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INDICE IN EVIDENZA

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I REPARTI SPECIALI DELL’ARMA il COMANDO CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE

MUSEO DEI BRETTII E 30ILDEGLI ENOTRI DI COSENZA

RUBRICA Scientifico - medica L’ALZHEIMER E LE DEMENZE: 32 LA STORIA DI UN CENTRO CHE NON PUò SMETTERE DI COMBATTERE storia di antonio 34l’incredibile colpito da una rara forma di alzheimer precoce il xxii corso di 36Concluso aggiornamento in nefrologia

RUBRICA TUTELA DEI MINORI NATA LA NUOVA ASSOCIAZIONE 38èONLUS “CALCIA L’AUTISMO” SEMPRE” 39-”ESSERCI Le forze dell’ordine SPORT COME STRUMENTO DI SOCIALIZZAZIONE 42LO E INCLUSIONE disabilità 46-LA non ha handicap i bambini e il 48diritto alla salute

RUBRICA SPORTELLO LEGALE truffe e raggiri 50ad anziani

RUBRICA costume e società scouting: 52lo cuore, mani, testa, piedi e una promessa le terme luigiane 56hanno abbracciato il 100° giro d’italia i giovani alla legalità 58educare nel ricordo di giovanni falcone GIUGNO 2017 - FESTA DELLA REPUBBLICA 602consegna delle onorificenze di cavaliere DEL CAPO DELLA POLIZIA PREFETTO FRANCO GABRIELLI 62VISITA E DEL COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA GEN. TULLIO DEL SETTE nuovo direttivo e LA GRANDE FAMIGLIA 64ilDELLa sezione di cosenza dell’ANC

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L’Editoriale del direttore Il FIORE ALL’OCCHIELLO DELL’ARMA: I REPARTI SPECIALI

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di Luigi Lupo

PERIODICO DELLA SEZ. DI COSENZA GEN.D. M.O.V. FILIPPO CARUSO

EDITORE - DIREZIONE - AMMINISTRAZIONE P.zza dei Valdesi n. 23 – 87100 Cosenza Tel. 0984.22651 – 360.283297 www.anc-cosenza.it saracenomaurizio@libero.it – wolf.gig@virgilio.it

n questo numero, continuando il percorso storiDirettore Responsabile co dell’Arma in provincia di Cosenza, si propone Luigi Lupo una riflessione conoscitiva sui reparti speciali e le peculiari attività svolte sul territorio. Reparti Vice Direttore “speciali” da intendere come settori di specializzaFranca Ferrami zione nel vasto quadro degli impegni da assolvere nell’ambito del territorio nazionale, e oltre. Uno dei valori principali che contraddistingue l’Italia è CONSULENTE DI REDAZIONE la ricchezza del patrimonio culturale e paesaggistico, Coriolano Martirano indicativo di qualità, evoluzione dei processi storicosociali e delle compenetrazioni culturali che dall’antiReferente Editoriale chità hanno contraddistinto la Nazione nel ruolo mediS.Ten. Maurizio Saraceno terraneo ed europeo. La complessa e varia entità e articolazione delle preRESPONSABILI DI REDAZIONE senze culturali e la “bellezza” sempre varia e attraente della conformazione del territorio, riconosciute a livello RUBRICA CULTURA E STORIA Fulvio Terzi internazionale, ne ha segnato e continua a segnarne la storia e il presente. Ancor più oggi in cui la situazione RUBRICA SICUREZZA SUL LAVORO complessiva, legata ai rapporti internazionali e alla globaLuigi Lupo lizzazione impone, anche dal punto di vista economico, la rivalutazione del patrimonio culturale come fattore di cresciRUBRICA TUTELA DEI MINORI ta e strumento fondamentale di dialogo a livello mondiale. Margherita Corriere, Gianfranco Molinaro Di conseguenza, si è voluto avviare tale percorso relativo ai “reparti speciali” partendo dal Comando dei Carabinieri prepoRUBRICA SCIENTIFICO-MEDICA Giovanni Sindona, Sisto Milito sti alla Tutela del Patrimonio Culturale, con riferimento al Nucleo presente in Cosenza, con competenza sull’intera Calabria. RUBRICA SPORTELLO LEGALE Va anche ricordato, per dovere di impegno istituzionale, il ruolo Gerardo Sica, Salvatore Lanciano partecipativo e altrettanto importante svolto dalla Guardia di Finanza nel settore dei Beni Culturali per la prevenzione e represSALUTE E SICUREZZA ALIMENTARE sione dei fenomeni di riciclaggio di denaro ed evasione fiscale, le Giovanni Sindona, Salvatore Lanciano frodi e le contraffazioni connesse al mercato dell’arte, ricorrenti in tale settore. Azioni attuate mediante costanti controlli finanziari, FotografI ufficialI Tony Mancina (Professionista) comprendenti anche la collaborazione con l’Agenzia delle Dogane Emlio Martino (Socio) relativa alla liceità o meno dei beni culturali provenienti o diretti all’estero. PROGETTO GRAFICO Dalla ricerca attuata dall’autore, l’arch. Fulvio Terzi, che ha collaboraE STAMPA (ai soli fini istituzionali) to a suo tempo in qualità di funzionario del Ministero per i Beni CultuADT Group Press Editori rali, perché si potesse concretizzare tale fondamentale presenza nel Via C. A. Dalla Chiesa, 6 - Cosenza territorio calabrese, si ha la possibilità di ottenere un quadro sintetico 0984.32264 ma significativo sulla delicate e importanti funzione del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale e, in particolare, sulle attività del Nucleo di stanza nella città capoluogo di provincia, affinché si possaregistrazione no manifestare i doverosi riferimenti sul delicato e impegnativo compito tribunale di cosenza svolto dall’Arma in un settore che, non si esagera, nel definire strategico R.G. n. 811/2012 per l’Italia. Reg. Stampa n. 6 del Occorre registrare, dopo l’impaginzione del presente numero, la scom01.06.2012 Diffusione ON LINE parsa del Generale di Divisione Roberto Conforti, avvenuta il 26 luglio www.anc-cosenza.it/rivista scorso. Al Generale, già Comandante del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, che ha lasciato un segno indelebile nella storia delle Anc cosenza attività del Comando e al quale si deve la costituzione del Nucleo di CoAnno III - N. 8 Gen./Lug. 2017 senza, l’articolo costituisce un doveroso e sentito atto di omaggio rivolto alla sua memoria e ai suoi familiari, ai quali va la sentita partecipazio- L’intero contenuto del periodico è coperto da copyright. Tutto ne della Redazione tutta, del Presidente e del Consiglio della Sezione ciò che non è diversamente specificato è proprietà di ANC sezione di Cosenza. è vietata la riproduzione, anche parANC di Cosenza a nome di tutti i Soci e volontari. ziale, di immagini, testi o contenuti senza autorizzazione. Finito di impaginare il 31 luglio 2017.

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I REPARTI SPECIALI DELL’ARMA IL COMANDO CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE LA BASI NORMATIVE DEL PATRIMONIO CULTURALE di Fulvio Terzi

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el Decreto Legislativo 42 del 2004, aggiornato all’anno 2016, contenente il riordino normativo sulla materia e sulla gestione dei Beni Culturali in Italia1, sono esposti i principi che ispirano le esigenze di tutela del consistente patrimonio archeologico, storico, artistico e paesaggistico che, unito alle altre molteplici espressioni di interesse culturale, formano il corpus dei valori identitari della Nazione. I concetti sono ben espressi nell’art. 1, che richiama i fondamenti della Costituzione: 1. In attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all’articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice. 2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.

Il logo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Nel successivo art. 2 viene definito il significato del Patrimonio culturale:

espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge. 4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettività, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela.

1. Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici. 2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etno-antropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà. 3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati all’articolo 134, costituenti

Appare evidente, pur nell’apparente sintesi normativa esposta, il valore del patrimonio culturale che investe l’intero sistema dell’evoluzione societaria, ponendosi come supporto dei valori espressi nel corso della storia nel manifestare la complessa e profonda cultura dell’Italia nella sue multiformi ed elevate espressioni di civiltà. Processo di attenzione che investe l’intero sistema delle nazioni a livello mondiale, per come evidenziato nei contenuti delle Conven-

1. Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n. 42 - Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 (G.U. n. 45 del 24 febbraio 2004, s.o. n. 28) e s.m.i., già normate dalle leggi 1 giugno 1939 n. 1089 e 29 giugno 1939 n. 1497 sui Beni Architettonici e Paesaggistici e dal precedente decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490. Disposizioni derivate ed evolutesi da regolamenti, decreti e leggi proposti dalla seconda metà del Settecento nel Regno di Napoli e poi completate in periodo post-unitario nel Regno d’Italia, da in cui sono maturate le attuali esigenze di salvaguardia.

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zioni UNESCO2, richiamate nella disciplina legislativa e introdotti negli aggiornamenti al Decreto Lgs n. 42/2004 sui Beni Culturali col D. Lgs n. 62 del 2008. In essi, oltre a stabilire regole circa gli aspetti legati al trasferimento e al commercio dei Beni Culturali, vengono ampliati ancora di più i termini della salvaguardia del patrimonio culturale come riferimenti identitari della cultura e dell’evoluzione umana3. Le funzioni di tutela, ai sensi dell’articolo 118 della Costituzione, sono attribuite al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. L’assetto attuale del MIBACT prende origine dal Ministero della Pubblica Istruzione con l’originaria Direzione delle Antichità e Belle Arti, Accademie e Biblioteche, dalle competenze del Ministero dell’Interno relativamente alla dotazione archivistica e alle altre discipline di interesse quali il patrimonio librario e la Discoteca di Stato, prima di pertinenza della Presidenza del Consiglio. Infatti con decreto legge 14 dicembre 1974, n. 657 e successiva conversione con legge 29 gennaio 1975, n. 5 viene costituito il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. A distanza di oltre 20 anni, nel 1993, il rior-

dinamento funzionale attuato con Decreto Legislativo n. 368 del 20 ottobre, istituisce il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con l’assegnazione delle promozioni in campo sportivo e delle attività cinematografiche, teatrali e dello spettacolo in senso lato. Assegnazioni che durano fino al 2006, col trasferimento delle competenze in materia dello Sport al Ministero per le Politiche Giovanili e Attività sportive (Decreto Legge del 18 maggio 2006 n. 181). In seguito, con la riorganizzazione del Ministero (D.P.R. del 26 novembre 2007, n. 233 e il D.P.R. 2 luglio 2009 n. 91), si procede alla migliore suddivisione amministrativa e promozionale dei compiti per razionalizzarne le funzioni e garantire una migliore fruizione dei Beni Culturali e del Paesaggio. Nel 2013 la dimensione della promozione turistica, prima di competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, viene assegnata al medesimo dicastero che riporta l’attuale denominazione di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Legge 24 giugno 2013, n. 71 - art. 1, commi 2 e 3), seguito dall’ulteriore decreto di riordino organizzativo del ministero D.P.C.M. 29 agosto 2014, n. 1714.

2. Accordo multilaterale UNESCO firmato a Parigi il 16.11.1972: “Convenzione Riguardante la Protezione Sul Piano Mondiale del Patrimonio Culturale e Naturale” con vigenza Internazionale il 17.12.1975 (L. n. 184 del 06.04.1977 - GU n. 129 DEL 13.05.1977); adesione del 23.06.1978 (GU n. 261 del 18.09.1978). Numerose e continue sono state e continuano a essere le iniziative in favore del Patrimonio culturale avviate dalla comunità internazionale. Si ricordano: le convenzioni dell’Aja del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, quella europea di Londra del 1969 per la protezione del patrimonio archeologico, quella di Parigi del 1970 sull’importazione ed esportazione dei Beni Culturali (ratifica dell’Italia con legge 30 ottobre 1975 n.873 - G.U. S.O. n. 49 del 24 febbraio 1976), seguite dalla convenzione organizzata dall’Unesco nel 1972 sulla gestione e il sostegno al Patrimonio Culturale, tenutasi come già ricordato a Parigi, la Carta europea del patrimonio architettonico di Amsterdam nel 1975, la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, UNCLOS, firmata a Montego Bay in Giamaica nel 1982, sui ritrovamenti in mare e, ancora, l’altra basata sul patrimonio architettonico d’Europa ospitata a Granada nel 1985. Altre più recenti quali la regolamentazione sull’esportazione illecita voluta dall’ Unidroit (Istituto internazionale per l’unificazione del diritto privato) nel 1995, a cui hanno fatto seguito la convenzione sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo, adottata sempre a Parigi nel 2001 e ripresa nella Dichiarazione di Siracusa 2001, relativamente al patrimonio e ai ritrovamenti nel Mediterraneo, tenendo presente anche la convenzione europea sulla salvaguardia del Paesaggio del 2000 (Strasburgo-Firenze), in rapporto allo sviluppo sostenibile. Si rimanda ai siti specializzati in materia da cui si possono attingere i contenuti: www.tine.it/NormativaBBCC/convenzione e www.sismus.org/ita/panorama-normativo/diritto internazionale/convenzioni-internazionali. 3. Decreto Legislativo 42/2004. Art. 7-bis. Espressioni di identità culturale: 1. Le espressioni di identità culturale collettiva contemplate dalle Convenzioni UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e per la protezione e la promozione delle diversità culturali, adottate a Parigi, rispettivamente, il 3 novembre 2003 ed il 20 ottobre 2005, sono assoggettabili alle disposizioni del presente codice qualora siano rappresentate da testimonianze materiali e sussistano i presupposti e le condizioni per l’applicabilità dell’articolo 10; nell’art. 52 punto 1-bis; nell’ Art. 87-bis. Convenzione UNESCO: 1. Resta ferma la disciplina dettata dalla Convenzione UNESCO sulla illecita importazione, esportazione e trasferimento dei beni culturali, adottata a Parigi il 14 novembre 1970, e dalle relative norme di ratifica ed esecuzione, con riferimento ai beni indicati nella Convenzione medesima. Art. 94. Convenzione UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale: 1. Gli oggetti archeologici e storici rinvenuti nei fondali della zona di mare estesa dodici miglia marine a partire dal limite esterno del mare territoriale sono tutelati ai sensi delle regole relative agli interventi sul patrimonio culturale subacqueo, allegate alla Convenzione UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo, adottata a Parigi il 2 novembre 2001. Art. 135. Pianificazione paesaggistica: Punto 4. Per ciascun ambito i piani paesaggistici definiscono apposite prescrizioni e previsioni ordinate in particolare:… lettera d) alla individuazione delle linee di sviluppo urbanistico ed edilizio, in funzione della loro compatibilità con i diversi valori paesaggistici riconosciuti e tutelati, con particolare attenzione alla salvaguardia dei paesaggi rurali e dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. 4. Notizie tratte dal sito del MIBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo).

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Definire una stima sulla composizione e l’entità dei Beni Culturali è arduo, in quanto il riconoscimento del valore precipuo dei Beni oggetto di catalogazione e tutela è in continua evoluzione, stante la ricchezza che continua a emergere dal punto di vista dei rinvenimenti archeologici, del ritrovamento di beni mobili e dell’altrettanto consistente patrimonio immobiliare di proprietà pubblica, ecclesiastica e privata, a cui si associa l’altrettanto ingente patrimonio archivistico e librario. Appare, pertanto, oltremodo difficile stabilire cifre concrete in proposito, la cui approssimazione numerica in decine di migliaia non corrisponde alla effettiva consistenza essendo in costante approfondimento, rinvenimento e avanzamento. Del resto, le condizioni storiche dell’Italia, ovvero della penisola, per posizione geografica e interessi di collegamento nei rapporti e negli scambi, non solo culturali ma anche commerciali e di collegamento nell’area del Mediterraneo, che continua a essere al centro degli interessi strategici anche attuali, ne hanno esaltato il ruolo e la funzione.

Ciò ha prodotto nel corso dei secoli un sistema integrato di culture, etnie, espressioni artistiche, lingue, beni materiali e immateriali che si sono sedimentati ed evoluti nel rappresentare una varietà complessa, ricca e nel contempo vasta nelle espressioni e nelle capacità. A ciò si aggiunge la particolare morfologia e orografia dei luoghi, sempre diversi e peculiari nell’identificare una altrettanto diversità di valori ambientali che ne hanno definito la spettacolare unicità espressiva, che si identifica nel cosiddetto paesaggio naturale e in quello antropizzato derivato dagli insediamenti storici. In tale contesto non poteva venir meno la funzione dell’ARMA nell’azione partecipativa di tutela, salvaguardia, protezione e recupero dell’enorme patrimonio attestante i valori culturali e paesaggistici, da considerare un bene comune di interesse collettivo e sociale in grado di testimoniare la civiltà non solo dell’Italia ma anche, per la complessità e diversità dei contenuti, il valore dell’Umanità intera.

LA NASCITA E L’evoluzione DEL COMANDO TUTELA PATRIMONIO CULTURALE Le origini del “Reparto Speciale” dei Carabinieri, preposto alla salvaguardia del patrimonio culturale, prende avvio il 3 maggio 1969, con la costituzione del Comando Carabinieri Ministero Pubblica Istruzione - Nucleo Tutela Patrimonio Artistico. Le condizioni economiche dell’Italia dopo 25 anni dalla fine della guerra con l’affermazione di una capacità produttiva e di relazioni anche a livello internazionale, favoriscono il nascere di un processo di “consumo” legato anche ai Beni Culturali con l’avvio di un commercio illegale di reperti archeologici e opere artistiche. Da ciò si rendeva necessaria un’azione di controllo e di prevenzione, oltre al recupero delle opere e dei materiali trafugati, che determinava la necessità di arginare e intervenire con una specifica struttura in grado di vigilare, reprimere le azioni criminose, e recuperare i beni per il significato e il valore intrinseco degli stessi. Pertanto, si rendeva necessaria un’attenta azione di prevenzione e di repressione del fenomeno, comportante anche la conoscenza complessiva dell’entità dei valori presenti nel territorio nazionale. Tale esigenza conduce alla formazione di un reparto specializzato composto in origine da 1 Ufficiale superiore, 2 Sottufficiali e 1 Carabiniere posti a disposizione del Ministero della P.I.

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Tale Nucleo viene potenziato dopo poco tempo con l’aggiunta di 1 Ufficiale inferiore, 8 Sottufficiali e altri 4 Carabinieri che trovavano supporto, allora come adesso, nella presenza territoriale e capillare delle Stazioni e dei Reparti Operativi. Nell’arco di 2 anni, 1971, l’originario Nucleo diviene Comando di Corpo, con ufficiale comandante col grado di Colonnello, per essere poi assegnato (1973) all’Ispettorato Scuole e Unità Speciali, costituito il 1º settembre 1971 e denominato nel settembre 1980 Comando Divisione Scuole e Unità speciali dei Carabinieri. In tale contesto il Nucleo di Tutela diventa Reparto Operativo destinato alle attività di intervento nei settori del commercio illegale di reperti archeologici, compravendita di oggetti di antiquariato, compreso le attività relative alla repressione delle falsificazioni e del commercio illegale di opere d’arte storica e contemporanea. L’assegnazione all’Ispettorato dell’Arma dura poco, in quanto a seguito della istituzione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali con Legge n. 5 del 29 gennaio 1975, G.U. n. 43 del 14 febbraio 1975, le funzioni vengono trasferite al suddetto dicastero. Implementazione di compiti e di funzioni che comportano anche la formazione di una Banca dati delle opere d’arte da ricercare, avviata nel 1980 e in grado di contenere i riferimenti


del vastissimo patrimonio culturale pubblico e privato, così da costituire una catalogazione dei Beni ai fini di ottenere le necessarie informazioni, da utilizzare non solo per la ricerca legata alle attività istituzionali ma anche per la necessaria attività di prevenzione. Compiti complessi e particolari per la valenza del ruolo e dei contenuti, che trovano esplicitazione nel Decreto ministeriale 5 marzo 1992 (Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 marzo 1992)5: IL MINISTRO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI Vista la legge 29 gennaio 1975, n. 5, concernente l’istituzione del Ministero per i beni culturali e ambientali; Vista la legge 1 giugno 1939, n. 1089, concernente le cose immobili e mobili che presentano interesse storico, artistico, archeologico o etnografico; Vista la legge 20 novembre 1971, n. 1062, concernente le norme penali sulla contraffazione od alterazione di opere d’arte; Vista la legge 1 marzo 1975, n. 44, concernente le misure intese alla protezione del patrimonio archeologico, artistico e storico nazionale; Vista la legge 8 agosto 1985, n. 431, concernente la tutela delle zone di particolare interesse ambientale; Ritenuto che per l’assolvimento dei compiti devoluti al Ministero concernenti la sicurezza del patrimonio culturale e la vigilanza sugli enti, istituti e associazioni, nonché la promozione delle iniziative necessarie per la protezione del patrimonio storico, artistico e ambientale ex art. 2 del decretolegge 14 dicembre 1974, n. 657, si rende utile l’impiego di personale specializzato; Considerati l’alta specializzazione e il notevolissimo patrimonio informatico acquisiti in ventuno anni di attività nel settore dai carabinieri per la tutela del patrimonio artistico che già operano alle dipendenze funzionali del Ministero per i beni culturali e ambientali; Considerata l’opportunità’ di definire in modo più sistematico i collegamenti funzionali tra il Comando carabinieri tutela patrimonio artistico e il Ministero per i beni culturali e ambientali attraverso una precisa individuazione dei compiti e delle attività; Decreta: Art. 1. Presso il Ministero per i beni culturali e ambientali è istituito il Comando carabinie-

ri per la tutela del patrimonio artistico (T.P.A.). Art. 2. Agli ufficiali, ai sottufficiali e ai carabinieri del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio artistico sono attribuite in delega le funzioni spettanti al Ministero per i beni culturali e ambientali per tutto cio’ che concerne: a) la sicurezza del patrimonio culturale; b) l’acquisizione di notizie atte a far promuovere le iniziative necessarie per la protezione del patrimonio storico artistico (nonché per la protezione dei beni ambientali). Art. 3. I carabinieri per la tutela del patrimonio artistico, nelle materie demandate alla potestà del Ministero per i beni culturali e ambientali svolgono altresì attività di prevenzione e repressione per quanto attiene alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico, culturale ed ambientale nonché il recupero dei beni culturali, del materiale scientifico e didattico inerente ai beni stessi e svolgono ogni altra attività che il Ministero ritenga necessaria per l’assolvimento delle funzioni attribuitegli dalla legge. Art. 4. L’attività’ di vigilanza, prevenzione e repressione, sviluppata nel rispetto delle competenze istituzionali e con le modalità previste dalle norme vigenti, è svolta per la tutela degli interessi pubblici indicati dalle summenzionate leggi e mira ad assicurare la tempestività e l’efficacia dell’intervento del Ministero per i beni culturali e ambientali. Art. 5. Il Comando carabinieri per la tutela del patrimonio artistico opera, in delega e su direttiva del Ministro per i beni culturali e ambientali cui riferisce nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge, su tutto il territorio nazionale e, nei limiti delle convenzioni e della prassi internazionale all’estero, in collaborazione con gli organismi interessati. Per gli aspetti tecnici l’attività del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio artistico sarà integrata e sorretta dai competenti organi e servizi del Ministero per i beni culturali e ambientali. Roma, 5 marzo 1992

Il Ministro: ANDREOTTI

5. Si legga a al proposito: Tamiozzo Raffaele, La legislazione dei Beni Culturali e Paesaggistici - Guida Ragionata, Quarta Edizione, Giuffrè Editore, Milano, 2009, p.503 e sgg.

