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PARLAMENTO 5 STELLE www.beppegrillo.it/movimento/parlamento

Napolitano: MoVimento call to action! #impeachment #vogliamosapere

I partiti vogliono liquidare la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica in “venti minuti” come ha ventilato uno dei componenti del comitato parlamentare per i procedimenti d’accusa. Così da lasciare per sempre un’ombra, dilatare tutti i legittimi dubbi dell’operato di Giorgio Napolitano. Solo il MoVimento 5 Stelle ha avuto la forza di spazzare via dall’orizzonte ogni aspetto controverso, presentando formale denuncia grazie alla quale il caso è ora trattato dalla commissione. Ma, come sempre, i partiti vogliono chiudere subito la pratica. Abbiamo bisogno che i cittadini facciano sentire la propria voce, che chiedano ai membri del comitato di non archiviare tutto come se niente fosse e di attivare invece un’indagine. Per eliminare per sempre questa pesante ombra che accompagna Napolitano in tutti i suoi atti. Cliccate sul nostro sito e passate all’azione! Fate sapere ai componenti del Comitato per la messa in Stato d’Accusa che vogliamo un’inchiesta seria, in nome della trasparenza e affinché non restino dubbi: con il telefono, le mail e i tweet si può fare molto. E per i banchetti e i meetup, ecco il volantino da scaricare e stampare. Informare i cittadini è una priorità assoluta. Grazie per il vostro aiuto! VOLANTINO STAMPABILE www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/m5simpeachvolant1.png

INFORMAZIONI DAL PARLAMENTO 5 STELLE

Foglio di informazione non ufficiale in uscita come file PDF e stampato in proprio. Ideato, progettato e realizzato da Sara Bertilorenzi, via Palestro 36, Massa, 54100 - MS (art.2 comma 1 L.47/1948). Redazione in MoVimento lavora sul MeetUp Toscana 5 Stelle al seguente link http://bit.ly/1bDBtEi Questo foglio è di libera diffusione e può essere liberamente stampato, copiato, pubblicato, ecc. Lo trovi anche sull’omonima pagina Facebook o su http://infoparlamento5stelle.blogspot.it/

Sovversivi a chi? Sandro Pertini I Legislatura, Senato seduta n°937 del 11 febbraio 1953 [...] Orbene, onorevole De Gasperi, lei fa chiedere l’urgenza per una legge che non riguarda l’interesse del Paese, per una legge che riguarda esclusivamente l’interesse del suo partito e l’interesse dei suoi parenti poveri, i quali vanno sognando di potersi arricchire a spese altrui. Ed allora io le chiedo, onorevole De Gasperi, come mai ella e i suoi non abbiano dimostrato la stessa frenesia di accorciare i termini per altre leggi che interessano direttamente il Paese. Perché, vivaddio, lei non ha fatto chiedere l’urgenza per le leggi che dovrebbero dare vita a quegli istituti previsti dalla Carta costituzionale e che varrebbero a consolidare la democrazia in Italia? Naturalmente pur di attuare il suo

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proposito, e cioè di varare questa legge, ella, onorevole De Gasperi, non ha esitato e non esita a violare il Regolamento e la Costituzione. E mi consenta di farle un garbato ammonimento: “Veda, onorevole De Gasperi, quando una classe dirigente viola le leggi che essa stessa si è date, apre la strada alle più pericolose avventure; d’altra parte, signori del Governo, come voi potete pretendere l’osservanza della legge quando voi siete i primi a violare la legge? Non dovete stupirvi che questo vi venga detto da uomini che voi andate definendo “sovversivi”, “sovvertitori dell’ordine costituto”! Noi ancora una volta, onorevole De Gasperi – e mi appresto ad entrare in merito alla mia pregiudiziale – difendiamo la Carta costituzionale più di quanto non la difendano i suoi, perché essa è costata parecchio: abbiamo pagato un alto prezzo per conquistarla al popolo italiano, abbiamo dovuto pagare anni di galera, versare molto sangue nelle nostre file. La Carta costituzionale è dunque una cosa che appartiene soprattutto a noi, è una nostra conquista e la difenderemo sempre, in ogni circostanza, onorevole De Gasperi.

