetti aperti dal 1929 – ma noi ci meritiamo molto di più. Noi siamo quelli che agiscono in nome di un qualcosa che non esiste, lo stesso qualcosa che vi tassa e decide come dovrete partorire, morire e mangiare (SE mangerete). Quindi adeguatevi.

Nella foto, una guardia svizzera del futuro. (Una signora disperata interrompe il discorso per reclamare il suo figlioletto scomparso.) E, lei signora, non faccia storie! Il piccolo Luca tornerà presto, padre George sta finendo di confessarlo. Checcazzo! Ma torniamo a noi. Non ci rinchiuderete in questa gabbia di psicopatici. Innanzitutto


vogliamo la Maremma. Già. Non so nemmeno dov'è ma la voglio. Poi voglio la zona est di Viterbo. SUBITO! Vogliamo la Liguria, Marsiglia, la Sicilia e dei gelati al limone. Porca la zozza, siamo forti, siamo grossi! E don Luigi, qui, dice di volere anche il posto da dove partono gli space-shuttle. Cape Canaveral, esatto, proprio quello. Vogliamo tutti quei bei razzi, puttana merda! Che così andiamo su Saturno a uccidere Satana. Anzi no... C'ho pensato solo ora... (i suoi occhi si illuminano, comincia a frugarsi il pube) Possiamo conquistare l'intero, fottutissimo spazio! Marte, la Luna, Orione e tutto il resto! E sarà facilissimo, basterà decollare da qui e ce li troveremmo tutti vicini, a girare attorno la Terra. Giusto? Porca merda, possibile che nessuno dei vostri scienziati ci abbia mai pensato? Troppo occupati a cercare una cura per il cancro, fottuti abortisti? (ridacchia perdendo bava) Ormai è deciso! Esercito dei Cloni Svizzeri, seguiteci! Andremo a conquistare l'Universo!

(Il prelato si allontana accompagnato dai cloni, i quali parlano inspiegabilmente spagnolo. Uno space-shuttle decolla squarciando la cupola di San Pietro. Il naviglio spaziale è carico di tutti i preti del mondo. Poco dopo esplode nei pressi di Venere. Sulla Terra prende il potere Satana e i suoi sgherri. Sempre meglio di Propaganda Fide, comunque.)


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na delle cose che nel tempo ha distrutto il nostro essere individui ideologicamente sani ed autosufficienti, è La Famiglia e il ruolo di Genitori e Figli. Genitori e figli sono persone di età diversa, con interessi e abitudini diverse, con punti di vista e ruoli diversi, in continuo conflitto per affermare la propria supremazia ed egemonia sulla casa, perché costretti a vivere sotto lo stesso tetto senza nemmeno potersi scopare l’un l’altro. … Salvo casi eccezionali (mio zio e mia cugina). Ora, io non ho nessuna intenzione di schierarmi dalla parte dei genitori o di quella dei figli … ma i figli hanno ragione. Per un semplice motivo: i figli non hanno scelto di essere figli, i genitori invece sì. Oddio, non tutti. Anzi la maggior parte dei genitori lo diviene per caso, perché poco bravo in matematica o semplicemente perché era sbronzo. O entrambi, in caso di gemelli. Ma un padre e una madre, anche se non vogliono, lo sanno che stanno per diventare genitori. Forse i primi giorni no, ma dopo qualche mese lo noteranno. E non ho mai sentito un marito dire alla moglie: “Amore … cosa diavolo sta succedendo alla tua pancia?!” “Hai visto? Cresce a vista d’occhio. Credo di avere un tumore!”. Questo dialogo è impossibile: un uomo non chiamerebbe mai ‘Amore’ una donna che è sua moglie. Inizialmente, durante l’era preistorica, doveva essere strano vedere una donna incinta crescere e trasformarsi in una specie di Platinette. Magari davvero a quei tempi molte donne incinte sono state operate di tumore allo stomaco. Chissà.

Ad ogni modo oggi sappiamo riconoscere i sintomi di una gravidanza e possiamo verificarla con dei test, che – essendo affidabili al 100% – vengono ripetuti più volte. Il risultato del test può essere “positivo” o “negativo” (a seconda dei punti di vista). Dopo i test si passa alle analisi che sono ancora più attendibili. Insomma dopo 10 test di gravidanza e 4 analisi del sangue è confermato che la donna in questione è incinta. E se le chiedi: “Perché non hai fatto direttamente le analisi?” ti risponderà: “Costano troppo”. “Certo … ma che senso ha continuare a fare test di gravidanza fino al 6° mese?” “Giusto per essere sicura …” “Con quella pancia!?” “Poteva essere una dieta sbagliata”. “E il ciclo?” “E va béh, può capitare che salti qualche mese”.


“Certo che capita … ne può saltare anche 9 … quando sei incinta!” C’è gente che certe cose non vuole proprio accettarle e quando scopre di avere un problema è già troppo tardi per risolverlo. Poi ci si mette anche la superficialità dell’uomo, che è distratto ed evita da sempre qualsiasi forma di responsabilità. “Tesoro, devo dirti una cosa importante. Puoi girarti un secondo?” “Aspetta solo 5 minuti. Manca un solo minuto alla fine della partita.” “Ma se manca un minuto perché devo aspettarne 5 ?” “Non lo vedi il tabellone del recupero?” 5 minuti dopo lei gli si avvicina: “Amore … credo di essere incinta”. E lui: “Cosa?! Credi di essere incinta? E me lo dici così? Adesso!?”. Che sembrerebbe una risposta stupida se a lei intanto non si fossero rotte le acque. A questo punto il marito spera che non sia figlio suo. La moglie incrocia le dita sperando che sia del marito. E, non so come, ma entrambi hanno ragione. Quindi, dopo 9 mesi di inferno per la madre e di campionato di serie A per il padre … il bambino fa la sua comparsa. E col tempo nulla cambierà: nella vita, che dovremmo vivere da protagonisti, il nostro ruolo sarà sempre solo quello di una misera comparsa. E il film della vita è un film antico, muto, in bianco e a nero, ma che purtroppo – a differenza di un normale film – non dura solo un paio d’ore. A meno che non siate nati in Africa. Considerando che non siamo in grado di prenderci cura neanche di noi stessi, come possiamo sperare di farlo con un bambino? Ed

è proprio questo il punto: i figli diventano per i genitori un modo per riscattarsi dai propri errori. Questi stupidi egoisti vorrebbero imporre il proprio ideale di vita che loro non hanno mai vissuto. Quello che chiamano “il tuo bene” è di fatto “il LORO bene”. So che ora risulterei poco credibile se vi dicessi di crederci nell’amore incondizionato tra genitori e figli. Quindi non lo dico. Anche perché non ci credo. Probabilmente sono così duro nei confronti dei genitori perché non ho mai conosciuto mia madre e mio padre. Nonostante abbia vissuto con loro per più di 20 anni. Con i propri genitori si parla sempre troppo poco. Ed è anche per questo che vi dico: NON FATE FIGLI ! … E se dovesse capitare? Quello dell’aborto è un tema difficile e devo ammettere di essere tutt’ora confuso a riguardo. Così, per ovviare al problema, ho pensato a L’ABORTO DEI GENITORI. Funziona in questo modo: una volta nato il


bambino e finita la fase dell’allattamento, la madre e il padre vengono uccisi. Il padre potrebbe essere eliminato subito dopo aver fecondato, ma è meglio tenerlo in vita nel caso alla madre venga qualche strana voglia durante la gravidanza. Tipo … di fragole in pieno inverno o di cazzo in piena bocca. Comunque i genitori vengono fatti fuori, così il bambino è libero di crescere, facendo le sue esperienze senza la falsa protezione dei genitori, che è in realtà apprensione e oppressione. A mio avviso questa è la soluzione più naturale. E credo che inizialmente facesse parte del piano di Dio, che poi c’ha ripensato per non rimetterci la pelle mandandoci il figlio Gesù. In fondo un figlio dovrebbe essere il frutto dell’unione di due individui innamorati. Se facendo l’amore la loro intenzione era quella di unirsi, di divenire un unico corpo e un’unica anima … un figlio è il risultato sperato. Ora però loro non servono più. Anzi, sono solo di intralcio! E tra l’altro, se con ogni nascita ne muoiono 2, in breve risolviamo anche il problema della sovrappopolazione mondiale. A questo punto qualcuno mi ha chiesto: “Ma poi una volta uccisi gli ultimi due genitori, quando rimane un solo uomo, che succede?”. Nulla. L’uomo rimasto solo si ammazzerà di seghe o si divertirà ad entrare nei cinema gratis. Al massimo creerà un finto account su facebook per aggiungersi come amico. Comunque morirà. “Eh, va bèh. Ma così poi la nostra specie si estingue!”.

Sì, esatto! Così oltre al problema della sovrappopolazione, risolviamo anche quello dell’inquinamento, della deforestazione, del surriscaldamento, dei rifiuti, del TG4 e dei film di Moccia … sarebbe carino da parte nostra lasciare un attimo di tregua a questo pianeta, prima che sia lui a cacciarci a calci in culo. Ogni animale fa semplicemente quello che è giusto fare. L’uomo è l’unico capace di accorgersi di cosa sta facendo, ma – per stare lì a pensarci – smette di fare ciò che dovrebbe. Crediamo di essere la specie più evoluta solo perché passiamo intere giornate a pensare a come risolvere problemi che senza pensare non avremmo. La verità è che siamo la peggior specie, specie tra le specie peggiori. Ci rendiamo schiavi di padroni schiavi del loro credersi padroni. Non diamo nessun apporto a questo ecosistema e ogni cosa che pensiamo di creare non fa altro che disturbare un pianeta che sarebbe perfetto senza l’uomo – e quest’uomo è ovviamente Berlusconi.


