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Periodico bimestrale gratuito sansalvoinpiazza@yahoo.it Numero 3, Anno II - Gennaio/Febbraio 2011 - tiratura 3000

CIASCUNO FACCIA LA SUA PARTE

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ischio di essere scontato (in tempo di saldi!), ma il tema delle giovani generazioni, di come fornire loro opportunità e condizioni sostenibili su cui costruire un percorso di vita, rimane una delle vere sfide da

www.sansalvoinpiazza.it Incontriamo... il dott. Andrea Altieri

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ettere in rete le professionalità in mondi diversi per favorire la circolazione delle idee e il confronto tra opportunità e progetti. Dr. Andrea Altieri , Ph. D. Business Development Officer Marketing Department

Piazza A. De Gasperi

affrontare nei prossimi anni. Sia chiaro, non condivido il dualismo giovani/vecchi e, men che meno, la generalizzazione secondo cui i giovani sono più capaci dei loro predecessori: si tratta di semplificazioni che non sono assolutamente in grado di far crescere valori e stimolare un corretto protagonismo nel proprio tempo. In politica poi, l’arrogare a se il titolo di sostenitori del rinnovamento o paladini dei più giovani, standosene comodamente seduti su una poltrona istituzionale, appare, ai più sensibili, veramente di cattivo gusto: Segue a pagina 2

a ll’i nterno a

L’eleganza

a pagina 4

a Il nuovo Rinascimento

a pagina 4

a Ripartono i PIT 

a pagina 6

a Conosciamo la Costituzione  

a pagina 7

dal punto di vista ecoVuole parlarci del suo nomico e seguo la realizruolo all’interno della zazione del progetto di Asinex? librerie molecolari, finaSono un progect mana- lizzate allo screening farger, mi occupo delle fasi maceutico per le fasi di ricerca di mercato, in- iniziali del Drug Discodividuando le aree tera- very. Seguo anche possipeutiche più interessanti bilità di outlicensing di

questi progetti e nel caso in cui una di queste molecole funzioni bene, anche biologicamente,ne seguo gli sviluppi dalla ricerca di mercato fino al collocamento sul mercato Segue a pagina 3

I COMUNI DIGITALI DEL VASTESE L’informatizzazone della PA migliora i servizi ma il percorso è in salita a classifica dei Co-

muni digitali del L Vastese vuole, su scala

locale, evidenziare la qualità dei siti Web dei Comuni del comprensorio, attraverso la valutazione di alcuni indicatori considerati strategici per la dimensione qualitativa di un sito istituzionale. Segue a pagina 2

R.A.T.I.

Rete di Abruzzesi per il Talento e l’Innovazione I problemi dei giovani e del loro futuro sono gli stessi dell’Italia intera, ha spiegato nell’ultimo messaggio di fine anno il Presidente della Repubblica Napolitano. Una visione che riassume nel modo più autorevole e diretto la filosofia di R.A.T.I., Rete di Abruzzesi per il Talento e l’Innovazione, nata con un’affollata assemblea il 30 luglio scorso a Lanciano. Mettere in rete i talenti, le energie, la creatività diffusi nella regione e fuori per far ripartire l’Abruzzo. L’obiettivo è ambizioso, il lavoro è cominciato. Segue a pagina 2


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CIASCUNO FACCIA LA SUA PARTE segue dalla prima fatte le rispettose eccezioni! Anche il Presidente della Repubblica, infatti, nel suo tradizionale messaggio di fine anno, ha parlato dei giovani e ai giovani, come pure hanno fatto lo scrittore Francesco Delzio nel libro “Generazione Tuareg” e Pierluigi Celli nel “Coraggio Don Abbondio”, impegnati in una riflessione

compiuta sulla gerontocrazia, meritocrazia e sviluppo sostenibile. Sono argomenti ampiamente dibattuti, ovunque, ma è bene ricordare che si nasce con un pesante debito procapite, si fanno i conti con una vita orientata al precariato, alla prospettiva che se va bene si cambierà lavoro molte volte, al confronto con un mondo globale che ha misure di tutela troppo locali, come ha dimostrato il referendum Mirafiori, che ha posto il confronto tra la Fiat, che ha valutato le sue opportunità nel mondo globale e le orga-

