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MAGGIO 2013


Eterno Auriga

Dedicato all’Elevazione Morale e Spirituale dell’Umanità verità

Maggio

rettitudine

pace

amore

non violenza

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“Vedendo la Mia Forma Fisica, potreste erroneamente pensare che anch’Io sia un essere umano come voi. Potete anche amarMi, ma, a causa di tale illusione, potreste non dare la dovuta importanza alle Mie parole. Ma Io non sono né il corpo, né la mente, né Buddhi, né Chitta; non sono nessuno di questi. Ho assunto questo Corpo solo per amor vostro.”

© Sri Sathya Sai Sadhana Trust, Publications Division Prasanthi Nilayam Pubblicato sul Sito Web del Movimento Srì Sathya Sai d’Italia

Pubblicato sul Sito Web del Movimento Srì Sathya Sai d’Italia

SOMMARIO 2 15 19 21 23

Il Vedanta è Molto Facile da Mettere in Pratica Discorso Divino del 31 luglio 1996 Sri Sathya Sai Aradhana Mahotsava Cronaca Il Mio Maestro Spirituale Sri Sathya Sai Baba Giudice P.N. Bhagwati La Purezza Conduce alla Liberazione Estratto Discorsi di Buddha Poornima Il Divino Sankalpa Chizuko Tsuyama

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Celebrazioni a Prasanthi Nilayam Cronaca

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La Grandezza dei Devoti di Dio Chinna Katha Notizie dai Centri Sai

Siti Web Ufficiali di Prasanthi Nilayam Sri Sathya Sai Central Trust: www.srisathyasai.org.in Fotografie online di Bhagavan: www.saireflections.org Cronache da Prasanthi Nilayam: www.theprasanthireporter.org Radio Sai Global Harmony: www.radiosai.org Sri Sathya Sai Easwaramma Women’s Welfare Trust: www.ewwt.org.in Ala Bal Vikas dell’Organizzazione Sri Sathya Sai, India: www.sssbalvikas.org Fotografia di Copertina: Stupa del Sarva Dharma


FIUME D’AMORE

DISCORSO DIVINO DEL 31 LUGLIO 1996

Il Vedanta è molto facile da praticare Potete padroneggiare i Veda e il Vedanta,
potete essere esperti compositori di poesie e prose bellissime,
ma se mancate di purezza di cuore andrete alla rovina. Non dimenticate mai queste buone parole. (Poesia Telugu) 
 L I B E R AT E V I D E L L E I M P U R I T À D E L C U O R E

Incarnazioni dell’Atma Divino!

F

in dai tempi antichi, la cultura indiana ha propagato i princìpi dei quattro Purushartha (gli obiettivi della vita), cioè Dharma, Artha, Kama e Moksha (rettitudine, ricchezza, desiderio e liberazione), oltre ai princìpi dei Veda e delle loro scienze ausiliarie. La radice della parola Veda è Vid che significa conoscenza; questa conoscenza insegna all’uomo come egli possa vivere in modo significativo e nobile nel mondo facendo azioni buone al fine di raggiungere i quattro scopi principali della vita. I Veda sono infiniti I saggi e i veggenti ricevettero la conoscenza dei Veda direttamente da Brahman durante la meditazione profonda. All’inizio, il Veda era uno. Ekam Veda (“Il Veda è uno”). Esso era costituito di un solo corpo di inni. Si diceva anche Ananto

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Vai Veda (“Il Veda è infinito)”. Solamente i saggi e i veggenti erano depositari di questa conoscenza infinita. Più tardi, il Saggio Vyasa la classificò nei tre Veda, cioè il Rig Veda, lo Yajur Veda e il Sama Se qualcuno viene da Me con il desiderio di conoscenza spirituale, Io gliela impartisco. Quando viene un capofamiglia, Io gli insegno il Dharma del capofamiglia e, nello stesso modo, insegno a ognuno ciò che gli necessita. Perché faccio tutto questo? Solamente per farvi raggiungere la realtà fondamentale della vostra unità con Swami. Siete stati molto fortunati ad aver ottenuto questa opportunità; nessun altro Avatar ha dato questo tipo di occasione agli esseri umani.

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Veda, allo scopo di introdurre, attraverso i loro insegnamenti, alti ideali nella vita dell’uomo. In seguito, lo Yajur Veda fu diviso in due parti, il Krishna Yajur Veda e lo Shukla Yajur Veda, poi fu aggiunto l’Atharva Veda. Questi quattro Veda vengono praticati e diffusi. I Veda hanno nove nomi di cui il primo è Sruti (l’ascolto). Che cosa significa? Sono detti così perché erano stati ricevuti dai Rishi attraverso l’udito in stato di meditazione profonda. A quei tempi, Non pensate che Io parli spinto dall’ego: Io sto la carta non c’era, solamente rivelando la verità di Me Stesso. non c’erano libri né Voi non avete compreso neppure una frazione della Mia Realtà; nessuno può descrivere la macchine da stampa Mia natura in un modo o nell’altro. Io sono un e la conoscenza dei uomo tra gli uomini, una donna tra le donne, Veda era trasmessa ai un bambino tra i bambini e sono Brahman discepoli dal guru con quando sono solo. Questa è la Mia Realtà. Io Mi comporto in armonia con il gruppo di persone la parola pronunciata; che sono intorno a Me. per questo i Veda erano anche chiamati Anusrava (“ciò che viene udito ripetutamente”). Il chiamati Agama e Nigama, in quanto non loro terzo nome è Trayi, il quarto Amnaya, sono altro che l’inspirazione e l’espirazione il quinto Samamnaya, il sesto Chandas, il del Divino. settimo Svandhyaya (autoapprendimento), I Veda sono relativi alla vita dell’uomo l’ottavo Nigama e il nono Agama. Essi sono in questo mondo fenomenico; essi trattano Eterno Auriga

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della dualità. Ognuno di essi ha tre divisioni: i Brahmana, gli Aranyaka e le Upanishad. I Brahmana sono la compilazione dei Mantra che si usano nell’officiare gli Yajna, gli Yaga e gli altri rituali propizi. Il nome Aranyaka significa che questa parte dei Veda è fatta per l’uomo che vive come Vanaprastha (eremita) nella foresta con la moglie dopo aver completato la fase di capofamiglia. Le regole che governano lo stadio di Vanaprastha sono molto dure e solamente aderendo totalmente a esse nel Vanaprastha si guadagna il diritto di entrare nello stadio di Sannyasa (rinunciante). Il marito e la moglie devono abbandonare la casa e vivere come fratello e sorella in un eremitaggio nella foresta, devono sopportare le difficoltà di quel tipo di vita con pazienza, incuranti del caldo e del freddo intensi e degli altri capricci del clima. Essi devono osservare anche una ferrea disciplina nel nutrirsi: dal giorno di luna piena, devono, ogni giorno, ridurre di un boccone il pasto normale, in modo da fare digiuno completo il giorno di luna nuova, poi aggiungerne uno ogni giorno fino alla vigilia della luna piena. Se alcuni Grihastha vogliono offrire loro del cibo per compassione, essi lo possono accettare solamente su delle foglie e non sul piatto; mai possono entrare in casa di un Grihastha e mangiare. In quel tempo, era uso che le persone osservassero questa rigida disciplina della vita del Vanaprastha. I quattro stadi della vita, cioè il Brahmacharya (celibato), il Grihastha, il Vanaprastha e il Sannyasa sono relativi 4

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alla vita terrena dell’uomo e sono prescritti affinché egli acquisti progressivamente il controllo della mente. C’è poi uno stadio chiamato Maha Purushartha, detto anche Para Bhakti (devozione suprema), che è oltre questi quattro. L’essenza e lo scopo del Vedanta Dopo c’è il Vedanta che è lo scopo finale della spiritualità. In effetti il Vedanta ne contiene l’inizio e la fine; esso porta ai tre tipi di Yoga che ha importanza immensa per tutti. Anche gli studenti dovrebbero ascoltare con tutta l’attenzione. Il primo è il Tarakam, il secondo è il Sankhyam e il terzo è l’Amanaskam; questi tre sono l’essenza e anche lo scopo del Vedanta. Che cos’è il Tarakam? Il Tarakam consiste nel comprendere e sperimentare i princìpi dei Mudra (posizioni yogiche sottili), come il Khechari ecc., e andare oltre a essi concentrandosi sul Nada Bindu (punto tra le sopracciglia) e sul principio del Soham sperimentando infine Sat-Cit-Ananda. Tarakam significa essenzialmente fusione della mente dell’uomo nel Principio Supremo del Sat-Cit-Ananda e il raggiungimento della saggezza totale. Il secondo tipo di Yoga è il Sankhyam; dato che esso ha a che fare con i Sankhya (numeri), è chiamato Sankhya Yoga. Il corpo umano consiste dei Pancha Kosha (i cinque involucri dell’anima), dei Panchendrya (cinque sensi), dei Pancha Bhuta (cinque elementi), dei Pancha Prana (Prana, Apana, Vyana, Udana e Samana), della mente, dell’intelletto, Eterno Auriga


di Chitta, dell’Ahamkara e del Jivatma (anima individuale); venticinque in totale. Sankhya consiste nel comprendere che voi non siete alcuno di questi e nel trascenderli comprendendo così che siete l’Atma, l’incarnazione di Sat-Cit-Ananda.
Il terzo tipo di Yoga è l’Amanaskam. Che cosa significa? In questo mondo visibile, fatto dei cinque elementi, non esiste altro che Brahman e questo è ciò che dicono i Veda: “Brahman è uno senza secondo.” La creazione tutta è la manifestazione di Brahman, non c’è una seconda entità. Una volta compresa questa verità, la mente cessa di esistere. Voi vedete la diversità in questo mondo solamente a causa dei pensieri e dei contropensieri della mente; quando, in questa diversità, si realizza l’unità, non c’è più mente. Tutto è Brahman; qualunque cosa vediate, udiate, pensiate, diciate, facciate e dovunque andiate, tutto è Brahman. Soltanto quando c’è una seconda entità c’è spazio per i pensieri e i contropensieri, ma, quando c’è solamente l’unità, e cioè Brahman, non c’è posto per essi. Questo è lo stato di Amanaska, che significa lo stato di privazione della mente. In questo stato c’è soltanto Amore; quell’Amore è Verità. In effetti Amore e Verità sono la stessa cosa. Quando Amore e Verità si uniscono, per voi il mondo perde la sua identità e vedete solamente Brahman dovunque. L’Amore di Radha per Krishna Ecco un esempio. Una volta, Yashoda stava cercando Krishna: “Dov’è Krishna, Eterno Auriga

dov’è andato?” Ella Lo cercava perché Lo identificava con la Sua forma fisica; se comprendete che Krishna è dovunque, non avete più bisogno di cercarLo. Mentre Yashoda cercava Krishna, arrivò Radha e Yashoda le chiese: “O Radha! Hai visto mio figlio? Il mio Gopala è venuto da te? Io l’ho cercato per tutte le strade e sono andata in tutte le case, ma non sono stata capace di trovarLo; l’hai visto da qualche parte?” Radha chiuse gli occhi e recitò il Nome di Krishna con tutto l’amore del suo cuore: in quell’istante, Krishna apparve. Questo avvenimento fu una rivelazione che aprì gli occhi a Yashoda ed ella disse a Radha: “Ho sempre pensato che Krishna fosse mio figlio e io fossi Sua madre. Pensavo che nessuno amasse Krishna più di me; avevo questo orgoglio che nessuno al mondo desse a Krishna un amore illimitato come il mio; ma non avevo capito che il tuo amore per Lui è molto superiore ed è dotato di un grande potere; nel tuo amore c’è un potere così grande che, nel momento in cui Lo hai ricordato con amore, Egli si è manifestato davanti a te.” Di che tipo era l’amore di Radha per Krishna? Era puro, senza macchia e totalmente privo di ego; ecco perché Krishna si manifestò lì e in quel momento. Se c’è anche una piccola traccia di impurità e di ego nel cuore, Dio non si manifesterà mai davanti a voi, indipendentemente da quante ore, giorni e persino Yuga (ere) possiate pregarLo. Yashoda prese la mano di Radha e disse: “Ero sotto l’influenza dell’ego e dell’ignoranza; tu li hai eliminati e mi hai Maggio 2013

