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NOVEMBRE 2009

Edizione Speciale


Dedicato ai Piedi di Loto di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba nella Fausta Ricorrenza del Suo 84째 Compleanno 23 novembre 2009


Eterno Auriga

Dedicato all’Elevazione Morale e Spirituale dell’Umanità attraverso VERITA’ • RETTITUDINE • PACE • AMORE • NON VIOLENZA

NOVEMBRE

2009

© Sri Sathya Sai Books and Publications Trust, Prasanthi Nilayam Pubblicato sul Sito Web della Organizzazione Srì Sathya Sai d’Italia

“Quelli che hanno amore per Dio, avranno timore del peccato. Dove c’è timore del peccato, c’è moralità nella società. La moralità è estremamente necessaria per il progresso della società. Chi nella vita rispetta etica e moralità è tenuto in grande considerazione da tutti nella società.”

SOMMARIO Trattate la Natura con Rispetto Editoriale

Nessuno Può Sondare il Mistero della Creazione di Dio DD del 27 settembre 2009 - Dasara

Celebrazioni a Prasanthi Nilayam Cronaca

Fate Nascere in Voi le Qualità dell’Umiltà e dell’Obbedienza oltre alla Moralità nella Società DD del 2 settembre 2009 - Onam

Potenza della Devozione

Effulgenza della Gloria Divina

Rivelazione della Realtà di Sai Baba Maharajakrishna Rasgotra

L’Istruzione Dovrebbe Garantire Elevati Livelli Morali Intervista

Notizie dai Centri Sai Consacrate la Vostra Visione Chinna Katha

Edizione

ITALIANA

Nella foto di copertina:

una rappresentazione del Mahabharata, situata nel Bhajan Mandir di Prasanthi Nilayam

Siti Web ufficiali di Prasanthi Nilayam

Sri Sathya Sai Central Trust: www.srisathyasai.org.in Sri Sathya Sai Books & Publications Trust: www.sssbpt.org Radio Sai Global Harmony: www.radiosai.org


EDITORIALE

B

TRATTATE LA NATURA CON RISPETTO

HAGAVAN SRI SATHYA SAI BABA ha esortato l’uomo a trattare la Natura con rispetto, considerandola come l’abito di Dio. I cinque elementi, ovvero la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria e lo spazio, sono divini in quanto emanazione del Brahman (l’Essere Supremo), dichiarano i Veda, e Bhagavan afferma che l’uomo non ha alcun diritto di parlare di conquistare la Natura o di sfruttarne le forze. Tuttavia, in contrasto con quanto affermato da Bhagavan e dai saggi vedici, l’uomo ha sfruttato e compiuto atti vandalici nei confronti della terra, contaminato l’aria e l’acqua liberando in esse rifiuti tossici e sostanze velenose e, in modo particolare, inquinato lo spazio con empie parole e pensieri negativi. Egli ha anche dimenticato la tradizione vedica di celebrare gli Agnihotra (le offerte al fuoco) al fine di propiziarsi il fuoco e altri elementi. Prendendo in considerazione questi arbitrari atti umani, Bhagavan, in un Discorso del 1968, tenuto a Kampala in Africa Orientale, ammonì: “Tutti i tentativi di creare supremazia sulla Natura o dominarla o impiegarla per interessi personali, sono destinati a fallire, ed è certo che ricadranno sull’uomo con un impatto micidiale.” Tale contraccolpo mortale è notevolmente più visibile oggi di quanto non lo sia mai stato in passato a causa della riduzione dello strato di ozono, del riscaldamento globale, dello scioglimento dei ghiacciai e dell’abbassamento del livello dei fiumi. Come risultato del cambiamento climatico, molte isole corrono il rischio di scomparire sotto l’innalzamento delle acque degli oceani. Di recente, i governanti di un’isola si sono incontrati sott’acqua per esprimere la propria preoccupazione per i cambiamenti climatici e lo squilibrio verificatosi nella Natura. I saggi vedici indiani erano consapevoli di tali pericoli e pertanto escogitarono vari sistemi per santificare gli elementi e mantenere l’equilibrio della Natura. Essi aderivano ai valori di Sathya e Dharma, celebravano Yajna (sacrifici rituali) per propiziarsi gli elementi e cantavano mantra vedici. Questi ultimi, se recitati con cuore purificato dalla pratica di Sathya, Dharma, Santhi, Prema e Ahimsa (Verità, Rettitudine, Pace, Amore e Non violenza), generano vibrazioni divine che non solo hanno un effetto positivo sui pensieri e i sentimenti di coloro che li cantano e li ascoltano, ma santificano anche gli elementi, specialmente l’Akasa, o spazio, che simboleggia il suono cosmico. I Veda, dice Bhagavan, incarnano Sabda Brahman (il suono cosmico), e i Mantra vedici sono di fatto la manifestazione del Brahman sotto forma di suono. “La divina forza che emerge dagli esseri umani si fonde nel suono cosmico e assume Novembre 2009 - 5


la forma della Consapevolezza Universale; il Naada (suono) è Veda”, afferma Baba. L’uomo dovrebbe comprendere la sottile verità dell’intima relazione fra la purezza degli elementi e la celebrazione degli Yajna assieme al canto dei Mantra vedici e seguire il glorioso esempio di Bhagavan che, ogni anno dal 1962, celebra il Veda Purusha Saptaha Jnana Yajna a Prasanthi Nilayam in stretta sintonia con le ingiunzioni vediche e incoraggia gli studenti e i devoti a cantare i Mantra vedici con devozione e fede. Il canto dei Mantra vedici è una pratica sistematica nelle istituzioni educative di Bhagavan, e Prasanthi Nilayam riecheggia, sia di mattina sia di sera, dei loro sacri suoni. Non solo: migliaia di bambini in tutto il mondo vengono esposti a questi canti vedici durante le lezioni Bal Vikas/Educazione Spirituale Sai. È altresì incoraggiante constatare che numerosi devoti d’oltremare recitano i Mantra vedici con ritmo, intonazione e pronuncia perfetti quando arrivano in gruppo e, alla Divina Presenza di Bhagavan, presentano i loro programmi musicali e culturali. Le soluzioni al problema del cambiamento climatico non si possono trovare solo a livello tecnologico. Si dovrebbero ovviamente fare tutti i passi necessari per scongiurare al mondo qualunque pericolo e ridurre drasticamente l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera. Al tempo stesso, però, c’è urgente necessità che l’uomo, nel suo cuore, riduca al minimo l’egoismo e l’avidità: ciò è possibile solo se egli segue il sentiero di Sathya e Dharma, come insegna Baba. In un periodo storico in cui una grave minaccia insidia la stessa sopravvivenza del pianeta, a causa degli squilibri e degli sconvolgimenti naturali, Bhagavan si è incarnato sulla terra per mostrare all’uomo moderno l’antichissimo sentiero della saggezza escogitato dai saggi vedici dell’India. Speriamo e preghiamo, affinché l’uomo segua il cammino indicato dal Veda Purusha Bhagavan Sri Sathya Sai Baba per poter salvare se stesso e il mondo!

– Il Redattore

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PELLEGRINAGGIO DEI DEVOTI DELLE NAZIONI APPARTENENTI ALLA ZONA 5

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AL 30 SETTEMBRE AL 4 ottobre 2009, è giunto in pellegrinaggio a Prasanthi Nilayam un gruppo di 270 devoti provenienti da Giappone, Hong Kong, Taiwan, Corea e Cina (Paesi della Zona 5 dell’Organizzazione Internazionale Sai) per sperimentare la beatitudine della vicinanza di Bhagavan e chiedere le Sue benedizioni. Durante il loro soggiorno a Prasanthi Nilayam, i devoti hanno partecipato al Darshan e alle sessioni di Bhajan tenutesi giornalmente nel Sai Kulwant Hall, e hanno anche avuto l’opportunità di ascoltare, nella sala conferenze, i discorsi di alcuni eminenti oratori. Il 2 ottobre, questi devoti hanno presentato un delizioso programma musicale e culturale nel Sai Kulwant Hall alla Divina Presenza di Bhagavan. Lo spettacolo è iniziato alle 17,05 con tamburi di benvenuto e musica strumentale. Ha fatto seguito la recitazione dei Veda da parte dell’intero gruppo. Iniziando con il Ganapati Prarthana (la preghiera al Signore Ganesh), il gruppo ha recitato il Nila Suktam e una parte della Narayanopanishad con pronuncia, ritmo e intonazione perfetti per la gioia di tutti i presenti. La recitazione è stata seguita da Bhajan in giapponese, coreano, cinese e sanscrito, condotti alternativamente da uomini e donne. Successivamente è stata presentata una commedia su Adi Sankara messa in scena dai Giovani giapponesi. La rappresentazione ha descritto gli avvenimenti principali della vita di Adi Sankara e illustrato i suoi insegnamenti, in particolare la filosofia del non dualismo. Abbellita dagli immortali versi di Sankara come quelli del “Bhaja Govindam” e ben interpretata, la

Una scena della commedia dei Giovani giapponesi messa in scena il 2 ottobre 2009, che illustra gli avvenimenti principali della vita di Adi Sankara e i suoi insegnamenti.

commedia è stata notevole grazie alla potente recitazione dei giovani, all’adeguata musica di accompagnamento, al perfetto trucco e ai costumi degli attori e all’eccellente regia. Alla fine della rappresentazione, Bhagavan ha benedetto i giovani partecipanti e ha posato con loro per delle fotografie di gruppo. Ha anche materializzato una catena d’oro per il giovane che ha interpretato il ruolo di Sankara. Dopo di ciò, si è tenuta una breve sessione di Bhajan che sono stati nuovamente condotti dai devoti giapponesi. Nel frattempo, veniva distribuito a tutti i presenti nella sala il Prasadam benedetto da Bhagavan. Il programma è giunto a conclusione alle 18,15 con l’Arati a Bhagavan.

CAMPO DEI GIOVANI DEL KERALA Dal 1° al 3 ottobre 2009, più di 2000 giovani provenienti da diverse parti del Kerala hanno partecipato al campo giovani condotto a Prasanthi Nilayam dall’Organizzazione Seva Sri Sathya Sai del Kerala. Durante il loro soggiorno a Prasanthi Nilayam, i giovani hanno partecipato giornalmente al Darshan e ai Bhajan nel Sai Kulwant Hall e hanno Novembre 2009 - 7


ascoltato i discorsi di eminenti oratori sotto un tendone eretto per l’occasione. Il 3 ottobre 2009, un gruppo di questi giovani ha presentato la commedia “Sant Tulsidas” alla Divina Presenza di Bhagavan.

Tulsidas. Infine è stato distribuito il Prasadam benedetto da Bhagavan all’intera assemblea dei devoti presenti nel Sai Kulwant Hall. Alle 19 il programma si è concluso con l’Arati a Bhagavan.

CELEBRAZIONI DI DASARA

Il 3 ottobre 2009 i giovani del Kerala hanno presentato una recita dal titolo “Sant Tulsidas”, che narra la storia del grande santo e poeta indiano.

La rappresentazione racconta di come Tulsidas, in gioventù, desiderasse i piaceri carnali e di come sia stato trasformato dalla moglie che lo rimproverava di ricercare l’amore mondano e gli mostrò il sentiero della devozione per il Signore Rama. Notando la sua profonda devozione e il desiderio di vedere Rama, Hanuman si manifestò davanti a lui e lo aiutò a ottenere il Darshan di Rama, che lo ispirò a scrivere la sua opera immortale “Ramacharitamanas”, la storia di Rama in hindi. La superba recitazione degli attori, le eccellenti scenografie, i costumi variopinti, il trucco raffinato, l’emozionante musica, la perfetta coreografia e i commoventi canti hanno reso la commedia di grande effetto. La rappresentazione, che è iniziata alle 17,40 dopo il Darshan di Bhagavan nel Sai Kulwant Hall, si è conclusa alle 18,30 con una vibrante danza eseguita da un gruppo di giovani. Al termine, Bhagavan ha distribuito il Suo Amore e le Sue Benedizioni sugli attori, ha posato assieme a loro per delle fotografie di gruppo e ha donato loro degli indumenti. Ha anche materializzato una catena d’oro per il giovane che ha recitato la parte di Novembre 2009 - 8

Dasara a Prasanthi Nilayam è una festività di grande significato spirituale. I festeggiamenti cominciano il primo giorno di Navaratri (nove giorni dedicati all’adorazione della Madre Divina) e culminano il giorno di Vijaya Dasami, o Dasara, che simboleggia la vittoria del bene sul male. L’atmosfera del luogo viene caricata di vibrazioni spirituali grazie all’adorazione della Madre Divina nelle forme di Durga, Lakshmi e Saraswati per nove giorni, all’esecuzione del Veda Purusha Saptaha Jnana Yajna accompagnato dai canti vedici, ai discorsi di eminenti studiosi di argomenti spirituali per sette giorni e alla presentazione di programmi culturali e di musica devozionale alla Divina Presenza del Veda Purusha Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Nell’anno 2000 è stato aggiunto da Bhagavan, a tali celebrazioni, un altro aspetto molto importante: il Grama Seva, che viene compiuto per dieci giorni dagli studenti e dal corpo insegnante degli istituti educativi Sri Sathya Sai. In tal modo, Prasanthi Nilayam diventa realmente la confluenza dei tre principali fiumi che conducono alla liberazione, cioè Bhakti (la devozione), Jnana (la conoscenza) e Karma (l’azione), rappresentati rispettivamente dall’adorazione della Madre Divina, dal Veda Purusha Saptaha Jnana Yajna e dal Grama Seva.

