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JOHN M. BENNETT “EXPERIMENTAL VISUAL POETRY” Opere 2014 - 2016

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY


JOHN M. BENNETT “EXPERIMENTAL VISUAL POETRY” OPERE 2014-2016”

Mostra Personale dedicata all’artista John M. Bennett a cura di Giovanni Bonanno Dal 12 gennaio al 2 aprile 2017 Inaugurazione: giovedì 12 gennaio 2017, ore 18.00 Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159 e-mail: bongiani@alice.it Web Gallery - http://www.collezionebongianiartmuseum.it Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00


S’inaugura giovedì 12 gennaio 2017, alle ore 18.00, la mostra personale dal titolo: “EXPERIMENTAL VISUAL POETRY” che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista John M. Bennett con 71 poems poetry realizzati in un arco di tempo che va dal 2014 al 2016. L’esposizione e accompagnata da una presentazione critica di Giovanni Bonanno. John M. Bennett (b. 1942, Chicago) è un poeta visuale americano sperimentale in cui la scrittura, il suono, la poesia fonetica e la performance si relazionano in una sorta di poetica “asemic” in cui il consueto concetto di poesia lineare si evolve e viene sovvertito in direzione di una visione sperimentale, accogliendo di fatto umori e ricerche nuove nell’ambito della scrittura, del suono e della parola. John M. Bennett appartiene a una e particolare area di ricerca in cui la libertà e la metafora multi-strutturata di significato si condensa in lacerti di senso ambiguo dandogli una presenza apparentemente in forma di scrittura, di immagine o di parola. In 50 anni di attività poetica, ha saputo rigenerarsi con una sorprendente varietà di proposte in grado di relazionarsi proficuamente con le avanguardie storiche del novecento e con personaggi interessanti come per esempio André Masson, Max Ernst, Henri Michaux, Paul Klee, fino ad rigenerarsi nelle “asemic writings” con una scrittura “universale” capace di suggerire nuove e diverse interpretazioni possibili. La sua è una scrittura che considero “d’interferenza relazionale” con l’intenzione ben precisa di annullarne la completa leggibilità e per definirsi come lettura autonoma, proprio perché riposta in profondità nelle nostre menti inconsce. Una scrittura creativa, quindi, che fonde testo e segno grafico per divenire in definitiva anche lacerto d’immagine al limite della figurazione o della scrittura grafica. Perché, scrive Giovanni Bonanno, “è nel caso e solo nella dimensione aperta del fare che l’espressione poetica può esistere e manifestarsi scavalcando la comprensione univoca della lettura linguistica decodificata; così, solo così un testo poetico può essere interpretato in modo personale, liberando la mente e rincorrendo a diversi significati plurimi che derivano da ciascun accordo e simbolismo grafico”. Diretto discendente del Dadaismo e della scrittura sperimentale, viene presentata in questa mostra personale la poetica di ricerca di questo importante autore americano con una serie di lavori degli ultimi tre anni (2014 2016). L’evento vuole essere anche un doveroso omaggio alla visione del non-sense e dell’objet trouvé diffusa dal Dadaismo di cui nel 2016 è ricorso il centenario, (19162016).


Biografia di JOHN M. BENNETT John M. Bennett [JMB] è nato a Chicago, Illinois, il 12 ottobre 1942. poeta sperimentale, ha iniziato a far conoscere il suo lavoro già nel 1970. Ha lavorato in una grande varietà di generi, tra poesia visiva, grafica, suono, mail art, cinema collaborando con scrittori e artisti da tutto il mondo. E 'stato anche editore della rivista letteraria internazionale Lost and Found Times, 1975-2005. Richard Kostelanetz ha scritto che “John M. Bennett è stato il poeta americano fondamentale della mia generazione, perché ha prodotto tanti lavori interessanti in una complessa varietà di modalità sperimentali”. Attraverso una piccola casa editrice “Luna Bisonte Prods” fondata nel 1974, Bennett si propone prima nella veste di editore di se stesso e poi anche di altri poeti. In tanti anni ha pubblicato migliaia di opere di scrittori in edizione limitata che fanno parte del mondo della poesia visiva, parola arte e arte /poesia, compresi i 30 anni della rivista "Lost & Found Times", raccolti in diverse importanti istituzioni, tra cui Washington University di St. Louis , SUNY Buffalo , The Ohio State University e il Museum of Modern Art . Bennett stesso è anche il curatore del "Avant Writing Collection", "The William S. Burroughs Collection", e "The Cervantes Collection" ai Ohio State University Libraries. Vive e lavora a Columbus, Ohio (USA).