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aperto gli occhi. Ci possono essere molti nel mondo che amano Krishna più di me, ma, a causa della mia ignoranza, pensavo che il mio amore per Lui fosse il più grande; questo era il mio errore. Insegnami, ti prego, il sentiero d’amore che segui.” Radha rispose: “Madre, questo non è qualcosa che si possa insegnare o dare; una volta che si porta a manifestazione il Sé e si ha fede totale in Krishna, questo amore si accende automaticamente in noi.”

Una volta che Krishna tornò a casa, Yashoda si lamentò con Lui: O Krishna, Tu non mangi ciò che Ti servo, ma vai nelle case delle Gopi e rubi il loro burro.
O caro Krishna! Questo rovina il nostro buon nome.

 Yashoda disse: “Krishna, in casa nostra c’è tanto burro, ma Tu non lo mangi. Invece, vai nelle case degli altri e rubi il loro anche quando essi cercano di mandarTi via. Qual è il significato che si cela in ciò?” Questo significa che Krishna non ruba il burro; ruba il cuore delle Gopi che sono colme d’amore. Se voi alimentate un amore puro, altruistico e privo di ego, Dio si manifesterà davanti a voi immediatamente, senza che dobbiate aspettare neppure un momento. La gente subisce la sofferenza solamente a causa della sua illusione che deriva dall’attaccamento al corpo.
Jumsai ha appena detto: “L’elio si è formato dalla fusione degli atomi di idrogeno nel sole.” Jumsai è un grande scienziato e ha una mentalità scientifica; egli ha anche spiegato come si sono formate le stelle e la 6

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La canna da zucchero ha molti nodi, ma il suo succo è uniformemente dolce; in modo simile, possono esserci molte modulazioni nei vostri pensieri, ma, se aggiungete a loro la dolcezza dell’amore, essi diverranno sublimi. Questo è il significato dal detto vedico Raso Vai Sah (Dio è l’Essenza Stessa delle cose). L’Amore è divino; esso manifesta il Principio di Brahman. Dio è sotto forma d’Amore e l’Amore è l’Essenza Divina.

Via Lattea. Ciò che ha forma, ha nascita e morte; ciò che rimane permanentemente, anche dopo la dissoluzione della forma, è Verità. Ecco un esempio: mucca è il nome di un animale. Anche dopo che la mucca è morta, il termine rimane; in modo simile, dopo la morte di un individuo, il suo nome rimane. Quando l’Atma assume una forma, questa può scomparire con l’andare del tempo, ma l’Atma rimane per sempre. Materia ed energia si combinano per formare il corpo umano Jumsai ha detto anche che ognuno dovrebbe cercare la Verità, ma che bisogno c’è di cercare la Verità se questa è dovunque? Il corpo che esprime la Verità può morire, ma la Verità non viene distrutta mai; similmente, il Principio di Brahman è eterno e immutabile. Brahman è presente dovunque sotto Eterno Auriga


forma di suono, di luce, di vibrazione, di coscienza, di consapevolezza ecc.; com’è possibile attribuirGli una forma? La Verità è immanente in tutte le forme: questa è la realtà affermata dal Vedanta. Il grande Yogin Brahman Garu dell’Andhra Pradesh spiegò questo principio del Tarakam come segue: Senza cadere sotto il velo della dimenticanza,

sempre, negli stati di veglia, di sogno e di sonno profondo,
ognuno dovrebbe essere costantemente cosciente del Mantra del Soham,

che dà la possibilità di manifestare l’Atma Tattva. I
 l Tarakam non è associato ai Pancha Kosha, ai Panchendriya o ai Pancha Prana che sono tutti relativi al corpo fisico; il Tarakam non ha niente a che fare con questi. Brahman è onnipervadente ed è presente in tutte le forme e in tutta la materia. Tutto è materia, anche il corpo fisico lo è; come possiamo spiegarlo? Potete verificarlo anche chiedendo ai medici. Il corpo umano è fatto di costituenti come l’acqua, il ferro, il fosforo, il piombo, lo zinco ecc. Il valore di questi materiali tutti insieme è appena di qualche rupia. L’inestimabile corpo umano è fatto con materiali di valore così scarso e assume preziosità solamente quando in esso c’è la vibrazione. Da dove viene la vibrazione? Viene da Brahman. La vibrazione entra nel feto quando questo è di quattro mesi e nove giorni. Prima dell’ingresso della vibrazione, il feto è una massa rotonda di gelatina. Eterno Auriga

Quando la vibrazione vi entra, esso comincia a ruotare e assume una forma ovale. Come comincia questa vibrazione? È la madre a inviarla all’interno? No, non è inviata da nessuno; comincia all’interno quando l’energia si combina con la materia. Il corpo umano è formato da una combinazione di materia ed energia, come a dire che Brahman e Maya vi sono presenti ambedue. In questo ambito, non dovremmo riferirci a Maya come all’illusione: è solamente Maya. Questo è il segreto del Vedanta. Noi consideriamo questo corpo come umano, ma, in effetti, esso non è umano: è Brahman. Qui c’è un microfono; quando parlo vicino a esso, tutti voi potete udire la Mia voce, ma, se non c’è elettricità, non potete sentire niente anche se parlo molto vicino. Questo microfono è la materia, la corrente elettrica è l’energia; quando le due si combinano, tutti voi potete udire la Mia voce. Allo stesso modo, Brahman e Maya si combinano per assumere la forma di Brihat, cioè l’energia che si espande sempre. Realizzate la vostra identità con Dio Incarnazioni dell’Amore! Tutti voi state guardando qui: guardate all’interno invece. “Chi vede la realtà ma non la riconosce è stolto.” Nel guardare fuori, non ottenete niente, eppure voi vedete continuamente soltanto il mondo esteriore. Dovreste interiorizzare la vostra visione; se orientate la visione verso l’interno, vedrete la vostra vera forma; quindi, bisogna che guardiate all’interno, non all’esterno. Tutto Maggio 2013

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ciò che vedete all’esterno, non ha valore. Il padrone di casa tiene le scope, i piatti, i cesti ecc. in giro, ma salvaguarda le cose di valore, come i diamanti, in una cassa d’acciaio ben chiusa. I servitori possono vedere solamente le cose che sono in vista nella casa, non quelle preziose tenute nella cassaforte; soltanto il padrone di casa sa che cosa c’è dentro, mentre i famigli e gli operai vedono solo le cose che valgono poco. Così, se vedete solamente ciò che è all’esterno, non siete migliori di un servitore. Le gemme preziosissime di Tarakam, Sankhyam e Amanaskam sono in voi, ma voi non ne siete consapevoli. Per quale ragione? Non avete allacciato una relazione con il padrone e tutte queste cose preziose si possono vedere soltanto se si è in relazione con lui. Chi è il padrone? Dio è il Padrone. Che cosa dovreste fare per stabilire un’amicizia con Dio? Questo è descritto dettagliatamente nel Vedanta, ma, affinché i bambini lo capiscano, Io scendo al vostro livello per spiegarlo. Fate conto che il Padrone di casa, Dio, abiti al piano superiore della Sua residenza: voi volete incontrarLo, ma all’ingresso c’è Maya sotto forma di un grosso cane alsaziano che non vi lascia entrare. Che cosa dovete fare? Ci sono due modi: o vi fate amico l’alsaziano Maya affinché vi lasci entrare o chiamate a voce alta il Padrone perché scenda a prendervi con Sé dicendo: “Ciao, sei venuto!” Se Egli stesso vi conduce all’interno, il cane non vi disturba, ma, se siete soli, non vi permette di entrare. Dio è in un luogo più alto e ha posto Maya 8

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come cane da guardia all’ingresso della Sua residenza. Fare amicizia con Maya è Jnana (saggezza). Come si può fare? Chi ha messo Maya all’ingresso? Dio ce l’ha messa. Se voi realizzate la vostra identità con Dio, il Padrone della casa, Maya non può impedirvi di entrare. La realizzazione della vostra identità con Dio corrisponde allo stato di Advaita. È per questo che si dice: “L’esperienza del non dualismo è saggezza.” D’altro canto, se gridate i nomi di Rama, Krishna, Govinda o Narayana da basso, il Padrone scenderà e vi condurrà all’interno con Sé; quando siete con Dio, Maya non può mettervi in difficoltà; quindi dovreste avere Jnana o Bhakti per entrare nella residenza della liberazione e stare con Dio. Dovreste essere in comunione continua con Dio nei tre stati: di veglia, di sogno e di sonno profondo. Potreste chiedervi come sia possibile cucinare, fare i lavori di casa o compiere le proprie mansioni quotidiane se si pensa a Dio continuamente; gli studenti possono domandarsi come possano studiare, ricordare le lezioni e passare gli esami se pensano a Dio senza interruzione, ma non si dovrebbe dare spazio a questo dubbio: considerate tutto il lavoro come lavoro di Dio. Fate tutto il lavoro con sentimenti divini Quando cucinate il cibo, la sua quantità deve essere proporzionata al volume della pentola che usate e serve anche una fonte di calore adatta. Se la pentola è piccola dovete metterci mezzo chilo di riso soltanto Eterno Auriga


e la cottura sarà corretta, ma non potrete cuocere due chili di riso in un recipiente piccolo. E non basta: non dovete fornire più del calore necessario perché, se mettete una pentola piccola su di un fuoco grande, la carbonizzate. Poi, quando il cibo comincia a cuocere, dovrete ridurre gradualmente la fiamma. È in questo modo che dovete indagare su ciò che è temporaneo e ciò che è permanente in ogni aspetto della vita. Una volta attraversato il fiume, non c’è più bisogno di usare la zattera; allo stesso modo, quando il cibo è cotto, non avete più bisogno della fiamma. Finché avete fame, vi necessita del cibo, ma, quando la fame è saziata, esso non vi serve più. Questo, però, non significa che dobbiate sprecare o distruggere qualcosa una volta soddisfatto il vostro bisogno. Come chi brucia la zattera dopo aver attraversato il fiume, l’uomo dimentica Dio dopo che i suoi desideri sono stati esauditi. Tale è l’ingratitudine dell’uomo moderno.

