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ANNO III N. 1 [17] GENNAIO 1998

si troppo Qui fuma

Analisi sul ritrovato furore ambientalista. E se alla fine tutto restasse come prima? Poteri piccoli e grandi sarebbero accontentati. Ma la salute?

Asilo nido Aumentare la retta o chiuderlo?

Chiesa SS. Annunziata Scheda di Libero Rappazzo

Il testo della nuova legge elettorale


Numero 1

SOMMARIO Copertina 4

giornale indipendente fotocopiato in proprio Redattori: Francesco Carrozza Filippo De Mariano Letterio Carrozza Filippo G. De Mariano Hanno collaborato: Libero Rappazzo Santo Brunetta Rosario Torre

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Verso le elezioni 12

Copertina: Santina Alleruzzo

Redazione: via Garibaldi, 19 98046 - S. Lucia del Mela

ANNO III N. 1 GENNAIO 1998

Abbonamenti: Per ricevere “Agorà” direttamente a casa in abbonamento, contattare la redazione per comuicare l’indirizzo e se si intende avvalersi del servizio per 6 o 12 numeri.

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Chiuso in redazione il 21 gennaio 1998

Indiscrezioni. Il movimentismo vince, i partiti restano a guardare. Documenti. La nuova legge elettorale.

Problemi 15

Asilo infido. Il problema (sconosciuto ai più) dell’aumento delle rette dell’Asilo nido comunale.

Rubriche 16 17 18 19

Sport. Pallavolo, serie C Letto/Visto/Ascoltato Solo una pagina Lettere Un opuscolo su S. Lucia del Mela dell’associazione Padre Parisi T.O.R. - Progetto Mela

The End 20

Arretrati: Gli arretrati vanno richiesti alla redazione oppure presso i punti di distribuzione.

Fumo negli occhi. Raffineria e centrale Enel nell’occhio del ciclone Che cosa è la Direttiva Seveso Noi, avvolti da una “cappa” inestinguibile Le caratteristiche geografiche della nostra zona La scheda. Che cosa è l’LC-FINER L’intervento. Santo Brunetta: il potere politico latita e gli insediamenti industriali continuano. Intanto a Milazzo... Conclusione Rettifiche. A proposito della Guardia Medica.

...puntini puntini... A cura di Francesco Carrozza

Inserto I-II

La chiesa SS. Annunziata. A cura di Libero Rappazzo


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agorà - gennaio 1998

ambiente e inquinamento

Fumo negli occhi La Raffineria e la Centrale Enel tornano nell’occhio del ciclone. Tra un paio di mesi l’LC-Finer potrebbe entrare in funzione. Con gravi rischi per la salute di tutti, secondo gli ambientalisti. Il sindaco di Milazzo denuncia la centrale Enel. Fra tante incertezze e pochissime informazioni date ai cittadini, questo sembra essere il momento propizio per risolvere il nodo dell’industrializzazione del milazzese. Passerà invano? intanto i casi di tumore aumentano. Il collegamento con gli impianti industriali non può essere meccanico, però...

FALSO D’AUTORE Mattina. Una slendida mattina d’estate; cercate di immaginarla: l’aria quasi tangibile, un cielo senza l’ombra di una nuvola, una luce via via crescente. Io personalmente la immagino dal balcone della mia stanza, nella mia casa in via Garibaldi, che si affaccia su quella fetta di mondo così strana, incantevole e crudele che è la Valle del Mela. Avete provato a immaginare, ognuno dai vostri balconi? Ora spingete lo sguardo a nord-ovest, verso Milazzo, verso le Eolie, le splendide Eolie. Incantevole. E per un momento né io né voi la vedete, i vostri (nostri) sensi lo rifiutano inconsciamente, troppo bello è lo spettacolo della natura. Poi, però, quella strana sensazione cresce, quell’impressione di stare guardando un quadro pregiato danneggiato dalla mano di qualche restauratore inesperto; ecco, allora, che ci si accorge di quella scia di smog, nera e anonima, tagliare in due il cielo all’orizzonte. E prima ancora che la tristezza scalzi la poesia, i nostri occhi si soffermano sui due colossi industriali che campeggiano in mezzo alle due foci dei fiumi che solcano la nostra Valle. Bene, adesso potete smettere di immaginare. [F.C.]

In queste pagine Inquinamento e salute. Quale rapporto tra i tumori e gli scarichi delle industrie. Cose da sapere. Che cosa è la Direttiva Seveso. Breve storia degli insediamenti industriali nel milazzese. E qualche interessante notazione geografica sul nostro territorio. Le tabelle con i dati sui malati di tumore della provincia di Messina. Scheda. Che cosa è l’LC-Finer. Cosa succede a Milazzo? Il Comune che ospita la Raffineria e tutte le sue incertezze.


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Francesco Carrozza

“M

editerranea” è il nome della più comunemente conosciuta raffineria, quell’ammasso di comignoli e ciminiere che occupa, dagli anni ‘50, il litorale di Milazzo; giusto accanto sorge l’Enel, già famosa per il referendum di qualche anno fa; entrambe le strutture, soprattutto per quelli che hanno sempre vissuto qui e che, come me, non sono così vecchi da ricordarsi come fossero quelle spiagge prima che tutto accadesse, rappresentano un qualcosa di normale, nel senso che, con gli anni, diventa ordinario inquadrarle visivamente in quel preciso punto del litorale milazzese e sarebbe difficile immaginarne il paesaggio senza. Ovviamente non è solo una questione paesaggistica quella che mi spinge a scrivere. Il problema è un altro: con quali occhi dovrò guardare in quella direzione, oggi, alla luce di dati allarmanti che ci pervengono da più punti, chi più chi meno attendibili? Mediterranea e Enel cosa sono in effetti? Tutto giace nell’ombra, nel buio dell’omertà, più nera del fumo che esce copioso da quei grigi e tristi camini. Il mondo tace, intorno a noi. E intanto muore. Escludendo le (sporadiche) iniziative di questo e quel gruppo, o singolo, che, alla fine, proprio in quanto sporadiche, divengono sterili e quasi scontate, nessuno muove le acque intorno a quello che e ne sono drammaticamente convinto - dovrebbe essere l’argomento che ciascun cittadino di questo circondario dovrebbe conoscere meglio di tutti gli altri. Qui si parla di vita o di morte. E nessuno vuole morire. Mentre prepariamo questo numero, in cui dedichiamo ampia parte a questo argomento serio e gravissimo, le

ciminiere, da qui a Milazzo e a Archi, continuano a sputare al cielo miliardi di miliardi di molecole tossiche. E noi lasciamo che ciò avvenga. No, niente si muove, o comunque troppo poco, quando, invece, dovrebbe muoversi tutto, anche le case. Di cosa abbiamo paura? Raffinare il petrolio, produrre energia elettrica, non significa inquinare (e uccidere) a tutti i costi; volere fare più soldi, risparmiando su controlli e procedure di depurazione e diminuzione dell’inquinamento atmosferico - perché lo sanno anche gli ultimi arrivati che, sotto questo punto di vista, gli impianti sopra citati non sono certo un esempio di correttezza assoluta quello sì che signifca inquinare e, diciamolo pure apertamente, uccidere. Parliamo di dati, non di storie inventate. E così capita che un prete, padre Paolino Ficarra, di una parrocchia del circondario, ai funerali di uno dei suoi parrocchiani si lasci vincere dalla rabbia, dal disgusto, dalla amarezza e lanci un grido, una domanda ai presenti a quel rito funebre: «Per quanto tempo ancora dovrò vedere i miei parrocchiani morire di cancro?» Lo stesso parroco, in un secondo momento, avrebbe riferito ad un suo conoscente e amico (il consigliere Santo Brunetta) di una raccolta di dati che egli stesso avrebbe fatto nella sua parrocchia. La pelle si accappona: ben l’82% delle morti è per cancro, un dato che, se veramente attendibile (ricordiamoci che, in fondo, il buon padre Paolino, per quanto impegno possa metterci, resta comunque un prete e non un funzionario dell’Istat...) non dovrebbe far più dormire la notte nessuno. Perché, anche se è vero che non ci sono pubblicazioni scientifiche che ne comprovino la veridicità, l’aumento quasi esponenziale delle morti per

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cancro non ci fa pensare ad altro che a quei comignoli e a quelle ciminiere di cui sopra. A tal proposito, il professor Trichopoulos, direttore di uno dei maggiori centri di studi sul cancro in America, ha recentemente ribadito, in una pubblicazione, che «...l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo svolge un ruolo infrequente e difficile da documentare come causa del cancro negli esseri umani. Gli effetti nocivi sono difficili da verificare in quanto derivano generalmente dall’esposizione a parecchi composti cancerogeni, ognuno dei quali a bassissimi livelli. Nondimeno, è ragionevole ritenere che gli inquinanti possano contribuire a circa il 2 per cento dei tumori a decorso fatale, soprattutto del polmone e della vescica...». Ma aggiunge: «...le analisi chimiche dei campioni d’aria prelevati in aree urbane indicano che l’esposizione a lungo termine ad alti livelli di inquinamento atmosferico possa incrementare il rischio di cancro del polmone di circa il 50 per cento, specialmente tra i fumatori...». Come si può intuire il problema è veramente di grosse dimensioni, ma ancora più grande dovrebbe essere lo stupore, di fronte ad un simile esempio di omertà e di reticenza; nessuno, tranne pochi eletti, conosce cosa si cela tra le mura di quegli edifici. Tutto giace in un surreale silenzio. Intanto respiriamo, mangiamo e beviamo qualcosa di cui non ci è dato sapere. Poco più di dieci chilometri ci separano dalla Raffineria, dalla centrale Enel...; l’interesse che dimostriamo per l’argomento ci allontana dalle fiamme di combustione del petrolio di migliaia di anni luce. C’è chi, nel silenzio, muore o sta morendo per cause che mai saprà.