5 GIORNI A 5 STELLE #InEquitalia FATTI, NON GOSSIP. OGNI VENERDÌ IN DIRETTA ALLE 13.30 SU WWW.PARLAMENTARI5STELLE.IT Quando i cittadini fanno la differenza. Nessun quasi 400.000 italiani. Se c’è chi ascolta i telegiornale o grande quotidiano ve lo ha cittadini, la partitocrazia continua ad essere raccontato, ma questa settimana il Movimen- sorda e non tiene conto della voce del buonto 5 Stelle è riuscito ad ottenere due grandi senso, dell’onestà e della giustizia. vittorie. Alla Camera sono state approvate Alla Camera è passato con l’ennesimo voto due proposte dei nostri portavoce. di fiducia il decreto “svuota carceri” che All’interno del Decreto Italia è stata abolito ha libererà mafiosi, assassini e stupratori, il famigerato “articolo 8” che massacrava mentre in Senato è stato votato il decreto artigiani e automobilisti per portare miliardi “Terra dei Fuochi” che, al di là del nome non di euro nelle tasche delle assicurazioni. risolve un problema gravissimo. Per questo Approvato anche l’emendamento del M5S ci siamo opposti. che blocca le cartelle di Equitalia per chi ha Sempre in Senato tutti i partiti hanno detto crediti con lo Stato. Cittadini tra i cittadini, “no” alla proposta del Movimento 5 Stelle siamo scesi in piazza per ascoltare e portare per istituire il ‘Politometro’ che avrebbe in Parlamento la voce degli esodati, un permesso di verificare gli arricchimenti problema di giustizia sociale causato dalla illeciti di politici e dirigenti pubblici negli riforma Fornero che ha eliminato i diritti a ultimi 20 anni. 1


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PARLAMENTO 5 STELLE Svuotacarceri: i ‘Mammasantissima’ ringraziano Giulia Sarti Camera Seduta n°165 del 3 Febbraio

missione a mettere a punto qualche contentino, con qualche emendamento della maggioranza, ma la sostanza non cambia. Il problema della decretazione d’urgenza è questo, che si provocano danni ai cittadini italiani, ai detenuti, a tutti e, soprattutto, ai diritti dei parlamentari.

Fiat: ponti d’oro per chi fugge Signor Presidente, ci sarà, ovviamente, occasione domani, con le dichiarazioni di voto sulla fiducia, di spiegare cosa c’è che non va in questo decreto. Quello che, però, è importante far capire già da stasera, in modo tale che rimanga agli atti, e che domani verrà ripetuto, visto che, purtroppo, non ci potrà essere la discussione su tutti gli emendamenti, quello che deve rimanere in quest’Aula e che tutti devono sapere è che i danni provocati dalla decretazione d’urgenza si vedono. Si vedono perché, se un decreto viene emanato, come è successo in questo caso, senza che vi sia l’esame da parte della sede competente, cioè la Commissione giustizia di questa Camera o tutte le Commissioni che lavorano in questo Parlamento, succede che, come in questo decreto, i benefici che arrivano fuori da qui sono per tutti i detenuti, tra cui mafiosi, come abbiamo detto, che se ne sono avvalsi durante le vacanze di Natale. E queste non sono invenzioni del MoVimento 5 Stelle: sono preoccupazioni dello stesso procuratore nazionale antimafia. Noi siamo stati tacciati di allarmismo, di qualunquismo, di sbagliare i termini, perché si parlava di indulto mascherato. Allora, ci sono i nomi delle persone che intanto ne hanno beneficiato e chissà quante altre saranno: Nicola Ribisi, boss mafioso di Agrigento, di Palma di Montechiaro; addirittura, anche Gilberto Caldarozzi, ex capo dello Sco, condannato per le violenze alla scuola Diaz di Genova. E chissà quanti altri! Qui, oggi, non c’è il tempo per parlarne e non ci sarà il tempo domani: avremo quei dieci minuti per la dichiarazione di voto sulla fiducia, ma quante nefandezze che ci sono in questo decreto, dai braccialetti elettronici a un Garante dei detenuti senza poteri, senza soldi e di nomina governativa, alla super liberazione anticipata. C’è di tutto che non va! Oggi siamo riusciti in Com-

