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In-segnAti da Bologna Premiati Zucchelli 1963 - 2016

ZUCCHELLI


In copertina: Mario Martinelli Senza titolo, 1966 olio su tela, 100x70 cm Collezione Federico Martinelli


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In-segnAti da Bologna


Fondazione Carlo, Carolina, Bianca e Santina Zucchelli Strada Maggiore, 90 40125 Bologna Tel. 051 4121216 fondazionezucchelli@gmail.com www.fondazionezucchelli.it Facebook: Fondazione Zucchelli

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FONDAZIONE ZUCCHELLI

In-segnAti da Bologna

Ringraziamenti

Consiglio di amministrazione

Bologna, Fondazione Zucchelli Zu.Art

La Fondazione Zucchelli desidera

17 dicembre 2016 - 3 febbraio 2017

ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al buon esito della mostra.

Presidente Davide Rondoni Consiglieri

Mostra a cura di Beatrice Buscaroli

In particolare:

Elena Marchetti

Bruno Bandini Vittorio Burgio

Fabio Alberto Roversi-Monaco Jadranka Bentini

Redazione del catalogo

Valentina Cuomo

Enrico Fornaroli

Ilaria Schipani

Luigi Di Tuccio

Vincenzo De Felice

Gabriele Marmiroli

Vittorio Paolucci

Progetto grafico

Giovanna Ghini

Francesca Delvecchio

Carlotta Santandrea

Giovanna Caimmi Gian Paolo Luppi

Allestimento

L’edizione online del catalogo è stata prevista

Enrico Mulazzani

anche per consentire di accogliere, nel caso

Comitato Scientifico per le

dei prossimi mesi, artisti che siano eventualmente

Arti Figurative

Comunicazione, Ufficio stampa e

Beatrice Buscaroli

gestione eventi

Giovanna Caimmi

Irene Bellini

Walter Guadagnini

sfuggiti o che non siamo riusciti a trovare.

col patrocinio del

Segreteria generale Isa Gambetta 5


SOMMARIO Davide Rondoni Jadranka Bentini Beatrice Buscaroli Elena Marchetti

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ARTISTI Lino Acconcia Benjamin Zordan Altermatt Tea Andreoletti Federico Aprile Philippa Helen Armstrong Marzia Avallone Esmeraldo Baha Maria Assunta Baldazzi Andrea Baraldi Barbara Baroncini Angela Barusi Ivano Biasetti Giovanni Blanco Nedda Bonini Maurizio Bottarelli Aurelio Bulzatti Giorgio Burnelli Danilo Busia Fabrizio Caboni Vittoria Cafarella

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18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37

Alessandro Canova Perelli Elisa Cantarelli Patrizia Cantelli Alessandro Casanova Giulia Casula Gabriel Da Fonseca Elisa De Nigris Daniele Degli Angeli Luisa Denti Giuseppe Anthony Di Martino Nicola Dinoia Giuseppe Fabris Aldo Galgano Marilena Gamberini Francesco Geronazzo Christian Ghisellini Gianni Guidi Vladimir Isailovic Alessandro La Motta Mannes Laffi Gabriele Lamberti Valentina Lasagni Fabiola Ledda Luca Lolli Annalisa Malaguti Enrico Manelli 6

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38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63


Gianni Mantovani Mario Martinelli Filippo Marzocchi Carlo Mastronardi Dante Mazza Gianfranco Mazza Paolo Migliazza Antonio Montanari Maurizio Montanari Leone Monteduro Simonetta Moro Enrico Mulazzani Adriano Nardi Carla Negri Marco Neri Riccardo Paolini Andrea Parenti Raffaele Passerini Pietro Pastore Monica Pellegrini Fabrizio Perghem Serena Piccinini Rossella Piergallini Irene Prendin Anuschka Prossliner Davide Rivalta Davide Saba Sima Shafti Amir Sharifpour

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64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92

Sissi (Daniela Olivieri) Valeria Talamonti Giovanni Tamarri Riccardo Vanni Elena Viappiani Anna Visani Alessandra Zagni Nazario Zambaldi Alberto Zamboni Gloria Zannini

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Ogni volta che vedo qualcosa che lotta contro il tempo mi ricordo di questo terribile, dolce sonetto di William Shakespeare: XV Quando penso che tutto ciò che cresce rimane solo un attimo perfetto e che il nostro è un gran teatro d’apparenze soggette all’influenza delle stelle e, sotto un cielo amico e che lo avversa osservo come pianta crescer l’uomo che vanta linfa giovane e alla cima, del suo splendore immemore, s’incurva,

Presidente della Fondazione Zucchelli Davide Rondoni

allora, in questa idea dell’incostanza, di gioventù ti vedo ancor più ricco, mentre Tempo si accorda con Rovina a fare del tuo bel giorno opaca notte. In guerra contro il Tempo, per tuo amore io ti innesto di quanto lui ti toglie. Ci sono quelli che, ponendosi in lotta contro il tempo che “incurva” ogni perfezione, provano a “innestare” nuovamente quanto viene tolto facendo affidamento sulla forza del potere, o sulla forza della astuzia, su vari generi di lifting compresi quelli offerti di continuo dalla cattiva scienza. Ma diventano presto maschere 8


grottesche. Cerbiatti impagliati. Vecchi rancorosi. Si comportano come se la giovinezza fosse una conquista, invece che un dono del cielo, in ogni momento della esistenza. Ma il cielo “è dei violenti” dice la Bibbia, Dio vomita i tiepidi, e allora il cielo bisogna invocarlo, provocarlo, bisogna chiamarlo perché continui a dare giovinezza. Il modo per chiamare il cielo a fare il cielo, il modo per invocarlo e provocarlo a dare giovinezza è fare come lui, imitarlo - offrendo sempre, donando. Lo sapevano le donne Zucchelli che decisero di mettere a disposizione il loro bene per il bene di tanti ragazzi di talento e “privi di mezzi” come si diceva allora. Questo loro gesto, d’oro e di vento, vogliamo onorare con questa mostra che per la prima volta in cinquant’anni di vita della Fondazione raduna i premiati, li chiama nella città che li ha segnati, dove hanno incontrato maestri e amici e dove la Borsa di studio Zucchelli li ha aiutati. È un piccolo segno, senza pretese. Ma andava fatto, per dare il senso di una presenza per molto tempo silenziosa in questa città. Come diceva Pasolini, Bologna manca di senso dell’alterità e ritiene che la sua cultura e la sua arte siano solo quelle decise in alcuni piccoli consessi o stanze con le tende tirate. Invece c’è molto di più e questa storia di artisti, donne generose, cantanti invece ora si affaccia dalle stanze di case Zucchelli sul giardino e sulla città. Grazie alla autorevolezza critica di Beatrice Buscaroli e alla colta alacrità

della co-curatrice Elena Marchetti, vede la luce una mostra “albo d’oro” a cui tutti i vincitori di questi oltre sessant’anni rintracciati hanno aderito con generosità. Di questo li ringrazio. E giunto alla fine di un mandato che ho voluto caratterizzare con la valorizzazione dei luoghi della Fondazione (il giardino Zu.Art) e della sua storia, ringrazio tutti coloro che hanno collaborato, in particolare Isa Gambetta e Irene Bellini.

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La Fondazione Zucchelli ha inaugurato il 17 dicembre scorso, all’interno degli spazi di Zu Art giardino delle arti, la mostra dedicata agli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna che hanno ricevuto incentivi allo studio nell’arco di tempo che ci separa dal 1963 ad oggi. Dall’anno della sua fondazione – 1959 –, originata dalla generosità delle sorelle Zucchelli che intesero con il loro lascito sostenere giovani di talento nelle arti figurative e nella musica, sono state promosse centinaia di borse di studio a profitto di allievi che hanno così potuto muovere i loro primi passi nel mondo delle arti. Non si finirà mai di lodare quanti con il loro contributo di cittadini sostengono la cultura, nel caso specifico disinteressatamente e con l’affetto che contraddistingue chi dona nel nome di altri: è il vero mecenatismo che intrattiene con la società il dialogo più alto, nel nome di una crescita autentica di valori e di civiltà.

Presidente del Conservatorio di Musica “Giovan Battista Martini” di Bologna Jadranka Bentini

Questa mostra non è, per ovvie ragioni, esaustiva della schiera di giovani che ha beneficiato negli anni di premi e di borse di studio. Alcuni hanno fatto strada, altri ne hanno imboccate di diverse: rintracciarne tanti, e così numerosi, è già un risultato importante che testimonia dell’attività ininterrotta della Fondazione sul versante delle arti figurative – pittura soprattutto –, con opere declinate in formule e sintassi diverse tanto da costituire un percorso 10


artistico riassuntivo degli ultimi cinquant’anni. Si tratta di un bilancio solido, certamente l’albo d’oro dei premiati, ma non definitivo. Lo sguardo spazia entro una geografia di diplomati con i docenti più illustri dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, i cui caratteri affiorano dalle opere a significare impronte e magisteri ampiamente riconosciuti. Si tratta di un risultato importante che dovrà essere ampliato anche al fronte della musica, l’altra protagonista della Fondazione Zucchelli, i cui benefici si estendono parimenti ad allievi del Conservatorio di Musica “Giovan Battista Martini”, istituto di alta formazione musicale fra i maggiori d’Italia. Ne attendiamo l’esito.

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ACCADEMIA DI BELLE ARTI Beatrice Buscaroli Cinquant’anni, mezzo secolo. Questa mostra ripercorre le vicende silenziose di un piccolo ente privato e generoso, la Fondazione Zucchelli di Bologna, restituendo una sorta di storia dell’arte vista da un’angolazione assolutamente unica, perché in gran parte riguarda la giovinezza di artisti che possono aver proseguito la strada come possono averla abbandonata. La rassegna raccoglie infatti un’opera per ognuno dei vincitori delle borse di studio che dal 1963 al 2016 sono state elargite agli studenti “meritevoli”, come recita l’antico bando, dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Preceduta da un lungo lavoro di ricerca sui documenti d’archivio e sui registri della Fondazione, la mostra raccoglie a oggi le opere di ottanta premiati: molti furono, infatti, gli artisti che trassero spinta da questo riconoscimento e continuarono il lavoro nell’ambito delle arti. Diversi i bolognesi e molti i nomi che hanno un ruolo ben definito nel mondo artistico contemporaneo. L’esposizione chiama a raccolta i vincitori di quel concorso, ma soprattutto restituisce un clima che testimonia la varietà dei modi con cui il gesto artistico si è espresso, la varietà delle tecniche adottate, la

molteplicità di soluzioni con le quali quei “giovani” artisti hanno cercato di definire il mondo. “Si scrive, sempre, lungo i confini indeterminati dell’essere”, scrive Edmond Jabés: queste opere diventano parole pronunciate lungo quel confine incerto e infido, affermano una verità, un principio, un inizio. Diversi i tempi, diverse le culture che si sono succedute, i gusti che si sono espressi e, ovviamente, quelli delle commissioni. Diversi, soprattutto, i maestri che sembrano rivivere nelle tracce lasciate nei lavori degli allievi. Tanti sono gli artisti di rilievo nazionale che hanno insegnato all’Accademia di Belle Arti di Bologna anche dopo i fasti morandiani e il lungo esilio di Virgilio Guidi: da Pompilio Mandelli a Ilario Rossi, Da Luciano De Vita a Quinto Ghermandi, da Antonio Natalini a Concetto Pozzati, da Lea Colliva a Umberto Mastroianni, a Emilio Contini. La mostra comincia con un dipinto del 1963: siamo in pieno clima informale e Mandelli e Rossi fanno parte di quella “banda” radunata da Francesco Arcangeli che, dalle vicine aule dell’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università, modellava la complessa compagine dell’Informale padano. Poi si succedono i decenni ed è realmente 12


sorprendente vedere come giovani di vent’anni potessero filtrare l’universo figurativo ormai senza confini che si trovavano a conoscere: da allora e fino ad oggi, attingendo alla Pop-Art americana come alla poetica dell’oggetto, dalla bad painting all’astrazione o alla figurazione. È, questo, l’aspetto più curioso della mostra: la relazione che ogni opera, o meglio ogni gruppo di opere, presenta con quello che un tempo si definiva Zeitgeist, lo spirito del tempo il cui profilo acquisisce tonalità e timbri che segnano in vario modo la “crisi della modernità”. Molti dei lavori esposti risentono della presenza dei maestri, ombre in controluce che sembrano veramente incarnare i “tramandi” su cui si struggeva Arcangeli, altre rivelano una sensibilità più accentuata verso i trionfi, veri o presunti, delle correnti artistiche che dagli anni Sessanta giungono fino ad oggi, attraversando – come si è visto – informale, Pop Art, concettuale, Transavanguardia. Eppure, a partire dagli anni Novanta, si avverte che il confine della disciplina, la “specificità del medium”, comincia a vacillare. Le ragioni delle tecniche artistiche, nella loro compiutezza, nel loro manifestarsi incontaminato, vengono poco alla volta messe in discussione:

installazioni, fotografie, video, contaminazioni, emergono con sempre maggiore frequenza. Fino a mettere in discussione non tanto la riconoscibilità dell’opera, quanto piuttosto la nostra stessa capacità di orientare una valutazione. Il “bello” cambia, cambia il sentimento degli artisti, cambia la nostra percezione. Niente è più come prima, e il Premio Zucchelli è testimone anche di questo smottamento, di questo procedere incerto che è anche un’apertura e un invito a giudicare in modo più complesso le risposte che l’arte suggerisce. Le testimonianze che i partecipanti hanno dedicato al ricordo del Premio ricevuto sono una delle particolarità più toccanti della poco più che cinquantennale storia del Premio: stupore, necessità, incredulità. È la presenza costante di un’umanità pulsante e viva ciò che rende questa mostra, a modo suo, unica. In ogni opera sembra ancora poter sentire l’emozione di un’attesa che poteva cambiare la vita, decidere un destino, creare un artista, rafforzarlo, convincerlo.

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ALBO D’ORO Elena Marchetti Storia di una ricerca. L’Archivio Storico della Fondazione Zucchelli

ora vuole soprattutto essere vista, non raccontata, si possono delineare le seguenti fasi del lavoro.

Ottantuno artisti e avrebbero potuto essere molti di più. La vicenda della ricerca nell’archivio storico della Fondazione Zucchelli è l’affondo in una storia viva. Scavando nel rigore dei volumi dei verbali, dei registri contabili, delle valutazioni delle commissioni, si ricostruisce a poco a poco una storia aperta, la vita delle giovani generazioni degli ultimi cinquant’anni. Su iniziativa dell’attuale Presidente della Fondazione e del Consiglio di Amministrazione, sostenuto nelle motivazioni dal Comitato Scientifico dell’Accademia di Belle Arti, un anno fa si è deciso che i faldoni dovevano essere aperti e l’archivio esplorato. Si auspicava la ricostruzione di una lista, un albo d’oro per così dire, che aiutasse a chiarire i registri, mettere in luce le definizioni e i passaggi amministrativi, offrire un quadro globale e ordinato dell’attività filantropica titolata alle sorelle Zucchelli fin dalla data della sua fondazione. È emerso questo, e molto di più. Intanto, occorreva fare chiarezza sui premi e gli anni. Non è stato immediato, poiché, come ogni struttura viva, anche questa andava ridefinendo i propri parametri di anno in anno, aggiustando tempi e modalità secondo esperienza. Riassumendo, e senza voler entrare troppo nel dettaglio di una ricerca che

Come prima tappa si è cercato di stabilire la consistenza del fondo di archivio per determinare un metodo adeguato da utilizzare per la ricerca. Il metodo canonico per una ricerca di archivio è lo spoglio sistematico del posseduto, metodo applicato anche in questo frangente. La prima constatazione è stata che la consistenza del fondo è compromessa. Esso si presenta parziale e lacunoso nelle parti esistenti. Non è stata tenuta una lista dei premiati dalle amministrazioni precedenti. Si è deciso dunque che le informazioni sui premiati andassero desunte dai verbali delle riunioni dei consigli di amministrazione. Questi erano stati conservati e, con spoglio cronologico dal più antico al più recente, sono stati tutti vagliati al fine di reperire informazioni sul Premio. Nelle sedute, i consiglieri danno lettura e approvano il verbale d’esame redatto dalle commissioni esaminatrici, e deliberano la assegnazione o attribuzione (termini usati in modo equivalente) delle Borse di Studio. Il verbale del consiglio di amministrazione non è il verbale della commissione esaminatrice, che invece non si è conservato. La criticità di questi documenti consiste principalmente 14


nel fatto che venivano riportati con varia calligrafia i nomi dei vincitori senza dati anagrafici e senza estremi che ne aiutassero l’identificazione. Seconda difficoltà, quella di determinare le annate di conferimento del premio, che differiscono da quella di presentazione della domanda, che a sua volta non coincide con quella dell’anno accademico di riferimento. È opportuno dunque chiarire in questa sede il doppio riferimento cronologico che compare in catalogo per ogni artista rappresentato: esiste un anno accademico di riferimento e un anno di conferimento della Borsa di Studio. Questi non necessariamente sono consecutivi, né rispettano un ordine logico. Il verbale del CdA è ciò che fa fede per la data di assegnazione del Premio e si considera come anno della Borsa di Studio Zucchelli, termine a dir la verità più appropriato di Premio perché chiarisce che l’assegnazione del sostegno economico avviene in riferimento all’a.a. di corso dello studente. Motivo per cui entrambe le segnature sono indispensabili, sia quella dell’a.a. sia quella dell’anno di conferimento. Da qui anche la sottolineatura fondamentale della genealogia all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, perché in ogni domanda lo studente doveva specificare per quale disciplina chiedeva di essere ammesso al concorso e di quale professore fosse allievo. Una genealogia artistica vivissima e

feconda, studiata nel saggio di Beatrice Buscaroli in catalogo. Dallo spoglio dei verbali è emerso un elenco definitivo di 287 artisti vincitori. Per ognuno si è cercato di stabilire l’identità anagrafica e di individuare il profilo professionale, con un’attitudine investigativa di cui lo storico dell’arte deve essere sempre attrezzato, insieme a una certa baldanza ingenua animata dal fascino della scoperta. Di 287, oggi in mostra ne vediamo 81. Nella speranza che i compagni, richiamati dalla eco di questa prima rassegna, vogliano arricchire il plotone vario e acceso di questa falange di artisti schierata sulle pareti di Case Zucchelli. Ognuno meriterebbe un’analisi singola. «“Parlarli”, bisogna», avrebbe detto Longhi (dall’editoriale del primo numero di Paragone, 1950), con una sensibilità critica «diversa a ogni opera». Noi li abbiamo messi in dialogo e crediamo così di favorire un colloquio tra le generazioni che hanno fatto la scena bolognese degli ultimi sei decenni. Per rappresentarli tutti, abbiamo scelto il dipinto dell’unico artista scomparso tra quelli esposti, Mario Martinelli, che, nell’intreccio variopinto di radici giovani incoraggiate a crescere, dice bene chi siamo: un giardino.

