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Bandiera BLU 2011

5 Vele Legambiente

OSTUNIPOCKET

2011

DOVE ANDARE PAESAGGI SPIAGGE TRADIZIONI GASTRONOMIA APPUNTAMENTI


Benvenuti nella Città Bianca La guida tascabile che avete tra le mani vi farà scoprire gli angoli e i paesaggi più belli, i sapori mediterranei più intensi, le storie e le tradizioni più antiche accompagnandovi nel corso della vostra vacanza in giro per il territorio di Ostuni. Buon soggiorno! Welcome in Ostuni, the White City. This pocket guide will help you to discover the best landascapes, mediterannean deep flavors, the most ancient and local traditions, guiding you in your holiday in Ostuni. Enjoy your vacation! OSTUNIPOCKET – distribuzione gratuita/ free press III edizione - Anno 2011 Ideato da Sara Macchitella e Gianluigi Polimeno Progetto grafico ed impaginazione ALBA COMUNICAZIONI Donato Proto Ufficio commerciale e Testi Sara Macchitella info@ostunipocket.it + 39 338.6059837 Traduzioni Sarah Jeynes Eliamarie Norton Foto copertina Beppe Blasi Si ringrazia per il contributo alle foto il Comune di Ostuni

Un Pocket fatto con il QuoRe Troverai questo simbolo su alcune pubblicità. Tre semplici tappe per la sua lettura: devi disporre di un telefonino munito di fotocamera e collegato a internet. Se non sei munito del programma di lettura, connettiti tramite il telefonino all’indirizzo diretta.mobi e scarica il software I-Nigma (gratuito). Una volta installato, attivalo e passa la fotocamera davanti al quadratone a barre e sul display compariranno ulteriori informazioni.


CONTENUTI / CONTENTS DOVE ANDARE / WHERE TO GO - E la chiamano Città Bianca da 70 anni / White City for 70 years - Tra i vicoli del quartiere Lu Spessite / Admist the alleyways of Lu Spessite - La Chiesa di S. Maria della Stella / The Church of St. Maria della Stella

PAESAGGI / LANDSCAPES - La Donna di Ostuni, l’eterna Madre Terra / The Woman of Ostuni, the eternal Earth Mother - Il trenino dell’Oasi di Torre Guaceto / The train of the Oasi Torre Guaceto

SPIAGGE / SEASIDE - Il Porto di Villanova, il castello e l’olio di oliva / The Villanova Port, the castel, the olive oil - Che tipo da spiaggia sei? / Sand…or On the Rocks?

TRADIZIONI / LOCAL TRADITIONS - Cavalcata e il rito della vestizione / Cavalcata and the ritual of the dressing

GASTRONOMIA / TYPICAL FOOD - I Fichi spaccati sulle sciaie / Fligs split open on “sciaie” - Tutti pazzi per la bruschetta / Going crazy for toasted bread - Spine di dolcezza / Prickles of sweetness

APPUNTAMENTI / EVENTS - Gli eventi dell’estate ostunese / Summer events - Trasporti e numeri utili / Transport and useful numbers


DA 70 ANNI CITTÀ BIANCA IL PAESE PIÙ BIANCO DEL MONDO ...FINO ALL’ASSURDO

"E’ bello bere il latte delle case di Ostuni"

(Tonino Guerra)


Lo scrittore e poeta novantenne Tonino Guerra, quando lo scorso anno tornò per la seconda volta nella cittadina sui colli, incantato dalla città bianca disse: “ho sempre pensato che questa città è una caduta di latte su un seno dell’Appennino. E io che difendo la bellezza per la prima volta ho avuto paura”. Ostuni al mondo è conosciuta come la Città bianca. Pochi sanno chi e quando la chiamò così per la prima volta. Un giornalista ostunese e amante della storia locale, Ferdinando Sallustio, conosciuto dagli italiani perché ex campione del quiz televisivo Passaparola, è andato a ripescare vecchie pagine di giornali ed è stato sensazionale scoprire come quest’anno ricorra il 70esimo anno del nome Città bianca. A coniarlo per primo sarebbe stato Ettore Della Giovanna, giornalista e inviato speciale de “Il Tempo Illustrato” che nell’agosto del 1941 (in piena guerra) dedicò un articolo a Ostuni dal titolo “Il paese più bianco del mondo”. Della Giovanna, futuro autore Rai, rimase accecato dal candore di questa

città al punto da scrivere: “A Ostuni le case sono bianche, di latte e di calce, sono bianche fino a far male agli occhi, sono candidi i muri, le finestre, le porte, le scale, tutto è inverosimilmente bianco, anche le strade, la polvere è di gesso, forse anche le piante e l’aria”. E poi aggiungeva: “tutto è bianco fino all’assurdo tranne le donne, che sono paradossalmente nere: si aggirano nel meriggio, in un calore quasi tropicale, in mezzo a questo mare di candore, nere, nerissime con panni neri lunghi fino ai piedi”. Qualcuno però non gradì l’articolo e nel mensile locale Lo Scudo (periodico tutt’ora in edicola) in prima pagina una risentita replica recitava: “altro che donne nere, qui le ragazze osano andare in chiesa sbracciate” e pur ringraziando l’inviato, gli biasimava il fatto di essersi fermato solo nel centro storico, non visitando la parte moderna ben più viva di colori coma la villa comunale. Ma oramai il lancio era avvenuto. Da allora e per sempre città bianca vuol dire Ostuni. E tanto onore a chi per prima lo coniò! OSTUNIPOCKET 5


WHITE CITY FOR 70 YEARS

The whitest town in the world Tonino Guerra, the ninety year old writer and poet, when he returned for the second time in this town, said: “I’ve always thought that this city is a milk’s drop on the Appenino’s breast (Appennino is an italian mountain chain). In my life i’ve always defended beauty, but in this place I was afraid for the first time”. However well known Ostuni is in the world as the “white city”, few people knows who and when was the first to give it its name. Ferdinando Sallustio, a journalist from Ostuni and expert of its local history, has discovered an old article that this year is the 70th celebration of the name “white city”. Ettore Della Giovanna, reporter of the “Tempo illustrato” magazine, during the second world war wrote an article about Ostuni, titled: “The whitest town in the world” (August 1941). He was surprised enough by the whiteness to write: “the Ostuni houses are white, the white of milk and lime wash, bright until the eyes ache, walls, windows, doors, stairs, everything is white, and also the roads, the dust is made of gypsum, maybe also the plants and the air”. All is absurdly white and brilliant, except the women that are paradoxically dark: during the warm afternoons, they flow through this white sea, with their black, really black, long vests”. This was the origin of the name “white city”, even if a local magazine of that time, criticized the journalist’s description. 6 OSTUNIPOCKET


TRA I VICOLI DE LU SPESSITE La Terra, caratteristico nome storico con il quale oggi si indica la parte antica del paese per distinguerla da quella moderna, sorge su un colle isolato che è detto monte di Ostuni (m. 229). Sulla sua vetta spunta la Cattedrale ben visibile anche quando si viene dal mare e accanto ad essa in passato sorgeva un castello edificato dal popolo normanno nel 1148 e di cui oggi non c’è più traccia in quanto distrutto nel XVIII secolo ad opera del duca Bartolomeo Zevallos La Terra ha la forma tipica delle città orientali. Infatti come una casbah anche “Ostuni vecchia” è caratterizzata da una forma circolare divisa dalla via più importante dell’abitato (via Cattedrale) e circondata da un labirinto di strade strette, tortuose, alcune delle quali come raggi di un sole portano verso la Chiesa Madre, altre verso meravigliosi panorami che potranno piacevolmente stupire il visitatore. Chiunque visiti la città bianca, magari munito di scarpe comode e buona volontà, non può desistere dall’inoltrarsi in qualche vicolo lasciandosi sopraffare dalla curiosità. Sarà sorpreso di quanto suggestivo e davvero unico sia ciò che troverà. Il profumo di un bucato appena steso, l’aroma di un basilico mosso dal vento, il tintinnio di gocce d’acqua provenienti dalle fontane e la vista di un paio di uncinetti stretti da mani ruvide di anziane donne sedute sull’uscio di casa sono senza dubbio emozionanti esperienze che si possono incontrare. A tal proposito si consiglia di visitare il rione cosidetto “lu spessìte” (togliere la e quando lo si pronuncia) di cui fanno parte strade come via Balsamo de Landria, vico Clemente Brancasi, vico Villanova (vedere cartina all’interno).