Veda Purusha Saptaha Jnana Yajna

Nel corso di quest’anno, i festeggiamenti sono iniziati il 19 settembre 2009, primo giorno di Navaratri, con l’avvio della Kalasha Puja (l’adorazione del sacro vaso), compiuta dal sacerdote del Mandir nella sala dei Bhajan dopo la benedizione del Kalasha da parte di Bhagavan. L’adorazione del Kalasha è continuata per tre giorni, dal 19 al 21 settembre 2009.


Il 22 settembre, Bhagavan è giunto alle 8,20 nel Sai Kulwant Hall splendidamente decorato, accompagnato dalla recitazione dei sacri Veda e dalle auspicali note del Nadaswaram, eseguite da un gruppo di musicisti. Dopo aver donato la beatitudine del Suo Divino Darshan all’enorme folla di devoti presenti nel Sai Kulwant Hall, Bhagavan è giunto nella sala dei Bhajan dove ha distribuito indumenti di seta ai Ritwik (sacerdoti). Alle 9, la processione dei Ritwik è partita dalla sala dei Bhajan accompagnata dalla recitazione dei sacri Veda e dalla auspicali note del Nadaswaram. Il sacerdote capo, tenendo il sacro Kalasha, guidava la processione seguito dagli altri sacerdoti e dagli studenti vestiti di indumenti color ocra. All’arrivo nel Poornachandra Auditorium, il luogo dello Yajna, i sacerdoti hanno iniziato le procedure necessarie per la conduzione dello Yajna. Veda Purusha Bhagavan Sri Sathya Sai Baba ha concesso la grazia della Sua Divina Presenza. Presto si è prodotto il fuoco sacro strofinando, come da tradizione, due bastoncini di legno. I sacerdoti l’hanno portato a Bhagavan e hanno ricevuto le Sue benedizioni prima di porlo nello Yajna Kunda (braciere). Il fuoco è stato lì alimentato e quattro sacerdoti hanno cominciato a fare offerte a questo fuoco sacro con la recitazione dei Mantra vedici, mentre un sacerdote ha iniziato il Surya Namaskar (l’adorazione del Dio del Sole) e un gruppo di quattro sacerdoti la recitazione dei Mantra del Krishna Yajur Veda. Contemporaneamente, tre eruditi hanno dato il via al Parayana (lettura cerimoniale) del Ramayana, del Bhagavata e del Devi Bhagavata. Il sacerdote del Mandir ha iniziato la recitazione del Durga Saptashati, mentre un altro sacerdote ha avviato il Sahasra Lingarchana (l’adorazione di 1000 Lingam). Nello stesso momento un sacerdote, assieme alla moglie, ha iniziato l’adorazione del sacro Kalasha, che simbolizza l’adorazione della madre Divina. Anche gli studenti si sono uniti ai sacerdoti nella recitazione dei Veda e del Parayana (lettura cerimoniale) dei sacri testi. L’intero auditorium riecheggiava di sacre recitazioni e canti vedici, santificando

l’intero ambiente e irradiando vibrazioni spirituali in ogni direzione. Intorno alle 10, Bhagavan è giunto all’angolo ovest del palco e ha benedetto la ghirlanda da offrire al sacro Kalasha. Dopo di ciò, Gli è stato offerto l’Arati. Tutti i sacerdoti, poi, si sono messi in fila e hanno recitato i Mantra vedici assieme agli studenti seduti sul palco. Lo Yajna è continuato con questa sacralità dal 22 al 27 settembre e si è concluso il 28 con il Poornahuti (oblazioni finali) nella fausta giornata del Vijaya Dasami. Il giorno del Poornahuti, Bhagavan è giunto nel Sai Kulwant Hall alle 9,10, in una sgargiante veste color bordeaux, accompagnato dalla recitazione dei sacri Veda da parte degli studenti e dall’auspicale musica del Nadaswaram eseguita da un gruppo di musicisti. Dopo aver donato la beatitudine del Suo Darshan all’enorme assemblea dei devoti presenti nel Sai Kulwant Hall, Egli si è recato nella sala dei Bhajan e ha benedetto i sacerdoti lì riuniti. La processione dei sacerdoti, guidati dai musicisti di Nadaswaram, si è recata dalla sala dei Bhajan al Poornachandra Auditorium per l’offerta del Poornahuti nel fuoco sacrificale. All’arrivo nel Poornachandra, i sacerdoti hanno iniziato la preparazione del Poornahuti. Bhagavan è giunto nell’Auditorium alle 10,10 e ha donato a tutti le Sue benedizioni. Subito dopo, si è recato vicino allo Yajna Kunda e ha benedetto il prezioso materiale da usare nel Poornahuti che è stato posto nel fuoco sacrificale alle 10,20 tra la recitazione ad alta voce dei Veda da parte dei sacerdoti e le auspicali note del Nadaswaram, segnando così il compimento del Veda Purusha Saptaha Jnana Yajna. Bhagavan ha poi asperso di sacro riso (Akshata) e d’acqua sacra (Teertham) i sacerdoti e ha dispensato su di essi le Sue benedizioni. Quindi si è recato all’angolo ovest del palco e ha benedetto il sacerdote e sua moglie che hanno condotto il Kalasha Puja per sette giorni. Alle 10,30, Gli è stato offerto l’Arati. Con ciò, lo Yajna di sette giorni, eseguito per la pace, la prosperità e il benessere dell’intera umanità, è giunto a felice conclusione.

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Il 28 settembre 2009, Veda Purusha Bhagavan Sri Sathya Sai Baba ha benedetto l’esecuzione del Poornahuti (oblazioni finali) che ha segnato il compimento del Veda Purusha Saptaha Jnana Yajna.

PRASANTHI VIDWAN MAHASABHA Mentre la mattina nell’Auditorium Poornachandra veniva eseguito lo Yajna, il pomeriggio nel Sai Kulwant Hall si teneva il Prasanthi Vidwan Mahasabha. Nella prima sessione del Prasanthi Vidwan Mahasabha, tenutasi il pomeriggio del 22 settembre 2009, Bhagavan ha benedetto i tre oratori che avrebbero parlato all’assemblea dei devoti presenti nel Sai Kulwant Hall. Sri Anil Kumar, membro del corpo docente dell’Università Sri Sathya Sai, ha presentato gli oratori. Stessa cosa ha fatto, ogni giorno, per quelli successivi, descrivendo anche in Telugu la grandezza della Madre Divina. Il primo oratore della prima sessione del Prasanthi Vidwan Mahasabha è stato il professor Vishwanath Pandit, vicerettore dell’Università Sri Sathya Sai. Riferendosi alla recente crisi finanziaria nel mondo, egli ha osservato che la soluzione ai problemi sta nel porre un tetto ai desideri, discriminando tra il bisogno e l’avidità, e compiendo il proprio dovere nei confronti della società, come insegna Bhagavan attraverso il Suo esempio e le attività come il Grama Seva e altri progetti umanitari per il benessere del genere umano. La felicità non risiede nella ricchezza, ma è direttamente correlata a quanto possiamo aiutare gli altri, ha affermato l’eminente oratore. Novembre 2009 - 10

Il secondo intervento di questa sessione è stato di sri S.V. Giri, ex vicerettore dell’Università. Estendendo a tutti i suoi saluti in occasione della festa di Navaratri, sri Giri ha osservato che questo periodo di nove giorni fornisce alle persone l’opportunità di sviluppare profonda devozione, totale purezza di mente e amore senza aspettative attraverso l’osservanza delle austerità e l’adorazione alla Madre Divina. Sri Giri ha concluso il suo discorso con il famoso detto di Bhagavan: “Il dovere senza amore è deplorevole, il dovere con amore è desiderabile e l’amore senza dovere è divino.” L’ultimo oratore di questa sessione è stato il dottor T. Ravikumar, membro del corpo docente del campus dell’Università di Brindavan. Riferendosi alla recitazione del Lalita Sahasranama (mille nomi della Madre Divina), il dottor Ravikumar ha osservato che la Madre Divina è l’incarnazione dell’Amore Divino, che Bhagavan Sri Sathya Sai Baba dona a tutti. Narrando di come Bhagavan gli abbia ridato la vista e guarito il padre dal cancro, Ravikumar ha espresso gratitudine a Bhagavan per avergli concesso l’esperienza del Suo Amore Divino. Sri Aman Jhaveri, studente universitario del secondo anno dell’M.B.A., è stato il primo oratore della seconda sessione del Prasanthi Vidwan Mahasabha tenutasi il 23 settembre. Narrando la sua esperienza personale di come Bhagavan lo abbia guarito dal mal di schiena in sogno, sri Jhaveri ha detto essere nostra massima fortuna che Bhagavan sia tra di noi e doni a tutti incondizionatamente il Suo Amore Divino. Grazie ad attività come il Grama Seva, egli ha aggiunto, Bhagavan offre agli studenti l’opportunità di espandere la loro consapevolezza e di vedere se stessi negli altri e gli altri in se stessi, sradicando tutti i pensieri di dualità. Il secondo oratore di questa sessione è stato sri Robin Sharma, studente Ph.D. dell’Università. Narrando di come l’onnisciente Bhagavan abbia risposto alle sue preghiere, sri Sharma ha osservato che la preghiera è la forza più grande del devoto. Tutte le preghiere sincere provenienti dai più profondi recessi del cuore vengono ascoltate da Dio, ha affermato sri


Sharma, citando la risposta di Bhagavan alla domanda di uno studente nella sala dei Bhajan. Sri B.N. Narasimha Murthy, preside del campus dell’Università di Brindavan, è stato l’ultimo oratore della seconda sessione del Prasanthi Vidwan Mahasabha. Riportando citazioni dal testo del Lalita Sahasranama, sri Narasimha Murthy ha affermato che la Madre Divina, adorata durante il Navaratri nelle forme di Durga, Lakshmi e Saraswati, è presente prima di tutto nella forma di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Riferendosi alla domanda posta da un devoto in un incontro su chi sia Sri Sathya Sai Baba, l’eminente oratore ha detto che non sa chi sia Bhagavan nemmeno dopo aver scritto due volumi sul “Sathyam Shivam Sundaram”, perché l’approccio intellettuale non aiuta a conoscere Dio che può essere sperimentato solo con il cuore. Il primo oratore a parlare nella terza sessione del Prasanthi Vidwan Mahasabha il 24 settembre è stato sri Shashank Shah, un ricercatore dell’Università. Riferendosi alle celebrazioni del Navaratri a Prasanthi Nilayam, sri Shah ha osservato che Bhagavan è la Madre Divina che presiede al Veda Purusha Saptaha Jnana Yajna come Durga, al Karma Yajna nella forma del Grama Seva come Lakshmi, e al Prasanthi Vidwan Mahasabha come Saraswati. Sri Shah ha concluso il discorso esortando tutti a fare il miglior uso dell’opportunità, unica per il genere umano, che l’onnipotente, onnisciente, onnipresente Dio si sia incarnato sulla terra nella forma umana di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Il secondo oratore di questa sessione è stato sri Akshay Kamath, studente universitario del secondo anno dell’M.B.A. Sri Kamath ha esortato tutti a rendersi costantemente consapevoli della Divinità di Bhagavan, di offrirGli la propria gratitudine e di seguire il sentiero da Lui mostrato. Questa è la maniera per sperimentare la beatitudine del Divino Amore di Bhagavan, ha affermato sri Kamath. L’oratore seguente di questa sessione è stato il dottor Subhash Subramaniam, membro del corpo insegnante dell’Università. Citando uno Sloka (verso) della Gita, che descrive le