Solamente dopo la conferma che Arjuna aveva una fede assoluta nelle Sue parole, Krishna gli impartì la conoscenza della Bhagavad Gita. A che servirebbe comunicarne la conoscenza a chi non ha fede? In modo simile, voi dovreste aver fede totale negli insegnamenti del Vedanta. Solamente così potete comportarvi di conseguenza. Se obbedite ai precetti di Swami con fede totale e meditate su di Lui continuamente, Ne avrete la visione in un momento; in verità, Egli si manifesterà davanti a voi istantaneamente.

La zattera che vi ha aiutato Eterno Auriga

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ad attraversare il fiume deve esser messa al sicuro in modo che altri possano usarla; in questo modo dovreste far del bene agli altri. A che serve bruciarla dopo averla usata? Non ha alcuno scopo. Dopo aver sperimentato la beatitudine della contemplazione di Dio, dovreste rimanerci sempre immersi. Fate qualunque cosa, come leggere, scrivere, camminare, parlare ecc., con sentimenti divini. Non indulgete nel parlare superfluo che è inutile, inutile, inutile! Perché, invece, non parlate di Dio? Non date spazio a chiacchiere inutili. Usare il tempo per studiare è corretto. Usate il tempo libero per fare buone azioni; questa è vera consapevolezza. Che cosa significa “consapevolezza”? Consapevolezza è Cit cioè conoscenza, ma gli studenti non possono acquisire la conoscenza vera a causa del troppo parlare e non solo: il parlar troppo spreca il potere della vibrazione e della radiazione; quindi non indulgete mai nel parlare superfluo di qualunque argomento. La vostra mente può non vacillare in seguito a tali discorsi, ma, nell’ascoltarvi, altre menti potrebbero farlo; quindi dovete tenere sempre presenti i sentimenti degli altri. Guardar commettere un peccato senza far niente è anche questo peccato Potete dire che la persona che vi è vicina sta commettendo una malvagità, mentre voi non state facendo niente di male. State guardando l’altro che fa il male come spettatore inerte, quindi ne subirete la metà della colpa. Ci sono molti 10

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segreti sottili simili nel Vedanta. Quando Duryodhana cercò di disonorare Draupadi alla corte dei Kaurava, ella chiese a tutti gli anziani come Bishma, Dronacharya e Kripacharya di salvarla, ma nessuno di loro la soccorse. In seguito, Krishna disse a Bishma: “Tu sei un uomo di grande saggezza, Dronacharya è uno dei precettori più grandi, ma nessuno di voi ha aperto bocca per impedire a Duryodhana di commettere questo enorme peccato. Quindi non solamente lui è il peccatore; anche voi vi avete preso parte guardandolo commettere sotto i vostri occhi.” Se sapete che ciò che viene compiuto è un misfatto e non fate niente per impedirlo, ne condividete la responsabilità. Se rimanete passivi a osservare qualcuno che commette violenza, non potete sfuggire al biasimo. Chi commette il male, chi sta a guardare, chi lo incoraggia e chi ne gioisce sono tutti malfattori; quindi tutti gli anziani come Dronacharya e Bhishma erano egualmente da deplorare per l’atto malvagio di Duryodhana. Quale fu il loro destino finale? Bhishma dovette rimanere sul letto di frecce per cinquantasei giorni prima di morire. Perché un uomo di grande saggezza dovrebbe andare incontro a una fine simile? Ben sapendo che ciò che veniva fatto era un misfatto, non cercò di impedirlo; questa fu la causa del suo soffrire alla fine. Dronacharya era un precettore insigne che insegnò l’arte di usare le armi ai Kaurava e ai Pandava; che cosa gli successe alla fine? Udendo Dharmaraja dire “l’elefante Ashvattaman è morto”, Eterno Auriga


fu così sopraffatto dal suo attaccamento che pensò che suo figlio Ashvattaman fosse stato ucciso, per cui gettò le armi e fu ucciso sul campo di battaglia. L’uomo soffre di tre tipi di attaccamento: al denaro, alla moglie e alla progenie. Questo è stato spiegato abbondantemente nel Vedanta. Egli commette molti misfatti per essi. Per realizzare il principio del Tarakam, deve liberarsene. Sviluppate Amore e Fede per raggiungere Dio Il Principio Divino di Brahman è immanente in tutti. Se meditate su Brahman con il sentimento di unità, Lo raggiungerete sicuramente. Krishna disse ad Arjuna: “Tu puoi chiederti come sia possibile pensare a Me in mezzo alla battaglia. TieniMi in mente e combatti; se combatti pensando a Me, vincerai sicuramente. Se pensi a Me, Io mi incaricherò di tutto.” Si deve aver fede totale nelle parole di Dio. Ecco un esempio che ho citato ai Miei studenti molte volte: la guerra del Mahabharata doveva cominciare nel giorno di luna nuova e Arjuna era totalmente demoralizzato e depresso nel vedere la formazione delle armate dei Kaurava e dei Pandava il giorno prima, cioè Chaturdasi. Era stato Arjuna stesso a ripetere che essi erano pronti per la battaglia contro i Kaurava e che Krishna non andasse alla corte dei cugini in missione di pace; ora che la guerra stava per cominciare effettivamente, proprio Arjuna era molto nervoso. Krishna voleva dargli la conoscenza della Bhagavad Gita Eterno Auriga

per infondergli coraggio ed entusiasmo, ma voleva prima valutare se l’allievo avesse fede totale in Lui. Egli condusse Arjuna in una foresta e attese il buio per tornare. Allora indicò un uccello appollaiato su un albero e disse: “Arjuna, guarda com’è bello quel pavone!” Egli iniziò questa conversazione per conoscere lo stato mentale di Arjuna., il quale rispose: “Sì, Swami, il pavone è davvero bello.” Di nuovo Krishna disse: “O scriteriato, quello non è un pavone! Non vedi che è un’aquila?” “Sì, Swami, è un’aquila”, disse Arjuna. Allora Krishna gli dette una pacca sulle spalle e proseguì: “Che sciocco sei, Arjuna, a non saper distinguere se si tratti di un pavone, di un’aquila o di qualche altro uccello! Guarda bene, non è né un pavone né un’aquila: è un piccione.” Arjuna rispose: “Sì, Swami, è un piccione.” Al che Krishna, fingendo di essere un po’ arrabbiato, disse: “Non hai buonsenso? Non hai potere di discriminazione? Che cosa stai pensando? Sembra che tu non discerna se si tratti di un pavone, di un’aquila o di un piccione. Stai ciecamente dicendo “sì” a qualunque cosa Io dica.” Arjuna, quindi, replicò: “O Krishna, se io dico che non è un pavone, Tu puoi farlo diventare tale e, similmente, se dico che non è un’aquila o un piccione, Tu puoi trasformarlo in uno di essi. Tu puoi fare tutto; quindi importante è la Tua parola. Che cosa conta per me che sia un piccione, un pavone o un’aquila?” Krishna fu molto contento del fatto che Arjuna avesse una fede così grande nelle Sue parole; gli mise una mano sulla testa Maggio 2013

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e lo benedisse dicendo: “Ora sei Mio vero devoto.” Manmana Bhava Madbhakto Madyaji Maam Namaskuru Maam Evaishyasi Satyam Te Pratijane Priyo Asi Mey. (Fissa la mente in Me, sii a Me devoto,

rendiMi omaggio e adoraMi. Io ti prometto che verrai certamente a Me
perché tu Mi sei caro.) Solamente dopo la conferma che Arjuna aveva una fede assoluta nelle Sue parole, Krishna gli impartì la conoscenza della Bhagavad Gita. A che servirebbe comunicarne la conoscenza a chi non ha fede? In modo simile, voi dovreste aver fede totale negli insegnamenti del Vedanta. Solamente così potete comportarvi di conseguenza. Se obbedite ai precetti di Swami con fede totale e meditate su di Lui continuamente, Ne avrete la visione in un momento; in verità, Egli si manifesterà davanti a voi istantaneamente. Così dovete analizzare gli insegnamenti del Vedanta e comprendere il loro significato. In effetti, capire il Vedanta è molto facile; la gente cade in confusione perché non è capace di comprenderne il significato reale. Non c’è comunque pericolo nel confondersi, ma certuni cadono persino in depressione. Una persona che sia in confusione e anche in depressione, perde l’equilibrio mentale. Se fate uno sforzo vero, comprendere il Vedanta vi sarà facile. Può essere un po’ difficile schiacciare il petalo di un fiore o un 12

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fiocco di burro, ma comprendere e seguire l’insegnamento del Vedanta è molto più semplice. Studenti! Capite bene questo: il burro è molto morbido, ma non si scioglie se non lo si scalda un po’. In modo simile, Dio è molto tenero e dolce, ma, se volete sperimentarLo, avete bisogno del fuoco della Saggezza. Ciò si può esemplificare con la vita di una coppia che vive nella foresta durante lo stato di Vanaprastha. La moglie dispone tre sassi formando un braciere e vi pone sopra una pentola in cui mette riso e acqua; poi accende il fuoco. Il marito, sempre immerso nella meditazione su Brahman, vede la scena e ne dà un’interpretazione spirituale: egli vede nei tre sassi i tre guna, cioè Sattva, Rajas e Tamas, nel recipiente il corpo umano, nel riso i desideri, nell’acqua l’amore e nel fuoco la fiamma della saggezza. Il riso si cuoce direttamente sul fuoco? No, il fuoco scalda prima la pentola che, a sua volta, trasmette calore all’acqua che cuoce il riso; in egual modo, voi dovete tenere il corpo in contatto con il fuoco della saggezza, cioè con Dio. Allora l’acqua dell’amore sarà riscaldata e bollirà il riso dei desideri. Per questo, dovete far sì che il corpo e la mente siano vicini e cari a Dio; se fate questo, tutti i desideri per le cose del mondo scompariranno. Questa è l’essenza del Vedanta. Com’è facile metterla in pratica nella vita di tutti i giorni! Non occorre studiare alcun testo sacro, né compiere Eterno Auriga


