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Sara Barletta | portfolio


Cina: un ecovillaggio per anziani progettazione urbana e architettonica di un centro residenziale e assistenziale per la terza etĂ , per favorire uno stile di vita piĂš attivo e sicuro, in un ambiente ecosostenibile a misura di anziano

tesi di laurea Luglio 2017


tesi di laurea magistrale in Architettura classe LM-4 ciclo unico Università degli Studi di Firenze anno 2017 relatore prof. Arch. Marco Sala luogo Kun yu, Shandong, Cina

L’oggetto della tesi di laurea è il progetto di un ecovillaggio per anziani in Cina. La tematica affrontata mette in evidenza un problema di grande attualità: la condizione dell’anziano. I dati riportati dal primo Report Globale su Invecchiamento e Salute, prodotto dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità a Ginevra nel 2015, riferiscono che nel 2050 la popolazione over sessanta dagli attuali 900 milioni passerà a quasi 2 miliardi. Ciò è dovuto sicuramente ai passi avanti compiuti dalla medicina, che aiuta sempre più persone a vivere più a lungo, ma l’aumento della durata media della vita non significa che ne sia aumentata la qualità. Oggi l’anziano ha un ruolo marginale non solo all’interno del nucleo familiare ma anche nel contesto sociale, poiché a partire dal pensionamento viene progressivamente emarginato dalla società. Il progetto si inserisce in un’area rurale ai piedi del monte Kunyu e a pochi chilometri dalla città di Wendeng. Con il fine di redigere un masterplan il più possibile conforme alle nuove esigenze dell’anziano, è stato elaborato un piano strategico che si focalizza su quattro punti principali: integrazione, salute, identità e ambiente. Tali obiettivi sono stati raggiunti attraverso un’at-

tenta progettazione architettonica che ha posto in primo piano la vivibilità, ovvero la creazione di un luogo in cui l’anziano si possa sentire al sicuro. Nell’ecovillaggio è prevista la realizzazione di residenze per anziani con un maggiore o minore grado di autosufficienza; le nuove abitazioni si ispirano alla tradizione architettonica rurale cinese, per favorire la continuità con lo stile di vita passato. Sono inseriti inoltre servizi per lo svolgimento di attività nel tempo libero; in tal modo il villaggio non si configura come un dormitorio o un “deposito di anzianità”, ma un luogo che favorisca l’interazitone sociale, e che consenta all’anziano di condurre uno stile di vita attivo. Per garantire la sicurezza e l’assistenza sanitaria, trova spazio all’interno del complesso una clinica destinata ai pazienti non più autosufficienti, ma che all’occorrenza possa servire anche gli altri abitanti. La presenza del verde infine caratterizza l’intero intervento, e i giardini diventano un modo per sentirsi vicini alla natura, partecipando alla creazione di un ambiente ecosostenibile.


Il concept scelto è un ideogramma fondamentale della scrittura cinese, il cui significato è traducibile con il termine natura. Questa forma permette di delineare quattro grandi assi visivi e fisici, lungo i quali si dispongono i quattro principali percorsi pedonali; contemporaneamente essi costituiscono i vuoti lungo i quali si affacciano i pieni degli edifici. Per le residenze è stata scelta la tipologia edilizia della corte, prendendo ispirazione dal modello tradizionale del siheyuan. La corte rappresenta lo spazio a metà tra pubblico e privato, dove l’anziano può tessere rapporti sociali senza rinunciare alla privacy. Entrando nel villaggio, la prima immagine che viene percepita è quella di un arco, che incornicia una struttura vetrata continua, dietro la quale sono svolte tre funzioni: degenza, diagnosi e cura, e servizi generali. La clinica si inserisce lungo il declivio della montagna e si affaccia su una piccola piazza di ingresso semicircolare, accessibile ai pedoni, alle ambulanze e alle macchine elettriche. Sulla piazza centrale del villaggio si innalzano quattro edifici contenti i servizi principali. Tali padiglioni ospitano le attrezzature necessarie a consentire uno stile di vita più attivo agli ospiti del villaggio.