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breve storia degli insediamenti industriali e qualche notazione geografica Nelle prossime pagine cercheremo di affrontare questo delicato argomento, e ci sembrava doveroso dedicargli tanto spazio. Non ci importa fare accuse contro questo o quello. Vogliamo (dobbiamo) solo sapere a cosa andiamo incontro. Sarà come gettare una pietra nell’oceano più grande dell’Universo. E speriamo che padre Paolino abbia sbagliato a fare i conti...

Noi, avvolti da una “cappa” inestinguibile I tipi di venti che spirano in questa zona spingono i fumi della Raffineria e della centrale Enel verso la Valle del Mela. I monti Peloritani li bloccano liasciandoli ristangare sulle nostre teste. Le conseguenze per le piante, per le acque... e per noi

Che cosa è la direttiva Seveso

L

a Direttiva Seveso recepisce una direttiva della

Cee. L’obiettivo per cui è stata emana-

ta è quello di prevenire incidenti rilevanti all’interno degli impianti industriali. In sostanza, impone alle industrie di informare le Autorità sul tipo di impianti che funzionano al suo interno. Ogni volta che un nuovo impianto viene installato, l’industria deve inviare una nota informativa ai Ministeri dell’Ambiente, della Sanità e dell’Industria, alla Regione e alla Provincia. Questo tipo di obbligo riguarda gli stabilimenti industriali che utilizzano sostanze pericolose come idrogeno, anidride solforosa, ecc., o che tengono immagazzinate al proprio interno gas o liquidi infiammabili. Oltre che informare le Autorità sugli impianti installati, le industrie devono contemporaneamente predisporre piani di emergenza in caso di incidenti. Ottenute le informazioni, le varie Autorità svolgono compiti differenti: i Ministeri Ambiente e Sanità informano i prefetti e la Comunità Europea sulle caratteristiche e la pericolosità degli impianti; la Regione formula osservazioni ai piani di emergenza e controlla che le industrie mantengano sempre le misure di sicurezza; il Prefetto predispone un piano di emergenza che riguarda la popolazione civile. Inoltre deve garantire l’informazione dei cittadini. Per l’LC-FINING la Raffineria non ha seguito tutte queste procedure.

Rosario Torre

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el secondo dopoguerra, agli albori del “boom economico”, nel meridione e soprattutto in Sicilia vengono ubicate un certo tipo di industrie. Siamo nel 1957-’58 quando vengono completati i lavori per la Raffineria di Milazzo, siamo negli anni in cui per la prima volta gli occupati nel secondario superano quelli dell’agricoltura. Nella zona costiera del nordest siciliano sorge il primo e unico polo industriale della provincia di Messina, in una zona, a sismicità media, che comprende i comuni di Milazzo (Raffineria di petrolio), San Filippo del Mela (centrale termoelettrica), Pace del Mela (industria metallurgica) e in seguito Torregrotta, Venetico e Rometta (industrie dei materiali da costruzione) e Villafranca Tirrena (industrie meccaniche e dei pneumatici). è grazie ad esse che la nostra provincia (o per lo meno alcune tasche) ha goduto di un certo “benessere economico” a scapito ovviamente della qualità della vita che risente maggiormente di ben altri parametri fra cui l’essenziale diritto alla salute. Milazzo e il suo comprensorio hanno perso un’occasione unica per sviluppare una fonte di reddito meno rischiosa dal punto di vista della


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sicurezza degli impianti ed ecologicamente più pulita per ciò che attiene l’ambiente (l’unico che ci permette di vivere, se ben rispettato naturalmente dai suoi abitanti). In questo periodo (1950-’60) la famiglia Marzotto (dell’omonimo gruppo tessile e di abbigliamento) si era interessata ad una delle zone siciliane più belle dal punto di vista paesaggistico e maggiormente presente nei libri storici e mitologici: la terra costeggiata da Ulisse, la terra vicina ai luoghi di nascita di Ercole ed Efesto, la costa dove Caio Duilio sconfisse i Cartaginesi, dove Garibaldi sconfisse i Borboni, dove Greci, Bizantini, Arabi, Normanni, Angioini, Aragonesi, Borboni e tanti altri lasciarono grande impronta della loro cultura. Oggi Milazzo e il comprensorio sono meta di “turismo di passaggio” per le splendide Eolie, per Portorosa e per il resto della costa nord della Sicilia, e fra non molto nemmeno le isole prospicienti il Capo di Milazzo riceveranno i grandi flussi turistici che già da qualche anno sono in netto declino. Oltre al turismo, un’altra

grande fonte di reddito possibile era quella legata alle primizie agricole, in quel periodo esportate ovunque, che con stabilimenti adeguati, con tutta una serie di servizi collegati, potevano fare un’agguerrita concorrenza ai mercati greci, spagnoli e portoghesi, che oggi per motivi di cambio valuta e per capacità d’impiego dei fondi della Cee sono divenuti mercati molto convenienti che producono gli stessi prodotti che noi (del Meridione) abbiamo difficoltà a piazzare. Comunque, saltando i “mea culpa”, ritorniamo a queste cattedrali che hanno spazzato via fonti di reddito “pulite” e soprattutto le nostre vite e quelle dei nostri cari. A parere dei medici, e non solo loro (basta contare i morti e vederne le cause: male ignoto, male misterioso, male oscuro, ovvero cancro), in questo comprensorio vi è una fortissima incidenza di malattie respiratorie, tumorali e di mortalità per le stesse rispetto al resto della Sicilia (eppure in provincia di Siracusa ci sono quattro impianti petrolchimici e a Gela tre), e ciò la dice lunga su come i “conti” non

Morti per tumore Messina e provincia - Anno 1994

Fonte: Istat / Le cifre del grafico mostrano che il numero maggiore di tumori riguarda sedi dell’organismo interessate dagli effetti apportati dalle sostanze chimiche presenti nel fumo.

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tornano. Cosa succede dal punto di vista ambientale? Le industrie scaricano a mare o nel’aria (se si seppelliscono i rifiuti, con il filtraggio di acqua piovana nel sottosuolo siamo nella stessa situazione!), con l’evaporazione tale “vapore acqueo” con tutto il suo contenuto (gas di scarico) ritorna in aria, dove già esistono i composti volatili di tali impianti e con variazioni di temperature, altitudini e umidità relativa condensano e in seguito cadono sotto forma di pioggia: molta cade sulle nostre colture che noi mangiamo e molta si infiltra nel sottosuolo e va ad inquinare le falde acquifere da cui attingiamo l’acqua che poi beviamo. Riguardo ai venti, il prevalente è il Maestrale (che spira da nord-ovest) che porta tali scarichi verso sud, dove incontra i Peloritani, e verso est, dove si immette nello Stretto di Messina (qui si mescola allo smog di una delle città italiane più inquinate, anche se qui l’aria gode di una maggiore dinamica); nella zona costiera la Brezza di mare, che è un vento locale di breve durata, è maggiormente “pericolosa” per centri come Milazzo, Archi, Giammoro; ma la situazione più a rischio per gli spostamenti di tali gas con questo vettore si ha quando l’aria è più secca (giornate assolate, prive di vento) allorché resta negli strati più basi e crea una vera “cappa” che in seguito alle perturbazioni che vengono dall’Atlantico, prima che piova, con i vari fattori che portano alle precipitazioni, fanno sì che quest’aria (col suo contenuto), col vapore acqueo e col pulviscolo, portino alla caduta di essi sotto forma di pioggia; ma venti quale il Maestrale e la Tramontana (che spira da nord) portano anche le