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Borse di Studio 1963 - 2016

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LINO ACCONCIA Borse di studio 2008, 2009 A.A. 2005-2006, 2007-2008 Vive e lavora a Bologna. Ha conseguito con lode il diploma di 2° livello in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Le sue opere combinano fotografia digitale, nuove tecnologie grafiche e pittura. Sviluppa la propria ricerca sul “presentismo” che lo porta ad approfondire tematiche legate alla società del suo tempo. Nel 2010 dà vita al movimento artistico “oltreego.it”. Dal 2005 al 2016 le sue opere si annoverano all’interno di importanti mostre collettive in Italia e in Europa. Tra i principali riconoscimenti vi sono: Premio Biennale di Scultura Bagnacavallo, Ravenna nel 2005; Premio Fondazione Zucchelli Bologna per gli anni 2008 e 2009; Premio Arte Scienza Fondazione Golinelli nel 2009; Premio Centergross, Premio Art’Oggi Bologna 2010 e Premio Biennale SAMP (Collezione Maccaferri) nel 2011. Nel 2010 realizza la Mostra personale “oltreego”, ABABo. Nel 2012 realizza la mostra personale permanente “oltreego nuova immagine”, SAMP Gruppo Maccaferri Bentivoglio Bologna.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

A mio avviso è sempre un piacere e un onore mettermi alla prova in campo artistico. Per l’appunto, tra i primi concorsi ho partecipato al Premio Zucchelli. Si procedeva il primo giorno con la prova di disegno dal vero con la modella per poi passare nei giorni successivi alla progettazione e realizzazione dell’opera. Ricordo con piacere gli istanti prima che le differenti e intransigenti giurie emettessero “il verdetto”, che per entrambi gli anni (2008 e 2009) è stato favorevole e unanime. Tra le altre cose in quegli anni la cerimonia di premiazione si effettuava al Conservatorio e io andavo sempre volentieri con amici a godermi il concerto. Ego sum, 2007, tecnica mista su fotografia, pittura digitale, 108x124 cm 18


BENJAMIN ZORDAN ALTERMATT Borsa di studio 2008 A.A. 2005-2006 È nato a Santiago del Cile l’anno 1982. Ha studiato Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha vinto una borsa di studio Erasmus per frequentare la Facoltà di Arti e Disegno dell’Università di Atene durante il trascorso dei suoi studi in Italia. Il suo lavoro riflette e incide sull’effetto del tempo stesso nei processi creativi, il tempo quantitativo (chronos) che cerca di misurare e dare senso è in costante confronto con il tempo qualitativo (kairos), che è spontaneo e non segue linee di tempo, solo raccoglie momenti che come una macchina del tempo sono collezioni di presenti fantastici. Benjamin è una sorta di collezionista e il suo lavoro potrebbe ben definirsi come una continua serie di collezioni a prima vista diverse tra di loro, ma ben collegate alla base della propria esperienza creativa. I suoi lavori sono stati esposti in diverse istituzioni private e pubbliche, tra loro si distaccano “Indias indios” nel Bozar di Bruselas, “Cuentos del otro lado” nella galleria Fabs di Varsovia, “Nudism” nel Grimmuseum di Berlino e “Joseph Rock” nel Museo Nacional de Bellas Artes e nella galleria Tactile di Santiago.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Nell’anno in cui ho vinto il premio, l’Accademia delle Belle Arti aveva appena inaugurato i sotterranei come nuovi spazi espositivi. Il giorno dell’inaugurazione però non era stato messo tutto ancora a posto e gli scatoloni divennero parte della mia opera! Ma fu una fortuna, in quanto i giudici apprezzarono il mio lavoro e riuscii a vincere il premio. Quindi dico un grazie all’Accademia e alla Fondazione Zucchelli per il premio ricevuto. A sinistra: Para Charles B. A destra: Para Leonard C., 2016, acrilico e pigmenti di colore, 51,1x73,5 cm 19


TEA ANDREOLETTI Borsa di studio 2013 A.A. 2011-2012 Nata nel 1991, è originaria di Gromo. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, alla WDKA di Rotterdam e all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2015 si trasferisce a Budapest per realizzare alcuni progetti artistici. Attualmente vive a Torino per portare avanti un progetto di ricerca all’interno della residenza di Progetto Diogene Bivaccourbano_R 2016. Ha esposto presso Tysnes art gallery Norway; FKSE studio galéria Budapest; Rivolidue Milano; B.a.d. Foundation Rotterdam; Verbeke Foundation Stekene-Belgio; Fondazione Zucchelli Bologna.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ricordo con molto affetto i momenti di lavoro per la realizzazione dell’opera per il Premio Zucchelli. Si passava una settimana insieme, a lavorare fianco a fianco. È stato un momento di scambio, di confronto e di crescita.

La prima volta che ho sentito il sapore dell’aria, 2015 stampa fotografica, 14x20 cm 20


FEDERICO APRILE Borsa di studio 2015 A.A. 2013-2014 Nasce nel 1989 a Suzzara (RE). Nel 2009 si diploma in Grafica pubblicitaria e Fotografia all’Istituto “A. Venturi” di Modena. Nel 2013 consegue la specialistica in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 2009 ad oggi partecipa a numerose esposizioni collettive e viene selezionato in diversi concorsi d’arte contemporanea. Nell’aprile del 2014 inaugura la prima mostra personale Intonazione a Reggio Emilia. Nel 2015 è vincitore di “Codice Italia Academy”, concorso promosso da Vincenzo Trione, Biennale di Venezia 2015. Nel 2016 è finalista nella sezione di Pittura in “Art Laguna Prize 2016”. Dal 2013 collabora con il movimento artistico-culturale “Oltreego” di Bologna. Nel 2014 ha collaborato con il gruppo “Bee-live”, che opera e sperimenta nell’atelier di pittura dell’Officina delle Arti di Reggio Emilia e nel 2016 lavora in “AreByte” a Londra. Dal 2013 svolge attività didattiche e artistiche.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Il premio Zucchelli mi ha permesso di realizzare un’opera in un tempo molto breve, ha permesso di concentrare le emozioni e di partire alla ricerca di un’altra sfumatura del processo di realizzazione di un’opera; ed è per questo che l’esperienza del premio ha sempre scoperto lati nascosti del mio operare, sui quali successivamente ho riflettuto, divenendo questi, in un secondo momento, imprescindibili dalla mia pratica. Devo sicuramente un grazie di cuore a tutta la Fondazione.

Geographies 2 · 3 · 9, 2016 fusaggine e inchiostro su tela, trittico 40x30 cm ciascuno 21


PHILIPPA HELEN ARMSTRONG Borse di studio 1985, 1986 A.A. 1983-1984, 1984-1985 È nata a Londra nel 1962. È un’artista e insegnante a tempo pieno. Le sue opere si trovano soprattutto in collezioni private e ultimamente sulla rete. Proviene da una famiglia d‘artisti. Dopo l’ammissione al corso di Design tessile all’Università Goldsmiths di Londra per affinare la sua passione per le opere di Eva Hesse, frequenta l’Accademia di Belli Arti a Bologna, grazie a una borsa di studio, rimanendoci poi per sempre. Nonostante l’evoluzione tecnica, il suo lavoro è sempre rivolto alla creazione di “playscapes”, “mondi rovesciati”, figure allegoriche, realizzate con un minimo di colori o non-colori e materiale di diverse consistenze, seguendo la sua grande passione per questo tipo di arte. “Le mie immagini cantano melodie di gioia e desideri, un posto dove uno può vivere emozioni diverse”. I suoi lavori sono stati inclusi in molte pubblicazioni, ha esposto in Italia e all’estero, e ricevuto molti premi e riconoscimenti. Lavora tuttora a Bologna in collina e ha ancora uno stretto legame con il suo paese d’origine.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Tutto il tempo di frequenza all’Accademia di Belli Arti di Bologna è stato pieno di eventi, sfide e opportunità. Le difficoltà linguistiche di comunicazione erano mitigate dal fatto di potermi esprimere soprattutto dipingendo… Riguardando i miei diari e appunti d’arte (sketch books) pieni di pensieri anche propiziati dal Premio Zucchelli che mi assicuravano di continuare a lavorare agevolmente con più entusiasmo e serenità, ricordo di tutte le possibilità offertemi per far conoscere i miei lavori ad Arte Fiera a Bologna, a Bari e in altre mostre in Italia e all’estero con il sostegno dei miei insegnanti.

Deans Rag Books, 2013, cera e carta su lenzuolo di canapa, 70x100 cm 22


MARZIA AVALLONE Borsa di studio 2012 A.A. 2009-2010 Nata a Viggiano, in Basilicata. Nel 2011 consegue il diploma di primo livello in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. In questi anni partecipa a diverse collettive, tra cui il bando della Fondazione Zucchelli vincendo la borsa di studio. Nel 2012 si iscrive all’Università IUAV di Venezia dove frequenta il corso magistrale di Arti Visive e Teatro. In questo periodo frequenta diversi workshops con: Andrea Cavalletti, Antoni Muntadas, Klaus Obermaier, Alberto Garutti, Cesare Pietroiusti e Filipa Ramos, Ayreen Anastas e René Gabri. A Febbraio 2015 vince una borsa di studio che la porta a trascorrere sei mesi presso l’Universidad Nacional de Colombia a Bogotà. Al rientro in Italia inizia il tirocinio con l’artista Sissi, nonché sua assistente presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e presso il suo studio sito al Collegio Venturoli. Spirito itinerante, attualmente vive a Bologna.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

È stato un piacere e un onore ricevere la borsa di studio della Fondazione Zucchelli. Borsa di studio che venne in mio aiuto, calcolando che ero una studentessa fuori sede. Una Fondazione che apre le sue porte agli artisti, a prescindere dalla residenza e dal luogo di nascita.

Ruah, 2015, Stampa fine art photo Rag® Satin, 100x50 cm 23


ESMERALDO BAHA Borse di studio 2015, 2016 A.A. 2013-2014, 2014-2015 Nato a Elbasan (Albania) il 23 marzo del 1991, attualmente vive a Bologna. Dopo essersi diplomato presso il Liceo Artistico “Onufri” di Elbasan, ha conseguito il diploma di primo livello presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Attualmente sta frequentando presso la stessa Accademia il biennio specialistico “Arti Visive”. Ha partecipato a diverse mostre collettive tra cui “Delle forme e delle cose”, galleria Forni a cura di Beatrice Buscaroli, e ha vinto diversi concorsi d’arte, come il premio “Visatuesit e Rinje” (I Giovani Disegnatori) presso la sua città (Elbasan) nel 2007. Nel 2010 vince il primo premio nazionale Under25 sezione Arti Visive “Shqiperia Eshte Kulture 2010” (L’Albania è un paese di cultura). Nel 2013, dopo un ex equo con il primo vincitore, si aggiunge una Menzione Speciale per il “Premio Nazionale Delle Arti 2013”, con giuria presieduta da Vittorio Sgarbi. Vincitore del Primo premio “Claudio Abbado” 2015 sezione Disegno. Vincitore del “Premio Zucchelli” 2015-16 Fondazione Zucchelli, a cura di Beatrice Buscaroli, Giovanna Caimi, Walter Guadagnini.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Grazie per il preziosissimo contributo della Fondazione Zucchelli, che in questi due anni mi ha permesso di svolgere progetti e operare nel mio ambito professionale. Ringrazio la Fondazione per i progetti di Zu.Art, durante i quali ho avuto la possibilità di incontrare artisti e galleristi e ciò mi ha consentito di riflettere su alcuni degli argomenti più importanti per un artista, quali la creatività e il mercato! Grazie!

Macchia lunare, 2016 olio su tela, Serie Pierrot Lunaire op. 21, 50x40 cm ognuno 24


MARIA ASSUNTA BALDAZZI Borsa di studio 1979 A.A. 1977-1978 Nata a Bologna nel 1954, diplomata nel 1978 all’Accademia di Belle Arti, corso di Decorazione. Ha collaborato come grafica e illustratrice botanica, presso la casa editrice Calderini di Bologna. Si è dedicata fin da giovane all’insegnamento per le materie Disegno e Storia dell’Arte, Discipline Pittoriche ed Educazione Artistica. Attualmente è titolare della cattedra di Arte presso la scuola media “L. Fontana”. Da sempre interessata alla tutela del patrimonio storico - artistico e naturalistico, è iscritta al FAI e membro della delegazione FAI di Bologna. Realizza disegni ed acquerelli ispirati ai paesaggi, agli ambienti naturali e alle architetture antiche viste nei viaggi, che sono spunto per emozioni, ricordi, indagini storiche.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Sono molto grata alla Fondazione Zucchelli perché quando frequentavo i primi anni di Accademia avevo un certo senso di inferiorità nei confronti dei miei compagni di corso, in quanto provenivo dal liceo scientifico e non da una scuola d’arte come loro. Il fatto di avere vinto questo premio al primo tentativo mi ha dato modo di acquisire molta più fiducia nelle mie capacità e possibilità espressive.

Fari, 2016, penna e acquerello, 50x35 cm 25


ANDREA BARALDI Borsa di studio 2016 A.A. 2014-2015 In arte James Beghelli, nasce a Bologna il 20 Marzo 1989. Diplomato al liceo “Laura Bassi” e laureato al triennio di Decorazione dell’ambiente presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nutre un forte interesse per la fotografia analogica e la tecnica della monotipia, che nel suo lavoro cerca di fondere il più possibile con l’uso del digitale, creando un legame tra passato e presente.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Non posso dire di avere un’immagine o una situazione che mi è rimasta impressa nella testa, ricordo solo una grande soddisfazione e la risata compiaciuta dei miei genitori.

Segni impressi, 2016, tecnica mista, 62x92 cm ognuno (cornice compresa) 26


BARBARA BARONCINI Borsa di studio 2013 A.A. 2011-2012 Nata a Bologna nel 1989. È diplomata in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna ed è iscritta al Biennio Specialistico in Arti Visive. Nel 2011 vince una borsa di studio Erasmus alla Faculdade de Belas Artes da Universidade do Porto, (Portogallo). Dal 2012 è borsista presso la Fondazione Collegio Artistico Venturoli di Bologna, dove ha lo studio. Principali mostre collettive: 2016 “Il silenzio dopo”, a cura di Massimo Marchetti, Fondazione Collegio Artistico Venturoli, Bologna; “Minipimer | a 72 hours event”, a cura di Gabriele Tosi, LocaleDue, Bologna. Nel 2015 è selezionata alla I° Biennale d’Arte “Don Franco Patruno” curata da Gianni Ceroli, Castello della Rocca, Cento (FE). Vince il Premio “Plutot la Vie…Plutot la Ville. Premio Roberto Daolio per l’arte pubblica 2015 – II edizione”, Accademia di Belle Arti.

Spazi possibili, 2013, installazione vernice e poliuretano, dimensioni ambiente 27


ANGELA BARUSI Borsa di studio 1992 A.A. 1989-1990 Diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, prosegue la sua formazione artistica a Barcellona dove si laurea presso la Facultad de Bellas Artes. Il sodalizio con il mondo dell’arte è stato segnato dall’incontro con i maestri Joan Hernández Pijuan, Antoni Tàpies, Carlo Mattioli e William Congdon che hanno profondamente inciso sul suo cammino pittorico e sul suo modo di “vedere l’arte”. Il suo processo creativo si è evoluto nei meandri più soggettivi di una pittura intimista, spaziando dalla cruda matericità dei paesaggi astratti agli eterei lavori su carta. L’opera qui presentata è estratta dalla recente produzione intolata “Pesci fuor d’acqua”, frutto di una lunga riflessione sulla bellezza e la dura realtà del mare Mediterraneo, oggi scenario di un immenso dramma umano e animale. Le sue opere sono presenti in collezioni private di Parma, Bologna, Torino, Napoli, Barcellona, Madrid, Londra, Parigi, Santo Domingo, Los Angeles, Miami e Detroit. Da oltre vent’anni vive tra Parma e Barcellona (Spagna).

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI La partecipazione all’edizione 1992 del Premio Zucchelli ha supposto una prova di maturità indispensabile per un giovane artista. La mia avventura spagnola, cominciata già da un paio d’anni, e i rapporti personali con artisti di spicco della cultura catalana stavano cominciando ad incidere profondamente sulla mia pittura. La settimana passata a Bologna per la realizzazione delle opere a concorso, ha rivelato quanto i tempi e le modalità di lavoro apprese a Barcellona fossero evoluti. Il premio fu assegnato ad una serie di dipinti su tavola che avevano come soggetto unico una sedia, una tematica lungamente esplorata che rifletteva sui contrasti tra povertà e ricchezza nelle grandi città e che ha costituito il mio primo ciclo completo di dipinti. Ricordo con particolare affetto i passaggi dei membri della commissione che presto si trasformarono in lunghe e stimolanti conversazioni sulla mia sovrapposizione culturale in atto. Colloqui non più tra insegnante ed allievo ma tra pari, che lasciavano trasparire quanto ampi potessero essere gli orizzonti dell’arte. 28

Composizione/Composición, 2016 acquerello e inchiostro su carta 50x70 cm


IVANO BIASETTI Borse di studio 1966, 1969 A.A. 1965-1966, 1968-1969 Nasce a Solara di Bomporto (MO) il 5 maggio 1946. Nel ‘58 inizia gli studi artistici all’Istituto Statale d’Arte A. Venturi di Modena; periodo fondamentale per la formazione di base. Consegue il diploma di Maestro d’arte nel ‘64. Nel ‘65 inizia gli studi all’Accademia Clementina di Belle Arti di Bologna, è il momento della definizione formativa e l’apprendimento è determinante nell’orientare la sua attenzione verso l’anatomia e il nudo; le tecniche grafiche diventano esperienze indispensabili per l’attività artistica che si sta rapidamente sviluppando. Si abilita all’insegnamento di Disegno e Storia dell’arte nel ‘66. Consegue il Diploma all’Accademia nel ‘69. Insegna dal 1982 al 2005, con titolarità al Liceo M. Morandi di Finale E. (MO). Numerose le esposizioni collettive e personali, le collocazioni di opere in collezioni private e pubbliche, italiane ed estere.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI In quel periodo ricordo che avevo una ferrea volontà di apprendere e l’entusiasmo di chi si impegna per ottenere il massimo dei risultati nello studio. In quell’anno, seppi molto presto della possibilità di partecipare ad una prova d’esame con la finalità di conseguire la Borsa di studio della Fondazione Zucchelli e mi convinsi immediatamente che avrei dovuto organizzarmi e prepararmi nel migliore dei modi. Peraltro, non era secondario il fatto che quel contributo economico fosse per me assolutamente indispensabile. Per meglio riuscire nell’intento, portai da casa telai smontati e tele arrotolate che poi ricomposi in sede d’esame. Durante i giorni della prova artistica, produssi parecchio lavoro espresso da numerosi disegni e anche dipinti di grande misura. Penso che, anche la varietà delle tecniche espressive che utilizzai, mi abbiano consentito di ottenere il significativo e gradito Premio Zucchelli. Identità dell’essere, 2015, olio su tela, 70x90 cm 29


GIOVANNI BLANCO Borsa di studio 2003 A.A. 2001-2002 È nato a Ragusa nel 1980. Vive e lavora a Rosolini e a Bologna. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Sono passati oramai più di tredici anni dalla consegna di quell’opera pensata per il Premio Zucchelli, realizzata in uno dei corridoi dell’Accademia di Belle Arti. Ricordo che dipinsi un ritratto dalle tinte fosche, come tumefatto: era un volto notturno, ipocondriaco, con gli occhi sovrappensiero, il ritratto di un amico che, da allora, non ho più visto. Recentemente ho scoperto che la stessa sorte è toccata anche al dipinto. Di quel tempo porto ancora vividi il furore e la tensione che albergavano in noi studenti: lavoravamo eroici a quelle idee tra l’ingenuità e la presunzione, difendendole talvolta con parole infuocate, come a tratteggiare meglio le fondamenta linguistiche su cui ciascuno ha poi trovato la propria via espressiva. Per la notizia che ricevetti non molto tempo dopo, ovvero quella di essere stato premiato assieme ad altri colleghi, mi stupii non poco, convinto che il ragionamento sulla pittura, la mia pittura, non potesse reggere il portato di complessità su alcune tematiche dell’arte e sul senso del fare, che tanto in quegli anni animavano straordinariamente le nostre Studio di ritratto di Marzia (opera cancellata), giornate. 2016, olio su tela cotone, 65x47 cm 30


NEDDA BONINI Borse di studio 1984, 1985, 1986 A.A. 1982-1983, 1983-1984, 1984-1985 Vive e lavora a Ferrara. La sua ricerca è orientata alle commistioni tecniche ed espressive dei linguaggi artistici, proponendo in particolare forme installative e libri d’artista. Suoi libri fanno parte di collezioni: Biblioteca Casanatense di Roma; Pinacoteca di Palermo; Biblioteca P. Malatesta, Cassino; Ass. Verbamanent di Lecce; Museo Fogazzaro di Schio (VI); Progetto “da>verso” collana coincidenze Milano. Fondatrice dell’Ass. Cult. ST.ART.47 a Ferrara. È tra gli artisti scelti: al “Symposium Erkundungsfeld Druckgrafik/printing arts as a field of investigation” presso la Künstlerhaus Wie; del Progetto Internazionale di Serigrafia digitale di J. Fuentes, Argentina, Salamanca, Valencia; alla Residenza “Casa degli Artisti” al Furlo (PU); del “Gruppo Poetica Codex”, Barcellona; del ciclo di incontri PurePrint, Porto. Collabora con Printshow.it. Tiene incontri sulla Musica delle Piante: FloraLugano (CH); Scirarindi (Cagliari); MUSE Trento; AESON (F.V.G.), IN/VISIBLECITIES (Gorizia). Tiene workshop sul Libro d’artista presso: LAB 43, Forte Marghera (VE), Fondazione Tapies, Barcellona, Accademie di Belle Arti di Venezia e Roma.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Del Premio Zucchelli ho un chiaro ricordo: l’intensità e l’energia che si viveva nell’aula durante quella settimana in cui ci si concentrava interamente nel creare l’opera in estemporanea... un privilegio raro! E alla fine... un gran respiro!

