Issuu on Google+

PP IO D O O ER U M N

Agorà

www.agoraonline.too.it

ANNO VI NR. 4-5. 10 SETTEMBRE 2003 € 1,75

10 settembre 2003 AGORÀ ●


Viva l’Italia, l’Italia che resiste F. De Gregori

2 ● AGORÀ 10 settembre 2003


A

Sommario 10 settembre 2003

Copertina 5 I viceré La nomina del vice sindaco: il primo guaio dell’amministrazione comunale 6 Nunc habemus praefecti urbis vicarium Il difficile parto di un figlio uno e trino di Santo Brunetta Presidenti serpenti Maggioranza divisa anche per la scelta del presidente del consiglio comunale 7 Quel mattino ho fatto un sogno Speranze per i prossimi cinque anni di Mimmo Cirino

Attualità 10 Quelli che… “Io rinuncio” La nuova moda delle indennità dimezzate e dei gettoni di presenza rifiutati Vaccarino for sport Ecco che fine faranno i soldi a cui ha rinunciato il presidente del consiglio comunale 11 Quei soldi “congelati” e ora sciolti dal sole Storia del pauperismo luciese 12 Fuga dalla lottizzazione Il consiglio comunale nega una autorizzazione, ma l’opposizione

n. 4-5 anno VI

ha lasciato l’aula prima del voto Le priorità dell’opposizione: la Pro Mende L’argomento che scalda il cuore della minoranza 13 Quella sporca voglia Arriva l’orimulsion alla centrale di Archi? Piani industriali e contrasti politici Enel e Edipower sono unite, il governo regionale no 14 J’accuse contro l’idealità All’orimulsion vengono opposti solo pregiudizi di Adolfo Parmaliana La lobby del gas Confronto in cinque punti tra chi vuole l’orimulsion e chi preferisce il metano 15 Della grande impresa in Sicilia Scenari: perché l’industria elettrica italiana punta sull’orimulsion proprio in questa regione di Mario Paglia-

ro 16 L’appalto maledetto Mercato alla produzione, i guai della ditta e del comune 18 Occhio alla sentenza Approvato il consuntivo 2002. Ma il revisore dei conti lancia l’allarme 19 Le bacchettate di Bertino Tutte le osservazioni del revisore dei conti 20 I costi dell’Estate Luciese 2003

Agorà

25.000 euro di spese 21 I Pit si fermano? Un ricorso al Tar del comune di Messina blocca i finanziamenti Questa graduatoria s’ha da rivedere Come erano stati finanziati i Pit 22 Cottimo sfiduciato Scaramucce in consiglio comunale tra maggioranza e opposizione 23 Fulmini e Saitta Un avvocato e le sue parcelle, che il comune non paga

Cultura 24 Il falso suicidio di Pier delle Vigne Da Pisa un documento che riscrive le sorti del segretario di Federico II

di Santo Brunetta 25 Federico, cor ingrato Il testo latino del manoscritto ritrovato all’Archivio di Stato di Pisa 26 Fuga dall’alba Una mostra di pittura al castello di

Mimmo Cirino

Rubriche 4 Posta e parole 8 Mosaico 28 La bacheca

ONLINE

Sito internet: www.agoraonline.too.it E-mail:

agoraonline@supereva.it 10 settembre 2003 AGORÀ ● 3


Agorà

agoraonline@supereva.it

periodico di politica attualità cultura

via Garibaldi n. 19 98046 - Santa Lucia del Mela

Direttore responsabile: Roberta Puglisi A cura di: Francesco Carrozza Filippo De Mariano Santina Mazzù Letterio Carrozza Filippo G. De Mariano Santina Alleruzzo Redazione: Via Garibaldi n. 19 Santa Lucia del Mela

Editore, stampa e distribuzione: associazione culturale “Girasole” Via Garibaldi n. 19 Santa Lucia del Mela

Sito internet: www.agoraonline.too.it E-mail: agoraonline@supereva.it

Registrazione Tribunale di Barcellona P. G. n. 32/98

ANNO VI N. 4-5 10 SETTEMBRE 2003 Questo numero è stato chiuso in redazione il 7 settembre 2003 Prezzo: 1,75 euro

4 ● AGORÀ 10 settembre 2003

A

POSTA E PAROLE

Tempi bastardi

S

ono ancora i partiti il luogo della politica? Sì. Anche se da qualche tempo i partiti sono stati eclissati e con essi lo strumento classico per cui il cittadino poteva esercitare un’azione politica. È invalso un qualunquistico fai-da-te che ha dato vita ai movimenti cittadini e all’affermazione “Non faccio politica!” di amministratori e aspiranti tali che hanno abiurato la fede di pregressa appartenenza, salvo a rivendicarla quando può tornare utile e atteggiarsi a divinità offese come “uomini d’onore” per cui è più facile volare più bassi, ritenendo che il cielo della politica sia vicino al suolo. Esso invece è lo spazio dell’etica che regge le conclusioni pratiche. Il sistema maggioritario poi rende sudditi quegli elettori non rappresentati per effetto dei premi di maggioranza che per dare continuità amministrativa finisce per ammazzare la democrazia, sostituendola nei fatti, con la forza dei numeri, in dittatura della maggioranza. Male, questo, difficile da curare perché non identificato subito o sottovalutato (maliziosamente?). È chiaro l’attacco alla civiltà politica parlamentare secondo la costituzione e, poiché il virus destrutturate della Politica e delle istituzioni è il populismo, l’Ulivo deve trovare la sua unità in una opposizione di carattere sintetico globale e di metodo politico, concentrarsi sulla priorità del ripristino delle regole democratiche, facendo vedere come i giusti assetti istituzionali non sono optionals, ma tutele del bene comune. Bisogna in sostanza accordarsi per una messa in mora delle questioni altre e particolari (quelle per cui Bertinotti fece cadere Prodi) in attesa che si restauri una normale vita democratica. Personalmente credo che si debba intervenire sulla legge elettorale allo scopo di allontanare per il futuro il rischio di maggioranza troppo prepotenti, oggi a disposizione di personaggi di scarsa cultura istituzionale, e non solo. È il momento che la “gente” si riappropri del suo ruolo di essere “popolo” e non suddito cioè servo. Il leader populista (demagogo) teme le aggregazioni, perché egli si guarda- come dice Aristotele (“Politica”, V, 9, 2)- “da tutto quello da cui abitualmente sono prodotti due atteggiamenti: consapevolezza e fiducia in se stessi”;

non gradisce “che si abbiano luoghi di riflessione” e mette in atto “tutti quegli strumenti che renderanno tutti, nel grado massimo possibile, sconosciuti gli uni agli altri” e pertanto ci regala il Grande Fratello. Oggi, subito, non domani, è importante promuovere culturalmente la “gente” al rango di “popolo”, con le aggregazioni, con la presenza di forze culturali (unite) sul territorio, con la riaffermazione della morale e della fratellanza nel mondo, col ritorno ai partiti, luogo naturale della Politica. È tempo che i singoli (la “gente”) pressati dal rincaro insostenibile della vita, dalla non garanzia di medicine, di prestazioni sanitarie e sociali, diventino finalmente soggetti attivi (“popolo”) e comincino l’analisi dei problemi locali nei partiti, là dove le trasposizioni da ideologia a prassi politica sono immediate, evidenti e comprensibili. Tornare ai partiti dunque, alle regole democratiche e costituzionali - alt! al far da sé. Cominciamo col guardare il mondo attraverso il nostro paese. Eletti gli amministratori, il cittadino può parlare col suo sindaco e prospettare un bisogno o un’idea, ecc. Il rapporto è migliore di quello nazionale, ma se gli eletti non si misurano, nei partiti, con le opinioni degli iscritti/sostenitori porteranno in consiglio le proposte personali e/o amicali e non della società civile. Dibattere i problemi del territorio con la cittadinanza, nei luoghi deputati è il metodo politico per attuare la democrazia. Solo così, e attraverso i partiti, potremo portare le nostre ragioni alla Provincia, alla Regione, a Roma e a Bruxelles senza aspettarsi favori personali e affermando il diritto e la capacità di progettare. Attraverso i partiti potremo scegliere - non da sudditi - l’indirizzo politico nazionale, e, con le primarie, la persona che ci rappresenterà in parlamento perché l’avremo già conosciuta per le attività politiche e per i nostri ideali di giustizia e libertà. Ma sapremo vivere e votare per gli ideali che ci esaltano e non per l’amico di un amico del parente di questo amico, che ci dice come votare? Mimmo Cirino, segretario cittadino dei Ds


COPERTINA VICE SINDACO 1 / GLI IMBARAZZI DELLA SECONDA GIUNTA PANDOLFO

I VICERÉ di Filippo De Mariano

Passate le elezioni, la scelta del vice sindaco si è rivelata un rompicapo. Storia di 60 giorni di attese e personalismi. Finiti con la sconfitta di Franco Interisano. Che è stato anche sul punto di dimettersi

Anche questa volta si viene a determinare un quadro sgradevole. Rischiano i rapporti a luna di miele è finita, o forse tra gli assessori. Le voci fanno il giro del non è nemmeno cominciata. paese. E un’intesa non si riesce a trovarla. La seconda giunta Pandolfo ha Un vero ginepraio. Intanto le settimane già dovuto affrontare un caso passano, tanto che si avvicina la scadenza spinoso. Un episodio imbarazdei 60 giorni dalla proclamazione del sindazante, come lo sono tutti gli scontri interni, co entro cui bisogna formalizzare l’incarico. e specialmente quelli che riguardano le faIl nome di Libero Rappazzo sparisce ben migerate poltrone. Sì, perché di uno scon- Una situazione antipatica. In quella occasio- presto. Se il vice sindaco deve essere qualtro interno e di una contesa per conquistare ne il sindaco Pandolfo non intervenne mai cuno che ha avuto molti voti, Rappazzo sa una carica si è trattato. Probabilmente qual- in prima persona, lasciando che fossero i che il nome vincente sarà un altro. Intanto, cosa covava sotto la cenere già la sera in cui consiglieri a scegliere. sarà perché il tempo passa, sarà perché si conobbero i risultati delle elezioni. Allo- Cinque anni dopo, la stessa, identica vicen- nessuno lo tratta a brutto muso, Interinano ra, alcuni presero più voti, altri meno e da si è riproposta all’interno della giunta. si convince che anche questa volta, come nella mente di qualcuno si insinuò la voglia Cinque assessori: uno di loro deve essere cinque anni prima, possa farcela. di farsi forte di quei numeri per far ridiscu- un po’ più assessore degli altri assumendo In realtà, questa volta Interisano non l’ha tere la distribuzione degli incarichi. la funzione di vice sindaco. Interisano, che spuntata. Perché se, detto brutalmente, il Oggi, come cinque anni fa, la buriana è nel frattempo è stato promosso tra gli am- vice sindaco deve essere scelto con una partita da Franco Interisano: è suo il fuoco ministratori a tutti gli effetti, si conferma gara a chi ce l’ha più lungo, il vincitore non amico che ha impallinato l’ amministrazio- colui che più di altri sente il “richiamo della può che essere qualcun altro. Spunta così il ne comunale, bloccando per quasi 60 giorni foresta”. Così si autocandida mettendosi in nome di Nino Campo. Interisano capisce la nomina del vice sindaco. Alla fine Santa ballottaggio con Libero Rappazzo. In realtà che rischia seriamente di dovere rinunciare Lucia del Mela è riuscita a darsi un vicario è un ballottaggio solo per modo di dire a quel fregio. Così sceglie la soluzione edel sindaco, ma la nomina di Nino Campo perché, secondo Interinano, la scelta è ob- strema. E pone al sindaco un aut-aut: “O è giunta al termine di un percorso penoso. bligata: lui ha avuto più voti di Rappazzo, faccio il vice sindaco o mi dimetto”. Alla Che presenta molte analogie con una pagi- quindi deve essere preferito all’altro. fine, Interisano non ha fatto il vice sindaco, na che ormai appartiene al ma non si è neppure dimesso. IL SONDAGGIO passato. È stato un colloquio privato Dal 15 luglio, per un mese, Agorà on line ha Torniamo indietro di cinque con il sindaco a portare il lieto proposto un sondaggio sulla ritardata nomina del anni. Nel 1998, dopo le eleziofine. Cosa si siano detti, lo sanvice sindaco. Ai visitatori del sito è stato chiesto chi ni, c’era da scegliere il presino solo loro. ritenessero più adatto a ricoprire quella carica. dente del consiglio comunale. “Ormai ho superato l’età dei Questi sono stati i risultati: Nel gruppo “Oltre l’Orizzonpunti esclamativi”, dice Nicola, te” più d’uno si propose, ma il personaggio interpretato da quello che maggiormente si Luigi Lo Cascio nel film “La Libero Rappazzo 33% ostinò fu Franco Interisano, meglio gioventù”. In questa tanto che alla fine la spuntò. vicenda sembra di trovarsi di Santino Pandolfo 0% Più per sfinimento degli avverfronte a persone che hanno sari che per una reale messo da canto pure i punti Franc o Interisano 0% “superiorità”. La sua tenacia interrogativi. Colpisce la loro estenuò tutti gli altri, ma aprì assenza di dubbi, si sentono Nino Campo 67% anche una lunga fase di sospetpredestinate a qualsiasi ruolo. ti e invidie. Interisano divenne Sanno che ce la faranno, coNic ola Calderone 0% “quello che va dicendo in giro munque e dovunque. Beati di essere il quinto assessore”. loro.

L

10 settembre 2003 AGORÀ ● 5


COPERTINA

VICE SINDACO 2 / L’OSTETRICIA E LA RELIGIONE APPLICATE ALLA POLITICA

Nunc habemus Praefecti Urbis Vicarium È stato un parto difficile. Ma finalmente abbiamo il vice sindaco. Ed è Uno e Trino di Santo Brunetta

nos non inducere in tentatione, sed libera nos a falsis prophetis, opo un estenuante travaglio di parto, che ci ha tenuto Amen.” in comprensibile apprensione, è nato, finalmente, il Si è trattato di Unigenito Figliuolo, che, però, racchiude in sé Vicesindaco della città. È nato con enorme ritardo, (incarna) altre due Persone, per cui siamo tenuti a ritenere di trorispetto ai tempi regolamentari. L’incresciosa vicenda varci in presenza del Mistero della Trinità. non si sarebbe sbloccata se la popolazione della città, Sono cose misteriose che soltanto qui da noi possono accadere e consapevole del pericolo incombente, non avesse deciso di organiz- solo gli “Unti del Signore” possono intendere. Ora che l’evento c’è zare pubbliche preghiere, per indurre a compassione il Signore Id- stato, com’era prevedibile, la città è in delirio. Infatti, fervono i dio Padre Nostro Misericordioso. Infatti, in città, così pregava, preparativi per festeggiare, “magna cum pompa”, il nuovo arrivato, senza stancarsi, il popolo devoto: il quale verrà battezzato nel nome del Padre, del Figliuolo e dello “Pater Noster, qui es in caelis, Spirito Santo. Alla fonte battesimale sarà “l’uomo del Monte” a sanctificetur nomen tuum, svolgere il ruolo di padrino, mentre il rito sacro, miracolo dei miraadveniat regnum tuum, coli, sarà officiato da S.E. Silvio in persona, il quale, per la circodona nobis Praefecti urbis Vicarium, stanza, lascerà l’America e Bush e, qui giunto, si trasformerà, anche se per poco, in Ministro di Dio. Non potrebbe farlo, ma Lui è grande e, investito di poteri divini (come Lui si considera), può fare questo ed alANCHE PER IL CONSIGLIO COMUNALE LA MAGGIORANZA SI È DIVISA tro. Dopo il battesimo, il nuovo Sopravvenuto sarà portato in processione per le vie della città, on è stata solo la carica di vice sindaco a creare imbarazzi nella tra due ali di fedeli con candele accese, al canto maggioranza. Anche al momento di scegliere il presidente del consiglio di Inni Sacri (“Tu scendi dalle stelle”, eccetera) comunale sono emerse divisioni. Ad ambire a quella carica potevano essere alternati a marce “funebri”, eseguite dalla Banda solo i diessini, come era stato deciso al momento della formazione della lista Municipale. Alla solenne cerimonia saranno preper le elezioni. E se il nome di Santino Vaccarino corrispondeva a questo senti tutti i rappresentanti della società civile con minimo identikit, c’era stato anche Salvatore Grillo a proporsi per quella i rispettivi stendardi (ci sarà anche lo stendardo carica, presentandosi come un altro rappresentante dei Ds. Il suo tentativo, del Fascio Littorio) oltre alle Autorità militari e però, è stato bloccato da Mimmo Cirino, il segretario del partito, che gli ha religiose. L’unica assente (che vergogna!) sarà la fatto notare che da tre anni non rinnova più la tessera. In realtà Grillo ha la Sinistra, la quale non è in grado di comparire in tessera dei Ds, solo che l’ha sottoscritta all’Enel, sul posto di lavoro, non alla pubblico, perché i compagni (minchioni che federazione di Santa Lucia del Mela. Così è stato considerato dal segretario sono stati) si son fatti sfuggire di mano la Bandel partito un diessino anomalo, “straniero”, quindi escluso dalla corsa alla diera Rossa e adesso, smarriti, non sanno cosa presidenza del consiglio comunale. fare. Continuano a piangere ma, evidentemente, Scartato il parvenu Grillo, si è puntato sui “pezzi pregiati” della maggioranza: sono lacrime perse. Adesso che la questione, gli ex assessori. Primo a essere interpellato è stato Vaccarino. L’ex assessore anche se a seguito di aspri duoli, si è felicemente ai Servizi sociali, secondo le previsioni, non avrebbe accettato l’incarico. conclusa, non ci resta che porgere al nuovo veInvece, sorprendendo tutti, ha deciso di cimentarsi nel ruolo. A quel punto nuto gli auguri più sinceri di buon lavoro non è stato più possibile passare al successivo nome della lista: Lidia Vella. I (sempre che il Padre Suo glielo consenta). Di boatos della vigilia davano quest’ultimo come nome favorito per quella lavoro, infatti, ce n’è proprio tanto di bisogno. poltrona, ma la scelta di Vaccarino ha fatto saltare il banco. Il neo presidente La città, attanagliata da problemi vecchi e nuovi, ha continuato a sorprendere tutti anche nei giorni successivi. Alla sua prima chiede disperatamente di essere governata davuscita pubblica in consiglio comunale, subito dopo l’elezione formale, ha vero.

