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Periodico bimestrale gratuito sansalvoinpiazza@yahoo.it Numero 5, Anno II - Maggio/Giugno 2011 - tiratura 3000

“Il successo dipende www.sansalvoinpiazza.it www.abruzzoinpiazza.it dalla voglia di riuscire” Incontriamo... l’imprenditrice Marina Cvetic Grande è la confusione sotto il cielo, dunque tutto è stupendo”, diceva Mao Tze Tung e pare avesse ragione se, considerati i nostri tempi, in uno scenario di crisi globale come quella di questi anni si possa intercettare una grande stagione di opportunità. Lo testimoniano le esperienze raccolte dal sito wwworkers, come quella di Patrizia Santan-

uovi lavori, imprendi-

N

torialità e valorizza-

zione dei talenti, ma anche qualità della vita e nuove tecnologie, in un territorio unico e non replicabile. Vediamoli con la testimonianza di un’imprenditrice di successo: Marina Cvetic Imprenditrice Marina Cvetic i nostri esperimenti Quanto vale l’innovaAzienda Agricola Masciarelli che hanno riguardato zione oggi? guire nuove tecnologie, il processo di fermentaLa ricerca è indispensabile non solo in cantina, ma zione ed estrazione del coin qualsiasi azienda e in anche in campagna. Da lore dalle bucce, ma anche particolare nel modo vitivi- tanti anni abbiamo intra- la ricerca del barrique più nicolo, perché è un mondo preso diversi processi inno- adatto ai nostri vigneti e molto dinamico e capace di vativi che stanno dando alle nostre uve. rinnovarsi, alimentarsi, se- ottimi risultati, soprattutto . Segue a pagina 3

Piazza Cristoforo Colombo

brogio che da affermata manager presso la borsa di Milano, diventa imprenditrice nel campo della Nail Art style (tecnica della ricostruzione delle unghie), fondando l’Accademia itinerante Exclusive Nails che, attraverso internet, propone corsi e servizi di settore; oppure quella del fantasioso Franco Zullo che lascia l’impiego nell’area di marketing e vendite in una nota azienda di telefonia mobile per aprire “Lavonline”, una lavanderia Service a domicilio, le cui prenotazioni e pagamenti avvengono su internet “… con un clic”; Segue a pagina 3

a ll’i nterno a a a a a

LA POPOLAZIONE STRANIERA DEL VASTESE “Se si considerasse la diversità come una risorsa, questa potrebbe generare vantaggi economici, politici e culturali...” nche il Vastese è interessato in maniera sempre A più significativa dalle problematiche dell’integrazione e dell’interculturalità, che pone riflessioni sull’inserimento lavorativo e sociale, sulla lingua, sulla scuola, sulla cultura, sulle tradizioni, sulle religioni, ecc. Segue a pagina 2

Non esiste alcun luogo lontano, tutti i posti sono sulla strada di casa

La pista ciclabile che collega le marine di Vasto e San Salvo è ormai una realtà, in un percorso che, senza soluzione di continuità, si sviluppa su I giovani possono essere artefici un tracciato in sede propria per ben 7 km. Un nastro stradale che, intea pagina 4 ramente riservato ai ciclisti, si snoda attraverso elementi ambientali di del loro futuro? ... Incentivi la culturala a pagina 4 alto valore naturalistico: l’ambito costiero, il sistema dunale, la pineta Carabinieri AT-Tenti! a pagina 5 sul regio tratturo. Una porzione di territorio “restituita” ad una fruizione pubblica eco-compatibile, un’occasione per riflettere sul sistema Ai volontari a pagina 6 della mobilità lenta e sulla sua capacità di valorizzare e proporre il nostro paesaggio in termini fortemente evocativi di un’ormai desueto rapLa Costituzione a pagina 7 portouomo-ambiente-territorio. Segue a pagina 5