nizzazioni sindacali che hanno risposto con una rappresentanza locale. In questo scenario, le giovani generazioni si confrontano con un mercato del lavoro pieno di contraddizioni, che chiede senso di appartenenza, lealtà, fedeltà e apprendimento continuo, ma attraverso meccanismi di temporaneità, flessibilità, precarietà e sottovalutazione delle professionalità e delle competenze, mentre i cervelli continuano a fuggire…. Con il primo numero del 2011, vogliamo rafforzare la discussione su questi temi fondamentali cercando, nel nostro piccolo, di dare voce a esperienze nuove e concrete e sperando che alcune di queste possano contribuire a rispolverare un sistema di valori, capace di abbattere il clima di rassegnazione che ormai, da tempo, sembra caratterizzarci un “po’ troppo”. Silvio Calice

I COMUNI DIGITALI DEL VASTESE segue dalla prima L’indagine che segue è stata realizzata utilizzando un gruppo ristretto di indicatori proposti dal Formez, basati sulla metodologia ARPA (Analisi delle Reti delle Pubbliche Amministrazioni), attraverso la compilazione di un questionario per ogni sito web comunale, con 25 domande suddivise in 6 sezioni: Contenuti istituzionali e trasparenza, Qualità e interattività dei servizi, Usabilità e Accessibilità, Cooperazioni, Relazionalità e Communities, Marketing territoriale e professionalizzazione dei dispositivi tecnologici. Naturalmente la compilazione del questionario risente della percezione soggettiva del compilatore rispetto alle domande comunque ben strutturate. Nella valutazione complessiva della qualità dei siti internet istituzionali disponibili in rete, il Vastese esprime un valore medio di 50 punti su punteggio massimo attribuibile di 100. In vetta alla classifica troviamo il Comune di Vasto che, con un punteggio di 83 su 100, mostra una buona attenzione alla comunicazione con gli utenti e, se la presenza di contenuti informativi copre solo alcuni degli ambiti

di interesse del cittadini, esprime una buona attenzione verso gli strumenti di ausilio alla navigazione. Si nota, inoltre, un aggiornamento costante. Il Comune di Dogliola, invece, pur avendo quasi tutte le funzionalità di base, si presenta molto carente nella gestione dei contatti, negli aggiornamenti e nell’interazione con l’utente. Sembra comunque non esservi una forte correlazione tra la grandezza del Comuni e la qualità delle loro piattaforme web, anche se il Comune di Vasto e San Salvo si distinguono per la promozione dei loro servizi e la tempestività degli aggiornamenti, in quanto necessitano di arrivare ad una popolazione molto più numerosa e tenuto conto che il Comune di San Salvo è sede dello SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) a cui la recente normativa chiede una completa informatizzazione. Colpisce però che il 3° posto, con un punteggio di 59/100, sia occupato dal Comune di Celenza sul Trigno che pur avendo meno di 1.000 abitanti, dispone di un web ben strutturato e ben gestito. Sarà un caso che è il Comune con uno dei sindaci più giovani del comprensorio? Massimiliano Gabriele

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Comuni Abitanti Score 39.811 83/100 Vasto 19.093 60/100 San Salvo 6.375 55/100 Casalbordino 4.917 58/100 Cupello 3.521 53/100 Scerni 3.026 47/100 Gissi 2.595 50/100 Manteodorisio 2.347 53/100 Pollutri 1.976 38/100 Castiglione M.M. 1.482 non disp. Roccaspinalveti 1.143 55/100 Furci 1.113 51/100 Fresagrandinaria 1.061 31/100 Casalanguida 1.044 54/100 San Buono 1.023 31/100 Schiavi D’A. 1.011 44/100 Palmoli 1.008 47/100 Villalfonsina 997 59/100 Celenza S. T. 990 54/100 Torrebruna 752 non disp. Liscia 731 31/100 Lentella 713 non disp. Carpineto S. 697 52/199 Carunchio 493 48/100 Tufillo 451 49/100 Guilmi 434 non disp. Castelguidone 405 28/100 Dogliola 403 44/100 Fraine 231 45/100 San Giovanni L. TOTALE/MEDIA 97.609 48,80/100 Fonte: nostra valutazione su questionario Formez