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sostanze inquinanti delle molteplici città ed industrie delle zone che attraversano; infine, il Libeccio (vento di sud-ovest) non sembra interessare molto quest’area riparata dai Peloritani, ma lo Scirocco (che spira da sudest) sembra interessare le aree fino a Patti. E tutto ciò completa l’apocalisse con l’aria che respiriamo (anidride carbonica, monossido di carbonio, biossido di zolfo - il 12 gennaio scorso la centralina di rilevamento di Milazzo porto ha rilevato la presenza nell’aria di una percentuale di quest’ultimo elemento nettamente superiore alla norma, ndr - biossido di azoto, composti organici volatili, ecc.), non dimentichiamoci che le ciminiere alte vengno costruite per allontanare il più possibile questi gas dal luogo di origine e che, con i venti (sopra descritti) che spirano dal mare verso terra, essi vengono sospinti in zone interne, dove si trovano “imprigionati” da aspri monti, come i nostri Peloritani (è questo il caso di comuni come il nostro). Questo ovviamente

agorà - gennaio 1998

aggiunto alla pericolosità degli stessi impianti, già messi alla prova nel giugno 1993 con un’esplosione causa di 7 morti e 14 feriti. Allora si disse solo che la Raffineria di Milazzo «è l’impianto più a rischio d’Italia», ma questo pure un bambino può farlo (con tutto il rispetto per i più piccoli, che spesso sono più intelligenti di noi). Le abitazioni vicine (nel caso dei serbatoi, a 5 metri di distanza; nel caso dei tralicci dell’Enel, a non molti metri), la linea ferroviaria, la stessa autostrada e le altre piccole carreggiate sono quelle che “inspiegabilmente” (chissà per quale concessione edilizia) corrono più pericoli, senza contare gli effetti diretti e indiretti di un incidente per tutta la popolazione del territorio circostante. Non ancora contenti di tutto ciò e del referendum vinto contro la conversione a carbone della centrale Enel, cosa ci regalano per il 1998? Niente poco di meno che una bomba H. Sì, è questa la sorpresa che Babbo Natale e la Befana (dopo che già ne

avevano parlato in ambito regionale nel 1992 e dopo i lavori di fine 1996 inizio 1997) ci hanno recapitato senza che nemmeno ce ne accorgessimo. E per farlo non hanno richiesto (quando dovevano) nemmeno la V.I.A. (autorizzazione riguardante la valutazione dell’impianto ambientale). Questa bomba si chiama LC-FINING [per il suo funzionamento in dettaglio vedi scheda]. Nel mondo esistono altri sei impianti di questo tipo (negli Usa, in Canada, in Messico e in Kuwait) e questo sarà il primo in Europa, con il rischio immediato che tutte le raffinerie di petrolio europee, e forse anche del bacino del Mediterraneo, portino i loro scarti in questa sorta di “inceneritore”, con crescente numero di petroliere nei nostri mari e con un aumento catastrofico di emissioni volatili e di residui solidi da “criptare”. Ciò sarebbe un danno irreparabile per il turismo eoliano, per le poche primizie dell’agricoltura e soprattutto per i circa 80.000 abitanti della zona.

Morti di tumore per sesso e fascia d’età in Sicilia TOTALE M

F

M-F

5.680 4.387 10.267

0 anni

1 -4

3

5 -14 9

33

15 -24

25 -34

54

97

35 -44 281

45 -54

55 -59

723

60 -64

65 -69

70 -74

75 -79

85 e oltre

80 -84

730 1110 1597 1762 1434 1484

941

Morti di tumore per anno 1956 Messina Sicilia Italia

1961

1966

1971

1976

1981

1986

1991

1993

1994

724

811

846

1.016

1.058

1.047

1.192

1.402

1.458

1.534

4.157

5.024

5.706

6.271

6.747

7.412

8.285

9.534

9.949

10.267

67.641

77.899

90.563 102.639 110.513 122.884 136.846 150.617 153.941 155.879


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l’intervento

Che cosa è l’LC-FINER

L’

LC-FINER di Milazzo, primo in Europa, dal momento in cui entrerà in funzione (probabilmente nei prossimi mesi) servirà a convertire i residui pesanti ad alto contenuto di zolfo, che si ottengono dalla raffinazione del petrolio, in prodotti più leggeri (come benzine e olii combustibili) e sostanzialmente privi di zolfo. La logica che ha portato a ciò è quella dettata da esigenze di mercato internazionali: il petrolio è un materiale “ad esaurimento”, dunque il suo prezzo tende a salire; apapre, quindi, indispensabile ottenere il più possibile dal petrolio. Il problema è, però, che per “togliere” lo zolfo dai residui pesanti è necessario fornire una forte quantità di idrogeno: ecco che interviene l’impianto di “produzione idrogeno”, quello, per intenderci, che molti ambientalisti hanno definito “Bomba H”. Parliamoci chiaro: se dovesse capitare un incidente, l’eventuale esplosione dell’impianto ad idrogeno spazzerebbe via ogni cosa nel raggio di chilometri. Ma non finisce qui. Un altro inconveniente sarà legato alla liberazione nell’atmosfera di zolfo, quello estratto dal petrolio: dissertare sulla nocività di questo elemento nei confronti dell’organismo, se inalato a quantità inadeguate, mi sembra superfluo. Per capirci: fa male, molto male. [F.C.]

Il potere politico latita e gli insediamenti industriali continuano di SANTO BRUNETTA

I

Il consigliere Santo Brunetta è stato il promotore e l’estensore materiale della mozione sull’inquinamento nella Valle del Mela che il consiglio comunale ha approvato all’unanimità e di cui abbiamo parlato nel numero scorso.Già in precedenza si è spesso interessato alla tutela dell’ambiente. Di seguito pubblichiamo un suo intervento e una parte del testo di un’interpellanza che ha rivolto al Sindaco nel 1995 per chiedere un’indagine sulla composizione delle acque del nostro Comune, e la relativa risposta del Sindaco.

l mio impegno per la salvaguardia della salute e dell’ambiente dai rischi dell’inquinamento ha origini lonta-

ne. Nel tempo, mi è capitato anche di scontrarmi con gli stessi sindacati dei lavoratori allorquando questi, per una malintesa concezione della tutela dell’occupazione, si apprestavano a barattare la salute della collettività per una manciata di posti di lavoro. Ricordo un episodio molto significativo. Ero presente a una pubblica assemblea, organizzata dalla triplice sindacale, che si svolgeva presso la sala congressi della Silvanetta Palace Hotel di Milazzo, per discutere sull’opportunità o meno di convertire, da olio combustibile a carbone, la centrale termoelettrica di S. Filippo del Mela. Il problema era molto sentito e vi è stata una discussione appassionata. Nessuno o quasi si era espresso a favore del carbone. Senonché, nel chiudere i lavori, il rappresentante sindacale venuto da Roma (un certo Zorzoli), facente parte di non so quale organizzazione nazionale in materia di controllo dell’inquinamento industriale, senza tener conto dell’orientamento generale dell’assemblea, così iniziava il suo intervento: «La conversione a carbone della centrale termoelettrica di S. Filippo del Mela si farà perché così è stato stabilito

a Roma». Dopo aver detto ciò, l’illustre rappresentante sindacale non ha potuto più proseguire il suo intervento perché gli intervenuti lo hanno duramente contestato. Ricordo che siamo stati in molti ad abbandonare i locali in segno di grave disappunto. A distanza di anni ho saputo che anche lo Zorzoli, che ho avuto il piacere di contestare,è salito agli onori della cronaca: ha dovuto, insieme ad altri, dar conto del suo operato ai giudici di “Mani pulite” e possiamo ben capire il perché. Proseguendo nel mio impegno, ho investito dell’argomento un periodico nazionale. Infatti, “Cronache nazionale” ha pubblicato già nel maggio 1998 un mio articolo dal titolo “Impedire il saccheggio del territorio” in cui venivano denunciati apertamente gli inquinatori e i loro complici: «Se i potenti dell’industria, calati dal continente, hanno potuto mettere a sacco e fuoco queste ubertose contrade è perché hanno trovato qui un potere locale per certi versi irresponsabile, disposto a sacrificare, al potere finanziario, gli interessi generali della collettività [...] Dobbiamo avere consapevolezza piena del fatto che il territorio è un bene, una risorsa da utilizzare nel modo migliore possibile. Tra l’uomo e il suo ambiente non dovrà esistere contrasto ma piena armonia. La lotta, quindi, da


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portare avanti contro i “vicini di casa” l’inquinamento (cioè contro gli inquinatori e i loro complici) per ntorno a tutto questo sistema di cose, che abbiamo tentato di ricostruire, a modo nostro, in queste pagine, si è mossa e si assicurare una migliore qualità della muove - era più che ovvio immaginarlo - tutta una situazione polivita, altro non è che tica, che sicuramente ha visto il Sindaco di Milazzo protagonista, un aspetto della lotta almeno in parte, dal momento che l’LC-FINING è stato realizzato più complessiva per sul suolo di Milazzo. è noto, tuttavia, che tempo fa lo stesso Pino cambiare questa so- avrebbe dichiarato che gli sta a cuore la tutela dell’Ambiente e della salute dell’Uomo e che si sarebbe sempre mostrato molto cietà». Da allora ad oggi la attento verso le questioni sollevate dalle associazioni ambientalisituazione ha subito stiche. Qualcuno gli ha anche chiesto se la storia dell’LC-FINING e un ulteriore, preoc- del suo impianto non avrebbe meritato forse più chiarezza ed un cupante aggrava- dibattito democratico che mettesse di fronte le varie forze politimento. Ciò significa che nonché i cittadini. Carmelo Pino ha ricordato che è stata la che chi era (ed è) precedente Amministrazione a rilasciare la concessione edilizia preposto alla tutela per l’LC-FINING e non la sua. Dal canto suo, ha continuato il sindella salute e del- daco di Milazzo, si adopererà a fare chiarezza sull’impianto. l’ambiente è stato la- è infine di questi giorni la notizia che è stata presentata dallo stestitante. so Pino una denuncia nei confronti della Centrale Enel, per queNel frattempo ci ven- stioni relative all’inquinamento. gono suggerite, nella A questo punto ci chiediamo: e perché non contro la Raffineria? zona in questione, ulteriori insediamenti inquinanti (l’Agro- in cui ci troviamo dal punto di vista amfarm) e di particolare pericolosità (LC-FI- bientale, non possiamo più permettere NING). Evidentemente, nella situazione che altro inquinamento (ed altri rischi) si

Intanto a Milazzo...

