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La prima rivista trentina a sfondo Comico Satirico

a cura di

Euro 1.90 - 1.00

Rivista mensile a sfondo comico satirico - n°32 febbraio 2011 - anno IV

Ser vizio abbonamento, info all’interno

BUD SPENCER E TERENCE HILL UN OMAGGIO ALLA COPPIA DELLA RISATA

TRENTINO LA PROVINCIA PIÙ STRANA CHE C’È

IL CUBO DI RUBY IN ESCLUSIVA DALLA DISCO DEL PREMIER

I KISS IL LORO BACIO È PROPRIO ROCK!

a pag. 18

a pag. 26

a pag. 37

a pag. 52


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Cari lettori e care lettrici, Dopo gli auguri in moltissime lingue straniere, in mondovisione, per le recenti festività, l’oscuramento in tempo reale della BBC dei cinesi in Cina, numerosissimi stando agli ultimi censimenti, il Papa ha lanciato l’ultima crociata, a difesa e salvaguardia dell’onomastica. I nomi propri, per capirsi, la masticazione non c’entra. Oltretevere hanno accertato, in tempi di crisi religiosa diffusa e virulenta che, forse, la causa endemica potrebbero non essere le persone, bensì i loro nomi. Quel che si dice “destino di un nome”. Interessante, direi, Cera Gray! Omino, scherza coi fanti, ma non coi santi! Anatemi a parte, che fare? Urgono interventi importanti, ne va del sonno papale. S’ha da interessare, impellentemente, il Ministro, che sarà mai un’integrazione alla Riforma Scolastica? Onomastica: materia di studio sin dalle primissime classi. Che roba, che effetto… Esoticizzazione, l’esorcista nemmeno c’entra, bandita: con buona pace di genitori tele imboniti, o imbottiti. Ne va delle sorti, della sopravvivenza familiare. Secondo voi, certe catene di beauty-product, non si sogneranno, un giorno, di citare in giudizio ignari ragazzi, ignare ragazze, colpevoli, con il loro nome e il loro patrimonio, vastissimo di brufoli, di screditare l’ultima tonificante, refrigerante crema visage? C’è da riflettere, ne va degli equilibri commerciali dei prossimi decenni. Crisi buia e pesta all’orizzonte. Poi non dite che è sempre

HANNO COLLABORATO Accademia del Comico Pietro Sparacino Paolo Migone Bove e Limardi Lucio Gardin Roberto Bencivenga Marzia Polla Pierpaolo Perazzolli Micheal Polli Claudio Fois Christian Demattè Alessandro Bencivenga Articolo 3ntino Claudia Fedrizzi Michele Messina Raoulridendo Antony Fachin Antonello Bencivenga

La mano nera Fulber Sergio Paoli Ricobello Roberto Valente Lisa Scarpa Martino Sgobba Vittorio Rombolà Giulia Bernardelli Fabio Pittaluga Antonio Tubino Enzo Tricarico Stefano Bragagna Cesare Gallarini Nicola Canal

Così e Cosà │ febbraio 2011

colpa di Tremonti… Siamo seri, diamoci un contegno, magari come quello di quello splendido Terranova, cagnone bagnino, che mi aiutò a vincere lo shock infantile per i cani: Ettore. Pensate il figlio di Priamo, re di Troia, valente guerriero vinto solo dall’ira funesta di Achille, a cui aveva ucciso l’amico, inseparabile, Patroclo (cose da scuola ante-Riforma!). Destino di un nome. Nel salutarvi una piccola intercessione a San Valentino è d’obbligo: fammi la grazia di rimanere bello dentro, di esprimere tutta la mia bellezza interiore, magari con un anello con diamante trovato immerso in schifosissime, untuosissime quanto fichissime patatine fritte. Prima del 14 febbraio, però. Me lo darai il tempo di invitare Sophie Chantal Deborà: labbra carnose, fianchi d’urlo e seno champagne? Sapessi come apprezza la bellezza di un diamante. Quella interiore, ovviamente…

DIRETTORE RESPONSABILE Alessio Marchiori

VICE DIRETTORE Fabio Peterlongo

GRAFICA ED IMPAGINAZIONE Francesco Gravante

STAMPATO PRESSO

Grafiche Stella S.r.l. - Legnago - Vr

REDAZIONE Telefono 0461-534912 Via dei Prati , 2 - Pergine Valsugana 38057 info@cosiecosa.com www.cosiecosa.com cosiecosa.blog.tiscali.it

di Alessandro e Roberto Bencivenga

Pubblicazione mensile d’informazione umoristica Iscritta al tribunale di Trento n° 31/10


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SOMMARIO

NUMERO 32 - FEBBRAIO

4 6 8 62 63

Editoriale Incipit L’oroscopo delle stelle Hai voglia di leggere? Punti vendita / Le soluzioni della Banana Enigmistica

INCIPIT MONDI CHE CAMBIANO Il viaggio di “Così e Cosà” attraverso i vari e molteplici mondi dell’umorismo e della comicità continua, verso lo spazio profondo! Abbiamo ancora da scoprire la destinazione precisa di questo nostro viaggio, ma siamo sicuri che chiedendo a quel tizio strampalato che fa rifornimento allo “spazio-grill”, sapremo cavarcela. Quello che state tenendo in mano è “Così e Cosà” di febbraio, ovvero la seconda edizione distribuita ufficialmente nelle edicole.

di F. P.

La soddisfazione di scoprire quanti siano i lettori affezionati alla rivista è stata grande ed è stata confermata dai numeri lusinghieri del primo mese di vendita. Continuate così! Noi continueremo a dare il nostro massimo per portare nelle case terrestri una rivista sempre più ricca, divertente e irriverente. Quindi al mese prossimo e... aspetta un po’! Glielo diamo un passaggio a quell’autostoppista galattico?


10 12 14 16 17 18 20 21 22

MONDO RISATA Mondo Pagliaccio / Raoul Ridendo - La vignetta di Tubino Il laboratorio / La battaglia dell’insalata russa La Lavagna di Edy Perazz. La Banana Maltese La Banana Enigmistica Omaggio a Bud Spencer e Terence Hill Bottega Fulber.it Scatto Matto Proposte di Lavoro / Lavora sicuro

MONDO ITALIA

24 26 28 29 30

Il Co. Co. Comico Il cubo di Ruby Le Rombolate Supposte di Presente I viaggi di Guido Corriera

MONDO TRENTINO

35 37 39 40

Eins, Zwei, Drei... Polizai!!! La Provincia Addams / Provincia Promotion Articolo Trentino / Lucio Gardin Renden Valley

MONDI QUOTIDIANI

42 43 44 45 46 47 49 50 52

Bove & Limardi Angoli di vita vissuta La risp-post@ Effetto cipria Tricchetracche Accademia del comico Dal bit al gigabyte Completamente spettinato - Paolo Migone Joke ‘N’ Roll

ALTRI MONDI

54 57 58 59 60

Star Words - Recensioni di altri mondi Mondo fumetti Almanacco di Febbraio Passione a due ruote / Karuna Home L’intervista

Così e Cosà │ febbraio 2011


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OROSCOPO DELLE STELLE di Francesco Gravante

ARIETE

21 marzo - 20 aprile

Le stelle vi assicurano un periodo tranquillo, senza grattacapi. Nel caso questo non dovesse avverarsi munirsi di shampoo antiforfora.

TORO

21 aprile - 20 maggio

Gli astri vi vogliono bene, ma dovrete prestare attenzione agli oggetti romboidali in camera da letto.

GEMELLI

21 maggio - 21 giugno

CANCRO

22 giugno - 22 luglio

LEONE

23 luglio - 23 agosto

Un mese in cui le scelte saranno difficili da prendere. Mille pensieri ed incombenze faranno di febbraio il vostro mese più cupo. Munitevi di accendino.

La scarsa capacità di concentrazione dovuta ad un leone a voi caro vi porterà a gustarvi per bene questi giorni di sole primaverile. Buon appetito!

Il leone riceverà una notizia inaspettata. Il mezzo è incerto, pensate se fosse intero!

VERGINE

24 agosto - 22 settembre

Per voi febbraio saprà donarvi infinite soddisfazioni in ambiti dove sono obbligatorie le targhe alterne.

BILANCIA

23 settembre - 22 ottobre

SCORPIONE

23 ottobre - 22 novembre

SAGITTARIO

23 novembre - 21 dicembre

Sarà un mese di feste e festini, attenzione a non far tardi la notte, potrebbe portarvi consiglio.

Il sole di questi giorni vi riscalda il cuore e l’animo, facendo di voi delle vere e proprie macchine da guerra!

I ferri del mestiere vi tradiranno, ma voi saprete non perdervi d’animo. In fondo, chi cerca trova!

CAPRICORNO22 dicembre - 20 gennaio Il vostro compleanno è appena passato, dovrete aspettare un anno intero per potervi ingozzare nuovamente. Occhio alla linea!

ACQUARIO

21 gennaio - 19 febbraio

Questo è il vostro mese! Nulla può ostacolare il vostro cammino verso il successo! Ad eccezione di quella buccia di banana lì...

PESCI

20 febbraio - 20 marzo

Complimenti a tutti i pesci nati nel periodo tra il 30 ed il 31 febbraio! Per gli altri mi dispiace, sarà il solito normalissimo mese!


Una risata al giorno toglie il malumore di torno. Ecco a voi la sezione di “Così e Cosà” dedicata interamente alla comicità più pura e genuina.

I MA

OGN O I L G E M ARTO

P

CON IL

ORRISINO S N U D E O CAFFETTIN TTINO!

Così e Cosà │ febbraio 2011


10 di Enrico Santini INFO SPET: 338 8078430

MONDO PAGLIACCIO Siamo a febbraio! Il mese più corto dell’anno, ma anche quello più allegro, perché... c’è il Carnevale! Allora è tempo di risate e soprattutto di scherzi! Ogni gruppo di amici vanta un cretino. Se nel tuo gruppo di amici non ne vedi uno, beh... allora inizia a preoccuparti!

RAOUL RIDENDO di Raoul De Grossi

OPPORTUNITÀ DI LAVORO Secondo il CENSIS quale sarà l’attività più redditizia del 2011? Andare a vendere chiodi in Val Martello!

EQUIVOCO

Tra amici: “Ieri sono tornato a casa prima del previsto e ho trovato mia moglie a letto con il padrone di casa.” “E tu che hai fatto?” “Ho risparmiato un mese di affitto!”

“En me amico el tén tanto l’alcol!” “Ben, lasa pur che ‘l lo tegna tant, ma prima o poi ‘l se endormenza e ghe ‘l portàn via tùt!”

“Da quanto cammina il tuo bambino?” “Ormai da 4 mesi.” “Accidenti! E fin dove è arrivato?”

La differenza tra l’Inter e gli alpini? Gli alpini la bala i la ten.

Il colmo per due rane? Uscire di casa per andare a fare un girino!

SPIEGAZIONI

Saluti da RicoBello! Buone feste di Carnevale!

DIFFERENZA

Ho spiegato a mio nipote cos’è il compromesso: se per le vacanze tua madre vuole andare al mare e tuo padre invece in montagna, il compromesso è che si va al mare, ma il papà può portarsi gli sci.

LA VIGNETTA

COME TE LO DEVO DIRE, LUIGI? QUANDO FACCIO UN FISCHIO CHIAMO IL CANE, SE VOGLIO TE NE FACCIO DUE...

Così e Cosà │ febbraio 2011

di ANTONIO TUBINO

GIANNA, LO POSSO PRENDERE IN CURA IO, DOMANI, QUESTO PAZIENTE?


12 IL LABORATORIO di Lisa Scarpa

SI APRE UN PORTONE Le feste sono appena passate ma ci aspetta un anno pieno di progetti. Come si suol dire, “si chiude una porta, si apre un portone!” Noi dalla porta non riusciamo più a passare a causa del panettone che si è amorevolmente adagiato sui nostri fianchi, regalandoci per Natale, per Capodanno e così purtroppo per tutto l’anno, un fondoschiena “stile Platinette”. Ma se il proverbio dice che si aprirà un portone allora forse riusciremo a sbrigare qualche faccenda. Una di queste è provvedere al regalo di

San Valentino, ormai manca poco alla festa degli innamorati e mezzo mondo si è messo in moto. Mogli, fidanzati, mariti, martiri ed amanti cercano un regalo per la loro dolce metà… o per le loro dolci metà. Anche se, a dire il vero, spesso chi ha più di un compagno o una compagna a San Valentino comincia a soffrire di amnesia. Intimo, gioielli e fiori sono i regali più tradizionali, ma non manca chi regala il giornale quotidiano. Tanto, visto che ora costa venti centesimi di più, sembra essere più prezioso. Ora all’interno ci mettono 5 o

6 inserti che la maggior parte della gente lascia all’edicolante. Mi è pure venuto il dubbio che gli inserti siano “a rendere” proprio come le bottiglie. Così al prossimo Natale troveremo ancora l’inserto di gennaio… e magari qualcuno durante le vacanze gli darà un’occhiata. Un pensiero per chi è stato lasciato prima di San Valentino: il motto “si chiude una porta si apre un portone” vale anche e soprattutto per voi. Inoltre, “anche se per voi è una disgrazia… il portafoglio ringrazia!”

LA BATTAGLIA DELL’INSALATA RUSSA di Martino Sgobba

Continua... L’esercito di Rabarbaro, che col rapimento di Acciuga cercava lo scontro diretto col Salatino, non aspettava altro. Nella classica divisa verde oliva ascolana snocciolata, l’esercitò uscì dalla città al comando di Rabarbaro che stava in groppa al suo cavallo bianco, Panna, un purosangue che si lasciava montare facilmente ma che altrettanto facilmente si inacidiva. Davanti, Rabarbaro schierò due guarnigioni di tartine, che avrebbero dovuto aprire lo stomaco al nemico, mentre la seconda fila era costituita dai rustici, a cui era riservato il compito di

spezzare la fame. Dietro poi, il resto delle corazzate pesanti: Melanzane e Peperoni ripieni, cui toccava rimanere sullo stomaco del nemico. Più agile e più moderno invece l’esercito portato in campo dal Salatino. In prima fila erano schierate le carote lesse, cani femmina della nota razza Lessie, particolari per il loro pelo arancione. Alle loro spalle una guarnigione di menta, una di aglio, una di pinoli ed una di formaggio, tutte provenienti da Genova; guarnigioni che quando attaccavano all’unisono pestavano di brutto. Continua sul prossimo numero


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Caricammo la cambusa, alcuni di noi si ferirono nello scontro.