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Alberto Airola Senato Seduta n°181 del 4 Febbraio

Signora Presidente, colleghi, vi pregherei di seguire questo intervento, perché riguarda la FIAT. La FIAT lascia Torino e l’Italia, ormai è ufficiale: nuovo marchio, nuovo logo, nuova sede legale in Olanda, nuova sede fiscale a Londra. La politica applaude, si spella le mani - come ha sempre fatto - senza farsi e senza fare una semplice domanda: che cosa ci guadagna il nostro Paese da questa operazione? Dati alla mano, che cosa ce ne viene in termini di posti di lavoro, di pubblico bilancio e di benessere sociale da questo nuovo marchio? Dopo una morte lenta, fatta di promesse tradite, di piani industriali mai presentati, di ricatti e referendum a danno dei lavoratori, con ritorsioni sui sindacati (parlo di quelli veri: SLAI Cobas, FIOM, USB), di un altisonante progetto «Fabbrica Italia» da 20 miliardi di euro che non si sono mai visti (zero euro in cambio di tantissimi soldi pubblici: dal 1977 ad oggi 7,6 miliardi di euro), mi chiedo: che cosa dobbiamo aspettarci adesso? Finora abbiamo finanziato lo smantellamento di un’industria, la perdita di posti di lavoro e di diritti dei lavoratori. Ma la FIAT, o meglio la FCA, come si sa, è votata al profitto. Dobbiamo guardare a chi glielo ha permesso: è la politica, siete voi signori: Fassino, Chiamparino, Cota. A Torino governa il PD. In Regione l’alternanza è tra PD, Lega e PdL, così come per i Governi nazionali degli ultimi venti anni. Vi siete spesi per anni per tessere le lodi della Fiat: e adesso? Adesso come prima, ancora applausi: fedeli alla linea, nulla di fatto.

Concludo ricordandovi alcune vostre dichiarazioni: «Pronto ad allearmi con Marchionne» (Fassino, 2007); «Se lavorassi alla Fiat, voterei sì al referendum su Mirafiori» (Fassino, 2010); «Sto dalla parte di Marchionne, senza se e senza ma» (Renzi, 2011); «Marchionne ha confermato l’italianità della Fiat e il piano di investimenti da 20 miliardi»; (Chiamparino, 2011). Non si è mai visto. «Dobbiamo fidarci di Fiat» (Fassino, 2003); «Complimenti a Marchionne» (Cota, 2014); «Con Marchionne, a scopone scientifico, vincevamo sempre io ed il vice sindaco De Alessandri» (e questo è ancora Chiamparino, la settimana scorsa). Siete forti con i deboli e deboli con i forti, tranne che a scopone scientifico: vergognatevi!

Politometro bocciato ma ci riproveremo! Laura Bottici Senato Seduta n°181 del 4 Febbraio

Signor Presidente, comprendo che su questo emendamento si sia espresso parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. Voglio però ricordare che con tale emendamento si prevede uno strumento che noi abbiamo chiamato in qualche modo politometro. C’è il signor Scajola che si accorge improvvisamente che qualcuno gli ha regalato un appartamento. Nei prossimi giorni avremo in discussione in Consiglio di Presidenza la costituzione come parte civile del Senato nel processo che vede imputati Lavitola, Berlusconi e De Gregorio. Parliamo di arricchimenti illeciti. PRES: Senatrice Bottici, questo non ha alcuna attinenza con l’emendamento al nostro esame. Poi, su alcune delle vicende da lei citate, ci sono già state delle sentenze. Parli dell’emendamento che è improcedibile. BOTTICI: C’entra: mi faccia spiegare l’attinenza. Con l’emendamento 3.12 cercavamo di istituire uno strumento per verificare «arricchimenti illeciti ai danni dell’erario da parte di chi ricopre, o abbia ricoperto negli ultimi venti anni,


