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VILLA CERTOSA, Agosto 2010, sempre con mio nipote, ormai 6 anni. Circondati da caldo afoso, sdraio, ombrelloni, turisti, piscine, topa. «Ehi zio, indovinello: mi ficco questo enorme calippo in bocca eee...ohfh...hhi shoho?» «Un idiota?» «Sbhaghliaho! Shoho Hoehmi Hethizhia!» «Ha Ha. Divertente.» «...sphuah...Andiamo zio, non mi dirai mica che sei nervoso!» «Non sono nervoso!» «E allora perché stai masticando i preservativi omaggio?!» «...hhrrmm...ok, sono a disagio!!» «Disagio?!...uhm... ma che ti scappa un pò di senso civico?»

«Beh non lo so...solo l'anno scorso questo posto era qualcosa di scandaloso...e ora perchè siamo qui?» «Perché adesso Villa Certosa è un villaggio divertimenti dove la gente viene a fare la vita del Premier per un giorno all'anno a spese de...gli altri contribuenti! ihihihih!» «E questo mi mette a disagio!» «...e se ti andassi ad

invagonare con una di quelle veline laggiù?» «Volentieri, se non fosse che non ho "soli 2000€ aggiuntivi" da spendere!» «Allora la palestra Premium, fai i manubri, 40 megaschermi di solo sport, e se hai sete le cameriere ti fanno assaggiare le migliori birre del mondo Versandosele sui capezzoli!» «Senti, è da quando siamo arrivati che ho un'erezione di marmo, ho vinto il torneo di "chi-ce-l'ha-più-gonfio" già 3 volte, ho speso gli ultimi 150€ per prenotare una sega da Barbara Matera ma sta servendo il numero 68 e io ho il 493, se vedo ancora un perizoma mi viene un infarto!!» «Calma! Ok! Ho capito!...sorsetto di vodka?» «Grazie. ...tua madre dov'è?» «E' la solita patetica, è andata ad ammirare la "Cucina Del Presidente".» «Adesso capisco perchè tuo padre è rimasto a casa...» «In realtà è rimasto a casa perché ha organizzato un pullman la prossima settimana con la delegazione del sindacato.» «E tua madre lo lascia fare?»


«Beh, in questo posto assumono guardie del corpo "solo con attitudine allo striptease".» «Puah!» «Zio, potevi pensarci negli anni '90, ora la situazione è Questa, che pensi di fare?!» «Maledetto marmocchio, dico sempre che non voglio più vederti e mi ti ritrovo sempre tra i piedi!» «Eh lo so, ma d'altronde dove la trovi un'altra persona che sappia distinguere un'opinione da una scoreggia?» «Già...» «Cerca di rilassarti zio, qui c'è tanta di quella roba che con un giorno solo non si vede quasi niente...dovremo

tornarci tutti gli anni!» «...senti figliolo, ne ho abbastanza di questa giornata, ma non posso andarmene con questo coso sotto al costume. Vai a cercare tua madre e chiedile se ha 30€, glieli ridò appena il direttore della mia banca torna dal Messico.» «Cosa c'è che puoi fare a 30€?» «Beh...o compro delle pasticche al bazar per intossicarmi, oppure posso incularmi Mario Giordano.» «E la scelta dov'è?» «Che da Mario Giordano stanno al 93, e io ho il 742.»


Lo chiamavano Trinità Il Papa dichiara trionfalmente che “esistono tracce della Trinità nel genoma umano”. Ma dal mondo scientifico fanno sapere: “Non è Trinità, ma cancro”. Un regalino di Radio Vaticana. Luce divina Radio Vaticana apre alla pubblicità. L’Enel è la prima azienda concessionaria dello spazio pubblicitario. Già pronto lo slogan: “Dio, l’energia che ti ascolta”. Beh, d’altra parte non è una novità lo stretto rapporto tra Chiesa Cattolica e la società di distribuzione di energia elettrica. Solo che fino ad oggi si manifestava sotto forma di messaggi subliminali. Pensate a quante volte la parola “luce” viene pronunciata durante un sermone! Godtax Come ritorsione per il mancato pagamento delle tasse da parte del Vaticano, Israele blocca i fondi destinati ad una “importante