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Perrotta

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R

icordo quando ero ancora nell'utero di mia madre. Mentre mia madre faceva sesso. "Ehi, che cazzo succede? Aiuto! Un fottuto serpente entra ed esce da lì sotto! Sciò! Va' via!" "Cara, credo che il bambino stia battendo i piedi sulla punta del cazzo", diceva padre Ron a mia madre. Mio padre, aprendo la porta della camera da letto: "Ehi! Chissà come fa a sapere che va matto per il trampling, padre?" Per questo ogni volta che sento notizie di abusi su minorenni da parte di sacerdoti ho voglia di picchiare il primo prete che capita e, sempre per la medesima causa, non lo farò mai: magari potrebbe piacergli. Quando penso a tutto il male provocato dai sacerdoti nel nome di Dio mi viene sempre in mente Gesù. Mentre chiede scusa ai farisei. Benedetto XVI, questo gli va riconosciuto, è più sfigato di un omosessuale con le emorroidi ma anche lui verrà catalogato tra gli omissori, gli ignavi e i feticisti delle scarpe. La sfortuna lo perseguita: diventi Papa e il giorno dopo cinquant'anni di scandali sommersi emergono con la velocità di un ventenne a letto. Chissà Giovanni Paolo II, da lassù, quanto se la starà ridendo ad essere morto proprio al momento giusto.Ha avuto più culo di un omosessuale con le emorroidi che si scopre improvvisamente amante del sadomaso. Mi dispiace per Ratzinger ma faccio davvero

molta fatica a immaginare un tedesco come vicario di Cristo. Non riesco a realizzarlo nel 32 d.C. mentre predica nei campi: "Non fare agli altri quello che non vuoi che venga fatto a te. Ecco, voi vorreste perdere denaro o, addirittura, il posto di lavoro? In verità, in verità vi dico, no. Pensare al prossimo, ritirare le denuncie, lasciare il giudizio solo a Dio. E poi scagli la prima pietra chi non ha mai coperto un atto pedofilo in vita sua!" Non ce lo vedo proprio con barba lunga e tunica anche se, a dire il vero, in gioventù è capitato anche a me di coprire una relazione pedofila. Ma solo per non far ingelosire il nonno materno. In conclusione occorre considerare che con la Chiesa attuale la questione, oltre che morale, è anche fisiognomica. Luciani, Wojtyla e Ratzinger: se tra loro tre dovessi individuare quello che più di tutti assomiglia allo zio pederasta che ti guardava in modo strano da piccolo, chi indicheresti? Il confronto è impietoso: non solo i primi due non hanno una faccia da molestatore ma Benedetto XVI


sembra che stia abusando di un adolescente anche durante la benedizione dell'Angelus. Il nonno materno, sebbene mi molestasse tutti i giorni con passione e dedizione degne di un monaco cistercense, cercava anche di iniziarmi alla religione cattolica con passione e dedizione degne di un monaco cistercense. Talvolta alle lezioni di catechismo del nonno materno partecipava anche un monaco cistercense che aiutava il nonno materno con passione e dedizione degne del nonno materno. Una violenza dalla quale mi ripresi con molta fatica: "A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra?" "SÏ, nonno. A meno che non si tratti di un bukkake.�

Stanchi dei Fichi d'india? Preferite beccarvi un'ernia rettale piuttosto che guardare Zelig o Colorado? Comedysubs è la risposta! Comedysubs: la satira sottotitolata che porta i mostri sacri dello standup comedy direttamente sui vostri schermi italioti


/3 Un piano perfetto Decidemmo di rimetterci a lavoro dopo aver passato due piacevoli ore a visionare le foto delle vacanze estive a Vieste di MMD. Non riuscirò mai più a liberarmi da quell'immagine di un boss sudato in spiaggia, munito di catena con croce dorata al collo e orde di bambini urlanti attorno. Quelle tonnellate di carne flaccida ed appiccicaticcia che vorticavano sullo sfondo - come fossi in un trip di 3,4metilenediossimetamfetamina e mescalina – mi fecero pensare che in realtà non siamo poi così diversi. Anche un boss soccombe alla triste routine estiva di borsoni, sedie a sdraio e tette settantenni penzolanti. Chi non vorrebbe far saltare in aria qualcuno dopo una settimana così? Il Piano Marketing prevedeva una serie di operazioni a breve e lungo termine atte a rivitalizzare l'identità del brand e la reputazione aziendale. Una successiva operazione sarebbe servita a superare la concorrenza e tornare sulla scena internazionale in qualità di Top Of Mind tra i consumatori per quanto riguarda il settore commerciale “Associazioni a delinquere di stampo mafioso”. A livello internazionale avevamo un grosso peso nel G5, ma internamente avevamo alle costole giovani aziende come la Cam[Omissis] e la 'ndran[Omissis] che minavano la nostra supremazia territoriale. Con atteggiamenti veramente maleducati e poco ortodossi, anche se efficienti. Il Piano Marketing prevedeva, una volta andati al governo, una lunga serie di arresti tra le file delle altre aziende in maniera da rafforzare gradualmente anche la nostra Brand Awareness. La crisi economica successiva alla caduta del muro di Berlino fece disperdere degli accordi import/export e succursali interne – franchising – con il fallimento dell'azienda “Democrazia Cristiana”. Il primo punto del Piano Marketing era quello di riallacciare quei rapporti. Si decise di cercare tra i ricchi facoltosi che erano pesantemente in

debito con noi e che non avrebbero potuto rifiutare un accordo con i nostri agenti commerciali. Doveva avere capacità finanziaria, ma soprattutto un controllo quasi totale sui mezzi di comunicazione di massa per poter riutilizzare con efficacia quella che, negli anni '20, funzionò a perfezione: la calvizie. Ma anche la Propaganda. Nel 1994 trovammo il brand istituzionale adatto. Dopo il successo delle fasi operative di guerrilla marketing del '92 e '93 anche il brand Magistratura ebbe un calo del consenso


interno, lasciando strada spianata ai nostri Account per vendere il prodotto – fittizio – chiamato Forza [Omissis]: una sorta di merendina con il buco dentro, fuori e tutt'intorno. Una volta completato il lavoro ci stringemmo tutti la mano in segno di cortesia e di accettazione degli accordi, ma un brivido mi penetrò dall'ano spezzandomi in due la spina dorsale. Uno degli scagnozzi che erano rimasti impalati sulla porta mi fece un impercettibile cenno con la testa che aveva un solo significato: dovevamo andare fuori. Fu lì che si decise che Executive Creative Director ed il Direttore del Settore Ricerche avevano ascoltato sin troppo di quelle decisioni prese là dentro. Servivano soltanto come copertura nei miei confronti e come manovalanza per la redazione dei dati statistici/commerciali di nostro interesse. Dalla loro giovialità ed ingenuità iniziale si poteva capire perfettamente che non avessero l'intelligenza adatta per capire che non avrebbero dovuto mai accettare, mai sapere, mai invischiarsi in una cosa di questo tipo.

Guardai da lontano i tre scagnozzi prendere sottobraccio l'Executive Creative Director ed il Direttore del Settore Ricerche che iniziarono ad essere visibilmente preoccupati di quello che stava accando a loro ed attorno a loro. Non ebbero più la possibilità di preoccuparsi una volta legati. Accesi la mia prima sigaretta della giornata e li guardai da una certa distanza, con mani e piedi legati da una spessa fune ed attaccati a due ganci su un montacarichi. Un vecchio metodo per far sparire le persone. Li guardai sprofondare lentamente in quello che non era cemento vivo, ma merda. Dieci tonnellate di merda grumosa e liquida, nauseabonda da farti uscire gli occhi dalle orbite e farti vomitare ostriche e champagne sulle scarpe di vero cuoio italiano. Fu lì che vidi l'Italia. Sprofondare sotto tonnellate di merda, per scelta di un manipolo di persone ignobili come me. FINE


Grafica G.


B

erlusconi è sopravvissuto pure a ScaricaBile. A voi sembra giusto? A me no. Mi sarebbe piaciuto molto leggere uno speciale sulla morte di Silvio su queste pagine. Tutti noi che per diletto ci occupiamo di far ridere avremmo aperto il file lo_stronzo_è_morto.doc in cui raccogliamo le battute in vista dell'evento (lo fate anche voi, vero?) e le avremmo riversate qui per il divertimento di tutti. E invece muore ScaricaBile, il pdf che ha introdotto lo swing in Italia. La speranza nella morte di Berlusconi non è frutto di odio e invidia, come pensa lui, ma è l'amara presa di coscienza del fatto che non esiste una soluzione alternativa. Ormai anche gli analisti politici più raffinati, se li prendi in privato e gli versi da bere, ti dicono che è l'unica conclusione possibile di un ciclo politico sventurato come questo. - Lei come vede la situazione politica italiana? - Beh, c'è da dire che la stabilità garantita da Berlusconi in questi anni ha prodotto anticorpi che in prospettiva lascerebbero supporre... - Gin? - Sì grazie...la possibilità di una normalizzazione di quella che viene definita l'anomalia del sistema... - Verso ancora? - Sì grazie. - Stava dicendo? - Ok, scriva: fibrillazione ventricolare, non c'è altra strada. - Sono d'accordo. Come si fa?

- Puttane. Tante e sempre più giovani. - Oppure? - Mi versi altro Gin... La morte di Berlusconi farebbe bene a tutti, anche a Berlusconi (questa forse è una cazzata, ma fa tanto aforisma di Churchill). E quando morirà - lasciando un vuoto incolmabile tra i miei coglioni – sarà interessante osservare le reazioni di tutti i dementi che lo hanno eletto a proprio dio personale. Saranno reazioni isteriche, come quelle che hanno certe vecchiette in chiesa quando la domenica mattina mi avvicino di soppiatto e gli sussurro nelle orecchie “Dio ti disprezza, stupida troia”. Provateci, è divertente.


Certo dovremo sopportare qualche fiction su di lui con Berlusconi morto - abilmente manovrato da Renzo Martinelli - nella parte di Berlusconi vivo. I milanesi dovranno sopportare tre giorni di funerale + viale Silvio Berlusconi - statista, in pieno centro. Però vuoi mettere il gusto di andare sotto casa di Emilio Fede con le vuvuzelas?

7. Condannato a morte dal Tribunale di Milano per un assurdo errore legislativo di Ghedini 6. Morto di noia a causa di una ragazzina indecisa (“Vediamo, mi interessa il Ministero della Pubblica Istruzione” - “Si può fare” - “Anzi, no, preferisco le Pari Opportunità” - “Ok” - “E perché non un ministero pesante tipo gli Interni?” - “Mh” - “Ho deciso: gli Esterni” - “...” “Papi?”)

- BZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ... 5. Colpito alla testa dal satellite HotBird 6 - Era un uomo generoso, come fate a non capirlo?

4. Intossicato da un fondotinta al bario di fabbricazione cinese

- BZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ... - Almeno rispettate il mio dolore!

3. Sepolto vivo perché a tutti pareva morto (in realtà non lo sapremo mai ed è divertente proprio per questo)

- BZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ... - Lasciate che vi dica una cosa...

