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PRODOTTO DA LONELY PLANET PER

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SARDEGNA 20 ESPERIENZE INDIMENTICABILI


SARDEGNA 20 ESPERIENZE INDIMENTICABILI

2. Gola Su Gorroppu Come si può descrivere un posto magico, magnetico, spettacolare e imponente come questo? Ci proviamo così: una gola fiancheggiata da pareti calcaree alte fino a 400 metri sulle quali si può arrampicare, e disseminata di macigni e cumuli di pietre lungo i quali si può camminare (a tratti seguendo il corso di un fiume, a tratti addentrandosi in foreste di lecci) per giungere infine alla sua bocca. E che cos’altro aggiungere per dirvi quanto qui ci si senta fuori dal tempo e dallo spazio? Il fatto che sia soprannominata Grand Canyon d’Europa rende l’idea? Comunque sia, è indicibile a parole, e bisogna assolutamente andarci.

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1. Golfo di Orosei Che incanto questa mezzaluna mozzafiato, disegnata al centro della costa orientale dell’isola, con le alte montagne del Gennargentu che precipitano bruscamente nel mare, con una scogliera spettacolare interrotta da insenature, punteggiata da piccole baie nascoste a ferro di cavallo e lambita da acque blu cobalto. E che panorami si scorgono dai sentieri tracciati tra i cespugli profumati della macchia mediterranea, che avventura esplorare le grotte marine in kayak, che superlativa è l’estate sulle ampie e candide spiagge orlate di eucalipti e pini.

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3. Cagliari Palme africane, luce mediterranea e passeggiate romantiche sono le prime carte che si gioca Cagliari. La prima la scoprite sotto i portici della Marina, di fronte al porto, da dove si sale su per il dedalo di stradine, piazze, trattorie, scalinate, musei, cupole e facciate color ocra che si arrampicano fino a Castello, dove baciati da un tramonto dorato scoprirete la seconda carta. La terza, invece, ve la svelano i quartieri di Stampace e Villanova. E solo quando la città non avrà più segreti vi dirigerete al Poetto: una lunghissima striscia di sabbia che corre tra un mare trasparente e uno stagno rosa incorniciato dai fenicotteri in volo.

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4. Le altre città regie Per chi è in cerca di un’impalpabile atmosfera spagnola ci sono Alghero e Iglesias: la prima, ex colonia catalana (ancora oggi si parla catalano), con il suo intatto centro storico medievale, e la seconda, con il suo stile aragonese e gli scheletri delle miniere tutt’intorno. Chi vuole portarsi un cavalletto e una tavolozza di colori al fiume deve puntare su Bosa: case color pastello, addossate a una ripida collina con un castello in cima, e barche dei pescatori che beccheggiano sul Temo. Per chi è a caccia di scenografie c’è Castelsardo, abbarbicata su uno sperone roccioso affacciato sul mare. E per chi invece cerca un centro urbano, ci sono la signorile Oristano e l'autentica Sassari. Tutte queste elencate, insieme a Cagliari, costituiscono le città regie dell'isola, titolo acquisito sotto la dominazione spagnola.


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5. Le torri costiere Benché siano molte di meno rispetto alle 205 che risultano dai documenti storici, le torri costiere che scorgerete tra un ombrellone colorato e una duna scolpita dal maestrale sono comunque tante. Servivano per avvistare tutti quei nemici che dall'alto Medioevo fino a metà dell'Ottocento minacciavano la vulnerabile isola, decisamente esposta agli attacchi di pirati e corsari lì nel centro del Mediterraneo. E servivano anche per comunicare l'imminenza del pericolo, con fiamme e fumate, o con corni e campane. Oggi le potete trovare in vari punti strategici della costa, in particolare in prossimità dei golfi: Cagliari, Capoterra, Baia di Chia, Villasimius, Porto Pino, Alghero, Stintino, Bari Sardo...

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6. Nuraghi e tombe dei giganti C’è una storia millenaria da raccontare, in Sardegna, e anche da toccare. Perché con tutte le sue testimonianze architettoniche, l’Età del

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Bronzo è ancora tangibile. Menhir, dolmen, domus de janas, pozzi sacri, tombe dei giganti,

7. Lame d’autore

e soprattutto nuraghi: disseminate qua e là in tutta l’isola si trovano infatti ben 7000 torri di pietra (senza contare quelle che potrebbero ancora venire alla luce). Furono luoghi di

Ebbene sì, i pregiati coltelli sardi si dicono ‘d’autore’ perché ormai c’è solo un ristretto gruppo di artigiani

difesa? Luoghi sacri? Luoghi di ritrovo delle

che utilizza i metodi di lavorazione tradizionali per modellare e temprare l’acciaio della lama e per scolpire il manico

comunità? Non si sa con certezza e il dibattito

ricavato da un corno di muflone. Ne volete uno anche voi? Li troverete sicuramente in qualche bottega di Pattada

è aperto. Fatevene un’idea visitando quelli meglio conservati: tra i più noti Su Nuraxi, Nuraghe Losa e Santu Antine.

