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CONTENUTIFebbraio 2013

EDITORIALE

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Il Paese dei controsensi

REPORTAGE

IL CASO

di Luca Mattiucci

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na Chiesa che elegge con la benedizione dello Spirito Santo il suo nuovo Pontefice dimentica che tra quegli elettori, tutti potenzialmente eleggibili, vi è anche chi si è macchiato di non denunciare il susseguirsi vergognoso di casi di pedofilia, e chi a lungo ha rifiutato una risposta alla famiglia di Emanuela Orlandi. Un partito politico che vince le elezioni senza vincerle sul serio. E lo Stato che da un lato decide la sacrosanta chiusura di quei ghetti che sono gli Opg ma fa poco o nulla per garantire un futuro ai suoi abitanti ormai estranei al mondo (Coppola a pag. 21). Una classe politica che si disinteressa al problema dell’Hiv, non pago del dilagare silente del fenomeno (Falco a pag. 6). E’ il medesimo Paese che elegge Napoli come tappa di partenza del Giro tradizionale e di handbike, peccato sia l’unica città ad avere una “finta pista”. Quello stesso Paese che da un lato grida a gran voce quote rosa e dall’altro conta oltre 100 femminicidi nel 2012. Lo stesso che tratta i rifugiati politici come clandestini, senza saper operare distinzioni (Pollonio a pag. 22). Controsensi, sensi contrari su cui riflettere per poi agire. Presto. Possibilmente passando per una “rivoluzione civile” che sia vera, almeno stavolta e magari lontana da populismi. lmattiucci@comunicareilsociale.com

twitter @lucamattiucci

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LA STORIA SCATTI D’AUTORE

4. QUANDO CON POCO SI PUÒ FARE TANTO di Emiliana Avellino

IL CASO

6. HIV: MIGLIORANO LE CURE, MA RESTANO TROPPI I CASI di Nico Falco

RUBRICA

9. SOCIAL MIX a cura di Alessandro Barba

IL CASO

REPORTAGE

10. BRASILE 2014: EFFETTI COLLATERALI

di Paolo De Martino

13. FAME NERA a cura di Giorgio Mennella

L’ANALISI

21. MONDO PSICHIATRIA, TRA ECCELEENZE E OMBRE DEL SISTEMA di Rosa Coppola

LA STORIA

22. PENNELLO D’AUTORE, MA STATUS DI CLANDESTINO di Mariangela Pollonio

SCATTI D’AUTORE

RUBRICA

26. DIREZIONE SCAMPIA AL DI LÀ DI GOMORRA

di Luca Marconi

28. CSV ASSOVOCE a cura di Diana Errico

30. SOCIAL MIX 32. TEMPO LIBERO

a cura di Francesco Gravetti a cura di Francesco Heigel

IN COPERTINA

E IO? di Michele Catalano

I Qr-code sono un nuovo strumento che ti permettono di approfondire ulteriormente le notizie che trovi nella rivista. Se vuoi conoscere il loro funzionamento collegati su www.comunicareilsociale.com

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SCATTI D’AUTORE di Emiliana Avellino

QUANDO CON POCO SI PUÒ FARE TANTO P

ortachiavi, braccialetti, collanine di perline made in Africa e la cioccolata, offerta dall’azienda italiana wal-cor. Sono questi gli ingredienti del “machakovo”, l’uovo di Pasqua, ideato dall’associazione campana “trame africane”. Ancora pochi giorni per poterlo acquistare e contribuire, con un piccolo gesto, a finanziare il “machaka project”. È dal 2001, ormai, che la onlus, in Kenya, è impegnata nella realizzazione di una serie di progetti: dal dispensario, che fornisce cure mediche; l’asilo per bambini dai due ai cinque anni strappati alla strada; alla scuola di taglio e cucito; il laboratorio di perline per ragazze madri o in necessità e le borse di studio per gli studenti, bravi ma poveri, che possono continuare a frequentare la scuola. «Non facciamo assistenza diffusa – ha spiegato il presidente di “trame africane”, Pasquale Coppola - ma cerchiamo di fornire, attraverso l’istruzione, l’educazione igienico-sanitaria, la formazione professionale, la creazione di opportunità di lavoro e la costruzione di infrastrutture, gli strumenti per rendere autosufficienti le persone che usufruiscono dei nostri interventi». Grazie anche alla collaborazione con partner locali come le “little sisters of st. Therese” e “little sisters of the child Jesus”, attualmente la onlus è impegnata nella ricostruzione di un ospedale, il St. Therese hospital di Kiirua, nella regione del Meru, che fornisce assistenza agli abitanti dei vari villaggi dell’area. Il ricavato delle vendite del “machakovo” andrà, interamente, a finanziare l’ampliamento del centro vaccinazioni e del laboratorio di analisi del nosocomio, che si occuperà della diagnostica, la cura e l’assistenza di tutte le persone colpite da aids e tbc. «Un progetto ambizioso – ha concluso Coppola - che portiamo avanti grazie ad un passaparola che ha del miracoloso. Si è creata una catena della solidarietà alla quale, per fortuna, si aggiungono continuamente nuovi anelli».

in foto - La scuola di Kiirua

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di Nico Falco

HIV:MIGLIORANO LE CURE, MA RESTANO TROPPI I CASI

DOPO IL BOMBARDAMENTO MEDIATICO DEGLI ANNI ‘80 E ‘90, I RIFLETTORI SI SONO SPENTI. A FARNE LE SPESE I SIEROPOSITIVI E LE LORO FAMIGLIE. IN LORO AIUTO ARRIVANO I CAREGIVER DELL’ARCI

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Abbiamo un nuovo caso di trasmissione ogni due giorni. Anche perché è venuto a mancare il lato informativo, non se ne è più parlato come si dovrebbe. Dobbiamo fare tutti mea culpa». E’ laconico e diretto il professor Guglielmo Borgia, responsabile del Centro di Riferimento AIDS della Regione Campania, quando parla dei dati della diffusione del virus dell’Hiv. Dopo il “bombardamento” degli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, infatti, il pericolo Hiv e Aids è gradatamente scomparso dai palinsesti televisivi e difficilmente le campagne informative sono riuscite ad attirare l’attenzione dei grandi media. Mentre la medicina progrediva, sintetizzando nuovi farmaci che al giorno d’oggi permettono ai pazienti sieropositivi di svolgere una vita (quasi) normale, dall’altro lato veniva a mancare l’aspetto informativo, facendo cadere il problema nel dimenticatoio o, addirittura, facendolo apparire come qualcosa di ormai sconfit-

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to. La realtà dei fatti è nettamente diversa. Malgrado le terapie antiretrovirali abbiano fatto passi da gigante portando anche a diversi decenni l’aspettativa di vita del paziente, non esiste ancora una cura