Perché chiamato “Spessìte”? Se si va con la mente all’aggettivo latino “spissus” si pensa all’addensarsi o infittirsi di cose. Così quando si finisce ne lu spessite ostunese, vuol dire che si è in un groviglio di strade anguste, tortuose, dove le casette sono ammassate, spesso scavate nella roccia, prive di aria e di luce, talvolta tuguri sovrapposti e addossati e che in passato ospitavano uomini e animali insieme. CURIOSITÀ I terroni del 1600. La parola Terrone è sempre più usata in Italia per definire con accezione negativa gli italiani meridionali. E’ stata anche oggetto di sentenze da parte di giudici che hanno condannato chi ne ha fatto un uso dispregiativo. Andando indietro nel tempo si scopre che era usata fin dal 1600. Nel XVII secolo infatti con questo termine si indicava un proprietario terreno, un latifondista piuttosto prepotente. “Informai Vostra Signoria del brutto tiro che ci fanno questi signori terroni di volerci scacciare dal partito delle galere, contro ogni equità e giustizia, già che ho lavorato tant’anni per terminarlo, e ora che vedano il negozio buono, lo vogliono loro”, questo quanto si legge nelle Lettere di Francesco Negri ad Antonio Magliabecchi tratte dai Codici Magliabecchiani, Biblioteca Nazionale di Firenze. DA SAPERE Pino Aprile, giornalista e scrittore pugliese, ha scritto un libro “Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero meridionali”. Lo trovate presso La Bottega del Libro, Corso Mazzini, 10 Ostuni.

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AMIDST THE ALLEYWAYS OF LU SPESSITE The historical white city of Ostuni is built on a solitary hill, called the mount of Ostuni, and sits at 229 meters above sea level. 'La Terra' is the name given to the city's oldest quarter. On its peak sits the Cathedral which can be seen from the Adriatic coastline and adjacent to the old town of Ostuni there was once a Norman castle, dating back to 1148. It was built by the local people but today no trace remains as it was destroyed in the eighteenth century by Duke Bartolomeo Zevallos. La Terra has the characteristic layout of an Eastern City. Even Old Ostuni has a circular lay out like a Casbah where the most important thoroughfare (via Cattedrale) and is surrounded by a labyrinthine collection of narrow, winding streets, many of which converge on the Cathedral like a ray of sunshine, whilst others lead to wonderful panoramic views that will surprise and delight visitors. Anyone who visits the "White City" can spend hours exploring this hidden gem. The scent of fresh laundry hanging over a balcony, the aroma of basil blowing in the breeze and the trickle of water from the fountain will remind you how charming and unique this place is. It's advisable to visit the area known locally as “lu spessìte” (The meaning behind "Spessìte" dates back to the Latin word "spissus" which means crowded, compact or close) famous for its tortuous backstreets including Via Balsamo de Landria, vico Clemente Brancasi and vico Villanova (see map inside). 10 OSTUNIPOCKET


LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA STELLA La chiesa si trova a ridosso della cinta muraria di Ostuni. L’edificio sacro fu costruito su una precedente cappella intitolata a Santa Maria della Porticella. L’appellativo porticella deriva dalla presenza un tempo di un porticina risalente al periodo angioino e che permetteva l’accesso all’interno del borgo. Sul muro di questa porticina era scavata una nicchia con un immagine miracolosa della Madonna. Infatti si racconta che per circa un mese, ogni giorno una povera vedova, madre di tre figlie, si recava presso questa nicchia per prendersene cura. In cambio di questa venerazione la povera vedova trovava puntualmente una pagnotta e una moneta. Ben presto si diffuse la voce nel borgo e fu così che la nicchia divenne meta di pellegrinaggio.

Il passo per la costruzione di una chiesetta, degna dimora dell’immagine miracolosa, fu breve grazie al denaro proveniente dalle elemosine e dai lasciti per le grazie ricevute. Questa cappella sicuramente esisteva già agli inizi del XVI secolo con l’appellativo di Santa Maria della Porticella e fu proprio sul finire del Cinquecento che per volere del cappellano, il rettore Nicola Antonio Anglano, si decise di ampliare l’originaria struttura e di cambiare 12 OSTUNIPOCKET


l’intestazione in Santa Maria della Stella. Sicuramente questo cambiamento di titolazione derivò dalla presenza nella chiesa di una tela del XVI secolo raffigurante, secondo i canoni bizantini, la Madonna con la stella caudata; simbolo della verginità della Madonna prima, durante e dopo il parto. Fra il 1835 e il 1838 la chiesa subì l’ennesima ristrutturazione avviandosi così all’attuale configurazione. L’elemento di spicco è la statua litica del-

la Madonna che sormonta il portale di ingresso delineato da una doppia cornice modanata.L’interno presenta un’aula rettangolare divisa da due campate con in fondo un’abside rettangolare. Di grande interesse artistico è il prezioso altare in legno del XVIII secolo che si colloca sull’altare maggiore. IL RITO In onore della Madonna della Stella si svolgono i festeggiamenti religiosi solenni la prima domenica di luglio. OSTUNIPOCKET 13


The church of Santa Maria della Stella The church is located in the shelter of the walls of Ostuni. The sacred building was erected on a pre-existing chapel, named after Santa Maria della Porticella. The name porticella (literally small door), derives from the presence, once upon a time, of a small door dating back to the Angevin era, which allowed access inside the hamlet. On the wall of this small door, a niche was carved, with a miraculous image of the Holy Mary. The story tells that for about a month, every day a poor widow, mother of three daughters, would go to this niche to look after it. In exchange of this worship, the poor widow punctually found a loaf of bread and a coin. Soon the story spread around the village, and therefore the niche became a pilgrimage destination. Thanks to the money coming from the alms and the legacies for the graces received, the step towards the erection of a small church was short, a worthy abode for the miraculous image. This chapel surely already existed at the beginning of the 16th century, with the name of Santa Maria della Porticella, and towards the end of the 16th century, on behest of the chaplain, the rector Nicola Antonio Anglano finally decided to expand the original structure, and to change the name to Santa Maria della Stella. Surely this name change stemmed from the presence in the 14 OSTUNIPOCKET

church of a 16th century canvas of the Madonna con la stella caudata, depicted according to the Byzantine models; it is the symbol of the virginity of Our Lady before, during and after childbirth. Between 1835 and 1838, the church underwent the umpteenth refurbishment, heading towards its modern lay-out. The only outstanding element is the lytic statue of the Holy Mary, which towers over the entrance portal, marked by a double moulded cornice. The interior has a rectangular hall, divided by two spans, with a rectangular apse at the bottom. The 18th century, precious wooden altar, located on the high altar, is of great artistic interest. THE RITUAL The solemn, religious celebrations in honour of the Madonna della Stella take place on the first Sunday of July.


LA DONNA DI OSTUNI, L’ETERNA MADRE TERRA

In una grotta scavata dal mare si scopre la mamma più antica del mondo E’ più antica di quanto s’immaginava la Donna di Ostuni. La mamma di tutte le mamme, unico esempio al mondo di figura femminile gravida appartenente al paleolitico superiore e sepolta nelle cavità di una gola carsica del colle ostunese di Agnano, non smette mai di stupire la Città Bianca. Dopo 20 anni dalla sua scoperta (avvenuta nel 1991 ad opera dell’archeologo ostunese Donato Coppola), si apprende che ben altri sono i suoi anni. Non riposerebbe lì da 24.410 anni come rilevato dagli studi fatti sulla base dei carboni contenuti nella fossa della sepoltura, bensì da circa 28.000 anni come sostenuto nel dicembre 2010 dall’Università di Lipsia (Sassonia), specializzata nello studio dell’età partendo dalle analisi delle ossa. E’ la testimonianza che la Puglia non era terra di confine, ma aveva una primaria importanza, abitata 16 OSTUNIPOCKET

30mila anni fa da tribù di cacciatori che questo sito avevano eletto come strategico per la difesa e la caccia. Accanto alla donna il visitatore può anche ammirare il calco dell’Uomo di Ostuni, un cacciatore adulto, anch’egli sepolto nella medesima grotta in posizione fetale di fianco e con le spalle alla donna incinta. Ultimi studi al carbonio 14 daterebbero la sua sepoltura a 30.000 anni fa e ciò lo renderebbe più grande della Donna di Ostuni.