I

aggiunga a quelli già esistenti. Pertanto esprimo il mio parere negativo circa l’insediamento dell’Agrofarm in territorio di S. Filippo del Mela e dell’impianto ad idrogeno presso la Raffineria di Milazzo. Sull’impianto ad idrogeno ha fatto bene il consiglio comunale di Milazzo a chiedere al sindaco la revoca della concessione edilizia (“Gazzetta del Sud” del 4 settembre ‘97). In conclusione, dopo aver discusso di salute e di ambiente, credo che una riflessione va fatta. Se ci troviamo a vivere in condizioni così drammatiche è perché abbiamo consentito che altri divenissero protagonisti delle scelt sull’utilizzo del territorio. Abbiamo, cioè, delegato quelli che erano dei compiti di nostra pertinenza ad altri, i quali ne hanno fatto uso ed abuso, con le conseguenze che ben sappiamo. Se non riusciremo ad appropriarci di ciò che ci compete, possiamo continuare a ben lamentarci, ma senza concludere nulla. Occorre, pertanto, diventare protagonisti e lottare, se veramente ci teniamo a creare per noi stessi e per coloro che verranno dopo di noi un ambiente meno oppressivo.

Acque comunali: l’interpellanza

I cittadini sono messi, quindi, in condizione di sapere

Oggetto: Analisi chimica e chimico-fisica dell’acqua pota-

Risposta del sindaco

bile del Comune.

cosa bevono e di stabilire anche di interrompere di bere se ciò può comportare danni per la loro salute. [...] 6 dicembre 1995

In riferimento alla sua interpellanza [...] si significa quanto Il sottoscritto consigliere comunale interpella la S.V. per

segue:

sapere se non ritenga utile sottoporre ad analisi chimica e

[...]

chimico-fisica le sorgenti che concorrono all’approvvigio-

- in riferimento al Suo suggerimento circa l’effettuazione di

namento dell’acquedotto del Comune per conoscere, tra

analisi tendenti a verificare l’esatta composizione delle

l’altro, sia i gas in esse contenuti (anidride carbonica, os-

acque comunali destinate al consumo umano, questa

sigeno) che le sostanze in esse presenti (calcio, sodio, po-

Amministrazione sta valutando la proposta mediante

tassio, magnesio, cloro, silicio, fluoro, ecc.). Da notizie

contatti con il Servizio Pubblico.

acquisite mi risulta che, da tempo, molti Paesi europei e

[...]

alcune regioni dell’Italia del nord portano avanti iniziative del genere, ritenendole di grande utilità pubblica.

Il Sindaco Pasquale Calderone


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Rettifica

CONCLUSIONE

L

a nostra, purtroppo, è una zona ad alto rischio. Da anni respiriamo l’aria arricchita dai prodotti di rifiuto di Enel e Raffineria. Da anni non sappiamo più di tanto. La salute, la vita, non devono essere un optional. Mai. Quando, nel lontano ‘57, folle di disoccupati reclamarono il loro diritto di voler lavorare, scelsero - forse non lo sapevano - questa e solo questa strada. Oggi tocca a tutti noi dover convivere con questa realtà che - non prendiamoci in giro - resta e rimarrà immutabile. Troppi interessi in gioco. Ma se Enel e Raffineria dovranno ormai essere accettate, più o meno con rassegnazione, da tutti gli abitanti di questa piccola parte di Mondo, che nessuno accetti mai, proprio mai di barattare la propria vita e quella di altre migliaia di ignoranti quali siamo, per qualche soldo in più.Perché, ribadisco, si può vivere con una Raffineria di petrolio e una centrale Enel nel proprio territorio, non è poi una cosa incompatibile con vita e salute, ammesso sempre che tutti facciano il loro dovere: noi, gli ignoranti, cercando di diventarlo un po’ meno, vivendo più attivamente questa realtà; loro, i signori dell’industria, attuando tutte le norme per la salvaguardia dell’ambiente, della salute, dell’integrità delle vite umane. Non è così difficile se mille, duemila, cinquemila “ignoranti” mettono insieme la propria voce, opportunamente canalizzata e investita di più autorità dall’intervento di consigli comunali, dei sindaci, che non dovrebbero mai ostacolare indagini

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di acqua o aria nei propri territori, e che, anzi, dovrebbero incentivare, nei comuni di cui fanno parte, la creazione di piccoli gruppi di “controllo”, o di “studio” che periodicamente si scambino informazioni, sia tra gruppo e gruppo, sia con la Raffineria e con l’Enel, al fine di fare sentire viva la voce di quelli che più contano, la voce del popolo. Abbattere i campanilismi che ci fanno vedere il cimitero di S. Filippo come ultima frontiera tra il nostro paese e il mondo, parlare, scambiarsi informazioni, capire che siamo tutti nella stessa, malferma, barca e che solo remando tutti insieme possiamo venirne fuori. Impariamo a saper convivere con le scelte che i nostri genitori hanno fatto, con intelligenza. La Raffineria e l’Enel (quei due colossi che campeggiano nel comunque stupendo litorale di Milazzo, quei due giganteschi ammassi di ciminiere e di comignoli attanagliati dall’aria limpida nella quale si ergono, grigi e alti, sì, proprio quelle due “mostruosità”) possono diventare nostri pacifici compagni di vita, se impareremo a gridare un po’ di più. Sarà una vita piena di fumo, d’accordo, ma sarà comunque vita. [F.C.]

A proposito della Guardia Medica Nello scorso numero abbiamo pubblicato un breve ar ticolo nel quale chiedevamo per quale motivo spesso le telefonate nottur ne alla Guardia Medica non ricevono risposta. L’ar ticolo era stato ispirato all’autore da due episodi che lo avevano riguardato personalmente. A distanza di un mese crediamo di essere stati un po’ troppo precipitosi. Chi legge quel testo può forse intravedere una tendenza generalizzatrice. Vogliamo precisare che quanto scritto si riferiva solo a singoli episodi, che potrebbero anche avere una spiegazione. Ad esempio, al momento della telefonata entrambi gli operatori di tur no potevano essere fuori per delle visite. Chiediamo scusa ai medici di guardia di S. Lucia del Mela e ai nostri lettori, ai quali non vogliamo offrire né terrorismo psicologico né sfiducia. E non volevamo farlo nemmeno con quell’ar ticolo, che tuttavia abbiamo scritto e pubblicato con troppa leggerezza.


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Verso le elezioni

agorà - gennaio 1998

la situazione politica

Il movimentismo vince, i partiti restano a guardare Filippo De Mariano

è

una campagna elettorale e possiedono gli strumenti per ottenere consensi: insomma, sanno come si fa il porta a porta. è legittimo però sospettare

bene non farsi molte illusioni: anche la prossima sarà una

che l’iniziativa non riesca ad essere sufficiente per vincere. L’ultima

campagna elettorale molto tradizionale, in tipico stile luciese.

tornata amministrativa ha dimostrato come i sindaci uscenti godano di

Cosa si intende per stile luciese? Semplicemente che nei

un’onda lunga di consenso che può essere dovuta all’effettiva capacità

quattro anni tra un’elezione e l’altra nessuno fa niente, mentre nelle im-

amministrativa oppure a chissà quale suggestione della tortuosa mente

mediate vicinanze delle elezioni si muovono con la massima solerzia (e

degli elettori, ma che comunque c’è ed è molto forte.

con il silenziatore inserito) gruppetti di persone che si fingono movimenti

E a questo riguardo il cartello Città Domani-Rinascita è tutto da valutare

politici dalla nobile ispirazione etica.

quanto a capacità di frenare con le idee e i programmi l’ “effetto sindaco

Nei casi più fortunati qualcuno di questi gruppetti raggiunge la configu-

uscente”.

razione di un movimento (magari pasando per una fase intermedia di as-

Sullo sfondo, ancora, da qui in avanti su muoveranno altri clan di tipo fa-

sociazione politica) che presenta una propria lista.

milistico che garantiranno a questo o a quello qualche decina o qualche

IL MOVIMENTISMO - La dinamica di questi gruppetti è sempre molto

centinaio di voti, ricevendo in cambio la possibilità di inserire in lista un

curiosa. I loro componenti si sentono veri e propri statisti: forti e sicuri di

proprio candidato-fantoccio e la difesa di certi interessi consolidatisi negli

sé, assicurano ai pochi che hanno diritto di rivolgere loro la parola, che

anni.

hanno un programma, un progetto praticamente perfetto. Mamma

I PARTITI - Ai margini di questo “mercato delle vacche” restano i parti-

quanto siamo bravi!

ti.