«I “caregiver” sono al centro di un progetto pilota messo in campo dall’Arci Napoli, per sostenere i pazienti»

definitiva e, aspetto peggiore, i dati sulle nuove trasmissioni restano preoccupanti. «Il dato delle nuove infezioni in Campania riferito al 2011, - spiega il professor Borgia, che dirige anche il dipartimento assistenziale di Malattie infettive e medicina legale del Policlinico Federico II di Napoli, - è di 191 nuovi casi, con un’incidenza di 3,3 casi per 100mila abitanti: una infezione ogni due giorni» (dato nazionale: 5,8 nuovi casi di Hiv per 100mila abitanti). «Spesso arrivano da noi, - spiega ancora il professor Borgia, - soggetti identificati come nuove infezioni, ma con uno stato avanzato della malattia. E’ evidente che è più difficile intervenire in quei casi e le terapie non hanno gli stessi effetti riscontrati su persone contagiate da meno tempo. Rientra anche questo nel problema della scarsa informazione». Una volta che si è scoperta la sieropositività, poi, comincia il calvario. La consapevolezza di dover affron-


tare una malattia incurabile, sperando che gli antiretrovirali riescano a garantire una qualità della vita accettabile. Un trauma difficile da superare, che rende il sostegno psicologico una delle basi della cura. Un tale dramma, però, non si ferma alla sfera personale: è un tornado che si abbatte sull’intero nucleo familiare, chiamato a rapportarsi con una esperienza durissima ed una patologia della quale si conosce sempre troppo poco. I “caregiver” sono proprio al centro di un progetto pilota messo in campo dall’Arci Napoli, che intende formare un nucleo di sostegno ai pazienti con questo nuovo approccio alla malattia. «Molto spesso, - afferma il presidente provinciale Mariano Anniciello, - ci sono casi in cui madre e figlio sono infetti; in quei casi i piccoli vengono lasciati troppo soli, non hanno il sostegno di cui avrebbero bisogno. Col nostro progetto intendiamo unire solidarietà e professionalità, sperando di far nascere una rete sociale e soprattutto una grande azione di attenzione che portiamo avanti contro l’Hiv insieme alla Regione Campania».

in foto - Promozione del progetto Caregiver dell’Arci Napoli

Il progetto “Caregiver”, spiega Linda Buffone, psicologa, responsabile dello staff, «è organizzato in vari step. Il primo passo è l’individuazione dei nuclei familiari che saranno al centro degli step successivi, nei quali familiari e amici di persone affette da Hiv verranno seguiti con seminari, gruppi d’ascolto ed incontri individuali, tutte attività svolte in collaborazione con le strutture ospedaliere napoletane e le asso-

ciazioni che da anni si occupano di questa patologia. Abbiamo scelto questo approccio per sostenere chi, pur non avendo esperienze, si trova a doversi occupare a tempo pieno di pazienti molto particolari; è un aiuto per metterlo in condizione di sostenere a sua volta il malato e di rispondere in modo adeguato al progredire della malattia».

I DATI SULLA MODALITÀ DI TRASMISSIONE E LA PERCENTUALE DELLE NUOVE DIAGNOSI DI INFEZIONE

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a principale modalità di trasmissione dei nuovi casi è rappresentata dai rapporti sessuali non protetti, che costituiscono il 78,8% di tutte le segnalazioni; la percentuale riferita ai rapporti eterosessuali sfata un altro falso mito sulla trasmissione, attestandosi al 45,6%, contro il 33,2% attribuito ai rapporti omosessuali tra uomini (MSM). Nel 2011 quasi una persona su tre diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. L’incidenza è di 3,9 nuovi casi HIV per 100.000 italiani residenti e 21,0 nuovi casi HIV per 100.000 stranieri residenti. Tra gli italiani, l’incidenza HIV è più elevata al nord, mentre tra gli stranieri si osserva un’incidenza maggiore al sud. L’età media dei pazienti che hanno scoperto nel 2011 di essere infetti da Hiv, infine, è intorno ai 38 anni (35 in Campania).

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ERRATA CORRIGE:

COMUNICARE IL SOCIALE SI SCUSA CON LA “LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO L’AIDS”

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omunicare il Sociale si scusa con la LILA, Lega Italiana per la lotta contro l’Aids, e con i lettori per avere pubblicato nello scorso numero (Gennaio 2013 Speciale Elezioni) gli scatti relativi ai principali candidati premier omettendo di citare, per un mero errore materiale, che gli stessi sono stati realizzati dall’agenzia “Contrasto” per la campagna “Voteresti per me se avessi l’HIV?”, organizzata, appunto, dalla LILA. La campagna si proponeva l’obiettivo di portare al centro del dibattito politico alcune tematiche fondamentali che sono state pressoché dimenticate da quasi tutti gli schieramenti politici, tra questi il finanziamento al Fondo Globale di lotta all’Aids, Tubercolosi e Malaria ed anche la sottrazione dei diritti delle persone omosessuali. La campagna si strutturava in 8 domande dirette ai leader di coalizione (Pierluigi Bersani, Beppe Grillo, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Oscar Giannino ed Antonio Ingroia) sulla prevenzione ed i diritti dei sieropositivi, accompagnandola da un’iniziativa fotografica. Ciascun politico era, infatti, rappresentato da una scritta che accompagnava il suo volto, in un’immagine simile ai manifesti elettorali “Voteresti per me se fossi sieropositivo?” ed un sottotitolo: “Fermiamo l’Hiv, non le persone con l’Hiv”. La provocazione era diretta contro le le discriminazioni che sin troppo spesso, oltre ad offendere, rendono difficile prevenzione e cura. I quesiti erano centrati su diverse tematiche quali: il costo e la distribuzione dei preservativi, sul femidon difficilmente reperibile nel nostro Paese e molto costoso, sui bandi di reclutamento del Ministero della Difesa che non permettono la partecipazione a soggettivi Hiv positivi, sulla discriminazione nei posti di lavoro, sull’omofobia, sul consumo di sostanze stupefacenti e sulle raccomandazioni delle Agenzie internazionali quali Onu e Commissione Europea che sono state sottoscritte dall’Italia ma mai attuate. Comunicare si scusa per l’imperdonabile errore augurandosi che cosi come tempestivamente ha posto rimedio con la pubblicazione di questa corrige allo stesso modo il nuovo Governo italiano provveda tempestivamente a porre rimedio a cosi evidenti lacune che penalizzano la vita di milioni di cittadini.


SOCIAL MIX DISABILITA’

ECONOMIA SOLIDALE

BNL PRENDE SPUNTO DAL BANGLADESH

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uante volte ci è capitato di ascoltare di progetti nati in Occidente e poi esportati nel “terzo mondo” per migliorare le condizioni di vita dei popoli più poveri? Ma chi potrebbe mai credere che il ciclo possa invertirsi e “gli ultimi” possano insegnare qualcosa ai ricchi del mondo, soprattutto se l’aiuto fosse, appunto, in materia finanziaria? E’ di questi giorni, infatti, la notizia dell’avvio di due nuove filiali del gruppo bancario Bnl Gruppo Bnp Paribas (www.bnl.it), caso unico di una banca “occidentale” che, in collaborazione con PerMicro, apre ad un mercato tanto diverso. La prima a Napoli e la seconda a Bari, obiettivo? Conquistare il settore del microcredito. Info: www.permicro.it

EMERGENZA

IL 118 “RISPONDE” AI SORDI

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hiedere aiuto se sei sordomuto può rivelarsi fatale. Ma come aggirare il problema? Una proposta che è già divenuta consuetudine arriva dalla Centrale Operativa 118 di Ferrara che, grazie alla collaborazione della sezione ENS (Ente nazionale Sordi ndr) cittadina, ha sviluppato una piattaforma di segnalazione alternativa. In caso di bisogno la Centrale prevede la ricezione di un fax al numero 0532/206066 oppure un sms al numero 339/9941118 che mette l’utente in contatto con un’ operatore della sede di Parma. Allo stesso modo l’operatore invierà una risposta con la richiesta di informazioni necessarie utilizzando l’identico canale comunicativo. Sarà cosi possibile in tempo reale individuare il luogo della chiamata, attribuire un codice all’urgenza ed inviare il personale di soccorso necessario.

