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Museo del Marmo (12/10/2009) Un museo del marmo in Paese per rilanciare il Paese. È certamente risaputa, in tutto il Paese di Sant'Andrea di Conza, la rinomata conoscenza del Paese stesso circa la sua storia artistica, economica e sociale legata alla lavorazione del marmo e delle pietre ed in particolare modo del mondo proprio degli scalpellini. Da questa immensa conoscenza e specifica propensione artistica, può nascere un piccolo museo specifico ed educativo non solo per i santandreani ma per tutti gli altri comuni limitrofi, province nonché regioni d'Italia. Allestire un locale a museo permanente e dinamico dove allestire mostre, convegni, centro studi con proprie e vere lezioni, ad esempio, a favore di Centri di Formazioni Professionale di tutta Italia, di scuole d'Arte, di Università e quant'altro. Un centro dove la concreta manualità sul marmo e le pietre venga svolta in assoluta sicurezza e certezza di univocità ed unicità in Italia, dove allestire una area dove si “insegni” a tagliare le pietre/marmo con gli appositi macchinari, dove si insegni a “lucidare” le stesse opere, dove si insegni a saper “usare” lo scalpello ad area compressa, ecc. ecc. Dove si “organizzano” veri e propri corsi di F.P. Da “vendere” a centinaia di scuole in tutta Italia, specifici per il settore del marmo e delle pietre: pensate ad un C.F.P. che ha corsi di lavorazione del marmo e pietre lapidee e che “manda per uno stage di 4-5 giorni iscritti a Sant'Andrea di Conza per la fase pratica. E dove potrebbe sorgere un “museo”/”C.F.P” specifico sul marmo a Sant'Andrea di Conza? Certamente, un posto idoneo sarebbe il “Laboratorio” dei D'Angola sito subito dopo la Piazzetta sulla strada per Pescopagano: un sito ampio, dotato di area di ingresso e di 2-3 camere molto ampie con finestre, dove posteriormente c'è un ampio giardino. Il Comune in primis, assieme ad un gruppo “Organizzatore” può dimandare ai proprietari della struttura di voler “affittare” detta struttura al fine di fare quanto si stabilisce. Non vendere, ma “valorizzarla”, visto che sono decenni che non viene utilizzata. Ma non utilizzarla per per altri scopi, ma solo e solamente per organizzare un museo permanente, una scuola di Formazione Professionale (e Sant'Andrea di Conza vivrà in eterno) unica in Italia, dove “anche” gli artisti locali possono avere a disposizione una vetrinetta dove esporre le proprie opere. Pensate alle centinaia di scuole d'”Arte” od ai corsi Universitari specifici che possono essere contattati per portare a Sant'Andrea di Conza centinaia di alunni l'anno


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Museo del Marmo (12/10/2009) Un museo del marmo in Paese per rilanciare il Paese. O anche artisti a livello Italiano o mondiale che si “invitano” al fine di poter far utilizzare il laboratorio/scuola e nello stesso tempo al fine di “concedere ore di lezione. Si pensi anche al fatto di poter “fittare” tali attrezzatute per produrre lavorazioni di semilavorati ed altro. Se una azienda, santandreana o meno, anzi diciamo senza dubbi Italiana, ha necessità di “squadrare” 1.000 pezzi di marmo di una certa grandezza, la scuola/museo può offrire una possibilità a basso costo al fine di autofinanziarsi. Quindi se da un lato si cercheranno “scuole” ed Enti di formazione professionali specifici, dall'altro si potrà valorizzare l'aspetto museale, l'aspetto didattico, l'aspetto economico dato dalla lavorazione, semi-lavorazione offerta con tanto di fattura a chi, privato o no, ne avesse bisogno. Il locale andrebbe “risistemato”, andrebbero lasciate talquale le attrezzature non funzionanti ma per c.d. Storiche, andrebbe ricavato un locale didattico con aula e sedie, nonché un locale laboratorio con semplici attrezzature per partire (come smerigliatrici, banconi con taglio lineare dal costo di 600,00 (seicento) Euro massimo – e si trova nuovo - , compressore con 2-3 scalpelli pneumatici, rape da marmo e quant'altro) fino a poter arrivare ad avere idonee attrezzature che potranno essere noleggiate da artisti internazionali che debbono eseguire opere commissionate. Insomma, concludendo, non dimentichiamo il passato di Sant'Andrea di Conza anzi, sappiamo e vogliamo rinascere con un concreto progetto che certamente, se fatto bene può portare centinaia di persone a Sant'Andrea di Conza, con tutto quanto ne consegue. Questo, come i tanti miei interventi, servono da input a quei “giovani” che intendono fare qualcosa ma non sanno bene da dove incominciare. Concludendo, una sola cosa desidero dirVi. Parlando con degli imprenditori, qui a Brescia, TUTTI mi dicono sostanzialmente una sola cosa che posso racchiudere in queste 6 parole: “Nessuno, concretamente, presenta seri progetti interessanti”. Nessuno: si parla, si parla, si parla ma poi alla fine delle finite tutti non dicono niente; Concretamente: in maniera seria, con progetto, con “offerte” alla mano e non con chiacchiere; Presenta: perché alla fine “qualcosa” si deve “presentare” (progetti, idee, businnes plain, budget economici finanziari, ecc. ecc.”; Seri: e non troppe chiacchiere come spesso si ascolta; Progetti: cioè concrete idee sviluppate in senso economico finanziario, che hanno una testa ed una coda; Interessanti: che suscitano l'interesse e/o che abbiano effettivamente un fine ben concreto e preciso.


Museo/Laboratorio/Centro didattico sulle pietre e sui marmi.