DA SAPERE: Una sepoltura affascinante Dal calco perfettamente riprodotto il visitatore può cogliere la cura con cui la giovane donna incinta al nono mese venne seppellita da colui che, si presume, fosse l’uomo amato in vita. La mano della gestante è teneramente adagiata sul grembo, espressione di un gesto protettivo e che ritroviamo nelle Dee della Fertilità, tonde statuine del Paleolitico Superiore, del Neolitico e dell’Età del Rame come la “Venere di Laussel” che si trova in bassorilievo nel riparo lupestre di Laussel, in Dordogna nella Francia meridionale. Il simbolo del ventre fruttifero è antico quanto l’arte delle statuette. Esso rappresenta la Madre Terra, genitrice di umanità e per questo venerata dalla notte dei tempi. L’affetto e la devozione per la “madre-terra” di Ostuni cesellata amorevolmente in una posizione fetale è ammirabile

anche da altri particolari come un braccialetto di conchiglie forate posto intorno a un polso e una corona che le adorna il capo costituita da circa seicento conchiglie di Cyclope neritea impastate con ocra rossa. Tale copricapo è simile a quello della “Venere di Willendorf”: ciò ha indotto a credere che la cerimonia del seppellimento della Donna di Ostuni non fosse limitata all’annullamento del corpo attraverso la sepoltura, bensì si ponesse come una “divinizzazione” della maternità incompiuta.

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THE WOMAN OF OSTUNI, THE ETERNAL EARTH MOTHER

In a cave eroded and created by the sea you can discover the world's oldest mother. The Woman of Ostuni is more ancient than was thought. The mother of all mothers, the world's only example of a late Stone Age pregnant female, found buried in the Ostunese hills of Agnano, never ceases to amaze the people of the White City. Twenty years after her discovery in 1991 by archaeologist Professor Donato Coppola from Ostuni, we now learn that she is older than we believed. Original studies based on carbon dating the tomb placed her at 24,410 years old but recent studies in December 2010 by the University of Leipzig (which specializes in the study of bone analysis) dates her at 28,000 years old. This proves that Puglia wasn't an outpost but was of primary importance, inhabited 30 thousand years ago by hunter tribes who had chosen this area as a strategic spot good for hunting and easy to defend. Laying next to the Woman, visitors can see the cast of the Man of Ostuni, an adult hunter buried in the same cave in a foetal position on his side with his back to the pregnant woman. Recent carbon dating techniques dated his burial to 30,000 years ago, which make him older than the Woman of Ostuni.

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A fascinating burial From a perfectly reproduced plaster cast visitors can gather the care with which the young woman, who is nine months pregnant, was buried by the man who, it is presumed, was the love of her life. The hand of the pregnant woman is nestled tenderly in her lap, a protective gesture and expression that we find in fertility goddesses, small round statues from the Late Paleolithic, Neolithic and Bronze ages, like the "Venus of Laussel�, which is found in bas-relief in a sheltered cave at Laussel, in the Dordogne in the South of France. The symbol of the fruitful womb is as old as the art of the statues It represents the Mother Earth, mother of huma-

nity and venerated for this since time immemorial. The affection and devotion given to this "Earth Mother" of Ostuni, lovingly chiselled in a fetal position can be also be admired by other details such as a bracelet of pierced shells around one of her wrists and a crown that adorns the head consisting of about six hundred Cyclope neritea shells mixed with red ocher. This headgear is similar to that of the "Venus of Willendorf" which has led us to believe that the burial ceremony of the Woman of Ostuni is not limited to the mere eradication of the body through burial, but could also be interpreted as a "glorification" of an unfinished motherhood.


CURIOSITÀ Tornare a casa con un braccialetto o una coroncina della Donna di Ostuni. Se volete ammirare dei bellissimi monili in rame come collane, bracciali e orecchini realizzati a mano potete visitare la bottega artigianale dell’artista tarantina Natalia Testa. Natalia lavora sapientemente l’oro rosso dando vita a forme ora primitive ora cosmiche fondendo il rame, materiale dalla riconosciute proprietà magnetiche. Affascinata da ciò che la Donna di Ostuni ogni giorno sembra suggerirle dal Museo delle civiltà preclas-

siche (custode prezioso dello scheletro della gestante di 30mila anni fa e purtroppo non ancora aperto al pubblico) l’artigiana trasforma la materia in messaggi che toccano lo spirito. Per lei il rame, le pietre, il fuoco rievocano l’antica Madre Terra. Su richiesta realizza bracciali e coroncine in rame e conchiglie come i monili che adornano il capo e il polso della madre più antica del mondo. Natalia si trova nella bottega e laboratorio artigianale Natycrea, nel centro storico di Ostuni in via Cattedrale 44, di fronte al Museo Civiltà Preclassiche.

Return home with a bracelet or crown similar to the Woman of Ostuni. If you love beautiful handmade copper jewellery such as necklaces, bracelets and earrings, you can visit the craft shop of the artist Natalia Testa from Taranto. Natalia knowingly works the ‘red gold’, giving life to sometimes primitive, sometimes cosmic forms by melting copper, a material known to have magnetic properties. Fascinated by what the woman of Ostuni suggests to her every day from the Museum of Preclassical Civilization (guardian of the

precious skeleton of the pregnant woman from 30 thousand years ago and, unfortunately, not yet open to the public), the artist fashion the materials into messages that touch the spirit For her copper, stone and fire recall the old Mother Earth. On request she can produce bracelets and little crowns made of copper and shells just like those adoring the hed and wrist of the world's oldest mother. You can find Natalia's craft shop "Natycrea", in the historical centre of Ostuni in via Cattedrale 44, in front of the Museum of PreClassical Civilisation.

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IL TRENINO DELL’OASI L’oasi della Riserva Naturale di Torre Guaceto si trova lungo la marina a nord di Brindisi ed abbraccia il litorale di Carovigno. Un trenino ti aspetta al parcheggio per accompagnarti in pochi minuti nelle calette di uno dei luoghi più belli e incontaminati della Puglia. Se invece preferisci un’escursione più lunga, dalle 11 alle 14 dalla spiaggia di Punta Penna Grossa direttamente sul promontorio della torre e nei sentieri più interni c’è l’appuntamento con il trenino del mare. Un’escursione in parte a piedi, in parte con un trenino elettrico, in parte per mare con una tappa di riposo in una delle calette interne. Sarà una passeggiata verso il cuore del “luogo dell’acqua dolce” accessibile a tutti, escursionisti abili e meno abili, grandi e bambini. www.riservaditorreguaceto.it

The train of the Oasis

The Oasis of the natural reserve of Torre Guaceto is found along the marine-coast north of Brindisi and arrives close to the beach of Carovigno. A train waits in the car park to take you in a short ride to the small bay of one of the most beautiful untouched places in Puglia. If you prefer a longer excursion, there is one leaving from 11 to 14 that passes from the beach called Punta Penna Grossa directly near the tower through the hidden pathways of the oasis with train that leaves form the beach. This excursion is organised partly by foot, partly by an electric train, and partly walking in the water of the sea of the internal small bay. It is a walk to the heart of “the place of sweet water” accessible to those able and less-able, the young and the old. www.riservaditorreguaceto.it. 24 OSTUNIPOCKET