cinque qualità principali che rendono i devoti cari a Dio, sri Subramaniam ha narrato degli avvenimenti significativi della vita di cinque devoti di Bhagavan, ovvero smt. Sakamma, Rajmata (regina madre) di Nawanagar, il professor N. Kasturi, il colonnello Joga Rao e sri Ramabrahmam che hanno incarnato queste qualità. Essi erano rispettivamente Anapeksha (equanimi), Shuchir (puri), Daksha (intelligenti), Udaseena (distaccati), e Sarvarambha Parityagi (privi di ego): così, essi sono diventati cari a Bhagavan. Sri V. Srinivasan, Presidente Panindiano delle Organizzazioni Seva Sri Sathya Sai, è stato il primo oratore della quarta sessione del Prasanthi Vidwan Mahasabha tenutasi il 25 settembre. Trattando dell’importanza della festività di Navaratri, che è stata celebrata in tutta l’India per nove giorni, sri Srinivasan ha osservato che questa è una buona opportunità per rendere sacra la propria vita e sublimarla grazie all’adorazione, le austerità e il servizio all’umanità. Con riferimento a una recente dichiarazione di Bhagavan sull’imminente unità del genere umano, l’eminente oratore ha affermato che l’intera razza umana potrebbe essere unita adottando il sentiero dell’amore come Bhagavan sta mostrando agli uomini con il Suo esempio. Parlando in hindi, il secondo oratore, sri Bhabani Shankar, studente di filosofia dell’Università, ha parlato della grandezza della Madre Divina e ha osservato che per il devoto è possibile immergersi in Dio solo con il totale abbandono senza la minima traccia di ego. Azioni di servizio rivolte agli altri come il Grama Seva sono i potenti mezzi per giungere all’annullamento dell’ego, ha aggiunto sri Shankar. L’ultimo oratore di questa sessione è stato sri G.S. Srirangarajan, Ispettore d’Esame all’Università. Il viaggio dell’uomo nella vita può diventare facile sviluppando la fede in Dio invece di darGli la colpa della propria sofferenza e fare domande del tipo “perché io?” e “perché non io?”, ha osservato sri Srirangarajan, e ha aggiunto che la vera saggezza consiste nella percezione della non dualità. La resa a Dio e la preghiera sincera per ottenere la Sua grazia possono Novembre 2009 - 11


alleviare la sofferenza umana, ha continuato l’eminente oratore. Il 26 settembre hanno parlato all’assemblea altri due eminenti oratori. Il primo, il professor Anantha Raman, membro del corpo insegnante dell’Università, ha parlato del Divino Amore di Bhagavan che scorre al di là di tutti i limiti umani e che sta trasformando l’uomo, la società e il mondo. Lo stato naturale dell’uomo è la gioia senza limiti e la totale beatitudine; tutte le sue sofferenze sono causate dalle cattive compagnie, dalle letture sbagliate, dai consigli errati e dai pensieri fuorvianti, ha osservato l’erudito oratore. Il secondo intervento di questa sessione del Prasanthi Vidwan Mahasabha è stato di sri K. Chakravarthi, Segretario dello Sri Sathya Sai Central Trust. Parlando di Bhagavan nel suo vibrante discorso, sri Chakravarthi ha osservato che la storia di Bhagavan non ha né inizio né fine; è una saga infinita alla quale i devoti possono aggiungere un capitolo, secondo la loro sincerità e devozione. È un’esperienza toccante osservare l’amore e la devozione, la fede e la determinazione dei devoti di Bhagavan – giovani e vecchi, uomini e donne, ricchi e poveri, potenti e umili – provenienti da tutto il mondo e la cui vita è stata da Lui toccata in modi misteriosi, ha affermato l’eminente oratore. In conclusione, sri Chakravarthi ha fatto notare che la violenza che imperversa nel mondo non può essere combattuta con altra violenza; può essere eliminata solo con l’Amore come viene insegnato da Bhagavan che sta creando una cerchia sempre più ampia di persone che stanno adottando il sentiero dell’Amore. L’ultima sessione del Prasanthi Vidwan Mahasabha si è tenuta il 27 settembre, giorno del Mahanavami, il nono e ultimo giorno della festa di Navaratri. In questo fausto giorno, Bhagavan ha offerto il Suo Messaggio di Dasara all’enorme folla di devoti presenti nel Sai Kulwant Hall. Prima del Discorso di Bhagavan, ha parlato il dottor G. Venkataraman, ex vicerettore dell’Università Sri Sathya Sai, che ha esortato i devoti a sradicare l’animalità e le tendenze demoniache, vera vittoria, questa, sul demone Novembre 2009 - 12

Mahishasura. Spiegando il significato della giornata dell’indomani, Vijaya Dasami, l’eminente oratore ha osservato che i devoti di Bhagavan hanno un ruolo da svolgere come avvenne per i Vanara quando Rama uccise Ravana. Gli Insegnamenti di Bhagavan sono disponibili in quantità e ognuno di essi è una gemma preziosa, ha affermato il dottor Venkataraman. Egli ha esortato i devoti a metterli in pratica per ottenere lo scopo vero della vita, la realizzazione del Divino. Nel Suo Discorso, che ha fatto seguito all’intervento del dottor Venkataraman, Bhagavan ha trattato del mistero della creazione dell’universo e ha spiegato come i corpi celesti e gli esseri umani siano venuti in essere. Egli ha anche rivelato molte sottili verità sulla Sua infanzia. (Il testo completo del Discorso di Bhagavan è disponibile attraverso il sommario). I lavori del Prasanthi Vidwan Mahasabha sono giunti a felice conclusione con il Discorso Divino di Bhagavan, che ha offerto il finale più adatto alle riflessioni di questa assemblea di eruditi studiosi.

SRI SATHYA SAI GRAMA SEVA 2009 Dal suo avvio nell’anno 2000, lo Sri Sathya Sai Grama Seva è diventato un evento annuale delle celebrazioni del Navaratri a Prasanthi Nilayam. Gli studenti e gli insegnanti dei tre campus universitari, cioè Anantapur, Brindavan e Prasanthi Nilayam, assistiti dagli studenti più anziani della Scuola Secondaria Sri Sathya Sai di Prasanthi Nilayam, hanno ricevuto lo stupendo compito di preparare il cibo e distribuirlo, assieme a capi di vestiario, agli abitanti dei villaggi per i nove giorni della festa di Navaratri, aggiungendo così a queste celebrazioni l’importante impegno del servizio altruistico. Grazie al Grama Seva, Bhagavan non solo ha sensibilizzato gli studenti dell’Università ai bisogni della popolazione rurale, ma ha anche impartito loro la lezione pratica su come il servizio altruistico possa essere compiuto con umiltà e amore.


Quest’anno, il Grama Seva è iniziato il 19 settembre, primo giorno delle celebrazioni del Navaratri. Gli studenti e gli insegnanti dell’Università hanno girato intorno al Bhajan Mandir cantando i Bhajan e recitando inni vedici, poi hanno caricato circa 50 veicoli di pacchi di cibo e indumenti e sono partiti per la sacra missione di portare il Prasadam di Bhagavan con il Suo messaggio d’Amore agli abitanti dei villaggi.

con umiltà e amore. Gli abitanti hanno accettato il Prasadam con grande rispetto e hanno ringraziato Bhagavan per il Suo Amore e le Sue Benedizioni e per aver inviato i Suoi studenti nei loro villaggi. Il Grama Seva è stato compiuto in circa 150 villaggi per nove giorni, dal 19 al 27 settembre 2009, dallo staff e dagli studenti dei campus di Prasanthi Nilayam e Brindavan, servendo il Prasadam a più di 250.000 abitanti. Tutti i giorni, il lavoro di preparazione del cibo e l’impacchettamento è stato compiuto dalle studentesse del campus di Anantapur. Esse hanno anche distribuito il Prasadam ai residenti di Prasanthi Nilayam il sacro giorno di Viajaya Dasami, 28 settembre. Quest’anno, le studentesse del college per infermiere, annesso allo Sri Sathya Sai Super Speciality Hospital, Prasanthigram, si sono unite alle studentesse del campus di Anantapur in questo lavoro.

NUOVO ANNO DEL GUJARAT

A settembre 2009, il Prasadam di Bhagavan è stato consegnato in ogni casa degli abitanti dei villaggi con umiltà e amore durante il Grama Seva compiuto dagli insegnanti e dagli studenti dell’Università Sri Sathya Sai.

Essi erano divisi in gruppi e a ogni gruppo è stato assegnato un numero specifico di villaggi da visitare in un certo giorno. I membri dello staff e gli studenti più anziani hanno guidato i gruppi nell’assolvimento del compito assegnato. All’arrivo nei villaggi, ogni gruppo per prima cosa ha eseguito il Nagar Sankirtan, al quale invariabilmente hanno partecipato anche gli abitanti. Quindi, lo staff e gli studenti si sono recati in ogni casa, hanno salutato gli abitanti con “Sai Ram” e consegnato loro il Prasadam di Bhagavan

Più di 2500 devoti sono giunti a Prasanthi Nilayam da varie parti del Gujarat per celebrare il Nuovo Anno del Gujarat alla Divina Presenza di Bhagavan e bearsi nell’atmosfera della Sua grazia. Il fausto giorno del Nuovo Anno del Gujarat, 19 ottobre 2009, hanno presentato un programma culturale e musicale che è iniziato alle 18 dopo il Darshan di Bhagavan nel Sai Kulwant Hall. La prima parte del programma consisteva di musica strumentale presentata da due rinomati musicisti, sri Shyamkumar Bhosle e sri Hemant Bhosle, che hanno affascinato i devoti con la loro splendida esecuzione effettuata, rispettivamente, con il Santoor e il Jaltarang. Dopo questa eccellente presentazione musicale, i bambini Bal Vikas del Gujarat hanno messo in scena una commedia dal titolo “Sai Bhaja Govindam” che ha descritto i principali insegnamenti contenuti nei versi dell’immortale opera di Adi Shankara, “Bhaja Govindam”, grazie al commentario e a brevi scenette basate su episodi raccolti nel “Chinna Katha”, narrati da Bhagavan nei Suoi Discorsi. L’eccellente arrangiamento dei versi del “Bhaja Novembre 2009 - 13


Govindam”, la selezione appropriata degli episodi e la buona recitazione dei bambini hanno reso la commedia uno spettacolo da ricordare. Al termine, Bhagavan ha benedetto i bambini, ha posato per delle fotografie di gruppo e ha distribuito loro degli indumenti. Il programma si è concluso alle 19,05 con l’Arati a Bhagavan dopo la distribuzione a tutti del Prasadam.

Una scena della commedia “Sai Bhaja Govindam” recitata dai bambini Bal Vikas del Gujarat in occasione del Nuovo Anno del Gujarat il 19 ottobre 2009.

