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paesi

CAVALLERLEONE Rieletto sindaco dopo 5 anni come “vice”

Ritorna Bongiovanni Dopo le ultime settimane di campagna elettorale, anche per le elezioni amministrative domenica è stata finalmente data la parola agli elettori, che a Cavallerleone si sono recati al voto con un affluenza inferiore al solito (66,51% contro l’80% del 2009). L’atteso testa a testa tra la lista “Insieme per Cavallerleone”, capeggiata da Sergio Mola e la “Lista del Campanile” di Giovanni Bongiovanni, si è effettivamente concretizzato. Dopo uno spoglio che ha visto i due candidati a lungo appaiati, solo un allungo finale ha visto prevalere il vicesindaco uscente Giovanni Bongiovanni, che riprende così lo scranno di primo cittadi-

PAESI-EUROPEE

Bongiovanni, dopo lo spoglio, con alcuni consiglieri eletti

no occupato per dieci anni e lasciato a Giacosa nel 2009. L’esito finale è di 224 voti alla “Lista del Campanile”, 199 a “Insieme per Cavallerleone”e 4 a “Forza nuova” di Marina Allasia. Bongiovanni vince quindi di 25 voti, meno di quelli che

nel 2009 avevano visto prevalere Giacosa (40) alla lista avversaria, allora capeggiata da Franco Bonino. Le due liste perdono entrambe dei voti rispetto al 2009, 25 la “Lista del Campanile” e 10 “Insieme per Cavallerleone”. Quando ormai lo spoglio

si andava chiudendo a suo favore, alle 19.30 circa il rieletto sindaco Giovanni Bongiovanni si è recato presso le urne dove ha ricevuto l’applauso dei presenti e le congratulazioni di alcuni candidati, sia compagni che avversari, e ci ha poi rilasciato queste brevi dichiarazioni: «Ringrazio i miei candidati consiglieri e tutti coloro che ci hanno sostenuto, ritengo che la gente ci abbia dato fiducia per tutto ciò che abbiamo fatto nei mandati precedenti». Bongiovanni non si è invece sbilanciato sulla composizione della giunta e si è detto in ogni caso pronto a ripartire a lavorare per gli interessi di tutto il paese. Gianluca Gianoglio

Si è sentita l’onda lunga dei Democratici di Renzi

Pd e Forza Italia: primato testa a testa

Il Parlamento europeo di Bruxelles

Come sono andate le elezioni europee nei nostri paesi? L’affluenza è stata alta o, come qualcuno aveva paventato nei giorni scorsi, la disaffezione alle urne ha “incarnato” il primo partito? Il dato nazionale dà, quanto a percentuale dei votanti, il 58.68%, indicatore che sale al 65.27% per la circoscrizione nord occidentale e al 75.85 % in provincia di Cuneo. Nella “nostra” Granda siamo stati più civici, con almeno un

buon +10% in più tant’è che il dato ufficiale parla di 75,85%: a Caramagna coloro che si sono recati a votare sono stati 1.805 (72,14%), a Genola 1.530 (72,96%), a Monasterolo 895 (75,21%), a Ruffia 229 (72,23%), a Villanova 553 (71,07%), a Vottignasco 415 (89,24%). Tra le possibili chiavi di lettura di questo dato, si potrebbe pensare che nei “nostri” Comuni si votava anche, oltre che per la

Regione (ma questa contemporaneità ha inciso da sempre in modo marginale), anche per il sindaco. Un’elezione, quest’ultima, molto sentita dalla popolazione che quindi potrebbe aver influito sulla maggiore partecipazione. Altro dato interessante quello delle schede bianche e nulle: la media, qui, è tra il 5 e il 7% in entrambi i casi. Dato discordante, per le schede bianche e nulle, sempre tra i nostri Comuni, è quello di Villanova con le schede nulle oltre il 7%, ma con ben 12,47% di schede bianche. Cinque anni fa, alle Europee del 2009, i “nostri” elettori avevano premiato la maggioranza di allora: PdL e Lega Nord si erano spartiti, con una sfida testa a testa, il primato, con il PdL primo a Caramagna, a Genola, a Monasterolo e a Ruffia. I seguaci di Alberto da Giussano avevano, invece, prevalso a Villanova e a Vottignasco. E ora? Anche da noi si è sentita l’onda lunga dei Democratici del Pd, che sotto la spinta del ciclone Renzi, hanno sbaragliato