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Non esiste alcun luogo lontano, tutti i posti sono sulla strada di casa segue dalla prima Si tratta della possibilità di riappropriarsi di una dimensione spazio-temporale antica, considerata conflittuale con gli odierni sistemi di trasporto e di comunicazione sempre più globali, massificati, standardizzati: il rilancio della cultura “slow”, del recupero di momenti vissuti nella tradizione del luogo, di una dimensione domestica del rapporto interpersonale. La bicicletta come trait d’union tra la nostra quotidianità pervasa dai suoi ritmi, le sue ansie, le sue contraddizioni, e la riconquista del territorio con i suoi tempi. In bici il tempo e lo spazio si dilatano, ci avvolgono, ci permeano; le percezioni sensoriali si amplificano: suoni, odori, immagini, un nuovo mondo si offre al viaggiatore e alla sua curiosità. Ognuno potrà

scegliere il suo percorso, decidere la difficoltà del tragitto, la lunghezza della tappa, la durata del viaggio. Tutto si può pianificare, ma ad ogni

bivio, ad ogni incrocio, potremo sempre essere assaliti dal fascino della deviazione,dellascoperta, dell’imprevisto. Il momento della pedalata, sia essa l’uscita domenicale o la traversata transoceanica della Patagonia, ha in sé il rituale ed il fascino sempre rinnovato della partenza, il sapore agrodolce

dell’arrivo. Credo che l’amore per la bicicletta testimoni la persistenza del cordone ombelicale mai reciso della parte, più o meno recondita, del fanciullino che è in tutti noi. La bici è avventura, è scoperta, è viaggio, è fatica, è evasione, è gioia per la cima conquistata. Amo la bicicletta: metafora della vita. Un affascinante viaggio alla scoperta del mondo e di noi stessi. Del resto il viaggio fa parte dell’uomo e, come ha ben evidenziato il cicloturista Claude Marthaler: “In Europa si dice che chi non viaggia ha un problema. In Africa si dice che chi viaggia è ricco, ma se è un ricco e viaggia in bicicletta, deve avere sicuramente un problema”. Buon viaggio a tutti… in bicicletta, naturalmente!!!

LA POPOLAZIONE STRANIERA DEL VASTESE segue dalla prima Ogni comunità però ha la forza di far diventare la diversità etnica un bene o un male a seconda di come la percepisce e l’affronta. Nel Vastese, il numero di stranieri residenti al 31 dicembre 2010 era di 4.598 pari al 4,59% della popolazione residente. I Comuni che accolgono più stranieri sono Vasto, con una popolazione di 1.988 stranieri e San Salvo, con 1.237 stranieri; insieme rappresentano il 70% della popolazione straniera del Vastese e se si sommano anche i residenti di Cupello e Casalbordino la percentuale sale all’80%. In termini percentuali il fenomeno è in linea con il dato della provincia di Chieti (4,6% della popolazione), ma inferiore al dato regionale (5,65% della popolazione) e ancora di più al dato nazionale (7,2% della popolazione). Da un confronto storico ci accorgiamo che i residenti al 31 dicembre 2005 erano 1.785, vale a dire quasi 3.000 stranieri in meno rispetto al 2010. Dal 2005 al 2010 la popolazione straniera nel Vastese è cresciuta del 61%, tendenza riscontrabile comunque anche su base provinciale, regionale e nazionale. Questi dati confermano che siamo di fronte ad

un fenomeno sociale ineliminabile è strutturale, che richiede soluzioni pratiche e fuori dai luoghi comuni e per cui sarà sempre più importante ragionare in termini di interculturalità e integrazione sociale. Pensare che gli stranieri alimentino la nostra disoccupazione è un luogo comune perché, come ha sostenuto il prof. Ricolfi su La Stampa: "Il nostro sistema economico riesce a creare quasi esclusivamente posti di lavoro poco appetibili, che gli italiani rifiutano e gli stranieri accettano". Se si considerasse la diversità come una risorsa, questa potrebbe generare vantaggi economici,politicieculturali,riducendo le minacce e aumentando il potenziale presente in ciascuna diversità. Per fare questo occorre mobilitare politici, società civile e imprese verso un modello di integrazione basato sull’interazione interculturaleesullafiducia interetnica. Non è un caso che in molte aziende, dove vi è la consapevolezza del valore strategico delle diversità espresse dalle persone, sono attivati percorsi di diversity management. Una scelta eticamentecorrettaedeconomicamentevantaggiosa per lo sviluppo del proprio business Massimiliano Gabriele