istituzione ecclesiastica”. Ma il provvedimento è stato revocato non appena le autorità israeliane hanno scoperto che si trattava di un orfanotrofio e che, nel frattempo, diversi sacerdoti si erano offerti di ospitare i bambini. Un po’ in ritardo. Il Vaticano non si esprime ufficialmente sui risultati delle elezioni europee, ma dai suoi organi di stampa e radiofonici fa trapelare la “preoccupazione per il dilagare di forze xenofobe”. E poi scomunica Hitler.


le frasi pronunciate per rimediare una scopata hanno la stessa valenza semantica di una dichiarazione programmatica di Berlusconi sul terremoto in Abruzzo. Io per esempio la scorsa settimana pur di convincere una tizia a farmi un pompino ho dovuto portarla da Ikea a scegliere la cucina.


correlazione tra l’uso occasionale di droghe leggere e un costante abuso di sostanze fortemente psicoattive in grado di generare dipendenza si basano tutt’oggi non tanto su univoche evidenze biochimiche, quanto su discutibili sillogismi empirici sulla cui valenza sono stati avanzati diversi interrogativi. Mi spiego meglio. Non è sperimentalmente dimostrato che fumare hashish o marijuana induca per esempio al consumo di eroina, ma le statistiche dimostrerebbero che la quasi totalità di coloro che abusano di eroina in passato si facevano le canne. Si collegano cioè due eventi non necessariamente interdipendenti attraverso un opinabile nesso di causalità per giungere ad una conclusione quantomeno allarmistica. Proseguendo infatti secondo questa logica, si potrebbe a questo punto asserire che, dal

momento che buona parte dei consumatori di droghe leggere sono anche fumatori, fumare sigarette induce a farsi le canne. E poiché tutti quelli che fumano sigarette sono dotati di un sistema respiratorio che permetta loro di aspirare, sarebbe lecito sostenere che nascere istiga a fumare. E francamente non me la sento di attribuire la vostra severa dipendenza da eroina alle scopate che vostra madre si faceva con l’idraulico. Hai una domanda per Qualcosa? Scrivi a qualcosadelgenere@gmail.com


forte inclinazione all’umorismo spinto da parte di donne che chiamano “onorevole” Gabriella Carlucci. C’è stata qualche eccezione al moto di rivolta contro Grillo, ma sostanzialmente si è trattato di un plebiscito di indignazione e sgomento. A ben vedere era pensabile che spuntasse una querela per l’uso del termine zoccole riferito a delle parlamentari, ma dal momento che non esiste un sindacato delle zoccole mi aspettavo che nessuno si sarebbe offeso al punto da protestare in via ufficiale. Non avevo osservato la situazione dal punto di vista giusto. Salta all’occhio il fatto che ancora una volta Grillo ha trovato il modo di portare una sua iniziativa in un luogo incredibilmente altisonante e ancora una volta è riuscito a mandare tutto a puttane. In questo caso letteralmente. Quanta parte della colpa sia ascrivibile a lui e alla sua dialettica da comico e quanta al disperato bisogno dei parlamentari di non fare sentire il resto del suo discorso, è difficile da capire. In realtà non è difficile, proviamoci: Quando Beppe Grillo scrive che abbiamo un parlamento pieno di corrotti, il parlamento non reagisce con una querela collettiva (anche se vorrebbe tanto): questo accade perché, zoccola di una magistratura, queste affermazioni sono supportate da atti giudiziari. Una delle cose brutte delle prove è che se io definisco ladro un ladro accertato, il ladro non mi potrà querelare. O potrà farlo, con la consapevolezza che la sua sarà una causa