2. Ucciso da un'inspiegabile eruzione del suo vulcano finto

- Silvio era...

1. Morto per le risate mentre, in un momento di sincerità, stava leggendo l'ultimo numero di ScaricaBile

- BZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ...

Testo di Eddie Settembrini

- Ok Emilio, ti ascoltiamo.

Potrei immaginare per lui delle morti particolarmente violente, giusto per scaricare un'ultima volta un po' di bile in pdf, invece, prima che ScaricaBile si accasci a terra durante una rilassante passeggiata sul lungomare di Ostia, voglio immaginare per il cialtronissimo delle possibili morti divertenti, insolite, degne della sua vita da guascone di stograncazzo. E quindi, prima che ScaricaBile si schianti al suolo per una manovra errata con il paracadute meritandosi uno striscione di Casa Pound, ecco la Top Ten delle morti Di Berlusconi che preferisco: 10. Collasso cardio-circolatorio mentre stava giocando esterno destro in Milan-Napoli 9. Sbranato da Minzolini (lo so, era docile docile ma deve essere quella storia che a un certo punto il cervello cresce e si comprime alle pareti della scatola cranica) 8. Disperso nel deserto libico dopo essere uscito un attimo fuori dalla tenda di Gheddafi per pisciare


P

ubblichiamo degli stralci dai diari dello psicanalista junghiano Anselmo Fregata, incaricato dell'assistenza psicologica a dirigenti e personaggi illustri di Confindustria. I brani sono datati e riportati nell'ordine cronologico di stesura. - lunedì 14 giugno 2010 Da qualche giorno Marchionne continua a fare lo stesso sogno. È notte, e lui si vede alla testa di un manipolo armato. Cani, bastoni, delegati dell'amministrazione. Entrano in forze nella fabbrica. Una massa indistinta di operai, dai lineamenti tutti uguali e le forme del corpo indistinguibili, si volta. Su ogni faccia, l'identica espressione di attonita ottusità. Ad un suo gesto, gli uomini si lanciano sugli operai, e anche lui, con gioia, inizia a distribuire colpi a destra e a manca con una spranga. Schizzi di sangue macchiano le scocche e le marmitte, gli assenteisti vengono stanati e impalati di fronte ai cancelli. Quelli degli operai che non cadono sotto i colpi di mitra, sono legati ai macchinari e assemblati nei pianali delle nuove Panda. La fabbrica viene data alle fiamme: fiamme alimentate dal petrolio che si alzano alte nella notte, liberando volute di un fumo più nero del carbone. Quando il fumo arriva a coprire la luna piena, rossa di sangue, le volute assumono la forma di un cavallino rampante. Il gruppo omicida non si accanisce solo sugli operai, ma passa nelle loro case e nei loro quartieri. Le donne sono stuprate e uccise; gli uomini umiliati e mutilati; neonati vengono gettati nello scarico; bambini sono rapiti. Marchionne in persona costringe una giovane precaria incinta a mangiare il feto estratto a forza dal suo ventre. A questo punto si sveglia, le lenzuola imbrattate da potenti polluzioni notturne.

- martedì 15 giugno 2010 Ho sottoposto Emma Marcegaglia al test di Rorschach. Eravamo arrivati alla tavola numero sette (che ha identificato come "la Prestigiacomo che si masturba allo specchio") quando è entrata in uno stato catatonico che non le conoscevo, e non collima perfettamente con il resto della sua sintomatologia. Quando si è ripresa, dopo qualche secondo, mi ha raccontato l'immagine che le è passata di fronte agli occhi. Una fila infinita di operai e precari, che partiva da Reggio Calabria diretta verso il Nord Italia. Ogni volta che si avvicinavano a grandi città (Napoli, Roma, L'Aquila 2 [sic]) i precari venivano controllati a


vista, rifocillati con scarsi rifornimenti d'acqua e sapone da qualche lavavetri compassionevole e poi ripartivano, prima che l'esercito li respingesse brutalmente. Emma si è dilungata in una descrizione di raid notturni contro gli operai dalle parti di Civitavecchia, troppo dettagliata per non lasciarmi il sospetto di un'immagine che la ossessiona già da qualche tempo. Quando ha finito di parlare aveva la bava alla bocca. Le ho dato dei kleenex, e ho sospeso la seduta in anticipo. - mercoledì 16 giugno 2010 Il ministro Sacconi mi ha telefonato durante la notte. Era piuttosto teso e mi ha chiesto di venire subito. L'ho raggiunto nella sua abitazione privata. Mi ha accolto in evidente stato confusionale, sudato e scarmigliato, con la camicia per metà fuori dai pantaloni. Mi ha condotto nella sua camera da letto, evidentemente troppo alterato per pensare di prepararmi allo spettacolo che mi avrebbe accolto. Enrica [Giorgetti] era nuda e legata al letto ("un nostro gioco", mi ha spiegato imbarazzato il ministro). Segni di frustate appena sotto i seni. La carne viva non sanguinava. Il perché fosse ancora legata per i polsi e le caviglie era evidente. Cercava di mordere e di scalciare via i legacci e cercare di liberarsi. Con le unghie delle mani si straziava i polsi. Poi si fermava e, sempre in stato di deliquio, diceva: "Non potete passare sulle autostrade neanche se andate a lavorare. Maurizio! Maurizio! Di' a questi pezzenti di passare per i campi! Non potete!". Poi ricominciavano gli spasmi. L'ho sedata, e ho detto a Maurizio di mandarla da me appena fosse stata più lucida, o di chiamarmi se necessario. - giovedì 17 giugno 2010 Enrica Giorgetti è venuta questo pomeriggio. Si è scusata tanto. Abbiamo parlato un po' della sua vita sessuale. Le ho spiegato che non deve vergognarsi di niente. A un certo punto mi ha detto di aver trovato la soluzione perfetta per Pomigliano. L'ha detto senza attinenza apparente con il discorso che stavamo facendo. Le ho chiesto cosa intendesse. Ha risposto: "Montiamo copertoni agli operai, così non rovinano l'asfalto durante la marcia". Quando le ho chiesto cosa intendesse dire, ha ripreso a parlare del bondage come se non avesse mai parlato d'altro. Mi ha confermato di non aver parlato con Emma ultimamente.

- venerdì 18 giugno 2010 Per fortuna questa settimana infernale è finita. Oggi è venuto per una visita amichevole Luca [Cordero di Montezemolo]. L'ho visto più provato del solito, e gli ho chiesto se qualcosa lo preoccupasse. Mi ha parlato di un forte dolore alla nuca, e si è descritto "come un operaio alla garrota". Gli ho chiesto di ripetere, ha detto: "come un condannato alla garrota". Sono sicuro di aver sentito bene. - lunedì 21 giugno 2010 Oggi Marchionne ha parlato di spostare gli operai e i precari dal nord, "una volta che ci saranno arrivati" (non era possibile, però, che conoscesse i contenuti delle visioni di Emma e Enrica), verso la Polonia e la Germania dell'Est. "Lì se ne sanno occupare", ha detto. L'ha definita "la soluzione finale al problema di Pomigliano". Ha lasciato la seduta senza neanche cercare di nascondere una vistosa erezione.


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ranquillizzato dai risultati del governo Berlusconi, Licio Gelli si prende una pausa dal lavoro e si dedica all'intrattenimento per adulti benedicendo la nascita del Movimento etico per la difesa internazionale del crocifisso (Medic), un'associazione così inutile che il logo è a forma di Rutelli. La commovente presentazione è stata affidata ad un personaggio dal passato irreprensibile come Roberto Mezzaroma: “Medic vuole far emergere le radici giudaico-cristiane del mondo occidentale e promuovere il significato autentico del crocifisso quale simbolo condiviso di amore assoluto” ha dichiarato un trepidante Mezzaroma che, a causa dell'emozione, ha fatto cadere più volte dalle mani la fedina penale macchiata. Ufficialmente Gelli non ha presenziato a causa dell'età, ma la realtà è che non va molto d'accordo con i crocifissi: ogni volta che ne vede uno resta accecato e la pelle inizia a fumare come se stesse andando a fuoco. Lo stesso inconveniente capitava anche a Marcinkus, ma per sua fortuna il monsignore non era costretto a frequentare il Vaticano così spesso quanto Gelli. E poi alle crocifissioni Gelli ha sempre preferito le impiccagioni sotto i ponti. Presenti in sala diversi politici e uomini di Chiesa in borghese. Per distinguerli sarebbe stato sufficiente gettare a terra delle monetine: i politici si sarebbero catapultati anche nel fango pur di raccoglierle mentre i preti sarebbero andati direttamente nel parcheggio a fregarsi i cerchioni e le autoradio delle loro auto blu. Nonostante l'amore che lo lega da anni a Gelli, Silvio Berlusconi è stato il grande assente della giornata, ma è un'assenza più che giustificata la sua: poiché le effettive finalità del movimento non sono ancora chiare, Berlusconi ha preferito non partecipare per non correre il rischio di associare il proprio nome ad un circolo che potrebbe non perseguire fini eversivi. (Silvio Di Giorgio)