Home Page: http://www.johnmbennett.net/

IL MONDO DI COMBUSTIONE / “La poesia di John M. Bennett incapsula il caos che caratterizza la nostra esperienza in questo mondo, dandogli una forma e presenza nelle parole, fonemi, lingue, e la metafora così compatto e multi-significato, in modo ambiguo, che le sue poesie scintillio nella loro condensata espressiva emotività. Il risultato è un universo che è grintoso, carnali, e allo stesso tempo metafisico e sublime, che risuona in più mondi, culture, ore e coscienze. Bennett non "scrivere poesie", ma usa la poesia come mezzo di comprensione e di creare ciò che non può essere compreso e cosa non può esistere, ma non molto esiste in queste pagine. Negli oltre 50 anni della sua scrittura, ha pubblicato più di 400 libri e libretti, ognuno molto diverso, ma distintamente Bennett, e ha sviluppato una sorprendente varietà di tecniche e approcci innovativi. Le sue poesie Select apparso nel 2016”. Sinclair Scripa / Tara Verheide

L’intervista di Volodymyr Bilyk, pubblicato il 23 Novembre 2016 Italiano/ Intervista a John M. Bennett Inglese/

http://zouchmagazine.com/interview-john-m-bennett/#ixzz4R1QkmOeU


Video di John M. Bennett performs " Scrivo poesie compulsivamente, se si vuole usare questo termine psico-balbettio" - Intervista di Volodymyr Bilyk, pubblicato il 23 Novembre 2016 (zouchmagazine.com) Collocatosi da diversi decenni in quell’area di esperienza che io chiamo “dell’arte marginale”, fino ad rigenerarsi nelle “asemic writings” (“scritture asemantiche”) con una scrittura “universale” capace di suggerire nuove e diverse interpretazioni possibili. Non essendoci una corrispondenza logica fra significante e significato che caratterizza la scrittura convenzionale, si determina nella sua opera un’assenza di significato, una sorta di “vuoto semantico” che l’artista colma in parte con una comunicazione apparentemente ludica e ingenua, una sorta di ibrida e fluida “visione poetica”, suggerendoci di integrare tale vuoto con una interpretazione personale che necessariamente deve coinvolgere la sfera cognitiva, culturale e emotiva. La sua è una definizione poetica che considero “d’interferenza relazionale” con l’intenzione ben precisa di annullarne la completa leggibilità e per definirsi come lettura autonoma, proprio perché riposta in profondità nelle nostre menti inconsce. Del resto, anche le performance verbosonore seguono questa logica espressiva caratterizzata volutamente da un atteggiamento di attrito, come lui stesso afferma, apparentemente compulsivo di tipo psico-balbettio poetico. Giovanni Bonanno

-Videos of John M. Bennett performs on NY Zaum 'Day igor Satanovsky Published January 9, 2016 3:33 duration American experimental text, sound, and visual poet John M. Bennett performs on New York Zaum 'Day via Skype from Columbus, Ohio. Studio 26 Gallery, NYC. Jan 7th, 2016. Durata 3:33 https://youtu.be/dGh6Js-lRPs

-Beast Sombra by John M Bennett Pubblicato il 07 gen 2017 giornata ZAUM DAY 2017 Durata 1:48 https://youtu.be/kUlOsrNZzjo