INTEGRAZIONE

SEI STRANIERO? LA CARTELLA CLINICA PARLA LA TUA LINGUA

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raduttori e medici volontari di ogni nazionalità assieme per tutelare parità di accesso alla salute dei bambini stranieri. Nasce cosi il portale www. translators4children.com, che rientra nel più ampio progetto Umanitario Pediatrico Internazionale, per garantire anche a cittadini non italiani l’utilizzo di cartelle cliniche dei propri paesi di origine per sottoporsi ad interventi chirurgici, abbattendo

così i notevoli costi d’innanzi ai quali ci si trova quando nasce l’esigenza di dover tradurre un referto od una diagnosi. Inoltre, sempre all’interno del portale, è possibile trovare le indicazioni utili per le principali manovre salvavita sia in lingua LIS (Lingua Italiana dei Segni ndr) che in lingua Is ( International Sign ndr) od anche in formato audiolibro in ben 14 lingue europee. di F.T.

UNA POMPA DI BENZINA “DIVERSAMENTE UTILE”

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are rifornimento ad un distributore self-service non sarà più un’impresa impossibile per le persone disabili. Il gestore di un paesino del Trentino Alto Adige, Castelnuovo, ogni qualvolta un auto si accosta ad una delle due pompe recanti il contrassegno internazionale dedicato, provvede infatti ad erogare il carburante al prezzo “self”. Sempre la stessa stazione di servizio, inoltre, è munita di rampe di accesso, toilette attrezzate ed è dotata di un lettore portatile per il pagamento bancomat. Pochi centesimi di risparmio, certo, ma un grande passo verso la civiltà.

PROTEZIONE SOCIALE

SERVIZI ASSENTI, LO STIVALE VIENE BOCCIATO

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ervizi assenti, lo Stivale viene bocciato Maglia nera all’Italia che spende solo 438 euro pro-capite per anno in tema di l’assistenzialismo che nel Bel Paese resta centrato sulla delega alle famiglie e non offre strutture e servizi adeguati per i disabili. Va peggio solo per la Spagna (395 euro pro-capite) mentre guadagna la medaglia d’oro l’Inghilterra (754 euro procapite) che si tiene ben al di sopra della media europea (531 euro pro-capite). A snocciolare i dati è il CENSIS con la ricerca “I bisogni ignorati delle persone con disabilità”, promossa dalla Fondazione Cesare Serono.

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di Paolo De Martino

BRASILE 2014: EFFETTI COLLATERALI

TRASLOCHI FORZATI, CASE DEMOLITE E INTERE ZONE RASE AL SUOLO TUTTO A CAUSA DEL PROSSIMO CAMPIONATO DI CALCIO. JUSTICA GLOBAL DENUNCIA : «150MILA BRASILIANI DEPORTATI PER VIA DEL MONDIALE»

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IO DE JANEIRO. Fervono i lavori per i Mondiali del prossimo anno e già le principali città del Brasile sono pronte a mettere in mostra la loro parte migliore: stadi ristrutturati, nuove costruzioni e parcheggi avveniristici. Ma non solo, il campionato mondiale di calcio del 2014 si tingerà di verde. Lo stadio di Pernambuco a Recife, nel Nord-est del Brasile, ad esempio, avrà infatti un impianto fotovoltaico da un megawatt (i lavori fanno parte del Progetto Strategico di Ricerca e Sviluppo dell’Agenzia nazionale brasiliana dell’energia elettrica Aneel per l’incentivazione del solare ndr).

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“LIMPEZA VISUAL”,OVVERO PULIZIA ETNICA Mentre dal punto di vista tecnico il Brasile punta ad offrire il meglio alle squadre e alle migliaia di spettatori, si sta però consumando una silente tragedia per i ceti più in difficoltà della popolazione, probabilmente a causa di una falla nel sistema organizzativo o, ancor peggio,

«Il principio si chiama “limpeza visual”: la parola d’ordine è eliminare ciò che può dare fastidio allo sguardo dei visitatori»

per via di un modus operandi crudele che non tiene conto dei diritti dei più poveri. Avviene così il trasloco forzato delle famiglie che vivono nelle favelas a ridosso della stadio Maracanà. Attorno all’impianto, ormai, c’è una distesa di case demolite. Il principio si chiama “limpeza visual”: la parola d’ordine è eliminare ciò che può dare fastidio allo sguardo dei visitatori. NUOVE CASE DECENTRATE Ma mentre la Fifa e il governo Brasiliano sono fieri dell’esito degli interventi apportati al mitico campo di calcio, cresce il malcontento, quello della gente sfrattata dalle proprie baracche

in foto - Alcune case nella favela di Metro Mangueira


in foto - Le favelas in fiamme

e dai luoghi d’aggregazione. Il ministro dello Sport Aldo Rebelo assicura: «a tutti viene data una casa nuova». Ma i nuovi insediamenti abitativi sono ad oltre due ore di distanza dalla città di Rio, ribattono in molti. LA DENUNCIA DI “JUSTICA GLOBAL”Ma il dramma maggiore si sta

consumando nella piccola favela di Metro Mangueira, qui migliaia di famiglie se ne stanno andando per far posto ad un mega parcheggio. Nella stessa situazione ci sono altre centinaia di favelas in tutto il Paese. Il caso sta ormai per esplodere ed è stata la Ong “Justica Global” a denunciare che

oltre 150mila sono i brasiliani deportati per via del Mondiale. Ma non sono solo favelas e baraccopoli ad essere rase al suolo. Gli interventi sono previsti al Maracanà, ma anche ad altri centri sportivi e piste d’atletica dove la vista delle favelas con le sue case basse e colorate rappresenta “qualcosa di brutto da vedere”.

VERSO RIO 2014 PER LA XX EDIZIONE DELLA COPPA DEL MONDO DI CALCIO

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l Brasile ospiterà la 20esima edizione delle fasi finali della Coppa del Mondo FIFA nell’estate 2014. Le squadre partecipanti saranno 32, di cui 13 europee. Saranno 12 le città sedi di gare: Belo Horizonte, Brasilia, Cuiaba, Curitiba, Fortaleza, Manuas, Natal, Porto Alegre, Recife, Salvador, San Paolo e Rio de Janeiro, sede della finale in programma nel rinnovato Estádio

Mário Filho, meglio conosciuto come Maracanã. Anche l’edizione del torneo 1950, sempre ospitata dal Brasile, si concluse nello stesso impianto. Tutte e quattro le edizioni della Coppa del Mondo disputatesi in America del Sud - Uruguay 1930, Brasile 1950, Cile 1962 e Argentina 1978, sono state vinte da squadre provenienti dallo stesso continente. fonte uefa.com

in foto - Il progetto del nuovo stadio Maracanà

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Foto di L.C.