“SANATHANA SARATHI” – AUDIO CD A partire dal numero di settembre 2009, è disponibile un audio CD del Sanathana Sarathi in formato mp3. Il prezzo di ciascun numero ammonta a sole 49 rupie. L’audio CD sarà fornito gratuitamente, su richiesta, ai non vedenti e agli istituti per ciechi. Gli ordini/richieste possono essere indirizzati a: Convener, Sri Sathya Sai Sadhana Trust, Publications Division, Prasanthi Nilayam. - Il Coordinatore Novembre 2009 - 14


Effulgenza della Gloria Divina

LA POTENZA DELLA DEVOZIONE

A

LCUNI GIORNI DOPO VIJAYA Dasami, Baba portò tutti i devoti presenti a Prasanthi Nilayam sulla riva del fiume Chitravathi. Dopo i Bhajan, Baba parlò della pratica della Sadhana e della

insegnamenti della Gita, in particolare dal messaggio sulla rinuncia ai frutti dell’azione. Egli raccontò che il libro “I Mille Soli” era stato intitolato così perché le esplosioni atomiche trattate nell’opera ricordavano

Devoti con Bhagavan sulla riva del fiume Chitravathi dove Baba, all’inizio della Sua Missione, eseguì molti Leela (giochi divini) dimostrando la Sua Divinità.

sua necessità. Il dottor S. Bhagavantham, Direttore dell’Istituto Indiano delle Scienze, che era presente, informò che, anche tra gli scienziati occidentali, molti erano influenzati dagli

all’autore il Viswarupa Darshan (la visione della Forma Cosmica) della Gita, descritta come “Divi Surya Sahasrasya” ecc. Mentre il dottor Bhagavantham parlava dell’influenza della Gita sulla scienza, Baba materializzò

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dalla sabbia su cui era seduto una copia della Bhagavad Gita, che consegnò con la Sua benedizione al Direttore! Più tardi, Baba rivolse la Sua attenzione a sri Kota Reddy di Damaramadugu, che Gli stava seduto di fronte, e portava un tesserino di riconoscimento con una fotografia. Baba gli chiese di passarGlielo e, tenendolo in mano, spiegò che si trattava della fotografia di Kusuma-Haranath, colui che aveva dato un grande impulso al movimento del Nama Sankirtan nell’India settentrionale. Haranath – Egli disse - era considerato l’incarnazione di Gowranga, e Kusuma Bai era la sua consorte. Quindi, all’improvviso, materializzò dalla sabbia un’incantevole statua della coppia, l’esatta riproduzione delle figure sul tesserino, salvo il serpente avvolto in tre spire su cui stavano e il cappuccio sulle loro teste! Sulla fronte di Kusuma si poteva vedere un segno fresco di Kumkum (vermiglione)! Baba dette la statua a sri Kota Reddy e gli disse di offrirle la Puja a casa sua. Dobbiamo, ciascuno di noi deve, cogliere il significato profondo di questi e di altri Leela (giochi divini). L’Avatar Sathya Sai è venuto non per distruggere, ma per realizzare. Egli prende tutti per mano, ovunque si trovino al momento, e, rafforzando la fede, accordando

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coraggio e pazienza e guidando la Sadhana, li conduce verso la realizzazione dell’obiettivo. Egli è venuto non per fondare una nuova religione, ma per alimentare le radici di tutte le religioni. Ecco il motivo per cui quella sera Egli dette la Gita al dottor Bhagavantham e la statua di Kusuma-Haranath a Kota Reddy. Ecco perché dette un rosario con l’immagine di Cristo a un missionario a Kodaikanal e, a Bangalore, un ritratto di Ramakrishna Paramahamsa a un devoto del santo “inebriato di Dio”. Baba ha detto che si può realizzare Dio, qualunque sia il nome o la forma che si adotta per la meditazione e il Japa (canto del Nome del Signore). Infatti, Dio sarà costretto – dice Baba – ad adottare quella stessa forma e quello stesso nome al fine di benedire il devoto. Tale è la potenza della devozione. Abbiamo l’indubbia testimonianza dei devoti di Baba Stesso, poiché Egli ha assunto il Nome e la Forma di Ganesh, Panduranga, Padmanabha, Rama, Shirdi Sai, Krishna e Venkateswara al fine di benedire i Suoi devoti che lo hanno adorato con tali Nomi e Forme! N. Kasturi “Sanathana Sarathi”, dicembre 1959


F

IN DAL mio primo incontro con Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, il 2 luglio 1972, torno da Lui due o tre volte l’anno per un sostegno spirituale. Il contatto e la conversazione con Lui, anche semplicemente il vederLo, rappresenta un’esperienza che eleva e nobilita. La Sua attenzione sull’importanza dei Valori Umani di Verità, Retta Azione, Pace, Amore e Non violenza nel comportamento umano e su un’umanità legata assieme nell’amore e

di mia moglie nella Puja della nostra casa di Delhi e nel nostro appartamento di Londra. Egli affermò di esserne a conoscenza e aggiunse: “Lei ha devozione, ma la sua fede vacilla.” Poi mi guardò diritto negli occhi e affermò: “E ora il dubbio comincia ad assalire anche te!” Io obiettai, ma l’Onnisciente, naturalmente, aveva ragione. Prestavo attenzione alle osservazioni sarcastiche di qualche devoto sull’Avatar in sedia a rotelle o nutrivo anche qualche delusione su Baba che

Maharajakrishna Rasgotra

UNA RIVELAZIONE DELLA REALTÀ DI SAI BABA “Negli ultimi quattro decenni, ho fatto numerose personali esperienze dei poteri soprannaturali di Sai Baba. La più stupefacente rivelazione, nella mia diretta personale esperienza dell’avatarità di Baba, ebbe luogo il 23 giugno 2009”, dice in questo articolo sri Maharajakrishna Rasgotra, ex Alto Commissario dell’India nel Regno Unito, descrivendo la sua esperienza della Divinità di Bhagavan. nel servizio sono di importanza cruciale nel mondo odierno lacerato da contrasti politici, avidità economica e conflitti religiosi. Questo è il motivo per cui, a milioni, si affollano nel Suo Ashram di Puttaparthi e si commuovono per ciò che vedono e, in angoli remoti della Terra, diffondono il messaggio che un nuovo Avatar, secondo la tradizione di Rama, Krishna, Buddha e Gesù, è qui per annunciare l’alba di una nuova civiltà più umana. Negli ultimi quattro decenni, ho fatto numerose personali esperienze dei poteri soprannaturali di Sai Baba. La più stupefacente rivelazione, nella mia diretta personale esperienza dell’avatarità di Baba, ebbe luogo il 23 giugno 2009. Il 22 giugno, nel corso di un’udienza che Baba mi concesse, avevo casualmente menzionato le tre o quattro sedute giornaliere di preghiera

non soddisfaceva questa o quella aspettativa o desiderio che, secondo la Sua Divina Saggezza, non avrebbe dovuto realizzarsi subito. Di tanto in tanto mi chiedevo se i Divini Poteri di Baba si fossero oscurati. Io Lo amo con tutto me stesso, Lo adoro e Lo venero come Avatar, ma una piccola ombra si celava in qualche oscuro recesso della mia mente. Baba aveva deciso di farla emergere. Dovevo lasciare Prasanthi il giorno successivo e Baba aveva amorevolmente detto che mi avrebbe visto al Mandir il mattino del 23 giugno, per cui, quel martedì mattina, portai il mio solito sedile nella veranda esterna del Mandir dove avevo la chiara visione degli arrivi e delle partenze di Baba e di gran parte del giro che Egli fa per dare il Darshan ai devoti riuniti nel Sai Kulwant Hall. Dal mio posto, Novembre 2009 - 17


riesco quasi a vedere Baba mentre lascia la sua Residenza per cominciare il breve tragitto fino al Mandir. Egli ci impiega circa tre minuti per raggiungere il cancello del salone, la cui zona adiacente è riservata alle donne. Quella mattina, tutto appariva normale e, come al solito, il mio sguardo era fisso oltre il cancello, dove Baba mi sarebbe stato visibile. Un attimo dopo che Egli era uscito dalla Sua Abitazione e Lo vidi, le cose cominciarono ad accadere in una maniera mai precedentemente sperimentata. All’improvviso sentii un’ondata di lieve calore nel corpo e la mia visione cominciò a cambiare. Tutto ciò che un momento prima era statico e stabile – il muro di cinta, il cancello, i solidi edifici al di là e le serrate file delle donne nei loro variopinti sari, l’ampio Sai Kulwant Hall stesso – tutto divenne un mare delicatamente ondeggiante di luci multicolori. Istintivamente, la mia mano destra andò al polso della sinistra. Il battito cardiaco era normale. Riuscii, per qualche breve istante, a vedere ancora chiaramente Baba sulla sedia a rotelle, accompagnato dal segretario dello Sri Sathya Sai Central Trust, sri Chakravarthi, dall’ex vicerettore sri S.V. Giri e da una coppia di altri accompagnatori che avanzavano lentamente verso il cancello. Istantaneamente, la scena cambiò di nuovo e ci fu luce ovunque: la più bianca e pura luce immaginabile abbracciava tutto! Era come se null’altro esistesse eccetto il fulgore celestiale che stavo vedendo. Ovunque guardassi, vedevo solo luce, una luminescenza diffusa che abbracciava tutto. Il muro di cinta, la copertura metallica su di esso, i solidi edifici oltre il cancello dove avevo avuto la chiara visione di Baba e del Suo seguito e alcune migliaia di devoti che sedevano su entrambi i lati del percorso di Baba che portava al tempio, Bhagavan Baba e chi Lo accompagnava, tutto si era miracolosamente dissolto in quell’abbagliante, ardente splendore di Divina Effulgenza. Mentre guardavo cotanta meraviglia, ricordai Novembre 2009 - 18

Mentre scrivo questo ricordando serenamente l’evento, due settimane dopo l’accaduto, mi sorge una domanda: Baba mi aveva davvero dato la visione della Sua Realtà; ma non c’era di più in ciò che mi aveva mostrato? Egli, naturalmente, è quella Luce Divina, ma che dire delle migliaia di uomini e donne comuni e della solida materia inanimata all’intorno che si erano anch’esse dissolte nella luce? Tutto ciò è parte integrante di quell’Essere che è Luce? Baba non mi aveva forse anche dato una visione della Verità ultima, cioè dell’unità di tutto ciò che esiste, animato o inanimato?

di dire a me stesso: “Sono pienamente cosciente; tutto ciò è reale, ma molto strano. La luce è molto intensa, ma non dà fastidio agli occhi e da essa non si diffonde calore!” Constatai anche come fossi assolutamente calmo, mentre i miei occhi si beavano di tale fresca e luminosa luce che aveva inglobato tutto. Lo spettacolo soprannaturale non mi sgomentava; poi, all’improvviso, mi venne questo pensiero: “Il mio divino Maestro mi sta dando una visione della Sua Realtà. Niente più dubbi, uomo! Sono salvo, sono benedetto!” In un batter d’occhio, per così dire, la scena cominciò a cambiare, la luce si ritirò velocemente da ogni luogo fino a circa 2 o 3 metri dal cancello nel Sai Kulwant Hall, dove Baba e il Suo seguito sarebbero dovuti successivamente arrivare. Potevo ora scorgere Baba al centro della luce che si stava rapidamente ritirando e, a quel punto, mi apparve la normale scena giornaliera di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba nel Suo usuale giro per benedire l’assemblea di devoti. I miei


occhi si inumidirono di lacrime d’amore, gioia e gratitudine. Quanto durò tutto ciò? Non so dirlo. Forse non più di quattro o cinque minuti. Abbagliato dalla trasformazione di Baba e, così come l’avevo vissuto, dall’ambiente circostante che era diventato un mare di luce, mi sedetti nella veranda, dimentico di quanto mi circondava. Alcuni minuti dopo, qualcuno mi dette un colpetto con il gomito e vidi la sedia a rotelle di Baba venire verso di me: mi alzai velocemente e misi la testa sui Suoi Piedi. Mentre mi alzavo e Lo guardavo, Egli mi rivolse un sorriso radioso e sollevò la Mano destra in segno di benedizione. Fra di noi non ci furono parole: non erano necessarie! L’Avatar mi aveva benedetto con una rivelazione della Sua Realtà. La Gita afferma che l’uomo che ha una natura dubbiosa perisce (Samshayatma Vinashyati). Il giorno precedente, Baba mi aveva detto che cominciavo a essere preda del dubbio e che Egli aveva deciso di rafforzare la mia fede dandomi una visione della Sua Realtà. Il Maestro compassionevole non avrebbe permesso che una vita di fede e devozione fosse contaminata dalla più piccola ombra di dubbio. Quella mattina, Baba non rimase nel tempio a lungo. Prima di andarsene, tuttavia, Egli mi benedì nuovamente e disse: “Oggi puoi tornare a Delhi.” Mentre scrivo questo ricordando serenamente l’evento, due settimane dopo l’accaduto, mi sorge una domanda: Baba mi aveva davvero dato la visione della Sua Realtà; ma non c’era di più in ciò che mi aveva mostrato? Egli, naturalmente, è quella Luce Divina, ma che dire delle migliaia di uomini e donne comuni e della solida materia inanimata all’intorno che si erano anch’esse dissolte nella luce? Tutto ciò è parte integrante di quell’Essere che è Luce? Baba non mi aveva forse anche dato una visione della Verità ultima, cioè dell’unità di tutto ciò che esiste, animato o inanimato?