Tra i servizi offerti ci sono un ristorante, una palestra, una spa e dei laboratori creativi. Lungo gli assi pedonali sono disposte a terra strisce di luce a led che indicano gli accessi alle residenze e che confluiscono nella piazza centrale. Data la variabilità del clima del sito, sono stati progettati dei portici che seguono il perimetro interno. Inoltre la piovosità del luogo ha suggerito di inserire un sistema di recupero delle acque piovane che consentisse di irrigare degli orti, presenti al centro di ciascun cortile. Si vengono quindi a creare degli spazi vitali di verde e acqua in cui l’anziano possa sentirsi in contatto con la natura. Per facilitare l’integrazione dell’anziano, gli ambienti non impongono un isolamento forzato, tipico dei grandi complessi residenziali. Infatti grazie alla presenza di grandi finestre nella zona giorno, progettate per consentire la visuale anche da seduti, è possibile sentirsi parte integrante delle attività svolte all’interno delle corti. Gli alloggi sono progettati per garantire una dimensione minima vitale, considerando il fatto che molti anziani trascorrono la maggior parte del tempo in casa.


Progetto di arredamento d’interni

Febbraio 2018


Il progetto di ristrutturazione prevede la demolizione del muro che attualmente divide i due locali per creare un ampio open space di circa 40 mq. Inoltre, in sostituzione del setto murario situato lungo il corridoio, è prevista l’installazione di una luminosa parete vetrata che consentirà di nascondere gli ambienti della cucina entrando nel salotto. La cucina viene installata lungo la parete adiacente il bagno, collegando la nuova cappa alla preesistente canna fumaria. I numerosi e comodi pensili sono in legno chiaro, e si abbinano al pavimento in gres porcellanato effetto parquet. I piani di lavoro della

cucina sono disposti a penisola, mentre il lavandino presenta una particolare forma curva; il top e il paraschizzi sono in gres porcellanato effetto marmo. Il nucleo del soggiorno è costituito dal nuovo camino a pellet, che viene installato in sostituzione del precedente impianto di riscaldamento. Questo sistema è considerato all’avanguardia nel settore del riscaldamento ecologico per l’utilizzo di un combustibile naturale di costo inferiore rispetto ai combustibili fossili, per l’ottimale resa termica, e per la comodità di poter programmare gli orari di spegnimento e di accensione.


I camini a pellet ad aria si caratterizzano per l’immissione di aria calda umidificata nell’ambiente tramite delle griglie frontali, con un sistema di canalizzazione che viene installato in tutti i locali dell’abitazione per diffondere il calore in maniera omogenea. Il camino a pellet coniuga la praticità con la bellezza di un fuoco naturale poiché l’effetto della fiamma è paragonabile a quello di un tradizionale camino a legna. Il camino viene installato in una parete in mattoni scuri faccia a vista, all’interno di una cornice rivestita in gres porcellanato effetto marmo; la sua lin-

ea moderna consente di integrarsi perfettamente con un arredamento sobrio e contemporaneo.


Pubblicazione sulla rivista Cose di Casa progetto di ristrutturazione di un appartamento a Torino

Febbraio 2018


La ristrutturazione di questo appartamento prevede la creazione di un ambiente unico destinato al salone e alla cucina, che sfrutti al meglio anche lo spazio dell’ingresso; l’open space viene realizzato abbattendo il muro che attualmente separa le due camere da letto poste di fronte l’ingresso. Quest’ultimo diventa un ambiente molto luminoso grazie alla grande apertura che lascia subito intravedere il salotto, e viene dotato di comodi armadi a muro. In sostituzione al soggiorno esistente vi è una nuova camera da letto matrimoniale, fornita di due spaziose cabine armadio. Il bagno adiacente la camera è dotato in un’ampia cabina doccia, mentre

il secondo bagno viene ingrandito, creando una nicchia per l’armadio a muro di una delle due camere doppie. La seconda camera doppia invece è collocata al posto della cucina. Entrambe le camere sono fornite di due armadi e due scrivanie. Il disimpegno della zona notte, che nel progetto iniziale non permetteva di sfruttare al meglio lo spazio, è stato modificato attraverso l’inserimento di tre armadi a muro. L’open space è il nucleo dell’appartamento: il setto murario posto in corrispondenza dell’ingresso ha la funzione di mascherare la cucina e di focalizzare subito l’attenzione sul salotto.