(dove si fabbrica sa pattadesa), di Arbus (dove si fabbrica s’arburesa), di Tempio Pausania (dove si fabbrica sa

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limetta) e di Santu Lussurgiu. Un consiglio? Diffidate dei coltelli che costano meno di €10 al centimetro e di quelli col manico formato da due parti avvitate tra loro: sono imitazioni.


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8. I paesini fantasma Siete tra quelli che si elettrizzano a mettersi in macchina per andare in cerca di un paese fantasma? Allora siete nel posto giusto, perché anche in Sardegna i brividi non mancano! Gairo Vecchio, per esempio, con le sue casette di pietra in rovina che si affacciano su stradine in terra battuta e selciato, è molto inquietante. E Lollove, con case e ruderi rimasti immutati nei secoli, non è da meno. Per non parlare di Rebeccu, un villaggio medievale scavato nella roccia calcarea, battuto dal vento e oggi quasi completamente abbandonato. Niente paura invece a Tratalias, che pur essendo stata abbandonata negli anni ’50, è stata recuperata ed è oggi un polo museale.

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9. Borghi di montagna Vi siete persi in mezzo al nulla? Siete scesi dalla macchina in cima a un’altura e fino al lontano orizzonte non scorgete neanche una traccia di civiltà? Non avete una cartina, il navigatore non funziona e c’è solo qualche mucca al pascolo sul ciglio della strada? Bene. Sappiate che vi trovate nelle selvagge province della Barbagia e dell’Ogliastra. Dunque rimettetevi alla guida e procedete, perché molto probabilmente subito dietro il crinale vi apparirà un piccolo borgo circondato da montagne e alte falesie. E che si tratti di Orgosolo, Ulassai, Aritzo o Fonni, questo itinerario resterà comunque una delle avventure più memorabili del vostro viaggio.


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10. Parco Nazionale dell'Asinara e aree marine protette

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Si salpa dai porti di Stintino e Porto Torres e vi suggeriamo di alleggerire il bagaglio, perché nell’incontaminata Isola dell’Asinara dovrete essere agili per pedalare sino a Cala d’Oliva o saltar giù da un fuoristrada, dovrete essere abili per scattare velocemente una fotografia a un asino bianco o a un falco pellegrino, dovrete essere comodi per partecipare a una battuta di pesca con reti o nasse o per fare un’escursione a cavallo, dovrete essere pronti a indossare solo muta e bombole per immergervi a esplorare i fondali, ma soprattutto dovrete essere leggeri per saltare da un’emozione a un incanto. E oltre a quella dell'Asinara in Sardegna ci sono altre cinque aree marine protette: Penisola del Sinis, Capo Caccia, Tavolara, Capo Carbonara e Santuario internazionale per i mammiferi marini.

11. La Valle di Lanaittu e Tiscali In questo caso resterete due volte senza fiato. La prima nell’incantevole Valle di Lanaittu, stretta e lunga 7 chilometri, dominata da imponenti picchi, pareti e grotte calcaree, disseminata di meraviglie archeologiche, punteggiata di cespugli di rosmarino e lentisco, e abitata da cinghiali, capre e uccelli rapaci. E la seconda volta nella dolina carsica scavata in una montagna che sovrasta la valle, dove si nasconde il misterioso e inaccessibile villaggio nuragico di Tiscali, che fu utilizzato come rifugio fino al II secolo a.C. La scena con le rovine disseminate alla rinfusa in mezzo ai lecci e ai terebinti ha qualcosa di magico, e non c’è dubbio che vi emozionerà.


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12. Prelibatezze per buongustai Dal pane (coccoi, civraxu e carasau) alle pietanze a base di pane (come il pane frattau e la zuppa gallurese), dai formaggi (pecorini stagionati o freschi e casu marzu) agli insaccati (tipica la salsiccia), dalla pasta secca (malloreddus) a quella fresca (culurgiones e ravioli), dai secondi di carne (principalmente porceddu, agnello e capretto) a quelli di pesce (crostacei, tonno, frutti di mare e muggini), dai dolci al formaggio (come seadas e pardule) ai dolci secchi (a base di mandorle e miele), dai vini (tra i bianchi il Vermentino e tra i rossi il Cannonau) ai liquori (mirto e ďŹ lu ‘e ferru): da dove volete cominciare?

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13. Le spiagge da non perdere Cominciamo da nord: a est l'Arcipelago della Maddalena, incorniciato da una miriade di scogli e rocce di granito rosa, dove sceglierete la Spiaggia dei Cavalieri, e a ovest la scenografica Stintino, con le sue sinuose dune plasmate dal vento. Passiamo alla costa orientale: godetevi la bellezza indescrivibile del Golfo di Orosei dal battello e tuffatevi nelle acque di Cala Luna. In quella occidentale, invece, concentratevi sulla selvaggia Costa Verde, un vero e proprio deserto in miniatura di dune fossili e mobili, e puntate verso Piscinas. E siamo arrivati a sud, dove c'è da scegliere: Villasimius o Chia? Ingegnatevi e fate in modo di raggiungerle tutte, le loro incantevoli e innumerevoli spiagge.