Così e Cosà │ febbraio 2011


15 di Pierpaolo Perazzolli

COMANDANTE

LOFURBO

© 2009 BRA Editor

Listone Lofurbo si svegliò senza il consueto lamento. Evitò di colpire con il pollice del piede il comodino come accadeva quasi tutte le mattine. Si guardò intorno. Tutto gli diceva che quella non era la sua camera. Non vedeva il comodino. Ancora qualche secondo per dar modo ai pochi neuroni di attivarsi e capire che aveva dormito nel letto al contrario. O lui o il letto si era girato all’ultimo momento. Dalle persiane semichiuse entravano lame di sole facendogli intuire che il giorno era precipitato sulla terra con anticipo. Trovò il comodino, una bottiglia di bourbon con alcune gocce sul fondo che stavano evaporando ed un posacenere colmo di mozziconi di sigaretta. Perplesso, restò immobile a fissare il posacenere e quei mozziconi dal filtro macchiato d’arancione. Lui non usava rossetti e nemmeno vestaglie trasparenti color violetta; ve n’era una volata chissà quando su una poltroncina stile rococò. Sulle pareti una carta da parati a righe oro e verde scuro. Lofurbo confuse quelle righe con quelle dei suoi boxer, anche loro volati, non si sa come, su un’aplique. Fu in ogni caso difficile individuarli da quanto si erano mimetizzati. Dietro una porta laccato bianco si sentiva scrosciare dell’acqua. Lofurbo si lasciò cadere sul letto in preda ad una crisi d’identità: “Se questa camera non è la mia, e non lo è, io sono ancora io o sono qualcun’altro?”. L’acqua smise di scrosciare e la porta bianca si aprì. A Listone parve di trovarsi in paradiso. “Gabrielle, non Angelo Gabriele!” esordì una splendida fanciulla vestita di pelle vellutata. Listone provò a darsi delle arie ma il fiato gli mancava. “Gabrielle, dove sono?” Chiese con atteggiamenti da latin lover. La ragazza, indossando la vestaglia color violetta rispose: ”Ieri sera lei deve aver sbagliato camera d’albergo. Vista l’ora tarda e la somiglianza al mio povero nonno, le ho concesso di sdraiarsi qui da me. Il tempo di appoggiare il capo sul letto che russava gia”. Listone, mentre caricava nevroticamente l’orologio che aveva al polso, s’avviò alla porta salutando con un “buongiorno signorina, grazie della compagnia”. Nemmeno il tempo di rispondere che nel corridoio si udì un lamento: Listone aveva colpito con il pollice del piede lo stipite della porta e tutto tornò normale.

Così e Cosà │ febbraio 2011


16 LA BANANA MALTESE

30° puntata

Noir umoristico privo di pudore, decenza e regole grammaticali

di Fabio Pittaluga - illustr azioni di Anthony Fachin

Continua dal numero precedente. Tutti amano passare le tiepide serate di primavera inoltrata passeggiando per le vie della città assieme alla persona amata. La stessa situazione gode di un favore meno immediato se alle proprie spalle sta un tale più ipertestosteronemia che uomo, con l’arma spianata. Harvey era uno di quegli individui che il Lombroso nei suoi studi di fisiognomica avrebbe definito come “portato ad iscriversi a ingegneria dei materiali”. Assieme al “delinquente nato” e al “delinquente di professione”, la categoria assolutamente più infima nella scala lombrosiana. Harvey stava pochi passi dietro a Joel e Francine, coprendo la pistola puntata con un giornale. Una pubblicazione periodica che regalava piccoli arnesi da cucina come lo sguscia-sedani e lo snocciola-agrumi. Harvey non se ne perdeva un’uscita. Si stavano dirigendo verso la stazione dei treni della Grande Città. Un cenno di Harvey li fece svoltare in un vicolo buio e lercio, in cui frammenti di umanità dimenticata cercavano di far passare un altro giorno di disperazione ricorrendo all’alcol e allo yogurt magro.

- Scendete. In fretta, prima che mi scada il tagliando del parcheggio. - Scendere? Scendere dove... - chiese Francine, che non vedeva altro che muri osceni, graffitati con frasi irripetibili come: “Rollare i trulli di frodo non frulla i grulli.” Un segno del revolver indicò una scalinata che scendeva nel seminterrato, nascosta da un vecchio materasso che aveva visto giorni migliori.Lo sguardo di Francine si pose con inquietudine su quella scalinata.Joel la rincuorò: - Coraggio. Fai solo attenzione ai cocci di bottiglia e ai ratti. Un loro morso è sufficiente per convertirti a qualche religione strana. - Io sono cattolica. - Ok, allora sei immunizzata. Al termine della scalinata trovarono una porta malridotta. Harvey la aprì con un calcio. Alla prossima puntata.

Il detective Joel F. K. Duboit è alla ricerca della misteriosa “Banana Maltese”. Una fosca detective-story in cui il bene e il male si confondono in un groviglio umoristico fatto di battute scorrette e indifendibili. Tra donne

fatali, mafiosi senza scrupoli, uomini d’affari pronti a tutto, una miscela sapiente tra il noir classico di Dashiell Hammett e Raymond Chandler e l’umorismo più impertinente e moderno.


Invia questa pagina in busta chiusa alla redazione di Così e Cosà in via dei Prati 2, 38057 PERGINE VALSUGANA. Se le risposte che hai dato sono corrette, vincerai una copia de “La Banana Maltese”

LA BANANA ENIGMISTICA di F. P.

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VERTICALI

ORIZZONTALI

1. Un “gioiello” della Costiera Amalfitana. 7. Istruì Nerone. 12. Dissodare. 13. Venier televisiva. 14. Così inizia Stravinskij. 15. Porto della Provenza. 17. Scimmia occhialuta. 18. Comitato Nazionale Informatica. 19. Operosa città lombarda. 20. Al punto che... 21. Un punto rugbistico. 22. Scherzo birbonesco.

23. Abba, politico australiano. 24. Un colore interista. 25. “Wood” rollingstoniano. 26. Li trovi nei villaggi turistici. 29. Colorante. 31. Monte dolomitico. 33. Nata in una città pugliese. 35. Fiume etiopico. 36. Pasticcio... alla francese! 37. Fondatore dell’Accademia dei Lincei. 38. Ente turistico.

39. Insieme, formano una muta. 40. La affitta il locatore. 41. Cantò per Elisa. 42. Equivalenza “galenica”. 43. Eccellente caucciù. 44. Stella di prima grandezza. 45. Principio economico. 46. Competizioni sportive. 47. Stella nella costellazione di Perseo. 48. Festa con il presepe. 49. Diabolico.

1. Dissesto finanziario. 2. Una campana non di bronzo. 3. Pronto per la collera. 4. Rifugi volpeschi. 5. Altari a Giove. 6. Ci finisce il pedone. 7. Sara al maschile. 8. Sigla Edizioni Rai. 9. Nord America. 10. Preme sull’ernia. 11. Era Minore... ma in parte. 13. La Gioconda per esteso. 16. Modello della Ford. 17. Uno dei fratelli Gallagher. 18. Celebrazioni autorevoli. 20. Impallidire. 21. Pure e semplici. 23. Il capoluogo di provincia più alto d’Italia. 24. Alta, nell’acuto. 26. Impulso iniziale. 27. Città egizia. 28. Arrogante. 30. Vi sono quelli “oscuri” e quelli “paralleli”. 32. Compagni d’infanzia. 34. E’ parte del cappello. 36. Sedile rustico. 38. Il John di “Your song”. 39. Cittadina francese nel Calvados. 40. Salate economicamente. 41. Pianta che vive nell’acqua. 43. Sistema per la tv a colori. 44. Alternativa a stop. 46. I confini di Genova. 47. Anonima Alcolisti.

IL REBUS DELLA BANANA (9, 2, 8, 5) Inserisci qui la soluzione

* Le soluzioni sul prossimo numero. Le soluzioni del mese scorso a pag. 63

Così e Cosà │ febbraio 2011


18 OMAGGIO A BUD SPENCER E TERENCE HILL di F. P.

Così e Cosà │ febbraio 2011


Ben: Rivogliamo la no stra Dune Buggy. Aspettiamo fino a dom ani a mezzogiorno. Boss: Altrimenti? Ben: Eh... Altrimenti...! Altrimenti...? Kid: Altrimenti... Altrim enti, ci arrabbiamo! Ben: Ah, ecco! Ci arra bbiamo! da “Altrimenti ci arrab

biamo”, 1974, regia di

Premiati nel 2010 con il David di Donatello alla Carriera, Bud Spencer e Terence Hill hanno rappresentato la coppia comica simbolo di un cinema italiano che non c’è più e che ci manca moltissimo. La loro fama si lega a film memorabili come “Altrimenti ci arrabbiamo”, “Lo chiamavano Trinità”, “I due superpiedi quasi piatti” e tanti altri successi a cavallo tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80. “A cavallo”, l’espressione è proprio quella che meglio calza a questo duo che proprio dai film western all’italiana hanno preso il via per una carriera folgorante. Il loro stile comico, snobbato allora dalla critica ed oggi rivalutato (come sempre avviene... e spesso in maniera acritica), si basava sulla forza irresistibile data dalla contrapposizione tra i due personaggi: Bud era quello imponente, irascibile, scontroso e burbero, mentre Terence rappresentava il suo esatto opposto, con la sua agilità, la sua innegabile avvenenza, la sua solarità e scaltrezza. Una coppia comica che nasce su questi presupposti non può non funzionare, andando a riprendere i numerosi cliché che vanno da Stanlio e Ollio fino a John Belushi e Dan Aykroyd. Le loro pellicole ancora oggi sono di una modernità incredibile: questa

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Marcello Fondato.

freschezza deriva forse da uno stile che già allora si differenziava dalla tradizionale commedia all’italiana. Essa richiamava piuttosto un tipo di comicità, in voga nel cinema americano, fatta di gag fisiche e costruita attorno a trame esotiche, fatte di contrabbandieri, gangster, poliziotti e avventurieri. Questa attitudine era assai diffusa nel cinema italiano di quel periodo: dagli spaghetti-western, al poliziottesco (che trasformava le città italiane in metropoli cupe e violente, nello stile della Chicago di Al Capone), fino al cinema epico, la produzione cinematografica di casa nostra stava attraversando un periodo di grande vivacità e rinnovamento, che la portò per un breve periodo fuori dagli stereotipi del cinema neo-realista dei Rossellini, dei Visconti e dei De Sica (nel senso di Vittorio...), che tanto bene fece alla cultura italiana, ma che contribuì anche a fossilizzarla in un luogo comune irripetibile.

CURIOSITÀ

livello: è stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 m stile libero, oltre ad essere stato più volte campione italiano di nuoto a stile libero e in staffetta. Gareggiò per i colori italiani alle Olimpiadi di Helsinki 1952. La sua statura è di 1.92 m, il suo piede calza il numero 47 e il suo peso oscillò dai 100 chili (all’apice della sua carriera sportiva) fino ai 130-140 chili (all’apice della sua carriera cinematografica). TERENCE HILL, nome d’arte di Mario Girotti (Venezia, 29 marzo 1939). È stato anche interprete di fotoromanzi. Fu per un fortuito caso che Terence Hill partecipò come protagonista al film che lo lanciò, “Dio perdona... io no!”: fu infatti scelto per sostituire Peter Martell. Durante un litigio con la fidanzata, Martell le tirò un calcio: la ragazza riuscì a scansarsi, l’attore colpì il muro e si ruppe un piede. Da giovane è stato un buon ginnasta: lo si può notare anche dal modo in cui sale a cavallo o dalla scena in palestra di “Altrimenti ci arrabbiamo”.

BUD SPENCER, nome d’arte di Carlo Pedersoli (Napoli, 31 ottobre 1929). E’ stato anche un nuotatore di altissimo

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20 BOTTEGA FULBER.IT


SCATTOMATTO

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foto di Stefano Bragagna

di Francesco Gravante

LA PALA.

SE NON RICORDO MALE ERA IN CUCINA.

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DI LAVORO 22 PROPOSTE di Michael Polli

IL LAVORO SMOBILITA

L’UOMO

A CURA DI ASSUNTO FORTUNATO

Cari lettori di “Così e Cosà”. Eccoci giunti al nostro appuntamento fesso, cioè fisso, con l’offerta lavorativa del mese. Per febbraio vi proponiamo un posto come “assaggiatore di vini”. La Cantina “MezzaCorona e MezzaBelen” assume 5 assaggiatori di vini, per testare i propri prodotti. Per essere assunti sarà necessario conseguire un certo numero di punti e partecipare a corsi specifici, oppure non avere neanche un punto, ma sulla patente.

retribuzione calcolando che sarete pur sempre vuoti a rendere. Per informazioni visitate il sito www.cin.cin oppure telefonate al numero rosso 800.3334455 in orario pasti. Calcolate che l’aperitivo inizia alle 9.00 e l’ammazzacaffè si prende alle 16.00. Per poi procedere con l’happy hour dalle 16.00 alle 17.00, quando poi si dà il via all’aperitivo per la cena.

Non si accettano persone inferiori a 1.60 cm, per non rischiare che poi il vino sappia di tappo. La Cantina offre vitto e alloggio in vere botti di rovere e una buona

a cura di Alessio Marchiori

LAVORA SICURO

NICOLA CANAL Nicola CANAL, nato a Feltre nel 1964, è un illustratore e vignettista che ha scelto la tematica della (in)sicurezza sul lavoro come uno dei suoi argomenti preferiti. Si occupa di questo tema anche nella sua vita professionale: questo rende le sue creazioni umoristiche molto complete e particolareggiate.

Così e Cosà │ febbraio 2011


immagine tratta da desperatedesign.files.wordpress.com

Tra politica e attualità, ecco a voi la sezione di “Così e Cosà” che si propone di esplorare quell’universo complesso che è la società italiana. Tutto ciò attraverso la lente deformante della satira più irriverente!

IN ITALIA ALCUNE DOMANDE NON HA SENSO FARLE.

UNA DI QUESTE È: “MAMMA, CHE C’È DI PRIMO OGGI?”