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cariche pubbliche elettive o incarichi di rilievo nelle pubbliche amministrazioni, basato su un confronto del patrimonio del soggetto con tutti i redditi». Se io guadagno 100, non posso poi avere un patrimonio che equivale a 1.000: non è che i soldi crescano come funghi. E questo avviene specialmente con i politici italiani. Quindi, noi chiediamo che sia istituito uno strumento per verificare i patrimoni dei politici italiani. Insisto per la votazione dell’emendamento 3.12.

Tana libera tutti i mafiosi Andrea Colletti Camera Seduta n°168 del 6 Febbraio

Siamo qui a votare un nuovo, ennesimo decreto svuotacarceri, un’emergenza, Ministro, creata da voi, che in vent’anni di mala politica avete aggravato e non avete voluto risolvere. Il vostro piano carceri straordinario ed in emergenza dal 2010 ha prodotto zero veri nuovi posti carcere. Questo provvedimento è come l’indulto del 2006, fra qualche mese avremo la stessa emergenza e chi entra nel carcere subirà le stesse medesime condizioni. Ministro, Presidente, l’indulto non risolve il problema del sovraffollamento carcerario. Però mi devo rivolgere ai detenuti e alle loro famiglie, per questa classe politica voi detenuti siete solo merce di scambio, in realtà a questa classe politica non gliene frega nulla di voi, Abbiamo proposto una depenalizzazione per coloro che usano e consumano cannabis, ma voi ovviamente, partiti, nulla. Invece, ancora una volta siamo stati solo noi a denunciare le assurdità e le opacità di questo decreto-legge nel vostro pieno silenzio. Se non ci fossimo stati noi l’esclusione dei reati di mafia non si sarebbe mai avuta; il Governo è stato in silenzio, Ministro, abbiamo chiesto nomi e numeri dei mafiosi che uscivano ed il Governo, nulla. Un assordante e impenetrabile silenzio. E cosa dire della firma complice del Presidente della Repubblica Napolitano, che firma questi decreti ma poi si rifiuta di testimoniare a

Palermo sulla trattativa Stato-mafia? PRESIDENTE. Onorevole Colletti. Onorevole Colletti... COLLETTI: E cosa dire del silenzio della stampa? Ci troviamo ogni giorno delle paginate, a maggio, a luglio, per celebrare l’anniversario delle stragi, però quando si fanno i favori ai mafiosi nulla, non esce nulla in questa stampa complice. Voi, Ministra Cancellieri, fate quello che nemmeno Berlusconi in persona ha avuto il coraggio o l’opportunità di fare. Presidente, questo decreto ha fatto uscire assassini, mafiosi e stupratori, lo dica anche alla Presidente Boldrini. Gli stupratori, quelli veri, quelli escono dal carcere con questo decreto. Anzi, Presidente, i rapinatori, gli assassini, i mafiosi, in realtà sono già usciti dal carcere con questo decreto. E dove sono i vostri eroi dell’antima-fia, i Violante, i Caselli, i Fava, i Lumia? Dove sono i parlamentari iscritti a Libera? Come mai sono rimasti in silenzio? Perché non parlano? Siamo dovuti intervenire noi al posto loro, siamo dovuti intervenire noi al posto vostro. E cosa dire dei deputati della maggioranza che prima negavano che questo indulto si applicasse ai mafiosi? PRES: Scusi, onorevole Colletti. Colleghi! BRUNETTA: Stiamo parlando come parlavano i grillini prima. PRES: Infatti ho richiamato anche loro prima. Onorevole Brunetta, stia sereno, ho richiamato anche i deputati del MoVimento 5 Stelle, prima. La ringrazio, onorevole Brunetta. Onorevole Brunetta, la prego, evitiamo polemiche inutili. COLLETTI: La ringrazio, Presidente. L’educazione tornerà di moda. PRES: Onorevole Colletti, se poi vogliamo continuare così, possiamo anche continuare così. Magari riprenda il suo intervento, gentilmente, e concludiamo. BRUNETTA. Disturbatori! PRESIDENTE. Ma la prego! COLLETTI. Cosa dire dei deputati della maggioranza, che prima negavano che questo indulto si applicasse ai mafiosi e poi, resisi conto dell’opposizione ferma del M5S e delle dichiarazioni dei veri magistrati che lottano contro la mafia, sono stati costretti a darci ragione? Li avete ascoltati? Avete ascoltato il giudice Nino Di Matteo, Scarpinato, Gratteri? Li avete ascoltati? Però, signori, ormai è troppo tardi, questo decreto dà i suoi