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'altro giorno, mentre cercavo tette nella colonnina destra di repubblica.it mi è caduto per sbaglio l'occhio su un articolo titolato: “Attenti alla cristofobia”. Ho pensato: chi cazzo dovrebbe aver paura di un tizio morto duemila anni fa? Capisco chi soffre di aracnofobia, e se Gesù avesse otto zampe pelose e si nascondesse dietro il lavandino del bagno, penso che me la farei sotto pure io. Come anche capisco chi soffre di agorafobia, ovvero chi ha paura della piazza (e di recente pare che ci sia stato un boom di agorafobici tra gli aquilani). La Cristofobia invece mi perplime. Come si fa ad avere paura di chi non esiste? Cioè, Gesù è esistito qualche migliaio di anni fa ma poi è morto. Proprio come Aristotele o Platone. Chi, al giorno d'oggi, potrebbe mai aver paura di gente vissuta nell'antichità come Platone o Aristotele? A parte Renzo Bossi, dico. No, lo so cosa state per obiettarmi: “Gesù non è morto. Dopo tre giorni è risorto e da allora siede alla destra del padre”. Non so se, dopo averlo tirato giù dalla croce, gli apostoli abbiano fatto sedere il cadavere di Gesù da qualche parte, magari per farlo sembrare vivo, tipo quelli del film weekend con il morto (me li immagino Pietro e Giovanni che portano a spalla il corpo di Gesù, con gli occhiali da sole, facendogli muovere le braccia per salutare i passanti), ma sono abbastanza sicuro che Gesù sia morto. Nessuno sopravvive a una crocifissione. Neanche gli attori che usano per fare gli spettacoli della via crucis. Per quello li cambiano ogni anno. Gli unici che si rialzano dopo la morte sono gli

zombie, e anche loro non esistono (o alla destra del padre comincerebbero a scarseggiare i posti a sedere). Perché si dovrebbe aver paura di gente che non esiste? La colpa, lo ammetto, è dei genitori che fin da piccoli cercavano di farci stare buoni minacciando l'arrivo di svariati tizi inesistenti come l'uomo nero, il babau, un leader di centrosinistra carismatico e altre invenzioni dovute alla loro menti stressate dall'essere genitori (avrebbero dovuto pensarci prima). Ad ogni modo, superati i 10 anni, un giovane uomo deve fare i conti con la realtà e capire che questi personaggi sono solo frutto della fantasia, proprio come le attrici dei film porno (nessuna delle vostre fidanzate, nella realtà, vi farà mai quelle cose, rassegnatevi). Tornando ai morti viventi, quelli esistono solo nei film per farti rimpiangere di aver speso 7 euro per vedere attori cosparsi di ketchup e finte piaghe fatte con la carta igienica e colla vinilica, andarsene in giro per due ore alla ricerca di un film migliore. Mai avuto paura in vita mia per un film sui morti viventi. A parte quello diretto da Zeffirelli.


Tutto questo discorso, assolutamente privo di senso, l'ho fatto solo perchÊ non avevo alcuna intenzione di leggere quello sproloquio sul valore culturale del crocifisso e sui laici che si mangiano i bambini per poi commentarlo per voi. Quindi, in definitiva, questa storia della cristofobia mi sembra una puttanata. Ma dato che se l'è inventata uno che di professione non fa un cazzo, ma lo fa cosÏ bene che viene mantenuto con le nostre tasse, direi che tutto si tiene. Per quel che mi riguarda non soffro di cristofobia (anche se conosco moltissima gente che soffre di cristomania, ma questa è un'altra storia). E' che proprio sono allergico alle religioni. Mi fanno venire le bolle al cervello. Per me sono assurde tutte quante, dall'ebraismo fino all'ultima finanziaria di Tremonti. Un tale una volta ha detto che le religioni sono l'oppio dei popoli. Ma se proprio devo obnubilare la mia mente e vedere elfi e altri personaggi magici, preferisco di gran lunga l'oppio. Se poi ti fai due conti, costa anche di meno.


S

crivere una rubrica nella quale, dall’alto di un cazzo, sputtani cantanti e musicisti è una cosa bella e gratificante, la consiglio a tutti. Da contro, c’è che ti devi sorbire canzoni noiose, interessare di artisti che odi e trovare qualcosa di plausibile da dire che vada al di là del “Fa schifo punto e basta”. A meno che tu non sia Vincenzo Mollica, ovvio. È sconfortante constatare l’abbondanza di spunti e materia prima che si trova in giro. Ad esempio, nei miei voli pindarici su youtube, passando da un video all’altro, arrivo alla playlist dell’album di Valerio Scanu “Valerio Scanu”. Mi piacciono moltissimo i dischi che escono a pioggia dopo le edizioni dei talent show. Uno identico all’altro, non li distingui. Le scelte di produzione sono agghiaccianti, affidano il titolo e la grafica a delle scimmie con la meningite, forse perché credono ancora in quella storia delle scimmie, con le macchine da scrivere, che possono riscrivere Shakespeare. Roba così. Ora non mi ricordo esattamente com’è la storia. So che ad un certo punto c’entrava Ambrogio Fogar. Comunque, si diceva di Valerio Scanu, una delle punte di diamante della Emi. Un ragazzo di diciotto anni, viso liscio e roseo come il culo di un bambino, a cui fanno cantare canzoni da sfigato, degne del Masini in preda al pessimismo leopardiano. Persino a Sanremo, l’hanno fatto partecipare e vincere con quella lagna indicibile. Perché deve avere quella patina malinconica? Ci vorrebbe un’immagine più trasgressiva, più ruakkenruol. Pensate ad una foto di copertina con Valerio Scanu che pratica il rimming a Maurizio Costanzo mentre Alessandra Amoroso stimola il frenulo della De Filippi. E tutto questo mentre Chicco Sfondrini annuncia la sfida di ballo. Io un cd così me lo comprerei subito. E invece si punta sui sentimenti, sui visi puliti. Anche se, ricordiamoci, Scanu ha il piercing sulla lingua, quindi come minimo si droga. Dicevo prima, gli spunti interessanti si trovano sempre. In “Valerio Scanu” troviamo una track molto sui

generis, “Dicono ke 6 1 stupida”, che vale la pena analizzare più a fondo: Hey Vale Charlie mi dice: vieni a vedere ‘sta qua Sembra fica, è così famosa sul web Ti faccio vedere tutte le foto che ha Su Myspace Su Myspace Eri tu Eri tu Eri tu Valerio è uno che per le donne si strugge. L’amore lo vive a tutto tondo e, a sentire le sue


“hit”, mai che gliene vada bene una. Ci parla sempre di amori finiti. La domanda è: come nasce un amore per Valerio Scanu? “Dicono ke 6 1 Stupida” si apre con uno spaccato sulla società moderna che nemmeno Renato Manheimer da Vespa te la racconta così: Vale e il suo amico Charlie, due ragazzi nullafacenti incollati al computer tutto il santo giorno, che spulciano nei profili di preti e vescovi in cerca di minorenni da contattare. O almeno così pare. Charlie ne trova una. Usa la parola ‘fica’, probabilmente anche lui si droga. Chiama Valerio, innocente, che stava finendo di sistemare le figurine Panini, gli fa vedere le foto e… Dicono che sei una stupida Io dico che sei simpatica Ti vedo e sei fichissima Anche se un po’ Un po’ lunatica Parte subito il ritornello, e Vale è già innamorato. Si sente, capisce che non è da una botta e via. Lui ambisce a qualcosa di più. Non per dire, ma io simpatizzo già per Valerio, e la tipa passerebbe dalla parte del torto se lo illudesse con una limonata e poi non seguisse, come minimo, una vita insieme con tre figlioli, un sanbernardo e le vacanze a Grosseto. Poi un altro step Volevo incontrarti curiosità, verità Mi organizzo, Venerdì Sabato, boh Per quella disco, che autostrada si va Quando arrivo E ti vedo E sei tu Ciao Ciao Ellisse. Vale, con la delicatezza del migliore De Andrè, tralascia il primo approccio e ci proietta direttamente all’incontro. Si mostra indeciso sul giorno “Chissenefrega” dirà a Charlie, per farsi vedere sicuro di sé. “Venerdì non so, c’è la riunione di Scientology. Forse la canno. Ma sì, poi vedremo. Dài, passami il popper”. In realtà Vale è nervoso e la sera fatidica non si ricorda nemmeno la strada per la discoteca. Qui c’è da precisare che gli studi filologici non sono ancora arrivati ad una interpretazione univoca sulla frase “Per quella disco, che autostrada si va”. Vale è già pronto a darle della troia non appena le cose andranno diversamente da come vuole lui, però non si fa mancare la sua brava valutazione retroattiva. Quanto si

sbagliava Charlie a darle della stupida. Lei è simpatica e un po’ lunatica. Di solito le persone che si definiscono lunatiche sono stupide a prescindere, ma a Vale piace. Dicono che sei una stupida Io dico che sei simpatica! Ti vedo e sei fichissima Anche se un po’ Un po’ lunatica. Per Vale lei fichissima, c'è poco da fare. Fichissima perché “se ne frega”, come lui, come Stifler di American Pie, come Sid Vicious dei Sex Pistols e come Berlusconi di Italia. Ma quanto durerà questa illusione? Quand'è che quel sorriso ecumenico si gelerà in una smorfia e inizieranno crampi e lacrime? Non per spaccare in quattro il capello, ma va detto che la canzone che segue “Dicono ke 6 1 stupida” è “Polvere di Stelle”, dove il sentore della fine di un amore si insinua piano ma inesorabile come una rettoscopia. Il ritornello si ripete due volte, per chiarire il concetto, ma non ci svela com’è andata a finire. Una semplice suggestione, un finale aperto a mille possibilità. Tempo netto: 3 minuti e 21 secondi. LiveLong&Prosper


C

aro dottor Veronesi, da qualche mese ho problemi di erezione ma sono contrario alle pillole: cosa mi consiglia di assumere? (Saverio, 53 anni, ex-sindacalista) Un team di ingegneri. Capaci di costruire una macchina del tempo. Caro dottor Veronesi, ho tre problemi. Il primo è che ho delle perdite biancastre che fuoriescono dalla vagina, una specie di ricotta abruzzese che non riesco a mandar via: lavo, lavo, lavo ma ricompare nel giro di dieci minuti. Il secondo problema è che sono un uomo e la vagina mi è nata due settimane fa proprio sotto l'ascella destra. Il terzo è che la ricotta rimane difficile da digerire. Cosa mi consiglia? (Bruno, 27 anni, massaggiatore) Caso insolito, il suo: un uomo massaggiatore. Che strana la natura. Se ai segni mucosi si accompagnano sensazioni di prurito o bruciore il suo è un tipico caso di Candida albicans, una delle infezioni più in voga tra le studentesse fuori sede iscritte a Bologna. Essa può manifestarsi con lievi perdite, dolore nell'atto sessuale e scherzi telefonici notturni con numero anonimo. Ad ogni modo corra a farsi un tampone vaginale per avere la certezza della diagnosi e faccia attenzione alla somiglianza sintomatologica con la trichomoniasi. L'unico segno che le differenzia, riscontrato nella trichomoniasi, è la tendenza a sbagliare il congiuntivo nelle frasi contenenti complementi di moto a luogo. Nel caso le condizioni peggiorassero le consiglio di agire come la dottoressa austriaca Anita Pappemberg: la brillante ricercatrice iniettava sieri di candida a tutte le donne anziane della famiglia per portare avanti la sua azienda di pecorino vaginale stagionato: ogni sera, prima di andare a dormire, cavalcavano un cuscino cilindrico per un quarto d'ora e, una volta ogni due mesi, raccoglievano meticolosamente le fetide, ripugnanti, nauseabonde perdite schiumose in barattoli di conserva Zuegg. Il

