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PARLAMENTO 5 STELLE www.beppegrillo.it/movimento/parlamento

Attenzione: venditori di fumo all’orizzonte! #LeggeTruffa 251. I risparmi derivanti dall’attuazione dell’articolo I della legge 6 luglio 2012, n. 96, relativi all’anno 2013, sono accertati in 67.629.845 euro e sono destinati per l’importo di 60,5 milioni di euro per l’anno 2014 alla copertura degli oneri derivanti dai commi da 227 a 232. La rimanente quota, pari a 8.629.845 euro, confluisce nel Fondo per gli interventi strutturali di politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito con modificazioni dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Dopo i disastri in Sardegna il Governo ha attivato la sua macchina del fumo, sbandierando su tutte le gazzette che il fondo per le calamità naturali sarà rimpinguato dai 68 milioni derivanti dal taglio al finanziamento pubblico ai partiti. Compiaciuta approvazione generale... peccato non sia vero nulla. I 68 milioni per gli alluvionati, fiore all’occhiello del sottosegretario Legnini: 1) Non vanno alla Sardegna; 2) Non sono 68 ma 60 3) Il taglio al finanziamento ai partiti non è di questo Governo. Proviamo a spiegare. Il famigerato taglio al finanziamento pubblico è stato fatto dal governo Monti nel 2012, mentre il governo Letta non ha ancora fatto un bel nulla in proposito: la sua #leggetruffa dorme in Senato e chissà quando si sveglierà. La legge Monti, inoltre, già vincolava la destinazione dei fondi ai territori sconquassati dalle calamità naturali - o dall’urbanizzazione ad minchiam a partire dal 2009. Quindi Marche, Lucca, Massa Carrara, Genova, La Spezia, Toscana, L’Aquila, Calabria e Basilicata. Di Sardegna non c’è menzione, dato che non avevano

INFORMAZIONI DAL PARLAMENTO 5 STELLE

Foglio di informazione non ufficiale in uscita come file PDF e stampato in proprio. Ideato, progettato e realizzato da Sara Bertilorenzi, via Palestro 36, Massa, 54100 - MS (art.2 comma 1 L.47/1948). Redazione in MoVimento lavora sul MeetUp Toscana 5 Stelle al seguente link http://bit.ly/12PXxwP Questo foglio è di libera diffusione e può essere liberamente stampato, copiato, pubblicato, ecc. Lo trovi anche sull’omonima pagina Facebook o su http://info5stelle.wordpress.com/

la palla di vetro (anche se quando si parla di dissesto idrogeologico il futuro è purtroppo certo...). Ma la cosa più grave è che il governo Letta ha scippato quasi 8 milioni, 7.629.845 per la precisione, ai territori colpiti dalle calamità naturali: il comma 251 del maxiemendamento alla legge di stabilità dispone che dei 68 milioni previsti (e declamati da Legnini) 8 sono destinati a “interventi strutturali di politica economica”. In due parole: fare cassa! La notizia vera sarebbe quindi: “Abbiamo grattato 8 milioni agli alluvionati”. Scommettiamo che non la sentirete in nessun TG?

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Con 58 centesimi a pasto... Alessio Mattia Villarosa Camera Seduta n°124 del 25 Novembre

Signor Presidente, colleghi, non voglio fare un discorso fine a se stesso, non voglio parlare da solo, anche se l’Aula oggi lo permetterebbe. Voglio fare con voi un esercizio che sono sicuro che voi non fate mai perché di solito, quando gli stipendi sono alti, certe operazioni passano inosservate. Analizziamo insieme quali sono le spese necessarie per una persona, le spese che obbligatoriamente un uomo deve fare per vivere dignitosamente, non per strafare, ma per vivere. Un tetto lo dobbiamo avere? L’articolo 2 della nostra Carta costituzionale lo prevede: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale». L’articolo 2 della Costitu-

5 GIORNI A 5 STELLE #falsicomeGiuda FATTI, NON GOSSIP. OGNI VENERDÌ IN DIRETTA ALLE 13.30 SU WWW.PARLAMENTARI5STELLE.IT Una vittoria per andare oltre. La battaglia De Luca (Pdmenoelle). Per legge non potrebbe iniziata nel 2005 con la campagna Parlamento più ricoprire l’incarico di primo cittadino di Pulito, proseguita nel 2007 con il primo Vday Salerno da aprile, ma è ancora lì incollato alla per cacciare i condannati dalle istituzioni è ar- sua poltrona. Ora è pure plurindagato, anche rivata alla svolta. Il condannato numero 1, Silvio per corruzione. Se ne deve andare a casa! Berlusconi, è palesemente fuori dal Senato. Dobbiamo andare oltre ad una concezione Ora occorre andare oltre questa classe partitocratica che ha portato l’Italia allo sfascio. Una classe politica che anche nell’ultima legge di stabilità continua a prendere in giro cittadini e imprese, non abolendo l’Irap per le micro imprese come proposto dal Movimento 5 Stelle e spacciando per ‘reddito cittadinanza’ propagandistiche sperimentazioni locali finanziate con soli 40 milioni di euro.

dell’economia e dell’energia obsoleta, che vuole realizzare inutili e dispendiosi progetti come il gasdotto transadriatico Tap. Un progetto voluto da Letta che porterà guadagni esclusivamente alle solite compagnie energetiche ed alle banche, senza reali vantaggi nè per lo Stato nè per i cittadini. Andare oltre guardando anche agli errori del passato che hanno causato centinaia di migliaia di morti. Stiamo Occorre andare oltre a politici come il vice mi- parlando dell’amianto killer. nistro e sindaco renziano di Salerno Vincenzo