D

Presidenti serpenti

N

annunciato che avrebbe rinunciato per intero alla sua indennità di carica, identica a quella che spetta agli assessori, e che questi ultimi incasseranno per il 50 per cento. Filippo De Mariano

6 ● AGORÀ 10 settembre 2003

N.B. I fatti narrati sono immaginari, per cui ogni riferimento a situazioni, persone e cose, che riguarda il nostro paese è puramente casuale.


L’INTERVENTO

COPERTINA

Quel mattino ho fatto un sogno di Mimmo Cirino *

causa. Oggi, si tende a farsi eleggere per non rispondere alla magistratura, anzi la si mette sotto inchiesta e “colui morto Dino Frisulo, il “pacifista”. 45 che può” si ritaglia lo Stato sulle sue misure di mercante, anni spesi a difesa degli oppressi. Un che possono giudicare solo i suoi pari. Quali? anno e mezzo in un carcere turco per Quella mattina, dopo l’ultimo voto - il 473° in più - ce ne aver manifestato in pro dei Curdi. andammo felici nella piazza, quella ove si decide di tutto. Ricordate la vicenda di Ochalan? Ne Ero in vespa all’alba e sentivo ancora il freddo umido abbiamo parlato tempo addietro, qui su “Agorà”. Era la della notte. Ci radunammo sul marciapiede davanti alla speranza del riscatto della nazione curda, smembrata e “Cometa”. “Dov’è la signora?” “Vado a prenderla, ci senza identità. Venne in Italia, poi allontanato. Fu preda vediamo.” Andai a casa. Tornato, fu festa, ammiccamendei servizi segreti di paesi cosiddetti democratici. Con- ti, strette di mano, complimenti. Registrai sulla mia Agfa dannato. Umiliato. Vollero distruggere, con lui, l’idea le esplosioni di gioia di Lidia e gli abbracci con tutti: si d’irredentismo di un popolo. era vinto. Masticavo un A Frisulo è stata dedicata la amaretto e mi mancava Io conto su di te, Santino qualcosa. A disagio “Giornata mondiale del rifugiato” (20 giugno). Era presisentii i botti e volli anper realizzare il “nuovo dare via a casa, a dormidente dell’associazione “Senza Confini”. Nel ricordo non re. Il paese aveva scelto credibile”, per quell’idea la sua guida ed ero conmuore il suo esempio. La Chiesa romana dice oggi di tento. Stentavo a prenpolitica cui apparteniamo dere sonno e rigirandolui: lo definivano “troppo ribelle” come se si potesse mi percepii finalmente esagerare nell’impegno, nella cosa m’era mancato. bontà e nella solidarietà. Nel dormiveglia la Sulle coste più a sud d’Euro“Cometa” («…la Copa, a Lampedusa, giungono (a volte morendo) derelitti in meta era apparsa a guidare i…») s’era trasformata nel fuga da guerre, persecuzioni, miseria, trovando ad acco- forno di “Cironti”, con le piastrelle bianche e bordatura glierli generosità popolare e strutture peggiori del carcere blu. Era un’alba livida, il sole ancora non riusciva a perquanto a spazio e promiscuità. L’altra sera a “Primo Pia- forare la foschia, e già partivano le carrozze del trasporto no” (Raitre), parlandone, l’ineffabile leghista opposto a pane, rivestite di un lamierino lucido. Avrebbero raggiunLivia Turco gridava in chiusura: “Restino al paese loro. to la piana. Il pastificio accanto apriva agli operai del Sappiano che qui li attende il carcere. Noi non li voglia- turno mattutino. Con gli amici della prima gioventù manmo”. giavamo il pane caldo con olio e pepe, avevamo studiato A Messina, il sindaco, già presidente della Provincia e sino all’alba e la vita ci apparteneva. Nel sogno ti racconcondannato (peculato d’uso, 314/2 codice penale) in tavo, sindaco, dell’ultima mia lettura: “Lu Cùntu di li secondo grado a sei mesi di carcerazione (e tuttavia can- Cùnti” di Francesco Lanza. “A’ Cùca c’è.” “A’ lùna ì didato), viene condannato anche dalla Cassazione. Sicu- Catània.” Tu eri come ora sei e io giovinetto. “Il pane ramente quest’ ultima condanna sarà frutto di “pervicace caldo, Santino, il-pa-ne-cal-do”. Già ronfavo dormendo e accidia delle toghe rosse” asservite ai mangiatori di bam- sognavo di spendere, coem spendo, la mia faccia, il mio bini. Come finirà? Lasciamoli lavorare, gli eletti. Possono, tempo e quel poco che riesco a fare, per un’idea del anzi debbono. Ma il popolo elegge, non assolve. Le rego- mondo che non scordi i deboli, che abbia ogni mattina il le vanno rispettate. Tutte. Una volta, ai tempi della Prima pane caldo. Io conto su di te, Santino, per realizzare il Repubblica, l’ inquisito (politico o anche solo ministro “nuovo credibile”, per quell’idea politica ds cui appartepadre dello stesso) si dimetteva per onestà verso la politi- niamo. Buon lavoro, Santino. ca, l’istituzione o il magistrato che avrebbe trattato la Segretario cittadino dei Democratici di Sinistra

E’

10 settembre 2003 AGORÀ ● 7


M os A i c o

a cura di Filippo De Mariano

INDENNITÀ

tiva, si vedranno dimezzato per legge il compenso. L’unico che poteva incassare l’indennità per intero è Nino Campo, che è un lavoratore autonomo. Ma nella riunione di giunta ha deciso di rinunciare al 50 per cento del suo compenso, che verrà destinato a un apposito capitolo che sarà indicato al momento delle variazioni li assessori della seconda giunta Pandolfo riceveranno tutti di bilancio. un’indennità mensile dimezzata. Se il presidente del consiglio Unico a mantenere l’indennità per intero sarà, come già negli anni comunale Santino Vaccarino ha scelto, con una mossa a sorpresa, scorsi, il sindaco, per il quale l’indennità lorda è di 2.220, 76 euro di rinunciare per intero allo stipendio previsto per la sua carica, i mensili. Su questa cifra si calcola l’ammontare delle indennità di cinque amministratori scelti carica per il vice sindaco e gli assessori: al prida Santino Pandolfo rinunmo spetta una somma pari al 55 per cento delCosì alla cassa ceranno a metà delle loro l’indennità del sindaco, agli altri un compenso indennità. In realtà, quattro pari al 45 per cento. - 50 per assessori non rinunceranno cento a nulla perché, essendo 2.220,76 euro Sindaco lavoratori dipendenti che SALDI TRIBUTARI Vice sindaco 1.221,42 euro 610,71 euro non hanno chiesto l’aspetta-

Assessori a mezzo stipendio

G

Assessori

999,34 euro

499,67 euro

Le cifre indicate sono tutte al lordo delle trattenute

INQUINAMENTO

Alto rischio, sei mesi per avere il piano

T

ra sei mesi il piano di risanamento dell’area ad alto rischio ambientale della valle del Mela sarà pronto. Lo ha assicurato ai sindaci dei comuni della zona l’assessore regionale all’Ambiente, Mario Parlavecchio, in un incontro svoltosi nell’aula consiliare di San Filippo del Mela il 15 luglio. Durante la riunione Parlavecchio ha anche annunciato che è stata nominata la Commissione Stato-Regione che dovrà redigere il piano. Ne faranno parte, oltre all’assessore, un rappresentante dell’ assessorato regionale alla Sanità, di quello all’Agricoltura, della Provincia di Messina, del consorzio Asi, i sindaci di Milazzo, Santa Lucia del Mela, San Filippo del Mela, Pace del Mela, Gualtieri Sicaminò, Condrò e San Pier Niceto, e due esperti. Ad agosto si è anche svolta la prima riunione della commissione,

8 ● AGORÀ 10 settembre 2003

durante la quale il sindaco di Pace del Mela, Antonio Catalfamo, ha chiesto a nome dei comuni dell’area la realizzazione di alcuni interventi: un monitoraggio della situazione esistente, la riduzione dei valori limite delle emissioni, la delocalizzazione delle industrie a rischio, la riqualificazione della contrada Gabbia con la creazione attorno a essa di una fascia di rispetto, la costruzione delle infrastrutture necessarie a rendere ecocompatibili le attività presenti nell’area industriale, un ampliamento delle aree artigianale e commerciale dell’Asi e l’impiego in tutte le attività che saranno previste di manodopera locale. Alla fine di gennaio 2004 il piano di risanamento dovrà essere pronto e, secondo Parlavecchio, quello sarà il momento in cui sarà chiaro a tutti che l’esperienza negativa delle aree ad alto rischio di Siracusa e Gela non si ripeterà nella valle del Mela. L’assessore all’Ambiente ha anche parlato di soldi, annunciando che al momento sono disponibili sette milioni di euro.

Famiglie povere graziate: niente tasse

I

l comune rinuncia a 1.268,15 euro di tasse perché a pagarli dovrebbero essere famiglie povere. Otto ingiunzioni di pagamento relative alla tassa sull’ acquedotto del 1995 sono state annullate dalla giunta comunale: i sei destinatari delle cartelle sono persone per le quali una relazione dell’assistente sociale ha attestato le “condizioni di disagio economico”, è quindi inverosimile che chi ottiene periodicamente dal comune un contributo per mantenere la propria famiglia possa pagare quei tributi che già da otto anni non ha versato. L’ ammontare delle ingiunzioni varia da un minimo di 33,91 euro a un massimo di 353,44. Complessivamente la somma che il comune non incasserà è di 1.268 euro. L’ufficio servizi sociali è stato informato di questo “sgravio” concesso a quelle famiglie così che ne tenga conto al momento di prevedere altri trattamenti speciali.

TASSE/1

Il ruolo 2003 dell’acquedotto 170.939,90

Consumo acqua e quota fissa

63.383,23

Servizio depurazione

21.550,35

Diritti fognari

5.709,30

Nolo contatori

1.736,35

Recapito bollette

26.336.40

Iva


ASSESSORI E COMMISSIONI

Tutte le nomine del sindaco Ricevimento

Le deleghe agli assessori

NOTA: il ricevimento del sindaco è previsto tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13

La commissione edilizia

NICOLA CALDERONE

Sport, turismo, spettacolo, politiche giovanili e per le pari opportunità, relazioni con il pubblico, comunicazione e trasparenza

Martedì, 9-13

NINO CAMPO

Lavori pubblici e urbanistica, protezione civile, tutela del territorio e dell’ambiente, arredo urbano, politiche comunitarie

Giovedì, 9-13

FRANCO INTERISANO

Patrimonio, servizi tributari e gestione, servizi cimiteriali, igiene e commercio

Venerdì, 9-13

SANTINO PANDOLFO

Sviluppo economico, politiche agricole, rapporti con gli assessori provinciali e regionali

Mercoledì, 913

LIBERO RAPPAZZO

Pubblica istruzione, assistenza scolastica, asilo nido, beni culturali, biblioteca e musei

Lunedì, 9-13

ANGELO MANCUSO

Ingegnere

ANGELO LETIZIA

Geometra

PAOLO ABATE

Geometra

MICHELE BELLA

Geometra

MONICA BONANNO

PIERO ROSARIO CALDERONE

Perito edile

Associazione Piccolo Teatro

EMERGENZA ACQUA

Un regalo del tubo

I

l comune di Santa Lucia del Mela ha ceduto gratuitamente e a titolo definitivo a quello di San Filippo un tratto della propria condotta idrica. La richiesta di una simile concessione è partita dal sindaco di San Filippo, Giuseppe Cocuzza, che il 10 luglio ha scritto al suo omologo Santino Pandolfo. Cinque giorni dopo, il sindaco di Santa Lucia ha emanato una determina con la quale ha disposto la cessione di una parta della rete idrica comunale che si trova nella via Luigi Sturzo, già nel territorio di San Filippo. In questo modo il sindaco Cocuzza pensa di potere facilitare l’ approvvigionamento idrico della contrada Ruvolazzo, che in estate patisce costantemente la mancanza d’acqua. La parte di tubature che appartenevano al comune di Santa Lucia sarà interrotta in corrispondenza del confine tra i due comuni ed entrerà nella disponibilità di San Filippo del Mela.

COOP EDILIZIE

La commissione contributi

Cassazione per tutti

A

FORTUNATO DI SALVATORE Polisportiva Santa Lucia del Mela

essere pagati. Il punto della controversia resta uno: per quei lavori il comune diede alla cooperativa “Casa per tutti” l’ autorizzazione a occupare d’urgenza i terreni. Con quell’atto delegò alla coop anche le procedure di esproprio? Secondo il comune sì, per i soci della cooperativa invece “l’autorizzazione a occupare in via d’ urgenza non presuppone delega dell’ intera procedura espropriativa”. E allora, via con sottilissime analisi lessicali e tecniche dell’ autorizzazione emessa a quel tempo dal comune. Anche dentro al “palazzaccio”.

rriva in Cassazione il giudizio che contrappone i soci della cooperativa “Casa per tutti” di via Gramsci e i proprietari dei terreni espropriati. Dal 1997 fino a pochi mesi fa, la corte d’appello di Catania ha analizzato la vicenda e ha emesso una sentenza di condanna per la cooperativa e per il comune. Il comune è stato il primo a proporre appello contro la sentenza, costituendosi il 23 aprile. Da ultima, anche la coop ha presentato il proprio ricorso. Il comune, TASSE/2 infine, dopo l’azione della cooperativa, ha Le rate per l’acquedotto presentato un controricorso per eccepiIMPORTO DELLA BOLLETTA NUMERO SCADENZE re anche sulle richieRATE ste di quest’ultima. 30 agosto fino a 100 euro 1 Naturalmente davan30 agosto ti alla Suprema corte da 100 a 300 euro 2 30 settembre saranno rappresentati 30 agosto anche i tredici prooltre i 300 euro 3 30 settembre prietari dei terreni 30 ottobre che attendono di

10 settembre 2003 AGORÀ ● 9


ATTUALITÀ INDENNITÀ / SCELTE ALL’ULTIMA MODA

Quelli che… “Io rinuncio” Non vogliono soldi. Si dimezzano lo stipendio. È la scelta di consiglieri e assessori. Ma non del sindaco. Che ora si prende quello a cui aveva rinunciato un anno fa di Filippo De Mariano

I

politici di Santa Lucia del Mela si scoprono volontari. Niente gettoni di presenza, indennità di carica dimezzate. La scelta che un anno fa aveva spaccato la giunta comunale, oggi fa proseliti. Nel marzo 2002, al momento di approvare il bilancio di previsione, c’era da fare i conti con una legge regionale che l’Ars aveva approvato in tutta fretta a dicembre per renderla valida anche per il 2001. Il provvedimento aumentava gli stipendi degli amministratori locali. In quella occasione una parte della giunta volle mantenere i compensi degli anni precedenti, come se quella nuova legge non ci fosse. Adesso si continua sulla stessa scia. In consiglio comunale sono tanti i sostenitori della politica pauperista. Quattro consiglieri di maggioranza hanno rinunciato al loro gettone di presenza (25,82 euro per seduta) chiedendo che venga destinato a finalità sociali. Si tratta di Carmelo Giunta, Nino Macca, Francesco e Pasqualino Rizzo. L’ammontare complessivo delle somme che hanno rifiutato non può essere calcolato adesso, ma solo al termine di ogni anno quando si saprà quante sedute consiliari si sono svolte. È comunque una novità che dei consiglieri rifiutino quel minimo gettone di presenza a cui hanno diritto. “È un fatto umano”, ha spiegato in aula Pasqualino Rizzo.

10 ● AGORÀ 10 settembre 2003

Ma c’è anche chi non la pensa così. Nel gruppo di minoranza nessuno ha voluto seguire le orme di Giunta e degli altri, anzi Carmelo Bella ha voluto dire espressamente che non intende rinunciare a quei soldi per vederli finire in un calderone sulla cui destinazione la sua opinione non sarà tenuta in nessun conto. Così Bella incasserà il gettone e sarà lui a decidere cosa farne. Ma anche nella maggioranza c’è chi la pensa diversamente. Il vice presidente del consiglio comunale, Giuseppe Mandanici, che riceve un’indennità - non un gettone di presenza pari al 45 per cento della somma che spetta al presidente del consiglio, ha spiegato che non rinuncerà all’emolumento perché in questi anni vuole dedicarsi all’attività politica a tempo pieno. Che questo consiglio comunale potesse votarsi al volontariato lo aveva lasciato intendere il suo presidente, Santino Vaccarino, che, come primo atto dopo l’elezione,

Vaccarino for sport IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE RINUNCIA ALLO STIPENDIO. CHE SARÀ UTILIZZATO COSÌ

SOMMA DA DESTINARE

3.614,15 euro

2.000 euro per promozione sociale 1.614,15 per le società sportive

aveva annunciato di volere rinunciare per intero alla sua indennità, uguale a quella degli assessori. Per il 2003 si tratta di 3.614,15 euro, che è già stato deciso come destinare (vedi riquadro in questa pagina). Eppure, se in consiglio comunale i pauperisti aumentano, in giunta, nel luogo cioè da dove tutto era cominciato poco più di un anno fa, l’orientamento sembra essere mutato. Non fra gli assessori. Sono tutti lavoratori dipendenti, quindi hanno diritto a una indennità dimezzata rispetto a quella prevista dalla legge. E nemmeno il vice sindaco ha da ridire. Nino Campo, unico lavoratore autonomo, pur potendo ricevere uno stipendio intero, se lo è ridotto del 50 per cento per restare in linea con i suoi colleghi. Chi ha scelto diversamente è il sindaco. Santino Pandolfo, il padre della rinuncia decisa nel 2002. Proprio lui. Un anno fa aveva preferito mantenere il compenso di 1.814,76 euro: quello da 2.220,76 euro non gli sembrava opportuno. Così la differenza di 406 euro mensili per gli anni 2001 e 2002 era stata “congelata” e usata in parte per finalità sociali, in parte per l’opuscolo elettorale. Ma adesso, al momento di determinare la propria indennità dopo la rielezione, Pandolfo non ha avuto esitazioni. Con l’esercizio finanziario 2003, il compenso del sindaco di Santa Lucia del Mela sarà quello stabilito dalla legge regionale del dicembre 2001: 2.220,76 euro. Il sindaco non “congela” più. D’ora in poi stipendio pieno. Almeno per lui. Ora, non c’è niente di più facile e di più insopportabile della retorica sui soldi (che è quella che stiamo per fare noi nelle prossime righe). Ma pure quelli che cominciano a fare la retorica sui soldi ma si fermano a metà strada non scherzano.