risultato è garantito, se lasciate a stagionare in ambienti umidi per almeno ventiquattro mesi. Ora sapete per quale motivo le donne non buttano mai barattoli di conserva Zuegg. E perchè il formaggio della nonna è sempre così saporito. Ricordate: Pecorino Vaginale Biologico Pappemberg, strepitoso su primi di pesce, vini bianchi e barzellette volgari. Caro dottor Veronesi, quali sono le frasi che la eccitano maggiormente se sussurrate all'orecchio durante un rapporto sessuale? (Viviana, 36 anni, Caserta) "Fatti scopare, puttanella." "Mi lasci in pace, vecchio depravato!" "Pensa che sia Paola Binetti." Caro dottor Veronesi, lei è comunista? (Massimo, 61 anni, agitatore di folle) Sì. Ma solo cinque giorni al mese. Ogni ventotto. Caro dottor Veronesi, si può cambiare il sapore dello sperma? (Cristina, 16 anni, rappresentante d'istituto) A giudicare dalle risposte di un gruppo di


attraenti ricercatrici estoni, il cui studio consisteva nel vivere tre mesi appostate nei pressi della toilette maschile di una discoteca di Milano Marittima in alta stagione, si è arrivati alle seguenti conclusioni. Lo sperma: - non ascolta Paolo Conte; - aiuta nell'assegnazione di borse di studio; - a contatto diretto con le membrane della vagina riduce il rischio di depressione. Di entrambi i partner; - ha un'anima, si chiama Andrea e vale per tutti gli spermatozoi; - ha sapore variabile a seconda del soggetto, nel caso sia umano, animale o Cicchitto, e dei cibi che egli consuma. Riguardo a variarne il sapore è impossibile stabilire una tabella valida per tutti gli individui ma, sommariamente, possiamo affermare che si può renderlo meno salato bevendo molta acqua ed evitando tabacchi, carni rosse e le nuove offerte della Wind. Questo se volete usare lo sperma per preparare un dolce. Altrimenti, seguendo il ricettario maledetto di Ashtaroth IV, un demone evocato durante un rapporto necrofilo con suor Germana, buonanima, quando lei era ancora in vita, si può aumentare il contenuto di sale nello sperma per ottenere una deliziosa crostata di liquido seminale salata al ripieno di bresaola, rucola e Pecorino Vaginale Biologico Pappemberg. La ricetta è semplice: - sciogliere 30 cc di sperma in una padella alta, versare un dito di latte e far cuocere lentamente prima di aggiungere 50 g di burro. Fate in modo che si coloriscano appena. Successivamente sbattete tre uova e unitevi sale, pepe e l'ultimo libro di Alberto Bevilacqua. Avrete intanto preparato la pasta frolla non zuccherata: foderate una tortiera ben unta con un disco di pasta già pronta e formate anche delle lunghe strisce tagliate con la rotellina dentata solitamente utilizzata nelle attività di bondage con l'animaletto domestico del vostro partner. Stendete il composto di sperma e uova sulla pasta frolla, aggiungete uno strato di bresaola, uno di rucola e uno di Pecorino Vaginale, formate una griglia intrecciando le strisce e mettete nel forno ben caldo fino a quando la crosta non si è colorita. Aggiungere qualche goccia di orina per ri-insaporire. Ah, e ricordate: se lo sperma è particolarmente zuccheroso il vostro partner ha il diabete di tipo 2. Utile durante un calo di zuccheri. Ma morirà prima di voi.


Testo di Volpe e Jonathan Grass

C

iao a tutti ragazzi, pare che qui si chiuda baracca e burattini. Se avete voglia di comprarmi, io sono a disposizione, costo poco e non mangio tanto. Però dovete prendere con me anche Jonathan Grass, che senza di lui che scrive le battute sono come un grosso pene senza prepuzio: stupisco, ma per la ragione sbagliata. Via con le notizie! SLOVACCHIA E UNGHERIA I due paesi confinanti sono impegnati in una graziosa guerra diplomatica, da quando il premier slovacco Fico ha scoperto che dare la colpa alla minoranza ungherese di tutti i mali del paese gli portava popolarità. La destra ungherese invece cercava voti attaccando gli zingari, ma quando ha vinto le elezioni ha varato una simpatica legge che garantisce la cittadinanza ungherese a tutti gli esponenti delle minoranze all'estero. La stessa cosa che aveva fatto Hitler con le minoranze tedesche nel 38-39. Per evitare che il 10% della popolazione slovacca diventi di cittadinanza ungherese, la Slovacchia ha risposto con una legge che cancella la cittadinanza di tutti coloro che faranno domanda di cittadinanza ungherese. D'accordo che è troppo pretendere che la gente tragga lezioni dalla situazione politica alla vigilia della seconda guerra mondiale, ma almeno dal caso Amauri... SRI LANKA Non se ne ricorda nessuno, ma l'anno scorso in Sri Lanka terminò la guerra civile fra la minoranza Tamil e l'esercito regolare (state ancora pensando alle pompe di benzina, vero?) supportato dalla maggioranza cingalese. Ora finalmente dalla Commissione dei Diritti dell'Uomo dell'ONU vengono voci che chiedono

l'istituzione di una commissione di inchiesta sui crimini di guerra nella regione, che comprendono oltre alle solite violenze anche l'uso di scudi umani da parte dei Tamil e ostacoli ad aiuti (scommetto che ora avete la faccia seria invece) e soccorsi alla popolazione che hanno causato, da soli, oltre 30'000 morti fra i civili. Non capisco perché non si dia attenzione a questa storia quanto a quella dei palestinesi in Israele. Eppure a me frega più del The che del santo sepolcro. SARKOZY Il nostro clone nasuto di Berlusconi ha di nuovo un diavolo per capello. Pare che l'industria L'Oreal (ahahha diavolo per capello! ora tocca a me fare il mattacchione) abbia nascosto 78 milioni di euro in un conto svizzero, e che allo stesso tempo pagasse il partito di Sarkozy (UMP) con finanziamenti illeciti tramite l'allora ministro delle finanze Woerth (impegnato nella


"lotta contro l'evasione"). Anche se io non vedo che nesso ci possa essere: perchÊ dare soldi a quello che dovrebbe farti pagare le tasse evase? Infatti Woerth ha giustamente replicato che è "un complotto politico orchestrato dal partito socialista". In compenso i giudici hanno cominciato a indagare, e una testimone afferma che Sarkozy sarebbe tra i politici che hanno ricevuto personalmente soldi dalla L'Oreal. Non è il primo scandalo per l'UMP: due ministri si sono dimessi, uno per aver noleggiato a spese dello stato un jet da 116'500 euro per andare a Haiti, un altro per note spese in cui comparivano cose come 12'000 euro spesi in sigari. SÏ, Sarkozy e i suoi alleati stanno davvero imparando bene e in fretta. E proprio come per il PD italico, i voti persi dal

centrodestra non vanno a sinistra, ma si stanno spostando, secondo i sondaggi, sull'estrema destra, attualmente guidata dalla figlia dello zozzone parafascista Le Pen. KIRGHIZISTAN Quattrocentomila rifugiati, oltre duecento morti, negli scontri in Kirghizistan... Dai seriamente, a qualcuno frega un cazzo del Kirghizistan? O devo mettermi a parlarvi del polpo Paul? Vi sembro studio aperto? Finiamola qui, va'. Spegni le luci, Grass. Si torna a fare i buskers di fianco alla sede del Riformista.


Sei un ex esponente Psi, Dc e/o ex membro della P2 con pendenze giudiziarie, numerosi reati prescritti dopo il primo grado e chiacchierati rapporti con alcuni boss? Oppure sei un ex giovane dell'Msi che discrimina e avversa le minoranze religiose, di nazionalità e sessuali e chi fa uso di droghe leggere ostentando il motto diopatria-famiglia, ma che non disdegna la cocaina e il sesso a pagamento anche con transessuali?

Magari sei una giovane stagista di bella presenza con disponibilità a corsi accelerati di politica, 'attività extra' e soggiorni a villa certosa?

Altrimenti un ex o attuale dipendente Mediaset o AC Milan senza alcuna competenza politica ma una robusta fama personale da personaggio televisivo o idolo calcistico maturata e spendibile anche in un'altra città?

Mostraci cosa sai fare *particolarmente gradito l'appeal tra le fasce d'età 16-35 e over-60


"

E così ho capito che non avrei sfondato nel mondo del porno: esile, gracilino; assolutamente poco dotato per sembrare un idraulico". Era questo che raccontavo a Pandora, la mia nuova fiamma estiva. Una donna davvero a modo. Intelligente, simpatica, cieca. Davvero la persona con cui vorreste condividere tutto. Anche l'herpes. Era un po' più grande di me ma in fondo cosa sono quarant'anni di differenza? C'eravamo conosciuti durante un tentativo di rapina in cui io tra le altre cose le dissi -"sono un brutale pazzo omicida" e lei -"e non si vergogna giovanotto?". E io adoro le donne che sanno tenermi testa. Specie se sto vomitando. Non era un vero tentativo di rapina: è che ero leggermente ubriaco. Quel tanto sufficiente a non permetterti neanche di investire qualcuno. Il vantaggio di stare con una donna in menopausa è il poter evitare lamentele sui dolori mestruali. Donne. Sempre a lamentarvi che vi vengono e che è una maledizione divina. E quando c'è di mezzo un salto della quaglia riuscito male, ecco che rompete il cazzo anche quando non arrivano.