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Incontriamo... il dott. Andrea Altieri segue dalla prima Secondo Lei quali sono le competenze più ricercate sul mercato estero e quali sono le opportunità per chi vuole intraprendere un percorso professionale fuori dai confini nazionali? Ciò che interessa le human resources, parlando anche della mia esperienza, è come combinare tra loro le diverse competenze, vale a dire un programmatore che sappia di chimica o un contabile con esperienza chimica. Avere esperienze multiple, rappresenta un plus molto ricercato. Di opportunità fuori dal territorio nazionale ce ne sono tantissime, anche se la lingua è fondamentale, visto che viviamo in un ambiente globale. L’esperienza linguistica e la composizione di gruppi eterogenei, anche in termini di nazionalità, permette di individuare le problematiche da diversi punti di vista. Andare all’estero resta un’esperienza importante, che apre molte strade: è una cosa che raccomando tantissimo, ma sempre

con l’idea di poter tornare al punto di partenza e mettere a frutto, in territorio locale, l’esperienza guadagnata all’estero, stabilendo network a livello internazionale. Secondo Lei, come sono considerati i nostri giovani imprenditori dai diversi angoli del mondo?

a conduzione famigliare, che riescono ad essere più dinamiche rispetto agli stress del mercato. Mosca è una realtà interessante, con un’economia che sta andando bene e sicuramente, per gli italiani che vogliono intraprendere attività commerciali all’estero, ci sono spazio e possibilità, soprattutto nel settore dei mobili e in quello alimentare (nei supermercati di Mosca si trova la pasta Di Fara San Martino). Vania Perrucci

Intervista integrale su www.sansalvoinpiazza.it

A Mosca gli italiani sono molto apprezzati, perché il Made in Italy è ben rappresentato. L’imprenditoria italiana è costituita per lo più da piccole imprese

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La sua avventura inizia dall’amore per la chimica. Dopo la laurea in chimica farmaceutica e il perfezionamento presso il CNR di Bologna, nel 1998 inizia la vera esperienza internazionale, che lo porta prima all’università di Worwick e poi ad Edinburg, dove si occupa di chimica di sintesi. Nel 2003 giunge a Mosca, dove inizia a lavorare presso la Asinex, multinazionale che offre servizi per l’industria farmaceutica, occupandosi della creazione e della vendita di progetti per le fasi iniziali della ricerca farmaceutica. Contemporaneamente partecipa a convegni di respiro internazionale, anche negli Stati Uniti; nell’ultimo a cui ha partecipato, a ottobre 2010, a San Francisco, è stato invitato come ospite d’onore a relazionare sul Drug Discovery. Almeno 2 volte l’anno riesce a tornare in Italia, nella nostra Regione, all’Aquila, sempre per fatti attinenti la chimica.


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L ’ e l e g a n z a

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lcuni mesi fa, su una rivista di settore, ho letto un’interessante “Conversazione sull’eleganza” tra cinque interpreti della creatività contemporanea. Uno di essi (Rosario Messina, imprenditore ed attuale presi den t e di Federlegno -Arreda) alla domanda “Cos’è per lei l’eleganza?” rispondeva: “Sobrietà, raffinatezza, distinzione, cultura, buona educazione e tutto quanto va oltre l’apparenza. Eleganza come esatto contrario di tutto ciò che riluce”. Mi sembra una bellissima definizione che a mio avviso dovrebbe improntare la nostra vita, il nostro agire, il nostro dire, il nostro apparire, i nostri comportamenti. Alcune settimane fa, in uno “scampolo” di televisione libera ho seguito con piacere il programma di