Quella mattina, tutto appariva normale e, come al solito, il mio sguardo era fisso oltre il cancello, dove Baba mi sarebbe stato visibile. Un attimo dopo che Egli era uscito dalla Sua abitazione e Lo vidi, le cose cominciarono ad accadere in una maniera mai precedentemente sperimentata. All’improvviso sentii un’ondata di lieve calore nel corpo e la mia visione cominciò a cambiare. Tutto ciò che un momento prima era statico e stabile – il muro di cinta, il cancello, i solidi edifici al di là e le serrate file delle donne nei loro variopinti sari, l’ampio Sai Kulwant Hall stesso – tutto divenne un mare delicatamente ondeggiante di luci multicolori.

In questo modo Bhagavan Sri Sathya Sai Baba mi rivelò di essere la Luce Suprema che le Upanishad descrivono come Narayana, il Supremo, la Suprema Realtà che è anche indicata nelle Upanishad come Brahman. Bhagavan Sri Sathya Sai Baba è quella Luce Suprema. Benedetti noi che viviamo sulla terra nel Suo tempo.

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INTERVISTA

L’ISTRUZIONE DOVREBBE GARANTIRE ELEVATI LIVELLI MORALI “Bhagavan non è un insegnante che segue una routine, viene in classe e insegna agli studenti. Dobbiamo imparare da Lui osservandolo a ogni passo, cogliendo ogni Sua parola, ogni Sua azione, ogni movimento, ogni sguardo. In ogni momento Lui è un insegnante, Lui insegna”, ha dichiarato la professoressa Hemalatha, ex direttrice del campus di Anantapur dell’Università Sri Sathya Sai, narrando nel corso dell’intervista a Radio Sai Global Harmony le sue esperienze con gli Insegnamenti di Bhagavan.

B

ENVENUTA a Radio Sai Global Harmony, professoressa Hemalatha. Lei ha lavorato nell’allora College Femminile di Lettere e Scienze di Anantapur fin quasi dall’apertura avvenuta nel 1968 e per circa 25 anni è stata docente di telugu e direttrice del campus di Anantapur dell’Università Sri Sathya Sai. Vuol raccontare ai nostri ascoltatori come è arrivata a Bhagavan e quando ha sentito parlare di Lui? A differenza di molte altre persone, non sono approdata tra i fedeli di Baba come devota, né sono stata semplicemente attratta dai Suoi miracoli. La prima volta che ho sentito parlare di Bhagavan fu nel luglio del 1968. All’epoca abitavo a Rajendra Nagar, un centro a 10 km da Hyderabad. Una mattina mi capitò di recarmi dai miei genitori, che stavano a Himayat Nagar. Quando arrivai, li trovai in partenza. Mia madre fu felice di vedermi e mi chiese di accompagnarli mentre andavano a ricevere il Darshan di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Ero assolutamente ignara di Bhagavan che, all’epoca, si trovava a visitare Hyderabad di ritorno da Mumbai, subito dopo l’inaugurazione del Dharmakshetra. Ero riluttante e rifiutati di andare, naturalmente per mia sfortuna, come ebbi poi modo di comprendere. In seguito mia madre mi disse che quel giorno Bhagavan aveva benedetto i

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miei genitori con una interview.

Quelli furono momenti meravigliosi. Nei primi anni, cioè agli inizi degli anni ’70, Swami era assiduo nel venire e stare al college tre o quattro giorni. Gradualmente le visite si diradarono nella frequenza (due o tre l’anno) e nella durata (solo dalla mattina alla sera). Egli era solito arrivare al mattino e ripartire in serata. Ma era come essere in cielo quando Swami si trovava lì. Immaginiamo una situazione in cui nostra madre, nostro padre e Dio prendono tutti e tre un’unica forma e vengono da noi. Come ci sentiremmo? Quello era il sentimento che ogni persona del campus provava quando arrivava Swami.

Così lei perse l’occasione dell’interview con Bhagavan!


Lo ammetto con rammarico. Questa è stata la prima volta in cui ho sentito parlare di Bhagavan. Ma come ho detto, per mia grande sfortuna, non vi prestai molta attenzione e, per un po’, me ne dimenticai. Subito dopo questo avvenimento, nell’agosto del 1968 mio marito si recò con una delegazione nel Gujarat, impegnato nei suoi studi superiori. Il mio approdo tra i devoti di Baba avvenne durante quel mese, in modo misterioso. Capitò che il 12 agosto io e mio padre andassimo dal mio professore, che era un ardente devoto di Bhagavan Baba, e che io trattavo come un padre. A lui raccontai del trasferimento di mio marito in Gujarat per due anni. Immediatamente disse: “Credo che Swami stia procedendo alla Sua maniera.” Non capivo che cosa stesse dicendo. Ero perplessa e gli chiesi che cosa intendeva. Rispose: “Finora avevi rifiutato di lavorare in qualunque college fuori Hyderabad perché tuo marito lavorava qui. Ora che non ci sarà per due anni, vorresti andare a lavorare per il College Sri Sathya Sai di Lettere e Scienze ad Anantapur? Il Comitato di Gestione mi ha chiesto di mandare un candidato idoneo a lavorare come insegnante di telugu. Bhagavan Sri Sathya Sai Baba è il Presidente Fondatore del college. Sono certo”– non potrò mai dimenticare quest’affermazione del mio professore – “che Bhagavan ti piacerebbe e tu piaceresti a Lui.” Ecco ciò che intendeva dicendo “credo che Swami stia procedendo alla Sua maniera”. Il giorno successivo, cioè il 13 agosto, andai a prendere la lettera di incarico dal responsabile dell’ufficio competente che era a Hyderabad. Fu un caso unico il fatto di presentare domanda solo dopo aver ricevuto la nomina, e questo per adempiere alle formalità previste. Mi fu chiesto di prendere servizio entro il 18 agosto, il che voleva dire che avevo appena 4-5 giorni di tempo. Arrivai ad Anantapur il 18 mattina e mi presentai per cominciare immediatamente. Lì, per la prima volta, vidi una fotografia a figura intera di Bhagavan che suscitò in me il desiderio di conoscerLo.

Quando ebbe il Darshan di Bhagavan per la prima volta? Fu proprio al college. Una settimana o dieci giorni dopo che avevo preso servizio, Swami arrivò al college. E accadde una cosa davvero miracolosa. La Sua auto entrò nel campus. All’epoca il college aveva una sede temporanea negli edifici della Government High School ad Anantapur. La macchina di Swami si fermò proprio di fronte alla classe dove stavo insegnando. Egli mi benedì da dentro l’auto e proseguì verso l’ufficio del direttore. Fu un giorno molto sacro per me, poiché ebbi il primo Darshan di Swami. Lo stesso giorno, la sera, ebbi la fortuna di ascoltare il Suo Discorso Divino. Al termine del Discorso, Swami materializzò della Vibhuti e la dette all’allora direttore. Mentre osservavo tutto questo con grande meraviglia e rispetto, Bhagavan mi guardò e disse: “Oh, sei venuta. Sono molto felice.” E aggiunse: “Il Comitato di Gestione aveva selezionato qualcun altro, ma ho detto di no a tale scelta. Ho detto loro che sarei stato Io a scegliere il candidato. Sei venuta; sono felice. ”Non capii un’acca della frase divina e mi limitai a restare in silenzio. Dopo quasi un anno, venni a sapere che cosa c’era dietro. Era il luglio 1969 e avevo l’incarico aggiuntivo di direttore. Era in corso una selezione per alcuni posti. Accadde che una delle domande per il posto di aiuto insegnante di telugu fosse presentata da una mia compagna di studi alla Osmania University. Dopo che i colloqui si furono conclusi, essa mi disse che anche l’anno precedente si era presentata per un colloquio per il posto e che aveva a lungo atteso il risultato. Non aveva avuto risposta? Il miracolo di Swami funzionò, poiché essa non ebbe notizie dal college. Pensando di non essere stata selezionata, ottenne un lavoro presso un altro college a Vijayawada, dove firmò un contratto per un anno. Lo aveva sottoscritto solo da pochi minuti, quando ricevette la nomina dall’amministrazione Novembre 2009 - 21


del college di Bhagavan. Il dipartimento delle poste aveva obbedito al comando della mano invisibile di Swami e la lettera aveva impiegato più di 20 giorni per andare da Anantapur a Vijayawada, due città dello stesso Stato! Era tutta opera di Swami. È così che Swami dice sì o no secondo la Sua Volontà. Egli mi ha fatto comprendere le modalità misteriose con cui opera. E mi ha fatto anche capire quanto siamo insignificanti di fronte al Divino. Così sono arrivata tra i devoti di Swami, in modo misterioso. Come ha sviluppato fede nella Divinità di Bhagavan? Nella mia vita sono accaduti alcuni episodi che hanno rafforzato la mia fede in Lui quale Essere Supremo. Quando mio marito e i bambini furono coinvolti in un ciclone e in un incidente ferroviario nel marzo del 1969, essi furono salvati miracolosamente da Swami. Quando, il mese successivo, cominciai a raccontare questi avvenimenti a Swami, fu Lui Stesso a dirmi come si era svolto il tutto, dando così prova che era stato proprio Lui a salvarli. Le dirò anche una cosa. Non ho mai toccato i Suoi Piedi fino al luglio del 1969. Quella fu la prima volta che ebbi la ferma convinzione che Egli è Dio. Lo pregai: “Swami, posso fare Namaskar?” E Swami rispose: “Fallo, Bangaru (tesoro mio); se non tu, chi altri? In seguito sono accaduti molti episodi che hanno rafforzato la mia fede che Lui è Dio. Signora, lei è entrata al college nel 1968. Perciò, chi meglio di lei può raccontarci brevemente la storia del college? Vuol condividere con noi quella che ritiene fosse la visione di Bhagavan quando ha dato il via a queste istituzioni educative? Swami le ha mai parlato della Sua visione? Come tutti noi sappiamo, Swami dà molta importanza all’istruzione. Qual è il tipo di istruzione che vuole? Innanzitutto dovremmo Novembre 2009 - 22

Swami dice, soprattutto in relazione all’istruzione delle donne e a come esse debbano comportarsi: “La donna è il fondamento della società e il suo cuore è la fonte di tutte le virtù. Ho istituito questo college con l’intenzione di mantenere elevati livelli di moralità e portare onore e rispetto al genere femminile, in modo da far rivivere la nostra grande tradizione.” Ecco com’Egli ha dato vita al college. Essere gli strumenti della Sua Missione Divina è di per sé una grande fortuna e, al tempo stesso, una grande responsabilità.

essere informati. Forse avrete sentito la Sua poesia telugu “Viswa Santhi Chekurchu Vidhamu Nerpi …” il cui significato è che l’istruzione dovrebbe essere insegnata in modo da rendere possibile il raggiungimento della pace universale. Questo è l’aspetto assolutamente essenziale dell’istruzione. Questa è la visione di Swami. La mancanza di pace: ecco il problema più grande che oggigiorno affligge il mondo intero. Egli dice: “La vera istruzione dovrebbe sradicare i sentimenti meschini dalla mente e inculcare unità e cooperazione.” Non è per aggiungere un’altra istituzione a quelle esistenti, ma è per formare e plasmare i giovani sul retto sentiero che Bhagavan ha fondato queste istituzioni. Swami mi ha scritto alcune lettere dove spiega che tipo di istruzione vuole. Credo che per il pubblico sarebbe molto utile sentirle. Posso leggerle? Certo, signora. Gli ascoltatori le apprezzeranno molto. Leggerò qualche brano tratto da alcune lettere


in telugu: “L’istruzione che non va a toccare gli stati mentali di positività e di amore e che non purifica i cuori non può essere chiamata istruzione. Essa dovrebbe rendere le persone cortesi e tolleranti, altrimenti consiste solo di informazioni messe insieme per conseguire un titolo e guadagnarsi da vivere. Persino i mendicanti sanno guadagnare per riempirsi la pancia. Se è solo per quello, non abbiamo bisogno di studiare tanto.” Egli si aspetta che gli insegnanti siano molto disciplinati, esemplari nel comportamento. Swami vuole uno sviluppo a 360° gradi per gli studenti, non solo il conseguimento di titoli. Lei è stata davvero fortunata ad aver ricevuto queste lettere, dove Swami le ha fatto condividere la Sua visione. Una grande fortuna. Swami dice, soprattutto in relazione all’istruzione delle donne e a come esse debbano comportarsi: “La donna è il fondamento della società e il suo cuore è la fonte di tutte le virtù. Ho istituito questo college con l’intenzione di mantenere elevati livelli di moralità e portare onore e rispetto al genere femminile, in modo da far rivivere la nostra grande tradizione.” Ecco com’Egli ha dato vita al college. Essere gli strumenti della Sua Missione Divina è di per sé una grande fortuna e, al tempo stesso, una grande responsabilità. Lei ha diretto il college per 25 anni. In effetti è stata la direttrice che ha prestato più a lungo servizio nel college di Swami. Perciò deve essere stata benedetta con copiose esperienze durante quel quarto di secolo. Sono certo che i nostri ascoltatori sarebbero felici di sentire alcune delle lezioni che lei ha appreso da Bhagavan nel corso del suo lungo incarico. Sì, le lezioni che ho appreso da Bhagavan sono moltissime. A ogni livello imparo da Lui qualche lezione. Nel corso della mia carriera – durata ben 31 anni - all’interno dell’istituzione, prima come insegnante e poi come amministratrice, Bhagavan mi ha guidato attentamente. All’inizio, fornendomi un aiuto diretto nei miei sforzi, come una