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PARLAMENTO 5 STELLE zione fa un richiamo a questi diritti che hanno la loro radice in una lunga tradizione storica e filosofica. L’idea di fondo è che esistono dei diritti naturali, cioè che appartengono per natura all’uomo e, perciò, precedono l’esistenza stessa dello Stato che, quindi, non li crea, ma deve semplicemente riconoscerli e garantirli attraverso leggi ordinarie. Quindi, Presidente, qui vi è un errore di forma. La nostra mozione non dovrebbe prevedere un impegno per il Governo, ma un obbligo. E io, quindi, allo stesso modo, sono obbligato ad avere un tetto, lo Stato deve obbligarmi a dormire sotto un tetto. Un affitto, in un paese normale - non dico a Roma, ma in un paese normale, altrimenti i conti già non tornano più se prendiamo come esempio queste città - costa più o meno 250 euro al mese a persona. Più o meno, secondo una media ISTAT. E, attenzione, perché tutti questi dati li ho presi da fonti ufficiali e pubblicati dall’ISTAT appunto. In questa casa dobbiamo viverci, quindi dobbiamo avere riscaldamento ed energia elettrica. In base ai dati ISTAT, avremmo una spesa, per il gas di circa 20 euro, per l’energia di circa 40 euro, per il riscaldamento di circa 15 euro. Siamo a 75 euro. Mettiamo che una manutenzione della casa in media per mese sia di 50 euro e che spendiamo in media 30 euro per la sanità (medicinali, piccole visite, analisi del sangue e quant’altro). Dovremmo anche spostarci. Non abbiamo una macchina, non abbiamo una moto, utilizziamo i mezzi pubblici. Diciamo che una spesa almeno di 55 euro al mese ci tocca farla. Ebbene, sapete a quanto siamo arrivati? A 460 euro. La pensione minima è 495 euro. E, comunque, stiamo vietando a questa gente di bersi un caffè al bar, di leggere un giornale o un libro, di andarsi a vedere un film al cinema. Stiamo dando per scontato che i tessuti dei loro abiti non si rovineranno mai. Stiamo dando per scontato che i compleanni, il Natale, la Pasqua, e tutti gli eventi di unione e solidarietà non si potranno festeggiare. Diamo anche per scontato che mangeranno il giusto. Ci sono rimasti 35 euro al mese per mangiare, 35 euro al mese per mangiare. Quindi, ai nostri cittadini, per lo più anziani, spesso soli, con problemi di salute e di mobilità, gli permettiamo di mangiare di lusso con 58 centesimi

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a pasto. In altre parole, permettiamo ai nostri nonni di vivere una vita devastante portandoli all’umiliazione, soprattutto nei momenti in cui leggiamo notizie del tipo: “Non ho i soldi per mangiare”, ha detto ai carabinieri un’anziana signora, residente in provincia di Perugia, sorpresa a rubare carne in scatola in un supermercato a Torgiano. La pensionata con disarmante sincerità ha spiegato ai militari di non avere i soldi per fare la spesa e di non essere in grado di pagare la carne prelevata il cui valore totale ammontava a 20 euro. Io vi sfido a mangiare con 58 centesimi, sfido tutti voi. Anzi, lancio una sfida: proviamo, nel mese di dicembre, a vivere con 495 euro al mese: chi di voi è disposto? Così, invece di ragionare sempre su basi teoriche, una volta proviamo a ragionare su basi pratiche. Ebbene, concludo: se chiuderete gli occhi davanti a queste notizie e alla nostra mozione dimostrerete il vostro valore, un valore non più alto di quello previsto per i pasti dei pensionati, 58 centesimi. Se non prenderete le giuste iniziative, per me - per me, ve lo ripeto - non varrete neanche quei 58 centesimi: varrete zero.

I badanti dei pensionati d’oro Riccardo Fraccaro Camera seduta n° 124 del 25 Novembre

Signor Presidente, colleghi, le pensioni d’oro sono, forse, una delle realtà più insopportabili dal punto di vista economico e morale che questo Paese conosca. L’esistenza di un divario così abissale tra chi, dopo 40 anni di duro lavoro, percepisce un sussidio da fame e chi, magari dopo pochi anni di attività da colletto bianco, intasca ogni mese un vero e proprio patrimonio rappresenta una lacerazione tanto profonda del tessuto collettivo da mettere a rischio la stessa tenuta del sistema Paese. Per questo, per noi del MoVimento 5 Stelle affrontare questo tema con determinazione è naturale, prima ancora che doveroso. Non potete certo dire altrettanto voi, «partito dipendenti», e lo dimostrano i taglietti

di facciata e le misure tampone che avete finora proposto, anche recentemente, attraverso il vostro Esecutivo, quello che vi rappresenta forse meglio di qualunque altro Governo nella storia d’Italia, il Governo dei «larghi inciuci». Ma andiamo un po’ sul tecnico. La mozione che abbiamo presentato interviene sul trattamento pensionistico, tenendo in considerazione i paletti che la Corte costituzionale ha stabilito nelle sue più recenti sentenze. Mi riferisco in primo luogo al principio di progressività dell’intervento. Questo vuol dire, ai sensi dell’articolo 53 della Costituzione, che ogni forma di prelievo deve essere raccordata con la capacità contributiva di ciascuno. In parole più semplici, chi ha di più deve dare di più. In linea con questo principio, la nostra mozione prevede che sui trattamenti pensionistici venga applicata un’aliquota progressiva per scaglioni, che va dallo 0,1% per le pensioni da uno a sei volte il minimo, al 32% per le pensioni oltre 50 volte il minimo. La mozione in discussione supera anche il rilievo di incostituzionalità mosso dalla Corte, che ha bocciato il precedente – e «farlocco», me lo lasci dire – prelievo sulle pensioni d’oro, considerandolo una misura impositiva volta ad aumentare il carico fiscale. Il nostro non è un prelievo fiscale, ma un contributo a favore delle pensioni minime. Il maggior gettito conseguito dovrebbe essere destinato non ad arricchire le casse dello Stato, ma a riconoscere un aumento di 518 euro l’anno alle pensioni minime e ciò andrà a beneficio di oltre 2 milioni 200 mila pensionati. A tal proposito, Presidente – e non avrei mai pensato di farlo nella mia vita e attività parlamentare – vorrei citare proprio Giuliano Amato: «Nella cornice della mutualità solidale interna al sistema pensionistico anche il contributo a carico delle pensioni più alte già riconosciute e in corso di erogazione può trovare le ragioni della sua legittimità». Così affermava sul Sole24ore il 21 luglio scorso. Se anche il re delle pensioni d’oro, nonché giudice della Corte costituzionale, ha riconosciuto questo principio, saltano tutti gli alibi che avete finora creato per difendere l’indifendibile. Non avete più scuse. È tempo di introdurre un meccanismo di perequazione nel sistema pensionistico: tutti devono rinunciare alle