1. L’eleganza è sobria e la sobrietà è elegante (1). 2. Eleganza è una cravatta regimental su un vestito blu. 3. Eleganza in architettura è l’arte di togliere, non di aggiungere. 4. Eleganza è la cura non maniacale dei dettagli. 5. L’eleganza non consiste nell’indossare un vestito nuovo (2) 6. Eleganza è saper ascoltare, guardando negli occhi. 7. Eleganza è saper far finta di ascoltare quando proprio non se ne può fare a meno! 8. Eleganza è non derogare ai propri principi. 9. Non sono eleganti i calzini bianchi. 10.Eleganza è parlare al cellulare a bassa voce quando non si è soli. 11.Non è elegante lasciare il cellulare acceso a tavola. 12. Elegante è l’ironia; la comicità grossolana, stupida, petulante e volgare non lo è (1). 13.L’eleganza è saper sorridere, anche ridere, quando ce n’è motivo (1). 14.La vera eleganza morale consiste nell’arte di travestire le vittorie da sconfitte (3). 15.Non è elegante un consumo compulsivo delle cose e dei beni che ci circondano. 16.Eleganza è saper stare in silenzio quando non si ha nulla da dire. 17.Eleganza in politica è adempiere con onestà al mandato ricevuto. 18.Eleganza è comportarsi in modo appropriato al ruolo che si ricopre. 19.Non è elegante approfittare del proprio ruolo. 20.Elegante è esprimersi in modo semplice, comprensibile a tutti. 21.Eleganza è uno stile di vita che parte dal principio della sobrietà. 22.L’eleganza non è autoreferenzialità né individualismo. 23. Eleganza è vestire in modo appropriato alla situazione che si sta vivendo. 24. Eleganza è il rispetto dei principi ecologici: iniziamo con la raccolta differenziata. 25. Eleganza è chiedere solo il giusto per il proprio lavoro. 26. Eleganza è pretendere rispetto per il proprio lavoro! 27. Non è elegante disprezzare il lavoro altrui. 28. Eleganza è aiutare l’altro facendolo di nascosto. 29. L’eleganza non è appariscente. 30. L’eleganza è cortesia, rispetto per gli altri, attenzione al modo in cui ciò che diciamo, facciamo o mostriamo può essere percepito (1) 31. Eleganza è leggere un libro, gustandone anche il profumo della carta. 32. Eleganza, in architettura, è la forma che segue sempre la funzione. 33. L’eleganza è trovare un accordo fra cose di cattivo gusto (4). 34. Eleganza è sobrietà nell’accostamento dei colori, delle forme, dei volumi. 35. L’eleganza è un dono, ma nessuno è condannato a essere volgare e fastidioso. 36. L’eleganza, la semplicità, la sobrietà sono arti che possiamo apprendere (1).

Fazio e Saviano e mi sono accorto che l’utilizzo dell’elenco come strumento di trasmissione delle opinioni è a mio avviso estremamente utile: ti permette di pensare, riflettere, approfondire, farsi una propria idea. A volte i lunghi discorsi diventano monologhi (… anche monotoni) che poco spazio lasciano alla possibilità di farsi una propria opinione, di pensare “in proprio”. Voglio perciò proporvi un mio elenco (serio e semi-serio) sull’Eleganza e sul suo contrario, intesi nel senso generale che dicevo sopra e non solo come “ben vestire”: affinchè questo possa stimolare in ciascuno la capacità, che tutti abbiamo, di pensare e la curiosità di approfondire. Buon 2011 a tutti e che sia… “elegante!”.

Note (1) GiancarloLivraghi (2) CocoChanel (3) EmilCioran (4) Jean Genet.

Gabriele Bonifacio

IL NUOVO RINASCIMENTO

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iovanni Allevi dichiara: "I giovani di adesso possono dare vita ad un nuovo Rinascimento"; un'affermazione ricca di speranza, ma poco veritiera. Il musicista dalla vena frizzante spezza una lancia a favore delle nuove generazioni, che purtroppo oggi sono ossificati dalla paura di entrare nel burrascoso mondo lavorativo: una provocazione o un semplice invito? La nostra regione conta quattro università (al vertice il Campus di Chieti) e annualmente le iscrizioni aumentano; anche le facoltà aquilane dopo l'imprevedibile catastrofe mantengono solidamente gli immatricolati degli anni precedenti, senza percepire un forte calo. Uscendo dai confini provinciali e regionali, la generosità non sprizza. Nella Capitale qualche giorno fa, la rivolta studentesca contro il Mini-

stro Gelmini ha intasato tutte le televisioni nazionali, creando scalpore e terrore. Questo non è un buon segno, qualcosa non funziona, i giovani non sono gratificati. Si sente parlare di opportunità del territorio: falsità o poco apprezzamento da parte dei giovani? L'esistenza di giovani esuberanti e predisposti a dare vita ad un nuovo "Rinascimento" non manca, ma il contesto prevede offerte limitate, spesso annullando le buone predisposizioni. Ciò non toglie il fatto che ci sono bandi, concorsi per l'ingresso in posti statali, ma con misere possibilità. Quanto affermato accade intensamente nel meridione, nella penisola settentrionale gli impieghi sono maggiori (nulla di sconcertante). Una differenza che