La reazione di alcune parlamentari è stata quasi tenera: hanno urlato scandalizzate alla “misoginia” di Grillo. Sono state più veloci a partorire questa valutazione idiota di quelli che gridano al nazismo se qualche poveraccio prova a dire che Israele uccide più palestinesi che ragni. Tecnicamente questo metodo di confronto dialettico trova le radici nella “Tattica di difesa dello stronzo”, la cui origine si perde nei secoli. I capisaldi di tale teoria sono pochi semplici assiomi: - Se hai torto attacca - Se hai ragione attacca - Considera che generalmente hai torto. A meno che tu non voglia convincere qualche scettico del fatto che sei uno stronzo. - Una parola è sufficiente a annullare il resto di un discorso, anche se il discorso dura 18 minuti. Individuala. - Combatti l’avversario quando non è presente. Non puoi battere davvero a parole le persone più intelligenti di te. - La gente pensa che se A viene querelato da B, allora A ha detto qualcosa di sbagliato. Cerca di essere sempre B. Il punto 4 collide fortemente con uno dei postulati della logica: Una querela da parte di molti politici Italiani coalizzati è soltanto una meravigliosa conquista da inserire nel curriculum personale. Una cosa molto importante, non sufficientemente enfatizzata dai giornali, è l’uso fatto da Grillo del termine “qualche”. Non mi è ben chiaro il meccanismo per cui si possa

Persa (…come quando Emilio Fede querela qualcuno per qualsiasi insulto questi gli abbia rivolto). Del resto Previti non è solito querelare Travaglio, che lo chiama “corruttore”, per intenderci. Portare delle prove di zoccolaggine (nell’accezione usata da Grillo) che reggerebbero in tribunale è invece molto difficile, direi quasi impossibile. Di conseguenza è scattata la querela. Il meccanismo, come potete vedere, è semplice.


querelare qualcuno per un’offesa generica a un gruppo cui si appartiene. Querela di solidarietà? Cioè, se io dico che “Qualche imprenditore è un ladro” la Confindustria mi può querelare? Se io fossi una parlamentare con la coscienza a posto avrei pensato: “Non sta parlando di me. Si riferirà a Rosi Bindi.” Ricorderete un episodio analogo: il nostro capelluto premier un tempo appellò gli elettori di sinistra col termine “Coglioni”. Ora, io non penso si riferisse a me in particolare, ma solo perché non mi conosce di persona, se dovesse incontrarmi penso che confermerebbe tale visione delle cose (e questo andrebbe ad abbellire un po’ anche il mio curriculum); certo è che lì almeno sapevamo chi era l’insultato. Sapevamo anche chi era l’insultatore e, onde evitare di trovarsi faccia a faccia con Ghedini, il popolo ha deciso di non sporgere querela. In questo caso la frase di Grillo era rivolta ad una generica platea, come a dire “Tra di voi siedono alcune zoccole”. Il sottinteso era che tutte le altre avevano dovuto lottare più del dovuto per battere tale concorrenza sleale, era quasi un complimento, che cazzo! Parlano tanto di “ottimismo”, ma di vedere il bicchiere

mezzo pieno in questi casi non se ne parla. Il fatto che si siano registrate proteste così generalizzate mi fa sospettare che Beppe Grillo abbia solo pestato un’enorme coda di paglia, che tagliava trasversalmente le due camere. Mi spiace solo per la Carfagna: ha perso l’occasione di prendere le distanze dalle arriviste che, forti del loro corpo mozzafiato, sinora le hanno impedito di avere una carriera agevole.


Cerchio di fuoco tedesco Con già alle spalle 12 ore di lavoro una squadra di uomini senza addestramento antincendio verrà circondata da fiamme e olio bollente, con il telefono interno guasto e gli estintori scarichi. Per chi sopravvive anche denunce e accuse di protagonismo.

Death Race Agricoltori in viaggio su terreni in pendenza scopriranno che il loro grosso mezzo agricolo a trazione anteriore non ha nessun dispositivo utile contro la forza di gravità.

Caduta da ponteggio Una disciplina molto spettacolare in cui il massimo valore tecnico si raggiunge con i salti mortali da piattaforma oltre i 6 metri senza parapetto e con assunzione in nero. L'alto coefficiente di difficoltà è quello da parte dei giudici dato che molte morti riguardanti immigrati irregolari vengono nascoste.


