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#9 Pubblicazione di San Canzian d’Isonzo n°2/2012 - anno II Trimestrale a distribuzione gratuita - Reg. Tribunale di Gorizia n° 6/2010 del 10/10/2010 Direttore: Edi Minin Stampato presso: Grafika Soča D.O.O. - Nova Gorica Redazione: Andrej Adamič, Marco Brandolin, Stefano Minin, Maurizio Negrari, Edi Pizzoni, Riccardo Sacco.

La nostra rivista ha, nel corso di questi ultimi due anni, formulato proposte e denunciato carenze nel più totale disinteresse e silenzio dell’attuale Sindaco. Disinteresse e ostilità che sono stati riservati alle forze del centrosinistra che, a più riprese (e anche su queste pagine), hanno proposto le primarie per la scelta del candidato Sindaco e del programma. Ci è sembrato naturale raccogliere i temi sostenuti dalla rivista e promuovere una lista civica che si presentasse alle elezioni di maggio. Nel contempo come rivista manterremo la nostra indipendenza e autonomia dalla prossima Amministrazione Comunale, indipendentemente dal risultato.

San Canzian

Città Futura

6 - 7 Maggio 2012 Elezioni Amministrative

Inizia la sfida!


Il nostro candidato Sindaco Enrico, perché hai deciso di candidarti a Sindaco? Perché ritengo innanzitutto che il laboratorio politico che siamo riusciti a mettere in campo a San Canzian d’Is. meriti molta attenzione: la coalizione di centro-sinistra che dovrò guidare si presenta compatta e decisa, non assecondando i ricatti del PD che ha rifiutato le primarie – cioè un confronto democratico sulla guida della coalizione – e quindi si è assunto l’intero onere della rottura rispetto alle altre forze di centro-sinistra, cioè quelle che compongono la nostra coalizione (SEL, IDV, Federazione della Sinistra, Città Futura). Ho accettato perché penso che la nostra coalizione rappresenti un’innovazione profonda rispetto all’Amministrazione uscente per quanto riguarda il modo di fare politica, con un interesse ben più qualificato verso le opinioni della “base”. Questo dovrà portare a un rinnovamento istituzionale, che passa anche attraverso la mia esperienza accumulata in questi anni come Amministratore della “cosa pubblica”. È da diverso tempo che esponenti locali del centro sinistra e cittadini comuni mi chiedevano un impegno in prima persona per San Canzian d’Is. Ho pensato agli scritti di Don Primo Mazzolari (spesso attribuiti a Don Milani) quando ho accettato la candidatura: “A che serve avere le mani pulite, se poi si tengono in tasca?”. Preferisco sottopormi a delle critiche per la mia esposizione personale, piuttosto che sentirmi rinfacciare quello che non ho fatto al servizio dei cittadini e dell’interesse generale. Come valuti l’Amministrazione uscente? Direi che esistono varie fasi, con un graduale peggioramento dell’attività amministrativa man mano cresceva l’autoreferenzialità dell’attuale PD locale. Si è lavorato male su una serie di questioni fon-