I churchill-roosvelt-adenauer si muovono in silenzio, lontano dai clamori,

Potremmo sbagliarci, ma abbiamo l’impressione, ad esempio, che il Pds

persi nel fumo delle loro teorizzazioni e fiduciosi di poter entrare a

sia impegnato a discutere quale torta cucinare, mentre altri, ad un altro

Palazzo per difendere i più particolari degli interessi generali: quelli dei

tavolo, non solo l’hanno già preparata, ma hanno anche diviso le porzioni.

parenti e degli amici, che infatti hanno spesso case niente male e lavori

Fa malinconia un partito così importante (quello di maggioranza relativa

che «però, pensavo peggio».

a livello nazionale, ma debole in ambito regionale e ancor di più nella

Insomma, sono clan, pieni di sé, che sanno come muoversi e che magari,

nostra provincia) destinato ancora una volta a fare da spettatore, incapace

alla fine, le perdono, le elezioni, ma intanto, in questi mesi di vigilia,

di darsi quadri dirigenti credibili e capaci e di liberarsi dalla zavorra di un

possono darsi un tono, possono giocare a guardia e ladri, possono dedicarsi

passato pieno di tante miserie, diciamo così, residenzial-urbanistiche.

allo spionaggio nostrano, tutto pasta e ricotta.

Alleanza Nazionale, poi sembra brancolare nel buio. I tempi dell’inaugu-

Per passare dal generale al particolare, anche in questa fase succede

razione della sezione alla presenza degli onorevoli di Roma e Palermo

qualcosa del genere. Qualche gruppo di fantasisti lavora, trama, intrallazza,

sono lontani. La strategia di acquisire visibilità e consensi con i

stabilisce tutto a tavolino. Per poi, magari, venirsene fuori con l’originalità

finanziamenti della Provincia si è rivelata di corto respiro, specie dopo la

e la genialità delle amministrative di quattro anni fa.

sospensione di Buzzanca. Ma i dirigenti luciesi non ne sono convinti.

Intendiamoci, sono liberi di fare tutto questo perché non è un reato e

Secondo una voce da noi raccolta, infatti, sabato scorso (17 gennaio)

perché qui non esistono partiti con strutture e forze sufficienti per

alcuni caporali luciesi di AN hanno incontrato Buzzanca per cercare di

metterli in ridicolo.

ottenere per i prossimi mesi un qualche finanziamento ad effetto da tra-

IL CARTELLO - Non a caso l’unica trattativa certa avviata all’interno

mutare in soldoni a giugno.

del fronte dell’opposizione è quella che riguarda Città Domani e Rinascita

IL POTERE COME SERVIZIO - Chi lavora senza che nessuno lo

(nel mese scorso parlavamo del Pds: in realtà l’iniziativa è di Città Doma-

disturbi è il Sindaco. In questa ultima fase chissà quali contatti ha avuto.

ni).

Nessuno sa nulla. Il favorito resta comunque lui. Poco importa se cerca

Quattro anni fa, dopo l’intimidazione a La Camera, fu Rinascita a

alleanze a Destra (Ccd) e a Sinistra (Vaccarino e Pds), l’importante è

contattare Città Domani per costituire un fronte unico, ma si sentì

mantenere il potere. Il potere come servizio, beninteso.

rispondere picche. Questa volta, evidentemente memore dell’errore

CONCLUSIONE - Messaggio finale: cari clienti, in cucina si sta

strategico di allora, è stata Città Domani a promuovere l’idea del cartello.

lavorando, la porta non potete aprirla (il cartello è molto chiaro, mi pare:

Da un punto di vista puramente organizzativo è, questa, l’opzione più

«è severamente vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori»), quando i

comoda: entrambi i movimenti mettono insieme dodici degli attuali

piatti del menù saranno pronti, ve li serviremo.

quindici consiglieri comunali, quindi hanno persone che sanno cosa sia

E speriamo che il vostro stomaco sia resistente.


Verso le elezioni

agorà - gennaio 1998

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documenti

La nuova legge elettorale Qui di seguito pubblichiamo parzialmente il resto della nuova legge elettorale siciliana. Le parti che vi proponiamo sono quelle relative ai comuni con meno di 10.000 abitanti, tra i quali rientra anche il nostro. Il numero all’inizio di ogni capoverso indica il comma. Tutto ciò che è compreso tra parentesi tonda è stato aggiunto da noi. I puntini compresi tra parentesi quadra [...] indicano che lì viene omessa una parte del testo della legge.

ARTICOLO 1 Presentazione candidatura a sindaco e a consigliere comunale 1) L' articolo 7 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7, è sostituito dal seguente: Art. 7 1. La dichiarazione di presentazione delle liste dei candidati al consiglio comunale e delle collegate candidature alla carica di sindaco per ogni comune deve essere sottoscritta: [...] g) da non meno di 40 e da non più di 100 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 2.001 e 5.000 abitanti; [...] 3) Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti o gruppi politici costituiti presso l' Assemblea regionale siciliana in gruppo parlamentare o che nell' ultima elezione regionale abbiano ottenuto almeno un seggio, anche se presentino liste contraddistinte dal contrassegno tradizionale affiancato ad altri simboli. In tali ipotesi le liste dei candidati saranno sottoscritte e presentate dal rappresentante regionale del partito o del gruppo politico o da una o più persone dallo stesso delegate, con firma autenticata. 4) [...] con la lista di candidati al consiglio comunale di sindaco e il programma amministrativo da affiggere all' albo pretorio. 5) All' atto della presentazione della lista, cia-

scun candidato alla carica di sindaco deve dichiarare di non aver accettato la candidatura in altro comune. Unitamente alla dichiarazione di accettazione della candidatura ed al programma amministrativo di cui al comma 4 dovrà presentare l' elenco di almeno la metà degli assessori che intende nominare (2 assessori). 6) Chi è eletto in un comune non può presentarsi come candidato in altri comuni. 7) E' consentita la candidatura contemporanea alla carica di sindaco ed alla carica di consigliere comunale nello stesso comune. In caso di elezione ad entrambe le cariche, il candidato eletto sindaco decade da quella di consigliere comunale. 8. I candidati alle cariche di sindaco o consigliere comunale devono aggiungere alla documentazione già prescritta apposita dichiarazione, da rilasciare davanti a pubblico ufficiale, attestante se gli stessi sono stati raggiunti, ai sensi dell' articolo 369 del codice di procedura penale, da informazione di garanzia relativa al delitto di associazione per delinquere di stampo mafioso; se sono stati proposti per una misura di prevenzione; se sono stati fatti oggetto di avviso orale ai sensi dell' articolo 4 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423; se sono coniugati, ovvero conviventi con persona condannata, con sentenza anche non passata in giudicato per associazione per delinquere di stampo mafioso; se gli stessi, i coniugi o i conviventi, siano parenti di primo grado, o legati da vincoli di affiliazione, con soggetti condannati, con sentenza anche non passata in giudicato, per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. La mancata dichiarazione produce l' esclusione del candidato. ARTICOLO 2 Modalità di elezione del sindaco e del consiglio comunale con popolazione

sino a 10.000 abitanti 1) Nei comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti l' elezione dei consiglieri comunali si effettua con sistema maggioritario contestualmente alla elezione del sindaco. 2) Ciascuna candidatura alla carica di sindaco è collegata ad una lista di candidati alla carica di consigliere comunale, comprendente una numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere (15)e non inferiore ai tre quarti (11). Ciascun candidato alla carica di sindaco deve dichiarare, all' atto della presentazione della candidatura, il collegamento con una (non è possibile l’apparentamento di liste) lista presentata per l' elezione del consiglio comunale. La dichiarazione ha efficacia solo se convergente con analoga dichiarazione resa dai delegati della lista interessata. 3) La scheda per l' elezione del sindaco è quella stessa utilizzata per l' elezione del consiglio comunale. La scheda reca i nomi ed i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco è riportato il contrassegno della lista con cui il candidato è collegato. Ciascun elettore può, con un unico voto, votare per un candidato alla carica di sindaco e per la lista ad esso collegata, tracciando un segno sul contrassegno di tale lista. Ciascun elettore può altresì votare per un candidato alla carica di sindaco, anche non collegato alla lista prescelta, tracciando un segno sul relativo rettangolo. 4) E' proclamato eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità si procede ad un turno di ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti, da effettuarsi la seconda domenica successiva a quella del primo turno di votazione. In caso di ulteriore parità viene eletto il più anziano di età. 5) Alla lista collegata al sindaco eletto è at-