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Interrogazione a risposta scritta su ‘Sversamento acque radioattive del CISAM Pisa’ BOTTICI, AIROLA, BERTOROTTA, BIGNAMI, BLUNDO, BOCCHINO, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIOFFI, DE PIETRO, DONNO, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, MARTELLI, MOLINARI, MONTEVECCHI, MUSSINI, NUGNES, ORELLANA, PAGLINI, PUGLIA, SCIBONA, SERRA, VACCIANO, PEPE Ai Ministri della difesa, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che: il Movimento 5 Stelle è da tempo impegnato sulla questione riguardante le operazioni di avvio dello sversamento delle acque di raffreddamento del reattore nucleare sperimentale della Marina militare (Cisam - Centro interforze studi e applicazioni militari) di S.Piero in Grado (Pisa); lo sversamento riguarda circa 750.000 litri di acque radioattive, sulla cui decontaminazione e sicurezza non ci sono certezze, che saranno versate nel canale dei Navicelli per poi defluire in mare e sulle coste, depositandosi nei sedimenti così rischiando di contaminare la catena alimentare; l’operazione riguarda materiale acquoso contenente parti di radionuclidi, conteggiate in trizio, e sta suscitando allarme nella popolazione residente nelle zone interessate; considerato che: la direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio dell’Unione europea del 19 luglio 2011, al punto 31 dei considerando, definisce anche i doveri di informazione verso le popolazioni, e il dovere di coinvolgimento nelle decisioni delle autorità locali interessate; la convenzione di Aarhus (Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale), recepita dalla legislazione italiana, è uno strumento internazionale volto a garantire all’opinione pubblica e ai cittadini il diritto alla trasparenza e alla partecipazione in materia di processi decisionali di Governo locale, nazionale e transfrontaliero concernenti l’ambiente; il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, art. 3-ter, sancisce la previsione del principio di precauzione; l’Agenzia internazionale dell’energia atomica regola le disposizioni sulle pratiche di dismissione; il decreto legislativo n. 230 del 1995, recante “Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 2006/117/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti e 2009/71/ Euratom, in materia di sicurezza nucleare degli impianti nucleari”, fissa le regole generali in materia di radiazioni ionizzanti ivi comprese tutte le attività che riguardano i rifiuti nucleari; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 giugno 2005, n. 183, recante “Regolamento di sicurezza nucleare e protezione sanitaria per l’Amministrazione della difesa”, attribuisce la competenza al Ministero della difesa implicitamente escludendo i Ministeri dell’ambiente, dell’industria, del lavoro, della salute e dell’interno e gli enti locali;

considerato inoltre che: il processo di smaltimento del reattore costituisce a tutti gli effetti un’attività di natura industriale-civile con possibili rilevanti ricadute sulla salute della popolazione e sull’ambiente, come testimonia il fatto stesso di voler sversare le acque al di fuori del sito militare del Cisam; a parere degli interroganti l’attività di trattamento dei rifiuti radioattivi dovrebbe essere sottoposta alle prescrizioni autorizzative della legislazione civile e alle relative direttive in materia di valutazione di impatto ambientale ove applicabili: ma così non sta accadendo, proprio a partire dallo sversamento delle acque il cui impatto sull’am-biente andrebbe valutato anche in base a matrici ambientali da stabilire preventivamente e quindi con la possibilità di esprimere osservazioni di carattere tecnico e di opportunità da parte di tutti e tutte, si chiede di sapere: se, considerate le normali procedure in materia nucleare, siano stati coinvolti nell’iter autorizzativo del progetto di smantellamento anche i Ministeri della salute e dell’ambiente; quali urgenti iniziative intendano assumere i Ministri in indirizzo, nell’ambito delle rispettive competenze, per monitorare attentamente le acque di raffreddamento del reattore nucleare; se non ritengano necessario acquisire le analisi promosse dall’Enea sulle acque post trattamento e precedenti allo sversamento, verificare i protocolli utilizzati e i risultati completi, comprensivi del quantitativo globale in Bquerel per litro o in altra unità di misura idonea nonché il profilo chimico-fisico totale dell’acqua, compresa la misurazione di tutte le tipologie di radionuclidi, ed in particolare quelli preesistenti; se non ritengano che i risultati delle analisi debbano essere sottoposti ad un ente terzo di controllo individuato e certificato, non interno al Ministero della difesa proprio come l’ente che ha prodotto le stesse analisi in occasione dello sversamento quale inizio del processo di smaltimento; se non intendano adottare tutte le opportune iniziative al fine di verificare, attraverso la certificazione da parte di enti specializzati nel settore nucleare e sanitario, il rispetto delle disposizioni della normativa nazionale e europea. (4-01202) 3


