Issuu on Google+


Sommario PERIODICO TRIMESTRALE FONDATO DA SAN LUIGI GUANELLA n. 3 - III trimestre 2013

foto prima

LA DIVINA PROVVIDENZA periodico edito dalla Provincia Italiana della Congregazione dei Servi della Carità Opera Don Guanella

di copertina

Sorridere alla vita passata e futura è ringraziare Dio

3 EDITORIALE

DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE Casa Divina Provvidenza via Tomaso Grossi 18 - 22100 Como tel. 031 296 711 - fax 031 296 898 sito web: http://www.guanellacomo.it e-mail: como.direzione@guanelliani.it

di Angelo Gottardi

Direttore responsabile Mario Carrera

foto quarta di copertina

Dipinto di Afran (Casa Don Guanella - Lecco)

Il filo incantato

4 CONOSCERE SAN L. GUANELLA

Direttore di redazione Angelo Gottardi

4 Don Luigi Guanella sentinella montanara

di Domenico Saginario 7 Scrivo a voi...: il messaggio a cura di Franca Vendramin

Progetto grafico e impaginazione Gianmario Colciago

di un Santo

8 OLTRE FRONTIERA (Cile )

Collaboratori di questo numero Enrique Castillo, Silvia Fasana, Angelo Gottardi, Gabriele Mortin, Franca Vendramin, Vito Viganò

8 I Cooperatori guanelliani, ossia un laicato attivo di Enrique Castillo 10 Faceva aereo stop ...

Fotografie Archivio Fotografico Guanelliano, Alberto Bellomo, Angelo Gottardi, Enrique Castillo, Operatori, Franca Vendramin

11 FILO ROSSO 11 I valori: una vita per viverli di Vito Viganò 15 NOTIZIE DI CASA

Stampa Arti Grafiche Frattini viale Industria 9/11 - 20010 Bernate Ticino (Milano) tel. e fax (+39) 02 97256041 - 02 9754454

15 Ottobre guanelliano

16 DON GUANELLA INEDITO 16 Savogno

di Silvia Fasana

Autorizzazione Tribunale di Como decreto 27.06.1978 n. 3/48

20 Festa: perché ?

Pubblicazione periodica Poste Italiane SpA, spedizione in abb. post. Iscrizione ROC n. 1219 del 12.12.1989

20 NOTIZIE DI CASA di Gabriele Mortin

22 LE PAGINE DEGLI AMICI

CON APPROVAZIONE ECCLESIASTICA

22 Grazie, don Guanella! 23 Come aiutare la CdP

INFORMAZIONI Centralino: 031 296 711; Direzione Casa Divina Provvidenza: como.direzione@guanelliani.it, sito: www.guanellacomo.it; Santuario del Sacro Cuore: rettore@sacrocuorecomo.it; sito: www.sacrocuorecomo.it; Museo "Don Luigi Guanella": 031.296.894 (don Adriano Folonaro); Servizio Civile Volontario: 031.296.783 (sig.ra Elisabetta Caronni); Volontari per RSA: 031.296.774 (sig. Carlo Guffanti); Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile: 031.296.783 (don Roberto Rossi, sig.ra Elisabetta Caronni); Comunità di Accoglienza Vocazionale: 031.296.795 (don Roberto Rossi); Centro Missionario Guanelliano: 031.296.811 (sig. Silvio Verga); ExAllievi: 031.296.709 solo il mercoledì dalle ore 21.00 (sig. Walter Arnaboldi).


il filo incantato C

ari Amici e Benefattori. Max era un ragazzino a cui non piaceva aspettare. Ripeteva a tutti: “Io vorrei che il tempo passasse in fretta …”. Un giorno Max si sentì chiamare: si voltò di scatto e vide una vecchietta che gli mostrò una scatoletta d’argento con un forellino da cui usciva un filo d’oro: “Guarda, Max, questo filo sottile è il filo della tua vita. Se proprio desideri che il tempo trascorra velocemente, non devi far altro che tirare un po’ il filo. Buona fortuna!”. E scomparve. Il giorno dopo, a scuola, Max pensò di usare il filo per accorciare la lezione. Tirò con troppa decisione e sentì la voce del maestro che diceva: “La lezione è finita. Andate a casa”. Max pensò: “Oh come sarebbe bello aver già finito la scuola e poter lavorare”. Decise di dare una bella tiratina al filo e così, la mattina seguente, si svegliò che aveva i baffi, faceva l’ingegnere. Conobbe Maria, una bella ragazza. Fu un matrimonio bellissimo. Un giorno Maria gli annunciò sorridendo che stava aspettando un bambino. “Aspettare” era un verbo che a Max non era mai piaciuto. Tirò un po’ troppo il filo e il giorno dopo si trovò un bel po’ più vecchio e con due figli, uno al liceo e l’altro all’università. Ma una mattina Max si guardò allo specchio e scoprì di avere i capelli bianchi e si sentiva insoddisfatto: ora la casa era vuota e Maria invecchiata. Un giorno, sonnecchiando nel parco, sulla solita panchina, il vecchio Max si sentì chiamare. Aprì gli occhi e rivide la vecchietta: “Allora, Max, com’è andata? Il filo magico ti ha procurato una vita felice, secondo i tuoi desideri?”. “Non saprei … Grazie a quel filo non ho mai dovuto attendere, ma ora mi accorgo che è tutto passato così in fretta. Vorrei tornare ragazzino e poter rivivere la mia vita senza il filo magico”.

“Non ti resta che restituirmi la scatoletta e … buona fortuna”. Appena Max pose nella mano della vecchina la scatoletta, si addormentò in un sonno profondo.“Ehi, dormiglione! Sveglia!”. Max aprì gli occhi e si trovò nel suo letto, con la mamma, giovane e bella. Corse allo specchio e vide il suo solito volto paffuto da ragazzino. Tutti da adolescenti abbiamo voluto crescere in fretta: io farmi prete presto, alcuni di voi sposarsi subito, avere un diploma senza esami o anni di studio; guidare la macchina di papà a 16 anni. Ma, come ci dice il raccontino, non si può né si devono anticipare le fasi della vita, ma camminare secondo il passo che a ciascuno è dato, conquistando giorno per giorno … il “giorno dopo”. Quest’anno abbiamo scelto come copertina della rivista nel n°1 un bimbo che guarda fisso dove gli indica la mamma; nel n° 2 un giovane sulla alte cime; in questo n° 3 una donna adulta, sorridente … Sapete perché? Perché ogni tappa o fase della vita è meravigliosa, dono immenso di Dio e bisogna viverla in pienezza. L’infanzia è la primavera della vita: qualcosa fiorisce, ma lentamente. La giovinezza è l’estate: maturano i frutti, ma quelli … estivi. L’età adulta è l’autunno: i colori più variopinti, i frutti migliori ma maturati lentamente sotto il sole cocente o i venti impetuosi. Poi viene l’inverno … Ogni stagione ha la sua caratteristica e bisogna lasciarla sviluppare lenta mente: non pretendendo i frutti prima del tempo, perché sono acerbi. Viviamo ogni momento come se fosse il primo, l’unico e l’ultimo. Perché ogni periodo della vita (infanzia, gioventù, età adulta, anzianità) è un riflesso dell’eternità di Dio. q

Editoriale

o

ANGELO GOTTARDI direttore

Viviamo ogni momento come se fosse il primo, l’unico e l’ultimo. Perché ogni periodo della vita (infanzia, gioventù, età adulta, anzianità) è un riflesso dell’eternità di Dio.


Conoscere San Luigi Guanella Dal tesoro dello scriba: parlano i maestri

Il terzo “maestro” che ci guida nella conoscenza di don Guanella è don DOMENICO SAGINARIO. Come lo scriba evangelico estraiamo dai suoi scritti “cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52) per incontrare dal vivo don Guanella. Pubblichiamo due brani ricchi di fascino e di poesia che ci pare ben illustrino l’immagine del santo prete montanaro, le sue radici, la sua spiritualità.

DON LUIGI GUANELLA

sentinella montanara D. SAGINARIO, Relazione al Convegno ”Non è facile trattare con i santi!”, Como 17-18 dicembre 2005.