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Città Futura Marzo 2012

Chi è Enrico? Enrico Bullian ha 29 anni, è Dottorando di ricerca in Scienze Umanistiche presso l’Università di Trieste con una ricerca triennale sull’evoluzione della sicurezza sul lavoro in Italia, con particolare riferimento all’esposizione professionale all’amianto nel cantiere di Monfalcone. Si occupa da anni di questa emergenza e ha già pubblicato monografie e saggi storici sull’argomento, oltre a essere stato consulente della Procura della Repubblica di Gorizia nel processo per i decessi riconducibili all’esposizione all’amianto e componente della Commissione Regionale Amianto, dove rappresenta il Mandamento Monfalconese. È anche docente nelle scuole secondarie in corsi sulla sicurezza sul lavoro. La sua attività politico-amministrativa inizia a 18 anni quando nel 2002 viene eletto nelle file della maggioranza in Consiglio Comunale a San Canzian d’Isonzo, a sostegno dell’Amministrazione di sinistra (DS-Rifondazione Comunista) di Paolo Pizzoni. Nel 2007 viene riconfermato Consigliere e diventa Capogruppo in Consiglio comunale dell’attuale Federazione della Sinistra. Dal 2009 assume incarichi amministrativi nel Comune di Turriaco all’interno della Giunta Brumat in una coalizione PD-Rifondazione Comunista, fino a essere nominato Vice-Sindaco, con deleghe alla cultura, all’istruzione, alle politiche giovanili e alla cultura del lavoro. Nel 2011 viene eletto, con un ottimo risultato, in Consiglio Provinciale, portando la lista della Federazione della Sinistra – che nel resto della Provincia raccoglieva una media del 5% dei consensi – a oltre il 21% nella circoscrizione dove era candidato (San Canzian, Begliano, Turriaco, San Pier d’Is.). damentali e il problema principale, invece di essere l’amministrazione, è divenuto l’ossessiva riconferma ad ogni costo dell’attuale Sindaco, anche con proposte di pseudo-accordo già a partire dal giugno 2011, dove l’unica questione chiara era il nome del futuro candidato sindaco (si veda la bozza di accordo ricattatoria proposta dal PD e respinta dalla Federazione della Sinistra, pubblicata integralmente a p. 8, ndr). Per le questioni amministrative partirei dalla variante sul centro commerciale: non era nel programma del 2007 con il quale ci si è presentati davanti ai cittadini; il progetto viene depositato senza una preliminare discussione di maggioranza sulla sua utilità, peraltro in questo preciso momento storico; non sono stati recepiti nemmeno emendamenti di buon senso (prevedere lo sviluppo graduale dello stesso, in due fasi; contestualmente recuperare anche l’area dell’ex agriturismo “Ai Due Pini” adiacente all’area in discussione e altre osservazioni simili); non si è voluta fare una reale consultazione popolare con un referendum, ma un’inaccettabile

sondaggio nel quale si chiedeva “Sei favorevole a pagare più tasse per tutelare il territorio?” o “Quale dei seguenti servizi pubblici ritieni prioritario? (Barrare la casella di un solo servizio)”. Oltre al progetto, da rivedere, è stata disastrosa anche la gestione della variante. Invece, non sono state attuate molte parti del programma, in particolare quelle riguardanti la viabilità (asfaltature, marciapiedi, piste ciclabili). A questo possiamo aggiungere delle politiche culturali e ambientali inesistenti o episodiche da parte dell’Amministrazione; degli scivoloni grossolani del Sindaco, come quello alla celebrazione del 25 aprile 2011 con l’invito di un relatore “revisionista” (che ha “affiancato” quello ufficiale indicato dall’ANPI e già questo ha rappresentato un’anomalia) che ha parificato la Monarchia alla Repubblica, sottolineando gli interventi “sociali” del fascismo; oltre alle immagini per l’8 marzo dello scorso anno, ridotto a manifesti 70X100 cm con la gigantografia del Sindaco con la fascia tricolore.