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Verso le elezioni

tribuito il 60 per cento dei seggi assegnati al comune (9 seggi). All' altra lista che ha riportato il maggior numero di voti viene attribuito il 40 per cento dei seggi (6 seggi). Qualora altra lista non collegata al sindaco eletto abbia ottenuto il 50 per cento più uno dei voti validi, alla stessa è attribuito il 60 per cento dei seggi (9 seggi). In tal caso alla lista collegata al sindaco è attribuito il 40 per cento dei seggi (6 seggi). Qualora più liste non collegate al sindaco ottengano lo stesso più alto numero di voti si procede alla ripartizione dei seggi tra le medesime per parti uguali; l' eventuale seggio dispari è attribuito per sorteggio (4 seggi a ciascuna lista e l’ultimo sorteggiato). 6) Nell' ambito di ogni lista i candidati sono proclamati eletti consiglieri comunali secondo l' ordine delle rispettive cifre individuali (per cifra individuale si intendono i voti di preferenza). A parità di cifra (di preferenze) sono proclamati eletti i candidati che precedono nell' ordine di lista (ad esempio, il candidato n. 4 anziché il candidato n. 7 della lista). [...] ARTICOLO 8 Nomina delle giunte 1) [...] Il sindaco eletto nomina la giunta, comprendendo anche gli assessori proposti all’atto della presentazione della candidatura, a condizione che siano in possesso dei requisiti di eleggibilità richiesti per la elezione al consiglio comunale ed alla carica di sindaco. La durata della giunta è fissata in quattro anni. La composizione della giunta viene comunicata, entro dieci giorni dall’insediamento, al consiglio comunale che può esprimere formalmente le proprie valutazioni. [...]

stessi. 2) Il sindaco [...] e la giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale [...] dai due terzi i componenti il consiglio (10 voti). La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati (6 consiglieri) e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del consiglio ed alla nomina di un commissario ai sensi dell’art. 11, comma 4. ARTICOLO 11 Cessazione dalle cariche 1) La cessazione dalla carica di sindaco [...] per decadenza, dimissioni, revoca, rimozione, morte o impedimento permanente, comporta la cessazione dalla carica dei componenti della giunta e del consiglio. 2) La cessazione del consiglio comunale [...] per dimissioni contestuali (cioè, contemporanee) della maggioranza assoluta dei componenti (8 consiglieri) o per altra causa comporta la nomina da parte dell’assessore regionale per gli enti locali, secondo le disposizioni dell’art. 11, comma 4, di un commissario, il quale resterà in carica sino al rinnovo degli organi comunali [...] per scadenza naturale. 3) Nell’ipotesi in cui le dimissioni dalle cariche comportino la decadenza degli organi co-

Errata corrige Nel numero di novembre avevamo scritto che la nuova legge elettorale non prevede per i comuni inferiori a 10.000 abitanti il voto di preferenza per i consiglieri comunali e che questi ultimi vengono proclamati eletti secondo l’ordine di lista.

ARTICOLO 10 Mozione di sfiducia 1) Il voto del consiglio comunale [...] contrario ad una proposta del sindaco [...] o della giunta non comporta le dimissioni degli

Come appare dall’articolo 2, comma 6 pubblicato nella pagina precedente, si tratta di un nostro errore. Ce ne scusiamo con i lettori.

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munali [...], la comunicazione dell’avvenuto deposito della manifestazione di volontà alla sezione provinciale del comitato regionale di controllo ed all’Assessorato regionale degli enti locali compete [...] al segretario comunale [...]. 4) Le competenze del sindaco [...], della giunta e del consiglio sono esercitate da un commissario nominato ai sensi degli articoli 55 e 145 dell’ordinamento regionale degli enti locali approvato con legge regionale 15 marzo 1963, n. 16, e successive modifiche e integrazioni. 5) Le nuove elezioni avranno luogo alla prima tornata utile. [...] ARTICOLO 16 Disposizioni riguardanti la composizione dei seggi elettorali 1) Dopo il secondo capoverso dell’articolo 26 della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29, come modificato dall’articolo 6 della legge regionale 4 giugno 1970, n. 9, è aggiunto il seguente comma: «Per la medesima tornata elettorale non può essere nominato presidente di seggio più di un componente del medesimo nucleo familiare o suo parente o affine sino al terzo grado». 2) Alla fine dell’articolo 28 della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29, è aggiunto il seguente comma: «Il segretario non può in alcun caso appartenere al medesimo nucleo familiare del presidente del seggio né può essere legato da rapporto di parentela o affinità sino al terzo grado». 3) Alla fine dell’articolo 10 del Testo Unico della legge per l’elezione dei consigli comunali della Regione siciliana, approvato con decreto del Presidente della regione del 20 agosto 1960, n. 3 è aggiunto il seguente comma: «Il segretario non può in alcun caso appartenere al medesimo nucleo familiare del presidente del seggio né può essere legato da rapporto di parentela o affinità sino al terzo grado».


Problemi

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aumenterà la retta

Asilo infido Nel silenzio più totale l’amministrazione comunale sta provvedendo ad aumentare le rette dell’Asilo nido comunale. Resteranno uguali per tutte le famiglie, sganciate dal reddito. I sindacati si oppongono, i genitori fuggono Fi. De M.

D

a un mese a questa parte esiste il problema dell’Asilo nido comunale. In particolare, il problema è costituito dalla retta che i genitori devono pagare. In questi giorni la vertenza, che vede impegnati il Sindaco, i genitori e i sindacati, è sospesa in at-

La retta: com’è...

...come potrebbe essere

tesa che una comunicazione scritta della Regione Siciliana faccia chiarezza su un punto essenziale della vicenda. La necessità di aumentare la retta (attualmente di poco più di 100 mila lire) è sostenuta dall’amministrazione comunale, secondo la quale da quest’anno il calcolo della somma che i genitori devono pagare non va fatto come in pas-

sato. Fino ad oggi, il Comune sottraeva alle spese complessive dell’Asilo nido la quota di finanziamento che riceve dalla Regione (5 milioni per ogni bambino) e della spesa restante copriva il 36% con le rette pagate dai genitori. Se, ad esempio, le spese complessive erano di 200 milioni l’anno e la Regione erogava un finanziamento di 100 milioni, dei restanti 100 milioni il 36% (36 milioni) doveva essere coperto con le rette. Da quest’anno, invece, secondo l’amministrazione comunale, il 36% da far pagare ai genitori deve essere calcolato sulla spesa complessiva del servizio (nel caso del nostro esempio: il 36% di 200 milioni), quindi le rette vanno aumentate. L’interlocutore principale dell’amministrazione comunale è ovviamente rappresentato dai genitori. Oltre a loro sono coinvolti i sindacati, i quali non condividono l’interpretazione del Sindaco sul modo di calcolare la quota spettante ai genitori. Nei prossimi giorni risolverà questo contrasto la nota della Regione di cui si diceva, sul cui invio l’assessore Maimone ha ricevuto garanzie in un recente viaggio a Palermo. Comunque vada a finire, la vicenda offre due tipi di riflessioni: una sul metodo usato dall’amministrazione comunale e l’altra sulle sorti dell’Asilo nido comu-


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Problemi

nale. Nello scorso dicembre il Sindaco ha fatto sapere ai genitori (e solo a loro: scavalcando così i sindacati, che devono tutelare gli interessi dei dipendenti della struttura e devono avere voce in capitolo nella gestione del servizio) che la retta sarebbe stata portata a 240 mila lire al mese. Un aumento di oltre il 100%, quindi, che ha allarmato molte famiglie, che hanno ritirato i loro figli (attualmente le richieste sono 17, mentre l’anno scorso erano state anche il doppio). Ovviamente un Asilo nido aperto a pochi bambini rappresenterebbe un peso per le casse comunali molto più di adesso, poiché gli stipendi dei dipendenti (4 maestre, 3 inservienti e 2 dipendenti staccate presso altre strutture comunali) dovrebbero essere pagati comunque. Qualche settimana fa, il Sindaco, evidentemente allarmato da una simile prospettiva, ha riformulato la proposta, prevedendo una retta di 180 mila lire al mese, cifra comunque considerevole per alcune famiglie, visto che la retta non è proporzionale al reddito ma uguale per tutti (in spregio dell’elementare e costituzionalmente garantito principio di uguaglianza). Sindaco e sindacati restano su posizioni contrapposte, mentre i genitori auspicano una ulteriore limitazione dell’aumento, sempre che la attesa nota della Regione non risolva del tutto il problema consentendo di proseguire a praticare il calcolo degli anni scorsi. Resta comunque sconsolante il tentativo dell’amministrazione

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comunale di procedere all’aumento delle rette nel silenzio assoluto. Nessuno ha saputo nulla: solo due settimane fa il consiglio comunale si è occupato della vicenda. In quella occasione il consigliere Pasqualino Rizzo ha ottenuto dal Sindaco che venga convocato al più presto un incontro che metta allo stesso tavolo l’amministrazione, il consiglio, i rappresentanti dei genitori e i sindacati per discutere, oltre che del contingente problema delle rette, delle sorti dell’Asilo nido comunale. è un servizio che va mantenuto? O i costi tenderanno a lievitare tanto da renderne insostenibile il mantenimento per le finanze comunali? E ancora, se va mantenuto, deve essere migliorato? E come? I sindacati, ad esempio, propongono di anticipare l’orario di apertura, di posticipare quello di chiusura, ripensando magari anche il tipo di attività da svolgere all’interno della struttura, e di diversificare le rette sulla base dei redditi o, meglio ancora (eludendo l’ostacolo dell’evasione), sulla base del tenore di vita delle famiglie. Qual è la posizione dell’amministrazione comunale? Perché sembra così interessata a incassare più soldi e a evitare in tutti i modi che sulla vicenda si apra un dibattito che coinvolga consiglio comunale, genitori e sindacati e permetta a tutti i cittadini di sapere? Torneremo sulla questione nel prossimo mese, quando l’attuale fase di stasi sarà sbloccata e una decisione verrà comunque presa.