L

a figura di don Luigi Guanella, genuino testimone della civiltà alpina, ci induce ad atteggiamenti riflessivi, quasi contemplativi, per una rilettura interiore dei nostri eventi, compiuta alla luce della spiritualità montanara dai contorni spesso indefiniti, ma carichi di trascendenza e di profezia. Mi si permetta di usare un’analogia audace, che però sento profondamente vera: don Luigi Guanella è stato per Fraciscio quello che San Francesco è stato per Assisi, o Padre Pio per Pietrelcina, o papa Giovanni Paolo per il suo paesello di Wadowice. Dalla sua famiglia e dal suo ambiente montanaro ha ricevuto i doni fondamentali del vivere onesto, laborioso, con i caratteri di solidarietà, di

4 ● La Divina Provvidenza n.3/2013

fede e di preghiera che la cultura secolaristica rischia di farci perdere. A sua volta, per le sublimi qualità raggiunte nella sua vita e nella sua azione, don Luigi merita di essere considerato assai più che un operatore sociale, un benefattore politico, o un luminare di scienza: è stato assai più che un inventore di benessere o di gloria umana. Egli è stato un santo, un fondatore. Un profeta. Ha portato in alto lo spirito dei suoi padri, ha infuso nuova garanzia ai valori di sobrietà, di lavoro, di sapienza testimoniati dai suoi genitori; ha ribadito la validità, la bellezza, la verità di quel loro modo di vedere le cose alla luce così serenamente del Dio vicino, pieno d’amore personale

per te, pronto a trasformare in salvezza i drammi che ti affliggono. Mi sorge nell’animo la figura della sentinella: don Luigi si pone davanti al nostro mondo come una sentinella che vigila, scruta i tempi, segnala eventualmente l’allarme. Più in clima al nostro argomento, mi sembra adatta l’immagine della campana: in rapporto al nostro tempo, amo pensare don Luigi come la campana di Montespluga. La strada dello Spluga da Burg Splügen in Svizzera sale verso il valico di frontiera, supera il crinale del passo Spluga e discende poi verso le poche case di Montespluga. Qui “ancora sorgono gli edifici della Posta, la Ca’ della Montagna (16° secolo), da cui, quando infuriava la tempesta, parti-


a cura di Franca

Vendramin

Invito a divenire un po’ poeti

nel valutare gli influssi che l’ambiente della sua terra montanara ha impresso in don Luigi Guanella …

⿙⿙ Il senso del grande e del sublime suggerito dallo scenario dei monti nella loro magnificenza …

di

Domenico Saginario va il suono della campana per orientare i viaggiatori smarriti e per chiamarli a pietoso rifugio”. (E. Fumagalli, Dalla Valle del Reno a Chiavenna. Spluga, ecco la Via, in “Luoghi dell’Infinito”, 2005). Mi piace vederlo così don Luigi Guanella: una sentinella montanara … ed ecco che nella notte si scatena una tempesta di lampi e tuoni e vento gelido e di neve. Consapevole del rischio mortale in cui può trovarsi qualche viandante sperduto nel buio della notte, egli, sentinella di salvezza, suona la campana, forte, insistente, solitaria: un suono che grida il pericolo, e avverte, segnando l’orientamento e il rifugio. ●

⿙⿙ Il senso del bello presente nel grande come nel piccolo: aspetti soavi e musicali come le sorgenti gocciolanti dal bianco delle nevi, o come i minuscoli fiori alpini, tanto vivi di colori o come gli animali quasi tutti amici e compagni delle lunghe ore dei pascoli … ⿙⿙ Unità con la natura: in montagna più che altrove, nei momenti delle forti emozioni si può essere afferrati dalla vita della natura. Montagna tragica come la vita: ti nutre o ti uccide. Forti contrasti: vette altissime e valli abissali. C’è come una linea di continuità

tra il montanaro e la sua terra… ⿙⿙ Esperienze: l’ascesa lenta, a zig zag, sovente senza sentiero con doverose e calibrate soste … ⿙⿙ L’ospitalità, semplice ma essenziale, rivestita di gravità: il soccorso in montagna spesso è condizione di vita o di morte. Il povero è su questa linea. ⿙⿙ Il tempo trascorre a ritmo di sole, quasi “senza tempo”, come i monti, pazienti … ⿙⿙ Le voci delle cose: nei grandi silenzi dell’ambiente montano si acuisce la capacità di ascolto. Ci si accorge con simpatia che le cose hanno una loro voce: gli uccelli, i venti, i ruscelli, le cascate, le marmotte ...

Di queste cose e di mille altre si nutrì l’infanzia di don Guanella. Imparò a camminare a passo pensato con misura, che deve durare a lungo, a contatto con le asprezze, più sovente da solo, e se con altri, questi sono o diventano presto amici e familiari. Amò il suo paesello, umile ma grazioso: quel gruppo di case esposte al sole, adagiate in una conca quasi ginocchia di un gigante; e più innanzi le alture care di Mottala e di Gualdera, mentre giù verso la cappella di san Rocco il sentiero all’ultima svolta pare sprofondare nella valle scura come una notte. Amò i monti, chiamati per nome come amici. Amò i fiori, ne apprese il valore di medicina. Imparò a risalire a Dio come al grande Padre la cui mano sostiene tutto l’universo e ciascuna pur piccolissima creatura. Nei lunghi tempi dei pascoli, guidato dalla grazia divina, entrò senza accorgersi nelle attrattive della preghiera e della contemplazione, sentendo il fascino quasi sacrale della maestà delle cose e andò sperimentando dialoghi interiori, che più tardi giunsero ad intensità misteriose. Il suo linguaggio risente di questa ricchezza di immagini e di esperienze. Per capire meglio il cuore di don Guanella, occorre andare più in là delle sue semplici parole: occorre riferirsi a questo suo mondo di origine e tentare di farsene abitatori per risentine più fedelmente le risonanze … D. SAGINARIO, “L’ambiente montanaro e rurale della sua infanzia e la sua famiglia (1842-1854)”, in Saggi Storici 2, Roma 1990.

La Divina Provvidenza n.3/2013 ●

5


Conoscere San Luigi Guanella Dal tesoro dello scriba: parlano i maestri

DON DOMENICO SAGINARIO Domenico, più conosciuto familiarmente come Mimì, nasce il 7 febbraio 1930 a Pietrelcina (Benevento) nello stesso paese di Padre Pio. La famiglia profondamente cattolica, vide ben 4 figli intraprendere la vita religiosa: Osvaldo, Oreste, Domenico – sacerdoti guanelliani – e Giulietta, suora guanelliana, tuttora vivente. Ordinato sacerdote a Roma il 28 aprile 1957, don Mimì trascorse i primi decenni impegnato nel campo della formazione e dell’insegnamento, superiore e rettore del seminario teologico di Chiavenna e poi di Roma. Nel 1986 è nominato superiore della provincia Romana, nel 1993 è eletto consigliere e segretario generale poi di nuovo superiore provinciale fino al 2000. Nel 2004 è padre spirituale nel seminario quindi nel 2006 è incaricato della nuova delegazione indiana. Nel 2008, nonostante l’età avanzata, chiede di poter andare in missione. Destinato nella comunità di Manila (Filippine), collabora nella formazione dei seminaristi. L’11 luglio 2011, il Signore lo chiama a sé mentre si stava preparando a dare una conferenza formativa ai confratelli. Così un confratello lo ricorda.

Ama la Congregazione!

Sto vivendo forse la stagione più gioiosa della mia esistenza sacerdotale. Sono contento. Ringrazio Dio di questo dono di poter trascorrere una porzione dei miei anni in missione, come sacerdote e amico, tra gli squaters, gente umile, povera, abbandonata. don Domenico Saginario Occorre annunciare il Vangelo qui in Asia … sento questo invito come una profezia che apre orizzonti sconfinati, belli di Vangelo e di missione. E ho risposto, per il poco che posso fare: “Andiamo!”. don Domenico Saginario Ricorderemo sempre Mimì come un prete felice, un discepolo fedele di don Guanella, un gran sognatore sempre teso a puntare lo sguardo in alto e a stimolarci ad aver coraggio nel futuro, fiduciosi nella Provvidenza e dando il meglio di noi stessi a Dio e ai poveri. don Luigi De Giambattista

6 ● La Divina Provvidenza n.3/2013

La prima cosa che mi viene subito in mente pensando a don Mimì è il suo attaccamento alla Congregazione. Ricordo una circostanza precisa: era il mese di giugno del 1982, qualche settimana dopo la mia ordinazione sacerdotale. Durante la celebrazione dell’eucaristia, allo scambio della pace, mi ripeté due volte: -Ti raccomando, ama la Congregazione!-. Lì per lì mi sono sembrate parole di circostanza e confesso di non aver dato peso più di tanto. Ho capito qualche anno più tardi il messaggio che mi voleva dare: -Renditi sempre disponibile a svolgere i compiti che ti verranno assegnati dai tuoi superiori-. Ho avuto modo di chiarire che mi voleva esortare ad una libera condivisione dei progetti dei superiori in tre “snodi” importanti della mia vita. Dapprima la proposta di ricoprire il ruolo di prefetto nell’istituto S. Calogero di Naro (1986) poi di collaboratore del padre maestro dei novizi a Cassago Brianza (1993). Dinanzi alla mia perplessità, don Mimì mi parlò del Fondatore, della sua libertà interiore di seguire le vie della Provvidenza, facendomi gustare la bellezza del sì detto con adesione e convinzione. Mi ripetè: - Così si ama la Congregazione - e ancora: - Quando la Congregazione chiama, occorre obbedire -. Quindi l’episodio che più mi ha segnato: la chiamata ad assumere la responsabilità della guida pastorale della Provincia Romana. Fu un discernimento molto faticoso … Don Mimì, che lasciava l’incarico di padre provinciale, mi confidò le difficoltà da lui incontrate, mi incoraggiò in tanti modi. E mi ripeté le stesse parole che oltre vent’anni prima mi aveva rivolto: - Ama la Congregazione -. Alla fine risposi all’appello. Nessuno potrà togliermi la felicità che ho esperimentato. Ti ringrazio, Signore! Grazie, don Mimì! don Pino Venerito