madre quando fa camminare il bambino; in seguito, vegliando costantemente su di me, proteggendomi e incoraggiandomi in qualunque momento di bisogno. Una volta, eravamo nel 1969, dovetti affrontare alcune critiche da parte di docenti. Giovane e inesperta, incapace di accollarmi quelle accuse prive di fondamento, aprii il mio cuore a Swami. Le parole di consolazione che Swami mi espresse in quel momento mi dettero la forza di affrontare qualunque situazione in seguito. Egli disse: “Se senti che le osservazioni di qualcuno sono pertinenti, pensaci e tienile in considerazione. Se senti che non sono vere, ignorale.” Una grande lezione; ancora oggi ricordo quelle parole d’oro! Quelle parole di saggezza provenienti dal Divino mi hanno aiutato immensamente a compiere i miei doveri in maniera onesta, senza odio o pregiudizio. Questo è fondamentale. Sebbene talvolta mi capitasse di essere emotivamente turbata, si trattava di una cosa temporanea. Egli mi ha insegnato a essere equilibrata, qualità essenziale per un amministratore e un insegnante. Quando le situazioni si facevano dolorose, oltre il sopportabile, come un bimbo ero solita informarne Swami per mia consolazione. E allora Swami mi scriveva delle lettere dandomi fiducia divina, lettere che hanno creato in me solide fondamenta per portare avanti i miei doveri in modo deciso. Potrebbe metterci a conoscenza di una delle lettere dove Swami le ha dato quei consigli? Certamente, ne sarò lieta. In un’occasione, restai colpita da commenti sgradevoli di alcune persone. Ricordando il messaggio di Swami, fui paziente e non reagii. Ricevetti una splendida lettera da Swami, che da allora ho sempre tenuto come bussola. Vi leggo alcuni passaggi: “Non c’è bisogno che ti preoccupi di ciò che è accaduto. Sono felice di vedere che hai seguito le istruzioni di Swami e ti sei comportata con pazienza e tolleranza in questa occasione. Non prendertela affatto per le opinioni altrui prive di fondamento. Swami sa ogni cosa.” Novembre 2009 - 23


Queste lettere mi hanno dato molta forza. Quando sbagliavo, Swami mi correggeva anche. Una volta un VIP (una persona influente) mi raccomandò una persona non meritevole di essere ammessa. Come da ordine di Swami, procedevo sempre secondo le regole stabilite e perciò rifiutai di essere compiacente. Questo signore continuò a fare pressioni e, per parte mia, dovetti essere un po’ brusca. La faccenda fu riferita a Swami dallo stesso VIP. Swami mi chiamò e mi disse di attenermi alla mia decisione, ma al tempo stesso mi consigliò di parlare in modo cortese, anche se non potevo essere compiacente. Questa vicenda mi insegnò a essere più paziente e a parlare con gentilezza anche nelle situazioni critiche e cruciali. E ci sono altre lezioni che ho imparato da Lui. Nel luglio del 1971 fu inaugurato il nuovo edificio del college. Al termine di un enorme lavoro di costruzione, erano rimaste grandi quantità di materiali. Swami in persona provvide affinché la maggior parte del materiale fosse spostato in due grandi stanze all’interno dell’edificio facendole chiudere a chiave. Poi mi mandò a chiamare. Mi consegnò le chiavi di quelle camere assieme alla chiave della Sua stanza, dicendo che sarei stata responsabile dei materiali immagazzinati. Come ho detto in precedenza, all’epoca non avevo grande esperienza. Dissi: “Swami, non c’è l’inventario dei materiali.” Swami mi guardò e rispose sorridendo: “Oh, l’inventario dei materiali? Andari stock registers Anninti stock registers, Naa Daggare Unnayile.” (l’inventario di ogni cosa e di ogni persona si trova presso di Me). Era trascorso appena un mese da quel colloquio, quando Swami venne al college. Era nell’auditorium e mi chiese di portare due dipinti, uno del Ramayana e uno del Mahabharata che stavano nel magazzino. Quando ci andai, non riuscii a individuare alcun quadro. Tornai e dissi a Swami che non c’erano. Swami era ancora nell’auditorium dedicandosi personalmente alla disposizione dei vari quadri. In quei giorni si occupava di persona di ogni cosa. Su Sua indicazione, mi Novembre 2009 - 24

L’istruzione che non va a toccare gli stati mentali di positività e di amore e che non purifica i cuori non può essere chiamata istruzione. Essa dovrebbe rendere le persone cortesi e tolleranti, altrimenti consiste solo di informazioni messe insieme per conseguire un titolo e guadagnarsi da vivere. Perfino i mendicanti sanno guadagnare per riempirsi la pancia. Se è solo per quello, non abbiamo bisogno di studiare tanto.

impegnai di nuovo nella ricerca, ma fu inutile. Allora Swami Stesso mi raggiunse e mi indicò due enormi tavole rivolte verso la parete. Avevo pensato che quelle tavole fossero materiale da costruzione! Ero davvero triste per il mio errore. Ho imparato la lezione: una volta che siamo responsabili di qualcosa, dovremmo esserne completamente consapevoli, senza trascurare neppure i dettagli. Un altro piccolo episodio mi torna alla memoria. Swami mi aveva lasciato copia delle chiavi, così che potessi aprire la Sua stanza una volta la settimana per le pulizie. Facevo regolarmente quel lavoro assieme ad alcuni altri insegnanti. Una settimana, a causa di altre urgenze in ambito lavorativo, ci accadde di tralasciare le pulizie, pensando che avremmo potuto farle la settimana successiva. Era domenica pomeriggio, verso le 14. Improvvisamente l’auto di Swami arrivò a casa mia. Abitavo in città. L’autista disse: “Swami aspetta al college. Ha mandato la macchina a prenderla.” Fu come una scossa elettrica. Partii immediatamente. Swami era seduto su una normale sedia nell’ufficio del college. Oggi non potremmo nemmeno pensare a una simile eventualità. Egli disse: “Ho dimenticato di portare le chiavi della Mia stanza.” Gli aprii la stanza e chiesi a Swami


due minuti di tempo. Swami entrò. Sorrise e disse: “Perché la stanza non è pulita, vero?” Mi profusi in scuse. Che altro potevo fare? Era un messaggio a indicare che si dovrebbe essere meticolosi e puntuali e sempre preparati, essere sempre pronti per Dio. Nel periodo in cui lei è stata ad Anantapur, Swami deve aver visitato il campus in molte occasioni. Potrebbe rievocare per noi com’era la giornata al college quando Bhagavan si recava in visita ad Anantapur – occasioni, quelle, rare e preziose?

ogni movimento, ogni sguardo. In ogni momento Lui è un insegnante, Lui insegna. È così che guardo a Swami. Molte grazie per aver sottratto del tempo ai suoi numerosi impegni ed essere venuta qua; è stato meraviglioso parlare con lei. Ancora grazie. Sai Ram. È stato un piacere. Sai Ram. Per gentile concessione di: Radio Sai Global Harmony

Quelli furono momenti meravigliosi. Nei primi anni, cioè agli inizi degli anni ’70, Swami era assiduo nel venire e stare al college tre o quattro giorni. Gradualmente le visite si diradarono nella frequenza (due o tre l’anno) e nella durata (solo dalla mattina alla sera). Egli era solito arrivare al mattino e ripartire in serata. Ma era come essere in cielo quando Swami si trovava lì. Immaginiamo una situazione in cui nostra madre, nostro padre e Dio prendono tutti e tre un’unica forma e vengono da noi. Come ci sentiremmo? Quello era il sentimento che ogni persona del campus provava quando arrivava Swami. Egli era l’obiettivo di tutti: studenti, insegnanti, amministrativi, attendenti, sorveglianti, addetti alle pulizie, nessuno escluso. Questa situazione doveva essere vissuta, non può essere espressa a parole. Una volta mi capitò di chiedere a Swami: “Swami, com’è il cielo?” La risposta di Swami fu: “Lo stato presente in cui ti trovi è il cielo.” Che meravigliosa spiegazione! Questo era il sentire comune. Per concludere, signora, in poche parole, che cosa significa Bhagavan per lei? Chi è Bhagavan, secondo lei? Dovremmo proseguire pensando a Lui, meditando su di Lui. Bhagavan non è un insegnante che segue una routine, viene in classe e insegna agli studenti. Dobbiamo imparare da Lui osservandoLo a ogni passo, cogliendo ogni Sua parola, ogni Sua azione, Novembre 2009 - 25


L

ITALIA

‘ABRUZZO è una regione italiana, il cui confine occidentale è a circa 80 km a est di Roma. La notte del 5 aprile 2009, l’Abruzzo è stato colpito da una serie di scosse telluriche, la cui maggiore intensità è stata di grado 6,3 della scala Richter. L’epicentro del terremoto è stata l’area della città di L’Aquila, capoluogo di regione, e ha interessato anche le città e i villaggi limitrofi dove quasi tutte le case e i palazzi sono stati distrutti e si sono registrati oltre 300 morti e circa 1600 feriti.

di comunicazione. I pacchi contenenti il materiale erano contrassegnati da etichette col Sarvadharma. Il presidente del Consiglio Centrale Sri Sathya Sai italiano ha invitato tutti i Centri/Gruppi Sai a mettere in pratica il “tetto ai desideri” per portare aiuto alle vittime del terremoto. Ciò ha permesso l’acquisto e la distribuzione di lenzuola e cuscini, coperte, lavatrici, ventilatori, brandine, pantaloni, magliette, zanzariere, scaffalature metalliche, forniture per l’igiene, asciugacapelli, aspirapolvere, cibo per animali e altri oggetti. Diversi Centri Sathya Sai hanno collaborato al trasporto dei materiali. Anche i Giovani Sai hanno preso parte attiva in questo progetto di servizio.

GERMANIA

Membri del Centro Sri Sathya Sai di Pescara hanno organizzato la distribuzione degli aiuti alle vittime del terremoto che ha causato gravissimi danni, nella regione Abruzzo, la notte del 5 aprile 2009.

Circa 65.000 persone sono rimaste senza tetto e sono state provvisoriamente alloggiate in tende e altri ripari. I membri del Centro Sri Sathya Sai di Pescara, situato a circa 100 km da L’Aquila, si sono immediatamente attivati per la distribuzione degli aiuti materiali necessari, iniziando dai bisogni primari. I volontari Sathya Sai sono andati in zone lontane che non erano state raggiunte dai maggiori gruppi di soccorso o dai mezzi Novembre 2009 - 26

Oltre 700 devoti e ospiti hanno partecipato alla Festa delle Religioni svoltasi a Colonia dal 29 maggio al 1° giugno 2009. Sotto il tema “Dio ha Molti Nomi”, l’Organizzazione Sathya Sai della Germania ha invitato i devoti Sai tedeschi e quelli dei Paesi limitrofi a celebrare la festa di tutte le religioni, presentando al pubblico gli Insegnamenti di Bhagavan sull’unità delle religioni. I sacri insegnamenti di Induismo, Zoroastrismo, Buddismo, Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo sono stati illustrati in forma scritta e audiovisiva in speciali stanze di preghiera. Ognuna di tali stanze era stata allestita per permettere l’adorazione nella tradizione di ciascuna religione. Per trasmettere lo spirito di unità delle religioni del mondo, sono stati presentati in una grande mostra argomenti come preghiera, meditazione, misticismo, architettura sacra, morte e vita dopo la morte, i cui testi saranno inviati su richiesta ai Centri Sathya Sai o a pubbliche istituzioni. Il dottor Narendranath Reddy, direttore della Fondazione Mondiale Sri Sathya Sai, ha trattato l’argomento “L’Amore, Fondamento ed Essenza di Tutte le Religioni”.