Che cosa intendi proporre? Le politiche che intendiamo proporre nascono in risposta a quelle sbagliate o carenti dell’Amministrazione uscente. Innanzitutto il metodo: qualsiasi scelta va condivisa con la popolazione, non calata dall’alto come nel caso emblematico del centro commerciale. La partecipazione sarà l’elemento caratterizzante del nostro agire amministrativo. Posso limitarmi ad alcuni flash sui temi principali. Per quanto riguarda l’urbanistica vogliamo lanciare alcune parole d’ordine chiare: stop a nuove, impattanti e inutili grandi aree di espansione edilizia e commerciale finché ci sarà un numero così elevato di case e capannoni sfitti, invenduti o fatiscenti sul territorio. Si intraprenderanno azioni di costante monitoraggio del piano regolatore, orientando le scelte nel senso invece della riqualificazione dei centri urbani dei nostri paesi, evitando il consumo di altro suolo agricolo. Lavoreremo per un armonico sviluppo del piccolo e medio commercio nel centro dei paesi. In altre parole: meno grande distribuzione commerciale e più arredo urbano! Infatti la progettazione del centro commerciale va rivista in maniera importante, evitando la costruzione di strutture inutili. È necessario migliorare la viabilità, con interventi non più prorogabili, come l’asfaltatura della strada di collegamento fra Begliano e Turriaco, il marciapiede fra il centro di San Canzian e il cimitero, il rifacimento dell’incrocio della pesa a San Canzian, la pista ciclabile fra Begliano e San Canzian collegandola a quella già esistente di Pieris, e altri interventi simili di asfaltatura di strade e marciapiedi, opere promesse e mai realizzate dall’Amministrazione Caruso. Massima attenzione su lavoro, occupazione e questione sociale: daremo sostegno ai ceti meno abbienti, vecchi e nuovi; andrà garantito il diritto a lavoro, istruzione, cultura e salute. Con la crisi non si deve smantellare lo Stato Sociale, ma potenziarlo: è l’unica via d’uscita favorevole per il ceto medio-basso! Vanno migliorati i rapporti con i Centri per l’Impiego, al fine di contribuire a più incisive poli-

tiche attive del lavoro, in collaborazione con gli altri enti locali che dovranno creare dei fondi per le emergenze sociali. Proporremo anche politiche ambientali degne di questo nome, tanto più in seguito alla bocciatura della legge sul ritorno al nucleare, puntando su risparmio energetico, bioedilizia e fonti di energia pulita e rinnovabili. Il fotovoltaico va previsto sugli edifici pubblici (scuole, municipio) e va rafforzata l’adesione alla campagna di Legambiente sulla creazione di gruppi di acquisto di pannelli fotovoltaici da parte di privati. Ci poniamo l’obiettivo, operando in collaborazione con le associazioni, di sviluppare maggiormente le politiche socio-culturali da proporre in ogni frazione, possibilmente creando una rassegna di eventi – legata alle Feste della Repubblica – da tenersi ogni anno nello stesso periodo, con spettacoli teatrali ed artistici in particolare nelle piazze, anche al fine di sensibilizzare i giovani sui contenuti della nostra Costituzione repubblicana. Si organizzeranno concerti e spettacoli soprattutto di giovani del territorio, rivitalizzando così tutti i centri delle frazioni, nessuno escluso. Ci prefiggiamo anche di “rivitalizzare” gli spazi aperti con iniziative estive come il Cinema in Piazza sia rivolte ai bambini sia agli adulti e con aree dedicate a murales e graffiti. Nelle nostre due biblioteche (che vanno rilanciate) e nel municipio si terranno mostre itineranti di artisti-fotografi locali, per rendere sempre più accoglienti gli spazi, proponendo arte e cultura a costo praticamente zero. Ringraziandoti per l’intervento, sinteticamente, come vedi il Comune di San Canzian d’Is. fra 5 anni se amministrerai con la tua coalizione? Saneremo l’insufficienza dell’Amministrazione Caruso in Alcuni momenti della campagna settori importanti, rendendo il elettorale Comune più vivibile e attrattivo, con maggiori spazi di socialità e di innovazione, facendolo uscire dalla posizione periferica – politica, sociale, economica, culturale – nella quale siamo precipitati. Città Futura Marzo 2012

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Noi ci mettiamo la faccia!