LA STORIA / AGLI ALBORI DEL PAUPERISMO LUCIESE

Quei soldi “congelati” e ora sciolti dal sole Ci fu un giorno in cui alcuni pensarono di fare un gesto nobile. In realtà, da allora la politica si è trasformata nell’arte di fare i conti in tasca agli altri

C

ominciarono a separarsi quel giorno, il 14 marzo 2002. Da allora uno ha pagato salatissimo quel divorzio, l’altro, non solo non ha pagato, ma ha incassato tutto. Pure quei soldi che si era impegnato a lasciar stare. Santino Pandolfo e Santino Marcaione litigarono per l’aumento delle indennità. Marcaione lo incassò, senza troppe cerimonie. Lo stesso fece Mercadante. Le due M additate al pubblico ludibrio come crumiri della morale. Perché Pandolfo disse che no, non era giusto, quei soldi era meglio lasciarli al comune perché fossero spesi diversamente. Per essere più esatti, Pandolfo disse che era meglio “congelarli”. Con lui, altri congelarono: Vaccarino, Vella, Interisano. Marcaione, invece, incassò e se andò. O meglio, un anno dopo, lo fecero andare via. Cacciato. Oggi, nella politica di Santa Lucia del Mela Santino Marcaione non ha nulla, ha perso tutto. Pandolfo invece ha tutto, ha stravinto le elezioni con un margine da far schifo, continua a fare il sindaco, dispone ciò che conta e ciò che non ha rilevanza. Sì, ha tutto. Pure i soldi che aveva “congelato”. In realtà, quel 14 marzo 2002, la politica di Santa Lucia del Mela divenne un continuo fare i conti in tasca agli altri, da veri e propri voyeur del portafogli. E forse in quella occasione Marcaione avrebbe potuto urlare le parole che Céline fa I SOLDI dire a Courtial Des “CONGELATI” Pereires in “Morte a credito”: “Lei mi PANDOLFO capisce, in un borsellino mica c’è tutto!… Ferdi9.744,48 nand! No! Non c’è nulla in un borsellino! Nulla! …”. Se lo avesse fatto, 2.032,91 nessuno avrebbe più recupero scolastico di un minore potuto pensare (come 516,46 invece molti pensano luminarie Natale oggi) che non aveva capi2002 to nulla. 2.000 Perché in tutta questa relazione finale del storia non c’è molto da mandato capire. L’istinto voyeuristico ci 4.549,37 potrebbe indurre a calco-

lare centesimo per centesimo i soldi che allora furono “congelati” e quelli che effettivamente furono destinati a finalità sociali. E magari scopriremmo che solo alcuni politici-freezer hanno il termostato in regola, mentre per altri i conti non tornano. Ma servirebbe a qualcosa? Ormai quel che è stato è stato. Forse era inevitabile che finisse così. Non si va lontano con il moralismo “à la carte”, che vale un giorno sì e uno no, su certi argomenti sì e su altri no, su certe persone sì e su certe altre no. Ancora oggi, per dire, il vice sindaco “congela” il 50 per cento della sua indennità, mentre il sindaco percepisce per intero quella somma che un anno fa aveva in parte rifiutato. Mezze scelte in nome di un pauperismo che cela vana retorica e stimola odiose dietrologie. Gettare il fumo del “congelamento” negli occhi delle persone non è un modo per invocare la deresponsabilizzazione? Invece di mezzi stipendi (che possono essere pensati solo per mezzi assessori) non è meglio avere cinque assessori pagati come tali e che valgono il doppio? Perché questa corsa al ribasso, questo deprezzamento anticipato? Domanda oziosa. Oggi, chi sceglie di vellicare il ventre del “a morte i soldi” ha tutto, ma in qualche modo sta riabilitando chi, un anno fa, il 14 marzo 2002, decise di non fingere fin dal primo momento, di non perdersi in stucchevoli cerimonie. Oggi, fine estate 2003, vince qualcosina pure Marcaione, dimenticato dalla politica e ormai residente ad Atlantide. Per descriverlo De Gregori direbbe: “Lui adesso vive ad Atlantide con un cappello pieno di ricordi, ha la faccia di uno che ha capito e anche un principio di tristezza in fondo all’anima”. Vogliamo dire pure a De Gregori che non ha capito F.D.M. niente?

VACCARINO

VELLA

INTERISANO

1.109,28

1.109,28

1.109,28

COSÌ UTILIZZATI: Dalle delibere di giunta non è possibile ricostruire la destinazione della somma

1.288,13

1.104,13

recupero scolastico di un minore

adozione a distanza di un bambino

TOTALE -

1.288,13

1.104,13

10 settembre 2003 AGORÀ ● 11


ATTUALITÀ

EDILIZIA / UNA VICENDA LUNGA NOVE ANNI

Fuga dalla lottizzazione Il consiglio comunale nega l’autorizzazione a lottizzare alla ditta Ruggeri. Ma in aula c’è solo la maggioranza. L’opposizione se n’è andata di Filippo De Mariano

sa condizione. Così come era stata preparata, quella era una lottizzazione parziale, quindi non autorizzabile. Per renderla totale occorreva che i proprietari degli altri terreni ricadenti nell’area edificabile dichiarassero il loro disinteresse a partecipare alla lottizzazione. Ruggeri non produsse mai quelle dichiarazioni, così l’ autorizzazione a costruire non fu mai formalizzata. Nemmeno un ricorso al Tar di Catania migliorò la situazione. La richiesta di autorizzazione per la lottizzazione è stata ripresentata al comune più di recente, dopo la scadenza delle norme di salvaguardia della variante al piano regolatore. Se ne è interessata la commissione edilizia, che ha dato parere favorevole “a

condizione che il richiedente producesse atti formali di indisponibilità a partecipare a nove anni un piano di lottizalla lottizzazione da parte dei proprietari zazione fa la spola tra il comudegli altri terreni interessati alla previsione ne di Santa Lucia del Mela e il urbanistica”. Cioè la stessa clausola imposta Tar di Catania. Adesso forse ha dal consiglio comunale nel ’94. Anche in smesso di peregrinare. Ed è questa occasione la ditta Ruggeri non ha destinato a finire in un cestino per cartacce. presentato quelle dichiarazioni, ma anzi è Non se ne farà nulla: così ha deciso il conricorsa al Tar. Il tribunale amministrativo siglio comunale. ha annullato la decisione della commissione La proposta di lottizzazione è della ditta edilizia comunale perché non è l’organo Ruggeri, che vuole costruire un complesso competente ad affrontare la questione. Le residenziale in contrada Pietra Chiodo. La carte dovevano andare in consiglio comuprima apparizione del piano risale al 1994. nale, secondo il Tar. Qui, il 18 luglio, è stata Allora il consiglio comunale esaminò la detta l’ultima parola sulla vicenda, almeno richiesta e decise di concedere il via libera, per il momento. ma solo a patto che si realizzasse una preciL’opposizione, per bocca del suo capogruppo Bella, ha cercato di prendere tempo, proponendo di chiedere un parere legale per essere in condizione di adottare la PRESENZA LEGGERA IN CONSIGLIO COMUNALE. TRANNE CHE SU UN ARGOMENTO decisione più giusta. La che in campagna elettorale ha preso impegni on sta lasciando il segno, l’opposizione, proposta è stata respinta precisi, ha aggiunto Bella. Al grido d’allarme di nelle prime sedute del consiglio comunadalla maggioranza, per la D’Antoni non ha risposto nessuno: evidentele. Ringraziamenti agli elettori che li hanno quale c’erano tutti gli elemente era stato lanciato troppo presto. A quelvotati, distinguo sul perché votare o non votare menti per decidere. Senza lo di Bella è seguito un breve dialogo. per Santino Vaccarino quale presidente dell’asle dichiarazioni di rinuncia “Non capisco perché si debba parlare di argosemblea, ma per il resto nulla di incisivo. Nulla degli altri proprietari, mai menti che non sono all’ordine del giorno”, lo se si esclude la Pro Mende. Perché su questo presentate in nove anni, ha fulminato Pasqualino Rizzo. “Sono molto argomento il gruppo di minoranza ritrova una quella di Ruggeri è una legato alla Pro Mende, ma bisogna smetterla qual certa vitalità. Il 18 luglio, mentre si votava lottizzazione parziale, non con l’idea che debbano essere le amministraun bilancio con un parere allegato in cui si faammissibile. zioni pubbliche a mantenere in vita le società ceva riferimento a un debito fuori bilancio che Capita l’antifona, il grupsportive. Comunque l’amministrazione farà il da tre anni attende di essere riconosciuto, po di minoranza - già possibile per aiutare tutte le società, non solo mentre c’era da decidere su una lottizzazione privo di Mercadante e la Pro Mende”. convenzionata che si trascina da nove anni, Amalfi, che erano andati Un punto sul quale è tornato Vaccarino, una l’unico argomento su cui l’ opposizione ha via in precedenza - è stato quota della cui indennità è finita proprio a immostrato di avere una idea chiara è stato un decimato dall’uscita dall’pinguare il capitolo dei contributi alle società altro. Da non cercare nell’ordine del giorno, aula di Bella, D’Antoni e sportive. “Il comune non può aiutare solo una perché lì non c’era. Anzi, è proprio questo il Manna. Unico a restare in squadra - ha spiegato il presidente del consipunto. Secondo Bella e D’Antoni, mentre la Pro aula, Cirino, che però si è glio comunale - e noi gli impegni li stiamo Mende sta attraversando “il momento più diffiastenuto dalla votazione. mantenendo”. Riferimento ai 1.614 euro pronti cile della sua storia”, l’amministrazione comuCosì a negare l’ autorizzaper essere spesi nello sport. Una cifra che penale non se ne cura. Lo hanno ripetuto entramzione per la lottizzazione rò, a giudicare dall’accorata presa di posizione bi davanti ai loro colleghi. La squadra aveva un Ruggeri in contrada Pietra di Bella e D’Antoni, non basta. presidente munifico che ora però se n’è andaChiodo sono stati i nove F.D.M. to. Senza contare le promesse del sindaco, consiglieri di maggioranza.

D

Le priorità dell’opposizione: la Pro Mende

N

2003

12 ● AGORÀ 10 settembre


LA SCORIA SIAMO NOI / CAMBIA IL COMBUSTIBILE DELLA CENTRALE DI ARCHI?

Quella sporca voglia Dopo Eurogen, Edipower. Anche la nuova proprietà della centrale di Archi punta sull’orimulsion. E ripresenta il progetto per la costruzione di un nuovo pontile

T

utte le strade portano all’ orimulsion. Da Termini Imerese ad Archi è questo il combustibile più apprezzato dai proprietari delle centrali elettriche. Sia l’Enel che Edipower hanno deciso: gli impianti siciliani dovranno essere azionati dalla miscela di bitume e acqua proveniente dal Venezuela. E se a Termini i lavori eseguiti agli impianti permettono di alternare l’orimulsion con un altro combustibile (dovrebbe essere il metano) in ciclo combinato, per Archi l’alternativa all’orimulsion non c’è. Almeno secondo Edipower. Così l’azienda che ha prelevato la centrale da Eurogen nel 2002 ha presentato nuovamente il progetto per la costruzione di un pontile di attracco nei pressi di Milazzo che dovrà essere utilizzato dalle petroliere provenienti dal Venezuela per scaricare il combustibile, che sarà stoccato nella centrale e utilizzato per alimentare gli impianti. Il piano era stato presentato in gran segreto nell’agosto scorso ma bocciato dalla commissione del ministero dell’Ambiente che si occupa della valutazione di impatto ambientale. Un giudizio neutro, quest’ultimo, rispetto a quello contenuto nello studio di impatto ambientale che Eurogen l’anno scorso e Edipower adesso hanno allegato al progetto di massima del pontile. Le polemiche contro il piano industriale dell’azienda sono cominciate subito e si sono arricchite di una presenza nuova: quella della Bitor Italia, la succursale italiana della multinazionale che commercializza nel mondo l’orimulsion. Le petroliere che dovrebbero arrivare a Milazzo sono sue e la ditta, per bocca del suo amministratore Enzio D’Angelo, ha accusato gli ambientalisti e l’ assessore regionale all’Industria Marina Noè, oppostasi alla conversione a orimulsion delle centrali siciliane, di farsi guidare da preconcetti e di diffondere notizie false. “Quello che ci saremmo aspettati

è vedere contestati tecnicamente e scientificamente i nostri dati”, ha dichiarato D’Angelo, che ha pure minacciato “un’ azione di ritorsione verso i prodotti italiani venduti in Venezuela” qualora l’ orimulsion venisse vietato in Sicilia “senza una motivazione tecnico-scientifica”. Ipotesi, quest’ultima, che secondo D’Angelo è molto probabile perché “la potente lobby di influenzamento del gas” riuscirà a diffondere l’allarme tra i politici. Il riferimento è a coloro che intendono stabilire un rapporto privilegiato con l’Eni, e la stessa Noè non ha nascosto che la presenza della Regione tra gli azionisti della società induce a guardare con maggiore interesse all’ipotesi del gas. Un politico che al momento sembra interessato ai progetti di Enel e Edipower e agli interessi della Bitor è l’ assessore regionale all’ Ambiente Mario Parlavecchio, che, a differenza della Noè, si è detto disponibile a valutare serenamente la questione. Le stesse parole che ha usato Adolfo Parmaliana, un tecnico, professore ordinario di chimica industriale a Messina, già esperto della provincia per le questioni ambientali, che in un articolo pubblicato su “Repubblica” ha invitato a non criminalizzare l’ orimulsion e a considerare con maggiore realismo le prospettive energetiche della Sicilia e dell’ Italia (proponiamo qualche brano del suo intervento nella prossima pagina).

Piani industriali e contrasti politici ENEL E EDIPOWER HANNO OBIETTIVI COMUNI. IL GOVERNO REGIONALE SI DIVIDE

GIUGNO 2003 L’Enel annuncia che gli impianti della centrale elettrica di Termini Imerese funzioneranno con un ciclo combinato di due combustibili. Uno sarà l’orimulsion, l’altro dovrebbe essere il metano. 23 GIUGNO Edipower, società proprietaria della centrale elettrica di Archi, deposita presso l’assessorato regionale all’Industria la pratica per ottenere l’autorizzazione alla costruzione di un nuovo pontile di attracco nei pressi di Milazzo. La documentazione è quella che già un anno prima aveva presentato Eurogen, allora proprietaria della centrale. In più c’è un documento integrativo che dovrebbe scongiurare la bocciatura subita nel 2002 dalla commissione Via (Valutazione di impatto ambientale) del ministero dell’Ambiente. 1 LUGLIO L’assessore regionale all’Industria, Marina Noè, si dichiara contraria ai piani di Enel e Edipower che prevedono l’impiego di orimulsion a Termini Imerese e Archi. 8 LUGLIO Mario Parlavecchio, assessore regionale all’ Ambiente, smentisce la sua collega di giunta e si dichiara disponibile a valutare i progetti industriali delle due aziende. “Intendiamo compiere una verifica attenta e serena”, dice.