John M. Bennett / EXPERIMENTAL VISUAL POETRY Testo critico di Giovanni Bonanno

John M. Bennett (b. 1942, Chicago) è un poeta visuale americano sperimentale in cui la scrittura, il suono, la poesia fonetica e la performance si relazionano in una sorta di poetica “asemic” in cui il consueto concetto di poesia lineare si evolve e viene sovvertito in direzione di una visione sperimentale, accogliendo di fatto umori e ricerche nuove nell’ambito della scrittura, del suono e della parola. Una forma poetica che come scrivono Sinclair Scripa / Tara Verheide “incapsula il caos che caratterizza la nostra esperienza di e in questo mondo, dandogli una forma e presenza nelle parole, fonemi, lingue”. Del resto, lo stesso John B. Bennett conferma che “in un certo senso tutto è il caos; il mio lavoro è un modo per cercare d’incanalare in qualche modo quel caos in forme che risuonano con me. Così le poesie sono piccoli pezzi di caos. La realtà è caos, ma ha senso se si può vedere dalla giusta prospettiva”. L’asemic writing”, ovvero la scrittura asemantica è il campo privilegiato di Bennett, il luogo occasionale in cui molti elementi, apparentemente in attrito, convergono in una sorta di flusso visivo, di affioramento casuale, di emersione data per oggettiva che oggettiva non potrà mai essere. Una sorta di evidenziamento semantico “aperto”, senza parole che hanno un solo significato, libero da qualsiasi costrizione prefissata. La “scrittura asemantica”, infatti, nasce come una forma di scrittura poetico/letteraria formata essenzialmente dall’utilizzo di parole inventate con un conseguente significato nascosto. Nonostante non ci sia un contenuto semantico specifico, è comunque capace di coinvolgere diversi campi di ricerca lasciando un varco aperto per l’interpretazione e l’invenzione. Insomma, una scrittura dotata di segno, ma senza significato e tuttavia, senza perdere la possibilità di creare altro senso. John M. Bennett appartiene a


questa particolare e privilegiata area di ricerca in cui la libertà e la metafora multi-strutturata di significato si condensa in lacerti di senso ambiguo dandogli una presenza apparentemente in forma di scrittura, di immagine o di parola. Bennett, non de/scrive poesie lineari, secondo Sinclair Scripa, “usa la poesia come mezzo di comprensione per creare ciò che non può essere compreso e cosa non può esistere”, e quindi, l’uso della parola scritta e verbale come mezzo per suggerire emotivamente dell’altro rispetto al consueto. Collocatosi da diversi decenni in quell’area di esperienza che io chiamo “dell’arte marginale”, In 50 anni di attività poetica, ha saputo rigenerarsi con una sorprendente varietà di proposte. Inoltre, come editore alternativo e ha pubblicato più di 400 libri e libretti di poesia, ognuno molto diverso dall’altro. Richard Kostelanetz lo definisce “l’autore seminale della mia generazione”, in grado di relazionarsi proficuamente con le avanguardie storiche del novecento e con personaggi interessanti come per esempio André Masson, Max Ernst, Henri Michaux, Paul Klee, fino ad rigenerarsi nelle “asemic writings” (“scritture asemantiche”) con una scrittura “universale” capace di suggerire nuove e diverse interpretazioni possibili. Non essendoci una corrispondenza logica fra significante e significato che caratterizza la scrittura convenzionale, si determina nella sua opera un’assenza di significato, una sorta di “vuoto semantico” che l’artista colma in parte con una figurazione apparentemente ludica e ingenua, una sorta di ibrida e fluida “scrittura poetica”, suggerendoci di integrare tale vuoto con una interpretazione personale che necessariamente deve coinvolgere la sfera cognitiva, culturale e emotiva. La sua è una scrittura che considero “d’interferenza relazionale” con l’intenzione ben precisa di annullarne la completa leggibilità e per definirsi come lettura autonoma, proprio perché riposta in profondità nelle nostre menti inconsce. Del resto, anche le performance verbo-sonore seguono questa logica espressiva caratterizzata volutamente da un atteggiamento di attrito, come lui stesso afferma, apparentemente compulsivo di tipo psico-balbettio poetico. Una scrittura creativa, quindi, che fonde testo e segno grafico per divenire in definitiva anche lacerto d’immagine al limite della figurazione o della scrittura grafica. Penso alle serie di opere presenti in questa mostra personale con la presenza di piccoli esseri o ri/tratti giocosi nati dalla provvisorietà della scrittura e del caso. Frammenti di una scrittura decantata che si da a nuova vita. Presenze lievi e “insostanziali” che vanno a definirsi provvisoriamente su concreti e reali cartoni di imballaggio recuperati e resi possibili, segni che si definiscono nella dimensione più oscura e precaria dell’esistere svincolate da un normale e consueto senso logico. Perché è nel caso e solo nella dimensione “aperta del fare” che l’espressione poetica può esistere e manifestarsi scavalcando la comprensione univoca della lettura linguistica decodificata; così, solo così un testo poetico può essere interpretato in modo personale, liberando la mente e rincorrendo a diversi significati plurimi che derivano da ciascun accordo e simbolismo grafico. Dobbiamo sottolineare, infine che l'orizzonte delle proposte di Bennett coincide anche con le assidue collaborazioni tra artisti e poeti contemporanei di diverse latitudini (collab works), diventata ormai una consuetudine consolidata. Rimane una costante ricerca in campo per mettere a confronto mondi e modalità operative differenti. Nel corso degli anni ha collaborato con molti artisti americani e stranieri, tra le assidue frequentazioni dobbiamo segnalare il contributo di Tom Cassidy, Mc Murtagh, CMB, Jim Leftwich, Sheila, Baron, il nostro Lancillotto Bellini e tanti altri poeti internazionali. Diretto discendente del Dadaismo e della scrittura sperimentale, viene presentata in questa mostra personale la poetica di ricerca di questo importante artista americano con 71 lavori degli ultimi tre anni (2014 - 2016). L’evento vuole essere anche un doveroso omaggio alla visione del non-sense e dell’objet trouvé diffusa dal Dadaismo di cui nel 2016 è ricorso il centenario, (1916-2016). Giovanni Bonanno Dic. 2016