Andrej Adamič

Chiara Antalo

Laureando in Architettura spec. urbanistica all’Università di Lubiana

Valentina Boschin

Ragioniere, impiegata in una ditta privata

Mauro Cosolo

Laureato e Dottore di Ricerca in Scienze Naturali. Lavora nell’Amm. Pubblica

Stefano Minin

Laureato in Giurisprudenza, cordinatore politiche sociali COOP Nordest

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Insegnante di pattinaggio, laureanda in scienze motorie

Viviana Businelli

Pensionata, ha insegnato per trent’anni materie letterarie alla scuola media di Pieris

Damiano Fabris

Impiegato in Azienda metalmeccanica, direttore di coro

Matteo Rampino

Laureato

in Farmacia, farmacista

Guido Carlet

Laureata in lettere moderne, insegnante di scuola media

Marco Fabris

Michele Mattiuzzo

Laureato in Filosofia, operatore bancario

Roberto Rossi

Medico chirurgo specialista. Master in Pubblica Amministrazione e sanità

Sara Venuti

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Elena Cavanna

Dipendente Fincantieri

Studentessa Ist. Tec. Economico indirizzo Turistico

Coordinatore reparto multimedia GDO

Luigi Teat

Pensionato, SPI-CGIL San

Igor Vitale

Barman, promotore Caffè Letterario della biblioteca di Monfalcone

segretario Canzian


La lista civica si presenta

La lista civica “Città futura per Bullian” nasce prendendo spunto dall’omonima rivista, ma vuole caratterizzarsi per le diverse provenienze culturali e professionali e soprattutto per l’indipendenza politica dei suoi aderenti. `E una lista formata da sedici nomi che volutamente sono stati messi in ordine alfabetico senza alcun capolista. Sarà l’elettore con la propria preferenza a stabilire chi vuole come suo rappresentante in seno al Consiglio comunale e ciò è stato deciso perchè crediamo nella democrazia!

Alcuni sono simpatizzanti del Pd, altri si innestano culturalmente su quella che è la tradizione del cattolicesimo sociale, altri ancora sono legati al movimento ambientalista. Molti sono neofiti della politica e per questo sono animati dal desiderio di essere dei “cittadini attivi“, capaci di

mettere al servizio della comunità la loro esperienza e il loro impegno. Alcuni sono giovani e portano il loro bagaglio di idealità e il loro desiderio di novità. Tutti hanno “l’ambizione” e il “desiderio” di poter in qualche modo contribuire alla realizzazione di un modo di far politica più vicino ai bisogni e alle proposte della gente.

Assieme a Federazione della Sinistra, SEL e Italia dei Valori e al nostro candidato sindaco Enrico Bullian, stiamo costruendo un programma che, partendo dai principi costituzionali, ponga al centro della convivenza civile la tutela dei più deboli, il rispetto dell’ambiente, l’uso attento delle risorse, la difesa della scuola e il rispetto della legalità.

Sosteniamo un più stretto rapporto con gli altri enti locali per la gestione associata dei servizi attraverso forme più incisive di collaborazione perché è giunto il momento di unire le forze per dare risposte ai cittadini. Crediamo nella ricchezza offerta dal variegato mondo dell’associazionismo. Nel nostro territorio sono presenti numerose associazioni di volontariato che costituiscono una presenza preziosa che va sempre più valorizzata.

Ci rendiamo conto che questi costituiscono solo i principi ispiratori del nostro programma e che dovremo misurarci con risorse a disposizione sempre più scarse. Tuttavia crediamo che con una squadra, all’interno della quale operano persone con specificità diverse, Crediamo in un’azione ammi- sia possibile costruire un pronistrativa basata sull’ascolto, getto politico vero e credibile. sull’efficienza e la trasparenza.

IL LAVORO:

QUELLO CHE NON C’È, CHE POTEVA ESSERE, CHE C’È.

