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26 Febbraio 2014

Progetto di Tesi Laurea in Cultura e Progettazione della Moda Firenze

Sara Cencetti

Ri-Vista


La stilista Come hai scoperto la passione per il disegno e la creazione di abiti?

“Same time, next year”, che è stato messo in scena dal regista Hanspeter Horner a Novembre del 2013. Dato che la sceneggiatura prevedeva sei scene diverse ambientate in sei periodi diversi (dagli anni ‘50 fino agli anni ‘70) ho ideato questo costume per una scena ambientata nel ‘61, rendendo visibile la moda del periodo ed evidenziando fortemente la tendenza degli abiti corti a trapezio e dei colori accesi degli anni ‘60.

Ho scoperto la passione per il disegno e la creazione attraverso il mio grande interesse per il teatro. Iniziando come cameriera proprio a teatro e facendo diversi corsi di improvvisazione ho scoperto un grande amore. In questo modo ho scoperto anche il mondo affascinante dei costumi. Il mio interesse si rivolge, dunque, sia alla ideazione di costumi di va- Da cosa prendi ispirario tipo, come anche alla zione per i tuoi lavori? loro realizzazione. Per i miei lavori prendo Perchè hai scelto gli anni ’60 ispirazione da diverse cose. come tema per il tuo abito? Spesso mi faccio ispirare dalla storia del costume, leggo libri e riviste storiche Ho ideato questo abito du- o guardo film storici. Inolrante il mio tirocinio post- tre, prendo ispirazione da laurea al teatro di Bruni- ciò che mi circonda, dalla co. L’ho realizzato per un natura, dalll’ambiente nel “pezzo” teatrale dal titolo

quale mi trovo, da viaggi e da racconti. Tutto ciò dipende dal tipo di sceneggiatura e da ciò che vuole esprimere il regista.

Vorresti che questa passione diventasse il tuo mestiere? C’è un campo in particolare che preferisci? Si!!!! Vorrei tanto che questa passione diventasse il mio mestiere. Il campo che preferisco è sicuramente il teatro. Inoltre, mi piacere anche addentrarmi nel fantastico modo dei film.

Qual’è il tuo motto? “You can’t use up your creativity. The more you use, the more you have.”

Model: Elisa Styling: Katia Make-up/hair: Caterina, Elisa, Katia Photography assistant: Caterina, Katia

Firenze, 16/02/2014 Katia Bottegal


La stilista Come hai scoperto la davvero ben pensate. passione per il disegno e la creazione di abiti? Da cosa prendi ispirazione per i tuoi lavori? Sin da piccolina ho sempre avuto la passione per il disegno di personaggi e dei loro abiti. Inoltre, insieme a mia madre mi divertivo a progettare vestiti da far indossare alle mie barbies preferite, soprattutto abiti da sera.

Per i miei lavori, spesso e volentieri, prendo ispirazione dal mondo del cinema. Sono fortemente attratta dai costumi ideati e creati per questo tipo di rappresentazione. Per creare quest’abito mi sono ispirata alle forme e Perchè hai scelto gli anni ai colori del costume che personaggio di Leeloo ’60 come tema per il tuo ilindossa nel film “Quinto abito? elemento”, modificandoli Ho scelto gli anni ’60 per- e reinterpretandoli seconchè mi hanno sempre af- do lo stile anni ‘60. fascinato le forme e i colori che caratterizzano gli Vorresti che questa pasabiti di questo periodo: in sione diventasse il tuo meparticolare mi sono sem- stiere? C’è un campo in pre piaciuti gli accostamenti cromatici intensi. particolare che preferisci? Le stesse trame e textures mi sono sempre rimaste Certamente vorrei che impresse: le trovo geniali e questa passione diventasse

Model: Elisa Styling: Elisa Make-up/hair: Caterina, Elisa, Katia Photography assistant: Caterina, Katia

il mio mestiere: è diventato un mio desiderio da quando ho scoperto il mestiere del costumista. Nello specifico, mi piacerebbe molto lavorare nel settore cinematografico, quello da cui traggo maggior ispirazione e divertimento. Spero, un giorno, di poter affiancare i più importanti e noti registi.