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Nel Decreto viene ufficializzata la stretta dipendenza dell’originario Nucleo Tutela Patrimonio Artistico con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, che diventa Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico e per il quale nel testo del Decreto si definiscono, altresì, le specifiche competenze. Funzioni e dipendenze riconfermate nel Decreto Legislativo del 20 ottobre 1998, n. 368 (Gazzetta Ufficiale n. 250 del 26 ottobre 1998), relativo al ridisegno delle attribuzioni al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, ovvero l’Istituzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59. In esso, si determina:

do Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, a sottolineare la non limitazione per i soli aspetti di pertinenza operativa, bensì un ruolo più ampio nel definire compiti e attitudini legati all’intera dimensione della “cultura”, senza confini o limitazioni fisiche e di valore. Condizione rappresentativa del significato complessivo di un’azione che, oltre alle attività di competenza, intende sostenere e promuovere tutte le espressioni della civiltà e le valenze ambientali ritenute di valore paesaggistico, ulteriormente affermati con Decreto del 28 aprile 2006 del Ministero dell’Interno7, in cui si riconferma il ruolo del Comando TPC quale riferimento nel riassetto dei comparti di specialità per le forze di Polizia8:

Decreto Legislativo del 20 ottobre 1998, n. 368 (G. U. n. 250 del 26 ottobre 1998)

Tutela del patrimonio culturale. La direttiva del 1992 attribuisce la titolarità del comparto di specialità all’Arma dei Carabinieri, che opera attraverso il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale. … Stante quanto precede, in base all’assetto normativo vigente, l’Arma dei Carabinieri continuerà a svolgere il proprio consolidato ruolo prioritario nelle funzioni di sicurezza che attengono alla salvaguardia del patrimonio archeologico, artistico e storico nazionale, ferme restando le competenze della Guardia di finanza per quel che concerne i compiti di prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni in materia di demanio e patrimonio pubblico, compresa la gestione delle società a capitale pubblico operanti nel settore.

... Art.3 - comma 4: Al Ministro risponde il Comando carabinieri per la tutela del patrimonio artistico istituito dal decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali in data 5 marzo 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 marzo 1992. Al Ministro risponde altresì il servizio di controllo interno. Il ruolo di gestione della struttura Ministeriale, per come sopra espresso, amplia e qualifica ancora di più le attribuzione del Comando che con Decreto del Presidente della Repubblica del 6 luglio 2001, n. 307, in vigore dal 12-820016, assume la denominazione di Coman-

6. Decreto del Presidente della Repubblica del 6 luglio 2001, n. 307. Regolamento recante organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministero per i beni e le attività culturali. (G.U. Serie Generale n.174 del 28-7-2001) note: Entrata in vigore del decreto: 12-8-2001. . Art. 8 - Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale 1. Il Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale risponde funzionalmente al Ministro. 2. Con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, ne e’ definito l’organico. Alle esigenze del Comando si provvede mediante il centro di responsabilità Gabinetto. 7. Decreto 28 aprile 2006, Ministero dell’Interno. Riassetto dei comparti di specialità delle Forze di polizia. Registrato alla Corte dei conti il 13 giugno 2006, Ministeri istituzionali, Interno, registro n. 8, foglio n. 127, Allegato. 8. Riferimenti storici sull’evoluzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sui contenuti operativi e sui risultati delle attività sono rinvenibili negli interessanti testi di cui si riportano gli autori, oltre quello già citato di Raffaele Tamiozzo: - Cabasino Emilio, Mestieri del patrimonio: professioni e mercato del lavoro nei beni culturali in Italia, Franco Angeli, Milano, 2005, p. 307 e sgg; - Stefano Izzi, Intelligence e Gestione delle Informazioni - Attività preventiva contro i traffici illeciti con il contributo di Antonello Colosimo, Franco Angeli, Milano, 2011, p.114; - AA.VV., HiArt n. 3. Anno 2 luglio - dicembre 2009. Rivista semestrale d’informazione dell’Alta formazione Artistica e Musicale, p.94, in cui si riferisce dell’iniziativa promossa dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali e dall’Arma dei Carabinieri, per le celebrazioni relative al 40° anniversario dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, con l’organizzazione delle mostre tenutesi a Napoli (8 maggio - 30 settembre), Roma (10 settembre-30 gennaio) e Firenze conclusasi il 6 aprile 2010; - AA.VV., Capolavori dell’archeologia: Recuperi, Ritrovamenti, Confronti, Gangemi, Roma, 2013. Catalogo della mostra a Roma, Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo dal 21 Maggio - 5 Novembre 2013, in occasione della trentaduesima edizione della Mostra Europea del Turismo.

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IL COMANDO CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE Gli impegni del Comando in esame, considerate le funzioni strettamente connesse alle attribuzioni del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e al più vasto campo della tutela e sicurezza dei Beni Culturali, riflettono tutte le iniziative da porre in essere per la salvaguardia, il recupero, il controllo e la repressione dei reati in materia. Esse si possono sintetizzare nelle seguenti attività: - controllo delle aree archeologiche in ragione degli scavi clandestini; - furti, ricettazioni e commercio illegale di opere d’arte e di materiale di interesse culturale quali reperti antichi e materiale documentario, esercitando anche attività di controllo sulle attività commerciali attinenti alla compravendita di reperti e materiali di interesse; - falsificazione di opere e manufatti per l’immissione nel mercato clandestino; - esportazioni illecita di opere e manufatti; - danneggiamenti di immobili e ambiti riconosciuti di interesse culturale e paesaggistico. Trattandosi di struttura avente organizzazione militare con compiti di Polizia Giudiziaria, le attività comportano un sistema di attività investigativa e di monitoraggio complessivo delle aree territoriali di competenza, in grado di contrastare le violazione normative riguardanti la materia commesse da singoli o da organizzazioni criminali. Altrettanto importante la presenza operativa per la messa in sicurezza dei beni in caso di emergenze imprevedibili, nonché il controllo dei siti dichiarati di interesse nazionale e quelli considerati rappresentativi del patrimonio dell’Umanità, coadiuvati da tutti i reparti dell’Arma. A tutto ciò si aggiungono le complesse ma altrettanto importanti operazioni antiriciclaggio, che riflettono l’impiego e il reinvestimento dei ricavi illeciti derivanti dal commercio dei beni afferenti al patrimonio culturale. Compiti ardui e impegnativi tenuto conto che in Italia esistono, secondo una stima approssimativa, 6.000 siti archeologici, 4.000 musei, 95.000 impianti monumentali religiosi e civili di particolare interesse, 20.000 strutture militari di interesse storico e un numero enorme di oggetti e opere di valore artistico. Le attività del Comando hanno consentito di recuperare oltre 400.000 beni di interesse culturali e circa 900.000 reperti archeologici, La Banca Dati, di competenza della Sezione Elaborazione Dati dell’Ufficio Comando TPC, avviata nel 1980 e dopo un’evoluzione quasi quarantennale, costituisce un sistema in continuo accrescimento in grado di ricercare beni

catalogati pubblici e privati, reperti, opere, il patrimonio ecclesiastico, le aree soggette a tutela, siti di interesse ed eventi connessi, dati e informazioni illustrative e fotografiche, luoghi con localizzazioni geografiche, compreso gli eventi concorrenti e relativi ad azioni criminose e potenzialità di rischio. Si tratta di un complesso sistema di elaborazione analitica dei fenomeni criminali concernenti i beni culturali per le attività investigative, incluso l’applicazione digitale di uso corrente che consente in tempo reale il controllo la verifica di circostanze ed eventi rapportandosi in tempo reale alle esigenze operative. E’ considerata la Banca informativa in materia specifica più vasta e completa a livello internazionale, contenente oltre 6 milioni di schede e circa 600 mila immagini. Significativo e oltremodo interessante, in proposito, quanto riportato dall’allora Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Mariano Mossa, nella introduzione alla Mostra “La Memoria Ritrovata - Tesori recuperati dall’Arma dei Carabinieri”, tenutasi a Roma nel Palazzo del Quirinale dal 23 gennaio al 16 marzo 2014: …………….. Nel sistema si trovano catalogati i beni culturali da ricercare di provenienza italiana ed estera, nonché le informazioni relative agli eventi delittuosi collegati: vi sono contenuti oltre 5 milioni e 700 mila oggetti e più di 560.000 immagini. La “Banca Dati” costituisce un punto di riferimento per l’Arma dei Carabinieri e per le altre Forze di Polizia italiane ed estere, nonché consente di compiere un’attenta analisi del fenomeno “furti delle opere d’arte”, fornendo indicazioni idonee a indirizzare con maggiore precisione l’attività investigativa. I reati in danno dei beni culturali, indipendentemente dalla Forza di Polizia che acquisisce la denuncia, vengono segnalati al Comando CC TPC in quanto polo di gravitazione informativa e di analisi del settore. Ai privati è consigliata la compilazione della scheda “Object Id”, anche on-line sul sito www.carabinieri. it, e concepita per consentire una rapida ed esaustiva descrizione dei beni d’interesse culturale posseduti. Tale scheda è estremamente utile in caso di denuncia di furto poiché consente l’efficace informatizzazione degli elementi descrittivi e fotografici nella “Banca Dati” del Comando CC TPC. Se la descrizione del bene e la qualità delle immagini fotografiche che lo ritraggono

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saranno soddisfacenti, risulterà più efficace l’identificazione e una meno ardua azione di recupero. Per l’importanza dei dati catalogati e la funzionalità in ambito investigativo, la Commissione Europea ha finanziato il progetto “PSYCHE” (Protecting System for the Cultural Heritage), che vede coinvolti, oltre al Comando CC TPC in qualità di “Partner Leader”, anche 15 comandi di Polizia esteri. Il progetto contribuirà ad apportare un notevole incremento della “Banca Dati” delle opere d’arte rubate, consentendo di uniformare e automatizzare l’interscambio del flusso informativo, relativo alle opere d’arte trafugate, proveniente da ciascun Stato membro9. Alla complessità ed elevata qualità dei compiti va anche associata un’attività di costante impegno nella formazione, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività culturali e il Turismo, le Università, le Associazioni culturali, i centri internazionali di ricerca per la promozione e la conservazione del patrimonio culturale. Attività inserite nel quadro di accordi di cooperazione internazionale con le principali organizzazioni e istituti di ricerca e sostegno sia a livello mondiale e sia con enti governativi e istituzioni estere di polizia. Vanno ricordate, altresì, le attività di recupero dei beni illecitamente sottratti e fatti rientrare in Italia con complesse ma altrettanto determinate e brillanti operazioni, grazie anche ai costanti rapporti con le strutture di Polizia internazionale e gli accordi tra Stati che, nel corso degli anni, hanno sottoscritto convenzioni, cooperazioni, assistenza nell’ambito della Relazioni Internazionali stabilite mediante accordi bilaterali (Cina, Israele, Stati Uniti, Svizzera) contro importazione ed esportazione illegale, furti, e scavi illeciti. A cui si aggiungono le attività di Addestramento per Operatori di Polizia con numerosi stati esteri, comprendenti anche i corsi di formazione presso la Cepol (Accademia Europea di Po-

lizia) e la Coespu (Centro di Eccellenza per le Stability Police Units). Non manca il sostegno a progetti in ambito internazionale quali il Twinning Project in Romania, per la formazione di organismi di contrasto alle violazioni al patrimonio culturale, compreso la realizzazione di una banca Dati per la tutela del patrimonio artistico rumeno; il progetto “Coins”, idoneo a creare uno strumento informatico necessario al censimento e all’identificazione dei beni numismatici su Internet, completato dal progetto “Authentico” indirizzato a realizzare metodiche autenticative di reperti metallici. Attività svolte e in continuo svolgimento dal Comando Tutela Patrimonio Culturale che, a oggi, hanno consentito il conferimento di quattro medaglie d’oro alla Bandiera dell’Arma per benemerenze nel campo della Cultura e dell’Arte e una diretta al medesimo Comando Carabinieri TPC10. Occorre evidenziare anche la collaborazione esperta prestata nelle missioni internazionali di pace per la salvaguardia e il recupero dell’inestimabile patrimonio culturale nei paesi che hanno sopportato e continuano a sopportare uno stato di guerra. Paesi che, in molti casi, hanno assistito alla distruzione di beni costituenti l’eredità millenaria della cultura umana. Tale esigenza ha favorito l’intervento, nell’ambito di missioni internazionali, in molte aree a rischio col compito di proteggere, salvaguardare e recuperare resti e ambiti del patrimonio culturale. Si rammenta il supporto specialistico a operazioni di Peace-Keeping concretizzatosi con la Missione “Antica Babilonia” dal Novembre 2003 - Marzo 2004 nella provincia di Dhi Qar in IRAQ, a cui è seguita fino al 2006 la Missione Governativa a Baghdad, comportante l’assegnazione al Multinational Specialized Unit - Manoeuvre Unit con la Squadra Investigativa Speciale “Viper 5” composta da 2 Unità del Comando TPC e 2 Unità del Comando NAS11.

9. Estratto della relazione tratta dal sito della Presidenza della Repubblica: http://palazzo.quirinale.it/mostre/2014_memrit/memoriahome. 10. Carabinieri Bandiera dell’Arma, Medaglie d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte “Per l’attività di tutela del patrimonio artistico” conferite il 1 giugno 1981; il 6 giugno 1986; il 2 gennaio 1995; il 29 maggio 2015; quest’ultima con la seguente motivazione: L’Arma dei Carabinieri ha continuato a dare prova di spiccata professionalità ed encomiabile impegno nella salvaguardia del patrimonio culturale nazionale, conseguendo brillanti risultati grazie allo sforzo del comando Carabinieri tutela patrimonio culturale e al costante apporto di tutti i reparti territoriali. Le efficaci azioni di prevenzione e di contrasto hanno consentito la repressione di traffici illeciti e, in piena unità di intenti con le strutture ministeriali, il recupero, in Italia e all’estero, di numerose opere di inestimabile valore artistico e storico restituite definitivamente al patrimonio nazionale. Le incessanti attività profuse hanno contribuito a diffondere il rispetto dei valori della cultura e dell’arte, riscuotendo la riconoscente ammirazione dei cittadini e delle più alte cariche dello Stato ed esaltando l’immagine dell’Italia e dei Carabinieri anche in ambito internazionale. Territorio nazionale ed estero 2012-2014. Al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è stata assegnata direttamente la Medaglia d’oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte in data 25 marzo 2013 (dal sito www.quirinale.it). 11. Gli approfondimenti, le complesse funzioni e i dettagli operativi, che hanno consentito di stabilizzare, riorganizzare e avviare il processo di tutela del vasto e ricchissimo patrimonio culturale irakeno, sono deducibili dai siti ww.beniculturali.it/mibac, www.carabinieri.it e Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

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L’attuale Comandante del TPC, Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, in carica dal 27 luglio 2016, ha sostituito alla guida del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale il Ge-

Gen. di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

Il Generale di Brigata, Fabrizio Parrulli, Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale è subentrato al Generale di Brigata Mariano Mossa al Comando Carabinieri Tutela patrimonio Culturale dall’agosto 2016. Ha realizzato nel corso del suo impegno professionale con l’Arma una brillante carriera al Comando di reparti prestigiosi in Italia e all’estero. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Parma e in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste, si è specializzato in Studi Europei presso l’Istituto di Studi Europei in Roma e in Studi Internazionali Strategico - Militari all’Università di Milano, presso il Centro Alti Studi per la Difesa. Ha continuato nella sua preparazione frequentando i corsi inseriti nel Programma Internazionale di Formazione per la Gestione dei Conflitti, presso la Scuola Superiore di Studi Universitari Sant’Anna di Pisa, la Scuola NATO di Oberammergau in Germania, la Scuola Nazionale d’Amministrazione di Parigi e la sede delle Nazioni Unite a Ginevra. Ha svolto attività presso la Scuola Sottufficiali Carabinieri di Firenze e i Comandi territoriali di Civitavecchia, Frascati, Ostia, Roma e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. In qualità di Ufficiale di Stato Maggiore è stato impegnato presso l’Ufficio Personale del Comando Generale, l’Ufficio Ordinamento dello Stato Maggiore della Difesa e lo Stato Maggiore Militare dell’Unione Europea a Bruxelles, come esperto per gli aspetti di Polizia nella Divisione Operazioni. In seguito, ha svolto l’incarico di Capo Ufficio Relazioni con il Pubblico presso il Comando Generale

nerale Mariano Mossa, impegnato dall’agosto 2012 e chiamato poi a reggere dal 26 Luglio 2016 il Comando Legione Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta”. dell’Arma dei Carabinieri. Impegnato nella missione Nato in Iraq, al Comando del Reparto Addestrativo dei Carabinieri a Baghdad, dal settembre 2007 al maggio del 2008, ha retto il Comando del Reparto Addestrativo dei Carabinieri della NATO, Training Mission-Iraq, in Baghdad, ricevendo per l’elevata qualità dell’azione di addestramento alla gendarmeria irachena la più alta onorificenza conferita agli ufficiali di paesi stranieri dall’US Army (Esercito degli Stati Uniti) la “Legione di merito”“Legion of Merit”, consegnatagli dal Generale di Brigata statunitense David Phillips alla presenza del Generale di Corpo d’Armata James Dubik. Ha guidato il Comando provinciale dei Carabinieri di Salerno dall’ ottobre 2011 al settembre 2013, per svolgere successivamente, dopo l’assegnazione del grado di Generale di Brigata, le funzioni di Capo Ufficio Piani e Polizia Militare presso il Comando Generale. Gli è stato conferito nel luglio 2016 il Comando Carabinieri Tutela patrimonio Culturale. Significativi i riconoscimenti ottenuti nel corso della carriera per l’impegno professionale che riassumono il valore dell’Alto Ufficiale dell’Arma: - Medaglia d’argento ai benemeriti della cultura e dell’arte, data del conferimento: 02/01/1995; - Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana, data del conferimento: 02/06/2007, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri; - Cavaliere Ordine Militare d’Italia, data del conferimento: 11/07/2016 dal Capo dello Stato con la seguente motivazione: Ufficiale Generale dell’Arma dei Carabinieri impiegato dal 2001, in incarichi direttivi in patria e all’estero nell’ambito delle missioni per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, evidenziava elevate capacità organizzative offrendo un validissimo ed apprezzato contributo professionale. In particolare nell’ambito delle NATO Training in Iraq, quale comandante del Gendarmerie Training Department, assolveva le sue funzioni con esemplari professionalità, dedizione e capacità addestrative, sfruttando al meglio il reparto affidatogli, la cui attività risultava determinante nel processo di riorganizzazione e qualificazione della “Iraqi National Police”. Con la sua intelligente e dinamica azione di comando, improntata all’equilibrio anche in contesti particolarmente rischiosi e contraddistinti da intensa conflittualità, ha guidato i reparti al conseguimento di tutti gli obiettivi prefissati, esaltando il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate a livello internazionale.(Territorio nazionale ed estero, settembre 2001 - 31 dicembre 2015)12.

12. Dai sitì:www.quirinale.it/elementi/onorificenze.aspx e www.congedatifolgore.com/it/4-novembre-le-onorificenze-dellordine-militaredi-italia.

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ARTICOLAZIONE DEL COMANDO TPC Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ospitato presso il prestigioso palazzo in piazza S. Ignazio a Roma, opera di Filippo Raguzzini, architetto napoletano (1690-1771), è dotato di una forza di circa 300 militari che, oltre a possedere requisiti specifici a livello di preparazione e formazione di studio, viene formato mediante corsi finalizzati nei settori di competenza, d’intesa con gli organi ministeriali, per consentire l’acquisizione di idonea preparazione inerente le delicate attività da svolgere. Al vertice è preposto un Ufficiale col grado di Generale di Brigata coadiuvato dall’Ufficio Comando a cui afferiscono le sezioni Segreteria e Personale, Operazioni ed Elaborazione Dati, Squadra Servizi. Esso è preposto al controllo e al coordinamento delle attività sul territorio nazionale e nei rapporti internazionali. Dal Comando dipende anche un Reparto Operativo discendente dell’originaria organizzazione, di stanza nella caserma La Marmora in Roma, a cui spetta il coordinamento delle operazioni e indagini di rilievo sul territorio nazionale. Suddiviso in tre sezioni, Antiquariato, Archeologia, Falsificazione e Arte Contemporanea, a cui è proposto un Ufficiale col grado di Maggiore/Tenente Colonnello. A livello periferico, la presenza sul territorio è affidata ai Nuclei di Tutela del Patrimonio Culturale, afferenti al Comando Gruppo TPC con sede a Roma, posto sotto il controllo di un Ufficiale col grado di Maggiore, per complessivi n. 15. L’attuale Ufficiale Comandante è il Maggiore Valerio Marra. Tali Nuclei, aventi competenza interregionale e regionale, sono allocati in alcune prestigiose strutture di proprietà del Demanio dello Stato e in assegnazione al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo13: Ancona (Marche e Abruzzo), Bari (Puglia e Basilicata), Bologna (Emilia e Romagna), Cagliari (Sardegna), Cosenza (Calabria), Firenze (Toscana), Genova (Liguria), Monza (Lombardia), Napoli (Campania), Palermo (Sicilia con annessa la Sezione di Siracusa), Perugia (Umbria), Roma (Lazio e Molise), Torino (Piemonte e Valle d’Aosta), Udine (Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige), Venezia (Veneto).