Qui si trova un divano a L, posizionato all’interno di una cornice di legno nella quale vi sono i ripiani della libreria. Sul lato opposto della stanza vi è un’ampia cucina a vista dotata di un’isola che funge da piano di lavoro. Accanto alle grandi finestre, che rendono la zona giorno molto luminosa, è posizionato il tavolo da pranzo per 6 persone. Lo stile dell’arredamento è lineare e contemporaneo: i colori predominanti sono il bianco dell’intonaco e dei mobili laccati della cucina, ed il color legno del parquet e degli arredi, che crea un ambiente caldo e confortevole. Tutte le pareti sono caratterizzate dalla linea pulita ed essenziale degli armadi a muro

progettati su misura, che oltre a fornire freschezza e modernità all’ambiente, sono pratici e funzionali, e permettono di sfruttare al meglio tutti gli spazi.


Assenza Sansepolcro: la nuova Torre di Berta e il nuovo museo di Piero della Francesca

lab di progettazione V 2016


Università degli Studi di Firenze prof. Fabrizio Arrigoni luogo Sansepolcro, Arezzo

La torre di Berta venne costruita nel XII secolo come appendice dell’abbazia benedettino-camaldolese di San Giovanni Evangelista. Il manufatto venne distrutto nella notte tra il 30 e il 31 luglio 1944 durante la ritirata delle truppe naziste. Oggi tutto ciò che rimane è una traccia nella pavimentazione della piazza. Da questa traccia parte il progetto che ha lo scopo di ricostruire la torre donandole una nuova funzione: ospitare la pala del “Battesimo di Cristo” di Piero della Francesca, oggi conservata alla National Gallery di Londra. Il pittore nacque a Sansepolcro e per tutta la vita rimase legato al piccolo borgo. Piazza di Torre di Berta è situata in posizione centrale, all’incrocio tra via XX settemnre e via Matteotti, che hanno un ruolo di primaria importanza poichè conducono alle porte della città e poichè ospitano il Museo civico e il Duomo. Attualmente la piazza è occupata dal mercato cittadino; il progetto della nuova torre vuole sottolineare il ruolo di aggregazione sociale della piazza. Lo scopo è quello di non stravolgere le preesistenze ma valorizzarle: l’inclinazione della piazza non viene modificata per non interferire con gli accessi agli edifici che prospettano su di essa. Per quanto riguarda la pavimentazione si è preferito intervenire in maniera minima modificandone la tessitura soltanto nelle immediate vicinanze della torre. La piazza è arricchita dalla presenza di alcune panchine, inserite all’interno di una stecca verde che segue l’andamento della piazza formando dei terrazzamenti. Questo elemento lineare è la prosecuzione di via Matteotti e serve da guida visiva di accesso alla piazza. La componente verde all’interno di uno spazio medievale rappresenta un elemento di novità e addolcisce i tratti altrimenti severi di una piazza totalmente in muratura. Il progetto si articola in due volumi aventi diverse caratteristiche: il primo in muratura ricalca fedelmente l’ingombro della Torre di Berta, mentre

l’altro è rivestito da pannelli di vetro ed è connesso al primo attraverso dei piccoli ponti. I due edifici si differenziano anche per la funzione: il volume in mattoni ospita gli spazi serviti del museo, l’altro volume ha solo una funzione di collegamento verticale tra gli ambienti del primo. La torre principale in mattoni ha un aspetto più pesante, invece l’altra torre ha una consistenza più etera, ottenuta grazie all’utilizzo di pannelli in vetro bianco opaco. La torre in mattoni è il risultato della sottrazione di due grandi volumi: uno alla sommità e uno nella parte centrale. Questi vuoti, ottenuti eliminando intere porzioni delle pareti della torre, alludono al ricordo della torre ferita. I due edifici si sviluppano su quattro livelli. Il piano terra ospita l’ingresso alla torre, ed è orientato verso le due principali vie d’accesso alla piazza. Una volta varcata la soglia si incontra la biglietteria e spostandoci verso destra si entra nell’altra torre che contiene la scala e gli ascensori, in un ambiente molto luminoso dove la luce filtra attraverso il vetro. Il primo piano accoglie la sala espositiva: il visitatore passa improvvisamente da uno spazio angusto in un ambiente molto ampio che si sviluppa in altezza. La luce proviene da un lucernario posto alla sommità della sala alta nove metri. La luce naturale viene filtrata e diffusa in modo omogeneo, ed è compensata dalla luce artificiale nelle ore notturne. L’opera d’arte non viene mai colpita direttamente dalla luce, evitanto effetti di riflessione. Il Battesimo di Cristo è situato in fondo alla sala, ed è incorniciato da lastre di marmo bianco di diversa dimensione che ricordano la forma dei polittici quattrocenteschi. Sulle altre pareti ritroviamo i mattoni dell’esterno. L’ultimo piano si apre completamente verso il paesaggio mediante l’eliminazione di una parete e del soffitto. La grande apertura permette di godere della vista verso la valle, che grazie all’altezza elevata non è ostacolata dagli edifici circostanti.