FAME NERA


LA MALNUTRIZIONE INFANTILE IN AFRICA OCCIDENTALE COLPISCE IL 30% DEI MINORI DI CINQUE ANNI. IL BENIN È ALLA RICERCA DELLA STRATEGIA PIÙ EFFICIENTE DA SEGUIRE PER GARANTIRE IL GIUSTO APPORTO NUTRITIVO AI SUOI BAMBINI Foto di Luca Caratozzolo


REPORTAGE

UNA RISPOSTA ALLA MALNUTRIZIONE

DA OLTRE 20 ANNI L’IMPEGNO DELLA COOPERAZIONE IN BENIN

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tre chilometri a nord di PortoNovo, la capitale del Benin, si estende il quartiere di Ouando. Singolare lo skyline di questo agglomerato: un mercato di baracche ed edifici bassi sui quali si staglia il grande silos della fabbrica di Ouando. Oltre il muro di cinta donne e uomini lavorano dal 1991 alla produzione di farine iperproteiche essenziali alla lotta IN FOTO - Un uomo consuma un pasto (foto di V.C.) alla malnutrizione in quest’area dell’Africa. appliquèe) è l’agenzia governativa La fabbrica di Ouando fu messa beninese che cerca di garantire la in piedi agli inizi degli anni novan- qualità dell’alimentazione, e sotto ta nell’ambito di un più vasto pro- la sua egida InterVita ed il Gruppo gramma di cooperazione bilaterale Laici Terzo Mondo hanno dato vita tra Italia e Benin. Per anni questa ad un percorso di sviluppo concrestruttura ha rappresentato un mo- to e completo mirato a migliorare dello di risposta concreta ed efficace lo stato nutrizionale dei bambini ai problemi legati all’alimentazione tramite la diffusione su larga scainfantile. Stando al HNP (Health, la di prodotti ora conosciuti come Nutrition and Population) 2010 del- Farine di Ouando. Avendo come la World Bank, un terzo dei bam- target di mercato i bambini dai sei bini, compresi in una fascia che va mesi a cinque anni, la fabbrica ha dai sei mesi ai cinque anni di età, focalizzato la produzione su due timostra i sintomi di malnutrizione. I pologie di farine: Rimalait e Cereso. principali sintomi sono ascrivibili ad Rimalait è un prodotto utilizzato un ritardo della crescita sul quale è per la primissima infanzia ed è una possibile intervenire con appropriati pappa a base di riso, mais e latte. interventi al fine di limitare i dan- Si differenzia dalle normali pappe a ni irreversibili. La DANA (Direction base di riso grazie agli alti valori nude l’alimentation et de la nutrition tritivi. Il Rimalait ha il doppio delle

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proteine rispetto alle pappe utilizzate per alimentare i nascituri (il 14% a fronte del 7% di proteine). Cereso è composto da farina, mais, sorgo e soia e viene utilizzata nel tardo svezzamento, e così come il Rimalait viene sottoposto ad un processo di arricchimento con ferro e micronutrimenti indispensabili alla crescita ed allo sviluppo armonioso del bambino. La DANA è impegnata, sin dal primo periodo postcoloniale, nella rafforzamento delle pratiche di diversificazione alimentare. Tuttavia le condizioni socioeconomiche del paese non rendono estremamente efficaci le azioni della Direzione Alimentare. Ai bambini viene assicurato il giusto apporto di ferro fino ai sei mesi, ovvero fino a che vengono alimentati con latte materno, in età successiva il principale e spesso unico nutrimento è la farina di mais. Essere la testa di ponte in un nuovo settore di mercato ha comportato una serie di problemi alla fabbrica di Ouando. Chiudendo i primi dieci anni di produzione con un bilancio assolutamente positivo la fabbrica ha indicato la strada alle multinazionali della produzione alimentare.


IN FOTO - Due bambini trasportano una cassetta di bibite (foto di V.C.)

Nei primi anni del 2000 la Nestlè ha iniziato a commercializzare in Benin i suoi prodotti per la nutrizione infantile, ottenendo buoni risultati sin da subito. I dirigenti della fabbrica di Ouando denunciano un forte calo nelle vendite e la difficoltà ad effettuare lobbying presso i rivenditori, gli ospedali e le farmacie i quali presumibilmente preferirebbero vendere i prodotti internazionali piuttosto che quelli prodotti direttamente nell’area occidentale dell’Africa. Malgrado la presenza delle farine Rimalait e Cereso in 131 su 189 farmacie del paese, le vendite delle fabbrica di Ouando sono in forte calo. Questo è il motivo che ha spinto il gruppo Laici Terzo Mondo a fornire un nuovo supporto amministrativo e gestionale alla fabbrica. Nell’estate del 2012 alla presenza dei rappresentanti della DANA, del Gruppo

Laici Terzo Mondo e di Intervita sono stati inaugurati i nuovi macchinari per il trattamento delle farine. In questi mesi è in corso un ridimensionamento ed una riorganizzazione della rete di distribuzione di Rimalait

«La DANA è impegnata, sin dal primo periodo postcoloniale, nella rafforzamento delle pratiche di diversificazione alimentare» e Cereso. L’azione congiunta della DANA, LTM e Intervita risulta essere una delle azioni positive intraprese al fine di migliorare la qualità della nutrizione in Benin nel periodo post coloniale. Malgrado la volontà politica di lottare contro la malnutrizione

sono state tanti i buchi nell’acqua del Governo di Porto-Novo, che ha dovuto far i conti con il doppio fardello della qualità della nutrizione e della carenza di alimenti. È evidente come la lotta alla povertà sia strettamente legata alle problematiche relative alla malnutrizione ed in questa direzione la DANA ha riportato alcuni successi sostanziali a partire dagli anni ’70. Tuttavia è necessario inaugurare una strategia di contrasto organica centrando le azioni sulla sicurezza alimentare e nutrizionale. La povertà monetaria riguarda il 37,4% dei nuclei familiari che unita alla carenza di informazione, di coordinamento e di leadership ha contribuito alle condizioni attuali. Il Benin è nel pieno di una sfida su scala globale e, fortunatamente, sta sviluppando la sua infrastruttura socioeconomica.

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IL PASTO

In Benin il nutrimento principale dei bambini in tenera età consiste in una pappa preparata con farina di mais. Un unico alimento che i bambini mangiano sia a casa che a scuola. (foto di L.C.)

LA CAMPAGNA La malnutrizione è un problema legato a doppia mandata alla povertà ed alla cultura alimentare. La DANA è da anni impegnata nella sensibilizzazione delle donne alla corretta alimentazione dei loro figli. (foto di L.C.)


I PRODOTTI Le farine iperproteiche introdotte dalla DANA e da LTM non sono commercializzate nei mercati cittadini, ma esclusivamente nelle farmacie, questo limita la clientela alla classe media. (foto di L.C.)

NUTRIZIONE Alcuni dei sintomi piÚ gravi della malnutrizione ed alla mancanza di proteine sono il ritardo nella crescita, edemi cutanei ed il kwashiorkor, il cosiddetto marasma infantile causa del tipico rigonfiamento dell’addome. (foto di M.C.)


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INSERTO (i.p.) a cura di Walter Medolla testi di Giorgio Mennella foto Valerio Acampora, Luca Caratozzolo, Michele Catalano, Adelaide Di Nunzio