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IL CO CO COMICO

www.pietrosparacino.it | di Pietro Sparacino

GRAZIE ALLA TV L’obiettivo di ogni comico è andare in televisione. Una qualunque apparizione televisiva, da “Zelig” a “Colorado”, ma anche “Chi l’ha visto” o “Medicina Trentatré”. La tv ti porta al successo, il successo porta pubblico, il pubblico porta denaro. Da anni ho sognato di andare in televisione e nel 2008 ce l’ho fatta. Ho avuto l’onore di partecipare a una trasmissione televisiva su Italia 1, un traguardo importante, io e i miei monologhi sul precariato. Interpretavo il Co.Co.Comico, questo era il nome che appariva in scena quando uscivo io. Io glielo dicevo che non serviva un nome diverso, bastava il mio, Pietro Sparacino. Loro dicevano che era meglio dare un nome impersonale, le gente memorizza meglio. Ho rifatto la carta di identità e, recatomi, al comune del mio piccolo paese siculo l’impiegata mi chiede nome e cognome. Pietro Sparacino. Come? Pietro Sparacino. Ma sei di qui? Sì, signora. Altrimenti sarei andato a fare la carta d’identità in un altro comune. E che non ti ho mai visto! Sai, qui ci conosciamo tutti. Abito a Roma, signora, da nove anni. E che fai a Roma? Faccio il comico, signora. Ma sei il Co.Co.Comico? Ti ho visto sempre in

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televisione. Ragazzi venite c’è il Co.Co.Comico, non lo riconoscete? Sulla carta di identità c’è scritto Nome Co.Co. Comico, Cognome Italia 1. Aveva ragione l’autore di Colorado. La gente memorizza meglio. Alla voce professione c’è scritto “Pietro Sparacino”. Io non ho un lavoro, io sono il mio lavoro e a Colorado facevo pezzi sul lavoro. A “Colorado” uscivo dopo l’esibizione dei Teletubbies e la parodia di Shrek. I bambini che seguono quel programma mi cercavano anche sulla programmazione di “Boing”. In ogni caso, per tre minuti, la durata del mio pezzo, io sono entrato nelle case di due milioni di italiani. In tre minuti, due milioni di case. Un risultato strabiliante se si pensa che in tre minuti riusciresti a citofonare a tre portoni. Sono entrato nelle case degli italiani e ho visto le famiglie italiane davanti a “Colorado”. Famiglie intere ipnotizzati dal televisore, mariti che gemevano per ballerine scodinzolanti; bambini divertiti da una battuta sul sesso fatta da una Winx; mamme sudate davanti al ferro da stiro che distrattamente seguivano scampoli di una battuta della moglie cagacazzi che rompe così tanto i coglioni al marito che lui porta mutande di spugna. Boato. Applauso. È stata un’esperienza straordinaria “Colorado”, un passo importante per la mia

carriera artistica. Lo pensa anche il mio psicanalista, al quale mi sono rivolto dopo la trasmissione. In ogni caso, a fine registrazione ero certo di una cosa. Ero stato in televisione e la televisione mi avrebbe reso celebre. Ma la cosa che più mi dava soddisfazione era la consapevolezza che finalmente avrei avuto il mio pubblico negli spettacoli live. Adesso io star televisiva, girerò i teatri e la gente mi applaudirà, e verrò osannato e fiori sul palco e zoccole in camerino e ancora autografi e fotografie. Verranno a vedermi tutti, uomini, donne, vecchi e bambini. Tutto questo grazie alla tv. Era tutto pronto. La mia prima teatrale, dopo “Colorado”. Tutto quello che avevo sempre sognato stava per realizzarsi. Suona la mezza. Il cuore batte. Suona il quarto. L’emozione sale. I cinque minuti. Ci siamo. Chi è di scena... Sipario. Buonasera signori e signore... Non c’era nessuno. Erano rimasti a vedere la tv.


CUBO DI RUBY 26 IL di Fabio Pittaluga

IL CUBO DI RUBY Lo avevo già anticipato, ma era una battuta. Lo giuro, era un’esagerazione paradossale: alcuni parlamentari del PdL hanno proposto l’abbassamento della maggiore età a sedici anni. L’Italia è un paese da incubo per un autore satirico, perché la realtà offre tantissimi spunti ma spesso supera le fantasia. Conosco autori satirici che hanno avuto un esaurimento nervoso, per star dietro alle uscite di Berlusconi. Dopo l’ennesima frase smentita, sono andati in tilt. “Ma io ho sentito che ha detto quella frase!” “Non l’ho mai detta, mi dispiace.” “Ma io c’ero! C’eri anche tu vero? Diglielo pure tu che l’ha detta! Aaaaaaaaah!” Niente, da allora vanno in giro con un cappello ad elica in testa. E si sono iscritti a Comunione e Liberazione. Conosco questo amico, autore satirico, l’hanno congedato con tanto di certificato giurato del medico: “Segue troppo la politica italiana, prescrivo una vacanza in un paese con un briciolo di speranza.” D’altronde la notizia stessa è di quelle che fanno il botto e che indurrebbero chiunque a porsi delle domande. Chiunque non possieda un’antenna televisiva, intendo. (Parentesi, l’altra sera ho staccato il decoder del digitale terrestre e ho guardato 30 minuti di schermo a righe: alla fine, ero più informato che se avessi visto il TG1). La notizia: “Il Presidente del Consiglio dei Ministri è indagato per prostituzione minorile.” Cooosa? Puoi ripetere la notizia? Non credo di aver capito bene! “Un cane ritrova il suo padrone dopo essere stato abbandonato.” Ah, ecco! Mi sembrava di aver capito che la quarta carica dello stato fosse indagata per prostituzione minorile! Fortuna che c’è Studio Aperto e le sue notizie commoventi sugli animali fedeli. Berlusconi

indagato

per

prostituzione

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minorile, con tanto di intercettazioni a conferma e rumore stridente di fantozziane arrampicate sui vetri di chi cerca di difenderlo. Come stasera alla radio (Radio24, La Zanzara): “Non è giusto definire chi concede il suo corpo in cambio di favori economici una prostituta, semmai una mantenuta.” No, semmai una zoccola. Mi verrebbe voglia di tirargli un DevotoOli sulla testa, aperto a pagina 1240 dove c’è la definizione del succitato termine. Berlusconi indagato per prostituzione minorile: in effetti, paragonata ad altre nazioni europee, l’Italia è relativamente giovane. Molti dicono che su Berlusconi si scriveranno libri di storia e che si studierà nelle scuole. Ma non nelle scuole elementari, dove i libri di storia che parleranno di Berlusconi saranno censurati con il bollino rosso, lo stesso ideato a suo tempo, ironia della sorte, dalle reti Mediaset. Ci sarà il timbro “Parental Advisory”, come sulle copertine dei dischi rap, ad indicare che quel materiale è consigliato solo ad un pubblico adulto. Con sommo dispiacere del succitato premier, che di distinzioni da età anagrafica sembra essersi poco interessato. Così come è parso poco propenso a fare tanti distinguo sulle origini geografiche. Egitto, Marocco, Brasile: tutto fa brodo per lo specialista del melting pot alla brianzola. Il motto è questo: “Quando sei in una stanza buia, non conta il colore della pelle.” Secondo motto: “Quando sei in una stanza buia, se sei minorenne, è inutile che mi porgi la carta d’identità, non riesco a leggerla.” Dalle intercettazioni traspare un quadro a dir poco pittoresco: porno-poliziotte ad Arcore. Vedi che succede a conoscere bene il ministro degli Interni? Ti becchi il servizio migliore. Dopo questo cosiddetto Ruby-Gate, Berlusconi ha passato il Rubycone: ha oltrepassato lo stesso punto di non ritorno che fu ai tempi di Giulio Cesare. Solo che

invece di dire “Il dado è tratto”, ha detto “Il cubo è tratto”. E’ diventato ufficialmente un personaggio controverso. Per chiunque. Anche per chi non dava peso alle sue storiche amicizie con Licio Gelli, Previti, Craxi e Dell’Utri. Da oggi l’immagine di Berlusconi è ufficialmente appannata. E non mi riferisco necessariamente a quel tipo di appannamento che la scena della mano strisciata sul vetro in “Titanic” ci fa subito venire in mente. La vera domanda è come riuscirà a scamparla anche stavolta. Non “se”: “come”. E’ il copione delle storie di Diabolik: il lettore sa che alla fine del fumetto, Diabolik sfugge immancabilmente all’ispettore Ginko. Ma si appassiona perché pensa: “E’ impossibile! Come diavolo farà stavolta a farla franca!” Un modo ci sarebbe ed è anche un modo parecchio pulito. Tornare a far conto sui vecchi amici: quelli del Partito Democratico. Che Berlusconi sia in crisi lo si capisce dal fatto che abbia chiesto aiuto al Partito Democratico. L’unico partito d’Occidente che perde voti anche quando li guadagna. “Dai, segretario del PD, chiunque tu sia a quest’ora del pomeriggio, visto che sono già le 5. Diamoci un aiuto reciproco, come ai bei vecchi tempi della Bicamerale. Una mano lava l’altro e tutte e due se fregano.” Pare che a questo giro il PD abbia risposto picche: ma io aspetterei, la dirigenza del centrosinistra è come quell’amante che ama essere maltrattato: “Sì, facciamo le riforme insieme! Pensavo di avere finito completamente la dignità, ma ce n’era ancora un pochina! Eccotela tutta, fanne quello che vuoi!” Insomma, la situazione è questa: Berlusconi è in crisi, il Partito Democratico perde voti e anch’io non mi sento molto bene.


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ROMBOLATE 28 LE di Vittorio Rombolà

“… SMS, FAX, CARTOLINE E… PICCIONI!!!” C’erano una volta le cartoline postali: fotografie paesaggistiche, talvolta “griffate” da citazioni, più o meno goliardiche, dietro alle quali scribacchiavamo, con la “Biro” (oggi “questa sconosciuta”), frasi monotematiche: “Saluti da Tropea”, “In Trentino si sta una favola!”, “Baci da Pisa”, “Un pensiero a Zia Rosa dalla ridente Canosa”… ma, soprattutto, scrivevamo “CORRI POSTINO!!!”, motivo per il quale mio zio Daniele, portalettere di Rieti, morì di infarto, dopo 20 anni di inappuntabile servizio. Medaglia alla memoria e due polpacci da fondista olimpionico! Le cartoline hanno rappresentato, senza ombra di dubbio, un’importante pagina “letteral-popolare” del nostro paese: poesia allo stato puro! A “quei tempi” avevamo tutti la lingua impastata dalla colla che leccavamo sui francobolli da attaccare sulle cartoline, ergo (e per fortuna!) un innocente bacio con la lingua addiveniva, puntualmente, una pomiciata di un quarto d’ora. E’ vero: leccavamo francobolli e defecavamo silicone, ma oggi, di contro, palesiamo “stitichezza” cronica in rasserenanti pensieri e semplici emozioni! I tempi attuali ci ispirano una comunicazione rapida, virtuale e strategica, che ci consenta, tra l’altro, di andare “on”, “out”, “off-line” quando vogliamo. Chattiamo con Messenger, Facebook e Myspace, inviamo e-mail e fax, condividiamo e clikkiamo. Tuttavia, da (circa) quindici anni, il sistema più utilizzato per comunicare resta l’invio degli SMS telefonici. Dopo i graffiti sulle caverne, i papiri

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“geroglifati” dagli antichi Egizi, i segnali di fumo dei Sioux, i piccioni viaggiatori, le epistole e le cartoline postali, oggi è, ancora, l’etereo invio del messaggino telefonico a dominare la scena della comunicazione “mordi e fuggi” (quante persone sono state costrette a fuggire per un SMS “clandestino”, scoperto, ahimè, dal proprio partner?). L’utilizzo dell’SMS calza, perfettamente, con i tempi odierni: le caverne sono troppo umide e poco frequentate, si ha poco tempo per scrivere un geroglifico, i segnali di fumo vengono, tempestivamente, spenti dai Vigili del Fuoco e le cartoline sono, ormai, “demodè”. Resterebbe, invero, il “S.P.P.I.” (Servizio Postale Piccioni Italiani), con Sede Centrale in Piazza San Marco – 30124, Venezia: un modus comunicandi elegiaco, bucolico ed entusiasmante, ma proviamo ad immaginare come si svolgerebbe detto “servizio”. “E’ in partenza, dalla finestra del 5° piano della Palazzina A, Colombo Salvatore, il bianco Piccione Viaggiatore”. Il “ColomboPostino” (che si differenzia dalla specie “Colombo-Ispettore”, in quanto privo del trench color cammello sudato) effettuerà, in tale circostanza, la tratta “Ragazzo Innamorato-Ragazza Innamorata”. Il messaggio da far arrivare alla donzella, minuziosamente confezionato sulla zampetta del pennuto, è “Ti Voglio Tanto Bene”. Un frusciante colpo d’ali sospinge il “porta lettere” nel cielo terso, laddove un caldo sole si staglia nitido e fiero. Temperatura esterna: 32° C. Temperatura abitacolo: 40° C. Iter durante, il piumaggio

di Salvatore, comincia a scurirsi, a causa dello smog cittadino. Il beccuto giunge, comunque, dall’amata, la quale, senza dar tregua all’ormai Piccionus Ingrigitus (e, alquanto, “Incazzatus”), lo rispedisce al mittente, con il messaggio “Ti Amo Tanto”. Il ragazzo, non riconoscendo più il messaggero alato (bianco in partenza e grigio-topo al ritorno), gli chiude la finestra sul becco. L’animale cade in picchiata, disegnando una drammatica traiettoria a spirale e spira. Il giovane, addolorato per la mancata risposta della sua amata, si suiciderà 24 ore dopo. Il giorno successivo, le prime pagine dei giornali, titolerebbero: “Incredibile tragedia consumata in un batter d’ali: ragazza, amante degli uccelli, dopo aver visto uccidere un colombo dal suo ragazzo, massacra il colpevole e fugge in Colombia”. Remakiamo la stessa storia se, invece, si fossero utilizzati gli Sms telefonici. Lui (comodamente seduto sulla poltrona, mentre guarda una partita di calcio): “TVTB!”. (Invio!) Lei (intenta a leggere un libro e ad ascoltare Miles Davis, che con il suo strumento a fiato, sonorizza, morbidamente, la stanza): “TAT”. (Invio!) Due ragazzi innamorati e pigramente felici! Un piccione in più sulla terra! 24 centesimi spesi! Vittorio Rombolà,autore, scrittore, poeta, paroliere e attore comico con il duo romano “I VIETATO FUMARE” www.vittoriorombola.it