Non occorre certo ripercorrere tutti i nomi delle aziende colpite dalla crisi per rendersi conto che la situazione economica nel monfalconese non è delle migliori. La preoccupazione è quindi molto alta, specie per un territorio come il nostro che ha un’innegabile vocazione industriale. In questo contesto è importante e fondamentale la presenza di Fincantieri. Per il nostro cantiere vale più che mai l’appello rivolto a tutte le istituzioni locali e regionali a impegnarsi concretamente per mantenere i carichi di lavoro gravitanti su Monfalcone, e ancora di più per garantire ricadute positive sulle imprese locali, alcune delle quali in evidenti difficoltà per mancanza di lavoro. Le notizie che arrivano dalle altre sedi Fincantieri in Italia devono essere valutate molto attentamente, per evitare che la redistribuzione dei carichi di lavoro non si trasformi in una penalizzazione del nostro stabilimento. In quest’ottica va valorizzato quanto più possibile l’accordo raggiunto tra l’azienda e le Rsu locali. Il ‘’peso’’ politico e critico che la nostra zona sarà capace di esercitare per il cantiere ha anche un ruolo fondamentale anche per lo sviluppo del Porto di Monfalcone. Al contrario di quanto sostenuto dalla Lega e dal Centrodestra, non è certo colpa del sindaco di Monfalcone se il piano Unicredit non è stato realizzato. Ricordo infatti che un anno fa il ministro per le Infrastrutture e Trasporti Matteoli aveva già pronto il ddl per sviluppare il porto monfalconese, e che lo stesso

è stato bloccato da lobby nazionali vicine al governo Berlusconi (Pdl-Lega). Crea, per di più, grande preoccupazione anche la procedura autorizzativa per l’escavo del canale di accesso al Porto, che a causa della lentezza della Regione e del suo assessore rappresenta una vera spada di Damocle. Credo che la soluzione a tutte queste situazioni stia nel capire, finalmente, che è impossibile vincere giocando da soli: solo facendo rete con altre infrastrutture gravitanti sull’Adriatico si riuscirà a garantire all’Europa unita un’alternativa di peso ai grandi porti del Nord Europa per lo sviluppo dei corridoi ex-5 e Baltico-Adriatico, concorrendo ad elevare la competitività territoriale e delle aziende, favorendo l’accessibilità e l’attrazione di imprese, capitali, competenze e consumatori, sollecitando la ricerca di soluzioni organizzative tali da abbassare costi e tariffe del trasporto e della logistica. Dall’osservatorio privilegiato del Consiglio regionale, ho visto che il governo regionale di centrodestra non ha saputo essere un interlocutore credibile con il governo nazionale, e quindi con l’Europa. Dunque, dopo Unicredit, c’è il rischio concreto di perdere altre occasioni. Una delle poche luci che rischiara queste ombre è l’insediamento dell’azienda Mangiarotti, il cui arrivo (grazie all’azione del Consorzio per lo Sviluppo Industriale) ha rappresentato una vera boccata d’ossigeno: 400 addetti (rispetto ai 300 previsti inizialmente), un know-how elevatissimo e la

scommessa di investire sulla modernizzazione e innovazione produttiva per contrastare con la qualità la crisi che attanaglia molte altre aziende. Una grande sfida anche per Giuseppe Bono, neo Presidente di Confindustria di Gorizia, che ha ora il compito di guardare all’intero settore produttivo dell’isontino, oltre che a Fincantieri. Sarà certamente fondamentale, prima di tutto, mantenere i carichi di lavoro e l’occupazione in Fincantieri ma anche nelle altre aziende insediate nel nostro territorio. In questo contesto è giusto ricordare la modesta o quasi nulla attenzione della maggioranza regionale di centrodestra alle preoccupazioni sullo stato di salute del nostro territorio. Si sono fatte norme e finanziamenti su altri distretti industriali della nostra regione, e poco per la presenza industriale nel monfalconese. Mi auguro che grazie all’azione di confindustria e delle rappresentanze sindacali, invece, le istituzioni locali sappiano “alzare la voce” e rivendicare un ruolo attivo e importante nel contesto regionale e nazionale. Giorgio Brandolin Consigliere regionale PD Tratto da Paese e Dintorni periodico PD Turriaco

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O L’abbandono di Isola R T N O C E C LU