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porta a volte i giovani laureati e non, ad emigrare in regioni in cui si registra un Pil superiore al nostro. Colpevolizzare la società non è corretto, ma non neghiamo che l'Istat ha registrato negli ultimi periodi un tasso di disoccupazione del 40 %, tra cui numerosi giovani. La nostra penisola si trova immersa in un momento complesso e fastidioso. Intraprendere una strada distante dalla precarietà è una mossa valida, ma spesso non vincente Ilario D’Alanno


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R.A.T.I. Rete di abruzzesi per il talento e l’innovazione

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scusso a Torricella Peligna a fine dicembre con molte testimonianze e proposte centrate su tre punti chiave: le energie alternative, in testa l’eolico; le politiche sociali e lo sviluppo del turismo. “Fare di più con meno” sarà l’imperativo per tutta l’Europa, una sfida ancor più impegnativa per chi parte da posizioni di debolezza. Nel 2010 a Torricella sono nati due bambini, a Taranta Peligna nemmeno uno. E gli altri 1° Incontro Rati a Lanciano comuni della zona presentano dati simili. A guardare le cifre convinti che conoscenza, talento non c’è speranza: questi non e creatività siano elementi fon- sono paesi per giovani. Eppure damentali per lo sviluppo eco- dopo tre ore di confronto, testinomico, sociale e culturale della monianze e proposte il 28 diregione. E la scommessa dell’associazione è creare un network sempre più solido tra chi vive sul territorio regionale e chi è andato fuori, in Italia o all’estero, ma vuole restare legato in modo attivo e propositivo alla sua comunità d’origine.. 2° Incontro Rati a San Salvo Dopo il meeting di luglio, ci siamo trovati a San Salvo nel novembre scorso per parlare di cembre siamo usciti dalla legalità e sviluppo con l’ex ma- mediateca “John Fante” di Torgistrato del pool antimafia di Pa- ricella con un senso di sfida poslermo Giuseppe Di Lello, il sibile, di concreta fiducia nelle fondatore del movimento anti- potenzialità e nel futuro delle racket Tano Grasso e lo scrittore aree interne d’Abruzzo. E con calabrese Vins Gallico. La con- l’impegno a portare avanti tre vinzione di RATI è netta: legalità gruppi di lavoro su tre idee proè sviluppo, il rispetto delle re- getto. Obiettivo: dimostrare che gole rappresenta condizione es- si può invertire il declino, se ci senziale per la crescita sono iniziative valide e comueconomica e morale di una co- nità decise a portarle avanti.E’ munità. E particolare attenzione centrale per RATI – come scritto RATI sta dedicando alle aree in- all’inizio – coinvolgere i giovani. terne d’Abruzzo, nella convin- Per questo stiamo lavorando a zione che proprio dalle zone più un progetto di orientamento e disagiate possa scoccare la scin- mentoring rivolto agli studenti tilla della riscossa. Se ne è di- dell’ultimo anno di alcune ono già decine e decine gli abruzzesi – professionisti, imprenditori, ricercatori, studenti – che hanno unito le forze,

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scuole superiori della provincia di Chieti. A marzo piccoli gruppi di soci della Rete andranno a incontrare i ragazzi e le ragazze, per tentare di dare qualche dritta nel difficile passaggio dalla scuola all’università o al mondo del lavoro. Dopo gli incontri ciascuno studente potrà scegliere un referente, con il quale restare in contatto nei mesi a seguire, per avere consigli e informazioni. Citando De Gregori il progetto si chiama “Nino e il calcio di rigore”. Vogliamo incontrare Nino, studente abruzzese che il prossimo anno giocherà (magari proprio con la maglia numero sette). Dargli una mano a scegliere il campo preferito, provare insieme a inquadrare la porta, mostrargli i tanti modi in cui si può prendere la rincorsa. Raccontargli dei nostri allenamenti, delle partite di ciascuno, di quelle perse, interrotte, vinte o ancora tutte da giocare. Confrontarci, parlare, dirgli: Nino, non aver paura di tirare un calcio di rigore. La Rete di abruzzesi per il talento e l’innovazione – con entusiasmo e determinazione – sta muovendo i suoi primi passi. Ma per far ripartire l’Abruzzo, per cambiare le cose serve il contributo, anche piccolo, di tanti. Pensaci, contattaci: info@rati.eu