Fish Island and Hackney Wick Strategic Plan workshop di progettazione urbanistica dell’area di Stratford in collaborazione con l’Architectural Association di Londra

lab di progettazione IV e urbanistica 2015


Università degli Studi di Firenze Architectural Association di Londra prof. Alessandro Rizzo prof. Alberto Baratelli prof. Hugo Hinsley luogo Stratford, Londra

Il seminario si concentra sulla zona di Stratford, all’interno della Lower Lea Valley, impegnata in parte dalle strutture delle olimpiadi di Londra del 2012. L’obiettivo del seminario è quello di fornire soluzioni credibili ai problemi legati alla forte pressione a cui sono sottoposti i quartieri periferici della metropoli ed al corretto riutilizzo di aree dismesse, degradate o sotto-utilizzate, troppo spesso soggette ad interventi puramente speculativi e poco attenti alle reali necessità del contesto urbano e sociale in cui si pongono. Il processo di espansione della città verso est, che già sembrava l’unica soluzione possibile per la metropoli inglese, sta subendo in questi anni un accellerazione senza precedenti, favorita anche dal fatto che l’area sia stata oggetto di grandi investimenti durante la preparazione dei giochi olimpici del 2012. Il progetto urbanistico affronta le possibili dinamiche di espansione, partendo dalla definizione di un piano strategico per l’intera area, fino ad individuare schemi di sviluppo socialmente e urbanisticamente sostenibili per aree specifiche posizionate all’interno della Greater London. Il progetto strategico, vincitore della competizione all’interno del laboratorio di progettazione IV dell’Uni-

versità degli studi di Firenze, è stato presentato presso l’Architectural Association di Londra davanti ai professori e gli studenti del corso “Housing and Urbanism”. L’area di intervento è caratterizzata dalla presenza di numerosi corsi d’acqua e parchi, che sono parte del Green Network. L’area ha una bassa densità di popolazione ed è per questo stata coperta nel London Plan dai due corridoi di espansione. Una delle caratteristiche della Lea Valley è la vicinanza ai due più grandi centri economici di Londra: la City e Canary Wharf. I dati utilizzati nell’analisi sono stati estrapolati da documenti ufficiali pubblicati dai Boroughs di Londra, come “Toward the Urban Renaissance”, “The London Plan”, “LDF”. I due principali quartieri in cui è divisa l’area sono Fish Island e Hackney Wich, separati dai binari della ferrovia. In questi quartieri vi sono prevalentemente industrie e centri culturali e creativi, ma sono isolati dalle aree circostanti e presentano un assetto urbano disordinato.


IDROGRAFIA

VERDE PUBBLICO

REDE STRADALE

NODI


L’analisi oggettiva contiene lo studio dei principali nodi visivi dell’area, come gli edifici olimpici, il centro commericiale di Westfield. La seconda parte dell’analisi si concentra sull’individuazione dei trasporti pubblici, dei percorsi pedonali e delle destinazione d’uso. Infine è stata elaborata l’analisi SWOT per analizzare i punti di forza, di debolezza, le minacce e le opportunità del sito. Il piano strategico si focalizza su tre principali temi: le connessioni (tra percorsi pedonali, percorsi d’acqua e aree verdi), la conservazione dell’identità del luogo, l’aumento della densità di popolazione, dei posti di lavoro e dei servizi. Con il fine di affrontare le tre problematiche sono stati stabiliti degli obiettivi guida da seguire nella progettazione urbana dell’area: bonificare l’area di risulta per creare una nuova marina; collegare la Greenway con i parchi del Green Network; supportare e finanziare le industrie creative, senza modificare il loro aspetto originario; creare nuovi quartieri ad alta densità abitativa nelle aree non utilizzate di Fish Island East; creare aree pedonali lungo i percorsi d’acqua per renderli attivi e per collegare i diversi quartieri; creare fronti attivi lungo le strade per animare i quartieri residenziali e renderli più luminosi e sicuri; creare un nuovo centro urbano nel quartiere di Hackney Wick per concentrare servizi pubblici, attività e incentivare gli investimenti economici; creare una rete di trasporti pubblici sostenibili, senza barriere architettoniche e con accessi facilmente individuabili; proteggere la storia e l’identità del luogo, riutilizzando gli edici esistenti e abbandonati. Il progetto di espansione urbana comprende interventi specifici per ciascuna area di interesse. THE ROAD NETWORK: la riprogettazione della rete stradale carrabile e pedonale, attraverso la creazione di ponti e sottopassaggi e l’attivazione dei fronti stradali. HACKENEY WICK: sviluppare la strada princi-