SUPPOSTE DI PRESENTE di Claudio Fois

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LA III

REPUBBLICA Cari posteri, vengo a Voi con questa mia addirvi… …che Silvio Berlusconi tanto dice e soprattutto tanto combina che alla fine, talvolta, qualche nota sul pover’uomo tocca per forza darvela. E sia, concediamogli un attimo di quella considerazione di cui è bulimico. Anzitutto va detto che nei suoi sempre più frequenti videomessaggi appare ogni volta talmente tirato e diverso che per i suoi legali fargli delle leggi ad personam somiglianti è diventato non più un piacere ma una sfacchinata! Poi, e cosa più importante, dovete sapere cari posteri che attualmente il Presidente del Consiglio italiano è per l’ennesima volta sotto assedio della magistratura politicizzata che si ostina, laddove ravvisi l’ipotesi di un reato, a mettere mano al codice penale. Finanche contro colui che è stato “eletto dal popolo”, il che, come è noto, rende l’eletto in questione impunibile ed impunito da qualsiasi scorrettezza, sgarberia, reato o qualsivoglia contravvenzione egli desideri: dal toccare la palla con le mani giocando a calcio a, per assurdo, fare sesso a pagamento con una minorenne. Cioè, no, questo non per assurdo ma per davvero, infatti è proprio su di ciò che ruota l’ultima indagine avviata nei confronti del “pene col premier intorno” (strenua la difesa di Monsignor Fisichella che anche qui, come fece per la bestemmia ha provato a dire: “Bisogna contestualizzare” ma pare che stavolta per Silvio Berlusconi si metta male). Ora il punto è, cari posteri, se la Prima Repubblica è finita perché quasi l’intera classe politica era corrotta ed arraffona, e se la Seconda finirà per una squallida storia di mignotte, mi chiedo: visto che gli italiani hanno dimostrato in 50 anni di non essere in grado di mettere al comando, non dico gente degna ma almeno gente “normale”, come si chiuderà la Terza Repubblica? Facciamo alcune ipotesi:

B) Finalmente vanno al governo i comunisti, quelli veri. Che infatti vengono dalla Cina. Fine III Repubblica: il morbo del condono e l’italianite annienta Pechino e tutta l’Asia! C) Va al governo la Lega. Duri e puri. Via dal Paese: negri, arabi, terroni e culattoni. Fine III Repubblica: segati via dall’Europa. Nessuno sa interpretare i suoni gutturali. D) Arriva il Messia. Legalità, Onestà, Trasparenza e Moralità al potere. Fine III Repubblica: gli Italiani lo riconoscono come il Giusto che tanto hanno atteso, il Vero Salvatore, l’Autentica Soluzione ma a prezzo dell’impegno di tutti. E lo crocifiggono. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois Questo, cari posteri, per questo mese è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere la rivista che lo ospita.

A) per reazione all’immoralità dilagante vanno al governo dei superbigotti integralisti. Fine III Repubblica: annessione al Vaticano e ritorno del Papa Re. Dio si dissocia.

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30 Idi Cesare VIAGGI DI GUIDO CORRIERA Gallarini

I VIAGGI DI GUIDO CORRIERA Buon viaggio da Guido Corriera. Come sapete provengo da una famiglia che ha sempre guidato autobus, pullman e carretti e organizzato gite sociali. Anche mio fratello Paul, che fa il corriere, ed è attualmente in gita sociale a spese dello stato. Questo mese ho scorazzato in Egitto un gruppo di ex lavoratori delle poste, oggi in pensione. Avendo qualcun, di questi vecchietti, paura dell’aereo, qualcun’altro della nave - tra loro c’è anche il Filippo, anni 105 ex passeggero di terza classe del Titanic - gli arzilli veterani hanno deciso di raggiungere la terra dei Faraoni utilizzando il mio magnifico “Tutankamon terzo”, corriera con tre marce: fermo, avanti, indietro e che si sposta solo di profilo. Partiti da Trento abbiamo attraversato la ex Jugoslavia, ballato in Bulgaria, fatto merenda con frutta in Macedonia, ci siamo drogati pesantemente in Turchia, abbiamo comprato dei tappeti in Siria, li abbiamo rivenduti piangendo a Gerusalemme e infine siamo arrivati al Cairo. Appena arrivati il Silvio ha voluto vedere subito le piramidi. Belle, alte, sode, a punta, si è eccitato terribilmente.

CHI È

CESARIE ? I N R A L L GA Così e Cosà │ febbraio 2011

Ovunque geroglifici. L’Umberto, che ha studiato, ha detto che i geroglifici si chiamano così perché da qualsiasi parte si leggano, non si capisce nulla. Filippo, che alle poste faceva lo spedizioniere, ha voluto subito organizzare una divertente spedizione nel deserto. Tutti si sono messi a cercare carta da pacco, francobolli e corda. Tutto era pronto per la spedizione, bastava trovare la cassetta della posta. Poi la Luisa, che ha lavorato in posta per trentacinque anni perché raccomandata, ha fatto notare che la spedizione nel deserto andava fatta su un fuoristrada o su un cammello. Quindi abbiamo affittato una fiammante Fiat Duna, ma quando l’abbiamo posteggiata nel deserto... l’abbiamo persa! Dobbiamo ricordarci di non andare in Cina con la Panda! Nel deserto, ormai appiedati, ognuno ha cercato di tonare al Cairo con mezzi propri, tutti abbiamo utilizzato il classico bastoncino biforcuto per cercare l’acqua. Io ho utilizzato la testa del Nando notoriamente molto biforcuta! Ci hanno spiegato che se vibra (il bastoncino, non la testa del Nando) vuol dire che hai trovato l’acqua. Ad un certo punto quello di Silvio si è messo addirittura a roteare! Ha

scavato e ha trovato del prosecco e una escort (vecchia Ford di qualche egiziano abbandonata nel deserto)! Gran bella festa! Comunque il deserto è un luogo stupendo. E’ come una spiaggia libera, ma senza ombrelloni. Mentre ci abbronzavamo abbiamo incontrato i nomadi, erano in tour con il loro ultimo cd piratato: io vagabondo. I nomadi, o tuareg, popolo del deserto, sono belli, abbronzati e tutti azzurri: volto azzurro, scarpe azzurre, tunica azzurra... Che noia, Forza Italia anche nel deserto! La notte nel deserto ancora più bella. Nel silenzio assoluto ho sentito una duna dire ad un’altra duna: speriamo che arrivi qualche duno! Il soggiorno in Egitto sarebbe dovuto durare una settimana, ma avendo impiegato sei giorni per il viaggio di andata, gli arzilli postali si sono messi, la mattina dopo il nostro arrivo al Cairo, sulla via del ritorno. Questa volta in aereo, anche perché la corriera è stata sequestrata dalla autorità egiziane perché considerata reperto archeologico. Buon viaggio. Guido Corriera

Esordisce nel 1986 con il duo “La Carovana” (Gallarini, Della Noce), partecipando al Festival Nazionale di Cabaret di Loano dove vince il premio speciale della critica. Prosegue come cabarettista calcando, tra le altre, la pedana dello Zelig di Milano e rappresentando i suoi spettacoli di cabaret nei migliori teatri e spazi nazionali. Nel 1997 riceve l’importante premio Petrolini, “Bravo Grazie!” e nel 2009 il premio alla carriera “Saint Vincent”. Partecipa come comico in numerose

trasmissioni televisive e radiofoniche (Mediaset e Rai, Radio 105, RadioRai) e, come attore, nei film di Aldo Giovanni e Giacomo. Ha scritto per Aldo Giovanni e Giacomo e diretto i Fichi d’India, Antonio Cornacchione, Fabrizio Fontana, Raul Cremona, Pino Campagna e molti altri. Ha pubblicato i manuali: “Palcoscenico e dintorni - Manuale di esercizi teatrali” e “Faccio Ridere? Manuale per aspiranti comici”.


TU

E NES

RTO! E P A E L A SUN LOC

CESE

CI AC U L E T S E U TTE Q

foto di Stefano Bragagna

Il Trentino è il mondo che viviamo. Ecco a voi la sezione di “Così e Cosà” che vuole informare e divertire, con un occhio di riguardo alla realtà locale, che ce ne riserva sempre delle belle!

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EINS ZWEI DREI... POLIZAI!!! di Sergio Paoli

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AL TERMINE DEL SERVIZIO REDIGERE DETTAGLIATA RELAZIONE Il capo ci guardava serio dietro alle lenti dei suoi occhiali a specchio, dove si rifletteva maestoso il Castello del Buonconsiglio. E’ la vostra ultima occasione. Pillola azzurra: fine della storia. Domani vi sveglierete in camera vostra e crederete a quello che vorrete. Pillola rossa: partite per il paese delle meraviglie, e vedrete quanto è profonda la tana del bianconiglio. Fui svegliato dalla radio di bordo: “Volante uno, vai in via del Dollaro 1 e prendi contatti con la polizia locale.” “Polizia Locale? Alfio, dove siamo finiti stavolta?” “Il cartello laggiù dice Topolinia... “ Una nuvoletta bianca fece la sua apparizione sopra la mia testa. All’interno quattro lettere e un punto esclamativo: “GULP!” Eravamo su un curioso mezzo della polizia dai grandi pneumatici gialli, che vidi riflesso passando davanti ad una vetrina. Alfio sfoggiava un completo verde su una camicia bianca, gilet arancione, papillon rosso e in testa una bombetta nera. Dai pantaloni a vita bassa spuntavano due improbabili scarpe gialle. Sul suo volto spiccava un lucido e sferico nasone nero che sembrava doversi staccare da un momento all’altro, come il grosso sigaro che gli penzolava dalla bocca. Mi guardai nello specchietto della volante. Come temevo, ero anch’io provvisto di un analogo naso a palla, e da un paio di basette che mi davano un’aria davvero autorevole. Indossavo una divisa blu con tanto di distintivo e fondina. “Non mi piace sta storia che tu sei in borghese Alfio...” “Esigenze di copione capo. Ecco i locali.” Apparve su di noi un’unica nuvoletta bianca condivisa “GASP!”. I locali erano in tutto e per tutto uguali a noi, una copia identica. Si

presentarono come il Commissario Adamo Basettoni e il detective ispettore Manetta. Io ero commissario e quindi superiore. Bene; avrei quanto prima richiamato Alfio per quella mancanza formale. Il commissario ci squadrò pensieroso tirandosi una basetta: “E così siete voi quelli del mondo reale... mi aspettavo qualcosa di... diverso. Ma veniamo al sodo. Immagino già sappiate tutto sulla missione.” Non sapevamo assolutamente nulla. Nuvolette, punti di domanda “??”. “Topolino abita qui dietro – proseguì il commissario – vi scambierà sicuramente per noi. Sarà pure intelligente ma è pur sempre un topo in braghe corte. Voi dovete solo accennare ad una indagine difficile, che vi mette in difficoltà. Lui non resisterà, lo conosco, dovrà impicciarsi, mettersi in mezzo, e a questo punto il gioco è fatto. Quando si accorgerà che è nel mondo reale sarà troppo tardi. Non potrà più tornare al di qua. E’ la legge dei fumetti. Così niente più topi ad intralciare le indagini, gloria per me, copertine e... via libera con Minnie, che a dirla tutta è davvero un bel bocconcino...” Alfio/Manetta stava per dire la sua ma lo precedetti con una gomitata allo stomaco. Nuvoletta, stelline, teschietti, ACH! “Andiamo.” Topolino stava annaffiando il giardino. In un angolo era accucciato Pluto con una lunga fila di ZZZZZZZ che dalla testa si levavano verso il cielo. Gli ignorai e mi rivolsi ad Alfio–Manetta, sicuro di essere sentito dal topo. “Capisci Alf... ehm... Manetta. E’ una situazione complicatissima, irrisolvibile. Andiamo sul posto adesso...” Topolino direzionò le sue rotonde orecchie verso di noi ma inavvertitamente anche il

getto dell’acqua verso Pluto. La fila di ZZZ si interruppe. Apparvero altri teschietti, un paio di CAII e il dinoccolato cane si rintanò incazzato nella sua cuccia. Come previsto dal vero Basettoni, Topolino mollò il tubo dell’acqua e certo di non essere visto si intrufolò sul sedile posteriore della nostra volante. Ad un mio cenno Alfio azionò il famoso traslatore sensovettoriale bisvalente e il topastro fu spedito dritto dritto nel mondo reale. Anche questa missione era compiuta. Salutammo i “colleghi”, poi Pluto, Pippo che non aveva capito nulla ma che rideva, Clarabella che faceva la cascamorta con Alfio. Composi il 311 e Topolinia divenne Trento, Manetta tornò ad essere Alfio ed il mio naso riprese le importanti ma umane dimensioni di sempre. Mi spiaceva un po’ per le basette. Il computer di bordo lampeggiò. C’era un messaggio per me. “Caro Commissario Basettoni alias Javert. Appena arrivato qui ho capito di essere caduto nel vostro trabocchetto. Così per consolarmi ho guardato un po’ della vostra TV. Isole di cretini, case spiate da idioti ed abitate da cerebrolesi, dibattiti di insulti, ospiti che sbraitano, governanti che intervengono, calciatori pagati miliardi che fanno sciopero, festini di politici, accuse, violenze. Bello scherzetto, amici, ma questo non può essere un mondo reale, quindi, la legge dei fumetti non è stata violata e io posso tornare a Topolinia. E’ stato un piacere. Topolino” Guardai verso l’edicola di Piazza Battisti. In esposizione l’ultimo numero di Topolino: “Il ritorno!” . Prevedo guai per il collega Basettoni.

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LA PROVINCIA ADDAMS di F. P.