effetti già da prima di Natale. PRES: Onorevole Romano! Onorevole Romano, la richiamo! La prego proprio, mi sembra proprio inutile. Non è un modo di comportarsi. Si metta seduto e stia tranquillo se è possibile, se no esca, se non è interessato. Prego, onorevole Colletti. COLLETTI: Siamo sicuri che non sia interessato a questi favori alla mafia? PRES: Onorevole Colletti, lei prosegua, per favore. Lei non sta qui per fare commenti. Continui con il suo intervento, gentilmente, a meno che non vogliamo smettere di parlare e vogliamo continuare a dare questo spettacolo. Possiamo farlo, ma non credo che convenga a nessuno. A nessuno! Quindi, la prego di concludere, e prego tutti i colleghi di smetterla! BIANCONI: Non può dire una cosa così! PRES: La prego di smetterla! La prego di smetterla! Basta! Prego, onorevole Colletti! Onorevole Bianconi, la richiamo all’ordine. BIANCONI. Lei non può richiamarmi. PRES: E io la richiamo all’ordine pregandola, per favore, di consentire all’Aula di andare avanti. La prego. Grazie, onorevole Bianconi. COLLETTI. Voglio dire, colleghi, ormai è troppo tardi, questo decreto dà i suoi effetti già da prima di Natale. Voi siete colpevoli di aver dato un segnale alla mafia, un segnale di resa, un segnale di accondiscendenza, e questo per noi è inaccettabile. Qui in quest’Aula sembra che ci siamo tutti scordati di quello che è successo negli anni Novanta. Anzi, ve lo siete scordati voi. Qui avete applicato una misura che nemmeno Andreotti ha mai applicato. Nella lotta alla mafia non si può essere mai timidi, ma si deve essere fermi, inattaccabili nella fermezza della propria coscienza. Molti di noi non hanno vissuto il periodo stragista della mafia, ma noi siamo quei bambini e quei ragazzini che guardavano attoniti le immagini del vile attacco della mafia ad una parte, quella onesta, dello Stato italiano: quella parte che è stata lasciata sola mentre combatteva la mafia. Noi non ci arrenderemo alla vostra politica criminale, per noi non è tutto finito. Voi vorreste vederci schiavi, ma noi non ci arrendiamo, non ci arrendiamo per dare un vero futuro a questo Paese. Ci rappresentiamo in quelle persone che, invece di rimanere

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PARLAMENTO 5 STELLE inerti di fronte alla violenza, si sono ribellate pacificamente ma con forza: una forza d’animo che voi purtroppo non conoscete. Entrando in massa ai funerali degli agenti della scorta di Borsellino, cacciando lo Stato corrotto, urlando e gridando: fuori la mafia dallo Stato.

