Page 1

Agorà

ANNO III N. 10. 16 DICEMBRE 2000. 2.500 LIRE

I vitelli dei luciesi

sono belli

Possiamo veramente fidarci della carne che ogni giorno portiamo in tavola? Quanto è distante da noi “bovinamente parlando” la Francia? Il parere di chi lavora a tu per tu con l’animale del momento

Giuseppe Raffa Dal Canada la voce di un poeta luciese

16 dicembre 2000 AGORÀ • 1


IENA RIDENS

Senti da che prepuzio mi viene la predica… In occasione della fine dell’anno, vi proponiamo una carrellata di interviste dei personaggi politici di Santa Lucia, che esprimono giudizi sull’operato del sommo artista di Aci San Crispello, Mino Sproporzionato, già laureato in catapasmologia avanzata e specializzato in scienza dei fusibili cerebrali. “Buttate tanta, tantissima pece” il suo augurio per il 2001 Il sindaco, dott. San Pandolfo. “Devo riconoscere che il suggerito al suo padrone di organizzare qualche convegno di dottore Sproporzionato è veramente un superdotato intellettua- un certo spessore intellettuale, tanto per ravvivare un po’ l’atle. Ha un senso dell’arte molto grosso e carnoso, e ha una lun- mosfera, non so se mi spiego. Quindi, prima di inventarvi le ga, lunghissima esperienza. Però devo anche dire che non mi notizie, ponetevi in essere un dito in una fessura del vostro piace il suo modo di scrivere nei miei confronti, in quanto vi corpo a scelta. Viva e progredisca sempre io e Santa Lucia, ha sempre fatto credere a tutti voi che sono un gran pupo di grazie.” pezza, un tredicino in mezzo alla casa e, ultima ma non ultima, una minchia materna. Io smento tutto ciò, accidenti. Non potrei Il consigliere Carmelino Bella. “Non mi capacito come si fare il sindaco se fosse vero. Io non parlo e non protesto ogni possa scrivere un’intervista sul mio conto senza che io vengo intervistato da nessuno. Qua si supera la volta che leggo queste baccalarate sul logica, si travalica il concetto di credibigiornaletto “àgora” solo perché ho prolità, si piscia fuori del rinale. Io sono fonda stima e profondissimo rispetto per fermamente amico di Mino Sproporzioquei quattro stirellati, lordi e figli di guanato, è vero. Ci conoscevamo quando stata della redazione. Altrimenti aprirei le abbiamo fatto parte dei “figli della lupa” vie legali e illegali, per quanto è vera la e, qualche annetto dopo, ci abbiamo rivivista dei miei occhi. Che altro aggiungesto a qualche riunione del Pci. Ma non re? Sono riuscito a far passare la legge al per questo vi autorizzo a scrivere queste parlamento che dice che devo farvi il palore che io non ho mai detto, e ora le sindaco per un altro anno, e adesso spero mie zollere sono girate troppamente. di ottenere pure il si dalla regione e dall’Finiamola con lo scherzo, figlioletti belli. Onu per impiantare una centrale termoVi amo, ciao.” nucleare altamente radioattiva di faccia alla porta del mio carissimo amico Pasqualino.” IL BEL CARMELINO BELLA IN UNA Consigliere grillo (notevolmente agitato ed emozionato). “Di cui pure RECENTE IMMAGINE Il consigliere inteso Lino. “Come voi anch’io mi associo al sentimento di dubtutti sapete, da tempo immemore ho posto in essere un atavico bievolezza del sovrastante collega Carmelino, in quanto neanodio verso questi piscialetto di giornalisti. Tanto è vero che che io sono stato mai intervistato da nessuno ma eppure increnon gli concedo assolutamente di intervistarmi. Infatti, per dibilmente le mie parole, di cui non le ho mai dette, adesso scrivere queste parole, se le sono uscite dalla loro testa, in questi quattro nacchi me li scrivono in questo giornale, di cui quanto io non ho mai avuto nessun incontro con loro. Per non ne mangio e/o bevo. Non so se mi capisco. Lo Sproporzioquanto riguarda lo Sproporzionato, è vero quanto egli dice: nato di cui è un grande professore, ma deve stare attento a se sono in progetto delle armi biologiche, verosimilmente morta- stesso e a come parla, di cui non voglio aggiungere altra poleli, da parte di questo gruppo consiliare. Ma smento ufficial- mica e di cui mi avete capito in quello che vi ho voluto dire. O mente che queste sono state usate su un nostro consigliere, al no? E poi io sono un consigliere che si fa gli affari miei e sono quale, stando alle pretestuose parole del Mino, avremmo fatto facente parte di un consiglio comunale, di cui io faccio parte, milioni di danno nel suo cervello. Per la precisione quelle armi insieme ad altri consiglieri, di minoranza e non, appoggiando sono state date in pasto ai cani del marito dell’ assessoressa questa amministrazione. Di cui è comunale. O no? Scusate dell’istruzione, che ancora ci ringrazia: grazie a queste sostan- l’intervento chiarificante di cui ho parlato, ma era doveroso ze chimiche, sintetizzate presso il laboratorio segreto del pro- farlo. Poi vi spiego. Ho sudato. Poi mi passa, di cui già vi ho fessor Angelo Bombetta, infatti, pare che i cani abbiano svi- detto. Non ci fate caso. Ho la macchina in quarta fila.” luppato doti intellettive superiori, e pare ancora che avrebbero

2 • AGORÀ 16 dicembre 2000


Sommario sabato 16 dicembre 2000

Agorà periodico di politica attualità cultura

COPERTINA 5

6

MUCCA PAZZA? UOMO SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI. “Agorà” parla con due macellai luciesi STATE TRANQUILLI, QUI È TUTTO BUONO. Cosa possiamo leggere in questi giorni nelle macellerie PIÙ CHE VIRUS, PRIONE. Cosa dice la scienza

ATTUALITÀ

Direttore responsabile: Giuseppe Spadaro Redazione: via Garibaldi, 19 98046 S. Lucia del Mela

13 14

Editore: associazione culturale Girasole Presidente Francesco Carrozza Via Garibaldi, 19 S. Lucia del Mela

POLITICA

Stampa: Girasole via Garibaldi, 19 S. Lucia del Mela

10 11

Le opinioni espresse nei testi pubblicati impegnano solo gli autori dei medesimi

12

Reg. Trib. Barcellona n. 32/98

16

Anno III numero 10 16 dicembre 2000 In edicola a L. 2.500 Copie arretrate L. 3.000

Sulla spinta di esigenze che nessuno mai probabilmente riuscirà a capire, il nostro illustre collaboratore di Aci San Crispello, il professore Mino Sproporzionato, ha deciso di realizzare un libro interamente incentrato sui personaggi politici e non di S. Lucia del Mela. Gli interessati possono fin da ora chiedere ulteriori informazioni

CONSIGLIO COMUNALE. Il solito, grazie LETTERINA AGLI AMMINISTARTORI. SANITÀ. Più igiene per l’asilo nido UFFICI COMUNALI. Proroga per gli articolisti L’ASSESTAMENTO DI BILANCIO LA DESTINAZIONE DELL’AVANZO DI AMMINISTRAZIONE 1999 ELEZIONI NEL 2003. La nuova legge siciliana sugli enti locali

CULTURA 17 18

Chiuso in redazione il 13 dicembre 2000

Questo libro mi cresce di dentro di me

CONTRIBUTI. Capolavori a partecipazione controllata CONTRIBUTI/PARLA UNO DEI COMMISSARI. Le mie perplessità di Nino Mazzù ORA SÌ CHE SONO CONTRIBUTI. Come è cambiata la ripartizione dei fondi

UN SOCIALISMO DAL VOLTO UMANO. Il convegno su Carlo Rosselli GIUSEPPE RAFFA, POETA LUCIESE. Una vita in un libro di poesie di Santo Brunetta LA RECENSIONE. Poeta pavesiano d’America di Antonio Catalfamo

RUBRICHE 2 4 7

8 15

IENA RIDENS. Senti da che prepuzio mi viene la predica... DIBATTITO. Perché non c’è posto per un assistente sociale? BLOCK NOTES. Quelli di Belmonte / Una macchia, anzi: La Macchia / Pulisce ancora la “Nuovo Avvenire” / I tesori di S. Lucia / Come cambia in un anno la refezione scolastica / Silvio, pensami / Quando Lenza taglia / Il male oscuro del paese arabo SE LO TENGA, ME LO DIA LA BACHECA. Delibere di giunta

Pianta organica

Contributi

Perché non c’è posto per un assistente sociale?

Le perplessità di un commissario 16 dicembre 2000 AGORÀ • 3


le voci della città

Perché non c’è posto per un assistente sociale g

“E

L’ASSISTENTE SOCIALE È PROPRIO QUELL’O-

peratore di frontiera che consente il legame tra i bisogni di una comunità e le istituzioni locali, che attiva la comunicazione e accorcia la distanza tra chi vive e chi governa il disagio”. Sono, queste, parole di Isabella Mastropasqua, consigliere nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali, contenute in una lettera apparsa su “la Repubblica – Palermo” di venerdì 17 novembre. A S. Lucia, chi vigila la frontiera tra bisogni e istituzioni? L’undici aprile di quest’anno la giunta comunale ha approvato una delibera con la quale attribuiva per un periodo di nove mesi a Donatella Bicchieri l’incarico di assistente sociale. La decisione era motivata nel seguente modo: “i servizi sociali vengono erogati in condizione di precarietà a causa della mancata presenza della figura professionale dell’assistente sociale in pianta organica”. Era una scelta importante perché per la prima volta, in un paese in cui persone hanno costruito vere e proprie fortune politiche spacciando il riconoscimento di un diritto legittimo per privilegio ottenuto per intercessione della conoscenza giusta, il Comune si è assunto il dovere di curare gli interessi dei più deboli. In questi mesi l’assistenza sociale ha lavorato e sta lavorando a contatto con persone che soffrono vari tipi di disagi. Certo non sta facendo rivoluzioni, e lei per prima ha riconosciuto, per esempio, nella relazione con cui proponeva la suddivisione dei contributi per i bisognosi i limiti delle scelte adottate. Ma è pur sempre un segnale interessante verso il cambiamento di una realtà squallida. Del resto, il sindaco Santino Pandolfo in un’intervista rilasciataci un mese prima delle elezioni del 1998 aveva detto, parlando di un suo attuale assessore: “ricopre degli spazi che altri, le istituzioni, hanno lasciato vuoti … sa essere a disposizione di molte persone 365 giorni all’anno, cosa che altri dovrebbero fare, ma che non fanno”. Con il conferimento di quell’incarico, anche se solo per nove mesi, la giunta di Pandolfo ha fatto (parzialmente) coprire al Comune quegli spazi. In quelle stesse settimane, però, il sindaco prendeva anche decisioni opposte a questa. Il 16 maggio, in una riunione con le organizzazioni sindacali che rappresentano gli impiegati comunali, di fronte alla richiesta della responsabile dell’Ufficio servizi sociali, si opponeva all’inserimento in pianta organica del posto di assi4 • AGORÀ 16 dicembre 2000

stente sociale. Cioè, stabiliva che gli spazi che il Comune deve coprire, vanno lasciati ad altri. Ai soliti. Che significa tutto questo? Qual è la “ratio” in questo comportamento? Un assistente sociale per nove mesi va bene, uno che (in un lontanissimo futuro, forse mai) stabilmente “attiva la comunicazione e accorcia la distanza tra chi vive e chi governa il disagio” no. Perché? L’inserimento in pianta organica della figura dell’assistente sociale sarebbe stata una scelta qualificante per un’ amministrazione che voglia estirpare uno dei più ignobili mercimoni che si verifica in questo paese. Eppure dovremo tenerci tutto così com’è. Ma non solo. Se l’orientamento di lungo periodo dell’amministrazione è di non dare al Comune quella figura professionale che potrebbe analizzare e risolvere alcuni dei più tristi bisogni dei suoi cittadini e offrire col tempo a questi e a tutti un punto di riferimento costante nei rapporti con tutti i livelli della burocrazia, ne dobbiamo dedurre che l’incarico professionale di nove mesi deciso ad aprile non è una scelta programmatica, ma solo il favore fatto a qualcuno. Peccato. Perché l’idea dell’assistente sociale non era affatto male, “perché — come dice ancora Isabella Mastropasqua — il non riconoscere la necessità di uno spazio di lavoro dignitoso per accogliere i cittadini, per ascoltarne i bisogni e le differenze, per restituire dignità e appartenenza a una comunità in cui tutti hanno diritto di esserci e di essere garantiti e tutelati, prima che fatto politico è fatto culturale. Di una cultura di servizio pubblico che sappia riconoscere e proteggere il valore della persona nella sua interezza, nella sua complessità, diversità e sofferenza.” Può anche darsi che la scelta dell’amministrazione per la pianta organica sia dovuta ai pessimi rapporti che si sono creati tra l’attuale assistente sociale e quell’assessore. Ma si tratta di un problema talmente serio che va oltre la singola persona, il singolo assessore dal momento che sono in tanti a profittare di chi ha bisogno. Filippo De Mariano P. S. Queste sono le osservazioni che noi ci sentiamo di fare al

nuovo regolamento degli uffici e dei servizi, non quelle dietrologiche che qualcuno ha voluto vedere nell’articolo pubblicato sul numero scorso. Noi guardiamo la politica con questi occhi, forse ingenui. Al limite potremmo metterci in lista per un trapianto di cornee.


