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Fabbrica artigianale di bici elettriche (13/09/2009) Specializziamoci nella produzione di biciclette a pedalata assistita. Una buona opportunità potrebbe nascere dalla costituzione di una azienda artigianale che progetti, produca e commercializzi bici elettriche, in primis, e man mano si spinga verso la produzione di altri veicoli elettrici. Prima di tutto, il Comune di Sant'Andrea di Conza potrebbe per “aiutare” e lanciare la iniziativa, ordinare a priori un certo numero di bici elettriche: praticamente 1 per ogni assessore e consigliere. Ciò al fine di incentivarne l'uso in generale e secondariamente per snellire il traffico da e verso il Comune. Quindi, 12-15 biciclette, oppure anche di più permettendo di allargare la fornitura a tutti i dipendenti comunali, un contratto di manutenzione di uno o due anni, e la emanazione di un re3golamento comunale che conceda incentivi (di vario genere) per chi residente desideri acquistare ed usare in Sant'Andrea di Conza le biciclette elettriche a pedalata assistita. Già il solo ordine delle bici per il Sig. Sindaco e per i Sigg. assessori e consiglieri, permetterà di lanciare la azienda e di renderla autonoma. Dette biciclette dovranno avere tutti gli opzional sufficienti e necessarie al fine di far “lasciare” l'auto e far preferire la bici, come: doppio specchietto, doppie borse laterali posteriori, portabambino anteriore, parabrezza, bauletto posteriore, catena con lucchetto (sia per la intera bicicletta, quindi che bloccano entrambe le ruote ed anche per non far rubare la batteria) e quant'altro (anche come accessori extra). Insomma, un qualcosa di “unico” NON presente in commercio. Inoltre, laddove si portino i propri bambini a scuola con questa bici, oppure laddove si acceda al Comune con queste bici, o in Piazza, dovranno essere predisposti delle colonnine specifiche sia per la sosta “ordinata” e garantira anti rapina, sia con delle prese elettriche che “gratuitamente” permettino di ricaricare le biciclette al fine di avere sempre la giusta autonomia. Anche solo 3 stazioni di sosta e ricarica al Comune, in Piazza e in piazza Aldo Moro sono sufficienti e necessarie al fine di lanciare l'uso della bici elettrica in paese. Ma detta produzione deve poter essere venduta anche ad altri paesi e città: basta la “iniziativa” in primis assieme alle uniche 3 cose che servono in qualunque settore industriale: 1) tecnologia, 2) innovazione, 3) qualità. Per quanto riguarda il Comune, esso oltre a “garantire” l'acquisto di un quantitativo di bici elettriche, anche ad esempio una decina da destinarsi in estate ad essere affittare a costo “politico” ai turisti (dietro regolare compenso e ricevuta), dovrebbe dare in uso la


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Fabbrica artigianale di bici elettriche (13/09/2009) Specializziamoci nella produzione di biciclette a pedalata assistita. Struttura posta subito a ridosso, scendendo sullo stesso lato, del campo sportivo: quella usata fino a diversi anni fa come carrozzeria. Infatti, detta struttura è ancora in ottime condizioni, è ben delimitata, ha ampio parcheggio di pertinenza ed è già idonea ad avere i requisiti di legge come stabilimento artigianale/industriale. Insomma: il Comune “dovrebbe” metterci del suo, entrando in maniera attiva nella gestione della impresa. Non ci stupiamo di ciò: l'A2A (come qualsiasi controllata comunale in Italia) ha quote dei Comuni di Brescia e Milano oltreché di privati. Come sempre detto: “non fiori, ma opere di bene”, da parte del Comune a posteriori e dietro un ottimo businnes plain da parte di un gruppo di Organizzatori che “portino” avanti e presentino un piano di sviluppo industriale dalla A alla Z. Adesso vediamo un po' gli aspetti legislativi circa le caratteristiche delle biciclette a pedalata assistita. Gazzetta Ufficiale N. 31 del 7 Febbraio 2003 LEGGE 3 febbraio 2003, n.14 Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2002. Art 24. (Modifica all'articolo 50 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante nuovo codice della strada) 1. All'articolo 50 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il comma 1 e' sostituito dal seguente: "1.1 velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare".