3° Incontro Rati a Torricella Peligna

Marco Di Fonzo


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R i pa r t o n o i P I T (progetti integrati territoriali)

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’ in previsione la pubblicazione dei Bandi PIT (Progetti Integrati Territoriali) che, utilizzando le risorse aggiuntive comunitarie declinate nell’asse IV del Por Abruzzo Fesr, daranno la pos-

misura sono gli Enti Pubblici in forma singola o associata. - Migliorare l’attrattività dei contesti abitativi; questa linea di intervento si propone di sostenere interventi delle amministrazioni locali volti ad incrementare il livello di gradevolezza, attrattività e abbellimento di particolari contesti abitativi. Gli interventi saranno finalizzati alla cura e alla valorizzazione dell'immagine dell'abitato e alla nozione più generale di arredo urbano (colori, tecnologie, materiali, tipologie architettoniche). Gli interventi dosibilità di avviare progetti strate- vranno prevedere forme di coingici per la valorizzazione volgimento dei privati; gli stessi dell’offerta turistica da parte degli saranno chiamati a rimuovere deEnti Pubblici e dei privati. trattori della tipologia architettoI Bandi, la cui gestione è affidata interamente alla Provincia di Chieti, saranno pubblicati per ambiti territoriali (ambito ChietinoOrtonese, Sangro e Vastese). I Bandi PIT hanno come strategia di fondo il miglioramento dell’attrattività del territorio e la valorizzare delle autenticità delle risorse locali, nell’ottica della qualità e della professionalità. nica del contesto (rifacimento di - Aumentare l’attrattività e miglio- facciate, sostituzione di infissi, rare la gestione delle mete di visita; ecc.). I beneficiari di questa misura questo Bando prevede interventi sono gli Enti pubblici in forma sinsulle mete di visita capaci di at- gola o associata. trarre maggiori flussi di visitatori, - Aumentare la qualità e la dotamediante l’adeguamento del pro- zione delle imprese turistiche; dotto offerto. Si tratta di interventi questa linea di intervento prevede di adeguamento e sviluppo delle il finanziamento di investimenti strutture e impianti tecnologici, per l’avviamento, l’adeguamento utilizzando metodologie e sistemi e/o il miglioramento di attività di innovativi sono interventi di ricettività, finalizzate al potenzia“spettacolarizzazione” o “teatra- mento e al miglioramento dei serlizzazione” capaci di adeguare il vizi per poter soddisfare una più prodotto alle nuove esigenze dei ampia gamma di utenza, comvisitatori. I beneficiari di questa prese attività tese a favorire la 6

messa a disposizione e adeguamento del patrimonio delle seconde case a fini ricettivi, secondo modelli gestionali del cosiddetto albergo diffuso. Le proposte progettuali possono favorire l’integrazione pubblico-privato innescando forme innovative di creazione di ricettività e di gestione delle strutture ricettive, in un quadro di sostenibilità economico-finanziaria. I beneficiari di questa misura sono le PMI in forma singola o associata che operano in maniera diretta o indiretta con il settore turistico. - Stimolare la creazione e la crescita di servizi per il turismo e tempo libero; questa linea d’intervento sostiene iniziative per la creazione, l’efficientamento e la messa in rete di servizi turistici finalizzati ad incrementare la valorizzazione del territorio e a migliorarne la fruizione. Le proposte progettuali possono favorire l’integrazione pubblicoprivato innescando forme innovative di gestione dei servizi turistici, in un quadro di sostenibilità economico-finanziaria. Regime di aiuto de minimis. Beneficiario/destinatario le PMI in forma singola o associata appartenenti al codice ATECO 2007 allegato al bando.