pale di collegamento nord-sud del quartiere, aumentare la popolazione di almeno il 50% e inserire nuovi servizi e attività per i residenti. THE NEW HUB: la proposta per quest’area è basata su vari interventi tra cui la creazione di una rete di connessione tra gli spazi pubblici, l’attivazione dei fronti stradali, il recupero di edifici di importanza storica, la creazione di una nuova entrata alla stazione di Hackey Wick con nuovi ascensori e scale per raggiungere la piattaforma. FISH ISLAND EAST: creazione di un nuovo quartiere nell’area di Fish Island East, con edifici ad alta densità abitativa, una scuola, servizi pubblici e il progetto di una nuova biblioteca nel centro urbano del quartiere. GREENWAY: gli interventi riguardano l’aumento della visibilità dell’accesso alla greenway e la creazione di percorsi per i disabili, una nuova piazza pubblica, e la rigenerazione del parco vicino l’Olympic Stadium. HACKNEY WICK EAST: la proposta include la costruzione di una zona ad alta densità residenziale, con servizi pubblici. Il piano terra degli edifici sarà occupato da destinazioni d’uso commerciali e miste per valorizzare le strade principali. Inoltre sarà creata una nuova strada pedonale e ciclabile lungo l’esistente parco verde. WATERWAYS REGENERATION: gli interventi consistono nella costruzione di una nuova marina, utilizzando l’area bonificata intorno allo stadio, nella trasformazione dell’antico Boathouse in un nuovo museo della marina,e nel recupero delle strade pedonali lungo i percorsi d’acqua per favorire gli investimenti economici.


MASTERPLAN


Chiesa di Santa Maria dell’Umiltà progetto di restauro della chiesa dell’ex Ospedale di San Giovanni di Dio in borgo Ognissanti, Firenze

lab di restauro II 2015


Università degli Studi di Firenze prof. Pietro Matracchi luogo Firenze

Simone di Piero Vespucci nel 1380 fondò un piccolo ospedale nel quartiere di Santa Maria Novella, presso la chiesa francescana di Ognissanti, intitolato a Santa Maria dell’Umiltà e dedito alla cura degli infermi e dei poveri. Nel 1635 vennero costruiti la chiesa, l’infermeria e la residenza dei frati. Nel 1637 venne promosso un più radicale ampliamento del complesso che potè attuarsi con la rifondazione della chiesa che venne ricavata in parte dalla demolizione delle stalle e in parte da ciò che aveva costituito l’infermeria. Nel 1701 si iniziarono a costruire le sepolture dei frati all’interno della chiesa. Incaricato del progetto e della ristrutturazione l’architetto Carlo Marcellini (1643-1713) che localizzò la nuova chiesa in ambienti fino ad allora usati per lo spedale, in particolare riutilizzò le mura perimetrali dell’antica infermeria. Il rifacimento interno della chiesa terminò nel 1702. Innovativa è la facciata dove il Marcellini dovette superare non poche difficoltà tecniche per la ristrettezza dello spazio disponibile. Vennero apposti gli stemmi dell’ordine ospedaliero e dei Vespucci. La cupola fu affrescata da Alessandro Gherardini prima, e dal pittore ungherese tardo settecentesco Giuseppe Dorffmeister, poi. Nel 1880 fu rialzato di due piani il complesso dello spedale e fu ristrutturata la facciata. Nel 1886 fu soppressa la gestione dei frati che aveva perseverato fino ad allora. I religiosi, pur rimanendo all’interno dell’istituzione in qualità di medici e infermieri, dovettero cedere l’amministrazione ad una Commissione Amministratrice e poi ai primi del XX secolo ad un Consiglio di Amministrazione. Nel 1982 i locali dell’antico spedale divennero di proprietà del Comune di Firenze. L’ex Ospedale di San Giovanni di Dio e l’adiacente Chiesa di Santa Maria dell’Umiltà sorgono nel centro storico di Firenze, in prossimità dell’Arno. Gli ingressi dell’ex ospedale e della chiesa si trovano lungo Borgo Ognissanti. La chiesa è a navata unica coperta da una volta a botte in mattoni intonacata, mentre l’abside è coperto da una cupola affrescata che termina con una lanterna. Attualmente la chiesa presenta una situazione di degrado avanzato. Le pareti perimetrali,