Dal 29 maggio al 1° giugno 2009, è stata celebrata a Colonia la festa di tutte le religioni, a cui hanno preso parte oltre 700 devoti e ospiti.

Il secondo oratore, la signora Phyllis Krystal, ha esposto personali considerazioni in merito al tema “Dio ha Molti Nomi”. Entrambi gli oratori hanno narrato le loro numerose esperienze con Bhagavan, offrendo positivi stimoli all’assemblea. Inoltre, Radio Sai Tedesca ha intervistato gli oratori, che hanno parlato degli sbalorditivi progetti di servizio umanitario di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba. Il programma comprendeva una visita guidata della cattedrale gotica di Colonia di fama mondiale. I bambini e i Giovani Sathya Sai hanno preso parte a dei programmi condotti separatamente per loro. Durante i pomeriggi, sono stati presentati due differenti spettacoli multimediali con canti devozionali in molte lingue tratti da varie fedi, e un gruppo dell’ordine dei Sufi tedeschi ha eseguito uno stimolate concerto. La festa era aperta al pubblico come pure ai devoti. Il pubblico ha avuto l’opportunità di avere una veloce panoramica degli Insegnamenti di Bhagavan. I quattro giorni di festa sono giunti al termine con una miscellanea di canzoni caratterizzanti le sei religioni a cui l’assemblea ha partecipato con entusiasmo.

U. S. A. Dal 29 al 31 maggio 2009, si è svolta la Prima Conferenza Nazionale Giovani degli U.S.A.

a Camp Duncan, Chicago, Illinois. L’Amore unificante di Bhagavan ha fatto giungere oltre 400 giovani da tutti gli Stati Uniti d’America. Il tema della conferenza era “Noi Siamo Uno per Sai”. I quattro principali oratori della conferenza sono stati sri Shitu Chudasama, il dottor M.V. Veerabhadra Rao, sri Anil Kumar e smt. Malini Gadepally. Sri Chudasama ha parlato circa il ruolo dei giovani nell’Organizzazione Sathya Sai, che si fonda sui Messaggi di Bhagavan. Il dottor Veerabhadra Rao ha incentrato il suo discorso sulla coerenza tra pensiero, parola e azione e sulla sua importanza nel processo di leadership. Sri Anil Kumar ha messo in evidenza l’importanza sia dell’ispirazione sia della fiducia in se stessi nello sviluppo della vera leadership. Egli ha sollecitato i giovani a stimolare gli altri a fare il lavoro di Bhagavan attraverso amore e armonia. Smt. Gadepally ha affermato che è responsabilità dei Giovani Sathya Sai integrare i Valori con le attività giornaliere, condurre l’autoanalisi e agire con fiducia in se stessi. La Conferenza comprendeva una serie di workshop sulla pratica applicazione della spiritualità. Tali workshop riguardavano tre tematiche:

Dal 29 al 31 maggio 2009, si è svolta a Camp Duncan, Chicago, Illinois, la Prima Conferenza Nazionale dei Giovani degli Stai Uniti d’America.

“La Vita Sai: Applicazione degli Insegnamenti di Sai”, “Leadership Sai: Guidare con Amore” e “Uniti per Sai: Sviluppare Incisivi Programmi Giovani Adulti”. All’interno di questi vi erano complessivamente 18 diversi argomenti,

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che andavano da “Fare scelte intelligenti con il nostro veicolo umano” a “Gestione umana”, a “Essere guide”. I progetti Giovani Sathya Sai e le attività di tutto il Paese sono stati condivisi in un “Simposio sul Servizio” ove sono stati illustrati venticinque progetti comprendenti “Ambulatori Medici Gratuiti”, “Progetti di Alfabetizzazione per la Comunità” e “Agire in modo Ecologico – Vivere Bene”. I Giovani Sathya Sai hanno condiviso gli uni con gli altri i loro successi, come pure le sfide affrontate. Un programma culturale con il Messaggio di Bhagavan comprendeva una storia di trasformazione intervallata di danze ben coordinate, canti e musiche illustranti le culture ispanica, americana e indiana. Nell’ultimo giorno della conferenza, si è tenuta una sessione su “Andare Avanti”, durante la quale i giovani adulti hanno potuto assimilare tutto il lavoro di introspezione, le lezioni e le esperienze che avevano raccolto nel corso della conferenza e impegnarsi a metterle in pratica nella vita quotidiana. Sono state create quattordici squadre del tipo “Strategia Nazionale dei Giovani Adulti”, “Trasformazione Personale” e “Servizio Medico”, per guidare la direzione futura delle attività giovanili. I delegati hanno lasciato la conferenza energizzati, uniti e pieni d’amore.

CANADA Il 6 giugno 2009, ad Edmonton, ha avuto luogo la Quinta Camminata Annuale per i Valori con la partecipazione pubblica dei membri del Centro Sai locale. Il tema dell’evento era “Una Camminata per Me, la Mia Famiglia, la Mia Comunità e il Mio Pianeta”. La passeggiata, a cui hanno partecipato circa 250 persone, è iniziata con un discorso di sri Naresh Bharadwaj, MLA (Membro dell’Assemblea Legislativa di Alberta) e di Peter Johnston, capo del partito dei Verdi di Alberta. Il Presidente del Centro Sai ha letto un proclama del sindaco che dichiarava il 6 giugno 2009 “Giorno dei Valori Umani”. Ai passanti sono state distribuite bandiere stampate che riportavano i Valori Umani. Il Centro Sri Sathya Sai di Cornwall, Ontario, Novembre 2009 - 28

da settembre conduce corsi SSEHV presso la Eamer’s Corner Public School di Cornwall. La scuola annovera complessivamente 396 studenti dai 6 ai 14 anni.

Il 19 giungo 2009, gli studenti dell’Eamer’s Corner Public School di Cornwall hanno organizzato la loro Seconda Camminata dei Valori. In tale scuola, il Centro Sri Sathya Sai di Cornwall conduce lezioni SSEHV.

Il 19 giugno 2009, i bambini di questa scuola hanno organizzato la loro Seconda Camminata per i Valori. Gli studenti portavano striscioni inneggianti ai Valori Umani e molti avevano addosso, su braccia o collo o testa, scritte di buoni propositi che esprimevano il loro impegno a mettere in pratica un determinato Valore. In una lettera, il preside della scuola commentava: “In molti casi, i bambini con cui lavoriamo non ricevono, nel loro ambito famigliare, questa importante lezione di vita e noi siamo molto contenti di poter sostenere i loro bisogni emozionali e sociali.”

KENYA Non appena il Governo Inglese ha comunicato che circa dieci milioni di persone potrebbero morire di fame, i Centri Sri Sathya del Kenya hanno dato il via a un Progetto di Soccorso per la Carestia. Il 14 giugno 2009, i volontari Sai del Centro Sathya Sai di Nairobi hanno percorso, con oltre 5 tonnellate di provviste di cibo, circa 300 km per raggiungere i villaggi di Itoleka e Kavuta nel distretto di


Kitui. A ognuna delle 333 famiglie sono stati distribuiti pacchi contenenti 10 kg. di pasti al mais, 8 kg. di fagioli rossi, 2 kg. di olio alimentare e 1 kg. di zucchero. Gli abitanti dei villaggi hanno espresso la propria gratitudine a Bhagavan attraverso un canto e una danza locali. I volontari Sathya Sai sono stati inondati dalla grazia di Bhagavan per aver potuto condividere il loro amore con questi abitanti.

BRASILE Americana, città situata nell’area sud-est del Brasile, nello Stato di San Paolo, è stata testimone della diffusione degli Insegnamenti di Bhagavan, attraverso il programma di Educazione Sathya Sai ai Valori Umani (SSEHV). L’attuale ministro dell’istruzione di Americana, il dottor Milton Ortolan, devoto di Bhagavan, ha avuto l’opportunità di visitare Prasanthi Nilayam, rimanendo profondamente toccato dalle istituzioni educative e mediche Sri Sathya Sai. Questo lo ha spinto a includere i Valori Umani in tutte le scuole. I fondatori dell’Istituto Educativo Sri Sathya Sai del Brasile (SSSIEB), il dottor Marcos Cardoso Gomes e Maria Helena Gomes, quest’anno sono stati invitati a proporre un progetto educativo. Ciò ha portato allo sviluppo di un programma SSEHV per tutte le 52 scuole della città, che ha ottenuto il sostegno del sindaco. Sono stati messi a disposizione degli insegnanti interessati al programma corsi SSEHV. Il gruppo responsabile del progetto ha visitato tutte le scuole, parlando del programma e del suo impatto sul sistema educativo, sulle scuole, gli insegnanti e i ragazzi. Si sono svolti corsi riguardanti i fondamentali del programma SSEHV in quattro differenti giorni della settimana, con una presenza complessiva di 320 partecipanti fra insegnanti, presidi, amministratori e altri impiegati. Sono stati invitati a prendere parte a un corso di tre mesi gli insegnanti SSSIEB di altre città. Inoltre, una volta la settimana, vengono ora organizzati circoli di studio ove sono compresi canti devozionali. Si sviluppano speciali progetti per ripristinare la relazione fra genitori e scuola in modo

tale che le famiglie traggano benefìci dal programma SSEHV e ne condividano le responsabilità educative. Un programma separato fornisce supporto a famiglie con madri lavoratrici e bimbi piccoli. Ciò mira a sradicare l’analfabetismo fra gli adulti.

DAGESTAN La Repubblica del Dagestan è situata nelle montagne a nord del Caucaso. Makhachkala, la sua capitale, si trova sulla riva occidentale del Mar Caspio. L’11 e 12 luglio 2009, vi ha avuto luogo il Primo Campo Volontari delle Famiglie del Caucaso dell’Organizzazione Sri Sathya Sai Russa e di quella dell’Azerbaijan a cui hanno preso parte settantotto persone compresi 30 bambini. Il campo prevedeva la pulizia del bosco e l’educazione Sathya Sai ai Valori Umani (SSEHV). Il tema del campo era “Quanto è Meraviglioso Questo Mondo!” Il primo giorno, denominato “Il Giorno del Bosco”, bambini e adulti hanno ripulito un’area che era piena di immondizie. Ai bambini sono state insegnate regole di condotta per preservare la Natura e i boschi. Hanno avuto luogo varie attività fra cui quiz, giochi, canti, poesie sulla natura e una conferenza di giovani ecologisti. Nel pomeriggio si è avuto un concerto. Il primo giorno è terminato con una commedia organizzata dai giovani che hanno posto l’accento sull’amore per la natura, la protezione dell’ambiente, la pulizia dei boschi e l’attenzione verso i suoi abitanti. Su un telo lungo dieci metri, i partecipanti hanno disegnato tutto ciò che amavano della natura e i disegni sono stati inviati a un convitto di Baku, capitale dell’Azerbaijan. Si sono condotte lezioni SSEHV utilizzando le cinque tecniche d’insegnamento, ovvero sedere in silenzio, citazioni, racconto di storie, canto e lavoro di gruppo. Si è parlato del valore della Non violenza in concomitanza col tema della giornata. Il secondo giorno, è stato definito “Il Giorno del Mare” con il motto “Tutti Noi Siamo Passeggeri di quell’Unica Nave Chiamata Terra”. Quando il campo è terminato, i partecipanti sono andati verso la spiaggia per prendere parte a quiz e altre Novembre 2009 - 29


gare sul tema del mare e dei suoi abitanti. – Fondazione Mondiale Sri Sathya Sai

INDIA Andhra Pradesh – Il 9 agosto 2009, radunando

circa 400 fra Giovani Sai e volontari Seva Dal, provenienti da ogni parte del distretto, l’Organizzazione Sai del distretto di Guntur ha ripulito un lago che si espande su cinque acri presso il villaggio di Pathamallayapalle per ottenere acqua potabile. Il distretto ha distribuito oggetti di cancelleria a 156 studenti del villaggio di Gudavalli e registrato 150 nuovi abbonamenti alla rivista “Sanathana Sarathi”.

Goswami, esperta di Yoga. Gli studenti hanno espresso la loro sentita gratitudine per essere stati oggetto di tale sublime esperienza e di un programma mirato al benessere mentale, fisico, intellettuale e spirituale.