Per Schifanoia, 1985 tecnica mista su tela e legno, 102x102 cm 31


MAURIZIO BOTTARELLI Borsa di studio 1966 A.A. 1965-1966 È nato a Fidenza (Parma) nel 1943. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1965. Dal 1969 insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e di Brera. Soggiorna a Londra nel 1971-72 e nel 1975-76 con una borsa di studio del British Council. Insegna al Brighton Polytechnic e al Goldsmith College of Art. Nel 1992 è in Austria su invito dell’Atelier “Der Stadt im Salzburger Künstlerhaus”. Durante l’autunno del 1996 la E. A. P. (Education Abroad Program) lo invita per una serie di incontri presso l’Università della California, dove nell’estate del 1998 insegna Painting presso l’Arts Studio della U. C. S. B. Santa Barbara. Nel 2000 è stato invitato dalla Monash University in Australia, come Artist in Residence. Nel 2004 è invitato dal dipartimento Art Practice dell’Università di Berkeley e contemporaneamente tiene, con la collaborazione dell’Italian Studies della UCB, una conferenza sul proprio lavoro all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco. Dal Novembre del 2005 è Honorary Senior Research Fellow of the Department of Fine Arts della Monash University di Melbourne ed è stato inoltre invitato per il biennio 2006/2007 con una mostra personale sul tema del rapporto tra paesaggio e musica presso la Victoria University di Wellington in Nuova Zelanda. Dagli inizi degli anni Sessanta è presente nel panorama artistico italiano ed estero con mostre personali e collettive.

Paesaggio norvegese, 2012, tecnica mista su tela, 90x100 cm 32


AURELIO BULZATTI Borse di studio 1979, 1980 A.A. 1977-1978, 1978-1979 Nasce ad Argenta nel 1954, ha frequentato negli anni ‘70 l’Accademia di Belle Arti di Bologna e si trasferisce a Roma negli anni ‘80 dove entra in contatto con la galleria di Plinio De Martiis “La Tartaruga”, che gli organizza tre personali nel 1983, nel 1984 e nel 1987. Partecipa a due Biennali di Venezia (1984, 2010) e a due Quadriennali (1986, 1996) al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Collabora con la Galleria di Netta Vespignani (1990, 2003) e nel 2008 espone alla A. A. M. di Francesco Moschini, poi con la galleria di Liliana Maniero e “L’Attico” di Fabio Sargentini. Nel 2005 la galleria Comunale di Ciampino organizza una retrospettiva e nel 2007 è invitato alla mostra Arte Italiana 1968-2007 a Palazzo Reale di Milano. Una seconda retrospettiva dal titolo Passaggi 1982-2008 è organizzata dal Comune di Argenta, poi di nuovo a Roma nel 2008 e 2013 alla galleria di Porta Latina e alla galleria Baccina. Espone nel 2013 al Macro, “Arte a Roma 1960-2000”, ad Andria al Centro Culturale le Muse e al Maxxi nel 2014 al convegno “Partorire con Arte, l’Arte di Partorire”.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Era la seconda metà degli anni Settanta, Bologna, Accademia di Belle Arti. Non mi ricordo se quel premio lo vinsi nel secondo o terzo anno del corso di pittura, ho anche il dubbio di averlo vinto due volte! Mi ricordo però molto bene la gioia di trovarmi con quei soldi in un momento che non avevo una lira in tasca. Detto così può sembrare un po’ brutale, ma è anche grazie a quella vincita che ho potuto continuare l’Accademia, così almeno mi ricordo.

Ingorgo, 2014, olio su tela, 45x55 cm 33


GIORGIO BURNELLI Borsa di studio 1970 A.A. 1969-1970 Nato a Minerbio, frequenta la Scuola d’Arte a Bologna, per poi completare la formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Bologna dove ha per maestri Pompilio Mandelli, Giuseppe Milesi e Paolo Manaresi. Compie viaggi in Germania e in Polonia e qui, a Stettino (Sczecin), si ferma a dipingere. Lavora a Parigi dal 1994 al 1995. Dal 1995 al 1997 si reca periodicamente in America, a New York, dove entra in importanti collezioni private, legandosi d’amicizia con Milton Glaser e con alcuni importanti collezionisti. Dal 1975 al 2012 insegna Decorazione e Tecniche pittoriche all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Vive e lavora a Bologna.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ho un ricordo ancora vivissimo e indelebile del Premio Zucchelli. Gli elaborati degli allievi partecipanti alla borsa di Studio “Fondazione Zucchelli” troneggiavano nelle tre aule al piano terra dell’Accademia di Belle Arti e la Commissione giudicatrice, formata da quattro professori, stava per assegnare i premi. Aspettavamo nei corridoi con ansia e trepidazione l’esito: per ogni allievo era un riconoscimento importantissimo l’assegnazione del Premio Zucchelli. Quando i Commissari uscirono dall’Aula, con timore ma tanta speranza cercavamo di captare una parola, un elogio sugli elaborati al fine di carpire il nominativo del vincitore… Impronta, 1979-80, acrilico e olio su tela, 91x81 cm 34


DANILO BUSIA Borsa di studio 2000 A.A. 1998-1999 Nasce a Nuoro nel 1977. Nel 1995 si iscrive al corso di pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Vive e lavora tra Bologna e Novellara (RE). Dal 2000 partecipa a concorsi e mostre, soprattutto a Bologna in cui si è formato, con il Premio Zucchelli e nella sua prima mostra personale, dal titolo Dialoghi. Espone in eventi come Accademia in Stazione e nella collettiva In advance of broken arm. Nel 2006 è tra i vincitori del Premio Samp. Spostandosi fuori regione, partecipa a diverse mostre come “Passaggi a Nord-Ovest” a Biella, mentre a Varese espone in “Lavori domestici” e sempre in Lombardia interviene in “Un cuscino per sognare” a Novegro (MI). Realizza un progetto per il concorso Il Bello del Bello a Salerno. A Modena e provincia è presente ad “Arte in Contemporanea” e alla mostra “Referente Differente” di Castelvetro (MO). A Sassuolo è protagonista in DisFasie. Dal 2011 espone in fiere d’arte nelle città di Verona, Milano e Bologna.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Ero un giovane studente all’Accademia di Belle Arti di Bologna, quando sentii parlare per la prima volta del famoso premio Zucchelli. Al terzo anno d’iscrizione, partecipai al premio, consigliato dai miei docenti di pittura e in corrispondenza di un maggiore grado di maturità del mio lavoro artistico. I corridoi dell’ala superiore dell’Accademia erano adibiti alla selezione per il premio e noi allievi cercavamo di creare la nostra opera. Dopo alcuni giorni, passò la commissione esaminatrice e non posso che ricordare con rispetto la figura di Roberto Daolio, che all’epoca si occupava della giuria esaminatrice. Ricordo l’emozione dopo alcuni giorni, nell’apprendere che ero stato tra i vincitori del Premio Zucchelli, un concorso artistico, che premiava non solo gli artisti ma anche i musicisti. La cerimonia d’assegnazione dei premi fu accompagnata dalla musica dei giovani studenti del Conservatorio di Bologna, che suonarono per il pubblico riunito per l’occasione. Ricordo con gratitudine ed emozione quella serata e quella borsa di studio, che consentì, ad un giovane studente, di utilizzare quelle risorse economiche per sperimentare e lavorare con libertà e passione per la sua arte. 35

CF 1135, 2013 tecnica mista su tela, 100x100 cm


FABRIZIO CABONI Borsa di studio 2009 A.A. 2007-2008 Nasce nella provincia di Cagliari nel 1976 e si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2008 con una tesi sul corpo e la sua pornografia. Nella sua arte il corpo diventa un pretesto per analizzare ed elaborare immagini, quasi fino a consumarle, per poi trasferirne l’eccitazione iniziale nel gesto pittorico, nell’elaborazione del video e della fotografia. Ottiene così nuove raffigurazioni nelle quali la sensualità iniziale rimane un ricordo, una sfumatura da contemplare, un’abrasione violenta, una cancellatura ambigua, delle gocce d’olio su tela, sottolineando il passaggio dall’immagine pornografica alla pornografia dell’immagine dove il corpo, oltre che ricordo della propria carne, si distende diventando superficie. Negli ultimi anni la sua ricerca lo ha portato ad avvicinarsi alla rappresentazione del movimento nella danza contemporanea, utilizzando il proprio corpo nella creazione di immagini e analizzando successivamente la memoria del gesto passato, che nel ricordo corporale diventa parte integrante del presente.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Sono passati tanti anni, ma sette non sono tanti. Ricordo con piacere i giorni di lavoro per il premio, giorni passati in un’aula sotterranea che allora era una nuova zona di allestimento. Lavoro fatto di fianco a tanti colleghi dell’accademia, alcuni conosciuti e altri no, che ci ha portato, seppur nelle varie differenze di un lavoro individuale, a collaborare nella ricerca di soluzioni, richiesta di pareri e suggerimenti, e allo stesso tempo ad accrescerci e scoprirci a vicenda, ognuno con le proprie teorie e con modi operativi diversi ma tutti accomunati dal gesto creativo, progettuale ed espositivo dovuto al Premio. Interessante appunto condividere il momento della realizzazione dell’opera, laddove possibile in un’accademia dove, come in un altro spazio espositivo, si ha la tendenza a presentare l’opera già realizzata e concentrare il momento conviviale alla sola presentazione. Inoltre, ricordo ancora l’emozione del momento della premiazione. 36

Dancing Bodies, 2016 olio su tela, 100x140 cm


VITTORIA CAFARELLA Borsa di studio 2014 A.A. 2012-2013 Nata nel 1983, si è formata tra l’Accademia di Belle Arti di Palermo e quella di Bologna. Tra le esposizioni: “Premio F. Fabbri” per le Arti Contemporanee, a cura di Carlo Sala, Pieve di Soligo, TV (2016); “No Place 2”, a cura di Umberto Cavenago, LO (2016); “Quale Grande Guerra?”, a cura di Walter Guadagnini, Giovanna Caimmi, Beatrice Buscaroli, Spazio, Fondazione Zucchelli, BO (2015); “Contingenze”, Spazio, Fondazione Zucchelli, BO (2014); “N3xt”, Squadro, BO (2013); “Step/013-il dialogo”, a cura di Lelio Aiello, Accademia di Belle Arti di Bologna (2013); “La ‘Zine”, Adiacenze, BO (2013); “Young Art Talent”, Capo d’Orlando, ME (2013); “Homework Festival 9”, Spazio Sì, BO (2011); “Flashback”, a cura di Martina Pecoraino e Rosa Persico, Cantieri Culturali della Zisa, PA (2009).

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Mi ricordo i corridoi dell’Accademia che diventano officine.

Senza titolo, 2016, wallpaper: stampa digitale su carta, 250x80 cm; collage: stampa digitale e pieghe su carta, filo, cornice in legno, 20x30 cm 37


ALESSANDRO CANOVA PERELLI Borsa di studio 1985 A.A. 1983-1984 Nato a Bologna nel 1960. Studia al Liceo Artistico e all’Istituto d’Arte di Bologna e conclude gli studi a Milano. Ha Frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna, conseguendo la specialistica in Pittura. Ha partecipato a varie mostre ed esposizioni sia in Italia che all’estero, in gallerie private, musei nazionali e internazionali, facendo parte della Transavanguardia internazionale curata da Achille Bonito Oliva. Le sue opere sono presenti in Italia e all’estero in collezioni private e pubbliche.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Quando mi hanno chiamato per partecipare a questa collettiva è stato come tornare con il ricordo ai tempi accademici quando vivevo a Bologna. Inoltre quando vinsi il premio ero giovanissimo, la commissione mi diede il riconoscimento e fu un’ulteriore considerazione del mio lavoro artistico e un momento di felicità. Grazie.

Grande capo, 1991, tecnica mista grafite su carta, 100x70 cm 38


ELISA CANTARELLI Borsa di studio 2007 A.A. 2004-2005 Nasce nel 1981 e cresce a Salsomaggiore Terme. Bambina vivace, appassionata di libri da colorare, puzzles e pallacanestro, che giocherà da professionista per anni. Frequenta l’Accademia di Belle Arti a Bologna dove incontra il Professor Rosi, suo mentore. Nel 2004 sgocciola i suoi primi puntini e da allora non ha più smesso. Nel 2006 vince il Premio Nazionale delle Arti ed espone ad Arte Fiera Bologna (2007). Comincia così a lavorare con gallerie a Bologna e Tokyo. Nel 2009 si trasferisce a Londra dove vive e lavora tuttora. “Dotting” è la tecnica che la contraddistingue, forse un’evoluzione dei suoi passatempi da bambina: colorare a gocce, che si trasformano in puntini materici, arrivando a formare un’immagine come succede in un puzzle. Personalità positiva, animata da competizione e disciplina imparati sui campi di pallacanestro che sono caratteristiche impresse nel suo lavoro. Elisa ha esposto in Italia, Inghilterra, Francia, Germania, Giappone e Hong Kong.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Ci avevano disposti lungo il corridoio che portava alla mia aula di Decorazione, quella del Professor Rosi. Questo avrebbe dovuto farmi sentire più a mio agio, ma non capitava spesso di sgocciolare i miei puntini lontano dal seminterrato di casa. Il mio timore più grande era quello di non riuscire a far cadere con precisione tutte le centinaia di gocce nere, bianche, grigie e di glitter rosso, nel tempo che ci era concesso per la realizzazione del lavoro. La pressione si faceva sentire ma l’atmosfera che circondava tutti noi studenti era comunque piacevole. Tutti eravamo consapevoli della grande opportunità che ci era concessa. Nello stesso luogo e nello stesso momento tutti creavamo un’energia positiva e competitiva che ognuno di noi era in grado di sfruttare a piacimento durante il processo creativo individuale.

Union Jack 2016, 2016 tecnica mista, dotting su stampa digitale, 50x70 cm 39


PATRIZIA CANTELLI Borse di studio 1977, 1978 A.A. 1975-1976, 1976-1977 Nata a Bologna, ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Bologna nella Sezione di pittura di Pompilio Mandelli e Maurizio Bottarelli. Si è diplomata nell’anno Accademico 1977-78. Ha ottenuto il Premio Zucchelli consecutivamente negli anni 1977 e 1978. Nel 1979 partecipa a una collettiva al Circolo Artistico di Bologna. A una fase pittorica di linee, superfici e luce, in cui utilizza prevalentemente i colori primari e complementari con libere pennellate in sovrapposizione su basi geometriche, ne segue un’altra in cui con il mezzo fotografico analizza, scompone e ricompone le immagini finalizzate ad una operazione concettuale. È presente nel catalogo “Regesto70 - Percorsi della ricerca artistica in Emilia-Romagna 1970-1980”. In seguito si dedica al restauro di opere d’arte antiche contemporanee.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Avendo avuto l’opportunità di partecipare per due anni al Premio Zucchelli e anche di vincerlo, oltre al contributo economico che mi ha permesso di approfondire i miei interessi artistici, è stato molto importante il riconoscimento del mio lavoro attraverso le opere realizzate durante il concorso.

My Spring Vivaldi, 1977, acrilico su carta da scena intelata, 100x70 cm 40


ALESSANDRO CASANOVA Borse di studio 1991, 1994 A.A. 1988-1989, 1991-1992 Nato a Montieri (GR) il 15 marzo 1970, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna dal 1988 al 1993. Ha partecipato a varie mostre d’arte contemporanea personali e collettive, in Italia e all’estero, tra le quali “Ex Temporanea” presso la Stazione Leopolda di Firenze, “Import Export” a Milano, la “First International Art Biennale” a Malta. Vive a Roma dal 1998, dove ha collaborato a lungo con la Galleria dei Serpenti e lo Studio Arte Fuori Centro. Attualmente, è art director presso un’agenzia di pubblicità.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

È con grande piacere che partecipo a questa iniziativa della Fondazione Zucchelli la quale, premiando le mie opere, mi ha dato la possibilità di fare quei viaggi che fanno tanto bene ai giovani in un Paese dove l’arte e la ricerca culturale non sempre hanno dei riconoscimenti a livello economico.

Ciliege, 2005, olio su tavola, 42x35 cm 41


GIULIA CASULA Borse di studio 2002, 2003 A.A. 1999-2000, 2000-2001 Nata nel 1977 a Cagliari, è un’artista visiva. Attualmente vive e lavora in Sardegna. Si occupa di formazione e ricerca nelle arti visive e nella curatela. Progetta e realizza laboratori, attività e interventi site-specific per la promozione sociale dell’arte in collaborazione con artisti, musicisti e organizzazioni non profit, in spazi residuali della città, centri d’arte e sul web, in Italia e all’estero. La sua ricerca si concentra sul paesaggio, sulla trasformazione del territorio in relazione alla presenza antropica, sull’effimero, attraverso un’analisi dell’immaginario sociale che esplora il rapporto tra il reale e le sue molteplici rappresentazioni e mappature, sottolineandone gli aspetti precari e intangibili. Lavora con diversi linguaggi e materiali recuperati. Attraverso un approccio intuitivo e dialettico, realizza interventi site-specific precari ed effimeri. Rappresenta le suggestioni visive del suo quotidiano nella forma di investigazioni territoriali e concettuali, di riflessioni sul tempo e sulla memoria, ricostruite in una forma estetica e poetica di critica sociale.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ho partecipato diverse volte al concorso Zucchelli, all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Un’occasione di approfondimento, di concentrazione e di realizzazione dei progetti che fino a quel momento erano ancora in stato embrionale. I quattro giorni che ognuno dei partecipanti aveva a disposizione per portare a termine il proprio lavoro erano giorni di fermento e intenso lavoro, una possibilità di condivisione e crescita con amici e colleghi.

I love you in the forest. The voices of Venice, 2010, cartoline 10x15 cm, edizione illimitata 42


GABRIEL OMAR DA FONSECA Borse di studio 2002, 2003 A.A. 1999-2000, 2001-2002 Nato a Buenos Aires, fin da piccolo è sempre stato affascinato dai vecchi palazzi abbandonati, dall’interminabile pianura della Pampa Argentina e dalla lettura dei racconti di genere fantastico durante i caldi pomeriggi d’estate. Dopo aver studiato Architettura, ha lavorato nell’ambito del design d’interni, sentendo grande interesse per l’artigianato. Dal 2000 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna, laureandosi in Scenografia con una tesi su Giorgio de Chirico. Le sue immagini sono una proiezione di un mondo atemporale che a volte prende forma come oggetti inutili. Attualmente vive a Lanzarote, disegna e produce artigianato con “Giannini & da Fonseca - retro design”. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ho ricevuto il premio in due occasioni, è stato molto incoraggiante e sono molto lieto di partecipare a questo evento.

Satoshi nell’ora di Tiziano, 2013, paravento aperto: tinta, candeggina, acrilico su tela, ricamo, olio su tela, ricamo, 88x100 cm 43


ELISA DE NIGRIS Borsa di studio 2015 A.A. 2013-2014 Nata a Bologna nel 1987. Laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Partecipa alle seguenti mostre e workshop: Mostra collettiva dei premiati Zucchelli, ART CITY Bologna 2016, presso Fondazione Zucchelli, Bologna; Mostra bipersonale per “Confronti e distanze”, Fondazione Zucchelli, galleria d’arte SPAZIO, Bologna, (2016); Mostra dei premiati 2015 dalla Fondazione Zucchelli, Galleria d’arte SPAZIO, Bologna; “DUETTI # 3” bipersonale presso la Galleria noprofit LOCALEDUE, Bologna, (2014); “Delphic Volgograd 2014”, evento presso il conservatorio di Volgograd patrocinato dall’UNESCO, XIII edizione degli Youth Delphic Games, Volgograd, Russia; I edizione Premio Fidei (menzione speciale), Comune di Montalto Uffugo (CS), (2013); Workshop di fotografia a cura di Franco Vaccari e Luca Panaro, Associazione Grandangolo, Carpi (MO), e mostra finale presso la Biblioteca Comunale di Carpi, (2013).