Full contact meccanico Spettacolari lotte corpo a corpo tra uomini e macchine. Con sprezzo del pericolo (se non quello di essere licenziati e morire di fame) gli operai dovranno affrontare cinghie meccaniche e presse impazzite, tubi spezzati e cavi scoperti.

Staffetta d'apnea in assetto fiducioso Un operaio dovrà pulire una cisterna sicuro che sia stata prima bonificata. Il suo svenimento per le esalazioni tossiche attirerà il compagno in attesa lì vicino e i due che stazionavano all'esterno.

Omertà sincronizzata Vero fil rouge, indispensabile ai precedenti, dei quali è una vera palestra. Molti lavoratori l'hanno praticato anche contro la loro volontà, dichiarando il falso per salvare il loro posto e quello degli altri, rendendosi comunque complici di questo gioco mortale.


nero lucido sono di rigore. Il giaccone è casual e pieno di tasche per riporre comodamente i più svariati pregiudizi. Donatella Versace presenta maschi che amano il potere, vestiti in mimetica grigio scura ma con la possibilità di giocare con altri capi dell’armadio come fasce in pelle, camicie grigie di seta o sofisticati pullover dolcevita in cachemire con sopra spillette colorate raffiguranti il faccione del duce con le orecchie di Mickey Mouse. Il mood vigilantes si sviluppa secondo una precisa direttrice. Il rondista che verrà sarà romantico, con un occhio al passato, e vestirà indistintamente l'elmetto e il basco. Sarà guerriero metropolitano, ma anche cowboy e, perché no, marinaio. Dolce e Gabbana, bandito con nostalgia il nero, hanno fatto sfilare la "milizia volontaria del nuovo millennio". A farla da padrone è il colore kaki di giacca e camicia, a far risaltare la cravatta nera. I pantaloni militari modello desert sono comodi ed eleganti e ai piedi gli anfibi

Se Missoni rilancia il baschetto "leonessa" con lo stemma del teschio e tibie incrociate luminosi, la Westwood riscopre la cultura germanica grazie ai suoi aitanti modelli ariani che sfilano al passo dell'oca indossando le


divise delle SS impreziosite, però, da inserti e ricami colorati, come a voler stemperare l'austerità dell'olocausto. Non mancano le magliette ironiche con la scritta WAFER-SS . Un po’ guerriero e un po’ cacciatore, il rondista di Prada indossa elmetti ricoperti di pelliccia, raffinati parka feldgrau e pantalone mimetico urban, adatti alle passeggiate nella periferica tundra milanese ma con una strizzatina d'occhio anche alla movida delle vie del centro. Uomini carichi di sensualità squadrista quelli di Roberto Cavalli: camicia nera sulla quale spicca una fascia rossa con il ricamo della ruota solare, pantalone nero alla cavallerizza, bustina in panno nero con aquila imperiale romana. Perfetti per spedizioni punitive nella romantica cornice dei fori imperiali. I modelli di Valentino vestono come personaggi famosi; elegantissimo nella sua divisa da terzo Reich, il Charlie Chaplin del film "il grande dittatore", che danza in passerella lanciando in aria un mappamondo dal quale sono stati cancellati i paesi in via di sviluppo. Per quanto riguarda gli accessori, il trend è

unico: grosse e pesanti torce nere che si abbinano perfettamente ai guanti in pelle, oltre che essere di gran lunga più resistenti dei classici manganelli di plastica. Gli occhiali da sole sono modello Poncherello. Tonto ma con stile. Insomma, la moda da regime diventa democratica, da passeggio, con una possibilità pressoché infinita di giocare con abbinamenti di stili e di colori. Nessuno si dovrà stupire nel vedere per le strade delle nostre città omoni sessualmente repressi indossare divise carnevalesche che, sotto un alone di legalità, nascondono la violenza culturale del razzismo e della xenofobia che si accompagna naturalmente con una ignoranza da guinness.