in particolare in corrispondenza della navata risultano affette da macchie di umidità dovute a problemi di risalita capillare. Queste macchie in alcuni casi provocano anche il distacco dell’intonaco di rivestimento di alcuni elementi architettonici della chiesa, come ad esempio quello del battiscopa. In corrispondenza della volta invece, numerose sono le infiltrazioni causate da disservizi della copertura. Queste infiltrazioni assumono un andamento verticale, in quanto l’acqua dilava direttamente nella chiesa dall’ambiente sovrastante. Il quadro fessurativo della grande volta in mattoni è importante. Esso si concentra difatti sulla volta e si propaga fino alle pareti perimetrali, talvolta andando a infestare anche le lunette e gli altari ad edicola. Le fessurazioni sono dovute a piccoli assestamenti delle fondazioni causati dagli archi trasversali di irrigidimento della copertura in mattoni. Dalla presenza di macchie e fenomeni di esfoliazione si deduce l’esistenza di un esteso fenomeno di risalita capillare. L’altezza massima di risalita capillare dipende dalla dimensione dei pori del materiale costituente la muratura. Per diminuire o eliminare gli inconvenienti connessi con la presenza di umidità di risalita dal terreno, generalmente si interviene tramite l’aumento dell’evaporazione dell’acqua delle murature verso l’ambiente esterno, la riduzione o l’annullamento del flusso di acqua che risale dal terreno, la riduzione del quantitativo di acqua adescato dalle fondazioni o dai muri controterra. Una delle soluzioni al problema in questione sarebbe quella di impermeabilizzare le superfici della muratura per tutta la sua porzione interrata, separando la muratura dalle fondazioni. Tuttavia questa soluzione non sarebbe di facile attuazione da un punto di vista esecutivo ed inoltre risulterebbe notevolmente costosa. La soluzione più idonea, poiché non invasiva nel caso della Chiesa, potrebbe essere la tecnologia elettrofisica a neutralizzazione di carica Domodry, un sistema non invasivo e totalmente biocompatibile, applicabile a qualsiasi tipo di struttura affetta da umidità di risalita, con garanzia di risultato assoluta e illimitata nel tempo.


Eco-Resort Galapagos progetto di un nuovo Hotel nell’Isla Isabela

lab di progettazione ambientale 2016


Università degli Studi di Firenze prof. Marco Sala luogo Isla Isabela, Galapagos

L’Eco-Resort sorge in un’area poco lontana dal centro di Puerto Villamil. Il lotto di 2000 mq è situato a 200 m dal mare lungo una delle principali strade carrabili della città. Le scelte progettuali sono state influenzate dalla necessità di realizzare un edificio che si mimetizzasse con il contesto esistente, costituito prevalentemente da abitazioni di uno o due piani e da ampi spazi ricoperti dalla vegetazione. Il secondo obiettivo è stato realizzare spazi commerciali accessibili anche agli abitanti del posto, con lo scopo di creare un nuovo centro di aggregazione. Il progetto si compone di quattro corpi a pianta

rettangolare, di altezza diversa a seconda della funzione, disposti intorno all’area della piscina, fulcro centrale del Resort. Al piano terra il corpo dell’ingresso è alto solo un piano, e ospita l’area di ristorazione. I due corpi laterali sono invece articolati su due livelli: al piano terra troviamo la spa nel corpo ovest e la cucina nel corpo est, mentre al secondo piano sono entrami occupati dalle camere per gli ospiti dell’hotel. Il blocco nord si alza su tre livelli, interamente destinati alle camere e ai corpi scala. Le camere sono 31, ciascuna di 28 mq, con un balcone di 7 mq, che offre una spettacolare vista sull’Oceano.


2.1

1.9

P.p.i.

S.c.i.

P.p.i.

S.c.i.

S.i.

P.p.v.

S.i.

1.8

P.p.v.

4.2

P.p.v.