Videos of John M. Bennett performs: "I write poems compulsively, if you want to use that term psycho-babble" - Interview of Volodymyr Bilyk, published November 23, 2016 (zouchmagazine.com) Which stood for several decades of experience in that area that I call "marginal art", to relax and recuperate in "asemic writings" ( "asemantic scriptures") with a "universal" writing capable of suggesting new and different possible interpretations. As there is no logical correspondence between signifier and signified that characterizes the formal writing, is determined in his work an absence of meaning, a kind of "semantic gap" which the artist filled in part with a seemingly playful and ingenuous communication, a kind hybrid and fluid "poetic vision," suggesting to integrate this void with a personal interpretation that must necessarily involve the cognitive, cultural and emotional. His is a poetic definition that I consider "the relational interference" with the precise intention of setting aside its full readability and to define themselves as independent reading, because stored deep in our unconscious minds. Moreover, even the word-sound performances follow this expressive logic characterized by a deliberately friction attitude, as he himself says, seemingly compulsive psycho-babbling poetic type. Giovanni Bonanno

-Videos of John M. Bennett performs on NY Zaum 'Day igor Satanovsky Published January 9, 2016 3:33 duration American experimental text, sound, and visual poet John M. Bennett performs on New York Zaum 'Day via Skype from Columbus, Ohio. Studio 26 Gallery, NYC. Jan 7th, 2016. Durata 3:33 https://youtu.be/dGh6Js-lRPs

-Beast Sombra by John M Bennett Pubblicato il 07 gen 2017 giornata ZAUM DAY 2017 Durata 1:48 https://youtu.be/kUlOsrNZzjo


I Video di John M Bennett -Video Poetry / Visit: http://www.johnmbennett.net/vidpoe-gallery/

Altri video:

-John M. Bennett interview for 3:AM Magazine John M. Bennett interview by David F. Hoenigman. September 11, 2009 Columbus, Ohio Durata: 10:00

https://www.youtube.com/watch?v=NBHT2Ys4uZQ

-John M Bennett and Circuitry Room clip 2 / Another clip from John's 70th birthday bash. Recorded on October 12, 2012. Special guests on this recording include Larry Marotta and Byron Smith. durata: 3:49 https://youtu.be/3LMaF9GCipk

-John M. Bennett & Luis Bravo - Improvisaciones II / John M. Bennett & Luis Bravo, Improvisaciones II, a partir de "El cuarto andar" de J. Bennett. Con Byron Smith (trompeta), Ryan Jewell (tapemusic). Filmado por Catherine Mehrl Bennett, el 19.9. 2012 , en SkylabGallery, Columbus, Ohio. Edición, Juan Ángel Italiano. durata: 4:11 https://youtu.be/-JGLmspLmT4

-Olvido del surr / John M Bennett & Luis Bravo, Texto y voz: John M. Bennett, voz Luis Bravo. Audio del CD "areÑal, ene topos bilingües & other sounds" (2013) Idea de video Luis Bravo, gráficos y edición de Juan Angel Italiano. durata: 2:42 https://youtu.be/XGObGDUMtXs