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PARLAMENTO 5 STELLE eccedenze affinché tutti ricevano il giusto. Sempre al canone della solidarietà risponde anche l’opportunità di fissare per ciascuna forma di sistema pensionistico un tetto massimo di pensione erogabile. Infine, la nostra mozione rispetta anche il principio di ragionevolezza, anch’esso più volte enucleato dalla Corte. Esso esige una applicazione per un arco di tempo limitato, configurando la misura come eccezionale e adeguatamente giustificata. Il rispetto del principio di ragionevolezza è garantito, in quanto la misura che abbiamo proposto è configurata come limitata ad un arco di tempo di tre anni, proprio in considerazione dell’eccezionalità della situazione economica, che peraltro voi, primi, avete causato. Presidente, colleghi, è tempo che vi rendiate conto che il settore pensionistico è una bomba sociale destinata ad implodere: un quadro così sbilanciato non può continuare a reggere immutato mentre la crisi si aggrava di giorno in giorno. Quasi la metà dei pensionati prende meno di 1.000 euro al mese: quindi si tratta di oltre 7 milioni di cittadini che non riescono a fronteggiare l’inflazione, l’aumento dei prezzi, la pressione fiscale alle stelle. Il 5% dei pensionati, invece, arriva ad incassare 20 mila o anche 90 mila euro al mese e ci costa 45 miliardi, cioè la metà della spesa pensionistica italiana, cifre scandalose, che vanno ridimensionate usando l’accetta e non le forbici spuntate di Letta. Avete addirittura ritirato con disonore l’emendamento spot dal disegno di legge di stabilità sulle pensioni: siete senza vergogna! (...) queste sono il frutto dell’elargizione sfrenata di privilegi ai manager pubblici, ai grand commis di Stato, a quella classe dirigente che si è arricchita sulla pelle delle future generazioni, peraltro riducendo sul lastrico le aziende di spicco del Paese o gli stessi conti pubblici, ripianati poi con il sangue e le lacrime dei cittadini. (...) Negli ultimi anni sono stati chiesti sacrifici insostenibili sia ai ceti medio-bassi che ai futuri pensionati, non ai vari re Mida che ci costano miliardi di euro. Soldi che le facce di bronzo, comprese le vostre, hanno sottratto ai lavoratori e alle nuove generazioni. Siete i protagonisti di un pessimo film dell’orrore, ma ormai siamo arrivati ai titoli di coda. Il Paese è stato vampirizzato da un’orda di Nosfera-

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tu che non teme crocefissi o acqua santa, ma onestà e trasparenza. Antidoti che per troppo tempo qui dentro non si sono visti. (...) I giudici della Consulta, della Corte costituzionale, sono stati solerti nel bocciare i provvedimenti che toccavano i loro stessi privilegi. Evidentemente erano scritti male o con scarsa convinzione, per questo il M5S ha presentato una propria proposta netta e inoppugnabile. Un intervento straordinario, limitato nel tempo e differenziato in base alle classi di importo, che consenta: uno, di applicare un forte contributo di solidarietà alle pensioni d’oro per alzare l’importo delle minime; due, di ricalcolare le disparità tra sistema contributivo e retributivo; tre, di fissare un tetto massimo alle pensioni erogabili. Tre semplici mosse, Presidente, perché nessuno rimanga indietro e nessuno sia più privilegiato. Ormai i partiti hanno perso la faccia e alla casta è rimasta soltanto quella di bronzo: questa mozione è la sola possibilità che avete per non essere costretti a sparire e nascondervi, da qui fino alla pensione e anche oltre. Insomma, colleghi, è inaccettabile che i lavoratori onesti prendano sussidi da fame per colpa vostra: smettetela, smettetela di essere le badanti di lusso dei pensionati d’oro!

L’instabilità fatta legge Ornella Bartorotta Senato seduta n° 141 del 26 Novembre Signor Presidente, finalmente, dopo uno strano e convulso travaglio, la famigerata legge di stabilità è stata partorita. Di sicuro gli italiani non si aspettavano una manovra con la fiducia. Ma poi la fiducia di cosa e a chi soprattutto? Questa manovra finanziaria voi della maggioranza e voi delle false opposizioni l’avete trasformata in una farsa che non rallegra nessuno. E questa fiducia è la conferma. Questa non è la legge di stabilità, ma la dimostrazione dell’instabilità del nostro Paese, dell’instabilità di questo Esecutivo e, purtroppo, del

bilancio dello Stato. Bisogna essere sinceri: in Italia le politiche pubbliche ristagnano ormai in modo preoccupante. L’istruzione perde terreno in rapporto alle altre funzioni della spesa pubblica; la ricerca è finanziata con percentuali da prefisso telefonico; la sanità versa in condizioni di emergenza tale da condizionare lo sviluppo del Paese e perfino i progetti che richiedono un orizzonte temporale che supera la scadenza elettorale sono mortificati da chi decide. Solo il popolo italiano sa che cos’è la crisi, perché la sta vivendo e sa pure che questa, insieme all’andamento regressivo-recessivo, è frutto di complesse trasformazioni e derive macroeconomiche che si riflettono su una capacità inversamente proporzionale di azione e incidenza della governance politica. Basta sfogliare gli annuari ISTAT e i giornali delle ultime settimane per vedere il ritratto del nostro Belpaese: sì, un Paese che ha l’indice d’invecchiamento più alto d’Europa e più della metà della popolazione insoddisfatta della propria condizione economica; un Paese che fatica a proiettarsi nel futuro con fiducia; che invecchia, povero e sempre più inadeguato, che vive alla giornata, e in cui si rimane eternamente giovani solo dal punto di vista lavorativo; un Paese a crescita negativa; che produce libri ma che legge talmente poco da avere indici di analfabetismo spaventosi; che guarda troppe soap opera, che sprofonda nella burocrazia; che punta sull’alta velocità quando al Sud o nelle isole non ci sono efficienti treni o autostrade; che ha gli insegnanti meno pagati d’Europa. Per non dire che questa Italia è la stessa in cui vivono colleghi che non amano più il mare e le sue spiagge, che preferiscono la montagna e il CAI, o Ministri che riducono i finanziamenti alle forze dell’ordine. La verità è che ci troviamo all’interno di un meccanismo malato, che non funziona, in cui si rincorrono, in una spirale senza soluzione di continuità, recessione e manovre, manovre e recessione, e in cui l’austerità rende impossibile tanto l’azzeramento del deficit quanto la riduzione del debito. Occorre reagire esercitando il coraggio delle idee e una serie di investimenti, non solo a breve, ma anche a medio e lungo termine.


