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Qualità e tradizione consentono persino di resistere al periodo di crisi che sta colpendo Savona. «Le persone hanno meno soldi – ammette – e c'è meno passaggio rispetto a qualche anno fa, specie d'inverno quando il tempo è brutto. Però la clientela affezionata è rimasta e passa sempre volentieri, quando può». Proprio l'affetto dei savonesi nei confronti di quella che è ormai a tutti gli effetti un'autentica istituzione della vita cittadina gioca un ruolo importante nella sopravvivenza della Latteria Gina. Il frappè, un pezzo di focaccia col cappuccino o anche un semplice caffè, magari macchiato al frappè per un piccolo strappo alla regola, non sono solamente una consumazione, ma diventano l'occasione per ritrovare un po' del passato comune della città. Due chiacchiere, anche in dialetto, con Giuseppe Aonzo e, se si è fortunati, persino un intermezzo musicale con uno dei mandolini che suona con la passione e la verve di un ventenne. Un angolo di vita savonese che davvero resiste al passare degli anni e delle mode. Entrando nella Latteria Gina e ordinando un frappè ci si ritrova in un luogo famigliare in cui suoni, odori e soprattutto sapori catapultano in un universo sospeso tra il passato e il presente. Una bolla rassicurante e avvolgente, proprio come il frappè.

Giuseppe Aonzo, una tradizione di mandolino e frappè

Magazine Savona Graffiti N° 1  
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