pratiche spirituali. La gente di quei tempi comprendeva l’essenza del Vedanta in questo modo semplice e facile. Ci sono molte parole piccole che comunicano grandi verità del Vedanta. Con tre parole tratte dal Vedanta, si possono scrivere trecento libri. Com’è possibile? Nell’alfabeto inglese ci sono ventisei lettere con cui si possono scrivere tutti i libri; le sole quattro corde del violino producono ben quaranta suoni. Similmente, se avete solamente fede e amore, potete ottenere qualunque cosa. In effetti, Dio Stesso diverrà un pupo nelle vostre mani; non sarete voi nelle mani di Dio, ma Dio sarà nelle vostre mani se avrete amore e fede. Jumsai ha detto che, sebbene ogni persona appaia differente dalle altre, lo stesso Atma è presente in tutti. Tutti sono uno: siate equanimi con tutti. Egli ha detto che tutti sono figli di Dio, ma, a Mio parere, non sono figli di Dio, ma Dio Stesso.
 L’Amore è l’Essenza Divina Studenti! Vi sto dicendo qualcosa di sottile e significativo; cercate di comprenderlo, è importante. Se diventate un amatore, potete amare uno o due individui, ma, se diventate l’Amore stesso, potete amare chiunque, tutti. Essendo un amatore, vi ponete in una categoria bassa; quindi non diventate tali. Siate l’Amore stesso. Se diventate l’Amore, sarete amati da tutti e raggiungerete Ekatma Bhava (il Principio di Unità). Lo stesso Principio d’Amore è presente in tutti; il Vedanta gli Eterno Auriga

dà una grande importanza. Quale tipo d’amore si dovrebbe coltivare? Questo Amore non riguarda il corpo o la mente. Dio va amato in tutti i modi; allora tutti gli attaccamenti indesiderati saranno scacciati e soltanto allora sperimenterete il Principio dell’Advaita. La canna da zucchero ha molti nodi, ma il suo succo è uniformemente dolce; in modo simile, possono esserci molte modulazioni nei vostri pensieri, ma, se aggiungete loro la dolcezza dell’Amore, essi diverranno sublimi. Questo è significato dal detto vedico Raso Vai Sah (Dio è l’Essenza Stessa delle cose). L’Amore è divino; esso manifesta il Principio di Brahman. Dio è sotto forma d’Amore e l’Amore è l’Essenza Divina. Qui Rasa non sta per Padadasa (mercurio), ma per Prema Rasa (Essenza dell’Amore). Il mercurio non si mischia con nessun altro elemento, mantiene sempre la sua distinzione, mentre Prema Rasa non è così: si mischia e dà dolcezza a qualunque cosa con cui venga a contatto. Si può essere uno studioso del tutto esperto avendo padroneggiato i Veda, le Sastra e i Purana,
si può essere un grande imperatore e governare un regno vastissimo,
ma nessuno può eguagliare un devoto che ha sacrificato tutto al Signore.
Senza amore per Dio, la liberazione non si raggiunge. Oggi noi abbiamo iniziato, in piccole dosi, l’insegnamento del Vedanta. In verità, ogni Mantra del Vedanta è pregno di significato profondo. Il Vedanta è molto Maggio 2013

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facile da praticare; spiegare il principio del Vedanta in termini altrettanto semplici è impossibile per chiunque eccetto la Divinità. Vedendo la Mia Forma Fisica, potete ingannarvi nel pensare che anch’Io sia un essere umano come voi. Potete amarMi, ma non dare la giusta importanza alle Mie parole a causa di questo inganno. Io, però, non sono il corpo né la mente, né Buddhi o Chitta; non sono nessuno di questi. Ho assunto questo Corpo solo per il vostro bene. Lo si può evidenziare con un piccolo esempio: in questo bicchiere c’è dell’acqua; il bicchiere serve a contenerla. Ci sono una lampada, dell’olio e uno stoppino: 
può la lampada accendersi da sola? Non serve qualcuno che l’accenda?
 Ci sono dei fiori, un ago e del filo: può la ghirlanda farsi da sola? Non serve qualcuno per cucirla? C’è la conoscenza e c’è l’intelligenza, ma si può sperimentare la conoscenza se non c’è un Guru che la trasmetta? Similmente, questo Corpo è venuto per dimostrare che cosa sia la Verità, che cosa sia l’irreale e che cosa sia Brahman. Realizzate la vostra unità con Swami Incarnazioni dell’Amore! Non pensate che Io parli spinto dall’ego: Io sto solamente rivelando la verità di Me Stesso. Voi non avete compreso neppure una frazione della Mia Realtà; nessuno può descrivere la Mia natura in un modo o nell’altro. Io sono un uomo tra gli uomini, 14

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una donna tra le donne, un bambino tra i bambini e sono Brahman quando sono solo. Questa è la Mia Realtà. (Applausi). Io Mi comporto in armonia con il gruppo di persone che sono intorno a Me. Quando sono tra gli anziani, devo comportarmi come loro; quando sono tra i bambini, devo comportarmi come un bambino. Se un anziano gioca con i balocchi, i bambini lo deridono. Se un bambino si aiuta con un bastone per camminare, come un vecchio, gli anziani si divertono. Per un uomo attempato, usare il bastone è naturale come per un bambino giocare con i balocchi; in modo simile, quando Io sono con i bambini, li faccio felici dando loro questo e quello, ma, se qualcuno viene da Me con il desiderio di conoscenza spirituale, Io gliela impartisco. Quando viene un capofamiglia, Io gli insegno il Dharma del capofamiglia e, nello stesso modo, insegno a ognuno ciò che gli necessita. Perché faccio tutto questo? Solamente per farvi raggiungere la realtà fondamentale della vostra unità con Swami. Siete stati molto fortunati a ottenere questa opportunità; nessun altro Avatar ha dato questo tipo di occasione agli esseri umani. (Fragorosi applausi). Avendo questa opportunità d’oro, se vi comporterete in armonia con i Miei insegnamenti, la vostra vita sarà certamente santificata e redenta. A tempo debito, vedrete l’ascesa della Mia gloria quando anche i ciechi e coloro che non sanno diranno: “Swami è Dio.” Di quando continua a pagina 18... Eterno Auriga


SRI SATHYA SAI ARADHANA MAHOTSAVA

L

o Sri Sathya Sai Aradhana Mahotsava si è tenuto a Prasanthi Nilayam in un’atmosfera solenne e di grande devozione. Questo evento di tre giorni è iniziato il 22 aprile 2013 con il Viswa Santhi Loka Kalyana Homa (Yajna per la pace nel mondo e il benessere dell’umanità). Lo Yajna si è svolto in un Sai Kulwant Hall splendidamente adornato, al centro del quale era stato posto un elegante Yajna Mandapam unitamente a uno Yajna Kunda. I riti dello Yajna sono iniziati alle 6 del mattino del 22 aprile 2013 con inni vedici cantati da un gruppo di sacerdoti. Prima che lo Yajna iniziasse, è stata eseguita la cerimonia dell’adorazione della mucca. A tal fine, verso le 7 del mattino, è stata portata nel Kulwant Hall una mucca graziosamente adornata, assieme al suo vitellino. Dopo i rituali previsti, svoltisi tra canti vedici e il rituale del cibo dato alla mucca e al suo vitellino, è stato offerto l’Arati che ha concluso la cerimonia. Si è poi acceso il fuoco per lo Yajna nel modo tradizionale, sfregando tra loro due pezzi di legno. Il fuoco è stato poi messo nello Yajna Kunda. Nel frattempo i sacerdoti hanno iniziato l’adorazione delle immagini del Signore Siva, di Parvati e del sacro Kalasha posti su di una piattaforma rialzata. Dopo che il sacro fuoco è stato messo nello Yajna

Eterno Auriga

Yajna per la pace nel mondo e il benessere dell’umanità.

Kunda (braciere), i sacerdoti hanno offerto oblazioni nello Yajna Kunda cantando la Sai Gayatri e sacri Mantra vedici. Lo Yajna è continuato in questo modo sacro per più di un’ora. L’offerta delle oblazioni nello Yajna Kunda e il canto dei sacri Mantra vedici hanno santificato l’intero ambiente e irradiato vibrazioni sacre in tutte le direzioni. Lo Yajna si è concluso alle 10 con preziose offerte nello Yajna Kunda da parte dei sacerdoti, tra canti vedici e musica propiziatoria. Sono seguiti i Bhajan che si sono conclusi alle 10,15 con l’Arati. Il programma pomeridiano è iniziato alle 17 con canti vedici. Ha fatto seguito un illuminante discorso dell’illustre oratore, dottor Nori Narayana Murthy, sul tema del “Sita Rama Kalyanam” (il matrimonio di Sita e Rama). Nel suo intervento, inframmezzato da bellissime poesie in Maggio 2013

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Telugu e Bhajan dedicati al Signore Rama, egli ha narrato vari suggestivi episodi tratti dalla vita del Signore Rama e messo in rilievo il significato del canto del Suo Nome per la redenzione dell’uomo. È stato poi proiettato un filmato di un Discorso di Bhagavan in cui Egli esorta tutti quanti a seguire l’insegnamento di “Aiuta Sempre, Non Fare Mai del Male”, poiché questo è l’essenza degli insegnamenti di tutte le Scritture. In questo Discorso, Bhagavan dice che l’uomo dovrebbe rendersi conto dell’unità di tutto il creato - così come viene contemplato nella cultura indiana -, sviluppare sentimenti sacri e sperimentare la felicità nella sua vita. Purtroppo, però, al giorno d’oggi l’uomo nutre sentimenti demoniaci e indulge in critiche e odio verso gli altri, caratteristiche che dovrebbe abbandonare riempiendo il proprio cuore d’amore. Così ha detto Bhagavan che ha concluso il Discorso con il Bhajan “Prema Mudita Manase Kaho, Rama Rama Ram”. I sacerdoti hanno poi cantato inni vedici, diffondendo nell’intero ambiente sentimenti divini. Dopo una breve sessione di Bhajan, il programma è giunto a conclusione alle 20 con l’Arati, cui è seguita la distribuzione del Prasadam a tutti i presenti. L’intero Sai Kulwant Hall riecheggiava di sacri canti vedici quando, alle 6 del 23 aprile 2013, secondo giorno dello Sri Sathya Sai Aradhana Mahotsava, i sacerdoti hanno dato inizio lo Yajna. Oltre all’esecuzione dello Yajna, quello stesso giorno sono stati effettuati l’adorazione e l’Abhishekam (lavaggio cerimoniale) dello Sri Sayeeswara Linga, posto su 16

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Adorazione dello Sri Sayeeswara Linga dopo l’Abhishekam.

di una piattaforma rialzata nel Kulwant Hall. Dopo i rituali iniziali, l’Abhishekam del Linga è stato fatto con latte, miele, cagliata, zucchero ecc., mentre i sacerdoti intonavano Mantra vedici. Dopo l’Abhishekam, il Linga è stato splendidamente adornato e gli è stato offerto il canto dell’Arati. Da ultimo, è stata eseguita l’adorazione del Linga con offerta di fiori e canto dello Sri Sathya Sai Ashtottara Sata Namavali (i 108 Nomi di Bhagavan). Contemporaneamente, nello Yajna si è svolta l’offerta di oblazioni che si concludevano con il canto della Sai Gayatri. Entrambe le cerimonie terminavano alle 10 del mattino, seguite da una breve sessione di Bhajan. L’Arati delle 10 e 15 concludeva le celebrazioni. Il programma del pomeriggio è iniziato alle 17 con canti vedici. Ha fatto seguito un erudito discorso del dottor Papayya Sastry, famoso studioso Telugu. L’illustre oratore ha fatto riferimento all’affermazione del Signore Krishna quando, nella Bhagavad Eterno Auriga