DAL NOSTRO INVIATO – Il puzzo di fumo avvolge la stanza. Un gruppo di uomini è in cerchio. Sono seduti e stravaccati, l'aria sbattuta e contrita. Uno di questi ha il volto racchiuso tra le mani, rigato dalle lacrime, a coprire la vergogna. Guarda in basso, sussurra. Singhiozza vistosamente, il corpo scosso da fremiti e sussulti. “Mi avevano già condannato per stupro qualche anno fa...mi avevano beccato grazie alle intercettazioni, dopo 10 mesi di indagine. Sapete – alza la testa, una punta di antica fierezza brilla negli occhi – io sono un medico...ero un primario, nessuno avrebbe mai sospettato di me. Stupravo donne inermi nei vari reparti, tutti sapevano, nessuno denunciava...” Scoppia a piangere di nuovo, è un fiume in piena. “Nell'ultimo anno ho commesso esattamente 248 stupri, e ogni volta mi attaccavo al cellulare e lo dicevo a mezza rubrica, per mesi. E non è successo niente, mai. Servivano 'gravi indizi di colpevolezza' per disporre le intercettazioni, e non ce ne erano – altrimenti mi avrebbero sbattuto dentro di nuovo. Ci ho provato in tutti i modi a farmi prendere, ma ora la mia vita è vuota, nessuno riesce più a fermarmi. Non provo più nulla a commettere crimini, è una sensazione deprimente”. Di storie così questo posto ne è pieno. Mafiosi che sbattono la testa sui muri. Sicari efferati che sbavano, appisolati. Pedofili incalliti che contano le mattonelle per terra. Giudici corrotti che corrono per i corridoi usando la toga a mo' di mantello. Sequestratori di presunti terroristi che mangiano enormi telefoni di cioccolata, ingrassando a vista d'occhio. Aperto due anni dopo l'approvazione della


lacrime, piombo e dure battaglie, un valoroso manipolo di criminali è riuscito a fare passare come legge dello Stato l'azzeramento del più efficace strumento investigativo (le intercettazioni) per individuare assassini, rapinatori, stupratori e trafficanti. “Se lei nota, questo centro è abusivo. Naturalmente abusivo. Avevo una montagna di soldi da riciclare e dovevo impiegarli in qualche modo. Le finalità terapeutiche sono sorte solo in un secondo momento, quando non provai né rimorso né paura nell'ordinare un omicidio a sangue freddo”. L'imprenditore si mette a ridere. “Sa, non avevo assolutamente paura di essere preso, zero, niente. Era inutile per me continuare a vivere nell'illegalità. Stavo addirittura pensando di trovarmi un'attività legale”. Poi, il punto di svolta – un colloquio casuale, intercettato miracolosamente in un'inchiesta per mafia, tra un politico e un banchiere. “Ovviamente nessun giornale ha mai potuto pubblicare alcunché, si figuri,


avvengono per timore, poche per la speranza e nessuna affatto per il dovere. Mettendo il paziente di fronte ad una concreta possibilità (salvo prescrizioni, cavilli procedurali, etc) di punizione, questo si rivitalizza subito e riacquista il desiderio di delinquere. Noi questo facciamo: recuperiamo i delinquenti alla società.” Contrariamente a quanto si poteva pensare nel 2009, la legge anti-intercettazioni non è una misura volta ad avvantaggiare certe forme di delinquenza organizzata. Tutt'altro. È il provvedimento definitivo contro il crimine, quello che elimina il rischio intrinseco dell'illegalità, che toglie tutto il brivido e l'eccitamento nell'infrangere le norme. Insomma, è una misura che rende la delinquenza fondamentalmente noiosa e ripetitiva, che instilla il morbo dell'Impunità nel sistema immunitario del crimine. Congediamo l'imprenditore, ma questo ci fa un cenno – non ha ancora finito con noi. Si china su un cassetto della scrivania e ne riemerge velocemente. In mano ha una risma di fogli: è la trascrizione della famigerata intercettazione, già pronta per la pubblicazione su un giornale: A: (omissis) B: (omissis) A: (omissis) B: (omissis) A: (omissis) B: (omissis) A: (omissis) B: (omissis) A: (omissis) B: (omissis) A: (omissis)

“Ecco, vedete? È tutto bianco su bianco. Non è una bomba in faccia al crimine?” Già.