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LA PROVINCIA ADDAMS In esclusiva per i cinema del Bellunese, la Panarott Pictures, nota casa di produzione valsuganotta, presenta: “La Provincia Addams”! Questa pellicola sfacciatamente di propaganda mira a incutere timore nel pubblico bellunese, che a quanto pare ha espresso il desiderio di diventare la “terza provincia autonoma” del Trentino - Alto Adige. Non sia mai! Innanzitutto, Trentino - Alto Adige è un nome già abbastanza lungo e non ci sta mai sulle cartine geografiche. Come finiremo per chiamarci? “Trentino - Alto Adige Suedtirol - Bellunese - E compagnia bella”? E se poi la stessa bella idea viene anche, per dire, alla provincia di CarboniaIglesias in Sardegna? I tom-tom incespicherebbero e dovremmo portarli a lezione di dizione per pronunciare tutto questo toponimo! Insomma, “La Provincia Addams”, con tutti i suoi arcinoti protagonisti, vuole dimostrare agli spettatori bellunesi come, proprio alla stregua dell’originale Famiglia Addams, sì, in Trentino siamo ricchi. Ma siamo anche strani! Ed è meglio averci come vicini di casa che come coinquilini! A meno che non vogliate ricevere i contributi provinciali da una Mano che cammina da sola!

di A.B.

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Sei stufo di andare in mensa tutti i giorni e non trovare le posate per assaporare il meritato pranzo? Sei stufo di sentirti dire: “Attenda un attimo, le posate sono nella lavastoviglie”? Vorresti avere sempre con te le tue posate personali senza l’ingombro dell’acciaio in tasca? Provincia Promotion pensa proprio a te, con le Bic Posate, le posate in plastica dalla doppia vita! In ufficio sono tradizionali tappi per le penne bic. A pranzo si trasformano nelle le tue posate personalizzate!

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‘NA VOLTA A L’AN na folgorazion: i perché dela vita. Per carità... no me capita tuti i dì… Però vorìa n’aiutin da parte dei letori: perché quando piove le pegore no le se restrinze? Perché le done quando le se mete el mascara no le è bone de tegnìr la boca serada? (Non che en altre situazion cambia qualcos, a dir el vero). Perché i kamikaze giapponesi i se meteva el casco? Perché la zent con la toss anziché nàr dal medico la se piaza propri drìo de mi al cinema? Perché quel bastardo de Noè el s’ha portà drìo quele do zanzare de merda? Perché ai condanati a morte i ghe sterilizza l’ago déla siringa? Per evitàr

infezion? Perché a l’inventor delle gare de maiete bagnade no i g’ha ancor date el Nobel per la pace? Perché esiste i cd-rom e no i cd-sinti? Quando te strangoli en puffo, de che color deventelo? Perché tegnìr en vita Paris Hilton? Perché no i fa el mangime per gati al saòr de zorz? Perché l’anitra wc no l’è comestibile? Ma sopratuto… perché son così mona?

www.articolo3ntino.it

LUCIO GARDIN Be rlu scon i fa se ss o co n i ch iun qu e. Ma pr op rio co n ch li ca pit a. Un a vo lta in pr ed a ag a or mo ni, pa re ab bia ad dir itt ur fat to se ss o co n su a mo gli e. e Ha scop er to ch e er a la mo gli to so lo do po, qu an do le ha las cia o.. . cin qu em ila eu ro su l co mo din o er a e s’è acco rto ch e il co mo din il su o.

WWW.LUCIOGARDIN.IT

‘Na volta a l’an, me capita en strano fenomeno: me ven da pensar. Giuro, par emposibile, epur suzéde. Sarà a causa de l’inquinamento atmosferico, forsi per via del riscaldamento globale, magari i m’ha envelenà, ma giuro che per en strano fenomeno a mi sconosiuto, casco en trans (no-no-no… volevo dir “trance”!). Ensoma quasi perdo i sensi e me fago dele domande esistenziali de ‘na profondità sospeta: enfati el pù dele volte me domando: “Sonte stà mi a pensar questo?” Mah… Per esempio l’altra matina entant che me fevo el bidè semestrale me vegnù

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40 RENDEN VALLEY di Michael Polli

W LA FIAT E’ un dato di Lapo, o meglio, un dato di fatto, la FIAT è il marchio made in Italy (o quasi) che più rappresenta il nostro paese nel mondo. La FIAT nasce nel 1899 e all’inizio l’idea era quella di chiamare la casa automobilistica “Agnelli”, ma non avrebbe mai potuto competere con la “Lupo” della Volkswagen! Fu così che dopo vari collaudi e altrettanti incidenti, prese il nome di FIAT ovvero “Fermati Imbranato Abbiamo Tamponato”! L’uso dell’automobile inizia così a sostituire i cavalli e le carrozze, anche se Cicciolina fatica ad abituarsi all’idea di dover usare il cambio. Tuttavia, piano piano, la macchina è diventata essenziale nella vita di tutti i giorni e la FIAT ne è l’esempio. Sicuramente uno dei modelli storici dell’azienda torinese è il mitico Panda: il modello vecchio ormai è in via d’estinzione. Pensate che se fate un incidente con il panda non devi chiamare i carabinieri, ma il corpo forestale e rischi anche la denuncia al WWF. Una volta ho assistito ad un incidente tra una Panda, una Lupo e una Jaguar, subito seguito dall’arrivo della gazzella della Polizia. Hanno dovuto chiamare Piero Angela per fare i rilievi perché non si capiva più una mazza. Adesso

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da qualche anno è uscito il modello nuovo della Panda. Visto che mio nonno cercava un’auto nuova, gli faccio: “Nonno, perché non ti compri la Panda 4x4?” “Eh mi piacerebbe, ma il garage è 3x3!”. Quindi, essendo apicoltore, ha preferito prendersi un’Ape! Ma la FIAT ha sfornato anche grandi patacche nella suo storia: una su tutte la Multipla, quella che ha il muso che sembra la faccia di Nina Moric, avete presente? Io mi chiedo chi caspita è stato a disegnare la Multipla, se la disegnava mio nipote Carlo che ha 3 anni la faceva meglio. Io penso di avere la risposta: l’inventore della Multipla è stato Lapo Elkann ed il tutto è successo dopo uno dei suoi ormai famosi party. Lo stesso Lapo ha dichiarato che la Multipla è una macchina stupefacente! Infatti, nel motore al posto delle candele ci sono gli spinelli, al posto dei freni a disco i cd di Bob Marley e gli antinebbia sono all’interno, da non dimenticare che al posto del navigatore c’è la cartina, ma con i filtrini! Però, scusatemi io sono qui a prendere in giro la FIAT, eppure io stesso giro a bordo di una di esse ormai da tempo, e in 5 anni non ho mai avuto un problema. Solo una volta, quando mi hanno tamponato, la mia

Punto è diventata una virgola. A me hanno dato qualche punto e a quello che mi ha tamponato glieli hanno tolti! La FIAT Punto, devo dire, è una macchina comodissima per andare in camporella. O meglio, quelle 2 volte in 5 anni che ci sono andato, è sempre stata all’altezza, soprattutto se hai il modello Punto G. E’ introvabile! Ora però il mercato delle auto è in crisi, come tutti i settori, complice anche il prezzo della benzina, che è salito talmente tanto che adesso stanno brevettando una nuova macchina a champagne, che farà risparmiare. Pensate che il mio benzinaio si è già adeguato e prima di far benzina l’assaggia per sentire se sa di tappo! Per contrastare questa crisi la FIAT si è spostata verso il mercato dell’Est Europa. Uno scambio alla pari insomma: noi gli mandiamo auto da strada e loro ci mandano donnine da marciapiede. Se pensate sono due mercati strettamente correlati tra loro!


La vita di tutti i giorni vista attraverso lo sguardo di chi vi coglie tutte le sue piccole e grandi assurdità e le trasforma in comicità! Una sezione tutta da assaporare per poter poi dire: “E’ divertente perché è vero!”

BENVENUTI NELLA SEZIONE CHE SUOCERE ED IDRAULICI

NON DOVRANNO MAI LEGGERE!

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42 BOVE & LIMARDI

TECNOLOGIA IN CASA Ho visto recentemente una cosa terribile: la casa intelligente! Pensate che grazie a dei sensori, la casa sarà sempre piu’ intelligente e chi la abita, si sentirà sempre più stupido. Hanno creato le tapparelle che scendono gradualmente seguendo il calare del sole, così se tu vuoi vedere un tramonto devi abbassarti man mano, fino a fare il passo del leopardo per goderti il cielo arancione. Poi ci saranno anche gli elettrodomestici intelligenti. La lavatrice avrà la possibilità di essere azionata dall’ufficio via internet... In fondo perchè perdere trenta secondi a girare la manopola dopo averla caricata? Si va in ufficio aspetti dieci minuti che il server si colleghi, poi mandi una e-mail alla tua lavatrice che riceve l’ordine e parte e a quel punto ti chiedi “ma avrò messo dentro il detersivo?” Non c’è problema, un sensore ti darà la risposta: “no perchè sei pirla... Se non ci fossi io...” E il frigorifero? Per i single smemorati che stanno poco in casa, ci sarà il frigorifero che parlando ti indica

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che le uova sono scadute o che il latte sta diventando burro. Ma il problema vero è che il bastardo, il frigorifero, ti parla quando meno te lo aspetti. Tu sei lì in casa per i fatti tuoi, magari dopo aver spedito la moglie al mare e ti stai sparando un pacco famiglia di wurstel con la maionese e senti una voce dalla cucina che dice “sono scadute le uova!” Ti viene un colpo! La prima cosa che pensi è “oh mio dio e’ gia’ tornata!” Corri in cucina e trovi il frigorifero che ti guarda serio. E non c’è niente da fare! Se gli rispondi che non te ne frega delle uova e le butti domani, lui comincia a fare casino... Il bastardo è in rete con gli altri elettrodomestici che partono riempiendo la casa di rumori vari. Un problema vero ad esempio è con quel genere di pietanze che sono buone proprio perchè un po’ stagionate, ma lui no! Se ne frega. Solo roba fresca. Pensate che ha problemi con il brie! ... E’ tutto dire... L’unica salvezza che hai è solo una: se il frigorifero è ancora in garanzia, lo minacci

“Oh! Guarda che ti rimando da dove sei venuto.” Solo così, forse vi salvate. Oppure, si può fare come il mio vicino, che ha una casa intelligente... Una sera stavo guardando la televisione quando a un certo punto ho sentito un urlo straziante arrivare da casa sua, corro sul pianerottolo e lo trovo con un scatoletta bianca in mano. Il suo sguardo era felice, aveva gli occhi sbarrati in segno di lucida follia. “Cosa è successo?” Gli chiedo e lui mi risponde “L’ho ucciso!” “Chi hai ucciso?” Gli chiedo preoccupato. “Il mio frigorifero! Gli ho messo dentro una confezione di gorgonzola!”


ANGOLI DI VITA VISSUTA

di Alessandro

Neve: vapore acqueo condensato nell’atmosfera sotto forma di esilissimi aghetti di ghiaccio, che si aggregano e precipitano al suolo. Quest’anno gli aghetti si sono aggregati parecchio in dicembre, ma quanto a gennaio e febbraio, al suolo è precipitato solo Berlusconi. Alcuni giorni fa sono andato a sciare, oddio, a sciare, giusto il tempo di dribblare tre snowboardisti, 4 pini e due beppini per poi precipitarmi davanti al bancone del rifugio per ordinare un bombardino. Mentre mi dedicavo a questa rigorosa e maschia disciplina, due tizi, colleghi di disciplina, parlavano tra loro: “No la ven pù la nef che vegniva ‘sti ani, ah!” E l’altro: “L’è colpa dela crisi”. Ma come “dela crisi”? Pure per la neve? (E intendo quella composta da vapor acqueo condensato ecc. ecc.), così sono andato a raccogliere informazioni dai massimi esperti del campo: gli addetti agli impianti di risalita. “Mi scusi, ho sentito che c’è crisi anche nel settore neve…” , l’impiantologo mi ha risposto sconsolato: ”Non posso che confermare i suoi timori, caro signore, siamo in piena recessione, la crisi di liquidità è tale che quest’anno non abbiamo neanche potuto usare i cannoni, per fare la neve abbiamo dovuto comprare 5000 bombolette di neve spray per i presepi, e questo ha, ovviamente, avuto delle gravi conseguenze sui mercati borsistici.” La neve è bella, no? Prima di tutto una bella nevicata abbassa il volume, tutto sembra molto più silenzioso quando nevica, e poi rallenta

Bencivenga

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IL SENSO DELL’ESPERTO PER LA NEVE

i ritmi (soprattutto se non hai le gomme da neve o le catene e bordo, o se non ce l’ hanno quelli in coda prima di te in autostrada). Non temete, per sapere se nevicherà prima di mettervi in viaggio non serve attendere con ansia le Meteorine di Fede al TG4, basta affidarsi all’Esperto. Tutti noi conosciamo almeno un Esperto, l’Esperto fruisce di una tecnica lungamente sperimentata (mai su animali vivi): guarda il cielo, poi guarda voi, poi riguarda il cielo e poi riguarda voi, poi annusa l’aria, poi vi riguarda con espressione concentrata (è quando stringe occhi e bocca in un evidente sforzo anche fisico), poi annusa l’aria, vi guarda di nuovo e vi dice: “Questa è aria da neve!”. Ma che odore ha la neve? E’ acqua congelata! Comunque la neve, l’avete mai notato?, provoca nelle persone i comportamenti più strani: c’è gente che sapendo che il giorno dopo nevicherà (glielo ha detto l’Esperto dando un’annusatina) la sera prima porta la macchina sotto l’ufficio, “così la trovo già là”; c’è gente che vive con la pala sotto il letto, appena comincia a fioccare corre in strada e spala la neve al volo, non le fa neanche toccare terra; c’è gente che si è fatta la pista dal balone direttamente in strada con tanto di impianto di risalita realizzato fregando alla nonna la sedia scendi-scale elettrica della Beghelli. Conosco gente laureata in badilologia, rilasciano consulenze gratuite sui vari tipi di pala per la neve: “Questa é per neve fresca, questa è per

la paciocca, questa per neve di Arcore…”; poi ci sono i furbi, i desaparecidos della neve, i classici condomini che quando nevica si dileguano sempre, inventano scuse del tipo: “Ieri sono andato a pranzo da mia suocera”, “Ma come tua suocera, ma non è morta?” (Nella precedente nevicata era andato al funerale!) “Eh, infatti è stato un pranzo smorto, guarda, era meglio se rimanevo qui a spalar neve”. La suocera di un mio vicino di casa è morta e resuscitata, senza esagerare, già cinque o sei volte. L’altro giorno gli è arrivata la lettera dell’avvocato di Lazzaro che chiede i danni per aver violato il copyright. Anche i bambini diventano strani quando nevica, perché hanno questo istinto irrefrenabile che li porta a mangiarsela? In fondo quando, dopo la pioggia, si formano le pozzanghere, generalmente non si buttano a capofitto a bersele… Comunque, se proprio non possono farne a meno, l’importante è che almeno evitino quella giallina. L’ultima cosa aggiungo e poi vi saluto: aprite la finestra, scende dal cielo una morbida sostanza bianca e farinosa? No, non preoccupatevi, non è neve, è solo il vento che porta giù dalle montagne un po’ di neve spray per i presepi (oppure in qualche villa della Brianza stanno sbattendo i tappeti degli scantinati).