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Mimmo Sideri


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segue dalla prima oppure ancora l’attività di personal shopper, realizzata da Leandro Diana e Chiara Perazzi che, con una laurea in Scienze politiche per lui e in Economia aziendale per lei, hanno fondato la “Milano Fashion Tour”, una “factory-outlet tour” per accompagnare il cliente presso gli spacci aziendali dei più grandi stilisti italiani; per continuare con Timothy Sean O’Connell che a Cesena, dopo aver lavorato per anni come marketing director in una multinazionale del fitness, ha fondato la design wine, una piattaforma dedicata alla selezione e vendita dei migliori vini italiani e Simone Perotti che dopo 19 anni di successo come manager affermato, ha scelto di dedicarsi ai libri e alla vela: famoso è il suo libro “adesso basta”. Queste sono alcune delle iniziative di auto impiego e global microbrand censite sul sito wwworkers.it, dove il talento, l’utilizzo delle nuove tecnologie e, soprattutto, il coraggio di scommettere sulle proprie capacità, rappresentano gli elementi distintivi. Le citiamo in questo numero del periodico “inPiazza” per contribuire a stimolare maggiore interesse e curiosità per chi pensa con la mente e con il cuore di poter fare di più. A loro dedichiamo l’intervista di Marina Cvetic che troverete in versione integrale su www.abruzzoinpiazza.it e come suggeriscono gli inventori di Google Larry Page e Serbey Brin, “provate a fare le cose che la maggior parte della gente non tenterebbe mai di fare”. . Silvio Calice

Incontriamo l’imprenditrice Marina Cvetic segue dalla prima Anche le tecnologie usate in campagna ci permettono di lavorare con più organizzazione e di guadagnare efficienza, in un miglioramento continuo che non ci fa ancora dire di essere arrivati. La nostra ricerca a volte è teorica, legata ad un pensiero, ad un sogno, ad un desiderio da realizzare: per questo continuiamo a sperimentare, anche nella comunicazione con i nostri clienti/consumatori, che oggi sono più esigenti. Insomma, l’innovazione a 360 gradi. Come favorire l’integrazione con il turismo? In tutte le regioni dove il vino ha successo, dietro c’è turismo enogastronomico: in Toscana, Piemonte, ma anche in Spagna e nei paesi emergenti BRIC, il mondo del food and wine è sostenuto da molti consumatori, sensibili ai temi dell’enogastronomia, anche italiana. Per questo è indispensabile che anche da noi si attivi al più presto questo processo. Noi, nel castello di Semivicoli, già 10 anni fa siamo stati tra i primi a realizzare il turismo del vino legato alla gastronomia di altissimo livello; qui vengono tantissime persone attratte dal desiderio di degustare del buon vino, visitare le cantine o fare esperienza nella vigna o

nell’uliveto. Anche questi sono modi di comunicare un territorio e un’economia locale, che sono la parte produttiva più piccola dell’intera economia regionale e nazionale. Qual è la sfida per un territorio che si candida ad essere competitivo ma anche ecosostenibile? Sostenere la green economy, con grinta, energia e molte più risorse. E’ indispensabile mettere in moto i giovani verso le opportunità, perché mondo globale vuol dire opportunità globali e noi dobbiamo essere veloci, non possiamo perderci nella inutile burocrazia, che in Italia è insostenibile. Il castello di Semivicoli è un’eco-hotel, un luogo dove si è pensato alla bioarchitettura, alla cultura del vino, del cibo e soprattutto del piacere di godersi il paesaggio dalla Majella, del Gran Sasso e del mare, luoghi unici e non replicabili Vania Perrucci Intervista integrale su: www.abruzzoinpiazza.it

La Famiglia Masciarelli In Abruzzo, nella provincia di Chieti, c’è un piccolo borgo di appena mille abitanti. San Martino sulla Marrucina, 420 metri di altitudine, a 25 chilometri dal mare Adriatico e a 25 dalla Maiella è il centro dell’attività della famiglia Masciarelli. E’ li che dall’inizio degli anni ’80, Gianni Masciarelli si dedicò a coltivare la vite e a produrre un vino di altissimo livello. da www.castellosemivicoli.com

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giovani possono essere artefici del proprio futuro? Ciascuno di noi ha la possibilità di scegliere la strada da percorrere; ogni giovane ha un sogno nel cassetto (la scuola, il lavoro, l'università, la ricerca) e con i vari mezzi a disposizione prova a realizzarlo. "Devi crearti un futuro": con questa frase gli adulti intendono dire che sognare è importante, ma è necessario non arrendersi agli ostacoli, non affievolire la grinta per raggiungere il proprio progetto e che nella vita bisogna essere soddisfatti di ciò che si compie, nel rispetto del prossimo. Giorgio Gaber cantava: "la libertà è partecipazione", espressione che è un in-