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ripetizione e sospensione: fare, disfare e rifare per vedere emergere l’immagine. Quando lavori il tempo si dilata, perde l’andamento cronologico e si trasforma in una sorta di spazio astratto. Ho partecipato più di una volta al premio Zucchelli, più di una volta ho lavorato per i cinque giorni del premio insieme a tutti gli altri partecipanti. La cosa più bella è sicuramente ricordare quello “spazio” di lavoro che diventa un grande luogo di condivisione. La condivisione di un’astrazione.

Guarda, 2015, installazione composta da sei contafili e stampe fotografiche, misure variabili 44


DANIELE DEGLI ANGELI Borsa di studio 1972 A.A. 1971-1972 Nasce a Cesena. Diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, dove sino al 2012 è stato docente di pittura. Dai primi anni ’70 a oggi, la sua attività espositiva si avvale di oltre 25 personali in Italia e all’estero e di numerosissime partecipazioni, tra cui la Biennale di Venezia, Biennale di Parigi, Basel, Quadriennale di Milano, Palazzo dei Diamanti a Ferrara, giusto per citarne alcune. Il suo lavoro è incentrato sull’idea di sacralità del paesaggio, che assume di volta in volta il nome di “Tebaidi”, “paesaggi della mia anima”, ”terre segrete” e così via. Paesaggi come finestre dell’anima aperte su quel luogo che solleva il cuore fino al centro dello spirito, come nuove antiche icone. Paesaggi in cui, dopo un lunghissimo esilio, potersi ritrovare uniti alla maestà del luogo, illuminati da una luce naturante, una “luce di grazia”, riconoscendo in essa la condizione necessaria ed imprescindibile per ricondurci sul sentiero di una sacra ontologia, per farci ammirare nuovamente la bellezza delle stelle.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI In occasione della prossima pubblicazione del catalogo riguardante le passate edizioni del Premio Zucchelli (a cui anch’io partecipai) Beatrice Buscaroli mi ha invitato a scrivere alcuni pensieri. Non è stato semplice rammentare i tempi dell’Accademia dopo più di quarant’anni e tentare di riallacciare la memoria a quei momenti vissuti con passione, fantasia e impegno civile. È stato come rivedersi in un film avventuroso ricco di stupori e scoperte. In seguito però, i valori e gli ideali che avevano animato quella straordinaria stagione vennero gradualmente subordinati (da una deteriorata prosaicità quotidiana) alle sole leggi di mercato, consegnandoci progressivamente ad una cinica e fredda realtà priva di sogni e di speranze. Nonostante ciò, per nostra fortuna, l’arte e la bellezza sono al di sopra di questi interessi e continuano ad elargire la loro grazia agli spiriti più sensibili e meritevoli. Pertanto, pensando a questi ultimi, mi stringo con un abbraccio ideale con gli artisti, i critici, i galleristi, i poeti, gli scrittori, i musicisti e tutti coloro che con me hanno condiviso e continuano a condividere questa meravigliosa avventura che è la vita per l’arte. Un ringraziamento particolare alla Fondazione Zucchelli e a tutti coloro che vi operano con impegno e generosità a sostegno della giovane arte. A tutti grazie di cuore. 45

Piccola scogliera tempestosa, 1983, tempera su carta intelata, 50x70 cm


LUISA DENTI Borsa di studio 2005 A.A. 2003-2004 Nata nel ‘76 a Bologna, dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, diplomandosi con la tesi Acque simboliche e acque quotidiane nell’evento artistico. L’acqua e l’ambientazione intimista sono fin da subito l’essenza della sua ricerca artistica prevalentemente pittorica, ma inscindibile dal metodo fotografico. Il primo progetto Le cose consuete del 2003, pone l’osservatore molto vicino al soggetto, trasformandolo in un innocente voyeur in stanze da bagno e situazioni quotidiane. Nel progetto La stanza amniotica, esposto nel 2007 a Ferrara, l’acqua si interiorizza e le stanze da bagno diventano ambienti viscerali percorsi da flussi psicologici. Collaborazioni con musicisti bolognesi l’hanno portata ad esplorare linguaggi multimediali, mentre un lavoro collettivo con supporti scientifico-filosofici ha dato vita a contaminazioni tra fotografia, grafica e disegno per due progetti in via di sviluppo, Art Crack esposto alla Biblioteca Archiginnasio di Bologna e Anatomia del Sentimento.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Premio Zucchelli 2005. Poco più di 10 anni fa, eppure un ricordo già perso in profondità. Resta qualche immagine lacera: un angolo di un laboratorio in legno, ubicato chissà dove nella seducente Accademia di Belle Arti di Bologna, forse una mansarda, forse un sotterraneo. Il mio quadro appoggiato per terra: Floatarium. Il primo approccio con i suoni legati alla pittura, alla ricerca di un coinvolgimento sensoriale più profondo, che conducesse l’osservatore fuori dalla realtà, inglobato, rapito, sospeso e fluttuante nella dimensione del quadro.

Senza titolo, 2014, olio su tavola, 60x50 cm 46


GIUSEPPE ANTHONY DI MARTINO Borsa di studio 2016 A.A. 2014-2015 Nasce a Ragusa nel 1995. Sin da bambino mostra uno spiccato interesse per tutto ciò che è arte. Negli anni matura una propria sensibilità che lo porta all’approccio con la macchina fotografica. La fase di studio e sperimentazione da autodidatta lo introdurrà ad una fotografia più personale, flessibile e libera dagli schemi tradizionali. La fotografia diventa pretesto per sperimentare in parallelo altre forme espressive quali installazione e pittura. Frequenta il corso di Didattica e Comunicazione dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra le mostre e i concorsi più importanti ricordiamo: Premio biennale Nobel dell’Arte (Montecarlo, ottobre 2012), Expò Art - Biennale d’arte (Monaco, Febbraio 2013), Premio Leone dei Dogi (Venezia, Aprile 2013), Artes Magnae in Urbe - Rassegna internazionale d’arte (Siracusa, Maggio 2013), Resurrezione - Performance (Bologna, Luglio 2015), La figura mancante - mostra fotografica personale (Bologna, Aprile 2016), Premio Zucchelli 2016, Residenza d’artista presso Studio Orta (Boissy le Chatel - Francia - Giugno 2016). Giuseppe Anthony Di Martino vive e lavora tra Bologna e Ispica.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI La vincita del Premio Zucchelli è sicuramente uno dei ricordi più recenti all’interno del mio percorso artistico. La possibilità di confronto con altri artisti datami dalla fondazione, è stata fondamentale per una crescita ulteriore anche sul piano collettivo. Ho deciso di mettermi in gioco portando “in grande” il mio intimo che fino a quel momento era stato piccolo e fin troppo protetto. Ciò ha portato in me tensione ma al tempo stesso sicurezza, una sicurezza data dall’esserci e dal mostrarsi senza alcun filtro, un voler dire ed un aver detto “Io sono”, “Io ci sono”. Ascendente, 2015, stampa fotografica su forex, 120x180 cm 47


NICOLA DINOIA Borsa di studio 1995 A.A. 1993-1994 Nato a Matera nel 1972, vive attualmente e lavora ad Anvera (Belgio). Nel 1996 si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2001 ha conseguito il master di Belle Arti alla Winchester School of Fine Art in Inghilterra. Attualmente svolge soprattutto l’attività di pittore oltre che organizzare in Italia e in Belgio corsi e workshop sull’affresco e la pittura di paesaggio. Inoltre lavora come scenografo per vari teatri nazionali del Belgio. Ha partecipato a varie mostre personali. Le più recenti: 2014, ‘’Avonland’’ Salon 2060, Antwerp, Belgium; 2015, ‘’Collages’’ Baravin, Antwerpen, Belgium - ‘’Some Paintings’’ Studio Rita Martens, Antwerpen, Belgium; 2016, “Kunst/Werk _2” Gallerie Schoots e Van Duyse - Plein publiek, Antwerpen, Belgium. Le collettive: 2012, “Truc Troc”, Bozar, Brussel, Belgium; 2013, “Collage recicylage”, Verbeke Foundaution, Belgium; 2014, ‘’1 and 1/2 floor ’’, Antwerp, Belgium. Il suo lavoro è presente in varie collezioni private in Italia, Belgio e Olanda.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ricordo ancora il malloppo di soldi in contanti ricevuti in banca… non sapevo dove metterli, così ho dovuto aprire un conto corrente. Il premio mi ha dato i mezzi e la fiducia per iniziare la carriera di artista. Grazie.

Costruzioni, 2016, acrilico su tela, 50x60 cm 48


GIUSEPPE FABRIS Borsa di studio 1995 A.A. 1992-1993 Nato a Giaveno provincia di Torino, si è diplomato al Liceo Artistico Renato Cottini. Quindi si è trasferito a Bologna per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Poi si è trasferito a Parigi dopo aver esposto in una mostra collettiva. A Parigi ha vissuto per 8 anni e ha frequentato per un anno la C. I. M., scuola jazz professionale. Quindi ha fatto un breve passaggio in Italia per poi tornare in Francia a Nizza e Saint. Jeannet sulla costa Azzurra. Da tre anni vive a Mykonos, suona il sax e canta, dal jazz alla bossa nova, al funky, alla deep house. Continua a lavorare per l’arte e ad esporre regolarmente.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ricordo grande solidarietà tra allievi e professori. Ricordo un work in progress intenso e concentrato da parte di tutti i partecipanti. Ricordo l’entusiasmo per il premio ricevuto e che con quella somma ho potuto comprare il mio primo sassofono tenore. Oggi continuo con la musica, suono il sax e canto. Oggi è diventata la mia professione principale e che mi dà sostentamento, quindi è un ringraziamento particolare al premio Zucchelli per il primo input ricevuto.

Papà Eugenio, 2016, video 48’54” 49


ALDO GALGANO Borse di studio 1963, 1964, 1965, 1966 A. solare 1692, A.A. 1963-64, 1964-65, 1965-66 Nato nel 1940, vive e lavora a Bologna. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, insegnando poi al Liceo Artistico. Ha tenuto personali e partecipato a collettive in diverse città italiane. Sue opere figurano in numerose collezioni private e raccolte d’arte moderna, tra cui la Raccolta Lercaro di Bologna, il Museo Parmeggiani, il Museo d’Arte Sacra “Stauròs” di San Gabriele Teramo. Dopo un inizio neofigurativo elabora, alla fine degli anni ‘60, un nuovo stile con punte iperrealiste. Negli anni ‘70 utilizzerà la foto in chiave concettuale. Recupera negli anni ‘80 l’espressività della pittura facendo spesso uso della metafora, tra onirico e metafisico. Suoi i cicli sul “De Rerum Natura” e il “Viaggio di Odisseo”. Attualmente ha iniziato un nuovo ciclo dal titolo “Apocalisse”. Hanno scritto di lui: M. Azzolini, F. Basile, G. Cortenova, M. Censi, V. Coen, G. Campanini, F. Falciani, L. Secchi, F. Solmi.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Mi iscrissi all’Accademia nel lontano 1963. La Zucchelli offriva una borsa di studio agli studenti meritevoli, previo esame artistico presso le stesse aule dell’Accademia. La competizione era forte, il disagio dovuto al cimentarsi con la figura umana pure, nonostante la presenza delle modelle dell’Accademia stessa. Terminata questa prima prova, a tema libero, i giovani artisti dovevano fornire un esempio della loro maturità creativa. A conclusione, l’allora Direttore Umberto Mastroianni, mi assegnò il Primo Premio, criterio poi superato a favore di altrettanti ex aequo. Reperire i lavori originali fatti per l’occasione, penso che ai più sia risultato quasi impossibile. Presento quindi un dipinto del 1969, di qualche anno dopo. Risulterà molto piacevole misurare l’evoluzione creativa di alcune generazioni nell’arco di mezzo secolo, con molte interessanti sorprese.

America, America, 1969, olio e tempera, 80x118 cm 50


MARILENA GAMBERINI Borse di studio 1972, 1973 A.A. 1971-1972, 1972-1973 Nel 1974 consegue il Diploma di Accademia di Belle Arti, indirizzo Pittura, ottenendo in seguito l’Abilitazione ministeriale all’insegnamento dell’Educazione artistica nei Licei Artistici e l’Abilitazione all’insegnamento delle Discipline Pittoriche nelle Accademie. Dal 1973 svolge l’attività di restauratrice di opere d’arte, di proprietà privata e pubblica, sotto l’Alta Sorveglianza degli Enti di tutela competenti, con particolare predilezione per le superfici dipinte, ricoprendo i seguenti incarichi: 1973-1978: dipendente del Laboratorio di Restauro “O. Nonfarmale”; 19781988: socio fondatore e Presidente del la C.R.C. – Cooperativa Restauro e Conservazione; 1988-2013: Specialista restauratore - Responsabile del Laboratorio di Restauro dei Musei Civici di Imola; 2003-2004: direttore operativo per i cantieri di restauro dell’IBACN – Regione Emilia Romagna; 2002: titolare dell’impresa di restauro RESTART di M. Gamberini di Imola; 2004-2016: docente di Restauro dei manufatti dipinti su supporto tessile e ligneo, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha pubblicato vari saggi inerenti il restauro.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Il passaggio dal liceo Artistico all’Accademia era stato come ritrovarsi di botto adulta dopo un’adolescenza vissuta come attesa. Attesa di un futuro meraviglioso che sarebbe dovuto arrivare. Intanto a casa babbo è in cassa integrazione, mamma è casalinga e mia sorella è piccola… c’è bisogno di soldi in casa, altro che facoltà di Architettura a Firenze! Bologna adesso è già un lusso. Correre. In treno presto al mattino, un salto veloce in Accademia perché dipingere è tanto bello, mi riesce facile, mi dà un senso di libertà! Poi via di corsa al Museo Archeologico a disegnare fibule villanoviane, da ripassare a china la sera dopocena… ma prima si va a tracciare righe in uno studio di architetto fino all’ora di riprendere il treno. Finalmente domattina si torna in Accademia dove ci sono fermenti, speranze, attese. Nell’aula di Pittura si incrociano tanti giovani, ognuno con un proprio sogno, un proprio destino. Qualcuno diventerà un artista, qualcun altro sceglierà una strada diversa, qualcuno si perderà troppo presto! Arriva a sorpresa il premio Zucchelli…una ventata di energia e di fiducia! Quell’inverno a casa qualcuno ebbe un cappotto nuovo. 51

Il vuoto è la forma, 1972 acrilico e acquerello, 95x84 cm


FRANCESCO GERONAZZO Borse di studio 2008, 2010 A.A. 2005-2006, 2008-2009 Nato il 17 Gennaio 1984 a Valdobbiadene, Treviso. Ha realizzato studi nel Liceo Artistico di Treviso, dopodiché ha svolto un periodo di cinque mesi come assistente di incisione nella FBAUP di Porto. Dopo aver terminato il triennio e il biennio specialistico di grafica all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha vissuto due anni in Australia. Attualmente insegna tecniche dell’incisione nell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

L’esperienza del Premio Zucchelli è stata, in entrambi gli anni, di estremo supporto fisico e mentale. Eventi culturali di questo genere, sono fondamentali per lo sviluppo culturale di un paese. Grazie.

Grass tree series, 2016, monotipia su carta, inchiostro calcografico e pigmento, 45x52 cm 52


CHRISTIAN GHISELLINI Borsa di studio 2003 A.A. 2000-2001 Nato a Modena il 13 Maggio 1976. Laureato in Pittura nel 2001 presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Vive a Bologna dove dal 2004 coniuga l’attività di docente con l’attività di grafico freelance, collaborando con vari studi grafici e agenzie pubblicitarie sviluppando campagne promozionali, pubblicazioni e spot. Compone le sue visioni mosso dall’unica forza del piacere personale, chiamando in scena un coro di figure che emergono in forme ibridate piene di spunti culturali e disparati più o meno evidenti, che vanno dalla mitologia antica meno nota alla satira demenziale dei Monty Paython.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI S u p e r c a l l i f r a g i l i s t i c h e s p i r a l i d o s o !

Atena Parthenos, 2016, biro, acrilico e graffite di carbonio, 120x360 cm 53


GIANNI GUIDI Borsa di studio 1964 A.A. 1963-1964 Nasce a Bologna l’11 Settembre 1942. Compie gli studi artistici prima a Ferrara, presso l’Istituto d’Arte “Dosso Dossi”, poi a Bologna, all’Accademia di Belle Arti. Inizia l’attività artistica come pittore per dedicarsi, intorno agli anni ’80 alla scultura a bassorilievo in cera, ancora legato al linguaggio pittorico dal quale proviene. Negli anni ’90 predilige l’uso della terracotta e di altri materiali, come ferro, legno e tessuto. In quest’ultima fase, i temi e le forme si distaccano definitivamente dalla precedente ricerca pur mantenendo un’uniformità di stile. All’attività artistica ha affiancato l’insegnamento presso l’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” di Ferrara, fino al 1997. Vive e lavora a Ferrara. Alcune mostre ed esposizioni: 2013/14 “Magi-900”, Pieve di cento (BO); 2012 “Cambiare la pelle”, Galleria del Carbone, Ferrara; 2011 54 a Biennale d’Arte (VE), “Lo stato dell’Arte”, Pad. Italia Torino.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Avevo 22 anni nel 1964… Il ricordo di quel premio è legato ad un episodio che rivela l’esuberanza e forse l’orgoglio di quell’età. La soddisfazione di essere stato scelto volevo condividerla con i miei genitori, per questo con quelle grandi banconote da 10.000 Lire tappezzai il tavolo di cucina di casa dei miei: erano per loro quei soldi, a me bastava il riconoscimento.

La luna nel bosco, 2013, tecnica mista su tavola, 80x80 cm 54


VLADIMIR ISAILOVIC Borsa di studio 2009 A.A. 2007-2008 Nato a Belgrado nel 1983. Artista visuale, designer e docente. Studi: Diploma accademico in Pittura, Accademia di Belle Arti di Bologna (2003/08); Master in Arti Visuali, Institut für Kunst im Kontext, Universtät der Künste, Berlino (2010/13). Specializzazione: lavoro artistico presso le istituzioni culturali. Come curatore ha creato il progetto espositivo del Museo della Resistenza nazionale e della Repubblica di Montefiorino (2014). Lavora come docente del Game e Interaction Design presso la Btk di Berlino. Vive tra Belgrado e Berlino.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Un’esperienza particolare nel mio percorso artistico, situata tra le realtà studentesche e quelle professionali. Mi trovai nella posizione diripensare alla mia vocazione da pittore, a riconsiderare le mie limitazioni nella disciplina pittorica, mettendomi sulla strada travagliata dei “media espansi”, per usare un eufemismo anglosassone.