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Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti l’effetto complessivo delle manovre che si sono succedute - dai tagli lineari alla spending review - e soprattutto delle manovre correttive ad esse sottese, che non hanno ridato fiato all’economia come speravamo. Anzi, il debito pubblico continua a crescere, aumentano tasse e disoccupazione e diminuiscono le capacità economiche delle famiglie e quindi i consumi. Non dimentichiamo che non lavorare significa fare debiti; fare debiti significa lacerare una persona; e prima o poi questa persona si ammalerà. Per questo è importante, anzi prioritaria la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, che non può essere garantita con continui tagli che piuttosto rischiano di determinare una diminuzione nell’erogazione dei servizi e delle prestazioni con la conseguente crescita del disagio sociale. Gli stanziamenti e gli interventi previsti nel settore della sanità, infatti, sono risultati insufficienti e inadeguati per far fronte al raggiungimento di obiettivi quali la programmazione sanitaria dei livelli essenziali di assistenza. Ma figuriamoci se voi siete preoccupati del problema salute! A voi interessa fare inutili discussioni, illudere, farfugliare! Ora capiamo il motivo per cui è esclusa la pubblicità audiovisiva dei lavori delle Commissioni in sede referente. Lo capiamo eccome: non conviene fare vedere questo meschino spettacolo ai cittadini italiani. Lo diciamo a tutti che la discussione che ha caratterizzato questa finanziaria è stata a comando dei singhiozzi e dei rigurgiti dei componenti dei partiti di destra, di sinistra e del neonato Nuovo Centrodestra. (...) In fondo, non vi abbiamo chiesto tanto. Volevamo solamente interventi di bonifica nella terra dei fuochi in Campania. Proponevamo l’abolizione dell’IRAP per le imprese con meno di dieci dipendenti:e avete giocato al ribasso arrivando a cinque per poi bocciare tutto. Vi abbiamo chiesto di tutelare i ricercatori e i dottorandi. Vi abbiamo chiesto di sopprimere la clausola di salvaguardia che avevate inserito per coprire le nefandezze di “mister spending review”. Vi abbiamo chiesto di tutelare il diritto alla giustizia e alla difesa dei cittadini meno abbienti. Vi abbiamo tormentato con emendamenti volti a ridurre le pensioni d’oro, ma come

sempre siete stati sordi. Vi abbiamo perfino suggerito variazioni in tabella perché abbiamo ritenuto scandalose le vostre proposte di autorizzazione di spesa in favore delle scuole non statali, invitandovi, invece, a destinare quelle risorse per la realizzazione nelle scuole pubbliche di tecnologie didattiche, per la disabilità e per gli alunni affetti da autismo. A questi bambini, ai loro genitori, alle loro famiglie e a tutti i cittadini d’Italia, vi esorto, porgete le vostre scuse.

La decadenza del condannato Paola Taverna Senato Seduta n° 142 del 27 Novembre

Signor Presidente, onorevoli colleghi, si chiude, oggi, impietosamente, una «storia italiana», segnata dal fallimento politico, dall’imbarbarimento morale, etico e civile della Nazione e da una pesantissima storia criminale. Storie che si intrecciano, maledettamente, ai danni di un Paese sfinito e che riconducono ad un preciso soggetto, con un preciso nome e cognome: Silvio Berlusconi. La sua lunga e folgorante carriera l’abbiamo già ricordata in passato: un percorso umano e politico costellato di contatti e rapporti mai veramente chiariti, che passano per società occulte, P2, corruzione in atti giudiziari, corruzione semplice, concussione, falsa testimonianza, finanziamento illecito, falso in bilancio, frode fiscale, corruzione di senatori, induzione alla prostituzione, sfruttamento della prostituzione e prostituzione minorile. Insomma un delinquente abituale, recidivo e dedito al crimine, anche organizzato, visti i suoi sodali. Ideatore, organizzatore e «utilizzatore finale» dei reati da lui commessi. Senatore Berlusconi, anzi signor Berlusconi, mi dispiace che lei non sia in Aula. Forse alcuni hanno dimenticato che la sua discesa in campo ha avuto soprattutto, per non dire esclusivamente, ragioni imprenditoriali: la situazione della Fininvest nei primi anni Novanta, con più di 5.000 miliardi di lire di debiti, parlava fin troppo chiaro;