MUCCA PAZZA COPERTINA

ALLARME MUCCA PAZZA A S. LUCIA

Mucca pazza?

Uomo sull’orlo di una crisi di nervi di Santina Mazzù

ra, “per ognuno di essi abbiamo tutta una diffidare di quelle carni che costano tropdocumentazione, un po’ come il libretto po poco”. di circolazione di un’ autovettura; in pra- Abbiamo inoltre chiesto ai due macellai N TUTTA EUROPA È ALLARME “mucca pazza”. L’economia è in tica possiamo sapere tutto di loro, e anche come si sta comportando, in questa concrisi, il mercato della carne è in disfa- dei loro genitori. È impossibile avere dei giuntura, la loro clientela, e se ci sono cimento, i macellai sono rovinati, dubbi circa la loro scarsa qualità”. state delle ripercussioni sui loro affari. aumenta il numero dei vegetariani. E dei Pippo D’Amico aggiunge dal canto suo Entrambi ci dicono che la gente è molto consumatori di pesce. Da giorni televisio- che di questi capi di bestiame, nati e cre- attenta al problema e chiede sempre rassini e giornali si interessano del problema e sciuti nella nostra isola, in diversi alleva- curazioni circa la provenienza della carne ci tengono informati sugli sviluppi della menti dislocati tra Ragusa e Palermo si che compra. Riguardo invece al discorso vicenda: decreti legge, riuniopuò essere veramente sicuri. sulle vendite dei loro esercizi le risposte ni straordinarie della commis“Si tratta di animali assoluta- divergono. sione europea, controlli a tapmente sani, anche perché sono “Da quando c’è questa emergenza, e si è peto su tutti i bovini continuanutriti con mangimi non peri- diffusa la paura che ci possa essere anche no a rincorrersi incessantecolosi, e vengono costante- da noi della carne infetta, le vendite di mente. Il pericolo, questa volmente seguiti fino al momento carne rossa si sono assai ridotte, direi ta (se ne era già parlato anni del loro abbattimento. Posso quasi del 50 per cento” afferma laconicafa a proposito dell’ InghilterIl marchio di dire con certezza che pratica- mente Salvatore Ficarra e prosegue: provenienza ra), viene dalla Francia e ci mente tutti i macellai qui a S. “tuttavia abbiamo notato che, d’altro candelle carni riguarda molto da vicino, Lucia acquistano questo tipo to, le vendite di carni bianche, soprattutto siciliane visto che l’Italia importa d’di vitelli, e molti, inoltre, pos- di pollo, sono cresciute notevolmente”. Oltralpe almeno il 40 per censono fare affidamento anche Non tutti i mali vengono per nuocere. to della carne bovina consumata giornal- su capi di bestiame di loro specifica pro- D’Amico parla, invece, in termini più mente a tavola. prietà”. E precisa: “Bisogna stare comun- positivi. “Ho notato un aumento delle Ci siamo interessati, in particolare, alla que attenti ai prezzi, è ovvio: lo ha detto vendite, in questi fine settimana. Sopratsituazione che ci riguarda più da vicino: anche il ministro della Sanità che bisogna tutto mi sono accorto che non si è trattato quella di S. Lucia del Mela. Abbiamo chiesto a due macellai luciesi come stanno realmente le cose: Giuseppe D’Amico e Salvatore Ficarra. Entrambi ci hanno rassicurato sull’ origiECCO COSA POTREMO LEGGERE IN QUESTI GIORNI, AFFISSO AI MURI, ne della carne che mangiamo. Infatti tutti NELLE NOSTRE MACELLERIE i vitelli che comprano e poi vendono nelle uesto esercizio sottopone tutti i prodotti alimentari a un sistema di loro macellerie sono nati e cresciuti in autocontrollo igienico-sanitario che segue l’alimento dal fornitore fino Sicilia e sono seguiti in tutte le fasi della al consumatore. Tutte le varie fasi del trasporto, immagazzinaggio, controllo loro crescita da un’equipe di veterinari del sangue, verifica dell’integrità delle confezioni e vendita, vengono accurache ne garantisce, al momento della matamente controllate mettendo in atto particolari procedure che assicurano in cellazione, la piena salute, rilasciando un ogni momento il più alto livello di sicurezza”. apposito certificato. Su ogni bestia, inolAccanto all’avviso, il certificato di provenienza siciliana della carne, secondo tre, viene apposto un marchio triangolare i regolamenti Cee numero 1760/2000 e 1825/2000. Tutto per garantire, nel modo più limpido e chiaro, la sicurezza del consumatore. che ne precisa l’origine siciliana. “Sono vitelli puramente nostrani” afferma Ficar-

I

State tranquilli, qui è tutto buono

“Q

16 dicembre 2000 AGORÀ • 5


COPERTINA MUCCA PAZZA dei soliti clienti, ma ho notato anche dei forestieri. Probabilmente hanno capito che rifornirsi di carne nella piccola macelleria di paese piuttosto che nei supermercati possa essere più vantaggioso”. Proprio secondo D’Amico, infatti, la gente sarebbe restia a comprare la carne dei grandi supermercati della zona, proprio perché ignora la provenienza di tale prodotto, preferendo pertanto l’esercizio privato, dove la qualità e la sicurezza sono certamente maggiori. In effetti, i grandi market, che hanno una vendita di centinaia di milioni di lire, in genere acquistano merce importata che, a pari quantità, rispetto alla merce locale, costa evidentemente meno; così possono fare quei notevoli sconti nella vendita al dettaglio di cui sopra si parlava. Le macellerie invece, che hanno una vendita di gran lunga inferiore, comprano in genere bestie più piccole di provenienza locale, puntando più sulla qualità della merce che sul suo prezzo. Questa è la dura legge del mercato. Ma la legge ci insegna anche che convenienza non significa quasi mai qualità e questo è proprio il caso di rifletterci. Pertanto, quando è in gioco la salute, anzi, in questo caso, la stessa vita, è sempre meglio diffidare dei supersconti, e tornare ad affidarci al caro vecchio macellaio di fiducia. E qui a S. Lucia, per fortuna, ce ne sono. (I macellai intervistati sono stati scelti solo per fornire un campione attendibile non avendo noi il tempo materiale di sentire tutti gli operatori del settore presenti a S. Lucia)

satura Dice che c’è un’epidemia detta “mucca pazza”. Gli umani ci hanno contagiato col mangime cannibale e adesso noi contagiamo gli umani. Capito che ipocriti, non chiamano il morbo “allevatore pazzo” o “commerciante di mangimi stronzo”, danno la colpa a noi! Stefano Benni, “Memorie di una vacca italiana”, in la Repubblica del 21 novembre 2000

6 • AGORÀ 16 dicembre 2000

COSA DICE LA SCIENZA

Più che virus, prione

S

E PENSIAMO AL VIRUS COME

a un complesso di mattoncini (proteine) che formano una capsula, al cui interno si trova un gomitolo di filo attorcigliato su se stesso (il Dna o l’Rna), dobbiamo raffigurarci mentalmente il prione piuttosto come di qualcosa di molto più semplice ed essenziale. Qui, tanto per cominciare, abbiamo solo i mattoncini, e manca il filo. Si tratta, infatti, solo di una proteina la quale, per meccanismi che ancora in larga parte si sconoscono, sarebbe in grado, una volta penetrata all’interno di una cellula (prevalentemente cellule cerebrali, ma anche di altri organi, quali fegato e midollo osseo), di realizzare tutta una serie di modificazioni definite “metaboliche” che poi, alla fine, si traducono nella degenerazione e, infine, nella morte di quella cellula colpita. Questo è quello che viene definito come “encefalopatia spongiforme”, proprio quando tale processo distruttivo colpisce il cervello, e “bovina” in quanto, almeno inizialmente, questa patologia ha interessato precipuamente mucche e vitelli. Che, gran lungi dall’essere “pazzi” nell’accezione corrente del termine, finiscono col manifestare piuttosto tutta una serie di disturbi di carattere nervoso, come difficoltà alla deambulazione, tremori, paralisi diffuse, fino alla morte dell’animale. Alla base di tutto, comunque, sarebbero i tipi di alimenti dati in pasto negli allevamenti. In Francia, ma ancora più segnatamente e massicciamente in Inghilterra, da molti anni, ormai, si utilizzerebbero i mangimi più pericolosi, quelli, per intenderci, di origine animale. Il che, chiaramente, soltanto adesso che il danno (enorme) è compiuto, appare finalmente quella forzatura mostruosa che in realtà è: i bovini sono erbivori, prima ancora che “cannibali” o, più generalmente, carnivori. Ed è da ricercare proprio in questa aberrazione alimentare forzata la reale causa dello sviluppo della malattia, in un primo tempo esclusivamente vaccina, e adesso balzata agli

onori della cronaca per aver cominciato a disturbare l’inquilino dell’ultimo piano del palazzo della scala evolutiva, l’uomo appunto. Le carcasse di animali utilizzate per nutrire i capi di bestiame, dunque, sarebbero state di animali (anche diversi dalla mucca, magari capre o agnelli) a loro tempo ammalatisi. Verosimilmente della stessa letale malattia. Un boomerang dalla capacità di ritorno formidabile. Se vogliamo, una sorta di micidiale pena del contrappasso per tutti coloro che avevano creduto, anni addietro, in quella innovativa metodica zootecnica, con la quale si sarebbero potuti “riciclare” i resti di animali morti, diciamo così, in circostanze poco chiare per i tempi, al fine di ottenere cibo per vitelli. Adesso, così, toccherebbe all’uomo cibarsi proprio di quelle carni che lui stesso aveva contribuito a rendere off-limits, con tecniche che la natura non avrebbe mai contemplato. Come è stato più volte ribadito in questi giorni, comunque, l’infezione da prioni si trasmetterebbe con l’ingestione di alimenti nei quali questa proteina patogena – il prione - alberga. Cervello, fegato, reni, midollo. Di gran lunga minore, in effetti, la concentrazione della proteina nel muscolo -la carne in senso stretto-, di fatto al centro delle paure collettive di questi giorni. Non dimentichiamo, peraltro, un altro particolare della biologia di questo nuovo agente patogeno tutt’altro che secondario. Si tratta, infatti, di una proteina capace di dare si malattia, ma in tempi estremamente lunghi, non ancora quantizzati con precisione. Dieci, quindici, forse anche vent’anni. E non basta, fra l’altro, solo una bistecca ai ferri per contrarre l’infezione, ne un mese di dieta puramente “carnivora”, anche se fatta a base di carne per così dire “ a rischio”. Tant’è vero che il ministro della Sanità, Veronesi, ha bandito le donazioni di sangue e midollo osseo solo da parte di quei soggetti che hanno soggiornato per un periodo di almeno sei mesi in Inghilterra, uno dei Paesi sicuramente più interessati dal fenomeno di diffusione del morbo. Questo ci fa capire, in ogni caso, come possa essere inverosimile che i recenti casi di encefalopatia registrati nell’uomo in questi giorni siano da riferire a ingestioni di carni infette avvenute solo qualche ora prima.