Incentivi per la cultura

L

a Regione Abruzzo ha approvato 2 disciplinari per contributi, rendendo concernenti la realizzazione di iniziative riguardanti manifestazioni ed eventi di carattere culturale ed artistico, non aventi fine di lucro e da svolgersi all’interno del territorio regionale, con valenza regionale, nazionale, europea ed internazionale. In particolare la delibera della Giunta Regionale n. 192 del 21 Marzo 2011 a valere sulla L.R. 43/1973, disciplina l’ammissione

vito a riflettere su come “partecipare” alla vita. Ma nelle nostre scelte siamo realmente liberi? Se si guarda in faccia la realtà sulle aspettative future dei giovani, bisogna considerare cosa ci offre la nostra Italia. Il nostro Paese ha straordinarie ricchezze, dall’arte alla natura, che tutti apprezziamo: e i giovani sono una risorsa? Trattando l'argomento giovani, cosa si può dire? Nella puntata di “report” del 22 maggio 2011 su rai tre, si è parlato dei giovani che dopo avere investito sulla propria formazione, sono costretti ad abbandonare l'Italia e trasferirsi all'estero: in Francia, in Spagna e in altri posti per garantirsi un posto di lavoro sicuro. Nell’intervista, un giovane ingegnere anche denuncia la difficoltà di entrare nel mondo lavorativo italiano, mentre inviando il proprio curriculum on-line ad aziende francesi, tutte gli hanno risposto. Il

a contributo per l'organizzazione, l'adesione e la partecipazione a convegni, congressi ed altre manifestazioni e la delibera della Giunta Regionale n. 208 del 28 Marzo 2011 relativamente ai contributi finanziari per le iniziative legate all'Art. 21 della L.R. 56/1993 relativa ai finanziamenti per iniziative di carattere culturale, artistico e sportivo. Le domande di contributo possono essere presentate unicamente dai soggetti che non perseguano fini di lucro ed indirizzate alla 4

giovane dopo due colloqui ha ottenuto un posto fisso nel campo per cui aveva studiato e uno stipendio mensile ade-

guato al suo incarico. Oggi si definisce realizzato. E mentre una fonte diplomatica del Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea evidenzia un atteggiamento di "retroguardia" dell'Italia, che non riesce ad avanzare proposte concrete e costruttive, in Italia continuiamo a “parlare” della necessità di lasciare spazio a giovani capaci o quantomeno di metterli alla prova. Per completare lo spaccato di questa Italia, i giornali continuano a titolare: “Istat, Italia fanalino di coda della UE, giovani senza lavoro” (Il Messaggero, 23 maggio 2011). Per quanto ancora dovremo leggere questi titoli?

Monia Smargiassi Giunta Regionale. Tutte le informazioni necessarie per richiedere il contributo sono disponibili sul sito della Regione Abruzzo alla sezione Affari Comunitari e Cooperazione Interistituzionale www.regione.abruzzo.it Barbara Marchetti


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Carabinieri AT-TENTI! Sono una maniaca della precisione (e questo è un limite) e in questa nuova esperienza del blog inPiazza mi occupo, tra l’altro, di organizzare la distribuzione del periodico bimestrale che la redazione ha deciso di distribuire non solo a San Salvo, ma anche in alcuni Comuni del Vastese, tra cui Monteodorisio. Questa volta decido di recarmi personalmente a Monteodorisio, paesino che conosco bene, o almeno credevo, nel tardo pomeriggio di un giorno di aprile. Nell’aria si sente la primavera e la temperatura piuttosto alta favorisce una passeggiata nel borgo antico, di mirabile bellezza. Comincio ad entrare nei pochi negozi ancora aperti per consegnare le copie del periodico (lavoriamo in economia) e mi accoglie da subito una popolana cortesia, tipica dei piccoli

centri, che mi addolcisce i pensieri e mi lascia anche un po’ perplessa. Accompagnata da tanta cortesia mi ritrovo all’improvviso in Piazza Umberto I, il cuore del borgo: lo spazio è ordinato e semplice, quanto basta per dare identità ad una piccola

comunità. Se è vero che la Piazza è il luogo in cui ogni comunità si racconta, Piazza Umberto I parla sicuramente di accoglienza. Mi sento a mio agio. Rapita da un