il rischio di bancarotta era dietro l’angolo. Alcuni suoi dirigenti vedevano come unica via d’uscita il deposito dei libri contabili in tribunale. La “cura Forza Italia” è stata fantastica per le sue finanze, perché - ricordiamolo - non è entrato in politica per il bene di questo Paese, come declamava da dietro una scrivania su tutte le sue televisioni! Le elezioni politiche del 1994 hanno segnato l’inizio di una carriera parlamentare illegittima, sulla base della violazione di una legge vigente sin dal 1957, la n. 361, secondo la quale Silvio Berlusconi era ed è palesemente ineleggibile. Quella legge non è mai stata applicata, benché fosse chiarissima, grazie alla complicità del centrosinistra di dalemiana e violantiana memoria. Per non parlare dell’eterna promessa, mai mantenuta, di risolvere il conflitto di interessi. E tutto ciò è avvenuto non per ragioni giuridiche - come ora qualcuno, mentendo, vorrebbe farci credere - ma per onorare patti scellerati, firmati sottobanco per dividersi le spoglie di un Paese. Forse qualcuno si indignerà, urlando che queste sono semplici illazioni. Lasciamo che sia la storia a rispondere! Camera dei deputati, 28 febbraio 2002, Resoconto stenografico della seduta n. 106 della XIV legislatura. Cito le parole dell’onorevole Luciano Violante, al tempo capogruppo dei DS, oggi PD, mentre si rivolge ad un collega dell’apparentemente opposto schieramento: «(...) l’onorevole Berlusconi (...) sa per certo che gli è stata data la garanzia piena - e non adesso, nel 1994, quando ci fu il cambio di Governo - che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta», zio. «Voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi, nonostante le concessioni (...). Durante i Governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte». Questa è storia! Come storia è la discesa in campo del senatore, fatta di promesse mai mantenute: dal taglio delle tasse al milione di posti di lavoro. Ma non era l’imprenditore illuminato che avrebbe salvato l’Italia, anzi l’azienda Italia? Quello che doveva pensare alla cosa pubblica? Dal discorso del senatore Berlusconi del 1994 cito: «La vecchia classe politica è stata travolta dai fatti

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PARLAMENTO 5 STELLE e superata dai tempi. (...) L’autofondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal debito pubblico e dal finanziamento illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio ad una nuova Repubblica». Incredibile, ma vero: sono proprio sue parole. Potrà però sorgerci legittimamente il dubbio che si sia preso gioco di noi per vent’anni e ancora adesso? Due mesi fa abbiamo visto diversi Ministri, in suo nome, presentare le dimissioni dando inizio al siparietto della prima crisi di un Governo nato precario, per non parlare della legge di stabilità che giaceva ormai da settimane nella 5a Commissione. Ma lo vogliamo dire agli italiani che la legge, che dovrebbe assicurare i conti ma soprattutto garantire la ripartenza economica del nostro Paese e la sua stabilità, è stata svilita e degradata a semplice espediente dilatorio per farle guadagnare qualche altro giorno

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in carica? Oppure vogliamo ricordare i due bei regali che riceverà a spese di tutti noi contribuenti? Assegno di solidarietà pari a circa 180.000 euro; assegno vitalizio di 8.000 euro mensili. C’è bisogno poi di ricordare perché ancora oggi qualcuno, nonostante l’evidenza dei fatti, nonostante una sentenza passata in giudicato, voglia un voto, uno stramaledetto voto per applicare una legge? Ha senso ribadire lo sfacelo di venti anni di indottrinamento fondato sull’apparire, sul dire e il non fare, sull’avere e non sull’essere? Anche nell’ultimo atto della sua storia parlamentare comunque il senatore riuscirà a segnare un record. L’illegittimità e l’indegnità della sua carica senatoriale sono addirittura triple: incandidabilità sopravvenuta, ineleggibilità e interdizione da pubblici uffici per indegnità morale. In sostanza, un vero e proprio capolavoro! Questo Senato poi sentirà un’enorme mancanza dell’operato parlamentare del signor Berlusconi.

Ho sentito oggi riprendere i senatori a vita. Dall’inizio della legislatura i dati dimostrano la sua dedizione al lavoro in questa istituzione; dimostrano la passione con cui ha interpretato il proprio mandato degli interessi del Paese: disegni di legge presentati zero; emendamenti presentati zero; ordini del giorno zero; interrogazioni zero; interpellanze zero; mozioni zero; risoluzioni zero; interventi in Aula uno, per dare la fiducia a questo Governo (eppure oggi è all’opposizione); presenze in Aula 0,01%! Quindi, di cosa stiamo discutendo? Della decadenza dalla carica di senatore di un personaggio che il suo mandato non lo ha mai neppure lontanamente svolto, di un signore che però ha puntualmente portato a Palazzo Grazioli e ad Arcore ben 16.000 euro al mese per non fare assolutamente nulla, se non godere dell’immunità parlamentare. In questi 20 anni il signor Berlusconi è stato 4 volte Presidente del Consiglio dei ministri, Presidente del Consiglio dell’Unione europea, 2 volte Ministro dell’economia e delle finanze, una volta Ministro dello sviluppo economico, Ministro degli affari esteri, Ministro della salute ma, soprattutto, è stato il Presidente del Consiglio che ha mantenuto per più tempo la carica di Governo e che ha disposto della più ampia maggioranza parlamentare della storia. Un immenso potere svilito e addomesticato esclusivamente ai propri fini, cioè architettare reati e incrementare il suo personale patrimonio economico. REPETTI (FI-PdL XVII). Dillo agli italiani che lo votano! (Comm. del sen. Bondi). TAVERNA: Quante cose avrebbe potuto fare per questo nostro Paese, se solo avesse anteposto il bene comune ai suoi interessi personali, le riforme strutturali alle leggi ad personam! (Il senatore Bondi fa segno ai senatori del Gruppo di alzarsi in piedi). FALANGA (FI-PdL XVII). Il tempo, Presidente! TAVERNA: E, invece, dopo tutto questo tempo ci troviamo con la disoccupazione al 40%, pensionati a 400 euro mensili, nessun diritto alla salute, nessun diritto all’istruzione... MALAN (FI-PdL XVII). È un senatore della Repubblica! È un senatore della Repubblica! Lo deve far rispettare, Presidente! TAVERNA: ...un territorio devastato dalle Alpi alla Sicilia, le nostre città