Sport pallavolo

15 giorni di fuoco prima della pausa

D

al prossimo mese dedicheremo uno spazio fisso e più ampio allo sport luciese. Stavolta approfittiamo di questa colonna per proporvi la classifica del campionato di serie C di pallavolo femminile aggiornata al 17 gennaio e le gare in programma nelle prossime due giornate, le ultime prima della fine del girone d’andata. La Pol. S. Lucia del Mela giocherà subito uno scontro diretto per la salvezza a Sant’Agata Li Battiati, per poi ospitare la Puntese. Si tratta di due gare importanti che potrebbero rilanciare la squadra alla luce dei progressi mostrati nelle ultime due gare, nonostante una serie di infortuni capitati ad alcune giocatrici importanti.

CLASSIFICA Giarre, New Hair Folgore Pace, Giammoro, S. Teresa Puntese Atl. Catania S. Lucia del Mela Volley Battiati, Oliveri Riposto Futura Unrra 10a giornata Atl. Catania - Oliveri Volley Battiati - S. Lucia d. M. Puntese - S. Teresa Giammoro - New Hair Futura Unrra - Riposto Giarre - Folgore Pace 11a giornata Folgore Pace - Atl. Catania Riposto - Giarre New Hair - Futura Unrra S. Teresa - Giammoro S. Lucia d. M. - Puntese Oliveri - Volley Battiati

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Letto/Visto/Ascoltato

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Macaronì Q

uinto libro per Francesco Guccini, che in questa occasione si cimenta in un genere letterario dai meccanismi delicati, il giallo. E per evitare di elaborare una trama debole che non crei la necessaria suspense in attesa del disvelamento dell’assassino, Guccini si è fatto affiancare da un giallista di fama, Loriano Macchiavelli, ideatori del commissario Sarti Antonio. La struttura del testo è costruita in modo attento e tradizionale, e qui si vede l’opera di Macchiavelli. Nella prima parte si intrecciano le vicende presenti e passate della gente di un paesino dell’appennino toscoemiliano. Alla fine del ‘800 molti di loro andavano in Francia alla ricerca di un lavoro, ma molto spesso venivano solo sfruttati e comunque sempre designati con termini spregiativi, tra cui il “macaronì” del titolo. Nel presente, costituito dagli anni del Ventennio fascista, in quello stesso paese si verifica una serie di strani delitti. Ne sono vittime il parroco, il maresciallo, un anarchico e un francese. Cerca di risolverli il nuovo maresciallo, Benedetto Santovito, relegato lassù per il suo antifascismo. Scoprirà che la soluzione è legata proprio a qualcosa successo in Francia anni prima. Il personaggio del maresciallo è molto ben costruito, come del resto tutta la comunità del paesino. E in questo ha sicuramente contato il rapporto di Guccini con la sua Pavana e in generale con tutta la gente di montagna accanto a cui è cresciuto e che aveva già descritto nei precedenti libri. Dai quali questo si distacca nettamente dal punto di vista linguistico: solo qualche termine o espressione dialettale. Niente a che vedere col linguaggio da iniziati di “Croniche Epafaniche”. [Vedi anche “Solo una pagina]

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LETTO Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, Macaronì. Romanzo di santi e di delinquenti, Mondadori

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La vita è bella è

il film più discusso del momento. Si è iniziato con lodi sperticate provenienti da Destra, Centro e Sinistra per il Benigni-ebreo coinvolto con la famiglia nella tragedia dei campi di concentramento. Dopo, qualcuno da Destra ha insinuato il dubbio che si trattasse di una furbata, seguito da qualche altro ancora che da Sinistra ha suggerito a Benigni di non fare quello che non sa fare. Categorie politico-militanti a parte, il film, come tutti ormai sanno, propone una prima parte che si avvicina alla filmografia tradizionale di Benigni, e una seconda che, abbandonato il registro comico, tende al tragico (magari senz amai raggiungerlo del tutto). Si può anche dire che la prima parte è costruita in modo molto attento con un sistema di incastri e rimandi che prosegue (e si risolve) anche nella seconda. Vi si ritrova “impegnato”, in qualche caso il sorriso più che la risata. E ancora c’è spazio per i bei sentimenti della storia d’amore Benigni-Braschi, scandita dai «Buongiorno, principessa». Tuttavia non manca qualche sguaiataggine: l’albergo in stile simil-fascista, ad esempio, è eccessivo. La second aparte affronta nel modo più drammaticamente diretto il razzismo nazi-fascista e l’olocausto ebreo portandoci in un campo di concentramento. E qui nascono i problemi. Il campo in cui vengono deportati Benigni, la moglie e il figlio non è realtà. La sua ricostruzione dal punto di vista storiografico è molto debole e, quindi, poco credibile. Ma proprio in questa poca credibilità si trova la chiave per spiegare il salto prima parte-seconda parte, realtà-irrealtà. Cosa c’è di più irreale (o almeno surreale) e incredibile della persecuzione ebrea? E allora, ecco la vicenda fiabesca lontanissima da Primo Levi, un apologo che commuove, intenerisce e affida agli spettatori un messaggio di speranza: anche contro la barbarie e la violenza si può vincere. «Abbiamo vinto!» grida il piccolo Giosuè nell’ultima scena. Quindi, “La vita è bella” è innanzitutto buono, ma anche bello. E magari proiettamolo qui da noi per ricordarci degli invisibili campi di concentramento luciesi.

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VISTO La vita è bella, di Roberto Benigni. Con Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Giorgio Cantarini


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Solo una pagina

The Will To Live D

odici canzoni, dodici gioielli che rispecchiano la “volontà di vivere”, la gioia di pensare. Un suono saggio, che ricorda Hendryx e Marley con quella chitarra che alle volte produce un suono delicato quasi trasparente, e altre quel suono graffiante, confuso. Tutto questo è Ben Harper, un tipo strano, un tipo che mescola sonorità che ricordano il folk, il funky, il reggae, il blues, il jazz e soprattutto il rock, il vero rock che da tanto tempo non si sentiva, il vero suono che ti fa venire la pelle d’oca, che ti fa capire di essere e di fare parte di questo mondo dove esiste il bene e il male. Ben Harper con quei movimenti lenti, con quel suono anni Sessanta, con quel grido acustico che sembrava “estinto” invece ancora esiste, esiste qualcuno che lo sa produrre. “The Will To Live” un cd tutto da ascoltare e riascoltare milioni di volte senza che vi stanchi.

== ASCOLTATO Ben Harper, The Will To Live, Virgin

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Italiani boat people Quando gli italiani erano extracomunitari

L

i spinsero su per la scaletta come bestie e li ammucchiarono nella stiva. Di notte. «Lì c’è dell’acqua: usatene poca perché non ce ne sarà fino all’arrivo» disse un tale che aveva in testa un berretto filettato d’oro. «Se vi siete portati da mangiare, fatene conto perché a bordo non ce n’è». Indicò un angolo più buio: «Per i bisogni corporali» e se andò sprangando dall’esterno la porta della stiva. Un viaggio durato chissà quanti giorni, senza vedere la luce del giorno, fra il fetore di pesce marcio e il sudore di troppi ragazzi. Li tolsero dalla stiva e li fecero scendere su una barca che dondolava alle onde un po’ troppo alte per chi non sapeva come fosse fatto il mare. Una notte senza luna. Vicino a riva, li spinsero fuori dalla barca senza tanti complimenti e alcuni caddero in acqua, che per fortuna era bassa. Ci fu chi approfittò per lavarsi e togliersi di dosso il sudore e il puzzo di pesce marcio. Anche se l’acqua era fredda. Alcuni ci presero gusto e cominciarono a sguazzare e gridare. Gridarono anche dalla

spiaggia, poco distante: «Fate silenzio, per dio! Volete svegliare tutta la Francia?» Allora erano arrivati in Francia! Sulla spiaggia, andò loro incontro l’ombra di un gigante: «Ci sono tutti?» chiese verso la barca. L’uomo che li aveva portati grugnì qualcosa e riprese il mare. La nave ondeggiava, ombra scura in lontananza. «Adesso ce ne andiamo» disse il gigante. «Vi voglio dietro di me, non scostatevi e non perdetemi di vista perché non tornerò indietro a cercarvi. Statemi vicino se non volete ritrovarvi in Italia prima di un amen. Soprattutto fate quello che vi dico senza chiedere. D’ora in poi dovete fidarvi solo di me. Io vi procurerò un lavoro, una casa e da mangiare. Se farete i buoni ci sarà anche la carta di straniero». Nessuno sapeva cosa fosse la carta di straniero ma non chiesero. [da Macaronì. Romanzo di santi e delinquenti di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli]