PICCOLI FASCISMI CRESCONO Le Elezioni Europee ci hanno dato alcuni insegnamenti: il primo è che se l'Italia piange, l'Europa non ride; il secondo, che la madre degli idioti è sempre incinta ed è anche una fottuta ninfomane assatanata; il terzo, che chi fa orecchie da mercante è il contadino scarpe grosse cervello fino. Lo so, quest'ultima cosa non c'entrava niente, ma mi rifiuto di imparare qualcosa da queste elezioni europee. Il mio buon senso mi vieta di imparare qualcosa dai milioni di elettori che hanno votato per partiti neofascisti o ipernazionalisti, se non che nella Seconda Guerra Mondiale sono morti troppi pochi europei. Francia Tutti i media tra cui l'Economist celebrano la trionfale vittoria di Sarkozy sulle sinistre, una vittoria piuttosto stramba dato che il suo partito gollista è passato in due anni dal 39% al 28% dei consensi, mentre i quattro partiti di sinistra (socialisti, verdi, comunisti e trotzkisti) hanno insieme oltre il 40%. Ovviamente si sono presentati divisi, ma questo non dovrebbe sorprendere nessuno che abbia incrociato sulla sua strada Bertinotti e Diliberto.

Germania Gli analisti politici non hanno neanche fatto in tempo a magnificare l'esempio tedesco del voto alle europee, in cui non hanno fatto breccia le ultradestre, che i risultati delle amministrative nella ex-Germania Est hanno mostrato un avanzamento massiccio della NPD, il partito nazionalista tedesco, pieno zeppo di teste rasate che girano con bandiere del Reich Imperiale ornate di croci celtiche – apparentemente non abbastanza per farsi bandire dalle leggi tedesche che vietano l'esistenza di partiti filo- o neonazisti. In Sassonia, l'NPD ha piazzato almeno un candidato in ogni circoscrizione, prendendo un 5% complessivo, finendo in due circoscrizioni addirittura davanti ai Socialdemocratici, e raggiungendo in alcune città la cifra record del 25% dei voti. Hitler ha preso il potere col 30% dei consensi, quindi certe zone della Germania sono quasi pronte al Quarto Reich. Tutto questo consenso è probabilmente frutto dell'impagabile fascino dei tre leader del partito, tutti e tre condannati a diversi mesi di carcere per incitamento all'odio razziale appena un mese e mezzo fa. Gran Bretagna Oltre a constatare il crollo dei laburisti (15%), terzo partito dietro a Conservatori (27%) e all'UKIP (15%), il partito che vuole far uscire la Gran Bretagna dall'Unione Europea, c'è da registrare il successo del British National Party, i neofascisti, che col 6% conquistano tre


deputati. Già tutto questo non è una bella cosa, ma David Cameron, leader dei Conservatori finora criticato per non avere dato un programma, una linea politica, un'idea al suo partito, è uscito dall'ombra per annunciare che i Conservatori inglesi lasceranno il Partito Popolare Europeo per allearsi con le destre nazionaliste ed euroscettiche (e qualcuna anche xenofoba) dell'Europa dell'Est in una nuova formazione dell'Europarlamento, che probabilmente si chiamerà England England Uber Alles. Paesi Bassi Nella liberale, buonista e simpatica Olanda che tutti noi ci raffiguriamo come il paradiso degli hippy spinelloni, dell'integrazione e dell'eutanasia, in cui ci immaginiamo un Ruud Gullit gay vestito solo con un perizoma di tulipani che balla nudo sugli zoccoli a ogni angolo di strada, il PVV (Partito della Libertà) di Geert Wilders, anti-islamico e razzista, raggiunge il 17% e diventa secondo partito. Il PVV vuole istituire una Guantanamo olandese, vuole introdurre i “valori cristiani” nelle leggi, è euroscettico, vuole vietare l'immigrazione alle persone islamiche e vuole vietare ogni posizione pubblica a persone che hanno doppia cittadinanza. Nei Paesi Bassi un sondaggio ha rilevato che una settimana prima del voto oltre metà della popolazione non sapeva ci fossero le elezioni europee.