Block notes fatti e personaggi

Quelli di Belmonte/2

A

ggiornamento sui fratelli Cavallotti, titolari della Comest, ditta a cui tra la fine del ’97 e l’inizio del ’98 è stata affidata la metanizzazione di S. Lucia del Mela. Il settimanale del Corriere della Sera, “Sette”, nel numero di giovedì 23 novembre ha pubblicato un servizio di cinque pagine su Belmonte Mezzagno, il comune in cui ha sede legale la Comest. Domenica 26 novembre a Belmonte si sarebbe votato, ma nessun partito ha presentato lista e candidato a sindaco per protestare contro il livello della criminalità mafiosa nell’area e per la scarsa azione repressiva condotta dallo Stato. Il comune controllato dal (citiamo) “patriarca-fantasma Bernardo Provenzano”, a pagina 49 viene definito “un feudo dove quattro manovali erano stati trasformati in facoltosi imprenditori, i Cavallotti.”

INCARICHI PROFESSIONALI

Una macchia, anzi: La Macchia

I

l comune di S. Lucia chiederà un finanziamento di un miliardo e 50 milioni per il recupero e l’ammodernamento del campo sportivo di contrada Grazia. Il progetto di massima dei lavori è stato approvato dalla giunta il 10 novembre. Non è questo il primo provvedimento che l’amministrazione adotta nei confronti del campo sportivo, anzi viene buon ultimo dopo cinque delibere approvate tra l’agosto ’99 e l’agosto 2000. Il 19 agosto ’99 furono decisi alcuni lavori di sistemazione per 1.550.000 lire, il 3 settembre furono impegnati 60 milioni per sistemare gli spogliatoi, il 30 dicembre altri 3.200.000 lire per la collocazione di grate in ferro. Nel luglio 2000, invece, la sostituzione della rete metallica di recinzione è costata 6.500.000 lire. Il 1° agosto, infine, è stato affidato l’incarico di redazione del progetto di massima approvato poi qualche settimana fa: sono altri 3.722.000 lire. In dodici mesi la giunta ha destinato 74.972.000 lire a un campo sportivo che ora, nonostante ciò, va recuperato e ammodernato. Il caso vuole che la somma necessaria per questi lavori sia pressoché identica a quella necessaria per completare un’altra struttura sportiva, la palestra della scuola elementare

AFFIDAMENTI ESTERNI

Pulisce ancora la “Nuovo Avvenire”

A

lmeno fino alla fine dell’anno due operai della cooperativa “Nuovo Avvenire” di Barcellona continueranno a coadiuvare gli operatori ecologici del comune nella raccolta dei rifiuti e nella pulizia delle strade. L’affidamento che era scaduto il 7 novembre, infatti, è stato prorogato per altre 56 giornate lavorative. La decisione di procedere a questo affidamento esterno era stata presa dalla giunta poiché il recente pensionamento di due netturbini ha creato carenze di organico

tra gli addetti al servizio.

STUDENTI

I tesori di S. Lucia

I

l supplemento “Noi Magazine” della Gazzetta del Sud del novembre, realizzato con la collaborazione degli studenti delle scuole di Messina e provincia, ha ospitato un articolo di Giu-

(1.011.850.000 lire è l’ammontare del finanziamento che andrebbe concesso per potere ultimare l’opera). Il professionista a cui l’amministrazione ha affidato la redazione del progetto per il campo sportivo è l’architetto Benedetto La Macchia, che è anche presidente della società consortile “Tirreno Ecosviluppo 2000”, di cui fa parte anche il comune di S. Lucia. Una domanda sorge spontanea. Se i consorzi tra comuni per l’adesione a patti territoriali, Prusst, Agenda 2000 e iniziative simili sono l’alternativa moderna, al passo coi tempi, “nuova” per ottenere fondi rispetto alle vecchie raccomandazioni presso l’onorevole del proprio partito, possibile mai che alla prima occasione, tra tanti architetti che ci sono al mondo, venga scelto il presidente del consorzio di cui questo comune fa parte? Come si spiega questo modo d’agire che ricorda tanto le vecchie camarille, le consorterie in cui gli amici e gli amici degli amici ottengono sempre qualcosa e gli sfigati che non hanno amici restano a contare le stelle? Possiamo dedurne che per l’ “ecosviluppo” dovremo attendere ancora un po’, quanto all’ “egosviluppo”, invece, ci siamo attrezzati a dovere. seppe Gitto, un ragazzo di S. Lucia che

frequenta il primo anno dell’Istituto tecnico industriale “Ettore Majorana” di Milazzo. Nello scritto Giuseppe ha parlato della storia del suo paese, illustrandone i momenti più salienti e dimostrando il suo orgoglio di cittadino luciese. 16 dicembre 2000 AGORÀ • 7


Block notes IERI E OGGI

Come cambia in un anno la refezione scolastica Fornitura generi alimentari e carni Servizio preparazione e distribuzione pasti Spesa totale

1999/2000 45.100.000 lire 20.581.200 lire 65.681.200 lire

Se lo tenga Seguendo le didascalie in senso antiorario (da –3 a 1 passando per 0) avrete quella che noi definiamo la classifica “dall’ultima alla prima posizione” delle cose e delle persone che popolano (alcune volte loro malgrado) S.

2000/2001 50.853.300 lire 66.316.900 lire 117.170.200 lire

Me lo dia Lucia. Si tratta ovviamente di giudizi personali. La classifica sarà aggiornata di volta in volta. E non è escluso che si possa passare da una all’altra parte della freccia

Si torna a casa

Imbiancatemi quel Donatello, please

1

Dopo molti anni finalmente gli anziani della casa di riposo Calderonio potranno ritornare nella loro vecchia residenza di piazza San Francesco. Finalmente ristrutturata. Non ci soffermiamo sulla bellezza o meno di quel corridoio di ferro che circonda l’edificio dal lato valle (per la verità, non è proprio un bijou): l’importante è che le pastoie burocratiche siano state definitivamente superate.

-3

Pessimo è purtroppo lo stato di alcune opere d’arte conservate nella Cattedrale di S. Lucia. In particolare, un nostro recente sopralluogo aveva messo in evidenza che un affresco era stato addirittura coperto con una mano di pittura. Se non è mancanza di cultura artistica questa, spiegateci voi per cosa ci si dovrebbe meravigliare.

Fiat lux

2

State tranquilli: è nelle nostre mani

-2

Solo che non sappiamo di chi sono le mani che stanno dietro questa strana sparizione. Stiamo parlando della statua della Madonnina che si trovava, da anni, all’ingresso del paese. Adesso c’è solo un vetro rotto. E un neon che, a guardarlo bene, fa un certo effetto. Riti satanici o teste che fischiano?

Tenetemi con un palo

-1

Sembra dire questo il povero arco di San Michele, che pare aver scommesso con se stesso di rimanere in piedi più a lungo di quanto chiunque si potesse aspettare. Amministratori vari compresi. Che nel corso degli anni hanno saputo solo contemplarlo. Da lontano, perché la prudenza non è mai troppa.

8 • AGORÀ 16 dicembre 2000

Fermi che rovino tutto io

0

L’assessore allo sport Santino Vaccarino ha osato l’impossibile profanando il dogma della “democrazia partecipativa”. Come i migliori capimastri ha spiegato ai suoi operai – i componenti della commissione contributi - che loro potevano decidere come volevano, però secondo lui era meglio fare in un certo modo. Almeno dall’estate l’assessore non ne indovina più una.

Tempo fa, venendo da Olivarella, S. Lucia appariva come uno sciame di luci distribuite a casaccio nel buio della sera, sotto una luce più viva e arancione – il castello -. Ora, lo sciame di luci non è cambiato ma per fortuna ad esso si sono aggiunte le coreografiche illuminazioni dei monumenti principali, sempre arancioni, che almeno conferiscono quel tocco di non so che certo non guasta.

Venghino, siore e siori

3

Alla mega-giostra delle iniziative culturali aumentano le attrazioni. Dopo Sciascia, le religioni monoteiste e l’orchestra da camera della Lettonia, si aprono spazi per Carlo Rosselli e Giuseppe Dossetti. Gli appassionati si affrettino prima che capiti un convegno su qualche poeta arabo dell’XI secolo.


Block notes RITORNI

A sinistra, Francesco Paolo

Silvio, pensami

Fulci. Più in basso nella

D

o you remember “l’uomo venuto dall’Onu”? Sentite: “Il combattivo Francesco Paolo Fulci, ex rappresentante all’Onu autoproclamatosi eroe della battaglia per l’ingresso dell’Italia ai piani alti del Palazzo di Vetro, ha invece stretto i rapporti con Berlusconi molto prima che i suoi iniziassero a giurare sulla sua vittoria alle prossime elezioni. Ma se avesse evitato di infierire a mezzo stampa sul successore Sergio Vento, forse, avrebbe dato di sé un’immagine più tranquillizzante”.

pagina, una veduta del centro storico e Vincenzo Leanza

Così scrive “L’Espresso” del 30 novembre in un servizio dal titolo “Cavaliere, conti su di noi” in cui Fulci è indicato tra coloro che si sono proposti a Berlusconi per occupare il posto di ministro degli Esteri nel probabile prossimo governo del Polo.

FONDI EX GESCAL

Quando Lenza taglia

N

el 1999 la Regione aveva concesso al comune di S. Lucia un finanziamento di un miliardo nell’ambito dei fondi ex Gescal, riservati all’edilizia popolare. La somma era stata destinata alla realizzazione di opere di urbanizzazione nell’area in cui si trovano le case popolari di via S. Michele. Il decreto di finanziamento prevedeva che i lavori dovevano iniziare entro il 3 aprile del 2000. La giunta, alla fine del ’99, aveva affidato gli incarichi ai progettisti, l’ingegnere Santi De

Il male oscuro del paese arabo di Francesco Carrozza

C’

è un paese arabo, a Santa Lucia del Mela. E’ un paese dimenticato, spesso. Lascia poco da dire, a chi governa, a chi ha governato. A chi governerà, probabilmente. Soprattutto lascia pochissimo da dire a chi – da sempre - vi abita. Perché ci si sente come facenti parte di una realtà diversa. Dimenticati, insomma. C’è un paese arabo, a Santa Lucia. Dimenticato. Lo si può trovare imboccando la via Garibaldi, quella tortuosissima riunione di blocchi di pietra, grandi e piccoli, che fanno traballare le automobili che salgono e che scendono e che ti fanno capire che il paese “che conta” ormai te lo sei lasciato alle spalle, e davanti hai soltanto il paese che contava. Il paese delle chiese medievali, delle torri triangolari, della cultura che è patrimonio inestimabile. Il paese dei Beati che ancora non lo sono. Il paese della “Cona a ghiazza” e del “Puzzolino”. Il paese che rinasce, ogni quattro anni circa, prima nelle intenzioni, poi nelle parole da comizio e nelle frasi fatte di ogni candidato alla carica di sindaco di questa città, ora come tesoro da salvare, ora come risorsa da riscoprire. Salvo poi tornare a morire qualche giorno dopo, quando rimane

ormai inutile insistere su cose già dette da altri. C’è un paese arabo. Che muore. E solo perché, in realtà, è troppo vecchio. Perché, Santa Lucia, ormai, tende a “scendere” a valle. E in questo processo trasformativo è inevitabile che accada quanto accade. Che le case abbandonate restino abbandonate, e che le strade appena percorribili, in alcuni tratti, persino a piedi rimangano a doppio senso di circolazione, per gli autoveicoli. Che una coppa dell’olio di un’automobile che si rompe, ad esempio, di domenica mattina, al centro della piazza, proprio davanti al quel monumento all’incontinenza urinaria infantile, e che imbratta tutta la pavimentazione, neanche fossimo in un’autofficina, richiami l’attenzione di un vigile urbano solo qualche giorno dopo. E’ il prezzo che si paga, dunque. Forse – forse - in tempi di federalismo usa e getta, reclamato da regioni, da province e da comuni, i tempi si sono fatti maturi perché anche i quartieri bistrattati reclamino, finalmente, un loro diritto al secessionismo. Ci pensate, alle prossime amministrative, votare per la lista “Movimento per la liberazione del Lavacro dei Saraceni”?