John M. Bennett / EXPERIMENTAL VISUAL POETRY critical text of Giovanni Bonanno John M. Bennett (b. 1942, Chicago) is an experimental American visual poet in which writing, sound, phonetic poetry and performance relate in a kind of poetic "asemics" in which the concept of linear poetry as usual is evolved and subverted in the direction of an experimental vision, incorporating new moods and new research in the field of writing, sound and speech. A poetic form according to a blurb on his latest book, The World of Burning, "encapsulates the chaos that characterizes our experience of and in this world, giving it a shape and presence in words, phonemes, languages". Moreover, the same John M. Bennett confirms that "in a sense everything is chaos; my work is a way to try to channel in some way that chaos in ways that resonate with me. So the poems are small pieces of chaos. The reality is chaos, but it makes sense if you can see it from the right perspective. " “Asemic writing ", ie, asemantic writing, is the privileged field of Bennett, the occasional place where many elements, apparently in friction, converge in a sort of visual flow, casual outcrop, emergence given as objective which could never be objective. A kind of “open” semantic highlighting , without words that have only one meaning, free from any fixed constriction. “Asemantic writing", in fact, began as a form of poetic / literary writing formed essentially by the use of invented words resulting in a hidden meaning. Although there is not a specific semantic content, it is still able to invoke several research fields, leaving an opening for interpretation and invention. In short, it as a writing with signs, but with no meaning, and yet, without losing the ability to create other meanings. John M. Bennett belongs to this special and privileged area of research in which freedom and multistructured metaphor of meaning is condensed into fragments of ambiguous sense apparently giving it a presence in the form of writing, image or word. Bennett does not write linear poems, but "uses poetry as a means of understanding to create what can not be understood and what can not exist", and therefore, the use of the written word and verbal means to emotionally suggest other meanings. He has occupied for several decades that area that I call "marginal art". In 50 years of poetic activity, he has been able to regenerate himself, with a surprising variety of proposals. In addition, he has been an alternative publisher, as well as publishing more than 400 books and poetry booklets of his own work, each very different from the other. Richard Kostelanetz calls him "the seminal writer of my generation", able to relate effectively with the avant-gardes of the twentieth century and with interesting characters such as André Masson, Max Ernst, Henri Michaux, Paul Klee, to regenerate himself in "asemic writings" ("asemantic writing") with a "universal" writing capable of suggesting new and different possible interpretations. As there is no logical correspondence between signifier and signified as characterizes formal writing, there is determined in his work an absence of meaning, a kind of "semantic gap" which the artist filled in part with a figuration seemingly playful and naive, a kind hybrid and fluid "writing of poetry", suggesting to fill that void with a personal interpretation that must necessarily involve the cognitive, cultural and emotional. His is a writing that I consider as "relational interference" with the precise intention of setting aside its full readability and to define itself as autonomous reading, because it is stored deep in our unconscious minds. Moreover, even the sound-poetry performances


follow this expressive logic characterized by a deliberately grating attitude, as he himself says, seemingly a kind of poetic and compulsive psycho-babbling. A creative writing, then, that blends text and graphic sign to become definitely also an outer limit of the image of figuration in graphic writing. I think of the series of works in this exhibition as the presence of small beings or portraits playfully born from the provisional and appropriate nature of writing. Fragments of a distilled writing that acquire a new life. A light and "insubstantial" presence that go to define provisionally on concrete and real packaging cartons recycled and made new, signs that are defined in the darkest dimensions and precarious existence released from a normal and usual logical sense. Because it is in the case, and only in an "open doing" dimension that poetic expression can exist and manifest, bypassing common linguistic understanding and decoded reading; thus, only thus a poetic text can be interpreted in a personal way, freeing your mind and chasing several multiple meanings that are derived by each one's agreement and graphic symbolism. We must emphasize, finally, that the horizon Bennett proposes also coincides with the assiduous collaborations between contemporary artists and poets from different latitudes (collaborative works), which has become an established custom. It remains a constant research in order to compare different worlds and modes of operation. Over the years he has collaborated with many American and foreign artists, including the frequent and assiduous contributions with Tom Cassidy, Murtagh, C. Mehrl Bennett, Jim Leftwich, Sheila E. Murphy, Baron, our own Lancillotto Bellini and many other international poets. Direct descendant of Dadaism and experimental writing, there is presented in this exhibition the searching poetics of this important American artist who has published 71 works in the last three years (2014-2016). The event will also be a fitting tribute to non-sense vision and the objet trouvĂŠ spread from Dadaism which in 2016 also marked the centenary (1916-2016). Giovanni Bonanno December 2016