Gita, dice che Dio si incarna ogni volta che sulla terra si affievolisce il Dharma, e ha rilevato che il Dharma è ciò che sostiene tutto l’universo. Citando il famoso aforisma “Ramo Vigrahavan Dharma” (Rama è la personificazione del Dharma), ha affermato che tutti gli Avatar – Rama, Krishna, Sathya Sai Baba – hanno sempre esortato l’uomo a seguire il Dharma se vuole ottenere la redenzione. Ha fatto seguito la proiezione di un video con un Discorso di Baba, dove Egli dice che, per prima cosa, l’uomo dovrebbe conoscere chi egli stesso sia, abbandonare le qualità animali e realizzare la sua divinità che è la vera spiritualità. Bhagavan ha concluso il Discorso col Bhajan “Hari Bhajan Bina Sukha Santhi Nahin” che tutti i devoti presenti hanno cantato in coro con grande devozione. Gli officianti hanno poi intonato canti vedici che hanno santificato l’intero ambiente e irradiato vibrazioni divine in tutte le direzioni. Una sessione di Bhajan concludeva questi canti vedici così emozionanti. Il programma terminava alle 20 con l’Arati. Il 24 aprile 2013, secondo anniversario del Maha Samadhi di Bhagavan e giornata conclusiva dello Sri Sathya Sai Aradhana Mahotsava, un’immensa folla di devoti provenienti da tutto il mondo per rendere un rispettoso omaggio a Bhagavan si è radunata nel Sai Kulwant Hall splendidamente decorato per l’occasione. Alla destra del Samadhi di Bhagavan, era stata posta una bellissima sedia argentata. Il programma è iniziato alle 6 con l’esecuzione dello Yajna, mentre i sacerdoti Eterno Auriga

intonavano gli inni vedici. Essendo il giorno del Poornahuti (le oblazioni finali), è stato eseguito il Sudarshan Homa, secondo le modalità prescritte nei Veda, che si è concluso alle 8 del mattino. Gli studenti di Baba hanno poi eseguito la pièce musicale “Guru Vandana” (l’adorazione del Guru): hanno iniziato con il canto di preghiera al Signore Ganesh “Om Ganaganapataye Namo Namah” (reverenti omaggi al Signore Ganesh), hanno poi intonato “Sai Namasmaranam Sai Rupa Dhyanam” (cantate il Nome di Sai e meditate sulla Sua Forma), e cantato il Qawali “Tere Durbar Mein Hum Aaye Hain Aaj” (siamo giunti oggi alla Tua porta). L’esecuzione si è conclusa con “Tu Pyar Ka Sagar Hai” (Tu sei l’oceano dell’Amore), facendo rivivere i momenti in cui questi canti venivano intonati alla Divina Presenza di Bhagavan. La contemporanea proiezione di video in cui Bhagavan dava il Darshan ha intensificato i sentimenti di nostalgia per Lui. Dopo questa deliziosa interpretazione degli studenti, c’è stato un Discorso Divino di Bhagavan. L’uomo - ha affermato Bhagavan - dovrebbe ridurre l’attaccamento al corpo che è causa della sua sofferenza e ha messo in evidenza il fatto che egli dovrebbe ripetutamente ricordare a se stesso di essere Dio fintantoché non raggiungerà questa meta. Bhagavan ha concluso il Discorso con due Bhajan: “Bhaja Govindam” e “Prema Mudita Manase Kaho”. Gli officianti hanno poi iniziato a offrire oblazioni nello Yajna recitando l’Ashtottara Maggio 2013

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Sata Namavali di Bhagavan. Alle 9 è stato offerto il Poornahuti (le oblazioni conclusive) nello Yajna Kunda con sonori canti di inni vedici e musica auspicale, cui hanno fatto seguito i Bhajan. Mentre i Bhajan continuavano, veniva spruzzata la Tirtham (la sacra acqua del Kalasha) sull’intera folla di devoti che si trovava nel salone. Il programma è terminato alle 9,45 con l’Arati, a cui ha fatto seguito la distribuzione del Prasadam a tutti. Lo Sri Sathya Sai Aradhana Mahotsava si è concluso con il Narayana Seva che

Narayana Seva allo Sri Sathya Sai Hill View Stadium.

si è svolto nello Sri Sathya Sai Hill View Stadium, dove è stato servito cibo e offerto vestiario a migliaia di persone.

...continua da pagina 14

in quando, Dio mette alla prova gli esseri umani. Non diventate vittime di Maya; distinguetevi vittoriosi nelle prove di Dio. Se vi immergerete nell’Amore, supererete tutte le prove di Dio. Nessuno può dire che l’Amore sia così o cosà. È del tutto essenziale comprendere gli insegnamenti del Vedanta più che quelli dei Veda; il cammino dell’amore è molto più facile della ripetizione dei Mantra, della meditazione, dello Yoga ecc. Dio non è interessato a quante scatole di riso e a quante vesti avete distribuito ai poveri. Potete inviare questa lista all’ufficio delle tasse; ciò che Mi interessa sono solamente i vostri sentimenti. Anche se fate un atto minimo di carità, Io vedo i sentimenti che lo motivano. Non Mi interesso a quanti abiti o scatole di riso distribuite; Swami valuta solamente la qualità. Rukmini ottenne la grazia di Krishna offrendo soltanto una foglia di Tulsi (basilico sacro), Kuchela ottenne la grazia 18

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e l’Amore di Krishna offrendoGli un pugno di riso battuto. Che cosa fece Draupadi quando, non avendo niente, dovette nutrire il Saggio Durvasa e i suoi mille discepoli? Ella offrì a Krishna un chicco di riso rimasto nella pentola e pregò: “Tu sei il nostro solo rifugio.” Quando Krishna mise in bocca quel chicco di riso, la fame di Durvasa e dei suoi discepoli fu saziata immediatamente. Al tempo di ogni Avatar, i devoti fanno richieste simili ottenendo la grazia infinita del Signore con piccole offerte piene di devozione e amore; quindi liberatevi delle impurità della mente, distruggete l’ego e imparate a offrire amore: solamente allora avrete la fortuna di sperimentare la Beatitudine. (Bhagavan ha concluso il Discorso con il Bhajan “Sathyam Jnanam Anantam Brahma...”) 
- Dal Discorso di Bhagavan nel Sai Kulwant Hall, il 31 luglio 1996 Eterno Auriga


E

ra il 1969; verso la fine di aprile seppi che Sri Sathya Sai Baba di Puttaparthi era in procinto di recarsi in visita ad Ahmedabad. All’epoca presiedevo l’Alta Corte del Gujarat. Non avevo mai incontrato o visto Sri Sathya Sai Baba, né avevo mai sentito parlare di Lui prima di allora. Ma quando ebbi notizia che veniva ad Ahmedabad, qualcosa dentro di me mi spinse a scriverGli una lettera, invitandoLo a venire a stare da me. Baba mi benedisse

tutto il mio essere. Baba salì sulla mia auto e ci dirigemmo verso la mia abitazione al 17 di Duffnala, Shahibag. Erano circa le 7 del mattino. Più tardi Baba dette un colloquio privato a me, mia moglie e alle mie tre figlie, nonché a mio fratello minore Pravin e a sua moglie Mandakini. Swami ripartì per Mumbai in aereo il giorno stesso nel tardo pomeriggio. Questo fu il mio primo contatto con Lui ed ebbe su di me un effetto fortissimo. Da allora non ho mai smesso di essere Suo devoto ed Egli

Giudice P.N. Bhagwati

IL MIO MAESTRO SPIRITUALE SRI SATHYA SAI BABA Sri Sathya Sai Baba aveva il potere della creazione, attributo della Divinità. I miracoli che faceva erano come biglietti da visita per attirare e ispirare le persone a percorrere il sentiero dell’amore, della devozione e della rettitudine. Resterò per tutta la vita un Suo devoto servitore, avendo piena fiducia nel messaggio dato da Baba di avere il medesimo rispetto per tutte le religioni. accettando l’invito; il messaggio mi fu trasmesso dall’Organizzazione Sai di Ahmedabad. Il Mio Primo Darshan di Baba Baba giunse ad Ahmedabad da Mumbai il mattino del 15 maggio 1969. Andai a riceverLo all’aeroporto. Lo vidi mentre usciva dall’aereo. Fu il mio primo Darshan di questo Essere Divino, un’esperienza entusiasmante e vivificante, perché vidi incarnato in Lui il mio Krishna, Krishna che amo e adoro da tutta la vita e che permea Eterno Auriga

continua a guidarmi e ispirarmi.

Compresi che si trattava dell’incarnazione dell’Essere Supremo di cui si parla nella Taittiriya Upanishad: Yatho Vacho Nivarthanthe Aprapya Manasa Saha (questa Energia è oltre la comprensione della mente e la descrizione delle parole). Ho ricoperto la posizione di Giudice Supremo in India, occupandomi dell’amministrazione della giustizia, che è un processo estremamente razionale. Da essere razionale quale sono, posso Maggio 2013

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dire senza esitazioni che c’è qualcosa di Baba che è così profondo e insondabile, così vasto e senza limiti, così infinito e universale da non poter essere descritto a parole. È qualcosa che le parole non sono in grado di rappresentare e la mente non riesce a cogliere. Messaggio Eterno d’Amore e Servizio Ciò che mi ha ispirato di Baba è che Egli ha sempre sottolineato l’importanza del Seva, il servizio che deriva dall’amore spontaneo. Diceva che i cuori devono essere colmati d’amore e compassione per ogni essere umano ed essere ansiosi di alleviare la sofferenza dei nostri simili nello spirito di adorazione del Signore.

Il messaggio d’amore e servizio è un messaggio antichissimo di tutti i maestri spirituali. Buddha, nato a Lumbini, al confine tra India e Nepal, diffuse lo stesso messaggio in India circa 600 anni prima di Cristo. E Gesù non predicò altrettanto duemila anni fa? E il profeta Maometto non esortò i suoi seguaci – anzi, l’intera umanità – a offrire amore e servizio ai propri simili? Il messaggio di Sri Sathya Sai Baba, dal mio punto di vista, riveste grande importanza nel mondo odierno, in un tempo in cui assistiamo a conflitti e violenza in nome della religione, dell’etnia e del puritanesimo. Baba non si limita a sostenere questo messaggio, ma ha mostrato al mondo come metterlo in pratica. Ha attivato scuole e un’università con i più alti standard educativi e in cui l’istruzione è totalmente gratuita, dalla scuola primaria fino al dottorato di ricerca. Egli ha voluto che gli studenti sviluppassero un atteggiamento scientifico, affermando al tempo stesso che in mancanza di indirizzi spirituali la scienza porterebbe il 20

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mondo verso il disastro. Ha inoltre creato un Ospedale Generale e un Ospedale di Alta Specializzazione nel villaggio di Puttaparthi dove ha vissuto. Uguaglianza di Tutte le Religioni Prima di concludere, fatemi dire che Baba non predicava una nuova religione. In effetti ha affermato più volte: “Non sono venuto per ostacolare o per distruggere nessuna fede. Sono qui per confermare ciascuno nella propria fede. Voglio che un indù sia un miglior indù, che un mussulmano sia un miglior mussulmano, che un sikh sia un miglior sikh e che un cristiano sia un miglior cristiano.” Egli sosteneva l’uguaglianza di tutte le religioni. Sri Sathya Sai Baba aveva il potere della creazione, attributo della Divinità. I miracoli che faceva erano come biglietti da visita per attirare e ispirare le persone a percorrere il sentiero dell’amore, della devozione e della rettitudine. Resterò per tutta la vita un Suo devoto servitore, avendo piena fiducia nel messaggio dato da Baba di avere il medesimo rispetto per tutte le religioni. Il Suo messaggio permette la massima evoluzione e contiene l’essenza dell’Om dell’induismo, la croce della cristianità, il Dharma Chakra del buddhismo, il fuoco dello zoroastrismo e la mezzaluna dell’islamismo. (L’autore è stato Giudice Supremo in India ed è attualmente rettore dell’Istituto d’Istruzione Superiore Sri Sathya Sai Baba).