Gaetano e il geometra Ruggero Formica, al collaudatore amministrativo, al geo-

logo e al coordinatore per la sicurezza. Nel frattempo però la delibera della giunta regionale era stata sospesa dalla sezione di Palermo del Tar a seguito di un ricorso presentato dall’Istituto autonomo case popolari (Iciap) e dal comune di Palermo. Analoga impugnativa aveva poi avanzato alla sezione di Catania del tribunale amministrativo il comune di Messina. Il Tar di Palermo ha emesso una sentenza con al quale riconosce i rilievi di Iacp e comune capoluogo. A questo punto la giunta regionale ha approvato una nuova delibera, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 22 settembre, con la quale riformula la ripartizione dei fondi ex Gescal. Nel provvedimento del governo Leanza il finanziamento per il comune di S. Lucia è stato revocato. Ora la giunta ha proposto ricorso contro la decisione del governo regionale affidando la difesa dei propri interessi all’avvocato messinese Arturo Merlo, che si era già occupato di un precedente ricorso presentato al Consiglio di giustizia amministrativa e respinto. 16 dicembre 2000 AGORÀ • 9


POLITICA

CONSIGLIO COMUNALE

Il solito, grazie La maggioranza approva le proposte. La minoranza si oppone. L’una e l’altra litigano. Qualche volta si fa ostruzionismo. Insomma, tutto già visto di Filippo De Mariano

N

ON HA RISERVATO NESSU-

na novità il consiglio comunale del 29 novembre. Convocata per approvare l’assestamento di bilancio e alcune altre delibere, la seduta si è aperta con le immancabili polemiche tra amministrazione, presidenza e minoranza. Già da tempo il capogruppo d’opposizione Lino Calderone protesta perché all’apertura della discussione su ogni punto dell’ordine del giorno il sindaco non illustra la proposta presentata dalla giunta (vedere riquadro nella pagina seguente). La polemica si è ripetuta anche nell’ultima seduta. Carmelo Bella non deve essere molto attratto dalla cosa visto che ha lasciato l’aula dopo nemmeno mezz’ora dall’inizio dei lavori. Il consiglio ha fatto a meno di lui. Primo punto all’ordine del giorno era la destinazione dell’avanzo realizzato nel conto consuntivo 1999. Lino Calderone ha chiesto che la trattazione dell’argomento fosse rinviata in attesa che raggiungesse l’aula consiliare la ragioniera del comune così che questa potesse esprimere il parere contabile su eventuali proposte di emendamento avanzate dalla minoranza. Il sindaco Pandolfo ha replicato che la richiesta della minoranza è stata avanzata perché tutti sapevano che la ragioniera era fuori sede. Calderone ha fatto presente che, proprio per queste evenienze, il sindaco ha nominato un sostituto della ragioniera, che però non era in aula. Pandolfo ha affermato che per la discussione della destinazione dell’avanzo del consuntivo non è necessario nessun tecnico, poiché si tratta di un atto esclusivamente politico con il quale la giunta propone di indirizzare verso certi obiettivi le economie dell’anno precedente. La delibera è stata approvata con il voto favorevole degli otto consiglieri di maggioranza (era assente D’Antoni), mentre i quattro di minoranza (Calderone, Ragusa, D’Amico e Marchese) si sono astenuti. 10 • AGORÀ 16 dicembre 2000

Durante il dibattito, Calderone ha chiesto al sindaco chiarimenti sulla destinazione di dieci milioni alla raccolta differenziata. Pandolfo ha spiegato che, siccome nei mesi scorsi è stata effettuata nel centro storico la raccolta differenziata porta a porta, l’ amministrazione intende riproporla nei limiti delle disponibilità del bilancio comunale. Quindi quei dieci milioni serviranno a ripristinare il servizio. Angelo Ragusa si è augurato che con questa iniziativa non succeda quanto si è verificato con il cantiere di lavoro. E cioè che la giunta ha già tutto pronto prima di portare la proposta in consiglio. In particolare Ragusa ha auspicato che l’amministrazione non abbia già scelto la cooperativa cui affidare il servizio della raccolta differenziata porta a porta. Lo stesso Ragusa ha chiesto chiarimenti sui fondi destinati alla costruzione di un muro in via Rossellina. Il sindaco ha spiegato che nel punto in cui la strada è molto stretta, questa sarà allargata (c’è già il consenso dei proprietari dei terreni che andranno in parte sbancati) e vi sarà costruito un muro per frenare la caduta di pietrisco che già ora si verifica. Ragusa ha ribattuto che la scelta è discutibile poiché la caduta di pietre proviene in gran parte dalla trazzera della strada Roccazzone e non intervenendo su quella, col tempo si avrà solo un muro sul quale una quantità crescente di pietre eserciterà pressione. Si è poi passati alla discussione sull’assestamento del bilancio di previsione 2000. Anche in questo caso la minoranza ha chiesto che l’ amministrazione illustrasse la proposta e l’assessore Marcaione ha letto i contenuti della manovra (pubblicheremo questa e la destinazione dell’avanzo del consuntivo ’99 nel prossimo numero). Anche per questa delibera la minoranza si è astenuta. Quarantadue milioni ottenuti dalla Regione nell’ambito del fondo per l’occupazione riservato ai comuni con popolazione inferiore ai 15 mila abitanti saranno destinati alla realizzazione di un cantiere di

lavoro per la manutenzione di strade di proprietà comunale. Così è stato deciso all’unanimità con la terza proposta di delibera sottoposta all’esame dell’aula. Il cinque per cento della somma necessaria – come è già avvenuto per il cantiere del vico S. Maria dell’Arco - sarà a carico del bilancio comunale. Il consiglio ha poi approvato una delibera con la quale viene chiesto alla Regione siciliana di ricostituire le comunità mondane e di assegnare a queste i finanziamenti che ora vengono affidati alle province. Il sindaco ha spiegato che, con la soppressione della personalità giuridica delle comunità montane, la Provincia gestisce autonomamente le somme che nel bilancio regionale sono destinate alle comunità montane senza che queste abbiano alcuna voce in capitolo. La richiesta avanzata con la delibera dal nostro come dagli altri comuni che rientravano nelle comunità montane punta alla ricostituzione di queste ultime. La seduta si è animata sul tardi, al momento di discutere l’adozione del regolamento per la gestione dei rifiuti solidi urbani. Il capogruppo di minoranza Calderone ha chiesto che il punto venisse rinviato perché il suo gruppo aveva ricevuto solo la sera prima il testo del regolamento, e non avendolo potuto esaminare attentamente, non era in grado di formulare osservazioni o proposte di modifica. Il sindaco ha spiegato che si trattava solo di un regolamento che recepisce quasi integralmente le disposizioni emanate dalla Regione con lo scopo di uniformare la disciplina dei comuni siciliani in materia di rifiuti solidi urbani. Quindi, secondo Pandolfo, non era il caso di modificare il testo predisposto dagli uffici perché ricalcava letteralmente il regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana. Dopo una sospensione della seduta perché la maggioranza decidesse cosa fare, la richiesta di Calderone è stata respinta. Il capogruppo di minoranza ha lodato ironicamente l’alto senso di democrazia della maggioranza e, di fronte alla replica risentita di Grillo che poco prima aveva spiegato che il regolamento andava approvato perché il suo gruppo ha fiducia nell’azione dell’ amministrazione, ha chiesto che venisse letto integralmente il regolamento. A questo punto, poco prima delle 22, li abbiamo lasciati. Effetto dissolvenza. Titoli di coda.


POLITICA

Letterina agli amministratori

C

ARI AMMINISTRATORI CHE PARTECIPATE ALLE SEDUTE DEL

consiglio comunale, nell’ultima convocazione i consiglieri di minoranza hanno insistito più del solito sull’opportunità che qualcuno di voi di volta in volta illustri le proposte che vengono discusse dal consiglio. Voi però avete solo mostrato fastidio per questa richiesta, anche se, mentre il sindaco non ha spiegato nulla spontaneamente delle delibere poi approvate durante la seduta, l’assessore Marcaione ha offerto nientemeno che la lettura integrale della proposta di delibera sull’assestamento del bilancio. Il comportamento dei due – Pandolfo e Marcatone - rappresentano gli estremi che questa amministrazione sembra disposta a concedere: o non spiegano niente o leggono (o fanno leggere al presidente del consiglio) integralmente la delibera da discutere. Questo vostro modo di agire ci sembra che non vada bene per due motivi. Uno metaforico e uno concreto. Il primo è questo: quando a scuola un professore vuole fare danni, può scegliere due soluzioni semplicissime: non spiegare la lezione che lascia da studiare per la volta successiva oppure leggere quello che dice il libro senza aggiungere o togliere nulla. Che senso ha fare così? E quindi: che senso ha che voi non spieghiate ai consiglieri comunali in cosa consiste la vostra proposta, a cosa punta, perché è stata formulata in quel modo e non in un altro? D’accordo, i consiglieri di maggioranza hanno già saputo la sera prima nella consueta riunione pre-consiglio qual è il contenuto della delibera (qualcuno magari lo conosceva già da prima ancora), ma in consiglio ci sono anche quei signori che vi stanno un po’ antipatici che dovrebbero opporsi a voi. Sono gli studenti più discoli, quelli che non studiano, che si presentano sempre impreparati. E voi, di fronte a loro cosa fate? Li snobbate. “Non avete studiato? E io non vi spiego niente. Al limite vi leggo parola per parola quello che è scritto in queste carte”. Vi sembra modo? Andiamo! Il secondo – ben più materiale - motivo per cui il vostro silenzio o la lettura integrale sono disdicevoli è il seguente (e ve lo ha fatto notare pure Lino Calderone, che in questo caso vi ha battuto e, diciamocelo pure, a voi che lì siete gli insegnanti ha dato una lezione, l’alunno discolo – a Cesare quel che è di Cesare): le sedute di consiglio comunale sono aperte al pubblico e di solito, specialmente all’inizio, quattro-cinque persone che assistono ci sono. Non pensate che man mano che viene affrontato l’ordine del giorno, quei cittadini debbano essere informati in modo sintetico (ecco perché non va bene la lettura integrale, che è quanto di più noioso si possa imporre) e completo (ecco perché non va bene il silenzio: è quanto di più incompleto e comodo si possa immaginare) sull’argomento e sulla proposta che voi avete preparato e state sottoponendo al consiglio? Se partecipare alle sedute consiliari significa farsi parte della discussione politica (in realtà non è così, ma facciamo finta che lo sia), interessarsi, conoscere i problemi della propria comunità, cosa può imparare il pubblico? Ad alzare il dito a comando o a fare ostruzionismo? Suvvia! È un piccolo sforzo quello che vi chiediamo. La sera prima, preparatevi la lezione, pensate quale sia il modo più coinvolgente per proporre ai vostri concittadini gli argomenti che affrontate durante l’azione amministrativa. È nel vostro interesse fare partecipi le persone, è nell’interesse di tutti diffondere conoscenze. Trasmettere intelligenza rende intelligenti, dice Domenico Starnone. E allora cosa aspettate? Senza rancore, uno studente che sogna insegnanti più avvincenti

SANITÀ

Più igiene per l’asilo nido

L

A GIUNTA COMUNALE HA AFFI-

dato al dottor Giuseppe Alibrando l’incarico per l’ elaborazione e l’attuazione del piano di autocontrollo Haccp previsto dal decreto legislativo n. 155/97 per l’asilo nido comunale. L’incarico ha durata di 12 mesi (dicembre 2000-dicembre 2001, escluso agosto) e prevede l’indagine sul locale, la redazione del manuale di corretta prassi igienica, nel quale tra l’altro saranno identificati i limiti critici relativi ai valori di temperatura, Ph, modalità di lavorazione, soglie batteriche. Saranno inoltre consegnati all’asilo nido comunale due “Registri di autocontrollo” nei quali saranno annotate tutte le procedure effettuate al fine di garantire il corretto funzionamento del monitoraggio dei punti critici di controllo su prodotti acquistati, temperatura frigoriferi, controllo visivo roditori, registrazione analisi cliniche. L’incarico prevede anche l’istruzione del personale, il controllo periodico del corretto andamento delle procedure dell’ Haccp, l’esecuzione di “tamponi microbiologici” periodici per evidenziare eventuali malfunzionamenti, l’uso di analisi di laboratorio microbiologico.