Biography of JOHN M. BENNETT

John M. Bennett [JMB] was born in Chicago, Illinois, October 12, 1942. A life-long poet, his work started to become well-known in the 1970s.Since that time, he has become one of the worlds best-known avantgarde and experimental poets. He has worked in a wide variety of genres, including text, visual poetry, graphics, sound and performance poetry, mail art, film and media, and has collaborated with other writers and artists from around the globe. He was also editor of the international literary journal Lost and Found Times, 1975-2005. Richard Kostelanetz has said, “John M. Bennett has been the seminal American poet of my generation because he has produced so much luminous work in a bewildering variety of experimental modes”. He has published, exhibited and performed his word art worldwide in thousands of publications and venues. He was editor and publisher of LOST AND FOUND TIMES (1975-2005), and is Curator of the Avant Writing Collection at The Ohio State University Libraries. Richard Kostelanetz has called him “the seminal American poet of my generation”. His work, publications, and papers are collected in several major institutions, including Washington University (St. Louis), SUNY Buffalo, The Ohio State University, The Museum of Modern Art, and other major libraries. His PhD (UCLA 1970) is in Latin American Literature. John M. Bennett – LUNA BISONTE PRODS • 137 Leland Avenue. • Columbus, Ohio 43214 USA


THE WORLD OF BURNING di Sinclair Scripa

John M. Bennett's poetry encapsulates the chaos characterizing our experience of and in this world, giving it a form and presence in words, phonemes, languages, and metaphor so compact and multi-meaningful, so ambiguous, that his poems glitter in their condensed expressive emotionality. The result is a universe that is gritty, carnal, and at the same time metaphysical and sublime, resonating in multiple worlds, cultures, times, and consciousnesses. Bennett does not “write poetry”, but uses poetry as a means of understanding and creating what cannot be understood and what cannot exist, but does very much exist in these pages. In the over 50 years of his writing, he has published more than 400 books and chapbooks, each quite different, yet distinctly Bennett, and has developed a startling variety of innovative techniques and approaches. His Select Poems appeared in 2016. "I believe that the broom closet is where John M. Bennet's words hide. Bennet's language, immersed in buckets of wetness, emerge from the closet, carried by Fantasia's Micky Wizard's brooms in intense exponential rigor. They spill as poetry, endlessly over the edge and down the stairs of the effervescent fountains of life's dark and mysterious castles." Sinclair Scripa /Tara Verheide

L’intervista di Volodymyr Bilyk, pubblicato il 23 Novembre 2016 Italiano/ Intervista a John M. Bennett

Interview with John M. Bennett Volodymyr Bilyk, published November 23, 2016 http://zouchmagazine.com/interview-john-m-bennett/#ixzz4R1QkmOeU


John M. Bennett / Pubblication Luna Bisonte Productions 137 Leland Avenue Columbus, OH 43214-7505 Phone: 614-846-4126