Still Remains, 2015, video, durata: 10:36 55


ALESSANDRO LA MOTTA Borse di studio 1986, 1987, 1989 A.A. 1984-1985, 1985-1986, 1987-1988 Nato a Rimini, vive e lavora tra la Romagna e la Sicilia. Ha esposto con sue mostre personali in Cina, Israele, Belgio, Stati Uniti, Spagna oltre che nelle principali gallerie italiane. È stato invitato a numerose rassegne e premi: nel 2011, in particolare, ha partecipato alla 54 a Biennale di Venezia per il Padiglione Italia nella sezione dell’Emilia Romagna. Ha collaborato con poeti e scrittori e realizzato libri d’artista e scenografie per spettacoli teatrali. Da anni va cercando, attraverso i miti e la bellezza del mondo classico, l’identità mediterranea. Il suo lavoro recente è stato esposto in musei archeologici e in istituzioni pubbliche.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI A metà degli anni Ottanta iniziai a frequentare l’Accademia di Belle arti di Bologna, avevo poco più di diciotto anni e il desiderio di scoprire e scoprirmi nel mondo dell’arte. Sono stati gli anni delle mostre e degli spettacoli, dei reading di poesia e delle notti attorno a un calice di vino in compagnia. Anni di formazione carichi di sogni e di possibilità. Il premio Zucchelli fu un’occasione importante di verifica e d’aiuto, di verifica del talento, della voglia di misurarsi, di competere e di aiuto economico, per un giovane che si era trasferito col poco che aveva a Bologna. Non era facile realizzare un’opera nel poco tempo a disposizione, fu quindi la follia dello slancio giovanile a farmi realizzare in poco tempo opere molto materiche e di grandi dimensioni, usando il metodo che fu proprio di Tintoretto per la Scuola di San Rocco a Venezia, che in una notte realizzò l’opera finita collocandola nei controsoffitti della scuola, mentre tutti avevano perlopiù terminato raffinati bozzetti. 56

Afrodite Egea, 2016, tecnica mista su impiallicciatura di legno, 71x105 cm


MANNES LAFFI Borse di studio 1984, 1985 A.A. 1982-1983, 1983-1984 Dagli anni Novanta si occupa di design grafico, allestimenti museali, organizzazione di eventi culturali e mostre. In ambito artistico è interessato alla trasversalità e unione dei linguaggi, a situazioni di arte pubblica oltre il circuito tradizionale “artista/galleria/collezionista”. Dal 2003 al 2007 insieme a Roberto Daolio e ai Musei civici di Imola, ha dato vita alla rassegna di arte pubblica “AD’A. area d’azione” occupandosi dell’organizzazione, dell’immagine e della comunicazione e partecipandovi in due edizioni come autore di video e di un evento site-specific. Ha realizzato lavori site-specific a Ravenna nell’ambito della rassegna “No Border ”. Installazioni estese in tutta la città nell’ambito di “Torino World Design Capital 2008”. Esposizione alla Triennale di Milano sulla ricerca grafica italiana contemporanea. Ha realizzato gli allestimenti permanenti dei Musei civici di Imola nel 2011 e del museo Giuseppe Scarabelli nel 2013.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ho vinto il premio per due anni? Bello, non lo ricordavo… Ricordo alcuni compagni di corso, ricordo Pozzati, Baccilieri e Daolio. Ricordo che per il Premio si stava tutti in Aula Magna a dipingere, a lavorare, come si diceva. Ricordo la solidarietà tra noi ragazzi e il rispetto dell’altrui lavoro, ricordo una bella atmosfera, forse un po’ troppo anarchica ma che in qualche modo ti responsabilizzava. Ho un bel ricordo.

Mondo civilizado, 1995/2016 matita e vernice, 64x64 cm 57


GABRIELE LAMBERTI Borsa di studio 1984 A.A. 1982-1983 Nato nel 1957, laureato in Filosofia, diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, comincia ad esporre a livello nazionale dal 1986. Partecipa alla mostra Nuova Officina Bolognese, tenutasi alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna nel dicembre del 1991. Fa parte del Medialismo, corrente artistica teorizzata dal critico Gabriele Perretta. Lavora con la galleria Ruggerini & Zonca di Milano, poi con la galleria di Paolo Tonin a Torino, con la quale ancora collabora. Partecipa a diverse collettive in Italia e alcune all’estero, fa mostre personali a Milano, Bologna, Torino, Trieste, Alessandria. Suoi lavori sono in collezioni pubbliche (GAMeC di Bergamo) e private. L’ultimo ciclo di opere è dedicato al Coniglio Nero, la figura polimorfa scaturita dal suo immaginario ludico e beffardo, che entra nelle immagini della storia dell’arte sostituendosi a uno dei personaggi di rilievo presenti nell’originale e ne modifica il senso, caricandolo di contenuti ambigui e fuorvianti.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Ricordo ancora bene il lavoro che realizzai per il Premio Zucchelli. Era l’anno 1982/83. Si trattava di un’annunciazione. Sopra un’aiuola-pianeta sperduta nello spazio, un omuncolo riceve la visita di un angelo extraterrestre che gli dice “TAM PIÈS”, mediante un’iscrizione che gli esce dalla bocca. In dialetto bolognese significa “Mi piaci”. È una dichiarazione d’amore che quest’angelo extraterrestre pronuncia nei confronti del povero omuncolo solo e abbandonato su quell’aiuola che ci fa tanto feroci. In quegli anni ero alla ricerca di una via da seguire e mi aggiravo fra le figure umane straziate di Francis Bacon e gli angioletti disperati di Giotto. Un bell’arco cronologico ed estetico! Alcuni degli spunti e delle passioni di quel periodo in cui muovevo i primi passi sulla strada della formazione artistica, mi hanno seguito lungo tutta la carriera, tanto che a volte riaffiorano anche nelle opere che faccio adesso. Bambina nel bosco e Coniglio Nero, 2016 acrilico su tela, 120x100 cm 58


VALENTINA LASAGNI Borsa di studio 2004 A.A. 2002-2003 Nasce a Viadana (MN) il 6 gennaio 1982. Diplomata presso l’Istituto d’Arte di Parma”P. Toschi”, si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna con 110/110 con lode discutendo una tesi dal titolo Salti nel vuoto, che analizza il potere dello spazio che intercorre tra opera d’arte e fruitore. Partecipa a varie collettive tra cui “Artefiera” a Forlì, “Raw Art Fair ” a Copenhagen, “Step 09” a Milano e altre attività sul territorio dell’Emilia Romagna e della Valle D’Aosta. Predisposta a sperimentare materiali e tecniche, dopo fotografie digitali e installazioni materiche, trova il suo mezzo ideale nel plexiglass inciso che tuttora adopera e che nel 2005 ha presentato per la prima volta durante il Premio Fondazione Zucchelli che poi ha vinto. Attualmente lavora come grafica e vive a Bologna dove sta cercando nuove forme di implementazione del segno inciso contaminandolo con suoni e luci.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Il Premio Zucchelli è arrivato nel 2005 con una telefonata, inaspettata direi. La mattina, recatami in Accademia, scoprii che il mio docente di cattedra era già al corrente dei risultati e mi attendeva in laboratorio per i festeggiamenti. Nessuno era a conoscenza della mia iscrizione se non poche persone. Sperimentazione anatomica incisa. Quello che desideravo era solo tradurre quello che stavo sperimentando tra torchi da stampa e lastre di plastica. Ho sempre amato l’anatomia ed è stato naturale renderla protagonista di ciò che stavo presentando. Il Premio è stato per me non solo un’occasione per mettermi alla prova, ma una splendida occasione per mettere in pratica e realizzare ciò che stavo ricercando e sperimentando e che poi è divenuto un mio segno caratteristico. 59

V, 2016, puntasecca e acrilico su vetro acrilico, 50x120 cm


FABIOLA LEDDA Borsa di studio 2003 A.A. 2000-2001 Sarda, nata in Germania nel 1971. Vive a Bologna, dove si è diplomata all’Accademia di Belle Arti. Indaga molteplici linguaggi: fotografia, pittura, installazione, performance, azione scenica, interventi di natura ritmica e sonora. Esordisce nel 1995 in contesti di sperimentazione e interazione fra linguaggi, e negli anni collabora con personalità della letteratura e dell’arte in Europa (Parigi, Berlino, Sarajevo, Heidelberg, Paesi Baschi). La sua ricerca è orientata prevalentemente su tematiche di denuncia sociale, sviluppando progetti in diverse situazioni: spazi alternativi, teatri, festival, gallerie private, importanti spazi istituzionali d’arte, varie Università in tutta Italia. Rilevanti sono i progetti in varie città a sostegno delle campagne contro la violenza sulle donne e per i diritti umani (Gezi Park Istanbul, contro la pena di morte, migranti…). Ha ottenuto vari premi, riconoscimenti, è in numerose pubblicazioni, siti web, copertine di libri e cd. Il suo lavoro è stato oggetto di studio in diverse tesi di laurea.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Non era stato semplice spiegare la mia situazione di allora al segretario che raccoglieva i dati dei candidati per il premio Zucchelli: risultavo residente a Cagliari, ma non con i miei genitori! Non ero sostenuta economicamente da nessuno eppure mi mantenevo e studiavo senza avere una vera occupazione, residenza, domicilio. Com’era possibile tutto ciò? Avevo tagliato con la famiglia e l’Isola lasciando tutto… Ricominciavo a Bologna. Ospite nelle case occupate del Pratello, pulivo osterie nel pomeriggio (a nero). La mattina andavo a lezione, la notte studiavo. Mi trasferii sugli Appennini per riuscire a disporre di uno studio a poco prezzo. Viaggiavo tutti i giorni. In un momento così difficile, vincere il premio Zucchelli mi diede coraggio: il mio lavoro veniva finalmente letto e riconosciuto e per la prima volta persino pagato! Questo mi diede slancio, fiducia, forza, orgoglio… e decisi di proseguire. Non mi sono ancora fermata. Grazie per questo.

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Requiem (autoscatto-­n °03), 2011 stampa fotografica montata su forex, 42x42 cm


LUCA LOLLI Borsa di studio 1996 A.A. 1994-1995 La ricerca artistica di Luca Lolli spazia fra differenti discipline avvalendosi di diversi linguaggi, dalla pittura al wall drawing, alla fotografia, all’installazione site-specific. Inoltre, conduce da anni una ricerca sugli ambienti e sull’interazione uomo-colore-habitat, interrogandosi sulla possibilità di incontrare la forma primaria delle cose, stando sul sottile confine dove l’oggetto rivela la sua essenza. Nel 2005 in occasione del Festival Filosofia di Modena, crea un’installazione con performance in cui, per la prima volta, utilizza sementi di vario tipo, legando così il suo lavoro successivo alla simbologia del chicco. L’esistenza del chicco, come essenza, diventa forma generatrice e domanda sull’origine stessa della vita, del pensiero. Nel 2014 ritorna alla pittura con una serie di 7 quadri denominati Chakra, presentati all’interno di una installazioneperformance con l’interazione di musicisti e coreografie danzate. All’interno dei quadri la ricerca di un ritorno all’essenza dell’uomo attraverso i punti di risonanza denominati Chakra, tipici di antiche tradizioni legate alla meditazione, unitamente all’inserimento di elementi della natura.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ho un ricordo molto vivo e bello del Premio Fondazione Zucchelli a cui ho partecipato durante i miei anni di studio all’Accademia Belle Arti di Bologna; ricordo il pathos e il tempo passati assieme nelle aule per la realizzazione dell’opera e anche la premiazione finale avvenuta con l’inaugurazione della collettiva in una bellissima serata al Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna.

Chakra 2, 2014 tempera, acrilico e tecnica mista, 100x100 cm 61


ANNALISA MALAGUTI Borsa di studio 1998 A.A. 1996-1997 Nasce a Bologna nel 1975 e si trasferisce con la famiglia a Forlì nel 1980. Frequenta l’Istituto Statale d’Arte di Forlì, poi l’Accademia di Belle Arti a Bologna, diplomandosi nel 2000 con il massimo dei voti. La sua ricerca artistica si concentra sulla natura, rivisitata con un pizzico di ironia. Ama il surrealismo, Salvador Dalì e Renè Magritte. Partecipa da anni a mostre e concorsi nazionali e internazionali ottenendo spesso buoni risultati. Dal 2002 apre in società una attività di artigianato artistico a Forlì, da cui esce nel 2010. Attualmente lavora come arredatrice di interni, ma non rinnega la sua vena artistica cui si dedica con passione, ultimamente uscendo dalla pittura canonica e sperimentando materiali fino ad ora per lei inconsueti.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Sono passati 20 anni dalla mia partecipazione al Premio, ma resta sempre uno dei ricordi più belli: eravamo un gruppo di giovani artisti che gareggiavano per un unico obiettivo, ma non c’era rivalità, se mai sana competitività e rispetto l’uno delle opere degli altri. C’era soprattutto la voglia di divertirsi e anche di vedere opere e tecniche diverse, era appassionante! Un aneddoto che oggi mi fa sorridere: avevo appena saputo di essere nella rosa dei selezionati e ricordo che andai nella sala in cui erano esposte tutte le opere partecipanti al Premio. Io avevo realizzato un’opera composta da più elementi e quando arrivai ne mancavano alcuni. Non ho mai saputo che fine avessero fatto quei pezzi, né chi li avesse presi. Oggi immagino che a qualcuno servissero dei supporti su cui dipingere… Ma in tutto è stata certamente una bellissima esperienza!

Sushi fast, 2014, barattolo in vetro, pesce rosso modellato in creta e dipinto a olio, immerso in cera gel trasparente, etichetta con valori nutrizionali, peso e codice a barre, 10 barattoli ognuno di diametro 11x8 cm circa 62


ENRICO MANELLI Borse di studio 1967, 1968 A.A. 1966-1967, 1967-1968 Diplomato in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove insegna la stessa disciplina ininterrottamente dal 1968 al 2008. Come scenografo e pittore svolge attività professionale ed espositiva dal 1967, ideando e realizzando allestimenti teatrali ed espositivi in Italia e all’estero per: teatri stabili, enti lirici, gruppi musicali, pinacoteche nazionali, industrie. Firma scenografie per il cinema e trasmissioni televisive per Rai 2 e Rai 3, conseguendo numerosi riconoscimenti e premi nelle varie discipline. Collabora e progetta spettacoli con vari gruppi teatrali italiani e con le formazioni sperimentali in seno all’Istituto di Studi Musicali e Teatrali dell’Università di Bologna. Fonda numerosi collettivi di studenti dell’Accademia, realizzando con loro numerosi allestimenti scenografici ed espositivi. Tutte esperienze che lo porteranno a fondare, nel 1995, la cattedra di Scenografia per il Melodramma in collaborazione col Teatro Bonci e il Conservatorio “B. Maderna” a Cesena.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Il premio della Fondazione Zucchelli come altri in quella giovane età, ha contribuito ad accrescere la voglia e l’entusiasmo di procedere nel meraviglioso modo di esprimersi attraverso il colore dei pensieri. Ricordo con una velata nostalgia quei giorni impregnati di trementina, la voglia di esprimersi, il profondo desiderio di competere con i tuoi compagni che non lasciava nemmeno il tempo di mangiare. Quante nazionali spente, unico segno di apprensione. Quel premio voleva dire una vacanza, un abito nuovo, togliersi una voglia. Sono passati cinquantuno anni da quei giorni, io ne ho trascorsi altri quarantadue in quelle aule che non hanno mai smesso di essere impregnate di trementina, entusiasmo e voglia di vincere. Ritratti improbabili, 2000, acrilico, matita e pastelli su carta, 70x100 cm 63


GIANNI MANTOVANI Borsa di studio 1971 A.A. 1970-1971 Nasce a Concordia (MO) e studia all’Istituto d’Arte di Modena e all’Accademia di Belle Arti di Bologna. A diciassette anni vince il concorso indetto tra gli studenti delle Accademie d’Arte italiane tenuto presso il Palazzo dei Musei di Modena e partecipa, in rappresentanza dell’Accademia d’Arte di Bologna, alla “Terza Mostra di Incisione” presso il Gabinetto Nazionale delle Stampe a Roma. Nel 1974 inizia ad insegnare Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Bologna. Negli anni ‘80 la sua ricerca artistica è seguita dal critico Giorgio Cortenova che lo presenta alla Pinacoteca Nazionale di Macerata e alla Galleria Civica di Vicenza. Espone anche a Modena, Firenze, Verona, Roma, Pavia, Genova, Trieste, Sofia. Dal 1994 insegna Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna dopo aver vinto il concorso nazionale nel 1991. È incaricato dall’Università di insegnare nei corsi abilitanti SISS per le classi di concorso di Educazione Artistica e Discipline Pittoriche.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Quando frequentavo l’Accademia di Belle Arti di Bologna, alla fine degli anni ‘60, il Premio Zucchelli era molto sentito e atteso da parte degli studenti. Anche per me ha rappresentato, nell’anno della vincita, un contributo economico significativo per il proseguimento degli studi.

Ora è luce, 2011, tecnica mista, 110x100 cm 64


MARIO MARTINELLI Borsa di studio 1963 Anno 1962 (S. Giovanni in Persiceto, 1939 – 1980) Dopo la maturità artistica frequentò il corso di pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Fu allievo del professor Pompilio Mandelli (1912-2006, allievo di Giorgio Morandi) che gli ispirò la via artistica dell’ultimo naturalismo. Partecipò a molte mostre collettive a partire dal 1958. Nel 1966 espose una prima personale a Bologna e nel 1967 un’altra personale a Milano. Nell’ultima parte della sua carriera artistica si dedicò con passione alla realizzazione di carri per il Carnevale di S. Giovanni in Persiceto con la società “Filo” con cui ottenne grandi risultati tra cui la vittoria nell’edizione del centenario. Il comune di San Giovanni in Persiceto gli ha dedicato due mostre postume, la prima nel 1986 e l’altra nel 2014, a cura della prof.ssa Beatrice Buscaroli e con allestimenti a cura del prof. Enrico Mulazzani, all’interno del progetto “Un filo di Ferro, l’arte di Mario Martinelli fra pittura e scultura”.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI L’insegnamento e l’amicizia con Mandelli portano Martinelli a sondare la potenzialità, la ricchezza e lo slancio della riflessione arcangeliana. Ne scaturisce una versione unica, in cui le suggestioni sulle relazioni uomo - natura si confrontano con la violenza delle interrogazioni sulla figura che, sull’esempio dell’Art autre di Jean Dubuffet, vengono avanzate dagli esponenti del gruppo Cobra, Asgern Jorn, Constant, Corneille, Pierre Alechinsky. Per Martinelli la pratica della pittura diventa una sorta di diario intimo nel quale confrontare un groviglio di interessi e di curiosità: natura, paesaggio, figura, composizione cercano una via d’uscita, un sussulto capace di generare una nuova immagine. Costringendola all’interno di una griglia, un reticolo capace di ordinarla. Una griglia che ne concentra la forza che sta per dissolversi. È un’immagine vorace che richiede di essere ripensata in una geometria visiva che proprio l’“informare” rischia di disperdere. “Le tele”, scrive Piero Paglioriti, “sono un palcoscenico, un campo di battaglia in cui i suoi personaggi, i suoi paesaggi sono prima imbrigliati, costretti dal denso impasto di colore, poi impigliati da un’inferriata (suo padre ne aveva battute tante), che finisce per divenire un vero e proprio segno di una gioia coloristica fauve”. (Beatrice Buscaroli, da “Un filo di ferro”, cat. della mostra, 2014) 65

Senza titolo, 1966, olio su tela 100x70 cm Collezione Federico Martinelli


FILIPPO MARZOCCHI Borsa di studio 2014 A.A. 2012-2013 Nato nel 1989, è un artista multimediale, diplomato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua pratica utilizza il mezzo dell’arte per compiere un’indagine volta ad esplorare la natura della realtà umana. Nel 2016 è direttore artistico della galleria no profit “Localedue”; è cocreatore e co-direttore dello spazio indipendente “Gelateria Sogni di Ghiaccio” a Bologna. È stato presentato in mostre personali e collettive presso istituzioni nazionali, internazionali, gallerie e spazi indipendenti tra cui: Zabludowicz Collection, Londra (UK); IIC Institute Italien de Culture de Paris (FR); Young Artist Biennale, Fabbrica del Vapore, Milano; UCA, Canterbury (UK); Fondazione Zucchelli, Bologna; MAMbo, Bologna; Localedue, Bologna. Tra i programmi di residenza cui ha partecipato: Progetto Borca, Dolomiti Contemporanee, Borca di Cadore; Performing SantaCaterina, Foligno; ManufattoinSitu, Viaindustriae, Perugia; Profesion Artista, Montevideo (UY).

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ho partecipato al Premio Zucchelli nell’anno 2014. Ricordo di aver lavorato ad un progetto allora inedito di cui non ero sicuro del risultato. La possibilità di partecipare e vincere il premio è stata molto utile perché oltre a fornirmi una risorsa economica mi ha dato fiducia nel proseguire la mia ricerca artistica.