UFFICI COMUNALI

Proroga agli articolisti

G

LI EX ARTICOLISTI IN SERVI-

zio presso il comune di S. Lucia hanno ricevuto una nuova proroga fino al 30 aprile 2001, in attesa che si sblocchino le procedure per l’avvio dei contratti di diritto privato. Come sempre sul bilancio comunale graveranno solo le somme necessarie per gli oneri assicurativi contro infortuni sul lavoro e responsabilità civile verso terzi, pari a 1.125.000 lire. L’attività dei 26 giovani riguarda il supporto ad attività istituzionali: asilo nido, servizi assistenziali e socio-culturali, tributi e commercio, servizio area tecnica, segreteria, biblioteca, anagrafe. 16 dicembre 2000 AGORÀ • 11


L’assestamento di bilancio Abbiamo raccolto i numeri relativi alla manovra di assestamento del bilancio approvata dal consiglio comunale, di cui abbiamo dato notizia nelle pagine precedenti, in alcuni quadri che servono per orientarsi meglio nella messe di cifre

QUADRO A. MINORI INCASSI Tassa posteggi mercato settimanale –17.400.000 Trasferimenti dallo Stato per sviluppo investimenti -159.635.108 Proventi quote di frequenza e refezione asilo nido –8.900.000 QUADRO B. MINORI SPESE Compensi al segretario per lavoro straordinario –8.000.000 Istituzione e attivazione servizi di controllo e nuclei di valutazione –8.000.000 Assistenza/ previdenza personale –4.600.000 Autocontrollo Haccp –6.500.000 Interessi passivi su mutui –16.281.231 Spese per corsi di tiro a segno –191.200 Refezione scuola materna, quota a carico utenti –36.928.400 Manutenzione e lavaggio cassonetti –4.150.000 Quota a carico bilancio comunale progetto lavori socialmente utili personale ex articolo 23 –26.751.685 Trasporto urbano –8.000.000 Arredo urbano –5.800.000 Spese per lo sviluppo economico –9.000.000 Compensi e rimborsi spesa ai revisori dei conti –1.000.000 Indennità di presenza agli amministratori comunali –4.250.974 Polizza assicurativa amministratori comunali –7.808.400 Spese per illuminazione pubblica –7.762.572 Opere di urbanizzazione risanamento complessi edilizi, acquisizione aree e rimborso somme non dovute –25.000.000 Lavoro straordinario dipendenti comunali –646.362 Fondo Contratto collettivo nazionali di lavoro, articolo 15 –408.523 QUADRO C. MAGGIORI INCASSI Tassa sulle concessioni comunali 5.546.578 Tassa smaltimento rifiuti 5.736.330 Trasferimenti correnti dallo Stato 143.345.105 Diritti di segreteria 5.000.000 Proventi dai servizi cimiteriali 28.901.000 Fondo di rotazione per la progettazione di opere pubbliche (legge regionale n. 10/93, articolo 21) 104.432.170 Proventi derivanti dal rilascio delle concessioni in sanatoria 6.000.000 Addizionale comunale sul consumo dell’energia elettrica 16.043.945 Fondo per l’occupazione 1998/99 67.750.920

12 • AGORÀ 16 dicembre 2000

Fondo per l’occupazione 2000

43.209.877

QUADRO D. MAGGIORI SPESE Quota diritti di segreteria al segretario comunale 5.000.000 Spese generali di funzionamento: acquisto beni di consumo 3.000.000 Spese di funzionamento automezzi 5.723.101 Spese per partecipazione a convegni di studio e aggiornamento 1.400.000 Spese varie d’ufficio per cancelleria 2.000.000 Quota diritti di segreteria allo Stato 500.000 Liti, arbitraggi, consulenza e risarcimento danni 16.000.000 Manutenzione patrimonio comunale, fondo Bucalossi 25.000.000 Energia elettrica per il civico acquedotto 53.926.000 Competenze al personale addetto alla viabilità 400.000 Buoni libro 540.000 Fornitura autoparco 2.000.000 Manutenzione e riparazione autoparco 4.276.899 Fondo per l’occupazione, quota a carico del bilancio comunale 160.493 Spese di funzionamento asilo nido 1.500.000 Fondo miglioramento servizi 2.800.000 Spese generali di funzionamento 3.522.608 Rimborso spese e missioni agli amministratori comunali 1.500.000 Oneri finanziari per assenze dal lavoro degli amministratori 3.000.000 Rimborso quota capitale mutui Cassa depositi e prestiti 5.364.596 Fondo di rotazione per la progettazione di opere pubbliche (legge regionale n. 10/93, articolo 21) 104.432.170 Oneri accessori per la sanatoria degli abusi edilizi 6.000.000 Ricovero anziani con fondi comunali 23.323.500 Restituzione al Ministero delle Finanze per incassi Ici 15.000.000 Indennità di funzione responsabili Aree e di posizione delle Aree organizzative 8.580.000 Fondo per l’occupazione 1998/99 67.750.920 Fondo per l’occupazione 2000 43.209.877 Rimborso spese utilizzo mezzo proprio per servizio di messo comunale 1.200.000 Totale manovra di assestamento 230.030.817 lire

Destinazione avanzo di amministrazione 1999 Avanzo realizzato nel consuntivo 1999 Così ripartito: Raccolta differenziata Attività turistico-ricreative Costruzione muro Rossellina Interventi igienico-sanitari

72.301.656 10.000.000 10.000.000 15.000.000 37.301.656


ATTUALITÀ

CONTRIBUTI

Capolavori a partecipazione controllata

L

A COMMISSIONE CONTRIBU-

ti riunione del 21 novembre ha rivisto la precedente proposta di ripartizione dei finanziamenti alle associazioni culturali (anno solare 2000) e alle società sportive (stagione agonistica 1999/2000) così come richiesto dalla giunta con delibera n. 202 del 19 ottobre, che contestava l’ esclusione dai finanziamenti della parrocchia Annunziata per la ristrutturazione dell’ ex chiesa Candelora e la suddivisone dei 20 milioni tra le società sportive (12 milioni alla squadra di pallavolo e otto a quella di calcio). La nuova proposta della commissione, approvata dalla giunta nella seduta del 28 novembre, assegna un milione alla parrocchia Annunziata, sottraendo 500 mila lire ciascuno alle associazioni “Padre Parisi” e “Castello”. Per le società sportive, invece, è prevista la concessione di dieci milioni a testa alla Pro Mende e alla Polisportiva S. Lucia del Mela. La commissione ha così deciso di rivedere la propria precedente scelta che, se confermata, avrebbe portato a una nuova opposizione della giunta e al passaggio delle carte al consiglio comunale, che avrebbe approvato una proposta di delibera redatta così come richiesto dagli amministratori. Un commissario, in verità, Fortunato Di Salvatore, si è dissociato dalla scelta fatta dalla commissione. Venendo alle motivazioni, il milione per la parrocchia Annunziata è stato concesso perché i lavori di ristrutturazione dell’ ex chiesa Candelora sono finalizzati ad “attività sociali e di recupero di minori a rischio di devianza”. Colpisce come la storia del “rischio di devianza” ormai, lungi dall’essere una cosa seria, venga servita in tutte le salse e per tutti gli scopi. Meglio così. L’uguale suddivisione dei fondi per le società sportive è scaturita dalla considerazione che la Pro Mende ha giocato in un campionato a 17 squadre e la Polisportiva S. Lucia del Mela in uno a 12 squadre. Un puro criterio quantitativo, quindi, con in

più il passaggio sotto silenzio di un secondo campionato di prima fascia disputato dalla squadra di pallavolo (la Seconda divisione maschile) con cinque società partecipanti, che avrebbe eguagliato il numero complessivo di gare disputate.

Non è un capolavoro di equanimità, ma questo passa il convento. Tanto vi dovevamo per la cronaca, per il resto non vogliamo annoiare nessuno ripetendo sempre le stesse cose. Filippo De Mariano

IL VERBALE

L’

anno duemila il giorno ventuno del mese di novembre alle ore 17,00 in S. Lucia del Mela presso i locali municipali di piazza Duomo si riunisce, dietro regolare invito, la commissione contributi nominata con determinazione sindacale n. 39 del 10/7/1998, ai sensi del regolamento comunale approvato con delibera consiliare n. 83 del 3/12/1992 e successive modifiche e integrazioni. Sono presenti: Vaccarino Santo, in qualità di presidente, delegato dal sindaco, Di Salvatore Fortunato, componente, Mazzù Antonino, componente. Funge da segretaria la dottoressa Arizzi Carmela, funzionario responsabile dell’area servizi sociali e cultura. Poiché sono presenti tutti i componenti, il presidente dichiara valida ed aperta la seduta. Informa quindi i componenti che la giunta comunale con provvedimento n. 202 del 19/10/2000, esecutivo, ha richiesto alla commissione il riesame della proposta formulata per la concessione dei benefici economici con riferimento alla esclusione del contributo della parrocchia S. Maria Annunziata e alla ripartizione del contributo tra la società Polisportiva di S. Lucia del Mela e alla società sportiva Pol. Pro Mende. Procede quindi alla lettura delle motivazioni adottate dalla giunta municipale per il riesame della proposta di concessione contributi da parte della commissione. La commissione presa in esame la richiesta di contributi inoltrata dalla parrocchia S. Maria Annunziata, considerato che i lavori di ristrutturazione si rendono necessari per l’espletamento di attività sociali e di recupero di minori a rischio di devianza, propone di assegnare a favore della suddetta parrocchia un contributo di

lire un milione decurtandolo per lire 500 mila dal contributo precedentemente assegnato all’ associazione culturale Castello, e per lire 500 mila dal contributo assegnato all’ associazione Padre Giovanni Parisi […] Per quanto concerne le società sportive presenti sul territorio, la commissione dopo attenta analisi degli atti prodotti a corredo dell’istanza, pur riconoscendo che la società Polisportiva S. Lucia del Mela svolge la propria attività in ambito regionale come risulta dai calendari allegati, rileva che la società suddetta effettua il proprio campionato serie D girone D a 12 squadre. Di contro la società sportiva Pol. Pro Mende effettua il proprio campionato di Prima categoria girone C in ambito provinciale a 17 squadre, per cui si ridetermina il contributo il lire dieci milioni per la società Polisportiva S. Lucia del Mela e in lire dieci milioni per la società Pol. Pro Mende. A questo punto il componente Di Salvatore Fortunato si dissocia dalla proposta sopra formulata in quanto la Polisportiva S. Lucia del Mela ha disputato il campionato di Seconda divisione maschile equivalente alla Seconda categoria, pertanto le trasferte salgono a 17 come quelle di calcio, per cui non vede l’equità dell’assegnazione disposta per le due società. La commissione propone che il presente verbale venga trasmesso alla giunta municipale per i provvedimenti di competenza. Il presidente Santino Vaccarino I componenti Antonino Mazzù Fortunato Di Salvatore Il segretario Carmela Arizzi

16 dicembre 2000 AGORÀ • 13


ATTUALITÀ

CONTRIBUTI / PARLA UNO DEI COMMISSARI

Le mie perplessità di Nino Mazzù

C

ON UN MISTO FRA DELUSIONE E AMAREZZA HO

Il voler penalizzare per forza un’associazione perché è presiepartecipato alla riunione per l’assegnazione dei contri- duta, nella sostanza più che nella forma, da chi, nel bene o nel buti a favore delle società sportive e delle associazioni male, in consiglio attua tutte le tattiche possibili per creare proculturali. Premetto subito che io stesso faccio parte di blemi alla maggioranza, dimenticandosi che è l’unica associaziodetta commissione e la proposta che è stata portata alla giunta è ne che organizza una manifestazione che da un decennio riunisce stata avallata anche con il mio voto favole famiglie dei vari rioni del nostro paese revole. La commissione si riuniva per la e richiama molti visitatori dai paesi limiPotrò anche sembrare seconda volta sullo stesso argomento, trofi, non è “di sinistra”. Oppure andare a qualunquista, ma tengo perché la prima deliberazione era stata fare le pulci a una società sportiva, che ancora all’Idea rimandata dalla giunta per motivi più o sopravvive per l’impegno di poche persomeno validi. ne e che dà l’opportunità a tante ragazzine Non scendo in particolari, perché non sono questi che mi hanno di potere impegnarsi nello sport agonistico, paragonandola ad lasciato e mi continuano a lasciare a dir poco perplesso, ma è altre società dove oltre a esserci modi di autofinanziamento, ci l’impostazione di base data alla suddivisione dei contributi che sono i proventi degli incassi - pochi per quanto vogliamo ma pur ha provocato la necessità di questa mia riflessione o sfogo. sempre un aiuto nel sostenere le spese - mi sembra che anche La mia ideologia e la mia impostazione politica mi lasciavano questa non sia quella che si dice politica sociale. credere e sperare che, una volta che saremmo stati “noi” al goAttenzione: in quello che è successo non c’è niente di disonesto verno, sia locale che nazionale, ci saremmo comportati in manie- o di poco chiaro. Quello che è successo è perfettamente legale e ra diversa. Mi riferisco alla tanto deprecata e avversata logica logico. Ma in questo caso la logica fa a pugni con l’idea, e io della vecchia Democrazia Cristiana, per intenderci, che badava potrò anche sembrare qualunquista ma all’Idea, io, ci tengo anmolto alla forma e alle amicizie nel decidere come gestire e am- cora. ministrare la cosa pubblica. Invece mi sono trovato a sentire discorsi che tutto erano all’infuori che di sinistra. L’autore è componente della commissione contributi