Magg. Valerio Marra Comandante del Gruppo Carabinieri TPC- Ro

Il Maggiore Valerio MARRA nato a Lecce e vissuto a Salve (LE), nel sud del Salento, dopo aver frequentato il Liceo Scientifico a Tricase (LE) nel 1996 si trasferisce a Siena dove si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza. Nel 1997, dopo aver superato con esito favorevole le fasi concorsuali, frequenta il 179° Corso “Osare” presso l’Accademia Militare di Modena. Nel 1999, conseguito il grado di Sottotenente dell’Arma dei Carabinieri, si sposta a Roma presso la Scuola Ufficiali Carabinieri ove permane per 3 anni, al termine dei quali si laurea in Giurisprudenza e ottiene la promozione al grado di Tenente. Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, nell’agosto del 2002 lo destina al comando della 2^ Compagnia dell’8° Battaglione Carabinieri “Lazio” di Roma, ove l’Ufficiale si trova impegnato in numerosi servizi di ordine pubblico nella Capitale e in altre città italiane. Nell’agosto del 2003 viene trasferito a Catania, quale Comandante del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania – Piazza Dante. Con la promozione al grado di Capitano, nell’ottobre del 2005, viene destinato a comandare la Compagnia di Mazara del Vallo (TP) fino al settembre del 2008. In quell’anno, infatti, il Capitano MARRA viene destinato a comandare la Compagnia di Conegliano (TV) per 5 anni fino a quando, dopo essere stato promosso al grado di Maggiore nel 2012, nel settembre del 2013 ritorna in Sicilia e precisamente a Gela (CL) per comandare il locale Reparto Territoriale. La sua esperienza in terra siciliana termina nel settembre del 2016, allorquando il Maggiore MARRA assume il comando del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Roma.

13. Notizie dettagliate e complete si trovano sui siti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – MIBAC ( http://www. beniculturali.it/mibac /Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale) e del Ministero della Difesa (http://www.carabinieri.it/ TPC) da cui sono state attinte le notizie.

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Tali “Nuclei” periferici sono stati istituiti nel corso del tempo: n. 7 - Bari, Bologna, Firenze, Monza, Napoli, Palermo e Venezia, stabiliti mediante Decreto Interministeriale (Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ministero della Difesa e Presidenza Regione Sicilia) del 4 novembre 1996, Istituzione dei Nuclei periferici del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (T.P.C.) (G.U. Serie Generale n.274 del 22-11-1996); n. 4 - Cosenza, Genova, Sassari e Torino con Decreto Interministeriale (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Ministero della Difesa) del 14 novembre 2000, Istituzione di Nuclei territoriali dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico (G.U. Serie Generale n.280 del 30 Novembre 2000; n. 1 - Ancona, Decreto Interministeriale (Ministero della Difesa, Ministero per i Beni e la Attività Culturali, Ministero dell’Interno) dell’8 marzo 2006, Istituzione del Nucleo Carabi-

nieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), (G.U. Serie Generale n.135 del 13-6-2006); n. 1 - Sezione di Siracusa con competenza sulle province di Siracusa, Ragusa, Catania e Messina, Decreto Interministeriale (Ministero della Difesa, Ministero per i Beni e la Attività Culturali, Ministero dell’Interno) del 19 novembre 2007, Istituzione della Sezione Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (T.P.C.) (G.U. n. 106 del 7 maggio 2008); n.1 - Cagliari, ridislocamento da Sassari dal 1° Luglio 2015 e inaugurazione il 15 Luglio 2015; n.1 - Roma, Decreto interministeriale 29 dicembre 2015, istituzione in data 21 marzo 2016. n.1 - Perugia, Decreto interministeriale 29 dicembre 2015, istituzione In data 21 marzo 2016, inaugurazione sede il 31 marzo 2016 n.1 - Udine, Decreto interministeriale del 29 dicembre 2015, istituzione del 28 aprile 2016 e inaugurazione il 6 luglio 2016.

LOCALIZZAZIONE REGIONALE DEI NUCLEI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE

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LA CALABRIA E LA PRESENZA DEL NUCLEO CARABINIERI TPC Si rammenta che la formazione istituzionale del Nucleo di Tutela Patrimonio Culturale in Calabria, con sede a Cosenza, è stata attuata con Decreto interministeriale del 14 novembre 2000. Il motivo di tale scelta è derivato dal valore e dalla qualità del Patrimonio Culturale presente nella regione che richiedeva un’attenzione e una presenza costante, vigile e altamente operativa in tale contesto territoriale. I contenuti sono riassumibili in un vasto sistema storico-evolutivo che ha caratterizzato e segnato la storia della Calabria. Esso parte dall’inizio del Paleolitico in cui già si manifestano espressioni di interesse (12-10.000 anni a.C.) fino a continuare nel Neolitico, di cui restano tracce degli insediamenti stabili uniti alla presenza di manufatti (7.000 a.C.). Attività presenti e rafforzatesi nell’Età del Rame (3.500–2.300 a.C.), continuate nell’età del Bronzo (2300–1000 a.C. circa) e nell’ Età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.), indicative di insediamenti stabili lungo i rilievi collinari e le vie di collegamento interne, legati al sistema di relazioni territoriali ed economiche che ha visto interpreti principali le popolazioni indigene tra cui i Bretti. Dal secolo VII-VIII a.C. si avvia il processo di colonizzazione greca di origine dorica della Calabria e di etnia ionica per i due centri importanti di Reggio Calabria e Messina. Da tali insediamenti posizionati lungo la costa jonica si estende poi il controllo sul territorio calabrese tirrenico. Sybaris, Clampetia, Laos e Locri sono alcuni degli insediamenti rappresentativi della cultura Magno-Greca. La presenza dei Romani a partire dal 282 a. C., in seguito sempre più decisa dalla conclusione delle guerre Puniche (202 a.C.), avvia il processo di romanizzazione con la formazione di colonie romane, nuove o in sovrapposizione ai preesistenti insediamenti greci. I complessi collegamenti interni e le vie d’acqua originarie vengono sostituite da un sistema viario sostenuto dalla via Popillia Annia (132 a.C.) di interesse militare e di collegamento degli insediamenti di nuova formazione. Dopo la caduta dell’impero romano d’Occidente nel 476 d.C. la Calabria diventa luogo di scontri e di interessi politici a seguito delle invasioni gotiche, della costante presenza dell’impero di Bisanzio con l’intervallo della dominazionme Longobarda fino al secolo IX, a cui si aggiungono le penetrazioni offensive saracene e un fenomeno di portata considerevole, dal punto di vista culturale-religioso,

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Stemma ufficiale della Regione Calabria (dal sito del Consiglio Regionale della Regione Calabria)

legato alla presenza del monachesimo di tradizione orientale dal VII° d.C. Il territorio è permeato della cultura bizantina, il cui apporto permane durante il periodo normanno (XI-XII sec.) fino all’importazione di modelli di architettura romanico-latina che segnano il passaggio verso la nuova e nascente cultura occidentale, sostenuta dai pricipali ordini religiosi (Benedettini, Certosini e Cistercensi). L’architettura manifesta un unicum sinottico, costituito da stilemi di derivazione orientale uniti all’architettura romanica fino all’avvento del linguaggio gotico definitivamente tradotto in periodo svevo (XIII sec.). Dominazioni successive quali gli Angioini, dalla seconda metà del XIII sec. e fino al XV sec. con gli Aragonesi, hanno completato il passaggio dall’architettura del gotico alla visione unica e particolare del rinascimento meridionale, che apre la strada all’età moderma con la presenza degli Spagnoli. Da tale periodo la Calabria viene coinvolta in un vasto sistema di interessi a livello europeo, legato anche alle trasformazioni dinastiche che segnano la storia civile e le trasformazioni della regione fino a tutto il Settecento. Nel campo della produzione architettonica si manifesta la costruzione e il completamento delle strutture fortificate costiere, a causa della pirateria nel Mediterraneo e della presenza dell’impero Ottomano. Interessanti esempi di impianti religiosi, strutture di natura pubblica, importanti edifici privati, questi ultimi emanazione delle signorie feudali nei centri calabresi, uniti a una vasta e preziosa produzione artistica, propongono una raffinata ricerca espressiva che racchiude la fase del rinascimento e apre la strada


alle istanze del barocco completate nel Seicento. Il panorama artistico nel Settecento subisce un processo di revisione e di adeguamento alla nuova visione illuministica che avvia il processo di schematizzazione dei modelli tardo-barocchi. La trasformazione nel campo delle espressioni artistiche si attua nel periodo dell’occupazione francese (1806/1815) e il neoclassicismo diventa il modello di riferimento con la proposizione di architetture di ispirazione classica, che svuota di contenuti la complessa e articolata ricerca attuata in precedenza. Modifiche continuate anche dopo l’Unità d’Italia, con la ricomposizione di modelli e caratteri stilistici che hanno proposto una composita e varia enunciazione espressiva nel campo delle manifestazioni culturali fino a giungere alle espressioni dell’arte e dell’architettura contemporanea. Alla luce di tale secolare intervallo temporale di presenze di popoli ed etnie diverse, di eventi storici che hanno assistito a oltre 20 dominazioni diverse, confrontatesi sul territorio calabrese con proprie manifestazioni culturali legate alle tradizione di origine, appare evidente l’enorme lascito che è ancora in fase di conoscenza e approfondimenti: reperti di interesse archeologico, manufatti e opere d’arte pittorica e scultorea, arredi, architetture religiose, militari e civili; a cui si uniscono l’altrettanto importante composizione paesaggistica dei luoghi e la caratterizzazione ambientale dei siti riconosciuti di elevato valore. Trattasi di un sistema vasto e composito bisognevole di costante attenzione e salvaguardia i cui dati statistici riferiti al territorio regionale riferiscono di oltre 134 complessi monumentali di natura militare, civile e religiosa, 34 aree archeologiche di preminente interesse, 72 aree soggette a tutela paesaggistica, 825 vincoli di interesse architettonico su impianti o parti di essi, 9 strutture museali di Arte sacra, 10 Musei archeologici, 5 Musei d’Arte moderna e contemporanea, 4 Musei specializzati, 10 Musei Storico - Artistici, 6 Musei Antropologici-etnografici14. La dotazione si completa con un totale di 461 siti archeologici (Catanzaro 12, Cosenza 309, Crotone 16, Reggio Calabria 85, Vibo Valentia 39); complessivi 116 musei (68 comunali, 19 religiosi e 29 privati), cui si aggiungono 196 biblioteche (135 varie, 61 specializzate 23 religiose e 38 universitarie)15.

A ciò si aggiungono gli ambiti, le aree, gli immobili, i reperti e le opere d’arte rientranti nei disposti di cui agli articoli del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), Parte Seconda – Beni Culturali e Parte Terza-Beni Paesaggistici. In tale contesto territoriale, come accennato, e per vocazione di fondo non poteva non allocarsi il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale con competenza sull’intera Calabria, tenuto conto del traffico di reperti archeologici dovuto all’enorme ricchezza presente nella regione, all’altrettanta necessità di prevenire il fenomeno del commercio illegale avente connotazione internazionale, oltre alla doverosa opportunità di stabilire un controllo continuo volto alla tutela dei Beni culturali. L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Generale di Divisione Roberto Conforti, Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio “Artistico” dal settembre 1991 fino al 1° settembre del 2002, il cui pensiero in proposito appare esaustivo nella sintesi dei contenuti:

Dalla Gazzetta del Sud, anno 2001. Foto Francesco Arena

“Non sono io che possa minimamente sottolineare le peculiarità culturali che hanno consigliato a suo tempo l’istituzione di un Nucleo Carabinieri per la tutela dei beni culturali in Calabria, terra d’inestimabile presenza di particolari testimonianze culturali. Da un capo all’altro della Calabria, Musei, Chiese, Edifici storici, Aree archeologiche terrestri e marine costituiscono e conservano preziose ed anche uniche espressioni culturali formando un tesoro inesauribile, da proteggere ma anche da far conoscere. Per tutti ricordo “I Bronzi di Riace”, l’area arche-

14. Riferimenti tratti dai siti: atlante.beniculturalicalabria.it e MIBAC, a cui si rimanda per i dettagli localizzativi. 15. Fonti: Elaborazione Eurispes su dati Regione Calabria - Dipartimento Beni Culturali ed Elaborazioni Settore Programmazione e Internazionalizzazione Provincia di CS su dati Istat.

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ologica della Sibaritide, dove nel tempo sono stati rinvenuti reperti di notevole valore storico. L’elenco sarebbe troppo lungo. Ecco: per esperienza diretta, e relativamente al periodo di mia presenza al Comando dei Carabinieri addetti alla tutela dei beni culturali, posso dire

Il Generale di Divisione Roberto Conforti, già Comandante del Comando Carabinieri Patrimonio Culturale

Roberto CONFORTI, nato in Serre (SA) il 21 agosto 1937, laureato in Giurisprudenza, Scienze Politiche e Conservazione Beni Culturali “honoris causa” Università di Lecce, è Presidente della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (SIPBC-ONLUS) e Consigliere della Herity International. Il Generale Conforti inizia la sua lunga carriera nell’Arma dei Carabinieri nel 1960. Dopo un periodo presso il Battaglione Carabinieri di Cagliari, nel 1963 viene trasferito al comando della Tenenza di Palmanova (UD). Nel 1965 frequenta un corso per “Osservatore da Aeroplano”: subito dopo assume il Comando della Tenenza di Ghilarza /CA), al tempo notevolmente interessata da fenomeni di banditismo, sequestri di persona, abigeato. Causa una serie di minacce, nel 1967 viene trasferito al comando della Tenenza di Meldola (FO) e poi alla Compagnia di Rimini. Nel 1969 assume il comando della Compagnia di NapoliPoggioreale e nel 1971 il comando della prima sezione dell’allora Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Napoli, periodo di aspri scontri fra pericolosi sodalizi criminosi, quali la “Nuova Camorra Organizzata”, la “Nuova Famiglia”, ed altre analoghe associazioni criminose. Nel 1977 viene trasferito al Comando della Compagnia Carabinieri di Giugliano in Campania, “vera terra del fuoco”. Nel 1980 nuovo trasferimento al comando del Reparto Operativo del Gruppo Carabinieri di Napoli, e così fino al 1983, anno in cui assume il comando del Gruppo Carabinieri della Provincia di Pescara.

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che l’aliquota destinata a suo tempo al particolare settore ha saputo costituire una ottima rete d’intesa con le varie Soprintendenze della Regione e con gli Enti locali deputati al particolare settore, pervenendo sempre a risultati di grande rilievo e richiamo nazionale”. Nel 1985 viene trasferito al comando del Reparto Operativo della Legione di Roma, particolarmente impegnato nella lotta alla criminalità eversiva, organizzata e non. Nel 1991 gli viene affidato il comando dei Carabinieri addetti alla Tutela del Patrimonio Culturale, incarico che conserva fino al 1° settembre del 2002, quando viene raggiunto dai limiti di età. Il nuovo incarico, oltre che impegnarlo in numerose inchieste sul territorio nazionale, lo costringe a fare altrettanto a livello internazionale dove è presente un ricco e variegato mercato della commercializzazione illecita delle opere d’arte. I risultati non si fanno attendere: infatti, grazie a rogatorie internazionali emesse dalla Magistratura Italiana, vengono recuperate in Paesì Esteri, quali Svizzera, Olanda, Belgio, Spagna, Ungheria, Danimarca, Francia, Inghilterra, U.S.A. Giappone, migliaia di beni culturali sottratti in Italia da Musei, Biblioteche, Chiese, Aree archeologiche, abitazioni private, appartenenti a volte anche ad altre Nazioni, a far data dai primi anni del 1910/1920 fino ai giorni nostri. Ovviamente il recupero sottende anche l’acquisizione di numerosi elementi per ulteriori indagini dirette a riportare in Italia quanto sottratto nel tempo. Altro dato molto significativo emerge dai convegni annuali e da specifici incontri con rappresentanti della cultura europea ed extra-europea, che favoriscono la globalizzazione di una migliore coscienza culturale ed un costante confronto sulle tecniche operative, sia sotto il profilo preventivo che repressivo. In tale ambito, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, fra le altre iniziative, potenzia la Banca Dati delle Opere d’Arte trafugate, che, per l’alta tecnologia di base, costituisce un punto di riferimento a livello mondiale ed accentua la sua presenza in varie Regioni d’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, attraverso la costituzione di Nuclei per la Tutela del Patrimonio Culturale, a sostegno dell’Arma Territoriale e degli Uffici Periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo, quali le Soprintendenze. Il Comando partecipa a molteplici incontri internazionali sull’attività di contrasto alla commercializzazione illecita delle opere d’arte ed alla relativa conservazione, in particolare in Francia, Inghilterra (dove è stato ascoltato, a Londra - in audizione pubblica in Parlamento - dalla Commissione “Cultura, Media e Sport), Spagna, Portogallo,Ungheria, Russia, Austria, Giordania, Giappone, nonché in New-York, California, Florida.


Nel 2002, per limiti di età, cede il comando. Dal 2003 al 2005 regge il settore “Musei, Archivi, Biblioteche ed Aree Archeologiche” della Regione Lazio. Dall’anno 2003 presiede la Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali ed è consulente internazionale per il progetto Herity (marchio di qualità per siti museali). E’ decorato: -Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte concessa dal Sig. Presidente della Repubblica; -Ufficiale dell’ordine delle Arti e delle Lettere, conferita dal Ministro della Cultura della Repubblica Francese; -Medaglia d’Oro per lungo Comando; -Medaglia d’Oro per lunga navigazione aerea; -Medaglia Mauriziana; -Ufficiale, Commendatore e Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica; -Cavaliere di Grazia Magistrale del Sovrano Ordine Militare di Malta; -Croce di Grande Ufficiale con spade dell’Ordine al Merito Melitense; -Commendatore con Placca dell’Ordine di “S. Gregorio Magno”; -Grande Ufficiale dell’Ordine Equestre di “S. Gregorio Magno”; -Accademico di San Luca; -Membro dell’Associazione dei “Cateriniani nel Mondo; -Collare della “ Beata Beatrix “. Ha ottenuto le seguenti benemerenze: -Diploma d’Onore del Presidium del Soviet Supremo della Federazione Russa; -Personalità Europea; -Cittadino Onorario dei seguenti comuni: Castelli (TE), Tossicia (TE), Nocara (CS), Calvanico (SA), Altomonte (CS), Miami (Florida) con le chiavi della città; Socio Onorario del “Centro Studi Alcide De Gasperi”.

Stemma della città tratto da G. Sambiasi: Ragguaglio di Cosenza e di trent’una sue nobili famiglie -1639

Dal punto di vista operativo la costituzione del Nucleo si è avviata stabilendo i necessari contatti con le città capoluogo della Calabria nell’anno 1998, al fine di individuare le possibili

disponibilità della sede in ragione delle esigenze funzionali, necessarie a garantire il migliore assetto operativo e la doverosa collaborazione con gli Istituti del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. In un primo momento si individuava la città di Reggio Calabria, in cui è ospitato l’importante Museo Nazionale Archeologico, quale possibile sede. In seguito, dopo la preliminare attività svolta dall’ Ufficio logistico del Comando, si constatava la difficoltà di reperire adeguati locali idonei a ospitare la sede dell’istituendo Nucleo, preposto alla tutela del Patrimonio Culturale. Nel frattempo, si apriva un’ulteriore possibilità nel capoluogo bruzio, in quanto erano in via di completamento i lavori di restauro del Palazzo dei Presidi, da destinare a sede della Galleria Nazionale. La struttura, imponente e vasta, oltre a consentire un’ampia dotazione di spazi da destinare ad attività espositive, manifestazioni culturali, uffici e servizi complementari nel settore dei Beni Artistici e Storici, garantiva la possibilità di insediare un completo apparato funzionale idoneo alle funzioni del Nucleo e dotato di flessibilità, efficienza e riservatezza, proprio di una caserma dell’Arma. Pertanto, nel periodo compreso tra gli anni 1999 e 2001 si concordavano, con i Soprintendenti e i funzionari pro-tempore della Soprintendenza per i Beni A.A.A.S della Calabria, gli interventi atti soddisfare le esigenze e gli aspetti distributivi della sede del Nucleo nel rispetto dei luoghi e dei contenuti architettonici dell’impianto, in stretta collaborazione con il Comando CC. TPC di Roma e con l’attenta, partecipe ed esperta opera del Maresciallo Maggiore Aiutante c.s. Antonio Fatelli. Svolti i necessari adempimenti amministrativi e logistici, il Nucleo CC. Tutela Patrimonio Culturale, sotto il comando del Maresciallo Capo Vincenzo Adornato, incaricato dal 1° maggio 2001 di organizzare e avviarne le attività, in un primo momento occupava temporaneamente alcuni locali, posti a piano terra del prospetto di facciata e caratterizzati da robuste volte cinquecentesche, ora destinati a ospitare gli uffici tecnico-amministrativi della Galleria Nazionale. Completati i lavori nei locali definitivamente assegnati, posti a monte del complesso del Palazzo dei Presidi e dotati di proprio cortile, il Nucleo trovava adeguata ospitalità nel settore a esso riservato per l’avvio delle attività sotto il Comando dell’ Ufficiale designato, Capitano Raffaele Giovinazzo, ora Tenente Colonnello, in data 31 luglio 2001. Con cerimonia pubblica del 22 febbraio 2003 il Nucleo TPC manifestava e confermava ufficialmente il suo impegno in funzione del patrimonio culturale calabrese.