Kerala

– L’Organizzazione Seva Sri Sathya Sai del Kerala ha cominciato a mettere a disposizione le attrezzature per dialisi gratuita per pazienti bisognosi nel Sudheendra Medical Mission Hospital, Ernakulam. Il progetto è stato inaugurato il 16 settembre 2009, e il 28 settembre è stata eseguita la prima dialisi.

Il lago presso il villaggio di Pathamallayapalle prima e dopo essere stato pulito da circa 400 Giovani Sai e volontari Seva Dal il 9 agosto 2009.

Assam – Il 3 e 4 luglio 2009, si è svolto un Corso Estivo di due giorni sulla Cultura e la Spiritualità Indiane, gestito dall’Organizzazione Sri Sathya Sai del distretto di Kamrup, che ha generato grande entusiasmo fra i 75 studenti giunti dal Guwahati e dintorni. Il Presidente dell’Organizzazione Seva Sri Sathya Sai dell’Assam e degli Stati Nordorientali, sri Achyut Prasad Sarma, ha tenuto il suo discorso inaugurale seguito dalla lucida esposizione degli obiettivi del Corso Estivo da parte di smt. Eleye Changkakoti, Coordinatrice Seva dello Stato. Gli altri oratori sono stati sri Monoranjan Mohanty, invitato speciale, sri Porag Bhattacharya, ex studente dell’Università Sri Sathya Sai, il dottor Manjira Sharma, ex studente Bal Vikas, smt. Shivani Goswami, insegnante di sanscrito e smt. Monika Novembre 2009 - 30

In una settimana, l’Organizzazione Sai ha eseguito dialisi gratuite per cinque pazienti.

L’Organizzazione Seva Sri Sathya Sai del Kerala provvede, ogni settimana, alle attrezzature per dialisi gratuite per cinque pazienti bisognosi.


I primi sono stati selezionati fra quelli con meno di 30 anni d’età. Un Acharya Devo Bhava (onorate il vostro precettore come Dio) è stato organizzato in settembre in tutti i 14 distretti per esprimere gratitudine agli insegnanti. Solo in un distretto hanno partecipato circa 200 insegnanti. Molti sono stati sopraffatti dall’emozione e sono scorse lacrime di gioia quando i bambini Bal Vikas hanno eseguito la loro Pada Puja (Adorazione dei Piedi). Il 3 agosto 2009, in tutti i 14 distretti dello Stato, è stato condotto il caratteristico Concorso Annuale di Composizione dell’Organizzazione Sai, a cui hanno preso parte 8639 studenti, provenienti da 607 istituti educativi. Il tema era “La Natura è il Miglior Precettore”. Come premio per le prime due posizioni, sono state consegnate due medaglie d’oro Sri Sathya Sai benedette da Bhagavan. Questo è il sesto anno che l’Organizzazione Sai conduce tale concorso.

Manipur – L’Organizzazione Seva Sri Sathya

Sai di Manipur, il 13 settembre 2009, ha organizzato il Giorno Bal Vikas presso l’MDU Hall, Yaiskul, Imphal, a cui hanno preso parte circa 500 bambini Bal Vikas. Il programma prevedeva un grande raduno di bambini Bal Vikas, la recitazione di Mantra vedici e la presentazione, da parte loro, di temi culturali. L’ospite d’onore dell’evento è stato il professor C. Amuba Singh, vicerettore dell’Università di Manipur, che nel suo discorso ha sottolineato l’esigenza di educazione spirituale per bambini. L’ultima fase del programma sono stati i Bhajan condotti, anch’essi, dai bambini Bal Vikas. Il programma, iniziato alle 9, si è concluso alle 16,15.

Orissa – Il 14 giugno 2009, per iniziativa di

ex studenti dell’Università Sri Sathya Sai, si è svolta a Rourkela una conferenza di medici dell’Orissa. Oltre a quelli che sono già membri dell’Assistenza Sanitaria Olistica Sri Sathya Sai, hanno partecipato a questa conferenza esperti di ospedali all’avanguardia. Il tema della conferenza era “Umanizzare

Il 14 giugno 2009, a Rourkela, si è svolta una conferenza di medici dell’Orissa. Il tema era “Umanizzare l’Assistenza Medica”.

l’Assistenza Medica”. La presentazione di “Bhagavan Sri Sathya Sai Baba e la Sua Missione d’Amore” fatta da sri Y. Arvind, responsabile delle Pubbliche Relazioni dell’Istituto Sri Sathya Sai di Scienze Mediche Superiori a Bangalore, ha stimolato lo spirito d’iniziativa di tutti. Sri Nimish Pandya, Presidente del Distretto di Mumbay, ha parlato di “Assistenza Medica: Opportunità per un Esemplare Cambiamento”. Una tavola rotonda di medici selezionati di varie discipline hanno dibattuto i diversi aspetti dei problemi sanitari dello Stato, in particolare nelle aree rurali. Inaugurando la conferenza, il Presidente dell’Organizzazione Sai dell’Orissa, professor Harikrishna Dash, si è soffermato sulle attività della salute olistica che iniziano a essere condotte nello Stato. I medici che hanno partecipato alla conferenza sono stati stimolati a prestare un servizio amorevole nei loro luoghi di lavoro.

Tamil Nadu – Il pomeriggio del 9 settembre

2009 si è riempito d’amore e preghiere quando, in occasione del Ramadan, la famiglia Sai di Mettupalam a Coimbatore ha dato il benvenuto a 65 fratelli mussulmani per il programma di Iftar. La divina fragranza di Sai ha colmato l’ambiente del Sai Kalyana Mandapam, dove è stato organizzato questo programma. Dando il benvenuto ai fratelli mussulmani, un fratello Sai ha esaltato il significato del sacro mese del Ramadan e come il digiuno giornaliero aiuti a comprendere le Novembre 2009 - 31


altrui sofferenze. Ciò - è stato sottolineato - è il modo migliore per purificarsi. Trasmettendo il profondo senso di apprezzamento e gratitudine all’Organizzazione Sathya Sai di Mettupalam per aver condotto, per il secondo anno consecutivo e con sempre maggior solennità la cerimonia di Iftar, il dottor Ismail ha rispettosamente implorato la compassione e le benedizioni di Bhagavan per tutto il genere umano. Egli ha ricordato con devozione come, per divina grazia di Bhagavan, una sua paziente, una bambina

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poverissima di quattro anni, sia stata curata e salvata da un seria malattia cardiaca, senza spesa alcuna, al Super Speciality Hospital, aggiungendo: “Ora ella è una sana studentessa di 17 anni.” Ha anche esortato i suoi fratelli mussulmani a essere di servizio, emulando l’esempio di Sri Sathya Sai Baba che ha intrapreso varie attività sociali come il Progetto Acqua Sri Sathya Sai. La cerimonia è terminata con le tradizionali preghiere. È stato veramente un pomeriggio benedetto da ricordare e serbare nel cuore.


Consacrate la Vostra Visione

Chinna Katha

I

N UN VILLAGGIO viveva un uomo ricco che, una volta, fu colpito da una seria malattia. Lo visitarono molti medici e gli prescrissero parecchi tipi di medicine, ma egli non guarì. Un giorno, arrivò in quel villaggio un saggio. Gli amici dell’uomo ricco lo portarono a casa del saggio che, dopo averlo esaminato, disse: “Signore, la malattia si trova nei vostri occhi. Essi non sono rimasti fissi su nulla.

L’uomo ricco ordinò agli abitanti del villaggio di dipingere tutto di colore verde.

Il saggio consigliò al ricco di guardare un solo colore per un certo periodo per rendere stabile la sua visione.

Se per un certo periodo guardate un colore, allora la vostra visione può diventare stabile.” Dopo avergli dato quel consiglio, il saggio andò per la sua strada. Il ricco chiamò tutti gli abitanti del villaggio e disse di dipingere tutte le loro case, le pareti, gli alberi e i templi di colore verde e indossare solo abiti verdi. I commercianti di colori e i pittori fecero affari d’oro. Per vendere tali prodotti, persino i mercanti delle città vicine giunsero in quel villaggio che, in breve tempo diventò interamente verde.

Dopo alcuni mesi, il saggio tornò in quel villaggio. Ovunque andasse, egli vide solo il colore verde e domandò agli abitanti il perché di tale stranezza. Essi gli dissero che tutto era stato fatto per ordine del loro maestro. Lamentando l’ignoranza del ricco, il saggio si recò alla sua casa. Il ricco lo salutò e disse: “Swami! Ho fatto come ordinatomi. Ho dipinto tutto il villaggio di verde.” Sbigottito dall’agire del ricco, il saggio gli rispose: “Mio caro! Hai costretto tante persone a molti sforzi e speso molto denaro per acquistare tanto colore. Non è forse una gran perdita di denaro e una grande fatica? Per poche rupie, avresti potuto acquistare un paio di occhiali verdi e indossarli.” L’errore risiede nella nostra visione. Vedremmo unità ed eguaglianza in tutta la creazione se consacrassimo la nostra visione al divino principio di Brahman.

Novembre 2009 - 33


SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE SRI SATHYA SAI, PRASANTHI NILAYAM Tel.: 08555-289289, E-mail: ssshss@gmail.com, Sito Web: ssshss.org.in

L’ammissione alla I Classe (Ragazzi e Ragazze) e all’XI Classe (Ragazzi e Ragazze) della Scuola Secondaria Superiore Sri Sathya Sai, Vidya Giri, Prasanthi Nilayam – 515134, Anantapur Dist., (A.P.), avrà luogo nel giugno del 2010. Si tratta di una scuola di lingua inglese, interamente residenziale. Il Programma e la Scheda d’Ammissione possono essere richiesti al Preside dal 01-01-2010, pagando 50 rupie/- in contanti o con accredito sulla State Bank of India, Puttaparthi Branch (conto n. 2786) a favore del Principal, Sri Sathya Sai Higher Secondary School, allegando anche una busta affrancata con bollo da 20 rupie e con l’indicazione del proprio indirizzo (misura 15 cm x 24 cm). I moduli saranno emessi fino al 15 febbraio 2010 e l’ultima data utile per ricevere da questo ufficio le schede debitamente compilate è il 1° marzo 2010. Possono fare richiesta solo gli studenti provenienti da classi di lingua inglese. L’età limite per il 1° livello è fra gli anni 5 ½ e 6 ½ a partire dal 30-09-2010. – Il Preside

Istituto Superiore di Scienze Mediche Sri Sathya Sai EPIP Area, Whitefield, Bangalore - 560066

Istituto Superiore di Scienze Mediche Sri Sathya Sai EPIP Area, Whitefield, Bangalore - 560066

L’Istituto Superiore di Scienze Mediche Sri Sathya Sai, Whitefield, Bangalore, è un ospedale di alta specializzazione con 333 posti letto che offre assistenza medica e chirurgica nei campi delle Scienze Cardiache e Neurologiche. L’ospedale è accreditato presso il National Board of Examinations (Commissione Nazionale di Valutazione) per offrire programmi di specializzazione che portano alla laurea DNB (Diplomate of National Board). L’intero corso è offerto gratuitamente. La proposta, per l’anno accademico 2010, è indirizzata a candidati con requisiti idonei nelle seguenti specialità: Anestesiologia Cardiologia Chirurgia Cardiaca Neurochirurgia Radiodiagnostica L’ammissione si baserà sulle indicazioni della Commissione Nazionale di Valutazione. La data ultima per il ricevimento delle schede di domanda è il 31. 01. 2010. Per maggiori dettagli, visitare il sito web www.sssihms.org.in/wfd – Il Direttore Novembre 2009 - 34


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Obbedite alle Mie Direttive Utilizzate quanto più possibile l’occasione della Mia vicinanza e sforzatevi di seguire velocemente e al meglio le istruzioni che vi do. Obbedire a esse è sufficiente: otterrete un beneficio maggiore di quanto ne avreste dal più rigoroso ascetismo. Mettete in pratica Sathya (Verità), Dharma (Retta Azione), Santhi (Pace) e Prema (Amore), che Mi sono cari. In ogni vostro pensiero, parola e azione, decidete di tenere sempre fede a tali ideali. Ciò vi conferirà il summum bonum della fusione nella Suprema Sostanza della Divinità.

– Baba

Italian edition of Sanathana Sarathi

Eterno Auriga - Novembre 2009  

traduzione italiana del Sanathana Sarathi dell'Organizzazione Sathya Sai Italiana

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