Filippo De Mariano 10 settembre 2003 AGORÀ ● 13


ATTUALITÀ

IL TECNICO / QUALE COMBUSTIBILE?

grammazione e di logiche di mercato. Infatti, l’impiego del gas naturale, in particolare nelle centrali con cicli tecnologici tradizionali, comporta un innalzamento notevole del costo di produzione dell’energia. Il gas naturale è una materia prima di alto pregio di Adolfo Parmaliana destinata nell’immediato futuro a sostituire i registrano dichiarazioni incaute questo non è vero. Infatti l’orimulsion con- il petrolio come feedstock dell’industria e improprie sulla qualità dei tiene il 2,8 per cento di zolfo mentre il chimica e petrolchimica e pertanto il suo combustibili e sui potenziali im- greggio “Gela” ne contiene mediamente il utilizzo come combustibile costituisce uno patti ambientali che disorientano 6,7. spreco inaudito di una risorsa pregiata. L’el’opinione pubblica. Si trascura- Si ipotizzano scenari disastrosi in caso di nergia deve essere prodotta - nell’ assoluto no con superficialità gli aspetti legati alla sversamento in mare dell’orimulsion e non rispetto della normativa in materia di emisdiversificazione delle fonti energetiche, al si ha l’attenzione di rilevare che mai un sioni inquinanti - utilizzando risorse energemercato dell’energia, alla necessità di assi- incidente si è verificato nello scarico dell’o- tiche povere e sottoprodotti industriali. curare competitività all’ industria energetica rimulsion dalle navi e quale sia l’affidabilità Altrettanto assurda e impropria è l’ ipotesi e ci si cimenta in assurde asserzioni che delle tecnologie di prevenzione dell’inqui- secondo la quale l’idrogeno può essere imconfliggono con la logica, con il rigore namento che vengono adottate in atto allo piegato come combustibile per la produzioscientifico, con i principi tecnologici e con scarico del combustibile. Si invoca l’impie- ne di energia elettrica: per l’ affermazione il rispetto dei riferimenti normativi e legisla- go del gas naturale (comunemente ed erro- delle tecnologie basate sull’idrogeno dovretivi. Si afferma che l’orimulsion ha lo stesso neamente inteso “metano”) dimenticando mo aspettare ancora almeno un ventennio e contenuto di zolfo del greggio “Gela” e che le scelte energetiche sono figlie di pro- comunque tali tecnologie comporteranno la rivoluzione copernicana degli attuali sistemi di produzione e distribuzione dell’energia. IN CINQUE PUNTI LA POSIZIONE DI CHI SI OPPONE ALL’ORIMULSION Noi abbiamo bisogno di assicurare e anche nzio D’Angelo, amministratore della Bitor Italia, ha parlato di “lobby del gas” che condiziona i politici di incrementare la siciliani per distoglierli dall’orimulsion e convincerli a convertire a metano le centrali. Vi proponiamo le produttività di energia ragioni che l’Enel ha indicato come favorevoli all’uso di orimulsion e i motivi per cui l’associazione “Tutela elettrica già oggi e salute dei cittadini” di Pace del Mela, uno dei membri del fronte favorevole al metano, è contraria. quindi dobbiamo fare 1) Il porto si avvantaggerebbe di un maggior traffico marittimo. appello alle tecnologie “Il nuovo traffico non verrebbe incrementato da innocue imbarcazioni da diporto, ma da navi transoceaniindustriali praticabili, che cariche di un pericoloso bitume che non galleggia e il cui recupero, in caso di sversamento accidentale non già alla soluzione in mare, sarebbe praticamente impossibile, con danni incalcolabili per tutta la costa settentrionale della da tutti auspicata ma Sicilia”. ancora da realizzare e 2) L’orimulsion consentirebbe un abbattimento delle emissioni, con riduzioni tra il 60 e il 70 per cenper la quale tanti di to. noi si spendono senza “L’Enel non dice che per ottenere la stessa quantità di energia, bisogna utilizzare un quantitativo doppio di tregua nelle università orimulsion rispetto al combustibile attualmente in uso”. e nei centri di ricerca. 3) L’orimulsion è stato dichiarato idoneo dal ministero delle Attività produttive. Al momento dobbia“La verità è che l’idoneità dell’orimulsion è stata sancita con un decreto del 2 ottobre 1995 dall’onorevole mo lasciarci vincere Lamberto Dini, all’epoca presidente del Consiglio, innalzando il contenuto massimo consentito di nichel e dal pragmatismo non vanadio in misura doppia rispetto agli altri combustibili. Purtroppo la vicenda del “pet-coke” di Gela ci ha dall’idealità. insegnato che il legislatore può stabilire che un veleno non è più veleno”. È importante rifuggi4) In molti paesi l’orimulsion viene già utilizzato. re dalle contese ideo“Questi “molti” paesi si riducono a due (Canada e Danimarca). Altri rifiutano categoricamente questo comlogiche in materia di bustibile: Florida, Illinois, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo”. energia e ambiente, ci 5) L’orimulsion porta lavoro e occupazione. vogliono equilibrio e “Anche le fabbriche di armi e le coltivazioni di marijuana portano lavoro. È tempo di mettere al bando queoculatezza, lungimista filosofia che tutto ciò che comunque porta lavoro deve essere accettato. In una società civile e responranza e competenza, sabile, gli investimenti devono essere indirizzati verso attività ecocompatibili ed ecosostenibili. Il metano attenzione e non diffisarebbe il combustibile più pulito (perché non contiene polveri e anidride solforosa) e più economico denza.

J’accuse contro l’idealità

S

La lobby del gas

E

(perché non comporta modifiche agli impianti, non richiede filtri, non deve essere trasportato a mezzo di navi transoceaniche, non produce residui tossici da manipolare e da smaltire). È comunque un inconcepibile paradosso che un’isola come la Sicilia, ricca di sole e di vento e attraversata da due grandi metanodotti, debba ricorrere a un bitume proveniente dal lontano Venezuela per produrre energia elettrica”.

14 ● AGORÀ 10 settembre 2003

(da “la Repubblica Palermo” del 17/7/03)


SCENARI / SE CI FOSSE UN GOVERNO COMPETENTE…

ORIMULSION Ovvero: della grande impresa in Sicilia Enel vuole "riconvertire" a pece acqua e sapone le sue centrali termoelettriche nell’isola. Un caso esemplare del rapporto fra Italia e Sicilia

di Mario Pagliaro*

L

a recente polemica (“Repubblica Palermo”, 17 e 20 luglio) sull'uso dell'orimulsion (una miscela combustibile di acqua e pece con un po' di sapone aggiunto, raccolta alla foce del fiume venezuelano Orinoco) sollecita l'attenzione pubblica su due aspetti: l'importanza di una politica energetica per la Sicilia e la credibilità di tecnici e scienziati nelle questioni di interesse pubblico. L'Enel, dunque, vorrebbe poter utilizzare nei due impianti termoelettrici di Termini Imerese e Pace del Mela l'orimulsion venezuelano, minacciando esplicitamente in caso di mancata autorizzazione di tagliare il personale e ritirare gli investimenti. "Non vorrei - ha detto l'amministratore delegato in margine a un recente convegno industriale a Verona - che a Termini Imerese i problemi occupazionali dovessero aggravarsi". Si tratta di un atteggiamento comune a molte delle grandi imprese italiane presenti in Sicilia e che, nel caso specifico, merita una breve analisi. Enel fatturava nel 2002 30 miliardi di euro con un impressionante margine lordo di circa otto miliardi. Invece di riconvertire le sue centrali siciliane a centrali turbogas di nuova generazione, che consentono il fantastico rendimento energetico del 55 per cento (il resto va via come calore), per mantenere i profitti al livello attuale visto sopra (previsti logicamente in calo con l'arrivo in Italia dei francesi di Edf), Enel in

Sicilia ha deciso di abbattere ulteriormente i costi. Perché in Sicilia? Ma perché nell'isola mancano le medie e grandi imprese in numero lontanamente sufficiente a giustificare investimenti consistenti su efficienza e qualità: in Sicilia, ci sono cinque milioni di abitanti e tante piccole imprese da servire. Ed Enel preferisce investire parte dei suoi profitti nella telefonia con Wind, di cui ha recentemente acquisito l'intero parco azionario pagato oltre un miliardo di euro. Ma niente centrali turbogas a ciclo combinato in Sicilia. Il Governo regionale dovrebbe rifuggire da tentazioni dirigiste provando ad imporre ad Enel (ancora controllata dal Tesoro al 62 per cento) investimenti non voluti. Potrebbe invece dotarsi di una seria politica energetica finalizzata alla sostenibilità: che è economica, ambientale e sociale. Potrebbe quindi indire un bando internazionale per la costruzione delle centrali a turbogas in questione e avviare un piano di efficienza energetica in modo da diminuire i consumi e l'impatto ambientale, creare migliaia di nuovi posti di lavoro per i siciliani e produrre energia a basso costo per imprese e cittadini. E così come i sudafricani di Sasol operano con profitto e reciproca soddisfazione i loro impianti di Augusta, esportando tutta la produzione, è verosimile che i colossi stranieri dell'energia coglierebbero l'opportunità di entrare in forze sul mercato italiano, trasformando rapidamente la Sicilia da importatrice in esportatrice netta di elettricità, ed aumentando una con-

correnza fino ad oggi rimasta in Italia a livelli minimi. E poi, realizzare una decisa apertura all'eolico come si è iniziato a fare a Enna e ad Agrigento, e finanziare l'installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di case, ospedali, scuole e pubbliche amministrazioni come ancora recentemente ha fatto Amg a Palermo sottraendo parte del costo dell'investimento dalle tasse e facendo pagare il resto in modo progressivo con le successive bollette; energia gratis dalla Natura provvida e, ancora, opportunità di lavoro qualificate per moltissimi. Ma per farlo, occorrerebbe che il Governo disponesse di una classe dirigente con competenze manageriali moderne e con una forte vocazione patriottica. Che purtroppo non c'è ancora e che dobbiamo creare, mentre i dati Svimez di fine luglio confermano che ad andarsene dal Meridione sono proprio i giovani con le migliori qualità. Affermare infine che bruciare il gas naturale "costituisce uno spreco inaudito di una risorsa pregiata" forse dovrebbe valere solo per la Sicilia, visto che tutte le centrali a turbogas del mondo fanno esattamente questo: bruciano il gas metano per produrre energia elettrica. La questione della credibilità dei cosiddetti esperti, poi, è di eguale importanza, e non solo per i siciliani. Una nave con orimulsion non sarebbe mai affondata fino ad oggi? Logico, visto che la gran parte di combustibile usato nelle centrali è trasportata dalle navi come olio; ed è appena il caso di ricordare che in Europa di queste navi ne affon10 settembre 2003 AGORÀ ● 15


ATTUALITÀ da praticamente una ogni anno: lasciando stare il caso della "Prestige" dello scorso inverno, sanno i lettori dov'era diretta la carretta del mare "Erika" affondata col suo carico di olio combustibile nel dicembre '99? A Termini Imerese, guarda caso. Quanto poi alle pretese "serietà, competenza e scienza" degli accademici, i cittadini forse hanno qualche elemento per dubitarne: quando due o tre biochimici inglesi misero contro il rischio della trasmissione umana della sindrome di Creutzfeld-Jakob dalla carne dei bovini alimentati con carne bovina, fu la maggioranza dei loro stessi colleghi ad invocarne la messa al bando dalla comunità scientifica del Regno Unito. Tranne ritrovarsi l'anno scorso con l'Esercito di Sua Maestà ridotto a scavare gigantesche fosse comuni nello Yorkshire in cui seppellire i resti dei poveri capi di bestiame abbattuti. Si sono dimessi, i colleghi che invocarono la gogna pubblica? Naturalmente, no. E in Sicilia, come non richiamare i casi dell'impianto cloro-soda Enichem di Priolo o della raffineria Agip di Gela. Entrambi chiusi dalla magistratura (e la seconda riaperta dal governo con un decreto ad hoc), questi impianti erano addirittura certificati Iso 14001, ovvero dotati di un sistema di gestione ambientale "per il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali e la riduzione dell'inquinamento". Eppure, secondo il direttore di una delle società milanese che aveva concesso una di queste certificazioni, "nei nostri comitati di certificazione sono rappresentate anche le Università". "Quello che riguarda i fisici, lo discutano i fisici, ma quello che riguarda tutti, dobbiamo essere tutti a discuterlo", fa dire il drammaturgo Dürrenmatt ad uno dei personaggi della sua straordinaria tragedia “I Fisici”. Una lezione di umiltà e apertura al dialogo, che gli accademici di tutti i Paesi, Italia in primis, faticano ad accettare. E che invece faremmo bene a fare nostra per recuperare quella credibilità e quel fascino senza cui l’ impresa scientifica, e la Chimica in particolare, continuerà a perdere l'interesse dei giovani e la fiducia della società in cui operiamo. L’autore è dirigente dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr di Palermo © Il Barbiere della Sera 16 ● AGORÀ 10 settembre 2003

MERCATO ALLA PRODUZIONE / I GUAI DELLA DITTA E DEL COMUN

L’appalto mal Lavori per oltre un milione e mezzo di euro. Aggiudicati con un ribasso minuscolo. A una ditta che oggi è indagata per turbativa d’asta e associazione mafiosa. E intanto al comune sindaco e tecnico comunale revocano l’incarico all’ingegnere capo di Filippo De Mariano

A

prevedeva la costruzione di una struttura che diventasse un mercato all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli. L’appalto fu aggiudicato a un raggruppamento di imprese guidato dalla “Mdm Sport System”, una ditta di Saponara, e che comprendeva anche la “Elettrodinamica spa”. Una delle imprese che parteciparono alla gara ricorse al Tar contro l’esclusione di alcune buste che aveva portato a una media di ribassi favorevole alla Mdm Sport System, ma la sua richiesta non venne accolta. L’appalto rientra a pieno titolo tra quelli tipicamente siciliani. Su tre miliardi 432 milioni di lire di importo a base d’asta il ribasso con cui la Mdm si aggiudicò i lavori fu dello 0,56 per cento. Il che significò per il comune un risparmio di 19.219.200 lire, mentre la ditta si assicurò 3.412.780.800 lire. Una cifra nettamente superiore a quella effettivamente necessaria per costruire l’opera. Nel 2002, durante un’audizione alla

nche un parallelepipedo di cemento, per quanto silenzioso e appartato possa essere, può procurare una montagna di guai. E soprattutto può costringere a fare pessime figure. Il mercato alla produzione di contrada Grazia, collocato in una strada a valle del campo sportivo che conduce nel torrente Mela, una struttura che si fa fatica a notare perfino dal castello, finanziato inaspettatamente all’inizio del 1998 e costruito tra il 2000 e il 2001, è rimasto fin qui inutilizzato, ma non si può dire che non offra IL MERCATO ALLA PRODUZIONE DI CONTRADA GRAZIA motivi di interesse. Negli ultimi mesi, per esempio, per la ditta che l’ha costruito e per il comune che lo ha commissione nazionale antimafia, il procuappaltato si sono presentati problemi piut- ratore capo della Repubblica di Palermo, tosto delicati. Si tratta, è bene chiarirlo su- Pietro Grasso, spiegò che mentre nel resto bito, di difficoltà molto diverse tra loro e in d’Italia la media dei ribassi si aggira attorno nessun modo collegate, eppure ci sono. E a al 15 per cento, in Sicilia si resta sempre al fare da ideale collegamento tra le une e le di sotto dell’uno per cento perché le gare altre è quell’appalto. Così inutile e così ma- sono pilotate dalla mafia, le offerte partono ledetto. spesso da uno stesso ufficio e le centinaia Il decreto di finanziamento dell’opera, che di milioni in più accaparrate in questo moassegnava al comune una somma di cinque do rispetto al resto d’Italia alimentano il miliardi di lire, fu firmato dall’allora asses- circuito di amicizie e protezioni che coinsore all’Agricoltura Salvatore Cuffaro e volge imprese, uomini politici, cosche ma-


NE

edetto fiose. Tre anni dopo quel ribasso di poco superiore al mezzo punto percentuale, la Mdm Sport System si trova in grossi guai. Il nome suo e della sua amministratrice è apparso prima in una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo su appalti pilotati dalla mafia con la complicità di imprenditori edili legati all’ex Partito comunista. E dopo nell’indagine condotta dalle Dda di Catania e Messina su appalti pilotati in collaborazione con Cosa nostra. Maria Calarco, quarantaquattrenne amministratrice unica della Mdm ha subìto da Palermo il divieto di dimora nel comune di residenza, due mesi di interdizione dall’attività di impresa ed è indagata per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta. I pubblici ministeri avevano chiesto per lei e per gli altri imprenditori palermitani e messinesi indagati l’arresto. Un provvedimento che è arrivato poche settimane dopo su richiesta della procura distrettuale antimafia di Catania, che l’accusa, insieme ad altri dieci imprenditori di associazione a delinquere semplice e mafiosa finalizzata alla turbativa d’asta e truffa. Gli appalti incriminati che interessano la Mdm riguardano tutti comuni delle province di Palermo e Catania. Ma lo stesso fenomeno i magistrati hanno riscontrato anche nel messinese, tra Alcara Li Fusi e Milazzo: nel 96 per cento dei casi gli appalti erano aggiudicati con ribassi inferiori all’uno per cento e i superguadagni degli imprenditori venivano spartiti con i boss mafiosi.

N

el frattempo, sui soldi spesi dalla Mdm Sport System nell’appalto di Santa Lucia del Mela, in comune è in corso uno scontro tra l’ufficio tecnico e l’ amministrazione da una parte e un dipendente comunale dall’altra. La vicenda in realtà va avanti da più di un anno. Nell’estate scorsa la Mdm Sport System presentò al comune due fatture datate 21 novembre 2001 con le quali chiedeva il pagamento di 204.231,45 euro. Il sindaco Santino Pandol-

fo chiese a Franco Spadaro, ingegnere dell’ufficio tecnico, nominato al tempo dei lavori per il mercato alla produzione ingegnere capo del cantiere, una relazione che documentasse l’andamento dei lavori e la gestione delle somme “a disposizione dell’ amministrazione”, non comprese nell’ appalto ma necessarie per pagare i progettisti, la perizia geologica e altre spese. Da allora non è stato fatto alcun passo avanti. Spadaro ha scritto al sindaco che a lui nessuno ha mai comunicato la conclusione dei lavori e ha sempre sostenuto che è stato Pandolfo a gestire direttamente i rapporti con la ditta appaltatrice, scavalcandolo sistematicamente. Negli ultimi dodici mesi sono partiti altri solleciti all’indirizzo di Spadaro, sono state tenute anche delle riunioni, ma l’ ingegnere capo non ha mai risposto. Così il 20 giugno il sindaco ha preso carta e penna e ha chiesto al tecnico comunale Giuseppe Arizzi di “provvedere per gli adempimenti necessari per la trasmissione al competente assessorato regionale della richiesta di spendibilità delle somme occorrenti per il pagamento all’ impresa dello stato d’avanzamento presentato nel dicembre 2001, non ancora pagato né contestato” da Spadaro. In quella nota Pandolfo ha anche chiesto al responsabile del servizio tecnico di revocare la nomina di ingegnere capo a Spadaro. Quest’ ultimo provvedimento è stato emanato da Arizzi il 4 luglio. La Mdm Sport System, dopo il decreto ingiuntivo con il quale chiedeva il pagamento delle due fatture, ha presentato anche un atto di precetto, ma il comune non può pagare fin quando l’ingegnere capo non dichiara che i lavori sono stati effettuati regolarmente e non chiede all’ assessorato regionale all’Agricoltura l’ autorizzazione a versare le somme relative alla ditta. In mancanza di questi atti, l’ingegnere capo è stato rimosso. E al suo sostituto, un ingegnere di Barcellona, Giuseppe Genovese, la giunta ha chiesto di presentare una relazione sul lavoro svolto dal suo predecessore. La sostituzione, così, è diventata anche una specie di ispezione. Tutto questo per un appalto inutile che, se non fosse stato per queste beghe e per i guai giudiziari della ditta che l’ha eseguito, sarebbe passato del tutto inosservato. Nel frattempo, sui soldi spesi dalla Mdm Sport System nell’appalto di Santa Lucia del Mela, in comune è in corso uno scontro tra l’ufficio tecnico e l’ amministrazione da una parte e un dipendente comunale dall’altra.