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Il Ten. Colonnello Raffaele Giovinazzo, già Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza

Da luglio 1991 frequenta l’Università degli studi di Messina dove consegue la Laurea di secondo livello (specialistica) in Giurisprudenza, e nelgiugno 1995 ottiene l’idoneità all’esercizio della professione legale. Da marzo 2004 si iscrive all’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” e consegue la Laurea di I livello (triennale) in Scienze della Sicurezza Entra nel Luglio 1992 nell’Arma dei Carabinieri dove presta servizio con i seguenti incarichi: -22/01/1993 – 07/11/1993: Comandante di Plotone presso la Scuola Allievi CC di Benevento; -08/11/1993 – 09/09/1994: Comandante del Nucleo Operativo del Comando Provinciale CC di Cosenza; -10/09/1994 - 01/10/1995: Comandante del N.o.r.m. della Compagnia CC di Cosenza; -08/09/1996 - 15/09/1997:Comandante del N.o.r.m. della Compagnia CC di Corleone; -16/09/1997 - 30/07/2001:Ufficiale addetto alla Sezione Anticrimine di Palermo; In data 31/07/2001 è nominato Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza; Nel marzo 2004 è rappresentante del Comando CC Tutela Patrimonio Culturale nella 2^ Riunione del Comitato Tecnico Nazionale per il controllo del traffico illecito di beni culturali nei paesi del Parlamento Andino tenutasi Quito “Ecuador” e organizzata dall’UNESCO. Nel novembre 2008 è rappresentante del Comando CC Tutela Patrimonio Culturale nel 2° corso di formazione dei quadri direttivi ministeriali del nuovo governo Iracheno tenutasi a Beirut in Libano, sempre per conto dell’UNESCO. In data 11/06/2014 ha ricevuto l’incarico Speciale

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presso il Comando delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri, componente della Struttura di Supporto della Direzione Generale del “Grande Progetto Pompei”. Dal settembre 2015 è responsabile per l’attuazione e vigilanza del Piano di Gestione dei Rischi e di Prevenzione della Corruzione della Direzione Generale di progetto del “Grande Progetto Pompei”. Ha collaborato con Università e Istituzioni: UNICAL - Dipartimento di Conservazione dei Beni Culturali – nei corsi di formazione di 1° livello e di specializzazione in Archeologia e in qualità di relatore e correlatore in varie tesi di laurea in materia di legislazione dei beni culturali ed archeologia. Università di Catanzaro - facoltà di Giurisprudenza - disciplina di legislazione del lavoro in qualità di cultore della materia. Croce Rossa - Docente sulla disciplina della salvaguardia dei Beni Culturali (2004 - 2011). Nell’anno 2016 ha frequentato, in Roma presso la SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il corso su “I contratti delle Pubbliche Amministrazioni aspetti amministrativi, economici e gestionali”, superando con profitto la prova di valutazione; il corso specialistico per “Responsabili e referenti dell’Anticorruzione”; il corso su “Etica , codici di comportamento e procedimenti disciplinari nel pubblico impiego privatizzato dopo la legge anticorruzione (l. 190/2012) e la c.d. riforma Madia (l. 124/2015)”; il corso su “La politica di coesione della UE: programmazione, progettazione e gestione dei Fondi SIE e dei Fondi diretti”, superando con profitto la prova di valutazione, presso la Direzione Generale dell’Educazione e della Ricerca del MIBACT; il corso su “Legge 6 novembre 2012 n. 190, disposizioni per la prevenzione e repressione della corruzione e dell’illegalità” e all’incontro di aggiornamento sulle “Attività della Centrale di Committenza Invitalia per il MIBACT e le novità legislative introdotte dalla nuova normativa sugli appalti pubblici (D. Lgs. N. 50/2016)”. Gli sono state conferite le seguenti onorificenze: -17/03/2004: Medaglia di Bronzo ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte; -12/08/2008: Croce d’Argento 16 anni di servizio dell’Arma dei Carabinieri; -27/11/2008: Medaglia di Bronzo di Lungo Comando; -31/10/2013: Medaglia d’Argento di Lungo Comando; e “ricompense” per l’attività svolta: -04/05/1996: Encomio Semplice conferito dal Comandante della Legione Carabinieri Calabria; -15/12/2003: Encomio Semplice conferito dal Comandante del Comando CC Tutela Patrimonio Culturale; -20/07/2004: Encomio Solenne conferito dal Comando della Divisione Unità Mobili e Speciali dell’Arma dei Carabinieri; -12/02/2016: Encomio Semplice conferito da Generale di Corpo d’Armata.


cerimonia pubblica del 22 febbraio 2003, alla presenza delle AutoritĂ civili, religiose e militari, di inaugurazione della sede del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

Schieramento dei Militari, Sottoufficiali e Ufficiali preposti al Comando del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza.

Il momento dell’alzabandiera

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Il documento con le firme dei presenti nel giorno dell’inaugurazione: il personale assegnato e le Autorità civili, religiose e militari.

Prospetto principale di Palazzo Arnone (Foto Nucleo TPC - App. S. Vincenzo Miale).

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LA SEDE DEL NUCLEO TPC DI COSENZA Il Palazzo dei Prèsidi, conosciuto comunemente col nome di “Palazzo Arnone”, la cui mole caratterizza l’intero settore urbano in destra del Crati, è stato costruito nell’attuale sito essendo ormai saturo il versante del colle Pancrazio che ospita l’insediamento storico della città. E’ il più grande palazzo storico di Cosenza, che riassume nelle forme e nell’impianto il senso e la presenza dell’autorità civile e politica nella storia urbana di Cosenza. Costruito al principio del sec. XVI, per opera di Bartolo Arnone e del fratello Ascanio, rispettivamente Regio questore della Provincia e Regio tesoriere, come attesta l’epigrafe lapidea posta nello scalone interno, il governo spagnolo decise nel 1558 di acquistare il palazzo, la cui cessione fu stabilita per la somma di 8000 ducati, con contratto stipulato il 3 marzo di quell’anno. L’edificio, in origine composto dal settore del corpo di fabbrica quadrilatero con accesso dal grande androne di passaggio e retrostante cortile, iniziò a ospitare l’Amministrazione della giustizia e il Regio Fisco, cioè le attività finanziarie relative alla gestione delle tasse e delle imposte. Nel grande edificio si dibattevano le cause criminali e civili; la corte giudicante si denominava “Consiglio” poi “Regia Udienza”, retta dal Preside, da tre Consiglieri o Regi Uditori, dal Segretario e dal Procuratore fiscale. Nel corso del tempo, il palazzo è stato oggetto di consistenti ampliamenti. Alla fine del sec. XVI, si era già proceduto alla costruzione del braccio corrispondente al settore di prospetto delle attuali celle voltate, a uso di prigioni, con cortile cinto da mura e con sviluppo su due livelli di piano, fino a giungere nel XIX secolo all’attuale composizione. L’ingresso di facciata si apre con un portale in pietra (sec. XVI). Il fronte destro del prospetto principale è segnato dal bastione d’angolo (sec. XVII) ove si notano affioranti le arcate del loggiato al primo livello, sostenute dalla robusta scarpa in conci lapidei squadrati. L’androne di accesso è sovrastato da una grande volta sulla quale è presente un dipinto murale (sec. XVII) con lo stemma del Reame di Spagna, ripreso nella metà del sec. XVIII. Il corpo di fabbrica principale, che affaccia su Largo G.V. Gravina, appare segnato da tre ordini di cornici che percorrono tutta la restante facciata, segnata dal rialzo murario con il tondo dell’orologio e le due campane, sistematevi nella seconda metà dell’Ottocento. All’interno lo scalone cinquecentesco, con rampe e arcate in pietra su piedritti angolari,

Stemma sulla volta dell’androne XVII - XVIII secolo

conduce al piano nobile dove si aprono le originarie grandi sale delle udienze. Dal 1980 inizia la fase di passaggio dell’intero compendio al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, per l’istituzione di una Galleria Nazionale e il trasferimento degli uffici, con l’assenso dell’Amministrazione provinciale (1982), per la cessione del settore di proprietà relativo agli Uffici giudiziari, e del Ministero delle Finanze (1983) per le consegne del settore adibito a carcere, avvenute rispettivamente il 6.2.1984 ed il 31.5.1985. Iniziativa rivolta a costituire un polo museale per la rivitalizzazione del centro storico di Cosenza e un riferimento culturale che ha consentito di realizzare la “Galleria Nazionale”. La notevole disponibilità di spazi, gravitante su due ampi cortili interni, la diversificazione degli accessi interni, la facile raggiungibilità urbana ed extra-urbana, ne hanno determinano una localizzazione ottimale nei confronti del territorio e un’altrettanto ottimale flessibilità propositiva e organizzativa in termini di offerta culturale. Fattori che hanno favorito la scelta per la destinazione corrente, motivandone anche la sede del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Polo culturale di eccellenza per la città di Cosenza e per la regione, stante l’entità e la qualità delle opere d’arte esposte nei locali in cui si ammirano i dipinti acquisiti al patrimonio dello Stato e costituiti da opere di pittori calabresi: Pietro Negroni, Mattia Preti fino a Umberto Boccioni, oltre a ospitare artisti di formazione napoletana16. In tale complesso il Nucleo occupa il settore a monte con accesso dalla via Triglio. Distinto, ma ben relazionato con l’intera struttura, fruisce di due piani con uscita diretta sull’ampio cortile sud e gli spazi esterni della caserma posti a monte.

16. Le notizie sono state tratte dall’articolo di Fulvio Terzi, Il Palazzo dei Presidi o Palazzo Arnone, in “Anteprima della Galleria Nazionale di Cosenza”, a cura di Rossella Vodret, Silvana Editoriale, 2003, Milano, pgg. 37-44 e dal sito MIBAC - Galleria Nazionale di Cosenzaper i riferimenti espositivi degli artisti rappresentati.

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LE OPERAZIONI E LE ATTIVITÀ DEL NUCLEO TPC DI COSENZA Dalla data di insediamento del Nucleo in Calabria (2001) prima dell’apertura ufficiale nei locali definitivi destinati a caserma, numerose e consistenti sono state le operazioni condotte sotto il Comando del Capitano Raffaele Giovinazzo, in seguito divenuto Maggiore, prima di essere impegnato dal giugno 2014 presso la Soprintendenza della Campania nel “Grande Progetto Pompei”. Al Comando Nucleo in sede vacante è stato impegnato dal 16 giugno all’8 settembre 2014 il Maresciallo A.s.UPS Francesco Leone, prima dell’assegnazione all’attuale Comandante, Capitano Carmine Gesualdo. Numerose sono le operazioni condotte in oltre tre lustri di attività che nel loro complesso hanno consentito un notevole abbattimento dell’incidenza criminale, in merito ai danni subiti dal patrimonio culturale della Calabria. Le attività operative avviate fin dal 2001, hanno consentito mediante attente attività d’indagine di giungere a brillanti risultati. Nel 2002, l’operazione Arberia avviata a seguito di un consistente furto nell’abitazione dei Sanseverino di Marcellinara di Catanzaro, portò all’identificazione degli autori, gestito da un noto antiquario, col recupero delle opere pittoriche di Luca Giordano, Francesco Solimena, Francesco de Mura e Paolo Porpora.

Opera recuperata del Pittore Francesco De Mura. (Archivio fotografico Nucleo TPC di Cosenza)

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Rilevante, anche, l’operazione Decameron del 2004 che ha permesso di individuare e sequestrare oltre quattromila falsi di noti capolavori, inerenti al campo delle falsificazioni di opere d’arte. A tutela dei siti archeologici va evidenziata l’operazione Krimisa del 2004, che ha consentito di stroncare un fiorente commercio illegale dei reperti trafugati in zone ricche di testimonianze archeologiche. Iniziata nel 2004 e compiutasi nel 2005, a seguito di segnalazione di una serie di scavi clandestini, ha permesso di individuare la complessa articolazione delle attività operate lungo tutto il litorale jonico cosentino: Paludi, Caloveto, Cariati e Terravecchia, lungo il corso del fiume Trionto, per interessare l’area del crotonese fino a Strongoli, Cirò Marina, Casabona, Petilia Policastro, Scandale, Mesoraca, Cutro e Isola Capo Rizzuto Sempre al 2005 si riconduce l’operazione condotta contro un’organizzazione specializzata in furti nei luoghi di culto in Calabria, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo, col trafugamento di oggetti sacri e opere artistiche all’interno delle chiese compiute a tutto il 2006. Si ricordano, altresì, l’operazioni Piovra con lo smantellamento di un’organizzazione specializzata in furti di opere d’arte, oggetti di antiquariato, ceramiche antiche e dipinti operati nelle Marche, Basilicata e Calabria. Altrettanto significative le operazioni Gitano e Tarlo con la soppressione delle attività di bande criminali, napoletane e calabresi, dedite ai furti di beni di antiquariato nel nostro territorio. In particolare, l’operazione Tarlo ha riguardato attività criminose compiute tra il 2005-2006 e concluse nel 2007, ad opera di un’organizzazione specializzata in furti di opere d’arte e di oggetti antichi di pregio che ha fatto registrare il recupero di numerosi dipinti, mobili pregiati e pezzi di antiquariato, trafugati in numerosi furti compiuti tra il 2005 e il 2006 in provincia di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria. Tra le opere recuperate, alcuni dipinti attribuiti a Mattia Preti e altri ad autore ignoto di notevole valore artistico e storico. Al 2006 risale l’articolata indagine dell’operazione Ecclesia, che ha consentito di portare alla luce il percorso criminoso di un’associazione delinquenziale dedita ai furti di oggetti e opere d’arte sacra, perpetrati in diverse chiese calabresi. Altro importante successo è rappresentato dall’operazione Solano, che nel 2008 ha portato al sequestro di migliaia di reperti archeo-


Il Capitano Carmine Gesualdo, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza

Arruolatosi nell’Arma dei Carabinieri, vincitore del concorso per sottufficiali, frequenta il biennio della Scuola Sottufficiali dal 1987 al 1989, a Velletri e Vicenza. Dal 1990 al 1994, quale sottufficiale, è stato Comandante della Stazione Carabinieri di Ficuzza-Corleone(PA). Dal 1994 al 1997, da sottufficiale, è stato addetto al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo. Dal 1997 al 2002, col gra-

logici e paleontologici illecitamente detenuti. Nell’ambito dell’attività di contrasto volta a fronteggiare il dilagante fenomeno della commercializzazione su internet di beni di natura archeologica di illecita provenienza, in quanto oggetto di scavi clandestini effettuati in Calabria, notevoli per importanza e consistenza le operazioni Brettii, Archeoweb, Hipponion e San Sozonte, condotte tra il 2008 e il 2011.

do di Maresciallo Capo, è stato Comandante della Stazione Carabinieri di S. Martino in Argine (BO). Nel 2002 vince il concorso da Ufficiale del Ruolo Speciale dell’Arma dei Carabinieri e frequenta il 42° corso Applicativo alla Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Dal 2003 al 2007, destinato col grado di S.Tenente, è stato Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Vittoria(RG). Dal 2007 al 2014, col grado di Tenente e poi Capitano, è stato Comandante del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa. Numerose sono le specializzazioni militari nel tempo conseguite e i corsi frequentati: “Programma per la formazione e l’aggiornamento di unità antidroga delle Forze di Polizia operanti nel Mezzogiorno d’Italia”, “Lotta alla contraffazione a tutela della salute, della sicurezza, della libertà economica e d’impresa”, “Approccio ed interrelazione. Risorse umane per la diffusione della legalità”, “Analisi Criminale presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia”, “La Tutela del Patrimonio Culturale: conoscenza storica e diagnostica scientifica per il contrasto alle aggressioni criminali” presso l’Università di Roma - Tor Vergata. E’ insignito della medaglia d’oro “al merito di lungo comando”. Dal settembre 2014 è il Comandante del Nucleo Carabinieri TPC di Cosenza.

monete, vasi con figure rosse risalenti al II IV secolo avanti Cristo. Ancora, nell’ambito dell’attività di tutela del patrimonio archeologico, si annovera l’operazione Purgatorio avviata nel 2010, insolita per le azioni messe in atto quale lo scavo di un cunicolo, lungo circa quaranta metri, eseguito al di sotto delle fondamenta di uno stabile nel vibonese, posto in area a vincolo archeologico diretto. All’interno di esso venivano rinvenuti numerosi reperti archeologici ascrivibili cronologicamente al periodo compreso tra il VII e il V secolo a.C., scavati clandestinamente. Attività che ha trovato conclusione nel luglio del 2015.

Reperti recuperati nel corso dell’operazione San Sozonte. (Archivio fotografico Nucleo TPC di Cosenza)

Unitamente alle attività indicate si è constatato anche la esistenza di un commercio illegale dei beni con rete di vendita in Francia, Svizzera e Germania. Proprio nel corso di tali indagini sono state condotte attività che hanno portato al sequestro di fibule in bronzo,

Cunicolo realizzato dagli scavatori clandestini - Operazione Purgatorio (Archivio fotografico Nucleo TPC di Cosenza)

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Dettagli dei reperti ritrovati nel cunicolo degli scavi clandestini Operazione Purgatorio (Archivio fotografico Nucleo TPC di Cosenza)

Il campo dell’archeologia vede costantemente impegnato il Nucelo TPC contro il traffico di reperti, anche a livello internazionale, come nel caso dell’ indagine Tempio di Hera in cui sono stati sequestrati oltre 2000 reperti archeologici e materiale atto allo scavo, nonché un museo privato con migliaia di reperti provenienti dal traffico illecito di beni archeologici asportati a seguito di scavi clandestini dai siti archeologici del crotonese, in particolare quello di Capo Colonna. Altrettanto validi risultati sono stati raggiunti a tutela del patrimonio librario e storico che ha assistito al recupero di opere a stampa, comprese tra il XVI e il XVII sec., e un ingente patrimonio di interesse archivistico.

Materiale di interesse librario e archivistico (Archivio fotografico Nucleo TPC di Cosenza)

Si ricorda, inoltre, l’operazione Mastromarchi del 2007, relativa al rinvenimento di settemila unità archivistiche e quella di Cropani del 2010 che ha condotto al recupero dell’ archivio storico del comune. Tra questi, sono stati recuperati a Santa Agata d’Esaro (CS), nell’estate del 2012, l’ingente fondo archivistico composto da 13.000 tra documenti, opuscoli e volumi di interesse storico appartenenti al Demanio culturale dello Stato, di pertinenza di vari organi della pubblica amministrazione e di enti locali calabresi e

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nazionali. I documenti sequestrati e confiscati riguardano il periodo compreso il XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Costituiti da corrispondenza della pubblica amministrazione nel periodo tra i due conflitti mondiali, compresa anche quella proveniente dal fronte e dai campi di prigionia; oltre a missive dirette a esponenti del governo fascista (Benito Mussolini, Galeazzo Ciano), al Re d’Italia e ai componenti di Casa Savoia. Tale dotazione ha favorito la realizzazione della Mostra Itinerante: Il Filo del ricordo dalla Prima alla Seconda guerra mondiale. Voci e volti dal fronte, inaugurata nel novembre 2013.

Lettere e dispacci recuperati nell’ambito dell’operazione eseguita (Archivio fotografico Nucleo TPC di Cosenza)

Numerose anche le operazioni a tutela del patrimonio paesaggistico. Tra le più rilevanti il sequestro di un residence edificato per scopi turistici in provincia di Catanzaro, in difformità dall’originale progetto, su area vincolata ope legis dal Decreto Legislativo n. 42 del 2004. Altrettante operazioni affini su aree di interesse in provincia di Cosenza, litorale tirrenico, in provincia di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria relativi ad insediamenti turistico residenziali, occupazioni di suolo demaniale marittimo e fluviale. Opere edilizie, in tutto o in parte abusive, che manifestano ancora una volta l’uso improprio e la scarsa attenzione nel rispetto dei valori di interesse paesaggistico che, in più casi, non trovano adeguati sostegni nella predisposizione di piani urbanistici. Strumenti di gestione che dovrebbero sostenere adeguatamente il giusto uso dei suoli in relazione alle valenze territoriali delle aree sottoposte a regime tutorio da parte della legislazione in materia. Oltre a ciò va sottolineata la costante vigilanza operata sempre sui Beni storico-paesaggistici e sui centri storici di conclamato valore, anche con l’ausilio di mezzi aerei quali l’8° Nucleo Elicotteri dei carabinieri con sede in Vibo Valentia, al fine di prevenire e inibire sul nascere iniziative di potenziale danno al patrimonio paesaggistico. L’esposizioni di tali attività, che tra l’altro hanno


Area costiera del Lametino di interesse paesaggistico, durante i controlli periodici svolti dal Nucleo TPC di Cosenza, volo anno 2006, 8° Nucleo Elicotteri Vibo Valentia (foto Nucleo TPC Cosenza - V. Brig. Raffaele Costanzo)

assistito all’utilizzo anche di resti antichi afferenti a un ponte romano e a un tempio dorico di età greca, quali “accessori” complementari per attività edilizie private, comporterebbe una lunga e autonoma disamina per la consistenza e la molteplicità dei reati commessi che, comunque, sono state ben evidenziati nel corso degli anni attraverso le cronache a stampa. Alle operazioni, condotte dalla data di avvio delle attività del Nucleo TPC di Cosenza con competenze sull’intera Calabria, ha partecipato un valido e qualificato personale di cui corre l’obbligo di ricordarne la presenza: 1. Maresciallo A. s.UPS Francesco Leone; 2. Maresciallo A. s.UPS Giuseppe Cataldo; 3. Maresciallo Capo Giuseppe Basile; 4. Maresciallo Capo Roberto Calabrese; 5. Maresciallo Capo Marco Manfredi; 6. V. Brig. Raffaele Costanzo; 7. Appuntato S. Peppino Roberto Petronio; 8. Appuntato S. Vincenzo Miale; 9. Appuntato S. Carlo Ferraro; 10. Appuntato S. Gianfranco Mazzuca. E altri che, dopo aver svolto attività presso il Nucleo di Cosenza offrendo il loro esperto contributo, sono stati chiamati dall’Arma presso altri reparti: 1. Tenente Massimiliano Croce; 2. Mar. A. s.UPS Sergio Locicero; 3. Maresciallo Capo Vincenzo Adornato; 4. Mar. Capo Dante Siclari; 5. Mar. Capo Paolo Zecca; 6. Brig. Alessandro Gabellone; 7. App. S. Giovanni Labarbera; 8. App. S. Antonio Marino; 9. App. S. Antonio Mazzotta.

L’incessante attività operativa svolta dal Nucleo TPC di Cosenza ha consentito di recuperare nel corso del 2016:”migliaia di reperti archeologici e paleontologici frutto di scavi clandestini e sequestrato numerosi beni d’antiquariato, tra cui importanti dipinti commercializzati in Calabria, provenienti da furti in abitazione consumati in tutta Italia; preziose pergamene rubate presso l’Archivio di Stato di Cosenza e centinaia di opere d’arte contemporanea false. Numerosi, inoltre, sono stati i sequestri di immobili abusivamente costruiti all’interno di aree tutelate perché di interesse archeologico e paesaggistico. Il valore dei beni recuperati ammonta a circa 2 milioni di euro: “l’attività di prevenzione che, associata alla costante attività repressiva, ha consentito di contrastare efficacemente le aggressioni criminali al patrimonio culturale calabrese”17. I risultati conseguiti sono i seguenti: • nr. 2 persone arrestate in flagranza di reato; • nr. 51 deferite in stato di libertà, di cui 15 per reati contro il paesaggio; • nr. 30 beni antiquariali recuperati; • nr. 3.322 reperti archeologici e paleontologici recuperati; • nr. 260 falsi sequestrati; • nr. 17 verifiche di sicurezza a musei, biblioteche ed archivi; • nr. 29 controlli di aree archeologiche al fine di prevenire le attività di scavi clandestini; • nr. 43 controlli di aree paesaggistiche e monumentali; • nr. 34 controlli ad attività antiquariali, commerciali vari nonché fiere e mercatini.