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LA PUREZZA CONDUCE ALLA LIBERAZIONE ACCENDETE LA LAMPADA DELLA DIVINITÀ NELLA VOSTRA MENTE

Incarnazioni dell’Amore!

S

ebbene gli Avatar abbiano predicato sempre cose buone, oggi gli uomini si accontentano di celebrare i Loro anniversari senza seguirNe i precetti. Il Buddha dava massimo risalto alla purezza in ogni aspetto della vita: purezza nella visione, purezza nei pensieri, purezza nella parola e nell’azione. Egli considerava lo spirito di sacrificio come vero. Il sacrificio è il mezzo che serve a raggiungere il Nirvana (Liberazione). Il vero significato della preghiera buddista La preghiera buddista va compresa correttamente. I buddisti dicono “Buddham Saranam Gachchhami, Dhammam Saranam Gachchhami, Sangham Saranam Gachchhami”, il cui significato è “Tu devi dirigere la Buddhi (mente) verso il Dharma (rettitudine) e la rettitudine deve mirare a servire la società. Quando si fa questo, la società viene purificata.” Qualunque sia il numero delle religioni, il loro scopo è sempre lo stesso. Per condurre la vita nel mondo, la gente segue molte vocazioni; è vita vera? Può una vita vissuta senza ricordare Dio esser chiamata “vita”? Che vita è se non c’è purezza, moralità Eterno Auriga

né spiritualità? Solamente la moralità e l’integrità possono portare al Nirvana e oggi queste due sono assenti; le persone devono impegnarsi a basare le loro vite sulla moralità e l’integrità; devono diventare messaggeri di Dio come disse Gesù. Significato della celebrazione del Buddha Purnima Incarnazioni dell’Amore! Oggi celebriamo il Buddha Purnima o Buddha Jayanti. Che cosa significa Purnima (luna piena)? Significa pienezza. La mente raggiunge la pienezza quando è colma d’amore; finché è piena dell’oscurità dei pensieri malvagi, celebrare il Buddha Purnima non ha alcun senso. Liberatevi di questa oscurità: a che serve illuminare all’esterno se non si ha la luce dell’amore nel cuore? Accendete la lampada della Divinità nella mente, bandite l’odio e l’invidia dal cuore. Nessuno può valutare la sacralità e la grandezza di Bharat. Essere un indiano è già una grande qualifica e un grande onore. Come si può descrivere la fortuna dei Bharatiya, dato che il Signore Stesso si è incarnato numerose volte in questa sacra terra per mostrare all’umanità la via Maggio 2013

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verso il Divino! Molti santi, saggi e uomini capaci di sacrificio nacquero in questo Paese. La sacralità e la fama di Bharat sono ineguagliate; per questo il Buddha scelse questa come terra madre. Prendete Dharma

rifugio

nel

Egli sacrificò tutto, andò in giro cercando la verità e disse: “Dhammam Saranam Gachchami” (Io prendo rifugio nel Dharma). Bisogna attenersi al Dharma, diffonderlo e sperimentarlo, ma oggi esso è in declino; la gente pensa che il denaro sia tutto: come la terra gira intorno al sole, le persone girano intorno al denaro.

Oggi celebriamo il Buddha Purnima o Buddha Jayanti. Che cosa significa Purnima (luna piena)? Significa pienezza. La mente raggiunge la pienezza quando è colma d’amore; finché è piena dell’oscurità dei pensieri malvagi, celebrare il Buddha Purnima non ha alcun senso. Liberatevi di questa oscurità: a che serve illuminare all’esterno se non si ha la luce dell’amore nel cuore?

“Alcuni prendono strade corrotte per procurarsi il denaro; possono ingannare gli altri, ma si può imbrogliare Dio? Essi raccoglieranno certamente le conseguenze dei loro misfatti.”

Il carattere è importante, non il denaro: questo fu l’insegnamento del Buddha. La beatitudine si può ottenere solamente 22

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tramite il controllo dei sensi, non con la penitenza, la ripetizione del Nome o la meditazione. Non c’è strada più facile del controllo dei sensi per raggiungere la pace e la beatitudine. - Estratto dai Discorsi di Bhagavan in occasione dei Buddha Purnima. Eterno Auriga


Chizuko Tsuyama

DIVINO SANKALPA DIVINOSANKALPA

S

ul terreno di Puttaparthi mi sedetti nuovamente accanto alla signora Pillay. Era la prima volta che andavo in India per avere il Darshan di Bhagavan. Non appena, all’improvviso, Baba apparve da lontano nella Sua veste arancione, sul luogo regnò il silenzio. Intuitivamente, sentii che Egli era Dio. Cominciò a camminare lentamente. Quando fu vicino, si fermò davanti a me e chiese: “Sei la moglie del medico?” Non riuscii a dire nulla, ma soltanto annuire. Egli mi disse amabilmente di andare nella stanza delle “interview”. Vi fui condotta dalla signora Pillay. Mio marito era con il dottor Pillay. Baba fu molto dolce. Gli parlai dei miei problemi ed Egli mi dette la Vibhuti scaturita dalla Sua mano. Poi la ruotò, e in essa apparve un anello che era perfetto per il mio dito medio. Mi prostrai ai Suoi Piedi e offrii il mio Namaskar. Era l’autunno del 1978. Un anno prima, si era aperto in Giappone il Congresso Internazionale di Chirurgia Ortopedica, a cui aveva partecipato il dottor Pillay. In tale occasione, quando mio marito gli disse che svolgevo un lavoro di traduzione, il dottor Pillay ci parlò di Bhagavan in India e mi raccomandò di tradurre i Suoi libri per il bene del popolo giapponese.

Mi ero laureata all’università femminile giapponese. Il fondatore, dottor Jinzo Naruse, vi aveva invitato il santo poeta Eterno Auriga

Rabindranath Tagore nel 1916, quando questi era in visita in Giappone. Egli recitò il Gitanjali agli studenti. Il dottor Naruse conobbe da lui l’antica saggezza indiana e ne fu molto colpito. Egli fissò i tre princìpi: “Stabilità della Fede”, “Creatività”, “Servizio alla Società”.

Mio marito rimase molto colpito dal Messaggio di Baba “tutte le religioni sono una”. Per me, gli Insegnamenti di Baba erano estremamente familiari. Penso che non sia stato altro che il Suo Divino Sankalpa a farci aprire in Giappone il Centro Pubblicazioni Sri Sathya Sai. Il dottor Pillay ci aiutò molto inviando numerosi libri di Bhagavan, e fece conoscere il professor Rao di Singapore che ci spiegò, con molte lettere inviate per posta aerea, il significato delle parole sanscrite. Ebbi un altro prezioso dono da Bhagavan. Conobbi una signora indiana che era nata e cresciuta nel Kerala. Era molto devota e ben informata, e mi è stata molto utile per il mio lavoro di traduzione. Così, come umile strumento di Bhagavan, svolgo il lavoro di traduzione da oltre 30 anni e lo condivido con i sinceri devoti giapponesi.

Mi prostro cento volte ai Piedi di Loto di Bhagavan per il profondo amore e la scrupolosa attenzione dimostrati per noi giapponesi. (L’autrice è redattrice / traduttrice del Centro Pubblicazioni Sri Sathya Sai del Giappone. Ella è anche redattrice dell’edizione giapponese del “Sanathana Sarathi”).

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GIOIOSE CELEBRAZIONI DI HOLI

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n occasione della gioiosa festività di Holi, un gran numero di devoti del Bihar e del Jharkhand, è giunto a Prasanthi Nilayam per l’annuale pellegrinaggio e, il 27 e 28 marzo 2013, ha presentato programmi culturali e di musica devozionale. Il programma del 27 marzo comprendeva una coinvolgente mescolanza di canti devozionali in Telugu e in Hindi eseguiti dalle rinomate cantanti Kumari Jyotsna e sua sorella Kumari Suvarna. Cominciando la loro presentazione con un canto di preghiera al Signore Ganesh, esse hanno incantato il pubblico per circa 40 minuti con melodiose esecuzioni che comprendevano il famoso canto di Mira “Payoji Meine Ramaratan Dhana Payo” (ho trovato il prezioso diamante del Nome di Rama) e la composizione sempreverde “Jyoti Kalasha Chhalake” (il sole risplende brillante). Il programma del 28 consisteva di canti di gruppo eseguiti da un coro di cantanti donne e uomini, assieme a splendide danze dei bambini Bal Vikas del Bihar e del Jharkhand. Mentre i cantanti intrattenevano i devoti con melodiosi canti, che includevano lo splendido e toccante Qawali “Parthiwale Aaja Teri Yaad Sataye” (vieni, o Signore di Parthi; il Tuo ricordo mi tormenta), i bambini Bal Vikas hanno

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La danza dei bambini Bal Vikas del Bihar e del Jharkhand.

messo in scena emozionanti danze che comprendevano una danza tribale del Jharkhand e Raas Nritya (danza di Krishna con le Gopi). In entrambi i giorni, al termine delle loro presentazioni, i partecipanti a questi programmi musicali e culturali hanno ricevuto i complementi.