Ora sì che sono contributi COME È CAMBIATA LA RIPARTIZIONE DEI FONDI

SECONDA PROPOSTA

PRIMA PROPOSTA

(accolta dalla giunta il 28 novembre)

(bocciata dalla giunta il 19 ottobre) Banda musicale

12.000.000

Banda musicale

12.000.000

Ass. Padre Parisi

3.000.000

Ass. Padre Parisi

2.500.000

Ass. Castello

3.000.000

Ass. Castello

2.500.000

Ass. Piccolo Teatro

1.000.000

Ass. Piccolo Teatro

1.000.000

Basilica concattedrale

500.000

Basilica concattedrale

500.000

Comitato Mons. Antonio Franco

500.000

Comitato Mons. Antonio Franco

500.000

Parrocchia S. Maria Annunziata Polisportiva Pro Mende Polisportiva S. Lucia del Mela

14 • AGORÀ 16 dicembre 2000

0 8.000.000 12.000.000

Parrocchia S. Maria Annunziata

1.000.000

Polisportiva Pro Mende

10.000.000

Polisportiva S. Lucia del Mela

10.000.000


delibere di giunta

La bacheca

lire; manutenzione e riparazione autoparco 2.051.996 lire; manutenzione rete idrica 380.000 lire. Totale 11.706.107 lire.

GIUNTA DEL 19/10/2000

metra Daniela Trifirò.

204 Adesione proposta costituenda associazione temporanea d’impresa tra Sabibo srl e IT Service srl relativa a interventi di formazione e sostegno per la costituzione di sportelli unici per le imprese nell’ambito del programma “Rap 1000”. Parteci-

211 Manutenzione impianti di riscaldamento edifici comunali. 5.560.000

213 Richiesta parere legale pratica

GIUNTA DEL 8/11/2000

pano i comuni di Milazzo, Barcellona e gli aderenti al consorzio “Tirreno Ecosviluppo 2000”.

edilizia n. 13/A/91 ditta germani Rizzo Salvatore, Francesco e Franco.

220 Prosecuzione progetto lavori socialmente utili mese di novembre 2000 per utilizzazione dei lavoratori

GIUNTA DEL 31/10/2000 GIUNTA DEL 26/10/2000

214 Modifica delibera di giunta n. 187 del 9/10/2000.

prioritari di cui all’articolo 1 commi 2 e 3 della legge 21/12/1995 n. 85.

lire.

219 Quota associativa Anci e contributi Lega delle autonomie locali anno 2000. 1.887.740 lire (1.367.340 lire

212 Fornitura gasolio per impianti di riscaldamento edifici comunali.

per l’Anci, 520.400 lire per la Lega delle autonomie).

23.760.000 lire.

205 Autorizzazione al sindaco a proporre appello avverso la sentenza n. 160/2000 Tribunale Barcellona. La causa per la quale il Comune è stato condannato in primo grado riguarda la richiesta di risarcimento danni presentata dalla signora Maria Mendolia per l’occupazione di un suo terreno per la costruzione di un collettore primario e dell’impianto depurativo sul versante del torrente Mela. Avvocato del Comune è Giuseppe Sajtta. 1.500.000 lire come acconto per le spese legali del giudizio d’appello. 206 Assegnazione somma al funzionario responsabile dell’Area servizi sociali e cultura per fornitura bombole di gas liquido per refezione scolastica. 1.160.000 lire per venti bombole, presuntivamente necessarie per gli otto mesi in cui funzionerà il servizio di refezione scolastica. 207 Assegnazione somma al funzionario responsabile dell’Area servizi sociali e cultura per fornitura materiale di pulizia per le scuole. 2.467.100 lire per l’intero anno scolastico.

spese legali. L’atto di precetto notificato il 6/10/2000 insieme al decreto ingiuntivo n. 92/00 del 9/8/2000 emesso dal Giudice del Tribunale di Barcellona sezione di Milazzo, intima il pagamento di 38.878.019 lire relativi alle spese sostenute per l’esecuzione dei lavori descritti nella sentenza del giudice unico del Tribunale di Barcellona n. 9799 del 28/4-13/5/1999.

208 Impegno spesa servizio economato.

GIUNTA DEL 7/11/2000

Spese di rappresentanza un milione; spese generali di funzionamento 7 milioni; manutenzione patrimonio comunale un milione; spese di funzionamento 842.000 lire. 209 Liquidazione spese e competenze Banco di Sicilia-Tesoriere comunale 2° e 3° trimestre 2000. 2.870.963

lire per il pagamento delle spese vive e per le competenze maturate per l’utilizzo dell’anticipazione di cassa nei due trimestri. 210 Nomina personale di direzione del cantiere regionale di lavoro per pavimentazione del vico S. Maria dell’Arco. Geometra Piero Sergi e geo-

Nella causa intentata da Angela Grazia Aragona era stato nominato difensore degli interessi del Comune la dottoressa Domenica Cicciarello. La delibera è modificata perché, secondo una nota fax della dottoressa Cicciarello, si può “giungere a una richiesta di risarcimento danni allo stato non determinata e di conseguenza non configurabile con il mio status di patrocinante avvocato è necessario sostituire il mio nominativo con il collega di studio avvocato Mario Mancuso”. 215 Autorizzazione al sindaco a opporsi all’atto di precetto di Rappazzo Antonino. Un milione per acconto

216 Approvazione schema di contratto per fornitura materiale a piè d’ope-

ra cantiere regionale di lavoro per pavimentazione del vico S. Maria dell’Arco. 217 Approvazione schema di contratto per fornitura servizi trasporti e noli

cantiere regionale per pavimentazione del vico S. Maria dell’Arco. 218 Approvazione rendiconto economato 5° bimestre 2000 e relativo rimborso.

Spese di rappresentanza 405.000 lire; spese generali di funzionamento 4.274.112 lire; spese varie d’ufficio 3.631.410 lire; manutenzione patrimonio 627.489 lire; spese di gestione 336.100

GIUNTA DEL 10/11/2000 221 Approvazione progetto di massima recupero e ammodernamento campo di calcio comunale. Il progetto

è stato realizzato dall’architetto Benedetto La Macchia. La somma necessaria per i lavori è di un miliardo e 50 milioni, di cui 820 milioni per i lavori a base d’asta e 230 milioni come somme a disposizione dell’amministrazione (vedere articolo in questo numero). 222 Affidamento a cooperativa di tipo B servizio raccolta rifiuti solidi urbani e pulizia strade e piazze di proprietà comunale, legge 381/91 e

successive modifiche e integrazioni (vedere articolo in questo numero). 223 Conferimento incarico per redazione del piano di sicurezza cantiere regionale lavoro di pavimentazione del vico S. Maria dell’Arco. 900 mila lire. GIUNTA DEL 14/11/2000 224 Assegnazione somma per fornitura materiale e attrezzature di antinfortunistica, cantiere regionale di lavoro pavimentazione vico S. Maria dell’Arco. 1.255.000 lire. 225 Assegnazione somma al responsabile dell’Area amministrativa per liquidazione rimborso spese commissario ad acta. 1.023.800 lire al dottor Salvatore Roccapalumba, commissario ad acta per l’individuazione delle aree pubbliche per il commercio. GIUNTA DEL 16/11/2000 226 Autorizzazione al sindaco a costituirsi nel procedimento ex articoli 669 bis e seguenti e articoli 700 e seguenti codice procedura civile promosso dal signor Merulla Fortunato. La causa riguarda presunte infiltrazioni di

16 dicembre 2000 AGORÀ • 15


La bacheca acqua e umidità in un fabbricato di proprietà del signor Merulla, che non sono state riscontrate nel sopralluogo disposto dall’ufficio tecnico del Comune. Impegnato un milione come acconto per le spese legali. GIUNTA DEL 21/11/2000 227 Conferimento incarico per pro-

porre ricorso avverso la delibera di giunta regionale di programmazione dei fondi ex Gescal pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 22/9/2000. Impegnati due milioni come acconto spese legali per l’avvocato Arturo Merlo (vedere articolo in questo numero). 228 Autorizzazione al sindaco a resistere nel giudizio promosso dalla signora Calderone Domenica. Un milione come acconto per le spese legali. La causa è stata promossa per il risarcimento dei danni subiti a seguito di un incidente avvenuto il 2 agosto a causa di una buca presente nel manto stradale di via San Rocco. Il Comune ha chiamato in giudizio anche l’assicurazione Fata, con la

quale ha stipulato una polizza assicurativa di responsabilità civile. GIUNTA DEL 24/11/2000 229 Integrazione somma assegnata all’economo comunale con delibera di giunta municipale n. 85 del 17/5/2000 per attuazione conferenze. 550.000 lire per le conferenze del 25 novembre e del 2 dicembre su Carlo Rosselli e Giuseppe Dossetti. 230 Assegnazione somma al funzionario responsabile dell’Area servizi sociali e cultura per pulizia locali comunali. Preventivo di spesa di 48.312.247 più Iva per il periodo di 22 mesi e 15 giorni. La pulizia riguarda i locali di piazza Duomo (circa 420 metri quadrati) e di via Pietro Nenni (circa 530 metri quadrati). GIUNTA DEL 28/11/2000 231 Contributi associazioni, enti, comitati e società sportive. 232 Conferimento incarico dottor Giu-

seppe Alibrando per elaborazione e attuazione piano di autocontrollo Haccp ai sensi del decreto legislativo n. 155/97

LA NUOVA LEGGE SICILIANA SUGLI ENTI LOCALI

Elezioni nel 2003 Il numero degli assessori passa da quattro a cinque. Raddoppiano le indennità. Ma soprattutto il mandato di sindaco e consiglio durerà cinque anni. A cominciare da quello in corso

A

VETE PRESENTI GLI ASSES-

sori di Santino Pandolfo? Aggiungetene un altro. Questa è una delle conseguenze della riforma degli enti locali approvata nella scorsa settimana dall’assemblea regionale siciliana, che recepisce una legge nazionale già in vigore nel resto d’Italia. Il numero degli assessori, dicevamo. D’ora in poi sarà pari a un terzo dei consiglieri comunali. Nel caso di S. Lucia, quindi, essendo il consiglio composto da 15 persone, gli assessori possono essere al mas-

16 • AGORÀ 16 dicembre 2000

simo cinque. Non si tratta però di un obbligo, ma solo di una facoltà. La scelta finale spetta al sindaco, che, in un paese piccolo come questo in cui non ci sono segreterie di partito voraci, può anche decidere di tenersi i quattro che ha. Ecco quindi che agli attuali assessori possiamo non aggiungerne un quinto (che in bilancio costerebbe dieci milioni e mezzo all’anno). Capitolo indennità. Secondo la nuova legge raddoppiano per tutti, sindaco, vice sindaco, assessori e presidente del consiglio, consiglieri comunali. Anche questa non è una prescrizione obbligatoria. Ogni comune deve trovare nel proprio bilancio il denaro per pagare le indennità agli amministratori, quindi è impensabile che a S. Lucia venga esercitata la facoltà di raddoppiare gli stipendi. Veniamo infine alle novità introdotte dalla legge di riforma degli enti locali che valgono di sicuro anche per S. Lucia. Il mandato di amministratori e consiglieri

per l’asilo nido comunale. 233 Prosecuzione progetto di lavori socialmente utili fino ad aprile 2001

per l’utilizzazione dei lavoratori prioritari di cui all’articolo 1 commi 2 e 3 della legge 21 dicembre 1995 n. 85. GIUNTA DEL 5/12/2000 234 Assegnazione somma per fornitu-

ra luminarie natalizie. 3.960.000 lire. 235 Assegnazione somma per collocazione luminarie natalizie. Tre milioni. 236 Fornitura prodotti farmaceutici per asilo nido comunale anno 2001.