S.c.i.

P.p.v.

S.i.

S.c. S.i.

S.i.

Legenda codici Parete perimetrale verticale 1.1 Intonaco per esterni + tinteggiatura 0,5cm

P.p.v.

1.2

Lastra Knauf Aquapanel 1,25 cm

1.3

Trattamento di giunti

1.4 1.5 1.6 1.7

Canale Z 750 Montante Z 750 Isolante acustico in lana di roccia 7,5 cm Tinteggiatura per cartongesso

1.8

1.8 Pilastro HEB 200 con vernice intumescente

1.9

1.9

Parapetto in vetro

2.1

2.1

Brise soleil in legno

4.2

4.2

Aggancio pluviale Parete di partizione interna

P.p.i.

1.2

Lastra Knauf Aquapanel 1,25 cm

1.3

Trattamento di giunti

1.4

Canale Z 750

1.5

Montante Z 750

1.6 1.7

Isolante acustico in lana di roccia 7,5 cm Tinteggiatura per cartongesso Solaio controterra esterno

2.2 2.3 S.c.e.

2.4

Pavimento in doghe di legno 2 cm Massetto per pavimento esterno 8cm Tessuto non tessuto

2.5

Drenaggio con vespaio pareti controterra

2.6

Guaina impermeabilizzante 1 cm Solaio controterra interno

2.7

Pavimento in parquet 1,5 cm

2.8 Massetto di sottofondo autolivellante 5 cm S.c.i.

2.9

Isolante antirisalita 0,5 cm

3.1

Barriera al vapore 0,5 cm

3.2 Soletta in cls con rete elettrosaldata 10cm 3.3

S.c.i.

Cupolex H26 Magrone

3.4

3.4

3.5

3.5

Battiscopa h. 7 cm

3.6

3.6

Tubazione diametro 12 cm drenante

3.7

3.7

Cupolex H26 Solaio interpiano

2.7 S.i.

Pavimento in parquet 1,5 cm

3.2 Soletta in cls con rete elettrosaldata 10cm Lamiera grecata

3.8 3.9

4.1

IPE 300 IPE 160 Solaio copertura

4.2 4.3 3.2 S.c.

3.8 4.1 4.4 4.5

Guaina bituminosa Strato delle pendenze Soletta in cls con rete elettrosaldata Lamiera grecata IPE 160 Pannello cartongesso Pendino per aggancio cartongesso

4.6

4.6

Carter in alluminio

4.7

4.7

Bocchettone di raccolta acqua piovana

5.3

5.3

Infisso in pvc


Legenda codici 3.2 Soletta in cls con rete elettrosaldata 10cm 4.2

Guaina bituminosa

4.3

Strato delle pendenze

4.9

Discendente in pvc

1.1 Intonaco per esterni + tinteggiatura 0,5cm Lastra Knauf Aquapanel 1,25 cm

1.2

4.8 Finitura intonaco per interni + tinteggiatura 4.6 Carter in alluminio 4.7

Bocchettone di raccolta acqua piovana Isolante acustico in lana di roccia

1.6 3.9

IPE 300

3.8

Lamiera grecata IPE 140

4.1

Pannello cartongesso

4.4

Pendino per aggancio cartongesso

4.5 4.2

Aggancio pluviale

5.6

IPE 140 34 4.2

0,5 2,5

4.7

4.3

20

7,5

2,5 0,5

4.6

4.9 1.1 1.2 4.2

1.6 3.9

4.4

4.1 5.6

3.2

4.5

4.8 3.8

0,5 2,5

7,5

34 20

2,5 0,5

1.1 1.2 1.2 1.5 1.6 1.8 1.2 1.2 1.7

3.6 2.2 2.3

2.7

3.5

2.4 2.8 2.9

Legenda codici

3.1 3.2

1.1 Intonaco per esterni + tinteggiatura 0,5cm 1.2 1.5

3.3

2.5

3.4

Isolante acustico in lana di roccia 7,5 cm

2.2

Pavimento in doghe di legno 2 cm

2.3

Massetto per pavimento esterno 8cm

2.4

3.7

Tessuto non tessuto

2.5

Drenaggio con vespaio pareti controterra

2.6

Guaina impermeabilizzante 1 cm

3.7

3.4

Montante Z 750

1.6

3.4

2.6

Lastra Knauf Aquapanel 1,25 cm

3.3

Magrone Plinto di fondazione Cupolex H26

3.2 Soletta in cls con rete elettrosaldata 10cm 3.1 2.9

Barriera al vapore 0,5 cm Isolante antirisalita 0,5 cm

2.8 Massetto di sottofondo autolivellante 5 cm 2.7

Pavimento in parquet 1,5 cm

3.5

Battiscopa h. 7 cm

3.6

Tubazione diametro 12 cm drenante

1.8 Pilastro HEB 200 con vernice intumescente 1.7

Tinteggiatura per cartongesso


Nuova caserma dei vigili urbani a Prato progetto della sede centrale della caserma nei pressi della stazione di Porta al Serraglio