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44 LA RIS-POST@ di Claudia Fedrizzi

LA POST@ DEL CUORE

AMBASCE ADOLESCENZIALI Cara postina, è la prima volta nella mia vita che scrivo ad un giornale perché non ho mai trovato il coraggio di farlo. Di solito mi confido con le amiche, ma in questo momento sento davvero il bisogno del parere di una persona “grande” e non voglio parlare con i miei genitori che proprio non capiscono. Spero davvero che potrai aiutarmi! Ho 16 anni, sono abbastanza “formosetta” (mt. 1.60 per kg 70), castana, occhi chiari e piuttosto timida. Non vado pazza per la scuola, ma adoro la lettura! Davvero, credimi, non mi perdo una sola uscita della collezione Harmony e la Pilcher per me è un mito. Credevo che queste letture mi potessero aiutare anche nella vita quotidiana, ma in questo periodo comincio a non capirci più nulla. Allora, ti spiego. A scuola c’è uno che mi piace proprio da matti e non piace soltanto a me perché è proprio una gran pezzo di… insomma, mi hai capita. Ogni volta che me lo ritrovo davanti mi viene un senso di vertigini, mi pare di non essere nel posto dove sono, mi si secca la lingua e non riesco a smettere di fissarlo. La scorsa settimana c’è stata una festa a casa di una nostra compagna e quando sono entrata in casa ho creduto di svenire: ad aprirmi la porta è stato proprio LUI! Mi ha anche stretto la mano e mi ha sorriso, una cosa da morire e, secondo me,

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voleva dire qualcosa. Durante la serata non gli ho tolto gli occhi dosso un momento e, dopo un po’, ho visto che anche lui mi lanciava delle occhiate. Però… non mi ha mai invitata a ballare. Stava sempre con la ragazza che dava la festa, una un tantino volgare e davvero troppo vistosa (mt. 1.70 per kg. 50), bionda con gli occhi verdi, insomma, una “banale” e poco raffinata. Ballavano insieme e ridacchiavano, ma lui mi guardava spesso mentre stavo sul divano fissandolo. Pensavo che, alla fine, si sarebbe fatto avanti e mi avrebbe accompagnato a casa, invece ho dovuto chiedere un passaggio ai genitori di un’altra perché lui si è offerto di aiutare a sistemare la casa dato che, essendo maggiorenne, poteva rientrare a casa più tardi. Come vedi anche un ragazzo generoso ed altruista, disposto a sacrificare il suo tempo per aiutare la nostra amica, che era a casa da sola, a sistemare tutta la confusione che avevamo fatto in casa. Tu che ne pensi? Credi che quegli sguardi avessero il profondo significato che io ho penso che abbiano? In tutti i libri che adoro, le trame ti fanno capire che, prima o poi, i veri sentimenti vengono ricambiati e che la bellezza interiore viene sempre preferita a quella esteriore. Ti prego, rispondimi! Ansiosa94

Cara, anzi carissima Ansiosa94, non sai quanto ti capisco! Tutte queste simpatiche e piacevoli situazioni le ho già vissute in prima persona più o meno un centinaio di anni fa. Diciamo che, per mia fortuna, ho sempre preferito i thriller ai romanzi sentimentali perché ho sempre avuto il sospetto che fossero della grandissime ca...volate e questo mi portava a non leggerli e a non essere influenzata da certe fantasie. Ciò premesso, il mio consiglio spassionato è di cercare di mettere i tuoi piedini sulla terra e di spazzare via la nebbia “harmoniosa” dalla tua giovane materia grigia. Le “stangone” bionde con gli occhi verdi forse, ai tuoi occhi, risulteranno “banali”, ma, credimi, i maschietti hanno tutt’altra visione della “cosa”. Ti consiglio una capatina dal dietologo, una dal parrucchiere e una bella dose di letture più concrete e vedrai che anche a te la vita apparirà sotto un’altra luce. Intanto ti saluto con tanto, tanto, tanto affetto. La Tua Postina Scrivi anche tu a postacosiecosa@yahoo.it


EFFETTO CIPRIA di Giulia Bernardelli

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OGGI VIAGGIO IKEA Devo assolutamente prendere la libreria, ormai son arrivata al punto di dover spostare pile di libri per poter aprire il frigo. E questa volta vado diretta al reparto scaffali. Non vorrei tornare a casa con mille ganci e gancetti, lampade e tende e soprattutto 15 kg di salmone. Per tre mesi il menù è stato salmone e colazione, pranzo e cena; ormai m’ero affumicata pure io. Dopo 3 ore di coda per trovar parcheggio, passate a cantar a squarciagola con la speranza di spaventare qualche avventore, studio con perizia certosina la piantina: centrato in rosso l’obiettivo e stabilito il percorso di guerra, mi dirigo a passo marziale (non venusiano perché è troppo molleggiato), schivando matite e metri lanciati come missili da ogni dove. In zona “cucine e utensili” arranco in stile marine per evitare di farmi tentare dall’ennesimo servizio colazione (ormai son costretta a fare 4 colazioni ogni giorno per poterli usare tutti). Indosso gli occhiali ad infrarossi in prossimità del reparto lampade e finalmente a destinazione, non prima però d’essermi esibita in una specie di corsa ad ostacoli nel reparto notte. Quasi senza sforzo, mi dirigo all’auto e carico il trofeo: per lo meno, cerco di farlo, perché come giustamente non avevo controllato su internet, è troppo lunga… Poco male. Tutti i vicini vedranno che son stata all’ikea. A casa già visualizzo l’ordine di titoli

sulla mia fantastica libreria Billy, e mi lascio andare al puro divertimento: IL MONTAGGIO! Da piccola col meccano ero imbattibile! Armata di cassetta per gli attrezzi (1 cacciavite a stella, un martello e qualche chiodo arrugginito) inizio a studiare il libretto d’istruzioni. (Ma perché devono usare la scale 1:25.000.000?) Dopo un’ora di calcoli per ricavar le proporzioni, ordino i pezzi. “Prendere l’asse A e collegarlo al pezzo B con le viti C.” Sembra di vedere una puntata di “Art Attack”: prendete della carta velina, un nonno e della colla vinilica; attaccate con la colla la carta velina al nonno: f-fatto? “Unire ora A e B all’asse E, dopo aver fatto un buco col trapano nel punto G”. Eh adesso, non esageriamo, anche col trapano: non sanno proprio più cosa inventarsi per far contente noi single incallite. Ma io ho il trapano non ce l’ho! Per fortuna servivano pochi attrezzi e tutto era facile! Forse la prossima volta è meglio se vado all’Eurobriko: tra i 13 modi del far-da-sé sicuramente uno semplice lo trovo. Ma reduce di anni e anni come lupetto negli scout mi armo di una lama affilata e inizio e incidere con cura il legno. Dopo tre ore finalmente ho terminato il primo passo e se continuo così in poco meno di 8 ore l’ho montata. La prossima volta giuro che vado al mobilificio, così fan tutto loro mentre

io me ne sto in terrazza a gustarmi un Martini in compagnia di George (no, non Clooney, ma il mio parrucchiere, gay). Dopo sole 5 ore, 4 dita schiacciate, un grosso taglio e molte imprecazioni (mai dette, nemmeno con il “non t’arrabbiare”), ho terminato. Innalzo l’opera nel suo angolino… e più che una libreria sembra la riproduzione della torre di Pisa! Mi sa proprio che il far-dasé non fa per me. Smonto tutto e ricomincio un passo alla volta (d’altronde, avete mai visto qualcuno far 2 passi contemporaneamente?). Al quarto tentativo, piena di lividi, mi arrendo. Decido di chiamare il falegname, che arriva prontamente e forse pensando di essere il postino, suona 2 volte. Osserva con desolazione i resti abbandonati sul pavimento e m’apostrofa con un: “Signora, la prossima volta chieda a suo marito d’aiutarla; è proprio vero chi dice donna dice danno.” Qualche precisazione d’obbligo: 1. Non son signora, ho poco più di 20 anni: son signorina, io! 2. Un marito non ce l’ho. 3. Una prossima volta non ci sarà: vado direttamente su internet a prendermi l’uomo in kit pronto da usare… ma sì dai, anche da montare se proprio.

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46 TRICCHETRACCHE di Enzo Tricarico Tricchetracche,

la scoppiettante autobiografia di Enzo Tricarico

CARNEVALE: IL REGNO DEGLI SCHERZI Fin dal passato più remoto gli uomini hanno sempre fatto scherzi. Ma non tutti reggono il gioco. Zeno Colò, per esempio, era molto sushiettibile. (Gli piaceva il cibo giapponese.) Un vero campione, non c’è londra di gubbio, ma il pesce di montagna gli provocava strane reazioni. (A scanso di equivoci: il pesce di montagna esiste! E che scherziamo? E allora che senso avrebbe parlare di pesca di altura?) Delle due specie di pesce di montagna (sushi alpino e sushi di fondo) Zeno preferiva la prima. Ma guai se qualcuno per scherzo gli avesse nascosto i guanti prima di una dishiesa libera! Sarebbe andato su tutte le furie : “Scherza coi fanti, ma lascia stare i guanti!” E giù lacrimoni stile “libro Cuore”: “Scherza col Franti, ma lascia stare i guanti!” Tuttavia, non tutto il male vien per suocere. (Ops, freudiano!) In conseguenza di questo scherzo alpino, ebbe origine lo slalom: i furbacchioni che rubavano i guanti di Zeno, scappavano sulla neve zigzagando (di quando in quando) per sfuggire alla calata di Zeno (la famosa Colàta). Ma, del resto, nella competizione sportiva lo scherzo è sempre stato presente. Come dimenticare Re Mida? Senza allenarsi troppo, con una condotta di gara tattica, egli si limitava a salire sul gradino più basso del podio e poi, con un semplice sfregamento… medaglia d’oro anche lui!

(Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare: a Re Mida dobbiamo l’invenzione dell’orologio cellulare, il famoso Motorolex!) Questo provocava terribili risentimenti soprattutto in Sergei Bubka e nel suo cronista di fiducia Giorgio. Ma ancora più rabbia schiumò il saltatore ucraino quando i cubani gli fecero sparire l’asta. Il povero Bubka si aggirava smarrito sui campi domandando a tutti: l’hasta l’ha vista? L’hasta l’ha vista? Ma gli scherzi sono ancora più remoti: anticamente si chiamavano burle. Si trattava di scherzi molto semplici: qualcuno si appiattiva al buio lungo un muro e, quando passava il malcapitato, usciva fuori con un perentorio “BOO!” Di solito il malcapitato urlava dalla paura; e così dalla sequenza algebrica “boo + urla” ebbe origine la burla. Poi dalle burle si passò al burlesque che trova oggi il suo massimo rappresentante in Silvio Burlesquoni. Costui, insieme col filosofo Zenone, aveva già ideato il famoso scherzo del paradosso, secondo il quale Achille (detto “Piè veloce”) non sarebbe riuscito a raggiungere una tartaruga. Per Achille era un vero affronto, altro che scherzi. Anche perché si trattava di tartaruga modello base (standard gamberone) neanche un ninja. La cosa dette molto fastidio al prode Achille, figlio di Acollo che aveva i calli sulla pelle del collo. Diciamo che per lui questi calli erano un

po’ un tallone di sé medesimo. Per risolve il problema si rivolse a un famoso medico tedesco esperto in malattie della pelle: der Matologen. Per farla breve, Achille in effetti non raggiunse la tartaruga ma, insieme a Zeno Colò, raggiunse il povero Zenone e lo paradossò: questo sport è molto simile al parapendio, solo che si pratica sui cavalcavia dell’Autostrada del Sole; il decollo non è semplice, quindi alcuni praticanti preferiscono riferirsi al loro sport come al paraperdio! L’atterraggio prevede immancabilmente lo scontro con un tir di contrabbando, anche per non venir meno alla legge sull’ultimo desiderio: nu tir di sigaretta! Auguri! Enzo Tricarico

PS. Perché scrivere un’autobiografia? Quando si è sicuri che nessuno scriverà mai la tua biografia, l’unica è affidarsi al proverbiale “chi fa da se, fa per tre!” Ma allora, stante il proverbio, dovrò scrivere 3 autobiografie? Del resto io sono Tri-carico: se non ce l’ho io una personalità multipla, chi altri?


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accademia nazionale del comico

www.accademiadelcomico.it

VIVA LA CORSA! Io amo correre. Adoro la corsa e vivendo a Milano sono sempre di corsa! Correre è la cosa che mi viene più naturale al mondo. La corsa può essere utile in molte occasioni. Io ho cominciato a capire le potenzialità della corsa in prima elementare durante la ricreazione. Correvo giocando a nascondino, quando ad un tratto ebbi un illuminazione! Vidi un bambino estrarre la sua merenda dalla tasca e via, quella merendina diventava mia, la presi come fosse un testimone. E da allora ogni giorno durante la ricreazione il mio scopo era quello di cibarmi grazie alla corsa. Dopo 5 anni di elementari (e dopo qualche indigestione) mi ritrovai alle scuole medie, ormai ero cresciuto, basta con le merendine, era ora di pensare alle ragazze. Era ora di capire le ragazze, di relazionarsi con le ragazze e sopratutto di avere un contatto con loro. All’ inizio cercai di farmi notare correndo e pur ottenendo discreti risulltai nella corsa campestre, ma non ebbi riscontri.