Pandora era tutt'altro che perfetta. Un tantino fissata con la pulizia ad esempio. Tanto da permettermi di entrare in lei solo con le pattine. Ma fedele come un terrier fedele. Cosa non da poco oggidì, con questa moda delle "coppie aperte": ammirevole inseguire l'utopia del sapersi relazionare sempre e comunque dominando istinti quali la gelosia in nome di un amore incondizionato. Ma non esiste nessun concetto di 'coppia aperta': una coppia aperta è solo un gruppo incompleto. E di certo non era bellissima ma pur sempre dotata di quel fascino particolare che ha chi assomiglia a Petruccioli (ah, Petruccioli: uno che ha la faccia di chi ha appena comprato sul mercato nero di ebay il contenuto di mutandine di sedicenne giapponese). Era questo che raccontavo di Pandora al funerale di Pandora quando venni portato via a forza neanche fossi un manifestante de L'Aquila. A ripensarci forse dire quelle cose in quell'occasione potrebbe esser vista come una scelta infelice. Un po' come proclamare una giornata di silenzio per protestare contro una legge che lo impone. O ammettere con se stessi che è brutto


macchiarsi del reato della pedofilia. Mentre ci si pulisce la tonaca. Ed era questo che pensavo mentre il prete che aveva officiato il funerale, mi fissava, indeciso se davvero avessi detto che "l'esistenza della religione era la prova che l'uomo discende dalle scimmie". Mi giustificai asserendo che ero in preda al dolore per la scomparsa di una persona cara. E presentai la top ten delle frasi che avevano contraddistinto la mia relazione con Pandora 10 "fa talmente caldo che quando sono uscita dalla doccia non capivo se ero bagnata o stavo sudando" 09 "ho un mal di testa che neanche Claudia Schiffer con Pacciani" 08 "che gusto c'è ad avere un pene enorme se poi non può stare tutto nella bocca di una donna?" 07 "il mio ex era talmente violento da strapparsi le mutande prima di masturbarsi" 06 "è bello ricoprire una donna di gentilezze ma poi ad un certo punto bisogna passare al livello successivo" 05 "non credo ancora di aver capito perché quella mia idea di un Padre Pio gonfiabile sia da considerarsi irrealizzabile" 04 "se ti chiamano per nome e cognome è probabile che siano arrabbiati con te. Ma non durante l'appello" 03 "mi sono eccitata; e ora chi asciugherà per terra?" 02 "io e te siamo una cosa sola, come la ciambella col buco". 01 "E così ho capito che non avrei sfondato nel mondo del porno: esile, gracilino; assolutamente poco dotato per sembrare un idraulico".

A

causa dei cambiamenti climatici mondiali l'estate italiana tarda a ingranare, e quindi stiamo vivendo giorni in cui il sole arrostisce le pietre alternati con acquazzoni che fanno gridare all'Apocalisse. Tutta questa situazione sortisce una serie di effetti, oltre a quello di vedere code di autoveicoli che, inizialmente diretti al mare, improvvisamente fanno inversione a U sull'autostrada e finiscono persbattere contro il guard- rail rovesciando il loro prezioso carico. Gli effetti che si producono, dicevo, sono da ricercarsi anche nelle abbronzature che tardano a comparire sui volti dei nostri politici e di noi comuni mortali. Io, in particolare, non riesco ad abbronzarmi. Dopo svariati giorni passati sulla graticola al sole, sembra semplicemente che mi abbiano lavato in lavatrice insieme a un carico di magliette rosse. Ci sono però altri soggetti che sono più fortunati di me, come Gianfranco Fini. Diciamocelo, non è una vera estate fin quando non vediamo Fini di color marrone pennarello che rilascia interviste in TV. E Berlusconi lo sa, eh. Anche lui ama quel colore. Si vocifera che le abbia provate tutte, per trovare un cerone che anche solo vagamente si avvicinasse a quella tinta, ma niente. E' riuscito solo a ordinare capelli color quercia. Berlusconi sa benissimo l'incredibile effetto seducente che quel bruno-scatolone è in grado di esercitare. Perfino su di lui, per primo. Perciò vuole chiudere la legge sulle intercettazioni prima possibile. Perché altrimenti poi Fini entrerà nel pieno della sua abbronzatura diventando come Carlo Conti, irresistibile per il Cavaliere che ne starebbe in grande soggezione, e chissà quali sciocchezze potrebbe commettere...

Testo di Stefano Pisani


seriamente innocente, dopotutto, quando la raccolgo con i suoi occhioni blu alla Miley Cirus, i capelli biondi contornati da un cerchietto, le sue origini semi-nobili a rendere la violenza che mi appresto ad infliggerle politicamente corretta, con l'aiuto di diverse pasticche somministrate senza il suo consenso. Sedici anni da poco compiuti, purtroppo un affare che si preannuncia semilegale – anche se per me ne ha comunque quattordici. Mi confida nel bagno del palazzo in cui si sta svolgendo la festa, con la voce soffocata dalla mia verga venosa e le mani a mulinare i testicoli resi enormi dal mio cockring zebrato preferito, che una volta un vecchio le ha toccato il culo e lei ha avuto paura di rimanere incinta e che da grande vorrebbe fare la giornalista, possibilmente in giornali e produzioni televisive della sinistra antagonista nonostante abbia i soldi per sfamare interi stati africani, la California e i giornalisti Rai.

È

La sua bocca è fresca di mughetto e i filamenti di saliva formano un arabesco di perversione e sesso minorile preliminare che vanno assolutamente inquadrati in una cornice più adatta per una lenta e bestiale deflorazione. Ad un certo punto decido di finire il lavoro di pelle a casa mia, liquidando gli altri ospiti con vari “non si sente troppo bene”, “domani ha il compito di algebra e devo darle delle ripetizioni” o “credo che alla fine della serata lei finirà con una benda nell'occhio come la Mondaini, solo che questa volta non si tratterà di tumore”, così questi annuiscono mentre si apprestano a stringersi in cerchio intorno alla vecchia contessa a carponi sul tappeto imperiale, con delle vistose abrasioni alle ginocchia. E insomma nel tragitto continua a parlarmi delle sue aspirazioni, sempre negli intervalli in cui non le premo la testa sul mio pube rischiando più volte di affogarla, poi una volta arrivati scosto la fotomodella taglia 39 che giaceva inerme sul mio letto da qualche ora, i capelli ancora impiastricciati di sborra, baby-oil e acqua santa e getto di prepotenza la quattorsedicenne, a cui ho già rimosso in ascensore il vestitino di seta, il tanga di pizzo e il delizioso tacco 8 nero (che, tra l'altro, si applica perfettamente alla forma del mio cazzo), spalancandole le gambe, rimuovendo il cockring e incominciando a trivellare la sua montagnola ancora priva di scorie nucleari interrate o valsusini, e dopo un'ora in cui ho provato più posizioni che le leggi ad personam approvate in questi ultimi 15 anni qualcosa del quadro generale davvero mi sfugge. Lei è totalmente immobile, gli occhi semichiusi, bianchi e rovesciati all'indietro, non ansima più, il respiro è flebile, impercettibile: sarà la sua tattica di godimento, penso sul primo momento, notando al contempo un certo smollamento nelle parti basse, e di conseguenza realizzando di averle completamente spaccato il bacino e l'osso pelvico, il che, voglio dire, sono cose che possono succedere, ma non a casa mia. Poco male, posso sempre dire di non sapere che questo

appartamento è mio, o rivendicare l'azione per conto di qualche organizzazione dedita al killeraggio di nobiltà, semi-nobiltà e conduttori dei programmi della mattina sulle reti ammiraglie delle tv commerciali, ma invece, con grande sorpresa, mi coglie una sensazione invasiva di un qualcosa che non avevo mai provato prima, in tutti questi anni – la vergogna, la vergogna e il senso di colpa. Ma un lavoro è un lavoro, e va comunque finito. Dopo una ventina di pompate esplodo l'obice sulla sua faccia, concentrandomi in particolar modo sull'occhio sinistro, poi mi alzo con il mortaio pericolosamente oscillante, semi-eretto e sgocciolante, vado in bagno a prendere una benda e l'applico sull'occhio ricolmo di liquido biancastro e appiccicoso. Un buon lavoro. Prendo la mia sacca ed esco.

Tettiade Spesso le donne, escort, transessuali e politici con cui sono stato o che ho abusato/infettato si sono lamentate del mio comportamento. Non chiami mai, Non ti fai mai sentire, Una gruccia su per il naso non è una maniera di dimostrare affetto, Non parliamo mai di niente, Ma tu non hai interessi in comune con me? ed infine la più terrificante delle accuse, Sento che potremmo condividere delle emozioni insieme, al ché io avevo elaborato una risposta piuttosto standard, “Scusa, hai ragione, ma posso ancora sborrarti in faccia?” Di solito funzionava sempre, come parlare di subincisione genitale in un circolo marxista di studiosi di geopolitica o in un raduno di fan dei b-movie anni '70: ti guardano come un fan di Luttazzi al quinto minuto di un monologo di George Carlin o una ragazza a cui hai appena cercato di infilare il cazzo nel buco dell'orecchino. Nonostante più volte, nel corso degli anni, fossi riuscito ad afferrare il concetto che qualcosa in me non andasse poi così tanto bene, l'attrice serba che è passata dalla pornografia al cinema d'autore balcanico (senza che il pubblico si accorgesse della


differenza) continua a succhiarmi e a farmi pulsare il cazzo nei bagni di un locale di Belgrado, città in cui mi sono fermato per uno scalo che il giorno dopo mi avrebbe portato in Thailandia, slappandomi le palle e infilando ripetutamente le sue dita nel mio buco del culo, arrivando quasi a farmi dimenticare la mia nuova missione, già, perché tutto è cambiato quella sera, la sera in cui ho spezzato l'osso pelvico di una quattordicenne, dato che mi sono accorto per la prima volta che tutto quello che avevo fatto nella mia vita precedente era inutile, malvagio, perverso e inumano – in pratica, i Genesis negli anni '80 – e quindi un cambiamento netto e totale era davvero fondamentale, una svolta, una vera rinascita post-mortem morale ed etica che mi avrebbe portato a salvare il mondo intero, e insomma, sì, ero diventato il nuovo messia del mondo, e se all'inizio molti mi schernivano e i medici della clinica di riabilitazione mi prescrivevano psicofarmaci sempre più potenti, io giorno dopo giorno, penetrazione anale dopo penetrazione anale e bondage vestito da coniglio gigante dopo bondage vestito da coniglio gigante mi convincevo sempre di più della sacralità della mia nuova ragione di vita: proprio così, avrei salvato il mondo da tutta l'iniquità di cui è capace la bestia umana, l'avrei fatto ora, per sempre, avrei consegnato al mondo una nuova epoca di pace e prosperità, armato solamente della mia borsa Yves Saint Laurent stipata fino all'orlo con più di cento tipi diversi di lubrificante, ballstretcher, dita cinesi, perle di gheisha, vibratori, vagine in lattice ricaricabili con energia solare e l'indispensabile pamphlet “La filosofia di Moana”, ascoltando in loop continuo E2-E4 di Manuel Göttsching e It's Ok To Be Gay dei Tomboy. L'attrice serba intanto porta avanti il suo piano di pulizia etnica sul mio glande, quando si alza improvvisamente, mi afferra l'asta e mi porta al bancone del locale, con il cazzo rigido e puntato verso l'alto come un saluto romano della Polverini, mi offre degli shot immondi che sono l'equivalente di un razzo V2 sparato a 1,4 metri di distanza e che sanno di sofisticazione alimentare, poi chiama a raccolta altre 3 sue amiche/colleghe, e queste si passano il mio affare con voluttà e intensità sempre maggiore, e la colorazione progressivamente violacea della mia arma di pacificazione di massa mi suggerisce di essere caduto nella prima e vera trappola della mia nuova attività di salvatore del mondo. Che abbiano già scoperto il mio piano? Chi ha organizzato tutto ciò, il Mossad? Sì, sono stati loro, chi altri utilizzerebbe delle attrici serbe che non sembrano uscite da un film di Kusturica per cercare di fermarmi, a parte gli israeliani? Prima che incomincino a strapparmi la carne di dosso, decido ineluttabilmente di anticipare l'eiaculazione, prendendo al contempo del limone che è sul bancone del bar, quindi estraggo dai loro forni dentati la mia portaerei, strizzo il limone sui loro occhi e faccio esplodere un bombardamento di