Montagna rosa, 2014 carta fotografica non fissata su forex, 340x250 cm 66


CARLO MASTRONARDI Borsa di studio 1970 A.A. 1969-1970 Nasce a Prepotto (Udine) nel 1940. Nel 1950 si trasferisce a Rubiera (RE); qui l’artista tuttora vive e lavora. Studia al Liceo Artistico di Via Ripetta a Roma e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove segue i corsi di pittura di Ilario Rossi e di incisione con Paolo Manaresi. All’ambiente bolognese, anche per i rapporti, spesso di amicizia (Rossi e Mandelli in particolare) resterà sempre legato; a Bologna, del resto, ha insegnato dal 1970 al Liceo Artistico. La sua ricerca parte dai modelli dell’Informale italiano ed è rivelata dalla libertà composita, dall’espressività del colore e della materia, dall’emotività con cui il colore viene trascinato. La sua è una pittura gestuale; l’energia del gesto si manifesta attraverso l’atto del dipingere. Il suo informale è controllato, disciplinato dalla tenuta strutturale, dal bisogno di costruire, di dare al quadro un’architettura robusta.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ricordo che nell’anno 1969 ho partecipato al concorso e vinto una borsa di studio per gli allievi di talento dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Per molti questo premio è stato un incentivo a continuare a dipingere, per altri un sostegno economico per finanziarsi gli studi. Tutto ciò grazie a Santina Zucchelli, figlia di Carlo, artista con la passione per la pittura e per la lirica, che con un lascito testamentario ha erogato borse di studio ai meritevoli allievi dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio di musica di Bologna. Questa lodevole iniziativa, che dovrebbe essere imitata da altri benefattori, c’è da augurarsi che continui ancora negli anni. Dalla finestra, 2004, olio su tela, 75x60 cm 67


DANTE MAZZA Borsa di studio 1968 A.A. 1967-1968 Nato a Budrio nel 1948, ha studiato Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ha poi insegnato dal 1969 al 2007. Nel 1968 ha vinto il Premio Zucchelli. Dedicatosi fin dagli esordi alla pittura e alla grafica, dal 1980 il suo interesse si è rivolto anche alla scultura e alla ceramica. Ha esposto in personali e collettive in Italia e all’estero (Museo Civico, Bologna; Galleria Delle Ore, Milano; Galleria L’Incontro, Imola; Galleria Gian Ferrari, Milano; Galleria Il Bisonte, Firenze; Kunstlerkreis, Eichenau–Germania; Creftow Art, Inghilterra; Museo Sandro Parmeggiani, Cento–Ferrara; ecc.). Dopo la parentesi post-informale degli esordi, la sua ricerca pittorica si è orientata verso una astrazione lirica dove i protagonisti sono lo spazio e la luce utilizzati in forma introspettiva. Nel 1988 ha vinto il concorso per l’esecuzione della pala celebrativa in occasione della Canonizzazione di Santa Clelia Barbieri. Attualmente è Presidente della Fondazione Collegio Artistico Venturoli di Bologna. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI La precocissima vocazione per la pittura non mi aveva permesso quella libera creatività del disegno infantile; da bimbo ammiravo i quadri nelle chiese, affascinato dalle figure che sembravano magicamente uscire dai dipinti e che tentavo inutilmente di replicare con gli acquerelli sulle pareti di casa. Si può così spiegare perché Mandelli mi accusasse di dipingere come nel ‘400. Tuttavia dopo tre anni di intenso lavoro, arrivai alla contemporaneità acquisendo anche la stima dello stesso Mandelli che addirittura mi consigliò di partecipare al Premio Zucchelli. Ci ritrovammo in molti ad ambire alle quattro borse di studio, tutti consapevoli dell’importanza del concorso che, anche grazie al cospicuo premio in danaro, avrebbe consolidato la giustezza della nostra scelta di dedicarci all’arte. Grazie allo stimolo della competizione, azzardai con successo alcuni esperimenti tecnici che ho poi utilizzato per anni e il premio in danaro lo investii in materiale artistico e in sopravvivenza. Portrait of a forgotten man, 2016 acrilico, olio e pastello su tavola, 71x60 cm 68


GIANFRANCO MAZZA Borse di studio 2015, 2016 A.A. 2013-2014, 2014-2015 Nasce a Carlopoli (CZ) nel 1988. Frequenta, dal 2009 al 2013, il corso di Pittura con Giovanni Mundula presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, anni durante i quali partecipa al programma Erasmus, frequentando, tra il 2010 ed il 2011, la Facoltà di Belle Arti di Granada in Spagna. Tra il 2013 e il 2014 si iscrive al corso di Arti visuali presso l’Accademia di Belle arti di Bologna con Luca Caccioni. Tra le principali esposizioni: “Secondo livello”, a cura di F. Romano e G. Lufrano, Otto Gallery, Bologna, 2014; “Premio San Fedele”, Mostra dei Finalisti, Galleria San Fedele, Milano, 2015. Vincitore dei Premi: Premio Fondazione Zucchelli, 1° Premio, Bologna, 2015; Premio Claudio Abbado, 3° Premio, sezione installazioni, AFAM, Bologna, 2015. Vive e lavora tra Bologna e Barcellona.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Quando si crea, quando si disegna o si lavora ad un progetto artistico molto difficilmente (e per fortuna, aggiungerei) si pensa al valore economico che quella tale opera possa avere. Quando si è studenti di un’Accademia di Belle Arti, ovvero in quella fase in cui la ricerca artistica di ognuno di noi inizia a prendere forma, ci si sente spaesati e sempre incerti sul proprio “fare”. Premi, mostre e concorsi sono l’occasione, per antonomasia, in cui ci misuriamo con il mondo reale, quel mondo in cui tutto ha un valore economico e dove le nostre più intime intuizioni si espongono a giudizi esterni. Vincere un premio non è solo un aiuto economico, ma un incoraggiamento ad andare avanti su quella strada. Be’…la Fondazione mi ha dato una bella mano.

Scotch draft#Patterns, 2016 scotch da pacco avana su tavola multistrato, 100x200 cm 69


PAOLO MIGLIAZZA Borsa di studio 2016 A.A. 2014-2015 Nasce a Catanzaro, il 16 Novembre 1988. Compie gli studi superiori presso il Liceo Artistico di Catanzaro. Dopo una breve parentesi all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, decide di trasferirsi a Bologna dove s’iscrive al corso di scultura di Davide Rivalta, laureandosi con una tesi sull’evoluzione del linguaggio scultoreo lungo tutto il Novecento. Nel 2014 si iscrive al Biennio specialistico alla cattedra di Paolo delle Monache, dove attualmente sta completando il percorso di studi. Fra le sue mostre ricordiamo “L’infanzia Terrana” ai fienili del Campiaro presso la casa museo Giorgio Morandi, a cura di Stella Ingino e con la direzione artistica di Eleonora Frattarolo; la collettiva “I’m On fire” presso la Ellebi Gallery a cura di Martina Cavallerin e in ultimo “E non stiamo a guardare. Carte e Terre di Nicola Amato e Paolo Migliazza” presso l’Ariete artecontemporanea di Bologna a cura di Eleonora Frattarolo.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI La realtà del premio Zucchelli sul territorio bolognese ed emiliano è un’opportunità e un’eccellenza per la ricerca e la sperimentazione artistica delle nuove generazioni, inoltre l’apertura dello spazio Zu.Art permette un incontro e uno scambio continuo fra personalità che si occupano di diversi linguaggi espressivi, contribuendo all’arricchimento e alla crescita intellettuale attraverso lo scambio esperienzale, che diviene motore e contenuto per un dialogo fra le diverse generazioni. We are not super heroes, 2016, terre refrattarie e pigmenti, 65x30 cm 70


ANTONIO MONTANARI Borsa di studio 1991 A.A. 1988-1989 Nato il 23 dicembre 1969 a Imola, terra di sogni e di colori. Da lì ha preso “il matto” e il mito per la velocità. La sua casa però è stata Forlì. Fin da bambino ha coltivato la passione per il colore e l’espressione artistica. La sua famiglia l’ha accompagnato in quest’avventura lasciandolo andare. È così che è andato prima a Ravenna al Liceo Artistico e poi a Bologna all’Accademia di Belle Arti. Bologna è stata così per diversi anni la sua casa, di studio, di crescita personale e umana. E lì, sotto le due torri, ha iniziato a dipingere, far concorsi, mostre. Nel frattempo la sua casa è diventata Bagno di Romagna e sono arrivati cinque figli. Per vivere ha fatto di tutto, ora gestisce una trattoria che è diventata il suo atelier. Guardando i suoi figli si è accorto che tutta la sua pur piccola vicenda artistica è necessaria, serve a lui per voler bene, per provare ancora una volta a voler bene.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Essere premiato al concorso Zucchelli fu una sorpresa cercata con tenacia. Una caccia al tesoro necessaria per campare in anni dove in tasca se avevo cinquemila lire era un giorno di festa. L’opera del premio si intitola L’ombra di Sancio, un trittico di grandi dimensioni. Non avevo mai avuto in mano una cifra simile e ovviamente la sperperai.

Ti lascio tre rose, 2016 tecnica mista su tela, 100x150 cm 71


MAURIZIO MONTANARI Borsa di studio 1968 A.A. 1967-1968 È un artista che vive e lavora tra Imola e Bologna. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna nella scuola di Pompilio Mandelli conseguendo il diploma in Pittura. Dal 1970 al 1973 ha insegnato nella Scuola Libera del Nudo, istituita presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, poi nel locale Liceo Artistico fino al 2005. Il suo lavoro si è sempre svolto nel solco della tradizione attraverso l’uso di elementi del reale composti e riproposti. Le composizioni si affollano di elementi eterogenei che, nel teatro in cui si svolge la scena, recitano come attori ruoli diversi rispetto al loro uso o significato originario. Negli ultimi anni, abbandonando posizioni in bilico tra astrazione e figurazione, ha sviluppato l’aspetto più teatrale, simbolico e a tratti illustrativo.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Casualmente, circa vent’anni fa rientrai in possesso del quadro che avevo dipinto per il premio Zucchelli in anni abbastanza lontani. Alcuni locali dell’Accademia venivano svuotati e un amico avvertì di avere ritrovato opere mie e di altri ex studenti. La prova di allora prevedeva alcuni studi grafici dal modello vivente e un’opera a tema libero che avrebbe dovuto dimostrare di aver intrapreso una strada artistica autonoma rispetto ai canoni accademici, che però in quegli anni erano caduti tutti e il titolare di Pittura, Mandelli, rispettava le caratteristiche di ciascun allievo. Ricordo che le prove grafiche non mi avevano soddisfatto (nemmeno dal punto di vista puramente accademico) e il quadro, rivisto oggi lo trovo affrettato e poco risolto… insomma un vero disastro. Senza titolo, 1968, acrilico su tavola, 93x84 cm 72


LEONE MONTEDURO Borsa di studio 1994 A.A. 1990-1991 È docente di ruolo di Arte nella scuola pubblica. 1990: Borsa di studio presso il “Musée A. Taire”, Niort Francia. 1991: Progetto Erasmus presso “Hochschule der Künste” di Berlino con il Prof. Baselizt. 1991: Primo premio Carracci indetto dall’Accademia di Belle Arti di Bologna. 1994: Primo premio Zucchelli indetto dall’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 2000 si occupa principalmente dell’aspetto scenografico del teatro, della regia, dell’illuminotecnica e fonda un’associazione culturale, “CasinaBenedetta”, con la quale realizza spettacoli in circuiti nazionali di sperimentazione teatrale. Unico vincitore per Roma e Lazio nella sezione installazioni con il progetto HOLY BOX - instabile azione in un tragitto interno in occasione del Festival Biennale Giovani Artisti del Mediterraneo – COSMOS, Atene nel giugno 2003. Dal 2012 è compositore delle musiche e cantante del gruppo musicale Misterolesi.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI 1994 primo premio. Sono passati 22 anni. Bologna era diversa da oggi come lo era allora per coloro che, più grandi di me, la ricordavano più viva e più in lotta. Per me era una città da scoprire, da vivere. Non mi interessava di confrontare il presente con un probabile glorioso passato. Lo si respirava comunque. La città offriva sicuramente più confronti della capitale. La sua dimensione umana mi affascinava e rendeva le relazioni meticce e disponibili allo scambio, non solo artistico. Ci sono arrivato nel 1989 per tornare a Roma definitivamente nel 1997. Quel premio oggi mi fa riflettere sul mio percorso professionale e artistico: dalla pittura al teatro/danza, dalla musica al canto. In qualche modo Carlo Zucchelli nel lontano 1994 ha colto in pieno il profilo multidisciplinare ed espressivo che mi contraddistingue. Perché l’idioma dell’arte non presenta alcun segno distintivo se non quello della bellezza.

Bruto e Cassio, 1995 olio, acrilico, pastelli a olio su tela, 100x40 cm 73


SIMONETTA MORO Borsa di studio 1994 A.A. 1991-1992 La ricerca artistica di Simonetta Moro si svolge nell’ambito della pittura, del disegno e della scrittura teorico-critica sulla pratica artistica e sull’arte contemporanea. I temi della psicogeografia e della cartografia sono ricorrenti nelle sue opere. Ha esposto negli Stati Uniti e in Europa: Eleanor D. Wilson Museum, Roanoke, VA; BRIC Art House, New York; Center for Architecture, New York; Museum of Contemporary Art, Chicago; the American Academy in Rome (Fulbright Fellow); Harris Museum, Preston, UK. Moro si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha conseguito un Master in European Fine Arts alla Winchester School of Art, UK, e un dottorato in Fine Arts alla University of Central Lancashire, Preston, UK. Nata a Portogruaro (Venezia), Simonetta Moro attualmente vive a New York. È Direttrice e docente di Art Theory all’Institute for Doctoral Studies in the Visual Arts (IDSVA).

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Trovo straordinario e incoraggiante che il Premio Zucchelli celebri il cinquantesimo anniversario, in un Paese dove si fa ancora poco per il sostegno dei giovani artisti e dell’educazione artistica in particolare. Ricordo la gioia nel ricevere il premio nel lontano 1994, l’anno in cui mi diplomai in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, e l’ulteriore conferma che il premio rappresentò per me nel perseguire la strada intrapresa nel campo dell’arte. Ringrazio dunque il Premio Zucchelli per ciò che significò allora e per quello che significa oggi per le nuove generazioni di studenti. Ringrazio altresì il mio professore di Pittura, Daniele Degli Angeli, che ebbe grande importanza nella mia formazione artistica e che mi spinse ad approfondire tematiche tuttora rilevanti nel mio lavoro.

Teatro di guerra, I: Omaggio a Boccioni, Erba, Sant’Elia, 2014 Inchiostro, pastelli, grafite su mylar, 92x61 cm 74


ENRICO MULAZZANI Borsa di studio 1970 A.A. 1969-1970 Nato a Sogliano al Rubicone (FC) nel 1949. Diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1971. Nel 1975 al Teatro Comunale di Bologna firma scene e costumi de La scala di seta di G. Rossini, regia di Roberto Guicciardini. Dal 1976 ad oggi ha collaborato e progettato numerosi allestimenti scenografici di eventi televisivi sulle più belle piazze d’Italia e d’Europa ideati e coprodotti da V. Cappelli per la RAI. Dal 1982 ad oggi ha ideato scenografie per grandi eventi (sfilate di moda e manifestazioni fieristiche). Dal 1991 al 2013 è stato Professore Ordinario (Ia fascia) di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Dal 2010 ha ricoperto la carica di Direttore della Scuola di Scenografia. Di pari passo all’attività di scenografo si dedica a quella di pittore. Tra le principali mostre personali: 1989, Galleria La Loggia, Bologna. Tra le principali mostre collettive: 1986, “Gestuale e figurale”, Galleria d’Arte Moderna, Bologna; 1988, “L’arte a Bologna”, Musée Des Augustins, Toulouse; 2009, “Not so Private”, Villa delle Rose, Bologna.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

La partecipazione nel 1969 al concorso per il Premio Zucchelli, quand’ero ancora un giovane studente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, per me ha rappresentato innanzitutto un’esperienza alquanto significativa nel percorso di formazione e di realizzazione sul piano personale ed artistico, di cui conservo ancora un vivo ricordo.

Composizione uno, 2013, ferro, legno, acrilico e plexiglas, 59x71 cm 75


ADRIANO NARDI Borsa di studio 1989 A.A. 1987-1988 Di Rio de Janeiro, vive a Bologna dal 1970 e lavora a Roma. Nel 1999 inizia ad unire tecniche digitali e pittura ad olio: definisce la “micropittura”. Dipinge donne dai cromatismi “catodici” su immagini di movimenti globali dalla rete o “latensificazioni” di pittura. Successivamente, corpi femminili su tela di lino preparata “organicamente” intesa come superficie, paesaggio, ambiente. Personali in musei e gallerie: MLAC La Sapienza (1998); Ass. cult. Futuro (2000); Maniero (2002, 2004, 2007); Ambasciata Brasile (2005); Studio Fedele (2006); La Giarina (2004, 2008); UNIMOL (2016). Collettive: Palazzo Re Enzo (1987, 1993); San Fedele (1990); Ministero degli Esteri (2004, 2008, 2009); Masedu (2004); Victoria Memorial Hall Calcutta (2007); Museo Canonica (2010); musei al Cairo, Buenos Aires, Nigeria, Addis Abeba. Partecipa alla XV Quadriennale d’Arte di Roma al Palazzo delle Esposizioni nel 2008 e alla 54 a Biennale di Venezia nel 2011. Collezioni pubbliche: Farnesina, Premio Vasto (2003); FAO (opera permanente 2012).

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Oltre a disegni dal vero (ricordo delle scarpe) realizzai nel “pieno” della mia ricerca pittorica di quel momento, un dittico di tele con angeli-diavoli, visionario, con una pittura dinamica e stratificata da velature, astratto, “aperto” da aste in legno dipinte, oggettuale. Felicemente sorpreso, ebbi beneficio dalla vincita (ex-aequo con Marco Neri, in quel momento paesaggista incorruttibile) e il quadro divenne di proprietà della Fondazione Zucchelli. In quel dipinto come nella tela in mostra oggi (l’Estaque), “significante” è questa tecnica: mani di preparazione classica della tela, composta da colla di coniglio, gesso di Bologna e olio di lino cotto, che cerco di modulare per ottenere una trasparenza che lasci visibili la trama dal colore concreto. Qui, sulle parti non “segnate” dipingo ad olio con la mia tipica divisione in zone cromatiche. Mi interessa un dentro e un fuori di questo “paesaggio”, dove il centro di quest’asse è la superficie della tela. 76

Senza titolo (Il mare dell’estaque dietro gli alberi), 2009, olio su tela, 100x135 cm


CARLA NEGRI Borsa di studio 1971 A.A. 1970-1971 Consegue la maturità artistica al Liceo Artistico di Firenze, il diploma di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e la laurea in Arte al DAMS di Bologna, discutendo la tesi con il prof. Renato Barilli. All’Accademia ha sperimentato la pittura informale, accentuando l’azione del gesto. Successivamente, ha ripercorso esperienze pittoriche a partire anche dall’Impressionismo di Monet, poiché il suo autentico interesse è stato la ricerca di nuovi spazi e luci. I suoi maestri sono stati: H. Nitsch dei dipinti di matrice informale, G. Richter delle opere di impronta concettuale caratterizzate da gestualità e ricchezza di colori intensi, M. Rothko per la sua capacità di esprimere, con colori luminosi, altissima spiritualità. Questi grandi maestri hanno in parte contribuito all’apertura della pittrice verso una propria evoluzione dell’Espressionismo Astratto. Attualmente esegue anche quadri carichi di richiami culturali: un “Postmoderno” come recupero di libertà compositiva e ricerca di nuovi significati simbolici dell’immagine.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Il premio Fondazione Zucchelli nell’immediato mi ricorda la mia giovinezza trascorsa a Bologna. Nel 1968, dopo essermi iscritta all’Accademia di Belle Arti, quotidianamente raggiungevo Bologna da un paese nebbioso della provincia mantovana. Com’era Bologna allora? Sempre viva e accogliente anche nel clima della contestazione studentesca. Sono stata allieva del pittore Pompilio Mandelli, ma è soprattutto con il pittore Maurizio Bottarelli, suo assistente, che ho instaurato un dialogo altamente formativo per la mia pittura. Nei primi anni di Accademia ritraevo la modella utilizzando tempere dai colori seppia, nero e bianco, con uno stile informale “azionista”. Ricordo con simpatia quando M. Bottarelli mi toglieva il foglio dal cavalletto, ricordandomi che era importante fermare la produzione creativa al momento giusto. Il Premio Zucchelli mi è stato comunicato come premio di “merito”, perciò l’ho accolto con grande emozione: è stato un rafforzamento di autostima sul piano professionale. 77

Bauhaus. Interno esterno, 2015 olio su tela, 70x70 cm


MARCO NERI Borse di studio 1989, 1991, 1994 A.A. 1987-1988, 1988-1989, 1990-1991 Tra le principali mostre personali: “Rinverdire il classico”(*) e “Sostenere lo sguardo”(*) alla Galleria Fabjbasaglia di Rimini (rispettivamente nel 1995 e 1998); “Skyline”(*) alla Galleria HausSchneider di Karlsruhe (1998); “Windows 99” alla Galleria dell’Immagine dei Musei Comunali di Rimini (1999); “Come into my room” alla Galleria Hilger/Artlab di Vienna (2000); “Lo spazio” alla Galleria Alberto Peola di Torino (2002); “Malerei”(*) al DiözesanMuseum di Monaco di Baviera (2002); “Mirabilandia + Biblioteca Persiana”(*) al Museo dell’Arredo Contemporaneo di Russi, Ravenna (2003); “Nessun Dogma”(*) alla Galleria Emilio Mazzoli di Modena (2004); “Mars Black” alla Lucas Schoormans Gallery di New York (2006); “Omissis”(*) al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato (2006); “Homelife”(*) alla Galleria Fabjbasaglia di Rimini (2008); “Underworld” alla Galleria Alfonso Artiaco di Napoli (2010); “Giardini” alla Galleria Pack di Milano (2011); “Passante incrociato”(*) al Centro Arti Visive della Fondazione Pescheria di Pesaro (2012); “Marcobaleno” alla Galleria Alfonso Artiaco di Napoli (2014); “I giardini di marco”(*) al Museo Laboratorio di Città Sant’Angelo (2015).

