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Liquore tipico Santandreano (14/01/2010) Un po' di passione, e il liquore di S. Andrea è presto prodotto. L'idea è quella di produrre un liquore che sia identificativo del territorio santandreano, da poter essere venduto ai turisti durante tutte le manifestazioni che si svolgono a Sant'Andrea di Conza, naturalmente presente in vendita in tutti gli esercizi commerciali del paese, lanciato a livello nazionale in vari modi. Si parte dal presupposto che è possibile (anzi se desiderate potete chiedermi informazioni specifiche in quanto ho svolto corsi professionali in materia) farsi fare liquori ed addirittura distillati, in maniera professionale a richiesta, consegnando tutto il necessario alla azienda autorizzata prescelta, con la quale si decide tutto: dagli ingredienti, al grado alcoolico, al colore, al gusto, al tipo di contenitore, alla sua capienza, alla etichetta, al pagamento delle accise, a tutte le questioni legali, e naturalmente al deposito del nome e logo del liquore e della etichetta stessa. Primissima cosa per fare un liquore è la materia prima che andrà infusa: può essere qualsiasi “cosa commestibile” (o quasi...). In Sicilia abbiamo i liquori di “fichi d'india”, sulla costiera Amalfitana abbiamo i “limoncelli”, in Corsica abbiamo liquori caratteristici alla “castagna”, ecc. ecc. ecc. Ma nessuno vieta di porre in infusione “radici”, “erbe medicinali”, ecc. ecc. La quantità è, evidentemente, importante. Dipende dalla quantità di liquore richiesta ed, in genere, sono attorno a diversi quintali che possono offrire una discreta quantità di prodotto finale che soddisfi molto bene un mercato. Ma che tipo di liquore può essere previsto? Bisogna fare diverse considerazioni. Se si desidera lanciare a livello “basso” va bene anche un liquore di “mele” o “ciliege”; se si punta ad una particolare produzione, credo che a Sant'Andrea di Conza si possa tentare di produrre un primo liquore con le “ceuze” o gelse, sia nere, ma meglio ancora bianche. Il prodotto (frutto) è molto saporito, succoso, dolce, fresco e fare un doppio liquore “bianco” e “nero” accoppiato in una “bottiglietta” particolare tipo “ad abbraccio”, sarebbe qualcosa di molto carino per la prossima estate. Ecco che 2-3 (o più) giovani possono aprirsi con una semplice dichiarazione di inizio attività al Comune (non serve alcuna licenza di somministrazione), una impresa ALL'INGROSSO dove si fanno carico di farsi produrre e poi commercializzano detti liquori, agli stessi negozi di Sant'Andrea, a ristoranti, lo promuovono in fiere e stand, fanno delle serate, partecipano a concorsi con il proprio liquore, ecc. ecc., come proporre i liquori ad un barman o bartender professionista al fine di “ideare” alcuni cocktail innovativi con il N/s liquore di Sant'Andrea. Insomma, se pensate che una attività del genere la potete fare partendo con fondi minimi, anzi assolutamente minimi, per proporre un liquore di gelse (anche se già esiste, ma esiste liquore e LIQUORE) caratteristico del territorio, per poi andare avanti


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Liquore tipico Santandreano (14/01/2010) Un po' di passione, e il liquore di S. Andrea è presto prodotto. proponendo altri tipi di liquori (anche più specifici e questa volta unici: se Vi interessa ci sono almeno 3 liquori fattibili con prodotti tipici di Sant'Andrea di Conza che NON sono presenti in commercio e che appaiono molto interessanti; anzi un prodotto è qualcosa di unico), magari uno in inverno ed uno in estate. Proporre un liquore in inverno (o in estate) significa presentarlo “ufficialmente” parlarne, offrirlo, liscio o nelle sue specifiche e idonee miscelazioni, strutturarlo in creme e altri tipi di dolci, anche panini da forno al profumo di questo liquore, ecc. ecc. Ritornando alla complessità della attività, ribadisco che la azienda produttrice dei liquori si occupa di tutto e basta che abbiate la Partita Iva per poter acquistare i v/s liquori. In conclusione, quello con le “ceuze” bianco e rosso può essere un ottimo punto di partenza (ma anche con altri tipi di frutta (od altro: il carciofo, per il Cinar... Vi dice tutto)), per poi “ideare” altri tipi di liquori anche “colorati” con regolari additivi al fine di presentare, ad esempio, un trittico di liquori verde/bianco/rosso di una stessa sostanza”; se li fate “colorati” con colori di un particolare stato li potete esportare, ecc. ecc. Una sola cosa su questo: sappiamo tutti che il N/s concittadino G.I. “conosce” la Repubblica Ceca (io ho un mio caro amico della Polonia, già importatore/esportatore... se interessa), terrà assolutamente “da conquistare” con ottimi prodotti Italiani. Questà opportunità è da “cavalcare” e da “valorizzare”, al fine di poter avere dei rapporti commerciali con le regioni dei paesi dell'Est europeo. Insomma, bisogna darsi da fare. Non pensiate che “dammi un amaro” equivalga a dire dammi un Fernet”; oppure non pensiate che il Campari o l'Aperol siano la stessa cosa nei cocktail. Non pensiate che verrà mai qualcuno vicino a Voi per dirVi: ”lavati la faccia, che sei sporco”. Tanti Saluti.

Liquore Santandreano.  

Ideare, produrre e vendere "liquori I.G.T." è facile, divertente e altamente remunerativo.

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