Scrivo a voi ...

il messaggio di un santo 

Gente di montagna

Don Guanella verso la terra delle sue origini ha nutrito affetto di figlio devoto, appassionato. Ha amato i suoi monti. Li ha guardati come una cosa viva; li ha sentiti come una dimensione del suo essere. Con sentimento ancora più intimo, ha amato le persone della sua montagna: la sua famiglia, i montanari, che spesso chiama fratelli. Ha sentito la sua identità di montanaro: per sempre e con amore si è riconosciuto appartenente alle sue montagne, al suo paese. Questa appartenenza l’ha vissuta ad ogni età, da bambino, da ragazzo, da adulto, da anziano. L’ha testimoniata da santo, da poeta, da cittadino illustre. Basti qualche pensiero …

(don Domenico Saginario)

un saluto Buon montanaro, io ti abbraccio con l’animo. Sento per te un tale trasporto che è in confronto di ogni altro, tutto speciale e superiore. Di questo, ben mi rendo conto. Il giogo del tuo monte è sublime perché di là si contempla più da vicino il bel Paradiso. Il profondo delle tue valli è sacro perché nel ritiro della solitudine si impara a meglio amare il Signore, a più ben volere ai fratelli. Montanaro, rallegrati! Io scorgo un’aureola di bene attorno ai tuoi occhi e nel tuo viso un evviva di contento che è tutto tuo. Io te lo chiedo: chi ti ha impresso questo carattere di bontà gioconda e chi te lo conserva? Buon montanaro: ora io comprendo la ragione di quell’affetto che ti fa aderire al vertice del monte, che ti configge al pian della tua valle. Figlio dei santi, tu vivi nella terra dei santi e tu sei lieto. Renditi sempre più meritevole di tale terra e di tali santi. (L. Guanella, Il Montanaro, Opera Omnia, Vol. III; pp. 988-989)

pane … Il montanaro nell’accostarsi ad un globo di polenta fumante scherza con dire: “E’ povero il nostro cibo, ma non è poco. Eccolo l’intingolo sempre gustoso: il buon appetito! Castagne sono il nostro pane; il miglio e l’or-

a cura di Franca

zo il nostro riso. Mangiamo due volte al giorno, e per ogni volta abbastanza. I nostri volti rifioriscono e le guance si tingono di color rosa, usando del latte per unica nostra bevanda. Quest’aria che assorbiamo vale cento manicaretti e questi petti ruvidi digeriscono, in una, dieci desinari accumulati:” Nel dire questo, si fa uno scoppio giocondo di applauso. (ibidem, pp. 992).

… e Signore Miei compaesani ben amati di Fraciscio, a noi San Rocco ricorda la nostra chiesa e il nostro sacerdote. Ci rappresenta il nostro paesello, il gruppo dei nostri monti, il nostro piccolo mondo e l’affetto più caro della pietà e della fede, della pace domestica … San Rocco pellegrino è vita nel mio paesello di Fraciscio, come San Pietro apostolo in Roma è vigore per tutto il mondo cristiano. Egli riceve i pensieri della mente, gli affetti del cuore, le tenerezze della famiglia, la famigliarità del luogo natìo.

(ibidem, p. 429; p. 449)

l’addio Ritorno a Fraciscio. Intense di commozione sono le parole con cui don Leonardo Mazzucchi scrisse sull’ultima visita di don Luigi al suo paesello (1913). “Mentre il sole tramontava, don Luigi era su nella sua frazione nativa, circondato dai parenti e dai vicini e ancora si indugiava a ricordare, ad incoraggiare, a suggerire in un’onda di tenero amore patrio, i mezzi vari da usarsi per il benessere economico di quella gente. E poi si discese con nell’animo un tumulto di pensieri giocondi e tristi: in quella giornata di svago, di peregrinazione, di affetti patri rinfervorati, di teneri indugi, di paterne raccomandazioni. Pareva di assistere ad una scena commovente di addio d’un partente; ma la triste nube fu sgombrata nell’animo dai diritti dell’affetto figliale, dal vedere la vigoria fisica e morale dell’uomo, dal sapere i compiti non ancora assolti che la Provvidenza gli ha affidati, dallo sguardo ai boschi incornicianti quei monti dove cadono i vecchi tronchi quando sono sorti i nuovi rigogliosi ed alti a mantenere la vitalità benefica della foresta …” (L. Mazzucchi, La vita, lo spirito e le opere di don Luigi Guanella, Roma 1999; pp. 536-537)

Vendramin La Divina Provvidenza n.3/2013 ●

7


Oltre frontiera Coyhaique (Cile) - Hogar P. Antonio Ronchi

I COOPERATORI GUANELLIANI

di Enrique

ossia un laicato attivo

Castillo, presidente dei Cooperatori guanelliani di Coyhaique

Un servizio di carità per anziani presso l'Hogar P. Antonio Ronchi a Coyhaique, nella Patagonia cilena, esercitato con amore e professionalità dai Cooperatori guanelliani del Cile.

C’era una volta... C’era una volta un villaggio guanelliano, chiamato “Villa San Luís”, che era l’orgoglio di tanti. Comprendeva un settore composto di sette casette singole più una palestra, che ospitava sessanta ragazzi in situazione “irregolare”, affidato ai sacerdoti guanelliani; un altro settore composto da due strutture con cinquanta bambine orfane, gestito dalle suore guanelliane; e un terzo composto da una sola struttura che ospitava 40 anziani soli e bisognosi, totalmente gestito da un gruppo di cooperatori guanelliani. Eravamo e siamo nel sud del Cile, nella Patagonia cilena, nella cittadina di Coyhaique, a 1.500

8 ● La Divina Provvidenza n.3/2013

chilometri dalla capitale Santiago. Improvvisamente il governo ha decretato la chiusura di tutti i centri per minori, nella ricerca politica di quello che in Italia chiamiamo “comunità alloggio” con un numero ridotto di ospiti. E alla fine è rimasto solo il settore degli anziani. Adesso c’è... Così la Provvidenza ci ha dirottati a ospitare una sola categoria di persone, forse la più debole, forse la più abbandonata, gli anziani, che ormai occupano la maggior parte delle strutture vuote della “Villa”. L’incongruenza della scelta della politica assistenziale cilena consiste nel fat-

to che il paese è ancora del terzo mondo emergente, ma che è in prevalenza di giovani e giovanissimi che hanno bisogno di un futuro, e le condizioni economiche non glielo permettono. Ma tant’è che la “Villa san Luís” è ormai gremita di anziani e gestita solamente e totalmente dai cooperatori. La presenza dei preti e delle suore guanelliani rimasti è di appoggio spirituale o assistenziale. I cooperatori guanelliani Non possiamo non dedicare una parola chiara a questa categoria, che secondo le Costituzioni sia dei preti sia delle suore costituisce il terzo ramo della grande Famiglia guanelliana. Essi


Sopra la Casa di Riposo "P. Antonio Ronchi" di Coyhaique (Cile). A lato ospiti impegnate nel lavoro a maglia, gruppo di anziani al momento della merenda e in sala di riabilitazione. Pagina precedente alcuni laici guanelliani il giorno della "promessa pubblica" di appartenere alla Associazione dei Cooperatori.

sono suscitati dal Signore nella Chiesa e associati alla missione di carità di San Luigi Guanella (così recita lo Statuto dei cooperatori). Suggellano la loro appartenenza alla Famiglia guanelliana con una promessa pubblica di crescere come cristiani in associazione, attraverso l’esercizio della carità e la collaborazione diretta nella gestione delle opere. Attualmente molti dei nostri cooperatori nel mondo sono responsabili diretti dell’amministrazione e gestione di centri. Uno di questi casi è il nostro a Coyhaique, dove da 22 anni il gruppo dei cooperatori compie le funzioni di direzione, amministrazione e gestione totale della “Casa

di Riposo P. Antonio Ronchi”. Invecchiamento attivo … E’ l’ultimo progetto, in linea con il sistema educativo di san Luigi Guanella, che hanno posto in atto i nostri cooperatori con l’aiuto economico del governo regionale e la consulenza di uno dei medici geriatri più conosciuti e importanti del Cile, e aperto alla popolazione anziana vicina al Centro. Con un équipe di chinesologi e terapisti occupazionali hanno già superato la fase di formazione di volontari preparati per un trattamento adeguato per ogni paziente. E’ chiaro che il programma “invecchiamento

attivo” ha lo scopo di superare il degrado fisico e mentale della persona anziana, dovuto alla vita sedentaria propria dell’età. … ma bisogno di spazio. Attualmente i cooperatori stanno prestando la loro opera caritativa/educativa a 67 anziani residenziali, più il gruppo degli “esterni”. C'è però bisogno di un nuovo spazio, di un salone “polifunzionale” che permetta una gamma più vasta di attività riabilitative, ricreative, religiose e formative. A questo scopo dirigiamo la nostra richiesta di contributo alle persone che vogliano essere strumenti della Provvidenza. ●