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Sono passati tanti anni, ma ricordo bene lo stimolo e il sostegno che lo Zucchelli sapeva offrire a noi giovani artisti dell’Accademia di Bologna. Con gratitudine.

Paesaggio notturno, 1983, acrilico su tela e cornice dipinta a tempera, 71,5x91,5 cm (cornice compresa) 78


RICCARDO PAOLINI Borsa di studio 1998 A.A. 1996-1997 Nato nel 1976, a La Spezia. Maestro in Decorazione. Ha sempre accolto l’Arte nella vita, perché fonte capace di mantenerlo in vita.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Trovarsi a fianco tanti giovani talenti, in una Accademia, è stato un bel segnale di speranza.

Spaces 1997, pennarello indelebile, carta da imballo, colori vinilici, 300x200 cm 79


ANDREA PARENTI Borse di studio 2014, 2016 A.A. 2012-2013, 2014-2015 “La vita degli uomini è come lo sfavillio delle stelle, essenzialmente non ha altro fine che questo sfavillio, è la sua gloria a costituirne il senso ultimo” G. Bataille I più semplici guardano il cielo con gli occhi della follia sacrificale, l’alluce è la parte più umana del corpo umano, l’incolto, birra tiepida e whisky all’ippodromo, l’uomo che ha la testa leggera, il cielo e le cose del cielo, guardare uno sputo, i piedi nel fango, le sagome nere sulle barriere autostradali, alieni e dinosauri, un eccesso rende più visibile l’effetto di una forza, alè alè alè alè Juventus, un mondo di atti e pensieri che dipendono da sentimenti violenti, basta cani, ti seguirò ovunque tu sarai, particelle avide della periferia terrestre, un bicchiere, un uomo, una gallina, sembra che le cose esistano come verifiche di certe possibilità, i piccioni sono grigi per adattamento, etica ed estetica, concavo e convesso, parodie rituali, AK47 sui muri, preferirei non morire.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

“Sono già state dette tante belle cose. Siamo stati selezionati tra tanti giovani e siamo molto fortunati perché siamo con Fondazione Zucchelli. Indossare la maglia di Fondazione Zucchelli rappresenta una grandissima responsabilità, ci vuole grande consapevolezza e bisogna non mollare mai. Questo vuol dire essere con Fondazione Zucchelli”. (cit.)

A.C.A.B., 2016 stampa lenticolare, 70x100 cm 80


RAFFAELE PASSERINI Borsa di studio 1996 A.A. 1994-1995 Si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna (premio Zucchelli 1996) e in seguito al D.A.M.S. Cinema (premio Bottrigari e borsa di studio per “Corso di Specializzazione Post-Laurea all’estero” in Filmmaking presso la New York Film Academy). Dal 2005 al 2013 vive e lavora a New York, dove insegna Regia e Sceneggiatura presso la NYFA, lavorando parallelamente nell’industria cinematografica Indie come aiuto-regista e produttore. Come autore e regista realizza cortometraggi, documentari e sceneggiature pluripremiate a livello internazionale, tra cui i corti The Nurse e The Birdman, il video musicale The Likes of You di Michael Tighe, il documentario TV Soundlabs’ People (MTV Brand New) e il suo primo documentario lungometraggio Principe ’72. Dal 2013 è titolare del corso di Regia presso la Roma Film Academy (RFA), Cinencittà Studios, dove dal 2015 ricopre anche il ruolo di Direttore Didattico. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

In quanto giovane aspirante artista, vincere il premio-acquisto Zucchelli fu per me un incoraggiamento importantissimo, non solo per la cospicua (per me allora) somma del premio, ma soprattutto perché mi incoraggiò a concedermi il permesso di credere nel mio talento. Ho in seguito deciso di passare dalla tela bidimensionale allo schermo del Cinema e della TV, ma ancora oggi cito e ricordo il premio Zucchelli con affetto, gratitudine e orgoglio.

Testa rossa, 1997 olio e carboncino su tela, 74x94 cm 81


PIETRO PASTORE Borsa di studio 2010 A.A. 2008-2009 Nato a Barletta nel 1983, si trasferisce a Bologna nel 2003 dove si diploma in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti. Dopo gli anni di specializzazione si trasferisce a Milano e poi a Torino. 
Attualmente vive e lavora a Bari. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ricordo delle belle giornate, lavoro e condivisione, tentativi di scambio intellettuale e ancora lavoro, così tanto in pochi lunghissimi giorni. Eravamo giovani e pensavamo che tutto dalla vita dovesse ancora arrivare, mi sentivo parte di un progetto straordinario, parte dell’arte ma ora, da grande, non sono certo che l’arte faccia parte di me, di noi che pure continuiamo ad operare nell’ambito delle arti - autoconvincimenti a parte -, ma è solo una questione di rispetto. In quei giorni eravamo tutti uguali, vincitori e no, perché di norma tutti uguali lo si è. Ricordo conversazioni e accese discussioni, opinioni radicalfreak e assurde spiegazioni, tutti eravamo fieri di ciò che stavamo facendo perché era tutto vero, perché tutti insieme cercavamo di renderlo vero. Non mancavano invidia e antipatia, ma faceva parte del gioco che ora, col senno di poi, un po’ mi ha fatto credere di crescere. Arthurs’s parrot, 2016 tecnica mista su tela, 60x50 cm 82


MONICA PELLEGRINI Borsa di studio 2012 A.A. 2010-2011 Nata a Modena, nel dicembre del 1988. Dopo la maturità artistica ha continuato gli studi in pittura presso l’Accademia di Bologna e parallelamente ha realizzato numerose mostre, personali e collettive, in Italia e all’estero. Tra queste si ricordano le personali svolte presso la Galleria Tedofra di Bologna nel 2011; nel Museo di Arti e Mestieri di Pianoro nel 2012 e presso il Salotto Culturale Aggazzotti a Modena nel 2015. Nello stesso anno ha realizzato una personale di pitture e disegni in Montenegro, mentre nel 2016 ha proseguito a mostrare la sua identità artistica in Serbia e in Giappone. Tra i premi si menziona quello vinto in pittura nel 2009 nel concorso di arti visive a Rastignano. Nel 2014 ha ricevuto la segnalazione speciale e menzione della giuria nel concorso “Artprotagonist” e il terzo premio in “Illustrare la natura” nel 2015. Attualmente scrive articoli, recensioni e svolge la sua attività di artista freelance per locali pubblici e privati. In corso è la preparazione della personale nel Museo Etnografico di Belgrado (Serbia) che si svolgerà nel 2017. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Prima di decidere che progetto eseguire, realizzai numerosi tentativi di idee fugaci. Decisi solo l’ultimo giorno utile che cosa dipingere. Si, perché le mie idee sfumano in colori diversi, a seconda di dove vivono. Ringrazio la Fondazione Zucchelli per il riconoscimento assegnatomi, che mi ha permesso di approfondire e divulgare la mia ricerca. Essenza, 2016 olio su tela, 60x60 cm 83


FABRIZIO PERGHEM Borsa di studio 2007 A.A. 2004-2005 Nato a Rovereto nel 1981. Attiva processi umani e materici allo scopo di tessere una situazione di interesse. Un trattamento diretto e attivo di risorse indigene è volto allo studio di ciò che succede all’interno della realtà in cui incide l’operato. Il processo ha solitamente inizio nel momento in cui l’artista organizza gli elementi per costruire un’opera e si esaurisce quando questa viene dimenticata. Il taglio della ricerca è vicino all’antropologia. Articolando il linguaggio dell’esperimento in un sistema di azioni, costruzioni e testimonianze, il lavoro di Perghem testa le possibilità di un empirismo scettico e nomade. Nel tempo la materia è stata intesa come qualcosa di più complesso della sua fisicità. Il rapporto coi luoghi, le tecniche di relazione e i racconti determinano ora il valore di un archetipo o di un materiale; soppiantano, per interesse, le caratteristiche estetiche e architettoniche della scultura. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ringrazio e ricordo con piacere la Fondazione Zucchelli per la cortesia e l’aiuto che mi sono stati rivolti, contribuendo nello sviluppo del mio percorso artistico.

16.09.16 | 18:00 | carloforte, 2016 stampa blue back, 107x140 cm 84


SERENA PICCININI Borse di studio 2002, 2003 A.A. 1999-2000, 2001-2002 Nata l’8 ottobre 1977 a Bologna, dove vive e lavora. La sua ricerca è incentrata sulle forme dell’abitare lo spazio, evocando nuovi modi di vedere i paesaggi familiari, pensando alle possibilità affinché il territorio e la natura vengano restituiti in modo diverso. I suoi pensieri diventano sculture e installazioni, mondi plasmati nella duttilità magica della carta e dei materiali di uso comune; realtà leggere e fluttuanti che ridefiniscono il circostante attraverso gli elementi che predilige come la leggerezza, l’immaginazione aerea, l’aspetto ludico e onirico delle cose. Ha partecipato a residenze e workshop tenuti da artisti di fama internazionale, esposto in mostre collettive e personali in Italia e all’estero. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ricordo l’emozione di creare un lavoro in pochi giorni e il confronto diretto con gli altri studenti, alcuni miei amici, iscritti al concorso, la ricerca per tutta l’Accademia del posto migliore per installarlo, l’attesa del passaggio della commissione… e poi la serata di premiazione al Conservatorio… l’ansia che provavo aspettando di sentire pronunciare il mio nome e di salire sul palco senza inciampare…

Abitando il tempo, 2012 scultura di carta, 11x7,5x10,5 cm 85


ROSSELLA PIERGALLINI Borsa di studio 1983 A.A. 1981-1982 Vive e lavora a Bologna, dove si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti, è docente di Decorazione con incarico di docenza al triennio di Fashion design. Affascinata principalmente da luoghi e spazi non deputati all’arte: piazze, castelli, spazi industriali, dove sperimenta linguaggi che vanno dall’installazione alla performance. L’opera nasce nello spazio, dove il segno è il momento dell’azione e il corpo e la pittura sono il medium per interagire con lo spettatore per sperimentare la dimensione sensoriale in un’opera creata in tempo reale. Recentemente la sua indagine è rivolta all’impronta del corpo come memoria del vissuto personale, l’impronta è l’elemento essenziale che si materializza nello spazio del quadro in un rinnovato interesse per la pittoricità del materiale nell’azione minimale. La superficie diventa materia di separazione tra l’interno e l’esterno del corpo, materiale e immateriale in una contemplazione della messa in scena del vuoto, nella transizione di un passaggio, nel magico, nel mistero. Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti di Fondazioni e musei.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Nell’Accademia di allora il Concorso Zucchelli non era ancora molto pubblicizzato e non si conosceva abbastanza la sua storia: lo ricordo come l’unico bando disponibile per gli studenti, che faceva compagnia a quello del Collegio Venturoli. Oggi le cose sono cambiate in meglio, con l’apertura al pubblico della sede della Fondazione, la comunicazione, il catalogo, le numerose attività espositive e gli eventi a essa connessi. Quell’anno eravamo in pochi a partecipare, lontani da occhi indiscreti, reclusi in un’aula dell’ultimo piano dell’Accademia che si affacciava nel cortile del Terribilia. Avevo lavorato incessantemente per un’intera settimana, con l’obiettivo di realizzare un’opera di grandi dimensioni e l’ultimo giorno ero davvero soddisfatta del mio lavoro. La commissione fu unanime: mi assegnarono il premio e l’opera rimase di proprietà della Fondazione. In seguito mi sono sempre chiesta che fine avesse fatto “Cuore”… Eccola! Finalmente l’ho ritrovata nel corpo di “Pre-sentimento”! 86

Pre-sentimento, 2013, impronta all’ipercloruro di sodio su supporto tessile, 120x100 cm


IRENE PRENDIN Borsa di studio 2013 A.A. 2011-2012 Nasce a Bentivoglio il 12 Settembre 1987 e vive a Pieve di Cento. Si diploma al Liceo Artistico di Bologna nel 2007 e conclude il triennio di Pittura nel 2012. Partecipa a varie mostre collettive e personali, nel 2012 vince un premio per “Artefieraoff“ e nel 2013 vince il premio Zucchelli con l’opera Germinazioni. Da alcuni anni Irene compie una ricerca sulla natura attraverso pittura, scultura, installazione e grafica: media differenti a supporto di una visione globale del lavoro. Parte dalla terra, da tutto ciò che è organico e che cresce con il tempo, il tempo della natura come il tempo della nostra vita: nascita, crescita e morte. In questi anni ha cercato di dare una forma a questo pensiero, di “rappresentare” un’idea di natura interiorizzata ed esternata attraverso le sue opere. Dipinge grandi e piccole forme organiche, fatte di acqua e smalti, acqua guidata dalla mano che modifica la forma, lasciando sempre uno spazio al caso e alla trasformazione, costantemente in bilico tra il controllare e lasciare agire la materia, sua poetica. Da alcuni anni Irene si occupa di didattica realizzando Laboratori Artistici per bambini della materna e delle classi elementari. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Germinazione era il 2013. Uno spazio bianco parti di me si espandono sul muro

Germinazione, 2013 filo di ferro intrecciato, gesso, cera, aniline, misure variabili 87


ANUSCHKA PROSSLINER Borsa di studio 1996 A.A. 1994-1995 Il lavoro di Anuschka è caratterizzato da una costante ricerca d’equilibrio tra “raffinatezza e forza d’impatto”. I lavori sono “sobri, ma anche un po’ maledetti” (Roberto Pasini). Questo è forse da una parte dovuto alla biografia dell’artista, proveniente dalle montagne delle Dolomiti - una zona mitteleuropea più affine a un tipo di sensibilità aspra e espressiva - che si scontra all’epoca degli anni di studio a Bologna con la pittura dei “piccoli gesti - grande impatto” di Giorgio Morandi; dall’altra parte al bisogno di mantenere rigorosamente una “sana” distanza con il proprio elaborato, per non prendersi troppo sul serio, per avere più chiarezza. Così i lavori di Anuschka sono caratterizzati da sempre da una forte tensione interiore, le tematiche sono quelle più intrinseche alla vita - la paura, la malinconia, il sesso - con toni non chiassosi, ma silenziosi. Le immagini sono piccole, intime, tenere.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Ricordo benissimo il lavoro fatto per il concorso Zucchelli: fotografie del mio volto rivestito di nastro trasparente con un velo leggero di colore bianco. Da allora “bendo” fotografie, disegni e altre immagini con nastro adesivo, allontanando in questo modo l’immagine. Simultaneamente però quest’ultima perde, per il cambiamento della consistenza materiale, la sua fragilità e diventa una superficie stabile per diversi tipi di sperimentazione. Probabilmente inconsciamente – per via della disgraziata questione burka - “sì o no” – nei recentissimi lavori il velo leggero di bianco si è trasformato in un altro tipo di velo. Però i pensieri intrinseci sono - oggi come allora - le barriere, le inibizioni e le catene della NOSTRA realtà e la rappresentazione è il risultato della passione per le trasparenze, il disegno a righe e il punto. Una scelta estetica che è stata presa più di vent’anni fa in occasione del concorso Zucchelli.

Schwestern, 2016, disegno su fotografie e striscia adesiva di carta, 10,5x14,8 cm 88


DAVIDE RIVALTA Borsa di studio 1998 A.A. 1996-1997 Vive a Bologna, dove è nato nel 1974 e dove si è formato presso l’Accademia di Belle Arti. Sue opere sono in permanenza presso: Il Palazzo di Giustizia, l’Autorità Portuale, il Museo Nazionale e Sant’Apollinare in Classe a Ravenna, il Palazzo del Podestà e dell’Arengo di Rimini, al Centro Natatorio di Trieste e nella Rocca Estense di San Martino in Rio, Reggio Emilia. Ha esposto nei seguenti musei: GAM, Bologna 2005; MAN, Nuoro 2005; MARCA, Catanzaro 2008; Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Monfalcone 2008 e 2009; Galleria Civica di Modena 2010; MAMBO, Bologna 2010 e Civica, Trento 2014, nonché alla Fondazione Lanfranco Baldi, Pelago 2005 e 2010; alla Kunstlerhaus Palais Thurn und Taxis, Bregenz 2006; alla Strozzina, Firenze 2009; a Villa Romana Firenze 2011; al Museo della Basilica di S. Maria delle Grazie, San Giovanni Valdarno, Arezzo; a Palazzo Te, Mantova e presso La Galleria Nazionale a Roma nel 2016. Nel 2010 ha partecipato alla prima “Aichi Triennale”, Arts and Cities, a Nagoya; nel 2015 ad “Icastica” ad Arezzo e alla “Biennale Disegno Rimini”, a Rimini; nel 2016 ad “Arte alle Corti” a Torino.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Quando ho vinto il premio Zucchelli, nel 1998, avevo 24 anni e già ero diplomato in Scultura all’Accademia di Bologna. Mi torna in mente che all’epoca le tasse di iscrizione erano molto basse, 150.000 lire o giù di lì, e presi la decisione di iscrivermi al corso di Pittura proprio per avere la possibilità di concorrere allo Zucchelli, che allora era aperto solo agli studenti di Pittura. Per l’occasione avevo preparato due pannelli di medium density ricoperti di tempera nera. Le figure, tre scimpanzè appesi a delle corde, impiccati, emergevano dai graffi praticati sulla superficie, una tecnica che non ho più usato. Ho investito i soldi del premio, 5 milioni di lire se non ricordo male, per comprare un pantografo, strumento che è stato fondamentale per il mio lavoro fino ad oggi.

Asino, 2016 vetroresina, dimensioni ambiente 89


DAVIDE SABA Borsa di studio 2009 A.A. 2007-2008 Nato a Moncalieri (TO) nel 1980 e cresciuto in Sardegna, vive e lavora a Bologna, dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti. Dal 2009 abbandona i colori ad olio per concentrarsi su una tecnica pittorica basata sul fuoco; da sei anni collabora con il collettivo di artisti bolognese Checkpoint Charly. Influenzato profondamente dalla cultura e dall’ambiente sardi, l’artista realizza opere ispirate agli aspetti genetici ed evolutivi di tutto ciò che esiste in natura, ai quali aggiunge suggestioni derivanti da lunghe riflessioni sulle sue stesse caratteristiche psichiche e somatiche.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

La vincita del Premio Zucchelli 2009 per me è coincisa esattamente con l’inizio di un nuovo percorso artistico. Infatti l’opera che presentai al Premio fu la prima della mia ricerca basata sul fuoco come mezzo espressivo e ha rappresentato una spinta motivazionale fondamentale per il proseguimento del mio lavoro.