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14. Artigianato artistico Durante il viaggio vi capiterà d’imbattervi in una donna, seduta fuori dalla porta di casa, intenta a confezionare cesti di vimini (come a Castelsardo); in un laboratorio dove si fabbricano copriletto, asciugamani, tende e tappeti con i telai tradizionali (come ad Aggius, Tempio, Mògoro, Barisardo e a Cuglieri); in una bottega stipata di vassoi, tappi e altri oggetti in sughero (come a Tempio Pausania); nel negozio di un coltellaio (come a Pattada e Arbus); in una gioielleria che riluce della raffinata filigrana accostata al corallo (come ad Alghero); e infine nelle vetrine multicolore delle ceramiche (come a Santa Teresa, Palau, Olbia). Chissà che cosa metterete in valigia...

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15. Andare per miniere Suggestivi villaggi minerari abbandonati o riconvertiti, pozzi di estrazione, chilometri e

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chilometri di gallerie, impianti industriali, laverie, antiche ferrovie e preziosi archivi documentali

16. Feste e folklore

fanno dell’isola un enorme giacimento culturale (a tratti surreale) tutto da scoprire. Rivolgetevi al Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna e cominciate a segnare sulla

Vi piacciono le sfrenate corse di cavalli? Andate all’Ardia di Sedilo. Preferite una tranquilla sfilata

vostra mappa la minuscola Cala dell’Argentiera,

di carri addobbati e costumi tradizionali? Allora scegliete la Festa di Sant’Efisio a Cagliari. O forse vi incantano le

la Miniera di Carbone di Serbariu, il Villaggio di

vestizioni rituali e i tornei medievali? In tal caso il vostro posto è Oristano, a Carnevale, per la Sartiglia,

Nebida, il Porto Flavia... Si tratta di 3455 kmq distribuiti sul territorio di 81 comuni, quindi non c’è tempo da perdere!

e per le acrobatiche esibizioni a cavallo delle pariglie. Amate gli esuberanti festival folkloristici con sfilate,

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musica e balli? Allora fa al caso vostro la Sagra del Redentore di Nuoro. E non finisce qui, perché la Sardegna ha un ricchissimo calendario di feste. Tenetevi aggiornati.


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17. Le isole minori (San Pietro, La Maddalena, Tavolara) Sono tre, e tutte e tre belle. L’Isola di San Pietro per la sua costa alta e rocciosa, per l’appuntamento annuale con la mattanza dei tonni e col Girotonno, per l’esotismo del tabarkino parlato dai suoi abitanti d’origine genovese e per la raffinatezza mediterranea di Carloforte. La Maddalena per la sofisticatezza delle sue piazze, per la sua aria vacanziera, per il mare color zaffiro brulicante di creature marine. Tavolara perché si erge in mezzo al mare maestosa, magnifica e rocciosa, per le immersioni tra le guglie calcaree della Secca del Papa, per la sabbia bianca delle spiagge e la scogliera alta e ripida.

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18. I 10 migliori siti per immersioni A nord ci sono Capo Testa, nel promontorio di Santa Teresa di Gallura, e l’Arcipelago della Maddalena. A est c’è il Golfo di Orosei, con miriadi di grotte nascoste che si aprono sotto le falesie, tra cui quella del Bue Marino. A sud c’è l’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, con le isole dei Cavoli e Serpentara, con il misterioso relitto della nave Romagna a Capitana, e con le secche di Santa Caterina. A ovest ci sono le isole di San Pietro e Sant’Antioco, tra tonnare, relitti e statue, e c’è Alghero, con rocce effusive e praterie di posidonia. La Sardegna, con i suoi 1897 chilometri di costa, è il paradiso dei sub. Cosa aspettate a immergervi?


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20. Itinerari dello spirito La spiritualità della Sardegna è come una trama fittissima che si intreccia con la storia, la cultura e il territorio, e dalla quale non si può prescindere per conoscere questa terra fino in fondo. Vi suggeriamo quindi di dipanare un filo e seguirlo: potrebbe portarvi nel ricchissimo patrimonio di 941 feste religiose, compresi i riti della settimana santa e i Fuochi di Sant’Antonio; oppure snodarsi tra le chiese romaniche di Saccargia, Borutta e Galtellì e gli inediti e autentici paesini dell’interno; o magari attraversare i siti minerari di Nebida e Masua e i nuraghi. O seguire un cammino, o un pellegrinaggio...

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19. Autunno in Barbagia Moltissime idee e grandissima scelta durante la manifestazione Autunno in Barbagia, che da settembre a dicembre propone laboratori di produzione del formaggio, mostre, serate musicali, degustazioni e altre decine e decine di eventi distribuiti in 28 paesi di montagna. Un’occasione unica per scoprire tradizioni, arti e mestieri che si tramandano di generazione in generazione, e per conoscere il volto autentico di numerosi centri che spalancano le porte dei musei, dei monumenti e persino delle case, nelle cui cortes apertas vengono allestiti veri e propri banchetti a base di specialità locali. Siete tutti invitati!


20 Esperienze indimenticabili