Isola Morosini, ovvero la bella abbandonata. Con certosina puntualità ad ogni puntata di Città Futura mi trasferisco per mezza giornata in quella località, infilando laddove vedo le persiane chiuse il nostro giornale nelle cassette della posta e dove trovo presenza umana mi fermo a discorrere delle cose di ogni giorno. Passo nel piccolo centro dove l’allora bravo sindaco di San Canzian Bepi Fabris negli anni ’70, con tenacia e lungimiranza fece costruire gli alloggi per braccianti, (primo esempio in Friuli) sfrattati in quel tempo, dalle case di proprietà dell’azienda perche ritirati dal lavoro per raggiunti limiti d’età. Oggi purtroppo due appartamenti su otto sono disabitati, con grave nocumento alle strutture. “Qui come vede manca tutto” mi dice in modo molto cortese una signora intenta a potare i fiori nel giardino di una delle case ricordate, “Anche il servizio di raccolta dei rifiuti lascia molto a desiderare, si mettono come prescritto i rifiuti nei contenitori nelle date previste e li rimangono per diversi giorni, a volte preda di animali notturni con quel che ne consegue”. Altre, un pochino meno cortesi e alzando il tono della voce mi fanno la lista delle cose che mancano. Come si fa a dar loro torto se in effetti la presenza di qualsiasi servizio sia privato che pubblico è inesistente? Qualche cittadino proveniente da fuori ha ristrutturato, investendo un mare di soldi, alcune case rurali riportandole al loro antico splendore, con la consapevolezza che per dare risposta a ogni minimo bisogno deve attrezzarsi con mezzi motorizzati e trasferirsi in altra località. Altri, alla ricerca di improbabili interventi faraonici, pensando di imitare qualche protagonista della serie televisiva - che se non ricordo male si chiamava “Dallas”- hanno lasciato le cose a metà, peggiorando la situazione paesaggistica originaria, e chi passa da quelle

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parti vede benissimo i fogli di e proposte si è nel tempo manicatrame posati sopra alcuni tetti festato nelle forme che ormai tutti in attesa di miglior copertura su conosciamo. Probabilmente anche pertinenze di vecchi grandi edifici la pubblica amministrazione è risvolazzare a pezzi nei circostanti masta alla finestra, mancando di campi sollecitare e promuovere in tempi Un punto di riferimento che poteva recenti (quando la crisi economica far presupporre l’inizio di una nuo- doveva ancora farsi sentire) ogni va vita per Isola era sicuramente il iniziativa per far conoscere Isola al bel ristorante “Alle Maschere”, da di fuori delle mura domestiche. La mesi ormai chiuso per cessata at- mancanza in questi anni di rapporti tività con le giunte regionali che si sono Le uniche due realtà che danno succedute, non ha giocato in falustro – se così si può dire - provengono da attività sicuramente legate alla ruralità di Isola. Mi riferisco alla scuola per fioristi collocata all’interno della ex scuola a tempo pieno, che svolge una invidiabile attività meritando tutta la possibile attenzione e la realtà casearia avviata dal signor Frate con prodotti caratterizzati dall’ alta qualità. Per il resto non c’e davvero di cui rallegrarsi, e pensare che l’Isonzato fa da confine con l’Isola del Sole, ovvero Grado. Parecchi anni fa, in sede di stesura del nuovo piano regolatore, Isola Morosini rappresentava la più importante realtà sulla quale investire nel tempo, ci furono parecchi incontri con la proprietà dei terreni per Strada dissestata presso Isola Morosini sviluppare attività del tutto complementari a Grado, offrendo vore di quella piccola comunità. Un al turismo ogni occasione di svago, segnale che sicuramente si poteva ricordo che cento ettari di terreno dare doveva iniziare dal ripristino e furono adibiti ad attività nei settori messa in funzione di quel gioiello sportivi, dal golf all’equitazione, dal che si chiama centrale idroelettricanottaggio alle piste ciclabili, al ca, vero reperto rappresentativo passeggio in percorsi densamente della civiltà industriale degli inizi alberati. Inoltre si prevedevano del ‘900, altro che la pesa di San una cinquantina di posti barca con Canzian inopinatamente celebrarelativi attracchi per consentire a ta come reperto museale da trachi voleva una vacanza lontano dal sferire ai posteri. Città Futura si clamore di trovare a Isola la meta ripromette di tornare sul tema indiadatta al riposo e al silenzio pendentemente da chi occuperà lo La bellezza dei caseggiati rurali scranno di Sindaco nei prossimi 5 esistenti trovava ogni risposta alle anni. Il territorio comunale non può esigenze insediative, non serviva essere diviso tra figli legittimi e figli e tuttora non serve un metro cubo illegittimi, le risorse vanno equadi cemento in più. Si pensava in- mente divise, se nel passato alcusomma che il recupero di tale ne realtà hanno segnato il passo, splendida realtà potesse essere bisogna compiere ogni sforzo per il fiore all’occhiello del nostro co- riportarle tutte sulla stessa linea di mune, purtroppo le cose sono an- partenza. date diversamente, il disinteresse di chi doveva presentare progetti Mansueto