La Divina Provvidenza n.3/2013 ●

9


Oltre frontiera Coyhaique (Cile) - Hogar P. Antonio Ronchi

faceva AEREO STOP ... P. ANTONIO RONCHI, un intrepido missionario guanelliano Come non riservare un gran finale alla persona al cui nome e ricordo è dedicata la “Casa di riposo” di Coyhaique? Fu un missionario guanelliano fuori del comune: P. ANTONIO RONCHi, nativo di Cinisello Balsamo (Milano). Nei suoi 36 anni di missione ha fatto di tutto nella Patagonia e specialmente nelle decine di isole che compongono parte della regione e abitate da pescatori: ha battezzato e sposato solo Dio sa quante persone; ha costruito più di trenta mini-stazioni radio e TV; tre piste di atterraggio per piccoli aerei; villaggi, scuole e cappelle (considerate patrimonio dell’umanità). E il tutto viaggiando a cavallo, in barca o in aereo, di giorno e di notte; e qualche volta sonnecchiando sul cavallo … che già conosceva la strada. Riusciva perfino a fermare gli aerei della compagnia nazionale in fase di decollo. Muore nel 1997 a soli 67 anni. Considerato un santo, si autodefiniva “cura rasca” (espressione cilena traducibile in “prete da nulla”).

P. Antonio Ronchi in viaggio nella Patagonia cilena Caleta Tortel (Patagonia cilena) cappella costruita da P. Antonio Ronchi Isla Toto (Patagonia cilena) inaugurazione di una antenna parabolica per trasmissioni radio e TV

10 ● La Divina Provvidenza n.3/2013


I VALORI: UNA VITA PER VIVERLI

di VITO VIGANÒ, psicologo

dossier: terza parte

I valori sono il fattore critico del buon vivere. Si fa soddisfacente l’esistenza spesa per quel che vale, perché gratificante e dignitoso, utile e costruttivo. Non è un compito facile, ma si è fatti per i valori, si è dotati di quel che occorre per riuscirvi. Il capitale più prezioso per ognuno è il tempo del proprio vivere, con tutto quel che vi si può fare e realizzare. E’ il gentile dono che si ritrova ogni mattino, dopo il riposo notturno. Gratuito, è insieme impegnativo: occorre impiegarlo bene, spenderlo in modo giudizioso. Altrimenti si prova il rammarico o il senso di colpa di buttar via la propria esistenza. Non si può permetterselo. E tuttavia non viene da sé vivere in modo soddisfacente. Sembra un compito più semplice per gli animali, che sbrigano lo stesso impegno regolati da istinti e dal ripetere abitudini apprese. Per l’essere umano si parla a volte di fatica del vivere, di problemi esistenziali, inquietanti fino a sembrare insormontabili, al punto da indurre a gettare la spugna. E’ il gesto del suicida che butta come uno straccio inutile la sua esistenza. I valori sono il fattore critico del buon vivere. Si fa soddisfacente l’esistenza spesa per quel che vale, perché gratificante e dignitoso, utile e costruttivo. Non è un compito facile, ma si è fatti per i valori, si è dotati di quel che occorre per riuscirvi.

LA RESPONSABILITÀ DI SCEGLIERE

L’impegno del vivere comincia con l’esigenza di fare buone scelte, spendersi per valori autentici. Non è ovvio individuare con sicurezza quel che contribuisce meglio al senso e alla dignità della propria esistenza. Quando si è piccoli il compito è facilitato. Si occupano i genitori di fare le scelte appropriate ai diversi bisogni del bambino. Lo lasciano giocare perché ne ha bisogno e gli piace, ma poi gli chiedono di fare i compiti, o di prestarsi a un piccolo servizio, o di mangiare la verdura che fa bene, o di dire la preghiera prima di dormire, anche se già assonnato. Col crescere la responsabilità delle scelte si amplia fino all’autonomia. Esperienza e maturità assicurano il discernimento per far posto nel proprio vivere a quel che vale, perché garantisce meglio il proprio sentirsi bene. La molteplicità di quel che si presenta come un valore può creare confusioni e incertezze. Sono tanti i predicatori, religiosi o politici, che si propongono come depositari della verità. Dappertutto ci si imbatte in pubblicità che esaltano il valore di un prodotto, di un servizio, di una marca. Si è presi da impegni assunti,

La Divina Provvidenza

UN CAPITALE DA SPENDERE BENE

11 3-2013


Cose importanti come un amore, una vocazione, una fede, un ideale, un ruolo vanno vissute un giorno dietro l’altro fino all’ultimo, anche quando si fanno impegnative. da parole date, da contratti stipulati, da investimenti già fatti, che si affollano per spartirsi tempo e risorse vitali comunque limitate. E’ complicato a volte decidere le priorità che convengono. C’è il rischio di correre dietro alle cianfrusaglie, di concedere spazio a cose che non ripagano col livello desiderato di gratificazioni, di subire troppo quel che vale per gli altri e meno per sé.

DEDICARSI CON DISCIPLINA

Non bastano prudenza e lucidità nel fare le buone scelte. I valori a cui si è deciso di dare importanza e

RICORDINI la determinazione di don Guanella La Divina Provvidenza

■ Duro come le montagne

12 3-2013

L’amico Don Primo Lucchinetti1 dichiara: «Mentre con don Luigi osservavo l’obelisco in Piazza S. Pietro, ci trovammo con il Vescovo Mons. Valfré, il quale forse era spiacente che don Luigi si fosse recato a Roma per iniziarvi altre opere, mentre egli voleva che consolidasse quelle di Como. Il Vescovo osservò a don Luigi che non mettesse troppa legna al fuoco, e gli soggiunge: “Ma già voi siete duro come le vostre montagne di Valchiavenna”».2

■ La caratteristica dei santi Dopo la morte della sorella Caterina, don Guanella venne esor-

tato ad iniziare il processo per la canonizzazione, ma per diverso tempo egli non prese alcuna iniziativa. In particolare si ricorda questo episodio. Un giorno, a Roma, incontrò di persona padre Claudio Benedetti (allora Consultore della Sacra Congregazione dei Riti) e in un contesto di dialogo amichevole, questi non mancò di esortarlo a procedere presto nel preparare gli atti per il processo della sorella. Neppure l’appiglio alla “testardaggine” di Caterina a cui don Guanella fece riferimento, disarmò il Benedetti che anzi ribadì: «è la caratteristica dei santi!»3 «Don Luigi, se non fosse sta-

orie m e m

to un po’ testardo, non avrebbe fatto tutto quello che ha fatto, e non sarebbe da Como arrivato fino a Roma. Orbene, pianti un altro chiodo fisso ed irremovibile nel suo capo e proceda subito a preparare gli atti per il processo di venerazione della Serva di Dio: ma faccia presto ed incominci subito dai processi Diocesani. Si faccia animo e si troverà contento».4

1 Don Primo Lucchinetti: Crana di Piuro (Sondrio) 1 gennaio 1864 – Mese (Sondrio) 8 gennaio 1935. Sacerdote della diocesi di Como ha fondato la Congregazione delle Pie Figlie della Sacra Famiglia. 2 Don Primo Lucchinetti, Positio super introductione causae, I, Roma 1937, Archivio Guanelliano Como, p. 445. 3 Lorenzo Sterlocchi, Vita di Caterina Guanella, p. 153 4 Ibidem, p. 154


priorità vanno vissuti, adottati nel programma di interessi e delle occupazioni personali. Cose importanti come un amore, una vocazione, una fede, un ideale, un ruolo vanno vissute un giorno dietro l’altro fino all’ultimo, anche quando si fanno impegnative. Il non farlo crea vuoti penosi dentro, o sensi fastidiosi di colpa. Un ideale che non si pratica diventa un idealismo, una velleità, una di quelle “buone intenzioni” di cui, dicono, sia lastricato il pavimento dell’inferno. Quel che pesa sovente, e rischia di distogliere, è il prezzo che la pratica richiede, più alto di solito per i valori più raffinati. Ogni gratificazione per dedicarsi a un valore si paga con una porzione minuta o consistente del proprio vivere: tempo, energie, risorse. La disciplina è la qualità che rende capaci degli investimenti più onerosi. Genitori e insegnanti praticano la disciplina coi bambini, perché da adulti riescano ad applicarla in modo autonomo. Ci vuole disciplina per non prestarsi a un affare lucroso ma disonesto. Come ce ne vuole molta per riuscire in una professione, per realizzare un exploit sportivo. Una mamma diventa un modello di disciplina nel prodigarsi generosa al bene dei suoi figli, come un figlio nell’assistere un anziano genitore ammalato. Non si bada a spese quando la posta in gioco è uno dei valori a cui si tiene di più.