Barbara Marchetti


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Art. 49 Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale Il principio di democrazia contenuto nella Costituzione trova amplia manifestazione in diversi articoli che, pur sancendo il principio di maggioranza, tutelano le minoranze, linguistiche, etniche, religiose o politiche. Eppure sembra che in Italia il concetto di maggioranza, a qualunque livello lo si voglia intendere, stia subendo un processo di profonda involuzione, a causa del quale “essere di più” vorrebbe significare poter gestire il potere in maniera incontrollata. Questo vale in molti ambiti della vita democratica del nostro paese a partire, naturalmente, da quello politico dove si assiste a un progressivo sbilanciamento istituzionale che vede un potere esecutivo desideroso di avere sempre meno vincoli al proprio operato e una rappresentatività parlamentare (o popolare in senso lato) che vede limitare quotidianamente le proprie prerogative. Ma anche all’interno degli stessi partiti si assiste a una deriva oligarchica secondo la quale la visione della maggioranza degli iscritti è l’unica degna di essere rappresentata, con le istanze delle minoranze che da preziosi stimoli critici si trasformano in fastidiose voci dissonanti. A ciò si aggiunge l’opinione diffusa che avere dal popolo il mandato a governare permetta alle varie maggioranze così formatesi di non tener conto delle regole basilari del metodo democratico, e fra queste regole una delle più importanti è proprio il rispetto delle minoranze. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: da una parte, infatti, le maggioranze legittimamente elette ritengono quasi superfluo il ruolo delle

opposizioni e passano fin troppo tempo a screditarne l’operato dipingendolo come contrario alla volontà del popolo. Dall’altra le minoranze, non vedendosi riconosciuto alcun ruolo all’interno del confronto politico, esercitano in maniera “eccentrica” il loro diritto a partecipare alla gestione

della cosa pubblica, uscendo anche loro dalle regole del metodo democratico e avventurandosi in manifestazioni di piazza o creazioni di nuovi partiti, correnti, fazioni e via discorrendo. A questo punto risulta evidente la crisi che sta vivendo il metodo democratico

sancito dalla nostra Costituzione, la quale intende il rapporto fra maggioranze e minoranze innanzitutto come riconoscimento e legittimazione reciproca. Una lettura attenta degli articoli contenuti nelle sezioni relative al Parlamento e al Governo, infatti, è sufficiente per comprendere 7

come essere maggioranza non rappresenti mai un lasciapassare per governare al di fuori delle regole del metodo democratico, ma sia invece un difficile e bellissimo esercizio di ascolto, discussione e sintesi dei bisogni di tutti i cittadini e di tutte le istanze. Le democrazie mature dei grandi stati europei (Germania, Francia, Inghilterra, ecc..) hanno ormai sedimentato nella loro attività parlamentare tali principi democratici, ma evidentemente l’Italia in tal senso sta muovendo dei passi ancora troppo incerti. Qualche tempo fa all’aeroporto di Madrid osservavo dei ragazzi spagnoli che stavano parlando con un gruppo di loro coetanei italiani della vita politica nel nostro paese. Le domande poste dai ragazzi iberici iniziavano quasi sempre con “ma come es possibile…?” e gli italiani, alcuni in vistoso imbarazzo, spesso non sapendo cosa rispondere, cercavano comunque di spiegare che Tizio era stato eletto con il partito x, ma poi aveva fatto l’alleanza con Sempronio e avevano formato il partito y, che ora voleva fare però un’alleanza con il partito z. Gli spagnoli non stavano capendo molto, ma ormai anche noi italiani forse abbiamo un po’ perso la bussola. Insomma, parafrasando in chiave moderna e democratica Sidney Sonnino, probabilmente è ora di tornare allo Statuto, a quella Costituzione che dovrebbe rappresentare per ogni politico a qualunque livello la fonte prima del proprio agire. L’articolo 49 della Carta è lì a ricordare l’importanza di saper giocare il proprio ruolo sempre nel pieno rispetto dell’avversario che non è un nemico, ma semplicemente uno che liberamente e legittimamente la pensa in maniera diversa. Massimiliano Gravina


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Periodico di informazione Via Liquirizia, 50 66050 San Salvo (Ch) Responsabile Editoriale Associazione culturale “inPiazza” Presidente Silvio Calice Direttore Responsabile Massimiliano Gravina Autorizzazione del Tribunale di Vasto n° 125/2010

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