La vicenda in realtà va avanti da più di un anno. Nell’estate scorsa la Mdm Sport System presentò al comune due fatture datate 21 novembre 2001 con le quali chiedeva il pagamento di 204.231,45 euro. Il sindaco Santino Pandolfo chiese a Franco Spadaro, ingegnere dell’ufficio tecnico, nominato al tempo dei lavori per il mercato alla produzione ingegnere capo del cantiere, una relazione che documentasse l’andamento dei lavori e la gestione delle somme “a disposizione dell’ amministrazione”, non comprese nell’ appalto ma necessarie per pagare i progettisti, la perizia geologica e altre spese. Da allora non è stato fatto alcun passo avanti. Spadaro ha scritto al sindaco che a lui nessuno ha mai comunicato la conclusione dei lavori e ha sempre sostenuto che è stato Pandolfo a gestire direttamente i rapporti con la ditta appaltatrice, scavalcandolo sistematicamente. Negli ultimi dodici mesi sono partiti altri solleciti all’indirizzo di Spadaro, sono state tenute anche delle riunioni, ma l’ ingegnere capo non ha mai risposto. Così il 20 giugno il sindaco ha preso carta e penna e ha chiesto al tecnico comunale Giuseppe Arizzi di “provvedere per gli adempimenti necessari per la trasmissione al competente assessorato regionale della richiesta di spendibilità delle somme occorrenti per il pagamento all’ impresa dello stato d’avanzamento presentato nel dicembre 2001, non ancora pagato né contestato” da Spadaro. In quella nota Pandolfo ha anche chiesto al responsabile del servizio tecnico di revocare la nomina di ingegnere capo a Spadaro. Quest’ultimo provvedimento è stato emanato da Arizzi il 4 luglio. La Mdm Sport System, dopo il decreto ingiuntivo con il quale chiedeva il pagamento delle due fatture, ha presentato anche un atto di precetto, ma il comune non può pagare fin quando l’ingegnere capo non dichiara che i lavori sono stati effettuati regolarmente e non chiede all’ assessorato regionale all’Agricoltura l’ autorizzazione a versare le somme relative alla ditta. In mancanza di questi atti, l’ingegnere capo è stato rimosso. E al suo sostituto, un ingegnere di Barcellona, Giuseppe Genovese, la giunta ha chiesto di presentare una relazione sul lavoro svolto dal suo predecessore. La sostituzione, così, è diventata anche una specie di ispezione. Tutto questo per un appalto inutile che, se non fosse stato per queste beghe e per i guai giudiziari della ditta che l’ha eseguito, sarebbe passato del tutto inosservato. 10 settembre 2003 AGORÀ ● 17


ATTUALITÀ

BILANCIO / APPROVATO IL CONTO CONSUNTIVO 2002

Occhio alla sentenza Avanzo di 115 mila euro al termine del 2002. Ma il revisore dei conti lancia l’allarme. Da tre anni una sentenza che condanna il comune aspetta di essere portata in consiglio comunale. Per riconoscere quel debito fuori bilancio

LE PRINCIPALI VOCI DEL BILANCIO

Previsione Entrate tributarie Trasferimenti da Stato e Regione

Spese correnti

IDENTIKIT DELL’AVANZO

i chiude con un avanzo di 115 mila euro il conto consuntivo 2002 (direbbe Totò: con un avanzo di 115 mila euro un bilancio non si chiude, si lascia aperto). Il consiglio comunale lo ha approvato nella seduta del 18 luglio con il voto favorevole della maggioranza e l’ astensione dell’opposizione. Risultati positivi, quindi, per la gestione contabile del comune. Almeno apparentemente. Perché la tendenza sul medio-lungo periodo non è incoraggiante. La percentuale di copertura delle spese con entrate proprie diminuisce. Ci ha pensato il revisore dei conti, Francesco Bertino, a metterlo in rilievo nel suo parere, che contiene anche altre osservazioni preoccupanti (vedi riquadro a pagina 17). Negli stessi giorni in cui la Regione assegna al comune un inatteso contributo di 32.058 euro per - testuale - lo “sforzo tariffario” compiuto per far quadrare i conti, l’organo di revisione chiede una gestione più rigoro-

114.995,72

1.909.027,25

1.902.782,10

496.273,04

529.817,14

2.998.214,24

3.086.727,57

__________________________

FONDI VINCOLATI 10.000

Fondi sanatoria edilizia

5.086,13

Fondi Bucalossi

2.751,06

Contributo regionale straordinario per l’anno 2001

1.898,40

Contributo regionale straordinario per l’anno 2002

12.035,54

Fondi legge regionale n. 8/2000

32.551,58

Contributo ordinario ministero dell’Interno

50.673,01

Fondi non vincolati

cifre espresse in euro

sa e l’avvio di un percorso autenticamente virtuoso. Le contestazioni di Bertino sono in parte già note, poiché si ripetono da alcuni anni. Manca il controllo interno di gestione, strumento essenziale per realizzare una autentica divisione di compiti tra vertice politico e

Riscossioni

+5.817.389,83

Pagamenti

-5.817.389,83

Pagamenti non regolarizzati

680.270,10

Importo complessivo

IL QUADRO GENERALE DEL CONSUNTIVO 2003

Fondo cassa

697.570,93

Entrate extra-tributarie

di Filippo De Mariano

S

corpo amministrativo, e continua a non essere effettuato il monitoraggio dei costi dei principali servizi, indispensabile per una loro valutazione analitica. C’è pure una tendenza nuova rispetto al passato. Le entrate proprie riescono a coprire una percentuale delle spese complessi-

________________________________

cifre espresse in euro

+45.567,87 -45.567,87 Residui degli anni precedenti

Residui attivi Residui passivi Differenza

18 ● AGORÀ 10 settembre 2003

_____________

Competenze anno 2002

+3.315.577,24

+1.763.135,52

+1.552.441,72

-3.200.581,52

-2.001.169,05

-1.199.412,47

+114.995,72


AVANZO, LA DESTINAZIONE DEI FONDI VINCOLATI __________________________ Fondi sanatoria edilizia

10.000

Fondi Bucalossi

5.086,13

Istruttoria pratiche

1.000

Interventi di demolizione

1.000

Risanamento urbano

8.000

Manutenzione patrimonio comunale

5.086,13

Manutenzione rete idrica e acquedotto

5.000

Smaltimento rifiuti solidi urbani

7.035,54

Fondi legge regionale n. 8/2000

12.035,54

Contributo regionale straordinario anno 2001

2.751,06

Adeguamento edifici scolastici

2.751,06

Contributo regionale straordinario anno 2002

1.898,40

Gestione rifiuti e raccolta differenziata

1.898,40

32.551,58

Manutenzione patrimonio comunale

32.551,58

Contributo ordinario ministero dell’Interno

VARIAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2003 ______________________________ ENTRATE

USCITE 9.000

Acquisto beni di consumo

10.000

Spese per l’illuminazione pubblica Contributo dell’assessorato regionale per le Politiche sociali

32.058

Fitto locali ufficio di collocamento, Milazzo

400

Spese di gestione degli edifici scolastici

7.000

Fornitura autoparco

5.658

cifre espresse in euro

ve più bassa rispetto al 2001, mentre negli anni precedenti questo indicatore era cresciuto progressivamente. Si dipende, in-

somma, un po’ di più dai trasferimenti dello Stato e della Regione. Ma il punto sul quale le osservazioni di

Bertino si fanno più dure riguarda un debito fuori bilancio vecchio di tre anni e fino a oggi non riconosciuto. Un vero e proprio

Le bacchettate di Bertino

IL REVISORE DEI CONTI RAMPOGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE. E NON È LA PRIMA VOLTA

P

arere favorevole al consuntivo 2002 ma con riserva. Francesco Bertino, il revisore dei conti al suo secondo mandato nel comune di Santa Lucia del Mela, anche quest’anno ha deciso di mettere in guardia dal troppo ottimismo. Già al momento dell’approvazione del bilancio di previsione 2002, il revisore aveva invitato l’amministrazione a incrementare le entrate sull’acquedotto e lo smaltimento dei rifiuti e a ridurre drasticamente le spese. Ora, a conclusione di quell’esercizio finanziario, fa qualcosa in più. “Non è stato ancora attivato il controllo interno di gestione e non esiste l’analisi dei costi dei principali servizi”, spiega, riprendendo una osservazione che si ripete ormai di anno in anno, ma soprattutto richiama l’amministrazione di fronte a una negligenza che sta scritta nelle carte. “Risulta documentalmente - scrive infatti - l’esistenza dei seguenti debiti fuori bilancio che l’amministrazione

ha il dovere di riconoscere: 152.148,21 euro verso l’ amministrazione finanziaria dello Stato per una sentenza esecutiva del Tribunale di Messina del 12 luglio 2000”. Trecento milioni di lire che con interessi e rivalutazione cresceranno ancora e che da tre anni sono ignorati. L’ultima indicazione di Bertino riguarda l’autonomia finanziaria del comune, un indicatore indispensabile per ottenere maggiori finanziamenti dalla Regione: “Il rapporto tra le entrate proprie del comune e il totale delle entrate subisce un decremento rispetto alla percentuale dell’esercizio precedente, con conseguente peggioramento dell’autonomia finanziaria del comune; pertanto è necessario migliorare detto rapporto nel corso del corrente anno al fine non solo di incrementare le entrate comunali, ma anche di partecipare più proficuamente ai trasferimenti regionali che privilegiano i comuni che dimostrano di avere maggiore autonomia finanziaria”. 10 settembre 2003 AGORÀ ● 19


ATTUALITÀ smacco per un’amministrazione che ancora nell’ultima campagna elettorale ha fatto del riconoscimento di tutti i debiti fuori bilancio uno dei suoi meriti. Una sentenza esecutiva del Tribunale di Messina datata 12 luglio 2000 che condanna il comune a pagare all’ amministrazione finanziaria dello Stato una somma di 152.148,21 euro (oltre alla rivalutazione e agli interessi) attende da allora di essere portata in consiglio comunale per tutti gli adempimenti necessari. Si tratta del giudizio intentato dallo Stato contro il comune per l’ occupazione abusiva a partire dal 1976 della scuola di via Roma. In primo grado il comune è risultato contumace, non avendo nemmeno nominato un avvocato per rappresentarlo. Dopo l’emissione della sentenza di primo grado, la prima giunta Pandolfo decise di proporre appello incaricando un legale, ma il pronunciamento del tribunale era comunque esecutivo.

Una negligenza imperdonabile, questa, secondo il revisore dei conti, che infatti nel suo parere ricorda che “l’ amministrazione ha il dovere di riconoscere” il debito il più rapidamente possibile per evitare che gli interessi da corrispondere maturino ulteriormente. Nella stessa seduta in cui è stato approvato il conto consuntivo, il consiglio comunale ha anche destinato la parte di avanzo realizzata con i fondi vincolati e ha apportato una variazione al bilancio di previsione 2003 inserendovi quel contributo di 32 mila euro proveniente dalla Regione. Avanzo di 115 mila euro al termine del 2002. Ma il revisore dei conti lancia l’allarme. Da tre anni una sentenza che condanna il comune aspetta di essere portata in consiglio comunale. Per riconoscere quel debito fuori bilancio. Si chiude con un avanzo di 115 mila euro il conto consuntivo 2002 (direbbe Totò: con

un avanzo di 115 mila euro un bilancio non si chiude, si lascia aperto). Il consiglio comunale lo ha approvato nella seduta del 18 luglio con il voto favorevole della maggioranza e l’ astensione dell’opposizione. Risultati positivi, quindi, per la gestione contabile del comune. Almeno apparentemente. Perché la tendenza sul medio-lungo periodo non è incoraggiante. La percentuale di copertura delle spese con entrate proprie diminuisce. Ci ha pensato il revisore dei conti, Francesco Bertino, a metterlo in rilievo nel suo parere, che contiene anche altre osservazioni preoccupanti (vedi riquadro a pagina 17). Negli stessi giorni in cui la Regione assegna al comune un inatteso contributo di 32.058 euro per - testuale - lo “sforzo tariffario” compiuto per far quadrare i conti, l’organo di revisione chiede una gestione più rigoro(CONTINUA A PAGINA 31)

I costi dell’Estate Luciese 2003 SPESE DA 25.000 EURO PER ORGANIZZARE LE MANIFESTAZIONI MANIFESTAZIONE 1 agosto Serata musicale organizzata dal Comitato festeggiamenti Madonna della Neve

LUOGO piazza monsignor Antonio Franco

2 agosto Serata latino-americana 3 agosto Sandro Giacobbe 4 agosto Concerto della banda musicale "Michele Randisi" con cantanti lirici

piazza Milite Ignoto piazza Milite Ignoto piazza Duomo

5 agosto Concerto della banda musicale "Michele Randisi" con cantanti lirici

piazza Milite Ignoto

8 agosto Serata multigruppo 9 agosto Itinerario culturale: visita guidata delle chiese alla scoperta del patrimonio artistico

Castello

COSTO * * * 3.873,43 euro

**

Piazza degli Emigranti 10 agosto Spettacolo folkloristico associazione "Il Girasole" Castello 11 agosto Saggio di danza 12 agosto Teatro, "Medicina alternativa", compagnia "I Sauta Fossa" Piazza Duomo di Mazzarrà Sant'Andrea

250 euro **

16 agosto Serata musicale con Tony Zullo 17 agosto Disco music 18 agosto Serata musicale con l'associazione "Nuove Edizioni" di Scala Torregrotta

piazza Milite Ignoto Castello piazza San Francesco

300 euro

19 agosto Disco music associazione "Tecno Sound" di Pace del Mela

parcheggio asilo nido

200 euro

piazza Milite piazza Milite piazza Milite Castello Castello piazza Milite piazza Milite piazza Milite piazza Milite

200 euro

21 22 23 24 25 26 27 28 29

agosto agosto agosto agosto agosto agosto agosto agosto agosto

Piano bar con Roberto Salvo Serata multigruppo Serata musicale "PMS Teatro Arte Cultura" di Barcellona Serata multigruppo Rappresentazione dell'associazione "Piccolo Teatro" Cinema all'aperto Serata musicale "Cdr music" di Milazzo Cinema all'aperto Cinema all'aperto

20 ● AGORÀ 10 settembre 2003

Ignoto Ignoto Ignoto

400 euro

1.200 euro 516 euro

Ignoto Ignoto Ignoto Ignoto

700 euro


AGENDA 2000 / LA LUNGA ATTESA

I Pit si fermano? Il Tar accoglie un ricorso del comune di Messina. La graduatoria provinciale dei Pit va rifatta.

di Filippo De Mariano

S

e la serie B del calcio ha avuto il “caso Catania”, la graduatoria provinciale dei Pit deve fare i conti con il “caso Messina”. Anche in questa occasione si tratta di sconvolgere una classifica. Lo dice una sentenza del Tar di Catania del 10 luglio. “Va accolta la domanda di sospensione dell’esecuzione del Pit, limitatamente ai Pit relativi alla provincia di Messina”, scrive il giudice Vincenzo Zingales (lo stesso delle sentenze sul Catania di Gaucci), presidente della seconda sezione del Tribunale amministrativo di Catania. I piani integrati territoriali predisposti dai consorzi di comuni e finanziati dalla Regione con un decreto del 18 giugno 2002 vanno quindi fermati. Quando il Dipartimento programmazione della presidenza della Regione decise le quote di finanziamento dei Pit danneggiò in modo ingiustificato il piano presentato dal comune di Messina e da quelli delle isole Eolie attribuendogli una somma insufficiente e distinguendo in modo arbitrario le opere “funzionali” all’idea-guida del Pit, da finanziare, e quelle “accessorie”, da escludere. Così va rivista la suddivisione delle risorse, cioè la graduatoria approvata un anno fa a Palermo e che aveva premiato in modo particolare il Pit dei comuni dei Nebrodi. Ora il Tar ha ordinato alla Regione di “rideterminarsi limitatamente alla provincia di Messina rispetto alle somme rimaste disponibili”. In parole povere: i 163.670.712 euro assegnati alla provincia di Messina devono essere ridistribuiti prevedendo una quota superiore per il Pit del capoluogo, al quale devono essere finanziate tutte le opere “funzionali”, anche se la copertura finanziaria potrebbe non essere sufficiente. La Regione, prima di dare esecuzione alla sentenza del Tar, tenterà il ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa, ma è un

dato di fatto che dal giorno in cui furono pubblicate le graduatorie dei Pit è cominciato uno scontro giudiziario tra la presidenza della Regione e i comuni. Anche Santa Lucia del Mela, per esempio, comune-capofila del Pit “La via dell’argilla”, ha presentato un ricorso giurisdizionale contro il decreto di finanziamento dei Piani. Il motivo è ancora una volta lo stesso. Il Dipartimento programmazione, non avendo a disposizione somme per finanziare tutte le opere previste nei Pit utilmente collocati in graduatoria, ha deciso di dare il via libera a quelle più importanti per la realizzazione

dell’idea che sta alla base dei vari piani e di penalizzare quelle ritenute non immediatamente necessarie. Ne è nata una querelle che si protrae da un anno, che sta rallentando ancora di più l’utilizzazione dei fondi e che, come nel caso della provincia di Messina, potrebbe far ritornare tutto indietro di un anno. Una prospettiva resa però ancora più complicata dal fatto che per alcune opere i finanziamenti sono stati già accreditati.Anzi, nel Pit “La via dell’argilla” sono stati pubblicati pure i bandi per la realizzazione due opere (le aree artigianali di Venetico e Roccavaldina).

Questa graduatoria s’ha da rivedere COME ERANO STATI VALUTATI I PIT DELLA PROVINCIA DI MESSINA

U

n anno fa, il 18 giugno 2002, il presidente della Regione Salvatore Cuffaro aveva firmato il decreto di finanziamento dei Pit, Piani integrati territoriali. Per ogni pro-

vincia era stata messa a disposizione una certa somma, ricavata dai fondi di Agenda 2000. I Pit di ciascuna provincia si contendevano quei soldi. Attraverso un complesso sistema di valutazione dei progetti presentati, il Dipartimento programmazione della presidenza regionale aveva stilato una graduatoria di merito e in base a quella era stato stabilito l’importo da assegnare a ogni Pit. Oggi, secondo il Tar di Catania, quella graduatoria va rivista.