L’ANALISI

MONDO PSICHIATRIA, TRA ECCELLENZE E OMBRE DEL SISTEMA

SITUAZIONE AL COLLASSO NEI CENTRI DI SOSTEGNO DEL CENTRO E SUD ITALIA di Rosa Coppola

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L servizio pubblico di assistenza psichiatrica in Italia stenta a decollare. E per taluni versi si avvia verso una eutanasia annunciata, a tutto vantaggio dei privati. Una deriva provocatoriamente evocata anche da quegli operatori che, stanchi di non sentirsi una priorità per l’Azienda sanitaria distratta sempre da altre problematiche, temono di non poter più assistere, e bene, i pazienti. Un esempio lo sitrova nell’Asl di Salerno, dove tra personale ridotto all’osso, a causa dei turn-over bloccati, e Piani di rilancio messi in stand-by, la psichiatria/salute mentale salernitana sembra una eterna cenerentola. Che dal 2011 attende l’attuazione concreta del decreto 5, ovvero: la determinazione dei criteri, le modalità di accesso e le tariffe per l’erogazione di prestazioni sanitarie a carattere residenziale e semiresidenziale. Ritardi e distrazioni. Come il Piano di rilancio preparato dal Walter Di Munzio, responsabile del Dipartimento di Salute mentale dell’ex Asl Salerno 1, che fornisce una panoramica completa del comparto con relativa ipotesi di finanziamento (600mila euro solo per sua area di pertinenza) inviato al manager Antonio Squillante. Che può anche contare su una bozza di Piano per l’emergenza-urgenza psichiatrica preparata dal suo predecessore. Ebbene: tutto fermo. Il Dg al momento segue sì l’argomento ma assurgendo agli onori della cronaca solo per le ‘liti’

con l’omologa collega dell’Azienda universitaria ‘Ruggi d’Aragona’ Elvira Lenzi su taluni trasferimenti di reparti. Non mancano le eccellenze. Come la Sir, specializzata in psicogeriatria, di Mariconda, a Salerno, che fornisce servizi invidiati dall’intera regione ed è gestita dall’Asl e dalla Cooperativa Gea. Ma non va meglio in altre parti di Italia. A Foggia, come riportano le cronache giornalistiche di questi giorni, il Centro di Salute Mentale della città rischia la chiusura ed è partita una mobilitazione generale per evitarlo. Motivo? Il primario ospedaliero del reparto psichiatrico il primo marzo va in pensione e con lui anche l’innovativo metodo ‘Alla salute’ di cui è direttore scientifico: non vi è, da otto anni, il sostituto medico che affiancava il medico (www.petizionepubblica.it). A Frascati, invece, rischia la chiusura il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale “San Sebastiano”. Il sindaco Stefano Di Tommaso ha spiegato che : «il numero dei posti letto per l’urgenza è meno della metà di quanto previsto dalla Legge, circa 200 posti contro i 500 previsti dagli standard nazionali. Ma la cosa ancora più grave è che nel nostro territorio i posti letto invece di essere 42 sono solo 15. Se tagli devono essere fatti questi non devono assolutamente riguardare la Psichiatria, dove negli ultimi anni si è perso oltre il 30% del personale in servizio».

IL CASO DI SALERNO

Le strutture psichiatriche presenti sull’intero territorio, quelle cioè destinate ai ‘malati acuti’ (non autosufficienti) si trovano a Nocera Inferiore, Cava de’ Tirreni, Angri, Roccadaspide, Torre Orsaia, Sapri, Bastioni (località di Salerno), Mariconda (Salerno), Sant’Arsenio. Il numero di pazienti presente nelle sopracitate strutture specializzate in media è di 20 unità. Si tratta di malati provenienti da ex manicomi. Dati, pazienti (utenti in carico e utenti in genere) 2011(si intende: consulenze, colloqui, terapie, incontri - il Tso ha una statistica a parte): su tutto il territorio salernitano hanno interessato quasi 24mila persone, quasi il 9% della popolazione. Soldi: servirebbero 600mila euro solo per rilanciare psichiatria nella sola area a nord di Salerno.

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di Mariangela Pollonio

PENNELLO D’AUTORE MA STATUS DI CLANDESTINO

ROGER VIVE IN ITALIA DA PIÙ DI 20 ANNI. SCADUTO IL PERMESSO HA VISSUTO DA CLANDESTINO, FINO ALL’OTTENIMENTO, POCHE SETTIMANE FA, DELLA CITTADINANZA PER MOTIVI UMANITARI

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Mi chiamo Roger e faccio il pittore». Si presenta così, Roger Fassou Koropara. Poche parole che nascondono un’esistenza difficile, vissuta pienamente e con dignità, e dove la libertà ha giocato un ruolo importante. È nato nella Guinea francese, da mamma haitiana e papà africano. Mentre si racconta sembra di ascoltare la vita di più persone, tanto che c’è chi sta pensando di farne un film. È un uomo dall’animo gentile e dalla forte personalità, contaminato dal fascino della sua Africa e capace di trasmettere la passione per l’arte che lo accompagna da sempre. Dopo gli studi di arte applicata ed il primo lavoro in patria come illustratore di manuali scolastici per il Ministero di educazione nazionale, a 24 anni si sposta in Algeria e frequenta i corsi dell’Ecole Superieure des Beaux Arts. «Durante gli studi mi sono fidanzato – ricorda Roger - ma dopo cinque anni, poco prima che terminassi l’Accademia, ci siamo dovuti lasciare. I suoi genitori non volevano che ci sposassimo, perché io sono cattolico e loro musulmani». Con tranquilla rassegnazione parla di un amore per cui avrebbe

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dovuto convertirsi all’Islam, ma lui non voleva rinnegare la sua religione, ed è andato avanti. Era il 1990. Si laurea e il momento coincide con la guerra tra governo algerino e fondamentalisti islamici. «È stato un conflitto che ha causato molte vittime innocenti anche tra bambini e giovani donne: se queste indossavano una minigonna le veniva buttato sulle gambe dell’acido. Abitavo in periferia e quando andavo in città vedevo ovunque cadaveri per terra. Mi stavo amma-

lando di depressione. E così sono scappato». Lascia l’Algeria e si trasferisce prima in Svizzera, poi in Italia. Dapprima lavora a Firenze facendo ritratti sotto Ponte vecchio. In seguito, poi Roma e la provincia di Caserta, dove, a Villa Literno, lavora come bracciante. «Sapevo che lì avrei trovato altri immigrati. Non avevo mai lavorato in campagna. Però, ho pensato, proviamo quest’esperienza. Abitavamo in una scuderia abbandonata, dove in foto - Roger Fassou Koropara


prima si allevavano i cavalli. La notte i ratti ti saltavano addosso. Un giorno mi son detto, sono in Europa o in Africa? Sembrava un incubo. Ma anche quella era vita». Sorride, ed è disarmante la serenità con cui condivide la narrazione di tali vicende. «Qualche tempo dopo un “caporale” cercava operai per lavorare nei campi a Cerignola, nel foggiano. Sono partito con altri tre e al mio arrivo ho visto una grande distesa di pomodori». Quel giorno sarebbe cominciato il suo viaggio infinito verso la Puglia, dove si è trasferito più di venti anni fa e dove vive tuttora. «C’erano senegalesi, nigeriani, ivoriani. Dovevamo raccogliere i pomodori e sistemarli nelle cassette. Si lavorava tutto il giorno per 3 mila lire a cassetta. Più producevi più guadagnavi. Ma io non ce la facevo. La sera al rientro tra noi immigrati c’era chi riscaldava l’acqua e chi faceva i massaggi, ma a pagamento.