LA DIGNITÀ DELLA COERENZA

L’applicarsi fedele a vivere i valori personali, oltre alla soddisfazione dei risultati, assicura un senso gratificante di coerenza. E’ una specie di esigenza interiore quella di funzionare in linea col personaggio che ci si sente di essere. I valori scelti e adottati costituiscono un pezzo importan-

Una mamma diventa un modello di disciplina nel prodigarsi generosa al bene dei suoi figli, come un figlio nell’assistere un anziano genitore ammalato. Non si bada a spese quando la posta in gioco è uno dei valori a cui si tiene di più.

La Divina Provvidenza

Un ideale che non si pratica diventa un idealismo, una velleità, una di quelle “buone intenzioni” di cui, dicono, sia lastricato il pavimento dell’inferno.

13 3-2013


É un’accusa pesante sentirsi dire che non si fa quel che si predica. Coerenza vuol dire continuità, aderenza alle proprie scelte, sovente con sacrificio e rinunce.

La Divina Provvidenza

te della propria identità. Ci si sente bene nella propria pelle praticandoli, col senso di dignità di una “a posto”. Si ottiene insieme più facilmente l’apprezzamento di chi si ha attorno. Si è portati a stimare meno chi dimostra di non comportarsi secondo i valori che considera prioritari. E’ un’accusa pesante sentirsi dire che non si fa quel che si predica. Coerenza vuol dire continuità, aderenza alle proprie scelte, sovente con sacrificio e rinunce. Si è bombardati di continuo da stimoli allettanti, da attrazioni seducenti. Diventano “tentazioni” a lasciar perdere i valori, a passar sopra o a calpestare principi di vita, impegni assunti.

14 3-2013

Dignità del vivere è una continuità fedele ai propri principi di vita, una dedizione appassionata a valori come un amore, una convinzione religiosa o politica, un ideale o un progetto ambizioso.

FLESSIBILITÀ COME SALUTE

Dignità del vivere è una continuità fedele ai propri principi di vita, una dedizione appassionata a valori come un amore, una convinzione religiosa o politica, un ideale o un progetto ambizioso. Disciplina e coerenza, sostegno alla dedizione, comportano il rischio della fissità, della testardaggine insulsa, della stagnazione. La vita è continuità nel cambiamento. Cambiano anche i valori? Ognuno ha il diritto di considerare intoccabili un valore o l’altro. Ed è insieme da mettere in conto la relatività di ogni valore: non può essere valido per tutti e sempre. Gli assolutismi, religiosi, politici, razziali, economici, sono sempre sfociati in sofferenze e tragedie. La terapia moderna propone come essenziale per la salute il concetto di flessibilità, per risparmiarsi

le rigidità, cause prioritarie della sofferenza umana. Si è rigidi non tenendo conto che le cose sono cambiate, non accettando un fatto come una morte o una rottura, la crescita dei figli o il tempo che passa, la vecchiaia o una malattia. Fissità è considerare assoluto e unico un certo modo di prendere quel che succede. Una malattia è un guaio ed è anche lo spunto per curarsi un po’ meglio. Un divorzio è una rottura e una liberazione. Un licenziamento è un problema e l’opportunità di un impiego più soddisfacente. Si ha il diritto di essere attaccati ai propri valori, con un occhio critico attento a verificare se meritano ancora di dedicarsi. A volte occorre il coraggio di lasciare indietro cose ritenute importanti, perché le condizioni sono cambiate o si è scoperto qualcosa di meglio. Una continuità dignitosa e intelligente è flessibile, non è un avanzare stoico coi paraocchi, costi quel che costi. E’ la flessibilità dell’albero che negozia con lo strapotere del vento, piegandosi docile per non spezzarsi. Ed è quella dello scheletro, la struttura ossea che sostiene, rende stabile il corpo, permettendogli insieme la meravigliosa agilità dei gesti e delle flessioni, la finezza dei movimenti. ●


Como SANTUARIO S. CUORE

OTTOBRE GUANELLIANO 2013 FESTA MISSIONARIA GUANELLIANA

6 ottobre (domenica) ore 10.00 Concelebrazione Eucaristica

TRIDUO DI PREPARAZIONE

GIORNATA PER I COOPERATORI GUANELLIANI

21-22-23 ottobre ore 18.00 S. Messa con omelia di Don Davide Patuelli

FESTINSIEME: GIOVANI GUANELLIANI

FESTA LITURGICA DI SAN LUIGI GUANELLA

13 ottobre (domenica) ore 11.45 S. Messa solenne

86 GIORNATA MONDIALE DELLE MISSIONI A

20 ottobre (domenica) ore 15.30 S. Messa con i giovani

GIORNATA PER I SERVI DELLA CARITÀ

22 ottobre (martedì) ore 11.0 0 Concelebrazione per gli Anniversari

GIORNATA PER I DISABILI

23 ottobre (mercoledì) ore 10.30 Concelebrazione Eucaristica

GIORNATA PER GLI ANZIANI

30 ottobre (mercoledì) ore 11.00 Concelebrazione Eucaristica

24 ottobre (giovedì) ore 07.00 – 8.30 SS. Messe ore 20.30 Solenne Concelebrazione Eucaristica

CONVEGNO

ELEVAZIONE SPIRITUALE

19 ottobre (sabato)

25 ottobre (venerdì)

ore 8.30 - 13.00 Maestri per conoscere il FONDATORE: don Attilio Beria e don Piero Pellegrini

ore 20.30 "Elevazione spirituale a S. Luigi Guanella" con le corali di Cantù e il soprano Maria Soldano

Santuario Sacro Cuore - Opera Don Guanella - Via Tomaso Grossi 18 - 22100 COMO - tel. 031 296 711 www.sacrocuorecomo.it - rettore@sacrocuorecomo.it

AVVISO SACRO


Don Guanella inedito Savogno (Sondrio)

SAVOGNO

di Silvia Fasana

Un umilissimo villaggio all'imbocco della valle dell'Acqua Fraggia (Sondrio) per 8 anni campo dell'azione pastorale del giovane prete Luigi Guanella 16 ● La Divina Provvidenza n.3/2013

«S

avogno è villaggio umilissimo, che si aggrappa agli scogli del monte, entro una valle ripida che guida al vertice del monte Stella»1. Così don Luigi Guanella descrive il piccolo paese di Savogno, che si affaccia su un terrazzo orografico a 932 metri di quota all’imbocco della valle dell’Acqua Fraggia. Il 20 giugno 1867, festa del Corpus Domini, don Guanella, ordinato sacerdote da appena un anno, vi faceva il suo ingresso ufficiale come economo spirituale, pieno di entusiasmo e di zelo. Cominciava così per lui un’esperienza che gli sarà fondamentale nella sua vita di futuro fondatore, e nella


vevano principalmente di agricoltura, di sfruttamento dei boschi e di allevamento. Questo era il campo di azione del giovane sacerdote. A Savogno don Guanella si rimboccò letteralmente le maniche e avviò un’attività pastorale molto intensa, in cui si intrecciavano le iniziative di evangelizzazione con quelle di promozione umana e sociale, in un momento storico particolarmente difficile, caratterizzato da rapidi mutamenti politici, sociali, economici e culturali. Una prefigurazione di quello che sarà uno dei cardini del suo carisma: dare «Pane e Signore», lavorando per la promozione integrale della persona nella sua inscindibile unità tra le diverse dimensioni: fisica, psicologica, socio-culturale, morale, spirituale e religiosa.

Savogno campanile della chiesa parrocchiale con annessa canonica. Sul piazzale un busto di don Guanella Valchiavenna panorama ammirato dalla casa parrocchiale di Savogno Una via di Savogno il paese è raggiungibile solo a piedi con una passeggiata di 2.886 gradini

quale già emergono i tratti caratteristici del suo indirizzo carismatico. «Era rimasta vacante la parrocchia di Savogno e un giorno certo Pasquale Succetti viene a dire: “So che lei è destinato per Savogno: mi è nato ieri un figlio e se venisse a battezzarlo domani avrei caro”. Risposi: “Servo fedele, benché io nulla ne sappia”, e allo indomani mi trovai alla nuova sede»2. Savogno contava allora 387 abitanti, che vi-

Don Pietro Buzzetti ricordava alcuni momenti della vita quotidiana dello zio don Luigi a Savogno: «Più volte soggiornai per settimane e per mesi nella parrocchiale di Savogno, in fanciulla età. E ricordo benissimo. […] rincasato dopo le prolisse occupazioni chiesastiche mattinali, sorseggiato il caffè, [don Luigi] apriva una o due porte fronteggiantisi, si creava così un deambulatorio, ne rimisurava il percorso a passi accelerati, il Diurno sotto l’ascella, recitando le Ore: poi una capatina al pollaio, ai conigli, all’apiario, all’orto curatissimo e rimunerativo, lieto di viali a bordi policromi per svariata abbondante flora che man mano passava ad ornare e profumare le cappelle della Chiesa, impreziosito da svariata famiglia di piante fruttifere e da ombrosi chioschi: indi al tavolo di studio: poscia la refezione meridiana affrettata: cogliendo il pretesto d’una passeggiata, si soffermava a confabulare con un uomo, a salutare una vecchia, a visitare un ammalato, a confortare i miserelli, finché raggiunta una delle […] Cappelle, detta breve preghiera, pausato un pochino per riposo, si rifacevano i passi: si ritornava alla penna ed ai libri, alla preghiera e alla Chiesa»3. La sua casa era aperta a tutti, la sua accoglienza calda, la sua carità sempre pronta e generosa. Continua a proposito don Buzzetti: «qualunque poverello alla porta di zio Don Luigi otteneva una moneta od un pezzo di pane: avanti il desinare frequentemente ero incaricato recare un pentolino di brodo con fettuccia di carne, od una minestra, a qualche bisognoso o ammalato; egli sapeva che un grammo di bontà vale più di un quintale di scienza, sapeva che la bontà è un utensile di prima necessità sì da averlo alle mani ogni ora ed ogni momento: sapeva che il mondo può camminare benissimo senza dottrina, non senza uomini buoni: infatti tutti ti ameranno se tu ami tutti. […] spesso la casa risuonava di gaie voci di sopraggiunti parenti od amici o lavoranti»4.