Preventivo di 2.441.100 lire. 237 Fornitura carne asilo nido comunale. Preventivo di 2.080.000 lire. 238 Somme non assoggettabili a esecuzione forzata in danno del Comune.

Per il semestre gennaio- giugno 2001 le somme non pignorabili sono le seguenti: retribuzione al personale 1.453.728.000 lire; rate mutui in scadenza nel semestre 211.399.221 lire; servizi locali indispensabili 1.341.236.526 lire. Totale 3.006.363.747 lire.

comunali è stato aumentato di un anno, da quattro a cinque. La novità riguarda anche amministratori e consiglieri attualmente in carica. A S. Lucia, così, si tornerà a votare nel 2003. E in un giorno compreso tra il 15 aprile e il 30 giugno. D’ora in poi infatti, la Regione di anno in anno convocherà le elezioni di tutti gli enti locali in scadenza un uno stesso giorno, compreso appunto tra quelle date. È il cosiddetto “Election day”. Non è passata, invece, la proposta, appoggiata per ultimi dai Ds, di consentire ai sindaci di essere eletti per tre mandati consecutivi. Il limite resta a due. E se un sindaco viene sfiduciato durante il secondo di questi, non potrà più ricandidarsi. Si fanno più restrittive le norme per la mozione di sfiducia al sindaco. Nei comuni più grossi la mozione dovrà essere votata dal 65 per cento dei consiglieri. In quelli con meno di diecimila abitanti dai quattro quinti dei componenti del consiglio. Così, a S. Lucia per sfiduciare il sindaco occorrerà il voto favorevole di 12 consiglieri. In caso di dimissione o revoca del sindaco, decadrà anche la giunta, mentre il consiglio resterà in carica fino alle nuove elezioni.


CULTURA

IL CONVEGNO SU CARLO ROSSELLI

Un socialismo dal volto umano Il professore Furiozzi dell’università di Perugia ha illustrato in un convegno la figura e il pensiero di Carlo Rosselli, il padre del “socialismo liberale”. Oggi più che mai attuale di Santina Mazzù

S

ABATO 25 NOVEMBRE NEL-

l’aula consiliare di via Pietro Nenni, si è tenuto il convegno dal titolo “Carlo Rosselli e il socialismo liberale”. Si trattava del primo di una serie di incontri organizzati dall’assessorato alla Pubblica Istruzione, insieme al comitato per la gestione della biblioteca comunale, incentrati sulla figura di quei personaggi che hanno avuto un ruolo molto importante nella formazione del pensiero dell’Italia democratica. Sono intervenuti il professore Campione dell’università di Messina, nella veste di moderatore, e il professore Furiozzi, ordinario di storia contemporanea alla facoltà di Scienze dell’educazione dell’università di Perugia, che ha illustrato in modo esauriente i tratti generali della vita e del pensiero di Carlo Rosselli, sottolineandone in particolare i punti di attualità e di modernità. Carlo Rosselli si ricorda soprattutto per la sua militanza antifascista. Nato nel 1889 a Roma, nel 1925 fondò il primo giornaletto antifascista, dal titolo “Non mollare”, nel ’26 istituì un’ organizzazione che aiutava i dissidenti a lasciare il paese (per questa via riuscirono a sfuggire alle repressioni del regime nomi noti come Turati e Saragat); in Francia fondò il movimento “Giustizia e Libertà”, che ebbe un ruolo importante nella diffusione di un pensiero di opposizione alla dittatura.

Partecipò alla guerra di Spagna e nel ’37 venne assassinato da un gruppo terroristico incaricato da Galeazzo Ciano e dallo stesso Mussolini. Ma Rosselli va ricordato anche come studioso e filosofo. Il suo libro più importante è “Il socialismo liberale”, dove illustra compiutamente il suo particolare tipo di socialismo, diverso per molti aspetti dalla dottrina marxista, allora imperante, e che definisce proprio liberale perché in esso vuole conciliare il socialismo in senso stretto (uguaglianza di tutti gli uomini) con il concetto di libertà, tipico del liberalismo. Dal marxismo egli si stacca quando afferma che il socialismo non coincide necessariamente con esso, guardando invece più volentieri all’esempio del liberalismo inglese (come Mazzini, tant’è vero che viene definito da alcuni il Mazzini del ventesimo secolo). Ne capovolge addirittura i termini quando dice che il socialismo è per prima cosa una rivoluzione morale che si attua nella coscienza di tutti e solo dopo è una rivoluzione materiale, laddove il marxismo diceva esattamente il contrario. Lo rifiuta quando dice che esso ostacola il cammino del vero socialismo che, in realtà, è erede del liberalismo. Soprattutto vede nel marxismo la grande colpa di asservire il popolo, di renderlo schiavo, quando invece per lui la libertà dell’individuo è determinante per la libertà dello stato. “Non c’è stato libero” – egli diceva “senza uomini liberi”. Il suo pensiero integra il socialismo, dottrina materialistica per eccellenza, della dimensione etica che non ha mai avuto, e ne sottolinea soprattutto questo aspetto. Da qui la novità del suo pensiero nel contesto storico-culturale in cui visse, ma da qui anche la sua modernità e attualità Carlo Rosselli

che hanno portato recentemente storici e studiosi di tutto il mondo a riprenderlo e studiarlo sotto una nuova luce, non più solo come esponente di punta dell’antifascismo italiano, ma anche e soprattutto come valido studioso e pensatore politico. Aspramente criticato ai suoi tempi sia dai comunisti che dai socialisti, la storia gli ha poi dato ragione; infatti, da quando con la caduta del muro di Berlino il comunismo di rigida ortodossia marxista è caduto, la sinistra, in crisi d’identità, ha cercato di ricostruirsi su nuove basi, attestandosi su posizioni più moderate. E oggi, che si sente il bisogno di una nuova svolta nel socialismo europeo, si parte proprio dal socialismo liberale teorizzato quasi un secolo fa da Carlo Rosselli. Un uomo troppo avanti per i suoi tempi, quindi. Troppo avanti non solo per quel che concerne il socialismo etico, ma anche per altri aspetti del suo pensiero. Parla, ad esempio, della necessaria distinzione di due tipi di economi,a una pubblica e una privata, cosa che trova attuazione solo in questi tempi; insiste sul federalismo, sulla necessità di dare maggiore autonomie a province e comuni, discussione oggi all’ordine del giorno; incita alla formazione degli stati uniti d’Europa e di una carta dei diritti dei cittadini europei, che proprio in questi giorni sta per essere realizzata. Tutto questo ci dimostra come Rosselli ci sia molto vicino e sembra di sentire il suo ammonimento, che ci incita a scrollarci dalla nostra “pigrizia morale”, a riprenderci la nostra libertà di pensiero e la nostra dignità di uomini, a non accettare dogmi e ideologie preconfezionate, per essere veramente e finalmente liberi. 16 dicembre 2000 AGORÀ • 17


CULTURA

UNA VITA IN UN LIBRO DI POESIE

Giuseppe Raffa poeta luciese di Santo Brunetta

R

La copertina di “Dal Mela al Thames” di Giuseppe Raffa

ECENTEMENTE HO AVUTO

il piacere di leggere la raccolta di poesie “Dal Mela al Thames. Versi per continuare a vivere, 1967-1997”, di cui è autore Giuseppe Raffa, un giovane luciese oggi residente in America. Pur non essendo uno degli

Chi è Giuseppe Raffa

E’

nato a S. Lucia del Mela il 3 dicembre 1952. Nel 1970, conseguito il diploma magistrale, emigra in Canada, ove tuttora risiede. Laurea in lettere (1979), University of Western Ontario, Ontario, Canada. Laurea in pedagogia e biblioteconomia (1980), presso la stessa università. Master of Arts, in letteratrura italiana (1982), University of Toronto, Ontario, Canada. È docente di lingua francese alla W.E.S.E.S., West Lorne, Ontario, Canada, e all’Istituto CFLL, London, Ontario, e di lingua italiana presso la University of Windsor, Canada. Giuseppe Raffa si occupa di giornali letterari del Settecento. Al momento ha in cantiere l’Indice Bibliografico de “Il Giornale de Letterati d’Italia” (1710-1740) di Apostolo Zeno. Sue poesie sono state pubblicate su “Europa Oggi”, Antologia di poeti contemporanei; “L’Anima del Poeta”, Antologia di poeti italocanadesi; in lingua inglese nell’antologia “Walk Through Paradise: an antology of poetry”. Un profilo biografico è apparso nel Dizionario biografico degli autori italiani contemporanei. Ha inoltre scritto due libretti d’opera: “Astolfo” e la traduzione dal francese di “Elisa ossia il viaggio al Gran San Bernardo”. Collabora al settimanale italiano “La Gazzetta di Windsor e Detroit”. È anche musicista e autore di canzoni.

18 • AGORÀ 16 dicembre 2000

addetti ai lavori, mi sono reso subito conto del rilevante interesse del lavoro poetico del Raffa. Ragion per cui ho deciso di sottoporre la raccolta suddetta all’attenzione di Antonio Catalfamo, poeta, scrittore, critico letterario barcellonese (già allievo del grande intellettuale che fu l’onorevole professore Antonio Pino Balotta), il quale, dopo attento esame, ha redatto una interessantissima recensione che qui di seguito viene riportata. Viene proposta anche all’attenzione dei nostri lettori una significativa poesia di Raffa dal titolo “La mia storia”. Viene, infine, riportata la nota bibliografica dell’autor. Come lui stesso ci riferisce nella poesia citata, ancora in tenera età ha subì-

to le conseguenze della povertà. Ad un certo punto però, divenuto già in età adulta, ha avuto la forza di reagire al proprio stato; e, senza esitare, ha deciso di andare via da S. Lucia del Mela (“… presi i bagagli e la corriera e me ne andrai per la mia strada”).E con le proprie forze, partendo da zero, è riuscito, negli anni, a conseguire risultati eccellenti,. Soprattutto sotto il profilo culturale. Risultati sicuramente non conseguibili nel proprio paese natìo, anche perché sussistono a mio parere, qui da noi, condizioni socio-ambientali tali da non aiutare i giovani come Raffa, ricchi dentro, a valorizzare le proprie risorse. A tale riguardo mi viene in mente un celebre detto latino che, non so perché, un anziano sacerdote, un tempo mio insegnante, pronunciava spesso: “nihil propheta in patria tua”. A distanza di tempo, però, riflettendoci bene, anche alla luce della scelta coraggiosa di Raffa e di altri, debbo convenire che padre D., oggi monsignore, aveva ragione.