FESTA DI UGADI La festa di Ugadi, che contraddistingue l’avvento del Nuovo Anno Telugu chiamato “Vijaya” (vittoria), è stata celebrata a Prasanthi Nilayam l’11 aprile 2013. Il luogo delle celebrazioni era il Sai Kulwant Hall, splendidamente decorato con fiori, festoni e drappi, e anche frutta di nuovi raccolti come manghi, noci di cocco e canna da zucchero. Come da tradizione, il mattino dell’11 aprile, si è svolto un programma di Panchanga Sravanam (ascoltare le previsioni dell’almanacco). Il noto studioso vedico Sri Rejeti Sriramacharyulu ha letto ad alta voce le previsioni del nuovo anno Eterno Auriga


in base alle varie congiunzioni astrali. È seguito il Discorso di Ugadi di Bhagavan, nel quale Egli esorta tutti a rinunciare all’egoismo e all’interesse personale, che sono la causa della rovina dell’uomo. La vera celebrazione di Ugadi, ha detto, è di disfarsi delle limitatezze e riempire il cuore d’amore e sacrificio. Bhagavan conclude il Discorso con il Bhajan “Prema Mudita Manase Kaho”. Sono seguiti i Bhajan, mentre lo studioso vedico che aveva letto le previsioni ha ricevuto i complimenti. Il programma del pomeriggio, cominciato alle 17 con il canto dei Veda, comprendeva un eccellente concerto musicale vocale della cantante Kumari Soumya Varanasi, che, cominciando con una composizione dedicata al Signore Ganesh, ha eseguito canti devozionali e Bhajan che includevano “Janam Diya Toone Sai Ko” (hai dato vita a Sai), “Bho Shambo Siva Shambho Swayambho” (il Signore Siva che si autogenera), “Bhola Bhandari Baba” (Sai Siva è la generosità personificata) ecc. Poiché era satura di sentimenti di profonda devozione della cantante, l’esecuzione dei canti e dei Bhajan ha toccato il cuore dei presenti. Al termine, la cantante e sua sorella Kumari Ramya, che le aveva fornito l’accompagnamento vocale e strumentale con il violino, hanno ricevuto i complimenti.

FESTA DI VISHU Solennità contraddistinto Nuovo Anno Nilayam, ove Eterno Auriga

e sacralità hanno la celebrazione di Vishu, del Kerala, a Prasanthi sono giunti oltre 1000

devoti comprendenti circa 600 giovani provenienti da ogni parte dello Stato. Nelle celebrazioni, svoltesi il 13 aprile 2013 nel Sai Kulwant Hall, i giovani del Kerala hanno cantato il Rudram e altri inni vedici e Bhajan, sia la mattina sia il pomeriggio. Inoltre, nel pomeriggio, vi è stato un eccellente concerto di musica classica carnatica presentato dal dottor Cherthala K.N. Ranganatha Sharma, ottimo musicista e professore di musica presso il Sadguru College of Music di Madurai. Cominciando la sua presentazione con un canto di preghiera, il cantante ha piacevolmente intrattenuto i presenti per circa 40 minuti con la sua elegante esecuzione di composizioni classiche e ha concluso il concerto con il Bhajan “Hey Viswanatha Hey Gaurinatha, Hey Sainatha Bhagavan.” Al termine, il cantante e i musicisti che lo avevano accompagnato hanno ricevuto i complimenti.

NUOVO ANNIO TAMIL Il 14 aprile 2013, oltre 1000 devoti sono giunti a Prasanthi Nilayam dal Tamil Nadu per celebrare il Nuovo Anno Tamil. Il programma è cominciato alle 17 con il canto dei Veda seguito da un discorso di Sri Karthik Ramesh, ex studente dell’Istituto d’Istruzione Superiore Sri Sathya Sai, sul tema “Bhakti, Sakti, Mukti” (devozione, potere, liberazione). In apertura, Sri Karthik ha espresso gratitudine a Bhagavan per averlo salvato da un fatale incidente aereo nel novembre del 2012. Soffermandosi sul potere della Bhakti, l’oratore ha sottolineato l’importanza della purificazione interna per Maggio 2013

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la trasformazione e l’autorealizzazione dell’uomo. È seguita una variopinta danza dedicata al Signore Ganesh che è stata presentata dai bambini Bal Vikas del Tamil Nadu che, nei loro costumi colorati, hanno rapito tutti con i loro agili e ritmici movimenti. Il gran finale delle celebrazioni del Nuovo Anno Tamil è stata la commedia intitolata “Kaisika Mahatmyam”, messa in scena dai bambini Bal Vikas delle aree rurali del Tamil Nadu.

Una scena della commedia “Kaisika Mahatmyam”.

La storia illustrava come un devoto del Signore Nambi, la divinità protettrice del tempio del villaggio di Thirukurungudi, nel distretto di Tirunelveli nel Tamil Nadu, abbia redento la vita di un bramino divenuto demone, attribuendogli il merito del suo canto in lode del Signore nel Raga Kaisika, che era alla base del titolo della rappresentazione “Kaisika Mahatmyam”. La commedia ha in tal modo sancito l’importanza del Nama Sankirtan come il modo più efficace per la liberazione dell’uomo nel Kali Yuga. Come intermezzo, è stato proiettato un filmato di un Discorso di Bhagavan per mettere 26

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maggiormente in luce il supremo significato del Namasmarana per la redenzione dell’uomo. L’eccellente recitazione e le danze dei bambini nei loro variopinti costumi, gli splendidi testi, l’incantevole musica e la superba regia hanno fatto della commedia una presentazione di grande effetto. Al termine sono stati offerti doni ai bambini partecipanti.

CELEBRAZIONI DELLO SRI RAMA NAVAMI Il 19 aprile 2013, è stata celebrata, a Prasanthi Nilayam, la sacra cerimonia dello Sri Rama Navami, la nascita del Signore Rama. Il Sai Kulwant Hall, luogo delle celebrazioni, vibrava del Divino Nome di Rama quando Gli sono stati dedicati, mattina e pomeriggio, i Bhajan. Inoltre, nel pomeriggio, Sri Anil Kumar ha tenuto un illuminante discorso sulla divina gloria di Rama in cui l’erudito oratore ha spiegato l’intimo significato delle varie parole, dei personaggi e degli episodi della storia della vita di Rama che ha ispirato generazioni di persone e divinizzato la loro vita. È seguita la proiezione di un filmato di un Discorso di Bhagavan in cui Egli ha narrato alcuni stimolanti episodi della vita di Rama e spiegato il significato del cantare il Divino Nome di Rama per la redenzione dell’uomo. Bhagavan ha concluso il Discorso con il Bhajan “Rama Kodanda Rama” che l’intera assemblea di devoti ha seguito in coro con profonda devozione. Il programma si è concluso alle 18,40 con l’Arati e la distribuzione del Prasadam. Eterno Auriga


La Grandezza dei Devoti

U

NA VOLTA, quando Narada andò dal Signore Narayana per il Suo Darshan, il Signore gli chiese: “Narada! Tu, che vaghi per tutti e tre i mondi, puoi dire quale, fra i cinque elementi chiamati terra, fuoco, acqua, aria e cielo è il più grande di tutti? Dopo averci pensato un po’, Narada rispose: “La terra è il più grande dei cinque elementi.” Allora, il Signore disse: “Narada! La tua risposta è sbagliata. Come può la terra essere chiamata così quando esse è coperta per i tre quarti di acqua?” Quando Narada disse che l’acqua era il più grande dei cinque elementi, il Signore Narayana rispose: “No, no Narada. Anche questo è sbagliato. Tu sai che il Saggio Agastya una volta bevve l’intera acqua dell’oceano in un sorso. Allora, è più grande il Saggio Agastya o l’acqua?” “In quel caso, il Saggio Agastya è più grande dell’acqua”, replicò Narada. Il Signore Narayana gli disse che anche ciò non era corretto e chiese: “Se il Saggio Agastya fosse solo una stella nel cielo, allora sarebbe più grande il cielo o Agastya?” Narada rispose: “Swami, hai ragione. Il cielo sarebbe più grande del Saggio Agastya.” Il Signore Narayana disse: “Narada! Parla dopo aver pensato bene. Quando Dio si è Incarnato come Vamana, Egli misurò l’intera terra con un

Chinna Katha

solo passo e il cielo con un altro. In quel caso, dimMI, se è più grande il passo del Signore o il cielo.” Il passo di Dio è più grande”, rispose Narada.

Il Signore Narayana rivelò al Saggio Narada la grandezza dei devoti.

Il Signore Narayana replicò: “Se il passo di Dio è così grande, come dovrà essere grande Dio Stesso, Narada! Ma i devoti installano Dio nel proprio cuore. Allora, Narada, dimMi: è più grande Dio o il Suo devoto?” Alla fine Narada disse: “Swami, i devoti sono più grandi di Dio.” Dio è sottomesso ai Suoi devoti. È impossibile stimare la grandezza dei devoti.

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L

INDONESIA

E forti piogge durate dal 16 al 18 gennaio 2013, combinate con lo scarso sistema di drenaggio e rilascio dell’acqua di una vicina diga, hanno causato morte e distruzione vicino a Giacarta, in Indonesia. Un’intera città è stata paralizzata e tra 18.000/20.000 persone sono rimaste senza casa. È stata duramente colpita una zona vicina a Giacarta, chiamata Jati Negara, prevalentemente abitata da braccianti a basso reddito. I devoti Sai locali hanno deciso di offrire assistenza medica e generi alimentari per alleviare le sofferenze.

MESSICO San Luis Potosí è situata nel Centro-Nord del Messico. Dal 26 al 28 ottobre 2012, nell’auditorium della locale università, si è svolto un Convegno sull’Educazione Sathya Sai ai Valori Umani (SSEHV).

I partecipanti al Convegno sull’Educazione Sathya Sai ai Valori Umani in Messico.

Soccorso alle persone colpite dall’alluvione a Giacarta, Indonesia.

Il 19, 20 e 22 gennaio 2013, oltre 50 membri del Centro Sai vicino a Giacarta, assieme a sei medici e due infermieri, hanno fornito assistenza medica a oltre 760 persone sfollate ad Ancol Barat, vicino a Giacarta. I devoti hanno anche distribuito 100 chilogrammi di riso, 7 cartoni di biscotti, 5 cartoni di latte in polvere, 6 cartoni di pasta e 180 vestiti per bambini. 28

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Vi hanno partecipato circa 1200 insegnanti di 14 differenti Paesi, compresi Argentina, Brasile, Venezuela, Colombia, Cuba, Perù, San Salvador e Guatemala. Il 26 ottobre, dopo l’inno nazionale eseguito dalla banda militare, ha inaugurato il convegno Isidoro del Camino Ramos, Vicesegretario della Pubblica Istruzione del Messico. Il dottor Narendranath Reddy, Presidente del Prasanthi Council, ha tenuto un discorso introduttivo e preparato il terreno per la conferenza. Si sono poi rivolti ai partecipanti numerosi educatori. Il giorno successivo, sono stati condotti numerosi workshop in vari settori dell’SSEHV. La presentazione culturale del pomeriggio comprendeva danze Eterno Auriga


di numerosi Stati del Messico. Erano disponibili libri, manuali, giornali e CD sull’SSEHV per i partecipanti, i quali hanno dimostrato gratitudine e apprezzamento per le informazioni offerte, riconoscendo che ciò potrà migliorare e accrescere la qualità dell’istruzione in tutto il mondo. Essi si sono congratulati con gli oratori e gli organizzatori. Hanno svolto amorevole servizio circa 200 volontari Sathya Sai.

FIJI Dal 22 ottobre al 2 novembre 2012, il dottor Nadanachandran, Coordinatore Sanitario Nazionale dell’Unità Medica Sai dell’Australia, assieme a un gruppo di medici specialisti, ha condotto l’annuale campo medico neurochirurgico a Suva, Fiji.

infermieri locali è stata offerta formazione pratica sulle attività professionali mediche. Si sono anche svolti incontri con il Ministro della Salute delle Fiji, che ha espresso gratitudine per il meraviglioso servizio disinteressato offerto dai medici in visita.