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sommerse dalle piogge... (Vive proteste dai banchi del Gruppo FI-PdL XVII) ...e le nostre campagne avvelenate. (Commenti del senatore Zanettin). Era il ‘97 quando Schiavone veniva a denunciare dove erano stati sversati quintali di rifiuti tossici: lo stesso anno in cui questo Stato decise di segretare tali informazioni. Tutto ciò con l’IVA al 22% e un carico fiscale che si conferma il più alto d’Europa, pari al 65,8% dei profitti commerciali... ZANETTIN (FI-PdL XVII). Parla con il tuo presidente Grillo! TAVERNA: ...e gli imprenditori... (Vivaci commenti dai banchi del Gruppo FI-PdL XVII). MUSSOLINI (FI-PdL XVII). Basta! Basta! TAVERNA: ... che si suicidano per disperazione, spesso nemmeno per debiti ma per i crediti non pagati dalla pubblica amministrazione, cioè dallo Stato stesso! (I senatori del Gruppo FI-PdL XVII. Si levano in piedi e protestano animatamente). TAVERNA: Di tutto questo il senatore Berlusconi non sembra preoccuparsi. PRESIDENTE. Lasciate parlare. Lasciate finire l’intervento. MALAN (FI-PdL XVII). Presidente, Berlusconi è un senatore e lei lo deve garantire! TAVERNA: La decadenza di un intero Paese sembra non interessarlo minimamente. PRESIDENTE. Questo è lo spettacolo che date al Paese in diretta. Non permettete di parlare ai colleghi. MALAN (FI-PdL XVII). Vergogna! PRESIDENTE. Concluda l’intervento, senatrice. VOCI DAI BANCHI DEL GRUPPO FI-PDL XVII. (All’indirizzo del Presidente). Venduto! Buffone! Buffone! PALMA (FI-PdL XVII). (Rivolto ai senatori del Gruppo PD). Pure voi dite qualcosa! PRESIDENTE. Prima di essere costretto ad allontanare qualcuno, senatore questore Malan, intervenga sul suo Gruppo. MALAN (FI-PdL XVII). Sono a posto, Presidente! CARDIELLO (FI-PdL XVII). Sono sette mesi che li sopportiamo! PRESIDENTE. Silenzio! Senatrice Taverna, finisca il suo intervento. Ma concluda, per favore, perché il suo tempo sta per scadere. TAVERNA: Presidente, l’ho cronometrato. Erano 10 minuti esatti. Se posso continuare termino. Di tutto questo il senatore Berlu-

sconi non sembra preoccuparsi. La decadenza di un intero Paese sembra non interessargli minimamente, conta solo la sua. Giusto. CARDIELLO (FI-PdL XVII). Ma vattene, va! TAVERNA: Ha il terrore di espiare la propria pena ai servizi sociali, di svolgere mansioni che ritiene non alla sua altezza. Beh, sappia che quelli sono lavori che centinaia di migliaia di italiani perbene svolgono con dignità e onestà. Gli auguriamo che questa possa essere invece un’occasione per uscire dal suo mondo dorato, così forse potrà rendersi conto del disastro e del baratro in cui i cittadini normali si trovano a causa del sistema da lui generato e alimentato. MUSSOLINI (FI-PdL XVII). Basta, Presidente! Le tolga la parola! TAVERNA: Questo però non deve essere un discorso di rabbia. Questo vuole essere un discorso di speranza. (...) La nostra presenza in quest’Aula oggi rappresenta un solo e semplice concetto. Noi non vogliamo chiamarci politici ma restituire il potere ai cittadini. Signor Berlusconi, accetti la decadenza, per la quale noi oggi voteremo a favore. Questa non è una vendetta. Qui non c’è nessuna ingiustizia e persecuzione. Qui ci sono solo cittadini italiani che vogliono riprendersi il proprio presente, altrimenti non avranno più un futuro.

‘Vieni a ballare in Puglia’ Diego De Lorenzis Camera Seduta n° 127 del 28 Novembre

Signor Presidente, cittadini italiani, non è vero che quest’opera è inutile, quest’opera è utile, anzi porta utile. Utile è la parola con cui definiamo il profitto quando corrompe gli animi, quando in qualche modo è responsabile di un territorio svenduto, di un patrimonio ambientale mercificato, di un futuro prostituito. Ieri un frodatore fiscale è stato finalmente sbattuto fuori dal Parlamento, ma io noto ancora che qui dentro e lì fuori ci sono evidentemente tante persone che ancora frodano il nostro Paese o hanno questa volontà. Questo gasdot-

to, il TAP, ne è l’ennesimo esempio. È un’opera di corruzione dei partiti e del potere finanziario. Hanno affamato i comuni e le amministrazioni locali cosicché i loro rappresentanti possano essere ancora più facilmente disperati nella ricerca di consensi e di finanziatori. Il TAP è un favore di 25 anni che questo Governo fa alle banche che garantiscono, senza alcun rischio, gli investimenti del consorzio che già, senza neanche aver posto un metro di tubo, evidentemente ha già speso tanto in opere di convincimento della classe politica internazionale. Signori, lo schema è noto: privatizzare i profitti e socializzare i costi. Che cosa vuol dire? Che i soldi li fa il consorzio, che è un privato, e pagano i cittadini. Pagano anche non in termini economici, ma in termini di tutte le conseguenze che sono state ricordate dall’onorevole di SEL. Il TAP tenta, quindi, di corrompere in senso etimologico, Presidente. Rompe in tante parti, divide, cioè ammorbidisce le resistenze, cercando, magari con un accordo di 5 milioni di euro, di coinvolgere le università di Bari e Lecce, di coinvolgere le associazioni ambientaliste o quelle di categoria che si occupano di difendere gli operatori del turismo e della pesca. Ebbene, colleghi, voi barattate con delle lobby il nostro Paese per un piatto di lenticchie ma vi annuncio, se il vicepresidente e il sottosegretario mi ascoltassero e non stessero al telefono, che l’Italia non è in vendita. L’Italia non è casa vostra. Capisco, signor Presidente, che queste persone, dopo aver venduto l’anima, hanno altro da vendersi. Signor Presidente, ho sentito tante volgarità in quest’aula e nella mia vita ma, in particolare, mi hanno colpito le dichiarazione del Viceministro Dassù a margine di un nostro incontro tenuto alla Commissione esteri. La ringrazio per l’attenzione. Lei ha usato le parole di Paolo Scaroni, amministratore delegato di ENI e noto patteggiatore di tangenti. Alla mia richiesta del motivo per cui il pinocchio Enrico Letta abbia prostrato la nostra Costituzione... PRESIDENTE. Onorevole De Lorenzis, come vede io sto seguendo attentamente il suo intervento. La riprendo su questa parola. La pregherei di consentirmi di farle finire l’intervento. DE LORENZIS: D’accordo. Chiedevo il motivo per cui Enrico Letta abbia