LA RECENSIONE

Poeta pavesiano d’America di Antonio Catalfamo

G

IUSEPPE RAFFA È NATO A

S. Lucia del Mela, antico borgo rurale in provincia di Messina nel 1952, e vive in Canda, dove insegna Lingua Francese alla W.E.S.E.S., West Lorne, Ontario, e Lingua italiana presso la University of Windsor. Nella plaquette “Dal Mela al Thames” raccoglie le poesie scritte dal 1967. L’ampio arco temporale ci consente di seguire la sua evoluzione poetica, dalla produzione giovanile a quella più matura. Parlerei di un “itinerario pavesiano”, perché non solo i temi e lo stile, ma anche la scansione delle varie tappe ci rimanda allo scrittore piemontese del quale ricorre

i questi mesi il cinquantesimo anniversario della tragica morte. Le poesie giovanili di Giuseppe Raffa ci ricordano le prime poesie pavesiane, le “poesie del tormento”, come le definì efficacemente Massimo Mila, lette agli amici che costituivano la cosiddetta “banda del D’Azeglio”, raccolta attorno al professore Augusto Monti. La donna è corpo, sangue, “grembo ferale”, “vulva”, “dolce seno”, “essere infernale”. L’amore è vissuto drammaticamente, lo stile è diretto, il ritmo convulso. La produzione matura dimostra una maggiore consapevolezza del mito, del valore archetipico della realtà, dell’eterno ripetersi dei comportamenti umani. La poesia assume funzione conoscitiva dell’incon-


CULTURA

LA POESIA

La mia storia Era d’inverno in quel paese, tanta la neve sulle case quando un angelo passò. La gente andava per le strade, con tanti doni nelle mani per poi offrirli a chissà chi? Mia madre lì piena d’orgoglio, d’aver avuto il suo bel figlio qualcosa vera da mostrar. Mentre mio padre poveretto, solo piangeva sotto il tetto un’altra bocca da sfamar. La mia storia cominciava così. La mia storia cominciava così. Passano gli anni in quel paese, porta l’estate tante cose le ciliegie e il grano d’or. E intanto andava la mia vita, come relitto alla deriva senza speranza e senza amor. Mai mi ricordo d’aver avuto, come regalo un bel vestito o una torta da mangiar. A piedi scalzi sempre nel fango, ed ogni giorno un ritornello “oh figlio mio che ci puoi far!” La mia storia cominciava così. La mia storia cominciava così. Quando tornò la primavera, presi i bagagli e la corriera e me ne andai per la mia strada. Attraversai montagne e strade, dormii sull’erba in mezzo ai prati con la speranza d’arrivar. Oggi che sono a diciott’anni, sono cadute anche le foglie la primavera non c’è più. Solo continuo in questo mondo che assomiglia al nostro inferno senza speranza e senza amor. La mia storia va avanti così. La mia storia va avanti così. Così continua la mia vita, di vagabondo e di poeta e chissà quando finirà.

scio, del proprio passato, che è anche il proprio presente e il proprio futuro. Non stupisca, dunque, il sottotitolo della raccolta, “Versi per continuare a vivere”, pensando alla tragica conclusione della vicenda esistenziale pavesiana. Italo Calvino ci aveva già dato, in uno scritto che risale a qualche anno dopo rispetto a tale conclusione e che anticipa quanto lo stesso scriverà nel decimo anniversario nel saggio “Pavese: essere e fare”, un’immagine di Pavese diversa da quella dominante nella critica – e riproposta in questi giorni – di un uomo e di uno scrittore che si piange addosso. Ci ha mostrato un Pavese dinamico, tutto immerso nel proprio lavoro, innamorato della letteratura e della vita, al di la del tragico epilogo. Anche

per Giuseppe Raffa si può dire la stessa cosa: partire dalla morte per recuperare la vita, secondo quel principio fisico dell’ “inversamente proporzionale” che sta alla base della letteratura sapienziale, ma anche leopardiana. La funzione conoscitiva ch’egli attribuisce alla poesia emerge dalla ricerca delle proprie radici culturali, dal ritorno, se non reale, letterario, alla “terra dei padri”, alla sua Sicilia, in un “nòstos” che ci ricorda quello di Vittorini in “Conversazione in Sicilia”. Il ritorno è fatale per tutti i siciliani e dimostra, come ha scritto Giuseppe Zagarrio a proposito di Quasimodo, che essi attribuiscono dimensione universale alla loro terra, sciascianamente “metafora della vita”. Il ritorno conoscitivo di Giuseppe Raffa e-

merge da poesie come “Natale ‘90”, “Madre”, “Stretto di Messina”, “A mio padre”, ma soprattutto da quelle in dialetto siciliano: “Eterno amuri”, “Non è piccatu”, “Me nonna”. E qui si pone lo spinoso problema della lingua. Giuseppe Raffa ha preferito usare il dialetto della “piccola patria”, il dialetto municipale, non la “koiné” regionale, in linea con quanto ha scritto Italo Calvino: il dialetto, quando diventa “koiné”, si pone già sulla difensiva, è un primo passo verso la lingua nazionale. E’ la “lingua della madre” a riemergere, come nelle “Poesie a Casarsa” di Pasolini. L’uso della lingua viscerale testimonia ulteriormente la funzione conoscitiva della poesia, il regredire verso le radici ultime della propria storia di uomo. Ma la riflessione va estesa anche alla lingua del poeta quando non usa il dialetto. Per Giuseppe Raffa si è posto il problema che si pone per ogni scrittore, specie meridionale, che ha un sostrato dialettale al quale si sovrappone un altro strato, costituito dalla lingua che si impara a scuola, cioè l’italiano della media borghesia, che diviene enfatico al massimo sulla bocca degli insegnanti di paese, che di ciò fanno elemento di distinzione dalla massa incolta e di superiorità. Un ulteriore strato, per lo studioso, è rappresentato dalla lingua della nostra letteratura “consacrata”, essenzialmente “petrarchesca”, cioè “aulica”. Così è stato anche per Gramsci. E la soluzione adottata da Giuseppe Raffa ci pare che si collochi proprio lungo la via Gramsci-Pasolini: egli si è, infatti, liberato di ogni quoziente retorico, ha preferito la “lingua della ragione” alla “lingua del sentimento”, richiamando anche l’ esperienza leopardiana, nonché pavesiana. Potremmo definire la sua lingua poetica “orale-grafica”, ricalcata cioè sul parlato, con l’influsso della struttura sintattica del dialetto. Il sostrato dialettale non viene rimosso, ma valorizzato, per conferire espressività, se è vero, come è vero, che il dialetto ha maggiore espressività della lingua nazionale, che, nell’era dei computer, si appresta a divenire semplicemente comunicativa. Una poesia dall’ “anima dialettale”, dunque, quella di Giuseppe Raffa, fortemente conoscitiva ed evocativa, un nuovo slang. In ciò sarà servita – credo – anche la lettura di quegli stessi autori americani, ai quali si richiamò Cesare Pavese. 16 dicembre 2000 AGORÀ • 19


BUONE FESTE Ministro, questa donna è di serie C? la Repubblica, 2 dicembre 2000 Summum ius, summa iniuria. Così si diceva una volta. Oggi, con quel minimo di serenità che lascia la decisione del Tribunale di sorveglianza, si può dire che nei confronti di Silvia Baraldini c’è stato un accanimento giudiziario neanche tanto strisciante, e continua ad esserci. Sarà la Corte costituzionale, tra qualche mese, a dire se il famoso-famigerato accordo con gli Stati Uniti sia o no incostituzionale. Lo è, come hanno affermato nell’agosto scorso, quando la Baraldini tornò in Italia, giuristi di destra, di centro e di sinistra. Lo è ed è già stato violato più volte: quando la Baraldini ha fatto visita alla madre, gravemente malata, e quando è entrata in ospedale (al Gemelli) per essere operata. Gli Stati Uniti, per dar l’idea di quanto gliene importi, ormai, non hanno detto bah. C’è un particolare che si può valutare, a seconda dello stato d’animo, importante o sordido. Nel maggio del ’99, a Danbury, la Baraldini si sottopose all’annuale esame radiografico di controllo, dopo l’intervento del 1988 per neoplasia alla

cervice uterina. Intervento di bassa macelleria, secondo i chirurghi italiani, ma lasciamo stare. La lastra del maggio ’99 evidenziava calcificazioni sospette alla mammella destra, particolare di cui nulla è stato detto né all’interessata né al governo italiano, durante le trattative. E questo basterebbe, credo, a invalidare l’accordo. Firmato anche dalla Baraldini, certo, ma da una Baraldini convinta di star bene e ignara di covare un tumore. Adesso che sa di averlo, lo affronta con lo stesso coraggio di sempre. Deve sottoporsi a lunghe terapie (raggi, chemio). A Rebibbia non si può. E allora come, dove, quando? Non si sa. Non può vivere in pianta stabile al Gemelli né andare altrove. Per chi, come me, le ha fatto visita con regolarità, in questi sedici mesi italiani, c’è almeno un’immagine da ribaltare: quella di una Baraldini detenuta privilegiata e coccolata. No: è vessata e umiliata, anche in quest’ultimo periodo più doloroso con le conseguenze

anche psicologiche che si possono facilmente immaginare in una donna di 52 anni che da 20 sta in galera. Come, da noi, nemmeno uno sgozzatore di bambini. E per i mafiosi più feroci una decorrenza del termine salta spesso fuori. In ospedale, la detenuta Baraldini, piantonata come un pericolo pubblico, deve tenere la porta aperta quando va in bagno e non è possibile portarle non dico una boccettina di profumo o due fiori, ma neanche un cappuccino dal bar, in un bicchiere di plastica. Queste cose, forse piccole in una storia più drammatica, è giusto che si sappiano. Da un po’ pensavo che il caso Baraldini fosse cautamente trattato come ordinaria burocrazia carceraria, e non posso cambiare idea. Il tiepido ministro Fassino ci dica se il caso Baraldini si risolve col silenzio, anche definitivo da parte della detenuta, oppure se la cittadina Baraldini è da considerare di serie C, anzi peggio perché la costituzione vale per tutti tranne che per lei. Ci dica se le sarà riconosciuto il diritto a curarsi, in condizioni meno angoscianti e precarie, o se ancora per molto dovremo assistere allo spettacolo (non esaltante) di uno Stato che fa a tira-e-molla e prende tempo sulla pelle di una donna. Il tempo è quello di decidere, non di rinviare.

Il 26 dicembre mi ricoverarono di nuovo perché la terapia doveva proseguire. Avevo messo su quattro chili e i leucociti erano saliti a 4.100. Erano ben pochi i pazienti costretti a restare in ospedale durante il periodo delle feste, quindi ci trasferirono in un altro reparto. Lì non c’erano volti conosciuti, non avevo il campanello e vedevo dei piccoli insetti uscire dallo scarico; per giunta il cassetto del comodiono era bloccato […]. Il 31 dicembre le mie compagne di stanza furono dimesse e rimasi da sola ad aspettare l’anno nuovo. La mamma parlò con l’infermiera, chiedendo se poteva lasciarla entrare nella mia stanza, visto che ero del tutto sola, e lei infine acconsentì, purché non si facesse vedere da nessuno. Così la mamma tornò ancora una volta a casa, per preparare un cestino con la cena di San Silvestro da coninsieme. Quando 2000 tornò insieme 20sumare • AGORÀ 16 dicembre

con mia sorella, la sera tardi, era tutto pronto: mangiammo un’insalata di pasta, bevemmo il ponce natalizio e giocammo con il piombo fuso da versare nell’acqua, ricavandone delle forme strane. Per me era penoso trascorrere il Capodanno in ospedale; ripensavo a tutte le volte che l’avevo festeggiato con i fuochi d’artificio e il cenone, insieme con amici e conoscenti. Stavolta, invece, eravamo soltanto noi tre in una gelida stanza d’ospedale, a festeggiare l’anno che finiva. Se ne andarono poco prima di mezzanotte, perché mia sorella ci teneva molto a far scoppiare un paio di “botti”. Ancora un bacio, e restai di nuovo sola. Accesi la televisione quando mancavano tre minuti a mezzanotte: tutte quelle persone aspettavano l’arrivo dell’anno nuovo felici e contenti, augurandosi buona fortuna e scambiandosi quadrifogli di buon

augurio. Mi avvicinai alla grande vetrata della finestra che guardava la città, così almeno potevo vedere i fuochi artificiali: “dieci, nove, otto…” a quel punto sollevai la tazza di tè. “Tre, due, buon anno! Felice anno nuovo!” si sentì gridare dalla televisione. Ai miei piedi, il cielo della città si illuminò a giorno di mille colori. Ammirai a lungo lo spettacolo in silenzio; l’infermiera di turno venne a farmi gli auguri… E alla fine scoppiai a piangere. Mentre tutta la città festeggiava in compagnia, io sola dovevo restare lassù, senza nessuno accanto. […] Che cosa mi riservava l’anno nuovo? Un anno prima non avrei mai immaginato di potermi ammalare di cancro.

di Gianni Mura

Mavi Mohr, Un elefante mi ha preso per mano, Tea 1999

RaffaDalCanadalavocediunpoetaluciesePossiamoveramentefidarcidellacarnecheognigiornoportiamointavola?  

I vitelli dei luciesi Giuseppe Raffa Dal Canada la voce di un poeta luciese Possiamo veramente fidarci della carne che ogni giorno portiamo...