FONDI PER LA PROVINCIA DI MESSINA 163.670.712 EURO

GRADUATORIA DEI PIT

PUNTEGGIO

FINANZIAMENTO

Pit Nebrodi

57,18

43.899.838

Pit Santa Teresa Riva

53,33

22.567.109

Pit Messina e isole Eolie

48,73

27.984.822

Pit Tindari-Nebrodi

46,63

19.506.829,40

Pit Santa Lucia del Mela

46,15

22.775.226

Pit Sant’Agata Militello

43,43

16.239.000

Pit Valle dell’Alcantara

43,33

10.697.887,60

10 settembre 2003 AGORÀ ● 21


ATTUALITÀ

IL MUTUO RINEGOZIATO

MUTUO 639.827,63

RIMBORSATO 97.158,52

COM’ERA

DEBITO 542.669,11 COME SARÀ

RATE

TASSO

PERIODO DI AMMORTAMENTO

RATE

TASSO

PERIODO DI AMMORTAMENTO

30.088,50

7 per cento

gennaio 1998dicembre 2017

20.124,60

6 per cento

marzo 2003giugno 2031

CONSIGLIO COMUNALE / SCARAMUCCE TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE

Cottimo sfiduciato Non passa la proposta della minoranza di approvare il regolamento per il cottimo fiduciario. Spazio per gli ordini del giorno. Dall’orimulsion alle Olimpiadi

I

l cottimo fiduciario non è un argomento particolarmente stimolante, eppure è stato il tema che ha ravvivato la seduta di consiglio comunale del 18 agosto. Naturalmente si è trattato una tenzone tra le due parti, avviata dalla richiesta di convocazione del consiglio che aveva presentato il gruppo di minoranza il 22 luglio. Il presidente Vaccarino aveva 20 giorni di tempo da quel momento per convocare l’ assemblea, ma lo ha fatto ben oltre quella scadenza secondo il consigliere Giovanni D’Antoni, che si è subito lamentato per questo ritardo. Pronto è arrivato il rimbrotto di Vaccarino. La minoranza ha sì chiesto la convocazione il 22 luglio, ma in quella occasione ha depositato una richiesta priva della proposta da discutere, così l’ufficio di presidenza ha spedito al capogruppo di opposizione una richiesta di integrazione della documentazione che porta la data del 28 luglio. È da quella data, secondo Vaccarino, che vanno calcolati i venti giorni per la convocazione. Un termine che, calendario alla mano, è stato rispettato. Messe da parte le scaramucce formali, si è passati all’esame della proposta presentata dall’opposizione. Una bozza di regolamento sul cottimo fiduciario, previsto da una legge nazionale fin dal 1994 e recepito dalla Regione con una normativa dello scorso anno. Quel regolamento andava approvato rapidamente secondo D’Antoni perché sono già scaduti i termini previsti dalla legge re-

22 ● AGORÀ 10 settembre 2003

gionale. Doveva essere fatto già nella precedente legislatura, ma allora nessuno ci pensò. Tutti d’accordo sul ritardo accumulato, anche la maggioranza, ma il sindaco ha introdotto un elemento nuovo nel dibattito. Le scadenze della legge regionale sono state prorogate da una nuova normativa approvata a Palermo nel mese di marzo, quindi sarà possibile discutere più tranquillamente l’adozione del regolamento. E poi, ha aggiunto velenoso Pandolfo, l’ opposizione è riuscita a portare in aula solo la copia del regolamento del comune di Barcellona senza preoccuparsi di capire se quella bozza fosse adeguata alle esigenze di Santa Lucia del Mela. Le osservazioni del sindaco sulla proroga dei termini per l’approvazione del regolamento hanno trovato d’accordo non solo la maggioranza, ma anche Pietro Amalfi, così la proposta di rinviare il punto all’ordine del giorno è passata all’unanimità. Gli argomenti successivi sono scorsi molto serenamente. È stata approvata una variazione al bilancio di previsione 2003 con cui è stato inserito tra le entrate il finanziamento di 516.456,90 euro concesso nel 2001 dall’assessorato regionale ai Lavori pubblici per la realizzazione di opere di urbanizzazione a sostegno del complesso di edilizia residenziale pubblica di San Michele. I lavori sono stati completati e ora, con l’ inserimento in bilancio della somma, è possibile chiederne l’accreditamento. Altrettanto veloce è stata l’approvazione

della proposta di delibera che recepisce la possibilità concessa da un decreto del ministero dell’Economia del giugno 2003 di rinegoziare i mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti. Su proposta dell’amministrazione, il consiglio comunale ha deciso di avvalersi della possibilità vedendo così diminuire di un punto gli interessi da versare (vedi riquadro in questa pagina). A fine seduta c’è stato spazio per l’ approvazione di due ordini del giorno. Con il primo, il consiglio comunale ha aderito alla proposta avanzata dal Cio, il Comitato olimpico internazionale, di ripristinare, in occasione delle Olimpiadi del 2004 di Atene, la tregua olimpica, che, al tempo dei Greci, prevedeva che a partire dai sette giorni precedenti all’inizio dei Giochi e fino al settimo successivo alla loro conclusione venisse sospeso ogni conflitto bellico. L’auspicio del Cio è che nella prossima estate, in coincidenza con le Olimpiadi, qualsiasi operazione militare nel mondo sia interrotta. Il secondo ordine del giorno, invece, costituisce una presa di posizione unitaria del consiglio e dell’amministrazione comunale contro l’ipotesi di utilizzazione dell’orimulsion per alimentare gli impianti della centrale termoelettrica di Archi. Nel documento approvato, i consiglieri comunali chiedono anche che qualsiasi decisione sull’argomento venga presa ascoltando le proposte e le esigenze delle comunità locali. Filippo De Mariano


AVVOCATI / PARCELLE DIMENTICATE

LA

Fatture degli ultimi due anni mai pagate. E se il comune non le onorerà al più presto finirà in tribunale. Parola di avvocato

LE TT ER A

Fulmini e Saitta di Filippo De Mariano

Messina, 25 giugno 2003

nche gli avvocati nel loro piccolo si incavolano. Può capitare. E in queste occasioni cosa fanno? Be’, paradosso dei paradossi, minacciano di rivolgersi al tribunale. Di far finire tutto in mano agli avvocati, praticamente. L’avvocato Giuseppe Saitta, noto legale messinese, è incavolato con il comune di Santa Lucia del Mela per una ragione semplicissima. Da due anni spedisce al municipio fatture che non gli vengono pagate. La più vecchia porta la data del 27 marzo 2001. La più recente, invece, è del 17 marzo 2003. Un biennio completo durante il quale non ha visto un soldo dal comune che rappresenta in numerose cause giudiziarie. Così, il 25 giugno, nella lettera con cui inviava al sindaco una nuova fattura, Saitta ha deciso di fare la voce grossa e di chiedere in tempi rapidi il rispetto di quelle parcelle (vedi riquadro qui a fianco). Cinque fatture “più volte segnalate” ma mai pagate nonostante sia passata una quantità di tempo “intollerabile”. “Non credo che fatture per spese legali relative al 2001 e al 2002 emesse da altri professionisti non siano state ancora regolate”, ha aggiunto stizzito il legale. Adesso spetta al comune pagare rapidamente quegli onorari. La parte della lettera contenente la reprimenda di Saitta è stata segnata lateralmente con una penna, mentre gli estremi delle fatture sono state messe in risalto con un evidenziatore. Segno che gli uffici stanno provando a recuperare il tempo perduto. Certo che l’avvocato Saitta non sta ottenendo grandi soddisfazioni con il comune di

Devo comunicare che mi attendo di ricevere entro trenta giorni dalla ricezione della presente la comunicazione via fax dell’emissione del correlato mandato di pagamento; e, del pari, mi attendo che entro il medesimo termine mi siano fornite analoghe notizie in ordine ad altre mie fatture più volte segnalate (n. 36 del 27 marzo 2001, n. 127 del 1 ottobre 2002, n. 8 del 30 gennaio 2003, n. 42 del 12 marzo 2003, n. 43 del 17 marzo 2003) non pagate malgrado il decorso di tempo ormai intollerabile (non credo che fatture per spese legali, relative all’anno 2001 o all’anno 2002, emesse da altri professionisti, non siano ancora state regolate). Per l’indicata ragione, devo aggiungere che, decorso inutilmente il termine di cui sopra, sarò costretto a tutelare in sede giudiziaria le mie ragioni.

A

Giuseppe Saitta

Santa Lucia del Mela. Né finanziarie, né professionali. Il giudizio per il quale ha inviato l’ultima fattura (4.800 euro che la giunta ha autorizzato a pagare subito, 28 giorni dopo il ricevimento della nota) è sintomatico. Era l’ opposizione a un decreto ingiuntivo presentato nel 1993 dalla ditta di Nicola Corio, che aveva eseguito i lavori alla rete fognante nella parte alta del centro abitato (appaltati il 26 luglio 1986) con il quale chiedeva il pagamento di tredici milioni di lire non ancora corrisposti. Alla prima udienza l’avvocato della ditta ha chiesto il pagamento di altre somme che il co-

mune non aveva versato. Nel dicembre del 2001, il tribunale di Barcellona ha emesso la sentenza condannando il comune a pagare 41 milioni e 800 mila lire, oltre a interessi e rivalutazione. Saitta ha scritto al comune informando dell’esito del giudizio e spiegando che si poteva presentare appello ma erano necessarie precise osservazioni tecniche degli uffici sull’ appalto. Dal municipio non gli hanno dato retta: nessuna risposta gli è stata inviata, il termine per appellarsi è scaduto e la sentenza è divenuta esecutiva. Ora il comune deve pagare quella ditta. E l’avvocato Saitta, naturalmente. 10 settembre 2003 AGORÀ ● 23


CULTURA STORIA / ALLA CORTE DI FEDERICO II DI SVEVIA

Pier delle Vigne non è morto suicida di Santo Brunetta

C

om’è risaputo, la città di Santa Lucia del Mela, nel corso dei secoli, ha avuto contatti diretti con personaggi di grande rilevanza storica. Questa città, per la bellezza del paesaggio e per il clima salubre, è stata spesso meta preferita di principi e regnanti. Tra questi si evidenziano figure prestigiose come, ad esempio, l’ Imperatore Federico II di Svevia ed il suo segretario ed amico Pier delle Vigne (XIII secolo). Il Sovrano con la corte al suo seguito amava trascorrere qui dei periodi di riposo. Amava anche effettuare delle battute di caccia sui nostri magnifici monti. Con questa mia breve nota, cercherò di occuparmi non di Federico II Imperatore (me ne sono occupato già in “Agorà” del 7 luglio 1998), ma del suo segretario ed amico Pier delle Vigne. E lo faccio prendendo lo spunto dal fatto che, recentemente, sono venuti alla luce antiche carte che smontano, per quanto riguarda le tragiche circostanze della sua morte, la versione, sinoggi accreditata, del suicidio. Il segretario di Federico doveva pur godere, qui da noi, di un’ottima reputazione se, dopo la sua morte, i governanti della città hanno ritenuto di dovergli dedicare una via del centro storico. Chi era Pier delle Vigne? Nato a Capua, in provincia di Caserta verso il 1190, moriva a Pisa, nell’aprile del 1249. Fu uomo politico, giurista insigne, letterato (uno dei maggiori

Lo comproverebbe, dopo oltre sette secoli e mezzo, un documento manoscritto dell’Archivio di Stato di Pisa

rappresentanti della “Scuola Siciliana”), nonché segretario dell’Imperatore. Pier delle Vigne, reso famoso dai versi danteschi, va ricordato soprattutto per l’impegno profuso in campo giuridico. Infatti, opera sua sono le “Constitutiones Melphitanae”, promulgate, appunto, a Melfi, nell’agosto del 1231 da Federico. Si tratta di una grande raccolta di leggi attraverso cui l’Imperatore si prefiggeva di realizzare una vera e propria rivoluzione nella sfera del diritto. Nulla sappiamo sulla natura delle accuse che nel febbraio del 1249 hanno spinto l’imperatore, mentre si trovava a Cremona, ad ordinare l’arresto di Pier delle Vigne. Forse non lo sapremo mai, sia perché non esiste traccia alcuna di avvenuto processo e sia perché, a quanto ci è dato capire, sulla spinosa vicenda si è preferito stendere un velo, per certi versi diplomatico. Certamente qualcosa di grave è accaduto, al punto da indurre l’Imperatore ad agire Nulla sappiamo sulla natura delle così impietosamente nei confronti della accuse che nel febbraio del 1249 persona a lui più vicihanno spinto l’imperatore a ordinare na. Non l’invidia dei l’arresto del suo segretario cortigiani, anche se 24 ● AGORÀ 10 settembre 2003

comprensibile, ma qualcosa di più eclatante, ritengo sia stata la causa scatenante. Pare che il Pier delle Vigne, spingendosi al di là delle sue competenze isti-tuzionali, abbia interferito nei delicati rapporti di Federico col Papa Innocenzo IV ed abbia fatto fallire dei piani che assolutamente dovevano rimanere segreti (tentativi di pacificazione, dopo anni di polemiche roventi, tra Federico e la chiesa di Roma?). Forse. Un fatto è certo: che sia l’Imperatore che il Papa, per ragioni che non conosciamo, pare che abbiamo preferito apporre, sulla delicata vicenda, una specie di “segreto di Stato”. Di certo si Nella foto, sa che dopo l’arresto, un busto che il Pier delle Vigne: a) raffigura è stato rinchiuso Pier delle Vigne nella fortezza di San Miniato di Pisa e qui fatto accecare per ordine di Federico stesso; b) gli sono stati confiscati i beni di cui disponeva; c) è stato esposto al pubblico ludibrio. In condizioni tali, si disse, che il poveruomo, in un momento di estrema disperazione, si sia dato da sé la morte sbattendo ripetutamente il capo contro le mura della sua


cella, ponendo così fine alle immani sofferenze fisiche e psichiche. A quel punto, perduta la dignità, la vista e gli averi, non avrebbe avuto alcun senso continuare a vivere. Della vicenda Pier delle Vigne si è occupato anche l’Alighieri (Canto XIII dell’Inferno, girone dei suicidi), il quale avalla l’ipotesi della congiura di Corte. Dante scende in campo e difende a spada tratta il segretario di Federico e il suo operato, dando la parola all’accusato, che respinge con decisione ogni addebito, sostenendo di non aver mai tradito la fiducia dell’ Imperatore. “Io son colui che tenni ambo le chiavi del cor di Federico…”. Attraverso questi versi il Pier delle Vigne esprime il senso di autocompiacimento e soprattutto di orgoglio per essere riuscito a meritare (Lui) la fiducia di un grande sovrano, nei confronti del quale sostiene di aver sempre nutrito sentimenti di venerazione. Il Nostro è riuscito a ricoprire incarichi di così alto prestigio non mediante titoli nobiliari acquisiti per nascita (pratica a quei tempi abbastanza diffusa), ma esclusivamente per capacità e meriti propri. “Fede portai al glorioso offizio…”. Questi altri versi implicano il riconoscimento di una nobile missione, che non ha esitato a portare avanti con impegno e passione ed anche con sacrifici personali immensi. “L’animo mio per disdegno-

Federico, cor ingrato

E

cco il testo latino del manoscritto ritrovato nell’Archivio di Stato di Pisa che racconta della fine di Pier delle Vigne. “(Fredericus)… dum in Arce San Miniati degeret et scripta Apostolica legeret, paces oblativa, Petrum de Vineis, tamquam pacis turbatorem cum candenti ferro fecit exoculari et Pisas ut interficeretur a pueris destinavit; qui in terram de mulo corruens, se ipsum excerebravit, et quidam desperatus in Ecclesia Sancti AndreF in Barattularia decessit”.

so gusto, credendo con morir fuggir disdegno, ingiusto fece me contro me giusto”. Con detti versi, infine, il giurista capuano non fa altro che giustificare i motivi che lo hanno portato all’atto suicida. Sul luogo di possibile sepoltura di Pier delle Vigne, un antico scritto di anonimo riferisce che “… in Pisa fu sepolto nella Chiesa di Sant’Andrea”. Sulle cause della morte, infine, si esclude completamente la versione del suicidio. Infatti un documento manoscritto dell’Archivio di Stato di Pisa al riguardo riferisce che “(Federico)… mentre risiedeva nella rocca di San Miniato e leggeva gli Scritti Apostolici, che offrivano pace, fece accecare con ferro rovente Pier delle Vigne, in quanto turbatore della pace, e lo destinò a Pisa perché fosse esposto alla vergogna popolare; il quale, cadendo in terra dal mulo, si fracassò il cranio e dunque

Un busto dedicato a Federico II di Svevia (trasportato) agonizzante nella Chiesa di Sant’Andrea in Barattularia (vi) morì” (vedi riquadro in questa pagina). È chiaro che anche in prosieguo di tempo non riusciremo, su tale intrigata vicenda, a conoscere la verità nella sua interezza. In ogni caso, anche spiragli di verità, come quelli scaturenti dal documento citato, sono sempre da apprezzare. Io sono uno di quelli che ritengono che la verità va ricercata (sempre), non solo per il bisogno di conoscere e comprendere il manifestarsi degli avvenimenti storici (non dimentichiamo che in ogni caso è sempre l’uomo il “motore della storia”), ma soprattutto perché, come ben riferisce Gramsci, “la verità è rivoluzionaria”.