crescendo di emozioni e senza accorgermene ho consegnato quasi tutte le copie del periodico, così riprendo la mia auto e mi avvio verso l’uscita dal paese, ma lungo la strada incontro una signora, intenta nelle operazioni di chiusura del suo negozio di piante e concimi. Mi fermo e le chiedo se posso lasciarle delle copie del periodico inPiazza e lei, prima ancora che con le parole, acconsente con un gesto, stringendo a se le copie che le offro. Mi sento di nuovo accolta! Mi chiede da dove vengo, le spiego chi sono e cosa faccio. Mi chiede altre copie e si offre di distribuirle lei stessa ad un bar poco lontano. L’atmosfera si fa subito cordiale, mi spiega che in paese non c’è neppure un’edicola e all’improvviso esclama “vorrei ringraziare i Ca5

rabinieri!”. Non comprendo, le chiedo spiegazioni e lei mi racconta di quando, pochi giorni prima, a Vasto, di notte, si era trovata nella disperata ricerca di ossigeno medicale per un’anziana signora, sua vicina di casa, e solo grazie al pronto intervento di una pattuglia di carabinieri, incontrata per caso, si era evitato il peggio “… senza l’aiuto dei Carabinieri la nonnina oggi non sarebbe viva!”. Tace, si commuove. Si avvicina di più e continua con il doloroso racconto di un grave episodio di solitudine e di malasanità che ha coinvolto il marito. Sento tutto il carico emozionale, ma non c’è rabbia nelle sue dignitose parole. “Spero che nessuno soffra ancora quello che abbiamo sofferto noi!”. Sa che non sarà così ma, nonostante tutto, non vuole pensare “…a quei medici e a quei politici che non rispettano la povera gente… ”; lei, Maria Giovanna, orgogliosamente madre di due poliziotti, vuole ringraziare i Carabinieri. Le chiedo “i Carabinieri di Vasto?” “no, no” risponde “tutti i Carabinieri che ogni giorno si spendono in tanti modi per noi cittadini”. La saluto chiedendole “posso scrivere questa storia?”, mi risponde di si con un cenno del capo e un sorriso luminoso. Mi unisco a Maria Giovanna nel ringraziare l’arma dei Carabinieri e i miei amici che vestono la divisa. Il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia passa anche attraverso queste storie. Vania Perrucci


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Ai volontari del nostro territorio… Prima che la nostra società fosse aggredita dalle voraci tendenze consumistiche, dal materialismo incalzante e dalla voglia di apparire, contavano i sentimenti, quelli veri, della convivenza, del rispetto, della solidarietà: valori semplici ma essenziali, capaci di colorare e arricchire il vivere quotidiano di tutti noi. Oggi viviamo in una società in cui alla televisione è permesso di entrare nelle nostre vite, modificandone i valori e le attese, e dove sempre più i nostri giovani desiderano partecipare ai reality show, nella speranza di diventare famosi, complici anche la miopia politica e l’elevata disoccupazione giovanile che non ha confronti in Europa. E quando questi valori attecchiscono, ecco che il sistema entra in crisi: come stanno entrando in crisi i valori fondanti del volontariato, che rischia di essere strumentalizzato come passaggio finalizzato alla riduzione dei costi dei servizi e paga per le lacune di un sistema scolastico che non promuove la partecipazione dei giovani ad esperienze di volontariato. Per questo diventa fondamentale la promozione di una cultura fondata sulla solidarietà. Nel nostro territorio, quello del Vastese, ci sono uomini e donne, professionisti di ogni settore, comuni cittadini, pensionati, che mettono a disposizione le proprie compe-

tenze e professionalità e il proprio tempo libero al servizio del bene comune, svolgendo volontariato in un territorio dove sono evidenti i processi di

spopolamento che aumentano la difficoltà di accedere a strutture e servizi. Certo in queste aree sono più forti i legami interpersonali, che assumono un ruolo determinante e spesso di compensazione, che mi piace definire come “volontariato informale”, sicuramente più diffuso nei piccoli centri dove la gente si aiuta reciprocamente. Da alcuni anni, nel nostro territorio, va diffondendosi l’impegno dei Volontari della Protezione Civile, che infilata la divisa gialla sono solleciti ad intervenire in ogni tipo di situazione: offrono il loro contri-