sperma sulle loro facce da far impallidire quello Nato nel 1998-1999, e loro gridano, si dimenano gravemente ferite, e io mi fiondo fuori, chiamo un taxi e mi faccio portare direttamente all'aeroporto, destinazione Israele, a sgominare il complotto che i servizi segreti hanno ordito contro di me, e soprattutto per dimostrare che nessuno dovrà mettersi in mezzo, d'ora in poi.

Scusa se ti chiamo prolasso anale Sono a Tel Aviv da ormai 2 settimane, di cui l'ultima passata tra l'ospedale (a causa di un attacco di balanopostite) e i miei vari rifugi sicuri in cui sono rinchiusi 5 agenti (3 femmine e 2 maschi), che mi curo di torturare ad intervalli regolari per estorcere informazioni preziose: se mi vedessero quelli della CIA avrei un lavoro rispettabile, sadico e ben retribuito; ma sono un idealista, e quello che hanno fatto in America latina, in Italia e nell'ego di Norman Mailer non mi è mai andato giù. Dunque, dopo due settimane ancora non sono riuscito ad ottenere una parola da questi agenti, ed ora come non mai si profila necessaria un'azione risolutiva. Riunisco i 5 nel rifugio più grande, un appartamento di 60mq in pieno centro, completamente privo di arredamento, e dopo averli bendati, storditi e imbottiti di Xanax, Cialis, ostriche e riflessivi pavloviani al sentir nominare il termine “prolasso anale” e vedere le relativi immagini, posso ben cominciare l'operazione porno-militare di raccolta informazioni. Mi sarei concentrato prima sulle 3 donne ed infine sui 2 uomini da cui sapevo che sarei riuscito ad ottenere delle informazioni grazie ad un'arma risolutiva che avevo scoperto su certi Tumblr qualche anno fa – ma che malauguratamente non avevo mai avuto occasione di mettere in pratica. Tolgo la benda alle tre agenti e ordino loro di denudarsi, ordine che recepiscono come se fossero un bulldozer davanti alla casa di una famiglia palestinese, appoggio le loro bocche una vicina all'altra e le costringo a limonarsi pesantemente,


mentre io mi masturbo in ginocchio davanti a loro, toccandole alternativamente le tette e le passere che si bagnano alla velocità di un missile lanciato contro un ospedale a Gaza, il cazzo mi diventa duro all'istante, le metto a carponi una dietro l'altra come a formare un millepiedi umano, e loro leccano e si fanno leccare il culo e la clitoride con sempre più foga, mentre le reazioni chimiche provocate dalle sostanze impazzano nei loro organismi, facendole perdere sempre di più il controllo su loro stesse, quasi come la situazione al confine con il Libano. Tiro fuori dalla borsa lubrificanti e olio e schizzo i prodotti sui loro culi, schiene e orifizi sino a far diventare il pavimento una specie di campo da calcetto-sapone, poi mi metto dietro l'ultima agente che forma il Mossad-millepiedi, le slargo il buco del culo con sapienti tocchi in modo da penetrare come una pallottola nella testa di un miliziano di Hamas e incomincio a battere, picchiare, martellare con incredibile frequenza, gli addominali piatti bruciano e si contraggono per lo sforzo sovrumano, e loro continuano a toccarsi e leccarsi le parti basse in un profluvio di liquidi e viscidume fino a quando, dopo circa 20 minuti di violento carpet bombing ininterrotto non intravedo il rosso del retto che comincia a fuoriuscire dalla cavità della mia preda, e capisco che il punto di rottura per il primo

prolasso anale è ormai vicinissimo, necessità solamente di un ultima basculata pelvica, ed ecco il prolasso, TRAC, nel suo disgustoso splendore. Mi sfilo velocemente, ponendomi in posizione eretta, vado davanti al millepiedi, stacco le prime due parti, afferro le loro teste e le rivolgo verso la loro collega, distesa pancia in giù sul pavimento, e noto distintamente l'orrore emergere dai loro occhi e dallo Xanax. Si abbracciano, cercando di rifugiarsi in un angolo per sfuggire da me – e no, mie care, queste cose non ve le hanno mai insegnate nei vostri 3 anni di addestramento militare, operative in una delle zone più calde del mondo. Credo che il momento sia propizio per ottenere le risposte a qualche domanda. “Perché la vostra organizzazione mi ha preso di mira”, domando a cazzo dritto/umettato di olio. “Abbiamo...loro hanno saputo che tu vuoi salvare il mondo”. “Loro chi?” domando mentre raccolgo il materiale per dedicarmi agli altri due agenti, che hanno assistito a tutta la scena senza dire alcunché. “Il Mo...Mossad, signore”. “Come sospettavo. E cosa abbiamo intenzione di fare ora? Pensate di continuare ad


utilizzare passaporti falsi per commettere omicidi in tutto il mondo o di arrotolare oppositori interni in tappeti per poi sbatterli in galera per 20 anni? Oppure – domando retoricamente stritolando i capezzoli di una delle due agenti – pensiamo di lasciare finire questa brutta storia qui, scordare quello che è stato e lasciarmi lavorare in pace?” “La...la seconda”, rispondono all'unisono. Punto primo della missione: compiuto. Con gli agenti è invece tutto più facile, del resto gli uomini sono meno forti delle donne sotto certi punti di vista. Dico loro di aspettarmi, che mi sarei recato in bagno a darmi “una rinfrescata”, mentre in realtà stavo andando a preparare la loro fetta di tortura. Estraggo da un altra borsa, questa volta Prada, un siringone sterilizzato ancora impacchettato e un sacchetto contenente una porzione di merda che avevo all'uopo evacuato dopo una giornata intera passata a mangiare shakshuka, pita, felafel, hummus (il tutto condito con skhug e salse varie), scarto la siringa dal suo involucro e incomincio a risucchiare le feci al suo interno. Torno nel salone, e subito invito le due agenti superstiti a far drizzare gli apparati intimi dei loro colleghi, cosa che provvedono a fare con zelo e dedizione insoliti, mentre nel frattempo confido ai due uomini il mio intento di rilasciare il contenuto della siringa nelle loro uretre (e di fare lo stesso con molte altre persone) qualora il Mossad, o Israele in generale, non si fosse veramente impegnato a rendere effettiva la democrazia, avviare i negoziati di pace con la Palestina, rivelare al mondo intero la portata del loro arsenale atomico e, se del caso, pure di smantellarlo in tempi brevi – ed è quasi inutile dire che i due si sono dimostrati veramente entusiasti della mia offerta, tanto da chiamare i loro superiori i quali a loro volta si sono mostrati assolutamente disponibili tanto da chiamare il primo ministro che ha subito indetto una conferenza stampa in cui ha spiegato al mondo intero che Israele perseguirà una nuova politica estera nel medio-oriente e che, nonostante tutto il sangue versato, spera di ottenere la comprensione e il supporto degli stati arabi confinanti, per la prima volta nella sua storia. Io e i quattro agenti (la quinta agente è stata ospedalizzata e operata d'urgenza, tornando come prima nel giro di qualche settimana) abbiamo deciso di rimanere in quell'appartamento per altri 5 giorni, in cui ci siamo prodigati in selvagge orge, quasi al limite della disperazione, fino a svuotarci completamente di ogni liquido corporeo, in una lussuria scatologica che avrebbe loro levato ogni residua forza per intercettare comunicazioni riservate, assumere identità false e pensare di essere Eric Bana in Munich. Alla fine abbiamo concordato tutti sul fatto che il suicidio di uno dei due componenti dei Telefon Tel Aviv sia stata una delle sventure più taciute ed ignorate del decennio. Siamo rimasti buoni amici.