Dopo dodici giorni sono andato via». È approdato ad Adelfia, vicino Bari, dove ha vissuto per tanto tempo lavorando in un autolavaggio e collaborando a laboratori creativi per bambini e ragazzi. All’inizio dormiva con nove persone in due stanze piccole. «C’era un bagno e la mattina dovevi svegliarti alle 5 se volevi lavarti con l’acqua calda, altrimenti non ti lavavi. Per fortuna, un giorno nel bar del paese mi chiesero se volevo lavorare. Poche ore dopo ero su un bus che mi portava a Valenzano,

«Dipingevo la sera quando tornavo da lavoro. Usavo dodici candele, perché a casa non avevo la luce»

una località vicina dove avrei lavato le auto. Guadagnavo 800 mila lire al mese e questo mi ha permesso di cambiare casa. In quel periodo, quando mi fermavo al bar disegnavo ritratti che regalavo alla gente. Il proprietario mi convinse a partecipare al concorso di pittura organizzato per la festa del santo patrono. Dipingevo la sera quando tornavo da lavoro. Usavo dodici candele, perché a casa non avevo la luce. Vinsi il primo premio e in paese cominciarono a richiedere i miei quadri. Ma un pensiero, continuo, mi preoccupava: non avevo il permesso di soggiorno e non potevo chiedere il contratto utile al ottenerlo, altrimenti avrei perso il lavoro». Cambia di nuovo occupazione. Dal ’93 al ’95 farà il barista. I suoi datori gli promettono che avrebbero fatto di tutto per regolarizzarlo, ma alla fine si tirano indietro. Roger è costretto a rivolgersi su consiglio

in foto - Roger Fassou Koropara

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di un amico alla Cgil. Grazie ad un legale del sindacato vince la causa, ottiene il permesso per quattro anni e il risarcimento di 5 milioni di lire. «Ero più tranquillo. Ripresi a creare. Potevo comprare tele, colori, e pagare l’affitto. Conobbi allora la signora Annamaria, che cercava artisti per allestire mostre in tutt’Italia. Era un periodo molto dinamico. Davo il mio contributo artistico alle feste dell’Unità e nei centri sociali. Poi mi ammalai». Comincia a usare l’acrilico al posto dell’olio, perché per via di sostanze nocive sprigionate dai diluenti gli riscontrano un’ulcera duodenale. Intorno all’arte ruota la sua vera essenza, oltre alle sue relazioni più intime. Incontra presto quelli che diverranno i suoi amici più cari, Toni ed

l’associazione Adunanze a svariati eventi, come Porta Mediterranea e Artitria, tutti patrocinati dalla Regione. Presenzia a mostre itineranti e personali. La sua creatività si può finalmente esprimere su vari canali, ma con lo spettro del permesso scaduto. Sarà un artista presente, anche sui manifesti ufficiali, ma mai dichiarato. Ha battuto diverse zone della Puglia da nord a sud, dalla Capitanata al Salento, dove per sei mesi è stato ospitato a Galatina. Sono tanti e nessuno i momenti negativi che ricorda, a parte le notti passate in un vecchio casale isolato di Castelluccio senza luce né acqua, sostenuto dall’idea che al risveglio avrebbe incontrato attori, artisti di strada e clown. La sua filosofia è «creare una sfera per-

Angela, grazie a cui partecipa con

sonale di rapporti da coltivare nel

in foto - Alcune opere di Roger Fassou Koropara

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tempo per sentirsi bene, perché se ci si chiude, si soffre». Oggi vive ad Ostuni dove il suo più caro amico è un frate, Ettore. Tra le tante, positive, testimonianze allegate per la richiesta di cittadinanza, ottenuta di recente, e per motivi umanitari, c’è anche quella dei frati della Città Bianca. Sottolineano la sua naturale predisposizione ad aiutare la gente, prospettandogli la possibilità di diventare un mediatore culturale. I suoi occhi si rattristano solo quando parla della famiglia d’origine. Ha 13 fratelli. Suo padre, insegnante di biologia, si è sposato tre volte. È morto poco prima che suo figlio partisse per l’Europa. Ha perso la mamma a soli 8 mesi, ma lo ha scoperto all’età di 11 anni. Ha altre due sorelle nate dalla prima mamma, una è ematologa, l’altra insegnante. Ma resta profondamente legato a sua sorella gemella Helene, con cui ha mantenuto un rapporto epistolare e telefonico. Non la sente da sette mesi e prova ansia al pensiero che sia morta, tanto da preferire che si trovi in un manicomio. Non può tornare in Guinea. Teme di essere torturato. «Nonostante siano passati tanti anni resto un sovversivo e loro non dimenticano».


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SCATTI D’AUTORE

DIREZIONE SCAMPIA, AL DI LÀ DI GOMORRA

I

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di Luca Marconi

n “Direzione Scampia” ma al di là di Gomorra, o meglio “Al di la della neve”, della più grande piazza di spaccio d’Europa, c’è una biblioteca popolare creata con l’aiuto di migliaia di ragazzi della sedicente Padania, su iniziativa di un gruppo di giovanissimi della periferia Nord di Napoli, a cominciare dal brillante Rosario Esposito La Rossa che, con la compagna Maddalena, ha deciso di restare a vita nel quartiere anche se, a vent’anni, è già scrittore di successo. Rosario è l’autore di “Al di la della neve”, un romanzo che fa rabbrividire gli stessi lettori di Saviano (nel solco dell’antesignano delle storie di Gomorra, Antonio Pascale) pubblicato da un editore “illuminato”, il posillipino Tommaso Marotta, che si è trasferito a Parigi (sogno inseguito da una vita) lasciando la casa editrice di famiglia, la Marotta&Cafiero, a Viale della Resistenza, nelle mani di questi ragazzi che hanno tanta voglia di fare. Una scuola di teatro, scrittura e lettura c’era già ad opera di Vo.Di.Sca (Voci di Scampia) che acquisendo la Marotta&Cafiero si è fatta subito notare stampando i «pizzini della legalità». Ma c’è anche l’impegno quotidiano al Centro Sportivo Arci Scampia con 60 bambini di 7 anni (il colpo d’occhio sui meravigliosi campetti lascia sbalorditi) al quale Rosario ha dedicato il terzo libro, imperniato sul mitico allenatore di strada Antonio Piccolo, “Sotto le ali dell’Airone”. Si pubblica con un sistema di “produzione dal basso” che coinvolge centinaia di “coeditori” da Palermo a Trento, licenza Creative Commons. Oggi la casa editrice paga web-master e altri ragazzi in percentuale sulle vendite. Nel 2011 sono oltre tremila i libri raccolti in una sola settimana per la nascente biblioteca popolare intitolata ad Antonio Landieri, vittima innocente di camorra e cugino di Rosario, e curiosamente dai Comuni-feudo della Lega arrivano i contributi maggiori: centri giovanili, associazioni, biblioteche ma soprattutto dai punti di raccolta organizzati nelle piazze di Cuneo, Biella e Vercelli. In ultimo, con Libera ad Udine, Vodisca ha raccolto, a novembre scorso, 2.600 libri, questa volta facendo spettacolo: in piazza Lionello con l’iniziativa “Direzione Scampia” patrocinata dal Comune nel corso del 41esimo palio teatrale studentesco, i libri raccolti sono stati disposti in terra su una enorme, simbolica freccia orientata verso il quartiere di centomila abitanti alla periferia Nord di Napoli: che abbia una biblioteca, dunque.