17. Comunicato stampa del 22 maggio 2017, , relativo alle attività svolte dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza.

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Sopra reperti paleontologici ritrovati nel catanzarese e nel viterbese, commercializzati online (Archivio fotografico Nucleo TPC di Cosenza)

Gli impegni e gli obblighi del Nucleo e del personale tutto, continua ad essere una costante di riferimento per i Beni Culturali della regione e oltre, senza confini territoriali e frontiere. In risposta alla richiesta internazionale dell’UNESCO, il 16 febbraio 2016 l’Italia ha siglato un protocollo d’intesa con la predetta organizzazione per mettere a disposizione degli esperti facenti parte della Task Force CC Unite4Heritage, formata da Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale e da tecnici e funzionari del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, destinata ad intervenire in situazioni di crisi pre o post conflittuale o in caso di calamità naturali. La Task Force italiana avrà, tra l’altro, i compiti di valutare i danni e i rischi per il patrimonio culturale, elaborare piani operativi per le mi-

sure urgenti al fine di proteggere il patrimonio a rischio, fornire la propria supervisione tecnica e di formazione per aiutare le autorità nazionali nell’attuazione di misure di preparazione e, in risposta alle emergenze per la protezione e la salvaguardia del patrimonio culturale di quell’area, fornire la propria assistenza nel trasferire beni mobili a rischio in rifugi sicuri. Per tale esigenza nell’aprile del 2016 è stato avviato il corso di qualificazione su alcune tematiche relative al traffico illecito internazionale di beni culturali, messa in sicurezza siti archeologici, monumenti e ricoveri per beni culturali mobili, individuazione beni culturali illecitamente sottratti al patrimonio nazionale con inserimento nella banca dati TPC, nonché sulla normativa internazionale relativa alla protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato. Come banco di prova la Task Force italiana è intervenuta nel novembre dello scorso anno nelle località colpite dal terribile terremoto avvenuto tra agosto e ottobre 2016 nell’Italia centrale, compiendo attività di recupero di beni Culturali da chiese, musei, palazzi pubblici o abitazioni private, a rischio di ulteriori danneggiamenti dovuti all’azione degli agenti atmosferici, coordinando le attività di trasporto e messa in sicurezza di tali beni.

M.llo A. s.UPS Francesco Leone, impegnato nel recupero di un’opera artistica in una chiesa terremotata del centro Italia (Archivio fotografico Nucleo TPC di Cosenza) M.llo Capo Giuseppe Basile, impegnato nel recupero di una scultura lignea in una chiesa terremotata del centro Italia (Archivio fotografico Nucleo TPC di Cosenza)

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Il lavoro compiuto dalla Task Force, in sinergia con gli organi territoriali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e il mondo


del volontariato, ha consentito il recupero e la messa in sicurezza di moltissimi beni culturali. Al corso e alle attività operative sui luoghi terremotati ha partecipato il Nucleo TPC di Cosenza con due sottufficiali, dando prova di capacità, interventi rapidi e preparazione nella gestione delle emergenze. Ciò costituisce un primo passo importante nell’ambito della collaborazione con l’UNESCO, per operare negli attuali difficili scenari mondiali e intervenire in particolare aree di crisi, mettendo a disposizione delle popolazioni e dei governi locali la propria esperienza, le conoscenze tecniche maturate negli anni e la determinazione che contraddistingue ogni componente del Comando con la passione e l’entusiasmo immutato negli anni, per proteggere e salvaguardare, in qualunque parte del mondo e contesto il patrimonio culturale dell’Umanità. Impegni che diventano sempre di più importanti e determinanti e tali da interagire con esigenze di carattere sovranazionale, nel segnare la complessa e delicata funzione di indagine e le attività operativa da porre in essere. I recenti avvenimenti vedono nella Calabria un teatro inconsapevole, ma di portata enorme legato a eventi che segnano l’attuale storia mondiale. Secondo l’Unesco le attività dell’Isis, l’autoproclamatosi Stato Islamico, sono dirette anche alla distruzione e al danneggiamento dei siti archeologici che hanno interessato Palmira, il castello dei Cavalieri di Krak, Apamea e l’antica città di Mari in Siria. Azioni che sono state condotte anche in Iraq con i consistenti danneggiamenti alla città antiche di Hatra, Nimrud e Ninive, indirizzate anche alle principali strutture museali. A tali attività va aggiunto il traffico dei reperti venduti sui mercati occidentali e in quelli orientali18 per recuperare fonti di finanziamento. Oltremodo grave la vicenda, per come rivelato dagli organi a stampa, circa il traffico di reperti provenienti dalle attività dell’Isis che verrebbero smistati dalle organizzazioni criminali in Calabria, in cambio di armi fornite dalle mafie russe, per continuare le azioni criminose nei paesi in guerra sottoposti alle azioni dei Jihadisti19. A tal proposito è indicativo l’eco di tale condizione che ha

trovato riscontro nell’aula del Senato da parte di alcuni senatori e indirizzata ai Ministri degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e della Difesa, di cui si propone uno stralcio20: omissis ……………………. considerato che: come noto, nelle terre controllate dal Califfato islamico, Libia e vicino Oriente negli ultimi anni, oltre al massacro è avvenuto un vero e proprio saccheggio di beni archeologici, ciò che invece è meno noto è che gli islamisti li scambierebbero con armi (kalashnikov e Rpg anticarro) con la criminalità organizzata italiana. Le famiglie della ‘ndrangheta comprerebbero le armi che giungono dalla Moldavia e dall’Ucraina, grazie alla mafia russa, il trasporto avverrebbe con navi e con container gestiti dalla criminalità cinese; ……………… già nel 2014, il direttore generale Unesco, Mounir Bouchenaki, dichiarava: “Non abbiamo prove tangibili, ma sappiamo che lo Stato Islamico (Isis) vende beni archeologici per acquistare armi e finanziare azioni terroristiche”, come si legge su un lancio dell’agenzia Ansa del 31 ottobre 2014, “Isis: Unesco indaga su traffico reperti per autofinanziamento”; ……………….. Oggi, come le cronache attuali rivelano, l’intero pianeta è sottoposto a una crisi di valori e di relazioni che hanno come aspetto emergente le guerre che si combattono in teatri diversi. Il Patrimonio culturale italiano e mondiale, che rappresenta la risorsa principale dell’evoluzione identitaria dell’Umanità, diventa sempre di più attacco strumentale di interessi legati al consumo e al reperimento di risorse comuni di elevato valore, tesi a distruggere quanto è stato realizzato e costruito nel corso dei secoli, da utilizzare quale merce di scambio per attività criminali e terroristiche. Pertanto, e gli ultimi avvenimenti insegnano drammaticamente, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e il Nucleo di Cosenza per la Calabria sono chiamati a una sfida ancora maggiore, che riflette il futuro della nostra memoria e dell’evoluzione collettiva, senza confini, basando sulla fedeltà, totale dedizione e costante preparazione l’impegno proprio dell’Arma nel settore del Patrimonio Culturale.

18. Si legga sull’argomento l’articolo di Andrea Valdambrini, reporter e collaboratore de Il Fatto Quotidiano del 1 ottobre 2015, dal sito: http://www.worldpass.it/.”Isis e traffico di reperti, distruzione di opere artistiche e musei. Quanto guadagnano e cosa si distrugge?”. 19. Notizie tratta dall’articolo di Domenico Quirico: Arte antica in cambio di armi, affari d’oro in Italia per l’asse fra Isis e ’ndrangheta”, su “La Stampa”, pubblicato il 16.10.2016. 20. Senato della Repubblica, Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 716 del 08.11.2016, interrogazione dei Senatori Montevecchi, Serra, Cappelletti, Paglini, Castaldi, Girotto, Moronese, Giarrusso e Santangelo.

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Il Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza

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di Maria Cerzoso (*)

l Museo civico provengono oggetti di microceramica a figure dei Brettii e derosse, da quella che era l’area occupata dalla gli Enotri di Conecropoli della città di Thurii. senza, che dal Con il tempo si sono aggiunti i reperti riferi2009 ha sede nel bili alla metropoli dei Brettii e alla città romacomplesso monuna di Cosenza, i cui resti archeologici sono mentale di S. Agoattualmente visibili in diverse aree del Censtino, espone una tro Storico della città, con cui il Museo con le delle collezioni arsue collezioni si vuole porre in collegamento cheologiche tra le diretto, con l’obiettivo di valorizzare un intero più importanti della Calabria cronologicamencontesto territoriale. te inquadrabile dall’età preistorica fino all’età Il Museo ha un percorso espositivo suddiviso romana. in dieci sale con un allestimento molto curato Essa, formatasi nel corso degli anni, trova il e innovativo, frutto di studi recenti, nel quasuo nucleo le si è posto originario l’accento nei repersulla comuti rinvenuti nicazione e durante le la didattica: campagne una grafica di scavo efappropriata, fettuate nel l’uso di co1888 nella lori associati Sibaritide, ad immatese all’indigini-guida, viduazione che richiadell’antica mano il logo colonia mastesso del gnogreca di Museo, la Sybaris, che semplificahanno invezione delle ce portato didascalie e Sala del Museo dedicata a Torre del Mordillo alla luce siti dei pannelli come Torre didattici, le del Mordillo (Spezzano Albanese) - centro di animazioni realizzate con prodotti multimediaetà protostorica prospiciente la piana di Sibali, permettono una corretta e facile leggibilità ri, che ha restituito ricchi corredi funerari - o dei contenuti ad ogni livello di pubblico, renCozzo Michelicchio (Corigliano Cal.) - la cui dendo il tutto gradevole da vedere, immediato ceramica votiva greco-arcaica, trovata insieed efficace. me a statuine femminili in terracotta databili Il secondo piano del complesso ospita una al VII sec. a.C., testimonia l’esistenza di un sezione dedicata al Risorgimento, con cimeli edificio di età coloniale a destinazione sacra e documenti che raccontano la storia dei pa- o Caccia di Favella (Corigliano Cal.) - da cui trioti cosentini che parteciparono al moto del

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Ceramica a figure rosse da Caccia di Favella (Corigliano Calabro)

15 marzo 1844, tra cui l’antico Tricolore, forse giunto in Calabria con la spedizione dei fratelli Bandiera o, molto più probabilmente, lo stesso che sventolò durante la sommossa della città. Dal momento della sua inaugurazione nella sua nuova sede il Museo costituisce un polo culturale di riferimento per l’archeologia della Calabria in virtù delle tante attività che in esso vi si svolgono, nel rispetto della propria mission, che è quella di far conoscere, valorizzare e promuovere la propria collezione permanente, non solo favorendone la fruizione da parte del pubblico, ma anche attraverso l’attivazione di progetti di studio scientifico in collaborazione con le Soprintendenze, gli altri musei del territorio, le Università e attraverso la diffusione dei risultati della propria attività con pubblicazioni, mostre e seminari scientifici. Ma tante sono anche le attività collate-

rali e le iniziative che consentono al Museo di aprirsi al territorio: concerti, convegni, mostre temporanee, incontri per le famiglie e le scuole, laboratori didattici e un’offerta sempre più varia di servizi, garantiti anche dall’attività delle società di gestione che da qualche tempo in esso operano, la Museion srl e la Coop. Sociale Dignità del Lavoro che gestiscono rispettivamente la biglietteria, le attività didattiche e la caffetteria del Museo la prima, e il bookshop la seconda, assicurando all’interno della struttura servizi nuovi, qualificati e adeguati ad un Museo all’avanguardia, in grado di garantire il rispetto degli standard museali nazionali ed internazionali. (*) Direttore del Museo dei Brettii e degli Enotri Foto di Lello Chiappetta

Per informazioni: www.museodeibrettiiedeglienotri.it tel.0984/23303; fax. 0984/22067 museo@comune.cosenza.it Facebook: https://www.facebook.com/pages/Museo-dei-Brettii-e-degli-Enotri/139892982709243 Twitter: @museobrettiics

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RUBRICA SCIENTIFICo - MEDICA

L’Alzheimer e le demenze: la storia di un Centro che non può smettere di combattere di Amalia Cecilia Bruni (*)

…Esiste quasi miracolosamente, ed ha contribuito alle scoperte più importanti nel campo delle malattia di Alzheimer, quelle che hanno cambiato la storia della neurologia.

S

ono un esercito immenso, oltre 47 milioni nel mondo, piu di un milione e 200.000 in Italia, 37.500 in Calabria,; esercito silenzioso e disperato con famiglie silenziose e

disperate. Inizialmente il disturbo di memoria coinvolge la memoria recente, si insinua in episodi banali come una pentola lasciata sul fuoco, il gas acceso, le telefonate che non vengono riportate, poi ci sono gli oggetti riposti che non vengono più trovati, a volte perchè riposti in modo inappropriato. Gli episodi molto recenti sono spesso cancellati come se non fossero mai avvenuti. Ci sono pazienti che dimenticano per esempio di avere perso il coniuge e non trovandolo in casa pensano di essere stati abbandonati… traditi. Sono interi capitoli di una vita che spariscono, pagine strappate o bianche, che non si leggono più. Il disturbo di memoria è il sintomo più comune ed importante ma non è il solo, per esempio, difficoltà nella pianificazione delle azioni, disturbi dell’orientamento temporale e spaziale, o ancora aspetti apparentemente depressivi, questi segni non soliti sono molto più frequenti nelle forme giovanili. In fase avanzata

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il paziente non riconosce neanche se stesso allo specchio. La persona ammalata a volte si agita guardandosi perché ha paura di quello o quella che lo guarda con espressione smarrita…bisogna coprire gli specchi……Il linguaggio si altera, fino a non trovare più le parole, fino a non capirle più….. Nell’evoluzione impietosa e inarrestabile compare poi l’intera pletora dei disturbi comportamentali……spesso diversi per genere e per tempi di esordio: più depresse le donne, più irritabili gli uomini, ma ancora ansia, agitazione, deliri, allucinazioni, i gravi disturbi del sonno fanno della Malattia di Alzheimer e delle demenze in genere una delle patologie non solo più frequenti ma anche più devastanti di questo terzo millennio. Cosa fare allora? Come combattere? L’Alzheimer ma più in generale le demenze sono patologie in cui il dispiego di forze e di trattamenti non può essere solo farmacologico, è necessaria una presa in carico e una gestione sia sanitaria che sociale….. Indispensabile la formazione per i medici di medicina generale perchè siano in grado di individuare precocemente i soggetti che stanno sviluppando una malattia ma anche per gli specialisti, in un processo di aggiornamento continuo sulle numerose, diverse e sfuggenti forme. Tanta informazione corretta per la collettività…per non ascoltare più frasi del tipo….”ma sembrava depresso perché è andato in pensione”, o “ è stato sempre così di carattere” o peggio “ ma perché non è normale? …è solo


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vecchio….” O ancora “ “Sta male perché è rimasta vedova”… Dietro queste frasi tuttavia, si nasconde spesso la vergogna di una malattia che non si capisce e soprattutto non si può accettare….. Cancellarne lo stigma è una sfida mondiale. I farmaci a nostra disposizione sono pochi e non arrestano la malattia. Tuttavia smussano le fasi più critiche e, se assunti dall’inizio, aiutano i pazienti nel rallentare il declino; la presa in carico poi presso i centri specifici (le Unità di Valutazione Alzheimer (UVA), ora centri per il deterioramento cognitivo e le demenze (CDCD), crea il rapporto sinergico tra equipe curante e famiglia-malato in grado di fronteggiare anche i destruenti disturbi comportamentali. I familiari vanno guidati, aiutati, sostenuti e riconosciuti nel loro ruolo. Sono coloro su cui si riversa l’enorme peso della malattia…Quando si riesce a lavorare contemporaneamente sul malato e il familiare allora il peso della malattia può diventare più leggero…quasi gestibile….. Ma il lavoro da portare avanti è immenso e deve dispiegarsi su tanti fronti con professionalità diverse: medici, psicologi, neurocognitivisti, assistenti sociali, terapisti occupazionali, la famiglia, la collettività, il vicino di casa….. La ricerca è la speranza. Quale situazione in Calabria? Una previsione di trentasettemilacinquecento ammalati di demenza di cui il 50% sono ammalati di Alzheimer; una specificità grande: malattie molto rare, genetiche e per di più giovanili che generano problematiche sociali e sanitarie ben diverse dalle necessità dell’anziano ammalato; 36 UVA mal organizzate e mal distribuite nei territori, slegate; il 50% delle UVA ha un solo medico e neanche un infermiere, il 50% non ha neanche un computer, e ancora il 50% non ha l’indispensabile figura di un neuropsicologo che possa coadiuvare il medico nel difficile e complesso processo diagnostico. Pochissimi sono i centri dedicati; nella maggior parte dei casi i medici devono dedicare il tempo di assistenza anche alla psichiatria, o alla geriatria generale o all’assistenza ospedaliera. La Regione Calabria non ha ancora recepito il Piano Nazionale Demenza (già approvato dalla conferenza stato regioni alla fine del 2014)…e soprattutto non ha espresso nessuna idea sulla organizzazione di una rete assistenziale. Eppure, a fronte di una situazione disastrosa

che non ha pari in Italia (basti guardare i dati di tutte le regioni sul portale dedicato alle demenze dell’Istituto Superiore di Sanità), esiste quasi miracolosamente il Centro Regionale di Neurogenetica, centro della Regione Calabria completamente dedicato all’assistenza e alla ricerca sulle patologie dementigene che, nei suoi venti anni di attività, ha messo a segno una serie di obiettivi importantissimi. Ha contribuito alle scoperte più importanti nel campo delle malattia di Alzheimer, quelle che hanno cambiato la storia della neurologia: l’identificazione della causa genetica maggiore (la presenilina 1); l’identificazione di Nicastrina e di Sortilina proteine entrambe coinvolte nel processo di malattia. Ha identificato malattie sconosciute e ne ha identificato le cause genetiche. Quasi 12000 sono stati i pazienti assistiti e seguiti in questi venti anni…accompagnati e sostenuti assieme alle loro famiglie. E ancora processi di formazione strutturata importante messi a disposizione gratuitamente per gli operatori delle UVA negli ultimi otto anni. La programmazione e la realizzazione della rete informatica necessaria per lavorare assieme a tutte le UVA della regione in un processo integrato per migliorare l’assistenza sanitaria a pazienti, famiglie ma anche agli stessi operatori. Le sperimentazioni di assistenza sanitarie innovative con lo sviluppo del Caffè Alzheimer e di Casa Alzal le cui esperienze hanno fatto il giro del mondo.. e ricevuto riconoscimenti internazionali…… Una legge lungimirante e innovativa lo ha fatto nascere nel 1997, in simbiosi con l’Associazione per la Ricerca Neurogenetica, una interazione pubblico-privato sociale che si è rivelata fondamentale per superare pantani burocratici, lentezze esecutive, presidenti USL-ASL-ASP disinteressati quando non dichiaratamente e inspiegabilmente avversi…. Tuttavia il centro non ha finanziamenti stabili e più di ¾ del personale è a contratto. Continuare a lavorare e ad erogare servizi sanitari e ricerca di qualità “probabilmente” necessita di aiuti strutturati e continuativi….. Forse il tempo dei miracoli è finito …..Ci piacerebbe arrivasse rapidamente il tempo degli uomini di buona volontà….. (*) Specialista in Neurologia - Responsabile Centro Regionale di Neurogenetica

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L’incredibile storia di Antonio, colpito di una rara forma di Alzheimer atipico precoce “La mia vita sembrava che fosse finita, poi sono rinato. Ora voglio essere utile agli altri” L’abbiamo incontrato e intervistato di Luigi Lupo La storia di Antonio, cosentino, 57 anni, muratore, una moglie (Luigina) e due figli (Francesco e Marco). Famiglia umile e onesta, dopo anni di duri sacrifici in Germania, ritorna in Italia, a Cosenza, nel 1990 e, si dà da fare per poter continuare a vivere, sbarcando spesso il lunario. Antonio si cerca un lavoro per vivere facendo prima il portiere in un condominio, poi il muratore. La moglie Luigina svolge servizi di pulizia presso una ditta. Vanno a vivere in una casa modesta nel cuore del centro storico di Cosenza ma, malgrado tante vicissitudini, non solo di salute, che la vita gli riserva, Antonio è sempre combattivo e fiducioso. Poi all’improvviso, a soli cinquantadue anni, arriva come “un fulmine a ciel sereno” una cruda e feroce sentenza, quelle che mai e poi mai si sarebbe immaginato: Alzheimer! Si, a soli cinquantadue anni, Antonio è colpito da una forma atipica precoce di Alzheimer. Il suo stato di salute si aggrava terribilmente fino a non dargli più alcuna speranza. Antonio sembra spacciato, ma…… lo abbiamo incontrato e ci siamo fatti raccontare la sua incredibile storia. Domanda: Antonio, quando ti è stato comunicato che soffrivi di questa terribile malattia che cosa hai pensato? Risposta: Alzheimer è una parola che evoca paure e angosce. Ho vissuto due anni girovagando tra ospedali e medici, nessuno dei quali ha realmente compreso il mio stato, con l’ansia e la paura di non sapere cosa fare. Ma come stavi? Ricordo che t’incontrai l’anno scorso vicino al comune di Cosenza con le stampelle e sei riuscito a malapena a salutarmi. R. Sembrava, ed ero consapevole di ciò, che la mia mente e il mio fisico sistavani spegnendo a poco a poco. Mia moglie mi vestiva mi lavava, mi alimentava senza lasciarmi un attimo. Il mio cervello avvertiva nella parte sinistra un bruciore indescrivibile, non ci sentivo più, non riuscivo a parlare e camminare più, ero diventato, in tutto e per tutto, dipendente dagli altri.