IL PORTO, IL CASTELLO, L’OLIO D’OLIVA

A sei Km da Ostuni, su di un seno di mare e lungo la via Traiana, sorge il porto antico di Villanova, un tempo chiamato Petrolla. Circondato da grotte scavate dal mare e dall’uomo, divenne ai tempi dell’antica Roma rifugio ideale per le truppe che da qui s’imbarcavano per Brindisi alla conquista dell’Oriente. Abitata da popolazioni dedite alla pesca e ai traffici marittimi con le città costiere del basso Adriatico, perse ben subito le caratteristiche di una città tranquilla. Continuamente piegata dalle incursioni dei Turchi, fu presto abbandonata dai suoi cittadini che preferirono la sicurezza della collina di Ostuni. Una serie di saccheggi portarono alla definitiva distruzione di Petrolla nella seconda metà 26 OSTUNIPOCKET

del XIII secolo. Non passò molto tempo dalla sua rinascita. Sulle sue rovine venne costruita Villanova. Il merito di questa nuova realtà fu da attribuire al Re Carlo d’Angiò che pose fine al suo stato di abbandono. A spingerlo verso questa decisione fu la volontà di sottrarlo ai pirati che nelle grotte trovavano riparo per assalire e derubare viaggiatori, Crociati e lo stesso Re che spesso vi transitava. Nel giugno del 1277 il Re angioino iniziò la ricostruzione dell’antica terra di Petrolla, cui impose il nome di Villeneuve (Villanova) accettando un’offerta di molte oncie d’oro da parte degli ostunesi. Una ventina d’anni dopo l’innalzamento della cinta muraria, il castello angioino subì numerose distruzioni.


Dalla storia si apprende che nel1400 un via vai nel commercio dell’olio prodotto nelle campagne ostunesi portò Villanova a risorgere. Il porticciolo ostunese era ben inserito nella rete del commercio veneto-pugliese, collegato ai mercati adriatici attraverso questo centro portuale . L’olio, piuttosto che il grano, rappresentava la “maggior facultà”, ritenendo la produzione olivicola settore trainante dell’economia cittadina. Maggiormente documentati sono gli anni 1465 e 1468 dove, a sollevare le sorti del paese e la stessa realtà portuale, furono i mercanti fiorentini e veneziani, facoltosi acquirenti di grosse partite di olio.

Dal fiorentino Andrea Carducci ai veneziani Arimagno Ciola, Girolamo Morosini, Daniele Contarini. Assenti i mercanti locali. Fatta eccezione per due nomi: Antonio Idrosio e Gaspare Petrarolo, affiancati al mercante veneziano sopraindicato Ciola. Sebbene non fossero degli acquirenti diretti, emerge sorprendentemente dalla storia come gli ostunesi si prodigassero in ben altro genere di affari, sfruttando al meglio il settore della mediazione commerciale. In altre parole i mercanti forestieri si servivano di rappresentanti locali che concludevano a loro nome l’acquisto dell’olio. Ostunesi, bravi contrattatori!!!

DA SAPERE La torre costiera angioina all’interno del porto di Villanova fu in seguito trasformata in faro. Attualmente è in stato di abbandono. Appartiene al Demanio dello Stato e da diverso tempo è in condizione di degrado. Lo scorso maggio 2011 il sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella ha chiesto il trasferimento di questo Bene storico dal Demanio statale all’ente Comune affinché un così importante monumento non resti abbandonato, ma sia oggetto di lavori strategici di recupero. IL RITO Tra gli ostunesi vi è la piacevole abitudine di passeggiare lungo il molo gustando l’ottima focaccia col pomodoro dei forni della zona. OSTUNIPOCKET 27


THE PORT, THE CASTLE, THE OLIVE OIL

Six kilometers from Ostuni, on the breast of the sea and along the road to Traiana, emerges the antique port of Villanova, once upon a time called Petrolla. It is surrounded by caves excavated by sea and man, coming from the antique Roman refuge ideal for the troops that embarked for Brindisi to conquest the Oriental. Inhabited by populations dedicated to fishing and maritime trade with coastal cities of the lower Adriatic, it lost quickly the characteristics of a quiet city. Continually attacked by the Turks, it was soon abandoned by its inhabitants that preferred the security of the hills of Ostuni. A series of looting caused the definitive destruction of Petrolla in the second half of XIII century. It did not take much time for the 28 OSTUNIPOCKET

rebirth. With its ruin Villanova was built. The merit of this new reality was due to the King Carlo d’Angio who put an end to it’s state neglect. The decision to reconstruct Villanova was due to trying to avoid pirates finding shelter in the caves who attacked and robbed travelers, crusaders and the same king that journeyed there. In June 1277 the King Angioino started the rebuilding of the antique land of Petrolla, in which he then gave the name Villeneuve (Villanova) accepting an offer of many ounces of gold from the people of Ostuni. About 20 years later the walls were raised due to the castle Angioino receiving numerous attacks. From the history we understand that in 1400 the trade of oil produced in the Ostunese countryside and


Port of Villanova served towards it’s continuing development. The little port of Ostuni was well inserted in the network of commercial trading in Veneto and Puglia and was connected to Adriatic markets through it’s port. Oil instead of grain, represented the “main resource” in Ostuni’s rural economy. The best documented years are 1465 and 1468, where wealthy buyers of large quantities of oil were the merchants from Florence and Venice who aided in the development of the economy of the town and the port. From Andrea Carducci from Florence to Arimagno Ciola, Girolamo Morosini, Daniele Contarini

from Venice. Local merchants were absent. Making an exception for two names: Antonio Idrosio and Gaspare Petrarolo, who worked closely with the above merchant from Venice, Ciola. Although not the direct buyers, the people of Ostuni emerge surprisingly in history for a different kind of business, taking full advantage of the commercial mediator sector (earning through introducing buyers to sellers). In other words the foreign merchants made use of local representatives to conclude the purchasing of oil for them in their name. The people of Ostuni were good contractors!

TO KNOW The coastal tower of Angioina in the port of Villanova was subsequently transformed into the lighthouse. Today it is in a state of ruin. It belongs to the State, and for some time it is need of renewal. Last May 2011 the mayor of Ostuni, “Domenico Tanzarella”, asked the transfer of this historical building to be made from the State to the Council. THE RITUAL The people of Ostuni have the pleasant habit of walking along the pier and enjoying the excellent tasting tomato “focaccia” made in the local ovens. 30 OSTUNIPOCKET


CHE TIPO DA SPIAGGIA SEI?

17 km di costa per 17 volte Bandiera Blu. Anche nel 2011 il prestigioso vessillo sventola sulla Città bianca. Tra le 233 località in tutta Italia, Ostuni si riconferma località balneare simbolo di qualità secondo i criteri stabiliti dalla Fee (Fondazione per l’Educazione Ambientale). La Bandiera Blu è assegnata a quei comuni che si distinguono per le acque pulite, per la costa, per i servizi, per le misure di sicurezza e la gestione ambientale. E non è l’unico trofeo: per la seconda volta ottiene le 5 Vele di Legambiente. Riconoscimenti che la confermano tra le località di maggiore attrazione turistica balneare non solo della Puglia, ma anche d’Italia. Di seguito un elenco delle più importanti spiagge e scogliere che potrete scegliere di visitare lungo i bellissimi chilometri di costa.


SAND OR...ON THE ROCKS?