LE ATTIVITA’ DEL CSV ASSOVOCE PER IL 2013 - RETI DI VOLONTARIATO CONTRO LA CRISI I

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l Centro Servizi al Volontariato della provincia di Caserta “Asso.Vo.Ce.” ha sempre sostenuto con forza l’idea che il volontariato fosse un attore “competente” rispetto al contesto sociale in cui opera, ed ha orientato da subito la propria azione alla crescita della cultura della solidarietà, alla promozione del Volontariato, alla consulenza e all’assistenza qualificata a volontari ed associazioni. Al momento di stilare la propria programmazione, il CSV mira a definire di anno per anno degli assi prioritari davvero rispondenti alle reali esigenze del territorio attraverso un percorso di “progettazione partecipata”, aperto a tutte le associazioni del territorio. Nascono da un’attenta analisi dei bisogni del territorio, ad esempio, i bandi di Microprogettazione Sociale, di prossima pubblicazione: il CSV ha infatti stabilito di finanziare attività particolarmente necessarie sul nostro territorio, quali: azioni di prevenzione e contrasto delle diverse forme di disagio ed esclusione sociale di soggetti svantaggiati, progetti di crescita culturale sull’uso, tutela, conservazione e sostenibilità dei beni comuni, attività di promozione e tutela della salute, percorsi di cittadinanza attiva e di difesa della legalità. Non si può prescindere, tuttavia, da una riflessione sulla crisi attuale, e su come il volontariato possa “fare la differenza”. Alla luce dei momenti di confronto della seconda metà del 2012 – tre focus group territoriali nel mese di Novembre, il Meeting della Solidarietà realizzato ad Aversa il 30 Novembre ed il 1 Dicembre scorsi, vari incontri consultivi presso la sede di Asso. Vo.Ce. – si è confermato l’impegno ad una riflessione su “Volontariato e Percorsi di Economia Sociale”, così come già previsto nella programmazione 2012, e ad un approfondimento per l’anno in corso sul

tema dei “Beni Comuni”. E’ molto avvertita la necessità di promuovere percorsi virtuosi di recupero del bene comune e di creare opportunità di crescita per i soggetti a rischio di esclusione: il volontariato può tuttavia attuare tali processi solo entro certi limiti, in quanto, ai sensi della legge quadro 266/91, può assumere soltanto “servizi leggeri” o, al massimo, avviare la sperimentazione di “servizi pesanti”. L’obiettivo che il CSV si pone è quindi quello di supportare – pur mantenendo ben chiare le pertinenze specifiche – le attività già “socialmente valorizzabili” che le associazioni mettono in campo (per esempio l’utilizzo delle energie alternative, progetti di’agricoltura biologica …) e di fornire elementi attraverso i quali le organizzazioni sul territorio possano concretizzare con altre realtà del no profit e delle istituzioni reti di sostegno e di sviluppo. Nasce in quest’ottica il corso di formazione “Metodi e pratiche per l’attuazione di percorsi di

in foto

La cucina della NCO


i. p. economia sociale”, in via di svolgimento. Sarà diffusa a giorni, invece, la Campagna di Comunicazione “Percorsi di Economia Sociale”: la provincia di Caserta sarà tappezzata di manifesti 6 x 3 che racconteranno le “storie” del volontariato impegnato in percorsi di Economia Sociale. La campagna, che sarà ripresa anche sui maggiori siti di informazione locali, sarà frutto di un progetto realizzato in collaborazione con l’Istituto Professionale “Enrico Mattei” di Caserta: sono infatti gli studenti dell’istituto, guidati dai loro

di Gennaro Castaldi L’INIZIATIVA

ASSOVOCE CASERTA SCEGLIE DI INFORMARE

E

docenti e già coinvolti nei momenti formativi citati, a curare la parte grafica della campagna, con il logo “Agenzia Mattei”. Si conferma, infine, l’appuntamento annuale con il Meeting della Solidarietà, realizzato nell’ambito del Festival dell’Impegno Civile del Coordinamento di Libera Caserta e del Comitato Don Peppe Diana: location di quest’anno sarà la Reggia di Carditello e l’adiacente fabbrica di calcestruzzo confiscata alla camorra. Rispetto ai beni confiscati si segnala infine il protocollo di intesa che il Coordinamento Libera, il Comitato don Peppe Diana ed Asso.Vo.Ce. hanno firmato il 1 Dicembre scorso: tale protocollo creerà, tra l’altro, le premesse per un più rapido accesso ai beni confiscati alla camorra da parte delle organizzazioni di volontariato casertane. Per ulteriori informazioni: www.csvassovoce.it a cura di Diana Errico

’ da tempo che le associazioni, il Direttivo e l’Assemblea del CSV della provincia di Caserta “Asso.Vo.Ce.” avvertivano l’esigenza di informare una platea sempre più ampia del lavoro che il CSV e le Organizzazioni di Volontariato svolgono sul territorio. E quale migliore occasione se non quella di entrare a far parte del progetto d’informazione che già da tempo vede coinvolti il CSV Napoli ed anche il CSV di Avellino? Grazie, infatti, alla platea che “Comunicare il Sociale” intercetta in collaborazione con Corriere è possibile raggiungere molti cittadini della Campania e del meridione, garantendo maggiore visibilità alle azioni che il volontariato e i CSV svolgono. Presentiamo quindi le principali attività che caratterizzeranno l’azione di Asso.Vo.Ce. nei prossimi mesi: un’ ulteriore allargamento della base associativa, corsi di formazione su temi quali l’Economia Sociale, i Beni Confiscati, la tutela dell’ambiente, momenti di aggiornamento per i dirigenti del Centro, la pubblicazione del Bando di Microprogettazione Sociale, e l’Assemblea Elettiva del rinnovo degli organi sociali del 7 giugno 2013. Il Presidente del CSV Asso.Vo.Ce.

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a cura di Francesco Gravetti L’INCONTRO LO SPETTACOLO

“LA SALETTE”: INSIEME A TEATRO PER AIUTARE LA PARROCCHIA

S

i chiama “Ce penza mammà” la commedia in due atti che sarà messa in scena il 5, 6 e 7 aprile presso il teatro “Il Piccolo” di Napoli. L’allestimento è stato curato dalla compagnia teatrale “La Salette”, che sta raccogliendo fondi per la Parrocchia Madonna de La Salette” al Rione

Traiano. La commedia brillante è tra le migliori scritte da Gaetano Di Maio, nella sua lunga carriera di autore e commediografo. Rappresentata a Napoli, al teatro Sannazzaro rimase in cartellone per tre mesi riscuotendo sia dal pubblico che dalla critica ottimi consensi. La trama di questa esilarante commedia è veramente particolare: una mamma muore in giovanissima età e lascia quattro figli, i quali per volere della stessa vivono tutti nella casa materna, da lei lasciata in proprietà. Anche morta lei è presente in casa continuando a dare ai propri figli: direttive, consigli, e addirittura ordini, insomma la fa da padrona. Tutto ciò provoca piccoli litigi e disagi in famiglia, ma anche momenti di grande divertimento. In questo lavoro teatrale ci sono tutti gli ingredienti della vera commedia tradizionale nel senso più nobile della parola. Si alternano momenti grotteschi, comici, talvolta commoventi. L’impegno della compagnia di rione Traiano è stato notevole durante le prove: ora c’è grande attesa per lo spettacolo di aprile.

di M.D.

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VOLONTARIATO: ESPERIENZE E BUONE PRASSI PER UN FUTURO SOSTENIBILE S

i chiama “Reti solidali: esperienze e buone prassi verso un futuro sostenibile” l’iniziativa organizzata da Fondazione con il Sud, Csvnet, Csv Napoli e tutti i Csv della Campania. L’incontro si terrà a Napoli il 4 aprile alle 16, presso la sala Ginestra dell’Holiday Inn (Centro Direzionale Isola E6). Si discuterà dei programmi del bando reti 2010 e delle nuove opportunità previste per le associazioni per il futuro prossimo. Per l’occasione, interverranno Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud, Stefano Tabò, presidente di Csv net e Gennaro Castaldi, del coordinamento dei Csv della Campania. Borgomeo parlerà del bando Volontariato 2012 – 2013: sarà l’occasione per presentare il bando con le sue principali caratteristiche. Stefano Tabò, invece, interverrà sul ruolo dei Csv per la promozione e lo sviluppo delle reti nelle regioni meridionali. Gennaro Castaldi, invece, parlerà della rete tra Csv e il territorio. Per saperne di più www.csvnapoli.it di F.G.