Cascate dell'Acqua Fraggia Savogno: piazzale antistante la chiesa parrocchiale e la canonica, un balcone naturale sulla Valchiavenna

Si dava da fare per tutti, con particolare attenzione ai disabili. «Nelle parrocchie del mandamento, se ancora era uomo o donna scarsi di mente o come che sia bisognosi di ricovero, il curato di Savogno si prestava a tut-

La Divina Provvidenza n.3/2013 ●

17


Don Guanella inedito Savogno (Sondrio)

panoramica di Savogno

interno della canonica ristrutturata nel 2012

altare maggiore della chiesa parrocchiale

18 ● La Divina Provvidenza n.3/2013

ti e provvedeva per l’accompagnamento, onde due o tre volte in ogni anno accompagnava suoi poveri al Cottolengo»5. La sua vicinanza al popolo gli imponeva di impegnarsi in prima persona anche nei lavori manuali più umili, ma che potessero giovare in qualche modo al bene comune: egli «cominciò a fare da manuale [manovale], da imbiancatore e un po’ anche da muratore e ridusse come meglio seppe la casa parrocchiale, e si diceva: “Che farà l’operosità di questo curato?”. Diede mano ad ingrandire la chiesa, ad innalzare muraglioni da torre per sostenere il piazzale [nel 1867-1868]. […] Diede pur mano a nuova costruzione del cimitero e ne assunse l’appalto [nel 1873]. […] Con questo sistema corri corri [don Guanella] ordinò locali per la scuola [nel 1874], tettoie per il lavatoio, cappelle varie per le processioni di Rogazioni e giunse sino alla sommità del valico ai Grigioni per assodarvi una cappella di voto e di riparo»6. Per don Guanella l’educazione era mezzo di promozione personale e sociale. Per alcuni anni (1867-1873) fu maestro nelle classi elementari; lo aiutava la sorella Caterina, che lo aveva accompagnato in questa fase del ministero pastorale. Sia don Guanella che la sorella avevano anche avuto l’incarico dal Comune per la scuola serale agli adulti, uomini e donne7. In quest’ottica di educazione e di formazione non solo delle menti, ma anche delle coscienze, «diede alla stampa nel 1872 il libretto Saggio di ammonimenti famigliari per tutti ma più particolarmente per il popolo di campagna, che per venti anni gli procacciò avversità continuate nell’ordine civile ed ecclesiastico. Gli pareva impossibile al don Guanella di tacere la verità e non la tacque mai né in chiesa né fuori, e di qui le malevolenze, le minacce e le sorveglianze politiche. Gli amici gli scrivevano: “Fatti uccello di bosco nella vicina Svizzera”, ma egli continuò imperterrito l’ufficio e l’indirizzo suo e ne scampò sempre. Le vie oblique e le timidità non le conobbe mai»8. Questa prima opera di Guanella, scritta in seguito ai drammatici eventi del 1870 (Concilio Vaticano I, dogma dell’infallibilità pontificia, Breccia di Porta Pia e presa di Roma), era caratterizzata infatti da toni di intensa polemica verso la mentalità liberale e le classi dominanti, accusate di perseguire il disegno di allontanare il popolo dalla fede. Ma, insieme all’ardore giovanile del sacerdote, si manifesta chiaramente anche la sua profonda affezione per la gente semplice, il concreto impegno nell’aiutarla a difendersi dalla penetrazione di idee e costumi contrari alla pratica e alla tradizione cattolica. Il Saggio non passò inosservato e fu più volte pretesto di persecuzione contro don Guanella, accusato di essere una “testa calda”, un sovversivo, una persona pericolosa. Avendo di mira la salus animarum dei fedeli, si premurava dunque soprattutto di dare loro una solida formazione spirituale e morale. «Tolse a favorire la pietà ed i santi Sacramenti, e si diceva: “Circondate di mura Savogno e ne avrete un convento”. Il popolo non si stancava


Il cimitero di Savogno San Luigi Guanella anche... ingegnere

alla chiesa, alle funzioni, ai discorsi ed alle meditazioni di due volte nei giorni feriali, di più volte nei giorni festivi»9 Era anche attento e sollecito alle vocazioni religiose. «Buon numero di giovani fanciulle furono allogate con tanto loro profitto spirituale nelle congregazioni di don Bosco e del Cottolengo ed alcuni giovinetti avviati per gli studi, benché per salute non vi riuscissero. Accompagnava fin sette in un viaggio le postulanti di più paesi al Cottolengo. Alcuni ne mormoravano, ma il don Guanella tirava dritto»10. Tra le giovani di Savogno che entrarono nella Congregazione femminile salesiana ricordiamo Anna Succetti (1845-1877), di cui nel 1884 scrisse una biografia dal titolo Cenni intorno alla vita di Anna Succetti della Congregazione di Maria Ausiliatrice. «Questo nello spazio di sette anni, ricco il don Guanella della povertà massima dei suoi parrocchiani, ma indomito nei suoi progetti e confidente nell’aiuto della divina Provvidenza che vedeva favorirlo. Non conosceva difficoltà»11. Ma il suo entusiasmo lo portava verso mete più grandi dei confini della piccola frazione di Savogno. Per questo si recò a Torino, tra i Salesiani di don Bosco, dove si impegnò a fermarsi tre anni. E così don Guanella il 15 gennaio 1875 lasciava i suoi fedeli «insalutato ospite per non dar noia a sé e agli altri»12, spiegando ai suoi parrocchiani: «“Che volete? Quando anni fa il bruco rodeva i castagni, abbiamo fatto voto ed eretto la bella figura del Sacro Cuore alla Stufa dell’Andrea e il bruco immantinente si arrestò. Io potrei divenire come quel bruco dimorando più a lungo ed or facciamo voto al Sacro Cuore che tutti ci benedica. Sento in me che la divina Provvidenza mi chiama a Torino e sarà quel che Dio vuole. Io spero in bene. Addio tutti!”»13. Farà ritorno a Savogno per una visita, l’ultima, nell’estate del 1910. Ricorda don Giovanni Tam: «Arrivati a Savogno [don Luigi] andò subito a trovare i più vecchi e gli ammalati, poi fece meco alcuni giri attorno alle fosse del cimitero recitando il Miserere e il De Profundis, poi fece suonare il Rosario che recitò egli stesso, e rivolto poi al popolo rievocò i suoi tempi passati con loro, e parlò specialmente della sua sorella Caterina»14. 1 L. Guanella, Cenni intorno alla vita di Anna Succetti della Congregazione di Maria Ausiliatrice, (1884), in Scritti storici e agiografici, II/2, Scritti agiografici, Centro Studi Guanelliani Roma, Nuove Frontiere Editrice, Roma 1997, 279-280. 2 L. Guanella, Le vie della Provvidenza. Autobiografia di un santo (in seguito indicato come VdP), (1913-1914), Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2011, Articolo IX, 56. 3 P. Buzzetti, Le Chiese nel territorio della Antica Comunità di Piuro, Lito-Tipografia A. Volta, Como 1921, 130, 131. 4 P. Buzzetti, Le Chiese nel territorio della Antica Comunità di Piuro, o. c., 130.

5 L. Guanella, VdP, o. c., 59. 6 L. Guanella, VdP, o. c., 57-58. 7 A. Tamborini, Don Luigi Guanella, Casa Divina Provvidenza, Como 1943, 72. 8 L. Guanella, VdP, o. c., 58. 9 L. Guanella, VdP, o. c., 58. 10 L. Guanella, VdP, o. c., 58. 11 L. Guanella, VdP, o. c., 58. 12 L. Guanella, VdP, o. c., 61. 13 L. Guanella, VdP, o. c., 61. 14 G. Tam, Appunti di reminiscenze circa D. Luigi Guanella, manoscritto, ASG Como. 15 L. Guanella, VdP, o. c., 57.