Ma avevo capito che dovevo usare un nuovo metodo: una mano sul culo e via di corsa, tanto il fiato non mi manca, mi sono divertito così per 2 anni. Nessuna riusciva ma a prendermi, finché un giorno a prendermi fu mio padre. Anche lui cercò un contatto con me, e la cosa non fu piacevole. Voleva che cominciassi a guadagnarmi qualche soldino come si deve, per non dipendere sempre da lui. E qui ebbi un altra illuminazione, quella di fare i soldi con la corsa. Dalla prima superiore mi alleno tre volte in settimana. Comincio con la corsa di riscaldamento, vado piano, poi comincio ad incontrare persone e aumento la mia velocità per mostrare a tutti che sono in forma. Finisco il riscaldamento che sono in prossimità delle poste. Lì comincio a fare stretching: durante lo stretching vedo un via vai di pensionati che ritirano la pensione alle poste! E allora io contino lo stretching, e io mi allungo, mi allungo, mi allungo, mi allungo finchè non riesco a strappare la

borsetta a qualche vecchietta. Ed è allora che riprendo la corsa. A volte è un salto ad ostacoli se qualcuno cerca di fermarmi, o ancora un salto in alto se devo oltrepassare qualche siepe. Insomma non importa che sport sia, l’ importante è il risultato: almeno 100 euro a settimana. Questo è il mio primo lavoro: faccio sport, resto in forma e guadagno qualche soldino. Ma ora voi vi chiederete perché corro? Perché non le scippo in un’ altra maniera? Molto semplice: la corsa alle poste è un allenamento in vista della gara più importante. Quella con la polizia! W la corsa! Di Luca Anselmi

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DAL BIT AL GIGABYTE a cura della Redazione

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DAL BIT AL GIGABYTE:

LA STORIA DELL’INFORMATICA Conoscere il passato per capire meglio il presente. Un concetto applicabile a numerosi campi del sapere e che è senza dubbio fondamentale in un contesto nel quale l’evoluzione tecnologica ha compiuto nel corso di qualche decennio veri e propri passi da gigante. Il settore in questione è ovviamente quello dell’informatica, una scienza caratterizzata da un continuo ed incessante progresso, alla quale sarà dedicata nei prossimi giorni una originale iniziativa rivolta non solo agli appassionati ma anche al grande pubblico. “Dal bit al Gigabyte” è infatti il titolo della manifestazione, che andrà in scena a partire da mercoledi 17 febbraio 2011 per 21 giorni, nella splendida cornice della “Biblioteca Tartarotti di Rovereto” Obiettivo dell’iniziativa: illustrare a coloro che solo di recente hanno “scoperto” il vasto universo dell’informatica, caratterizzata più di ogni altra forse dal fenomeno dell’obsolescenza precoce dei propri strumenti operativi. Il retrocomputing si propone infatti

quale primo obiettivo la rivalutazione e il recupero funzionale dei computer appartenenti a un’epoca ormai “mitica”, allo scopo di far conoscere ai neofiti i modelli che hanno fatto la storia dell’informatica. L’intento della manifestazione è proprio quello di rivolgersi ad un’ampia fascia di pubblico, puntando in primo luogo sugli esemplari universalmente più conosciuti, come ad esempio i computer della Commodore e della Sinclair. Strumenti che hanno permesso ad intere generazioni di avvicinarsi all’informatica, nonché modelli di computer storici che in qualche modo hanno segnato una svolta, oppure modelli innovativi che hanno ottenuto un significativo successo sul mercato delle vendite tipo “COMMODORE PET”, “OSBORNE 1”, il primo portatile della storia informatica, oppure “OLIVETTI M21”. Insomma sarà davvero un’occasione da non perdere per fare un tuffo nel passato e toccare con mano questi computer. Si prospetta dunque una manifestazione

che punta a non rimanere un evento isolato ma che anzi è destinata a ripetersi periodicamente nei prossimi anni.

Chi ha qualche computer da donare o vuole informazioni sulla mostra può rivolgersi a: Damiano Cavicchio cell. 3487530974 Ugo Masè cell. 3388363295


50 COMPLETAMENTE SPETTINATO di Paolo Migone

LO SPOSO RACCONTA A pensarci bene, è vero che nasciamo liberi, nudi, e smaniosi di vivere un’esistenza il più imprevedibile possibile, ma è altrettanto vero che, nell’arco della nostra breve esistenza, più cresciamo e più corde e lacci si avvinghieranno alle nostre fragili caviglie… La vita della nostra società è già decisa a tavolino, mese dopo mese, anno dopo anno, e non sappiamo nemmeno chi è Colui che decide per noi (e se è suo il tavolino). Interi inverni come palline in un flipper… la domenica a lavare la macchina, a portare la bimba a danza e il bimbo a basket, e il giorno dopo il bimbo a nuoto e la bimba a scherma e il bimbo a judo e la bimba a yoga e il bimbo a calcio e la bimba a spinning. Il sabato, la pizzata con gli amici… tutti insieme a ricordarci che non siamo più giovani. Un quotidiano senso di disgusto per il nostro lavoro… La difficoltà di comunicazione con la nostra donna/uomo… Esempio: ti stai montando un armadio, sbagli, ti dai una terribile martellata sul dito, driin: il cellulare, è lei, ti fa:

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“Ciao come stai?”, bofonchi qualcosa, “Perché quella voce?” “ Guarda che mi sono appena dato…”. “No, smettila, io ti conosco, c’è sotto qualcosa e non sai come dirmelo…” Le manie che dopo qualche anno si impossessano di noi. “No, guarda, io se non la faccio nel mio gabinetto non mi viene…” “Al bar l’Estathè se non è in bricco non lo voglio, nel Panchito scusi che formaggio ci mettete, perché se no poi io a letto…” Ma chi se ne frega di te, del Panchito, dell’Estathè… Quindi, schemi, percorsi obbligati tutti giorni, tutti i giorni, tutti i giorni… Ecco perché diventa sacrosanto il diritto, durante il periodo della nostra vacanza, di spezzare il cerchio, organizzarci e pianificare tutto per cercare di Disorganizzarci e Non Pianificare Niente, per vivere almeno quelle due magre settimane come i cani, annusando l’aria e non ricopiando 400 numeri di telefono nell’agenda nuova, o studiando 800 funzioni del nostro telefonino. Ecco perché quando arrivi in un villaggio

vacanze, quattro piscine, tennis, sub, shiatzu, macarena e tiro con l’arco, uno dei 400 animatori ti costringe a giocare a nascondino ai bordi della piscina e un altro a tirare con l’arco alle due del pomeriggio senza un briciolo d’ombra, tu decidi di voltarti repentino e di scoccare la freccia e colpire (non a morte, perché lo deve raccontare cosa gli è capitato) un altro animatore che sta costringendo una ventina di deportati vacanzieri a fare un’escursione in una tundra desolata riarsa dal sole… NESSUNO CI PUO’ DIRE NIENTE! Stiamo solo urlando al mondo che non ci hanno ancora preso, e ci sentiamo ancora vivi e liberi di decidere per il nostro futuro.


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52 JOKE ‘N’ ROLL di Antonello Bencivenga

I KISS PERUGINA Nel 1973 a New York si formano i Kiss, da non confondersi con i Baci Perugina. Già perché nonostante lo sdolcinato nome sono stati una delle più cazzute rock band della storia, almeno fino ad oggi ed a guardare quello che c’è in giro al giorno d’oggi… provate ad immaginare, insomma. Definire il loro genere musicale è un’impresa “impressionante”! Glam? Pop rock? No. Heavy metal? No no. Hair metal? Neanche per sogno! (Vorrei poi capire chi e con quale scopo ha coniato la definizione “hair metal”!). Magari qualcuno, tra i più giovani soprattutto, si staranno chiedendo chi siano questi Kiss. La dritta ve la do io, se non li avete mai ascoltati, li avrete notati in TV o su qualche bella rivista specializzata, ma in questo spazio vi regaliamo noi l’immagine-santino, da ritagliare. Non avrete potuto fare a meno, di notare questi 4 signori truccati come fosse ogni giorno carnevale! Il leader della band, al secolo Gene Simmons, sfoggia una maschera tribale da Demone ed è spesso abbigliato con innesti di Domopak, e vecchi cerchioni sotto-ascellari della bici di quando avrà avuto al massimo 5 anni. Paul Stanley, chitarrista, indossa la maschera da Starchild, ovvero “bimbo delle stelle”, ma più che stelle sembra gli sia scoppiata in faccia una caldarrosta carbonizzata! Spaceman, la maschera di Ace Frehley, il chitarrista solista, è formalmente un incontro ravvicinato del terzo tipo con uno strofinaccio imbevuto d’acqua di pavimento, appena lavato,

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ma dopo vent’anni! Gli era stato lanciato dalla governante di casa dopo un tentato approccio materno, a seguito della sbornia della sera precedente. Il pezzo forte arriva con The Catman, Peter Criss, uomo gatto d’un batterista, che per fare colpo su Catwoman, credendone la reale esistenza, si disegnava, appunto sul volto, un mix tra un gatto ed un manga giapponese. Partono forte, così forte che impiegano pochissimo tempo a trasformarsi in veri fenomeni, si, da baraccone, manco non lo fossero già stati. Chiaro, musicalmente leggendari, bisogna ammetterlo, ma c’era bisogno di utilizzare tutte le scorte cosmetiche dei Laboratoire Garnier, per farsi notare? La domanda sembra essere lecita. Il dato di fatto è che in ormai 40 anni di carriera di dischi ne hanno venduti appena appena… 120 milioni! Successivamente tentarono il passaggio da band tosta e “avanti” nel genere, a banda da intrattenimento per famiglie. E’ un salto, sì, ma nel baratro. I bambini soprattutto degli anni ’90 li hanno amati per il loro essere così bizzarri nell’aspetto. E loro hanno ripagato tanto affetto. Sapete come? Se state pensando a chissà

quale formidabile canzone, macchè, hanno introdotto due nuovi membri della band e… due belle nuove mascherine! The Fox, ovvero “la Volpe”, e The Ankh Warrior, un guerriero egiziano, anzi IL guerriero egiziano, precisa una curiosa voce fuori campo. Se non altro il guerriero sembra avere al centro della faccia un fiocco da nascituro, il che ci potrebbe anche stare (forse...), ma la volpe, oddio, sembra gli abbiano trapiantato sul volto due ferri n°9 a testa in giù, si si proprio le mazze da golf. Bravo sei sveglio! Vi lascio comunque un paio di dritte su ‘sti ragazzi, vanno ascoltati e, visto che esiste Youtube, possono essere anche guardati. Riguardo all’ascolto i consiglii sono due, “Deuce”, “Black Diamond” e “Rock and Roll All Nite”, immancabile in ogni esibizione dal vivo. Il video da non perdere invece è “Lick it up”. Concludendo, se volete farvi quattro sane risate cercate i video dei concerti, non mancherà il sangue, i laser, le linguacce e tutto ciò che reso i Kiss una delle band più teatrali del globo… extraoculare, s’intende.


Tutto ciò che non è (necessariamente) comicità, ma che ha un posto importante nelle nostre vite! Ecco a voi la sezione di “Così e Cosà” dedicata agli eventi, alle associazioni, alle interviste e a tutte le varie ed eventuali!

VISTI DA COSÌ E COSÀ

MUSICA, SPETTACOLO, CULTUR

A E ATTUALITÀ Così e Cosà │ febbraio 2011


54 STAR WORDS

MUSICA

di Antonello Bencivenga

I componenti originali del gruppo s’incontrano all’Università di Architettura nella Londra degli anni ’60. Sono già una buona band, quando il cantante, Bob Klose, lascia la band. Prenderà il suo posto Syd Barret, che si rivelerà più avanti il genio creativo del gruppo. Sarà Syd a proporre il nome “PINK FLOYD”. Da lì in poi sarà un crescendo di composizioni storiche, legate alla corrente psichedelica della fine degli anni ’70. I testi di Barret e gli arrangiamenti del gruppo hanno sempre racchiuso qualcosa di molto introspettivo. Syd dà il meglio di sé nella scrittura di testi che rimarranno in eterno. I Pink Floyd entrano come un treno nel panorama europeo della psidechelia suonata. Nel 1973 ci fu il vero colpo di scena: esce “THE DARK SIDE OF THE MOON”, che venderà ben 45 milioni di copie. Numeri non da poco nei primi anni ’70. Successivamente, i Pink Floyd pubblicano “Wish you were here”. E’ un chiaro “tributo all’assenza” dell’amico Syd Barret ed il titolo del disco (“Vorrei tu fossi qui”) è un malinconico messaggio d’amore per l’amico. Nel 1982 la band ci regala una vera e propria opera d’arte: “THE WALL”. E’ un concept-album che rispecchia la società inglese del tempo. Il successo dell’album è bissato da quello del tour. Vi consiglio vivamente il dvd “The Wall - Live in Berlin”, dove la teatralità, la qualità e l’arricchimento degli ospiti oltre alle scenografie magistrali, ne fanno un ulteriore capolavoro. Nel 2005 Bob Geldof organizza il “Live 8”, un evento benefico rivolto alle nazioni parte del G8: in esso si verifica la reunion della storica formazione dei Pink Floyd: Richard Wright, Nick Mason, Roger

CINEMA

di Fabio Pittaluga

BRIAN DI NAZARETH “Life of Brian” è un film del 1979, nato dal geniale estro satirico del leggendario gruppo di comici britannici noti come i “Monty Python”. Attivi dal 1969 al 1989, durante questo ventennio hanno imposto un nuovo standard nella commedia: il loro stile surreale prendeva le mosse dal tradizionale umorismo inglese, raffinato e decisamente irriverente. In questa pellicola i Monty Python danno sfoggio di tutto il loro acume e della loro inventiva satirica: esso infatti racconta una storia ambientata nella Palestina dell’epoca di Cristo e si fonda su una verità storica accertata, il fatto che in quel periodo storico erano decine e decine gli uomini che si proclamavano il messia ed ottenevano un certo seguito. Il protagonista Graham Chapman interpreta Brian, giovane ebreo che viene suo malgrado scambiato per l’autentico messia.

Così e Cosà │ febbraio 2011

Waters e Dave Gilmur. Poco più di mezz’ora ad Hide Park a Londra mandano in delirio i circa 5 milioni di spettatori presenti sul posto e le centinaia di milioni incollati alle tv. Ah, quasi dimenticavo! Procuratevi il dvd “LIVE IN POMPEI”, è un viaggio epico!