Senza titolo, 2016 fiamma ossidrica, carbone, pigmento su tavola, 140x72 cm 90


SIMA SHAFTI Borse di studio 2003, 2004 A.A. 2001-2002, 2002-2003 Nata in Iran nel 1966. Si è laureata in comunicazione visiva all’Università di Belle Arti di Tehran. Dal 1998 si è trasferita in Italia e ha frequentato il corso di Pittura con Concetto Pozzati all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Vincitrice del premio Zucchelli dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, sezione Pittura, nel 2003 e 2004. La sua esperienza artistica si è svolta essenzialmente nell’ambito di grafica, pittura e installazione. Alcune mostre: “Stanze della Meraviglia”, Rocchetta Mattei (BO) 2016; “Oltre la cognizione del reale”, Galleria d’Arte Cloister, Ferrara, 2016; “Cotte, Crude, Terre”, Atelier 3 + 10, Mestre (VE), 2015; “Ritorno a Babele”, Porta degli Angeli, Ferrara, 2015; “Ferrara in Nurnberg”, presso Kreisgalerie am Germanischen Nationalmuseum, 2013. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Non ero al corrente dell’esistenza del premio Zucchelli finché un giorno, tra una lezione e un’altra, vedo un gruppo di ragazzi giovanissimi che stavano allestendo una mostra nella sala dell’esposizione dell’Accademia. L’atmosfera e l’intesa creatasi fra di loro nel fare Arte assieme, mi trasmise grande curiosità nei confronti del concorso e volontà di mettermi in gioco, nel tentativo di comunicare qualcosa di forte e di “mio” attraverso ciò che amavo fare. Fu certamente una grande soddisfazione riuscire nell’intento per due volte consecutive. Il premio Zucchelli è stato un grande passo nella mia personale consapevolezza artistica: guadagnai oltre che una bellissima esperienza, molta più fiducia in me stessa e nelle mie capacità.

Danza dei pesci, 2016, tecnica mista su tavola, 90x90 cm 91


AMIR SHARIFPOUR Borse di studio 2003, 2004 A.A. 2001-2002, 2002-2003 Nasce in Iran nel 1966. Si laurea in Scenografia presso la Facoltà di Arti Drammatiche dell’Università di Tehran (Iran) e vince la 13 a edizione del Festival Internazionale di Teatro “Fajr ” a Tehran per la miglior scenografia nel 1995. Si trasferisce in Italia nel 1998 e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna diplomandosi nel 2005. Vincitore del premio Zucchelli nel 2002 e l’anno seguente. Si diploma nel corso di “Arte della Maschera” presso il Centro Maschere e Strutture Gestuali di Abano Terme diretto da Donato Sartori. Parallelamente ai corsi accademici di scenografia, ha sviluppato studi e attività artistiche nell’ambito della scultura e delle maschere teatrali. Alcune mostre: 2016 “Stanze della Meraviglia”, Rocchetta Mattei, Bologna e Galleria d’Arte CLOISTER, Ferrara; 2015 “Cotte, Crude, Terre” Mestre (VE) e “Physis (natura)” Palazzo Turchi di Bagno, Ferrara; 2013 “Ferrara in Nurnberg” Kreisgalerie am Germanischen Nationalmuseum (Germania); 2012 realizzazione maschere per Odissea di Robert Wilson in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Sono passati parecchi anni da quando ho ricevuto il riconoscimento del premio Zucchelli per la prima volta e mi ricordo benissimo la sensazione che provai, come se l’Italia, nonostante non sapessi esprimermi perfettamente nella sua lingua e venissi da un paese lontano e con codici culturali diversi, mi avesse capito attraverso il linguaggio dell’Arte. Ed è proprio con l’Arte, io lo capii allora, che si abbattono i muri più alti, perché sa smascherare la loro fragilità.

Cipressi, 2013, terracotta, 3 pezzi 92


SISSI (DANIELA OLIVIERI) Borsa di studio 2000 A.A. 1998-1999 Nata a Bologna nel 1977, vive e lavora tra Bologna e Londra. Insegna presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha esposto le sue opere in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra cui Galleria Maggiore, Bologna, 2016; Galleria Tiziana DiCaro, Napoli, 2016; Fondazione Nomas, Roma, 2016; MAMbo – Istituzione Bologna Musei, 2015; Aike Dellarco Gallery, Shanghai, 2013; Museo del Novecento, Milano ,2013; Fondazione Volume, Roma, 2012; Museo d’Arte Contemporanea, Zagabria, 2012; Turku Biennal, Turku, 2011; Tate Modern, London, 2011; Fondazione Pomodoro, Milano 2010; 53 a Biennale di Venezia, 2009; Mizuma Gallery, Tokyo, 2008; Quadriennale di Roma, 2008; Brooklyn Museum, New York, 2007; Chelsea Art Museum, New York, 2006; Macro, 2004; Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, Graz, 2003; W139 Amsterdam, 2003; MoCA, Miami, 2001. Vincitrice di premi e residenze: Gotham Prize, New York, 2012; American Academy in Rome, 2006; Tokyo Wonder Site, 2008; Premio New York, 2005; Premio Alinovi, Gam, 2003; Premio Furla per l’Arte, Venezia, 2002; Collegio Venturoli, Bologna, 1998.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Ho vinto il premio Zucchelli nell’anno 2000 e il giorno della premiazione mi trovavo per la prima volta all’estero. Ero a Parigi grazie al programma Erasmus dell’Accademia di Bologna. Il giorno della premiazione non ero presente, ma i miei nonni Carlo e Carla Olivieri non ebbero dubbi nel presentarsi al mio posto per ritirare il premio. È stato il premio più bello perché per noi fu come vincerlo insieme.

Angelo legato, 1998 cotone, acrilici, graffite, 50x60 cm 93


VALERIA TALAMONTI Borse di studio 2013, 2015 A.A. 2011-2012, 2013-2014 Nata nel 1989 a San Benedetto del Tronto (AP). Vive e lavora tra l’Emilia Romagna e le Marche. Attualmente è assistente collaboratrice di supporto alla didattica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Vince il premio Zucchelli nel 2013 e nel 2015. Nel 2015 vince il premio alla prima Biennale d’Arte Don Franco Patruno. Nel 2015 svolge un tirocinio Erasmus presso la galleria d’arte VI, VII, ad Oslo in Norvegia. Partecipa a diverse personali, collettive e workshop.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Eravamo lì una settimana a scherzare mentre stavamo facendo il nostro lavoro per il premio Zucchelli. Eravamo spensierate e non pensavamo di vincere ma lo speravamo. Poi un giorno ero di ritorno da Genova e la mia cara amica mi chiamò…«Vale abbiamo vinto tutte e due!» La gioia fu tanta e non riuscivo a crederci.

25 ossessioni dal 24/08/2016, 2016, fotografia digitale, 33,7x5 cm 94


GIOVANNI TAMARRI Borse di studio 2002, 2003 A.A. 1999-2000, 2000-2001 Nasce nel 1975 a Bologna, dove vive e lavora. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti dove approfondisce il tema della figura. Nel 1999 e nel 2000 vince due borse di studio assegnate dalla Fondazione Carlo, Carolina, Bianca e Santina Zucchelli. Terminati gli studi accademici, gli viene attribuito il premio “L’industria incontra l’arte”. Nel 2006 realizza una personale presso la “Piccola Galleria del Palazzo” di Rimini. Benché il suo interesse principale sia la pittura, si avvicina anche alla storia dell’arte bolognese. Nel 2013, infatti, è coautore del libro Donne e professioniste nel primo Ottocento, dal quale produrrà il relativo video. Inizia la collaborazione con la Galleria De Marchi di Bologna che lo premia nel 2014. Realizza, nel 2016, il Palio del Niballo di Faenza e sarà presente presso l’Arte Fiera di Forlì. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Fondamentali ed unici. Con queste parole definirei gli anni trascorsi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e avere vinto due premi concessi dalla Fondazione Carlo, Carolina, Bianca e Santina Zucchelli è per me un motivo di particolare orgoglio. Studenti dell’Accademia e del Conservatorio hanno dimostrato, ancora una volta e sulla scia dei concorsi di antica memoria, come la città di Bologna e l’arte nelle sue più diverse espressioni siano indissolubilmente legati. Oltre lo sguardo, 2014, olio su tela, 50x50 cm 95


RICCARDO VANNI Borsa di studio 2014 A.A. 2012-2013 È nato nel 1988 a Portomaggiore. Attualmente frequenta il biennio specialistico presso l’Isia di Urbino nel corso di Grafica dei sistemi, comunicazione e design per l’editoria. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna, indirizzo Pittura (professori Massimo Pulini e Luca Caccioni). È stato insignito del Premio Campigna 2012, “Attitudini differenti” a cura di Roberto Daolio.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Quell’anno, dopo l’assegnazione delle borse di studio, i membri della giuria decisero di organizzare una serie di piccole mostre personali per far conoscere il lavoro dei giovani artisti premiati. Conservo un ricordo felice di quel momento e comico al tempo stesso perché quel giorno non molti spettatori erano interessati alle questioni artistiche ma piuttosto a quelle calcistiche. Si disputavano i campionati mondiali 2014 e l’Italia giocava contro l’Uruguay, imperdibile. E proprio all’ora della mia inaugurazione! Preso dallo sconforto, dopo un’abbondante ora di vuoto assoluto, raccolsi i pochi coraggiosi visitatori che avevo – fra cui Beatrice Buscaroli e Bruno Bandini che ringrazio perché in quel periodo mi hanno sostenuto molto – e ci recammo in un piccolo bar all’angolo della strada per bere qualcosa e finire di guardare la partita (0-1 per l’Uruguay). Errore clamoroso. Negli appena trenta minuti di assenza si era palesato un ospite d’eccezione, Giuseppina Bernardoni. Insomma Pinuccia…proprio in quel momento dovevi capitare? Qui ti porgo le mie scuse più sentite. Da quella volta, prima di fissare un’inaugurazione, controllo sempre gli eventi collaterali e soprattutto il calendario sportivo. 96

Senza titolo, 2016 fotografia digitale, 60x60 cm


ELENA VIAPPIANI Borsa di studio 2005 A.A. 2003-2004 Nasce a Reggio Emilia nel 1980. Nel 1999 consegue il Diploma di Maturità Artistica presso l’Istituto Toschi di Parma. Dopo aver conseguito una specializzazione in Restauro e in Comunicazione si iscrive all’Accademia di Bologna iniziando a collaborare con lo studio grafico “M. Leoni - D. Whitman”. Questi sono gli anni delle sperimentazioni grafiche, delle numerose collaborazioni con l’azienda Coopsette e con lo studio grafico Mavida di Reggio Emilia. Nel 2006 consegue il diploma accademico e nel 2008 l’abilitazione all’insegnamento. Dal 2009 progetta installazioni per le scuole d’infanzia e realizza la sua prima personale al centro Internazionale Malaguzzi. Seguono numerose esposizioni a Suzzara, a Gualtieri, a Reggio Emilia e Milano. Attualmente è docente all’Istituto Venturi di Modena.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Il premio mi incoraggiò a non lasciare la ricerca, a sperimentare sempre più, a osare maggiormente sia nell’arte che nella vita.

Chant de la Bérésina, 2015, collografia al sale, carta papiro e colori all’acqua, 50x50 cm 97


ANNA VISANI Borsa di studio 2000 A.A. 1998-1999 Nata a Faenza, vive tra Berlino e la Romagna. Si è diplomata in Pittura (scuola “C. Pozzatti”) all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2001. Dal 1997 ha esposto in vari spazi museali e non istituzionali, gallerie d’arte in Italia e all’estero (Bologna, Napoli, Milano, New York, Berlino, Miami). Il suo lavoro artistico tocca vari ambiti: dal disegno alla pittura, scultura, installazioni “site specific”, nella costante ricerca di soluzioni creative fresche dinamiche e innovative.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Nell’anno 2000 mi trovavo in Inghilterra durante il progetto Erasmus e non volevo tornare solo per il concorso, poi un’amica/collega mi disse: “Ma…e se lo vincessi?” Così mi decisi. Feci un’opera molto spontanea che comprendeva vari pezzi: macchie di colori e ricami su tela e sculture organiche come gomitoli di lana. Poi tornai a Bristol e durante una gita a Londra (mentre mi ero già dimenticata del concorso) un’altra amica con cui soggiornavo mi disse: “Ma non lo sai che hai vinto lo Zucchelli?” Ed io: “No!” (Internet non era ancora così diffuso per cui non mi era giunta la notizia). Naturalmente ne fui felicemente sorpresa e il premio mi aiutò a pagarmi le spese di viaggio. 98

Ramo spezzato, 2007 acqua tinta su carta, 100x70 cm


ALESSANDRA ZAGNI Borsa di studio 1996 A.A. 1994-1995 Fin da giovane si è interessata all’arte, prima performativa, poi con le scuole superiori all’arte figurativa, principalmente fotografia e disegno. Ha mantenuto costante negli anni le sperimentazioni di tecniche utilizzando materiali eterogenei, la ricerca sullo spazio sia agito che dipinto, continuando lo studio sulle possibilità gestuali ed espressive del corpo scenico; questo lavoro è sempre mediato da una forte propensione al sarcasmo, al non-sense da cui attinge per dare espressività alle sue azioni-creazioni. Vive e lavora a Modena, dove attualmente cerca di sviluppare nelle giovani menti una qualche istruzione artistica. RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI A ventun anni da quel 1996 mi si richiede un ricordo, un segno di quei giorni lontanissimi, ci provo. Ero giovanissima, primo o secondo anno di accademia, mi proposero di partecipare e vinsi. All’epoca ero la più giovane vincitrice del premio mai esistita, quindi grande emozione in casa e stupore mio. La premiazione si svolse di sera al conservatorio con il concerto dei vincitori e la mostra delle opere nell’atrio. Mi ricordo la voce calda e limpida del contralto, che cantava infagottata in un abito che solo un cantante lirico può indossare con estrema nonchalance. Mi chiamarono sul palco, lessero le motivazioni del premio: “…e lo studio sul segno”, mi consegnarono l’attestato e tutto il resto; tornai al mio posto. “Come mai non hai stretto la mano alla signora che te la porgeva?” chiese mio padre. Non lo sapevo, avevo stretto delle mani, ma avevo lasciato lì quella della direttrice dell’Accademia che inutilmente l’agitava nell’aria.

Verde, 2009, tecnica mista su tavola, 125x270 cm 99


NAZARIO ZAMBALDI Borsa di studio 1997 A.A. 1995-1996 Nato a Bolzano il 18 dicembre 1972. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sezione Pittura, laureato in Lettere e Filosofia con tesi in Storia dell’Arte presso l’Università di Trento. Tra le esperienze in didattica dell’arte si ricorda la collaborazione con Kunst Merano Arte (2002 – 2004) e Educare allo sguardo edito dall’Accademia di Brera (2010). Attivo in ambito teatrale si ricordano le produzioni ospitate nella stagione de “La Soffitta” del DAMS dell’Università di Bologna, presso il Mambo e all’Accademia di Belle Arti (2008) e “La luce di dentro” (2009) al Teatro Metastasio di Prato. Tra le mostre personali: “Luoghi comuni” (2002), “Genesi” (2005) ai Magazzini del Sale di Venezia, Babylon (2011). Tra i progetti collettivi: “Flowers”, Galleria G7 di Bologna (2003); “Ritratto di un quadro” (2007), Galleria Libra di Catania; “Natura morta con autore” (2009). Insegnante di Filosofia e Scienze Umane, PhD in Pedagogia su Embodied Education attraverso arte e teatro.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

Al Premio Zucchelli partecipai all’inizio dei miei studi all’Accademia. Tornai appositamente per la premiazione nell’aprile del 1997 da Parigi dove avrei fatto poco dopo la mia prima mostra personale “Pictor Modernus” all’Università Sorbonne Nouvelle. Avevo barba e capelli lunghi, un pittore insomma. Nel programma della serata l’Orchestra del Conservatorio di Bologna oltre a Ravel eseguì il Prélude à l’après-midì d’un faune di Debussy. Responsa (via), 2010 acrilico, olio, resina, foglie, stampa digitale su tela, 30x45 cm 100


ALBERTO ZAMBONI Borsa di studio 1995 A.A. 1993-1994 Nasce a Bologna nel 1971, dove tuttora vive e lavora. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna con una tesi sui viaggi di Magellano, illustrandone in maniera immaginaria i punti salienti attraverso la lettura del diario di bordo di A. Pigafetta. Svolge fin da subito la sua attività pittorica con particolare attenzione a certe impressioni suggerite da letture di viaggi antichi. Ora la sua pittura è improntata sulla ricerca atmosferica, che negli ultimi anni trova enormi spunti attraverso le letture di G. Simenon e H. Melville. Collabora con diverse gallerie tra l’Italia e l’estero e oltre la pittura nutre interesse verso il mondo dell’illustrazione. I suoi dipinti sono olii su tela e rappresentano paesaggi immaginari in cui si evoca un’atmosfera luminosa, legata alla necessità di mettere a fuoco il concetto di incanto e di indagare l’anima delle cose.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI

È passato molto tempo da quando vinsi il premio Zucchelli, ricordo l’atmosfera intensa di quei giorni passati in un’aula dell’Accademia a dipingere. Ero concentrato nella realizzazione del mio dipinto e percepivo che si trattava di un premio al di là delle mode, puramente legato alla reale ricognizione di giovani ipotetiche promesse. Sentivo che finalmente era il lavoro che poteva veramente vincere in una reale atmosfera di meritocrazia, fu proprio la sua antica istituzionalità che mi fece ben sperare…ricordo ancora il mio stupore sul commento di una prof. che disse, riguardo al mio lavoro, di quanto fossero interessanti i peli che perdeva il mio pennello e si impastavano nel quadro…da lì capii il labile confine dell’arte contemporanea. 101

Novecento, 2015, olio su tela, 100x100 cm


GLORIA ZANNINI Borsa di studio 1978 A.A. 1976-1977 Gloria Zannini, il cui pseudonimo è Viva, è nata a Bologna il 29 marzo 1955. Diplomata al Liceo Artistico di Bologna e all’Accademia di Belle Arti, corso di Pittura, nell’anno accademico 1976/77, si laurea poi al DAMS. Da sempre esprime la sua creatività attraverso quello che definisce un diario artistico in cui disegno e pittura si avvicendano attorno ad un progetto che va oltre al mostrarsi. La sua è una ricerca legata spesso alla parola scritta o a forme grafiche e pittoriche che sono il proseguimento di un’idea piuttosto elaborata. Quest’opera è la prima di una serie in cui sono raffigurate farfalle che cercano di mimetizzarsi. Il titolo dell’opera La regina delle farfalle insegna l’arte del mimetismo alle sue ancelle esprime l’idea di un qualcosa di superiore che aiuta l’umanità ad evolversi nel percorso della vita.

RICORDO DEL PREMIO ZUCCHELLI Nell’anno accademico 1976/1977 frequentavo l’ultimo anno del corso di Pittura dell’Accademia di Belle Arti. Partecipai senza troppe illusioni al Concorso Zucchelli e il 1° marzo 1978 così scrivevo nel mio diario: “…e me lo sono goduto questo 1° marzo perché sapevo che era un giorno mio, destinato a me dal cielo. Ha portato la vincita del concorso Zucchelli, chi l’avrebbe mai detto?” In effetti, per una ragazza che non credeva troppo nelle sue possibilità e nell’arte in genere, era un buon riconoscimento. In un momento in cui i maestri bolognesi dell’informale e dell’astrattismo cominciavano a malapena ad essere digeriti ed erano di moda il concettuale, il minimalismo, l’azzeramento dell’arte, io ostinatamente rappresentavo figure e presentai in concorso un lavoro che metteva alla berlina l’artista che si autoproclama. Fu una bella soddisfazione! La regina delle farfalle insegna l’arte del mimetismo alle sue ancelle, 2014, acquerello e carboncino, 33x23 cm 102


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FONDAZIONE € 20,00

Profile for Santina Zucchelli

In-segnAti da Bologna  

Premiati Zucchelli dal 1963 al 2016. Albo d'oro dei vincitori delle Borse di Studio assegnate dalla Fondazione Zucchelli di Bologna. ULTIMA...

In-segnAti da Bologna  

Premiati Zucchelli dal 1963 al 2016. Albo d'oro dei vincitori delle Borse di Studio assegnate dalla Fondazione Zucchelli di Bologna. ULTIMA...

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