A don Guanella si deve anche la realizzazione del piccolo cimitero di Savogno, nel 1873: «Diede pur mano a nuova costruzione del cimitero e ne assunse l’appalto. Voleva poi far presto. Tolse poi gli uomini fedeli e condottili sopra un certo luogo disse: “Muovete questi pochi macigni e ne scenderà in basso quantità di sassi sufficienti per il cimitero”. […] Venne il 20 gennaio e don Guanella predicava San Sebastiano in parrocchia di Villa [Villa di Chiavenna] e cominciò a nevicare; tosto si affrettò a Savogno e dato mano alla campana tirò giù, e fino a mezza notte si lavorò per disporre la via a condurre i sassi per il nuovo cimitero. I parrocchiani rimasero trasognati ma poi furono contenti di un cimitero vasto, ornato di passaggi per farvi la Via Crucis e di strade esteriori con boschetti per eseguirvi le sacre processioni. L’ingegnere progettante conchiuse: “Il signor curato volle far tutto di suo capriccio mutando luogo e disegno”, ma del manufatto nessuno fu sorpreso e ognuno solamente soddisfatto».15 Questa e le altre lastre sul muro del cimitero sono state restaurate dall'artista Walter Bellomi e inaugurate il 18 agosto 2013 dal Superiore generale dei Servi della Carità, don Alfonso Crippa. L'opera è stata finanziata dal Consiglio generale dei Servi della Carità, dalla Provincia Sacro Cuore e dalla Casa "Madonna del Lavoro" di Nuova Olonio.


Notizie di Casa

www.guanellacomo.it

M i s s i2o 01 n3 Guan ella in fes ta

Guanell

2013

F e s tA

! Guanella

6-7-8 settembre 2013

FESTA, PERCHÉ ?

La Casa Divina Provvidenza ha inziato il nuovo anno sociale con una grande festa durante la quale ha aperto le porte alla città di Como per far conoscere la ricchezza delle sue attività con la varietà delle iniziative.

U

n evento non lo si racconta in poche parole, tanto meno può essere condensato in un unico gesto ciò che è stato necessario dispiegare in “una tre giorni”. All’evento celebrato nella Casa Divina Provvidenza, come d’obbligo, hanno partecipato autorità locali, enti, cooperative, artisti, sportivi, band giovanili… ma i festeggiati sono stati i nostri ospiti, anziani e minori della Casa con i loro operatori, i volontari, i benefattori e gli amici (tra cui anche voi che ci leggete, anche se lontani). Abbiamo festeggiato anche un compleanno: quello dell’ASCI Don Guanella Onlus che ha

20 ● La Divina Provvidenza n.3/2013

di

Gabriele Mortin

compiuto venti anni di vita e che è stata l’amalgama della festa. A gridare la nostra gioia e riconoscenza al Signore ci ha pensato un Coro formidabile per numero e bravura, il Coro GAP (Gospel Always Positive). Non ci soffermiamo su tutto ciò che è di contorno alla festa, come l’abbellimento degli ambienti deputati al ritrovo, le fasi macchinose per accordi e preparazione, i pranzi, i rinfreschi, la musica dal vivo, il pernottamento dei più lontani, il coinvolgimento dei volontari e degli operatori presenti per tutta la durata dell’evento; ma raggruppiamo sotto alcune voci i momenti salienti, allo scopo di far rivivere anche ad altri, suffragati da foto, l’entusiasmo che si respirava.

2013

A.S.C.I. Don Guanella Onlus (Associazione per la Solidarietà e la Cooperazione Internazionale) Celebrare il 20° vuol dire rimarcare e certificare venti anni di sostegno a luoghi di Missione, dove la vita è “un problema” — mancando la cultura dell’indifeso, della persona fragile — e continua è la lotta alla sopravvivenza. L’ASCI è vicina a tutte le nostre opere di Missione in ter-


❼ ❹

❺ ra africana e non, e questo lo sta facendo da 20 anni, con le risorse che riesce recuperare. Oltre a farsi tramite ai donatori, verifica in loco l’effettivo utilizzo delle risorse, legate sempre ad un progetto specifico o ad “adozioni a distanza”.

INAUGURAZIONI

Seguiamo l’ordine dei tagli di nastro. Mercatino delle pulci, detto Arca di Noè. Qualcuno lo chiama “mercatone” perché c’è di tutto e di più. Privarsi di cose superflue, contrastare la povertà del momento, aiutare in forma indiretta l’economia della nostra Casa: sono alcuni obiettivi che mensilmente i Cooperatori Guanelliani di Como portano avanti con passione. Campo di bocce e campo polivalente. E’ un regalo atteso, sognato dai nostri anziani e ragazzi. Sarà certamente motivo di crescita educativa. Casa del Pellegrino. 54 posti per gruppi che in Como vedono una meta per un turismo di fede, di cultura, e di arte. Soprattutto poi per chi, a partire dal nostro Santuario e dall’abitazione del Santo Guanella, vuole conoscere, condotti per mano da lui e rifacendo i suoi passi di vita, il segreto della sua santità.

Anche questa scelta è all’insegna della semplicità e del risparmio.

APOTEOSI

Come in un’Opera si può distinguere l’ouverture, il tema, la danza, il coro, il finale… così è per la tre giorni, la Guanella Festa 2013. Il Circolo fotografico di Como ha coinvolto gli anziani con poesie sulla loro vita, tradotte poi in foto, il maestro Alberto Bogani ha esposto opere pittoriche del tutto originali, la Casa ha dato il via a nuove attività con nuove inaugurazioni, l’ASCI con il convegno sulla solidarietà internazionale e la mostra ha reso conto del suo operare, il Coro GAP (Gospel Always Positive), assieme a Kimberly Sky & Team provenienti nientemeno che dagli Stati Uniti, ha portato avanti un workshop che ha avuto il suo momento esplosivo e riassuntivo nella celebrazione della Eucarestia presieduta dal Superiore Generale, don Alfonso Crippa. Il canto è stato come il filo che mette in evidenza le perle preziose, dando ad esse timbro, colore, importanza, gioia… e unendosi al coro degli Angeli e dei Santi in Cielo, lode e rendimento di grazie a Dio.●

1. Don Gabriele Mortin ideatore e animatore della festa, prossimo alla partenza per un nuovo servizio di carità nell'Opera guanelliana di Orán (Nord Argentina) 2. Dirigenti e giocatori del Calcio Como 3. Il gruppo musicale Kimberly Sky & Team 4. Un ospite della RSA inaugura il nuovo campo di bocce 5. Visitatori al Mercatino delle Pulci "Arca di Noè" 6. l maestro Carlo Rinaldi organizzatore del primo workshop di canto gospel 7. Il Coro GAP Gospel diretto dal m.° Rinaldi nel concerto in Santuario S. Cuore 8. Kimberly Sky la cantante statunitense dalla voce meravigliosa, in concerto nella chiesa S. Giacomo di Como

La Divina Provvidenza n.3/2013 ●

21


gesti di bontà

grazie D O N G UAN ELL A GRAZIE RICEVUTE

Caliari Maria di Varese € 50.00; Luddeni Antonio di Roma € 20.00; Giorgi Maurizio di Ostia € 150.00 per grazia ricevuta dalla moglie Liana.

ATTI DI BONTA’

Conca Gennaro di Cosio Valtellino € 150.00 per i suoi defunti; Barra Vittorio di Milano € 150.00 per il progetto 6; Orsenigo Daniele di Como € 200.00; Colombo Giancarlo di Seregno € 250.00 a sostegno delle nostre opere; Lazzati Luigi di Monza € 193 per il progetto 14; Panzeri Gaetano di Oggiono € 150.00 per messe di suffragio; Rocchinotti Giuseppe di Milano € 250.00 per Carità; Arcioni Alessandro di Mandello del Lario € 250.00; Seveso Antonio di Como € 500.00; Auguadro Manuela di Cantù € 200.00; Casati Carlo e Carla di Mariano Comense, € 200.00; Spada Angelo di Pregnana Milanese € 1000.00; Rivolta Silvana di Como, € 200.00; Corrocher Paolo di Lissone € 140.00; Cairoli Marco di Villaguardia € 400.00; Caspani Romilda di Como € 1930.00 per progetto letto ospedaliero; Marinoni Pietro di Milano € 200.00; Ghezzi Fulvio di Curno € 200.00; Gusmeroli Beniamino di Nibionno € 200.00 per progetto letto ospedaliero; Ghielmetti Livio e Annamaria di Bellinzona € 324.29; Guffanti Laura di Olgiate Comasco € 220.00; Coronelli Rosanna di Erba € 200.00 per i ragazzi; Ambrosoni Luigi di Gessate € 500.00 per preghiere per la famiglia; Pellegrini Cavadini Luigia di Cernobbio € 1930.00 per progetto letto ospedaliero; Montefiori Roberto di Milano € 200.00 per progetto senza fissa dimora; Abbondio Taiana di Gironico € 200.00; Maria Teresa Balatti di Como € 2.000,00 per opere di bene.