Fa di tutto per sfuggire ai suoi discepoli, i quali lo hanno però “adottato” e iniziano un culto morboso della sua persona, che porterà Brian fino alla crocifissione. “Life of Brian” è una parodia caustica ed elegante dei vangeli, che prende di mira l’ottusità delle religioni organizzate, così come quella dei fondamentalismi politici e ideologici. Una curiosità: il film, spesso tacciato di blasfemia, ha visto ostacolata la sua uscita in Italia. Solo 12 anni dopo la sua pubblicazione, il pubblico di casa nostra ha potuto godere di questa deliziosa commedia satirica: la motivazione ufficiale che i censori portarono per giustificare questo ritardo, è stato il nudo integrale maschile che compare in un paio di scene del film.


55

LETTERATURA Suzie, tredicenne, viene assassinata da un serial killer, dopo aver subito uno stupro e essere stata fatta a pezzi. Tutto il racconto viene affidato alla sua voce che narra “dal cielo” sia l’avvenimento nefasto, sia lo sviluppo delle indagini, attraverso anche la reazione di chi rimane. Viene affrontato un tema forte, ma con la delicatezza data dalla voce della protagonista. Un thriller atipico (mancano infatti il cadavere che non verrà ritrovato, la scena del delitto e la caccia al colpevole), che si snoda attraverso la narrazione di Suzie, analizzando aspetti che solitamente vengono lasciati in secondo piano. Vengono raccontate le vite e i sentimenti di chi rimane, cercando d’andare avanti nonostante l’accaduto.Viene affrontata la vicenda di Suzie che raccontando “dall’alto” emozioni e sentimenti dei familiari, riesce a dar vita ad un racconto avvincente, nel

di Giulia Bernardelli

quale si può ritrovare altresì una sorta di missione di supporto e vicinanza ai familiari. La protagonista descrive tutti i momenti successivi alla sua scomparsa, raccontando gli anni che passano, creando nel lettore interesse per la vicenda che non fa staccare gli occhi dal libro, senza comunicare odio o rancore per l’assassino, il quale troverà giustizia non negli uomini di legge, ma nel destino. Il racconto si snoda attraverso un artificio narrativo che permette al lettore di immedesimarsi nella protagonista, di starle accanto durante questo transito ultra-terreno, che serve alle anime per “chiudere i conti” con quanto lasciato nella vita terrena. Un romanzo commovente che però non indulge nei classici sentimentalismi, narrando con la freschezza tipica di quell’età la vita e i sentimenti. AMABILI RESTI di Alice Sebold (editori e/o, € 18,00)


57 di Michele Messina

POE E DUPIN SULLA SCIA DI UN

FEROCE ASSASSINO È arrivato in edicola, nel consueto appuntamento annuale, il numero 13 di “Storie di Altrove”, 164 pagine, euro 4,80. Il volume, dal titolo “La casa che urlava nel buio” (storia di Carlo Recagno e Alfredo Castelli, disegni Sergio Giardo) vede come protagonista il “maestro del terrore”, Edgar Allan Poe. Il grande scrittore è diventato collaboratore dell’organizzazione di Altrove, creata dal presidente Thomas Jefferson, coadiuvato dallo scienziato Benjamin Franklin, negli Stati Uniti nel 1776. Compito dell’organizzazione è salvare l’umanità dai pericoli soprannaturali dai quali è costantemente minacciata. Il giovane Edgar è scampato alle minacce di alcuni suoi commilitoni, commissionate dal generale Tyler, dopo che aveva

scoperto casualmente un traffico clandestino di oggetti insoliti provenienti dalla base segreta. Nel 1838, alcuni anni dopo, la vicenda si sposta a Philadelphia, nella quale “l’agente Raven” incontra Monsieur Hércule Dupin, un giovane poliziotto francese, che preferisce vivere nell’oscurità e in luoghi poco rumorosi, capace di risolvere i misteriosi omicidi di Lijkenhaus Straat. Accade che una donna viene trovata infilata in un caminetto e un’altra crudelmente fatta a pezzi da un essere dotato da forza mostruosa. Dupin è afflitto da spleen (malinconia), ma è capace di risolvere ogni mistero analizzando i dettagli più insignificanti. La nuova indagine è legata al culto di Paracelso e a uno strano essere, capace di lasciare dietro di se una striscia

di sangue e morte. Le ricerche dei due porteranno alla dimora degli Usher, nella quale vive il vecchio amico di accademia di Poe, Rod, e l’affascinante Madeleine, della quale il famoso scrittore del terrore, si innamora e viene sedotto. Il finale ci fa incontrare il mostro di Frankenstein, nella parte di vittima sacrificale al fine di sconfiggere la maledizione degli Usher e permettere a Madeleine di salvarsi. Il piano non riesce e la vecchia casa crolla, mentre una gigantesca creatura si allontana nella nebbia.

Così e Cosà │ febbraio 2011


58 ALMANACCO di FEBBRAIO di Mz. Pl.

Ferzan Özpetek (3 febbraio 1959) - La politica non mi piace, mi irrita. La solidarietà fra gli esseri umani, il volontariato, credo che abbiano molto più valore.

Bob Marley (6 febbraio 1945) - Fino a quando il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi ci sarà sempre la guerra.

Vasco Rossi (7 febbraio 1952) - Il cielo lasciatelo ai passeri. Noi restiamo con i piedi per terra. Valentino Rossi (16 febbraio 1979) - Andavo bene a scuola. Facevo bene un sacco di altre cose. Ma io volevo correre. Forte, fortissimo. Con la moto. E l’ho fatto. Pensa se non ci avessi provato.

Jack Lemmon (8 febbraio 1925) - Ah no, io al buio con uno con tutte quelle mani non ci rimango!

Totò (15 febbraio 1898) - A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?

Massimo Troisi (19 febbraio 1953) - La ricchezza dei poveri è rappresentata dai loro figli, quella dei ricchi dai loro genitori.

Mago Forest (22 febbraio 1961) - Ricordate che i trucchi sono come i lassativi, a volte funzionano, a volte no.

Leonardo Pieraccioni (17 febbraio 1965) - L’amore è come uno schiaffo, quando arriva lo senti. Giovanni Storti (20 febbraio 1957) L’arte è un lavoro sporco, qualcuno deve pur farlo.

Così e Cosà │febbraio 2011

Giovanni Pico della Mirandola (24 febbraio 1463) – Come scegliere la propria saggezza, senza aver frequentato le altre?

Carlo Goldoni (25 febbraio 1707) Il mondo è un bellissimo libro, che tutti potrebbero leggere anche a piccole dosi.


W LA FUGA

a cura della Redazione

59

PASSIONE A DUE RUOTE Il gruppo “W la Fuga” nasce ufficialmente il 23 maggio 2006, in occasione del passaggio del Giro d’Italia a Trento, con arrivo sul Monte Bondone. A quell’evento erano presenti Cialdo (Alessandro Facchini, che sarebbe diventato il presidente del gruppo), Bicio (Fabrizio Schimera), Zizu (Giulio Zucal) e Samuel (Samuel Manzardo), uniti tutti dalla passione per lo sport ed in particolare per il ciclismo. Nonostante il numero esiguo, il gruppo si è sempre contraddistinto per il tifo e fu in quella circostanza che venne creato lo slogan “W la fuga”, che in seguito ha dato il nome al gruppo. Da quel momento, la presenza ai passaggi del Giro Rosa (colore preso a simbolo del gruppo) qui in regione o in zone limitrofe è stata sempre costante. Ricordiamo tra questi l’arrivo a Pampeago

(2007), le Tre Cime di Lavaredo (2008), l’Alpe di Siusi (2009), la cronoscalata Plan de Corones. Non è stato invece costante il numero dei componenti del gruppo, che è andato ad aumentare di anno in anno. Ai quattro precursori si sono aggiunti Luca Vicentini, Alessandro Pacher, Matteo Bareggia, i fratelli Ivan e Maurizio Zucal. Nel corso del 2010, si sono organizzate alcune escursioni in bicicletta e tra queste vanno citate le scalate al Maghen e allo Stelvio. L’impegno è andato crescendo nel tempo: sono state sviluppate delle magliette personalizzate, realizzate in collaborazione con il noto illustratore Fabio Vettori. Recentemente si è aggiunto anche un completo da ciclismo, ideato graficamente dai componenti del gruppo e realizzato

grazie al sostegno del campione del mondo Maurizio Fondriest, del Consorzio della Valle dei Mocheni e altri sponsor. La presentazione ufficiale del completo si è tenuta venerdì 21 gennaio presso la Pizzeria “Trittico”, in piazza del Tridente a Trento. Il gruppo è presente anche in rete con una pagina personale su Facebook alla quale hanno aderito oltre 500 membri.

KARUNA HOME SOSTIENI UN BAMBINO Il tuo sostegno assicurerà una qualità di vita migliore ad un bambino disabile. Puoi scegliere di garantire un particolare costo per il cibo (25 euro al mese) o per l’educazione (20 euro al mese) o per le cure mediche quotidiane di base (35 euro al mese). In alternativa, puoi scegliere di garantire il costo globale di tutte queste cure (80 euro al mese). I pagamenti sono consentiti attraverso i maggiori tipi di carte di credito. Ti chiediamo di impegnare te stesso nel sostenere un bambino per un minimo di 12 mesi e di avvisarci con preavviso nel caso decidessi di smettere il tuo sostegno. Ti richiediamo inoltre di non porgere il tuo sostegno verso un unico bambino in particolare. Questo perché la durata del sostegno di un bambino disabile verrà accordata in base alla gravità e alla natura del suo problema e alla situazione economica della famiglia.

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Così e Cosà │ febbraio 2011


60 L’INTERVISTA a cura della Redazione GIORGIA VECCHINI Giorgia Vecchini (Isola della Scala, 1980) è una artista italiana. È una celebre cosplayer italiana, vincitrice del World Cosplay Summit del 2005. Muove i primi passi nel mondo del cosplay nel 1997 a Lucca Comics sino ad arrivare a posare per Vogue nei panni di Wonder Woman. Aiutata dalla madre per quanto concerne gli abiti e dal padre, fabbro e falegname, per l’oggettistica, dalla tranquilla cittadina di Vigasio in cui risiede, negli anni è diventata il punto di riferimento per la comunità di cosplayer italiani e non.

Questo mese “Così e Cosà” propone ai suoi lettori l’intervista esclusiva a Giorgia Vecchini, portabandiera del cosplay italiano. Il cosplay è la pratica che consiste nell’indossare un costume che rappresenti un personaggio di fantasia e nell’interpretarne il modo di agire. Avendo questa pratica origini giapponesi, il personaggio rappresentato da un cosplayer viene spesso scelto tra quelli dei manga e degli anime giapponesi, ma non è raro che il campo di scelta si estenda ai videogiochi, ai giochi di ruolo, ai film e telefilm e ai libri di qualunque genere e persino alla pubblicità. Giorgia Vecchini è tra le stelle italiane di questa pratica e tra coloro che più hanno fatto per diffonderla anche nel nostro paese. Cara Giorgia, com’è nata questa tua passione? Possiamo dire che è nata per caso: sin da bambina sono sempre stata appassionata di cartoni animati, addirittura creavo storie ispirate a quelle che ero solita seguire. Per cui si può dire che avevo già la

mentalità giusta. La svolta è avvenuta nel 1997, quando mi sono recata al Lucca Comics [celebre rassegna annuale di fumetti, ndr] e lì ho incontrato centinaia di giocatori di ruolo che impersonavano le figure che popolano questo mondo. Così, insieme ad un’amica, ci vestimmo come le guerriere Sailor, che a quei tempi andavano per la maggiore. C’è da dire che non sapevamo nemmeno che quello che stavamo facendo avesse un nome specifico e fosse un’attività codificata. Qual è il personaggio che preferisci interpretare? Sicuramente Sailor Pluto. E’ il personaggio considerato il mio cavallo di battaglia. Quanto tempo ti ci vuole per preparare un costume? Dipende dalla complessità, ovviamente più è elaborato più tempo ci vuole. In media siamo sulle 3 settimane, ma si può arrivare anche a qualche mese. Cerco di dare il meglio, visto che la cura dei dettagli è fondamentale. Qual è stato il costume più laborioso che hai preparato? Quello della Winx Flora in una delle sue ultime versioni: ha delle ali gigantesche, piene di gioielli che le rendono iridescenti. E’ stato estremamente impegnativo, anche dal punto di vista economico! Ma quando arrivi a certi livelli, devi anche prepararti per curare tutti questi aspetti. Scelgo con attenzione i materiali, escludo totalmente il raso e mi dirigo sulla seta, in modo da impreziosire e valorizzare il prodotto. L’obiettivo più importante è quello di sfatare l’”effetto carnevale”, e avere un’aria il più professionale possibile. Qualche volta devo anche importare degli accessori, quando non li trovo in Italia, dal Giappone o dagli Stati Uniti. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Parteciperò a “Cartoomics” per la Warner Bros, in cui interpreterò la testimonial di un noto videogioco; poi mi aspettano tante kermesse in giro per l’Italia. Pochi giorni fa però sono tornata dal Giappone, dove ho potuto impersonare i miei personaggi in uno dei festival più prestigiosi al mondo. Che consigli daresti a chi vuole intraprendere l’avventura di cosplayer? Innanzitutto è importante iniziare insieme ad un amico, un po’ per condividere l’esperienza, un po’ perché così è molto più divertente! Poi è importante scegliere un personaggio relativamente semplice agli inizi, anche fisicamente compatibile con le proprie caratteristiche, sia di età che di struttura. Io, per dire, avendo trent’anni non posso più certamente fare Memole! La cosa più importante, in ogni caso, è viverla come un gioco, poi le abilità si sviluppano con il tempo!

Così e Cosà │ febbraio 2011


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HAI VOGLIA DI LEGGERE?

COSÌ E COSÀ HA SELEZIONATO PER TE I MIGLIORI TITOLI DELLA LETTERATURA UMORISTICA

La Banana Maltese di Fabio Pittaluga BRA Editor

Supposte di Presente di Claudio Fois

Ma i comici non se le scrivono da soli?

di Claudio Fois con Leo Sorge lulu.com

Salvate noi, non le balene di Michele Messina Giraldi Editore

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COSÌ E COSÀ I PUNTI VENDITA

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CALDONAZZO

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CIVEZZANO

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LE SOLUZIONI DE LA BANANA ENIGMISTICA del numero di Gennaio

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AVER DIFFICOLTÀ NELL’OPERARE Così e Cosà │ febbraio 2011


Prova 1  

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