Fuga dalla Figa Sono passati ormai tre anni dai fatti di Tel Aviv, e devo dire che sono stati anni fottutamente intensi e di cui ho memorie piuttosto confuse. Da quell'episodio tutta la stampa mondiale, ad eccezione di qualche giornale italiano diretto da criptonazisti e persone sessualmente represse, si è occupata di me, di modo che io possa ricordarmi di quello che ho fatto. Time, Guardian, Economist, Playboy, Rolling Stone, Vanity Fair, Le Monde, Spiegel, Il Foglio, tutte le riviste patinate possibili immagini, il Sun, tabloid inglesi e olandesi, pubblicazioni giapponesi e anche delle riviste di pesca per delle tecniche particolari che ho usato per rovesciare un regime particolarmente cruento in un'isola sperduta nel Pacifico di cui non ho mai saputo il nome a causa della dipendenza da crack che avevo sviluppato in quel preciso periodo. Sono stati fatti due documentari e un film su di me, che purtroppo ha avuto enormi problemi di distribuzione e che in pratica è girato solo per festival, vincendo comunque il premio della giuria a Cannes e ben 6 statuette agli AVN Awards, gli oscar del porno, nelle categorie “Miglior attore protagonista maschile”, “Migliore attore protagonista gay”, “Migliore scena di sesso anale”, “Migliore produzione a sfondo etnico”, “Migliore scena di sesso interrazziale” e “Migliore Violazione Vaginale Ad Un'Anziana Di 83 Anni”. È stata persino fondata una rivista (chiamata “George W. Litoris”, semplicemente il mio nome) che segue tutte le mie imprese, registra i risultati ottenuti in questi anni, misura il grado di libertà dei paesi dopo una mia visita, le vittime collaterali delle mie missioni, interviste, reportage e molto altro ancora. Ogni mese esce un supplemento di circa un migliaio di pagine su tutte le relazioni sessuali che ho avuto, ordinate in ordine alfabetico (con relativa votazione data dalla redazione in base ai racconti miei e dei partner) e spiegate nel dettaglio. Una delle relazioni di cui vado più orgoglioso è sicuramente questa:


I / Imelda Marcos – Vedova del dittatore delle Filippine Ferdinand Marcos, nome in codice la Farfalla d'Acciaio e Farfalla di Ferro, fu un'influente figura politica nel regime del marito. Fuori dalle Filippine è conosciuta soprattutto per le sue stravaganze, come simbolo di uno regimi più stravaganti e corrotti del XX secolo e come avida collettrice di scarpe (fino a 3000 paia nei tempi d'oro). Incontra George W. Litoris alle Hawaii, un rendez-vous che dura 2 giorni e che l'ha vista diventare una persona completamente diversa, visto che ora si occupa di volontariato e denuncia quotidianamente gli abusicommessi dalle case di produzione calzaturiere sui bambini del terzo mondo. George W. l'ha definita così in un'intervista: “Ha una notevole carica granny: nonostante l'età avanzata, la signora in anni e anni di regime evidentemente non ha perso il gusto nel suggere randelli e i piaceri dell'esplorazione anale. C'è da dire che ho dovuto limitare notevolmente il mio potenziale, ma ne è valsa decisamente la pena. La colonna sonora delle nostre 48 ore di passione è stata ovviamente “Here Lies Love” di Fatboy Slim e David Byrne, il concept album uscito di recente a lei dedicato – si sa, i reazionari di tutto il mondo sono degli inguaribili narcisisti”. Cronache non confermate dalla stampa mondiale, ma per noi assolutamente certe, riferiscono di pesanti giochi erotici con le scarpe della signora (mentre ella stessa avvolgeva la testa del Nostro con le sue flaccide e rugose labbra), in particolare di quelle munite di paillettes, tacchi 12 e laccetti. Litoris ha confermato la frequenza d'inserimento di scarpe-nelculo-della-vecchia: 3,5 al minuto. La Marcos ha avuto bisogno di 6 punti di sutura per chiudere la ferita. VOTO: Vasco Rossi. In questi anni, comunque, ho contribuito a rovesciare regimi africani, ho unito etnie diverse attraverso il teabagging e ho risolto la crisi in Sudan insegnando ai governanti musulmani e ai ribelli del fronte di liberazione le gioie estatiche dell'estrarre il cazzo leggermente sporco di residui fecali per poi disegnare buffi baffi e pizzetti sui volti di nemici, amanti, amici e torturatori. In Africa ho contratto una lunga serie di malattie e collezionato svariati incidenti che hanno quasi rischiato di mandare a monte la mia missione, tra cui crampi muscolari, rottura dei testicoli, rottura dei vasi sanguigni, lividi da eccessi di pompino e disidratazione generale. Ho rischiato terribilmente un'irreparabile frattura del pene all'apice della cavalcata anale con il

presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, un grasso porco con folti peli intorno al culo e una passione insana per quell'intreccio tra sangue e gonfiore spropositato che si genera dalla rottura dei cazzi all'interno del suo culo – ma è stato assolutamente radicale, dato che Mugabe ha abbandonato il potere, restituito il maltolto alla sua popolazione in cambio di, be', cazzi rotti in culo, che è quel che è, ma almeno non è una faccia spappolata da una sventolata di AK-47 governativi. In Asia invece ho trovato molte meno difficoltà, ed il momento più bello è stata sicuramente la maxi orgia con tutta la junta militare birmana che si è protratta per venti giorni ininterrotti tra la capitale Naypyidaw e Rangoon. È bastata un'ora per scatenare tutta la repressione sessuale di questi militari, abituati da anni a sterminare la propria popolazione, tenere ai domiciliari Aung San Suu Kyi (sulla quale, come mi ha confidato un generale, ogni militare si è sparato almeno venti seghe) e fare referendum farsa per continuare a perpetrare la dittatura. Avevano una strano modo di intendere la sessualità, che io ho trovato sinceramente naif e


anticonvenzionale. In pratica, i militari si consultavano frequentissimamente con oroscopi e astrologi per decidere il momento della sborrata: erano assolutamente scientifici in ciò, e io trovavo oltremodo affascinante la loro dedizione nell'applicazione di queste ciarlatanerie pagane al sesso. Detto ciò, loro amavano sopra ogni altra cosa la nobile arte dello snowballing e cercavano infatti di far coordinare dagli astrologi (pena la morte) tutte le loro sborrate in modo da schizzarsele in bocca, rimasticare la sborra, impastarla con la saliva e passarsela di bocca in bocca – ed ecco, immaginatevi quest'operazione ripetuta almeno 40 volte al giorno per rendervi conto della carica virale che poteva avere uno snowball passato nella bocca di almeno 150 persone. Non appena si era sparsa la voce di quello che stavano facendo i generali insieme a me, tutta la popolazione è scesa in strada, si è riappropriata del paese, ha chiesto elezioni generali da cui è uscita naturale vincitrice A.S.S.K., la quale ha traghettato la Birmania verso l'agognata svolta democratica dopo anni di opprimente dittatura. La junta militare, o quel che ne rimane, è ancora lì a passarsi la sborra di bocca in bocca.

La svastica nel ventre Nonostante abbia risolto situazioni irrisolvibili e sia diventato l'unica speranza per la pace nel mondo, moltissime persone disprezzano profondamente i miei metodi, le guerre in Iraq e Afghanistan continuano ad andare avanti, Steve Jobs prosegue nella sua deriva tecnologico-autoritaria, la Binetti continua a negarsi a me (nonostante una petizione su internet abbia raccolto 200 milioni di firme) e, soprattutto, le minorenni sono ancora illegali nella maggior parte del mondo cosiddetto civilizzato – tant'è vero che la mia base operativa, da un anno a questa parte, è situata nello stato del Vaticano. Sono arrivato, insomma, ad un punto morto, penso mentre sto infilando i miei due pugni nei culi bianchi e nazifascisti delle gemelle Gaede del gruppo razzista/white power “Prussian Blue”, chiedendo

contestualmente ad una di loro di infilarmi un assorbente imbevuto di Gray Goose nel culo. Sotto espressa richiesta, le due biondohitleriane nate nel 1992 mi hanno portato dall'America l'olio Crisco, un grasso vegetale usato per cuocere che dicono sia il lubrificante ideale per infilare mani e altri oggetti simili nel deretano di qualcuno, e quando ormai arrivo al polso le due troie urlavano improperi in tedesco inglesizzato invocando il Quarto Reich, dandomi così, giusto poco prima che la vodka si irradi in tutto il mio organismo e io cominci ad agitare spasmodicamente i miei pugni all'interno delle loro cavità anali causando orribili lacerazioni, l'idea definitiva per portare la pace nel mondo - il Quarto Reich, appunto, e come cristo avevo fatto a non pensarci prima? Questa volta però non avrei convocato una conferenza stampa per annunciare i miei propositi, non avrei detto la mia destinazione e soprattutto non avrei agito da solo, accompagnato da 4 fedelissimi redattori della mia rivista, e nemmeno pacificamente. Arrivo a Berlino che è notte e mi dirigo subito verso il palazzo della cancelleria, occupandolo manu militari. Il primo ministro della Germania è nel suo ufficio, ancora intenta a lavorare per donare alle sorti della nazione un futuro di prosperità e per placare l'ira dei banchieri che vogliono indietro i soldi dati alla Grecia, e non appena mi vede caccia un urlo, muove dalla sedia quel suo culone flaccido e strizzato da un'orribile gonna rosacea da VHS porno del 1984 sperando di scappare da me, ma è troppo pesante e goffa e ridondante e cade nei pressi della scrivania, e noi a quel punto l'assaltiamo, le strappiamo la giacca e la gonna e nel giro di 5 minuti siamo già sulla tripla penetrazione bocca-figa-culo, e la scrofa gode ed ha la faccia paonazza solcata da vene ingrossate dal travaso di lussuria che le stiamo operando – e questo sarebbe stato solo l'inizio – e urla come un gerarca delle SS quando le sborriamo in faccia e sulle tettacce pendule e sformate dall'età che poi smarmelliamo alacremente con i nostri bastoni di carne. L'indomani il palazzo è circondato da polizia, esercito e televisioni, una nutrita schiera di persone che rimarrà lì fuori un mese intero, un mese in cui tramite una sudditanza sessuologica la premier tedesca traghetterà la Germania verso i suoi antichi fasti nazisti, creando l'agognato Quarto Reich, invadendo già la Polonia come primo avvertimento al mondo intero e ordinando la soluzione finale per la razza turca – dato che ormai gli ebrei hanno stancato e sono pure circoncisi. Il mio piano definitivo è proprio questo: compattare il mondo intero contro i nemici storici di sempre, i nazisti. Reductio ad Hitlerorum, semplice, banale, lineare, con l'olocausto dei turchi la Germania si tirerà dietro anche l'odio del mondo musulmano e grazie a questa minaccia tutti i popoli, le genti, le razze, le etnie e i sadomasochisti diranno “MAI PIU'” e si


uniranno tutti in un grande abbraccio collettivo, le istituzioni internazionali finalmente funzioneranno, la pace regnerà sovrana, l'unica preoccupazione dell'umanità sarà quella di esplorare lo spazio intergalattico e fare i creampie nel culo dei propri partner, la percentuale del Pil dedicata alla difesa e agli armamentari crollerà e l'amore vincerà sopra ogni cosa, sì, andrà proprio così, già lo vedo. E dunque la mia vicenda si conclude qui, con un seppuku collettivo, un suicidio che lascerà spazio al mio successore designato da me medesimo, Daniele Capezzone, il cui volto mi sovviene mentre mi trafiggo con la spada da parte a parte, e vedo la sua espressione corrucciata quando gli dico ch lui sarà il prossimo salvatore del mondo e lui mi chiede angosciato “Perché mi hai fatto tutto questo?” e un grande buio cala dentro i miei occhi e per la prima volta dall'inizio di questa storia il mio Cazzo si affloscia. FINE



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