MUSICA E DIRITTI

“UNA CANZONE DI PACE”, TREDICESIMA EDIZIONE L ’Associazione Scuola di Pace promuove la 13° edizione della Rassegna Musicale “Una canzone di Pace” il cui tema sarà “giustizia sociale e giustizia ecologica”. Possono partecipare gruppi musicali o singoli musicisti presentando un pezzo originale, per musica e testo, sulla pace e la non violenza, la libertà, la solidarietà, i diritti umani. La scadenza per presentare il proprio lavoro è fissata al 15 aprile mentre la manifestazione conclusiva con la premiazione dei vincitori si terrà sabato 18 maggio al Teatro Totò. Per info: www.scuoladipacenapoli.it


SOCIAL MIX NAPOLI

MINORI

AFFIDO FAMILIARE: ARRIVA IL PERCORSO FORMATIVO

N

ell’ambito del progetto CBF (Centro per la tutela del Bambino e della Famiglia in crisi), realizzato con il contributo della Fondazione con il Sud, l’AIS Seguimi, ha avviato il percorso formativo dal titolo “l’affido familiare, una scelta d’amore per un bambino e la sua famiglia ”. Il percorso è diretto a coppie, famiglie e single interessati a conoscere più da vicino il meraviglioso mondo dell’affido familiare. Il percorso formativo si propone di diffondere una maggiore conoscenza dell’affido familiare come pratica di tutela

per i bambini i cui genitori vivono momenti di difficoltà. Il percorso si articola in 4 appuntamenti: i primi due ci sono stati a marzo, il prossimo è previsto per giovedì 4 aprile mentre l’ultimo si terrà l’11 aprile. Gli incontri si tengono a Portici, al corso Garibaldi, 265/A dalle 19,30 alle 21,30. Gli interventi saranno curati da Dino Sbreglia, sociologo coordinatore AIS Seguimi, Elisabetta Riccardi e Patrizia Palumbo, psicologhe e psicoterapeute. Per ulteriori informazioni nviare una mail a cbf@aisseguimi.org

RECUPERO SOCIALE

CONCORSO SOCIAL FOCUS PER LA LEGALITÀ

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adio Siani, ABN - Consorzio Cooperative Sociali e Movimenti per la Fotografia indicono un contest fotografico dal titolo Social Focus sul tema del recupero sociale e la cultura della legalità. I lavori sono stati pubblicati sui social network specificati nel regolamento, attraverso i quali sarà possibile votare fino al 15 aprile 2013. di W.M. Il regolamento è consultabile dal sito www.radiosiani.com

L’INIZIATIVA

NASCONO GLI ALZHEIMER CAFÉ L

’Aima campana, in collaborazione con i religiosi camilliani e con l’apporto di esperti del settore, organizza sul territorio di San Giorgio a Cremano e nella provincia di Avellino una serie di Alzheimer Café, quale luoghi d’incontro per sensibilizzare istituzioni ed opinione pubblica sulle numerose e complesse problematiche della malattia e della sua gestione. Si tratta di luoghi di aggregazione e condivisione per avere informazioni, confrontarsi, condividere esperienze ed emozioni, ed in gruppo scambiarsi una forma di mutuo aiuto… tra la visione di un film, un caffè, un pasticcino e molto altro. Gli incontri sono promossi nell’ambito del progetto regionale “Caregiver - sostegno alla famiglia”. Gli appuntamenti si terranno presso l’Istituto San Camillo Via Figliola, 1 a San Giorgio a Cremano dalle ore 16 alle ore 19. Il calendario prevede incontri il 9 aprile, il 23, il 7 maggio e il 21 maggio. Per ulteriori informazioni collegarsi al sito www.aimanapoli.it di D.D.

ARCHEOLOGIA E VOLONTARIATO CON TERRAMARE 3000

P

roseguiranno fino al 18 maggio i seminari organizzati dal gruppo archeologico “Terramare 3000” di Poggiomarino nell’ambito delle iniziative per la valorizzazione del sito protostorico della Longola, rinvenuto sulle sponde del fiume Sarno nel 2000. Il 6 aprile, dalle 16 alle 21, presso la sala consiliare del Comune di Striano si parlerà di “Popoli e culture a confronto”. Il 19 aprile al palazzo Formosa di San Valentino Torio si discuterà di “Volontariato e dinamiche sociali”. Il 3 maggio, ancora a Striano, si discuterà della valle del Sarno e, infine il 18 maggio si torna a San Valentino Torio per confrontare le lingue del passato con quelle attuali. Per informazioni consultare il sito www.terramare3000.it

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TEMPO LIBERO

L’ESPERTO RISPONDE

IL LIBRO

IL CONDIZIONATORE? NON PUÒ ESSERE “AGEVOLATO”

DA NAPOLI ARRIVA L’INVESTIGATRICE NON-VEDENTE B

lanca Occhiuzzi è una nonvedente e a furia di non vedere il mondo ha imparato ad ascoltarlo. Inflessioni, pause, sfumature e tremolii della voce degli interlocutori per lei non hanno segreti. Un linguaggio dietro il linguaggio che scruta attento oltre le forme, vantaggio unico in un mondo che si limita ad osservare gesti ed ascoltare parole. In “Tre, numero imperfetto” ci si accompagna, cosi, tra i vicoli di Pozzuoli al seguito del Commissario Martusciello e dell’ispettore Liguori, gli altri due protagonisti, a caccia del killer di un cantante che sembra essere avvolto da un alone di tenebra. Il libro si legge con piacere se si tralascia un ritmo che a volte stenta a riprendere velocità e la conclusione arriva senza averne fatto comunicazione al lettore. Resta il fatto che la protagonista, trattegiata a dovere dall’autrice, restituisce spaccati di vita in cui difficilmente ci s’imbatte in una realtà “vista”. di A.B.

“TRE, NUMERO IMPERFETTO” Autore: Patrizia Rinaldi Edito da: E/O Prezzo: € 16,00

Direttore responsabile Luca Mattiucci in redazione Walter Medolla Francesco Gravetti distribuito in allegato gratuito al numero 13 di del 29/03/2013 Direttore responsabile Ferruccio De Bortoli

Salve, sarei interessato a sapere se per l’acquisto di impianti di condizionamento, sui quali si paga l’imposta di valore aggiunto, sia possibile ricevere l’agevolazione fiscale laddove l’acquirente sia in possesso dei requisiti della Legge 104 per portatori di handicap al 100%. Sarei interessato perchè avendo un familiare con problemi respiratori costretto a letto sarebbe per lui estremamente utile in vista dell’estate, ma sino ad oggi non sono riuscito ad avere risposte. Grazie. A.F. (Potenza) Gentile lettore purtroppo sul tema l’Agenzia delle Entrate si è già pronunciata con la risoluzione n°57 del 3 maggio 2005 in riferimento ad “Agevolazioni fiscali previste dal d.l. 669/96 per l’acquisto di sussidi informatici volti a favorire l’autonomia e l’autosufficienza delle persone con disabilità”. Nello specifico l’Agenzia indicava che l’eventguale installazione di strumenti volti al controllo ambientale non corrisponde ad alcuna delle finalità necessarie dettagliate dall’art. 3 della legge 104 nonostante i suddetti mezzi potrebbero rappresentare un miglioramento del benessere psichico e fisico del disabile. di Francesco Heigel

Finito di stampare presso i laboratori Boccia s.p.a. di Salerno Chiuso in redazione il 22/03/2013 Copie stampate 52.000 Graphic-lab: elativgroup.it

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