10 settembre 2003 AGORÀ ● 25


CULTURA

RECENSIONI / LA PERSONALE DI MIMMO CIRINO

Fuga dall’alba Una mostra di pittura in mezzo all’afa di giugno. Tra suggestioni musicali e fedeli che escono dalla messa di Mimmo Cirino

M

immo Cirino (non io, quello che sa usare i colori) ha esposto i suoi quadri. Sono andato a vederli camminando piano per l’afa che incupiva i miei pensieri. Oh, ecco un ombrellone e il baracchino sotto la torre circolare. Noto che è di legno - almeno questo. L’atrio è Dall’alto, in senso pieno di dipinti, orario: “Veduta”, “Torre triangolare”, ben disposti sui “Cento scalini”, di cavalletti, in bella Mimmo Cirino vista. Ho la mente sgombra. Sono in uno stato di innocenza. M’invade un insolito piacere e tento di sfuggire al caleidoscopio dei ricordi di me in quei luoghi nel 1946, quando da esterno frequentavo il primo ginnasio, ma le voci, i volti e gli occhi dei miei compagni di allora restano a volteggiare sulle aiuole di bosso. Guardavo i quadri da lontano, senza nulla concedere ai dettagli. Vi trovai una volumetria nuova, o mai nota prima e, gradevolmente attratto, mi avvicinai. Riconoscevo i luoghi dipinti e quelle immagini vennero a me nitide quando vi piantavo dentro gli occhi per studiarle, pur senza grande competenza. Nei quadri cercavo mie sensazioni e, come sotto ipnosi, questi si dilatavano sfuocati per tornare poi limpidi e puliti. Qualche cielo m’ha dato la tortura. Quel corpo di donna in riva al mare era, per me, gettato là come povera cosa per “spiaggiatori”. L’uomo in coppola e camicia blu come il cielo del suo quadro, si stagliava nel suo contesto. Scorci, scalette, panorami, muri. Riposano i buoni sentimenti sul colore d’acqua chiara della tela intitolata al Mela e vi giacevo immerso in quell’acqua immaginata nella valle (anticipando d’assai i Piani del colore regionali). Mi veniva incontro il volto, Dubito che questo tagliato con l’accetta, dei mietitori che pittore abbia letto Milan raccolgono in fasci Kundera, ma certamente il grano e hanno espressione ne sente il peso una spavalda, quasi 26 ● AGORÀ 10 settembre 2003

arrogante. Mi scuoto, il mio sguardo è scivolato in mare, un mare vero. C’è uno scoglio che a guardarlo bene diventa un’orrida bestia-mostro e si ritrae in se stesso, quasi a sfuggire la luce che è in fondo e “s’inabissa quando s’alza”. Esplode la musica degli Avion Travel: “Sentimento”. La figura di donna, di spalle, già nel mare sino ai polpacci mi pare troppo rigida, statica, e tuttavia il mostro si ritrae. Fugge l’alba? La gente esce dalla messa e invade l’atrio e la mostra. Anche gli Avion volano via coi miei cari fantasmi. Mi chiamano. Una signora chiede conto del “monumento che non c’è più” (la piramide del gatto) raffigurato con sullo sfondo il Mankarrù e il castello. A nulla vale dirle che R. Vasari era un poeta e un drammaturgo della corrente futurista, e aveva soddisfatto un suo bisogno interiore. Non vuole cedere: “Che c’entra!” Mi allontano, Uscendo do ancora un’occhiata all’insieme di quadri e visitatori e sono attratto dal pezzo con una casa e la strada in primo piano che occupano i due terzi della tela, il castello resta troppo piccolo e il cielo inadeguato. Mi avvicino piano, come basito e il colore della strada diviene fiume impetuoso e liscio, il muro è perfetto. I particolari e la luce mediterranea lo rendono più interessante del muro con finestra, da cui l’autore, affacciato, guarda se stesso nella via in una luce piatta: “Insostenibile leggerezza dell’essere”. Dubito che questo pittore abbia letto Milan Kundera, ma certamente ne sente il peso.


1

2

3

4

5

6

7

8

12

17

9

10

11

13

18

19

25

20

14

21

22

23

27

29

30

31

32

37

33

38

39

44

45

40

57

58

66

70

82

83

68

72

73

76

77

88

95

89

90

91

114

92

98

99

107

78

96

97

106

62

67

71

87

94

61

55

84

86

93

54

60

75

43

50

65

74

85

42

59

69

81

36

53

64

80

35

49

52

56

79

34

41

48

51

63

16

24

26

28

15

100

108

109

101

110

102

103

111

115

120

122

105

112

116

119

104

113

117

118

121

123

124

ORIZZONTALI - 1. Il cognome più diffuso nella giunta comunale; 6. “La meglio” in un film; 12. Sta scritto sulla croce; 13. Eroe senza capo; 14. Stanno bussando alla porta…; 17. Il più vicino è a Milazzo; 19. L’emulsione preferita dal 64 verticale; 24. Prima di oggi; 25. Gran Turismo; 26. Non manca nei villaggi turistici; 27. Police Department; 28. Un consigliere comunale d’opposizione; 30. Raccoglie la spazzatura; 31. Una tassa femminile; 32. Enna; 33. Detto anche Belzebù; 37. Sono doppie nella tana; 38. È Profondo per Carlo Lucarelli; 40. Dolore poetico; 41. Jack, campione di golf del passato; 42. Lo dice chi acconsente; 45. I nani del “Signore degli anelli”; 50. Un esame clinico; 51. Una mosca fastidiosa; 52. Un vice sindaco mancato; 54. Il personale non docente della scuola italiana; 56. Alla fine dei concerti; 57. Regione interna del Brasile; 60. Organizzazione terroristica di estrema sinistra degli anni Settanta (sigla); 62. New York Times; 63. Entrata; 65. La fine di Santa Lucia; 68. Cuneo; 69. Poesia d’amore; 70. Amministrare Insieme; 71. Che non parla; 73. La cooperativa edilizia degli animali; 76. Non basta al sindaco di Santa Lucia del Mela; 78. Organismo Modificato; 79. Piano Operativo Plurifondo; 81. L’oggetto che più ama un narciso; 85. Il migliore nella Grecia classica; 87. Un’età molto lunga; 88. Articolo maschile; 89. Solitario d’altri tempi; 93. L’autore del libro del 7 verticale; 96. Che si lamenta; 97. Felici; 98. Dama dispari; 99. Dono divino; 101. Negazione; 103. Fondò “l’Unità” (iniziali); 104. Allegro; 106. In estate è inestinguibile; 109. Li suona il serpente; 112. Robert, confidenzialmente; 114. Il guerrigliero che era anche un intercalare; 115. Più che un mare, una raffineria; 117. Una stanza piena di giochi; 119. I puntini del monitor; 120. Palermo; 121. L’azienda degli autobus; 122. Dopo Sunday; 123. Ruscello; 124. Sindaco di Roma (iniziali). VERTICALI - 1. L’attendono in molti; 2 La politica economica di Lenin (sigla); 3 Un vecchio inglese; 4. Pane di forma allungata; 5. Evgenij, protagonista di un romanzo di Puskin; 7. A Santa Lucia del Mela è il libro del momento; 8. Attività tipica di un vulcano, troncata; 9. Affitti per barche; 10. Nervoso; 11. Quello, in Sicilia; 15. Incontri Eccitanti; 16. Le Eumenidi arrabbiate; 18. La parte interna della nave; 20. Che sta in fondo; 21. L’autore dei Buddenbrook; 22. Un marchio dell’informatica; 23. Dittongo latino; 26. Fiume svizzero; 27. Il rifornimento preferito da Schumacher; 29. Premessa della Pro Mende; 34. Stato Imperialista; 35. Lo era il Borgorosso di un film con Alberto Sordi (sigla); 36. Primo nome di Diaz, ex giocatore di Fiorentina e Inter; 39. L’animalista più famosa di Francia (iniziali- che sono altrettanto famose); 42. Scandire in inglese; 43. Una spacconata che Rodomonte fa al rovescio; 44. Incoraggiamento per trasportare un peso; 48. Borsa Internazionale del Turismo; 49. Cantautore francese, tra i modelli di De André; 51. Tempo Indeterminato; 53. L’antico farmacista; 55. Un magnate della finanza; 56. Harper, cantante americano; 58. L’inconscio di Freud; 59. Una squadra speciale dei carabinieri (sigla); 61. Lo è il messaggio intimidatorio; 64. Fu Eurogen; 66. Un dizionario della Zanichelli (sigla); 67. Difensore del Palermo; 72. La città della Fiat (sigla); 74. Lo sono Milano, Wall Street, Francoforte; 75. Il fattore Rhesus nel sangue (sigla); 77. Valutazione catastale; 79. Nel titolo di un libro di Pier Vittorio Tondelli si ripete due volte; 80. Un piccolo ancora agli inizi; 82. Risultati di un esame; 83. Indica i redditi del lavoratore dipendente; 84. Internet Explorer; 86. Luciano, regista italiano; 88. Si usa negli imballaggi; 90. Un tempo era il bus per tutti; 91. Malindi senza mal; 92. Ottiero Ottieri; 94. L’insieme delle parole di una lingua; 95 Talebane private del tal; 100. Se bon, è un augurio; 102. Saluto spagnolo; 104. Altopiano conteso da Israele e Siria; 105. Un passo a Londra; 107. Si dice per richiamare qualcuno; 108. Il fumetto preferito da Sergio Cofferati e Lino Calderone; 110. Strumento celtico; 111. Preposizione; 113. Uno che gioca e non vuole perdere; 115. Malore senza vocali; 116. Lo presiedeva Enrico Mattei; 118. Lo diventa l’allenatore di calcio quando è anziano (sigla).

10 settembre 2003 AGORÀ ● 27


La bacheca Le delibere di giunta dal 15 maggio al 1° settembre Giunta del 15/5/2003 104 Arbitrato relativo al contratto dei lavori di costruzione della rete fognante della parte alta del centro urbano. Nomina legale. Mille euro per

la liquidazione del legale a titolo di acconto spese e competenze. 105 Arbitrato relativo al contratto dei lavori di costruzione della rete fognante della parte alta del centro urbano. Nomina arbitro. Mille euro. 106 Referendum popolare del 15/6/2003. Delimitazione, ripartizione ed assegnazione spazi ai partiti o gruppi politici promotori referendum. 107 Referendum popolare del 15/6/2003. Delimitazione, ripartizione ed assegnazione spazi per affissioni propaganda da parte dei fiancheggiatori. 108 Autorizzazione al sindaco a porre in essere i provvedimenti necessari per ottenere il risarcimento dei danni subiti dall’Ente alla signora Romano Elvira. Nomina legale di fiducia. 1.500 euro per la liquidazione del

legale a titolo di acconto spese e competenze. 109 Autorizzazione al Sindaco a costituirsi nel giudizio promosso innanzi al Tar di Catania dal signor Ruggeri Santo per negata autorizzazione lottizzazione convenzionata “Pietra Chiodo”. Nomina legale di fiducia. 1.291,14 euro per acconto spese

legali. 110 Liquidazione al Banco di Sicilia spese vive e competenze maturate nel I trimestre 2003.

Giunta del 20/5/2003 111 Assegnazione somma al responsabile Servizio urbanistico, tecnico e tecnico-manutentivo per liquidazione di quanto dovuto in favore della ditta Costruzioni Elettromeccaniche Ingegneri Alfonso e Manlio Schipani. 376,17 euro. 112 Assegnazione somma al responsabile Servizio Urbanistico Tecnico e Tecnico Manutentivo per pagamento di acconto indennità di 28 ● AGORÀ 10 settembre 2003

presenza ai componenti commissione edilizia anno 2002. 2.065,83 euro. 113 Assegnazione somma al funzionario responsabile del Servizio Amministrativo per elezioni amministrative del 25 e 26 maggio 2003.

stato civile anno 2004. 596,58 euro, ditta Maggioli di Santarcangelo di Romagna.

Cento euro per integrare la somma di 1.550 euro già assegnata con delibera n. 73 del 23 marzo 2003, da utilizzare per la fornitura di manifesti e quant’altro necessita.

ingiunzioni di pagamento della tassa sull’acquedotto indirizzate a sei persone per le quali una relazione dell’assistente sociale rivela lo stato di disagio economico. La somma complessiva a cui il comune rinuncia è di 1.268,15 euro.

114 Assegnazione somma al funzionario responsabile del Servizio Amministrativo per il referendum del 15 e 16 giugno 2003. 750 euro per

provvedere ad eventuali riparazioni degli arredi, alla sistemazione dei locali, per l’approntamento degli spazi per la propaganda elettorale e per la pubblicizzazione.

Giunta del 12/6/2003 115 Proroga servizio di assistenza domiciliare anziani per mesi quattro e giorni 15 dal 16/6/2003 fino al mese di ottobre 2003. 116 Assegnazione somma al funzionario responsabile del servizio amministrativo per competenze da corrispondere ai componenti dei seggi elettorali referendum del 15 e 16 giugno 2003. 3.461 euro (163 euro ai

presidenti, 126 a segretari e scrutatori).

Giunta del 8/7/2003 125 Approvazione rendiconto economato 3° bimestre 2003 e relativo rimborso. Spese di rappresentanza 410

128 Richiesta annullamento atti di ingiunzione di pagamento relativi all’anno 1995. La giunta annulla otto

129 Approvazione schema di convenzione centro di assistenza fiscale Movimento Cristiano Lavoratori srl per prestazioni sociali agevolate. 130 Erogazione contributi bisognosi. 3.550 euro divisi tra sette persone indi-

cate da una relazione dell’assistente sociale. 131 Indennità di funzione spettante al sindaco e agli assessori comunali.

Sindaco: 2.220,76 euro; assessori 999,34 euro (45 per cento dell’indennità del sindaco); vice sindaco 1.221,42 euro (55 per cento dell’indennità del sindaco). L’indennità è dimezzata per i lavoratori dipendenti che non abbiano richiesto aspettativa. Nino Campo ha rinunciato al 50 per cento della sua indennità. La somma sarà destinata a un apposito capitolo di spesa che verrà indicato al momento delle variazioni al bilancio.

Giunta del 15/7/2003 132 Assegnazione somma per liquidazione quote di fitto locali destinati a sezione circoscrizionale per l’ impiego e il collocamento in agricoltura. Anni 2001/2002. 8.450,11 euro al

euro; spese generali di funzionamento 569,95 euro; spese varie d’ufficio 2.253,55 euro; manutenzione patrimonio comunale 859,48 euro; manutenzione aule scolastiche 126 euro; manutenzione e riparazione autoparco 859,66 euro. Totale: 5.078,64 euro.

comune di Milazzo, proprietario dell’immobile che ospita la sezione per l’impiego n. 35.

126 Assegnazione somme all’ economo comunale. Spese di rappresentan-

Giunta del 18/7/2003 133 Sostituzione ingegnere capo lavori di costruzione di un mercato alla produzione. L’ingegnere Giuseppe

za 500 euro; spese generali di funzionamento 1.500 euro; spese varie d’ufficio 1.500 euro; manutenzione patrimonio comunale 1.500 euro; spese di gestione 300 euro; manutenzione e riparazione autoparco 1.500 euro.

Genovese, di Barcellona, subentra a Franco Spadaro, sul cui operato dovrà presentare una relazione.

127 Assegnazione somme al funzionario responsabile del servizio amministrativo per fornitura registri

134 Assegnazione somma al funzionario responsabile del Servizio amministrativo per il pagamento dei


diritti d’ autore Siae manifestazioni Estate Luciese 2003. 1.032,91 euro. 135 Approvazione programma manifestazioni Estate Luciese 2003.

come commissario ad acta con l’approvazione della delibera di adesione all’ambito territoriale ottimale n. 2 per la gestione dei rifiuti.

7.639,43 euro per le manifestazioni e 2.710 per la fornitura di amplificazione e luci in alcune serate. Spesa complessiva: 10.349,43 euro.

143 Assegnazione somma al funzionario responsabile del Servizio amministrativo per competenze e trattamento di missione componenti seggi elettorali elezioni amministrative del 25 e 26 maggio 2003.

136 Assegnazione somma al funzionario responsabile del Servizio amministrativo per liquidazione avvocato Sebastiano Di Betta. 1.111,97 euro

per il giudizio promosso dal signor Umberto Picciolo contro il comune per i danni provocati a un suo fondo dall’ allagamento causato dalla rottura degli argini del canale di raccolta acque in zona BrucaBaiamonte. 137 Assegnazione somma al funzionario responsabile del Servizio amministrativo per liquidazione avvocato Francesco Bertolone. 1.550 euro

per il patrocinio del comune nel giudizio davanti alla Corte di Cassazione promosso dalla signora Elvira Romano, ex tesoriere comunale. 138 Assegnazione somma al funzionario responsabile del Servizio amministrativo per liquidazione avvocato Pasqualino Di Marco. 734,40 euro

per il patrocinio del comune nel ricorso giurisdizionale promosso dal sindaco contro il decreto del presidente della Regione che finanziava i Pit escludendo alcune opere previste a Santa Lucia del Mela. 139 Verbale regolare tenuta dello schedario elettorale. 140 Assegnazione somma al funzionario responsabile del Servizio amministrativo per saldo fattura n. 10/02 avvocato Arturo Merlo. 6.216,29

euro per appello promosso davanti al Consiglio di giustizia amministrativa dai signori Mario Alibrando e Maria Salvadore contro una sentenza del Tar che ha giudicato valida la decadenza di una concessione edilizia disposta dal comune. 141 Assegnazione somma al funzionario responsabile del Servizio amministrativo per liquidazione avvocato Giuseppe Saitta. 2.485 euro per

l’appello promosso dal comune nel giudizio contro la signora Maria Mendolia. 142 Assegnazione somma al funzionario responsabile del Servizio amministrativo per liquidazione missioni del Commissario ad acta Ato.

47,14 euro ad Angela Di Blasi per l’attività svolta nei giorni 18 e 19 dicembre 2002

1.628,27 euro. 144 Assegnazione somma al funzionario responsabile del Servizio amministrativo per fornitura modem Isdn per l’ufficio Servizi sociali e per l’ufficio Servizi demografici. 90 euro. 145 Presa atto intervento progettuale “Lavori urgenti di bonifica e consolidamento di un tratto del centro storico sito lungo la via Federico D’Aragona”. Dichiarazione di pubblica utilità.

Giunta del 25/7/2003 146 Assegnazione somma al responsabile del Servizio urbanistico, tecnico e tecnico-manutentivo per rimborso oneri concessori alla ditta Pandolfo Paola. 1.410,61 euro. 147 Assegnazione somma al responsabile del Servizio urbanistico, tecnico e tecnico-manutentivo per rimborso oneri concessori alla ditta Merulla Nunziata. 130,46 euro.