lab di progettazione III 2014


Università degli Studi di Firenze prof. Fabio Fabbrizzi luogo Prato

Il progetto della nuova caserma dei vigili urbani di Prato si colloca in un’area non utilizzata nei pressi della stazione ferroviaria di Porta al Serraglio, uno dei nodi nevralgici della città. L’idea di una nuova caserma nasce dall’esigenza del corpo della polizia stradale di avere una sede centrale più vicina al centro di Prato, in modo tale da poter intervenire tempestivamente. Il lotto destinato alla nuova caserma è oggi occupato da un parcheggio per le auto, e sotto di esso è presente un parcheggio coperto, accessibile da viale Galileo Galilei. Il lato ovest del lotto è delimitato dal polo universitario della città di Prato e della biblioteca. L’area è quindi caratterizzata dalla vicinanza al centro storico della città, alla stazione e all’università, ed è quindi un importante nodo urbano. La nuova caserma contiene diverse funzioni, alcune aperte al pubblico ed altre accessibili solo al corpo dei vigili. L’architettura dell’edificio rispecchia questa divisione funzionale: l’ingresso, situato al piano terra in corrispondenza della scala e sistente, è costituito da pannelli vetrati che permettono ai cittadini di vedere all’interno dell’edificio. Qui sono collocati gli sportelli per il pubblico, men-

tre un seconodo ingresso ad est conduce in un ambiente separato dedicato agli studenti, in cui sono state progettate delle aule studio, dalle cui vetrate è possibile scorgere i resti dell’antico bastione. Sul lato ovest dell’edificio vi è un terzo ingresso, riservato solo ai dipendenti. Da qui si entra nella caserma vera e propria, in cui al piano terra vi sono gli ambienti degli spogliatoi, l’armeria e un bar, in corrispondenza del pozzo di luce del parcheggio sotterraneo esistente. Al primo piano invece vi sono gli uffici e la sede operativa, collocata in posizione centrale e circondata da pareti di vetro, in modo da poter essere visibile e poter tenere sotto controllo le operazioni svolte all’interno della caserma. La struttura dell’edificio è in cemento armato, ma è ricoperta da mattoni faccia a vista che richiamano gli edifici preesistenti e l’architettura della città di Prato, famosa per le numerore fabbriche in mattoni. L’aspetto pesante della struttura è smorzato dalla presenza di numerose vetrate dalla forma lineare che si sviluppano in altezza, ricordando la forma delle caditoie. Il lato che si affaccia su viale Galileo Galilei presenta delle rientranze che seguono l’andamento del lotto e che ospitano i blocchi contenenti scale e ascensori.


PLANIVOLUMETRICO

PIANO TERRA


Casa a schiera progetto di unitĂ residenziale per 5 utenti

lab di tecnologia 2013


UniversitĂ degli Studi di Firenze prof. Buccolieri luogo Reggello, Firenze


| geometria


prospettiva Phillips Exeter Academy Library| interno Louis Kahn, 1972 New Hampshire, U.S. fondamenti e applicazioni della geometria descrittiva UniversitĂ degli Studi di Firenze anno 2016 prof. Barbara Aterini


prospettiva parallela Phillips Exeter Academy Library| scala Louis Kahn, 1972 New Hampshire, U.S. fondamenti e applicazioni della geometria descrittiva UniversitĂ degli Studi di Firenze anno 2016 prof. Barbara Aterini


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| loghi


RIMARCHIAMOLO concorso per il nuovo marchio del Chianti Rùfina partecipazione al concorso di idee indetto dal consorzio Chianti Rùfina anno 2014 luogo Rùfina, Firenze


Sara Barletta Firenze, Italia sarabarletta19@gmail.com +39 388 1412186


Sara Barletta | Portfolio  
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