Qual’è il tuo motto? Il motto di mio nonno è “non sono perfetto, ho un neo qui”: io me ne avvalgo per quanto riguarda la mia passione e per quello che spero sarà il mio futuro lavoro. Firenze, 11/02/2014 Elisa Coppola


Avanguardia


«Il tema che ho scelto per questa collezione è “Il muro”: guardandomi attorno e facendo una mia personale ricerca, ho trovato la mia fonte d’ispirazione nei mattoni, nelle mattonelle e in tutto ciò che vi è di simile. In questo abito la trama “a piastrella” viene simulata per mezzo di una tecnica di manipolazione nuova del tessuto. La linea dell’abito è semplice e chiara: rappresenta la mia personale concezione estetica, essenziale e genuina». Katia Bottegal

Model: Matilde Styling: Katia Make-up/hair: Sara (me medesima)


«Ho ricavato quest’abito da un modello da sera dell’ultimo periodo degli anni ‘50: da subito, mi ha affascinato l’idea che questo capo avesse, in un certo senso, “già vissuto”. Dell’abito originale mi piaceva molto l’idea della schiena nuda (sulla parte posteriore vi era una scollatura contenuta) a contrasto con il collo montante (presentava un colletto “alla Peter Pan”); inotre, ne adoravo il tessuto. Così, ho iniziato a tagliare tessuto color avorio molto ricercato e a pensare a come inserire dettagli bordeaux, che creavano un ottimo contrasto con il capo.u Elisa Coppola


Model: Elisa Styling: Elisa Make-up/hair: Sara


Una borsa, uno zaino, tanta musica a portata di “cappuccio”. E’ solo uno, tutto insieme.


Model: Viviana Styling: Viviana Make-up/hair: Sara


Come hai scoperto la passione per il disegno e la creazione di abiti? Fin da bambina ho sempre avuto la passione per il disegno: ho capito subito che l’arte in generale era la mia strada. Ho intrapreso, quindi, una formazione artistica, per poi, un giorno, scoprire che il mio sogno riguardava anche il mondo creativo della moda.

Perchè hai scelto di realizzare un capo simile (tecnologico e versatile)? Ho scelto di realizzare una borsa del genere perché sono una persona attenta ai bisogni della donna di oggi, me compresa. In particolare, mi sono focalizzata sulla creazione di accessori: così utili e, talvolta, scomodi, allo stesso tempo. Solitamente, da cosa

prendi ispirazione per i tuoi lavori? Dal mondo esterno: bisogna sempre guardarsi attorno.

Vorresti che questa passione diventasse il tuo mestiere? C’è un campo in particolare che preferisci? Certamente vorrei continuare su questa strada: mi piacerebbe, in particolare, arrivare ad ideare e seguire i vari processi che riguardano la creazione degli accessori. Inoltre, di recente, ho realizzato che mi piacerebbe molto approfondire anche il mondo del design.

Qual’è il tuo motto? “You get what you give”: è la mia filosofia di vita e, secondo me, vale come principio per ogni cosa, per ogni momento e per ogni modo di agire. Penso che valga anche in senso lavorativo: alla fine, ciò che otteniamo è direttamente proporzionale a quanto abbiamo “dato” in partenza. Firenze, 20/02/2014 Viviana Bugliani


il corpo definisce l’abito


Abito lungo con drappeggio in tessuto a rete color vinaccia e maxi treccia multi-tessile applicabile. Realizzazione di Viviana Bugliani


Model: Viviana Styling: Viviana Make-up/hair: Sara


Maxi gilet lungo “stile Yamamoto” in velluto “tappezzeria” e spilla creata con materiali di recupero; Borsa a sfera in bamboo e cartapesta. Realizzazione di Viviana Bugliani


Model: Marta Styling: Viviana Make-up/hair: Sara


Si ringraziano per la collaborazione: Caterina Ilari, ELisa Coppola, Katia Bottegal, Marta Micheli, Matilde Tornaghi e Viviana Bugliani.

Fotografia Post-Produzione Grafica Impaginazione:

Sara Cencetti


RI-VISTA DI MODA / SPRING 2014 #1  

Ri-vista Magazine / Vol 1 Spring 2014 - Fashion Talents, Artists, Fashion Photography

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