Per quelli che pensano che l'astensione alla cifra record del 65% abbia favorito la crescita del PVV, gli analisti olandesi dicono esattamente il contrario: sondaggi per le prossime politiche danno il PVV primo partito oltre il 20% e Wilders come possibile se non probabile nuovo premier. Ungheria Il Movimento per la Migliore Ungheria (Jobbik) prende il 15% dei voti e si attesta come terzo partito del paese. Il Jobbik è un partito fondamentalista cristiano che celebra il Natale erigendo croci su tutto il territorio, con la benedizione di importanti vescovi cattolici del paese (e quando dico benedizione intendo che vanno a benedire le croci fisicamente). Uno degli eurodeputati eletti è Krisztina Morvai, un avvocato che si dichiara attivista per i diritti umanitari e ha dichiarato durante la campagna elettorale, in risposta alle critiche dell'ebreo ungherese Gabor Barat, direttore di un istituto di radiologia di New York: “Mi farebbe molto piacere se coloro che si proclamano con orgoglio Ebrei Ungheresi passassero il tempo libero a giocare con i loro piccoli cazzi circoncisi invece di offendermi. Il vostro popolo si è abituato al fatto che il nostro popolo vi da retta e si adatta a ogni vostra scoreggia. Dovete cortesemente capire che tutto ciò è FINITO. Abbiamo rialzato la testa e non tollereremo più la vostra politica di terrore. Ci riprenderemo la nostra nazione.” Judit Szima, un'altra candidata non eletta, ha dichiarato: “Considerate le circostanze attuali, non solo NOI abbiamo il diritto di essere antisemiti, ma essere antisemita è il DOVERE di ogni ungherese che ama la sua terra, e ci dobbiamo preparare a una lotta armata contro gli Ebrei”.


E mercoledì ospite a Porta a Porta c'era Berlusconi. Contemporaneamente alla sua entrata, su Italia 1 andava in onda il film Evolution, per essere precisi la scena in cui David Duchovny dà la caccia a un minaccioso alieno mutante che vola in un centro commerciale dell'Arizona e tenta di ucciderlo a colpi di fucile. E ancora risultava essere più credibile delle boiate che sparava Berlusconi. Impressionante vedere come i leghisti gongolassero spavaldi in tv dopo le elezioni. Se dovessi trovare una metafora sessuale per questa tornata elettorale, penserei al fisting con la sabbia al posto del lubrificante. (Lo ammetto, questa l'ho scritta una settimana prima del voto). Saputi i risultati, Emilio Fede Era talmente in stato di estasi che la sera è andato al casinò

e si è giocato un paio di redattrici del tg al blackjack. Fassino nel frattempo era a casa a soffiare sul suo brodino di semola. A riferire le proiezioni del voto in tv c'era Fabrizio Masia, il mitico presidente della Nexus che sfiorò il collasso in diretta la notte delle elezioni politiche 2006 (quando l'Unione vinse di ventimila voti). Ma stavolta le cifre erano esatte e precise, le prendeva dal Televideo. Ultima puntata di Annozero. Ghedini e Castelli partono subito aggressivi contro Travaglio, De Magistris, e Beppe Grillo. Santoro perdere le staffe e fa una sfuriata. Pubblicità; al ritorno in studio, tutti sono pacati, rispettosi: Padellaro conviene che la sinistra ha grosse responsabilità, Castelli parla di preservare l'ambiente,

Ghedini concede che qualcuno dei suoi assistiti è effettivamente un criminale. Ed è ripreso su Italia 1 Dawson's Creek. Per dire che peggio di così non potrebbe andare, coraggio.


SCARICABILE 17  

satira diluita con acqua.

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