Lettere

agorà - gennaio 1998

19

Un opuscolo su Puntine di grammofono

S. Lucia del Mela

Posta

Vi ricordate, o non vi hanno mai parlato, della machine grammophone per la riproduzione di suoni incisi su disco a sessantotto giri? A me piace ricordare particolarmente quelli con la manovella e la tromba, collegata ad un braccio snodato che terminava con un dispositivo detto pick-up. A quest’ultimo si fissava una puntina che, percorrendo il solco del disco, ne trasformava le ondulazioni in suoni, i quali erano amplificati, appunto, dalla tromba di bronzo che, grande quanto un ombrellino, si apre come un fiore di fresia gigante. Si usava cambiarle spesso, ogni tre, cinque dischi, per avere un suono decente, e conservarne qualcuna, delle puntine di grammofono, per ricordare il brivido lungo la schiena quando, raggiunta un’intesa Lei s’era stretta a Lui sull’onda di Abat-jour o La vie en rose. Ieri ne ho trovate alcune e, senza che affiorino le mille trafitture giovanili, prende corpo il bisogno di dar voce a sensazioni, più o meno naïf, nascoste nei solchi di rughe lasciatemi dal tempo. La prima mi parla di un foglio dattiloscritto, “Universitas”, che, adolescente, ho letto e visto circolare per il paese ripopolato dal ritorno di reduci e combattenti della seconda guerra mondiale (redazione: Armando Brigiano, Carmelo Romano, Nino Rizzo, Carmelo Mastroieni, Carmelo Rotella ed altri). Era, se non erro, il 1945 e c’era tanta euforia di esprimersi finalmente in libertà. Non pareva vero, ma si poteva (almeno) parlare di tutto e senza censura. I grandi partiti uscivano dalla clandestinità, altri vedevano la luce. Si viveva un momento esaltante di ritrovata libertà e di de-

mocrazia mai conosciuta prima. Finocchiaro Aprile aveva fondato il movimento separatista, che, se non realizzò l’indipendenza della Sicilia, ne ottenne, avendo posto il problema Regionale, l’autonomia a statuto speciale. In montagna si recintavano le nasete nuove; nel territorio (fuori le mura) i contadini si riunivano per far fronte comune contro il padronato agrario, la canaglia cittadina prendeva i pacchi dono ed i 5 kg. di pasta per dare il voto. I pochissimi intellettuali su quel foglio, fra ironia e satira, analizzavano il quotidiano, di chi la guerra l’aveva fatta e di chi si era imboscato e aveva profittato sulla miseria altrui. Non mancavano le frecciate e le (smentite) puntualizzazioni, qualora fossero state necessarie, non erano mai tali da occupare per intero il prossimo foglio; forse perché a quel tempo i vecchie gerarchi e i podestà si erano ritirati nell’ombra in attesa di riciclarsi, come poi avvenne ed avviene ancora oggi. La mala razza non si estingue mai! La mia puntina già stride e pertanto: Complimenti “Agorà”, piace il fatto che ci sei, che parli, analizzi crtichi, formuli delle ipotesi e delle proposte. Ti prego, non sentirti mai in colpa se i tuoi giudizi non piacciono ad alcuni, quelli pensino a bene operare. Tu, “Agorà”, hai il compito di pungolare informando ed a mio giudizio lo fai alla grande ospitando tutti, me compreso. Mimmo Cirino S. Lucia del Mela

L’

Associazione socio-culturale Padre Giovanni Parisi T.O.R. - Progetto Mela ha pubblicato nelle scorse settimane un opuscolo su S. Lucia del Mela. L’opera propone in 32 pagine una sintetica panoramica sulle principali bellezze artistiche e paesaggistiche del paese ed è divisa in due sezioni linguistiche: la prima è scritta in italiano e riporta i testi di Libero Rappazzo, mentre la seconda ripropone le stesse informazioni in inglese grazie alla traduzione di Paolo Calderone. Completano il libretto le informazioni su come raggiungere S. Lucia del Mela, sulle principali manifestazioni che vi si svolgono e foto che integrano i testi. L’associazione Padre Parisi ha potuto dare alle stampe l’opuscolo fidando solo sui propri fondi e sui contributi degli sponsor che hanno trovato spazio all’interno dello stesso opuscolo. Nessun contributo è stato concesso dall’Amministrazione comunale. L’iniziativa è stata concepita non solo per favoririne la distribuzione in paese (copie sono disponibili presso i punti vendita degli sponsor), ma soprattutto per rifornire di questi opuscoli tour-operators e altri addetti del settore turistico perché possano avviare flussi di visitatori anche verso la nostra zona.


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The End

agorà - gennaio 1998

... puntini puntini ... a cura di Francesco Carrozza Ehi, voi degli «antichi nuovi splendori»! Le orecchie sono fatte per sentire? E allora usatele, furbacchioni che non siete altro! tempo fa vi era stato suggerito di provvedere per la pericolosità del rudere della chiesa di San Michele, di cui non resta che l’arco; e naturalmente non avete fatto nulla. Non sarò di certo Federico Zeri, per illuminarvi sull’importanza artistica del monumento (che sicuramente ci sarà), ma, con tutto il rispetto, non sono neanche Ray Charles, per non accorgermi che sta in piedi per scommessa... *** Piazza Margherita, nelle ore diurne e pomeridiane, è sempre stata popolata di persone, che molto spesso non discutono tra loro. Guardano. A lungo mi sono interrogato su cosa trovassero di così interessante, tanto da restare lì imbambolati per ore. Ora mi sono dato una mezza risposta: vedere chi sono i quattro fessi che si fermano agli “stop” di via dell’Arco e di via Facciata... *** Qualche tempo fa mi sono incontrato con Lino Calderone, nel suo ufficio; il poster di Scalfaro alle spalle, la sedia da sindaco, la scrivania da sindaco, il telefono con interfono da sindaco. Insomma tutto in regola; ci sono state anche le parole da sindaco: «In questo paese non c’è alcun potere parallelo che trami all’oscuro del sindaco e dell’amministrazione e che ne controlli le mosse». In quel momento mi chiedevo se fosse il caso di ricordargli che poteva anche fare a meno di sottolineare quei concetti, visto che tutti i cittadini di questo paese, di quelli limitrofi e, perché no, del mondo intero, sapevano benissimo che quanto stesse dicendo era sommamente vero... *** Qualche mese addietro qualcuno mi ha fatto notare che le strade attorno al Castello di S. Lucia, baluardo del centro storico, sono state ribattezzate (dal Sindaco, suppongo) alla memoria dei giudici Falcone, Borsellino, di Francesca Morvillo e della scorta. Mi trovo, francamente, d’accordo con l’intento, di chi ha avuto quest’idea, di dare un segnale forte di lotta alla mafia (anche se, credo, per convincerci che la mafia in questo paese si sia sentita realmente minacciata da questo o da altri tipi di manifestazioni analoghe, ci vorrebbe, più che un “segnale” un’esplosione atomica...); tuttavia non posso fare a meno di notare una cosa: le stesse persone che parlano tutto l’anno di salvaguardia del centro storico, di salvaguardia del nostro patrimonio artistico-culturale-ecc..., alla prima occasione buona commettono un così palese e assurdo anacronismo...

Ai movimenti, ai partiti politici, alle associazioni Avvicinandosi le elezioni, abbiamo deciso di mettere a disposizione di chiunque sia interessato una parte del giornale per aprire un dibattito sui temi di principale interesse per la prossima campagna elettorale. In particolare, offriamo ai movimenti e ai partiti politici la possibilità di spiegare ai cittadini quali problemi ritengano sia essenziale affrontare nella prossima competizione elettorale e di prospettarne alcune possibili soluzioni. Alle associazioni, invece, diamo l’opportunità di far conoscere (agli attuali e ai potenziali, futuri governanti) quali ostacoli affrontano nell’organizzare le loro manifestazioni e cosa chiedono per migliorare il paese.

L’invito è esteso anche a semplici cittadini che hanno a cuore particolari problemi o, più in generale, le sorti del luogo in cui vivono. Tutti potranno gratuitamente servirsi del giornale, purché il materiale ci giunga con sufficiente anticipo dalla data di pubblicazione. La redazione provvederà di volta in volta a comunicare agli interessati le scadenze per la consegna del materiale da pubblicare. L’iniziativa è valida fino all’immediata vigilia dell’inizio della campagna elettorale. Per la fase successiva ci regoleremo in altro modo.

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