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MADE IN ITALY

Carta d'identità · per l'Europa TUTII ALL'ESTERO/l Con la sua Matica è tra i big dei sistemi di produzione e distribuzione di tessere di riconoscimento. Econ l'ultima acquisizione in Germania il gruppo guidato da Sandro Camilleri entra nel mercato dell'identificazione biometrica. di Massimo Morici

Due momenti di produzion-e nello stabilimento alle porte di Milano: fino a 10 anni fa Matica produceva punzonatrici per targhette di metallo. Poi, la svolta, con l'ingresso nel segmento della stampa di carte magnetiche.

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'erano una volta il vino, la moda e l'alta cucina. Perché oggi l'eterna gara tra francesi e italiani si è spostata in altri settori. E non si tratta neanche delle banche, dell'energia o del latte, industrie finite sotto i riflettori in periodi più recenti . Esiste, infatti, una nicchia più piccola, e giovane, rimasta finora lontana dai riflettori: la produzione e distribuzione di sistemi stampa per carte magnetiche e di sicurezza, in altre parole carte di identità, carte di credito e tessere di riconoscimento. Un mercato con una crescita annua stimata intorno allO% , per un giro d'affari globale di 5 miliardi di dollari, e che in Italia vede in prima linea un'azienda nata nel1992 a Milano, Matica System, società che oltre alla sede principale in Lombardia, conta anche altre tre sedi distaccate a Novara, Angers (Francia) e Stoccarda (Germania). L'azienda, per la verità, era nata ·v ent'anni fa solo come produttrice di punzonatrici per targhette di metallo, divisione che ha mantenuto per clienti del settore automobilistico e militare, e ha scoperto la sua vera vocazione solo 10 anni dopo, grazie all'ingresso in azienda di Sandro Camilleri, un manager con alle spalle una solida preparazione all'estero in campo finanziario e una gavetta nel

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settore bancario e nella distribuzione di stampanti per carte magnetiche in Italia. << Questo è un business nato negli Stati Uniti ed è relativamente giovane in Europa: in pratica, siamo noi gli ultimi arrivati. Inoltre c'è un'alta barriera tecnologica all'ingresso, perché produrre questo genere di stampanti richiede un notevole impegno finanziario >> racconta a Panorama Economy Camilleri, amministratore delegato di Matica System. Guardando agli ultimi 10 anni, Camilleri ha dimostrato di saperci fare . Nel 2002 ha rilevato Matica, di cui è diventato amministratore delegato nel 2007 , lanciando un programma intensivo di ricerca e sviluppo per la produzione di sistemi di carte e di sistemi di imbustamento per carte di credito, che ha portato quattro anni dopo all'acquisizione di rami d'azienda della società austriaca Digicard e dell'italiana Fractalos Card Lab, entrambe specializzate in macchinari e moduli ad alta velocità per l'emissione delle carte. E così è iniziata la corsa: nel 2009, anno orribile per la finanza (che raggruppa una grande fetta dei potenziali clienti pi questo settore), il gruppo fatturava 29 milioni di euro. L'anno successivo il giro d'affari è salito a 36 milioni, che nel2011 sono ~


si è laureato in administration, specializzandosi in economia e finanza alla European business school di londra. Si è poi trasferito a londra dove ha lavorato presso la Hambros Bank in qualità di tra der nel settore obbligazionario. Dieci anni fa l'ingresso in Matica, di cui ora è amministratore delegato.