O R Il mancato sviluppo T N O C di Begliano E LUC

Una certa impostazione urbanistica invita a considerare la città come un organismo vivente, capace di espandersi (o di crescere), amministrata in modo efficiente o disordinato (cioè malato); e, come un corpo vivente, un agglomerato urbano è visto come l’unione di vari organi (edifici pubblici, abitazioni, infrastrutture). Secondo questa teoria, all’analogia tra città e corpo segue immediatamente quella tra viabilità e circolazione sanguigna; la funzione delle strade è infatti affine a quella delle nostre vene ed arterie: fornire alla popolazione un flusso vitale di informazioni, merci, cultura e anche di ricchezza, essendo inoltre veicolo di coesione tra cittadini e territorio e di partecipazione alla gestione delle risorse. Eppure, per chi usufruisce delle vie che da quattro direzioni (da Ronchi, da Pieris, Turriaco e San Canzian) permettono l’accesso a Begliano, o delle strade interne alla frazione stessa, l’immagine del “flusso vitale” non è certo la più consona da associare a ciò che vive quotidianamente. Proveniendo da via S.Canzian, la strada è stretta e a ridosso dei campi, per nulla o quasi illuminata la notte; ai margini, avvallamenti e dissesti nel manto stradale inducono gli automobilisti ad imboccala tenendosi al centro, come se si trattasse di un senso unico, spesso a velocità sostenuta: non stupisce che i cittadini che vogliono (o devono) spostarsi in bicicletta affrontino il tratto con la lentezza dettata dalla prudenza. Convergendo con la via proveniente da Pieris (con annessa pista ciclabile), la strada si tuffa nel recente

FATTI SENTIRE!

sottopassaggio voluto dalla pre-cedente amministrazione provinciale, salvo ,all’uscita dallo stesso, ritrovarsi improvvisamente su un tratto d’asflato sconnesso, logoro, rabberciato alla meno peggio, anzi, quasi “rattoppato”, come un paio di pantaloni da lavoro passati di padre in figlio e di fratello in fratello per troppe generazioni. Via G.Verdi è la principale o per lo meno la più trafficata (se di traffico si può parlare) del paese: ci si potrebbe chiedere quante generazioni occorrono prima che la si possa vedere “vestita di nuovo”. E’ l’unica via del paese sulla quale si possa vedere un po’ di vita, vita che purtroppo si manifesta quasi sempre con un accalcarsi di autovetture mal posteggiate in una strada già di per sè stretta: ed ecco Via Verdi ridotta ad un fastidioso (per autisti e residenti) e pericoloso (per i ciclisti) senso unico; certamente, invitante per nessuno. L’approccio a Begliano da Via G.Oberdan è ancora più mesto e privo di qualsiasi indizio di vitalità commerciale o culturale; neppure alle ruote massicce delle corriere della linea 3 (Gradisca-Monfalcone) sono indifferenti dai crateri neri che si aprono lungo il percorso, mal otturati da qualche frettolosa palata d’asfalto o da qualche pietosa secchiata di ghiaia. A chi arriva da Ronchi si aprono due possibilità di accesso al paese: passando a fianco alla statale, su Via A. Smareglia, accolti in primis dal significativo cartello “Obitorio” e dalle imprecazioni dei molti automobilisti (ad onor del vero, certe voragini del manto stradale sono involontariamente più efficaci di qualsivoglia rallentatore); oppure, abbandonando Via Aquileia e passando attraverso la zona industriale, si accede a Begliano