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Fabbrica artigianale di bici elettriche (13/09/2009) Specializziamoci nella produzione di biciclette a pedalata assistita. 2. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Nota all'art. 24: - Il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, reca: "Nuovo codice della strada". Si riporta il testo dell'art. 50 come modificato dalla legge qui pubblicata: "Art 50 (Velocipedi). - 1.1 velocipedi sono i veicoli con due ruote o più' ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione e' progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare. 2.1 velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza". Naturalmente sarà possibile, in futuro, progettare, costruire e vendere ciclomotori elettrici, moto elettriche e i quadricicli (minicar) elettrici, ma questi hanno bisogno di essere sottoposti a collaudi e controlli da parte delle strutture del Ministero dei trasporti per essere poste in circolazione. Mentre per le biciclette a pedalata assistita l'unico requisito è che qualsiasi elemento sia certificato e marchiato CE. Vediamo ora alcune caratteristiche tecniche/costruttive. L'autonomia standard è di circa 40/50 km, fino ad arrivare a 100/150 km roper i casi più performanti (che si pagano); le batterie hanno in genere 36-37 v ed arrivano fino a 14-15 ah. Per quanto riguarda i telai, essi possono essere sia costruiti in proprio, magari in un secondo tempo, sia fatti “costruire” da terze ditte su N/s specifici progetti e con determinate caratteristiche: in questo modo potremmo avere modelli unici, funzionali e tecnologici, che andremo a “montare” con le varie parti offrendo un prodotto assolutamente competitivo, oltre che evitando di dover comprare attrezzature industriali con spese esorbitanti. Esistono anche kit da installare su biciclette già possedute che si aggirano dai 200,00 ai 600,00 (duecento-secicento) Euro, dove sostanzialmente viene venduto il kit “cerchione” con motore sincrono tre fasi, il kit batteria, eventualmente il kit ricarica, i comandi elettrici e quant'altro.


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Fabbrica artigianale di bici elettriche (13/09/2009) Specializziamoci nella produzione di biciclette a pedalata assistita. Concludendo, l'idea sarebbe quella di avviare una attività artigiano/imprenditoriale che si specializzi in questo settore, cominciando con l'assemblaggio di varie parti appositamente fatte produrre da terze parti, mettendo in commercio un prodotto molto innovativo. Non una impresa lasciata a se stessa ma “partecipata” dal Comune che ne assicuri l'avviamento andando ad ordinare, per diversi motivi anche in riferimento alla viabilità interna, un “tot” di bicilette a prezzo “onesto” da regalare in primis alla propria macchina amministrativa; che assicuri un contratto di manutenzione e riparazione (sempre a prezzi onesti) al fine di permettere un introito piccolo, ma modesto; che assicuri la usufruibilità dell'impianto industriale a costo “zero” per il primo anno e poi a costo molto contenuto; che preveda le strutture necessarie al fine della sosta e della ricarica (pubblica, se si vuole, sotto pensiline anti pioggia, ecc. ecc.) delle biciclette, nonché che preveda il regolamento per l'affidamento delle bici ed eventuali “agevolazioni” laddove un cittadino decida di comprare una N/s bicicletta elettrica a pedalata assistita. Gli Organizzatori predispongono un businnes plain esaustivo e chiaro, e lo portino avanti cercando i giusti canali; adoperandosi per la pubblicità ma soprattutto indirizzando i propri sforzi verso la innovazione tecnologica e le concrete modifiche funzionali che si apporteranno, al fine di poter entrare in un mercato in forte espansione, al fine di poter “vendere” dette biciclette anche ad esercizi commerciali locali che le possono rendere disponibili gratuitamente per i propri clienti (esempio: la Pro loco potrebbe acquistarne 5 e renderle disponibile per i propri servizi, oppure la popolazione potrebbe regalarne una a disposizione della Guardia Medica, oppure potrebbe regalarne una al Parroco, oppure un negozio potrebbe comprarne una al fine di consegnare la spesa direttamente a casa, oppure si pensi tranquillamente ad una decina di bici acquistabili da residenti fuori Sant'Andrea di Conza, ecc. ecc.). Ecco che, progettare le biciclette con i giusti accessori potrà portare ad offrire ad altre realtà Comunali e/o Enti e privati, un prodotto unico. L'impegno economico/finanziario, se si opta per una produzione su richiesta, e comunque con fasi prettamente di assemblaggio, è sostenibile e permetterebbe ai 4-5 giovani di organizzarsi in maniera autonoma e sufficiente già dai primi mesi.


Biciclette a pedalata assistita.  

Dalla infrastruttura, ai primi ordini, al contratto di manutenzione: potrebbe essere una ottima idea imprenditoriale.

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