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Antonio Candela (il secondo da sx) con un gruppo di ammalati di Alzheimer

D. E’ poi cos’è successo ? R: La svolta venne quando conobbi il direttore del Centro Regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme ASP-CZ, la prof.ssa Amalia Cecilia Bruni e il suo staff. Dopo esami strumentali appropriati, uscì la diagnosi definitiva di “Alzheimer atipico precoce variante posteriore con sintomi parkinsoniani”. Mi feci coraggio. Si cercò, oltre ai farmaci per l’Alzheimer, anche altri farmaci per i singoli sintomi e ne conseguì una cura specifica adatta a me. D. Rincontrandoti ora, vedo un’altra persona rispetto a un anno fa? Ora sto sicuramente meglio, naturalmente non sono guarito e dipendo da ben sedici farmaci che assumo ogni giorno, ma almeno vivo. La mia vita sembrava finita ed ora n’è iniziata un’altra al servizio di chi soffre e per chi non ha voce. D. La tua esperienza la stai trasferendo agli altri malati affetti di Alzheimer? R. Sono diventato combattivo e positivo ed ho pensato: se ce l’ho fatta io, possono farcela anche tanti altri e, nella speranza che un giorno la ricerca trovi una cura adatta a milioni di persone, cerco di rendermi utile a chi vive ogni giorno questa grave malattia. D. Vedo che ti hanno scritto sia la segreteria della Presidenza della Repubblica che

il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio per sottolineare la tua grande forza interiore e il tuo grande impegno sociale. Si, sto avendo tante manifestazioni di stima, ma il mio auspicio è che lo Stato destini più fondi, c’è uno spreco incredibile di risorse per opere inutili e poi non si destinano i fondi necessari alla sanità e alla ricerca. Vivo con estrema preoccupazione le sorti future del nostro Centro UVA di Lamezia Terme. Devo ringraziare, in particolare, la Prof.ssa Amalia Cecilia Bruni e il suo staff per il gran lavoro che stanno facendo e per avermi trasmesso una gran forza per poter aiutare ammalati provenienti da tutta Italia e, tramite il web, far conoscere il mio percorso e nello stesso tempo dare loro una speranza presso il centro UVA di Lamezia Terme. D. Per chiudere, Antonio, cosa ti senti di dire e cosa pensi ora dell’Alzheimer, dopo questo tuo incredibile percorso, il quale è stato anche riportato da alcuni media nazionali come il Corriere della Sera e altri? Mi auguro che i mezzi d’informazione sensibilizzino di più l’opinione pubblica su queste malattie neurodegenerative. Riguardo Alzheimer, oramai non mi fa più paura!

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Concluso il XXII corso di aggiornamento in Nefrologia di Franca Ferrami (*) A Cosenza tre intense giornate di studio sulle malattie nefrologiche e le implicazioni sociali connesse alle patologie promosse e organizzate dall’Associazione Sud Italia Trapiantati in collaborazione con l’UOC di Nefrologia dell’ospedale civile dell’Annunziata

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n momento di confronto e aggiornamento sulle metodiche e sui recenti risultati scientifici inerenti la prevenzione e la cura delle malattie nefrologiche. Un appuntamento annuale importante che si rivolge non solo a medici, biologi, infermieri, la cui partecipazione è accreditata ai fini ECM (Educazione Continua in Medicina), ma anche a coloro che operano all’interno delle numerose associazioni di volontariato del territorio e ai tanti pazienti che affidano la propria salute nelle mani di specialisti e ricercatori nella speranza di una migliore qualità di vita. Il XXII corso di aggiornamento in Nefrologia, svoltosi fra il Parco degli Enotri di Mendicino (Cs) e la splendida Villa Rendano di Cosenza, ha chiuso i battenti dopo tre giorni intensi di incontri, relazioni e interventi suddivisi in sessioni a tema: la nefrologia clinica, le microangiopatie trombotiche, nutrizione & salute: il cibo come nuovo farmaco. Promosso e organizzato dall’Associazione Sud Italia Trapiantati (ASIT) in collaborazione con l’Unità Operativa Complessa di Nefrologia dell’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza, il corso è stato inaugurato dal dott. Renzo Bonofiglio, responsabile del Centro di ricerca Rene e Trapianti ospitato all’interno dell’azienda ospedaliera, e dalla presidente dell’Asit Rachele Celebre, che ha voluto mostrare ai presenti la campagna di sensi-

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bilizzazione realizzata dal Centro Servizi per il Volontariato bruzio a sostegno delle onlus che si occupano di donazioni. Uno spot in cui si evidenzia, nello spazio di un minuto, come l’indifferenza sia nociva alla società, e quindi a noi tutti, sul claim “Usa il cervello, fallo col cuore”. Nefrologia, questa sconosciuta Secondo un’indagine realizzata dalla Società Italiana di Nefrologia (SIN), il 57% degli italiani non sa cosa significhi il termine e non conosce questa specializzazione medica. La nefrologia è quindi sconosciuta ai più, no-

Renzo Bonofiglio (Direttore Centro Reni e Trapianti) con Loreto Gesualdo (Presidente SIN)


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Intevento di Rachele Celebre, presidente dell’ASIT

nostante i numeri altissimi di mortalità dovuti a complicanze coronariche. La Malattia Renale Cronica, infatti, è una patologia silenziosa e subdola, che quando si manifesta capita sia troppo tardi per curarla in maniera adeguata. Come specificato dal presidente della SIN Loreto Gesualdo in occasione del XXII corso di aggiornamento, ogni anno ci sono 10.000 persone che si ammalano, 45.000 sono attualmente in dialisi e 2.200.000 sono i malati nefrologici cronici. In tale contesto diventano fondamentale la prevenzione e la diagnosi precoce. Nasce da questo contesto la volontà di fare informazione attraverso una campagna di comunicazione-video, stavolta in campo nazionale, realizzata da OSC Innovation per la SIN, nella quale s’informa sulla malattia e sui fattori di rischio al motto di “Scacco matto ai reni malati in 3 mosse”, per poter vivere un futuro senza la necessità della dialisi. In tale direzione vanno anche le attività dell’Asit e del Centro Rene e Trapianti, all’interno del quale operano giovani ricercatori altamente qualificati coordinati dalla dott.ssa Anna Perri, alcuni dei quali hanno portato la loro esperienza durante la tre giorni di studi. Negli interventi di apertura al corso sono state evidenziate le difficoltà in cui medici e operatori sono costretti a lavorare nelle strutture pubbliche, dovute non solo alla carenza di risorse finanziarie ma anche all’assenza di sufficiente personale sanitario specializzato. Una situazione messa a fuoco durante la lettura magistrale di Federico Spandonaro, presidente di C.R.E.A Sanità - Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità pro-

mosso dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, dal titolo significativo: “Cura delle malattie renali: interveniamo quando è tardi, la politica non lo sa e i costi aumentano”. Parole di apprezzamento per il settore nefrologico regionale sono state espresse dal referente Sin per la Calabria Giorgio Fuiano, così come dal prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao. La necessità di rivedere alcuni settori economici e creare condivisione è emersa nelle parole del presidente di Confindustria Cosenza Natale Mazzuca e dal vice presidente della Regione Calabria Mario Bartucci. La preoccupazione per la mancanza di donatori è stata invece espressa dal presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza Eugenio Corcioni, mentre il presidente regionale dell’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati) Pasquale Scarmozzino ha denunciato uno stato di stallo nella sanità. Il coordinatore del Centro Trapianti Calabria Rino Mancini ha sottolineato come, nel 50% dei casi di decesso avvenuti in strutture della regione, è stata fatta opposizione all’espianto degli organi da parte dei familiari, il che non fa che aumentare la già lunga lista di pazienti in attesa di un trapianto. Prevenzione, diagnosi precoce e sensibilizzazione alla donazione degli organi risultano quindi essere le parole chiave per una società e un futuro migliori, senza malattie invalidanti che precludano il piacere di una vita piena e serena. (*) Vice direttore “La Voce dell’Anc” di Cosenza

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“Vivi la diversità... come un’unicità”

“INCLUDERE TRAMITE LO SPORT”

A

E’ nata un’Associazione Onlus di genitori convinti che lo sport sia il mezzo più idoneo a far si che i loro “bimbi speciali” possano vivere con gioia la loro vita la nuova figura dell’istruttore-terapista

gli inizi del mese di maggio di quest’anno, si è costituita, su impulso del nostro direttore Luigi Lupo, (che ne è anche presidente), l’Associazione denominata “CALCIA L’AUTISMO”– Onlus. Un’associazione no-profit formata esclusivamente da genitori di bambini e ragazzi affetti da disabilità intellettive e relazionali come l’Autismo. La neo associazione si prefigge, tramite lo SPORT, quale strumento privilegiato, di contribuire allo sviluppo fisico e personale dei bambini con disabilità intellettive e in particolare affette da disturbo dello spettro autistico, attraverso attività ludiche e socializzanti. Veicolando e monitorando un’occasione di gioco e di svago, l’associazione pone al centro delle sue attività quello di poter abbattere, tramite attività sportive quali il calcio, la pallavolo, la pallanuoto e altri sport collettivi, i muri che molto spesso rappresentano un confine invalicabile per i nostri  bambini e ragazzi speciali. L’Associazione per il perseguimento di tali fini, si avvale della collaborazione della FISDIR (Federazione Italiana Sport per le Disabilità Intellettive e Relazionali), del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), del CONI e delle singole Federazioni Sportive quali la FIGC//LND, FIPAV, ecc.. Inoltre si avvale della collaborazione  degli Uffici Territoriali delle ASP e da altri

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Enti e Istituzioni pubbliche comprese le Forze dell’Ordine. Al suo interno, l’associazione si avvale di personale specializzato e qualificato come: neuropsichiatri infantili, psicologi, educatori professionali, terapisti, istruttori e istruttori–terapisti, tecnici sportivi e altre figure professionali. Infatti, avendo al suo interno persone che, oltre ad avere sposato l’idea di inclusione, e possedendo le necessarie ed opportune professionalità coma la neuropsichiatra infantile dr.ssa Tatiana Angelica Curti, l’educatrice e terapista professionale, dr.ssa Chiara Chiappetta, è possibile poter individualizzare, per ogni singolo soggetto affetto da spettro autistico o altra disabilità intellettiva, dei percorsi non solo di tipo inclusivo ma con finalità di tipo medico-terapeutico. L’associazione dalla sua costituzione ha già avviato, promosso ed organizzato diverse iniziative di inclusione sociale come quella del 12 giugno scorso a Diamante (CS) denominata “Oltre lo sport” collaborando con l’Associazione “La Casa dei Colori” presieduta dalla signora Benedetta Perrone, un evento nel quale hanno preso parte su lungomare di Diamante diverse associazioni di disabili che hanno eseguito una dimostrazione in varie discipline sportive (Tennis, Triathlon di ragazzi Dauni, Calcio, Pallavolo, Basket in carrozzina, arti marziali, ecc.). Tale esibizione è stata finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica su come anche


“Vivi la diversità... come un’unicità” i soggetti affetti da disabilità fisica ed intellettiva possono e devono fare attività sportiva, quale strumento essenziale e completo di inclusione per gli stessi disabili e altamente formativo per i giovani cosiddetti normodotati. Poi, come è stato dettagliatamente indicato nelle successive pagine del periodico, ha organizzato la manifestazione denominata “ESSERCI SEMPRE”, che si è svolta il 9 luglio scorso a Camigliatello Silano (CS) con la fattiva partecipazione delle Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza); una visita guidata rivolta a soggetti affetti da spettro autistico presso le scuderie del Parco Nazionale della Sila durante la quale è stata svolta a cura del Comandante del Reggimento Cavalleria dei Carabinieri Ten. Fabiola Garello e del M.llo Alessandro Rossi, una seduta di Ippoterapia. Inoltre, in ordine di tempo, in data 11 luglio ha organizzato un convegno dal titolo: “Lo sport come strumento di socializzazione ed inclusione - Le nuo-

ve sfide per abbattere le barriere mentali delle disabilità fisiche, nel quale hanno relazionato tra gli altri il Questore di Cosenza dr. Giancarlo Conticchio e, nel contempo, sono stati presentati i due progetti “Gioca a Calcio anche tu” e “Gioca a pallavolo anche tu” i quali si avvalgono del contributo di due tecnici competenti e di esperienza nel calcio e nella pallavolo, rispettivamente Gino Iorio e Marco Mari. Tante altre iniziative l’associazione ha in programma: quella più imminente è il progetto in fase di definizione con il Cosenza Calcio che è finalizzato a far vivere ai ragazzi affetti da spettro autistico l’emozione di poter partecipare direttamente (seguiti e monitorati da apposito personale specializzato) gli allenamenti, il clima pre-partita e le singole partite della squadra che milita nella serie professionistica di Lega Pro e delle squadre del settore giovanile coordinata dall’esperto Tecnico mister Enzo Patania.

9 LUGLIO 2017 CAMIGLIATELLO SILANO (CS) Manifestazione di Socializzazione ed inclusione denominata “ESSERCI SEMPRE”

Camigliatello Silano (CS) - Innovativa e ricca di significati la manifestazione organizzata dell’Associazione Onlus – Calabria “Calcia l’Autismo”, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Spezzano della Sila, denominata “Esserci Sempre”, che ha avuto la finalità di far incontrare gli uomini e le

donne delle Forze dell’Ordine in divisa ed i bambini disabili e non. La giornata di Camigliatello Silano, unica nel suo genere, con la presenza dei reparti a Cavallo e dei reparti Cinofili delle rispettive Forze dell’Ordine, è diventata una vera e propria seduta di terapia per i bambini e

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ragazzi autistici presenti. Il personale a cavallo della Polizia di Stato e del Reggimento Carabinieri a Cavallo, del Reparto Cinofilo della Polizia di Stato e dell’Unità di Soccorso Alpino della Guardia di Finanza ha reso felici i numerosi bambini intervenuti con maglietta e cappellino bianchi, forniti dall’Associazione “Calcia l’Autismo”. E’ stato un modo non solo per avvicinare e familiarizzare con i cavalli ed i cani delle forze dell’ordine ma anche per rapportarsi direttamente con gli operatori di Polizia presenti che hanno rispo-

sto alle tante domande loro poste e, poter capire anche come si prendono le impronte digitali, simulando, con la collaborazione di personale della scientifica della Polizia di Stato, di essere per un giorno agenti di polizia. Alla manifestazione era presente una massiccia rappresentanza della Sez. di Cosenza dell’Associazione Nazionale Carabinieri la quale, per la speciale occasione, ha voluto rapportarsi con i cittadini presenti con una pattuglia a cavallo a cura di due esperti soci volontari.

A Sx: Gli agenti della Scientifica della Polizia di Stato mentre spiegano ad un bimbo come si raccolgono le impronte digitali

Il Capo di Gabinetto della Questura, la dr.ssa Paola Fabris (al centro), con il personale della Polizia di Stato presente alla manifestazioen di Camigliatello Silano (CS) denominata “ESSERCI SEMPRE”

Mezzi motorizzati in dotazione dell’Arma dei Carabinieri per un giorno posseduti dai “bambini speciali”. Molto apprezzati la motosci e le moto in dotazione ai carabinieri.

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“Vivi la diversità... come un’unicità”

Il Reparto Cinofilo del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza

Il cane poliziotto “Rex” del Gruppo cinofilo della Polizia di Stato rende felici i bambini dell’Associazione “Calcia l’autismo Onlus.

Alcuni bambini dell’Ass. Calcia l’Autismo, mentre interagiscono con i cavalli della Polizia di Stato

Camigliatello Silano (CS), Loc. Cupone, Parco Nazionale della Sila – Bio-divesità – . Il M.llo Alessandro Rossi (a sinistra) del Reggimento Carabinieri a cavallo, mentre svolge una seduta di ippoterapia ai bambini dell’Associazione “Calcia l’Autismo Onlus”.

Una rappresentanza della Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Cosenza, presieduta dal S.Ten. Maurizio Saraceno, con il comandante del Reggimento Carabinieri a cavallo, Ten. Fabiola Garello (al centro). A dx: una pattuglia a cavallo del Reggimento Carabinieri. A sx una rappresentanza della Sez. Anc di Cosenza a cavallo comandata dal volontario Alessandro Ventura (primo da sx).

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“Vivi la diversità... come un’unicità”

11 LUGLIO 2017 Spezzano della Sila (CS) “LO SPORT COME STRUMENTO DI SOCIALIZZAZIONE E INCLUSIONE”

I partecipanti al Convegno dell’11 luglio scorso. Da sx in alto: On.Giuseppe Giudiceandrea, Ten. Dario Faraci, Luigi Lupo, Ten. Fabiola Garello, Salvatore Monaco, il Questore di Cosenza Giancarlo Conticchio, Cap. Jacopo Passaquieti, Mattia Caligiuri, Maria Cristina Guido. Da sx in basso: Ludovico Serra, Stefano Muraca, Simone Castiglione, Vincenzo Perri, Francesca Stancati.

L’intervento del Questore di Cosenza Dr. Giancarlo Conticchio

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L’intervento del presidente del Cosenza Calcio, Eugenio Gurascio


“Vivi la diversità... come un’unicità”

Il presidente dell’Ass. “Calcia L’Autismo Onlus” Luigi Lupo insieme La platea del convegno “Lo Sport come strumento di socializal Questrore di Cosenza, Dr. Giancarlo Conticchio mentre prezazione ed inclusione” al quale hanno partecipato tra gli altri i senta il progetto sperimentale di incusione rappresentanti delle Federazioni sportive regionali (Coni, Fipav, Figc, Lnd, Fisdrir)

Una rappresentanza della Sezione ANC di Cosenza presente al Convegno dell’11 luglio . Il Presidente dell’Ass. “Calcia L’Autismo Onlus” e Direttore de “ La Voce dell’Anc di Cosenza”, Luigi Lupo, con (da dx) Demetrio Crucitti (Direttore Rai Calabria), Luigi Nuzzo (Vice presidente Sez. ANC-Cosenza), Camillo Guerriero e Gianluca Mungo (Consiglieri Sez. Anc Cosenza).

Dr.ssa Giuliana Bernaudo Direttore del Distretto Asp del Tirreno - Paola

Dr.ssa Tatiana A. Curti Neuropsichiatra Infantile

I saluti istituzionali del Cap. Jacopo Passaquieti in rappresentan- I saluti istituzionali del Ten. Dario Faraci in rappresentanza del za del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cosenza, Col. Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza Fabio Ottaviani. Col. Marco Grazioli

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RUBRICA TUTELA DEI MINORI

LA DISABILITA’ NON HA HANDICAP di Gianfranco Molinaro (*)

è

il tema del convegno A.M.I. magistralmente trattato il 2 Febbraio scorso, presso il Palazzo di Giustizia di Cosenza. Sono intervenuti illustri relatori: L’avv. Margherita Corriere, Presidente A.M.I. – la Dr.ssa Angelica Tatiana Curti, Neuropsichiatra infantile – ASP Cosenza, il Dr.Sergio Funicello, Medico Legale, l’Avv. Brunella Tassone, Segretario A.M.I. – il Dr. Luigi Lupo, Direttore del “La Voce dell’A.N.C.” di Cosenza, Moderatrice Dr.ssa Maria Volpintesta. Tutti, indistintamente hanno contribuito con rigore professionale ed alta competenza a valutare i tanti aspetti della disabilità, sia dal punto di vista legislativo, sia dal punto di vista psicologico, sia dal punto di vista medico-biologico, sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista educativo. Per le mie modeste competenze, mi permetto di trattare l’argomento dalla prospettiva sociologica – educativa, partendo dal tema del convegno e quindi dal presupposto che “la disabilità non ha handicap”. Sono numerose le figure professionali che al di là dell’ambito familiare - ma senza che venga meno la reciproca collaborazione – si attivano a favore delle persone disabili.

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Si tratta, in primo luogo, di educatori/accompagnatori professionali che assistono quotidianamente, i soggetti loro affidati. Intervengono altri operatori con opportune competenze e servizi a differenti livelli: sociale, psicologico, medico, scolastico, educativoculturale. L’autostima da parte dell’educatore, richiede umiltà, aggiornamento e soprattutto formazione continua. Non va dimenticata la preziosa collaborazione del volontariato, la cui presenza costante deve considerarsi utile e spesso indispensabile. Sia le Strutture, sia le Associazioni di volontariato devono tenere conto dell’instabilità emotiva delle persone bisognose di cure, qualunque siano i loro handicap. Si tratta di stabilire una discussione serena e “liberatrice”. Essere “disadattati” è l’affermazione inevitabile di chi si rende conto di essere incluso in una partita dove gli viene attribuita la parte del perdente. Può accadere quindi che il disabile scopra il potere dell’impotere per combattere contro la disperazione. In tutto ciò la famiglia ha un ruolo determinante nei processi di integrazione e nei percorsi di intervento rivolti agli individui disabili. Molto importante è la collaborazione, la partnership tra operatori e famiglie, il Parent Training. Il Parent Training consiste in un programma che ha lo scopo di stimolare cambiamenti nella funzione educativa da parte della famiglia


RUBRICA TUTELA DEI MINORI

tramite strumenti quali l’informazione e la foradattano bene cercano di attivarsi per indivimazione. In particolare si tende a trasmettere duare e utilizzare nuove risorse. ai genitori una cultura educativa di base e non Questo processo si chiama “coping” e consisemplici tecniche riabilitative orientate alla sodera tutte le strategie che l’individuo o la familuzione di problemi circoscritti. glia mettono in atto per risolvere le difficoltà, in L’approccio risulterebbe utile a svolgere quelpresenza di handicap. lo che secondo il Soresi è uno degli obiettivi Di recente, la ricerca pedagogica italiana si è principali cui i servizi devono assolvere: vale avvicinata al tema del supporto pedagogico a dire, ridurre lo alla famiglia in stress e il disagenerale ed a gio che le situaquella in stato zioni di disabilidi criticità, ed tà comportano. ha affrontato le La ricerca ha questioni ineevidenziato renti all’aiuto come, tale appedagogico proproccio sia effessionale (la ficace e come Pedagogia Clitale efficacia nica), espresso non si limiti come consulenesclusivamente za, mediazione, al miglioramenparent training, to delle compeecc. tenze del bamNello stesso bino disabile, tempo, la Pema induca un dagogia cliniDue momenti dell’incontro che si è svolto presso il Tribunale di Cosenza. effettivo coinca non ha la volgimento delpresunzione di la famiglia con sostituirsi alle la riduzione dei istituzioni o asrischi di delega sociazioni che alle istituzioni. operano a faAltri programmi vore del disaeducativi sono bile e della sua invece rivolti al famiglia, bensì genitore stesso. di collaborare “Il programma in maniera indi automonitoterdisciplinare. raggio” ha lo Pertanto, il pescopo di insedagogista fa un gnare la conlavoro di ossersapevolezza vazione e valurispetto alle protazione clinica prie abilità. del caso speciI genitori, con fico del disabile La neuropsichiatra, la Dott.ssa Tatiana Angelica Curti con Luigi Lupo direttore de “La Voce dell’ANC di Cosenza” l’ausilio di un e della famiglia, diario annotano contribuisce alla le situazioni di “stress” e quelle di “coping” ( diagnosi funzionale e all’adattamento del distrategia o risposta efficace). I contenuti del sabile negli ambienti. diario, condivisi con un gruppo di genitori, aiuStrumenti di valutazione sono le conversaziotano i partecipanti a identificare le condizioni ni, i dibattiti, i gruppi di discussione, i questioricorrenti di stress e costituiscono un primo nari. passo per la risoluzione dei problemi (proTutto ciò, partendo dal punto di vista che “La blem solving). Disabilità non ha Handicap”. Alcune famiglie sono più vulnerabili in situa(*) Pedagogista - Socio ANC zioni di crisi perché la loro capacità di “adattamento” è molto debole. Quando le famiglie si