Ostuni's seventeen miles of coastline have now earned the 'Bandiera Blu' award for clean beaches seventeen times. In 2011, yet again, this prestigious blue flag - given for cleanliness and quality of service - is unfurled in the White City. It is not the only trophy: For the second time, Ostuni has been rewarded with the "5 Sails of Legambiente" an important accolade assigned every year to just 10 coastal locations across the whole of Italy. Below is a list of the most important beaches and cliffs that you can choose to visit along the miles of beautiful coastline. OSTUNIPOCKET 33


Da Nord a Sud, from North to South: Lido Morelli (arenile sabbioso) per il suo alto valore naturalistico e ambientale fa parte dell’area protetta del Parco delle Dune Costiere, habitat naturale per specie vegetali e animali che rischiano di scomparire. Vicino c’è il fiume Morelli caratterizzato da alcuni specchi d’acqua dolce e da antiche costruzioni per la pesca, oggi recuperate e divenute vasche di itticoltura in cui confluiscono anguille e cefali. Spiaggia attrezzata Sandy beach. Is noted for its natural and environmental qualities. With protected areas of coastal dunes, the park is a natural habitat for plant and animal species, some in danger of extinction. Nearby is the river Morelli providing stretches of fresh water where old fishing buildings have now been restored and turned into fish-farming tanks for eels and mullet. Private facilities available. Lido Bosco Verde (arenile sabbioso) Lunga spiaggia che si nasconde dietro alte dune ricoperte da macchia mediterranea. E’ preferita dai giovani per l’ottima musica dei bar situati vicino alla spiaggia e frequentata dagli amanti del kitesurf. Attrezzata Sandy beach is a long stretch of beach that is hidden behind high dunes covered in Mediterranean plant life. It is preferred by young people for the cool beach front music bars and is also a favourite of kite surfers. Private facilities available. Pilone (arenile sabbioso) è caratterizzato da un lungo tratto di costa sabbiosa con la presenza di alte dune ricoperte da ginepri secolari e macchia mediterranea dominati dalla Torre aragonese di San Leonardo. Attrezzata Sandy beach is a long stretch of sandy coastline flanked by high dunes covered with ancient juniper trees and Mediterranean plant life dominated by the Tower of San Leonardo. Private facilities available. Rosa Marina (arenile sabbioso) area che si contraddistingue per un susseguirsi di piccole spiagge di sabbia tra la macchia mediterranea e dove negli anni ’60 sorse un rinomato insediamento turistico che tutt’ora conserva il suo fascino e la sua valenza internazionale. Per

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accedere nell’area residenziale di Rosa Marina occorre essere muniti di tessera. Attrezzata Sandy beach is an interconnected group of sandy coves, and is also the site of a tourist resort built in the 60s which still retains its international appeal. To access the residential area of Rosa Marina and its private beach requires entry by security card. Private facilities available. Monticelli (arenile sabbioso e scogliere) Ideale per chi cerca un’atmosfera tranquilla. A brevi tratti di sabbia si alternano scogli da dove è possibile estraniarsi dal resto del mondo, lasciandosi accarezzare dal fresco vento e dal caldo sole. Libera Sandy beach and cliffs is ideal for those seeking a peaceful atmosphere. With its small stretches of sandy beaches surrounded by rocky coves, it is possible to escape from the outside world and enjoy the hot sun tempered by a gentle breeze. Public beach. Villanova (porto) lì dove sorgeva l’antica Petrolla, poi ribattezzata Villanova, è presente un porticciolo, approdo per le barche dei pescatori e natanti da diporto. Suggestiva è la torre castello del XVI secolo che domina il porto. Si consiglia una sosta lungo il molo gustando l’ottima focaccia col pomodoro dei forni della zona. Port is a beautiful marina for fishing boats and pleasure craft. The striking tower dates back to the sixteenth century and dominates the harbour. We recommend a walk along the harbour to enjoy the excellent oven baked tomato focaccia sold at the bakery. Gorgognolo (arenile sabbioso e scogliere) Posto ideale per chi oltre al mare, ama passeggiare e fare escursioni tra gli scogli raccogliendo rosmarino selvatico e mirto. Caratterizzata da piccole insenature, quest’area ha ancora il fascino del paesaggio selvaggio. Per chi ama fare snorkeling, qui ci sono grotte bellissime e fauna marina che meritano di essere ammirate. Libera Sandy beach and cliffs is ideal for those seeking a peaceful atmosphere. With its small stretches of sandy beaches surrounded by rocky coves, it is possible to escape from the outside world and enjoy the hot sun tempered by a gentle breeze. Public beach.

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Costa Merlata: (arenile sabbioso e scogliere) così chiamata per la linea di costa estremamente frastagliata, con il mare che si insinua tra gli anfratti di una costa rocciosa formando singolari e intime calette sabbiose. Attrezzata Costa Merlata (sandy beach and cliffs) has a rugged coastline, with the sea that creeps between the cracks of a rocky coast, forming unique and intimate sandy coves. Private facilities available. Santa Lucia (arenile sabbioso e scogliere). Un alternarsi di insenature e macchia mediterranea. Caratterizzata da una natura selvaggia incontaminata. Così chiamata per la presenza di una masseria risalente al XVI secolo. Libera Saint Lucia (sandy beach and cliffs) is a series of coves bounded by Mediterranean vegetation and natural, unpolluted wilderness. Socalled after the grand farmhouse (now a hotel) which dates back to the sixteenth century. Public beach. Torre Pozzelle: (arenile sabbioso e scogliere) è una delle località preferite da chi ama paesaggi incontaminati. Affascina per le miriadi di calette e per un succedersi di improvvise lingue di sabbia in mezzo agli scogli. Si consiglia la sosta fino al tramonto. Libera Torre Pozzelle (reefs and sandy beach) is a favourite for those who love unspoiled landscapes. A myriad of coves and punctuate the sandy stretches. It is advisable to remain and witness the beautiful sunset. Public beach. Lamaforca: ultima spiaggia della costiera ostunese. Per metà libera, per metà gestita dal villaggio Valtur. Offre la possibilità sia di stendersi sulla sabbia, che sdraiarsi su piccoli tratti di sabbia nascosti tra gli scogli. Lamaforca (sandy beach with rocks) is the last resort of the Ostuni coastline. Half of the beach is public beach whilst the other half is managed by the Valtur holiday village.

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'LU DESCETÀLU E IL CAVALLO BARDATO

IL RITO DELLA VESTIZIONE

Alcune signore vestite di nero spazzolano la coda voluminosa del cavallo. Altre sedute l’una di fianco all’altra cuciono una trina bianchissima. Sono i giorni che anticipano la Cavalcata, solenne e plurisecolare tradizione che ogni anno si rinnova per celebrare Sant’Oronzo, protettore di Ostuni dalla II metà del XVII secolo. Quasi quaranta cavalli percorrono le vie principali della città scortando la statua d’argento del Santo.


La gran parte dei partecipanti si tramanda di padre in figlio l’onore di far parte del drappello di scorta. Le donne delle famiglie dei cavalieri hanno un ruolo fondamentale durante i preparativi e nei giorni successivi alla Cavalcata. Sono loro che la notte del 26 di agosto, mentre il cielo si illumina di fuochi d’artificio, iniziano a scucire le trina e i pizzi merlati che decorano la gualdrappa del puledro. Scuciono tutto per conservare ogni stoffa con cura. Per poi tirarle fuori l’anno dopo quando la festa sarà vicina. IL RITO Alle tre del pomeriggio del 26 di agosto di ogni anno in molti cortili di case antiche di Ostuni si può assistere alla vestizione del cavallo. “Lu descetàlu, lu descetàlu. Chi ha preso lu descetàlu?” E’ questo ciò che sentirete urlare: sono le voci delle moglie, delle madri, delle nonne dei cavalieri che cercano il ditale, l’anello prezioso con cui cucire. Sono gli ultimi ritocchi al mantello del cavallo. Con una piccola saponetta ammorbidiscono l’ago e pazientemente annodano i fili di una tradizione. La fede attraversa il velluto intarsiato con swarovscki e pizzi merlati. Alle 18 tutto è quasi pronto. Mancano solo il pennacchio, le coccarde lungo la criniera e l’ultima spazzolata. Alle 19 il cavaliere salirà sulla sua groppa per celebrare il Santo che da una roccia fece il miracolo di far sgorgare acqua, dando refrigerio a tutta la città.