PIU’ GIORNATE DI PANE

Gadda Flora di Fagnano Olona, 2gg; Roscio Maria Antonietta di Como, 2gg; Casa S.Maria di Lora, 2gg; Nardinocchi Giovanna di Zogno, 3gg; Frigerio Luciano di Bulgaro Grasso, 2gg; Ghezzi Carlo di Lesmo, 2gg; Carazzina Alessandra di Milano 2gg; Colli Mario di Grandate, 2gg; Albonico Mariella di Como, 4gg; Cozzi Enrica di Busto Arsizio, 2gg.

Civetta Luigia, Musso; Gariboldi Luigi, Seveso; Bianchi Attilia, Domaso; Rosini Ferruccio, Mercallo; Bradanini Rosalbam Valdidentro; Natale Lia, Sondrio; Fametti Nella, Casteggio; Lietti Colombo, Bregnano; Brusco Valentino, Trecenta; Cribellati Rita, Cassina De Pecchi; Pessina Camillo, Caronno Pertusella; Censi Andrea, Bizzarone; Ronco Antonia, Lomazzo; Pavesi Iside e Adriana, Capralba; Ranaldo Maria Grazia, Albenga; Proserpio Patrizia, Carate Brianza; Corengia Giuliano, Casnate con Bernate; Sante Casagrande, Cartura; Baroffio Dino, Turate; Natalina Riva, Inzago; Cavenaghi Enrica, Bulciago; Piscia Serafino, Cadrezzate; Natale Lia, Sondrio. ***

BENEFATTORI DEFUNTI

Castelnovo Piero, Cesate; Gobbi Giovanna, Dongo; Balma Enrico, Torino; Bernasconi Ida, Olgiate Comasco.

CONFRATELLI DEFUNTI Don Luigi Romanò.

FAMILIARI DEFUNTI DI CONFRATELLI Giuseppe Pastorello.

***

BORSE DI STUDIO Borsa di studio “DON LUIGI ROCCA” Mapelli Giovanna di Cernusco Lombardone(LC) ha offerto € 200,00 Borsa di studio “FR. CARLO ELLI II” Zanettini Sergio di Anzola d’Ossola (VB) ha offerto € 10,00 Borsa di studio “DON MARIO BRUSA” Borsa di studio “DON LUIGI MARNATI”

UNA GIORNATA DI PANE

Colzani Luigi, Paina; Della Camera Cosimo, Benevento; Suriano Paolo Maria, Como; Marzorati Alessandro, Como; Ostinelli Carlo, Como; Tenti Luigi, Varese;

Borsa di studio “DON ROBERTO ISELLA” Nuova Borsa di studio “ DOZIO MARIA BAMBINA”

DONAZIONI PER LE CANNE DEL NUOVO ORGANO

FINALMENTE L'

ALBO D'ORO !

I nomi dati alle canne e quelli degli offerenti sono stati scritti nell'Albo d'Oro. E ne arriveranno ancora.

LE CANNE INTERNE hanno ricevuto il nome di Mario Introzzi (offerta da Milvia) - Famiglia Borghi (offerta da Fam. Borghi) 2 canne d’organo - Bencini don Anselmo e Teresina (offerta da Bencini Luigi) - Guffanti Alberto (offerta da Guffanti Laura) Per un totale di €. 1.000,00 per 5 canne interne. Ci sono ancora 1.375 canne senza nome!

22 ● La Divina Provvidenza n.2/2013


le pagine degli

Amici

«Conviene sempre fare un po’ di carità: un povero soccorre l’altro e Dio benedice» San Luigi Guanella

COME SI PUÒ AIUTARE LA CASA DIVINA PROVVIDENZA - OPERA DON GUANELLA ⿙⿙ innanzitutto sostenendo spiritualmente con la vostra preziosa preghiera tutti i suoi operatori; ⿙⿙ inoltre, potendolo, impegnando parte del vostro tempo a vivere momenti di fraternità e di ami-

ORARI DELLE

⿙⿙ offrendo per SS.Messe: € 13,00 (giorno libero); € 15,00 (giorno fisso); € 450,00 (gregoriana) ⿙⿙ in più, contribuendo economicamente alla realizzazione di concreti progetti di bene, con l’offri-

(settembre-maggio)

cizia con i nostri anziani e sofferenti;

re, ad esempio: € 50,00 per una giornata di pane; € 200,00 per collaborare a una borsa di studio per un ragazzo bisognoso; sovvenzionare altri progetti che vengono indicati in questa rivista; ⿙⿙ e in mille altri modi che il vostro buon cuore vi suggerirà.

IMPORTANTE: L’ISTITUTO È ENTE GIURIDICO può quindi ricevere Donazioni e Lasciti testamentari (RR.DD. 2.7.1931 e 11.1.1932) Per evitare possibili contestazioni si consiglia: ⿙⿙ per DONAZIONI di denaro o di beni mobili e immobili, rivolgersi direttamente alla Direzione Casa Divina Provvidenza, Via Tommaso Grossi 18 - 22100 Como - telefono 031.296.711 - fax 031.296.898 - email: como.direzione@guanelliani.it ⿙⿙ per TESTAMENTI: se trattasi di Legati si può usare la seguente formula (per la validità scrivere a mano con penna): “Io… lascio alla Provincia Italiana della Congregazione dei Servi della Carità, Opera don Guanella, per la Casa Divina Provvidenza in Como, a titolo di legato, la somma di euro ……………… o l’immobile sito in …………… (oppure) gli immobili siti in ……………” (luogo, data e firma leggibile per esteso). Se si vuol nominare la Casa Erede Universale, scrivere: “Io ………… annullando ogni mia precedente disposizione, nomino mio erede universale la Provincia Italiana della Congregazione dei Servi della Carità, Opera don Guanella, per la Casa Divina Provvidenza di Como” (luogo, data e firma leggibile per esteso). N.B. Consigliamo di depositare il testamento, scritto di propria mano, presso un notaio di fiducia.

⿙⿙ I TITOLARI DI REDDITO D’IMPRESA, siano persone fisiche o persone giuridiche, possono dedurre

dalla base imponibile rispettivamente dell’IRPEF o dell’IRPEG le offerte fatte a favore dell’Opera don Guanella fino al 2% (due per cento) del loro reddito (art. 65 comma 2 del DPR 22/12/1986, n.917) di cui si consegnerà regolare dichiarazione. ⿙⿙ OFFERTE: c/c postale IBAN IT87 T0760 11090 00000 0041 3229; inoltre bonifici bancari a queste coordinate: c/c Banca Popolare di Sondrio, ag. Como IV Ponte, IBAN IT23 V0569 61090 00000 09018X27 intestato a Casa Divina Provvidenza; anche online sul sito www.guanellacomo.it

S. MESSE

Feriale: »» 07.00 »» 08.30 »» 18.00 Festivo: »» 20.30 (vigilia) »» 07.00 »» 10.00 »» 11.45 »» 20.30


La gioia della Fede GIOVANI

Tutti abbiamo visto come, nelle Giornate Mondiali della Gioventù, i giovani mostrino la gioia della fede, l’impegno di vivere una fede sempre più salda e generosa.

I giovani hanno il desiderio di una vita grande. L’incontro con Cristo, il lasciarsi afferrare e guidare dal suo amore allarga l’orizzonte dell’esistenza, le dona una speranza solida che non delude.

La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita. Essa fa scoprire una grande chiamata, la vocazione all’amore, e assicura che quest’amore è affidabile, che vale la pena di consegnarsi ad esso, perché il suo fondamento si trova nella fedeltà di Dio, più forte di ogni nostra fragilità. (Papa Francesco, Lumen Fidei 53)

Progetto Da' un nome a una . n 13 CANNA D’ COMPOSIZIONE DELLO STRUMENTO Prima tastiera (61 note: Do-do) Grande Organo 8 registri con 778 canne Seconda tastiera: Organo espressivo 10 registri con 720 canne Pedaliera (32 note: Do-sol) 6 registri con 132 canne LE CANNE DELL'ORGANO (numero totale 1.630)

Il costo delle canne varia a seconda della grandezza e della posizione.

ORGANO

LE CANNE INTERNE sono 1.576 in lega di stagno/piombo con percentuali variabili a seconda del registro. Le canne interne più grandi sono in legno (abete della Val di Fiemme). La più corta misura 16 cm. mentre la più lunga, in legno, raggiunge mt. 5,20.

COSTO MEDIO

€ 200,00

Il nome sarà conservato in un "Albo d'Oro"

A PERPETUA MEMORIA

LE CANNE DI PROSPETTO sono 54 in lega di stagno/zinco: la più corta misura mt.1,60 mentre la più lunga raggiunge i mt.4,70. ME FARE S CO P R I CO

A Q U E S TO

INDIRIZZO

reco www.sacrocuo

COSTO MEDIO

r.pdf

o_depliant_b

menti/organ mo.it/pdf/docu

€ 500,00


La Divina Provvidenza n. 3 / 2013