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informazioni dal

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PARLAMENTO 5 STELLE prostrato la nostra Costituzione e la nostra democrazia stringendo la mano ad una famiglia di dittatori, Aliyev, che tramanda per dinastia la violazione dei diritti umani, come testimonia anche quest’anno Amnesty International. E il Viceministro mi rispondeva così, usando le parole di Scaroni: «Non scegliamo noi dove ci sono questi giacimenti di idrocarburi». Ebbene l’oscenità, signor Presidente, consiste nella scelta di patteggiare con la coscienza, di abdicare alla coerenza, di incatenare il coraggio di scegliere l’onestà. Signor Presidente, io ho già sbugiardato e contestato il sottosegretario De Vincenti. Non si può difendere quest’opera con bugie, menzogne e falsità, come anche è stato detto in quest’aula, con interventi prima del mio. Quest’opera, che qualcuno a livello regionale, a livello istituzionale continua a definire pubblica, non è pubblica ma è privata nella proprietà e negli interessi che rappresenta. Quest’opera – e le dico l’elenco delle bugie che sono state dette – non differenzia le fonti di approvvigionamento, non le differenzia per stessa ammissione del rappresentante legale di TAP, Giampaolo Russo, in audizione al Senato che dice che questa opera sostituisce una fonte di gas più costosa per migliorare evidentemente i margini di chi acquisisce quel gas, non certo a vantaggio dei cittadini con poteri (l’onorevole Matarrese è andato via) di riduzione del costo del gas. Non assicura l’approvvigionamento energetico del nostro Paese giacché maggiore assicurazione è l’autosufficienza, la produzione distribuita dell’energia, la stabilità sociale oltre che geopolitica. Non certo la dipendenza siglata con un dittature che, sia libico, egiziano, russo o azero, non importa. Non garantisce ancora alcun risparmio, come dicevo prima, in bolletta per i cittadini italiani. Per quanti nuovi giacimenti vengano scoperti e utilizzati, il prezzo dell’energia degli idrocarburi – lo sanno bene i sottosegretari, i Viceministri e i Ministri – è destinato a salire e non hanno mai avuto in questi anni un trend di flessione significativo. Oggi tutti i cittadini sanno che non c’è alcun risparmio nel lungo periodo per il piano della propria automobile se apre una nuova stazione di rifornimento. Quindi, non prendeteli in

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giro. I partiti e il Governo ostentano la loro palese inconsistenza e inadeguatezza perché se hanno firmato contratti troppo onerosi per conto degli italiani con gli amici russi, con la formula take or pay cioè o prendi al prezzo fissato o comunque paghi, allora pretendete di rinegoziarli invece di ipotecare le alternative di questo Paese con opere faraoniche e assurde. Se foste cittadini qualunque come quelli che ci assistono lì in alto o quelli che ci ascoltano e ci vedono in televisione, allora sapreste che l’Accordo che ratifichiamo non è scisso dal progetto dell’opera e non si tratta di due cose distinte.(...) Noi stiamo invertendo l’ordine: ratifichiamo prima il progetto poi ascoltiamo le comunità locali e poi decidiamo l’approdo. Magari scopriamo che la via non è neanche possibile e che questo gasdotto prevede una cabina di riscaldamento, di depressurizzazione di 6 megawatt che si va ad aggiungere, come carico ambientale, a tutto quello che già la Puglia ha. Ancora, non ci sono penali se l’Accordo non viene ratificato immediatamente mentre ci sono molte penali anche onerose se questo Accordo viene ratificato. Di questo

gas ho detto non abbiamo bisogno né in Puglia né in Italia. Sappiamo benissimo che la produzione di energia elettrica da gas è stata un terzo della domanda. Il progetto non porterà nuovi posti di lavoro, Presidente, che in ogni caso saranno meno di quelli che potrebbero nascere investendo nelle rinnovabili e in una politica volta all’efficienza energetica. L’Accordo non può essere neanche ratificato, perché l’Italia ha firmato la Convenzione di Aarhus, che garantisce la trasparenza e la partecipazione. Concludo, Presidente. Io dico che la ricchezza di questo Paese, anzi – come direbbero le lobby, che troppo spesso manovrano questo Parlamento – i suoi asset strategici sono tutelati dalla Costituzione. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, tutela il paesaggio, il patrimonio storico e artistico della Nazione. Il nostro Paese ha una cultura ineguagliabile e millenni di storia incomparabili, una straordinaria varietà di paesaggio naturale, una ricchezza pressoché sconfinata di risorse enogastronomiche e di tradizioni secolari. (...) Questo è l’unico combustibile davvero sostenibile e durevole per la nostra economia.


Numero 32 - Informazioni dal Parlamento 5 Stelle