Camera - Commissione Difesa

Letta: senza soldi non si canta messa Walter Rizzetto Camera Seduta n°169 del 7 Febbraio

Signor Presidente, su quanto appena affermato dall’onorevole Rosato (richiesta di sospensione di 1 ora ndr), al netto che noi siamo d’accordo con questo modus operandi, registriamo però una fase drammatica rispetto ai lavori di questa mattina, poiché è arrivato un provvedimento in Aula per cui non ci sono neppure le coperture. E quindi il Governo, e in questo caso l’Esecutivo, deve prendersi questo tipo di responsabilità. Noi stiamo cercando, anzi voi state cercando, di governare questo Paese facendo passare in Aula ed in Commissione un provvedimento per cui non ci sono neppure i soldi. È una vergogna questo modus operandi, Presidente. Quindi io chiedo ufficialmente alla Presidenza che si rapporti con le Commissioni di competenza per rappresentare l’opinione anche del MoVimento 5 Stelle, che pur – e lo ripeto – essendo d’accordo nello specificare e nell’approfondire questo tipo di lavoro, non si può più andare avanti in questa maniera. È evidente che arrivano troppi decreti-legge, ed è evidente che ogni volta, quando arriva un decreto-legge, ci sono problemi di coperture. Quindi dobbiamo dare delle risposte ai cittadini che sono fuori da questi palazzi, e dobbiamo semplicemente andare avanti con i lavori. Noi è da stamattina, dalle ore 9,30, che aspettiamo di venire in Aula a discutere gli emendamenti e gli ordini del giorno: stamattina scopriamo, anzi stanotte scopriamo, che non ci sono la coperture. Secondo me è tutto sbagliato, è tutto da rifare.

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Chi sono i veri partigiani in difesa della Costituzione? Leggiamo su La Repubblica di oggi una frase attribuita all’On.Calipari.Il virgolettato dice: “Questa mattina ho dovuto difendere il finanziamento alle associazioni combattentistiche partigiane definite dai 5s ‘anacronistiche’, tanto che non hanno votato il provvedimento”. Posto che ieri mattina non c’è stata nessuna seduta della Commissione difesa sul merito (si è svolta, in realtà, il 21 gennaio 2014, dove ci siamo astenuti e abbiamo presentato un parere di minoranza favorevole a condizione di principi di trasparenza già espressi anche nel decreto missioni), vorremmo ricordare che il MoVimento 5 Stelle non ha mai chiesto la soppressione dei fondi alle associazioni partigiane e della guerra di Liberazione (originariamente semmai, nel decreto missioni, esisteva un emendamento di SEL in questa direzione, poi opportunamente ritirato). Durante lo stesso decreto missioni, il PD ha votato anzi favorevole ad un emendamento della commissione Bilancio che tagliava i fondi aggiuntivi per mancanza di coperture (cosa che non ha fatto il M5S). In sede di legge di stabilità abbiamo al contrario votato a favore di un reintegro dei fondi per le associazioni partigiane. Quello che abbiamo chiesto è semmai una riforma dei criteri di assegnazione dei fondi ad altre associazioni combattentistiche che facendo riferimento al Risorgimento e alla Prima guerra Mondiale ci appaiano, queste si, anacronistiche. Vorremmo tranquillizzare l’On.Calipari, noi ci riteniamo gli eredi di persone come Giacomo Matteotti, che per aver denunciato gli effetti della legge elettorale truffa venne barbaramente assassinato dai fascisti e di Piero Calamandrei che ricordava che “dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità della Nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché è là che è nata la nostra Costituzione”. Noi ci sentiamo partigiani della Costituzione, lei, On.Calipari, può dire altrettanto? visto come vi siete comportati sulla legge che derogava l’art. 138 della Costituzione e visto come intendono la democrazia i deputati del PD, visti gli ultimi accadimenti su Legge Elettorale e DL IMU-BankItalia? Massimo Artini - Vice Presidente Gianluca Rizzo - Capogruppo M5S Tatiana Basilio Emanuela Corda

Luca Frusone Angelo Tofalo Paolo Bernini

Numero 40 - Informazioni dal Parlamento 5 Stelle  

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