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Grandi assenti della serata invece il parroco, nonché committente dell'opera, don Alessandro Capaldi, e i rappresentanti dell'azienda costruttrice. Una serata all'insegna delle polemiche. Gli abitanti, infatti, non hanno esitato a esprimere, anche con toni alti, le proprie preoccupazioni. Crepe in casa, palazzi già instabili per le falde acquifere sottostanti, copertura della vista, la mancanza di assicurazione in caso di danni, l'assenza di una perizia “esterna” e la poca contropartita in cambio. Residenti che, dopo aver raccolto negli ultimi due anni oltre 300 firme, hanno lanciato la proposta di unirsi in un comitato contrario alla costruzione della palazzina e del silo interrato. Ma l'ira degli abitanti di via Saredo e delle vie limitrofe è montata proprio per l'assenza in contemporanea sia di don Capaldi sia del costruttore. Polemiche ma anche tentativi di trovare soluzioni e mediare una vicenda che si preannuncia già piena di colpi di scena. Il Comune di Savona, che nelle scorse settimane aveva già ottenuto la riduzione del silo da due piani interrati a uno solo, ha infatti lanciato una proposta. Fideiussioni a copertura di eventuali danni alle abitazioni e rilievi fotografici per dare rassicurazioni ai residenti della zona. Ma la sensazione è quella di essere ancora al primo round. E l'incontro fissato il prossimo 7 giugno si preannuncia già infuocato.

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