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buto sempre, stanno nell’ombra con umiltà, senza clamori e senza cercare gloria, interviste o primi piani in televisione e, soprattutto, si impegnano senza alcun compenso economico. Ma non possiamo dimenticare anche la Croce Rossa, i volontari della clowterapia nei reparti di pediatria, la Caritas, la LILT, l’AVIS, i volontari che operano nelle Carceri e tanti altri ancora che con la loro disponibilità rendono più vivibile la nostra società. L’anno 2011 è stato proclamato dall’Unione Europea “ANNO del VOLONTARIATO”: l’auspicio per tutti è che questa sia l’occasione per scoprire e/o riscoprire l’impegno verso il prossimo e per i giovani sia l’occasione per apprendere il senso del rispetto, a cominciare da quello per il proprio territorio, perché è anche dal territorio che passano le regole di convivenza civile. Ai volontari del nostro territorio va un plauso da parte di tutta la nostra redazione. Daniele Leone


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Art. 75. È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum A 150 anni dalla nascita dello Stato nazionale italiano, siamo stati convocati ancora alle urne per esercitare il diritto costituzionalmente garantito di abrogare leggi o parti di esse, se non ci piacciono. Mentre il tricolore sventola deciso nelle cerimonie ufficiali di commemorazione e l’Inno nazionale riecheggia dalle Alpi alla Sicilia nelle celebrazioni del nostro senso di appartenenza nazionale, riemerge così l’attualità di uno strumento di democrazia diretta come il referendum. Una garanzia di partecipazione popolare ma anche un momento per riflettere sull’efficacia del mandato elettorale. Con il referendum, infatti, il popolo si riappropria in modo forte e significativo della sovranità che gli appartiene e si trova a supplire ai propri rappresentanti, eletti in Parlamento per esercitare la funzione legislativa. Sul piano politico, la necessità di ricorrere a questo strumento può essere letta come il sintomo di una crisi della democrazia rappresentativa. Di fatto, si avverte tra la gente e perfino tra gli stessi parlamentari il malessere che proviene da un sistema elettorale reo di aver svuotato di significato la parola elezione, intesa come scelta dei propri rappresentanti, e di aver intrecciato rapporti insani tra i diversi poteri dello Stato. Pesi e contrappesi che di

norma permettono di orientare l’azione dell’Esecutivo e di rinnovare l’ordinamento giuridico dello Stato sono stati visti vacillare. Mentre si invoca da più parti la solennità dell’investitura popolare proveniente dalle urne, si registra un abuso dell’istituto

della fiducia, che dovrebbe collegare l’operato del Governo a quello dei parlamentari, investiti proprio dalla Costituzione dello status di garanti della volontà popolare. Si parla sempre più spesso di svuotamento delle prerogative del Parlamento e forse il ricorso al referendum può essere letto anche come il fallimento dei canali istituzionali di riverbero del pensiero della maggioranza di un Paese democratico e pluralista, che dovrebbero essere definiti dalla rappresentanza parlamentare e dal voto popolare. Possiamo inoltre offrire una ulteriore lettura delle esigenze di espressione dell’opinione pubblica, sul piano ormai inclinato della informazione, che fa eviden7

temente registrare un deficit di discussione sui temi di interesse pubblico a favore di altre questioni. Il referendum dunque è diventato lo strumento di difesa contro l’inerzia della politica a dare risposte concrete alle richieste dei cittadini? Tra i referendu questi non è il caso di dimenticare la consultazione ante litteram che, pur tra polemiche e sospetti di brogli, il 2 giugno del 1946 decretò la forma repubblicana per lo Stato italiano. Una curiosità. Proprio in quella occasione il problema maggiore fu stabilire se fosse stato raggiunto il quorum, in quanto il decreto per l'indizione del referendum recitava "... qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci... ", mentre i risultati diffusi dal Ministero dell’Interno erano stati calcolati sulla base dei soli voti validi. Il controllo delle schede elettorali per il calcolo dei votanti (il milione e mezzo di schede bianche o nulle riduceva sensibilmente la maggioranza repubblicana fino a renderla esigua) ritardò la proclamazione dei risultati ufficiali generando un gesto ardito dell’allora Governo che - senza attendere la pronuncia della Corte di Cassazione - destituì anticipatamente il re dalle funzioni di Capo dello Stato. Con buona pace di storiografi e monarchici. Barbara Pantaleone


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Periodico di informazione Via Liquirizia, 50 66050 San Salvo (Ch) Responsabile Editoriale Associazione culturale “inPiazza” Presidente Silvio Calice Direttore Responsabile Massimiliano Gravina Autorizzazione del Tribunale di Vasto n° 125/2010

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