tutti gli avversari? Il risultato positivo per i “new dem” è solo in parte, dal momento che il Pd è uscito primo partito a Caramagna (29,2%), a Genola (32,06%), a Monasterolo (31,71%). Colpo di coda del Cavaliere con Forza Italia primo a Ruffia (27,41%), a Villanova (28,15%) e a Vottignasco (22,37%), e la seconda piazza negli altri tre Comuni dietro proprio il Pd. Quanto ai pentastellati che, forti dei consensi avuti durante la campagna elettorale, già stavano preparandosi a cantare i loro peana di vittoria, il risultato parla, invece, si sostanziale tenuta, se non di piccolo arretramento rispetto alle politiche dello scorso anno. Passano dai 15,74% di Vottignasco (il risultato “peggiore) ai 23,64% di Villanova (il “migliore”). In definitiva, successo e crescita per i Democratici, il centro destra diviso esce sconfitto, si affacciano in Europa i 5 Stelle che, però, diminuiscono le preferenze delle Politiche. Paolo Biancardi

PAESI-REGIONALI Il Movimento 5 Stelle si è dovuto accontentare della terza piazza

Tre per il centrosinistra, tre per il centrodestra “Un nome solo al comando. la sua maglia è biancoceleste”. Questa la leggendaria frase che il giornalista Mario Ferretti coniò per Fausto Coppi. E parafrasando quel ciclismo, si potrebbe dire.. “c’è un solo partito al comando”. Si tratta del Partito Democratico che, anche in Piemonte dopo il primato in Europa, ha stracciato tutti gli altri competitor. Anche il

Movimento 5 Stelle che, negli ultimi giorni prima del voto, era abbastanza sicuro di aver recuperato la distanza. Invece, grazie all’effetto Chiamparino – omologo dell’effetto Renzi in Europa – la colazione di centro sinistra è al primo posto: 930.901 i voti ricevuti dagli elettori (47,79%). Secondo, con non poca sorpresa dal momento che la coalizione dopo

le recenti diaspore a livello nazionale sembrava in caduta libera, il centrodestra per Pichetto, terzi i 5 Stelle, quarti Fratelli d’Italia con Guido Crosetto, quinto il Nuovo Centrodestra-Udc, ultima posizione per L’altro Piemonte a Sinistra con Mauro Filingieri. Nei nostri paesi questi dati regionali sono stati confermati? A Caramagna, a Genola, e a

Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale piemontese

Monasterolo gli elettori hanno premiato il Pd, mentre a Ruffia, a Villanova e a Vottignasco il prescelto è stato il centrodestra. A Ruffia il partito più eletto è stato Forza Italia, a Villanova e a Vottignasco Lega Nord. Nei nostri sei Comuni se la prima posizione è per il centrosinistra, secondo è il centrodestra; dove, invece, il centrosinistra è secondo, la prima piazza è per il centrodestra. Il Movimento 5 Stelle è quasi ovunque al terzo posto; unici scostamenti dal trend regionale sono è Vottignasco con, al terzo posto, il Nuovo centrodestra-Udc che ha prevalso per un’incollatura - 8 voti – proprio sui grillini e a Ruffia con Fratelli d’Italia. Buona affermazione per il marenese Guido Crosetto che, sebbene non abbia ripetuto l’exploit ottenuto nella sua Marene, si è ben posizionato. Purtroppo, non avendo la sua lista superato il quorum, non entrerà in Consiglio regionale. Pa. Bi.