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42 milioni (+20 %). Così nel Vecchio continente oggi MatiCa compete con i . francesi _di Evolis, società con un fatturato di oltre 40 milioni di euro. << Se consideriamo il giro d'affari ora ce la giochiamo sempre per un milione di euro » dice Camilleri. In realtà, ci sarebbe anche un terzo incomodo: Magicard, società britannica della galassia Ultra Electronics Holdings (4 mila dipendenti e oltre 650 milioni di sterline di fatturato) , con maggiori vendite però nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Au~tralia . Nel nostro Paese, invece, non esistono veri competitor nazionali per Matica, ossia multinazionali o società paragonabili per ricavi, ma si contano solo un paio di aziende decisamente più piccole per fatturato con prodotti assimilabili. La concorrenza più agguerrita, insomma, viene da tre grandi aziende d'oltreoceano: Datacard (con un giro d'affari intorno a 350 milioni di dollari) , Zebra Technologies (80 milioni di dollari) e Fargo (120 milioni di dollari) . Tre società con un'esperienza alle spalle più che ventennale nel settore e che a oggi possono contare su un cambio euro-dollaro ancora favorevole . Matica, però, non ha certo intenzione di cedere il passo al rivale d'Oltralpe, né tantorrieno alle «tre sorelle » made in Usa. Così da poco ha acquisito il controllo di un competitor tedesco, Digitai Identification Solutions (30 milioni di ricavi, sette sedi nel mondo e circa 90 dipendenti), società quotata a Francoforte specializzata in soluzioni di identificazione, tra cui il riconoscimento biometrico. Un'operazione che ha fatto crescere il numero dei collaboratori del gruppo a oltre 200

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Un business di plastica Il business delle card può contare su numeri importanti: a livello mondiale si è passati dai 19,4 miliardi di carte prodotte nel2007 ai 29,2 del 2010. 1n ltplia, però. il processo di diffusione dei documenti elettronici non si è ancora concluso. Più avanzato è il progetto per il passaporto elettronico, 2 milioni all'anno: è l'unico con chip Rfid e dati biometrici e viene emesso in modo totalmente decentralizzato, producendo cioè il documento nel luogo in cui lo stesso viene richiesto. Ancora più diffuse le patenti di guida plastificate (foto sopra): l'Italia nel1999 ha adottato lo standard europeo (MC720) che corrisponde al formato di una carta plastica con i dati del titolare e la fotografia sul fronte e i dati della categoria della patente sul retro.

unità, di cui 30 ingegneri addetti e che ancora oggi non contano alla ricerca e sviluppo (Matica player in questo comparto . E ha tre brevetti, mentre 10 sono per vincere la sfida, o per lo mein corso di approvazione) . Con no non rimanere indietro, Mala controllata tedesca, inoltre, il tica conta di crescere per linee numero delle filiali è passato da interne, continuando a puntare due a otto, distribuite fra Euro- · sull'export, a oggi distribuito in pa, Medio Oriente, Singapore, queste ·percentuali: 40% in Asia, Cina, Stati Uniti e America La- 30% nelle Americhe e 30% tra tina. «Questa acquisizione ci ha Europa e Medio Oriente. «Per il 2012 contiamo di dato sicuramente tre spinte in più: un aumento dimensionale, ripetere i risultati del 2011 , il miglioramento del processo di quando siamo cresciuti a due consolidamento e una presenza cifre, al di là dell'acquisizione. globale, senza la quale, a volte, Entro i prossimi cinque anni, non si viene presi nemmeno in anche se le prospettive di creconsiderazione da parte di molti scita in Europa sono più basse, clienti del settore bancario e mentre quelle più forti sono assicurativo >> spiega Camilleri. in Medio Oriente, Americhe Radici all'estero che sono e Asia, contiamo di raddoppoi essenziali per Matica, che piare il fatturato. Molto però esporta il95 % del fatturato at- dipenderà dalla situazione traverso 150 distributori e che macroeconomica >> spiega Ca·ha un vasto portafoglio clienti milleri , aggiungendo che futufuori confine, da Scotland Yard re acquisizioni saranno fatte o al governo della Malesia, con il per avere un accesso diretto ai quale ha concluso un accordo mercati o per sviluppo di nuovi lo scorso luglio per stampare prodotti tecnologici. «In questo carte d'identità elettroniche. caso più coerente con la nostra In futuro, spiega Camilleri, strategia potrebbe essere l'acla lotta tra i competitor sarà per quisizione di una società che la conquista dell'Asia e del Sud produce sistemi biometrici >> America, Paesi in forte crescita conclude l'imprenditore.

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Sandro Camilleri - Panorama economy 26 01 2012s