Giunta del 29/7/2003 148 Somme non assoggettabili a esecuzione forzata in danno del comune ai sensi dell’articolo 159 del decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000. Semestre lugliodicembre 2003. Non potranno essere

pignorate le seguenti somme: retribuzione al personale dipendente, compresi oneri riflessi, 699.337,50 euro; rate mutui in scadenza nel primo semestre 135.050,15 euro; servizi locali indispensabili 951.858,96 euro. 149 Assegnazione somma al responsabile del Servizio amministrativo per liquidazione a titolo di acconto a favore degli avvocati Carlo Parisi e Raffaele Abramo. 11.000 euro

relativi al giudizio d’appello promosso da Minuti Andreana più 12 contro il comune e la cooperativa “Casa per tutti” davanti alla corte d’appello di Catania. 150 Assegnazione somma al responsabile del Servizio urbanistico, tecnico e tecnico-manutentivo per

pagamento somme dovute alla signora D’Amico Teresa. 583,70 euro. La

somma è stata richiesta con un decreto ingiuntivo e si riferisce al rimborso per l’occupazione del terreno su cui è stato costruito il centro diurno per anziani. 151 Assegnazione somma al responsabile del Servizio amministrativo per liquidazione avvocato Giuseppe Saitta. 4.796,12 euro per la difesa

degli interessi del comune nell’ opposizione a un decreto ingiuntivo presentato nel 1993 dalla ditta Coiro Nicola che aveva costruito la rete fognante nella parte alta del centro urbano. 152 Assegnazione somma al responsabile del Servizio amministrativo per fornitura manifesti. 4.908

euro. 153 Erogazione contributi ad associazioni culturali, comitati, parrocchie e associazioni sportive. Banda

musicale “Michele Randisi” 6.197,48 euro; associazione socio-culturale “Padre Giovanni Parisi” 1.241,15 euro; associazione culturale “Castello” 724,69 euro; associazione culturale “Piccolo Teatro” 724,69 euro; Comitato per la beatificazione di monsignor Antonio Franco 258,23 euro; Parrocchia Annunziata 516,46 euro; Comitato festeggiamenti Madonna della Neve 12.911,42 euro; Società operaia di mutuo soccorso 366,44 euro; Parrocchia Santa Maria Assunta - associazione folkloristica “Il Girasole” 300 euro; Polisportiva Atletico Pro Mende 5.164,57 euro; Polisportiva Santa Lucia del Mela 3.615,20 euro; Associazione sportiva Diana 2000 669,37 euro. Non viene concesso alcun contributo al “Comitato festa in onore di monsignor Antonio Franco” e alla parrocchia Santa Maria Assunta, il comune però si riserva di supportarne le manifestazioni pagando la fornitura straordinaria di corrente elettrica e i diritti d’autore Siae. 154 Autorizzazione al sindaco a proporre controricorso avverso sentenza n. 307/2003 della corte d’ appello di Catania. Nomina legale difensore del comune. Avvocato Carlo Parisi, di

Messina, 1.291,14 euro. La vicenda è quella relativa alla cooperativa “Casa per tutti” (vedi anche delibera n. 149).

Giunta del 31/7/2003 155 Attività socialmente utili - decreto legislativo 28 febbraio 2000 n. 81. Utilizzazione di quattro soggetti mediante trasferimento - articoli 1, 10 settembre 2003 AGORÀ ● 29


UOMINI Carmelo Gitto,

ingegnere

Franco Spadaro, ingegnere, dipendente comunale Santi De Gaetano, ingegnere Pietro Cocuzza, ingegnere Franco Spadaro, ingegnere

Nomina di un professionista esterno per attività di supporto al responsabile unico del procedimento relativo al progetto per lavori di bonifica e consolidamento di un tratto del centro storico sito lungo la via Federico D’Aragona Revoca dall’incarico di ingegnere capo dei lavori di costruzione di un mercato alla produzione Nomina collaudatore statico in corso d’opera per i lavori di consolidamento del cimitero comunale Nomina collaudatore statico e amministrativo per i lavori di costruzione del parco urbano comunale Esecuzione di una sanzione disciplinare pari a un’ora di retribuzione decisa dal segretario comunale il 4 dicembre 1997

DITTE Affidamento del centro vacanze estivo per minori

7.746,82 euro 4.641,60 euro

“Ditta Giunta Carmelo”,

Nolo autocompattatore per la raccolta dei rifiuti solidi urbani nei giorni 30 giugno, 4, 5 e 7 luglio Pulitura straordinaria aree pubbliche comunali

“Ditta Mirabile Santo”,

Eliminazione inconveniente igienico-sanitario in via Neve

“Eredi Ragusa Angelo snc”, Santa Lucia del Mela

Eliminazione inconveniente igienico in via Roma

“Ditta Merulla Salvatore”, Santa Lucia del

Sistemazione strada comunale esterna Insito Castagna

“Peter Pan”, associazione culturale e ricreativa, Santa Lucia del Mela “Siculcoop”, Rometta Marea

5.518,08 euro

Santa Lucia del Mela

853,14 euro

Santa Lucia del Mela

1.404,10 euro 790,63 euro

Mela “Ditta Rizzo snc”, Santa

Lucia del Mela

Realizzazione tratto di condotta idrica lungo la Strada provinciale 65 in contrada Pattina e via Tenente G. Bucca

3, 5 e 6. Quattro lavoratori socialmente utili vengono trasferiti dal comune di Torregrotta a quello di Santa Lucia del Mela, dove svolgeranno attività a sostegno dei servizi comunali.

delle sentenze n. 324/00 del Tribunale di Barcellona P. G. e n. 302/03 della Corte di Appello di Messina. Nomina legale di fiducia. Avvocato

156 Assegnazione somma all’ economo comunale per l’ attuazione di alcune iniziative culturali inserite nel programma dell’Estate Luciese 2003. 740 euro per la visita guidata ai mo-

159 Assegnazione somma al responsabile del Servizio amministrativo per liquidazione a favore dell’ avvocato Domenico Bucca. 13.152,91

numenti di Santa Lucia del Mela del 9 agosto e per il saggio di danza in programma l’undici agosto. 157 Liquidazione diritti di segreteria 2° trimestre 2003. Nel periodo il

comune ha incassato 529,02 euro.

Giunta del 13/8/2003 158 Autorizzazione al sindaco a porre in essere atti e procedure per ottenere da Letterio Arena somme dovute al Comune in esecuzione 30 ● AGORÀ 10 settembre 2003

Domenico Bucca.

euro. Questa e la delibera precedente si riferiscono a un giudizio promosso contro il Comune nel 1995 da Letterio Arena, direttore dei lavori per la costruzione di un impianto di pubblica illuminazione eseguito dalla ditta Co.Gi.C. Arena presentò un decreto ingiuntivo per ottenere il pagamento di 24.849.737 lire. L’anno prima, nel 1994, di fronte alla presentazione di un decreto ingiuntivo della Co.Gi.C. per vedersi riconosciuti altri 31.716.886 lire, il Comune decise, non solo di opporsi a quel decreto, ma anche di chiedere al direttore dei lavori

2.099,10 euro

la restituzione di somme che aveva percepito in eccedenza rispetto al dovuto. Successivamente i due giudizi sono stati unificati di fronte al Tribunale di Barcellona. Sia in primo grado che in appello le richieste di Arena sono state respinte, così il direttore dei lavori è stato condannato a restituire al Comune 27.406.574 lire.

Giunta del 21/8/2003 160 Assegnazione somma all’ economo comunale per noleggio videoproiettore. 276 euro per la conferenza del

2 settembre sul tema “Paramenti sacri nell’antica Prelatura nullius di Santa Lucia del Mela”. 161 Intervento straordinario di emergenza nel settore igienicosanitario. La giunta approva la relazione

dell’ufficiale sanitario dell’Asl, secondo la quale sono necessarie la pulitura delle caditoie stradali di raccolta delle acque bianche


LA BACHECA e dei pozzetti fognari intasati e la pulizia straordinaria delle erbacce di tutte le strade e dei muri del centro storico. Non esistendo nel bilancio un capitolo con fondi per interventi straordinari nel settore igienicosanitario, il sindaco richiederà all’ assessorato regionale alla Sanità un contributo straordinario dell’ ammontare di 18.420 euro, che è la spesa preventivata dall’ ufficio tecnico per realizzare gli interventi richiesti dall’Asl.

Giunta del 1/9/2003 162 Approvazione rendiconto economato 4° bimestre anno 2003 e relativo rimborso. Spese generali di

funzionamento 1.674 euro; spese varie d’ufficio 1.504,88 euro; manutenzione patrimonio comunale 1.286,54 euro; manutenzione aule scolastiche 77,50 euro; manutenzione e riparazione autoparco 790,14 euro; manutenzione rete idrica 512,09 euro; totale: 5.845,15 euro. 163 Assegnazione somma all’ economo comunale. Spese di rappresentan-

za 500 euro; spese generali di funzionamento 2.000 euro; spese varie d’ufficio 500 euro; spese di gestione 1.000 euro; manutenzione e riparazione autoparco 500 euro; manutenzione rete idrica e fognante 2.000 euro. 164 Modifica delibera di giunta n. 37 del 19 febbraio 2003. Concessione

in sanatoria area cimiteriale per costruzione cappella cimiteriale Cambria Filippa.

BILANCIO

Occhio alla sentenza (CONTINUA DA PAGINA 20)

sa e l’avvio di un percorso autenticamente virtuoso. Le contestazioni di Bertino sono in parte già note, poiché si ripetono da alcuni anni. Manca il controllo interno di gestione, strumento essenziale per realizzare una autentica divisione di compiti tra vertice politico e corpo amministrativo, e continua a non essere effettuato il monitoraggio dei costi dei principali servizi, indispensabile per una loro valutazione analitica. C’è pure una tendenza nuova rispetto al passato. Le entrate proprie riescono a coprire una percentuale delle spese complessive più bassa rispetto al 2001, mentre negli anni precedenti questo indicatore era cresciuto progressivamente. Si dipende, insomma, un po’ di più dai trasferimenti dello Stato e della Regione. Ma il punto sul quale le osservazioni di Bertino si fanno più dure riguarda un debito fuori bilancio vecchio di tre anni e fino a oggi non riconosciuto. Un vero e proprio smacco per un’amministrazione che ancora nell’ultima campagna elettorale ha fatto del riconoscimento di tutti i debiti fuori bilancio uno dei suoi meriti.

Una sentenza esecutiva del Tribunale di Messina datata 12 luglio 2000 che condanna il comune a pagare all’ amministrazione finanziaria dello Stato una somma di 152.148,21 euro (oltre alla rivalutazione e agli interessi) attende da allora di essere portata in consiglio comunale per tutti gli adempimenti necessari. Si tratta del giudizio intentato dallo Stato contro il comune per l’ occupazione abusiva a partire dal 1976 della scuola di via Roma. In primo grado il comune è risultato contumace, non avendo nemmeno nominato un avvocato per rappresentarlo. Dopo l’emissione della sentenza di primo grado, la prima giunta Pandolfo decise di proporre appello incaricando un legale, ma il pronunciamento del tribunale era comunque esecutivo. Una negligenza imperdonabile, questa, secondo il revisore dei conti, che infatti nel suo parere ricorda che “l’ amministrazione ha il dovere di riconoscere” il debito il più rapidamente possibile per evitare che gli interessi da corrispondere maturino ulteriormente. Nella stessa seduta in cui è stato approvato il conto consuntivo, il consiglio comunale ha anche destinato la parte di avanzo realizzata con i fondi vincolati e ha apportato una variazione al bilancio di previsione 2003 inserendovi quel contributo di 32 mila euro proveniente dalla Regione.

La soluzione del cruciverba

10 settembre 2003 AGORÀ ● 31


Finta di niente Io faccio finta di niente. Mi sono ricordato del colore dei ramarri fermi sui muretti dell’isola di Mozia. Ma faccio finta di niente. Mi sono ricordato delle collane di peperoncini rossi appese ai muri di tufo imbiancato della Puglia. Dei fichi d’India maturi. Dei papiri del Ciane a Siracusa. E faccio finta di niente. Mi è tornato in mente il piacere di fare un bagno nel mare, o in una vasca da bagno. Niente, faccio finta di niente. R. mi ha detto che è tornata anche quest’anno la coppia di upupe nel nostro giardino. “Ah, sì?” le ho detto. Come se niente fosse. In certi giorni arriva anche qui dentro il profumo dei tigli fioriti. Pisa è piena di tigli. Mi ricordo che i tigli ributtano sempre dal piede del tronco. Anche il profumo dei tigli, una volta arrivato fin qui, ha qualcosa di storto. Starnutisco e faccio finta di niente. Abbiamo un campetto di calcio nuovo, grazie ai sindaci dei dintorni. Ha un’erba sintetica, ci si gioca bene. Siamo così disposti a farci ingannare che starnutiamo anche guardando l’erba sintetica. Forse si sarebbero fatte ingannare anche rondini e farfalle: l’erba è di plastica, ma ha un bel verde. Non sono venute, né rondini né farfalle. Ma facciamo finta di niente. C’è una mostra sul ricamo e il cucito nell’arte contemporanea a Rovereto. Che volete che me ne importi, in questa situazione. O di Pina Bausch. Dei gelati di frutta, quelli buoni, non mi sono mai dimenticato. Ma faccio finta di niente. Mi sono ricordato invece ora di certe passeggiate in centro, appena prima dell’alba, ci sono solo io e un camion della monnezza. Mi sono ricordato di Francesco che sta zitto e pensieroso, e pi chiede: “È vero che se uno muore va in cielo su una nuvoletta?”. Poi ho fatto il conto: Francesco è grande, ormai. Chissà dove pensa adesso che vada uno, quando muore. Di tutte le cose che stasera mi tornano in mente (niente di sentimentale, è solo perché mi ero seduto a scrivere la pagina settimanale, e non avevo deciso su che cosa) mi ritrovo a pensare che forse fu l’ultima volta. L’ultima volta a Venezia, la tazzina di porcellana, il gelato di limone, un bagno nella vasca, non dico nel mare, e il cespuglio di lillà. L’ultima volta Giovanni Bellini e Francesco, e il mio bravo cane. Dopo tutto, non mi fa una grande impressione. Mi sono abituato a far finta di niente. Può essere addirittura un vantaggio, sapere come sono andate le cose l’ultima volta. Adesso che ci penso, da tanto tempo non sento più la mancanza della notte. Si arrangi il cielo stellato. Anche lui non sente la mia mancanza. Fa finta di niente. Maddalena aspetta un bambino. Ehi, Maddalena, non faccio mica finta di niente. Qui dentro, e dentro di me, io faccio le veci del padre di Maddalena. Il governo russo ha messo in guardia quello italiano dalle mie provocazioni antirusse. A San Pietroburgo si sono detti tutti d’accordo nella lotta contro il terrorismo. Dentro di sé devono aver distinto il terrorismo ceceno dal terrore contro i ceceni. Le distinzioni sono importanti. Ho calcolato che di tutte le città dei romanzi, cioè le città più importanti per la nostra vita, San Pietroburgo è la più importante. È lì che l’assessore di collegio Ko32 ● AGORÀ 10 settembre 2003

valèv vede scendere dalla carrozza il proprio naso. È lì che il principe Myskin va a conoscere le figlie del generale Epancin. È lì che Oblomov piange ascoltando Olga che canta Casta diva. Quando ho letto la strampalata protesta del governo russo mi sono messo a commemorare l’ultima volta della mia vita in cui vidi la Russia. Io sono filorusso, filoamericano, e amo molto la gente e i monti della Cecenia. Però faccio finta di niente. Una volta trovai nella Terra del fuoco le tracce di un antico cimitero di fortuna di cui, nel viavai di quella popolazione, si era persa la memoria. Chissà se sapranno ritrovarlo, anche senza di me. Lì il vento e le intemperie sono forti, e le ossa dei sepolti si confondono con le ossa della risacca e con le ossa dell’asado. Del resto, faccio finta di niente. Mi sono ricordato dell’aurora boreale, dei bombardamenti sopra la città assediata, di una volpe bianca che trattiene il respiro guardandomi mentre trattengo il respiro guardandola. Mi sono ricordato il profumo della lavanda, davanti alla mia porta di casa, e nei sacchetti di spigo infilati nella biancheria. Oggi era lunedì, “Cambio di lenzuola”. Che vuoi che me ne importi, dell’aurora boreale e delle lenzuola odorose. C’è, nel nostro cortile, all’angolo fra due muri di cemento, a quattro o cinque metri di altezza, una fessura stretta nella quale ogni anno rispunta una pianta erbacea (non so quale, mi dispiace, una cicoria) e riesce a fare un fuoco d'artificio di fiori gialli: così, senza terra, con l'acqua che capita, appesa a un muro sgretolato. Non vale niente. Ma non faccio finta di niente. L’aspetto con apprensione, a ogni nuova primavera, e quando vedo che ce l’ha fatta di nuovo, anche ora ce l’ha fatta, inalbera già il suo fiore ignaro, chiamo gli altri a congratularsi. È come quegli alberi che il vento della Patagonia storce da una parte, e perciò si chiamano alberi bandiera. È la nostra verdura bandiera. Noi non possiamo vedere né tigli né barche a vela né aurore boreali e cani lupo. Ma voi non potete vedere la nostra verdura muraria. E fate pure finta di niente. Adriano Sofri, “Panorama”, 12 giugno 2003 Ho imbarazzo a vedere firmare non tanto una richiesta di grazia quanto una rimozione del passato. Forse bisognerebbe (tutti i firmatari, non Sofri) vedere Gemma Calabresi, ragazza di ventiquattro anni incinta del terzo figlio, che, impazzita dal dolore, arriva all’obitorio in mezzo ai fischi e agli insulti dei giovani rivoluzionari. Vedere il figlio Mario che da bimbo sogna di avere in regalo la scala più alta del mondo per raggiungere in cielo il padre. Vedere più di quindici anni dopo la famiglia Calabresi in tribunale ancora dileggiata da un po’ di rivoluzionari cresciuti e divenuti giornalisti o opinionisti. Questo e altro occorrerebbe rivedere, senza l’alibi - ancora invocato in tante discussioni private (e solo in quelle) - delle violenze dello Stato e della società di allora. Occorrerebbe guardarsi dentro tutti insieme, in ciò che tutti sappiamo e in ciò che non tutti sappiamo. Oserei dire: bisognerebbe non liberarsi del fantasma di Sofri in carcere grazie a una firma ma con quella firma assumerlo collettivamente, al di là dei singoli fatti ai quali ciascuno ha o non ha partecipato. Nando Dalla Chiesa, “l’Unità”, 23 luglio 2003


www.agoraonline.too.itANNOVINR.4ANNOVINR.4--5.10SETTEMBRE2003€1,755.10SETTEMBRE2003€1,75ON10sett