mercoledì 28 maggio 2014

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Le preferenze per i consiglieri La distribuzione delle preferenze tra i candidati consiglieri chiarisce la dinamica del voto e le tendenze della popolazione. La “Lista del Campanile” è sempre, e soprattutto, Giovanni Bongiovanni: dopo le 109 preferenze del 2009, è di nuovo lui, come candidato sindaco, a ottenere quasi 100 voti senza l’indicazione della preferenza. Aumentano i loro voti gli assessori uscenti Sola e Perri, che portano a casa rispettivamente 45 e 29 voti ed appaiono come principali indiziati per la composizione della nuova giunta a tre. Discreto risultato per i “nuovi” Carella e Squillaccioti (13 e 14 preferenze); completano la maggioranza Alessia Mensa (9 voti), Massimo Marchisio (9), già candidato in passato ma mai eletto, e Bruno Manassero, che, appaiato al consigliere uscente Prattichizzo con 6 voti, entra per ordine di lista. Non eletta anche Ada Antonelli con 4 voti. Nella lista Insieme per Cavallerleone risultano invece espresse più preferenze e in modo più distribuito; e si percepisce quindi più un idea di gruppo meno gerarchica rispetto a quella della Lista del Campanile, in cui ha pesato la presenza di un leader carismatico e di esperienza come Bongiovanni. Ottimo il risultato di Franco Bonino (29 voti) e di Mauro Tortone, che ha visto quasi raddoppiare i suoi consensi rispetto al 2009, da 13 a 25. I due entrano in Consiglio come minoranza, insieme al candidato sindaco Sergio Mola. Mentre per Mola e Bonino si tratta della prosecuzione della precedente legislatura, per Tortone si tratta di un esordio in opposizione, dopo essere stato consigliere di maggioranza nella prima amministrazione Bongiovanni. Fuori dal Consiglio per un solo voto rimane Marcellino Peretti, che occupava attualmente uno dei quattro posti di minoranza. Seguono le candidature “rosa” Cosentino e Villa (19 e 16 voti); Testa, Alesso e Perri (18, 15 e 15) vedono i propri consensi aumentare rispetto al 2009, mentre diminuiscono da 18 a 11 quelli di Michele Monterzino, infine 5 consensi vanno a Giovanni Tuninetti. Nessuna preferenza è stata accordata ai candidati consiglieri di Forza Nuova, che resta fuori dal Consiglio.

CAVALLERLEONE Sorpresa Partito democratico

Cambiano le gerarchie

Gilberto Pichetto

Cambiano le gerarchie politiche anche a Cavallerleone in tema di elezioni europee: come già constatato nel 2013 il monopolio Berlusconi-Lega, che nel passato recente realizzavano a Cavallerleone percentuali da plebiscito, vacilla. Mentre alle scorse politiche si era constata l’ascesa dei “5 Stelle”, in questa tornata la principale sorpresa è il Partito democratico, che, sulla scia del successo nazionale, raddoppia i suoi consensi diventando secondo partito del paese dietro Forza Italia (28% e 20% rispettivamente). Segue il M5S con il 17% (in calo). Buon risultato di Fratelli d’Italia al 15%, mentre prosegue la discesa della Lega al 10%, lontana dai trionfi del recente passato. Nella media nazionale i risultati di Tzipras e NCD. Per quanto riguarda le preferenze, il più votato è stato Guido Crosetto di FdI-AN

(29), seguito da Alberto Cirio di FI (24). Il risultato delle Regionali a Cavallerleone rispecchia sostanzialmente quello delle Europee, con il candidato berlusconiano Pichetto in testa con più del 30% dei voti, seguito da Chiamparino con un buon 25%. Largo consenso è stato dato al marenese Crosetto (20%) e al “grillino” Bono (17%), mentre delude il risultato di Costa (meno del 5,6%). Solo due voti sono stati accordati al candidato di estrema sinistra Filingeri. I risultati delle liste rispecchiano pressoché le percentuali delle Europee, mentre si segnala il saviglianese Sergio Soave come candidato più votato in termini di preferenze (15), seguito dalla presidente della provincia uscente Gianna Gancia (13) e dal sindaco di Cervere Francesco Graglia (8). G. G.

Sergio Chiamparino

RUFFIA 3° mandato

Boaglio ok «Sono soddisfatto del risultato ottenuto. Mi fa piacere essere stato riconfermato ampiamente, mi conforta e mi lascia intuire che i miei concittadini abbiano apprezGianpiero Boaglio zato l’impegno, mio e della mia amministrazione, che abbiamo profuso per il bene del nostro paese». Così Gianpiero Boaglio, dopo aver avuto la conferma del terzo mandato da sindaco. La sua lista civica Il Campanile ha ottenuto 165 voti (77,10%) contro i 49 voti del suo sfidante, Cristian Ruffino, a capo della lista Indipendenti. Alla lista di Boaglio andranno 7 seggi, a quella di Ruffino 3. «Ora - aggiunge Boaglio – inizia il difficile. Nei prossimi giorni ci riuniremo per definire le cariche, quella del vice sindaco e dei due assessori».

28 5 2014  

Giornale locale

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