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RUBRICA TUTELA DEI MINORI

I BAMBINI E IL DIRITTO ALLA SALUTE Prima parte

L

a Convenzione sui diritti dell’infanzia rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tute-

la dei diritti dell’infanzia. La Convenzione, obbliga infatti gli Stati che l’hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari ad assistere i genitori e le istituzioni nell’adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori. La Convenzione tutela il diritto alla vita (art. 6), nonché il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario (art. 24) e sollecita i Governi ad impegnarsi per rendere i diritti enunciati prioritari e per assicurarli nella misura massima consentita dalle risorse disponibili. Di fondamentale importanza è il meccanismo di monitoraggio previsto dall’art. 44: tutti gli Stati sono infatti sottoposti all’obbligo di presentare al Comitato sui diritti dell’infanzia un rapporto periodico sull’attuazione, nel loro rispettivo territorio, dei diritti previsti dalla Convenzione. Il Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza si è assunto l’impegno di proseguire nell’opera di monitoraggio dell’attuazione sia della Convenzione sia delle raccomandazioni rivolte all’Italia dal Comitato Onu, che ha richiesto al governo italiano, in particolare, di identificare i “livelli essenziali delle prestazioni”, per garantire l’accesso a diritti fondamentali, in primis quello alla salute, a tutti i bambini e gli adolescenti presenti in Italia, e combattere la

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di Margherita Corriere (*) discriminazione regionale garantendo risorse adeguate, sia a livello nazionale che a livello internazionale; La salute è infatti un diritto umano fondamentale, determinato dall’ambiente fisico, economico, sociale, familiare ed educativo e dalla qualità dei servizi sanitari forniti. I bambini hanno il diritto di godere del miglior stato di salute possibile e di poter accedere a cure sanitarie appropriate, condizione essenziale in tutte le fasi della vita, in particolare per i bambini cardiopatici. L’impegno del Servizio sanitario nazionale deve quindi essere mirato non solo alla prevenzione e cura delle malattie, ma alla tutela e alla cura dell’insieme bambino-famiglia, dalla cura delle fasi prenatali fino ai servizi destinati ai giovani durante l’età adolescenziale, seguendo lo sviluppo del bambino nelle varie fasi dell’età evolutiva. Non possiamo non mettere in luce positivamente la capacità dei neonatologi di far sopravvivere, crescere e diventare adulti bambini che pesano alla nascita meno di 1Kg, o agli straordinari progressi della cardiologia e della cardiochirurgia pediatrica, che consentono oggi di correggere cardiopatie congenite che fino a pochi anni fa erano incompatibili con la vita. Rammentiamo che il diritto alla salute viene tutelato, in forza dell’art. 32 della nostra Carta Costituzionale, quale bene assolutamente primario tra tutti i diritti fondamentali. La disposizione contenuta nell’art. 32 della Costituzione mette in evidenza non solo l’imprescindibile ed inderogabile diritto all’integrità psico-fisica ed a vivere in un ambiente salubre, ma anche il diritto alle prestazioni sanitarie, alle cure gratuite per gli indigenti e finanche a non ricevere trattamenti sanitari se non quelli di carattere obbligatorio volti a tute-


RUBRICA TUTELA DEI MINORI

lare non già solo il destinatario, ma soprattutto la collettività, come avviene nel caso delle vaccinazioni o degli interventi effettuati per la salute mentale. Ed infatti sancisce l’articolo in esame «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana ». L’animus della norma è rendere concreto il concetto di diritto alla tutela della salute come diritto all’integrità psico-fisica e, di conseguenza, come diritto alle prestazioni sanitarie, imponendo alle istituzioni l’onere di assicurare prestazioni sanitarie idonee a tutti e, in particolare, ai soggetti più deboli , tra cui i minori . L’articolo 32 della Costituzione è finalizzato a tutelare, immediatamente e senza alcuna necessità dell’interpositio legislatoris, il diritto all’integrità psico-fisica di ogni essere umano: si tratta di un diritto inviolabile ed assoluto, che comprende un bene primario oggetto di un diritto fondamentale della persona, immediatamente tutelabile ed azionabile sia nell’ambito dei rapporti con i poteri pubblici che nei confronti dei privati. Il diritto individuale alla salute, in questo senso, si presenta dunque come diritto non degradabile ed assoluto, ossia tutelato dalla Costituzione in modo pieno ed incondizionato nei confronti di tutti. L’articolo 32 , poi, considerato nella sua accezione di diritto sociale, ossia come pretesa

positiva nei confronti del potere pubblico ad ottenere prestazioni sanitarie, prefigura un servizio pubblico obbligatorio, prendendo le mosse dal principio di uguaglianza sostanziale di cui all’art. 3, comma secondo della Costituzione, che impone alla Repubblica il compito « di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e 1’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Bisogna sottolineare che l’interpretazione e la concreta operatività del diritto ai trattamenti sanitari ha tuttavia conosciuto un’evoluzione notevole nell’ambito della giurisprudenza, in particolare di quella costituzionale: da una concezione dell’articolo 32 delta Costituzione come norma meramente “programmatica”, quindi per tempo inevasa, si è passati ad un riconoscimento del diritto in termini pieni ed esaustivi, illimitati ed assoluti. Orbene in merito alla tutela della salute dei bambini, in particolare se cardiopatici, c’è da evidenziare che la promozione attiva della salute, e dell’assistenza all’infanzia e all’adolescenza sono, o meglio , dovrebbero essere, il filo conduttore degli ultimi Piani sanitari nazionali per garantire unità e coerenza agli interventi dell’area della pediatria soprattutto sul territorio delle singole realtà dei distretti spesso differenti nelle diverse zone del Paese. (*) Presidente AMI - Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani Sez. Distr. Catanzaro

Agente Generale ROBERTO DE MARCO Via L. Da Vinci, 52 - RENDE (Cs) Tel. 0984 403845 Fax 0984 403462 e-mail: rende@cattolica.it

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RUBRICA SPORTELLO LEGALE

Truffe e raggiri ad anziani Prima parte

di Gerardo Sica (*) Nonostante la televisione ed i social giornalmente danno notizia di truffe perpetrate a danno di persone anziane o sole, non ultima la notizia dell’arresto di una banda di napoletani operante in tutta Italia e dedita a questo nuovo odioso crimine; nonostante i numerosissimi appelli delle varie Forze di Polizia, continuano a verificarsi tali reati (siamo passati dai 4.000 denunciati nel 2014 ai 15.000 del 2016). Comunemente i truffatori agiscono in coppia, cercano di entrare in casa con un pretesto qualsiasi (anche la richiesta di un bicchiere d’acqua per una donna incinta), si comportano con modi e toni gentili e cortesi e mentre uno dei due vi parla, distraendovi, il compagno inosservato, controlla nelle camere dell’appartamento. Nel calderone vanno conteggiate le truffe al telefono o tramite internet che spesso, da parte di giovani che adescano adulti e anziani, dopo avere accertato la loro fragilità, giungono a minacce quali quelle di informare parenti ed amici di fatti o circostanze in cui vengono attratti inducendoli in errore e per evitare ciò chiedono il pagamento di somme di danaro. I numeri e le statistiche delle truffe in danni di anziani ed adulti, non danno una visione veritiera del fenomeno e, sono certamente più diffuse giacché numerosissimi sono quelli che per vergogna, oltre a non denunciare il fatto, evitano addirittura di parlarne. Oramai il fenomeno si è talmente esteso da interessare anche piccoli centri che contano poche migliaia di abitanti. Fuori casa, le truffe vengono messe in atto in più occasioni e zone. I truffatori sempre eleganti, gentili e a conoscenza di nomi di congiunti per rendersi così affidabili, avvicinano la vittima in presenza di più persone, in luoghi

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affollati come mezzi pubblici, chiese, mercati rionali, feste ecc. Tra le truffe più ricorrenti: per strada un signore o una giovane donna, fingendosi forestieri, di aspetto gentile e tranquillo, rappresentano di avere avuto problemi di liquidità e dovendo raggiungere con urgenza il proprio paese, propongono la vendita di monili d’oro o altri preziosi a prezzi più che convenienti, un grande affare; durante la contrattazione, guarda caso, si trova a passare un gioielliere che esaminata la merce, propone l’acquisto per migliaia di euro ma, il venditore si oppone perché preferisce far fare l’affare alla signora o signore con cui stava parlando; la vittima si reca a ritirare la pensione in banca o alla posta, viene seguita e appena giunta in casa, bussano al campanello presentandosi come funzionari dell’istituto di credito segnalando che vi è la necessità di verifica dei numeri di serie delle banconote appena ritirate. Avuta la disponibilità della somma, con abilità sostituisce le banconote buone con altre false; mentre si passeggia, per strada, nella maggioranza dei casi, donne o giovani, vi urtano con un gelato o altro, vi sporcano la giacca e con maestria, nel tentativo di ripulirvi, ve la fanno togliere e ripuliscono il portafogli; falsi funzionari di enti pubblici o di erogatori di servizi si presentano a casa per effettuare controlli di contatori, bollette, documentazione pensionistica ecc. Avuta la fiducia dei malcapitati, gli sottraggono soldi ed altri beni; la vittima riceve una missiva che annuncia la vincita di un premio ad una lotteria. Per riceverlo, però, il destinatario deve inviare dei soldi con un vaglia postale, per sostenere le spese necessarie alla spedizione e al ritiro; contatti per ricevere una donazione o un’eredità proveniente da un lontano parente e per riceverla bisogna pagare il “notaio” per l’atto. Il delinquente avuta la somma per la stipula dell’atto dà appuntamento dopo qualche ora o il giorno dopo per la firma e sparisce;


RUBRICA SPORTELLO LEGALE

la truffa che negli ultimi tempi “va per la maggiore” è quella in cui vengono prese di mira persone che normalmente vivono sole o momentaneamente sole in casa. I malfattori si preannunciano con una telefonata presentandosi come Avvocati, appartenenti alle Forze dell’Ordine e rappresentano un problema in cui risulta coinvolto un componente della famiglia e, per non far incorrere il congiunto in problemi più seri, propongono un aggiustamento della pratica per evitare il peggio con il pagamento di una somma di danaro o preziosi. In definitiva i truffatori pur di raggiungere il loro scopo non esitano a toccare ciò che per una persona sono gli affetti più cari e solo chi riesce a non farsi prendere dal panico riesce a salvarsi. Ministero dell’Interno, Polizia, Carabinieri e Prefetture di varie Province italiane e numerosi Enti di Stato con associazioni di volontariato, hanno pubblicato oltre a svariati vademecum sui siti istituzionali, anche vademecum cartacei che aiutano la cittadinanza a capire quando si trovano di fronte a tali reati abietti ed umilianti. In sintesi, dobbiamo fare tutti gli sforzi possibili per cercare di estirpare questo fenomeno di microcriminalità, soprattutto diffondendo buone e semplici regole di prevenzione come ha fatto l’Ispettorato Regionale Calabria dell’Associazione Nazionale Carabinieri che, recentemente, ha organizzato a Reggio Calabria, Gioia Tauro e Locri con la collaborazione delle Sezioni ricadenti sul territorio, alcuni seminari. Ai vari incontri hanno partecipato con interventi mirati alla sensibilizzazione della popolazione sulla piaga delle truffe e dei raggiri, Ufficiali dell’Arma in servizio appartenenti al Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria. Alle varie iniziative la popolazione, ha risposto positivamente partecipando in gran numero. L’Ispettore Regionale ANC Calabria Cap. Gianfranco Aricò ha dichiarato che

i seminari itineranti saranno, a breve, organizzati anche nelle altre Province Calabresi. Di seguito l’elenco dei consigli proposti sulla locandina redatta in occasione dei seminari: Sono consigli di carattere generale che derivano soprattutto dalla nostra esperienza “sul campo” per aiutarvi a conoscere meglio i vostri diritti e prevenire le situazioni di pericolo. Non sono, né possono essere, esaustivi: troppe sarebbero le variabili da considerare. Comunque, sono consigli che spesso si sono rivelati utili. Prevenzione non significa soltanto “pattugliamento”, ma soprattutto contrapporre valori positivi a valori negativi. Iniziamo insieme! “Possiamo aiutarvi” ad affrontare e risolvere i piccoli problemi di tutti i giorni “Potete aiutarci” a capire le vostre esigenze per orientare meglio le nostre attività “Anziana derubata da finto operaio di una società telefonica” “Quattro pensionati truffati da falsi impiegati comunali” “Altre tre persone cadute nella trappola di una banda di truffatori metropolitani” In casa. Non aprite quella porta! Spesso le cronache riportano episodi di criminali che approfittano della buona fede dei cittadini: “Anziana derubata da finto operaio di una società telefonica” “Quattro pensionati truffati da falsi impiegati comunali” “ tre persone cadute nella trappola di una banda di truffatori metropolitani” Per non cadere in questi raggiri, spesso è sufficiente prendere alcune precauzioni. “La prevenzione è la migliore difesa” Non fidatevi delle apparenze! (*) Luogotenente - Consigliere della Sezione ANC di Cosenza - Resp. Sportello legale

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RUBRICA COSTUME E SOCIETà

LO SCOUTING

Cuore, mani, testa, piedi e una promessa

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a g o s t o 1907, isola di Brownsea. Robert Baden Powell, ex colonnello dell’ Impero Britannico, idea, progetta e realizza il primo campo sperimentale con venti ragazzi di ogni estrazione sociale, mescolati insieme e divisi in pattuglie di cinque, con il ragazzo più anziano di ciascuna pattuglia a fare da capo pattuglia. E’ attraverso questo esperimento che Baden Powell sviluppa e concretizza le sue intuizioni pedagogiche, che ancora oggi sono le fondamenta del nostro metodo, il metodo Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani). Tali intuizioni si sintetizzano in un unico termine: SCOUTING, cioè tutte le qualità e le opere dei pionieri, degli esploratori, dei soldati di frontiera che in tempo di pace compiono

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di Conny Aieta (*)

un lavoro che richiede ardimento e spirito di iniziativa…Essi sanno vivere all’ aperto, nella giungla, sanno trovarsi la strada ovunque e conoscono il significato dei più piccoli segni. Sanno badare alla loro salute. Sono forti e audaci, pronti a fronteggiare il pericolo e sempre desiderosi di aiutare gli altri. Essi sacrificano ogni cosa, le loro comodità personali ed i propri desideri, pur di compiere il loro lavoro. E questo fanno perché è loro dovere. (da “Scouting for boys”, R.B. Powell). In effetti realizzare un incastro ben fatto, piantare una tenda sulla radura, preparare e accendere un fuoco, cucinarvi il cibo, sapersi orientare in una regione sconosciuta, conoscere la natura e le tracce degli animali, hanno una forza simbolica ed evocativa potente, richiamandoci a quella che Baden Powell ha definito “un’ arte”. Lo scout vive all’ aria aperta, ama la vita nei boschi! Tutta l’ esperienza educativa è segnata da questo incontro dei nostri limiti con la natura e lo scouting è una libera esperienza di “campo”, cioè esperienza al “limite”, alla “frontiera”: sicuramente diverti-


RUBRICA COSTUME E SOCIETà

mento, talvolta fatica, ma soprattutto scuola e stile di vita. Scouting è gerundio di scout, è proiezione, dinamica e movimento. Le esperienze di “frontiera” che facciamo vivere ai ragazzi sono simili alla tensione di un arco che prepara lo scoccare di una freccia. Lo scouting, in questi termini, è la traccia più incisiva che l’ esperienza scout lascia nel profondo di noi, ci struttura e ci dà forma per sempre. In una prospettiva che attraversa le tre branche, in cui è diviso il percorso scout, e arriva all’ uomo e alla donna della partenza, ultima tappa del cammino da ragazzi, lo scouting non è quindi SOLO lo strumento educativo (l’ insieme delle tecniche, la pratica, l’ arte dell’ uomo dei boschi), ma ne è in qualche modo il risultato. Per tutta la vita è gioia, competenza e volontà di muoversi verso e oltre la frontiera, nella libertà. Secondo il filosofo e psichiatra tedesco Karl Theodor Jaspers educa alla libertà, è coscienza della propria finitezza, della dipendenza dalla natura, della dipendenza da altri uomini, della dipendenza dall’ esperienza. GIOIA-COMPETENZA-VOLONTA’. CUOREMANI-TESTA…PIEDI dai quali lo scoutismo entra, attraverso gli scarponi, e arriva fino all’ anima! La GIOIA si semina nella branca lupetti/coccinelle (7-10 anni), dove il CUORE scopre la bellezza, il fascino della frontiera, dove lo scouting è desiderio di scoperta, curiosità, atteggiamento positivo e proattivo, sguardo puro sulle cose e sul mondo, stile relazionale autentico, schietto e sincero mediante quella purezza che appartiene solo ai bambini, stupore, sorriso senza pregiudizio. La COMPETENZA si acquisisce nella branca esploratori/guide (11-15 anni), dove con le MANI s’ impara a vivere nella frontiera, dove lo scouting è osservazione, contemplazione, ma anche ingegno, cura del dettaglio, spirito di adattamento contatto con il Creato. La VOLONTA’ si alimenta nella branca rover/ scolte (16-21 anni), dove la TESTA sceglie la strada verso la frontiera e oltre la frontiera, dove lo scouting è coraggio (cor altum “in alto i cuori”, dunque “agire con il cuore”), analisi approfondita, spirito critico, servizio concreto e gratuito, azione politica, dunque azione di cambiamento e di responsabilità, desiderio di lasciare una traccia, risposta ad una chiamata.

“L’eresia della bellezza: dalla legalità alla responsabilità, dalla formazione all’educazione” di Don Ennio Stamile (*) Cari ragazzi, intanto sono a ringraziarvi per aver scelto questo titolo, per celebrare la seconda fase del decimo di fondazione del gruppo scout “Aurora” Cetraro 2. Sembrerebbe paradossale, oltre che provocatorio, accostare il termine eresia a quello di bellezza, ma a ben vedere non lo è affatto. Se andiamo al significato originario del termine “eresia”, esso significa appunto “scelta”. Mai come oggi è indispensabile ed urgente scegliere, e scegliere la bellezza. Essa è quell’unica forma di verità che informa il nostro vivere, alimenta il nostro impegno, sostiene il nostro servizio. Facile, oggi, non è scegliere la bellezza, che comporta coraggio, passione per la storia della nostra terra, attenzione al creato, di cui siamo chiamati ad essere custodi ma, al contrario, vivere distrattamente, magari chattando a distanza creando relazioni amicali a portata di clic, oppure addirittura cadere nella trappola del guadagno facile e diventare così strumenti delle criminalità organizzate. Questa bellezza, dunque, ci spinge oltre le nostre fragilità quotidiane ad incontrare gli uomini e le donne del nostro tempo, consapevoli che l’impegno educativo ci porta ad essere buoni cittadini, e non semplicemente “cittadini ad intermittenza”, del “quando mi fa comodo”. Ecco perché il concetto di legalità oggi dev’essere riformulato a partire da quella responsabilità personale che ognuno di noi ha verso il territorio, la comunità, l’ambiente, le fragilità. Gli strumenti educativi del cammino Agesci, sono un ottimo punto di partenza per questo impegno, che non è solo formativo, ma appunto educativo. Per tale motivo dieci anni orsono puntammo con

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Cetraro (CS), Piazza del Popolo Raduno del 6 agosto 2016

Noi capi educatori, da bravi arcieri, siamo chiamati a tendere archi, che lanciano frecce mirate a fare in modo che in questo mondo la Bellezza vinca sulla bruttezza! Siamo chiamati a costruire ponti e non ad erigere muri, come ci invita la nostra Chiesa con papa Francesco! Siamo chiamati a giocare lo scouting perché diventi stile di vita e si concretizzi in quella Promessa pronunciata da cento lunghissimi anni… Con l’ aiuto di Dio, prometto sul mio onore, di fare del mio meglio per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese; per aiutare gli altri in ogni circostanza; per osservare la Legge scout. Dopo cento anni di giochi, avventure e

Primo campo estivo della branca esploratori, guide, Mormanno, settembre 2008

servizio possiamo dire che lo scoutismo cattolico in Italia è stato proprio un dono offerto a questo secolo.