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‘LU DESCETÀLU AND THE DRESSED UP HORSE

The ritual of the dressing Different women dressed in black brush the voluminous tail of the horse. The others sit, one person next to the other and another sews a white, fine-worked material. These are the days that lead up to the festivity “Cavalcata”, this is one of many and most important century old traditions which is re-celebrated every year, Saint Oronzo, the protector of Ostuni from the second half of the XVII century. Nearly 40 horses walk the main streets of Ostuni accompanying the silver statue of the Saint. The large part of participants have inherited the honor to take part in the costumed procession, from father to son. The women of the family of the riders have a fundamental role during the preparation and the days after the “Cavalcata”. It is them that the night of the 26th August, while the night sky is lit by fireworks, start to un-sow the fine-worked material and the lace that decorate the clothes on the main horses. They un-sow everything in order to conserve every material with care. It will then be opened up again when the festival comes again the following year. THE RITUAL At three in the afternoon on the 26th August of every year in many courtyards of antique houses in Ostuni one can assist to the dressing of the horse. “Lu descetàlu, lu descetàlu. Who has taken lu descetàlu?” This is what you will hear shouted: they are the voices of the wives, the mothers, the grandmothers of the riders who look for their thumble’s, the precious instrument that they use to sew. There are the last minute touch’s on the dress of the horse. With a little soap they soften the needle and patiently cross the threads of a tradition. At six o’clock everything is nearly ready. The only thing missing is the horses hat, the horses hairdressing, and the last brush. At seven o’clock the rider mounts his horse to start the celebration of the Saint, who with a miracle made water run from a cave, refreshing the city.


CHE FICHI! Proverbio ostunese: "fichë a llu scìë, e jùva a llu vënië" (fichi nell’andare e uva nel tornare) Per dire che i fichi più saporiti si hanno all’inizio del periodo della villeggiatura, così come lo è l’uva verso la fine dell’estate.

I FICHI SPACCATI SULLE SCIAIE Spannë, vundà, accucchià, mbërnà li fichë Stendi,rivolta, appiccica e inforna i fichi I fichi secchi sono prodotti facendoli essiccare al sole per circa una settimana, in seguito vengono sterilizzati in vari modi e commercializzati. Ancora oggi le donne utilizzano la “sciaia” come letto su cui stendere i fichi tagliati a metà. Le sciaie sono fatte di canne sottili legate fra loro che permettono ai frutti di ventilare e scolare attraverso le fessure il succo mieloso. In altri comuni, come ad esempio a Ceglie, si chiama “cannizzo” La fase di essiccazione è curata amorevolmente dalle donne, le quali giornalmente li girano, ora da una parte ora dall’altra, rientrando frettolosamente le sciaie, tenute sui terrazzi o in altri luoghi aperti, se si preannuncia qualche temporale estivo. Quando la fase dell’essiccazione è perfetta, i fichi vengono lavati, aperti e ripuliti da eventuali impurità, e successivamente farciti con mandorle tostate ed accoppiati, poi disposti in ordine nelle teglie per essere infornati.


La ricetta dei fichi nello sciroppo di limone Ingredienti per 1 kg di conserva: Fichi secchi: 500 gr; Mandorle sbucciate: 200g; Limoni 3; zucchero 130 gr; Brandy 1 bicchiere abbondante; Liquore Limoncello 3 cucchiai Lavate i fichi secchi in abbondante acqua tiepida. Usate possibilmente fichi secchi recenti. Se invece sono dell’anno passato, lasciateli in ammollo 15-20 minuti in acqua tiepida per farli ammorbidire. Asciugateli premendoli tra due fogli di carta da cucina. Farcite ogni fico con una o più mandorle e richiudete bene i frutti premendoli con le dita in modo che le mandorle non possano uscire. Spennelateli con un pò di brandy, da una parte e dall’altra e fateli asciugare 10 minuti. Passateli per due minuti nel microonde (se è necessario, cuoceteli in 2-3 riprese), regolato alla massima potenza, voltandoli a metà cottura (oppure nel forno a 180° per 10 minuti). Lavate i limoni, asciugateli e ricavate alcune spirali di scorza, senza la parte bianca. Sfregate le scorzette con carta da cucina inumidita nel brandy. Spremete 3 limoni, versate il succo in un recipiente aggiungendovi 130 grammi di zucchero e cuocete il tutto nel micronde finché lo zucchero si è completamente sciolto (5 minuti mescolando 2-3 volte). Fate raffreddare lo sciroppo e unitevi il brandy rimasto e 3 cucchiai di limoncello. Mettete i fichi dentro i vasi di vetro cercando di non lasciare spazi vuoti e alternandoli con spirali di limone. Versatevi sopra lo sciroppo che deve ricoprire completamente i fichi.

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FIGS SPLIT OPEN ON “SCIAIE”

"Sciaia" is the local name of a tipical table made with reeds, used for drying figs Dried figs are produced by leaving the figs in the sun for a week then preserved in a liquor before being sold. Even today, the "sciaia" is used as a bed on which to lay out the figs which have been cut in half. The “sciaie” are made of thin rods joined together that allow the fruit to airate letting

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the juice dripthrough the cracks. In other local towns, such as in Ceglie Messapica, it is called the "Cannizzo". When the drying phase is finished the figs are washed, opened and cleaned of any impurities and then stuffed with toasted almonds and placed on trays to be baked in an oven.


Recipe: Figs in lemon syrup Ingredients for 1 kg of preserved figs 500g dried figs 200g peeled almonds 3 lemons 130g.of sugar 1 cup of brandy 3 tablespoons of Limoncello liqueur Wash the figs in warm water. If the figs are from last year leave them to soak for 15-20 minutes in the water to soften them. Dry them by pressing them between two sheets of kitchen paper. Stuff each fig with almonds and close them by pressing them together tightly with your fingers. Paint the figs with a little brandy on one side and air dry for 10 minutes. Put them in the microwave on maximum power for 2 minutes (in batches if there are too many) turning halfway through (or in an oven on 180 degrees for 10 minutes). Wash the lemon and peel a few coils of the rind and then rub the peel with kitchen towel soaked in brandy. Squeeze 3 lemons and pour the juice into a container add the sugar and cook in a microwave for 5 minutes until the sugar is completely dissolved (stiring a couple of times). Let the syrup cool and add the brandy and limoncello. Fill glass jars with the fig mixture and some of your lemon peelings, trying not to leave empty spaces. Pour the syrup into the jars covering the figs. OSTUNIPOCKET 45


TUTTI PAZZI PER LA BRUSCHETTA

Ingredienti: una fetta di pane casalingo, olio di oliva, sale, origano o basilico, pomodoro fresco Abbrustolite sul fuoco una grossa fetta di pane casalingo e poi conditela con olio di oliva, sale e basilico oppure con origano. In molti ristoranti pugliesi la bruschetta viene servita insieme all’antipasto. A taranto e a Brindisi, dopo averla tostata sulla brace, la immergono velocemente in acqua e la ripongono un poco sul fuoco, infine la condiscono con olio, sale e pomodoro fesco. Vino consigliato Rosso di Cerignola. Colore Rosso rubino tendente al mattone; profumo vinoso, gradevole, sapore asciutto, corposo, giustamente tannico.

GOING CRAZY FOR TOASTED BREAD Rost a thick slice of home made bread on the fire, then season with olivo oil, salt and basilico or oregano. Mouch apulien ristorants serv it with antipasto. In Taranto and in Brindisi, after toasting the bread over a carchoal fire, they drip it quickly into water and put it again to dry over the fire. Finally they season the toasted bread with oil, salt and fresh tomato OSTUNIPOCKET 47


SPINE DI DOLCEZZA MARMELLATA DELLA BUCCIA DI FICO D’INDIA Ingredienti: 500 gr di polpa, 100 gr di zucchero, 1 mela, 1 limone Molto conosciuta è la marmellata di polpa di questo frutto. Più rara ma dal sapore molto dolce e dal colore rosso rubino è la marmellata della buccia del fico d’India. Togliere accuratamente le spine dalle bucce. Da premettere che l’ultimo strato della buccia del fico d’India si presenta come una pellicola. Sarà facile toglierla se le bucce vengono messe in ammollo in acqua fredda per almeno due ore. Una volta pulite di tutti gli aculei, sistemarle in una pentola con gli ingredienti di cui sopra.