E-mail: bennett.23@osu.edu

Website: http://www.johnmbennett.net

John M. Bennett has published over 400 books and chapbooks of poetry and other materials. Among the most recent are EN LA VUELTA DE LA VOZ (edicionesDELcementerio); EL GRIFO (Escáner Cultural); SELECT POEMS (Poetry Hotel Press); TRANSDUCTIONES, with Fabio Doctorovich, (Postypographika); CHAPOPOTE FOG (Bongo Books Edicionesm); YES IT IS, with Sheila E. Murphy, (Luna Bisonte Prods); THE FLUKE ILLUMINATOR, with Michael Peters, (Luna Bisonte Prods); rOlling COMBers (Potes & Poets Press); MAILER LEAVES HAM (Pantograph Press); LOOSE WATCH (Invisible Press); CHAC PROSTIBULARIO (with Ivan Arguelles; Pavement Saw Press); HISTORIETAS ALFABETICAS (Luna Bisonte Prods); PUBLIC CUBE (Luna Bisonte Prods); THE PEEL (Anabasis Press); GLUE (xPress(ed)); LAP GUN CUT (with F. A. Nettelbeck; Luna Bisonte Prods); INSTRUCTION BOOK (Luna Bisonte Prods); la M al (Blue Lion Books); CANTAR DEL HUFF (Luna Bisonte Prods); SOUND DIRT (with Jim Leftwich; Luna Bisonte Prods); BACKWORDS (Blue Lion Books); NOS (Redfox Press); D RAIN B LOOM (with Scott Helmes; xPress(ed)); CHANGDENTS (Offerta Speciale); L ENTES (Blue Lion Books); NOS (Redfoxpress); SPITTING DDREAMS (Blue Lion Books); ONDA (with Tom Cassidy; Luna Bisonte Prods); 30 DIALOGOS SONOROS (with Martín Gubbins; Luna Bisonte Prods); BANGING THE STONE (WITH Jim Leftwich; Luna Bisonte Prods); FASTER NIH (Luna Bisonte Prods); RREVES (Editions du Silence); NEOLIPIC (Argotist); LAS CABEZAS MAYAS/MAYA HEADS (Luna Bisonte Prods); BALAM MALAB (Logan Elm Press); LA VISTA GANCHA (Luna Bisonte Prods); THE SOCK SACK/UNFINISHED FICTIONS/MORE INSERTS (with Richard Kostelanetz; Luna Bisonte Prods); T ICK TICK TIC K (Chalked Editions and White Sky Books); THIS IS VISUAL POETRY (This is Visual Poetry); EL HUMO LETRADO: POESÍA EN ESPAÑOL (Chalk Editions; 2nd ed. White Sky Books); ZABOD (Tonerworks); TEXTIS GLOBBOLALICUS (3 vols.; mOnocle-Lash Anti-Press); NITLATOA (Luna Bisonte Prods); OHIO GRIMES AND MISTED MEANIES (with Ben Bennett, Bob Marsh, Jack Wright; Edgetone Records); SUMO MI TOSIS (White Sky Books); CORRESPONDENCE 1979-1983 (with Davi Det Hompson; Luna Bisonte Prods); THE GNAT’S WINDOW (Luna Bisonte Prods); DRILLING FOR SUIT MYSTERY (with Matthew T. Stolte; Luna Bisonte Prods); OBJECT OBJET (with Nicolas Carras; Luna Bisonte Prods); CARAARAC & EL TÍTULO INVISIBLE (Luna Bisonte Prods); LIBER X (Luna Bisonte Prods; CUITLACOCHTLI (Xexoxial Editions); BLOCK (Luna Bisonte Prods); THE STICKY SUIT WHIRS (Luna Bisonte Prods); PICO MOJADO (with Byron Smith; Luna Bisonte Prods); SOLE DADAS & PRIME SWAY (Luna Bisonte Prods); OLVIDOS (Luna Bisonte Prods); SACARON NAVAJAS (Redfoxpress); AREÑAL (with Luis Bravo; Yaugurú); and LA CHAIR DU CENOTE (Fidel Anthelme X). He has published, exhibited and performed his word art worldwide in thousands of publications and venues. He was editor and publisher of LOST AND FOUND TIMES (1975-2005), and is Curator of the Avant Writing Collection at The Ohio State University Libraries. Richard Kostelanetz has called him “the seminal American poet of my generation”. His work, publications, and papers are collected in several major institutions, including Washington University (St. Louis), SUNY Buffalo, The Ohio State University, The Museum of Modern Art, and other major libraries. His PhD (UCLA 1970) is in Latin American Literature.


Publications and Prizes Books: Door Door (Juxta/, 3300), The Inexplicaciones of the Dreams of Bibana Padilla Maltos (Luna Bisonte Productions, 2016), la M al, 2nd ed. rev. (Luna Bisonte Productions, 2015), Un Checheo Incipiente (Luna Bisonte Productions, 2015), Vertical Sleep (Luna Bisonte Productions, 2015), Mirror Mรกscaras (Luna Bisonte Productions, 2014), Instruction Book (Luna Bisonte Productions, 2006), Glue (xPress(ed), 2005), The Peel (Anabasis, 2004), Chac Prostibulario (Pavement Saw Press, 2001), rOlling COMBers (Potes & Poets Press, 2000), Mailer Leaves Ham (Pantograph Press, 1999), Know Other (Luna Bisonte Productions, 1998), Seasons (Spectacular Diseases Press, 1997), Prime Sway (Texture Press, 1996)