U. S. A. Il 6 ottobre 2012, la Regione Mediocentrale (Regione 4) dell’Organizzazione Sathya Sai Americana ha condotto una fiera sanitaria presso il Centro Holy Trinity Parish, St. Louis, Missouri.

Registrazione dei donatori di midollo osseo a St. Louis, Missouri, U.S.A.

Il campo neurochirurgico a Suva, Fiji.

Il tema della fiera rifletteva le auree parole di Bhagavan “Ama Tutti, Servi Tutti” e “Aiuta Sempre, Non Ferire Mai”. L’evento comprendeva controlli gratuiti completi, esami del sangue e una campagna di registrazione di donatori di midollo osseo.

A oltre 105 persone, compresi 29 bambini, sono stati forniti consulti neurochirurgici gratuiti presso il Colonial War Memorial Hospital. Durante il campo, sono state eseguite 21 grosse operazioni, compresi i protocolli per asportare tumori al cervello e al midollo spinale. Ai medici e agli

Hanno offerto i servizi medici gratuiti, con sommo amore e umiltà, oltre 100 volontari, compresi 23 medici e rappresentanti di numerose organizzazioni della comunità. Complessivamente, hanno beneficiato della fiera sanitaria 194 persone e sono stati registrati 15 donatori per il Programma Nazionale di Donazione di Midollo

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Osseo. È stata offerta singolarmente educazione sanitaria di base usando una lavagna a fogli mobili, video, cartelloni e volantini. I partecipanti hanno anche avuto l’opportunità di avere consulti con un gruppo di esperti sui risultati dei propri esami del sangue.

KAZAKISTAN Dal 5 al 7 ottobre 2012, l’Organizzazione Sathya Sai del Kazakistan ha condotto il proprio 16° campo medico nel villaggio di Dolinka, residenza di 5000 persone molto povere della regione del Karaganda. Circa 28 volontari Sathya Sai delle quattro città del Kazakistan hanno offerto ai partecipanti i propri amorevoli servizi. Sono stati anche offerti controlli medici gratuiti a 61 bambini, insegnanti e personale tecnico della Scuola Media Superiore di Dolinka e a circa 30 abitanti delle città vicine. Sono state altresì distribuite medicine per il cuore, per problemi di stomaco, dolori alla testa e influenza. Le famiglie bisognose hanno ricevuto oltre 30 pacchi contenenti farina d’avena, olio, riso, tè, biscotti, dolci e indumenti usati di buona qualità come giacche, maglioni, pantaloni, camicie e calze di lana. Un’altra importante attività di servizio è consistita nella ristrutturazione e riparazione delle aule della scuola.

– Organizzazione Internazionale Sathya Sai

INDIA Gujarat – Il 31 marzo 2013, si è svolta una grande cerimonia condotta dall’Organizzazione Sri Sathya Sai Seva del Gujarat per commemorare la visita di Bhagavan a Waghaldhara, distretto di Valsad, avvenuta il 31 marzo 1967. 30

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I devoti partecipanti alla celebrazione commemorativa della visita di Bhagavan a Waghaldhara il 31 marzo 1967.

Bhagavan si fermò in questo luogo per circa due ore mentre era in viaggio da Mumbai a Vadodara. Per ricordare la Sua visita, Sri Indulal Shah (Consigliere Internazionale dell’Organizzazione Sri Sathya Sai Seva) suggerì di innalzare qui un monumento. Ecco perché è stato costruito lo Sri Sathya Sai Tirth, inaugurato il 30 agosto 2009 da Sri V. Srinivasan, Presidente Panindiano dell’Organizzazione Sri Sathya Sai Seva. Il Waghaldhara Vibhag Kelavani Mandal donò il terreno per questo Tirth (luogo di pellegrinaggio), dove è stato istituito un centro di formazione professionale a vantaggio degli studenti dei villaggi vicini. Per l’occasione, nel suo discorso, Sri Nimish Pandya, Vicepresidente Panindiano delle Organizzazioni Sri Sathya Sai, ha detto che Bhagavan non arriva in un luogo né fa qualcosa per caso. Egli ha tracciato i Suoi piani, ma possiamo vederli solo quando essi si realizzano come lo Sri Sathya Sai Tirth a Waghaldhara. Sri Pandya si è complimentato con gli insegnanti che erano presenti nella Eterno Auriga


Scuola Superiore di Waghaldhara quando Bhagavan la visitò. Poiché qualunque programma dell’Organizzazione Sai sarebbe incompleto senza attività di servizio, sono state distribuite ai ragazzi nell’ostello zanzariere medicate e lenzuoli. L’ospite d’onore della cerimonia, Sri Ramesh Sawant, ha poi condiviso alcune sue personali esperienze con Bhagavan che hanno toccato il cuore dei devoti per quanto riguarda l’amorevolezza e le premure di Baba nei confronti dei Suoi devoti. Il programma è terminato con l’Arati seguito dalla distribuzione del Prasadam. Maharashtra e Goa – L’Organizzazione Sri Sathya Sai Seva di Maharashtra e Goa ha proposto una numerosa serie di iniziative per raggiungere le migliaia di persone bisognose che stanno affrontando una situazione di disastrosa siccità. A tal fine, da due mesi vengono fornite Amruta Kalasam (provviste di cibo) a circa 2000 famiglie. Esse si trovano in gravi condizioni non solo da quest’anno, ma da un paio di anni. Allo stesso modo, al bestiame che sta morendo di fame e soffrendo a causa di gravi carenze di calcio, viene fornito calcio e foraggio.

seccati e ne scava di nuovi per avere acqua attraverso perforazioni e depositi, liberando dei sedimenti i corpi idrici esistenti e costruendo, ove necessario, pozzi e barriere di controllo per aumentare l’acqua freatica. Il lavoro nei villaggi individuati è già cominciato con grande entusiasmo. Odisha – Il 9 marzo, fausta vigilia di Sivarathri 2013, l’Organizzazione Sai dell’Odisha ha condotto, presso la Sai Janani Hall di Bhubaneswar, un worhshop vedico. Sri Maunish Vyaas, autore del “Rudratatwa”, proveniente da Mumbai, ha dato lustro a questa occasione. Durante il suo discorso a circa 500 devoti dello Stato, egli ha spiegato l’importanza e i profondi significati dei Mantra vedici. Il 10 marzo, giorno di Sivarathri, le Mahila (donne) dell’Odisha hanno eseguito il canto del Rudram nella sala centrale del Sai Janani. Hanno partecipato a questa manifestazione spirituale, con totale sincerità e devozione, 121 Mahila rappresentanti 35 distretti dell’Odisha. Il mattino, esse hanno portato fuori dal vicino tempio di Siva un Kalasha Yatra (vaso portato in processione) cantando Mantra vedici.

A 20 villaggi, che non sono efficacemente coperti dal programma governativo relativo agli approvvigionamenti e che sono rimasti abbandonati a se stessi senza alcuna fornitura idrica, viene fornita acqua potabile. A tali villaggi, ogni giorno per i prossimi 2 mesi e mezzo, sarà fornita acqua con cisterne e altri metodi. L’Organizzazione Sai sta anche aiutando nella raccolta di acqua piovana sui tetti per riempire i pozzi esistenti che si sono Eterno Auriga

Il canto del Rudram per Sivarathri a Bhubaneswar, Odisha. Maggio 2013

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Dopo essersi riunite nella sala, le Mahila sono state fatte accomodare in 11 padiglioni allestiti per ospitare 11 cantori ciascuno. Quando tutti i partecipanti hanno cantato i Mantra all’unisono, l’intera sala risuonava dei sacri canti. Dopo 11 ripetizioni del Rudram, c’è stata una coinvolgente esecuzione di quattro Bhajan dedicati a Siva da parte dei partecipanti. Il programma è terminato con l’Arati. Rajasthan – Il 14 aprile 2013, l’Organizzazione Sri Sathya Sai Seva del Rajasthan, in collaborazione con l’Ospedale Cardiaco Sri Sathya Sai di Rajkot, ha condotto, presso la Scuola Rockwood di Udaipur, un campo gratuito di un giorno per controlli cardiaci.

Campo medico gratuito a Udaipur, Rajasthan

Il campo, dove sono stati serviti 1000 pazienti, ha ricevuto una risposta straordinaria. Esso è stato formalmente inaugurato da Sri Aimaduddin Ahmad Khan, Ministro della Sanità del Governo del Rajasthan, che ha apprezzato il nobile lavoro svolto dall’Organizzazione Sai e si 32

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è congratulato con tutti per questo servizio ai bisognosi e ai derelitti. A tutti i pazienti, assieme ai partecipanti, sono stati serviti colazione, pranzo e tè. In questa stagione calda è stato anche servito latte cagliato. A beneficio dei pazienti, nella sala d’aspetto è stato proiettato ininterrottamente il Darshan di Swami. Nel campo stesso, sono state fornite le date per le operazioni presso l’ospedale di Rajkot. Dopo i controlli cardiaci, è stata data a tutti una fotografia di Swami con la Vibhuti come Prasadam. Sikkim - Dal 20 al 29 gennaio 2013, l’Organizzazione Sri Sathya Sai Seva del Sikkim ha condotto, presso lo Sri Sathya Sarva Dharma Kendra di Daramdin, il programma di dieci giorni di formazione ai Veda “Mantra-Tapas”. Il programma di formazione era totalmente residenziale e tutti i partecipanti e i formatori sono rimasti lì per tutti i dieci giorni. Vi hanno partecipato circa 130 giovani di tutti i Samithi / Bhajan Mandali dei quattro distretti dello Stato. Il programma comprendeva Omkaram, Suprabhatam, Nagar Sankirtan seguiti da lezioni sui Mantra che prevedevano il loro canto e significato. Durante i dieci giorni, hanno tenuto discorsi eminenti eruditi su vari temi relativi alla Cultura e alla Spiritualità Indiane e ai Veda. Il programma di formazione si è concluso il 29 gennaio 2013 con la consegna dei diplomi a tutti i partecipanti e un discorso di chiusura del Presidente dell’Organizzazione Sri Sathya Sai Seva dello Stato e il Mangala Arati.

Eterno Auriga


Sviluppate Amicizia con Dio Potete intraprendere una quantità Yajna per la pace mondiale.

di pratiche spirituali, ma l’amore dovrebbe essere il principio di base. L’amicizia è uno dei nove sentieri della devozione propugnati dalla cultura indiana. Perciò, sviluppate amicizia con Dio. Egli non è separato da voi. Voi siete Dio. Dio è in voi e attorno a voi. Dio è onnipervadente. Vivete nella

Celebrazioni del Nuovo Anno Tamil.

salda convinzione che Dio è ovunque: solo allora l’India ritroverà la sua originaria grandezza di essere la guida di tutte le nazioni.

– Baba

Gioiosa festività di Holi.

Edizione Italiana del Sanathana Sarathi

Eterno Auriga - Maggio 2013  

traduzione italiana del Sanathana Sarathi dell'Organizzazione Sathya Sai Italiana

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