PRICKLES OF SWEETNESS JAM MADE BY INDIAN FIG PEELS Ingredients: 500 g of indian figs pulp, 100g of sugar, 1 apple, 1 lemon The indian fig jam is well known, rarer but sweeter and deeply red is the jam made by peels of this fruit. Take off the prickles with care and then separate the two layers of the peel, the last one is like a membrane really easy to take away (before this operation it’s a good tip is to put the peels in the cold water for two hours). Put the peels cleaned by the prickles in a pot with the other ingredients. 48 OSTUNIPOCKET


COMUNE DI OSTUNI

APPUNTAMENTI GRANDI CONCERTI al Foro Boario. Ore 21 14/7 Giovanni Allevi 15/7 Roberto Cacciapaglia, 16/7 Maurizio Mastrini 17/7 Felice Pitolo 30/7 Modà 03/08 Marlene Kuntz 04/08 Mama Margias – Junior Kelly

08/08 Ornella Vanoni 09/08 Franco Battiato 10/08 Peter Pan Musical 12/08 Franco Califano 18/08 Eugenio Bennato (P.zza Libertà) 27/08 Dolcenera

EVENTI E CULTURA vivi gratis la città Un’emozione chiamata libro “A 150 anni dall’Unità d’Italia” XV edizione del salotto letterario sotto le stelle a cura della giornalista Anna Maria Mori e dell’Assessorato alla Cultura. Chiostro San Francesco ore 21. 10/7 Federico Rampini - “Occidente estremo” 13/7 Pino Aprile - “Terroni” 18/7 Marco Demarco - “Terronismo” 20/7 Irene Bernardini - “Elogio di una donna normale” 27/7 Isabella Bossi Fedrigotti – “Se la casa è vuota” 5/8 Mario Desiati - “Ternitti” 10/8 Pierfrancesco Pacoda - “Salento amore mio” 19/8 Giancarlo De Cataldo - “Traditori” 22/8 Serena Dandini - “Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini” Altri incontri con l’autore Chiostro San Francesco ore 21 3/7 Nicolangelo Ghizzardi - “Taranto tra pistole e ciminiere” 14/7 Ferdinando Sammarco “Arthas - L’Epopea del Popolo Messapico”, partecipano il Prof. Donato Coppola e la Dr.ssa Vita Soleti 16/7 Emilia Sarogni - “Il contrabbando della vita” 31/07 Dario Franceschini - “Daccapo” 9/08 Franco Coalizzi - Un potere più grande 18/08 Eugenio Bennato - “Brigante se more” (ore 19,30) OSTUNIPOCKET 49


MUSICA, TEATRO, CINEMA E MOSTRE (ingresso gratuito) LUGLIO 10/7 RCBeach 2011, Camerini, marina di Ostuni, ore 10 11/7 The Art of Modern Crooner - concerto JAZZ - a cura di A.di Lorenzo, Chiostro San Francesco, ore 21 12/7 Musical La Strada per le stelle, Chiostro San Francesco, ore 21 Da 13/7 al 7/8 Prof. Francesco Bagnulo (1911-1991), Retrospettiva a cura del Prof Guastella, Centro di cultura “D. Cirignola” 14/7 Corrado Sgura Group in concerto - world music, jazz fusion, Chiostro San Francesco, ore 21 14-25/7 Villaggio sudamericano Pueblo Latino, Villa comunale, ore 20 15/7 Cinema per l’ambiente “Non c’è più una majorette a Villaba”, Chiostro San Francesco, ore 21 16/7 Festa della Madonna del Carmine – processione, concerto bandistico, fuochi pirotecnici, ore 19 17/7 RCBeach 2011, Costa Merlata, Marina di Ostuni, ore 10 17/7 Cantiamo te - concerto corale – Chiostro San Francesco, ore 21 19/07 Festa Bandiera Blu 2011 – piazza Libertà, ore 21 20-24/07 Ostuni Music Beer Fest – Foro Boario, ore 21 21/07 Ostuni Non Solo Jazz – concerto con G. Albanese – Chiostro S. Francesco, ore 21 22/07 Spettacolo teatrale “Fra Le Nostre Ali” di A. Bagai -Teatro Santa Maria di Agnano, ore 18,30 22/07 Convegno “Demenze e Alzheimer: voglio vivere…a colori”, Scalinata Antelmi, ore 18,30 22-23/07 Film Festival Internazionale Salento Finibus Terrae - Chiostro S. Francesco, ore 21 22-24/07 Gran Premio Città di Ostuni – Off Shore, Villanova Camerini, marina di Ostuni 23/07-15/08 Teatri di Terra - IX rassegna teatrale per tutta la famiglia, C.da Foragno, ore 21 24/07 “Fra Le Nostre Ali” di A. Bagai –P.zza Libertà, ore 21 24/7 RCBeach 2011, Costa Merlata, Marina di Ostuni, ore 10 26/07 Presentazione Restauro Tela del ‘700 “Martirio SS. Medici” di D. Carella, Chiesa di S. Vito Martire, ore 20,30 26/07 Concerto Classico Chiesa di S. Vito Martire, ore 21,30 26/07 Cinema per l’ambiente “Milano 2015 Exposed” – Chiostro S. Francesco, ore 21 26/07 “Minchino Show Live” con A. Costa e la sua Band, Scalinata Antelmi, ore 22 50 OSTUNIPOCKET


28/07 Ostuni Non Solo Jazz – concerto con V. Abbraciante Quartet – Chiostro S. Francesco, ore 21 29/07 Torneo di Bridge, Chiostro S. Francesco, ore 19 29-31/07 Festa del Mare, Villanova, Camerini 29-31/07 Meeting Estivo “Rete della conoscenza”, Villa Comunale, ore 21 30/07-07/08 Mostra nella Biblioteca Diocesana, P.tta Cattedrale, ore 19-23 31/07 RCBeach 2011, Lido Morelli, Marina di Ostuni, ore 10 31/07 VIII Raduno “Attacchi d’Epoca”, Foro Boario e V.le Quaranta, ore 19 AGOSTO 1/08 Presentazione Restauro Tela del ‘700 “S.ta Teresa Dalila”, Chiesa di S. Vito Martire, ore 20,30 1/08 Concerto Lirico Chiesa di S. Vito Martire, ore 21,30 2/08 “Voci di Luna”, musiche da Film con il duo Salvemini e Libardo, Chiostro S.Francesco, ore 21 2/08 Fisarmonicando Latin Liscio, Diana Marina, ore 21 2-15/08 40° anno attività artistica “La Mia Terra”, mostra del M°.G. Roma, Confr. Purgatorio, ore 17-22 3/08 Concerto del tenore F. Artigliato, Chiostro S. Francesco, ore 21 3-4/08 Festival “Riot Village 2011”, Foro Boario, ore 21 3-7/08 Masseria del Cinema, Masseria Mangiamuso 4/08 Le nuvole cantano… De Andrè, Chiostro S. Francesco, ore 21 6/08 Giornata dell’Olio Extravergine d’Oliva, Chiostro S.Francesco, ore 9-23 7/08 RCBeach 2011, Pilone, Marina di Ostuni, ore 10 7/08 Mostra dell’amico a quattro zampe, Boschetto Aquaro 7/08 Festa della Madonna della Grata – Processione ore 19 7/08 I benefici della dieta mediterranea, Chiostro S, Francesco, ore 21,15 7-31/08 mostra fotografica “Reportage in India”, di S. Valente, centro Cirignola, ore 18-24 8/08 Sulle tracce d’altro, i percorsi dell’oltre, Chiostro S. Francesco, ore 21 9/08 Concerto Tonino Zurlo Ensamble Motacunto on Stage, parco S. Maria D’Agnano, ore 18,30 9/08 Letture galileane, Chiesa delle Monacele, ore 20,30 9-18/08 Mostra Leggere il ciaelo, Biblioteca Diocesana, ore 19-23 10/08 Dancing Italiano di G. Convertini, Villa Comunale, ore 21 10-16/08 Torneo di Tennis di Doppio Giallo, Circolo Tennis 11/08 Presentazione Restauro Tela del ‘700 “Madonna del Carmine con Maria Maddalena dei Pazzi”, Chiesa di S. Vito Martire, ore 20,30 11/08 Concerto lirico Chiesa di S. Vito Martire, ore 21,30 12/08 “Scrutando il Cielo” con esperti di meteorologia, chiostro S. Francesco, ore 20