Vuoi commentare gli articoli? Hai delle proposte da sviluppare? Vuoi partecipare al lavoro di redazione? Scrivici una mail o seguici su Facebook e sul blog. cittafutura.sancanzian@gmail.com cittafutura san canzian sancanziancittafutura.wordpress.com

tramite Via Brigata Fontanot. Quest’ultimo collegamento, più simile ad un vialetto d’accesso privato che ad una strada comunale, presenta tratti comuni alle altre direttrici d’accesso al paese: ristretta sede stradale, indicazioni mal segnalate. In aggiunta, due rallentatori che, con la loro altezza notevole, rafforzano la convinzione che si tratti di una strada privata. Ad ulteriore discapito della popolazione, Via B.Fontanot, contrariamente alle altre vie, non raccorda tra loro dei centri urbani, bensì collega Begliano ad una zona artigianale che, ultimamente, ha vissuto anche uno sviluppo nell’ambito dell’intrattenimento (ad es. la palestra): un possibile sbocco per le, seppur poche, attività commerciali di Begliano, per esempio nel campo della ristorazione. Nonostante la contiguità tra la zona artigianale e quella residenziale, invece, il potenziale bacino d’utenza rimane scarsamente sfruttato, proprio a causa della mediocrità dei collegamenti. Queste strade scrostate, i loro percorsi sconnessi, le buche e i cedimenti del manto stradale non riportano alla mente delle arterie portatrici di vita, ma piuttosto sembrano le ossa artritiche di un corpo malandato che, invece di venire curato o almeno aiutato, sia stato considerato un peso ed abbandonato dall’indifferenza di una classe politica locale che da ormai trentanni non spera in un miglioramento, ma in un distacco silenzioso e purtroppo doloroso. Anche a Isola Morosini si respira l’abbandono, per simili condizioni; ma a Begliano l’amarezza cresce qualora si riscontri quanto questa frazione sia immersa in un ben più denso ed esteso tessuto stradale e territoriale, compresa com’è tra Ronchi, Staranzano, Pieris, Turriaco e S.Canzian: guardando una qualsiasi cartina, pare impossibile spiegarsi il suo stato di isolamento. Redazione Città Futura Marzo 2012

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DOCUMENTO ESCLUSIVO!

Il RICATTO che il PD locale ha posto alla FEDERAZIONE DELLA SINISTRA già nel giugno 2011! UN SOLO OBIETTIVO: DIRE NO ALLA PRIMARIE!!! Elezioni(Amministrative(per(il(comune(di(San(Canzian(d’Isonzo(mandato(2012;2017.(

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5) Individuano( nella( persona( della( Sig.ra( Silvia( Caruso( il( futuro( candidato( sindaco( del( comune( di( San( Canzian( d’Isonzo( per( il( mandato( 2012;2017( ritenendola( garante( della( continuità( nell’azione( amministrativa( di( entrambe( le( forze( politiche.( 6) Stabiliscano(concordemente(che(un(eventuale(allargamento(del(presente(accordo( ad( altre( forze( politiche( avrà( come( elementi( imprescindibili( e( non( oggetto( di( mediazione:( 9 il(rispetto(dei(punti(programmatici(qualificanti;( 9 la(modalità(di(individuazione(dei(candidati(componenti(le(liste;(

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