http://www.pw.org/content/john_m_bennett_2

Founding Curator, Avant Writing Collection Rare Books & MSS Library 19 Thompson Library 1858 Neil Av Mall The Ohio State University Columbus, OH 43210 USA www.johnmbennett.net http://www.flickr.com/photos/beblank http://library.osu.edu/find/collections/rarebooks/avant-writing/ http://www.lulu.com/spotlight/lunabisonteprods http://www.flickr.com/photos/cmehrlbennett http://johnmbennettpoetry.blogspot.com/ LOST & FOUND TIMES:

https://kb.osu.edu/dspace/handle/1811/45310


John M. Bennett has published over 400 books and chapbooks of poetry and other materials. Among the most recent are: rOlling COMBers (Potes & Poets Press) MAILER LEAVES HAM (Pantograph Press) LOOSE WATCH (Invisible Press) CHAC PROSTIBULARIO (with Ivan Arguelles; Pavement Saw Press) HISTORIETAS ALFABETICAS (Luna Bisonte Prods) PUBLIC CUBE (Luna Bisonte Prods) THE PEEL (Anabasis Press) GLUE (xPress(ed)) LAP GUN CUT (with F. A. Nettelbeck; Luna Bisonte Prods) INSTRUCTION BOOK (Luna Bisonte Prods) la M al (Blue Lion Books) CANTAR DEL HUFF (Luna Bisonte Prods) SOUND DIRT (with Jim Leftwich; Luna Bisonte Prods) BACKWORDS (Blue Lion Books) NOS (Redfox Press) D RAIN B LOOM (with Scott Helmes; xPress(ed)) CHANGDENTS (Offerta Speciale) L ENTES (Blue Lion Books) NOS (Redfoxpress) SPITTING DDREAMS (Blue Lion Books) ONDA (with Tom Cassidy; Luna Bisonte Prods) 30 DIALOGOS SONOROS (with Martín Gubbins; Luna Bisonte Prods) BANGING THE STONE (WITH Jim Leftwich; Luna Bisonte Prods) FASTER NIH (Luna Bisonte Prods) RREVES (trans. by Philippe Billé; Editions du Silence) Home Page:

http://www.johnmbennett.net/

John M. Bennett Poetry Blog: http://johnmbennettpoetry.blogspot.com/


JOHN M. BENNETT

L’artista John M. Bennett


La Galleria Virtuale

Visit. http://www.collezionebongianiartmuseum.it/


Invito Mostra di John M. Bennett - Giovanni Bonanno 2016


71 opere in permanenza virtuale OPERE Sala 1

John M. Bennett, poem poetry, mixed media on paper 2016


John M. Bennett, poem poetry, 11.16.2015 mixed media on paper


John M. Bennett, poem poetry, 10.13.015 mixed media on paper


John M. Bennett, poem poetry, mixed media on paper 2015


John M. Bennett, poem poetry, mixed media on paper 2015


John M. Bennett, poem poetry, mixed media on paper 2015


John M. Bennett, poem poetry, mixed media on paper 2015


John M. Bennett, poem poetry, 8.2015 mixed media on cardboard


John M. Bennett, poem poetry, mixed media on paper 2015


John M. Bennett, poem poetry, 8.2015 mixed media on cardboard


John M. Bennett, poem poetry, mixed media on paper 2015


John M. Bennett, poem poetry, 10.2015 mixed media on paper


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OPERE Sala 2

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OPERE Sala 3

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Mostra Personale

“EXPERIMENTAL VISUAL POETRY” Opere 2014 - 2016 SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY Via S. Calenda, 105/D - Salerno

Dal 12 gennaio al 2 aprile 2017 Inaugurazione: giovedì 12 gennaio 2017, ore 18.00 Orario: tutti i giorni ore 00.00 - 24.00

Spazio Ophen Virtual Art Gallery Visit: Web Gallery: - http://www.collezionebongianiartmuseum.it

UFFICIO STAMPA Archivio Ophen Virtual Art di Salerno Via S. Calenda, 105/D 84126 Salerno Italy Tel.089 56 48 159

E-mail ophenvirtualart@virgilio.it

bongiani@libero.it


SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY CATALOGO WEB ONLINE N° 6 © Collezione Sandro Bongiani Artecontemporanea

catalogo digitale experimental visual poetry mostra personale di john m bennett, opere 2014 2016  

Sandro Bongiani Arte Contemporanea, Salerno – Italia John M. Bennett Catalogo digitale “Experimental visual poetry ” free edizione pdf ge...

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