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decisione insieme a don Mario Urlantini, di cui tutti custodiamo un caro ricordo, e ad alcuni capi che ancora oggi vi accompagnano in questo cammino, a fondare il gruppo. Quante incomprensioni, fatiche, sofferenze passate e presenti, assieme ad altrettanti momenti di vera gioia e profonda amicizia che hanno sempre segnato il passo di quel camminare insieme scegliendo con decisione la strada della condivisione, della conoscenza, della resistenza. Perché, come amo ripetere spesso, “la conoscenza è già resistenza”. In questi giorni abbiamo deciso di inaugurare ufficialmente la sede, il che ha del paradossale se pensiamo al fatto che son passati ben dieci anni. La nostra, però, è stata una scelta precisa: anteporre il servizio alle celebrazioni, l’educazione-formazione dei ragazzi piuttosto che ricercare facili occasioni di mettersi in mostra. Sperare, però, non significa “chiamarsi fuori” dal proprio tempo, per pensare esclusivamente al futuro, ma avere il senso della propria contemporaneità e possibilmente coltivare una coscienza critica, a servizio del Vero, del Bene, dell’Uno e quindi andare al cuore della ricerca dell’approfondimento del metodo scout e dei contenuti della nostra fede, superando quel cinico disincanto, così deleterio, che a volte ci attanaglia ogni volta che ci sentiamo dire: ma chi ve lo fa fare. Non a caso oggi nella liturgia della parola abbiamo ascoltato nella Lettera agli Ebrei una bellissima definizione della fede: “fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono”. Se la speranza è l’ attesa desiderosa, la fede è la garanzia, altrimenti la speranza diventa un’ illusione, è un’ attesa vaga di qualche cosa, ma senza un fondamento; quindi la fede è la sostanza: così traduce il latino, rendendo letteralmente il greco «upostasis» (hypóstasis = ciò che sta sotto); la fede è ciò che sta alla base, è l’elemento su cui si fonda tutto il resto. Ma bisogna notare che fondamento di tutto non è una dottrina, ma una persona: è la realtà di Gesù Cristo, conosciuta storicamente nell’incarnazione, nella rivelazione dell’uomo Gesù di Nazaret. Dante Alighieri adopera proprio questo testo nel canto XXIV del Paradiso, laddove è chiamato a rispondere alla domanda di san Pietro: «Fede che è?» (v.53): «Fede è sustanza di cose sperate / ed


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Festeggiamenti 10 anni gruppo scout Cetraro 2, Cetraro, 6 agosto 2016

Un’esperienza vissuta da laici, ben consapevoli della responsabilità di dover educare con un metodo dalle profonde radici religiose, ma per sua natura aperto all’universalità, all’ accoglienza e all’ integrazione delle esperienze culturali, etniche e religiose. L’appartenenza alla Chiesa cattolica è per lo scautismo un moltiplicatore di opportunità offerte alle giovani generazioni per sperimentare esperienze di Bellezza che aiutano a divenire pienamente uomini e donne, ovvero come Dio ci ha creati. Come ha ricordato Benedetto XVI nel 2007, in occasione del centenario del movimento scout, fecondato dal Vangelo, lo scautismo è non soltanto un luogo di vera crescita umana, ma anche il luogo di una proposta cristiana forte e di una vera maturazione spirituale e morale, così come è un autentico cammino di santità. Sarà peraltro bene ricordarsi che, come sottolineava Padre Jacques Sevin, S.J., fondatore dello scautismo cattolico nel 1916, “la santità non è prerogativa esclusiva di alcun tempo né di alcuna uniforme particolare”. Il senso delle proprie responsabilità, che la pedagogia scout risveglia, conduce a una vita nella carità e al desiderio di mettersi al servizio del proprio prossimo, a immagine del Cristo servitore, appoggiandosi sulla grazia che il Cristo stesso dona, in particolare attraverso i sacramenti dell’Eucaristia e del Perdono. (*) Capo educatore del gruppo scout “Aurora” Cetraro 2

argomento delle non parventi» (vv.64-65). La fede, dunque, è anche un’ argomentazione, cioè non solo l’atteggiamento di fondo che garantisce la solidità dell’edificio, ma anche la struttura intelligente della verità da credere. In questi dieci anni abbiamo sempre cercato di approfondire questa struttura intelligente, perché assieme al metodo scout potessimo insieme crescere come uomini e donne libere, consapevoli, responsabili del nostro presente e del nostro futuro. Rifiutando ogni forma di scorciatoia e di compromesso, sforzandoci di integrarci in una comunità parrocchiale complessa, vasta e variegata pronti al servizio condiviso e disinteressato. Per questo continuiamo a credere e sperare nonostante a volte ci circonda il buio. Concludo lasciando la parola prima alla scrittrice italiana Laura Bosio, che annota nei suoi racconti: “Avanzando nella notte speriamo che ci sia una luce accesa da qualche parte, e i nostri passi sono mossi dalla speranza che prima o poi quella luce si manifesti. Per proseguire, per agire, abbiamo bisogno di sperare, di credere, che la luce esista per noi, che le circostanze della vita, la nostra e quella degli altri, cambino, che gli sforzi personali e comuni si realizzino in qualcosa, che non siamo ridotti a un cieco, insensato brulichio, come la sabbia della clessidra che si travasa continuamente e meccanicamente da un’ampolla all’altra” Poi al Papa emerito Benedetto XVI che a proposito della fede, insegna: ”La fede non è soltanto un personale protendersi verso le cose che devono venire ma sono ancora totalmente assenti; essa ci dà qualcosa. Ci dà già ora qualcosa della realtà attesa, e questa realtà presente costituisce per noi una “prova” delle cose che ancora non si vedono. Essa attira dentro il presente il futuro, così che quest’ultimo non è più il puro “non-ancora”. Il fatto che questo futuro esista, cambia il presente; il presente viene toccato dalla realtà futura, e così le cose future si riversano in quelle presenti e le presenti in quelle future” (Spe Salvi 7). Buona strada a tutti…. Ed ancora auguri. (*) Referente Regionale Calabria dell’Associazione contro le mafie “Libera”

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Lo Scoglio della Regina

Le Terme Luigiane hanno abbracciato il 100° Giro d’Italia Tra colori, profumi e tante emozioni

di Luigi Lupo

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uando lo sport, il ciclismo, diventa un’onda rosa che ti avvolge ti ammalia. Tutto questo e tanto altro è stato il passaggio sulla costa tirrenica della carovana rosa che si è fermata ad Acquappesa, (alle Terme Luigiane) l’11 maggio scorso. Tanti spunti di riflessioni per un evento che ha avuto ed avrà diverse ed importanti ripercursioni positive per il territorio di Acquappesa e del suo hinterland. Per primo, da un punto di vista logistico, il Giro d’Italia ha permesso di poter aprire al pubblico, dopo circa vent’anni il centro congressi di Acquappesa. Una mega struttura pubblica i cui i lavori sono iniziati addirittura nel 1998; pertanto grande soddisfazione è stata espressa da parte del sindaco Giorgio Maritato, dal coordinatore della direzione lavori, Arch. Angelo Siciliano e dal presidente del consiglio comunale Mario Poltero per il risultato raggiunto. Poi, un altro aspetto, che potrebbe apparire curioso e una mera coincidenza, è che ad accogliere il Giro d’Italia per la quinta volta è stato sempre il sindaco Maritato, un record! Ma il vero successo di questo evento, che quet’anno ha raggiunto la ben centesima edizione (il primo si ebbe nel lontanissimo 1908), è che Acuaqppesa, le sue strade, uomini, donne, giovani ed anziani sono stati coinvolti in un turbinio di emozioni. Vedere lo scoglio della Regina colorarsi di rosa e irraggiare in luminoso, è stata qualcosa che ha reso il monumento naturale di Acquappesa ancora più romantico. Vedere, gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Guardia Piemon-

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tese-Acquappesa “Cistaro” hanno aderito al progetto “Bici-scuola” assistendo alle lezioni di sicurezza stradale da parte della Polizia di Stato, ci si convince di come il passaggio del 100° giro d’Italia sia stato istruttivo ed utile. Tutto bene quello che finisce bene ma chi non ci ha lavorato a tutte le fasi organizzative mai e poi mai riuscirà a comprendere il dispendio di energie, l’impegno, la tenacia fornita dall’intera amministrazione comunale con in testa il proprio sindaco Giorgio Maritato, il vice Lucia Vaccaro e di Mario Poltero che ha assunto anche il ruolo di Commissario di tappa. Una macchina organizzativa, oserei dire, mostruosa. Io stesso avendo vissuto l’evento presso la sala stampa allestita nella struttura del Centro congressi, mi sono reso conto, avendo

Gli ormai famosi “Tornanti di Acquappesa” ripresi dall’alto, mentre passa il 100° Giro d’italia. Un luogo incantevole ed affascinante che, grazie alle immagini del Giro d’Italia, è conosciuto in tutto il mondo.


avuto al mio fianco tantissimi giornalisti accreditati, italiani e di tutto il mondo, che il Giro d’Italia non è solo un evento sportivo, seppur di primaria importanza, ma uno spaccato sociale che ha messo in campo (pardon, in strada) un’imponente dispiegamento di Forze dell’Ordine con 60 carabinieri, 90 agenti della polizia, 20 finanzieri, 15 agenti della Digos, 13 della polizia provinciale, oltre 30 vigili urbani e poi, tantissimi volontari della protezione civile e dell’Associazione Nazionale Carabinieri che, con la loro pregressa esperienza, sono

stati sempre vigili e fattivi. Oramai il 100° Giro d’Italia oltre ad essere passato dalla Calabria è già finito con il suo vincitore, la maglia Rosa Tom Dumouli, ma cosa rimane? Penso che da quelli che lo hanno visto in diretta in TV, con le bellissime immagini della nostra costa con i meravigliosi tornanti, e di quelli che erano presenti già dalle prime ore del mattino e che hanno vissuto minuto per minuto tutte le fasi, il color rosa sarà sempre impresso nei loro occhi, nella loro mente e nel loro cuore... come è accaduto al sottoscritto.

Mario Polterio (Pres. Cons. Comunale di Acquappesa eDirettore di Tappa) e Gianluca Bianco (Titolare del bar Lo Scoglio) soddisfatti per il risultato ottenuto nell’organizzazione della Tappa di arrivo ad Acquappesa (CS)

Il caravan della redazione mobile della “Gazzetta dell Sport” Organizzatrice del giro d’Italia da ben 100 edizioni.

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RUBRICA COSTUME E SOCIETà

Educare i giovani alla legalità nel ricordo di Giovanni Falcone

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uesto è il lavoro di un bambino di 12 anni che ha frequentato la seconda media e che per tanta curiosità ha letto il libro “Per questo mi chiamo Giovanni”. Un libro che prendendo spunto dalla vita quotidiana di Giovanni, un bambino di 10 anni vittima di atti di bullismo nella sua scuola, racconta la straordinaria storia di un eroe dei nostri giorni, Giovanni Falcone, che ha avuto il coraggio di combattere contro un forte nemico comune, “la mafia”, e lo ha affrontato a viso aperto senza usare armi o bombe, ma armato solo del suo coraggio e del desiderio di costruire per i giovani una società legale, civile e libera! Perché Falcone diceva che la mafia sarebbe stata sconfitta

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Vincenzo Fraccica – 2 F

dalle generazioni future. Emblematica è la sua frase: «Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini. Proprio le gambe dei giovani che hanno tutto il futuro davanti a se’, sono quelle che arriveranno più lontane e potranno portare avanti le sue idee e la sua missione di legalità». Questo alunno è stato invitato ad esporre il suo lavoro agli studenti di un’altra classe di seconda media il 23 maggio, giorno della memoria, perché il linguaggio semplice e senza artifici di un bambino è sicuramente lo strumento più potente ed efficace per permettere ad altri bambini di conoscere ed affrontare problemi complessi come la mafia ed i giochi di potere che la caratterizzano!


RUBRICA COSTUME E SOCIETà

IL LAVORO SVOLTO DALL’ALUNNO VINCENZO FRACCICA - 2F

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2 GIUGNO 2017 FESTA DELLA REPUBBLICA Consegnati dal Prefetto Tomao i diplomi di Onorificenza al ”merito di Cavaliere della Repubblica”

Consegna della “Onorificenza al merito di Cavaliere della Repubblica Italiana” a Vittorio Giuliani, imprenditore storico della Impresa “Giuliani mobili”, persona che si è contraddistinta non solo per le sue capacità impreditoriali ma anche per quelle umane e sociali.

Consegna della “Onorificenza al merito di Cavaliere della Repubblica Italiana” a Natale Mazzuca, storio imprenditore edile e attualmente presidente di Unindustria calabria e Confindustria Cosenza.

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La Dr.ssa Rachele Celebre (la terza da sx) con lo Staff che ha organizzato il cerimoniale della Festa della Repubblica del 2 giugno 2017 davanti la Prefettura di Cosenza in P.zza XV Marzo.

Consegna della onorificenza al merito di Cavaliere della Repubblica Italiana a Sisto Milito, dirigente Medico area oncologia dell’Azienda Sanitaria Provinciale e Ufficiale Medico del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana. Il Dott. Milito si è contraddistinto per le sue doti professionali e sociali.

L’Associazione ANCRI a parte le finalità senza alcuno scopo di lucro, svolge anche attività diverse, come quelle: culturali, sociali, ludiche, sportive, assistenziali, caritative, informative, editoriali, di beneficenza, d’istruzione, di spettacolo e possono essere iscritti esclusivamente persone insignite di una Onorificenza OMRI.

L’Associazione Nazionale dei Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana, rappresentata dal Presidente Provinciale di Cosenza Uff. Angelo Cosentino, e del Cav. Pasquale Giardino (Addetto Stampa e responsabile al Cerimoniale) con il Comandante Provinciale di Cosenza Col. Fabio Ottaviani.

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12 giugno 2017 VISITA DEL CAPO DELLA POLIZIA FRANCESCO GABRIELLI

Presso l’Aula Magna “B. Andreatta” dell’Università della Calabria, si è tenuto il Convegno “Ludopatia: prevenzione e sicurezza sociale” alla presenza del Pref. Franco Gabrielli, Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza. La Questura di Cosenza – Ufficio Relazioni Esterne – sempre impegnata nel sociale, continua a profondere il proprio impegno a tutela ed a fianco dei cittadini. Il Questore Dr. Giancarlo Conticchio, particolarmente attento alle problematiche che affliggono la nostra realtà sociale, ha avviato un percorso di partnership tra la Polizia di Stato ed altri Enti che si occupano di progetti e di educazione alla legalità, in un’ottica di sicurezza partecipata, mettendo a disposizione donne e uomini, mezzi e conoscenze della Polizia di Stato.

Il Questore di Cosenza Dr. Giancarlo Conticchio con il Pref. Franco Gabrielli Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.

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ATTIVITA’ SVOLTA DELLA SEZ. DI COSENZA

3 Luglio 2017 VISITA AL COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI COSENZA DEL COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA Gen. C.A. Tullio Del Sette

Foto di gruppo, davanti al comando provinciale dei carabinieri di Cosenza, in occasione della straordinaria visita del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Tullio Del Sette. La Sez. di Cosenza dell’A.N.C. era presente con il presidente S. Ten. Maurizio Saraceno (il primo da destra), il consigliere Lgt. Gerardo Sica e il direttore de “La Voce dell’A.N.C. di Cosenza” dott. Luigi Lupo.

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PRESIDENTE Vice PRESIDENTE

S.Ten. Maurizio Saraceno

Lgl. Luigi Nuzzo

Consiglieri

App. Capano Daniele V. Brg. Cappabianca Cosimo Brg. C. Grandinetti Santo M.llo Guerriero Camillo Car. Mungo Gianluca Brg. C. Petrassi Giuseppe Lgl. Sica Gerardo

SEZ. DI COSENZA

Segretario

Coordinatore

Revisore dei Conti

Soci Benemeriti

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Brg. C. Luciano Di Bari

Brg. C. Santo Grandinetti

Avv. Lanciano Salvatore Car. Giuseppe Guagliardi M.llo C. Ferraiuolo Francesco Arch. Fulvio Terzi


Soci Familiari

Soci Effettivi Altomare Emilio Altomare Nello Alfano Eugenio Anania Antonino Arnone Salvatore Bevacqua Francesco Bilotto Samuele Campenni Giuseppe Carnuccio Paolo Chilelli Saverio Cito Giuseppe Calabrese Carmine Curto Antonio Fabozzi Giuseppe Filice Maurizio Forciniti Giuseppe Gioia Carmine Guzzo Davide Guzzo Fabio Labonia Cataldo Laise Angelo Linori Marrelli Giuseppe Lucente Luigi Marasco Francesco Massafra Mario Mastroberardino Armando Matonti Alessi Fabio Miraglia Francesco Miraglia Giuseppe Pagliaro Battista Palermo Alessio Palermo Giampaolo Palermo Giovanni Passante Nicola Pellegrino Giuliano Perrelli Fausto Perrone Francesco Pulice Luigi Pulicicchio Giovanni Salerno Roberto R. Saporito Giuseppe Saraceno Giuseppe Sorrentino Luigi Spadafora Daniele Sposato Salvatore Ventura Alessandro Vivacqua Cenzino Volpe Salvatore Zicarelli Giorgio

Antonucci Francesca Astone Flaminia Bevacqua Giuseppina Borrelli Francesco Calabrese Maria Capano Marco Pio Cappone Amalia Castellucci Antonietta Caricati Antonio Cristini Maria Cuconato Michele De Paola Alessandra De Rango Andrea Esposito Deborah Filice Danilo Fiorito Giuseppe Fumarola Nadia Furgiuele Giada Grillo Mario Iorio Egidio Iorio Francesco Laise Francesco Lanciano Salvatore La Salvia Giustina Linori Marrelli Florinda Loberto Mirella Lucente Giovanna V. Miraglia Paola C. Musacchio Alessio Nardi Arnaldo Nuzzo Elisabetta Salerno Ettore Siciliano Carmine Tenuta Ada Vignieri Massimo Paradiso Rosita Toscano Eugenio

Luigi Lupo Direttore Responsabile Franca Ferrami Vice direttore

Coriolano Martirano Consulente di redazione

Redazione Fulvio Terzi Gianfranco Molinaro Sisto Milito Giovanni Sindona Gerardo Sica Salvatore Lanciano Margherita Corriere Fotografi Emilio Martino Tony Mancina

Stampa e Grafica ADT GROUP Press Editori

Editore Sezione ANC di Cosenza

Soci Simpatizzanti Altieri Pierino Altomare Luca Andreoli Giovanni Aquino Debora Borrelli Francesco Castellucci Alessia Celebre Lucia Cincinnato Cinzia Citino Ivan Cristiano Gianfranco Crucieli Giuseppe Crucitti Demetrio F. Cosentini Francesco Cupelli Giovanni Curcio Loredana D’Agostino Ottavio D’Elia Umberto De Marco Roberto Domma Mario Di Blasi Mario Elia Giuseppina Federico Vincenza Fuoco Caridi Paola Gallo Pasquale Gencarelli Mario F. Giacomantonio Renato Giardino Manuela Giardino Pasquale Greco Gaetano Greco Giuseppe Greco Paolo Guzzo Foliaro Gaspare Lavorato Ernestino Leonetti Franco Lico Antonio Lico Teresa Lo Gullo Ernesto Lupo Luigi Maione Lorella Maletta MariaRosaria Mancaruso Anna Martino Emilio Martirano Coriolano Mauro Donatella Meora Giovanni Misasi Francesco Mittembergher Elena P. Molinaro Gianfranco Montalto Massimiliano Napoletani Berlingò F. S.E.Nunnari Salvatore Oriolo Alfonso Ottomanelli Biagio Palmieri Enrico Parise M.Cristina Parise Ottorino Pepe Elio Perrone Antonina Petrone Michele Piluso Francesco Posteraro Gabriella Prezioso Franco Provato Giuseppe Provato Salvatore Ricci Giovanni Rovito Danilo Salamanca Antonio Schiumerini Antonio Scirica Liberata Rita Scrivano Aurelio Sindona Giovanni Timpone Maurizio Tocci Antonio Toteda Pietro Trentinella Francesco Turco Filomena Tuoto Giacomo Veltri Romolo Verta Antonio Viceconte Annamaria Volpentesta Giada Volpintesta Livio Zuccone Alessandro

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CONSIGLIO DIRETTIVO

S. Ten. Saraceno Maurizio

Lgl. Nuzzo Luigi V. Presidente

Presidente

App. Capano Daniele

M.llo Guerriero Camillo

V. Brg. Cappabianca Cosimo

Car. Mungo Gianluca

REVISORE DEI CONTI

Avv. Lanciano Salvatore

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Car. Guagliardi Giuseppe

Brg. C. Di Bari Luciano Segretario

Brg. C. Grandinetti Santo

Brg. C. Petrassi Giuseppe

Lgl. Sica Gerardo

SOCI BENEMERITI

M.llo C. Ferraiuolo Francesco

Arch. Terzi Fulvio


SOCI EFFETTIVI

M.llo C. Altomare Nello

Car. Calabrese Carmine

App. Sc. Salerno Roberto Rocco

Car. Massafra Mario

App. Palermo Giovanni

App. Sposato Salvatore

Car. Perrone Francesco

Brg. Lucente Luigi

App.Sc. Pulicichio Giovanni

SOCI FAMILIARI - VOLONTARI

Castellucci Antonietta

Siciliano Carmine

Cappone Amalia

Furgiuele Giada

Grillo Mario

Filice Danilo

Nuzzo Elisabetta

Loberto Mirella

Cuconati Michele

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SOCI SIMPATIZZANTI - VOLONTARI

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Lico Antonio

D’Agostino Ottavio

Turco Filomena

Posteraro Gabriella

Toteda Pietro

Montalto Massimiliano

Mauro Donatella

Curcio Loredana

Aquino Deborah

Fuoco Caridi Paola

Ricci Giovanni

Ottomanelli Biagio

Oriolo Alfonso

Greco Gaetano

Di Blasi Mario

Martino Emilio

Maletta Mariarosaria

Meora Giovanni

Provato Giuseppe

Provato Salvatore


Molinaro Gianfranco

Perrone Antonella

Cincinnato Cinzia

Lico Teresa

Timpone Maurizio

Verta Antonio

Altomare Luca

Volpentesta Giada

Altri soci simpatizzanti

S.E. Salvatore Nunnari Già Aric. Cosenza-Bisignano

Dr. Antonio Salamanca Medico Specialista

Prof. Giovanni Sindona Docente Unical – Dip.Chimica

Dr. Demetrio Crucitti Direttore Rai-Calabria

Dr. Giuseppe Greco Giudice – Gip Trib. CS

Dr.ssa Rachele Celebre Funz. Prefettura di Cosenza

Prof. Coriolano Martirano Prof.ssa Maria Cristina Parise Roberto De Marco Segr.Accademia Cosentina Pres. Dante Alighieri Cosenza Dirig.Cattolica Assicurazioni

Cav. Pasquale Giardino Ispettore del Lavoro U.P.G.

Dr.ssa Manuela Giardino Funz. Banca - Scrittrice

Dr. Gaspare Guzzo Foliero Funzionario

Dr. Luigi Lupo Ispettore del Lavoro U.P.G

Antonio Ferro Pres. Sez. ANC di New York (USA

Dr. Ernestino Lavorato Consulente del lavoro

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LO STAFF DI REDAZIONE DEL PERIODICO ON LINE

LA VOCE DELL’A.N.C.

Direttore Responsabile Dr. Luigi Lupo

Resp. Rubrica Medico - Scientifica Cav. Ten. Dr. Sisto Milito

Vice direttore Dr.ssa Franca Ferrami

Resp. Rubrica Storia e Cultura Arch. Fulvio Terzi

Responsabili Rubrica Tutela dei Minori Dr. Gianfranco Molinari e Avv. Margherita Corriere

Responsabili Rubrica Sportello Legale - Salute e Sicurezza Alimentare Cav. Lgt. Dr. Gerardo Sica - Avv. Salavatore lanciano - Prof. Giovanni Sindona

Stampa e Grafica Rosellina Arturi ADT Group Press Editori

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Fotografo Porfessionista Tony Mancina Foto-video bluebox

Reporter Sez. ANC-CS Emilio Martino


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La voce dell'ANC Cosenza - Anno 3, Numero 8  
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