12/08 6ª edizione Progetto Rock No Competition, Villa Comunale, ore 21 13/08 Work Song, viaggio nella musica afroamericana, Chiostro S. Francesco, ore 21 13/08 Das in concerto, Villa Comunale, ore 21,30 14/08 RCBeach 2011, S.Lucia, Marina di Ostuni, ore 10 14/08 Tre passi nel verde, Chiostro S.Francesco, ore 16.30 14/08 Lo Scudo mensile di informazione 90° anniversario, Chiostro S. Francesco, ore 21 15/08 Cinema per L’ambiente – cortometraggi, Chiostro S. Francesco, ore 21 16/08 Pagine di vita ostunesi, musica e cabaret con R. Attanasio, R. Bruno, P. Rapanà, L. Cirasino, Chiostro S. Francesco, ore 21 17/08 “Il fenomeno del Brigantaggio”, Chiostro S. Francesco, ore 21 20/08 I sapori del folklore, Villa Comunale, ore 18,30 20/08 Ostuni Non Solo Jazz – concerto con Jazz 101, Chiostro S. Francesco, ore 21 21/08 13° Trofeo S. Oronzo, Staffetta, piazza Libertà, ore 19 21/08 Mostra spettacolo “Tarantafemmina”, Chiostro S. Francesco, ore 21,30 23/08 Fabio Pinto Quintet, chiostro S. Francesco, ore 21 24/08 Le Città Bianche d’Europa, Chiesa delle Monacelle, ore 19 24-27/08 Concerti bandistici in occasione della FESTA PATRONALE di S.ORONZO, piazza Libertà, ore 20 25/08 Raduno partecipanti Cavalcata di S. Oronzo, area mercatale, ore 18 26/08 Fuochi pirotecnici festa patronale, Foro Boario, ore 24 27/08 Premiazione Cavalieri della Cavalcata, p.zza Italia, ore 19

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28/08 3ª edizione Ferrari Days, area mercatale, ore 10 28/08 Recital lirico “I venti della Puglia”, p.zza Libertà, ore 21 29/08 1ª edizione “Talenti Emergenti Ostunesi”, chiostro S. Francesco, ore 21 30/08 “Stun’is Pop-Pop Around Sande Ronze” manifestazione musicale umoristica, Chiostro S. Francesco, ore 21 31/08 “Cinema per l’ambiente – Polvere: il grande processo dell’amianto”, Chiostro S. Francesco, ore 21 SETTEMBRE 3-4/09 “Gli Ultimi 25 Anni della Politica Ostunese nella Matita di Enzo Farina”, Chiostro S. Francesco, ore 21 3-10/09 “Mostra Arte In-Con-Temporanea”, Palazzo Cirignola, ore 17-22 4/09 “Concertino Romantico”, Villa Comunale, ore 21 9/09 “Concerto Pianoforte” con la partecipazione di Don Carlo Josè Seno, Cinema Roma, ore 21 9-11/09 “1° Salone Nautico Ostunese dell’Usato”, Villanova 12-18/09 “Torneo Nazionale Open Maschile – limitato 2.4 – IV Memorial Franceschini”, Circolo Tennis Ostuni 17-24/09 “Mostra Iconografica”, Biblioteca Diocesana 18/09 “Cinema per l’ambiente – Sentire l’Aria”, Chiostro S. Francesco, ore 21 24-25/09 “Spettacolo Western Show”, Foro Boario, ore 9-20 24-25/09 “Concorso mostra fotografica – Il mio Amico cucciolo”, Chiostro S. Francesco e p.zza Libertà 26/09 “Festa dei SS. Medici”, Parrocchia SS. Cosma e Damiano, ore 19

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MERCATINI E ZACAREDDE (antiquariato) LUGLIO 21-24/07 Mercatino delle Eccellenze Alimentari – V.le O. Quarta, ore 19 Zacaredde – Ogni seconda domenica del mese attorno alla villa comunale, dalla mattina al tramonto. Tutto l’anno - con cadenza mensile - si svolge a Ostuni “Zacaredde”, termine dialettale con cui è chiamato il mercatino dell’antiquariato. Migliaia di visitatori e collezionisti passeggiano sino al tramonto tra articoli del passato e oggetti più disparati e ricercati.

PIZZICA E TARANTELLE (inizio spettacoli ore 21) LUGLIO 6/7 Pizzica e tarantella, gruppo folk “Città di Ostuni”, centro storico 13/7 Pizzica e tarantella, gruppo folk “Lu Barcarulu”, centro storico 20/07 Pizzica e tarantella, gruppo folk “La Stella”, centro storico 24/07 Pizzica e tarantella, con il gruppo folk “Lu Barcarulu”, Villanova 24/07 Concerto Tau Banda della Terra, Chiesa Monacelle, Piazzetta Cattedrale, ore 20 27/07 Pizzica e tarantelle, gruppo folk “Città di Ostuni”, centro storico AGOSTO 1/08 Pizzica e tarantelle, spettacolo con il gruppo folk “Lu Barcarulu”, Villa Comunale 3/08 Pizzica e tarantella con il gruppo folk “La Stella”, centro storico 10/08 Pizzica e tarantella con il gruppo folk “La Stella”, centro storico 11/08 Figli di madre ignota, mix di musica balcanica e tarantelle, piazza Libertà, ore 22 14/08 Pizzica e tarantelle, gruppo folk “Città di Ostuni”, Camerini 17/08 Pizzica e tarantelle, gruppo folk “Città di Ostuni”, centro storico 17/08 Pizzica e tarantelle, gruppo folk “La Stella”, Costa Merlata 23/08 Pizzica e tarantelle, gruppo folk “Lu Barcarulu”, centro storico 31/08 Pizzica e tarantelle, gruppo folk “Città di Ostuni”, centro storico 56 OSTUNIPOCKET


SAGRE e ITINERARI 6-13-20-27/7; 3-10-17-23-31/8 VIVI IL CENTRO STORICO DI NOTTE - Visite guidate nel centro storico con partenza da Piazza Libertà, ore 21 (gratis) 21-28/07; 4-11/08 Scopri la Città con Mamma e Papà – visita guidata con partenza da Scalinata Mons. Antelmi, ore 18 (prenotazioni tel. 328.1015568) 6-7/08 3ª Sagra della Frisa e della Risa, villa Comunale, ore 17 15/08 35ª edizione Sagra Vecchi Tempi Ostuni Animata, v.le Quaranta, ore 19

DA NON PERDERE DURANTE L’ANNO SETTEMBRE 4-10/09 “19° Festival Internazionale degli Artisti di Strada” 11-18/09 “16° Festival Settimana Azzurra di Marinando” OTTOBRE 14-16/10 “Festa del Cioccolato” 17-22/10 “Settimana dei bambini del Mediterraneo 24-30/10 Settimana della Solidarietà NOVEMBRE Girogola, tutti i giovedì percorso enogastronomico nel Borgo Antico 11-13/11 Festa de Vino Novello DICEMBRE/GENNAIO Presepe vivente nelle vie del centro storico e lungo viale Oronzo Quaranta FEBBRAIO 3/02 Festa di San Biagio DOMENICA DOPO PASQUA Festa della Madonna della Nova 58 OSTUNIPOCKET


OSTUNI

Centro Storico


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CARABINIERI CORPO FORESTALE CROCE ROSSA EMERGENZA RADIO GUARDIA DI FINANZA GUARDIA MEDICA BIBLIOTECA COMUNALE POLIZIA PRONTO SOCCORSO SERVIZI SOCIALI URP: VIGILI DEL FUOCO VIGILI URBANI UFF. INFORM. TURISTICA

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0831 301010-301597 0831 332050 0831 302381 0831 305859 0831 333935 0831 309277 0831 303973 0831 337411 0831 302590 0831 333449 0831 307306 0831 301222 0831 331994 0831 301268


5 Vele Legambiente COMUNE DI OSTUNI Bandiera BLU 2011

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